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Mercoledì 15 marzo 2006 - Strasburgo Edizione GU

Documento strategico per l’allargamento (2005) (discussione)
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  Cem Özdemir (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la presente relazione chiede una delimitazione dei confini geografici dell’Unione europea e una definizione della sua natura. Alcuni democratico-cristiani, ma anche qualche socialdemocratico, si stanno guardando intorno per individuare alternative all’adesione all’Unione europea. Vorrei ricordare all’Assemblea che qualche anno fa politologi e analisti non si sarebbero mai immaginati che un giorno la cortina di ferro sarebbe scomparsa. E invece è successo, e non possiamo che gioirne. Faccio appello all’Assemblea affinché sia prudente nel prevedere cosa diventerà l’Unione europea tra venti, trenta o quarant’anni, quando la maggior parte di noi avrà da tempo cessato di condurre una vita politica attiva. Ritengo che ciò converrebbe a tutti, viste le previsioni errate formulate dalla maggior parte di noi riguardo ciò che sarebbe successo nel 1989.

L’altro aspetto che vorrei sollevare è che tutti parlano della necessità di attuare il Protocollo di Ankara, e a ragione, ma ciò che va aggiunto è il fatto che anche la Turchia e la parte nord di Cipro sono favorevoli a una soluzione, e noi abbiamo fatto determinate promesse. Va applicata l’antica massima “pacta sunt servanda”, e ciò significa che occorre porre fine all’isolamento della parte settentrionale dell’isola, come ha promesso l’Unione europea.

All’onorevole Brok vorrei dire che auspicherei che Helmut Kohl non comparisse solamente nei libri di storia, bensì potesse anche, di tanto in tanto, svolgere un ruolo nell’elaborare la politica europea della CDU.

 
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