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Discussioni
Mercoledì 22 marzo 2006 - Bruxelles Edizione GU

15. Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.

 
  
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  Manuel Medina Ortega (PSE).(ES) Oggi prendo la parola per parlare di una grande tragedia umanitaria attualmente in atto.

Dal 1° gennaio di quest’anno, oltre mille immigranti africani hanno raggiunto le acque delle Isole Canarie, ma altrettanti sono annegati nella traversata dalla Mauritania. Si tratta di un’enorme ecatombe.

Il governo spagnolo e il governo della Mauritania hanno cominciato a collaborare, ma spero che l’Unione europea, e specificamente la Commissione e il Consiglio, adottino presto misure volte a risolvere questa grande tragedia umana.

 
  
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  Arūnas Degutis (ALDE).(LT) L’espansione e la realizzazione della rete transeuropea costituiscono quasi un punto di forza nel nostro impegno per il conseguimento degli obiettivi presentati nel Libro bianco del 2001 della Commissione europea e nella messa in opera della strategia di Lisbona. Tuttavia, i progetti delle reti transeuropee sono stati valutati soltanto se sono stati pianificati, finanziati e attuati in modo adeguato. Tenendo presente la proposta sulle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 fatta dal Consiglio europeo a dicembre, diventa chiaro che emergeranno ovviamente difficoltà finanziarie al momento di valutare i progetti. Ritengo quindi che l’Unione europea debba contribuire in maggior misura alla realizzazione promuovendo un approccio più flessibile all’utilizzo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione per il finanziamento delle reti transeuropee, nonché il finanziamento dei programmi Galileo a carico della linea di bilancio per la ricerca scientifica. Ai progetti deve inoltre essere applicato un ordine di priorità, dando la precedenza a progetti come, ad esempio, quelli del settore ferroviario, nel quale si sono compiuti sinora i massimi progressi con i cosiddetti corridoi ferroviari transfrontalieri.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL).(PT) I problemi arrecati ai coltivatori portoghesi dalla pessima annata agricola, in seguito all’estrema siccità dell’anno scorso, sono stati aggravati dall’interruzione unilaterale da parte del governo di misure agroambientali stabilite nel 2005 con gli agricoltori e cofinanziate per l’85 per cento dall’Unione europea. Questa situazione è anche un esempio delle conseguenze dell’applicazione dei criteri irrazionali del Patto di stabilità e di crescita, che conduce a drastici tagli al bilancio per controllare il disavanzo, indipendentemente dai problemi economici e sociali così causati, impedendo anche l’uso di fondi comunitari mancanti nel bilancio portoghese, come ha indicato il governo, per il 15 per cento del contributo nazionale.

Ciò solleva due questioni: in primo luogo, quando si porrà fine ai criteri irrazionali del Patto di stabilità e di crescita e, in secondo luogo, se la Commissione ha una strategia per alleviare i problemi degli agricoltori portoghesi.

 
  
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  Gerard Batten (IND/DEM).(EN) Signor Presidente, il Regno Unito gode attualmente di una deroga fiscale sulla nafta rossa che si applica alle imbarcazioni da diporto. Tale deroga scade a dicembre 2006 e, se non sarà prorogata, il prezzo del carburante per barche a motore potrebbe triplicare. Se si verificherà tale situazione, si registrerà inevitabilmente una riduzione della navigazione da diporto. Lo Scacchiere riceverà un gettito fiscale inferiore, non superiore, e le comunità locali subiranno un danno economico. Il prolungamento della deroga è una questione che riguarda il Consiglio e la Commissione, ma la politica fiscale dovrebbe essere prerogativa esclusiva dei governi nazionali sovrani.

Tutti i deputati britannici al Parlamento europeo dovrebbero esercitare pressioni sul ministro responsabile affinché la deroga continui. Dovrebbero altresì aderire alla campagna per il mantenimento della deroga lanciata dal periodico Motorboat Monthly. Sarò lieto di informarli sulle modalità di adesione.

 
  
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  Urszula Krupa (NI).(PL) Signor Presidente, questa è la terza volta nel corso dell’attuale legislatura parlamentare che prendo la parola in una seduta plenaria per protestare contro la discriminazione ai danni dei cattolici. Questa volta vorrei parlare del blocco delle trasmissioni interattive di Radio Maryja su Internet, che rappresenta l’unica fonte affidabile di informazioni per i deputati di fede cristiana. Le nostre attività, come quelle del nostro elettorato, sono collegate a questi mezzi di informazione e il fatto che sia stata bloccata la ricezione di questa stazione significa quindi che da due mesi siamo privati di qualsiasi contatto con il nostro elettorato.

Le richieste e i solleciti inoltrati ai servizi di informazione e telecomunicazioni non hanno sortito alcun risultato, motivo per cui mi sento costretta a intervenire in Aula facendo riferimento all’articolo 10 della Convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La situazione attuale costituisce una violazione evidente dei principi sanciti nella Convenzione. Noi speriamo che nel Parlamento europeo saranno garantite, a noi e ad altre minoranze, le nostre libertà.

 
  
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  Tunne Kelam (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, vorrei esprimere la mia preoccupazione per le condizioni in cui le autorità russe tengono i loro prigionieri. In violazione della legge, Mikhail Khodorkovsky della Yukos Company è stato trasferito a 7 000 chilometri di distanza dalla sua famiglia. Il suo avvocato si è recato nel campo di detenzione siberiano – impiegando sei ore di aereo, tredici ore di treno e un paio d’ore in auto – per preparare un appello al Tribunale per i diritti umani di Strasburgo. Le è stato permesso di incontrare il suo cliente soltanto dopo le 18. Dopo alcuni incontri serali, Khodorkovsky è stato improvvisamente trasferito in una speciale cella di isolamento, dove si trova tuttora. La ragione apparente era quella di impedirgli di completare il suo appello al Tribunale di Strasburgo. Invito i colleghi a reagire a queste azioni arbitrarie da parte delle autorità russe, le quali sfidano manifestamente le loro stesse leggi.

 
  
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  Marianne Mikko (PSE).(ET) Domenica sono stati arrestati a Minsk due giovani estoni, osservatori non ufficiali delle elezioni, ai quali è stato intimato: “Non venite a Minsk con la vostra rivoluzione arancione”. Anche questa volta le elezioni in Bielorussia non sono state libere. Sono invece convinta che le elezioni che si svolgeranno in Ucraina questo fine settimana saranno democratiche, corrette e libere. Lo posso confermare perché sono appena stata a Kiev.

L’Estonia è solidale con la Moldova, l’Ucraina e la Bielorussia, perché non abbiamo dimenticato la nostra storia.

Questa settimana, l’Estonia piange una persona senza la quale il nostro ritorno in Europa sarebbe stato notevolmente più difficile. Nei necrologi il Presidente Lennart Meri è celebrato come un grande estone. Fu nominato europeo dell’anno cinque anni prima che l’Estonia entrasse nell’Unione europea. Lennart Meri ha dedicato tutta la sua energia a lottare contro una mentalità europea ristretta.

L’Unione europea non dovrebbe comportarsi in maniera miope o poco lungimirante. Deve sostenere tutti i paesi che tentano di liberarsi dalle pastoie del passato e di unirsi a un’Europa democratica.

Dobbiamo affermare inequivocabilmente che l’adempimento dei tre criteri di Copenaghen offre anche agli Stati vassalli dell’Unione Sovietica l’opportunità di divenire Stati membri dell’Unione europea.

 
  
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  Danutė Budreikaitė (ALDE).(LT) Con l’avvicinarsi della decisione relativa all’ampliamento della zona euro, i criteri per l’introduzione della moneta unica stanno diventando sempre più politicizzati. La direzione della Banca centrale europea ha dichiarato che i criteri devono essere soddisfatti a lungo termine, non solo durante il periodo di valutazione. Di recente, il prezzo elevato delle forniture di energia – un fattore esterno, indipendente dalla gestione dell’economia di un paese – sta influenzando uno dei criteri di Maastricht – l’aumento dell’inflazione. E’ molto complesso mantenere tassi elevati di crescita economica e un basso tasso di inflazione. Inoltre, nel determinare i criteri riguardanti l’inflazione, dobbiamo tenere conto anche della riduzione fortuita del prezzo di certi beni in Finlandia e nei Paesi Bassi, che vantano i tassi di inflazione più bassi, e migliorare quindi i mezzi per la definizione dei criteri. In Lituania l’inflazione supera forse in lieve misura il parametro fissato dai criteri. Da sei anni è notevolmente più bassa rispetto ai requisiti di Maastricht, ma in un’economia che sta emergendo così rapidamente, mantenere bassi i prezzi è un compito veramente complesso. Dopo l’esito negativo del referendum sul Trattato costituzionale e senza una politica estera e sull’energia comune, almeno ampliamo la zona dell’euro e imprimiamo all’Unione europea un rinnovato impulso per la crescita.

 
  
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  Mario Borghezio (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’esclusione dal gruppo IND-DEM della delegazione polacca e della Lega Nord è uno scandalo, avvenuto con una procedura illegale dalla A alla Z, di stampo sovietico.

Vi è una lettera indirizzata al Presidente del Parlamento europeo da parte dell’allora presidente dell’ufficio di presidenza dell’IND-DEM, l’on. Piotrowski. Vogliamo sapere dal Presidente quando sarà data una risposta ufficiale a questo reclamo.

Siamo pronti a ricorrere alla Corte di giustizia europea e nel frattempo coloro che con procedura sovietica ci hanno esclusi da questo gruppo con una defenestrazione, che ricorda appunto il comunismo, sono indagati alla Corte dei conti per pasticci fatti nell’uso dei fondi, pasticci ai quali noi e gli amici e colleghi della delegazione polacca ci siamo sempre opposti in nome dei principi di trasparenza. Fate chiarezza su questa questione, che fa vergogna al Parlamento europeo.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE-DE).(LT) Domenica scorsa il Parlamento europeo attendeva le elezioni presidenziali che erano in programma in Bielorussia. E’ vero, la campagna elettorale ha lasciato poco spazio alla speranza che le elezioni sarebbero state democratiche, libere e corrette, poiché è stata condotta in un’atmosfera di minacce, di arresti dei leader dell’opposizione e di repressione della stampa indipendente. Responsabile di tutto questo è il regime di Lukashenko, ma alcuni speravano comunque che almeno le elezioni sarebbero state corrette. Purtroppo, invece che alle elezioni abbiamo assistito a una farsa, a una consultazione truccata, come quelle organizzate negli anni ’30 o negli anni ’50 nell’Europa orientale e in Lituania durante l’occupazione sovietica. Questo è confermato dalle conclusioni della missione degli osservatori OSCE, ma la “rivoluzione dei jeans” non è finita. Circa 600 giovani hanno trascorso un’altra notte in tenda nella piazza di ottobre a Minsk, affrontando una temperatura di 10 gradi sotto zero. Ieri 11 ambasciatori dell’UE sono andati a far loro visita per dimostrare la solidarietà dell’Unione europea. Signor Presidente, dobbiamo esigere l’organizzazione di nuove elezioni presidenziali in Bielorussia.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (PSE).(PL) Signor Presidente, accogliamo con soddisfazione i chiari progressi compiuti nei negoziati con il Consiglio sulle nuove prospettive finanziarie. Il risultato del trilogo di ieri, tuttavia, è stato solo il primo passo sulla via verso un accordo, e questo passo è stato compiuto a metà del semestre di Presidenza austriaca. Ci sono voluti tre mesi interi perché il Consiglio avviasse i negoziati. Nel frattempo, tra nove mesi scadrà l’accordo interistituzionale, comincerà un nuovo periodo di programmazione e l’Unione europea avrà due nuovi Stati membri, eppure non sappiamo ancora quale sarà il nostro bilancio e che tipo di Unione europea ci stiamo sforzando di realizzare.

Non abbiamo tempo per negoziati che si trascinano per mesi, in particolare per il fatto che i cittadini dell’Unione europea non capiscono perché sia così difficile giungere a un accordo se stiamo tutti lavorando per lo stesso fine, vale a dire per lo sviluppo equilibrato nell’interesse di tutti gli Stati membri. Il tempo lavora contro i progressi, tuttavia, e i ritardi nell’attuazione dei nuovi programmi equivalgono di fatto a occasioni di investimento e opportunità perdute. Di questo saremo responsabili di fronte ai cittadini dell’Europa unita. In ogni caso, non possiamo permetterci di sprecare le prossime settimane. Dobbiamo giungere a un compromesso al più presto.

 
  
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  Marios Matsakis (ALDE).(EN) Signor Presidente, la settimana prossima a Cipro ricorre la giornata di commemorazione per coloro che persero la vita nella sollevazione popolare del 1955 contro il dominio coloniale britannico. Centinaia di civili, compresi donne e bambini, furono uccisi o giustiziati dall’esercito britannico durante la lotta per la libertà, durata quattro anni, che terminò nel 1959, dopo che il Regno Unito fu costretto a concedere a Cipro una forma di indipendenza. Oggi, Cipro e il Regno Unito, in uno spirito di perdono e di riconciliazione, sono paesi amici e partner attraverso l’appartenenza all’Unione europea e cooperano strettamente nel tentativo di ottenere la pace e la prosperità.

Tuttavia, le relazioni tra i due paesi rischiano purtroppo di deteriorarsi a causa della presenza permanente di truppe britanniche a Cipro. Circa diecimila soldati britannici sono di guarnigione in un’area equivalente al quattro per cento circa del territorio dell’isola, nota come basi sovrane britanniche. Molte migliaia di civili ciprioti vivono in queste aree nelle quali, stranamente, non si applica l’acquis comunitario. I diritti umani di questi cittadini sono pesantemente violati dal Regno Unito.

Faccio appello ai colleghi britannici perché comprendano i sentimenti e rispettino i diritti dei cittadini ciprioti ed esercitino pressioni sul loro governo affinché restituisca questo territorio delle basi britanniche al legittimo proprietario: il popolo di Cipro.

So che questo è un punto dolente, ma spero che siate d’accordo con me sul fatto che è del tutto inaccettabile che il Regno Unito, uno Stato membro dell’Unione europea, occupi parte di un altro Stato membro, Cipro.

 
  
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  Dariusz Maciej Grabowski (NI). (PL) Signor Presidente, l’Unione europea ha parteggiato per la banca UniCredito Italiano nella sua controversia con il governo polacco. Così facendo, ha ignorato l’antico principio Pacta sunt servanda – gli accordi devono essere rispettati – poiché UniCredito non ha mantenuto l’accordo sottoscritto. L’Unione ha ignorato il fatto che, a seguito delle azioni della banca, i servizi bancari sul mercato polacco sono stati monopolizzati. Essenzialmente, i funzionari dell’UE stanno proteggendo gli interessi e i profitti di UniCredito Italiano.

Con questo atteggiamento i funzionari dell’Unione europea vogliono forse dimostrare che l’idea secondo cui le Istituzioni europee esistono per proteggere i consumatori, gli imprenditori e la concorrenza è solo un luogo comune e che ciò che conta realmente sono gli interessi delle grandi imprese? Questo è un diktat al quale noi deputati polacchi ci opponiamo.

 
  
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  Csaba Sándor Tabajdi (PSE).(HU) Signor Presidente, vorrei parlare dell’ultima discriminazione ai danni dei nuovi Stati membri. La tornata di Strasburgo del Parlamento europeo è sempre una dura prova per i deputati. Molti parlamentari possono accedere a Strasburgo solamente via Francoforte. Questo comporta un faticoso viaggio di due ore e mezzo in pullman.

Adesso abbiamo però un ulteriore inconveniente oltre a quelli incontrati sinora. All’aeroporto di Francoforte i passeggeri che viaggiano con compagnie aeree di nuovi Stati membri devono ora superare due controlli di sicurezza, mentre gli altri passeggeri solo uno. E’ piuttosto interessante che i passeggeri diretti in Afghanistan debbano superare un solo controllo di sicurezza, mentre quelli diretti nelle capitali dei nuovi Stati membri, come Tallinn, Riga, Vilnius, Varsavia, Praga, Bratislava, Budapest e Lubiana, ne devono superare due.

Questo è un esempio di un’altra evidente discriminazione ai danni delle compagnie aeree dei nuovi Stati membri e dei passeggeri diretti in questi paesi, perché aumenta i costi sostenuti da tali compagnie. Vorrei chiedere ai deputati tedeschi di adoperarsi affinché sia messa fine alla discriminazione contro i nuovi Stati membri.

 
  
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  Hannu Takkula (ALDE).(FI) Signor Presidente, vorrei affrontare molto brevemente due questioni. La democrazia e i diritti umani sono molto importanti per gli europei: ci teniamo a custodirli e preservarli. L’onorevole Tunne Kelam ha già sollevato la questione riguardante la situazione dei diritti umani in Russia e, in particolare, il trattamento subito da Mikhail Khodorkovsky. Se realmente nell’Unione europea sosteniamo i diritti umani, non possiamo accettarlo. Dobbiamo intervenire nel caso Khodorkovsky, nonché in generale riguardo alla situazione dei diritti umani in Russia.

Un’altra questione connessa alla democrazia è la necessità di sapere con precisione nell’Unione europea come vengono spesi gli euro dei contribuenti europei. Non possiamo sostenere organizzazioni terroriste come Hamas, che ora è salito al potere nella regione autonoma palestinese. Al contrario, dovremmo promuovere la democrazia, cessare la cooperazione con le organizzazioni terroristiche e smettere di finanziarle.

 
  
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  James Hugh Allister (NI).(EN) Signor Presidente, in seguito all’attuazione della direttiva sui nitrati, il settore agricolo nel mio collegio elettorale e altrove è costretto a ingenti esborsi di capitale allo scopo di aumentare radicalmente la capacità di stoccaggio dei liquami. Per aiutare il settore, il Regno Unito ha annunciato un programma statale di sovvenzioni che prevede la possibilità di presentare domande entro la fine di questo mese. In seguito, all’inizio del mese, lo stesso dipartimento ha annunciato unilateralmente che il programma veniva sospeso, perché l’importo ad esso destinato – appena 45 milioni di sterline – era già stato superato.

Gli agricoltori che in buona fede stavano lavorando per rientrare nei termini stabiliti si trovano evidentemente svantaggiati. La giustificazione per ottenere la sovvenzione, vale a dire la necessità di intraprendere un lavoro eccessivamente costoso, sussiste ancora. Tuttavia, ora l’assistenza finanziaria è stata annullata. Questo non è corretto, in quanto i 45 milioni di sterline erano evidentemente insufficienti. Questa sera mi avvalgo quindi della possibilità di intervenire in quest’Aula per esortare il governo del Regno Unito a destinare fondi sufficienti per permettere la realizzazione di quest’opera essenziale, altrimenti l’attuazione della direttiva sui nitrati sarà impossibile.

 
  
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  Joseph Muscat (PSE).(EN) Signor Presidente, il 19 febbraio 2006 un piccolo gruppo di giovani maltesi appartenenti a Moviment Graffitti ha organizzato una protesta pacifica in favore della pace e contro la guerra. Essi intendevano esprimere la loro disapprovazione per la presenza di cinque navi da guerra della NATO nei porti maltesi, esponendo semplicemente striscioni recanti le scritte “Pace, non guerra” e “Le navi da guerra uccidono”. Le autorità di polizia hanno impedito a questi attivisti di esporre i loro striscioni – una piccola e legittima protesta pacifica – sul Pinto Wharf e sui bastioni del Grand Harbour.

Inoltre, pare che agli attivisti sia stato comunicato che tali dimostrazioni non saranno permesse in futuro. Questo atteggiamento è inaccettabile e viola il diritto fondamentale della libertà di espressione. Ho pertanto chiesto alla Commissione di esprimersi su questo caso. Dovremmo dimostrare piena solidarietà a questi giovani ed esortarli a continuare ad esercitare il diritto di esprimere le proprie opinioni in maniera pacifica.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

 
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