Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0188/2006), presentata dall’onorevole Grech a nome della commissione per i bilanci, sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l’esercizio 2007 [2006/2022(BUD)].
Louis Grech (PSE), relatore. – (EN) Signor Presidente, il 2007, il primo anno delle nuove prospettive finanziarie, sarà destinato al consolidamento della spesa nello stato di previsione del bilancio del Parlamento per il prossimo anno. Attraverso questa operazione di inventario e il processo di consolidamento dobbiamo rafforzare le azioni di comprovata efficacia ed eliminare, o almeno ridurre, le attività che non arrecano alcun valore.
In questo tipo di scenario, occorre attribuire maggiore importanza al ricorso ai bilanci per attività. La relazione, inoltre, sottolinea che il bilancio dovrebbe riflettere le esigenze finanziarie reali. Ecco perché è necessario procedere a una valutazione esaustiva del mantenimento del massimale autoimposto del 20 per cento. Occorre effettuare un’analisi costi-benefici che ci permetta di capire come dobbiamo comportarci per agire nel superiore interesse del Parlamento, anche ai fini dell’indipendenza finanziaria di cui la nostra Istituzione deve godere ora e in futuro, quando nel 2009 entrerà in vigore lo statuto dei deputati, pari a circa 100 milioni di euro l’anno.
Questo approccio finanziario si traduce in uno stato di previsione più efficace, trasparente e analitico, il che mi porta ad affrontare un’altra questione chiave della relazione: l’acquisto di edifici parlamentari. A tale proposito, e alla luce di quanto avvenuto di recente in merito all’acquisto degli edifici WIC e SDM a Strasburgo, non abbiamo alcuna esitazione a trasferire in una riserva per gli edifici i 50 milioni di euro destinati all’acquisto di tali immobili.
Sarebbe imprudente sbloccare questi fondi prima di giungere a un chiarimento soddisfacente delle vicende ancora incerte e irrisolte relative a tali edifici. Non vogliamo sottovalutare il positivo impatto finanziario della nostra politica in materia di acquisti. Abbiamo rilevato più volte i notevoli risparmi che questa politica ha creato negli anni. Tuttavia, sarebbe opportuno valutare l’ipotesi di riesaminare la politica generale di acquisti in materia di edifici parlamentari, tenendo altresì conto degli uffici di informazione dislocati nei vari Stati membri.
La relazione affronta anche le questioni del programma per i visitatori e della politica dell’informazione. Purtroppo non è stata adottata alcuna decisione in merito ai 5 milioni di euro assegnati al miglioramento del programma per i visitatori. Questa situazione è insostenibile e i parlamentari si aspettano che l’Ufficio di presidenza prenda una decisione anteriormente alla prima lettura.
Nel 2006 il Parlamento ha deciso di investire in tre importanti progetti nel campo dell’informazione, tra cui figuravano la costruzione di un nuovo centro per i visitatori, l’allestimento di installazioni audiovisive e l’attivazione della rete televisiva su Internet. A tale proposito l’amministrazione ci ha proposto uno stanziamento pari a 25 milioni di euro per la realizzazione di questi progetti nel 2007. In linea di principio conveniamo che occorre fare di più per migliorare la connettività tra i cittadini e le nuove Istituzioni che li rappresentano. Tuttavia, prima di sbloccare, parzialmente o in toto, alcuni di questi fondi dalla riserva, dovranno essere presentate informazioni più precise e dettagliate in materia di supervisione politica, organizzazione, struttura dei costi e contenuto dei programmi. Alla luce delle attuali ristrettezze di bilancio, continuiamo a ritenere immotivata la richiesta di creare 74 nuovi posti, soprattutto in concomitanza con il consolidamento della spesa. Date le circostanze, i relativi stanziamenti sono stati iscritti in riserva finché non saranno disponibili, anteriormente alla prima lettura, informazioni più precise che giustifichino questa richiesta.
Cambiando argomento, va rilevato che verranno assegnati 48 milioni di euro per l’adesione di Romania e Bulgaria. In caso di rinvio, occorrerà detrarre l’impatto finanziario di circa 24 milioni di euro dal bilancio 2007.
Un altro settore importante su cui ci siamo concentrati nella nostra relazione è quello dell’assistenza e dei servizi per i deputati. Al riguardo, l’amministrazione effettuerà un sondaggio sulla qualità dei servizi offerti ai deputati. Siamo fiduciosi che il processo di inventario sull’operazione “Alzare la posta”, unitamente alle conclusioni dell’indagine, permetteranno di migliorare nettamente questo importante aspetto.
Nella relazione abbiamo citato anche una serie di altre priorità che dobbiamo affrontare, quali la formazione, le assunzioni connesse all’allargamento, lo statuto degli assistenti dei deputati, la sicurezza e i contratti per la prestazione di servizi esterni. Purtroppo, non ho il tempo di soffermarmi su tutti questi punti, ma di certo non possiamo ignorarli.
In conclusione, vorrei ringraziare i colleghi, i relatori ombra, i coordinatori e i membri della commissione per i bilanci per la collaborazione e la costruttiva partecipazione alla stesura di questo documento, al quale abbiamo lavorato nel comune obiettivo di migliorare le prestazioni, la qualità e la responsabilizzazione nel funzionamento del Parlamento.
Ville Itälä, a nome del gruppo PPE-DE. – (FI) Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare il relatore, onorevole Grech; il collega ha svolto un ottimo lavoro e la collaborazione che abbiamo instaurato è stata molto gradevole. E’ stata un’esperienza piacevole collaborare a questo progetto. Vorrei tuttavia formulare alcune osservazioni.
Primo, si è sempre detto che spenderemo il 20 per cento in più rispetto all’anno scorso, incremento che potrebbe non essere giustificato da alcun principio. Il principio può semplicemente essere che stiamo valutando con molta attenzione le nostre esigenze e il modo di utilizzare con parsimonia il denaro dei contribuenti.
Passiamo poi alle voci di bilancio e in particolare alla politica dell’informazione. L’anno scorso abbiamo deciso a larga maggioranza di aggiungere cinque milioni di euro per i gruppi di visitatori. I deputati al Parlamento europeo si aspettano che questi cinque milioni vengano utilizzati, ma non è così. Si tratta di una situazione piuttosto frustrante. Perché in generale il Parlamento europeo prende decisioni, se poi queste non vengono messe in pratica? Mi auguro che il Presidente del Parlamento faccia in modo che si segua la volontà dell’Assemblea sulla questione e che i cinque milioni di euro vengano spesi.
E’ stato poi espresso l’auspicio di attivare una rete televisiva su Internet, benché non sia stata adottata alcuna decisione al riguardo. A mio avviso, la commissione ha giustamente posto la condizione di prevedere piani finanziari a lungo termine a questo riguardo: occorre valutare i costi che questo allestimento avrà il prossimo anno, fra cinque anni o addirittura in un arco di tempo più lungo. Potremo così sapere cosa ci aspetta e come funzionerà l’amministrazione. Prima che questo accada, non potrà essere adottata alcuna decisione.
Vorrei inoltre soffermarmi su un aspetto relativo all’asilo infantile. Il Parlamento ha abbandonato l’idea di allestire un asilo in questa sede e ha comprato uno splendido edificio, collocato in una bella posizione per i bambini, ma situato assolutamente nel posto sbagliato. L’asilo avrebbe dovuto trovarsi all’interno di questo edificio o nelle sue immediate vicinanze. Il comportamento che teniamo in veste di datori di lavoro è importante. Dovremmo dare l’esempio e sono delusa dai socialdemocratici, che non si preoccupano delle famiglie con bambini, umiliano le persone e sembrano disprezzare le famiglie con figli. Votiamo a favore dei centri sportivi, dei fondi per la rete televisiva su Internet e di molte altre comodità, ma non ci occupiamo delle famiglie che hanno bambini. Mi auguro che la questione venga nuovamente sollevata.
Neena Gill, a nome del gruppo PSE. – (EN) Signor Presidente, vorrei ringraziare il relatore per l’esaustivo lavoro svolto su questo documento. Mi congratulo con Louis Grech per aver posto l’accento su un uso più efficace dei fondi. Per questo motivo sostengo vivamente l’introduzione dei bilanci per attività. Sono cinque anni che chiedo l’adozione di questo sistema da parte del Parlamento; grazie ad esso, infatti, sarebbe possibile dare prova di maggiore trasparenza. Sono tuttavia rimasta delusa dalla riluttanza dell’amministrazione a introdurre tale sistema; penso sia ormai giunto il momento di adottarlo. Chiedo dunque al Segretario generale di affrontare molto seriamente la questione per vedere quali progressi si possono compiere in quest’ambito.
La seconda questione che vorrei sollevare è il problema che si ripresenta ogni anno del servizio autovetture. Non condivido quanto si afferma nella relazione, sono in altre parole contraria ad aumentare gli stanziamenti a favore del servizio autovetture per i deputati. Sostengo l’emendamento presentato dal gruppo Verts/ALE, secondo cui è opportuno esaminare il servizio e verificare la possibilità di migliorarlo senza aumentare gli stanziamenti. Non dobbiamo iniziare ad assegnare più fondi, soprattutto quando i deputati possono avvalersi di rimborsi per le spese di taxi.
Quanto all’informazione e alla comunicazione, non sottolineeremo mai abbastanza la necessità di ottenere risultati che sono essenziali per il nostro contatto con i cittadini. Sono assolutamente favorevole alla proposta di allestire una rete televisiva su Internet e creare un centro migliore per i visitatori.
Anne E. Jensen, a nome del gruppo ALDE. – (DA) Signor Presidente, anch’io desidero rivolgere un caloroso ringraziamento all’onorevole Grech per il suo costruttivo e approfondito lavoro sulla dotazione finanziaria del Parlamento per il 2007. Si tratta di un bilancio di poco inferiore a 1,4 miliardi di euro, e vorrei richiamare la vostra attenzione su tre punti. Il primo di questi è che circa la metà della spesa è dovuta all’estensione geografica delle attività del Parlamento e al fatto che lavoriamo in molte lingue. Vi sono condizioni che sono molto specifiche del Parlamento europeo, ma ve ne sono anche altre che sfuggono al nostro stesso controllo.
In secondo luogo, desidero evidenziare la necessità di aggiornare costantemente le priorità e di pervenire a una maggiore efficienza, soprattutto per quanto riguarda la politica del personale, in cui è necessario ricorrere al reimpiego. Vorrei richiamare l’attenzione sulla necessità di disporre di servizi migliori per i deputati, affinché possano lavorare con più efficienza; a questo proposito occorre valutare attentamente i contributi degli uffici di informazione nazionali.
Il terzo punto che vorrei sollevare è la questione dell’acquisto di edifici a Strasburgo. Ovviamente la questione ha suscitato molte polemiche in seno all’opinione pubblica e sarebbe del tutto inammissibile se venisse fuori che la sede del Parlamento europeo a Strasburgo è stata una gallina dalle uova d’oro per la città. Per il momento, quindi, siamo costretti a sospendere l’acquisto di edifici. Personalmente, preferirei se il Parlamento riuscisse ad accontentarsi di fissare la sua unica sede a Bruxelles; potremmo così lavorare effettivamente anche su questo punto.
Hans-Peter Martin (NI). – (DE) Signor Presidente, intervengo con la speranza che mi sia concesso lo stesso tempo di parola di cui hanno usufruito i precedenti oratori, verso i quali lei è stato molto generoso. La situazione che abbiamo dinanzi è estremamente triste. Ancora una volta, la relazione dimostra che occorre aumentare il bilancio di altri 4,2 punti percentuali e che si devono assumere altre 250 persone. Ciò dimostra che il lavoro che svolgete in questa sede è espressione di un’irresponsabilità organizzata. E’ evidente che un gruppo di persone ha dirottato il progetto europeo e, purtroppo, sono convinto che coloro che tollerano passivamente questa situazione passeranno ancora una volta alla storia come immorali scialacquatori.
Se prendeste questa relazione, la traduceste in tutte le lingue ufficiali e la faceste leggere ai cittadini europei, ne rimarrebbero sconcertati; direbbero: “Ma cosa credete? Non abbiamo più quei soldi, non possiamo più permetterci certi bilanci! Se anche venisse ridotta della metà, questa somma sarebbe pur sempre eccessiva”. Tutti i presenti sanno che le cose stanno così, ma non si comportano di conseguenza. Questa situazione mi ricorda molto l’Unione Sovietica degli ultimi tempi, quando ogni anno si parlava di raccolti record, di nuove massimalizzazioni e di guadagni in termini di efficienza. Quello che abbiamo dinanzi è un documento riprovevole ed è indegno del Parlamento europeo.