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Discussioni
Martedì 26 settembre 2006 - Strasburgo Edizione GU

Progressi della Turchia verso l’adesione (discussione)
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  Cem Özdemir (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, desidero innanzi tutto ringraziare il relatore per i suoi sforzi tesi a cogliere l’umore dell’Assemblea e a trarne una maggioranza. Tuttavia, credo che la decisione della commissione per gli affari esteri tenda a essere nemica del bene.

Vorrei dimostrarlo portando due esempi. Il primo è il punto che il collega ha appena sollevato verso la fine del suo intervento: la questione armena. Ho presenziato e sono intervenuto alla conferenza sulla questione armena a Istanbul che molti ora definiscono “storica”. E’ stata la prima conferenza del genere, in cui si è discusso di tutte le questioni relative a questo argomento – anche quelle sollevate dai critici più aspri – tenutasi a Istanbul. Tutti i partecipanti alla conferenza, da Taner Akçam a Halil Berktay a Hrant Dink – il quale sta attualmente combattendo una battaglia incessante contro l’articolo 301 –, mi hanno chiesto di dire esplicitamente a questa Assemblea che chiunque voglia favorire il dibattito in Turchia non deve imporre come requisito per l’adesione all’UE il riconoscimento del genocidio. Per questa ragione, vorrei rivolgere il seguente appello ai colleghi: chiunque voglia contribuire al proseguimento del dibattito, chiunque desideri dare un contributo al cambiamento in Turchia, deve ascoltare le voci dell’opposizione nel paese. Io voglio che un giorno il confine tra Turchia e Armenia sia come il confine tra Germania e Francia, ma per conseguire questo risultato sarà necessario il nostro aiuto.

La mia seconda osservazione è che anche per quanto riguarda la questione di Cipro conveniamo tutti che la Turchia deve mantenere il suo impegno e attuare il protocollo di Ankara. Gli obblighi hanno però anche un aspetto politico: la popolazione turcocipriota della parte nord dell’isola di Cipro attende infatti che noi manteniamo i nostri impegni e poniamo fine al suo isolamento in termini di economia e di istruzione. La Turchia deve attuare il protocollo di Ankara, ma da parte nostra dobbiamo contribuire a porre fine all’isolamento della popolazione di origine turca nella parte settentrionale di Cipro.

 
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