Presidente. – L’ordine del giorno reca la raccomandazione per la seconda lettura (A6-0337/2006), della commissione per la cultura e l’istruzione, relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell’adozione della decisione del Parlamento audiovisivo europeo (MEDIA 2007) [06233/2/2006 – C6-0271/2006 – 2004/0151 (COD)] (Relatore: onorevole Hieronymi).
Ruth Hieronymi (PPE-DE), relatore. – (DE) Signor Presidente, oggi discutiamo MEDIA 2007, il programma di sostegno di terza generazione per l’industria cinematografica europea.
Vorrei esprimere i più sentiti ringraziamenti ai membri della commissione per la cultura e l’istruzione e ai comitati consultivi per l’ottima cooperazione; in particolare, vorrei ringraziare anche il Commissario Reding e i suoi collaboratori, che, assieme all’Assemblea, hanno cercato di fare tutto il possibile per favorire lo sviluppo e il successo del settore audiovisivo europeo.
Esattamente un anno fa oggi, il 25 ottobre 2005, l’Assemblea ha approvato a larga maggioranza la proposta relativa a questo programma. Volevamo adottare il programma in tempo utile – e con questo intendo al più presto – in modo che fosse a disposizione dei cineasti europei a partire dal 1° gennaio 2007. Purtroppo, il Consiglio europeo non è stato abbastanza lungimirante da seguire questo calendario e ci ha imposto di condurre prima difficili negoziati finanziari.
Il programma MEDIA 2007 ha la stessa struttura dei suoi fortunati predecessori, MEDIA e MEDIA PLUS, e comprende la formazione, lo sviluppo e la distribuzione nel settore audiovisivo, ma non la produzione, che rimane una prerogativa degli Stati membri. Ciò che rende il programma MEDIA straordinariamente importante è il fatto che il settore audiovisivo, come tutti sappiamo, è uno dei settori economici in più rapida crescita non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Se l’Europa vuole rimanere al passo, deve imboccare la giusta direzione.
Il programma MEDIA rappresenta una risposta a due problemi fondamentali per il mercato audiovisivo europeo, il primo dei quali è la frammentazione, attribuibile principalmente alla nostra diversità culturale, linguistica e nazionale. Se questa diversità è preziosa, uno dei tesori più preziosi che l’Europa possiede, essa rappresenta anche una grande sfida per lo sviluppo del mercato. In secondo luogo, il mercato audiovisivo in Europa risente di una carenza cronica di finanziamenti. Il programma MEDIA è una valida risposta a queste sfide.
Il programma MEDIA ha contribuito a finanziare il 90 per cento di tutti i film prodotti in Europa destinati all’esportazione, e ogni euro investito nel quadro del programma ne porta altri 20 in investimenti successivi. E’ quindi più che giusto che la Commissione, in particolare il Commissario Reding, abbia esercitato pressioni per ottenere finanziamenti adeguati da parte dell’Unione europea e abbia proposto una dotazione di un miliardo di euro. Purtroppo, nell’ambito dei negoziati non è stato possibile persuadere il Consiglio ad accettare questo importo, che è stato ridotto a 671 milioni di euro, con i quali siamo solo riusciti a mantenere lo status quo, senza ottenere un ulteriore sviluppo.
Nondimeno, il nuovo programma prevede tre priorità. La prima è la digitalizzazione, la seconda è la cooperazione rafforzata a tutti i livelli e la terza il migliore accesso agli istituti finanziari specializzati in finanziamenti nel settore audiovisivo. Tutto sommato, posso solo dire che auspichiamo vivamente un rapido avvio del programma, un’attuazione fruttuosa e, la prossima volta, una dotazione adeguata.
Viviane Reding, Membro della Commissione. – (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, so che il Parlamento, nella sua totalità, tiene quanto me al programma MEDIA, un programma che si è rivelato valido e ha accompagnato il settore audiovisivo europeo sin dal suo lancio. Siamo ormai giunti alla quarta generazione e il fatto che ne abbiamo conservato la struttura di base, innovando elementi precisi legati al progresso tecnologico, dimostra che il programma ha dato prova di essere valido e che è importante, trova riconoscimento unanime tra i professionisti del settore ed è essenziale per il futuro della nostra creatività e del nostro patrimonio audiovisivo.
Signor Presidente, sono lieta del sostegno risoluto del Parlamento europeo e, in particolare, dell’appoggio costruttivo e immancabile della relatrice, onorevole Hieronymi. La raccomandazione per la seconda lettura segna un nuovo passo verso una rapida entrata in vigore del programma nel 2007. Il Parlamento ha svolto il suo lavoro e le decisioni definitive devono ora essere prese dal Consiglio. Mi auguro che si potrà, a partire dal prossimo anno, senza intoppi e senza soluzione di continuità, permettere ai professionisti del settore audiovisivo di beneficiare di questi aiuti, che sono indispensabili per più motivi: innanzi tutto, per la diversità culturale europea, poi per la creazione di produzioni europee e, infine, per la solidità dell’industria del contenuto. Da parte mia, come in passato, intendo favorire l’adozione di questa decisione, che sarà una tappa cruciale per il futuro del settore audiovisivo europeo.
Marie Panayotopoulos-Cassiotou, a nome del gruppo PPE-DE. – (EL) Signor Presidente, la proposta odierna, riguardante l’adozione da parte del Parlamento europeo della posizione comune sulla decisione relativa all’attuazione di un programma di sostegno al settore audiovisivo europeo, si deve, a mio parere, alla perseveranza personale e al sistematico lavoro svolto da moltissime persone, in particolare dalla relatrice, onorevole Ruth Hieronymi, alla quale vorrei esprimere anch’io le mie sincere congratulazioni, in veste di relatrice per parere della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, e dalla principale responsabile della serie di programmi MEDIA, il Commissario Reding.
In cooperazione con la Commissione europea e il Consiglio, siamo giunti alla versione definitiva del testo del programma MEDIA 2007-2013, che conferisce un valore aggiunto specifico allo sviluppo del settore audiovisivo europeo, il quale, oltre alla sua importanza e al suo valore economico e al contributo che può dare all’occupazione e alla competitività del settore audiovisivo nell’Unione europea, ha anche un particolare valore sociale e culturale.
Il settore audiovisivo offre oggi enormi potenzialità per combattere gli stereotipi di genere e coltivare gli atteggiamenti e comportamenti delle comunità europee sulla base di tradizioni, valori immutati e rispetto della dignità e dell’unicità degli esseri umani.
Grazie al contributo del Parlamento europeo al rafforzamento delle fasi di preproduzione e postproduzione della maggioranza dei produttori audiovisivi europei, il nuovo programma MEDIA 2007 continuerà a evidenziarne l’importanza ai fini della promozione del dialogo culturale e del patrimonio linguistico e culturale.
Ci auguriamo anche che, nel quadro della globalizzazione della competitività e degli obiettivi strategici di Lisbona, sarà promosso un settore europeo rispettato, solido e con contenuti differenziati, al fine di sviluppare i valori europei e renderli accessibili, prestando maggiore attenzione alla promozione delle lingue meno diffuse...
(Il Presidente interrompe l’oratore)
Marianne Mikko, a nome del gruppo PSE. – (ET) Onorevoli colleghi, innanzi tutto vorrei ribadire le mie congratulazioni alla relatrice, onorevole Hieronymi, per l’abilità con cui ha elaborato un ottimo documento sul programma MEDIA 2007, destinato a sostenere l’industria cinematografica europea.
Sono soddisfatta, ma anche preoccupata; soddisfatta, perché il sostegno alla digitalizzazione è diventato un elemento centrale del programma MEDIA 2007, ma preoccupata perché, con il livello attuale di finanziamenti, l’industria cinematografica europea non sarà competitiva.
La digitalizzazione è una sfida che il settore audiovisivo europeo deve cogliere per sviluppare la sua capacità di innovazione. La digitalizzazione può diventare uno strumento efficace per superare la divisione del mercato europeo.
Vorrei ringraziare la Commissione, il Consiglio e tutti i colleghi che hanno sostenuto le mie posizioni in veste di relatrice ombra. Per quanto riguarda la situazione attuale, la quota di produzioni statunitensi trasmesse dalle emittenti televisive europee ha di nuovo raggiunto un livello record. Hollywood impera anche nei nostri cinema.
Vi è stato un tempo in cui il cinema apparteneva a Fassbinder e alla nouvelle vague francese. Più di recente, apparteneva a Kaurismäki e al gruppo Dogma. Ora l’intelligente pubblico europeo vuole vedere la produzione cinematografica asiatica.
So che l’emergere di cineasti brillanti dipende in larga misura dal caso. L’attuale carenza di finanziamenti significa che il prossimo genio cinematografico europeo potrebbe andare a lavorare in America o scegliere un campo professionale completamente diverso.
Gli audiovisivi non sono solo un settore: sono uno strumento per la creazione di identità e, proprio perché l’Unione europea non può funzionare senza un’identità europea, vorrei sottolineare ancora una volta che è essenziale sostenere la nostra industria cinematografica.
Vorrei ringraziare tutti per il lavoro svolto, ma devo concludere dicendo che i risultati ottenuti in termini di finanziamenti sono inferiori ai livelli previsti all’inizio dei lavori. Per questo motivo, provo pena per l’Europa.
Alfonso Andria, a nome del gruppo ALDE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissario, già un anno fa, in occasione della prima lettura, apprezzammo il lavoro eccellente della collega relatrice, alla quale oggi rinnovo i complimenti per il suo lavoro più recente. Peraltro, lo scorso settembre, la collega Hieronymi, io e altri deputati europei abbiamo discusso di questi temi con membri del governo italiano e con operatori del settore, durante un lungo e interessante dibattito nel quadro della cinquantasettesima edizione della prestigiosa mostra del cinema di Venezia.
Sappiamo che si è registrato un ritardo. Il Parlamento europeo, con grande senso di responsabilità, si è attivato con estrema celerità e quest’oggi porta all’attenzione dell’Aula il testo finale del relativo programma MEDIA, che è stato naturalmente notevolmente migliorato, rendendo le risorse più accessibili ai potenziali beneficiari, rafforzando la cooperazione con gli altri programmi comunitari nel settore dell’istruzione, della formazione e della ricerca, nonché facilitando l’accesso al credito per l’industria audiovisiva in modo tale da porre rimedio alla sottocapitalizzazione cronica del settore.
Inoltre, l’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta un passaggio imprescindibile verso la razionalizzazione dei costi e la conseguente competitività. Io propongo pertanto che la Commissione si faccia carico di una valutazione dei progetti pilota realizzati e della loro diffusione qualora risultino esperienze di successo.
In conclusione, vorrei rilanciare la proposta, che formulai in questa stessa Aula lo scorso anno a proposito della relazione sulla conservazione del patrimonio cinematografico, di costituire una cineteca europea tematica che assicuri un’accurata selezione delle opere cinematografiche relative a eventi storici e ad accadimenti riferiti all’evoluzione del progetto comunitario.
Helga Trüpel, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei cominciare anch’io rivolgendo i miei calorosi ringraziamenti all’onorevole Hieronymi per il lavoro svolto e al Commissario Reding per l’ottima collaborazione.
La nostra politica nel settore audiovisivo di fatto mira a promuovere lo sviluppo del linguaggio estetico specifico dei film europei. Al centro della nostra coscienza culturale, vi è il desiderio di combattere il dominio di Hollywood e mostrare i nostri film, caratterizzati dalla diversità europea, e di agevolarne la produzione e la distribuzione. Sappiamo che il settore audiovisivo riveste enorme importanza anche per la strategia di Lisbona e lo sviluppo economico dell’Europa. Tuttavia, non si tratta solo di una questione economica, ma anche, in un senso profondo, di politica culturale, di identità culturale e di diversità culturale.
Concordo con gli oratori precedenti, che hanno segnalato la sottocapitalizzazione e la necessità di un rapido avvio del programma e di una migliore dotazione finanziaria.
Seán Ó Neachtain, a nome del gruppo UEN. – (EN) Signor Presidente, mi congratulo anch’io con la relatrice, onorevole Hieronymi, e con il Commissario Reding per il lavoro svolto a sostegno di questo programma.
Sono favorevole a proseguire il programma MEDIA nel periodo 2007-2013. Dobbiamo ricordare, mentre l’Europa procede verso una maggiore integrazione, che è molto importante cercare di proteggere e promuovere le nostre diversità culturali e linguistiche all’interno dell’Unione stessa. Dobbiamo sempre ricordare che la più grande forza dell’Europa è la sua diversità. In sostanza, il programma MEDIA contribuirà allo sviluppo del settore audiovisivo in Europa durante i prossimi sei anni.
Gli emendamenti proposti dal Parlamento europeo hanno assicurato che nel quadro del programma MEDIA si riconosca l’importanza del cinema europeo, ai fini del dialogo interculturale, della diversità linguistica e culturale e della non discriminazione.
Thomas Wise, a nome del gruppo IND/DEM. – (EN) Signor Presidente, questa proposta è un ennesimo tentativo di imporre gli ideali e la censura dell’Unione a un pubblico fiducioso. Non si tratta tanto di sostenere i settori dell’Unione, quanto di proteggerli dalla concorrenza esterna nel mondo reale.
Devo chiedere: perché è necessaria questa proposta? Forse perché, attuando un programma del genere, l’Unione può sfruttare l’ennesimo settore in cui far giungere il suo messaggio a persone che non penseranno né immagineranno di essere manipolate. Cito: “Occorre ribadire che [...] il programma MEDIA contiene ora riferimenti più chiari sull’importanza del cinema europeo per il dialogo interculturale”. Tuttavia, la relazione ignora completamente il più ampio dialogo interculturale tra le diverse culture europee e quelle del mondo esterno, per esempio quella del subcontinente indiano. Non solo questo, ma ogni aspetto della relazione costituisce puntualmente l’ennesimo tentativo di interferire nell’attività commerciale.
Sappiamo che il programma costerà 671 milioni di euro. Sappiamo anche che chi paga i suonatori sceglie la musica. Ma dov’è il valore aggiunto? Chi ne trae beneficio? Il programma ignora ciò che le persone potrebbero voler vedere, se avessero libertà di scelta. Tuttavia, ne trarrà giovamento l’Unione, falsando il mercato nelle menti dei cittadini. Ah, sì, i cittadini dell’Unione europea, quella povera gente cui è stata imposta la cittadinanza, dalla quale al momento non esistono vie di fuga!
Tadeusz Zwiefka (PPE-DE). – (PL) Vorrei cominciare ringraziando la relatrice per l’ottimo lavoro svolto. Come tutti sappiamo, il settore audiovisivo è un elemento molto importante della nostra economia. Più di un milione di persone vi lavorano ed esso svolge anche un ruolo sociale e culturale fondamentale, perché quasi ogni famiglia europea possiede un televisore.
Purtroppo, e mi addolora dirlo, i film prodotti in Europa rappresentano solo il 26 per cento del mercato cinematografico europeo, contro il 71 per cento delle produzioni americane. Non posso concordare con l’oratore che mi ha preceduto, secondo il quale sarebbe all’opera una specie di forza. Spetta proprio a noi offrire una scelta al pubblico europeo. Tuttavia, questa scelta deve garantire l’alta qualità delle produzioni europee, perché le percentuali che ho appena indicato di sicuro non riflettono la qualità dei film che possiamo vedere. Ci auguriamo quindi che il programma MEDIA 2007 contribuirà a ristabilire l’equilibrio.
Rafforzare la diversità culturale e la produzione cinematografica europea è un nobile obiettivo, ma si può conseguire solo rafforzando al tempo stesso la competitività del settore audiovisivo europeo. E’ chiaro che la digitalizzazione è uno strumento atto a combattere la frammentazione e la carenza di investimenti che caratterizzano il mercato cinematografico europeo, ma ciò che è veramente necessario è un migliore sistema di distribuzione sul mercato europeo e anche sui mercati internazionali. Oggigiorno, i progressi della tecnica, in termini di servizi digitali, favoriscono una migliore disseminazione dei prodotti audiovisivi europei. Tuttavia, la scarsa partecipazione del settore privato, soprattutto nel contesto delle imprese specializzate in finanziamenti nel settore audiovisivo, non permetterà la piena attuazione del programma MEDIA 2007. L’offerta attuale riguardante il finanziamento della produzione audiovisiva è del tutto inadeguata, in particolare per quanto riguarda i film realizzati da piccoli e medi produttori. Lo stesso vale per le sovvenzioni a disposizione dei giovani cineasti.
Mi auguro che il programma MEDIA 2007 non vada sprecato.
Nikolaos Sifunakis (PSE). – (EL) Signor Presidente, signora Commissario, oggi è un giorno particolarmente importante per la commissione per la cultura e l’istruzione, con le relazioni redatte dalle onorevoli Hieronymi, Gröner e Pack e dagli onorevoli Graça Moura e Takkula sui programmi pluriennali per il settore audiovisivo, la cultura, la gioventù, l’istruzione e la cittadinanza europea, presentate per l’approvazione finale in seduta plenaria. I membri della commissione meritano le nostre congratulazioni.
Nonostante il ritardo nell’approvazione dei programmi, dovuto alle difficoltà a trovare un accordo sulle prospettive finanziarie, riteniamo che le risorse che saranno rese disponibili, sebbene inadeguate, permetteranno a questi programmi di continuare a offrire benefici.
In particolare, il programma MEDIA può svolgere un ruolo importante in termini di rafforzamento della competitività dell’industria cinematografica europea, fornendo sostegno finanziario allo sviluppo di audiovisivi, alla formazione di professionisti e al miglioramento della distribuzione e circolazione delle opere europee. In questo contesto, dobbiamo anche dare risalto agli sforzi compiuti dal Commissario Reding.
Lo sviluppo e la promozione di film europei riveste importanza decisiva per la salvaguardia della diversità culturale, per lo sviluppo economico e per l’occupazione. Purtroppo, la ricchissima diversità linguistica e culturale dell’Europa è anche causa di crescenti problemi strutturali nel mercato audiovisivo. Mi riferisco alla grande frammentazione dei mercati nazionali, che non permette all’industria cinematografica europea di acquisire un quota maggiore del mercato europeo e globale.
Il programma MEDIA 2007 deve contribuire a combattere la scarsa circolazione a livello transfrontaliero delle opere europee.
Bernat Joan i Marí (Verts/ALE). – (EN) Signor Presidente, innanzi tutto, vorrei congratularmi con l’onorevole Hieronymi e ringraziarla per l’ottimo lavoro svolto, e con il Commissario Reding per le posizioni che ha adottato.
Ritengo sia molto importante sostenere il settore audiovisivo e il cinema europeo, per garantire la diversità e la pluralità in Europa e promuovere i principali obiettivi dell’Unione europea. Ritengo sia molto importante anche per le culture che rischiano di scomparire, per le lingue delle nazioni senza Stato, per le lingue minoritarie, eccetera. Il riferimento contenuto nella relazione ai livelli regionale e locale è molto significativo, perché si incentra sulla necessità di garantire una diversità reale nell’Unione europea. Questo è un grande sostegno. Dobbiamo altresì sostenere i produttori indipendenti, al fine di arricchire la produzione di audiovisivi e armonizzarla meglio con la realtà e la cultura europea.
Georgios Karatzaferis (IND/DEM). – (EL) Signor Presidente, se si guarda la televisione in qualsiasi paese dell’Unione europea, fatta eccezione per i telegiornali, si pensa di essere negli Stati Uniti. La cultura americana impera, una cultura ripugnante, fatta di violenza, criminalità, stupri, eccetera, che entra con grande facilità nelle nostre case. Dobbiamo proteggere la famiglia europea da questa cultura, che non fa per noi. E’ quindi chiaro che dobbiamo rafforzare il cinema europeo; dobbiamo rafforzare la cultura e la civiltà di questo continente, ma temo fortemente che gli strumenti introdotti dalla relazione siano privi di efficacia.
La televisione è nitroglicerina nelle mani della persona che la controlla. Fornisce l’alimento che tale persona vuole. Vorrei citare il caso di Euro News, che finanziamo, e che poco tempo fa ha definito tutti gli italiani mafiosi per uno scandalo calcistico. Euro News si presenta e segue la propria politica, dicendo “Macedonia”, diversamente dall’Unione europea, che chiama tale paese FYROM.
Il punto, quindi, è che dobbiamo fornire sostegno finanziario e, al tempo stesso, controllare dove vanno i nostri fondi e come sono spesi. E’ una questione importante, se vogliamo avere successo in un ambito vitale, che contribuisce a formare l’opinione pubblica. Senz’altro, si può rafforzare anche la storia degli Stati membri, se lo si desidera. Non conosco la storia della Polonia, così come la Polonia non conosce la storia della Grecia. Ora siamo una sola famiglia. Dobbiamo conoscere il contesto da cui ciascuno di noi proviene. Chi siamo e dove vogliamo andare. Si devono quindi finanziare iniziative in tal senso, e mi auguro che vi si provveda, ma è chiaro che ci vuole coraggio, non il metodo con cui affrontiamo le questioni oggi.
Viviane Reding, Membro della Commissione. – (FR) Signor Presidente, vorrei ringraziare ancora una volta il Parlamento europeo, soprattutto la commissione per la cultura e l’istruzione, il suo presidente e la sua relatrice, per il prezioso aiuto fornito nell’interesse della creatività europea e della diversità cinematografica.
Condivido i pareri e le preoccupazioni dei parlamentari che affermano che, purtroppo, i finanziamenti non sono all’altezza delle nostre ambizioni. Non abbiamo ottenuto la dotazione finanziaria che avevamo richiesto: è deplorevole, ma vero. Si dovrà dunque garantire che il nuovo programma, con meno fondi a disposizione, sia un’occasione per riazzerare i contatori e concentrarsi sulle azioni che hanno un reale valore aggiunto europeo, chiedendo ai governi nazionali di farsi carico delle altre azioni.
Come ha già spiegato molto bene la relatrice, ci dedicheremo quindi alle azioni che hanno dimostrato il loro valore nel corso degli anni. Ciò detto, aggiungeremo anche, per esempio, il sostegno al video a richiesta, che sarà una priorità. Sosterremo inoltre la digitalizzazione, che rappresenta una particolare opportunità per la circolazione delle opere europee, e aumenteremo il sostegno alla distribuzione, al fine di creare le sinergie necessarie per l’era dei film on line. Introdurremo altresì una nuova azione, volta a sostenere la presenza di film europei sui mercati emergenti in altri continenti. Questi sono gli elementi più importanti dell’iniziativa in esame, che gode del sostegno quasi unanime del Parlamento europeo, del Consiglio dei ministri e del settore. Signor Presidente, la ringrazio per il contributo del Parlamento, un contributo che, all’esterno, sarà ben compreso sia dagli spettatori sia dai creatori di audiovisivi.