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Procedura : 2006/0075(COD)
Ciclo di vita in Aula
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Testi presentati :

A6-0428/2006

Discussioni :

PV 11/12/2006 - 15
CRE 11/12/2006 - 15

Votazioni :

PV 12/12/2006 - 14.8

Testi approvati :

P6_TA(2006)0538

Resoconto integrale delle discussioni
Lunedì 11 dicembre 2006 - Strasburgo Edizione GU

15. Codice doganale comunitario - Programma Dogana 2013 (discussione)
Processo verbale
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la relazione (A6-0429/2006), presentata dall’onorevole Fourtou a nome della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato) [COM(2005)0608 – C6-0419/2005 – 2005/0246(COD)], e

– la relazione (A6-0428/2006), presentata dall’onorevole Fourtou a nome della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d’azione doganale nella Comunità (Dogana 2013) [COM(2006)0201 – C6-0158/2006 – 2006/0075(COD)].

 
  
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  László Kovács, Membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, anzitutto vorrei ringraziare la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori nonché le altre commissioni coinvolte; ringrazio in particolare l’onorevole Fourtou, che ha elaborato per le relazioni di cui discuteremo questa sera.

La modernizzazione dell’ambiente doganale europeo rappresenta un contributo essenziale alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona; è anzi una misura indispensabile, se vogliamo che l’Unione europea resti un luogo attraente per le attività imprenditoriali, e se desideriamo mantenere la competitività esterna delle aziende nell’Unione. In tale contesto, è fondamentale consolidare il mercato unico, facendo dell’UE un territorio doganale completamente integrato.

Questa riforma costituisce un elemento cruciale anche per il nostro sforzo di far fronte alle sfide della globalizzazione e di potenziare il ruolo delle dogane per la tutela dei cittadini e delle aziende dai rischi in materia di sicurezza: penso alle merci contraffatte o pericolose, oppure agli ordigni del terrorismo internazionale.

Il codice doganale comunitario aggiornato offrirà il quadro giuridico per mettere a punto un ambiente semplice e non cartaceo per le dogane e il commercio, basandosi su un uso ottimale della tecnologia dell’informazione e della comunicazione.

L’attuale codice doganale comunitario è stato adeguato nel 1992, e da allora ha subito solo limitate modifiche. Ciò significa che il codice non ha tenuto il passo dei radicali mutamenti intervenuti nell’ambiente in cui agiscono dogane e operatori commerciali, soprattutto per quanto riguarda la rapida e irreversibile diffusione dello scambio di dati elettronici. Occorre adattare il codice doganale all’ambiente elettronico; inoltre, tra autorità doganali e operatori commerciali è opinione comune che le procedure doganali attualmente vigenti siano inutilmente complicate. Tali procedure, d’altra parte, non riflettono il mutamento di prospettiva del lavoro doganale, che sta passando dalla riscossione sempre più saltuaria di dazi all’applicazione di misure non tariffarie. In particolare si tratta, per esempio, di misure di sicurezza, lotta alla contraffazione, al riciclaggio di denaro e al traffico di droga, e dell’applicazione di misure sanitarie e di tutela dei consumatori.

Con il vostro sostegno, la proposta di istituire un codice doganale aggiornato in discussione stasera, unita alle proposte all’esame del Consiglio e alla dogana elettronica, renderà migliore, più veloce e più economico il lavoro delle dogane.

Ora vorrei rivolgermi di nuovo – e questa volta in maniera più specifica – all’onorevole Fourtou e alla commissione per il mercato interno, per discutere la dettagliata e utilissima valutazione della proposta della Commissione europea relativa a un codice doganale aggiornato. So che in seno alla commissione per il mercato interno le raccomandazioni della relatrice riscuotono unanime sostegno; i progressi che si registrano in Consiglio stanno d’altra parte integrando il vostro lavoro. Sono lieto di riferire che, il 4 dicembre, il Consiglio “Competitività” ha manifestato un vivo interesse per gli elementi chiave della proposta. I ministri hanno offerto un convinto sostegno alle proposte della Commissione sullo sportello unico, sullo sdoganamento centralizzato e sugli agenti doganali, e hanno invitato la Commissione a proseguire l’opera per l’applicazione di tali proposte secondo modalità accettabili per tutti gli Stati membri.

Ringrazio il Parlamento per il costruttivo contributo che ha recato al dibattito su questi tre temi, ma devo anche informarvi che almeno per uno di essi la posizione della Commissione rimane invariata. La Commissione è infatti fermamente convinta che l’accreditamento degli agenti doganali professionisti non sia questione che debba rientrare nel codice doganale. Il futuro di questa professione sta nel mercato aperto e competitivo, tramite l’autoregolamentazione e il riconoscimento garantito dallo status di operatore economico autorizzato.

Benché il dibattito di questa sera non riguardi la proposta sulla dogana elettronica, colgo l’occasione per ringraziare il relatore, onorevole Heaton-Harris, e la commissione per il mercato interno che hanno sostenuto senza riserve l’ambiziosissima proposta della Commissione europea. Chiedere a tutti gli Stati membri e alla Commissione di impegnarsi a sviluppare, entro una data definita, proposte per un sistema doganale elettronico comune costituisce una sfida davvero audace. Vorrei sottolineare che il forte sostegno del Parlamento è davvero prezioso per persuadere gli Stati membri della necessità di elaborare sistemi doganali informatici entro un quadro comunitario. Confido che il Consiglio riconosca l’importanza di questa misura, e che la proposta venga rapidamente adottata.

Apprezzo molto gli sforzi compiuti dal Parlamento europeo, e in particolare dall’onorevole Fourtou, per raggiungere in un’unica lettura un accordo sulla proposta Dogana 2013; in tal modo sarà sicuramente possibile garantire la continuità delle attività del programma dopo il 1° gennaio 2008. La rapida adozione di Dogana 2013 dimostra l’ampio consenso fra tutte le Istituzioni in merito all’evidente necessità di garantire il concreto funzionamento del mercato interno nel settore doganale. L’ambiente doganale sta attraversando una fase di grandi trasformazioni, e il programma Dogana 2013 costituirà uno strumento essenziale per garantire efficienza di coordinamento e cooperazione fra tutte le amministrazioni doganali; esso faciliterà altresì l’introduzione di nuovi sistemi computerizzati transeuropei, potenzierà le reti tra funzionari doganali, promuoverà e istituirà modelli di formazione comuni.

L’adozione delle due proposte in materia di dogane oggi in discussione, nonché della proposta sulla dogana elettronica, da parte del Parlamento e del Consiglio, permetterà ai servizi doganali dell’Unione europea di far fronte alle sfide più importanti. Tali proposte agevoleranno gli scambi internazionali, semplificheranno i controlli e garantiranno una tutela più efficace del mercato interno, della salute e della sicurezza dei cittadini grazie alla maggiore efficacia dei controlli.

 
  
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  Janelly Fourtou (ALDE), relatore. – (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, “Codice doganale aggiornato”, “Ambiente privo di supporti cartacei per le dogane” e “Dogana 2013” sono le tre relazioni di cui ci occuperemo nel corso di questa tornata e testimoniano dell’importanza crescente delle dogane e del ruolo che esse svolgono per l’ambizione di competitività ed efficienza dell’Unione europea.

Le tre relazioni sono strettamente legate ma, per motivi di chiarezza, illustrerò in primo luogo il codice doganale aggiornato per passare poi al programma Dogana 2013.

Come lei ha detto, Commissario Kovács, il codice doganale risale al 1992; era quindi opportuno aggiornarlo per adeguarlo all’evoluzione dei compiti assegnati alle dogane e ai radicali mutamenti intervenuti nel campo del commercio internazionale. Si tratta di razionalizzare i regimi doganali, gettando le basi di sistemi di sdoganamento che garantiscano accessibilità e interoperabilità a livello di Unione europea. Per tale motivo a questa proposta si accompagna una proposta di decisione sulla dogana elettronica, per la quale ricopre il ruolo di relatore il collega Heaton-Harris.

Il nuovo codice conta 200 articoli, nell’ambito dei quali ci siamo concentrati sui punti principali o almeno su quelli più controversi: il rappresentante doganale, l’operatore economico autorizzato, lo sdoganamento centralizzato e la comitatologia.

L’articolo 11 riguarda i rappresentanti doganali. Fino a oggi la legislazione nazionale poteva riservare il diritto di rappresentanza a una categoria professionale; tuttavia nel quadro del mercato unico e dell’ambiente elettronico tale monopolio non ha più ragion d’essere, e inoltre alcune imprese possono disporre di un servizio integrato che si occupa di formalità doganali. Il diritto di rappresentanza doganale è quindi aperto a tutti. Ciononostante in numerosi Stati membri il ricorso agli agenti doganali è un’abitudine, e tale figura risulta particolarmente utile per le piccole imprese. Per questo motivo, pur senza voler conservare un monopolio, la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha adottato un emendamento che prevede, tra i criteri concernenti lo status dei rappresentanti doganali, anche l’opportunità di tener conto di norme pratiche di competenza o qualificazione professionale, per soddisfare quegli Stati membri che troverebbero difficile accettare l’abolizione di questo monopolio.

Non abbiamo ancora trovato la soluzione ideale, e questo punto verrà certamente ripreso in seconda lettura, poiché in seno al Consiglio alcune delegazioni esprimono ancora riserve, e non rinunciano a chiedere di regolamentare l’accesso alla professione.

L’operatore economico autorizzato è una novità introdotta nel codice doganale dal regolamento n. 648 del 13 aprile 2005, detto “modifica sicurezza”. Lo status di questa professione non si è ancora tradotto in realtà, in quanto le disposizioni attuative che lo riguardano sono appena state adottate dalla Commissione europea. La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha precisato il quadro, introducendo una netta distinzione fra operatore economico autorizzato per la semplificazione doganale e operatore economico autorizzato per la sicurezza.

Lo sdoganamento centralizzato è una facilitazione ben accetta in linea di principio, ma gli Stati membri nutrono perplessità sulla questione dei diritti doganali che dovrebbero percepire. La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha adottato una posizione alquanto radicale, chiedendo la gratuità delle operazioni di sdoganamento elettronico nonché la possibilità di tenere aperti gli uffici doganali per 24 ore al giorno. In effetti, se si cerca di stabilire un quadro di concorrenza leale tra autorità doganali nazionali, la normativa dev’essere uguale per tutti; occorrerà però garantire l’armonizzazione delle attività di controllo.

Infine, le disposizioni della proposta fanno costantemente riferimento alla comitatologia; tale procedura è necessaria, in quanto occorre rivolgersi a esperti per definire le disposizioni attuative del codice. In base al nuovo accordo interistituzionale del luglio 2006, alcune disposizioni del codice sono soggette alla nuova procedura di comitatologia che prevede un rafforzamento dei controlli. Pertanto, dopo aver sollecitato il parere dei servizi giuridici del Parlamento europeo, in sede di commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori abbiamo adottato alcuni emendamenti miranti ad adeguare la procedura di comitatologia in base ai differenti articoli. La commissione per il commercio internazionale ha adottato alcuni emendamenti a favore della procedura di codecisione in merito ad alcune disposizioni che normalmente rientrerebbero nelle sue competenze in base alla procedura di cooperazione rafforzata. Abbiamo tuttavia ritenuto che tale posizione contrastasse con quella della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, e abbiamo dovuto respingere tali emendamenti.

Vi ho esposto in modo sintetico i punti fondamentali della relazione; come ho appena detto, essa è strettamente collegata a quella relativa al programma Dogana 2013. La valutazione intermedia del programma Dogana 2007 ha dimostrato che il programma è rispondente alle esigenze delle amministrazioni e svolge un ruolo fondamentale aiutando i paesi partecipanti a imparare dalle rispettive esperienze. Nella valutazione si raccomanda di rafforzare le attività in materia di formazione e scambio delle informazioni. Il programma è dotato di un bilancio di 322,8 milioni di euro su un arco di sei anni, e si propone i seguenti obiettivi: fornire un sostegno alle amministrazioni doganali dei paesi partecipanti per interventi diretti ad agevolare il commercio legittimo, semplificare e accelerare le procedure doganali, e infine garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini tutelando gli interessi finanziari della Comunità.

Gli emendamenti adottati in sede di commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori sono in linea con l’operato del Consiglio, e ringrazio in particolare la Presidenza finlandese che, per soddisfare le legittime rivendicazioni di bilancio del Parlamento europeo, ha negoziato a più riprese con gli Stati membri difendendo la nostra posizione. In tal modo, mi auguro, potremo chiudere questo dossier in prima lettura.

Le relazioni concernenti temi doganali sono estremamente tecniche e complesse; per tale motivo desidero ringraziare calorosamente i diversi interlocutori della Direzione generale Fiscalità e unione doganale, che hanno sempre risposto a ogni mia richiesta, consentendomi di affrontare questi temi in maniera più agevole. Ringrazio inoltre i colleghi e la presidente della nostra commissione per l’aiuto e il sostegno che mi hanno offerto. In un momento in cui gli scambi commerciali si intensificano e la criminalità organizzata e la contraffazione minacciano la nostra sicurezza e il nostro mercato, le dogane e gli attori economici hanno bisogno di tutto il nostro sostegno.

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), relatore per parere della commissione per il commercio internazionale. – (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, inizio congratulandomi con il Commissario per il considerevole lavoro svolto da lui e dai suoi servizi in favore dell’aggiornamento della normativa doganale, condizione necessaria per l’efficiente funzionamento del nostro mercato interno. Mi congratulo poi vivamente con la collega Janelly Fourtou che ci offre proposte di miglioramento assai interessanti.

A nome della commissione per il commercio internazionale, formulerò tre osservazioni che riguardano problemi di competenza tra le commissioni, la comitatologia e infine la dimensione parlamentare del commercio internazionale. A mio avviso le rivalità in materia di competenze tra la commissione per il mercato interno e quella per il commercio internazionale dovrebbero cessare, o almeno non dovrebbero ritardare l’adozione di misure legislative europee di cui il mercato interno ha assoluto bisogno; non è ragionevole negare l’esistenza di un nesso tra il commercio internazionale e la problematica delle dogane comunitarie. In un momento in cui l’Europa viene osservata da vicino, mi rammarico per la violazione dell’articolo 47 del nostro Regolamento, concernente la cooperazione rafforzata tra le commissioni: gli emendamenti votati all’unanimità dalla commissione per il commercio internazionale sono stati scartati irregolarmente, e purtroppo non saranno sottoposti al voto dell’Assemblea plenaria.

Sono lieto, in ogni caso, che i nostri emendamenti abbiano consentito di mettere in luce un utilizzo abusivo della procedura di comitatologia da parte della Commissione europea. Mi auguro che la Commissione sia obbligata, alla fine, a ricorrere alla nuova procedura di comitatologia controllata, definita dall’accordo interistituzionale del luglio 2006. A tale proposito, sarà importante precisare i criteri di utilizzo dell’articolo 194, lettera c); la Commissione dovrà inoltre garantirci che non intende modificare il codice doganale comunitario in funzione di un accordo commerciale internazionale da essa concluso ai sensi dell’articolo 133 del Trattato sull’Unione.

Onorevoli colleghi, in questa fase in cui il fallimento dell’agenda di Doha mette a repentaglio le norme commerciali internazionali, noi dobbiamo tutelare la sicurezza e l’incolumità dei nostri produttori e consumatori, servendoci dei controlli di frontiera. In tale contesto la dimensione parlamentare del commercio internazionale non ha mai avuto tanta importanza, soprattutto per quel che riguarda il funzionamento delle dogane comunitarie.

 
  
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  Andreas Schwab, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero anzitutto esprimere un sincero ringraziamento a tutti i colleghi che hanno cooperato a questo arduo dossier; mi rivolgo soprattutto all’onorevole Fourtou, che con grande competenza e sagacia ha trovato la strada giusta in quest’intricato complesso di norme.

Purtroppo il relatore del nostro gruppo, onorevole Heaton-Harris, non può partecipare alla seduta odierna; di conseguenza, nella mia qualità di coordinatore competente per questo dossier, interverrò oggi, se mi è concesso, a nome del collega Heaton-Harris e del nostro gruppo.

Il codice doganale comunitario è un progetto di estrema importanza, che eliminerà gli ostacoli ancora esistenti nel mercato interno europeo; per quel che riguarda in particolare la pirateria e la proprietà intellettuale, esso riveste un significato globale. Per esempio, consente di effettuare lo sdoganamento centralizzato presso la sede centrale di un’impresa, aspetto questo particolarmente importante agli occhi della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. A mio avviso questa relazione sul codice doganale aggiornato contribuirà a semplificare le procedure doganali esistenti, così come a migliorare la competitività delle imprese europee.

Vorrei soffermarmi su alcuni punti: sin dall’inizio, un nodo cruciale è stato l’articolo 14, concernente gli operatori economici autorizzati, cui ha fatto cenno l’onorevole Fourtou. Mi sembra che su questo tema la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori abbia raggiunto un compromesso valido, che concede a queste figure maggiore libertà nello svolgimento delle proprie attività. Il gruppo PPE-DE ritirerà quindi l’emendamento n. 57, e si schiererà a favore del compromesso raggiunto in sede di commissione per il mercato interno.

Il significato di questo compromesso è chiaro: vogliamo più libertà per le nostre imprese. Dobbiamo anche segnalare al mondo esterno che le norme del codice doganale aggiornato sono state redatte per le nostre imprese e a loro favore. Il codice doganale aggiornato non ostacolerà il miglioramento della competitività.

Infine vorrei illustrare, e propugnare con forza, l’emendamento all’articolo 125 presentato dall’onorevole Heaton-Harris a nome del nostro gruppo. Tale articolo autorizza gli Stati membri a introdurre semplificazioni che superino la portata del codice doganale, nel quadro di accordi bilaterali o multinazionali. Il vecchio codice doganale prevedeva già la possibilità di rafforzare la cooperazione, e quindi questa possibilità viene già sfruttata in pratica.

Se ora dovessimo abolire questo quadro, recheremmo un danno alle nostre imprese. Questa osservazione, mi sembra, è in armonia con le riflessioni dell’onorevole Audy.

 
  
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  Manuel Medina Ortega, a nome del gruppo PSE. – (ES) Signor Presidente, mi sembra che su questo tema le controversie tra i deputati della nostra Assemblea si siano ridotte al minimo, soprattutto dal momento che il gruppo PPE-DE ha ritirato l’emendamento n. 57. A mio parere l’onorevole Fourtou e i servizi della Commissione nella Direzione generale Fiscalità e unione doganale hanno svolto un lavoro encomiabile, riscendo a illustrare con grande chiarezza un tema che si presentava molto complesso; tuttavia, abbiamo ancora alcuni emendamenti che la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori insiste a presentare.

Ritengo che il primo gruppo di emendamenti non ponga difficoltà; esso infatti comporta l’adeguamento delle proposte di comitatologia al nuovo accordo in materia di comitatologia stipulato fra il Parlamento e le altre Istituzioni. Per quanto riguarda gli altri emendamenti, sussistono ancora problemi irrisolti, come quello dei rappresentanti doganali. Un notevole numero – come minimo – di deputati di quest’Assemblea ritiene che le attività doganali esigano un certo grado di impegno professionale, che non può essere sostituito da un’astratta libertà di svolgere attività doganali. Troppe considerazioni di natura personale – in qualche caso concernenti anche la sicurezza – danno carattere di legittimità a questa professione, che va quindi mantenuta e non si può eliminare in base a una teoria delle liberalizzazioni del tutto avulsa dalla realtà.

Mi sembrano positivi pure gli emendamenti presentati dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori sul tema degli operatori economici autorizzati nonché – particolarmente per i consumatori e i cittadini – sulle procedure doganali elettroniche gratuite e sulla disponibilità di tali servizi per ventiquattr’ore al giorno. Sono convinto che sarebbe opportuno semplificare le procedure doganali, che per la loro estrema complessità spesso sono di ostacolo al mercato interno.

Come il gruppo PSE nel suo complesso, sono quindi favorevole agli emendamenti presentati dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Sono convinto che l’onorevole Audy abbia fatto benissimo a sollevare il problema della comitatologia, ma a mio avviso – conformemente alle relazioni che abbiamo ricevuto dai servizi giuridici – l’unica soluzione possibile è quella adottata dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Non si tratta qui di confrontarsi tra commissioni, ma piuttosto di adeguarci tutti alla situazione, alla luce della realtà odierna; non mi pare quindi che vi sia alcun attrito fra le due commissioni.

In sintesi, signor Presidente, noi concordiamo con la relazione dell’onorevole Fourtou; ritengo possibile raggiungere al più presto un accordo fra le tre Istituzioni per approvare le due relazioni, e ci auguriamo che l’Assemblea approvi senza grosse difficoltà gli emendamenti presentati dalla commissione per i problemi economici e monetari.

 
  
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  Henrik Lax, a nome del gruppo ALDE. – (SV) Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare sinceramente la relatrice, onorevole Fourtou, per l’ottimo lavoro compiuto. In generale, non esistono regole senza eccezioni, e ciò è bene. L’Unione europea non è formata solo da Stati membri che rientrano a pieno titolo nelle norme doganali della Comunità, ma anche da territori che, per ragioni storiche o di altro tipo, in vario modo sono stati costretti a collocarsi al di fuori dell’armonizzazione comunitaria delle imposte indirette: fra questi territori vi sono le isole Åland, che appartengono alla Finlandia, le isole del Canale, le Canarie, Agios Oros in Grecia e i dipartimenti francesi d’oltremare.

Sia per l’Unione europea che per i suoi territori, è importante che gli scambi reciproci si svolgano senza intralci; dal momento che, per quanto riguarda gli scambi con l’Unione, ognuno di tali territori presenta caratteristiche assai diverse, è importante rendere possibile per essi l’introduzione di speciali esenzioni in questi casi. Sarebbe vantaggioso sia per l’Unione europea, sia per i nostri sforzi volti a raggiungere gli obiettivi dell’agenda di Lisbona.

L’emanazione di disposizioni speciali per queste zone non stravolgerebbe gli scambi in ambito comunitario, e naturalmente tutti trarremmo vantaggio da un flusso commerciale regolare e dall’assenza di ostacoli burocratici superflui. Sono quindi lieto che, nella relazione, la commissione parlamentare abbia recepito quest’esigenza, adottando un approccio pragmatico. Mi auguro ora che il Consiglio e la Commissione europea, a loro volta, vengano incontro al Parlamento su questi problemi. In alcuni casi dev’essere anche possibile stipulare accordi bilaterali. E’ importante che l’Unione europea risponda alle specifiche esigenze della popolazione, senza irrigidirsi su soluzioni standard, adeguate per molti ma non per tutti. Mi rallegro anche che la riforma del codice doganale possa contribuire a rafforzare quella fiducia dei cittadini nell’Unione europea che di recente è non poco vacillata.

 
  
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  Adam Jerzy Bielan, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario rappresenta un completo aggiornamento del codice doganale vigente dal 1992; tale aggiornamento è imposto dai radicali mutamenti che si sono registrati nel settore del commercio internazionale. Di conseguenza, il regolamento mira a semplificare legislazione e procedure doganali; esso va a vantaggio di organismi commerciali e amministrazioni doganali, si prefigge di ridurre i costi delle formalità doganali e di raccogliere le sfide che si pongono sul piano commerciale in tema di sicurezza e tutela, lotta alla contraffazione e al riciclaggio di denaro nonché tutela della salute e dell’ambiente.

Il nuovo codice doganale comunitario non si limita a semplificare alcune procedure; in alcuni settori sono stati apportati cambiamenti radicali alla legislazione doganale. Questo documento è connesso in maniera indissolubile alla relazione sull’informatizzazione delle procedure doganali. La decisione presa dal Parlamento e dal Consiglio in merito alla costituzione di un ambiente elettronico per autorità doganali e operatori commerciali garantisce la formazione e la messa in opera di sistemi di dogana elettronica sicuri, interoperabili e accessibili, tali da semplificare e migliorare il flusso lungo la catena delle forniture commerciali, nonché le procedure doganali.

La terza proposta, che istituisce un programma d’azione doganale nella Comunità (Dogana 2013), intensifica la cooperazione tra le amministrazioni doganali e i loro funzionari; si stabiliscono le reti informatizzate transeuropee necessarie per adempiere gli obblighi del controllo doganale nel mercato interno e mantenere la tassazione di beni e servizi in conformità della normativa fiscale nazionale e comunitaria nell’ambito di tale mercato. Il programma svolge un ruolo chiave nel funzionamento armonioso del mercato interno e nella gestione delle frontiere esterne dell’Unione europea e contribuisce in tal modo al conseguimento degli obiettivi della Commissione per il periodo 2005-2009 nonché alla realizzazione della strategia di Lisbona.

 
  
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  Jean-Claude Martinez (NI). (FR) Signor Presidente, una codifica rappresenta una mossa intelligente: si esce dall’imposizione del diritto per passare alla riflessione sul diritto. Mi congratulo quindi per le relazioni sulla codifica doganale, redatte dai colleghi e amici, onorevoli Fourtou e Audy, tanto più che, dopo il 1919 per la Germania, il 1934-35 per la Francia, il 1938 per il Messico e così via, si era persa ogni ambizione codificatrice. Certo, non dobbiamo essere ingenui: in questo caso le norme doganali vengono codificate unicamente sotto la spinta degli Stati Uniti, a cui dopo l’11 settembre le dogane interessano per motivi di sicurezza e non di bilancio. Ne deriva l’intensificazione dei controlli da parte degli operatori economici autorizzati, dei rappresentanti doganali, eccetera.

Ma a parte tale modesta codifica, occorre pensare a una codifica doganale che sia giuridicamente all’altezza delle sfide proposte dalla globalizzazione. Dopo che gli anni ’70 hanno visto la codifica del diritto del mare a Montego Bay, e gli anni ’90 hanno portato quella del diritto commerciale internazionale a Marrakech, nel XXI secolo si dovrà arrivare a una codifica doganale all’unico livello adeguato per il commercio internazionale, ossia il livello planetario.

La sede per lavorare a questo modello di codice planetario esiste già: è l’Organizzazione mondiale delle dogane a Bruxelles, in partenariato con l’Organizzazione mondiale del commercio a Ginevra. Ed esistono anche le fonti d’ispirazione per tale modello di codice: sono la Convenzione di Tokyo e la Convenzione di Bruxelles sul valore in dogana e le norme sull’origine. Rimane l’obiettivo di questo modello di codice doganale, cioè una rivoluzione della tecnologia doganale che ci faccia uscire dall’arcaica situazione odierna per approdare a diritti doganali modulabili, rimborsabili, finanziabili e negoziabili.

Modulabili, in funzione del differenziale tra i costi di produzione da un paese all’altro; rimborsabili, sotto forma di credito doganale offerto dal paese importatore al paese esportatore; finanziabili, a favore dei paesi esportatori del sud, che riceverebbero un credito doganale supplementare; negoziabili in Borsa, infine, come le quote protezionistiche d’inquinamento. In tal modo sarà possibile conciliare finalmente il libero scambio internazionale, che è necessario, e la protezione sociale nazionale, che non è meno indispensabile: saranno le nozze tra il libero scambio di David Ricardo e il protezionismo di Friedrich List.

 
  
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  Zita Pleštinská (PPE-DE). (SK) Per prima cosa desidero ringraziare i relatori, onorevoli Fourtou e Heaton-Harris, per il lavoro che hanno compiuto nel redigere queste relazioni così impegnative dal punto di vista tecnico.

Sin dall’inizio l’Unione doganale è stata considerata una pietra angolare della Comunità europea. Il codice doganale è uno strumento pratico che rende agevole il commercio transfrontaliero; esso quindi non può ignorare le nuove sfide poste da un’economia che si va globalizzando. La creazione e poi l’applicazione di un codice doganale aggiornato rappresentano il logico ed essenziale prerequisito del concreto sviluppo del mercato europeo.

Nella proposta si riflette il tentativo di creare un ambiente doganale e commerciale basato su una maggiore efficienza delle procedure di sdoganamento, grazie allo scambio di informazioni, all’eliminazione degli oneri amministrativi e all’agevolazione degli scambi a livello europeo e internazionale. In quest’epoca tecnologica un sistema elettronico offre nuove opportunità per un’applicazione più rapida ed efficace degli standard comunemente accettati. La proposta offre l’occasione unica di superare le discrepanze oggi esistenti tra i sistemi doganali degli Stati membri: essa infatti garantirà una migliore interoperabilità dei sistemi nazionali, aspetto questo che finora non abbiamo adeguatamente incoraggiato.

Oggi i problemi relativi alla sicurezza stanno divenendo una priorità, e di conseguenza la proposta si concentra anche su questo settore; essa include misure specifiche per la sicurezza delle frontiere esterne, come pure per la protezione dei dati. Onorevoli colleghi, sono convinta che queste proposte supereranno la prova del voto; in caso contrario, paradossalmente, bloccheremmo quel libero scambio che con tanto impegno cerchiamo di incoraggiare.

 
  
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  Francisco Assis (PSE). (PT) Signor Presidente – a lei invio un saluto con particolare calore –, signor Commissario, onorevoli colleghi, esprimo naturalmente un giudizio molto positivo su questa iniziativa e mi congratulo con i relatori per la qualità del loro lavoro. Si tratta di un’iniziativa importantissima, dal momento che il codice attualmente in vigore risale al 1992; esso va dunque aggiornato, per tener conto delle trasformazioni intervenute da allora e per riuscire ad affrontare con successo tali trasformazioni.

Due aspetti mi sembrano cruciali. In primo luogo, il nuovo codice contribuirà all’espansione del commercio internazionale, in quanto la semplificazione delle procedure può accrescere la competitività delle imprese europee e quindi stimolare la crescita economica. In tale prospettiva l’apertura alle nuove tecnologie – così come la loro valorizzazione e persino l’imposizione del loro utilizzo – rappresenta un passo avanti di grande significato, che dovrebbe contribuire a rafforzare la competitività dell’economia europea.

Detto questo, occorre ribadire un secondo punto, che si collega alle attuali funzioni delle dogane. E’ necessario migliorare la sicurezza a vari livelli, per proteggere la salute pubblica, garantire la sicurezza alimentare e combattere con maggiore efficacia attività criminali come il riciclaggio di denaro, la contraffazione e le frodi: in altre parole, bisogna proteggere meglio i consumatori.

Concludo osservando che questa proposta rappresenta un concreto progresso verso l’obiettivo di una più efficace tutela degli interessi dei cittadini europei, nella loro duplice veste di produttori e consumatori. Di conseguenza, naturalmente, sosteniamo la proposta.

 
  
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  Seán Ó Neachtain (UEN). (EN) Signor Presidente, ringrazio la relatrice per il lavoro che ha svolto su questo tema; vorrei però soffermarmi su un problema specifico che riguarda la politica doganale. Tra le varie questioni di politica doganale che l’Unione europea deve affrontare oggi, la più spinosa riguarda la riluttanza del governo turco ad applicare il Protocollo di Ankara. Diciotto mesi fa la Turchia aveva promesso all’Unione che avrebbe applicato il Protocollo, aprendo di conseguenza porti e aeroporti turchi al traffico aereo e marittimo cipriota, ma non ha onorato questo impegno politico, che costituisce un elemento centrale dei negoziati con la Turchia per l’adesione all’Unione europea.

La settimana scorsa tale paese ha offerto di aprire un porto al traffico cipriota. Tale offerta – che non è stata neppure comunicata per iscritto alla Presidenza finlandese – è però ben lontana dal soddisfare l’impegno di applicare il Protocollo, che il governo turco si era assunto. A questo punto sembra molto probabile che nel corso di questa settimana alcuni capitoli – forse anche otto – dei negoziati di adesione della Turchia all’UE vengano sospesi, come ha raccomandato la Commissione europea.

Su un piano più ampio, col tempo la Turchia rischia concretamente la completa sospensione dei colloqui per l’adesione all’Unione europea, se non si decide ad applicare il Protocollo di Ankara aprendo i propri porti e aeroporti al traffico cipriota.

 
  
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  Konstantinos Hatzidakis (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, giudico utilissimo ed estremamente tempestivo l’intervento del collega che mi ha preceduto, e sottoscrivo tutte le sue osservazioni. Non mi limiterò tuttavia a commentare le sue parole; tornando al tema principale del dibattito odierno, vorrei rilevare che la tecnologia, la strategia di Lisbona e la stessa logica del mercato comune ci obbligano ad aggiornare il codice doganale.

La delicata posizione dei rappresentanti doganali e la loro particolare natura professionale rendono indispensabile specificare determinati criteri per l’adeguato svolgimento delle loro attività, senza peraltro che tali criteri debbano incidere negativamente sul mercato interno o sulla libera circolazione dei servizi: ecco l’equazione che dobbiamo risolvere. Abbiamo perciò emendato l’articolo 11 del nuovo codice doganale, per eliminare qualsiasi limitazione numerica in questa particolare professione, garantire il riconoscimento dei rappresentanti doganali in tutti gli Stati membri dell’Unione europea e naturalmente assicurare, su un piano generale, la libera concorrenza nel settore.

D’altra parte, con numerosi colleghi abbiamo insistito sulla necessità di definire con precisione il criterio degli standard pratici o delle qualifiche professionali richieste alle persone che desiderano diventare rappresentanti doganali; ciò allo scopo di riconoscere l’utilità di questa professione, oltre ai preziosi servigi che i suoi esponenti offrono alle aziende e alle autorità doganali, in primo luogo garantendo sicurezza e tutela agli interessi dei cittadini.

Ritengo quindi che la proposta presentata oggi dal Parlamento europeo sia opportunamente equilibrata, e ringrazio l’onorevole Fourtou che, in seno alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, si è adoperata per giungere a questo valido compromesso.

 
  
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  Maria Matsouka (PSE). (EL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, se desideriamo effettivamente creare un mercato comune conforme alle disposizioni della strategia di Lisbona e diventare una notevole potenza competitiva su scala globale, non abbiamo scelta: dobbiamo rispondere in maniera efficace alle sfide commerciali e adeguarci ai rapidi sviluppi della tecnologia. In tale prospettiva, non basta eliminare le procedure doganali burocratiche, ma occorre anche modificare in profondità le leggi che le regolano.

Benché il nostro obiettivo sia quello di semplificare le transazioni commerciali tra Stati membri, garantendo al tempo stesso sicurezza e protezione ai cittadini europei, tale obiettivo non si potrebbe raggiungere senza disporre di rappresentanti doganali, ossia di professionisti specializzati le cui conoscenze siano certificate. Di conseguenza reputo necessario registrare le persone idonee, usando i criteri comunemente accettati.

Ritengo che gli agenti doganali offrano le necessarie garanzie di conoscenza ed esperienza per lo svolgimento delle operazioni doganali, e quindi si debbano considerare rappresentanti doganali autorizzati; non dimentichiamo che essi esistono, come figura professionale, nella grande maggioranza degli Stati membri e svolgono un ruolo importante a vantaggio di tutti gli agenti finanziari, e soprattutto delle piccole e medie imprese la cui attività è di vitale importanza per la crescita europea.

Concludo sottolineando che l’aggiornamento del codice doganale non può in alcun modo coincidere con la deregulation di una seria categoria professionale che ha dimostrato storicamente la propria validità.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN). (PL) Signor Presidente, il sistema doganale dell’Unione europea deve servire essenzialmente a due scopi: in primo luogo deve tutelare gli interessi economici e finanziari della Comunità, e in secondo luogo deve agevolare gli scambi commerciali legittimi, nonché sveltire e semplificare le formalità doganali.

Purtroppo, nonostante l’esistenza del programma Dogana 2007 e lo stanziamento di quasi 150 milioni di euro, questi obiettivi non sono stati raggiunti completamente: basti pensare all’impatto negativo esercitato sul mercato comunitario dal contrabbando su vasta scala di alcolici e prodotti del tabacco, e più recentemente anche di carburanti liquidi. Le dimensioni di questo contrabbando organizzato destabilizzano il mercato interno, ma oltre a questo si registra un grave danno per il bilancio dell’Unione, privato delle centinaia di milioni di euro che dovrebbe ricavare dai dazi doganali.

Questa situazione incide anche sul commercio di prodotti alimentari. Su questo mercato alcuni prodotti compaiono spesso in vendita a prezzi notevolmente inferiori ai costi di produzione, prova evidente del fatto che il sistema doganale è stato eluso. Ciò è accaduto di recente nel mercato del pollame in Polonia, e negli ultimi due anni si sono verificati problemi anche con le fragole congelate provenienti dalla Cina.

Il secondo obiettivo del sistema doganale, ossia l’agevolazione degli scambi commerciali, non è stato ancora raggiunto. Ciò risulta particolarmente chiaro lungo la frontiera orientale dell’Unione europea con Russia, Bielorussia e Ucraina: procedure soffocanti, corruzione e file di veicoli in attesa che si snodano per miglia contribuiscono a scoraggiare chi voglia esportare merci dall’Unione europea.

Mi auguro vivamente che i 323 milioni di euro stanziati per l’attuazione del programma Dogana 2013 consentano di apportare significativi miglioramenti.

 
  
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  László Kovács, Membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, in primo luogo vorrei ringraziare gli onorevoli deputati per il prezioso contributo che hanno offerto al dibattito, e per il loro costruttivo atteggiamento nei confronti delle proposte della Commissione.

La Commissione ha esaminato attentamente i 58 emendamenti presentati dal Parlamento sul codice doganale aggiornato, e ne ha giudicato accettabili ben 32, ossia la maggioranza; 9 sono accettabili in linea di principio o in parte, mentre solo 17 sono stati ritenuti inaccettabili.

Sottolineo che gli emendamenti giudicati inaccettabili dalla Commissione riguardano i temi fondamentali su cui mi sono soffermato in precedenza, e che sono ora oggetto di una discussione comune da parte del Parlamento e del Consiglio.

Devo ribadire che per quanto riguarda la rappresentanza doganale – emendamenti nn. 14, 19 e 57 – la Commissione ritiene che l’accreditamento degli agenti doganali professionisti esuli dal campo di applicazione del codice doganale. La Commissione riconosce pienamente il ruolo svolto dagli agenti doganali nel mondo commerciale; al pari di ogni altro operatore economico, essi hanno il diritto di esercitare la loro professione negli altri Stati membri, e le competenze professionali acquisite in uno Stato membro devono essere riconosciute negli altri. Si tratta di una caratteristica fondamentale del mercato unico, che diviene essenziale in un ambiente informatizzato.

La Commissione collabora attivamente con le associazioni professionali come CLECAT e CONFIAD, tiene conto delle loro preoccupazioni e cerca di individuare una soluzione soddisfacente. La modifica che è stata proposta offre in generale notevoli vantaggi alle imprese – come una più intensa concorrenza tra i fornitori di servizi doganali – e apre nuove e più vaste possibilità economiche ai rappresentanti doganali al di là dei confini nazionali.

In tema di comitatologia, mi sembra che i nostri servizi giuridici siano giunti a conclusioni non troppo distanti. Vi sono in effetti alcuni articoli in merito ai quali la Commissione europea ritiene che la procedura di regolamentazione, con i suoi controlli, non debba applicarsi, ma nella maggior parte dei casi le rispettive analisi delle nostre Istituzioni convergono.

Vorrei chiarire le ragioni per cui la Commissione non può sostenere alcuni emendamenti. Ricordo anzitutto l’emendamento n. 21, che suggerisce di eliminare dall’articolo 22, paragrafo 1, le parole “amministrative e penali”. Tutti gli Stati membri comminano sanzioni penali in relazione alle normative doganali e, anche se non sempre le definiscono sanzioni amministrative, applicano misure di carattere amministrativo miranti a punire le infrazioni alle normative doganali. In caso di gravi abusi si ricorre, per esempio, alla sospensione o al ritiro delle autorizzazioni. Tali misure amministrative svolgono un ruolo essenziale nell’applicazione uniforme e proporzionata della legislazione doganale. E’ necessario, quindi, che l’articolo 22, paragrafo 1, continui a fare esplicito riferimento a sanzioni amministrative e penali in caso di infrazione.

La Commissione non può accogliere gli emendamenti nn. 23 e 25, relativi agli oneri doganali. La Commissione intende semplicemente limitare, per quanto possibile, l’applicazione di oneri doganali; in particolare, tali oneri non vanno applicati per l’elaborazione di dichiarazioni elettroniche. D’altra parte, riteniamo inopportuno impedire l’applicazione di oneri qualora la presenza del personale doganale sia richiesta al di fuori del normale orario di apertura. E’ nostra opinione che gli oneri doganali siano legittimi solo allorché le dogane forniscono un servizio che va al di là dei loro compiti normali.

Devo anche menzionare gli emendamenti nn. 30, 40 e 41, miranti a concedere benefici alle compagnie ferroviarie. La Commissione non può accettarli, poiché essi contrastano con il nostro tentativo di fissare regole del gioco uniformi per tutti gli operatori dei trasporti – su strada, per vie navigabili interne o per via aerea. In effetti è probabile che le proposte originarie siano state fraintese, e sono convinto che quando le avremo spiegate più chiaramente la logica e l’equità cui si ispirano risulteranno ovvie.

In conclusione, posso garantirvi che è possibile affrontare questi problemi rapidamente, con decisione e serietà, e che quindi non esiteremo ad agire concretamente. La Commissione confida che, grazie allo spirito di aperta cooperazione che ha contraddistinto finora le consultazioni in seno al Parlamento e al Consiglio, sarà possibile individuare soluzioni pratiche e adeguate per consentire l’entrata in vigore del codice doganale aggiornato nel 2009, come previsto.

Per quanto riguarda la proposta di programma Dogana 2013, confermo che la Commissione sostiene senza riserve tutti gli emendamenti proposti dal Parlamento. Mi auguro che la relazione dell’onorevole Fourtou venga adottata domani a grande maggioranza.

Per concludere, ribadisco che certamente il Consiglio prenderà atto del convinto sostegno del Parlamento europeo alla proposta relativa alla dogana elettronica, affrettando così l’adozione della proposta.

 
  
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  Presidente. 5 La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, alle 11.30.

 
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