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Procedura : 2006/0173(CNS)
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Ciclo del documento : A6-0422/2006

Testi presentati :

A6-0422/2006

Discussioni :

PV 11/12/2006 - 18
CRE 11/12/2006 - 18

Votazioni :

PV 13/12/2006 - 8.12
CRE 13/12/2006 - 8.12
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Testi approvati :

P6_TA(2006)0563

Resoconto integrale delle discussioni
Lunedì 11 dicembre 2006 - Strasburgo Edizione GU

18. Settore della banana (discussione)
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0422/2006), presentata dall’onorevole Fruteau a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica i regolamenti (CEE) n. 404/93, (CE) n. 1782/2003 e (CE) n. 247/2006 in ordine al settore delle banane [COM(2006)0489 – C6-0339/2006 – 2006/0173(CNS)].

 
  
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  Mariann Fischer Boel, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, per cominciare ringrazio gli onorevoli deputati per il loro impegno volto ad accelerare la discussione su questa proposta in merito al settore delle banane; un particolare ringraziamento va all’onorevole Fruteau, che ha prodotto un’ottima relazione in brevissimo tempo.

Ritengo che sia nell’interesse di noi tutti far approvare la proposta sul settore delle banane prima della fine dell’anno, per offrire ai produttori un chiaro contesto entro il quale operare in futuro e per garantire la stabilità di bilancio; ma anche per rassicurare le regioni produttrici di banane affinché sappiano di poter contare sulla tangibile solidarietà dell’Unione europea.

Le banane sono molto importanti per la vitalità economica e sociale delle nostre regioni ultraperiferiche. Esse forniscono reddito a più di 15 000 imprese e posti di lavoro a circa 24 000 agricoltori. Queste regioni devono affrontare limiti e difficoltà particolari, e lo stesso Trattato infatti riconosce loro uno status speciale con l’articolo 299. Sotto tutti i punti di vista, esse fanno parte dell’Unione europea e hanno ogni diritto a godere dei benefici della politica dell’Unione europea. La riforma del settore delle banane è la manifestazione pratica dell’impegno a confermare la nostra solidarietà nell’ambito dell’Unione europea. Sono molto lieta che il Parlamento concordi con la Commissione sulla necessità di riformare l’attuale regime di aiuti per le banane e cerchi di adeguarlo alla politica agricola comune.

Una considerazione cruciale è l’imprevedibilità di bilancio della spesa attuale nel settore delle banane. Constato con piacere che il Parlamento europeo concorda sulla sostanza della proposta, ossia la scelta della soluzione POSEI, che offre numerosi vantaggi. Prima di tutto è coerente con la riforma della PAC, è uno strumento molto flessibile per gli Stati membri e per le regioni in questione, consente agli Stati membri di concedere finanziamenti supplementari, e infine, aspetto non meno importante, offre una certa prevedibilità finanziaria.

Un altro importante punto di contatto tra la posizione dell’Assemblea e la proposta della Commissione riguarda il bilancio, che si basa sul sostegno medio concesso nel periodo 2000-2002; è stata inoltre aggiunta un’assicurazione marginale per tener conto della variabilità del settore delle banane. Si è altresì considerato il recente mutamento che ha interessato gli accordi di importazione e un possibile accordo con paesi terzi produttori di banane.

Voi avete chiesto che la Commissione presenti una relazione specifica sui programmi POSEI nel 2009, se il tenore di vita dei produttori di banane, in particolare, dovesse deteriorarsi in seguito a un cambiamento del regime esterno. In realtà, la nostra proposta riguarda, o comunque prevede, proprio la presentazione di una relazione sull’intero regime POSEI nel 2009, che includerà il settore delle banane. Non dimentichiamo che il settore delle banane rappresenta più del 50 per cento del reddito agricolo di alcune regioni produttrici.

Ovviamente questa relazione verrà presentata prima del previsto qualora si registri un peggioramento nel tenore di vita delle regioni ultraperiferiche. Per quanto riguarda Creta, Cipro e l’Algarve, dobbiamo ricordare che, complessivamente, la produzione di banane interessa meno di 400 ettari e circa 300 aziende. Non è quindi giustificata una deroga al principio generale per cui gli agricoltori hanno la libertà di scegliere le proprie colture a seconda delle tendenze del mercato e del maggior utile che possono trarre dalla produzione.

Aspetto con impazienza di discutere il tema con voi questa sera. Vi ringrazio ancora una volta per la celerità con cui avete agito in questo campo.

 
  
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  Jean-Claude Fruteau (PSE), relatore.(FR) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, oggi l’Unione europea si appresta dunque a riformare gli aspetti interni dell’OCM nel settore delle banane, per adeguare il regime di aiuti ai produttori europei alla nuova situazione commerciale mondiale e ai principi della nuova politica agricola comune.

Questa modifica, che è oggetto della relazione oggi sottoposta all’esame dell’Assemblea, dopo essere stata approvata a grandissima maggioranza dalla commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento, va indubbiamente nella direzione giusta. Per i produttori di banane delle regioni ultraperiferiche, che rappresentano più del 98 per cento della produzione dell’Unione europea, si prevede dunque di trasferire uno stanziamento pari a quasi 280 milioni di euro all’anno verso i programmi POSEI; questo consentirà una maggiore flessibilità e quindi una migliore utilizzazione dei fondi comunitari. Signora Commissario, a questo proposito vorrei ringraziarla per la rivalutazione degli importi assegnati a questa riforma, che dovrebbe garantire al settore una maggiore vitalità, in particolare nelle regioni ultraperiferiche in cui le banane svolgono un ruolo economico e sociale fondamentale che nessun’altra produzione agricola è in grado di compensare.

E’ mio dovere tuttavia ricordare che gli importi proposti sono stati calcolati in funzione dell’attuale tariffa doganale. Ora, l’incertezza sui negoziati commerciali mondiali lascia presagire una nuova riduzione di questo livello tariffario. Con 176 euro alla tonnellata la filiera delle banane si trova già in una situazione di estrema fragilità che minaccia l’equilibrio socioeconomico di numerose regioni produttrici, e quindi una nuova riduzione della tariffa doganale segnerebbe la fine della produzione comunitaria di banane, se il progetto proposto dalla Commissione non fosse modificato in alcun modo.

L’apertura dei mercati può contribuire a rendere più dinamiche le strutture produttive, ma può farlo soltanto a condizione che si osservino tutti i principi fondamentali di regolamentazione ed equità, cioè che si assicuri il rispetto, da parte dei diversi produttori, di regole comuni che li pongano sullo stesso piano di parità commerciale. E’ evidente che questa parità oggi è totalmente assente negli scambi mondiali, visto il divario esistente tra le norme sociali e ambientali dei paesi europei e quelle dei paesi dell’America centrale o meridionale. Di fronte a questo problema, la cui soluzione deve rimanere una delle priorità dell’Unione europea, gli aiuti assegnati ai produttori comunitari di banane sono necessari per compensare le disfunzioni del sistema commerciale mondiale. Per essere efficaci, queste misure di regolamentazione interna devono essere sincronizzate con gli strumenti di regolamentazione esterna. E’ in questa prospettiva che la commissione per l’agricoltura insiste per rafforzare le misure di valutazione previste dal progetto di riforma, affinché la Commissione possa adottare iniziative concrete qualora la situazione tariffaria esterna si deteriori, per esempio aumentando l’importo delle voci di bilancio stanziate a favore dei produttori.

La conservazione della filiera europea delle banane dipende anche dalla sua capacità di ottimizzare i costi di produzione nel rispetto delle norme sociali e del livello di vita degli agricoltori. A partire dalla creazione dell’OCM, le organizzazioni dei produttori hanno così contribuito a una migliore concentrazione dell’offerta di banane sul mercato e hanno partecipato a una significativa riduzione degli oneri attinenti alla coltivazione delle banane nell’Unione. Spezzare questa dinamica oggi sarebbe una contraddizione economica. Per questo motivo ci sembra indispensabile mantenere un quadro normativo pertinente a livello comunitario per quanto riguarda le organizzazioni dei produttori, per proseguire negli sforzi già intrapresi al fine di rafforzare le nostre strutture di produzione. Com’è stato richiesto dalla commissione per l’agricoltura, questa volontà inoltre dovrebbe tradursi in un obbligo di affiliazione a un’organizzazione di produttori per poter beneficiare degli aiuti previsti nel quadro dello stanziamento POSEI, a meno che le circostanze non lo impediscano.

Infine, e questa sarà la mia ultima osservazione, si pone la questione della gestione degli aiuti. Il sistema di sostegno alla produzione in seno all’attuale OCM nel settore delle banane prevede in effetti regimi di anticipi bimestrali indispensabili all’attività della filiera nelle regioni ultraperiferiche come nel resto dei paesi produttori dell’Unione. Ora, il trasferimento di stanziamenti verso i programmi POSEI non si associa al mantenimento di questo sistema di anticipi, mettendo in pericolo la sopravvivenza dei produttori che sarebbero costretti a ricorrere al prestito privato, in un momento in cui l’insicurezza che caratterizza l’ambiente commerciale in questo settore non incoraggia le banche a concedere prestiti a lungo termine. In un simile contesto di instabilità economica, sta ai poteri pubblici europei offrire le garanzie sufficienti affinché la situazione generata da queste scelte di politica commerciale a livello mondiale non si ritorca contro gli interessi degli agricoltori più fragili dell’Unione.

 
  
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  Salvador Garriga Polledo (PPE-DE), relatore per parere della commissione per i bilanci. – (ES) Signor Presidente, la commissione per i bilanci ha approvato all’unanimità il proprio parere su questa relazione concernente la riforma del regolamento del Consiglio; inoltre, la nostra commissione concorda interamente sugli aspetti fondamentali della riforma proposta.

Le nostre uniche riserve – che la signora Commissario ha del resto già illustrato – si riferiscono allo scarso tempo che abbiamo avuto a disposizione per analizzare la proposta, dal momento che abbiamo dovuto scegliere la procedura d’urgenza.

In ogni caso, a parere della commissione per bilanci, l’unico punto importante è accettare il meccanismo di finanziamento complessivo suggerito, assicurandoci allo stesso tempo che la proposta sia perfettamente in linea con le raccomandazioni della Corte dei conti europea sulla sana gestione finanziaria dell’Organizzazione comune dei mercati nel settore delle banane.

La nostra commissione si limita a proporre un emendamento di natura generica, che noi vorremmo si applicasse a tutti i programmi non sottoposti a codecisione, chiedendo altresì il rispetto del quadro finanziario generale che abbiamo approvato per il periodo 2007-2013.

Contemporaneamente, per sottolineare, in maniera ancor più decisa il coinvolgimento del Parlamento – e dal momento che è stata scelta la procedura di consultazione – desideriamo che gli aiuti erogati ai produttori di banane siano sottoposti al controllo del nostro Parlamento, mediante la procedura annuale di bilancio.

Nel complesso, tuttavia, questa proposta è positiva, e in sostanza offre un valido aiuto a tutti i produttori delle regioni ultraperiferiche dell’Unione che hanno serie difficoltà a competere con i prodotti di paesi terzi.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale. (PT) Signor Presidente, la proposta avanzata dalla Commissione europea per una riforma dell’organizzazione comune di mercato (OCM) nel settore delle banane si inserisce nel processo di liberalizzazione del settore agricolo a livello di Unione europea e nel contesto dell’Organizzazione mondiale del commercio.

La Commissione propone di disaccoppiare gli aiuti dalla produzione, di applicare il regime di pagamento unico e di abolire gli aiuti compensativi che hanno contribuito alla stabilità dei prezzi e sono riusciti a salvaguardare, benché solo parzialmente, il reddito dei produttori. L’opzione POSEI presuppone il trasferimento degli aiuti esistenti ai programmi POSEI per i produttori di banane delle regioni ultraperiferiche, cioè Madera e Azzorre, Martinica e Guadalupa, isole Canarie.

La proposta della Commissione punta anche a conseguire risparmi, stabilizzando le spese di bilancio legate all’OCM. Di conseguenza, se l’obiettivo è quello di garantire il reddito e un decoroso tenore di vita ai produttori di banane, è difficile comprendere in che modo le proposte della Commissione possano migliorare l’attuale OCM; è più probabile il contrario. Come relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale, desidero sottolineare l’importanza socioeconomica del settore delle banane per le regioni ultraperiferiche; esso infatti contribuisce alla coesione sociale ed economica in quanto genera reddito e occupazione, incide sullo sviluppo di altre attività economiche a monte e a valle, e contribuisce a conservare un equilibrio ambientale e di paesaggio che incoraggia lo sviluppo del turismo.

Gli emendamenti presentati da questa commissione, ad alcuni dei quali si fa riferimento nella relazione, mirano essenzialmente a controbilanciare alcuni degli aspetti negativi presenti nella proposta della Commissione europea. Gli emendamenti cercano di tutelare i produttori, assicurare lo sviluppo del settore, garantire l’applicazione di un regime di anticipi e mantenere il sostegno alle organizzazioni dei produttori per promuovere la commercializzazione. Proponiamo inoltre di introdurre valutazioni intermedie obbligatorie per le nuove misure, in modo da garantire i livelli di reddito e di occupazione e impedire qualsiasi deterioramento della situazione economica del settore. Infine, proponiamo un disaccoppiamento solo parziale degli aiuti.

 
  
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  Carmen Fraga Estévez, a nome del gruppo PPE-DE. – (ES) Signor Presidente, a nome del mio gruppo vorrei congratularmi con l’onorevole Fruteau per l’ottimo lavoro che ha compiuto con la stesura di questa relazione e per la disponibilità con cui si è adoperato per raggiungere un consenso. Ringrazio anche la signora Commissario per la sua proposta di riforma, che nel complesso è stata accettata sia dai rappresentanti del settore che dal nostro Parlamento.

Mi auguro che d’ora in poi queste nuove norme pongano fine, una volta per tutte, alle polemiche in seno all’Organizzazione mondiale del commercio; chiedo quindi che, nonostante le pressioni nuovamente esercitate da alcuni paesi dell’America latina, almeno la tariffa doganale di 176 euro a tonnellata, che è entrata in vigore il 1° gennaio in seguito all’accordo concluso a Hong Kong, venga difesa e mantenuta per garantire al settore europeo delle banane un minimo di stabilità.

Signora Commissario, le regioni ultraperiferiche, che sono le principali produttrici di banane nell’Unione europea, dipendono largamente da questo prodotto, e quindi occorre tener conto di qualsiasi modifica delle disposizioni che regolano il settore, soprattutto per quanto riguarda il regime esterno. Sono quindi sconcertata dal dibattito che si sta svolgendo in seno al Consiglio dei ministri in merito al periodo di riferimento proposto, che è sfociato in un bilancio di 280 milioni di euro all’anno. Devo insistere: è necessario che il periodo di riferimento sia il medesimo applicato per le altre riforme delle OCM. Sarebbe perciò incomprensibile introdurre un’eccezione alla norma seguita finora – o ricorrere a un sotterfugio di bilancio – quando il 98 per cento di tale somma è giustamente destinato alle regioni ultraperiferiche.

Data la sua importanza, vorrei ricordare un’altra richiesta contenuta nella relazione: quella che si riferisce alla continuità del sistema per le organizzazioni dei produttori, nell’intento di conservare la concentrazione della produzione comunitaria, che ha costituito uno dei maggiori successi dell’OCM nel settore delle banane. La sua abolizione, signora Commissario, non farebbe che aggravare la situazione di svantaggio dei produttori comunitari nei confronti delle importazioni da paesi terzi.

 
  
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  Manuel Medina Ortega, a nome del gruppo PSE. – (ES) Signor Presidente, la Commissione ha compiuto un grande sforzo per adattare il regime interno delle banane al mutamento delle circostanze. A mio avviso dobbiamo congratularci con la Commissione per il suo operato, che in sostanza consentirà ai produttori comunitari di banane di sopravvivere, pure in una situazione estremamente ardua.

Come ha ricordato l’onorevole Fruteau, autore di questa relazione, sussiste il timore di possibili modifiche future del regime esterno dell’organizzazione comune dei mercati delle banane.

La signora Commissario ha menzionato alcune garanzie concernenti il monitoraggio di questo problema da parte della Commissione, ma in quanto deputato al Parlamento europeo mi vedo costretto a manifestare la nostra preoccupazione, che ha preso forma in alcuni emendamenti presentati alla relazione Fruteau, i quali, mi auguro, saranno approvati domani dal Parlamento.

In breve, signor Presidente, ritengo che domani il Parlamento sarà in grado di approvare questa relazione e, probabilmente, alcuni degli emendamenti più importanti, ma la cosa essenziale – lo ripeto – è poter contare sul fatto che, in futuro, la Commissione continui a tutelare il settore delle banane.

 
  
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  Witold Tomczak, a nome del gruppo IND/DEM. – (PL) Signor Presidente, la riforma del mercato delle banane riguarda alcune delle cosiddette regioni ultraperiferiche dell’Unione europea; la sua applicazione è un risultato praticamente scontato, mentre lo stesso non si può affatto dire per la riforma del mercato ortofrutticolo. Quest’ultima riguarda parecchie dozzine di varietà di frutta e ortaggi, e riveste importanza assai maggiore per l’intera Unione, ma subisce continui ritardi. Nelle regioni produttrici di banane è in gioco il futuro di circa 300 000 posti di lavoro, mentre solo in Polonia due milioni di posti di lavoro dipendono dalla produzione ortofrutticola. Affrontare i problemi più gravi del mercato ortofrutticolo costa appena 80 milioni di euro all’anno; del resto, il bilancio dell’Unione non ne soffrirà, poiché in quel mercato, ogni anno, non si raccolgono fino a 300 milioni di euro. Il costo annuale della riforma del mercato delle banane ammonta a 280 milioni di euro: una somma assai più alta, destinata a risolvere problemi ben minori.

Ricordo all’Assemblea che, il 1° maggio 2004, la Polonia e altri nove paesi sono entrati a far parte dell’Unione europea e hanno diritto a parità di trattamento rispetto agli altri Stati membri. Il fatto che i nuovi Stati membri non siano situati su isole pittoresche non può essere una scusa per non rispettare tale parità. Alla luce della situazione che ho descritto, i riferimenti alla politica agricola comune possono produrre solo imbarazzo e vergogna, ma non sono certo io che mi devo vergognare.

 
  
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  Emanuel Jardim Fernandes (PSE). (PT) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, sostengo senza riserve la relazione dell’onorevole Fruteau, e mi congratulo con lui per il notevole lavoro con cui ha emendato la proposta della Commissione. Sostengo gli obiettivi delineati nella relazione, che sono i seguenti: salvaguardare la produzione comunitaria di banane, per il vitale contributo che essa reca all’occupazione, allo sviluppo economico e sociale e alla tutela dell’ambiente nelle regione produttrici di banane, e soprattutto nelle regioni ultraperiferiche.

Il secondo obiettivo è quello di tutelare il reddito dei produttori di banane e di impedire il deterioramento della situazione economica del settore. Il terzo obiettivo è quello di dare agli Stati membri produttori di banane il controllo sulla concessione degli aiuti, in modo che essi assumano la forma più efficace, tenendo conto delle rispettive priorità di queste regioni. Si prevede anche la presentazione di una relazione specifica entro il 2009 in caso di variazioni nel reddito dei produttori, per esempio in caso di mutamento delle tariffe doganali.

Non mi sembra accettabile, signora Commissario, far dipendere la concessione degli aiuti dal fatto che i produttori aderiscano a un’organizzazione di categoria; sarebbe più opportuno lasciare agli Stati membri la decisione in merito a tale obbligo. Propongo quindi che si tenga conto di questo rilievo, e che il Consiglio decida di conseguenza.

 
  
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  Sérgio Marques (PPE-DE). (PT) Signor Presidente, signor Commissario, questa proposta di riforma del sistema di aiuti alla produzione per i produttori di banane è un perfetto esempio di applicazione dell’articolo 299, paragrafo 2, che prevede di adottare provvedimenti specifici per il settore agricolo delle regioni ultraperiferiche, in ragione delle loro caratteristiche particolari.

Nelle regioni ultraperiferiche la produzione di banane riveste un’indubbia importanza economica, sociale e soprattutto ambientale; è quindi essenziale mantenere tale produzione, e proprio questo è lo scopo della riforma in esame. Desidero congratularmi con la Commissione, che ci ha indicato la giusta strada da seguire: la gestione degli aiuti per mezzo dei programmi POSEI, una maggiore flessibilità degli Stati membri nella distribuzione di queste risorse e la fine dell’isolamento dei produttori dal mercato – a tale proposito si deve dare immediato ascolto agli appelli dei produttori.

Infine, la Commissione deve seguire con estrema attenzione lo sviluppo del settore. Potrebbe rendersi necessario modificare le condizioni di commercializzazione che incidono negativamente sul reddito dei produttori, e la Commissione deve reagire immediatamente a una tale situazione adottando le misure necessarie.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, la proposta di riforma dell’organizzazione comune di mercato nel settore delle banane presentata dalla Commissione europea è coerente con la filosofia della riforma della politica agricola comune attuata nel 2003; ed è altrettanto coerente con gli impegni assunti dall’Unione nel corso dei negoziati a livello di OMC. E’ tuttavia opportuno valutare l’impatto delle riforme sul livello di produzione delle banane nelle regioni ultraperiferiche dell’Unione europea.

Vi è una certa analogia tra la riforma del mercato delle banane e la prossima riforma del mercato della frutta a polpa morbida; il mercato regionale delle banane è importante quanto il mercato della frutta a polpa morbida. Anche la gravità delle minacce che incombono sulla stabilità delle aree rurali e sui mezzi di sussistenza dei coltivatori e delle loro famiglie è analoga; in entrambi i casi, si tratta di produzioni ad alta intensità di manodopera.

Occorre inoltre osservare che, rispetto al mercato delle banane, il mercato della frutta a polpa morbida è più gravemente minacciato dall’azione non autorizzata di paesi terzi. Nel caso della frutta a polpa morbida esistono solo misure temporanee per contrastare il dumping, mentre per il mercato delle banane vige un efficace sistema di tariffa unica.

Alcuni dei meccanismi di sostegno proposti per il mercato delle banane risolverebbero le difficoltà del mercato della frutta a polpa morbida. La Commissione europea deve quindi esaminare la possibilità di applicare tali meccanismi a quest’ultimo mercato, soprattutto per quanto riguarda il regime di pagamenti per zona a favore dei coltivatori di frutta a polpa morbida destinata alla trasformazione.

Ci auguriamo che le misure proposte incidano positivamente sulla situazione dei produttori di banane; tuttavia, stiamo ancora aspettando un resoconto dei reali costi di questa riforma.

 
  
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  Mariann Fischer Boel, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, vorrei fare alcuni commenti sulle questioni che sono state trattate questa sera.

Come ho già detto nel corso del mio intervento introduttivo, entro il 2009 presenteremo una relazione sull’attuazione dei programmi POSEI, che consentirà di valutare la situazione nelle regioni produttrici di banane. Qualora vi siano cambiamenti sostanziali nelle condizioni economiche che influiscono sulla vita delle regioni ultraperiferiche, la Commissione potrebbe presentare questa relazione prima di quanto previsto.

Uno dei temi trattati è stata la situazione delle organizzazioni dei produttori. E’ importante per me sottolineare chiaramente che le organizzazioni dei produttori non sono state abolite, ma non è più necessaria una definizione comune di organizzazioni di produttori a livello comunitario. La grande maggioranza dei produttori comunitari fa già parte di organizzazioni di produttori; è quindi più opportuno lasciare che siano gli Stati membri a decidere se adottare norme sulle organizzazioni dei produttori che consentano loro di orientare la propria azione in modo da rispondere meglio alle esigenze regionali e di offrire il proprio sostegno nell’ambito del programma POSEI. Questo è possibile; spetterà quindi alle autorità regionali scegliere. Questa flessibilità del sistema sarebbe il modo migliore per garantire decisioni politiche sostenibili e coerenti nelle regioni ultraperiferiche.

Si è discusso anche di anticipi. E’ importante ricordare che il nuovo sistema offre una serie di benefici tangibili agli agricoltori che producono banane. In primo luogo, non appena i programmi POSEI saranno approvati, essi potranno godere di un’assoluta trasparenza di bilancio per l’intero periodo 2007-2013. Questo migliorerà la loro posizione qualora debbano rivolgersi alle banche per un prestito. Potranno anche contare su una piena trasparenza per quanto riguarda gli aiuti già pagati al 1° dicembre. Secondo il sistema attuale, tale trasparenza si applica soltanto per una percentuale che oscilla tra il 20 e il 40 per cento dei pagamenti. A quanto mi risulta, gli Stati membri apprezzano questi cambiamenti.

In generale, posso dire con sufficiente certezza che la nostra proposta sul bilancio avrà effetti positivi per i paesi produttori di banane. Se avessimo scelto altri periodi di riferimento, i risultati sarebbero stati peggiori rispetto alla scelta del periodo 2000-2002. Sono quindi lieta che il Parlamento europeo abbia deciso di non riaprire la discussione.

Ci sono stati alcuni commenti sul settore ortofrutticolo. Oggi posso affermare con piacere che il 24 gennaio mi presenterò alla commissione per l’agricoltura per illustrare le riforme concernenti questo settore. Chiariremo così alcune delle questioni sollevate questa sera.

Quanto alle varie proposte che sono state presentate, la Commissione sostiene l’integrazione dell’emendamento n. 4, concernente il contributo delle banane alla coesione economica e sociale, e l’emendamento n. 9, che menziona l’importanza delle varie norme di qualità e il collegamento al turismo, anche se potrebbe rendersi necessaria una leggera revisione formale.

Per quanto riguarda gli emendamenti che chiedono di collegare la relazione POSEI al settore delle banane, e consentire un parziale disaccoppiamento nelle zone non appartenenti alle regioni ultraperiferiche, la Commissione ritiene che questo contrasterebbe nettamente con la stessa idea ispiratrice della riforma e anche con il collegamento con la riforma della PAC del 2003.

Vi ringrazio per gli sforzi tesi ad accelerare il dibattito sulla riforma del settore delle banane. Sono lieta che il Parlamento sembri condividere le basi dell’intera riforma, e attendo con impazienza la votazione che si terrà domani in seduta plenaria.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà mercoledì, alle 12.00.

Dichiarazione scritta (articolo 142 del Regolamento)

 
  
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  Margie Sudre (PPE-DE).(FR) La banana è un elemento fondamentale dell’economia di quattro delle sette regioni ultraperiferiche, per l’importanza dei mercati europei e per l’eccezionale fabbisogno di manodopera di questo settore.

Il nostro Parlamento deve accertare che il sostegno proposto sia fissato a un livello sufficiente e tenga conto della possibile evoluzione dei prezzi nell’ambito dei negoziati OMC. Per far fronte a un eventuale deterioramento dei redditi dei produttori, è opportuno prevedere una clausola di revisione automatica e ristabilire l’attuale sistema di anticipi finanziari, indispensabili all’attività della filiera.

I produttori di banane delle regione ultraperiferiche attendono un segnale chiaro di salvaguardia di questo settore, che ripristini la loro fiducia. Dopo molti anni di frammentazione e inefficienza, la filiera delle banane delle Antille è oggi un modello organizzativo di cui dobbiamo sottolineare lo sforzo di ristrutturazione.

Vorrei ricordare che il settore delle banane nelle regioni ultraperiferiche rispetta i criteri non commerciali in vigore nell’Unione europea, a differenza dei suoi concorrenti dei paesi latinoamericani.

Senza il settore delle banane, che garantisce 15 000 posti di lavoro e rappresenta la vera spina dorsale economica di queste regioni in termini umani, sociali e ambientali, tutta l’agricoltura della Guadalupa e della Martinica correrebbe il rischio di sparire per mancanza di produzioni alternative.

 
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