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Lunedì 12 marzo 2007 - Strasburgo Edizione GU

Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
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  Gay Mitchell (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, la scorsa settimana ho letto con interesse e con turbamento le conclusioni di una relazione in cui si dimostra che dal 2002 il tempo complessivo dedicato all’educazione fisica nelle scuole europee segna un calo continuo. Infatti, il mio paese, l’Irlanda, è uno dei fanalini di coda con un minimo di 30 minuti e un massimo di soli 60 nei vari programmi scolastici.

L’obesità infantile è in crescita in tutta Europa. In effetti il fenomeno è cinque volte più diffuso oggi rispetto al dopoguerra. Solo in Irlanda, stando al ministero per la Salute e per l’infanzia, 300 000 bambini sono sovrappeso o sono obesi.

L’obesità che si riscontra oggi nei bambini costerà molto cara alla società nel lungo termine sia da un punto di vista economico che sul versante sociale. In termini di costi diretti l’obesità assorbe il 6 per centro dei costi complessivi per la sanità in Irlanda. L’obesità è direttamente collegata a molte gravi malattie quali il diabete di tipo 2, cardiopatie, ictus, ipertensione e alcuni tipi di cancro.

In siffatto contesto è senza dubbio giunto il momento che l’Unione europea inneschi un cambiamento promuovendo una strategia efficace e realistica nel settore, dotata di elementi di misurazione per gli Stati membri.

 
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