Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

O-0013/2007 (B6-0015/2007)

Discussioni :

PV 13/03/2007 - 19
CRE 13/03/2007 - 19

Votazioni :

Testi approvati :


Resoconto integrale delle discussioni
Martedì 13 marzo 2007 - Strasburgo Edizione GU

19. Caccia illegale di uccelli a Malta (discussione)
Processo verbale
MPphoto
 
 

  Presidente. – L’ordine del giorno reca l’interrogazione orale (Ο-0013/2007 – Β6-0015/2007) dell’onorevole Marcin Libicki, a nome della commissione per le petizioni, alla Commissione, sulla caccia illegale di uccelli a Malta.

 
  
MPphoto
 
 

  Marcin Libicki (UEN), autore. – (PL) Signora Presidente, presiedo la commissione per le petizioni, che ormai da tempo si occupa della questione della caccia illegale di uccelli a Malta. Abbiamo ricevuto una petizione da una serie di associazioni per la protezione degli uccelli che contano complessivamente centinaia di migliaia di iscritti.

Questa attività di caccia è biasimevole per tre ragioni. In primo luogo, perché si svolge in primavera. In secondo luogo, perché viene fatto uso di trappole. In terzo luogo, perché viene svolta da barche a motore sul mare.

Vi è un’opposizione molto forte alla caccia e la commissione per le petizioni ha ricevuto di recente due corposi volumi che descrivono in modo particolareggiato le ultime violazioni dei principi sui quali si suppone debba fondarsi l’arte venatoria. Come potete vedere, in copertina c’è una fotografia di un falco pescatore. Il falco pescatore è un uccello in via d’estinzione in Europa, eppure a Malta viene cacciato e ucciso.

Occorre tenere presente che le spedizioni di caccia descritte prendono di mira solo gli uccelli migratori. Il motivo è che nessun uccello rimane a lungo a Malta. Questi sono tutti gli uccelli che percorrono distanze enormi, spesso dall’Africa meridionale fino all’Europa settentrionale e ritorno. Si fermano a Malta solo per riposare un poco, finendo per morire per mano dei cacciatori.

Onorevoli colleghi, abbiamo appurato che la maggior parte degli abitanti di Malta è contraria a questa attività di caccia. La commissione per le petizioni ha intrapreso l’anno scorso una speciale missione d’inchiesta a Malta per riferire sulla situazione. Abbiamo avuto l’impressione che solo una piccola parte della popolazione sia coinvolta nella caccia. Si tratta, tuttavia, di persone appartenenti a svariati partiti politici, che quindi godono dell’appoggio di vari politici di tutti gli schieramenti. Questo significa che, pur costituendo un’esigua minoranza, la categoria dei cacciatori è in una posizione di forza, perché sa che tutti i partiti politici proteggeranno i suoi interessi. In pratica tutti i partiti sono disposti ad appoggiare questi cacciatori dediti all’uccellagione.

Abbiamo appreso di recente che ora il governo intende concedere ancora una volta licenze di caccia per la prossima primavera. Sono proprio le battute di caccia primaverili ad avere l’effetto più distruttivo sull’avifauna di Malta e di fatto sull’avifauna dell’intera Europa perché, come ho detto prima, si tratta di uccelli migratori. Le ripercussioni si fanno sentire sulle popolazioni avicole dell’intero continente. Malta è di fatto il paese meno colpito perché non vi sono uccelli che risiedano in maniera permanente sul suo territorio.

Di conseguenza, ho rivolto un’interrogazione alla Commissione europea. La sostanza dell’interrogazione è la seguente. Nonostante l’avvio di una procedura di infrazione nei confronti di Malta da parte della Commissione e le raccomandazioni formulate dalla commissione per le petizioni in seguito alla missione d’inchiesta condotta nel maggio dell’anno scorso, il governo maltese si appresta ad autorizzare la caccia di uccelli selvatici durante la primavera del 2007, come ha fatto ogni anno dalla sua adesione all’Unione europea nel 2004. La domanda è: quali misure urgenti intende adottare la Commissione europea per convincere le autorità maltesi a vietare di fatto la pratica della caccia di uccelli selvatici, specie nella stagione migratoria in primavera? Va ricordato che molti volatili cacciati, tra i quali alcuni rapaci come il falco pescatore, sono specie a rischio di estinzione. In che modo intende la Commissione costringere il governo maltese a rispettare gli impegni presi attuando correttamente e facendo applicare la direttiva “Uccelli” a Malta?

Attendo con ansia la sua risposta, signor Commissario, insieme alla commissione per le petizioni e all’intera Assemblea.

 
  
MPphoto
 
 

  Stavros Dimas, Μembro della Commissione. – (EL) Signora Presidente, ringrazio l’onorevole Libicki per avermi fornito l’occasione di formulare la posizione della Commissione sulla caccia di uccelli a Malta. Si tratta di una questione di rispetto del diritto comunitario.

La direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici vieta chiaramente la caccia di uccelli migratori che ritornano nelle aree di riproduzione, come contenuto nell’allegato ΙΙ alla direttiva. Come ha affermato anche l’onorevole Libicki, la caccia praticata in primavera è la forma più dannosa.

L’articolo 9 della direttiva prevede la possibilità di deroga per gli Stati membri. Tuttavia, tale disposizione si applica solo in circostanze eccezionali, subordinatamente al rispetto dei criteri molto rigorosi stabiliti nell’articolo. In tali casi, la possibilità di derogare è concessa sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti.

Nel 2004 il governo maltese ha deciso di esercitare il diritto di applicare una deroga per la caccia alla quaglia e alla tortora durante la migrazione primaverile. Tuttavia, secondo le informazioni fornite alla Commissione dalle autorità maltesi, la deroga in oggetto non sembra conforme ai requisiti stabiliti nella direttiva “Uccelli”. Soprattutto, le autorità maltesi non sono state in grado di dimostrare che non vi fossero altre soluzioni soddisfacenti né che la caccia primaverile si svolgesse in condizioni di stretto controllo. Per queste ragioni, la Commissione è giunta alla conclusione che la deroga per il 2004 violava gli articoli 7 e 9 della direttiva “Uccelli”. Nel luglio 2006 sono state avviate procedure di infrazione ai sensi dell’articolo 226 del Trattato e la Commissione non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale dalle autorità maltesi.

La questione in discussione riguarda la deroga per l’anno 2004. Nondimeno, la Commissione sa che Malta ha autorizzato la caccia primaverile anche durante gli anni seguenti, cioè nel 2005 e nel 2006, e sembra che l’abbia autorizzata anche per quest’anno, il 2007. La continuazione della caccia in primavera in tutti questi anni, in violazione della legislazione, costituisce un caso sistematico di mancata applicazione della direttiva “Uccelli”. Per questa ragione, al fine di estendere l’oggetto delle procedure di infrazione in corso, intendiamo inviare un’ammonizione scritta aggiuntiva alle autorità maltesi riguardante quella che è diventata una pratica standard da parte loro negli anni dal 2004 a oggi. La decisione della Commissione dovrebbe essere presa durante la riunione del 21 marzo. Se Malta non si conformerà alla direttiva “Uccelli”, la Commissione intraprenderà i procedimenti legali previsti a tal fine. Tuttavia, non siamo ancora giunti a questa fase e continuo a sperare che le autorità maltesi si conformino al diritto comunitario. Entro i limiti della sua competenza, la Commissione sta adottando e continuerà ad adottare le misure necessarie, affinché Malta, come ogni altro Stato membro, rispetti il disposto della direttiva “Uccelli”.

 
  
MPphoto
 
 

  Simon Busuttil, a nome del gruppo PPE-DE. – (MT) In primo luogo desidero ricordare a tutti i presenti in Aula, e in particolare al Commissario, che, durante i negoziati intercorsi tra Malta e l’Unione europea, la Commissione europea riconobbe per iscritto che, dopo l’adesione all’UE, Malta si sarebbe avvalsa di una deroga per autorizzare la caccia in primavera. Infatti, ho qui di fronte a me il documento datato 27 settembre 2002, che lo dimostra. La Commissione conosce bene le difficoltà incontrate durante i negoziati con Malta perché la decisione sull’eventuale adesione di Malta riguardava il paese intero, ma comunque Malta non ha reclamato arbitrariamente il proprio diritto a una deroga. Non mi aspetto quindi che il Commissario venga qui e dica, alla prima occasione in cui Malta chiede di avvalersi di tale deroga: “adesso non può avvalersene”. Come ha potuto la Commissione accettare per iscritto l’uso di una deroga durante i negoziati e poi, la prima volta che questa deve essere applicata, dire che ciò non è permesso? Inoltre, come può la Commissione affermare che vi sono alternative alla caccia primaverile? Perché questo non è stato detto durante i negoziati? Queste sono le risposte che ci aspettiamo da lei, signor Commissario.

Sono completamente d’accordo con lei sul fatto che questa deroga non dà carta bianca ai cacciatori e gradirei informarla riguardo ad alcune misure che Malta sta adottando contro coloro che violano le regole di caccia. Prima di tutto, in primavera possono essere cacciate soltanto due specie. Prima dell’adesione di Malta, in tale stagione dell’anno era autorizzata la caccia a 32 specie; abbiamo quindi ridotto il numero da 32 a due. In secondo luogo, la stagione di caccia primaverile è stata abbreviata di 18 giorni. Il terzo e più importante punto è che le sanzioni per chi viola le regole sono state aumentate a una pena pecuniaria di 14 000 euro, due anni di reclusione e il ritiro permanente delle licenze di caccia per i trasgressori recidivi; in altri termini, la seconda volta c’è il cartellino rosso e l’espulsione. Io spero che la Commissione riconosca che si tratta di importanti passi avanti. Purtroppo il Commissario non ne ha fatto menzione.

Quindi condanniamo la violazione delle regole, ma chi non viola le regole non dovrebbe essere considerato alla stregua di chi trasgredisce. Per tale motivo sono contrario a coloro che, all’altro estremo, vorrebbero vietare del tutto la caccia. Inoltre, per concludere, la Commissione deve essere attenta, nonostante le intense pressioni politiche, a non ignorare quanto è stato concordato durante i negoziati.

 
  
MPphoto
 
 

  Anne Van Lancker, a nome del gruppo PSE. – (NL) Signor Commissario, come deputata socialista belga al Parlamento europeo, prendere parte alla discussione di questa sera significa molto per me, soprattutto perché si svolge in risposta a una petizione della Società reale belga per la protezione degli uccelli, che ha raccolto più di 20 000 firme sul tema della caccia di uccelli a Malta.

Questo è davvero un problema internazionale. Ogni anno a Malta vengono uccise o catturate migliaia di uccelli migratori. Si tratta di un fenomeno particolarmente negativo dal momento che Malta è uno dei pochi luoghi di riposo per gli uccelli migratori quando attraversano il Mediterraneo. Dopo tutto, a che serve che i paesi europei investano denaro ed energia in misure di protezione nel quadro delle direttive “Habitat” e “Uccelli” se quegli stessi uccelli sono poi uccisi in altri paesi durante il loro viaggio?

Alle mie controparti maltesi vorrei dire che è senz’altro vero che Malta ha ottenuto, fino al 2008, una serie di misure di transizione nel trattato di adesione, ma tali misure riguardano soltanto la cattura di uccelli allo scopo di farli riprodurre per preservarne la specie. In altri termini, si tratta di misure di protezione degli animali. In nessuna circostanza questa misura di transizione consente la caccia primaverile agli uccelli migratori. Nella sua notifica la Commissione ha affermato chiaramente che Malta sta violando, in questo caso, la direttiva “Uccelli” e che non possono essere fatte eccezioni.

Inoltre, la relazione dell’onorevole Libicki del giugno 2006 della task force di inchiesta della commissione per le petizioni denuncia il modo in cui gli uccelli migratori sono cacciati su larga scala e conclude che la deroga alla direttiva “Uccelli”, che Malta ha deciso da sola, dovrebbe decadere. Penso quindi che sia della massima importanza che il Parlamento sostenga la Commissione nella procedura e convinca Malta a rispettare la direttiva “Uccelli” e quindi a non autorizzare questa primavera la caccia a uccelli migratori. Questo caso potrebbe, infatti, dimostrarsi fondamentale se si dovessero riscontrare violazioni della direttiva “Uccelli” in altre parti dell’Unione europea.

 
  
MPphoto
 
 

  David Hammerstein Mintz, a nome del gruppo Verts/ALE. – (ES) Signora Presidente, ci troviamo ad affrontare una questione molto importante per la protezione dell’ecosistema, ma anche per la difesa di un’applicazione corretta del diritto comunitario.

Siamo ormai praticamente in primavera e a Malta si continua a cacciare. I cacciatori illegali hanno occupato una parte notevole del territorio del paese. La direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici viene palesemente violata, dinanzi alla totale passività delle autorità maltesi.

I cacciatori, con la protezione del governo, agiscono persino con violenza. Tre giornalisti maltesi sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati brutalmente dai cacciatori mentre svolgevano semplicemente il loro lavoro vicino a chi protestava contro questa pratica illegale.

Tuttavia, la maggior parte della società maltese si oppone alla caccia primaverile. Secondo un recente sondaggio, oltre l’80 per cento dei maltesi è contrario a questa pratica illegale. Sono contrari persino i proprietari degli alberghi e dei ristoranti di Malta, perché dicono che tale situazione si ripercuote negativamente sul turismo e sull’economia.

Perché il governo di Malta è deciso a proteggere questa pratica illegale e barbara? Solo il partito maltese Alternativa democratica – i Verdi – difende il diritto comunitario a Malta. Il governo di Malta dimostra una scandalosa inadempienza nei confronti del Trattato europeo che ha firmato di recente, prima dell’adesione all’Unione europea. Come è possibile?

Chiediamo alla Commissione di affrontare con fermezza e determinazione questa sfida al diritto comunitario.

 
  
MPphoto
 
 

  David Casa (PPE-DE).(MT) La risoluzione oggi all’esame rischia di stabilire un precedente molto grave e pericoloso. Sostiene infatti che un accordo già approvato dall’Unione europea, da questo Parlamento e dai cittadini maltesi in un referendum e nelle elezioni politiche dovrebbe essere invalidato. Questa risoluzione ha implicazioni che vanno oltre l’appoggio o l’opposizione alla caccia, perché, se sarà approvata, invieremo a tutti gli europei il messaggio che l’Unione europea non mantiene la parola data. Risoluzioni di questo genere minano la credibilità delle Istituzioni europee. Quale garanzia abbiamo, come maltesi, che l’Unione europea manterrà la sua parola riguardo agli altri aspetti dei negoziati? Quale garanzia ha un europeo che l’Unione europea continuerà a rispettare l’esito dei negoziati svolti con il suo paese?

I gruppi politici del Parlamento hanno tutto il diritto di presentare i loro programmi. Questo deve comunque avvenire entro i parametri corretti e nessun accordo può essere violato per la semplice ragione che alcuni hanno programmi politici diversi. Se c’è qualcuno contrario alla caccia illegale, quello sono io. Sono anche il primo a condannare le violenze avvenute durante la marcia di protesta a Malta. Comunque, se vogliamo parlare di atti di barbarie commessi nei paesi dell’Unione europea, è sufficiente menzionare ciò che accade in Spagna o in Italia, che sono esempi di altri paesi dell’Unione europea nei quali viene praticata la caccia illegale. Dico quindi: combattiamo la caccia illegale nell’Unione europea con tutti i mezzi, ma combattiamola in tutta l’Unione europea e non solo a Malta.

Ciò che ci è stato promesso durante i negoziati deve rimanere valido, ed esorto tutti i colleghi, compresi quelli che non sono membri del mio gruppo politico, a impegnarsi a proteggere ciò che spetta di diritto al cittadino europeo. Vorrei citare il collega, onorevole Schultz, presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo, il quale proprio questa mattina, benché in un contesto diverso, ha affermato che dobbiamo rispettare ogni accordo che firmiamo. Questo vale anche nel caso di Malta. Dobbiamo quindi rispettare ciò che è stato convenuto.

 
  
MPphoto
 
 

  Louis Grech (PSE).(MT) Noi crediamo che tutti i governi degli Stati membri, compreso quello di Malta, abbiano il dovere di garantire che le normative ambientali, comprese quelle in materia di caccia, siano conformi alle direttive dell’Unione, ai trattati di adesione e a ogni altro trattato che sia stato firmato. Concordiamo anche sul dovere delle autorità di assicurare che queste direttive e leggi siano rispettate da tutti e non possiamo in alcun modo condonare la pratica della caccia illegale. A tal fine, uno degli emendamenti proposti dal gruppo socialista al Parlamento europeo chiede un approccio più trasparente e propone che la Commissione e il governo maltese pubblichino le loro posizioni tecniche sull’argomento, compresi i verbali delle decisioni prese in riunioni che hanno avuto luogo o che avranno luogo.

Questo risulta più rilevante se si rammenta che, prima dell’adesione di Malta all’Unione europea, il governo maltese aveva affermato, che, insieme alla Commissione europea, aveva negoziato una deroga riguardante la questione della caccia primaverile. Sebbene altre forze politiche e il settore della società civile avessero espresso serie preoccupazioni riguardo all’interpretazione da parte del governo maltese dell’uso di questa deroga, la Commissione europea scelse, per ragioni note solo a se stessa, di tacere e adottare una posizione ambigua. Purtroppo questo atteggiamento ha reso la questione ancora più confusa. Se all’epoca vi fosse stata più trasparenza da entrambe le parti, ciò avrebbe condotto a meno ambivalenza e a una minore probabilità che la società maltese dovesse ingiustamente subire ripercussioni finanziarie. E’ anche una questione di credibilità.

 
  
MPphoto
 
 

  Joseph Muscat (PSE).(MT) E’ più chiaro che mai che il governo maltese ha ingannato ambientalisti e cacciatori quando, prima dell’adesione di Malta all’Unione europea, ha cercato di dare l’impressione di essere riuscito a ottenere tutto per tutti. Le normative ambientali devono essere conformi alle direttive dell’Unione europea e ai termini del trattato di adesione. Questo è chiaro e da parte nostra lo affermiamo da molto tempo. Il governo maltese, ripeto, ha fuorviato la popolazione.

Comunque, signori della Commissione, prima di annuire, bisogna dire che in parte è colpa vostra. Prima che si svolgesse il referendum, quando il governo maltese andava sbandierando in lungo e in largo che aveva ottenuto un accordo con voi riguardo alla caccia in primavera, avete scelto di tacere. Quando il partito laburista, noi e alcune associazioni di ambientalisti e di cacciatori abbiamo espresso dubbi su questo cosiddetto risultato, avete continuato a tacere – anche se molti di voi erano stati a Malta. Il minimo che ora possono fare il governo maltese e la Commissione è pubblicare le rispettive posizioni tecniche, perché non è sufficiente affermare che tutto ciò di cui si è discusso è stato reso pubblico. Vi sono certi documenti che, a tutt’oggi, non riusciamo a trovare, per quanto li cerchiamo. Si fanno riferimenti a questi documenti, ma è come inoltrarsi in un enorme labirinto. Questi documenti devono essere messi a disposizione di tutti e i verbali di ogni riunione, passata e futura, devono essere pubblicati, compresi quelli della recente riunione a Bruxelles, dalla quale tutti sono usciti proclamandosi vittoriosi. Non capisco proprio come tutti possano uscire vittoriosi dalla stessa riunione. In ultima analisi, però, se questi verbali non vengono pubblicati, coloro che hanno ingannato la gente continueranno a farlo.

 
  
MPphoto
 
 

  John Attard-Montalto (PSE).(MT) Indubbiamente, anche adesso, la Commissione sta affermando a chiare lettere che siamo dinanzi a una violazione del diritto europeo. I colleghi dell’altra parte sostengono che esiste una lettera in cui si dichiara che il governo può avvalersi di una deroga. Non sorprende quindi se tutti si sentono piuttosto confusi, considerando che pur essendo ben pochi in quest’Aula non riusciamo a essere d’accordo sui fatti. Come hanno sottolineato i due colleghi del gruppo socialista al Parlamento europeo, è necessaria maggiore trasparenza e, come minimo, occorre essere d’accordo sui fatti. Il problema è che, in realtà, regnano ambiguità e confusione. Questo stato di cose, però, non si è creato per caso. Anzi, credo che la confusione sia rimasta perché, anche se per i cacciatori cacciare è una passione e, per BirdLife Malta è oggetto di una missione, in ultima analisi si tratta di un problema politico. Riguarda chi otterrà i voti da quei settori che potrebbero davvero decidere l’esito di un referendum o delle elezioni politiche. Come i colleghi che mi hanno preceduto, chiedo quindi che i fatti relativi agli accordi di negoziazione tra Malta e l’Europa siano pubblicati e spiegati con la massima chiarezza possibile e in tal modo che tutte le parti interessate ne siano informate. Per concludere, vorrei ribadire che, se non riusciamo neppure a essere d’accordo sui fatti, vi sono scarse speranze di trovare una soluzione al problema.

 
  
MPphoto
 
 

  Stavros Dimas, Μembro della Commissione. – (EL) Signora Presidente, benché anche i voti abbiano le ali e volino da una parte all’altra, la questione che più mi sta a cuore è quella della caccia illegale e non quella dei voti.

E’ impossibile che gli onorevoli deputati non conoscano le risposte alle domande che hanno già posto. Sanno che qualsiasi accordo preso per l’integrazione dei paesi nell’Unione europea viene reso pubblico. Non esistono accordi segreti e sono sicuro che gli onorevoli deputati lo sanno benissimo, perché siedono al Parlamento europeo ormai da due anni. Di conseguenza non capisco quali siano esattamente questi documenti segreti. Non c’è alcun mistero. Tutto quello che è stato concordato è di dominio pubblico. Per Malta era stato convenuto che ci sarebbe stato un periodo di transizione sulla questione dell’uccellagione. Non esistono altri accordi.

Per quanto riguarda le deroghe, il diritto di chiedere una deroga è sancito all’articolo 9 per tutti gli Stati membri. Anche Malta può chiedere una deroga ai sensi dell’articolo 9. Ma Malta non l’ha chiesta, si è fatta la deroga da sola, abbiamo avviato una procedura giudiziaria e dal luglio 2006 stiamo aspettando una reazione. A tutt’oggi non ci ha ancora fatto pervenire alcuna risposta.

Signor Presidente, la Commissione accoglie con favore l’intervento attivo della commissione per le petizioni del Parlamento europeo. La visita effettuata dai membri della commissione per le petizioni a Malta nel maggio 2006 è stata fruttuosa e la relazione su tale visita conferma che, in questo caso, la Commissione e il Parlamento europeo sono dello stesso parere.

La Commissione è ricorsa alla procedura di infrazione perché le autorità maltesi continuano ad autorizzare la caccia in primavera, in violazione del diritto comunitario. Malta sta chiaramente commettendo una violazione. Ha cominciato con la deroga nella stagione di caccia del 2004 e ha continuato negli anni successivi e, a quanto pare, sta continuando anche quest’anno.

Per la Commissione, la priorità è impedire la violazione sistematica e generalizzata della legislazione comunitaria in materia di uccelli selvatici. Perciò – come ho detto prima – intendiamo estendere le procedure di infrazione attualmente in corso per il 2004 alle pratiche di violazione generalizzata di Malta. In questo modo, saremo in condizione di affrontare e impedire future violazioni; attueremo tale provvedimento nel corso della riunione della Commissione del 21 marzo.

Per quanto riguarda la situazione attuale, il 28, 29 e 30 marzo una delegazione della Commissione si recherà a Malta per discutere più dettagliatamente la questione. Saranno chiesti chiarimenti alle autorità nazionali competenti e sarà ribadito con chiarezza che devono conformarsi al diritto comunitario senza indugi. Se le autorità maltesi non cambieranno atteggiamento, la Commissione passerà alla fase successiva della procedura, che consiste nel formulare un parere motivato, e subito dopo potrà adire la Corte di giustizia.

L’iter che la Commissione può seguire – per qualsiasi caso, non mi riferisco solo a Malta – nel quadro del procedimento principale e una volta emesso il parere motivato ai sensi dell’articolo 228, prevede un’ingiunzione con cui si ordina allo Stato membro di porre fine alla violazione. La Corte può emettere un’ingiunzione se ritiene che vi sia l’urgente necessità di impedire danni irreparabili come risultato dell’evidente infrazione del diritto comunitario per la quale sussistano prove incontestabili.

Nel caso di Malta, sino ad ora la Commissione non avrebbe potuto emettere una lettera di messa in mora senza prima estendere – come ho detto che farà – il contenzioso del 2004 anche agli anni successivi (2005, 2006 e, forse, 2007). La Corte avrebbe respinto la richiesta, dato che il rischio di danni irreparabili sarebbe già passato. La richiesta sarebbe rimasta lettera morta, dato che si sarebbe riferita solamente all’infrazione del 2004. Proprio per questa ragione – da un punto di vista giuridico e per prevenire future violazioni – abbiamo ritenuto auspicabile l’estensione delle procedure in corso, in occasione della riunione della Commissione del 21 marzo.

Confido che, con la visita degli alti funzionari della DG Ambiente, le autorità maltesi si convinceranno a conformarsi pienamente alle disposizioni del diritto comunitario.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. – Comunico di aver ricevuto sette proposte di risoluzione(1) ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 5, del Regolamento.

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, giovedì, alle 12.30.

 
  

(1) Cfr. Processo verbale.

Note legali - Informativa sulla privacy