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Discussioni
Giovedì 15 marzo 2007 - Strasburgo Edizione GU

Poteri locali e cooperazione per lo sviluppo (discussione)
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  Gay Mitchell (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, desidero complimentarmi con l’onorevole Schapira per il lavoro svolto in qualità di relatore e con l’onorevole Mavrommatis per il suo ruolo di relatore ombra. Credo che la relazione sia una parte importante dell’attività della commissione per lo sviluppo.

Ho avuto l’onore di essere relatore sullo strumento di cooperazione allo sviluppo: invero uno strumento alquanto controverso, sul quale siamo riusciti a trovare un accordo solo dopo due anni. In quella circostanza abbiamo insistito sulla necessità che sia riconosciuto il ruolo dei poteri locali – e così è stato. Ora dobbiamo garantire, nell’ambito della nuova procedura di attuazione concordata tra i quattro partiti rappresentati nella commissione per lo sviluppo, che le autorità locali siano pienamente coinvolte nel processo di consultazione e nell’utilizzazione degli aiuti allo sviluppo, e che gli auspici del Parlamento non siano considerati alla stregua di pii desideri ma che lo strumento di cooperazione allo sviluppo sia visto come la manifestazione della volontà politica di quest’Assemblea.

In secondo luogo, non dobbiamo restringere la partecipazione delle autorità locali a quelle dei paesi in via di sviluppo. In quanto ex sindaco di Dublino, consentitemi di parteciparvi la mia esperienza di responsabile della maggiore autorità locale d’Irlanda. Nel consiglio municipale di Dublino, ad esempio, abbiamo un’enorme risorsa: ingegneri che sanno come procurare acqua potabile, smaltire liquami, costruire strade e banchine e ogni genere di cose, e credo che non solo la città di Dublino ma anche tutte le contee d’Irlanda e tutte le diverse autorità locali dell’Unione europea potrebbero mettere a disposizione del mondo in via di sviluppo le loro risorse. Dovremmo pensare a come gemellare le nostre autorità locali con quelle dei paesi in via di sviluppo. So che molte persone capaci e competenti che lavorano per le autorità locali dell’Unione europea sarebbero contente di dar prova delle loro capacità fornendo al mondo in via di sviluppo acqua potabile e altre cose utili. Chiedo alla Commissione di tradurre in pratica quest’idea, coinvolgendo non soltanto le autorità locali dei paesi in via di sviluppo ma anche quelle dei nostri paesi affinché mettano le risorse di cui dispongono al servizio del mondo in via di sviluppo. Propongo quest’idea alla Commissione nell’auspicio che ne tenga conto.

 
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