Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6–0069/2007), presentata dall’onorevole Itälä a nome della commissione per i bilanci, sugli orientamenti relativi alla procedura di bilancio 2008 – Sezione II, IV, V, VI, VII, VIII e IX e sul progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento europeo (Sezione I) per la procedura di bilancio 2008.
Sezione I – Parlamento europeo,
Sezione II – Consiglio,
Sezione IV – Corte di giustizia,
Sezione V – Corte dei conti,
Sezione VI – Comitato economico e sociale europeo,
Sezione VII – Comitato delle regioni,
Sezione VIII(A) – Mediatore europeo,
Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati
Ville Itälä (PPE-DE), relatore. – (FI) Signor Presidente, l’idea principale su cui si fonda il bilancio per il 2008 è quella di poter garantire che il 2008 sia l’anno dei contribuenti: in pratica, ciò significa mantenere la spesa più o meno ai livelli del 2007. Il livello d’inflazione deve essere elevato ai livelli del 2007. Va sottolineato, tuttavia, che questo criterio non è applicabile agli edifici. La politica relativa agli edifici deve essere tenuta separata perché attualmente i nostri impegni riguardanti gli edifici sono tali e tanti che la spesa in questo settore è destinata ad aumentare oltre questo livello; d’altra parte, nella proposta e nella relazione le questioni sono state presentate proprio in quest’ottica. E’ altresì importante, comunque, per la reputazione del Parlamento che ci occupiamo con attenzione del denaro dei contribuenti e non attuiamo necessariamente tutti i meravigliosi progetti che sono stati proposti. I cittadini non possono avere fiducia nel Parlamento se ogni anno spendiamo soldi secondo la regola del 20 per cento, benché adesso, nel 2008, non essendo previsti nuovi allargamenti né l’introduzione di nuove lingue, abbiamo una reale possibilità di aderire ai livelli del 2007 e dimostrare ai contribuenti che ci preoccupiamo veramente degli importi che si spendono qui.
Sono necessari alcuni ulteriori progetti. Per quanto attiene alla politica dell’informazione, dobbiamo inviare un messaggio chiaro alla popolazione riguardo alle attività che si svolgono qui, e il modo migliore di realizzare tale obiettivo è attraverso i gruppi di visitatori, cosa che costituisce da molti anni una priorità. E’ sicuramente la migliore politica d’informazione. Un’altra questione è quella dei mezzi di informazione locali su piccola scala, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere il costo dei viaggi per recarsi al Parlamento. I media locali dovrebbero poter visitare più spesso il Parlamento e dovremmo quindi trovare una soluzione per consentire a noi deputati di invitare qui un maggior numero di rappresentanti di tali mezzi d’informazione locali, perché questi sono proprio i mezzi d’informazione che la gente legge e ascolta, e, se i loro reportage su di noi sono positivi, la reputazione del Parlamento e dell’Unione europea nel suo insieme migliorerà sicuramente.
Dobbiamo anche prestare maggiore attenzione a come formuliamo la legislazione, e ciò significa che dobbiamo dotarci di attrezzature tecniche valide e sufficienti. A tale proposito vi è una proposta, per esempio, che mira a dare la possibilità a noi deputati di collegarci ai computer tramite i nostri telefoni cellulari. Una simile possibilità esiste in quasi tutti i parlamenti nazionali, ma non al Parlamento europeo: dobbiamo sistemare queste cose entro il 2008.
I servizi di traduzione sono un argomento di cui parliamo quotidianamente, in particolare riguardo all’uguaglianza con cui sono trattati tutti i deputati indipendentemente dall’area linguistica di appartenenza, e questo è un ambito che certamente necessita di grandi cambiamenti, soprattutto strutturali. Questi servizi devono sempre, comunque, essere mantenuti funzionali.
Vorrei ribadire che possiamo mantenere il livello attuale e, riguardo agli edifici, sebbene alcuni sostengano che il 2008 sarà l’ultimo anno in cui si potranno utilizzare risorse per questi ultimi, l’elenco è davvero molto lungo. Abbiamo parlato di uffici esterni a Londra, Stoccolma e Parigi. Ci stiamo imbarcando nel progetto di costruzione KAD a Lussemburgo, dove anche un’altra Istituzione, la Corte dei conti europea, sta avviando un grande progetto di edilizia. Qui a Bruxelles siamo impegnati nei lavori di completamento dei nuovi edifici, nell’acquisto di locali qui vicino nell’edificio “a banana”, nel completamento del centro sportivo... L’elenco dei progetti potrebbe proseguire, ma questo non fa che dimostrare che non è possibile avviarli o realizzarli tutti nel 2008: bisognerebbe invece redigere una lista di priorità per gli edifici e poi procedere in base ad essa.
Io credo che il lavoro preparatorio sia stato fatto nel giusto spirito e che tutti desideriamo poter dire ai contribuenti che il 2008 è stato specificamente proclamato l’anno dei contribuenti.
Valdis Dombrovskis, a nome del gruppo PPE-DE. – (LV) Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di tutto, a nome del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei, desidero esprimere il mio sostegno a favore dell’approccio del relatore, secondo cui il livello di spesa del Parlamento europeo dovrebbe essere basato su bisogni giustificati e accertati per mezzo di un’accurata valutazione. Ora, tuttavia, vorrei richiamare l’attenzione sulla mia proposta mirata a ridurre il consumo di carta e di risorse energetiche al Parlamento europeo. Le Istituzioni dell’Unione europea dovrebbero dare il buon esempio adottando politiche ecologiche e riducendo il consumo di energia. In vari ambiti, purtroppo, il Parlamento europeo usa le risorse in modo inopportuno, per esempio consumando quantità eccessive di carta e d’estate usando intensivamente l’aria condizionata anche quando non è necessaria. Una riduzione del consumo di carta e un uso più razionale dell’aria condizionata produrrebbero sia vantaggi dal punto di vista ambientale sia risparmi significativi nel quadro del bilancio del Parlamento europeo. In pratica, tutti i documenti del Parlamento europeo sono accessibili in forma elettronica. La mia proposta prevede di ridurre la circolazione dei documenti in versione cartacea, stabilendo che le versioni su carta di molti documenti siano disponibili su richiesta, invece di essere distribuite automaticamente a tutti i deputati e i funzionari. Ogni giorno lavorativo i deputati e i funzionari del Parlamento ricevono una quantità enorme di documenti cartacei, la maggioranza dei quali viene in seguito gettata via poiché, se dovessero servire, sono disponibili le versioni elettroniche. Sarebbe molto più razionale permettere ai deputati e ai funzionari del Parlamento di decidere quali documenti desiderano ricevere in futuro in forma cartacea e quali leggeranno in forma elettronica. Il risparmio potenziale è considerevole, considerando che l’attuale consumo di carta del Parlamento europeo è di quasi 850 tonnellate all’anno, pari a 3,4 milioni di fogli alla settimana. Riguardo all’aria condizionata, si propone di alzare di alcuni gradi in estate la temperatura all’interno del Parlamento europeo. Sino ad ora è stata sempre tenuta inutilmente e persino sgradevolmente bassa. Grazie per l’attenzione.
Vladimír Maňka, a nome del gruppo PSE. – (SK) I padri dell’idea di un’Europa unita non sapevano cosa sarebbe accaduto dopo 50 anni, ma c’è una cosa che sapevano per certo: se vogliamo costruire l’Europa, dobbiamo costruirla insieme. Abbiamo trasposto in modo efficace queste parole di Robert Schuman nel motto e nel logo dell’Unione europea: “Insieme”.
Nel bilancio 2008 poniamo l’accento sull’importanza politica degli strumenti che vorremmo usare per informare meglio i cittadini europei. Uno dei nostri obiettivi è quello di eliminare le mancanze che minano l’immagine dell’Unione europea, specialmente in vista delle elezioni del 2009. Onorevoli colleghi, sabato molti di voi, insieme a milioni di spettatori televisivi, hanno guardato il grande concerto tenutosi a Bruxelles per commemorare il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. L’impressione complessiva, tuttavia, era non tanto di una commemorazione, ma piuttosto di imbarazzo. L’intero evento avrebbe avuto di gran lunga un maggiore significato simbolico se fossero stati invitati artisti di tutti gli Stati membri.
Se vogliamo risolvere con successo i problemi, dobbiamo adottare una prospettiva d’insieme. Non sarà sufficiente che noi, come Parlamento europeo, compiamo progressi nelle politiche di comunicazione e d’informazione. Dobbiamo lavorare di concerto con la Commissione e con le Case dell’Europa negli Stati membri per elaborare misure efficaci di comunicazione e poi valutare regolarmente l’efficacia delle azioni intraprese. Ponendo l’accento su un approccio globale e sulla cooperazione rafforzata tra le Istituzioni otterremo una maggiore trasparenza e un uso più efficiente delle risorse.
Onorevoli colleghi, il Parlamento ha deciso di recente di adottare un importante statuto per gli assistenti dei deputati. Vi chiederei perciò di adottare un emendamento che invita il Consiglio a prendere una decisione definitiva sulla questione. Come tutti sappiamo, questo statuto contribuirà in definitiva a migliorare la qualità del nostro lavoro.
Anne E. Jensen, a nome del gruppo ALDE. – (DA) Signor Presidente, ringrazio l’onorevole Itälä per il suo lavoro costruttivo in merito alla relazione sul bilancio 2008 del Parlamento. Egli propone che la spesa del prossimo anno rimanga in linea di principio al livello del 2007, e il gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa può certamente sostenere questo approccio in linea di principio. Dopo l’allargamento, il 2008 è, ovviamente, un anno di consolidamento, e dovranno esserci ottimi motivi per finanziare nuove iniziative tali da incidere sul bilancio. Al tempo stesso, condividiamo l’osservazione che il 2008 sarà probabilmente l’ultimo anno in cui possiamo usare l’eccedenza fino al 20 per cento della spesa amministrativa dell’Unione europea per l’acquisto di edifici. Infine, voglio sottolineare ciò che ha detto anche l’onorevole Maňka, cioè che lo statuto dei deputati che stiamo per ottenere deve essere completato da uno statuto degli assistenti dei deputati qui in Parlamento. Su questo punto non abbiamo l’appoggio del Consiglio e, senza il suo appoggio, non possiamo risolvere le questioni. Dobbiamo fare qualcosa in proposito.
Esko Seppänen, a nome del gruppo GUE/NGL. – (FI) Signor Presidente, la spesa del Parlamento europeo è cresciuta molto rapidamente. Tale crescita può essere spiegata con l’allargamento dell’Unione e la conseguente necessità di servizi di interpretazione e di traduzione nonché di spazio. E’ stato valutato che il 60 per cento dei costi è dovuto all’esigenza di multilinguismo e alla scelta di avere diverse sedi di lavoro.
Sinora tutta la spesa è stata finanziata con il 20 per cento dei costi amministrativi dell’Unione, il cui utilizzo era convenuto ufficiosamente con l’altra autorità di bilancio, il Consiglio. Nel contesto della spesa del Parlamento, il 2008 è una sorta di anno di transizione. Il finanziamento per i nuovi locali è già definito e non sono in programma nuovi allargamenti. Di conseguenza, è corretto il parere del relatore secondo cui il Parlamento non dovrebbe inventarsi artificiosamente nuove spese e non dovrebbe necessariamente puntare al livello del 20 per cento. Se così si facesse, c’è il pericolo che i grandi gruppi del Parlamento finanzino i propri obiettivi politici attingendo alla spesa amministrativa comune e che questo diventi un onere finanziario per il Parlamento dopo il 2008.
Louis Grech (PSE). – (EN) Signor Presidente, sono d’accordo con il relatore che le Istituzioni dovrebbero basare le loro stime su bisogni ben definiti. Questo approccio dovrebbe migliorare l’efficienza delle risorse, evitando così la duplicazione di funzioni. A tale riguardo, ci aspettiamo che la proposta finale per un accordo interistituzionale per i due comitati, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale, sia raggiunta nel 2007, garantendo un’equa gestione dei dipartimenti comuni.
A prima vista, sembra ragionevole la richiesta che il Parlamento mantenga lo stesso livello di bilancio del 2007. Tuttavia, dovremmo assicurarci che l’indipendenza finanziaria del Parlamento non sia compromessa in alcun modo, specialmente considerando che nel 2009 entrerà in vigore lo statuto dei deputati, per un importo di oltre 100 milioni di euro.
Il parametro del 20 per cento della rubrica 5 dovrebbe essere mantenuto come limite massimo del bilancio. Questa soglia dovrebbe offrirci la necessaria stabilità e disciplina nella formulazione del bilancio 2008.
Per concludere, desidero esprimere il mio apprezzamento all’onorevole Itälä per la sua relazione.
Nathalie Griesbeck (ALDE). – (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa relazione è essenziale non solo perché evidenzia le risorse finanziarie utilizzate per la gestione delle Istituzioni europee, ma anche perché sottolinea il ruolo del Parlamento in materia di controllo e offre un’espressione concreta del funzionamento della nostra Europa. Come si evidenzia nella relazione, dobbiamo stabilizzare le nostre finanze, e la nostra strategia di bilancio per il 2008 deve essere prudente. Per conseguire tale obiettivo, occorre privilegiare il miglioramento della prestazione dei nostri servizi e il reimpiego del personale.
Farò rapidamente tre osservazioni. In primo luogo, pur apprezzando l’elevata qualità dei servizi di traduzione, vorrei rilevare i ritardi sempre più frequenti nella distribuzione delle versioni linguistiche, cosa che ha un’incidenza negativa sul nostro lavoro preliminare.
In secondo luogo, vorrei reiterare la mia richiesta di disporre di mezzi tecnici e informatici equivalenti nei diversi luoghi di lavoro, Strasburgo e Bruxelles. In questo periodo in cui ricorre l’anniversario del Trattato di Roma, vorrei anche insistere sulla possibilità per il Parlamento di approntare un ambizioso piano di comunicazione riguardante i mezzi di informazione. Ribadisco inoltre la necessità di migliorare l’informazione rivolta ai cittadini, per esempio migliorando l’accoglienza riservata ai visitatori durante le tornate. Le visite al Parlamento costituiscono spesso per i cittadini un modo efficace di scoprire l’Europa. Auspico quindi una maggiore capacità di accoglienza dei visitatori, specialmente a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo.
Presidente. – La discussione è chiusa.
La votazione si svolgerà domani, alle 11.00.
Dichiarazioni scritte (articolo 142 del Regolamento)
Gyula Hegyi (PSE), per iscritto. – (EN) La settimana scorsa la Commissione ha tenuto un’importante e interessante conferenza sulla tassazione ecologica: le ecotasse. Lo sviluppo sostenibile e un’adeguata politica in materia di clima richiedono regole politiche e amministrative – normative severe, direttive, leggi e leggi suppletive. Tuttavia, vivendo in un’economia di mercato, dobbiamo capire anche l’importanza degli strumenti finanziari. Un adeguato sistema fiscale può ridurre il consumo delle risorse naturali, l’inquinamento e i danni ambientali, e può incoraggiare l’uso di energia rinnovabile e l’efficienza energetica. Il Commissario László Kovács ha affermato che durante la seconda metà del suo mandato intende concentrarsi sulla tassazione volta a promuovere gli obiettivi dell’Unione europea in campo energetico e sulla lotta al cambiamento climatico. Il Parlamento europeo dovrebbe proporre una tassazione a livello europeo solida e consapevole delle problematiche ambientali, che possa contribuire allo sviluppo sostenibile e al risparmio energetico.