Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Discussioni
Mercoledì 25 aprile 2007 - Strasburgo Edizione GU

10. Seduta solenne - India
PV
MPphoto
 
 

  Presidente. – Signor Presidente, onorevoli deputati, è una grande gioia per me poter accogliere oggi al Parlamento europeo il Presidente della Repubblica dell’India, Abdul Kalam. Benvenuto, signor Presidente.

Prima della sua elezione alla carica di Presidente, lei era noto per essere l’artefice nel suo paese del programma spaziale e per l’energia atomica, e gode di fama internazionale come uno dei più importanti scienziati dell’India. Ha dedicato la maggior parte della sua vita alla scienza e alla tecnologia e ha sempre espresso l’opinione secondo cui i paesi in via di sviluppo non dovrebbero rimanere in secondo piano rispetto ad altri quando si tratta di raccogliere i frutti della tecnologia più avanzata, perché la tecnologia – quando è usata in modo giusto – produce crescita e può contribuire a migliorare la vita quotidiana dei poveri. Non dubito che il Parlamento concordi con le sue opinioni e sia quindi lieto che l’India partecipi ai programmi di ricerca finanziati dall’Unione europea, collaborando con noi, per esempio, nel programma Galileo.

Oltre al ruolo chiave da lei svolto nel promuovere la scienza e la tecnologia, siamo rimasti colpiti anche dalla sua elezione a Presidente della Repubblica dell’India nel 2002, in cui ha ottenuto una stragrande maggioranza, con voti di tutti gli schieramenti, e questo per lei, come tamil e musulmano in un paese a maggioranza indù, è stato un risultato non da poco; è una dimostrazione della sua grande capacità di unire persone di ogni estrazione, cultura e religione. L’India è un paese di molti popoli e religioni, e, essendo la più grande democrazia del mondo, può incoraggiare le nuove e giovani democrazie.

Le relazioni tra l’Unione europea e l’India esistono sin dai primi anni ’60, quando l’India fu uno dei primi paesi a stabilire relazioni diplomatiche con quella che allora era la Comunità economica europea.

I nostri contatti e la cooperazione a livello parlamentare sono fra i risultati positivi di un processo a lungo termine, poiché la prima riunione tra il Parlamento europeo e il Lok Sabha si svolse nel 1981. Da alcuni anni i contatti parlamentari tra il Parlamento europeo e l’India hanno assunto la forma istituzionale di una delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i paesi del sudest asiatico e l’Associazione per la cooperazione regionale dell’Asia del sud (SAARC). Sia l’Unione europea che l’India hanno subito cambiamenti fondamentali in questi ultimi anni.

Sono lieto di poterle annunciare che il mese scorso il Parlamento europeo ha istituito una delegazione parlamentare – del tutto distinta dalla delegazione SAARC – per le relazioni con l’India, un’iniziativa che tiene conto dell’importanza sempre maggiore del suo paese per l’Unione europea. Apprezzeremmo moltissimo, signor Presidente, se il Lok Sabha volesse da parte sua istituire una delegazione per le relazioni col Parlamento europeo, al fine di trarre il massimo beneficio da questa relazione sempre più profonda e di facilitare i contatti tra i due parlamenti.

Signor Presidente, lei è stato invitato dal mio stimato predecessore Borrell Fontelles, che è qui presente oggi, ed è con grande piacere che le ho confermato tale invito.

(Applausi)

 
  
MPphoto
 
 

  Abdul Kalam, Presidente della Repubblica dell’India. – (EN) Amici, rivolgo i miei saluti a tutti voi. Desidero salutare in particolare il Presidente Hans-Gert Pöttering, Harald Rømer, Klaus Welle e Ciril Stokelj.

Buon pomeriggio, onorevoli parlamentari.

Sono felice di essere qui con gli onorevoli deputati al Parlamento europeo in occasione dei cinquant’anni dell’Unione europea. Mi sono domandato quali pensieri potessi dividere con voi. Come sapete, l’India come nazione democratica ha esperienza nel guidare oltre un miliardo di persone con sistemi multilingue, multiculturali e multireligiosi. Ed è proprio questa esperienza che desidero condividere con voi, amici.

La civiltà europea occupa un posto unico nella storia dell’umanità. La sua popolazione fu coraggiosamente impegnata nell’avventura di esplorare il pianeta Terra, che ha avuto come risultato la scoperta di un gran numero di idee e sistemi. L’Europa ha visto la nascita di pionieri della scienza, che hanno condotto allo sviluppo delle tecnologie. L’Europa è stata teatro di conflitti fra le nazioni durati centinaia di anni, comprese le due guerre mondiali. Ora, su questo sfondo e con queste dinamiche, avete istituito l’Unione europea con una visione di pace e prosperità per l’intera regione. L’Unione europea è diventata un esempio di connettività fra nazioni, probabilmente senza più possibilità di guerre, con la realizzazione di una durevole pace regionale.

Prima di partire per questo viaggio in Europa, pensavo: perché l’Europa e l’India sono partner unici e naturali? Condividiamo una storia e un retaggio comuni e forse, in futuro, un destino comune? Questa era la domanda che mi ponevo. Sono rimasto stupito da ciò che ho scoperto: la profondità e la vitalità dei nostri legami reciproci, attraverso la lingua, la cultura, antiche credenze, ideologie e la circolazione di persone, hanno superato la prova del tempo, per poi trasformarsi in un legame fortissimo attraverso scambi commerciali sostenuti e una soddisfacente collaborazione a livello intellettuale in molte aree della scienza e della tecnologia. Per esempio, il 23 aprile 2007 il satellite scientifico italiano AGILE è stato lanciato in un’orbita molto precisa dal sistema indiano di razzi vettori per il lancio di satelliti in orbita polare. Gli scienziati indiani ed europei ne sono entusiasti. Ci congratuliamo con loro.

L’India è un paese che ha imparato nel corso degli anni a evolversi e a mantenere un’eccezionale unità nella diversità. Analogamente, il più grande contributo dell’Unione europea è stato dimostrare al mondo che è possibile costruire un’unione forte di nazioni senza compromettere le identità nazionali. E’ diventato un modello ispiratore e un esempio da seguire per ogni regione nel mondo. L’Unione europea e l’India sostengono una forma sociale di sviluppo economico e promuovono un modello di crescita improntato all’equità. Entrambe sono consapevoli della necessità che la crescita rispetti l’ambiente e lo renda sostenibile per le generazioni future. Con i secoli di preziosa esperienza dell’India e dell’Unione europea, possiamo sviluppare una dottrina di cooperazione globale basata sul fondamento della collaborazione regionale e delle competenze centrali delle nostre nazioni.

L’Unione europea e l’India diffondono in tutto il mondo il messaggio che la cooperazione regionale e la collaborazione interregionale determineranno una situazione favorevole a tutti, in modo tale da creare una civiltà emergente in termini politici e socioeconomici. Il nostro contributo potrà dirsi riuscito se, prima della fine del XXI secolo, sapremo trasformare tutte le regioni in unioni felici, fino alla realizzazione di un mondo di unioni. In questo contesto, mi viene in mente il sogno di un poeta indiano, , il quale 3 000 anni fa disse nella lingua classica tamil: che significa: “Io sono cittadino del mondo. Ogni cittadino è mio amico e parente”. Lo disse 3 000 anni fa.

Su questo sfondo, ho portato dall’India un messaggio volto a lanciare tre importanti missioni indo-europee che potrebbero contribuire alla pace e alla prosperità del mondo intero. Propongo queste missioni sulla base dell’esperienza dell’India e delle dinamiche dell’Unione europea.

Il primo compito è l’evoluzione di una società illuminata, nella quale i cittadini hanno un sistema di valori, che conduce a un mondo prospero e pacifico.

La seconda idea è la creazione dell’indipendenza energetica. Normalmente si parla di sicurezza energetica. Io parlo invece di indipendenza energetica: un approccio tridimensionale a una scelta energetica mirata a realizzare un mondo pulito.

Il terzo obiettivo è una piattaforma mondiale della conoscenza quale centro di convergenza delle principali capacità dell’Unione europea e dell’India in determinati settori, per offrire soluzioni a questioni critiche come l’acqua, l’assistenza sanitaria e il rafforzamento delle capacità.

Quando le nazioni si uniscono per costruire una società coesa, è necessario fare in modo che i benefici derivanti dallo sviluppo giungano a tutte le fasce della società. La povertà in tutto il mondo, l’analfabetismo, la disoccupazione e le privazioni fanno emergere le forze della rabbia e della violenza. Queste forze si rifanno a precedenti inimicizie storiche, reali o percepite, a tirannie, ingiustizie, ineguaglianze, a questioni etniche e al fondamentalismo religioso, che stanno confluendo in un’esplosione di estremismo a livello mondiale. Sia l’India che l’Unione europea sono state e sono tuttora testimoni di atti orrendi compiuti da certe sezioni fuorviate della società. Insieme dobbiamo esaminare le cause alla radice di tali fenomeni, al fine di trovare modi durevoli per promuovere la pace. In quale modo possiamo farlo?

Abbiamo bisogno di una qualità in grado di apportare eterna bontà e moralità nella condotta umana, una qualità chiamata “rettitudine”. Come noi diciamo in India:

“Dove c’è rettitudine di cuore

c’è nobiltà di carattere.

Quando c’è nobiltà di carattere,

c’è armonia in casa.

Quando c’è armonia in casa,

c’è ordine nella nazione.

Quando c’è ordine nella nazione,

c’è pace nel mondo.”

(Applausi)

Onorevoli parlamentari, questo vale per il mondo intero. Quando vogliamo ottenere la pace nel mondo, dobbiamo perseguire l’ordine nelle nazioni. Dobbiamo perseguire l’armonia in casa. In Europa, in India o in qualsiasi parte del mondo, l’origine di tutto questo è la rettitudine del cuore. Come instillare la rettitudine nel cuore di ogni cittadino del mondo? Questa è la mia specializzazione e mi piacerebbe parlarvene.

In primo luogo, desidero parlarvi dell’evoluzione di una società illuminata. Con questo spirito di rettitudine nel cuore, vorrei presentare a questo importante consesso una metodologia per sviluppare una società felice, prospera e pacifica nel nostro mondo, che io chiamo “evoluzione di una società illuminata”. Ho condiviso questi pensieri con molti intellettuali in ambienti nazionali e internazionali. Dobbiamo creare una società illuminata con tre componenti: 1) istruzione basata su un sistema di valori; 2) religione trasformata in spiritualità; 3) sviluppo economico per la trasformazione della società.

Cominciando con la prima componente, abbiamo visto che i semi della pace nel mondo hanno origine nella rettitudine di cuore di ogni individuo. La rettitudine dei cittadini conduce all’emergere di una società illuminata. Occorre quindi predisporre un’istruzione improntata a un sistema di valori tale da sviluppare la rettitudine di cuore nelle giovani menti. Quella dovrebbe essere la missione dell’istruzione. Il primo ambiente di apprendimento riguarda i ragazzi dai cinque ai diciassette anni. Questo mi fa venire in mente ciò che disse un maestro greco migliaia di anni fa: “Datemi un bambino per sette anni; dopo, lasciate che lo prenda Dio o il diavolo: non potranno più cambiarlo”.

Questo dimostra il potere dei grandi maestri e di ciò che possono inculcare nelle giovani menti. Genitori e insegnanti devono instillare nei bambini una guida morale. Ciò richiede l’abilità di comprendere l’unicità e l’universalità della coscienza umana. La vera istruzione è l’acquisizione di sentimenti illuminati e di poteri illuminati per capire gli eventi quotidiani e la verità permanente che lega l’umanità al suo ambiente, umano e planetario.

Ricordo le lezioni cui assistevo quando ero studente, molto tempo fa – quasi 57 anni fa – all’istituto dei Gesuiti del St Joseph’s College a Tiruchirappalli nell’India meridionale, tenute dalla massima autorità del college, il Reverendo Padre rettore Kalathil. Ogni lunedì il Reverendo Padre teneva una lezione di un’ora. Parlava di personaggi esemplari del presente e del passato e delle caratteristiche di un buon essere umano. In quell’ora, teneva lezioni su personaggi come Buddha, Confucio, Sant’Agostino, il Califfo Omar, il Mahatma Gandhi, Einstein e Abramo Lincoln e raccontava storie morali legate alla nostra civiltà. Durante la lezione di scienze morali, Padre Kalathil metteva in evidenza l’aspetto più esemplare di come questi grandi personaggi si erano evoluti diventando buoni esseri umani, attraverso le cure parentali, gli insegnamenti e la compagnia di grandi libri. Anche se avvenute nel 1950, durante i giorni trascorsi al college, queste lezioni mi inspirano ancora oggi.

E’ essenziale che nelle scuole e nelle università in ogni nazione i più autorevoli insegnanti dell’istituto tengano conferenze settimanali di un’ora sull’eredità della civiltà e sul sistema di valori che ne deriva. La si potrebbe denominare “lezione di scienze morali”; insegnerà alle giovani menti ad amare il loro paese e gli altri esseri umani e a elevarsi a livelli superiori. Ho suggerito questa metodologia agli esperti di istruzione nel mio paese. L’Unione europea potrebbe pensare di sviluppare un sistema che consenta agli studenti di apprendere queste lezioni fondamentali a beneficio di tutti.

Passo ora alla questione della trasformazione della religione in forza spirituale. Molti nel mondo credono che sia un compito arduo, ma io non sono d’accordo. Vorrei condividere un’esperienza che mi ha convinto che è possibile trasformare la religione in una forza spirituale.

In che modo? Come tutti sapete, la religione ha due componenti: la teologia e la spiritualità. Benché la teologia sia peculiare per ogni religione, la componente spirituale diffonde il valore che viene assimilato dagli esseri umani al fine di promuovere una vita serena e il benessere della società nelle attività della vita materiale. Io stesso sono stato testimone dell’unione tra religione e scienza nell’attuazione di un compito essenziale.

All’inizio degli anni ’60, il fondatore del programma indiano di ricerca spaziale, il professor Vikram Sarabhai, e i suoi collaboratori avevano localizzato il luogo tecnicamente più appropriato per la ricerca spaziale dopo aver esaminato molte alternative. La città di Thumba, nel Kerala, situato nell’India meridionale, fu selezionata per la ricerca spaziale poiché era vicina all’equatore magnetico. Questo la rendeva ideale per la ricerca sulla ionosfera e sugli electrojet nell’alta atmosfera. Ho avuto la fortuna di lavorare con il professor Vikram Sarabhai per circa otto anni.

La principale sfida per Vikram Sarabhai era localizzare il sito in una zona specifica. Come faceva di solito, il professor Sarabhai si rivolse innanzi tutto agli amministratori del governo di Kerala. Dopo aver visto il terreno e la costa marittima, gli dissero che là vivevano migliaia di pescatori e che la località comprendeva una chiesa antica, dedicata a Santa Maria Maddalena, una casa vescovile e una scuola. Sarebbe stato quindi molto difficile concedergli quel territorio e l’amministrazione era disposta a offrire un terreno in una zona alternativa. Analogamente, le autorità politiche ritenevano anche che sarebbe stata una situazione difficile per la presenza di importanti istituzioni e per il fatto che la popolazione avrebbe dovuto trasferirsi. Comunque, il professore era molto determinato.

Gli venne suggerito di rivolgersi all’unica persona che avrebbe potuto dargli un consiglio e un aiuto. Questi era il Vescovo, Padre Peter Bernard Pereira. Il professor Sarabhai fece visita al Vescovo un sabato sera. Ricordo ancora il loro incontro, che si dimostrò di portata storica. Molti di noi furono testimoni dell’evento. Padre Pereira esclamò: “Oh Vikram, lei sta chiedendo la casa dei miei figli, la casa dei pescatori, la mia casa, la casa vescovile, e la casa di Dio, la chiesa. Come si può fare?”. Entrambi avevano una speciale qualità: sapevano sorridere anche in situazioni difficili. Padre Pereira chiese al professor Sarabhai di andare in chiesa quella domenica mattina alle 9 ed egli vi si recò con i suoi collaboratori. Si stava svolgendo la preghiera, con una lettura dalla Bibbia fatta da Padre Pereira. Quando la preghiera finì, il Vescovo invitò il professor Sarabhai a salire sul pulpito. Il Reverendo Padre lo presentò alla congregazione. “Cari figli”, disse il Vescovo, “qui c’è uno scienziato, il professor Vikram Sarabhai. Cosa fa la scienza? Tutti noi, anche in questa chiesa, usiamo la luce elettrica. Io posso parlarvi attraverso il microfono grazie alla tecnologia. I medici curano i pazienti grazie alla scienza medica. La scienza attraverso la tecnologia rende la vita umana più confortevole e ne migliora la qualità. Cosa faccio io come predicatore? Io prego per voi, per la vostra salute e per la pace. In breve, Vikram e io facciamo la stessa cosa: sia la scienza che la spiritualità invocano le benedizioni dell’Onnipotente per la prosperità del corpo e della mente. Il professor Sarabhai dice che entro un anno costruirà infrastrutture alternative vicino alla costa. Ora, cari figli, possiamo dare le nostre case, la mia casa e la casa di Dio per una grande missione scientifica?”

Lui pose la domanda. Scese un silenzio assoluto, proprio come ora. Poi l’intera congregazione si alzò e disse “Amen”, facendo rimbombare tutta la chiesa.

Quella era la chiesa dove allestimmo il nostro centro di progettazione e dove cominciammo ad assemblare i razzi, e la casa vescovile divenne la sede in cui lavoravano gli scienziati. Più tardi, la stazione equatoriale di Thumba per il lancio dei razzi portò alla creazione del Centro spaziale Vikram Sarabhai e le attività spaziali hanno condotto alla comparsa di numerosi centri spaziali in tutto il paese. Quella chiesa è diventata un importante centro di studi, dove migliaia di persone apprendono la dinamica storia del programma spaziale dell’India e delle grandi menti di uno scienziato e di una guida spirituale. Chiaramente, gli abitanti di Thumba ricevettero come promesso infrastrutture ben attrezzate, un luogo di culto e un centro di istruzione situati in un’altra località.

Quando penso a questo evento, capisco che i leader spirituali e scientifici illuminati possono unirsi al fine di onorare la vita umana. Chiaramente, la nascita della stazione di Thumba e del Centro spaziale Vikram Sarabhai ha dato al paese la capacità di lanciare vettori, astronavi e applicazioni spaziali che hanno accelerato lo sviluppo sociale ed economico in India a livelli senza precedenti.

Il professor Vikram Sarabhai e Padre Peter Bernard Pereira non sono più tra noi, ma chi crea qualcosa e fa sbocciare nuovi fiori diventerà egli stesso simile al fiore, come descritto nel Bhagavad Gita, che dice: “Guardate il fiore, come distribuisce generosamente profumo, miele. Dà a tutti, dà generosamente il suo amore. Quando il suo lavoro è finito, cade senza rumore. Cercate di essere come il fiore, modesto nonostante tutte le sue qualità”. Che bel messaggio per l’umanità sullo scopo della vita, che riflette la componente spirituale. Sapremo unire la componente spirituale delle religioni per portare la pace alle nazioni e al mondo?

Mi è stato chiesto di parlare del dialogo culturale e vorrei rievocare un evento comune in molte parti del mio paese. Io sono stato testimone di questo evento quando avevo dieci anni. A casa nostra, periodicamente, vedevo riunirsi tre persone straordinarie: Pakshi Lakshmana Shastrigal, che era il sacerdote capo del famoso tempio di Rameshwaram, uno studioso vedico, il Reverendo Padre Bodal, che costruì la prima chiesa sull’isola di Rameshwaram, e mio padre, che era un imam della moschea. I tre erano soliti incontrarsi e discutere i problemi dell’isola per cercare soluzioni. Inoltre, costruirono con compassione molti legami tra le religioni, che pian piano si espansero sull’isola come il profumo che emana dai fiori. Questa visione mi torna sempre in mente ogniqualvolta si parla di dialogo tra le religioni. L’India ha da millenni questo vantaggio dell’integrazione. In tutto il mondo, il bisogno di un dialogo franco fra le culture, le religioni e le civiltà è ora sentito più che mai.

Questi due esempi mi fanno essere fiducioso sulla possibilità di costruire un ponte tra le religioni sulla base delle componenti spirituali. Ogniqualvolta incontro i giovani e gli esperti nel mio paese, racconto queste due esperienze. Molti nel mio paese e nel mondo potrebbero avere queste stesse esperienze. Dobbiamo diffondere tali “buone notizie” in ogni parte del mondo.

Passiamo alla terza importante componente della società illuminata, cioè la realizzazione dello sviluppo economico per la trasformazione della società. Consentitemi di prendere ad esempio l’India, anche se ciò che sto per dire potrebbe valere per molte regioni del mondo, compresa l’Unione europea.

L’economia indiana è in ascesa. Si registra una crescita considerevole nel settore manifatturiero e in quello dei servizi. La nostra missione è di diffondere questa crescita economica in tutto il paese, compreso il settore rurale. Occorre migliorare la qualità della vita di quasi 220 milioni di persone, su un miliardo di abitanti, sia nelle aree rurali che in quelle urbane. Benché la crescita del PIL indichi la crescita economica, la partecipazione dei cittadini è essenziale per realizzare gli obiettivi necessari. E’ essenziale far sì che i cittadini acquisiscano una buona qualità di vita, comprendente cibi nutrienti, abitazioni dignitose, un ambiente pulito, cure sanitarie a costi accessibili, un’istruzione di qualità e un lavoro produttivo, il tutto integrato con il nostro sistema di valori derivante dal patrimonio della civiltà; questo determina lo sviluppo globale della nazione, che porterà il sorriso sul volto di un miliardo di persone. Questi sono indicatori per la crescita dell’indice di prosperità nazionale. Per realizzare tale tasso di crescita, abbiamo identificato cinque aree in cui l’India ha una competenza di base per l’azione integrata: 1) agricoltura e industria alimentare; 2) istruzione e assistenza sanitaria; 3) tecnologia dell’informazione e della comunicazione; 4) sviluppo delle infrastrutture, compreso il metodo PURA (Providing Urban Amenities in Rural Areas: fornitura di strutture urbane in aree rurali); 5) autosufficienza in tecnologie critiche. Ci prefiggiamo di realizzare l’obiettivo di trasformare l’India in una nazione sviluppata entro il 2020 stimolando e infiammando le menti dei 540 milioni di giovani della nazione sotto i 25 anni di età.

Fin qui abbiamo discusso l’approccio tridimensionale fondato sull’istruzione basata su valori, sulla trasformazione della religione in forza spirituale e sullo sviluppo economico per la trasformazione della società, con l’obiettivo dell’evoluzione di una società illuminata. Questa metodologia tridimensionale integrata per l’evoluzione di una società illuminata aprirà la strada a nazioni pacifiche, prospere, felici e, quindi, a un mondo libero da estremismi e da ulteriori fonti di estremismo. Sul mio sito web www.presidentofindia.nic.in, ho affermato che un organismo mondiale dotato di poteri è essenziale per l’evoluzione delle nazioni di cittadini illuminati. Sarò molto felice di scambiare pensieri, idee e iniziative riguardo a questa missione con gli onorevoli deputati dopo che avranno preso visione del mio sito.

Passo ora alla seconda missione, il raggiungimento dell’indipendenza energetica. Quando analizziamo i problemi critici che il pianeta oggi si trova ad affrontare, ci vengono in mente due questioni importanti. In primo luogo, l’esaurimento dei combustibili fossili – petrolio, gas e carbone – come previsto dal Forum mondiale dell’energia, che è un problema di cui siete tutti consapevoli. La seconda questione è il continuo degrado dell’ambiente, primariamente a causa dell’uso su larga scala di materiali fossili per generare energia. Tali problemi possono essere risolti con l’indipendenza energetica, un’idea che ho presentato al mio paese. Potrebbe essere applicabile a molte nazioni. Quale forma di indipendenza energetica propongo in India?

L’India ha il 17 per cento della popolazione mondiale, ma soltanto lo 0,8 per cento circa delle risorse note di petrolio e di gas naturale. In base ai progressi previsti per la nazione nei prossimi vent’anni, la sua capacità di produzione di energia dovrà aumentare dagli attuali 130 000 MW a 400 000 MW entro l’anno 2030. Questo calcolo tiene conto del risparmio energetico pianificato e della progettazione e produzione di attrezzature e sistemi improntati all’efficienza energetica.

Ho proposto vari sistemi. L’efficienza delle celle solari, comune all’Unione europea e all’India, deve aumentare dal livello attuale del 20 per cento al 55 per cento intensificando la ricerca sulle celle solari basate su nanotubi di carbonio. Riguardo ai reattori che impiegano il torio, il torio è un materiale non fissile. Deve essere convertito in materiale fissile utilizzando la tecnologia dei reattori autofertilizzanti veloci. Nel settore dei biocarburanti, la sfida è costituita da colture per biocarburanti a maggiore rendimento, tecnologie di esterificazione per una maggiore produzione e modifiche ai motori delle automobili. Queste tre aree di ricerca richiedono un’intensa cooperazione tra l’Unione europea e l’India. Suggerirei di istituire un programma indo-europeo di sviluppo delle energie rinnovabili per attività avanzate di R&S riguardo a tutte le forme di energia rinnovabile, in modo da rendere disponibili su vasta scala gruppi motore sfruttabili commercialmente entro i prossimi dieci anni.

(Applausi)

Vorrei concludere con la “piattaforma mondiale della conoscenza”. Con l’esperienza positiva maturata in India con l’attuazione, dall’idea alla realizzazione e commercializzazione, di due iniziative imprenditoriali internazionali di tipo cooperativo, suggerirei lo sviluppo della “piattaforma mondiale della conoscenza” per riunire le competenze centrali dei paesi dell’Unione europea e dell’India nel campo della scienza e della tecnologia, con lo sviluppo di sistemi unici per applicazioni globali. La “piattaforma mondiale della conoscenza” consentirà di cooperare per la progettazione, lo sviluppo, la produzione economicamente efficiente e la commercializzazione di prodotti della conoscenza, sistemi e servizi in vari settori basati sulla competenza centrale di paesi partner nel mercato internazionale. La “piattaforma mondiale della conoscenza” è un luogo d’incontro per la scienza, la tecnologia, l’industria, la gestione e il marketing.

Mi chiederete quali siano le missioni della “piattaforma mondiale della conoscenza”. La convergenza della biotecnologia, della nanotecnologia e della tecnologia dell’informazione dovrebbe riguardare ogni settore rilevante per l’umanità. La “piattaforma mondiale della conoscenza” affronterà missioni in alcune aree che sono della massima importanza per tutti noi e per rendere il nostro mondo un luogo sicuro, sostenibile, pacifico e prospero in cui vivere.

La prima di tali aree è l’acqua: dissalazione dell’acqua di mare utilizzando l’energia solare, canalizzazioni, creazione di collegamenti fluviali e acqua potabile sicura ed economica.

La seconda è l’assistenza sanitaria: diagnosi, sistema di distribuzione dei farmaci, sviluppo e produzione di vaccini per HIV, tubercolosi, malaria e malattie cardiache.

La terza area riguarda l’agricoltura e la produzione alimentare: aumento della produzione di grano alimentare in ambienti con limitata disponibilità di terreni, acqua e manodopera; conservazione degli alimenti; lavorazione degli alimenti; magazzinaggio e distribuzione a costi contenuti.

La quarta è rappresentata dai prodotti della conoscenza: hardware, software e prodotti per la messa in rete e l’immagazzinamento di dati, comprese apparecchiature elettroniche portatili di dimensioni micrometriche e nanometriche.

La quinta è costituita dai sistemi di trasporto: sistemi di trasporto senza uso di combustibili fossili, che utilizzano energie rinnovabili, sistemi di sicurezza, hardware e integrazione di software incorporato.

La sesta area è l’habitat: un habitat improntato all’efficienza energetica e idrica, libero da inquinamento.

La settima è la previsione e la gestione delle catastrofi naturali: previsione di terremoti, previsione delle precipitazioni per particolari condizioni nuvolose.

Infine, il rafforzamento delle capacità: sviluppo di risorse umane di qualità per tutte le aree sopra indicate, compreso la formazione di personale con abilità di livello internazionale.

L’Unione europea rappresenta un enorme potenziale scientifico con una ricca cultura per la ricerca. L’India è emersa come paese all’avanguardia, con il suo dimostrato potenziale scientifico e tecnologico in molte missioni a vantaggio della società, e attualmente è in ascesa. La forza combinata delle nazioni può essere utilizzata a vantaggio sia dell’India che dell’Unione europea, unendoci come partner nella creazione della “piattaforma mondiale della conoscenza”.

In conclusione, come abbiamo visto, c’è un visibile filo comune che lega i nostri sogni e i nostri problemi. Insieme a voi, ho la sensazione che esistano soluzioni eccellenti che ci arrivano da menti eccellenti. Le menti eccellenti generano creatività. Questo è il patrimonio comune dell’India e dell’Unione europea.

Ho presentato tre missioni: l’evoluzione di una società illuminata, il raggiungimento dell’indipendenza energetica e la creazione della “piattaforma mondiale della conoscenza”. Queste missioni indo-europee rafforzeranno ulteriormente il nostro partenariato strategico e diventeranno la base per cambiare la vita di un miliardo e mezzo di persone, portando infine a una confluenza di civiltà.

Per rispondere alle sfide di queste missioni, possiamo trarre ispirazione da ciò che disse Maharishi Patanjali circa 2 500 anni fa. Egli disse: “Quando sei ispirato da un grande proposito, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri oltrepassano i loro confini. La tua mente trascende le limitazioni, la coscienza si espande in ogni direzione e ti ritrovi in un nuovo, grande mondo meraviglioso. Le forze, le facoltà e i talenti addormentati si ridestano, ed ecco che diventi una persona molto, molto più grande di quel che avevi osato sognare”.

Ho una grande ammirazione per l’Unione europea. In questo contesto, ho composto una poesia che vorrei condividere con voi.

(Applausi)

Il titolo della poesia è “Messaggio della Madre India all’Unione europea”.

“Un ambiente eccellente fa nascere menti eccellenti.

Un ambiente eccellente fa nascere menti eccellenti.

Menti eccellenti, generatrici di freschezza e creatività,

hanno creato gli esploratori di terra e mare,

hanno creato l’Unione europea,

hanno creato gli esploratori di terra e mare,

creano menti di inventori,

creano ovunque grandi menti scientifiche. Perché?

Ripercorrete le tante scoperte.

Scoprite il continente.

Avete voi consapevolezza di aver scoperto un continente?

Scoprire il continente e terre ignote.

Avventurarsi in regioni inesplorate.

Creare nuove strade.

Nelle menti migliori,

nelle menti migliori nacquero anche per noi,

nacquero i semi della battaglia e dell’odio,

centinaia di anni di guerra e sangue.

Milioni dei miei meravigliosi figli persi in terra e in mare.

Le lacrime sommersero molte nazioni,

molti furono travolti in un oceano di tristezza.

Giunse allora la visione dell’Unione europea.

Giurammo di non usare mai la conoscenza umana contro noi stessi o gli altri.

Uniti nel pensiero, scaturì l’azione per dare prosperità all’Europa,

e la pace unì l’Unione europea.

Queste buone notizie conquistarono le genti del pianeta della mia galassia.

Queste buone notizie conquistarono le genti del pianeta della mia galassia.

Oh, Unione europea, che la tua missione si diffonda ovunque, come l’aria che respiriamo.”

Questa era la mia poesia.

(Applausi)

Infine, amici, consentitemi di rivolgere il saluto del miliardo di cittadini del mio paese a tutti gli onorevoli deputati al Parlamento europeo e, tramite voi, a tutti i cittadini dei paesi dell’Unione europea.

Che Dio vi benedica tutti.

(L’Assemblea, in piedi, applaude lungamente)

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. – Presidente Kalam, a nome del Parlamento europeo la ringrazio per il suo discorso importante e ispiratore. E’ stato uno dei discorsi più straordinari che abbiamo mai ascoltato.

(Applausi)

Pronunciato da un uomo di Stato, scienziato e poeta, è stato eccezionale. Grazie. Ritengo che sia molto importante ascoltarsi reciprocamente per comprendersi meglio, rispettarsi e cooperare gli uni con gli altri. Questo è il suo messaggio. Auguro tutto il meglio a lei e alla sua grande nazione, e vorrei esprimere i miei migliori auguri anche riguardo alla cooperazione tra la grande nazione indiana e l’Unione europea.

(Prolungati applausi)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. MOSCOVICI
Vicepresidente

 
Note legali - Informativa sulla privacy