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Procedura : 2007/2089(INI)
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Ciclo del documento : A6-0249/2007

Testi presentati :

A6-0249/2007

Discussioni :

PV 09/07/2007 - 19
CRE 09/07/2007 - 19

Votazioni :

PV 10/07/2007 - 8.38
CRE 10/07/2007 - 8.38
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0326

Discussioni
Lunedì 9 luglio 2007 - Strasburgo Edizione GU

19. Prospettive del mercato interno del gas e dell’elettricità (discussione)
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0249/2007), presentata dall’onorevole Vidal-Quadras a nome della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, sulle prospettive del mercato interno del gas e dell’elettricità [2007/2089(INI)].

 
  
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  Alejo Vidal-Quadras (PPE-DE), relatore. – (ES) Signor Presidente, il 10 gennaio la Commissione ha presentato il cosiddetto pacchetto sull’energia nel cui ambito ha tracciato un’analisi complessiva della situazione energetica dell’Unione europea, toccando anche gli aspetti legati al contributo delle fonti di energia rinnovabile, all’uso sostenibile delle fonti convenzionali e alla creazione di un mercato interno competitivo e aperto per il gas e l’elettricità.

La relazione che il Parlamento approverà domani risponde alle questioni principali sollevate dalla Commissione in relazione a quest’ultimo punto: il mercato interno. Il testo approvato in seno alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, che è stato concordato da tutti i gruppi politici, rispecchia il fatto che esiste un netto consenso sulla maggior parte delle questioni e speriamo che il Commissario Piebalgs troverà utili i nostri contributi quando a settembre si tratterà di adottare il terzo pacchetto sulle liberalizzazioni.

Passando ai contenuti della relazione, il Parlamento ritiene che sia necessario un maggiore coordinamento a livello europeo in relazione al quadro normativo. Il sistema attuale – in cui vigono 27 normative diverse in 27 Stati membri – rappresenta un grave ostacolo al mercato interno, soprattutto per gli scambi transfrontalieri e per la promozione delle interconnessioni. Ne discende quindi la proposta di creare un organismo su scala europea incaricato di affrontare questi aspetti.

Siamo altresì lieti per il fermo impegno del Consiglio a realizzare il 10 per cento delle interconnessioni tra gli Stati membri, questione che riveste una particolare importanza per gli Stati ultraperiferici.

A livello nazionale le autorità di regolamentazione devono essere del tutto indipendenti dai governi e dall’industria e le loro competenze devono essere incrementate affinché possano assicurare il rispetto della legge. Le autorità nazionali di regolamentazione devono garantire che i mercati siano trasparenti e aperti a tutti e che non vi siano abusi da parte delle società esistenti.

Conveniamo altresì sulla progressiva eliminazione delle tariffe regolamentate. Diversi Stati membri praticano questo genere di tariffe, che originariamente avevano lo scopo di impedire alle nuove aziende di accedere al mercato. In taluni casi sono così basse che non rispecchiano i costi reali e lanciano un messaggio falso ai consumatori.

Siamo in un periodo in cui è necessario operare un cambiamento radicale nelle abitudini dei consumatori e, per ottimizzare le risorse energetiche, i cittadini devono essere pienamente consapevoli del loro vero valore.

Inoltre la relazione introduce – se mi consentite di usare il temine – un capitolo sociale, in cui si fa presente agli Stati membri che il completamento di un mercato competitivo per l’energia non deve mai comportare l’indebolimento dei diritti dei consumatori e che i nostri obblighi verso le fasce vulnerabili della società devono rimanere tali.

Infine passo alla questione che ha scatenato maggiori polemiche: la separazione della proprietà tra la produzione e la distribuzione dell’elettricità. La maggioranza della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia ritiene che tale separazione sia per noi una misura appropriata al fine di realizzare una maggiore trasparenza, garantire gli investimenti e assicurare l’accesso al mercato a nuove aziende.

Sono questi i punti fondamentali della relazione, signor Presidente, ed ora non mi resta che ringraziare la Direzione generale “Traduzione ed edizione” oltre che la Presidenza del Parlamento per il prezioso aiuto senza il quale non sarebbe stato possibile ultimare la relazione in soli quattro mesi, in tempo per garantire la nostra fattiva presenza nel processo legislativo. Desidero inoltre sottolineare l’eccellente cooperazione con i relatori ombra e con i gruppi politici. E’ stato un vero piacere negoziare la relazione con loro e speriamo che il voto di domani segni una felice conclusione di tutto questo lavoro.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. KRATSA-TSAGAROPOULOU
Vicepresidente

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione.(EN) Signora Presidente, credo che comincerò da dove ha terminato l’onorevole Vidal-Quadras, ringraziandolo in primo luogo per tutto il lavoro svolto e per l’impegno. Desidero inoltre ringraziare la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia per il dibattito attivo e tutti coloro che si sono adoperati affinché la relazione potesse essere adottata in così poco tempo. E’ veramente una conquista che apprezziamo molto.

La relazione, se verrà adottata – e spero che sia adottata domani – aprirà la strada alla proposta legislativa della Commissione che stiamo cercando di approntare per settembre. E’ una relazione molto importante e necessaria, quindi dedicheremo i restanti mesi di luglio e agosto alla preparazione di una buona proposta legislativa che rispecchi veramente tutti i punti sollevati dal Parlamento.

Per cominciare desidero illustrare il motivo per cui abbiamo bisogno di questa proposta. Credo sia molto importante non perdere mai di vista la ragione per cui la Commissione crede davvero in questa proposta. Da un punto di vista formale sussiste l’argomentazione secondo cui le due relazioni della Commissione e la relazione finale sull’indagine nel settore dell’energia chiaramente indicano che sono necessarie nuove misure legislative a livello europeo per conseguire gli obiettivi basilari della sicurezza dell’approvvigionamento e della competitività.

Tuttavia non sono le uniche ragioni. E’ intervenuto un cambiamento sostanziale nel mondo dell’energia che giustifica la proposta. In primo luogo, da una prospettiva storica rileviamo che i prezzi sono elevati. Il prezzo del petrolio al barile, che ora si attesta sui 70 dollari, è di certo molto alto. Adesso si sentono poco parlare coloro che di solito propendono per una tendenza al ribasso dei prezzi del greggio. Se i prezzi del petrolio sono elevati, allora anche i prezzi del gas sono elevati e influiscono sul prezzo del carbone – sostanzialmente tutti i costi dell’energia sono più elevati. Possiamo prevedere che la tendenza al rincaro continuerà a causa dell’aumento dei consumi e dell’aumento della domanda globale dovuta all’incremento demografico.

La seconda sfida, quella del cambiamento climatico, è molto più evidente. Sappiamo che il settore energetico è al primo posto per produzione di gas ad effetto serra, quindi dobbiamo rafforzare gli strumenti atti contrastare questo fenomeno. Ultimo punto, ma non per questo il meno importante: c’è anche la sfida dell’allargamento dell’UE. Con i nuovi paesi che hanno aderito all’Unione europea abbiamo una necessità molto maggiore di istituire meccanismi di solidarietà più forti nel settore energetico nell’UE. Molti di questi paesi dipendono da un unico fornitore e sarebbero estremamente vulnerabili nell’ipotesi in cui fossero sospese le forniture.

Gli obiettivi della politica energetica – la sicurezza dell’approvvigionamento e la competitività – dipendono molto dalla situazione nel mercato comune dell’UE. Il 1° luglio 2007 è intervenuto un importante cambiamento di percezione perché ora ogni consumatore legalmente ha la possibilità di scegliere il proprio fornitore. Questa misura invierà un messaggio concreto per gli investimenti e dovrebbe aumentare la qualità. Ma il messaggio è stato smorzato, poiché in molti Stati membri sono stati presi provvedimenti in maniera esitante e non sufficientemente coesa.

E’ stato detto che il rincaro delle materie prime a livello mondiale è dovuto alla liberalizzazione, ma la ragione non è mai la liberalizzazione. In realtà la liberalizzazione non è mai avvenuta, quindi, a prescindere dai provvedimenti che saranno presi, dobbiamo fornire garanzie in modo che tutti i cittadini e tutte le imprese dell’Unione europea abbiano la possibilità e il diritto di scegliere il proprio fornitore. Se il prezzo o il servizio non sono soddisfacenti, allora devono essere apportati cambiamenti senza temere tale processo. Credo sia assolutamente necessario assumere misure più incisive che portino una maggiore concorrenza e più Europa, perché la forza dell’Europa risiede nella sua portata e nel suo campo d’azione.

Le misure principali sono state ben sintetizzate dal relatore. Desidero solamente fare una riflessione su un paio di provvedimenti. La separazione è di certo la chiave. Sono molto lieto per la formulazione del testo sulla separazione in materia di elettricità.

In relazione al gas devono essere tenute in considerazione ulteriori argomentazioni, anche se in pratica la situazione non è diversa. Sempre riguardo al gas, se la separazione non viene compiuta in maniera adeguata, le forniture non arriveranno ai consumatori e quindi il mercato languirà per la mancanza di materia prima.

La trasparenza è importante. Per quanto concerne la normativa dobbiamo compiere un’analisi duplice. In primo luogo dobbiamo esaminare il livello dei flussi di energia nel mercato transfrontaliero e in secondo luogo dobbiamo accertarci che le autorità nazionali di regolamentazione abbiano il potere, ma anche l’obbligo, di sovrintendere ai nuovi investimenti. Esse non sono responsabili solamente della vigilanza sul mercato. In effetti devono anche assicurarsi che vengano effettuati gli investimenti. La cooperazione tra operatori dei sistemi di trasmissione deve essere rafforzata proprio come le politiche sull’interconnessione.

Desidero inoltre rilevare che sono emersi altri due punti positivi importanti sull’efficienza energetica, sulle reti intelligenti, sul biogas e sull’equilibrio nei contratti a lungo termine. Mi preme difendere un’argomentazione che forse è stata tralasciata nella relazione, o che è stata esposta in maniera molto cauta. Per quanto attiene alla cooperazione regionale gli sviluppi del mercato pentalaterale dimostrano incontestabilmente che possono nascere molte opportunità anche lavorando sul mercato regionale. Al contempo, convengo con il Parlamento, dobbiamo sempre essere prudenti per non dividere il mercato interno, anzi dobbiamo usare questa iniziativa per promuoverlo nella sua interezza.

Per concludere, desidero rinnovare i miei ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso un contributo. Tutti i punti affrontati nella relazione saranno presi in debito conto nella proposta della Commissione. Non dobbiamo dimenticare che l’energia è una materia prima particolare, come la terra, l’acqua e l’aria. Allo stesso tempo potrei dire che è la materia prima che scarseggia di più in questo momento e sarà così fintanto che non avremo imparato a produrre più energia sfruttando i raggi del sole, il vento o la biomassa.

 
  
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  Sophia in ’t Veld (ALDE), relatore per parere della commissione per i problemi economici e monetari. – (NL) Signora Presidente, prima di tutto desidero congratularmi con il relatore. Il documento approvato dalla commissione per i problemi economici e monetari in realtà combacia perfettamente con il nostro parere, il quale sostanzialmente corrisponde anche al punto di vista della Commissione e alla posizione che avevo illustrato in veste di relatrice.

E’ chiaro che nel XXI secolo abbiamo bisogno di un mercato interno pienamente sviluppato e autentico per l’energia. Questa esigenza è stata ribadita chiaramente al vertice di due settimane fa e quindi dobbiamo creare una vera concorrenza. Alla luce di tali presupposti il protezionismo appare del tutto sbagliato. Ho apprezzato molto che la relazione indichi quanto sia necessaria la reciprocità – perché troppo spesso assistiamo ad un situazione in cui i paesi che vogliono proteggere le loro imprese nazionali compiono acquisizioni anche in altri, il che ovviamente è inammissibile.

E’ inutile dire che gli interessi dei cittadini devono essere tutelati; infatti, è giusto affermare che l’energia è un bene particolare, ma deve rientrare negli obblighi di servizio pubblico e il governo deve assumersi le proprie responsabilità, invece di ricorre al protezionismo. Alla protezione dico “sì”. Al protezionismo di mercato dico “no”.

Infine sono molto lieta che sia stato esplicitamente incluso nella relazione un desiderio che i liberali hanno da tanto tempo: creando condizioni omogenee e internalizzando i costi ambientali esterni nel prezzo, le fonti rinnovabili di energia ora conquisteranno un reale margine competitivo rispetto alle altre fonti energetiche, e questo sarà positivo per l’ambiente.

 
  
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  Brigitte Douay (PSE), relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale. – (FR) Signora Presidente, a nome della commissione per lo sviluppo regionale desidero sottolineare che il completamento del mercato interno dell’energia deve rientrare nell’obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea. Esso deve quindi puntare a realizzare un livello elevato di servizio pubblico e deve garantire la sicurezza dell’approvvigionamento oltre a soddisfare interamente le esigenze dei consumatori. Infatti la concorrenza piena in questo mercato specifico del gas e dell’elettricità è giustificabile solo se i prezzi saranno più bassi, i servizi più capillari e l’assistenza ai consumatori più efficiente.

Desidero quindi porre un accento specifico sulla considerazione per i cittadini più vulnerabili e sulla sicurezza dell’approvvigionamento nelle regioni sottosviluppate, nelle regioni con handicap naturali e nelle regioni ultraperiferiche. Deve essere riservata un’attenzione particolare anche alle regioni di frontiera, che sono le prime a beneficare degli effetti del mercato interno.

Per completare questo mercato occorrono una trasparenza totale e un’informazione esaustiva e non distorta sull’origine dell’energia, soprattutto quando si tratta di fonti di energia rinnovabile. In proposito le autorità regionali e locali devono essere sostenute dall’Unione europea nei loro sforzi atti a promuovere l’efficienza energetica e il risparmio di energia, soprattutto nei trasporti e nel settore residenziale.

Desidero concludere ringraziando l’onorevole Vidal-Quadras per aver accolto nella relazione una serie di osservazioni che avevamo formulato.

 
  
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  Herbert Reul, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, è estremamente difficile trovare un struttura migliore per il mercato interno dell’energia. Certamente abbiamo tantissimi problemi, in alcuni casi perché l’energia è nelle mani di imprese statali, in altri perché è nelle mani di un oligopolio e, in altri ancora, perché lo Stato interferisce e fissa i prezzi. Di conseguenza, bisogna riflettere in maniera approfondita sulle modalità per andare oltre la creazione di un mercato.

Alcuni settori del Parlamento hanno sollevato obiezioni rispetto alle proposte. Alla luce di alcune di queste proposte la separazione della proprietà apparirebbe veramente come l’unico modo per garantire una certa liberalizzazione nel mercato interno. I dati però non necessariamente suffragano questa ipotesi. Basta esaminarli. Gli Stati e le imprese che operano nel settore dell’energia non sempre investono prioritariamente in reti che sono frammentate; i dati disponibili indicano che gli Stati e le imprese investono massicciamente negli interconnettori e nelle reti che non sono frazionate.

Dobbiamo allora chiederci se veramente dobbiamo operare una distinzione tra Stati membri in cui le imprese per l’energia sono di proprietà statale e quelli in cui sono private. Perché la separazione si applica solo ai sistemi che sono di proprietà privata e non si estende invece anche ai sistemi statali?

Quanto tempo ci vorrà prima che questo strumento di separazione della proprietà completi l’intero processo legislativo e sia messo in atto? Vogliamo apportare cambiamenti il più velocemente possibile! L’esperienza però ci insegna che, se mettiamo in moto il meccanismo adesso, con tutta probabilità occorreranno anni prima di vederne gli effetti.

L’ultimo punto, ma non per questo il meno importante, verte sulla questione di chi effettivamente acquisterà queste reti. Chi ne avrà la proprietà in futuro? Lo Stato, altre imprese – Gazprom o gli hedge fund – e come funzionerà? E’ questo che vogliamo veramente? Dubito che sia stata individuata la modalità giusta con questo strumento. Per tale ragione propongo che siano offerte agli Stati membri più alternative, come ISO o RIO, ossia la cooperazione regionale. Dobbiamo pensare a come realizzare l’obiettivo comune che ci siamo dati avvalendoci dei metodi più diversi. Dobbiamo però evitare di focalizzarci su un unico obiettivo come se fosse l’unica strada verso la felicità.

 
  
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  Edit Herczog, a nome del gruppo PSE. – (HU) Mi congratulo con il relatore, che insieme ai relatori ombra ha svolto un lavoro eccellente in pochissimo tempo. A lui vanno i miei ringraziamenti e le mie congratulazioni. Nella proposta di relazione siamo riusciti a raggiungere moltissimi compromessi significativi.

Sulla questione della separazione della proprietà dobbiamo accettare la decisione della maggioranza democratica, e nella riunione della commissione il voto a favore della separazione è stato unanime. Al contempo bisogna ricordare che stiamo formulando orientamenti per la stesura di una linea politica, non stiamo redigendo regolamenti. E’ quindi opportuno lasciare aperte quante più opzioni possibili. La separazione della proprietà pare essere la soluzione più efficace, ma non è l’unica. E’ proprio per questo motivo che il gruppo PSE sosterrà il primo emendamento proposto, che estende il futuro studio sull’impatto anche al modello ISO degli operatori di sistema.

A nome del gruppo socialista desidero esprimere uno speciale apprezzamento per il nuovo capitolo sulle conseguenze sociali della liberalizzazione del mercato e sulla protezione dei consumatori. Chiedo alla Commissione di aderire pienamente alle proposte contenute nella relazione e di redigere quanto prima, preferibilmente entro quest’anno, la Carta dei consumatori di energia. Dal momento che è innegabile che oggi tutti hanno bisogno di energia, e proprio per questa ragione, poniamo il consumatore al centro della nostra futura politica energetica. In pratica i consumatori spesso non sanno quando, come e a quali condizioni possono far valere il loro diritto all’energia. In proposito essi hanno bisogno di informazioni, di assistenza e in taluni casi anche di protezione.

Richiamo l’attenzione sul fatto che il Parlamento si accinge ad adottare una posizione molto decisiva e lungimirante in relazione all’apertura e alla disciplina del mercato. Come organo di codecisione, in futuro continueremo ad insistere sull’indipendenza, sulle responsabilità e sulla collaborazione delle autorità di regolamentazione; vogliamo realizzare un mercato più trasparente e svilupparlo come abbiamo detto.

Infine desidero ricordare a tutti che gli obiettivi della politica economica sono la sicurezza energetica dell’Europa, la competitività e la riduzione del biossido di carbonio. La concorrenza è semplicemente un mezzo per raggiungere questo fine. Esorto quindi a non confondere i due aspetti: dobbiamo solo favorire la concorrenza quando e nella misura in cui serve veramente a conseguire la sicurezza energetica e la competitività – ad esempio, in relazione agli accordi di prezzo a lungo termine.

 
  
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  Anne Laperrouze, a nome del gruppo ALDE. – (FR) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, innanzi tutto desidero porgere le congratulazioni all’onorevole Vidal-Quadras per il suo lavoro: su una questione spinosa e quindi in presenza di un numero elevato di emendamenti è riuscito a garantire che il testo presentato all’approvazione del Parlamento contenesse tutte le opzioni atte a consentirci di imprimere una direzione ai dibattiti che ci attendono in autunno.

Mediante la relazione è stato riaffermato il ruolo cruciale delle autorità nazionali di regolamentazione. Indipendenza, convergenza e maggiore armonizzazione dei loro poteri sono elementi fondamentali non solo per la trasparenza, la comunicazione e la responsabilità, ma anche per le relazioni con i gestori delle reti di transito. Dobbiamo superare le differenze tecniche e normative che ostacolano gli scambi transfrontalieri e quindi l’interconnessione. A mio avviso, le autorità di regolamentazione devono approvare gli investimenti necessari sulla proposta dei gestori della rete e garantire che tali investimenti trovino un’effettiva realizzazione. Il desiderio della Commissione europea di una collaborazione più stretta tra autorità nazionali di regolamentazione si innesta quindi nella direzione giusta.

Il gruppo ALDE apprezza che il Parlamento abbia posto in luce la necessità di adottare approcci diversi al settore dell’elettricità e del gas. Il gas ha bisogno di soluzioni specifiche, che tengano conto delle differenze tra i mercati a monte e a valle. Infatti i produttori di gas si collocano per lo più fuori dell’Unione europea e non osservano le stesse norme che vigono nel mercato interno. La separazione della proprietà delle reti potrebbe rendere più fragili le società europee che operano nel settore del gas.

Per quanto riguarda le tariffe calmierate, reputiamo necessario che gli Stati membri le elimino gradatamente, mantenendo però un’opzione tariffaria da applicare in casi eccezionali per proteggere i consumatori più vulnerabili.

Concluderò con il punto che ha scatenato le polemiche: la questione della separazione della proprietà. Per quanto concerne il gruppo ALDE, l’obiettivo di assicurare un trattamento trasparente e non discriminatorio a tutti gli operatori da parte dei gestori delle reti è un fattore cruciale per assicurare il debito funzionamento del mercato interno. Su questo tema la mia opinione diverge da quella di alcuni colleghi, in quanto non credo che la separazione sia l’elemento chiave che consentirà il completamento del mercato interno. Dopo che sarà imposta – se questa opzione si rivelerà quella sbagliata – il danno potrebbe nuocere alle imprese europee e in ultima analisi alla sicurezza dell’approvvigionamento.

Ritengo sia più importante istituire un codice di buona condotta per i gestori delle reti, effettuare gli investimenti necessari e rafforzare il potere delle autorità di regolamentazione. Abbiamo bisogno sia dei grandi campioni europei dell’energia che della concorrenza affinché il mercato funzioni. Dobbiamo disciplinare la trasparenza dei prezzi e prevenire i rincari, poiché, visto il fabbisogno, l’energia è vitale per gli europei e per l’economia europea.

 
  
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  Eugenijus Maldeikis, a nome del gruppo UEN. – (LT) Prima di tutto desidero ringraziare il relatore per la posizione costruttiva e realistica che ha assunto nella stesura della relazione e per aver veramente compreso a fondo un fenomeno tanto complesso come i processi di liberalizzazione del mercato dell’elettricità e del gas nell’Unione europea. Tengo ad esprimere alcune considerazioni su un punto che ritengo molto importante: la liberalizzazione del mercato del gas e dell’elettricità non può procedere disgiuntamente dalla formulazione della politica estera, poiché la dipendenza di tale mercato da paesi terzi e dalle loro attività è sempre maggiore. Sappiamo bene quali possono essere le conseguenze e quindi è essenziale che vi sia un forte coordinamento delle fasi e dei mezzi della liberalizzazione con l’istituzione di una politica estera in materia di energia. Mi preme inoltre rilevare che non si tratta di un processo scevro da ambiguità – è molto complesso. E’ davvero importante per noi evidenziare chiaramente il fatto che 20 paesi su 27 non hanno ancora recepito le normative approvate a livello di UE nel proprio ordinamento nazionale, mentre i nuovi provvedimenti che dobbiamo ancora assumere per liberalizzare il mercato dovranno essere sostenuti da ulteriori mezzi al fine di dare attuazione alle norme già promulgate.

 
  
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  Claude Turmes, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signora Presidente, abbiamo creato un mercato interno europeo per l’elettricità e il gas che soffre principalmente per un motivo: gli oligopoli E.ON, RWE e EDF presenti in questo mercato. In Germania e in Francia l’unione delle imprese e le élite politiche hanno tenuto un comportamento scorretto sin dall’inizio, sigillando i loro mercati e rilevando altre aziende, creando, nella fattispecie, un monopolio in Francia e un monopolio fuori dalla Francia.

Cosa possiamo fare per uscire da questa situazione e trasferire ai consumatori gli effetti fondamentalmente positivi del mercato interno? Dobbiamo rafforzare le autorità di regolamentazione, dobbiamo separare le reti di trasmissione e le reti del gas dalla produzione di elettricità e dalle imprese che operano nel settore del gas, e abbiamo anche bisogno di programmi, ad esempio, sull’erogazione di gas ed elettricità, che consentano alle autorità di regolamentazione e alle autorità preposte alla concorrenza di vendere elettricità e gas ad altri concorrenti laddove nel mercato vige una dominanza eccessiva.

E’ questa la linea concordata dalla stragrande maggioranza della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Spero che i colleghi non cederanno all’ultimo momento alle molteplici e-mail dell’onorevole Reul, che provengono direttamente dalla sede della RWE. Solo l’introduzione di un’autorità nazionale di regolamentazione contro i voleri delle società tedesche che operano nel settore dell’energia ha portato alla riduzione dei prezzi nelle reti elettriche tedesche. Si parla di miliardi che prima non arrivavano alle tasche dei consumatori!

 
  
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  Esko Seppänen, a nome del gruppo GUE/NGL. – (FI) Signora Presidente, signor Commissario, la separazione della proprietà è una medicina brevettata nell’UE per curare le malattie del mercato provocate dai virus e dai batteri che vi si insinuano. Il nostro gruppo non ha molta fiducia nei meccanismi di autocorrezione del mercato per curare queste malattie. Abbiamo inoltre bisogno di forti autorità di regolamentazione comunitarie e nazionali.

Lo svantaggio principale per quanto riguarda i consumatori è il meccanismo dei prezzi dell’elettricità. Nelle borse tutti i produttori ottengono lo stesso prezzo per l’elettricità, che viene determinato in rapporto al costo di produzione più elevato. Il meccanismo di fissazione dei prezzi è un generatore automatico di profitti per i produttori di elettricità a basso costo.

Se la Commissione vuole armonizzare i mercati dell’elettricità, dovrà armonizzare anche il prezzo. A quel punto il prezzo dell’elettricità subirà un rincaro nei paesi in cui è basso. Pertanto alcuni consumatori saranno costretti a pagare le bollette di altri. E’ del tutto sbagliato.

 
  
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  Jana Bobošíková (NI).(CS) (L’inizio dell’intervento non era udibile) la cooperazione tra gli operatori dei sistemi di transito, bisogna investire di più nell’infrastruttura. Vi sono dubbi, però, sulla proposta di separazione. A parere della Commissione si tratta di un passo fondamentale che consentirà di prevenire le discriminazioni contro gli utenti della rete. Ovviamente permetterà anche la connessione di nuovi fornitori e porterà ad un processo decisionale indipendente sugli investimenti nonché a un miglior coordinamento tra gli operatori delle reti. Questo approccio liberista sarebbe del tutto valido se parlassimo di beni di consumo generale. Nel caso di risorse naturali strategiche, specifiche di determinati paesi da cui siamo totalmente dipendenti, però, la situazione è completamente diversa. Siamo in grado di prevenire il dominio assoluto dei mercati deregolamentati da parte di società affiliate ai principali paesi produttori? Sappiamo come impedire che i mercati siano dominati dalla società statale russa Gazprom?

Onorevoli colleghi, attualmente oltre il 40 per cento delle forniture di gas dell’Unione proviene dalla Russia. I singoli Stati membri hanno firmato accordi bilaterali che stanno esacerbando tale dipendenza, e dobbiamo riconoscere che la situazione peggiora di giorno in giorno. Le relazioni tra Bruxelles e la Russia non sono propriamente idilliache al momento. Nessuno sa cosa accadrà se la Russia decidesse di approfittare della dipendenza dell’Unione dal proprio gas per scopi politici. Credo sia vitale trovare una risposta a questa domanda prima di cominciare ad apportare cambiamenti radicali all’organizzazione del mercato dell’energia.

 
  
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  Gunnar Hökmark (PPE-DE).(EN) Signora Presidente, innanzi tutto porgo le congratulazioni al relatore per avere prodotto un documento in cui viene lanciato un messaggio forte per un mercato interno vitale per l’elettricità e il gas.

Occorre sottolineare due punti principali. In primo luogo l’importanza di avere un mercato dell’elettricità e del gas efficiente è più impellente che mai, se vogliamo contrastare il cambiamento climatico, se vogliamo garantire opportunità alle energie rinnovabili e se vogliamo favorire la competitività europea. Ciò vale anche per i consumatori. In secondo luogo occorre una politica energetica atta ad affrontare la sfida che deriva dal rischio di dipendenza da grandi produttori nazionali o da organismi esteri che cercano di coniugare il potere economico e le pressioni politiche, controllando la produzione e la distribuzione. Sono due elementi che dobbiamo affrontare se vogliamo una politica energetica forte.

Sono questi i motivi per cui l’Unione europea ha bisogno di un mercato dell’energia che sia caratterizzato da una concorrenza equa e priva di distorsioni nonché da mercati aperti e sia esente da patriottismo economico ma sia anzi contraddistinto dai criteri liberté, égalité et fraternité. Occorre una separazione per garantire che vi sia concorrenza e nuove fonti energetiche e occorre una rete elettrica e reti per il gas comuni in tutta Europa per assicurare che vi sia un mercato efficiente e per assicurare la solidarietà.

In questo modo riusciremo a coniugare la solidarietà con l’efficienza, la concorrenza con la cooperazione e gli sforzi dispiegati per contrastare il cambiamento climatico con la crescita economica. Pertanto è importante sostenere il relatore e questa relazione.

 
  
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  Reino Paasilinna (PSE).(FI) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, sono grato per questa relazione intelligente. In Europa non esiste alcun mercato affidabile dell’energia, perché la maggior parte degli Stati membri si fa beffe degli accordi. Le vittime sono l’industria, la competitività e i cittadini.

Un mercato interno solido agevolerebbe l’accesso ai mercati per le società più piccole, come gli importatori di fonti di energia rinnovabile. Un mercato valido garantirebbe altresì un livello appropriato di investimenti. Il servizio sarebbe molto più affidabile in relazione alle centrali elettriche e alle reti di transito. Un mercato valido assicurerebbe prezzi giusti ai cittadini e sarebbe importante per contrastare la carenza di combustibile. Creerebbe anche sicurezza.

Com’è possibile che, mentre in uno Stato membro dell’Unione si lotta per assicurare la copertura del picco dei consumi, in un altro la capacità rimane inutilizzata? Di sicuro questa non è un’Unione. Deve esserci una separazione della produzione energetica rispetto alla distribuzione.

Molti vecchi operatori che dominano la rete fissano termini e condizioni discriminatorie, ad esempio in relazione ai nuovi operatori che si collegano alle centrali elettriche e usano la capacità della rete. Questa situazione non cambierà senza un regolamento europeo.

La trasparenza è cruciale, soprattutto se vogliamo che i mercati siano solidi. Al momento non c’è trasparenza in molti paesi. Le grandi aziende conducono i giochi. Non possiamo sopravvivere in una situazione in cui alcuni paesi ritengono di poter rilevare i nuovi mercati, ma al contempo proteggono gelosamente i loro. Inoltre, nemmeno una buona direttiva costituisce la risposta appropriata. Chiediamo che si parli con una sola voce nelle trattative con la Russia, ma non parliamo nemmeno tra di noi con una sola voce nelle questioni legate all’energia. Per conseguire questo obiettivo, la Commissione deve monitorare e sanzionare gli Stati membri che aggirano scorrettamente gli accordi.

 
  
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  Konrad Szymański (UEN).(PL) Signora Presidente, le nostre relazioni con la Russia nel settore dell’energia sono basate sul principio di reciprocità. Sussiste però una grossa difficoltà rispetto a tale principio, ossia i russi lo interpretano come se dovesse implicare la politica della forza e non tengono conto delle aspettative del mercato europeo.

Ultimamente la Russia ha costretto diverse aziende europee che operano nel settore dell’energia a lasciare il suo territorio. Al contempo, però, Gazprom si avvantaggia dell’apertura del mercato europeo dell’energia. Ha infatti incrementato gli investimenti in ben 16 paesi membri su 27. Gazprom ha perfino accesso ai consumi privati in Germania, in Francia e in Italia e sappiamo tutti che tali paesi fanno la parte del leone nel mercato dell’energia.

Possiamo trarre una conclusione significativa da tutto ciò. Benché la liberalizzazione del mercato dell’energia sia vantaggiosa dal punto di vista del consumatore, deve essere intrapresa in modo da evitare che l’Europa accresca la propria indipendenza dall’apparato economico e politico russo.

A mio giudizio, questa è una sfida per la Commissione, per la politica a tutela della concorrenza e per i datori di lavoro. Questi soggetti devono gettare le fondamenta indicate nel documento della Commissione e nell’eccellente relazione dell’onorevole Vidal-Quadras e tradurle altresì in linguaggio giuridico.

 
  
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  Ján Hudacký (PPE-DE). – (SK) Prima di tutto desidero ringraziare il relatore per il documento esaustivo e di grande qualità.

Desidero porre in luce alcuni aspetti che potrebbero contribuire alla rapida istituzione di un efficace mercato unico dell’energia nell’Unione europea. Guardo positivamente agli sforzi profusi dalla Commissione per conseguire questo obiettivo mediante la presentazione, in maniera non discriminatoria e trasparente, di misure più precise atte a stimolare gli investimenti nelle infrastrutture e garantire un accesso equo alle reti in presenza di più operatori nel mercato.

Dopo numerose discussioni con gli interessati sia in Parlamento che al di fuori di esso, e alla luce dell’esperienza maturata in alcuni Stati membri, sono giunto alla convinzione che incrementare la proprietà degli operatori nazionali indipendenti non è il modo più sicuro per gestire la realizzazione di questi obiettivi.

Va detto che la separazione della proprietà sotto forma di società integrate verticalmente garantirà l’indipendenza formale di organismi economici e consentirà a nuovi attori di accedere alle reti energetiche. Rimane però da appurare se i nuovi investitori sono davvero interessati a un mercato disciplinato a livello nazionale e limitato in termini geografici, soprattutto nelle regioni sottosviluppate. E’ quindi difficile ipotizzare con certezza che tale provvedimento possa veramente rafforzare la concorrenza e influire adeguatamente sui prezzi dell’energia. Sulla stessa linea sarà probabilmente necessario interconnettere i mercati nazionali dell’energia, visto che sarà più probabile che prevalgano gli interessi nazionali.

Per tale ragione raccomando alla Commissione di accogliere altre proposte atte ad affrontare la situazione in maniera più esaustiva e che potrebbero rivelarsi efficienti nel realizzare la liberalizzazione del mercato dell’energia.

 
  
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  Hannes Swoboda (PSE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevole Vidal-Quadras, mi congratulo per il suo tentativo di produrre una relazione più o meno equilibrata, che è stato ampiamente coronato da successo.

Il paragrafo 2 in merito alla separazione delinea un tema centrale del dibattito pubblico. Posso accettarlo per come è formulato, in quanto è probabilmente la soluzione migliore, perlomeno in teoria. Non dobbiamo però pensare che sia una panacea per tutti i mali. Vi sono molte ragioni per cui le reti non vengono ampliate, che non hanno nulla a che vedere con la separazione, ma dipendono piuttosto da procedure difficoltose, dai movimenti per i diritti civili e da altri fattori. Anche il paragrafo 6 è molto importante al riguardo, in quanto dobbiamo assicurare che le imprese statali di paesi terzi non acquisiscano infrastrutture energetiche; ci troveremmo in una posizione del tutto sfavorevole in assenza di reciprocità o interdipendenza.

Credo che i punti sull’autorità di regolamentazione rivestano una particolare importanza. Abbiamo bisogno di autorità nazionali di regolamentazione più forti che cooperino a livello europeo; occorre un quadro armonizzato che permetta di attuare una politica energetica comune in Europa in questo settore.

Nonostante tutta l’enfasi assegnata alla necessità di liberalizzare il mercato, tale processo non deve avvenire a spese delle categorie sociali più deboli. La sicurezza dell’approvvigionamento deve continuare ad essere garantita, soprattutto per le categorie socialmente deboli che proprio non ce la fanno più a sostenere il continuo rincaro dei prezzi, per quanto lo vorrebbero. E’ questo il fattore discriminante: tutti coloro che non sono più in grado di pagare nonostante l’assistenza e il sostegno sociale devono comunque avere un approvvigionamento energetico.

 
  
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  Silvia Ciornei (ALDE). – Ţin să încep prin a-mi exprima aprecierile pentru modul obiectiv în care domnul Vidal-Quadras a întocmit acest raport.

Aş dori să subliniez câteva lucruri: în primul rând consider că pentru a avea o piaţă internă a energiei competitivă, avem nevoie de introducerea unei separări depline a proprietăţii între distribuţia de energie şi producţia de energie. O astfel de măsură ar conduce, aşa cum s-a mai spus astăzi, la mai multă transparenţă, la stimularea investiţiilor în domeniul infrastructurii de distribuţie şi, cred eu, ar ajuta în final la generarea unui preţ accesibil al energiei pentru consumatori.

În sectorul gazelor naturale cred că prin măsurile ce le vom lua trebuie să încurajăm construirea de noi proiecte care să diversifice sursele de aprovizionare ale Uniunii Europene, cum ar fi de exemplu proiectul Nabucco. Sub nici o formă măsurile de liberalizare nu trebuie să descurajeze realizarea unor astfel de proiecte, pentru că diversificarea surselor de aprovizionare cu gaze naturale a Uniunii Europene reprezintă un element cheie pentru crearea unei pieţe interne de gaz.

Nu în ultimul rând aş dori să subliniez necesitatea păstrării suportului cetăţenilor pentru măsurile de liberalizare a pieţei şi, în acest sens, consider că Parlamentul European, Comisia Europeană şi chiar autorităţile publice din statele membre, trebuie să-şi intensifice împreună eforturile pentru a face cunoscute oportunităţile ce rezultă din liberalizarea completă a pieţei europene de electricitate şi gaz, şi în acelaşi timp, pentru a ne asigura că drepturile consumatorilor de energie, persoane fizice sau companii, sunt protejate.

Nu putem considera finalizat proiectul de liberalizare a pieţei de energie atâta timp cât nu reuşim să creăm o piaţă pe deplin transparentă şi eficientă, în care consumatorii să poată să-şi aleagă liberi şi în cunoştinţă de cauză cea mai avantajoasă ofertă de furnizare de energie.

 
  
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  András Gyürk (PPE-DE). (HU) Riconoscendo la dipendenza energetica dell’Europa, si tende sempre più a credere che non vi possa essere un’Europa forte senza una politica energetica comune. Quando riflettiamo sui pilastri fondamentali di una possibile politica energetica comune per il futuro, vale la pena di rivalutare i pilastri che già esistono oggi.

La relazione dell’onorevole Vidal-Quadras verte su un pilastro esistente, vale a dire il mercato interno dell’energia. Convengo con quanto si afferma nella relazione secondo cui l’ampliamento del mercato interno comunitario dell’energia e la creazione di meccanismi efficaci di solidarietà tra gli Stati membri serviranno al contempo a garantire il nostro approvvigionamento e ad accrescere l’efficienza economica. Invece di applicare questi principi, però, oggi il mercato interno continua ad avere una caratteristica che si può ben sintetizzare citando un proverbio ungherese: “In ogni casa c’è una consuetudine diversa”. In altre parole, purtroppo vi sono numerosi Stati membri che non hanno ancora dato piena attuazione alle direttive sulla liberalizzazione del mercato dell’energia.

Ad esempio, l’apertura del mercato dell’energia in Ungheria probabilmente avverrà con sei mesi di ritardo, e nel momento stesso in cui finalmente avverrà, si creerà subito un nuovo ostacolo alla libera concorrenza: l’eccessiva concentrazione del mercato. Gli accordi per gli approvvigionamenti di energia a lungo termine siglati tra la MVM Company Ltd. (Magyar Villamosművek) ed i produttori di elettricità riguardano circa l’80 per cento del mercato ungherese. La Commissione europea ipotizza che dietro a questi accordi ci siano aiuti di Stato illegittimi e quindi si preoccupa giustamente di garantire una vera concorrenza.

Se la liberalizzazione del mercato si deve compiere a queste condizioni, possiamo stare certi che i consumatori non ne ricaveranno alcun beneficio. I prezzi non scenderanno e non migliorerà il livello del servizio. Se non vogliamo che la liberalizzazione fallisca, dobbiamo garantire anche l’osservanza dei principi. Di conseguenza, spero che saranno presto istituite garanzie per una politica energetica comune in vista di creare un’Europa forte.

 
  
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  Eluned Morgan (PSE).(EN) Signora Presidente, spero che l’Esecutivo seguirà il voto della commissione parlamentare quando preparerà la revisione della direttiva e non si prostrerà dinanzi agli Stati membri in cui vige una tutela per le aziende che praticano tariffe eccessive ai consumatori. Essi hanno grandi interessi a mantenere un sistema in cui esiste un conflitto di interessi intrinseco che impedisce ai concorrenti di accedere allo stesso mercato. Si tratta spesso delle stesse aziende che pensano più a distribuire utili agli azionisti invece di effettuare seri investimenti per garantire che non vi siano interruzioni nella fornitura di energia elettrica.

Vi esorto a non paventare nemmeno il modello ISO, che richiederebbe un impianto normativo monumentale e complesso e che dovrebbe essere presieduto da un esercito di funzionari, ma vi esorto anche a comprendere che la stessa separazione della proprietà ha bisogno di regole. Dobbiamo garantire la protezione delle reti energetiche dagli hedge fund e dal capitale privato, che non fornisce il necessario impegno di investimento a lungo termine, e dobbiamo impedire a società di paesi terzi di comprare sia la produzione che le reti dell’energia in assenza di un accordo di reciprocità con tale paese.

Vi esorto altresì a dissipare la falsa impressione sulla separazione della proprietà che è stata diffusa dalla Presidenza tedesca dopo l’ultima riunione del Consiglio “Energia”. La maggioranza degli Stati membri è a favore di una piena separazione della proprietà, specialmente nel settore dell’elettricità. Non lasciatevi spadroneggiare dai grandi e lasciate che parlino la democrazia e i consumatori.

 
  
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  Jorgo Chatzimarkakis (ALDE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevole Vidal-Quadras, conveniamo tutti sull’obiettivo: vogliamo creare un mercato unico interno dell’energia in Europa. Lo vogliamo nell’interesse sia dei consumatori che delle imprese. Dove il sistema non ha funzionato, dove il mercato ha fallito, abbiamo dovuto mostrare il cartellino giallo e in alcuni casi anche quello rosso. Lei ha agito in questo modo con le sue proposte, signor Commissario, e il relatore le ha riprese.

L’obiettivo è quindi chiaro. Non possiamo però adagiarci sullo smembramento delle imprese nel mercato interno. Per tale motivo dobbiamo lavorare per una maggiore integrazione del mercato, per incrementare gli investimenti negli interconnettori, per assicurare l’accesso non discriminatorio al mercato della concorrenza. E in proposito ora abbiamo reagito. Ne sono lieto, siamo tutti unanimemente lieti della proposta sulla creazione di mercati regionali di cui stiamo discutendo. Ve ne saranno sette. Questi mercati regionali saranno responsabili dell’accesso alla rete, della sicurezza del sistema, della fornitura di capacità, dell’energia di controllo, dell’espansione della rete e della gestione delle congestioni. Sarà necessario varare norme europee. Speriamo che la Commissione assolva questi compiti con lo stesso coraggio che ha mostrato nella proposta attuale.

 
  
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  Romana Jordan Cizelj (PPE-DE). – (SL) Nel dibattito sul mercato interno dell’elettricità e del gas, la questione della separazione della rete di trasmissione dalla produzione riveste un’importanza capitale.

Tra i modelli proposti, la separazione della proprietà sinora si è rivelato il più efficace. Eppure ciò non significa che non dobbiamo assumere un approccio critico, anzi, tutto il contrario. Credo che sia necessario mettere in luce numerosi fattori cui dobbiamo prestare attenzione in questo processo. Mi soffermerò solo su alcuni.

In primo luogo vorrei rilevare che dobbiamo chiaramente definire la competenza delle autorità di vigilanza. In questo caso dobbiamo tenere presente che la separazione della proprietà comporta l’integrazione del mercato interno dell’UE. Tuttavia, tale integrazione richiede il rafforzamento delle esistenti autorità di vigilanza, le quali devono essere sviluppate e costruite sia che si tratti di autorità nazionali di regolamentazione o di nuovi modelli come l’ISO+. Le competenze e i poteri delle autorità nazionali di vigilanza nell’UE devono essere più uniformi, e al contempo dobbiamo prendere i provvedimenti adeguati per la vigilanza sulla attività transnazionali.

Tengo inoltre ad evidenziare il fatto che, creando un mercato interno per il gas e l’elettricità e nel processo di separazione della proprietà, dobbiamo tenere conto della nostra grande dipendenza dalle importazioni. Se vogliamo ottenere risultati positivi dal mercato interno, dobbiamo affrontare i paesi terzi parlando con una sola voce. Il processo pertanto comporta la formulazione simultanea di una politica estera comune europea o perlomeno di una politica estera comune europea in materia di energia. Dobbiamo inoltre rispettare il principio di reciprocità.

Infine, vorrei anche sottolineare che la solidarietà è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea. Dobbiamo plasmare il mercato interno in modo che ci consenta anche di proteggere gli utenti più vulnerabili. Lo si può fare in maniera neutrale, senza mettere a repentaglio la competitività europea. Sottoscrivo le parole espresse nella relazione e allo stesso tempo mi congratulo con il relatore per l’eccellente lavoro svolto.

 
  
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  Joan Calabuig Rull (PSE).(ES) Signora Presidente, conveniamo sulla necessità di istituire un autentico mercato interno dell’energia che sia trasparente e aperto e che contribuisca a ridurre i costi a carico dei cittadini e delle imprese.

Il mercato interno deve stimolare l’efficienza e gli investimenti, contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento e consentire l’accesso al mercato dell’energia, anche alle piccole imprese.

Dal 1990 viene assegnata priorità alla creazione di tale mercato, ma la risposta non è sufficiente, come dimostra la realtà in diversi Stati membri. Quasi tutti hanno problemi in questo ambito. Da parte nostra dobbiamo proseguire il cammino intrapreso, ossia dobbiamo procedere alla creazione di una politica energetica comune che infonda fiducia a tutti e che crei un quadro chiaro per realizzare gli obiettivi proposti dalla Commissione entro il 2009.

Infine, data l’importanza della dimensione sociale della politica energetica, dobbiamo rallegrarci per l’inclusione di misure atte a contrastare la carenza di energia. Va anche sottolineato che occorre esortare la Commissione a presentare la proposta Carta sui diritti dei consumatori entro la fine del 2007.

Mi congratulo con il relatore.

 
  
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  Šarūnas Birutis (ALDE). (LT) Desidero ringraziare l’onorevole Vidal-Quadras per la relazione veramente valida. Tuttavia, mi preme richiamare l’attenzione su almeno un paio di punti. In primo luogo suggerisco di dare maggiore enfasi all’importanza dei collegamenti energetici prioritari nella creazione di un mercato interno dell’energia nell’UE. Finché la Lituania, le altre repubbliche baltiche e la Polonia avranno un collegamento energetico con l’Europa occidentale, non si potrà parlare di mercato interno! Inoltre il finanziamento dei quattro collegamenti energetici prioritari non è ancora stato completamente chiarito. Pertanto propongo di chiedere che siano garantiti fondi sufficienti per la debita attuazione di questo piano e che siano analizzati tutti i possibili ambiti aggiuntivi di finanziamento, se necessario. In secondo luogo, onorevoli colleghi, propongo di sottolineare la necessità di seguire, nella creazione di un mercato comune europeo dell’energia, la logica economica e il principio di solidarietà. I collegamenti alternativi offerti dalla Russia si basano su motivazioni di stampo politico! Il piano russo di costruire un gasdotto verso la Germania passando sul fondale del Mar Baltico, evitando le repubbliche baltiche e la Polonia, ha un costo superiore del 30 per cento rispetto al progetto del gasdotto Amber, proposto dalle repubbliche baltiche e dalla Polonia, ed è significativamente più pericoloso. L’attuazione del piano russo isolerebbe ancor più le repubbliche baltiche e quindi propongo che il progetto Nord Stream sia depennato dall’elenco di progetti di interesse europeo!

 
  
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  Jerzy Buzek (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, desidero porgere le mie congratulazioni al Commissario Piebalgs per l’ennesima proposta positiva. Questa proposta in particolare mira a sostenere il mercato comune europeo dell’energia. E’ altresì doveroso estendere le congratulazioni al relatore per l’eccellente documento.

La questione della separazione della proprietà si è rivelata la più controversa; tengo però a formulare tre osservazioni su problemi alquanto diversi. Ovviamente sono fortemente a favore della separazione. I miei commenti comunque riguardano altre questioni.

In primo luogo, il mercato europeo richiede forti collegamenti fisici tra mercati nazionali e anche tra mercati regionali. Gli operatori delle reti di distribuzione devono essere incoraggiati a investire in connessioni transnazionali. L’Unione europea e i paesi interessati devono fornire un sostegno più sostanziale per queste connessioni visto che esse costituiscono la condizione sine qua non per il mercato comune e per un’autentica concorrenza.

In secondo luogo, l’integrazione europea non deve riguardare solo l’energia e i diritti di emissione di biossido di carbonio, ma anche il mercato dei certificati verdi, rossi e bianchi. Lo sviluppo di questi mercati deve puntare a renderli più europei. Passando alla questione più importante e più cruciale di tutte, mi preme rilevare che il problema di fondo dell’Unione al momento riguarda l’attuazione di un programma di investimenti strategici per ristrutturare le strutture obsolete e per costruirne di nuove all’insegna di un’efficienza elevata.

Ci chiediamo allora se vogliamo fondare questi investimenti solamente sul mero principio del graduale aumento generalizzato dei prezzi. Questa soluzione potrebbe rivelarsi inutilmente costosa per le PMI europee e per le industrie ad alta intensità energetica. Devono essere individuati meccanismi normativi sull’efficienza degli investimenti per creare nuove opportunità. I certificati sugli investimenti sono una possibilità.

Rinnovo le mie congratulazioni.

 
  
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  Teresa Riera Madurell (PSE).(ES) Signora Presidente, signor Commissario, anch’io sono convinto che, per progredire verso l’istituzione di un mercato interno competitivo del gas e dell’elettricità, la relazione dell’onorevole Vidal-Quadras adotti l’approccio giusto: propone la separazione totale della proprietà, la protezione dei consumatori, una maggiore trasparenza, il rafforzamento della cooperazione bilaterale e l’indipendenza delle autorità di regolamentazione nonché l’aumento del livello di interconnessione tra gli Stati membri.

In proposito è molto importante accelerare la nomina di coordinatori per i progetti che hanno difficoltà di esecuzione. Un migliore clima per gli investimenti nella capacità di interconnessione richiede una rete europea di distribuzione del gas e dell’elettricità con una pianificazione a medio e a lungo termine e la vigilanza di un eventuale consiglio delle autorità di regolamentazione.

Dobbiamo incontestabilmente compiere progressi in questa direzione, ma è parimenti incontestabile che occorrerà del tempo per conseguire il nostro obiettivo finale. Credo però che, maggiore sarà la nostra capacità di non strumentalizzare a fini politici le difficoltà incontrate dagli Stati membri, meno tempo occorrerà.

Dobbiamo muoverci tutti insieme nella direzione che reputiamo corretta. E’ questa la nostra responsabilità in veste di deputati al Parlamento europeo, e può anche rappresentare il nostro successo.

 
  
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  Jan Březina (PPE-DE).(EN) Signora Presidente, in qualità di relatore ombra della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, desidero ringraziare il collega, onorevole Vidal-Quadras, per il grande lavoro che ha svolto e per l’eccellente possibilità che abbiamo avuto di discutere alcuni temi molto importanti, come la separazione della proprietà o il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

Apprezzo molto questa iniziativa del Parlamento europeo, in quanto potrebbe anche aiutare la Commissione europea ad intensificare gli sforzi per liberalizzare il mercato del gas e dell’elettricità e nella valutazione delle misure già intraprese. La separazione della proprietà, ossia il tema più controverso, si è rivelato una tappa fondamentale della relazione. Esprimo il mio sostegno per questa attività della Commissione europea. Tuttavia, visto che la questione che deve essere ulteriormente chiarita e definita è molto controversa, vorrei chiedere alla Commissione di compiere ulteriori studi di valutazione dell’impatto per analizzare quali altri mezzi, oltre alla separazione, consentano di incrementare la trasparenza e garantire le condizioni atte a effettuare investimenti adeguati nelle infrastrutture.

Se la Commissione decide a favore della separazione, il processo di attuazione deve essere preparato attentamente in modo da tenere conto nella maniera più adeguata possibile dei diritti di proprietà. In relazione alla separazione, sostengo gli emendamenti e le proposte in cui si ridimensiona l’assunto secondo cui la separazione è l’unica soluzione, nonché la più efficiente, per liberalizzare il mercato dell’energia in modo che siano presi in considerazione anche altri metodi.

In relazione alla sezione intitolata “Regolatori”, desidero evidenziare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione, che devono essere indipendenti dai governi ed assumersi la propria parte di responsabilità nel processo di liberalizzazione del mercato dell’energia.

In qualità di deputato proveniente da un nuovo Stato membro, tengo anche a esprimere una critica su alcune opinioni dei colleghi, i quali tendono ad accusare solamente i paesi dell’Europa centro-orientale di interferire nelle decisioni assunte dalle autorità nazionali di regolamentazione.

 
  
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  Dorette Corbey (PSE).(NL) Signora Presidente, ringrazio l’onorevole Vidal-Quadras per l’eccellente relazione. Domani voteremo anche sulla separazione della proprietà delle reti e della produzione di elettricità. Si dà il caso che la Camera alta del parlamento olandese voterà sul medesimo argomento domani. Gli olandesi hanno deciso di separare le forniture di energia dalla gestione della rete. Se questo accadrà anche nel resto d’Europa, sarà una buona notizia per le aziende olandesi che operano nel settore dell’energia, le quali non dovranno più sentirsi le virtuose della situazione.

E’ altresì una buona notizia per lo sviluppo dell’energia sostenibile, poiché solo separando completamente la proprietà è possibile aprire il mercato dell’energia a nuovi fornitori, un fattore di cui abbiamo disperatamente bisogno. Al momento la capacità della rete è insufficiente per consentire l’accesso di nuovi fornitori. I giganti dell’energia sono riluttanti a investire nell’espansione della capacità per favorire questi nuovi soggetti. L’accesso alle reti è spesso difficile a causa della mancanza di trasparenza, che porta ad enormi ritardi, ad esempio nel settore dell’energia eolica. La separazione è l’unica via.

 
  
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  Alexander Stubb (PPE-DE).(EN) Signora Presidente, il pacchetto sull’energia presentato dal signor Commissario verte su tre temi: la sicurezza dell’approvvigionamento, la concorrenza e la sostenibilità ambientale. Mi concentrerò solo su un punto, la concorrenza. Se oggi ho una certezza, è che anche nel mercato dell’energia occorre una concorrenza libera e priva di turbative. Per chi ha bisogno della traduzione: concurrence libre et non forcée.

Vorrei formulare tre considerazioni. Per quanto concerne l’attuazione e il recepimento, spero che la Commissione sia ancora più rigorosa. La concorrenza sleale sui prezzi è ancora elevata e in quest’Aula si è parlato spesso di aziende estremamente scorrette, ossia di una sorta di monopolio statale che, approfittando della libera concorrenza nel mercato privato, acquisisce una preda più piccola. Vi sono anche molte barriere all’accesso, quindi esorto a continuare con le procedure d’infrazione. Non parlerò di aziende specifiche, ma ce n’è una che comincia con la “e” e finisce con la “f” che vi invito ad esaminare più da vicino.

In secondo luogo, per quanto attiene alla separazione, sono state delineate due opzioni: una è la separazione della proprietà e l’altra è il gestore di rete indipendente. Proprio come altri oratori, sono pienamente a favore della separazione della proprietà: è l’unico modo per progredire, poiché il livello attuale è insufficiente.

Concludo citando un esempio, e giungo così alla mia terza considerazione. Io abito a Genval, proprio alle porte di Bruxelles. Alcuni mesi fa ho ricevuto una lettera dall’amministrazione locale in cui sia asseriva in termini entusiastici che finalmente avrei potuto scegliere il fornitore di energia e che in questo modo la concorrenza sarebbe aumentata, come se tale amministrazione ne avesse il merito! In realtà per decenni non ha fatto altro che proteggere il mercato e mantenere alti i prezzi. Sono veramente lieto che l’onorevole Vidal-Quadras abbia presentato una relazione ambiziosa e che la Commissione stia tenendo una linea dura in relazione alla concorrenza nel settore dell’energia. Buona fortuna!

 
  
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  Eija-Riitta Korhola (PPE-DE).(FI) Signora Presidente, come lo stimato collega, onorevole Vidal-Quadras, giustamente afferma nella sua relazione, non esistono alternative alla liberalizzazione dei mercati dell’energia. Un autentico mercato interno dell’energia è un fattore essenziale per conseguire i tre obiettivi del settore energetico europeo: concorrenza, sviluppo sostenibile e sicurezza dell’approvvigionamento.

Una sana concorrenza nel mercato porterà a una riduzione dei costi per i cittadini e per le imprese e favorirà l’efficienza energetica e gli investimenti. Come ha affermato poc’anzi l’onorevole Paasilinna, bisogna rispettare le regole ed essere trasparenti. Al contempo vi saranno ricadute positive anche per altre industrie e la competitività nell’intera economia sarà rafforzata.

Dobbiamo capire in particolare che il sistema di scambio di emissioni funzionerà adeguatamente solo in un mercato competitivo. Anche la politica energetica deve tenere presente gli obiettivi inerenti al clima e deve essere usata nella lotta volta a creare un mondo in cui le emissioni siano ridotte al minimo.

Anche l’autosufficienza energetica a lungo termine e la sicurezza dell’approvvigionamento devono figurare tra le nostre priorità e svolgeranno un ruolo di spicco in un mercato interno efficiente. Al contempo, però, dobbiamo scongiurare un paradosso che purtroppo traspare in alcune situazioni.

Da un lato, un mercato aperto permette alle imprese più piccole, come quelle che investono nelle fonti di energia rinnovabile, di accedere ai mercati. D’altro canto, dobbiamo prestare attenzione affinché tale settore non riceva un sostegno tale da nuocere e oscurare la formazione di veri mercati.

Quando l’elettricità passa da un paese all’altro, forme sostanziali e significativamente diverse di aiuto provocano distorsioni nel mercato. Ad esempio, tariffe imposte come strumento di sostegno causano problemi in alcune zone. Un mercato dell’elettricità chiaro e prevedibile dipenderà da quanto vorremo sviluppare la competitività e quindi dobbiamo evitare sovrapposizioni e strumenti politici contraddittori.

 
  
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  Monica Maria Iacob-Ridzi (PPE-DE). – Apreciez conţinutul raportului pe care îl dezbatem astăzi şi doresc să mulţumesc în mod deosebit raportorului pentru munca depusă.

Piaţa de energie este elementul cheie al politicii energetice europene. Aş dori în continuare să subliniez punctual câteva aspecte: în ceea ce priveşte piaţa de electricitate, consider că separarea proprietăţii sistemului de transport de activitatea de distribuţie şi cea de producţie este o măsură care va duce la creşterea competiţiei pe piaţă, la sporirea investiţiilor şi la un preţ mai bun pentru consumator. În România, sistemul de transport funcţionează deja independent şi rezultatele s-au dovedit a fi benefice. În plus, s-a efectuat listarea la bursă a companiei de transport de electricitate, fapt de natură să crească substanţial în funcţionarea acesteia.

În privinţa gazelor naturale consider că toate propunerile viitoare trebuie să încurajeze construcţia de proiecte care să diversifice sursele de aprovizionare şi rutele de transport, de exemplu proiectul Nabucco, care ar permite accesul Uniunii la resursele din zona Marii Caspice.

Din acest motiv, doresc să încurajez Comisia să iniţieze în septembrie două propuneri legislative, - una pentru electricitate şi una pentru gaz - două propuneri care să ţină cont de principiile comune de liberalizare, dar şi de specificitatea celor două domenii. Este clar că cea mai importantă consecinţă a liberalizării pieţelor gazului şi electricităţii este opţiunea consumatorului european de a alege între mai mulţi furnizori şi de a plăti un preţ corect şi competitiv care se va forma în urma concurenţei pe o piaţă liberă.

Deşi directiva liberalizării pieţelor celor două resurse a intrat în vigoare la 1 iulie, trebuie să promovăm şi o campanie adecvată de informare pentru ca cetăţenii să cunoască toate drepturile şi oportunităţile oferite de liberalizare. În acest sens doresc să salut adoptarea, vineri, de către Comisia Europeană a unor principii pentru o viitoare cartă a consumatorului de energie. Este un pas important pentru reechilibrarea raportului de forţe dintre consumatorii şi furnizorii de energie. Este esenţial însă ca aceste principii să devină obligatorii pentru statele membre. Nu trebuie să uităm niciun moment că liberalizarea pieţei se face pentru cetăţeni şi ei sunt cei care trebuie să beneficieze în primul rând de pe urma acestei liberalizări.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ONESTA
Vicepresidente

 
  
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  Paul Rübig (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Commissario Piebalgs, onorevole Vidal-Quadras, porgo le mie congratulazioni per la relazione. L’aspetto più importante di questo documento è ciò che i consumatori, ossia i cittadini, otterranno da questi nuovi accordi. Soprattutto, i cittadini vorranno sapere quanto costa un kilowattora di energia idroelettrica tra mezzogiorno e l’una. Quando viene erogata questa energia e a che prezzo? Dobbiamo pensare, oltre alla quantità dell’elettricità, anche alla qualità. Abbiamo il diritto di decidere come vogliamo sia prodotta l’energia che acquisteremo in futuro. Ovviamente, anche il tempo è destinato ad avere un ruolo importante. La trasparenza nella fissazione del prezzo deve essere il primo comandamento per questa nuova forma di regolamento.

Il secondo aspetto essenziale è la distinzione tra la questione della proprietà e la liberalizzazione. In teoria la forma di proprietà non ha nulla a che vedere con la liberalizzazione. Sono due questioni completamente diverse e dobbiamo quindi adoperarci per mantenerle separate anche in futuro.

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione.(EN) Signor Presidente, mi dispiace davvero che questo avvincente dibattito sia giunto al termine, poiché sarei lieto di approfondire ulteriormente la questione. Ad ogni modo è importante non dimenticare la ragione per cui è stato proposto il pacchetto. Come ho detto, è per avvantaggiare i consumatori. Dal canto nostro, non dobbiamo addentrarci troppo nella questione della separazione senza davvero capire perché in effetti la proponiamo. Il motivo è che la liberalizzazione del mercato non ha mai avuto alcuna possibilità di realizzarsi nel settore del gas e dell’elettricità. La paura dell’ignoto, l’inerzia, la mancanza di egoismo nazionale in Europa sono tra i motivi del ritardo nell’attuazione delle misure necessarie, del rinviare tutto al prossimo governo o possibilmente alla prossima generazione. Ad ogni modo la questione di fondo è la liberalizzazione del mercato.

Anch’io, come altri ho vissuto in un’epoca in cui vigevano sistemi diversi. Ho vissuto anche in una situazione in cui le forze di mercato erano sconosciute. Mi ricordo quando facevo la fila con i miei figli per comprare il sapone e lo zucchero perché l’economia di mercato non esisteva e l’economia pianificata non era mai efficiente.

Sull’elettricità non ho mai chiesto nulla, perché sapevo già che sarebbe stata tagliata. Potevo solo attendere che venisse ripristinata. In altre parole, credo che il mercato sia l’unico fenomeno che reagisce alle condizioni esterne e che consente di investire al costo minore possibile.

La separazione è lo strumento atto a garantire che siano effettuati investimenti e che i consumatori siano protetti. Credo sia un punto di partenza per le questioni che oggi sono state discusse maggiormente. La separazione è un presupposto necessario per realizzare un mercato competitivo, ma non è un obiettivo in sé.

Ad ogni modo desidero commentare altri due temi emersi nel dibattito. Il Parlamento sta esaminando i candidati per le posizioni di coordinatore per le reti transeuropee dell’energia. Spero che approverete la scelta della Commissione, che in questa fase deve ancora prendere una decisione in materia.

E’ stata avviata una consultazione pubblica sulla Carta dell’energia per i consumatori e alla fine di settembre, quando sarà terminata, potremmo passare all’adozione definitiva.

Vi ringrazio molto per il dibattito. Rinnovo i miei ringraziamenti all’onorevole Vidal-Quadras per la relazione eccellente e molto calibrata, che giustamente si concentra su tutte le aree appropriate di cui terremo conto quando presenteremo il pacchetto legislativo.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, 11 luglio 2007.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del Regolamento)

 
  
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  Richard Seeber (PPE-DE), per iscritto.(DE) Signor Presidente, dobbiamo tutti assumerci la responsabilità di sfide globali come il cambiamento climatico, la dipendenza dalle importazioni e il crescente consumo di energia, e lottare per una politica energetica europea integrata. La creazione di un mercato interno unico dell’energia in Europa è senza dubbio una delle priorità assolute per l’immediato futuro. Gli sforzi della Commissione per rendere più coerente la politica energetica europea rispetto al terzo pacchetto sulla liberalizzazione nel settore dell’energia e una nuova strategia energetica per l’Europa sono quindi molto apprezzati.

Tuttavia, ciò non significa che la separazione della proprietà sia assolutamente essenziale per i sistemi di trasmissione. Credo che la separazione della proprietà rappresenti un’interferenza massiccia nei diritti di proprietà vigenti. Sono persuaso che non sia la soluzione per i problemi che siamo chiamati ad affrontare. Dobbiamo chiedere alla Commissione di sviluppare altre alternative oltre all’opzione della separazione della proprietà, come il modello ISO (Independent System Operator – gestore di rete indipendente), ad esempio, o la sua variante regionale, il modello RIO (Regional Independent Operators – gestori regionali indipendenti).

L’importante, però, è scegliere il modo migliore per realizzare un mercato interno europeo dell’energia che sia competitivo e integrato.

 
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