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 Testo integrale 
Procedura : 2007/2589(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0311/2007

Testi presentati :

B6-0311/2007

Discussioni :

Votazioni :

PV 12/07/2007 - 6.2
CRE 12/07/2007 - 6.2
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0342

Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 12 luglio 2007 - Strasburgo Edizione GU

6.2. Darfur (votazione)
Processo verbale
  

– Proposta di risoluzione (B6-0311/2007)

Prima della votazione

 
  
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  Josep Borrell Fontelles (PSE).(ES) Signor Presidente, questa risoluzione giunge in seduta plenaria ai sensi dell’articolo 91, per urgenza, senza discussione. Essa è sicuramente urgente e, a nome mio e dei cinque deputati che hanno trascorso cinque giorni in Darfur, vorrei sottolineare molto concisamente i motivi di questa urgenza.

Oggi il Darfur è un territorio senza legge in cui si assiste a una lotta di tutti contro tutti. La regione è diventata un compendio dei principali problemi del nostro tempo: il conflitto tra centro e periferia, i conflitti etnici, il cinico sfruttamento delle rivalità tra i gruppi per fini politici; inoltre si tratta forse della prima guerra al mondo provocata dai mutamenti climatici.

Ma è urgente perché la sicurezza sta ulteriormente peggiorando, e se questa tendenza proseguirà, gli operatori umanitari non saranno in grado di proseguire il loro lavoro. Il destino di due milioni e mezzo di persone dipende dal loro operato, perché ogni giorno ricevono cibo grazie ai loro sforzi umanitari, e in parte grazie al denaro dell’Unione europea.

Se la sicurezza non migliorerà tra oggi e la fine dell’anno, potremo ritrovarci con due milioni di persone abbandonate al loro destino nel deserto, con il rischio di creare la più grave crisi umanitaria che il mondo abbia mai visto.

Pertanto è importante, signor Presidente, onorevoli colleghi, che le forze delle Nazioni Unite, di cui abbiamo chiesto ripetutamente il dispiegamento in Darfur, possano finalmente essere inviate nella regione, ora che il governo sudanese ha ritirato le sue obiezioni a proposito. Il governo sudanese non nega più l’autorizzazione, ora acconsente. Dice che devono arrivare il prima possibile, perché non è più in grado (se mai ne ha avuto l’intenzione) di garantire gli standard minimi di sicurezza.

I janjaweed non sono stati disarmati, tutt’altro. Il governo sudanese non intende migliorare la situazione della sicurezza in Darfur. Se vogliamo impedire che si verifichi una crisi umanitaria totale, dobbiamo esercitare pressioni per fare in modo che la forza ONU vi giunga il prima possibile.

Tuttavia, poiché servirà almeno un anno per il suo dispiegamento, dobbiamo sostenere l’Unione africana, facendo almeno in modo che i suoi soldati siano pagati, perché dovete sapere che abbiamo speso più denaro per sostenere tale forza che per gli aiuti umanitari.

Queste sono le ragioni dell’urgenza, Signor Presidente.

(Applausi)

 
  
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  Presidente. – Grazie molte, onorevole Josep Borrell, per questa relazione e per il suo incessante impegno.

 
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