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Procedura : 2006/2228(INI)
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Ciclo del documento : A6-0286/2007

Testi presentati :

A6-0286/2007

Discussioni :

PV 04/09/2007 - 15
CRE 04/09/2007 - 15

Votazioni :

PV 05/09/2007 - 7.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0375

Resoconto integrale delle discussioni
Martedì 4 settembre 2007 - Strasburgo Edizione GU

15. Logistica delle merci in Europa, chiave della mobilità sostenibile (discussione)
Processo verbale
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione, presentata dell’onorevole Inés Ayala Sender a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sulla logistica delle merci in Europa, chiave della mobilità sostenibile [2006/2228(INI)] (A6-0286/2007).

 
  
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  Inés Ayala Sender (PSE), relatore. – (ES) Signor Presidente, questo pomeriggio ci troviamo a discutere di un settore chiave per la crescita, la competitività e l’occupazione in Europa, ovvero la logistica.

La logistica è un elemento essenziale per la qualità della vita di tutti i giorni dei cittadini europei, anche se questi ultimi non se ne rendono sufficientemente conto. Il presente esercizio si pone, fra l’altro, l’obiettivo di renderla più visibile ai cittadini.

Si tratta di un settore che ammonta a circa il 13 per cento del PIL dell’Unione europea e ha un grande impatto economico, dal momento che fra il 10 e il 15 per cento del costo finale dei prodotti in Europa è imputabile alla logistica. In alcuni settori, come l’importante settore automobilistico, essa supera attualmente per importanza i costi sociali.

Si tratta inoltre di un settore che finora sembrava una prerogativa esclusiva dell’industria e del mercato, e il suo successo e il suo potenziale di crescita apparivano incontrovertibili, cosa che dovrà continuare nel futuro. Alle nostre imprese manca però la consapevolezza che il mercato migliore è un mercato ben regolamentato, il quale sostenga e incoraggi le capacità positive ed eviti, dall’altro lato, i possibili rischi, prima che questi si verifichino, nonché gli ostacoli esistenti alla necessaria crescita, alla creatività e allo sviluppo dei nostri cittadini. Accogliamo pertanto con favore la decisione della Commissione di affrontare tale settore valutando quello che l’Unione europea può fare per accrescerne il potenziale e limitare i rischi più evidenti, alla luce delle previsioni di crescita del settore dei trasporti in Europa. Si prevede un aumento del 50 per cento fra il 2000 e il 2020. Sarà quindi possibile sfruttare e incrementare le potenzialità del settore in uno scenario che a nostro avviso è definito da cinque assi fondamentali.

Il prima asse è rappresentato dal recente allargamento ad est, il che accresce le distanze e crea nuove periferie, ma allo stesso tempo offre nuove opportunità di mercato e di scambio sullo sfondo della diversità culturale dei nostri cittadini.

Il secondo asse è rappresentato dalla globalizzazione, che accelera gli scambi, diversifica i bisogni e ridefinisce i territori e le popolazioni. Il mio paese ad esempio, la Spagna, appare periferico in seguito all’allargamento, mentre la globalizzazione ne fa un crocevia fra regioni di grande importanza come l’America latina, l’Africa e gli scambi con l’Asia.

Un altro degli assi fondamentali su cui si impernia la presente analisi della logistica riguarda il cambiamento climatico e gli attuali fabbisogni energetici. E’ necessario aumentare l’efficacia delle infrastrutture, migliorare la gestione del traffico, limitare i viaggi a vuoto, tutti obiettivi a cui la logistica può dare un eccellente contributo, visto il suo sviluppo attuale.

Il quarto asse riguarda le opportunità per lo scambio di informazioni che stiamo cercando di introdurre in Europa, all’insegna anche del Settimo programma quadro e di tutto il futuro dell’economia della conoscenza. La logistica incarna l’essenza del trasporto intelligente, un trasporto che ha alla sua base la pianificazione e poggia sempre più sui sistemi di trasporto intelligente. SESAR, il SafeSeaNet e il track and trade sono tutti meccanismi e nuove tecnologie che vengono applicati con successo a tale settore.

Infine, i cambiamenti demografici e le aspettative in campo occupazionale per i giovani, problematiche alle quali la logistica può fornire un contributo decisivo. In tal senso il progetto di relazione incoraggia la Commissione a individuare le strozzature e a pianificare nuove proposte.

Bisogna evitare degli eccessivi oneri amministrativi, attuando proprio i sistemi intelligenti cui accennavo poc’anzi, nonché introdurre riduzioni e limitazioni, per quanto possa essere complesso, soprattutto nel campo delle dogane e dei traffici marittimi. Se non vado errata comunque la Commissione ha incluso nel suo piano d’azione delle proposte che possono rivelarsi molto positive.

Oltre alle strozzature, per le quali abbiamo in programma una serie di soluzioni, sussiste il problema della carenza di infrastrutture e della mancanza di fondi in questo campo. In tal senso chiediamo di porre fine alla rete di reti transfrontaliere laddove si sono fermate, e ad aprire invece alcuni dei valichi storici, come nel caso dei Pirenei o delle Alpi, che a nostro avviso sarebbero di aiuto, riducendo l’eccessivo traffico su alcune strade grazie all’apertura di gallerie ferroviarie.

A tale riguardo esiste una proposta concreta, da me sostenuta in modo particolare, ovvero la proposta di un sistema di vie riservate alle merci trasportate per ferrovia. Invitiamo la Commissione a presentarci un progetto in tale ambito.

Per quanto riguarda il significato della necessità del finanziamento in questo settore, vorremmo che si tenesse conto del fattore logistico in sede di discussione del futuro finanziamento di una politica europea in materia di trasporti che sia sufficientemente ambiziosa, e che se ne faccia una priorità.

In quanto alla mancanza di manodopera, esortiamo la Commissione a rendere tale professione più allettante, ma vorremmo anche che si parlasse non solo di formazione, ma anche di miglioramento delle condizioni sociali e di lavoro.

Concludendo, esortiamo la Commissione e la incoraggiamo a far sì che nel futuro si riservi un capitolo concreto sulla logistica in ambito urbano. Secondo noi, i nostri cittadini sono ogni giorno vittime di un traffico nel quale la logistica non appare nella sua veste positiva, bensì in quella più negativa. A tale riguardo riteniamo che sia giunta l’ora che la logistica occupi il posto dovutole in seno al dibattito europeo.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. − (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei ringraziare in particolare l’onorevole Ayala Sender per la sua relazione sulla logistica delle merci. Vorrei inoltre dirle che mi ricordo della nostra visita a Saragozza dove abbiamo potuto toccare con mano l’importanza di tutti gli sforzi attualmente profusi in Europa per sviluppare la logistica.

La sua relazione ci fa ben sperare per gli orientamenti assunti dalla Commissione nel quadro della comunicazione da essa adottata nel 2006 sulla logistica. Tale risoluzione rappresenta una tappa importante degli sforzi congiunti del Parlamento e della Commissione per migliorare il funzionamento della logistica in Europa.

E’ con rinnovato slancio quindi che mi appresto a presentare fra qualche settimana il piano d’azione per la logistica.

Onorevole Ayala Sender, lei ha descritto chiaramente qual è la posta in gioco: la dimensione economica, le prestazioni fornite dalla logistica, le quali rappresentano un fattore chiave della competitività delle nostre economie. La logistica facilita il flusso di merci e contribuisce a rendere i nostri prodotti concorrenziali dando loro accesso ai mercati più lontani. La logistica è inoltre diventata un settore importante, dinamico, che crea posti di lavoro e nel quale l’Europa può vantare alcune delle società di logistica più competitive. La logistica contribuisce anche al raggiungimento degli obiettivi in campo ambientale. Come lei ha affermato, contribuisce ad alleggerire il traffico. Il trasporto delle merci e la logistica devono inoltre dare una risposta a problemi quali la riduzione del numero di incidenti stradali e la riduzione delle emissioni nocive e dell’inquinamento acustico.

Gli sforzi intrapresi nel campo della logistica non mirano a regolamentare questo settore in piena crescita, bensì a garantirgli un futuro sostenibile permettendogli di attivare il potenziale d’efficacia non ancora espresso nel settore. E’ per tale ragione d’altronde che abbiamo sviluppato il senso della comodalità, il ricorso efficace a differenti modi di trasporto in combinazione gli uni con gli altri. A tale riguardo abbiamo la possibilità, grazie alla logistica, di conciliare gli obiettivi economici e ambientali.

Detto questo, persistono ancora alcuni ostacoli allo sviluppo della logistica. Innanzi tutto, la mancanza di armonizzazione e l’assenza di norme comuni che impediscono l’adozione di nuove soluzioni, ovvero lo sviluppo di tecnologie nel campo dell’informatica e della comunicazione. In tal modo potremmo pianificare meglio il trasporto delle merci, potremmo migliorare il funzionamento e la sicurezza dei sistemi di trasporto, dovremmo migliorare la tracciabilità delle merci e fare in modo che i clienti abbiano a disposizione le informazioni necessarie. La catena logistica deve funzionare come un insieme coerente, anche se include più attori e comprende diverse modalità di trasporto.

In secondo luogo, dobbiamo dare maggiore importanza alla qualità del trasporto delle merci mediante degli indicatori di qualità di servizio, mediante la diffusione delle buone pratiche, il che comporta il miglioramento della formazione professionale, nonché il riconoscimento delle competenze professionali.

In terzo luogo, è necessario affrontare il problema delle strozzature, degli ostacoli al trasporto di merci. Abbiamo consultato tutti gli attori della logistica e ricevuto cinquecento risposte che ci consentiranno di preparare meglio il piano d’azione per la logistica.

La relazione dell’onorevole Ayala Sender pone giustamente l’accento sulla semplificazione delle procedure amministrative, sulla necessità di investire nelle infrastrutture e sulle difficoltà legate alla logistica in un contesto urbano. E’ necessario fornire risposte concrete a tutti questi interrogativi.

Sono lieto che la commissione per i trasporti e il turismo abbia attribuito così tanto peso al piano d’azione per la logistica che presenterò a ottobre. Tale piano d’azione dovrebbe contemplare misure concrete stabilendo degli obiettivi e un calendario ben precisi. Il piano sarà parte di un insieme di iniziative che includerà la creazione di una rete ferroviaria con il trasporto delle merci come priorità, una politica per il settore portuale e due documenti dei servizi della Commissione sullo spazio marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare. L’adozione di tutte queste misure costituirà un segnale importante e potremo inoltre ricorrere a delle alternative di trasporto efficaci, integrate, rispettose dell’ambiente e, ovviamente, corrispondenti alle esigenze degli utenti. Il piano d’azione sarà corredato di misure finalizzate a rendere più accattivante il trasporto ferroviario, nonché il trasporto marittimo e sulle vie di navigazione interna.

La Commissione non ha la pretesa di risolvere da sola i problemi legati alla logistica che l’Europa si trova ad affrontare, ma a tale riguardo la relazione dell’onorevole Ayala Sender lancia un segnale agli Stati membri affinché essi sviluppino le loro soluzioni nel campo della logistica, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti nelle infrastrutture, a stretto contatto con l’Unione europea. Riusciremo in tale intento solo se gli Stati membri e l’Unione europea uniranno i loro sforzi.

Signor Presidente, onorevoli deputati, il problema della logistica è un problema di prim’ordine. E’ lavorando alla sua soluzione che riusciremo a tradurre in pratica il trasferimento modale che noi tutti invochiamo nel quadro della lotta al riscaldamento globale. A mio avviso sarà grazie a una buona logistica e a delle valide infrastrutture di trasporto che renderemo la mobilità europea sostenibile, ossia compatibile con le nostre esigenze ambientali, per il bene dell’economia e dei cittadini europei.

Onorevole Ayala Sender, a lei vanno i miei sinceri ringraziamenti per il contributo dato ai progressi nel campo della logistica, che rappresenta una delle chiavi per lo sviluppo di un tipo di trasporto sostenibile.

 
  
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  Satu Hassi (Verts/ALE), relatore per parere della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. – (FI) Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare di cuore la relatrice, l’onorevole Ayala Sender, per una relazione degna di grande merito.

Sono tuttavia dispiaciuta del fatto che la commissione per i trasporti e il turismo abbia omesso dalla relazione alcune questioni fondamentali sollevate dalla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Fra queste, la più importante è l’internalizzazione dei costi esterni dei trasporti, come i costi ambientali. Prezzi che tengano conto dei costi reali, fra cui i costi ambientali e sociali, rappresentano uno strumento fondamentale per rendere un mezzo di trasporto intelligente, efficiente e razionale. In Svizzera, il pedaggio imposto agli autocarri ha fatto sì che le spedizioni venissero trasferite in maniera efficace su ferrovia e che diminuisse il numero di automezzi pesanti che viaggiano vuoti. Si tratta di un esempio positivo per tutti noi.

Occorre comprendere che avere un sistema di trasporti efficiente e razionale non significa ampliare costantemente il traffico stradale. Le emissioni di anidride carbonica prodotte dal traffico non possono continuare a crescere all’attuale ritmo, altrimenti le riduzioni delle emissioni ottenute in altri settori, quali l’industria, rappresenteranno una perdita di tempo.

 
  
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  Mathieu Grosch, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero innanzi tutto ringraziare la Commissione, nonché la relatrice per il lavoro svolto. La logistica delle merci è un tema così ampio che non sempre è semplice limitarsi alle questioni essenziali. Come si dice in francese: “Qui trop embrasse mal étreint”, ovvero “chi troppo vuole nulla stringe”. Accontentiamoci quindi se oggi saremo riusciti a sviscerare punti essenziali.

E’ necessario intraprendere nuove strade, dal momento che la materia non è semplice. Essa si colloca fra economia e crescita, da un lato, e, dall’altro, fra ambiente e sicurezza. Per dirla con parole semplici: tutti vorrebbero avere le merci, ma nessuno vorrebbe il trasporto. Questo settore, che peraltro ha un alto potenziale occupazionale, non gode della migliore reputazione. Dobbiamo innanzi tutto ricordare alla gente che si tratta di un settore importante dal punto di vista economico, in secondo luogo che possiamo trovare nuove soluzioni, e in terzo luogo che vi è in tale campo ancora un potenziale occupazionale.

Non mi stanco di ripeterlo: il cenno all’istruzione è a mio avviso molto importante, e gli Stati dovrebbero farlo proprio. La specializzazione in tali settori può creare nuove interessanti professioni. La ricerca può anche contribuire a rendere i trasporti più efficienti, più rispettosi dell’ambiente e sicuri. La collaborazione con i singoli paesi continua a essere il punto centrale. Basti pensare alle reti transeuropee. Tutti pensano in termini globali, ma nessun vuole agire a livello locale. In altre parole: vogliamo ovunque queste reti, ma non ci sono le risorse, a prescindere dal fatto se negoziamo con il Consiglio per ottenere fondi supplementari per le reti europee, o con i singoli paesi.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, credo che nessuno sia contrario al trasferimento delle merci sulla rete ferroviaria e sulle vie di navigazione interna, ma l’efficienza rimane la questione più importante. Essa non si riduce solo a una questione di prezzo. Se il trasporto ferroviario diventa più conveniente, ma non più efficiente, allora non riusciremo a raggiungere questo trasferimento modale. Pertanto, se vogliamo portare avanti tale politica coerentemente, dobbiamo coniugare efficienza e prezzo.

Vorrei infine affrontare il tema dei megaliner e della standardizzazione. Non è possibile vietare o consentire tutto a livello europeo. E’ necessario cooperare correttamente con gli Stati membri e individuare direttive, ad esempio nel campo della sicurezza e delle infrastrutture, che diano chiarimenti sul fatto se tali megaliner siano tollerabili o meno.

 
  
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  Gilles Savary, a nome del gruppo PSE. – (FR) Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare l’onorevole Inés Ayala Sender per l’iniziativa da lei assunta.

Penso che in effetti, signor Commissario, non siamo ancora avvezzi a discutere di logistica, che sia a livello europeo o a livello degli Stati membri. Abbiamo spesso una politica in campo stradale, una in campo ferroviario, una nel campo dell’aviazione, una politica marittima, e ciononostante, in alcuni paesi, riscontriamo enormi difficoltà nel metterle in pratica. La logistica consiste né più né meno nel far sì che non vi sia una cesura troppo netta fra i diversi modi di trasporto e che essi siano utilizzati in modo ottimale laddove offrono la massima efficacia e dove rappresentano il massimo valore aggiunto. A tale riguardo penso che il lavoro svolto dall’onorevole Inés Ayala sia molto promettente e siamo naturalmente in attesa della vostra comunicazione.

Vorrei inoltre ribadire quanto è già stato detto dalla commissione per l’industria: ritengo che non si insista abbastanza sui legami che questa tematica ha con la dimensione ambientale. E’ ovvio che occorre sviluppare la logistica in Europa, che la politica dei trasporti è inscindibile dal mercato unico e dal suo sviluppo, ma non possiamo avere, da un lato, ambiziose risoluzioni sulla riduzione dei gas a effetto serra e, dall’altro, un pudore eccessivo.

A tale riguardo sono preoccupato dal fatto che in tutte le relazioni figurino gli autocarri da 60 tonnellate. In una relazione precedente si parlava pudicamente di concetto modulare europeo; in certe relazioni si parla di megatruck, di gigaliner, facendo riferimento alla teoria della lobby dei trasportatori, ovvero che più grandi sono gli automezzi pesanti, meno consumano e quindi maggiore sarà il risparmio. Si tratta di una falsa teoria. Tanto più gli autocarri sono grandi, tanto più sono concorrenziali nei confronti delle ferrovie e delle vie di navigazione interna, quanto più la vostra politica in materia di ferrovie, vie di navigazione interna e autostrade del mare ne soffriranno, signor Commissario. Non vale nemmeno la pena parlarne. Vi sarà sempre lo stesso numero di autocarri, ma quello che è certo è che vi saranno molte più merci sulle strade, e che noi non avremo raggiunto il nostro obiettivo.

 
  
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  Jeanine Hennis-Plasschaert, a nome del gruppo ALDE. – (NL) Signor Presidente, nella sua comunicazione la Commissione afferma giustamente, e non per la prima volta, che la logistica riveste un ruolo importante nella nostra risposta a tutta una serie di nuove sfide, come quella ambientale ad esempio. Naturalmente, altrettanto importante è il ruolo della logistica in relazione alla competitività dell’Unione. La priorità in tale ambito deve andare all’ottimizzazione del sistema dei trasporti europeo, affrontando il problema delle strozzature esistenti e mettendo in pratica una logistica avanzata. E’ necessario agire. Come possiamo migliorare l’efficienza dei singoli modi di trasporto e delle combinazioni di tali modalità? E’ una domanda da un milione di dollari. Vorrei sottolineare a tale riguardo che la previsione di crescita del trasporto merci deve essere affrontata in una maniera quanto più pragmatica possibile. Se vogliamo gestire una tale crescita, allora dobbiamo utilizzare tutti i modi di trasporto. Non si tratta quindi di utilizzare un modo o un altro, bensì tutti i modi.

E’ un peccato che la reazione dell’Assemblea alla comunicazione abbia rischiato di arenarsi in un dibattito politico sulla questione se debbano essere ammessi questi veicoli più pesanti e più lunghi – gli ecocombi o i gigaliner –, come ha poc’anzi affermato l’onorevole Savary. Dopo molte discussioni siamo giunti a un compromesso che è quanto più neutrale possibile. Essendo a favore di tali veicoli più pesanti e più lunghi, vorrei aggiungere qualcosa, e cioè che lanciare appelli a trovare idee innovative, per poi cestinarle sulla base di false argomentazioni, non ci porterà da nessuna parte. Fondate le vostre decisioni su una ricerca degna di questo nome, ecco cosa vi dico. Ancora una volta, la previsione di crescita del trasporto merci sulle strade costituirà un banco di prova molto severo per noi. I risultati dell’immediato futuro dipenderanno dalla priorità che daremo agli ostacoli esistenti. Sarà necessario fare tabula rasa dei dogmi, ivi compresi quelli riguardanti i veicoli più lunghi e più pesanti, oppure la proliferazione dei divieti di guida all’interno dell’Unione europea, i dogmi relativi al cabotaggio e così via. Spero in tutta sincerità che tali priorità verranno formulate prossimamente in modo più chiaro nel piano d’azione della Commissione europea.

Non mi rimane che ringraziare la relatrice per il suo eccellente lavoro. Devo immediatamente lasciare l’Aula, non per mancanza di cortesia, ma perché ho un’importante riunione altrove.

 
  
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  Liam Aylward, a nome del gruppo UEN. – (EN) Signor Presidente, accolgo con favore il contenuto della presente relazione, la quale sostiene lo sviluppo complessivo delle reti stradali transeuropee.

In Irlanda, il secondo progetto di sviluppo stradale in ordine di grandezza è la costruzione di una strada lunga 112 km chiamata M3, che toccherà le città di Dunshaughlin, Navan e Kells nella contea di Meath.

Il ruolo della Commissione nell’ambito dell’M3 ha attirato di recente una notevole attenzione da parte della stampa in Irlanda. Alcuni fra coloro che si oppongono a tale progetto hanno descritto il ruolo della Commissione al riguardo in modo del tutto sbagliato. Vorrei fare chiarezza sul ruolo preciso svolto dalla Commissione in relazione all’M3. Il 29 giugno 2007 la Commissione ha inviato una lettera di parere motivato al governo irlandese, chiedendo di chiarire la ragione per cui il governo irlandese non aveva condotto una seconda valutazione d’impatto dopo che era stata effettuata una scoperta archeologica a Lismullen nel marzo scorso. Il governo irlandese difenderà la propria posizione, dal momento che ha agito solo dopo aver ricevuto una relazione indipendente dal direttore del Museo nazionale irlandese, la quale raccomandava che i reperti trovati a Lismullen venissero dissotterrati, catalogati e conservati. Tale proposta di piano d’azione ha ottenuto il sostegno del soprintendente all’architettura in Irlanda. Tuttavia la Commissione, inviando una lettera di parere motivato al governo irlandese non intende, come invece riferito dai media, che l’Irlanda venga sanzionata dall’Unione europea per un importo di centinaia di milioni di euro o che la costruzione di questa strada, già iniziata, debba essere sospesa, o che si adiranno le vie legali nei confronti dell’Irlanda. So che si tratta di una questione emotiva, ma è necessario mettere a fuoco il ruolo dell’Unione europea a tale riguardo.

 
  
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  Eva Lichtenberger, a nome del gruppo Verts/ALE. (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, in qualità di rappresentante dei Verdi sono ovviamente favorevole a qualsiasi miglioramento della logistica, poiché ciò può contribuire a limitare i danni all’ambiente. Non bisogna però dimenticare che l’Unione europea dispone di poteri per fare veramente qualcosa solo in alcuni campi. Le carenze nel campo della logistica sono sempre da individuare là dove la comunicazione fra diversi vettori non funziona, e questo è dannoso soprattutto quando le ferrovie non possono essere sfruttate, dal momento che i nodi logistici sono ingombranti, gravati dalla burocrazia, inesistenti oppure non sufficientemente sviluppati.

Ma anche laddove vengono registrati molti viaggi a vuoto bisogna constatare che esiste un palese deficit di logistica, oppure che semplicemente non è conveniente impiegare gli autoveicoli in modo efficiente. Si tratta di punti centrali che vengono affrontati nella relazione. Tuttavia questo argomento è stato sfruttato anche da alcuni lobbisti. Devo constatare che il miglioramento delle infrastrutture dal punto di vista non è ancora parte della logistica, dei carri o rimorchi vuoti possono viaggiare anche su ferrovie o strade molto buone, e ciò non ci aiuta su alcun fronte. Vorrei però smentire l’idea che la presente relazione sia stata strumentalizzata per fare propaganda a favore dei cosiddetti gigaliner.

Già oggi paghiamo le conseguenze del fatto che il trasporto ferroviario e su strada è utilizzato molto male. Tuttavia, a causa di interessi economici particolari – soprattutto dell’industria di lavorazione e di trasformazione del legname, perlomeno così era nel passato –, si vogliono introdurre autocarri particolarmente grandi, e tutto ciò a scapito degli utenti della strada, poiché gli interventi di riparazione, che sia ben chiaro a tutti, diventeranno enormemente più frequenti, se aumenterà il peso che grava sugli assi, nonché il peso che poggia sul manto stradale. Non possiamo quindi parlare di un miglioramento ecologico ed economico, dal momento che la concorrenza nei confronti delle ferrovie viene ulteriormente ed enormemente distorta.

 
  
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  Erik Meijer, a nome del gruppo GUE/NGL.(NL) Signor Presidente, attualmente vengono trasportate su strada molte più merci di quanto non sia indicato per la qualità dell’aria, per la tutela nei confronti dell’inquinamento acustico, per la nostra sicurezza e per lo spazio di cui necessitiamo. Queste operazioni di trasporto continuano a crescere, soprattutto perché sono diventate relativamente meno costose nel corso degli anni. Le imprese organizzano un numero crescente di trasporti che non sono necessari. Vi sono due ragioni a monte di questo fenomeno: la provenienza delle materie prime, le diverse fasi della lavorazione e la vendita dei prodotti finali sono tutti processi che avvengono in luoghi diversi, e ciò dà vita a una moltitudine di operazioni di trasporto superflue fra questi luoghi. Nonostante la costruzione di molti porti e di altri centri di distribuzione, le merci compiono tuttora molti più tragitti del necessario.

Nei paesi a scarsa densità demografica con un sistema ferroviario poco sviluppato o inesistente, fra cui l’America e l’Australia, sono stati sviluppati enormi veicoli commerciali, i cosiddetti megaliner, i quali mantengono i costi del trasporto sulle strade a livelli bassi, ma creano un numero eccessivo di problemi per chiunque altro. Non dobbiamo permettere che tali automezzi facciano la loro comparsa in Europa. Il trasporto merci deve essere ridotto, e ciò che è veramente necessario deve viaggiare, per quanto possibile, per ferrovia o sulle vie di navigazione interna.

 
  
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  Johannes Blokland, a nome del gruppo IND/DEM. (NL) Signor Presidente, l’importanza della logistica per la nostra società è una cosa risaputa. Tutte le parti interessate hanno il dovere di far sì che la logistica funzioni senza intoppi. Le autorità pubbliche devono rendere il quadro operativo quanto più favorevole possibile e le imprese e l’industria devono ideare modelli per soddisfare la domanda del mercato nella maniera migliore possibile. Sono lieto che la relatrice vi faccia riferimento e sottolinei i diversi ambiti che richiedono la nostra attenzione.

Un aspetto che ha scatenato vivaci discussioni nell’ambito della presente relazione è la questione dei veicoli commerciali più lunghi e più pesanti, i cosiddetti ecocombi. Anche se prove a livello nazionale hanno dato risultati abbastanza positivi, i pareri al riguardo divergono. A mio avviso il compromesso è un buon punto di partenza per un ulteriore dibattito. Sono ansioso di vedere quale sarà il contributo della Commissione a questo dibattito, sia col suo piano di azione per la logistica del trasporto merci sia con lo studio dei pesi e delle dimensioni dei veicoli. L’incarico per lo studio sarà assegnato a breve e i suoi risultati saranno pubblicati l’estate prossima.

Ricapitolando, vorrei congratularmi con l’onorevole Ayala Sender per la relazione da lei redatta e spero che la direzione intrapresa potrà essere sviluppata ulteriormente nel prosieguo dell’anno.

 
  
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  Andreas Mölzer, a nome del gruppo ITS. – (DE) Signor Presidente, la globalizzazione negli ultimi anni ha fatto lievitare le spese legate al trasporto di merci, a cui si è aggiunto l’allargamento a est, nonché una politica di incentivi sbagliata da parte dell’Unione europea. La conseguenza è che ogni giorno milioni di veicoli che trasportano merci si riversano sulle strade, dalle autovetture private fino ai mezzi pesanti, e le conseguenze negative, come gli ingorghi, l’inquinamento acustico, l’inquinamento ambientale e le polveri sottili, stanno esplodendo. Concentrando i trasporti sulle strade, i problemi esistenti negli agglomerati urbani e sulle direttrici principali del traffico, non faranno che acuirsi ulteriormente.

Gli automezzi pesanti sono troppo spesso coinvolti negli incidenti stradali, e neanche rigide normative relative ai tempi di riposo in tutta l’Unione europea potranno cambiare granché. Anche la tutela della salute dei cittadini non viene presa sufficientemente sul serio da Bruxelles, altrimenti non ci si spiega la mancata attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi. L’Unione europea ha affrontato tale problema già anni fa e creato piani di azione, così come ha spinto per il trasferimento del trasporto su ferrovia, senza però ottenere niente di concreto.

Per quanto riguarda le reti transeuropee non dovremmo più arrancare dietro alla realtà, le cosiddette rollende Landstrasse devono finalmente diventare allettanti dal punto di vista economico.

 
  
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  Georg Jarzembowski (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, onorevoli colleghi, vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che la stessa Commissione ha detto che la logistica è compito dell’economia. Ritengo che sia un approccio giusto. In tal senso spero che, quando presenterà il suo piano d’azione, signor Vicepresidente, la Commissione suddividerà i provvedimenti in misure che la Comunità può adottare, misure che gli Stati membri possono adottare, e misure che sono di competenza dell’economia.

Va da sé che dobbiamo anche ridurre la burocrazia, la quale ostacola il piccolo cabotaggio, dovendo riempire tutta una serie di moduli, mentre i mezzi pesanti possono attraversare l’Unione europea. Bisogna dunque ridurre tutto quello che è burocrazia statale, e promuovere infrastrutture e sistemi moderni nel campo dei trasporti. Ma non ci facciamo illusioni, la logistica è competenza dell’economia, e non dovremmo farci carico di qualcosa che non siamo assolutamente in grado di portare avanti.

In quanto ai gigaliner – sarebbe piuttosto il caso di parlare di veicoli da 60 tonnellate o di autocarri di 25 metri, esistono diverse categorie –, il mio gruppo al momento è definitivamente contrario all’autorizzazione dell’uso generalizzato di tali veicoli per il trasporto, poiché, signor Vicepresidente, nella maggior parte delle regioni dell’Unione europea non vi sono infrastrutture come ponti, incroci o rotatorie adatti a veicoli così lunghi o pesanti. Le casse statali non prevedono alcuni stanziamenti per consolidare i ponti o rifare le rotatorie. Data questa situazione del traffico i gigaliner creano notevoli problemi in relazione alla sicurezza del traffico. Si immagini, un mezzo pesante da 25 tonnellate che prende male una curva in un paesino e deve fare retromarcia!

Ritengo che dobbiamo proseguire quanto abbiamo fatto finora. In Finlandia e Svezia, dove vi sono enormi superfici per il trasporto di legname, tali trasporti sono stati consentiti. In questo senso la commissione per i trasporti ha proposto qualcosa di ragionevole. Ha detto che dovremmo autorizzare i gigaliner negli Stati membri, ma a condizioni severe, ovvero solo se dimostreremo alla Commissione che la sicurezza sulle strade è garantita, che vi sono le infrastrutture per i trasporti. Ovvero: sarà fatta una verifica caso per caso, per ogni singolo paese.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (PSE).(RO) Signor Presidente, signor Commissario, gli Stati membri devono garantire un quadro favorevole allo sviluppo della logistica nel campo del trasporto delle merci ed eliminare gli ostacoli esistenti. E’ estremamente importante, sia per i trasportatori che per i clienti, che le merci arrivino con puntualità e nei termini prestabiliti.

Entro il 2020 è previsto un aumento del 50 per cento del trasporto di merci. La logistica nel campo del trasporto di merci rappresenta il 13 per cento del prodotto interno lordo dell’Unione europea e il 10-15 per cento del costo finale dei prodotti è rappresentato dal costo di trasporto. E’ per questo motivo che gli Stati membri devono facilitare il trasporto delle merci e che le norme e i controlli vanno attuati basandosi su una piattaforma comune, senza introdurre barriere alla libera circolazione delle merci. Tali norme devono essere trasmesse in via prioritaria a tutti i trasportatori rilevanti, così che questi possano rispettare le norme prestabilite i loro obblighi contrattuali...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

L’Unione europea deve utilizzare maggiormente mezzi di trasporto compatibili con l’ambiente. Non è una coincidenza che il 70 per cento dei progetti aventi carattere prioritario per lo sviluppo della rete europea dei trasporti si concentri sulle ferrovie e sulle vie navigabili. Purtroppo, gli Stati membri hanno sfruttato poco il programma Marco Polo per il trasferimento di un volume più ampio del trasporto di merci dalla strada al sistema di trasporti marittimo.

La via di navigazione formata da Reno, Canale del Meno e Danubio accorcia la distanza fra l’Europa nordoccidentale e quella sudorientale di 4 000 chilometri. Inoltre, a partire dal 2007 l’Unione europea ha accesso al Mar Nero. Per il trasporto di merci, è necessario dotarsi di sistemi di trasporto intelligenti e di ricorrere alla tecnologia. Ciononostante, il trasporto di merci necessita di una buona infrastruttura dei trasporti ed è per questa ragione che speriamo che i bilanci relativi ai progetti in materia di trasporti a livello comunitario e europeo diventino una priorità nel futuro.

Ritengo che la presente relazione sia estremamente importante per lo sviluppo economico dell’Unione europea. Gli Stati membri devono fare di più per la logistica del trasporto di merci. Le mie congratulazioni alla relatrice.

 
  
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  Josu Ortuondo Larrea (ALDE).(ES) Signor Presidente, signor Commissario, sono fra coloro che ritengono che, senza obiettivi ambiziosi, non sia possibile raggiungere il progresso e il benessere, ma credo altresì che la Comunità e l’Unione europea troppo di frequente si sono lanciate in accordi e obiettivi magniloquenti ma poco realistici. Ciò è avvenuto nel 2000 con la strategia di Lisbona, la quale prefigurava che entro il 2010 saremmo diventati l’economia più competitiva e dinamica del mondo; oppure nel 1994, con gli accordi di Essen sulle reti transeuropee, la maggior parte delle quali è ancora in attesa di essere completata. Nel marzo dello stesso anno il Consiglio europeo fissò come obiettivo la riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas serra e del consumo di energia, quando non siamo nemmeno in grado di raggiungere gli obiettivi molto più modesti che ci siamo impegnati a conseguire a Kyoto.

Stiamo discutendo della logistica delle merci in Europa come di una delle chiavi della mobilità sostenibile, qualcosa di imprescindibile per la nostra crescita e il nostro sviluppo; e, vista la sostanziale crescita prevista nel settore dei trasporti di merci di qui al 2020, non possiamo dare per scontata la logistica, e farne uno strumento necessario per incrementare l’accessibilità, l’efficienza e la sicurezza, oltre alla sostenibilità dell’intero settore.

Al contempo però è necessario correggere le carenze che persistono, come la strozzatura nella rete stradale transeuropea del passo di Biriatu, nei Paesi Baschi, o in altre località, oppure come l’attuale mancanza di corridoi dedicati alle merci nella rete ferroviaria, le quali non devono essere necessariamente ad alta velocità per essere competitive, o ancora come il livello estremamente scarso dell’interoperabilità delle ferrovie o la mancanza di trasbordi efficienti.

Occorre potenziare i sistemi di trasporto intelligenti, applicare le potenzialità di Internet alla gestione del trasporto di merci, normalizzando i pesi, le misure e le norme relative al carico, riducendo gli oneri burocratici e creando sportelli unici.

E’ necessario integrare l’intermodalità con i diversi modi di trasporto, senza trascurare le autostrade del mare e le vie di navigazione interne e, soprattutto, integrare tutti i costi reali, inclusi quelli ambientali, nel prezzo di utilizzo. E tutto ciò non può essere fatto tagliando i contributi degli Stati alla proposta comunitaria.

 
  
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  Margrete Auken (Verts/ALE). (DA) Signor Presidente, la politica dei trasporti dell’Unione europea è deragliata. Le questioni cruciali come il cambiamento climatico, gli ingorghi stradali e gli incidenti non vengono affrontati in maniera adeguata. E’ come se ci fossimo abituati agli ingorghi e agli incidenti stradali, ma non ci si può semplicemente abituare anche al cambiamento climatico, una volta che questo è avvenuto. Dobbiamo agire adesso. Eppure la mentalità tradizionalista prevale sempre, anche in questa relazione peraltro eccellente, che però contiene la proposta assurda di consentire l’utilizzo dei megaliner.

Cosa succede se aggiungiamo questi articolati di 60 tonnellate? Avremo meno autocarri in circolazione? E’ ovvio di no. Il vantaggio rappresentato da un autocarro più grande sarà neutralizzato dall’aumento della quantità di merci trasportate. E’ una legge naturale: è il risultato dell’abbattimento dei costi di trasporto. Le nostre strade saranno riempite di questi magazzini su ruote, e non vi sono gestione intelligente del traffico o altri trucchi che possano aiutare in questo caso. Sarà come applicare dei piccoli cerotti su una ferita estesa, che non fa che crescere alla luce dell’attuale politica dei trasporti.

Onorevoli colleghi, votate contro il paragrafo 21 relativo ai megaliner! Non dobbiamo introdurre un mezzo pesante del genere in Europa. Non dobbiamo rendere più conveniente trasportare le merci su gomma. Come già è stato detto in precedenza, ciò minerà la concorrenzialità dei trasporti per via marittima e su ferrovia. E sono proprio queste forme di trasporto che vanno rafforzate, se vogliamo che l’Europa abbia un sistema di trasporto delle merci sostenibile.

 
  
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  Marian-Jean Marinescu (PPE-DE).(RO) Signor Presidente, la presente relazione è da accogliersi con favore, poiché la logistica rappresenta la chiave dello sviluppo economico, così come il trasporto e la mobilità rappresentano il motore dello sviluppo sostenibile. Essa deve inoltre trovare risposte alle attuali sfide come la necessità di alleggerire il traffico e di contrastare il cambiamento climatico.

Vista la necessità di uno sviluppo economico sostenibile e l’esigenza di ridurre l’inquinamento, la logistica, la pianificazione, lo scambio delle migliori pratiche, nonché una cooperazione efficiente fra tutte le parti interessate, che siano le autorità, i produttori, i trasportatori o i destinatari, sono le unche soluzioni percorribili. Attualmente, sia i trasportatori che i destinatari preferiscono i tempi rapidi garantiti dal trasporto su strada e per via aerea. Purtroppo, l’estrema calura di questa estate ha causato in certe regioni come la Romania l’introduzione di restrizioni al traffico di mezzi pesanti, il che ha fatto sì che il traffico di veicoli commerciali abbia incontrato difficoltà e che siano state registrate perdite in termini finanziari.

In tali condizioni, il trasporto ferroviario e, soprattutto, tutte le vie di navigazione interna e le rotte marittime brevi, nonché la comodalità, presentano vantaggi innegabili per quanto riguarda la diminuzione della pressione sulle infrastrutture stradali. E’ assolutamente necessario riavviare il dibattito sul cofinanziamento delle reti di trasporto transeuropee, poiché, per fare degli investimenti così ingenti nell’infrastruttura europea, non basta assumersi degli impegni finanziari a livello nazionale, aldilà della loro entità e per quanto possano essere buone le intenzioni alla loro base, essi sono insufficienti, soprattutto nel caso dei nuovi Stati membri.

La Commissione deve tenerlo presente e stanziare ulteriori fondi a partire dal 2008. Vorrei soffermarmi sull’importanza della raccomandazione della relatrice indirizzata agli Stati membri di stilare dei piani di azione nazionali per la logistica del trasporto di merci, unitamente al piano di azione generale dell’Unione europea. All’interno di tali piani nazionali, è necessario dare peso soprattutto ai trasporti transfrontalieri verso e da paesi terzi, nonché alla sicurezza dei trasporti. Questi piani possono contribuire concretamente al miglioramento della gestione in via prioritaria e all’assorbimento del finanziamento del Fondo strutturale e di coesione, con l’obiettivo di migliorare e ampliare l’infrastruttura dei trasporti, nonché a migliorare la cooperazione fra i progetti TEN e Marco Polo a livello transfrontaliero.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (PSE).(PL) Signor Presidente, desidero congratularmi con l’onorevole Ayala Sender per la sua eccellente relazione.

Vorrei sollevare due questioni specifiche: in primo luogo, anch’io accolgo con favore il punto della relazione che sottolinea l’intenzione da parte della Commissione europea di studiare la possibilità di creare un documento di trasporto unico per tutti i modi di trasporto. Si tratta di un annuncio molto interessante, che potrebbe sostenere l’interoperabilità, promuovere il trasporto intermodale, che non richiede investimenti di denaro e potrebbe contribuire a integrarci in grande misura.

La seconda questione, che ritengo essere anch’essa di grande importanza, è la creazione di un sistema di formazione e perfezionamento professionali nel campo dei trasporti e della logistica, in modo da creare un sistema per il riconoscimento reciproco delle qualifiche e delle competenze; questo punto si riferisce al paragrafo 17. Sostengo senz’altro questo progetto per le ragioni cui ho accennato in precedenza.

La terza questione che vorrei sollevare riguarda Schengen e, più in particolare, come i nuovi Stati membri dovranno introdurre i suoi principi in pratica.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE).(FR) Signor Presidente, desidero ringraziare anch’io l’onorevole Ayala Sender per l’eccellente lavoro che darà luogo oggi a una relazione d’iniziativa – proprio mentre noi discutiamo di questa forma di lavoro in seno al Parlamento – sulla logistica delle merci in Europa, tema molto concreto per i nostri concittadini, cosa che è già stata ribadita più volte in questa sede.

Siccome occorre essere veloci, due idee principali. La prima riguarda il fatto che è più che mai essenziale tener conto delle questioni logistiche nella nostra strategia globale per il trasporto delle merci, ma soprattutto tenendo conto della logistica urbana e dei problemi legati alla logistica nelle città.

La seconda idea, e parlo in qualità di membro della commissione per i bilanci, è la seguente: gli investimenti consentiti dall’Unione devono includere il finanziamento delle infrastrutture logistiche. Conoscete bene lo sconcerto che abbiamo provato di fronte all’importo dei fondi stanziati a favore delle reti transeuropee dei trasporti, e conto sul suo sostegno, signor Commissario, affinché gli Stati membri intensifichino i loro sforzi – a patto che riusciate a convincerli – quando si tratterà di rinegoziare le prospettive finanziarie.

Vorrei infine sottolineare, come hanno già fatto molti colleghi stasera, la posizione espressa riguardo alla circolazione in Europa dei mezzi pesanti di oltre 60 tonnellate, i gigaliner, che non corrispondono agli obiettivi europei né in materia di sicurezza né in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile, come diversi colleghi hanno sottolineato molto bene.

 
  
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  Corien Wortmann-Kool (PPE-DE).(NL) Signor Presidente, signor Commissario, la logistica è una tematica che riguarda principalmente l’industria e il settore dei trasporti e a mio avviso è in questo ambito che dovrebbe rimanere. Si tratta di considerazioni in cima all’agenda europea e globale, ed è per questo motivo che accogliamo con favore la proposta della Commissione. Ma è necessario concentrare gli sforzi sulla garanzia di un quadro migliore anziché su ulteriori norme o divieti a livello europeo. E’ necessario semplificare la normativa, e sono lieta che abbiamo snellito considerevolmente il progetto di relazione della relatrice.

Vorrei aggiungere qualcosa riguardo agli ostacoli esistenti nel campo della logistica. L’anno passato discutemmo in questa Assemblea la relazione Naiades. Diamo il nostro pieno sostegno alla Commissione a questo riguardo, perché vi sono molti ostacoli anche nel campo del trasporto sulle vie di navigazione interna, e spero che l’Esecutivo non tarderà a presentare le sue prime proposte al Parlamento. Un altro ostacolo nel campo della logistica è la restrizione imposta a questi veicoli da 60 tonnellate. Sono a favore del compromesso raggiunto, ovvero che gli Stati membri devono poter decidere se applicare o meno questa disposizione, ma mi rendo anche conto vi è un numero incredibile di miti al riguardo, per non dire “megamiti”. Presto sarà condotto uno studio, signor Commissario. La esorto innanzi tutto a studiare le rotte internazionali. Concordo con l’onorevole Jarzembowski quando dice che non dobbiamo far entrare i gigaliner nelle nostre città e nei nostri paesi. Ma sulle lunghe distanze dove non vi è alcuna alternativa va bene. Atteniamoci quindi ai dati di fatto. Attendo le vostre conclusioni con interesse.

 
  
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  Zita Gurmai (PSE).(HU) Ringrazio l’onorevole Ayala Sender per la sua eccellente relazione, con la quale ha dato un quadro d’insieme molto ampio, abbracciando tutti gli ambiti, cosa che contribuirà a stilare il piano di azione della Commissione.

Si tratta di un investimento nel futuro dell’economia europea per una logistica dei trasporti delle merci puntuale ed efficace in tutta l’Europa. La sua esistenza contribuirà a uno sviluppo economico sostenibile, a migliorare la competitività e lo sviluppo regionale. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo saranno necessari sempre più qualità, una logistica più puntuale, efficace e sicura e, cosa più importante, l’armonizzazione dei metodi di trasporto così che l’efficienza e i vantaggi dei singoli metodi possano essere sfruttati appieno. Ciò richiede le giuste condizioni tecniche, pratiche ed economiche.

E’ necessario condurre valutazioni d’impatto che si basino su una strategia unificata per lo sviluppo della logistica. E’ importante separare i ruoli dello Stato e del settore privato. Una logistica efficiente è fondamentale per raggiungere una mobilità sostenibile. Delle soluzioni logistiche mature contribuiscono all’ottimizzazione del trasporto delle merci, e perciò è anche utile tenere conto delle opportunità per il sostegno alla ricerca e allo sviluppo nel campo della logistica.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE).(PT) Con la presente relazione di iniziativa, e approfitto dell’occasione per congratularmi con la relatrice, speriamo di contribuire alla definizione di un quadro strategico per la logistica delle merci nell’Unione europea. La logistica va concepita come uno strumento necessario per una pianificazione e un’implementazione efficace nell’ambito di un utilizzo equilibrato e sostenibile dei diversi modi di trasporto.

La logistica è quindi al centro di un processo di razionalizzazione, in modo da raggiungere nel futuro il massimo della competitività e della sostenibilità. Benché la logistica moderna comporti vantaggi nel campo dell’efficacia economica e della competitività, dell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse, della creazione di opportunità d’impiego, della tutela ambientale e del miglioramento della sicurezza, occorre ammettere che vi sono ancora problemi da risolvere, fra cui il cronico sottofinanziamento delle reti transeuropee, in cui si inserisce lo sviluppo della logistica delle merci. E’ poi necessario esplorare forme di finanziamento alternativo, ricorrendo a iniziative pubblico-privato, alla Banca europea per gli investimenti, ai Fondi strutturali, e così via.

Un altro punto che va sottolineato, incluso opportunamente nella presente relazione, riguarda la necessità che il già citato piano d’azione della Commissione preveda misure per la lotta alla criminalità organizzata nel settore dei trasporti internazionali di merci, migliorando la sicurezza dei carichi contro furti, rapine e pirateria stradale. E’ compito delle autorità pubbliche regolare questo e altri aspetti e, d’altro canto, facilitare il trasporto multimodale di merci, attività essenzialmente imprenditoriale. Le misure come i costi amministrativi unici e la riduzione della burocrazia diminuiscono i costi e garantiscono un’economia più sana e competitiva nel settore.

Visto l’alto tasso di crescita previsto nel campo del trasporto di merci, il futuro della logistica sarà di importanza fondamentale per fare in modo che possiamo beneficiare di trasporti efficienti, sostenibili, accessibili e sicuri. In tale modo siamo certi che la logistica costituirà sempre più uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi di Lisbona.

 
  
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  Teresa Riera Madurell (PSE).(ES) Signor Presidente, signor Commissario, una logistica delle merci efficiente non può essere disgiunta dalla coesione territoriale, aspetto descritto nella sua relazione dall’onorevole Ayala, con la quale vorrei congratularmi per il suo lavoro serio e rigoroso. In tale contesto, vorrei chiedere alla Commissione di prestare particolare attenzione ai problemi specifici dei territori insulari, per i quali il trasporto marittimo ha un importanza particolare.

La semplificazione delle procedure, l’affrontare i problemi dei porti insulari, come i sovracosti dovuti alle limitazioni di mercato, o come incoraggiare la costruzione di nuove infrastrutture mediante le reti transeuropee e i Fondi strutturali e di coesione, sono tutte misure che contribuiranno a migliorare lo sviluppo economico e la competitività delle isole.

Vorrei concludere chiedendo alla Commissione che sia riservata alle esigenze specifiche delle isole una considerazione particolare nel futuro piano d’azione sulla logistica dei trasporti che verrà prossimamente presentato.

 
  
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  Reinhard Rack (PPE-DE). (DE) Signor Presidente, l’attuale politica dei trasporti europea pone l’accento su un maggiore impiego del software nel settore, vale a dire su soluzioni più intelligenti mirate ad aumentare l’efficienza, ma anche al servizio degli interessi della tutela ambientale e della salute. Non mi soffermerò sulle ragioni di questa inversione di rotta, ma essa è senz’altro dovuta al fatto che mancano i fondi per nuove infrastrutture più grandi –basti pensare a tale riguardo al poco lusinghiero capitolo del finanziamento delle reti transeuropee eccetera.

Con queste premesse è particolarmente importante far sì che nuovi mezzi non rientrino sulle strade austriache ed europee dalla finestra. Mi riferisco – e non sono il primo – agli automezzi pesanti da 60 tonnellate, o gigaliner o comunque li si voglia chiamare. In ogni caso, non possono essere consentiti in un’infrastruttura non all’altezza. In un territorio pianeggiante con poco traffico forse rappresentano una buona soluzione, ma nelle regioni montuose e densamente edificate sarebbe decisamente la soluzione sbagliata. In Austria non siamo assolutamente attrezzati per dei mezzi superpesanti. Negli ultimi mesi abbiamo visto a più riprese quali siano le conseguenze per i ponti e per il carico cui sono sottoposti. Non siamo assolutamente interessati a crearci nuovi problemi. Questo non è neanche nell’interesse della politica dei trasporti e soprattutto non è nell’interesse della politica in materia sanitaria e ambientale.

Se non riusciamo a raccogliere nuovi fondi a livello europeo per i costi esterni delle autentiche infrastrutture, allora dovremmo lasciare le cose così come sono, oppure, nel caso specifico, lasciare i gigaliner nella Finlandia del nord.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, vi ringrazio per esservi uniti alla relatrice nel sottolineare l’importanza della logistica, non solamente dal punto di vista economico, ma anche per quanto riguarda gli aspetti ambientali e sociali. E’ necessario – e credo che a tale riguardo il giudizio sia unanime – far progredire la logistica, renderla più efficace, più rispettosa dell’ambiente. La relazione dell’onorevole Ayala Sender lo afferma chiaramente, cosa che accolgo con favore.

Nel piano d’azione per la logistica che verrà pubblicato entro la fine di ottobre, riconoscerete una serie di proposte da voi espresse di cui ho preso atto con molta attenzione questo pomeriggio. Signor Presidente, poiché non ho a disposizione molto tempo per rispondere, accennerò semplicemente alle norme relative alle dimensioni dei mezzi pesanti. Essendo tale questione forse una fra le più controverse, non riusciremo a discuterne in maniera esaustiva oggi. Mi limiterò a fare qualche osservazione.

E’ un dato di fatto che attualmente la maggioranza delle merci è trasportata su gomma, anche se negli anni a venire vorremmo dirottare molto più traffico verso gli altri modi di trasporto. E’ necessario analizzare tutte le misure destinate a migliorare l’efficacia di tale modo di trasporto e a ridurre il suo impatto ambientale.

Tale analisi deve inoltre vertere sulla normativa in materia di dimensioni degli autocarri, la direttiva 96/53. Credo che sia necessario considerare tutte le modifiche con molta cautela, perché le ripercussioni possono essere complesse. Occorre valutare le ripercussioni che autocarri più larghi o più pesanti potrebbero avere sull’infrastruttura, la sicurezza, l’ambiente, l’economia degli spedizionieri e dei vettori, nonché per la concorrenza intermodale.

Ancora una volta, vorrei che affrontassimo tali questioni con molta serietà, ed è per questo motivo che i miei servizi avvieranno uno studio che consentirà di valutare le esperienze del passato. I risultati di tale studio ci permetteranno quindi, onorevoli deputati, di discutere insieme di tutte le sfumature di questa tematica così importante, tematica che non può essere affrontata alla leggera.

Questo per quanto concerne il mio primo punto. Concludo rapidamente, signor Presidente, devo dire troppo rapidamente, ma rispetto il calendario del Parlamento.

La seconda questione di rilievo che richiede anch’essa l’impiego della logistica riguarda le infrastrutture. E’ stata sollevata la questione del finanziamento delle infrastrutture. Vorrei segnalare il nuovo programma Marco Polo II, che ci permetterà di finanziare delle soluzioni logistiche a sostegno del trasferimento modale o della riduzione del traffico.

Infine, il tema della formazione delle risorse umane. L’onorevole Rack, che mi ha preceduto come oratore, ha parlato giustamente di una nuova cultura che deve essere sviluppata. E’ proprio questo il punto centrale al quale si torna sempre, ovvero le donne e gli uomini che sono responsabili delle attività di trasporto e che devono inoltre padroneggiare tutta una serie di nuove discipline per poter rendere il trasporto veramente più efficace e la mobilità più sostenibile, ovvero più conveniente per quanto riguarda i problemi ambientali.

Vorrei ringraziare di cuore il Parlamento e terrò in grande considerazione la presente relazione e la discussione alla quale ha dato luogo.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani.

 
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