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Procedura : 2007/0025(CNS)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A6-0282/2007

Discussioni :

PV 04/09/2007 - 21
CRE 04/09/2007 - 21

Votazioni :

PV 05/09/2007 - 7.1
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0371

Resoconto integrale delle discussioni
Martedì 4 settembre 2007 - Strasburgo Edizione GU

21. Latte conservato destinato all’alimentazione umana (modifica della direttiva 2001/114/CE) - Organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (modifica del regolamento (CE) n. 1255/1999) – Disposizioni complementari dell’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (modifica del regolamento (CE) n. 2597/97) (discussione)
Processo verbale
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca la discussione congiunta:

– la relazione, presentata dall’onorevole Elisabeth Jeggle a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2001/114/CE, relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana [COM(2007)0058 – C6-0083/2007 –2007/0025(CNS)] (A6-0282/2007),

– la relazione, presentata dall’onorevole Elisabeth Jeggle a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1255/1999 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari [COM(2007)0058 – C6-0084/2007 –2007/0026(CNS)] (A6-0283/2007), e

– la relazione, presentata dall’onorevole Elisabeth Jeggle a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2597/97 che fissa le disposizioni complementari dell’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari per quanto riguarda il latte alimentare [COM(2007)0058 – C6-0085/2007 – 2007/0027(CNS)] (A6-0284/2007).

 
  
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  Mariann Fischer Boel, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare il Parlamento, la commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale e in modo particolare la relatrice, l’onorevole Jeggle, per una relazione molto costruttiva concernente il mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario.

Il pacchetto contiene emendamenti per tre atti giuridici. Il primo riguarda la direttiva sul latte conservato, per il quale adesso consentiamo la standardizzazione del contenuto proteico, in piena conformità con le norme del Codex. Questo dà seguito a una richiesta di vecchia data dell’industria lattiero-casearia e degli esportatori di latte in polvere europei, e migliorerà la loro posizione nei confronti della concorrenza.

Non solo l’industria e il commercio, ma anche i produttori di latte, ovvero gli agricoltori europei, ne trarranno dei benefici, dal momento che questa standardizzazione delle proteine può garantire una maggiore valorizzazione del latte. Inoltre, la prevista forte crescita della domanda assorbirà la crescita nella misura in cui le proteine sono disponibili. Accolgo con favore il pieno sostegno da voi assicurato alla proposta.

La seconda proposta riguarda l’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. A tale riguardo proponiamo tutta una serie di adeguamenti in relazione ai quali il Parlamento europeo ha espresso il suo pieno sostegno. Tra questi figura la proposta di ridurre il prezzo d’intervento per il latte in polvere scremato come un risultato corrispondente del contenuto proteico inferiore dovuto alla standardizzazione. Vi si contempla l’eliminazione del regime di prezzi soglia per ogni Stato membro nel regime d’intervento del burro. Inoltre, è prevista l’abolizione delle quantità nazionali per il burro come un criterio di ammissibilità per ottenere aiuti, nonché l’abolizione degli aiuti, ormai obsoleti, alle forze armate e l’abbandono dell’utilizzo obbligatorio delle licenze d’importazione.

Il vostro emendamento relativo al mantenimento dell’ammasso privato di panna e latte in polvere scremato è un po’ una sorpresa, visto che tali regimi non sono mai stati applicati nella pratica e possono essere considerati obsoleti. Inoltre, l’ammasso privato viene mantenuto per il burro, motivo per cui non vi è alcun bisogno di tenere in vita il sistema relativo alla panna.

Per quanto riguarda i vostri emendamenti relativi al regime di distribuzione di latte nelle scuole, ci troviamo sulla stessa lunghezza d’onda. Come abbiamo proposto, il regime sarà semplificato introducendo un tasso unico di aiuto. La Direzione generale dell’agricoltura aveva già vagliato le diverse opzioni relative alla revisione della distribuzione di latte nelle scuole e aveva invitato gli Stati membri a presentare proposte volte a migliorare il regime, nonché proposte di prodotti supplementari da includere nel regime stesso. Le relative modifiche del regime verranno presto presentate in seno al comitato di gestione per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Spero che sia possibile raggiungere un accordo fra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione sull’aumento degli aiuti alla distribuzione di latte nelle scuole, di 18,15 euro per ogni 100 chilogrammi.

Per quanto riguarda l’emendamento che prevede la creazione di un fondo lattiero-caseario in modo da finanziare un programma di ristrutturazione, vorrei sottolineare che le proposte contenute nel mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario non hanno propriamente una finalità di ristrutturazione. Pertanto, mi riesce difficile capire il nesso fra queste misure tecniche e semplificative, da una parte, e la necessità percepita di inserire una nuova voce di bilancio relativa al fondo lattiero-caseario. In vista delle prossime discussioni sulla valutazione dello stato di salute e delle varie discussioni che avremo in futuro sulla politica agricola comune, è opportuno che si svolgano discussioni sulla necessità di adottare misure adeguate a favore del settore lattiero-caseario.

Il terzo atto riguarda la liberalizzazione del mercato del latte alimentare, dove prendo atto che siamo parimenti sulla stessa lunghezza d’onda. La proposta di eliminare la tolleranza dello 0,2 per cento per il tenore di materia grassa mi sembra accettabile. Proponete inoltre che sia inserito un riferimento alla direttiva 2000/13/CE. Vi faccio notare che tale direttiva vige automaticamente.

In conclusione, noto con soddisfazione che le nostre vedute coincidono. Vi ringrazio per il lavoro da voi svolto, e sarò ben lieto di prendere parte al prosieguo della discussione di questa sera.

 
  
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  Elisabeth Jeggle (PPE-DE), relatore. – (DE) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, l’attuale congiuntura, fortemente positiva e stabile per i mercati del latte e dei prodotti dell’industria lattiero-casearia, e la conseguente crescita dei relativi prezzi sono sulla bocca di tutti. La rapida crescita dei prezzi del latte getta per gli agricoltori nuova benzina sul fuoco della controversa discussione sulle quote.

Onorevoli colleghi, oggi desidero discutere del mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario e, innanzi tutto, vorrei approfittarne per ringraziare lei, signora Commissario, oltre ai suoi collaboratori per l’ottima cooperazione offerta. Avete presentato tre buone proposte, ben motivate, alle quali il Parlamento non ha da aggiungere molto in termini di emendamenti. Comunque sono dell’avviso che con i nostri emendamenti offriamo spunti di riflessione che, speriamo, troveranno riscontro presso la Commissione e il Consiglio, così come è già successo in seno alla commissione per l’agricoltura.

La prima relazione presentata dalla Commissione contiene emendamenti relativi alla direttiva del Consiglio relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana. In tale relazione la Commissione propone una standardizzazione della materia proteica, fissando il minimo al 34 per cento, espresso in percentuale della materia secca sgrassata. Mediante tale standardizzazione i produttori europei possono competere con i produttori di paesi terzi a pari condizioni. Tale semplificazione del commercio internazionale è un elemento positivo, e ne è testimone anche il fatto che la presente relazione è stata approvata dalla commissione per l’agricoltura senza emendamenti e con un solo voto contrario.

Questa standardizzazione comporta risparmi, e per tale motivo nella seconda relazione ho proposto un fondo lattiero-caseario per far sì che il denaro risparmiato rimanga nel settore in questione. La proposta della Commissione sull’emendamento del regolamento relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari prevede alcuni importanti adeguamenti tecnici che porteranno indubbiamente anche a dei miglioramenti.

In primo luogo, la riduzione del prezzo d’intervento per il latte magro in polvere di una media del 2,8 per cento. L’abolizione della soglia di attivazione dell’intervento per il burro, l’abolizione delle classi nazionali di qualità del burro, l’introduzione di una definizione di qualità univoca, l’abolizione dell’aiuto allo smercio in favore delle forze armate, nonché la soppressione dell’obbligo dei titoli di importazione. In questo modo snelliamo la burocrazia.

Tuttavia, sono decisamente contraria all’abolizione dell’ammasso privato della panna e del latte scremato in polvere, che costituisce una rete di sicurezza, e ritengo che dovremmo intavolare tale discussione nell’ambito della verifica dello stato di salute e non nell’ambito del mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario. Inoltre la proposta di introdurre un tasso unico di aiuto per la distribuzione di latte nelle scuole è, senza alcuna ombra di dubbio, giusta. A causa dell’importanza della distribuzione di latte nelle scuole per l’alimentazione l’aiuto ai prodotti che rientrano in questa normativa dovrebbe però essere aumentato considerevolmente, da 16,11 euro per ogni 100 chilogrammi a 18,15 euro per ogni 100 chilogrammi. Inoltre la gamma dei prodotti che ne beneficiano deve essere allargata il prima possibile.

Vi sono nuovi interessanti prodotti lattieri, caseari e latticini per tutte le preferenze e i gusti, e con dei programmi scolastici innovativi potremmo stimolare la curiosità dei bambini e fare qualcosa di positivo nel campo dell’alimentazione. I risparmi derivanti dalla standardizzazione della materia proteica, che nel periodo 2008-2013 ammonteranno probabilmente a 117,3 milioni di euro, nonché altri eventuali risparmi nell’ambito dell’organizzazione dei mercati nel settore del latte dovrebbero essere utilizzati per sostenere le riforme nel settore lattiero-caseario. Sarei lieta, signora Commissario, se tale questione venisse discussa anche nel corso della verifica dello stato di salute.

Questo compito dovrebbe facilitare l’attuazione del fondo lattiero-caseario da noi proposto. Le risorse dovrebbero essere utilizzate per la promozione del settore lattiero-caseario, al fine di migliorare la sensibilizzazione nel campo dell’alimentazione, nonché per ulteriori politiche di accompagnamento e la modernizzazione della produzione di latte, soprattutto in condizioni difficili e nelle regioni montuose. La seconda relazione è stata approvata dalla commissione all’unanimità.

La terza relazione riguarda il latte alimentare. La relazione propone una maggiore flessibilità nel definire il latte alimentare. Il regolamento attualmente in vigore prevede tre categorie di latte alimentare che può essere prodotto e lavorato nella Comunità. Il latte scremato prevede un massimo dello 0,5 per cento di materia grassa, il latte parzialmente scremato dall’1,5 all’1,8 per cento e il latte intero un minimo del 3,5 per cento.

La proposta della Commissione di consentire la produzione e commercializzazione del latte che non corrisponde alle tre categorie summenzionate, a patto che il tenore di materia grassa indicato sull’etichetta sia chiaro e leggibile, è giusta. Mediante tale misura di liberalizzazione non solo vengono eliminate le deroghe a livello nazionale, bensì viene incrementata la libertà di scelta dei consumatori, il che potrebbe contribuire ad una ripresa del commercio all’interno della Comunità.

Per evitare ambiguità, il tenore di materia grassa del latte deve essere indicato in valore percentuale ed essere ben visibile sulla confezione nelle immediate vicinanze della definizione del prodotto. Ritengo però che un margine di tolleranza del +/- 0,2 per cento nell’indicare il tenore di materia grassa sia superfluo, dal momento che una normativa del genere porterebbe non chiarezza, bensì maggiori difficoltà nella sua applicazione.

Entrambi questi emendamenti, come del resto la terza relazione, sono stati anch’essi approvati dalla commissione all’unanimità. Sulla base della posizione univoca della commissione per l’agricoltura sono convinto che l’intero mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario sarà approvato nel corso della votazione di domani con una netta maggioranza.

Tuttavia, non posso approvare i tre emendamenti proposti dal gruppo ALDE. Essi non apportano alcun miglioramento sostanziale della relazione, il terzo emendamento riguarda solamente la distribuzione di latte nelle scuole, e con ciò lo scopo che ci prefiggiamo, che è migliorare l’offerta per tutta la gamma di prodotti, rischia di slittare in secondo piano. Per tale motivo mi vedo purtroppo costretta a respingere anche tale emendamento.

Vorrei ringraziare sentitamente tutti i colleghi della commissione per l’agricoltura e del gruppo. Li ringrazio per la loro fiducia e per la collaborazione fornita.

 
  
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  Struan Stevenson, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN) Signor Presidente, desidero innanzi tutto congratularmi con l’onorevole Jeggle per le sue tre relazioni, altresì note come il mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario. Fin dall’inizio era ben chiaro che vi era un consenso diffuso sulle sue relazioni, cosa che è stata dimostrata dal Commissario. Gli onorevoli parlamentari hanno richiesto il presente dibattito per poter discutere le questioni che riguardano in generale l’industria lattiero-casearia europea, e io non faccio eccezione.

Fino a non molto tempo fa, i caseifici erano il fanalino di coda del settore agricolo britannico. A causa di pratiche economiche poco trasparenti, che permettono ai supermercati di tenere il prezzo del latte a 17 centesimi al litro, mentre lo rivendono al pubblico a 50 centesimi al litro, molti produttori di latte stavano chiudendo nel Regno Unito. Vale la pena ricordare che, anche a 50 centesimi al litro, il latte costa ancora la metà dell’acqua in bottiglia nei nostri supermercati, e una bottiglia d’acqua non figlia, né bisogna chiamare il veterinario per farla visitare.

Fino a non molto tempo fa, dei 27 Stati membri dell’Unione europea solo in Slovacchia, Estonia, Ungheria e Lituania il prezzo del latte era inferiore a quello del Regno Unito, e il risultato è che negli ultimi cinque anni, nella mia circoscrizione in Scozia, circa 500 produttori di latte hanno chiuso i battenti. Attualmente, secondo le stime, in Scozia sono rimasti 1 400 produttori di latte: questa è la situazione. Si stima che in tutto il Regno Unito un produttore di latte scompare dal settore ogni giorno.

Solo ora che a livello mondiale i prezzi dei cereali, in particolare quello del grano, sono quasi raddoppiati, facendo rialzare il prezzo dei mangimi, e visto che la pressione sui terreni agricoli produttivi sta aumentando per via dei biocombustibili e altre colture non alimentari, alcuni supermercati hanno infine iniziato a farsi prendere dal panico all’idea che possa veramente esservi una scarsità di latte e di conseguenza hanno cominciato a pagare ai produttori di latte un prezzo leggermente più alto. Finalmente, i produttori di latte stanno intravedendo un po’ di luce alla fine del tunnel e stanno perlomeno percependo più del costo che sopportano per la produzione.

 
  
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  Rosa Miguélez Ramos, a nome del gruppo PSE. – (ES) Signor Presidente, anch’io vorrei innanzi tutto congratularmi con la relatrice per il suo eccellente lavoro, che ci ha consentito di sentirci sempre a nostro agio con le sue proposte. Vorrei inoltre ringraziarla per aver accettato l’emendamento orale da me presentato, relativamente alla distribuzione di latte nelle scuole.

Detto questo, desidero ribadire la mia posizione critica nei confronti dell’anticipo di miniriforma, allorché attendiamo una riforma che vada a fondo dell’organizzazione comune dei mercati entro l’anno prossimo e di una verifica dello stato di salute della PAC in novembre, della quale, ancora non sappiamo, signora Commissario, se avrà ripercussioni su questo settore.

Ma oggi l’attualità –e l’onorevole Stevenson lo ha anticipato – ci porta in un’altra direzione. La crisi dei prezzi dei prodotti agricoli ha ridato forza al dibattito nel campo agroalimentare in Europa.

Non concordo riguardo alla sua previsione sulla crisi del settore lattiero. A mio avviso, la causa principale dell’aumento del prezzo del latte non è da ricercarsi nell’aumento del consumo in Asia, bensì nel basso livello di produttività nella Comunità. L’ultimo raccolto ha fatto infatti registrare i livelli più bassi degli ultimi 15 anni.

Secondo alcune organizzazioni l’Europa, per coprire il proprio fabbisogno, necessiterebbe di un miliardo di litri in più all’anno. Ciò che è certo è che, al giorno d’oggi, i consumatori sono schiacciati dalla crescita dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità e gli agricoltori dalla crescita dei prezzi dei mangimi.

Ciononostante, sono dell’opinione, come lei, che lo sviluppo della produzione di biocarburanti non rappresenti la causa di fondo, o quella più importante, dell’aumento del prezzo di questi ultimi; non ci lasciamo ingannare, ve ne sono altre. Né la diminuzione della messa a riposo, né l’eliminazione della stessa saranno sufficienti per stabilizzare i prezzi.

La Commissione dovrebbe prestare molta attenzione agli altri tipi di speculazione che si sanno verificando, come quelle che si stanno profilando sui mercati borsistici, perché i grandi gruppi potranno, e di fatto già lo fanno, trasferire l’aumento dei prezzi delle materie prime ai consumatori, senza incontrare grandi difficoltà, ma questo creerà grandi difficoltà per i produttori locali, dal momento che la crescita penalizzerà soprattutto le piccole e medie imprese più fragili.

La crescita dei prezzi – l’onorevole Stevenson l’ha evidenziato poc’anzi – per il momento infatti non si ripercuote sul prezzo incassato dagli allevatori, i quali sono responsabili del divario fra il prezzo che viene loro pagato e il prezzo che i consumatori pagano ad una politica agricola comune che incentiva l’abbandono.

In tali circostanze, signora Commissario, vorrei dirle che il fatto che l’eliminazione comincerà in maniera graduale non si sposa bene con le nostre dichiarazioni.

Il disagio degli allevatori, che non hanno più certezze su qualcosa che consideravano un bene proprio, ovvero la quota, di cui viene annunciata la prossima abolizione, è uno degli ostacoli per il rilancio della produzione di latte in Europa, così come lo fu a suo tempo la forte riduzione del prezzo del latte, che costrinse molti produttori a orientarsi verso culture più redditizie e con meno carico di lavoro, produttori che non potranno approfittare dell’attuale crescita dei prezzi.

Alle difficoltà che gravano sull’allevatore/produttore di latte si vanno ad aggiungere le difficoltà legate all’acquisizione di quote, e quelle legate all’acquisizione di bestiame... Lei sa, signora Commissario, che in questo momento gli allevatori europei sono costretti a comprare vacche da latte in paesi come il Canada o gli Stati Uniti, dal momento che il mercato comunitario non offre bestiame in vendita?

Pertanto, signora Commissario, la esorto a fornire una risposta – e spero che l’avremo – che sia consona a questo nuovo scenario, uno scenario impensabile fino a solo un anno fa, le cui ripercussioni sul settore agroalimentare dovranno essere oggetto di una discussione.

A mio avviso non si tratta, come ho letto sul suo blog, di sperare che la competitività degli agricoltori europei sui mercati mondiali non ne risenta troppo, bensì di reagire prontamente per evitare che ciò si verifichi.

 
  
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  Kyösti Virrankoski, a nome del gruppo ALDE. – (FI) Signor Presidente, innanzi tutto vorrei ringraziare la relatrice, l’onorevole Jeggle, per le sue eccellenti relazioni. Il latte rappresenta uno dei principali settori della produzione agricola. E’ tanto più importante in quanto la produzione di carni di manzo dipende in larga misura dai vitelli delle aziende casearie e dagli allevamenti. La produzione di latte si presta inoltre molto bene alle regioni con le condizioni naturali più avverse. Ad esempio, l’allevamento per la produzione di prodotti lattiero-caseari nell’Europa settentrionale può sfruttare efficacemente il fatto che la terra arabile vi costituisce un’eccellente fonte di mangime grezzo, il che rende la produzione resistente alla pioggia, alle ghiacciate e ad altre condizioni naturali avverse.

Le proposte all’esame semplificheranno le norme comunitarie nel campo dell’industria lattiero-casearia. Il regime delle classi di qualità del burro verrebbe semplificato, la rigorosa classificazione relativa al tenore di materia grassa abolita, gli aiuti alla distribuzione del latte nelle scuole verrebbero svincolati dal loro tenore di materia grassa e il regime di interventi reso più chiaro. Tutte queste misure sembrano essere positive e vorrei ringraziare il Commissario Fischer Boel per queste riforme.

La questione centrale riguarda la riforma del settore lattiero-caseario nel suo complesso, che dovrà aver luogo nel futuro prossimo in concomitanza con la verifica dello stato di salute, ovvero il riesame intermedio della PAC, che si concentrerà soprattutto sulle quote latte.

L’attuale equilibrio nel campo della produzione di latte è stato raggiunto grazie alle quote latte. E’ grazie a esse che la montagna di 1 300 milioni di chili di burro, cifra che venne raggiunta alla fine degli anni ottanta, si è sciolta e che è stato possibile al contempo garantire ai consumatori una fornitura costante e una gamma di prodotti agricoli variegata. E’ stato inoltre creato un quadro prevedibile in cui i produttori di latte possano sviluppare la produzione.

A mio parere, è nella responsabilità dell’Unione europea di garantire dei quadri prevedibili per la produzione di latte anche nel futuro. Ciò è importante perché gli investimenti richiesti vengono fatti per coprire lassi di tempo di decenni, e tali investimenti sono degli importi molto ingenti per delle aziende familiari. Inoltre, la regolamentazione della produzione è un processo lento, perché ci vogliono circa due anni prima che le vacche siano pronte per la produzione. E’ pertanto nell’interesse sia dei consumatori che dei produttori di mantenere le quote latte. Se le quote saranno abolite ciò significherà che gli investimenti che i produttori hanno fatto comprando quote latte, stabilizzando quindi le condizioni di produzione, sono stati inutili. Sulla base di tali osservazioni vorrei esprimere il mio sostegno alle relazioni presentate.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk, a nome del gruppo UEN. (PL) Signor Presidente, signora Commissario, prendendo la parola in questa discussione, vorrei richiamare l’attenzione sulle seguenti questioni: in primo luogo, vorrei esprimere il mio sostegno alla proposta della relatrice che il denaro risparmiato grazie a questa riforma, ovvero 117 milioni di euro, potrebbe essere utilizzato per istituire un fondo lattiero-caseario.

In secondo luogo, tale fondo dovrebbe recare vantaggi soprattutto ai produttori e alle industrie di trasformazione del latte che, a seguito della crescente liberalizzazione del mercato, devono ristrutturare le loro aziende, e dovrebbe inoltre promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari e soprattutto aumentare il sostegno finanziario alla fornitura di latte e prodotti lattiero-caseari alle scuole.

In terzo luogo, la proposta della Commissione relativa all’abolizione delle tre categorie di latte esistenti finora, ovvero scremato, parzialmente scremato e intero, è anch’essa degna del nostro sostegno. Ciò permetterà di presentare sul mercato del latte con qualsiasi tenore di materia grassa, a condizione che questa sia chiaramente indicata sulla confezione.

Pur sostenendo le soluzioni contenute nelle relazioni presentate dall’onorevole Jeggle, vorrei ricordare al Commissario Fischer Boel che è necessario discutere approfonditamente delle quantità prodotte e del futuro delle quote latte in vigore nell’Unione europea, poiché sono palesemente ingiuste, soprattutto per i nuovi Stati membri. Signora Commissario, lei ha promesso che tale discussione avrebbe avuto luogo quando rispose all’interrogazione da me rivolta in materia alla Commissione nell’ottobre 2006.

Un paese come la Polonia, con 38 milioni di abitanti, ha una quota di circa 9 milioni di tonnellate, il che corrisponde a 0,23 tonnellate per abitante, a fronte di 0,33 tonnellate in Germania, 0,39 tonnellate in Francia e ben 0,67 tonnellate nei Paesi Bassi. La Polonia, che anche ora ha eccellenti potenzialità per quanto riguarda lo sviluppo della produzione di latte, si trova, a soli tre anni dall’adesione all’Unione europea, molto vicina al limite massimo e non può sviluppare oltre il suo potenziale. Questo ha un effetto molto negativo sulla redditività delle aziende specializzate nella produzione di latte.

 
  
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  Alyn Smith, a nome del gruppo Verts/ALE. – (EN) Signor Presidente, mi unisco a quanti mi hanno preceduto nel congratularmi con la relatrice per l’eccellente lavoro svolto, che è riuscito nell’impresa di accontentare tutti. Vorrei inoltre elogiare la Commissione per aver agito in anticipo rispetto alla verifica dello stato di salute: si tratta di un lavoro di ottima fattura che era atteso da tempo.

Vorrei riepilogare il nostro punto di vista sui primi commenti relativi alla comunicazione della National Farmers’ Union of Scotland. Le modifiche proposte non avranno necessariamente un impatto diretto sui produttori, ma porteranno a una semplificazione, a risparmi sui costi e a un miglioramento dell’efficienza a monte della catena, il che, nel suo insieme, migliorerà la competitività del settore lattiero-caseario e dovrebbe quindi andare a vantaggio dei produttori sul mercato.

A mio parere, la semplificazione del regime di distribuzione di latte nelle scuole è una novità particolarmente positiva. Quale modo migliore di raggiungere così tanti obiettivi nel campo agricolo, economico e della sanità se non promuovendo il consumo da parte dei bambini europei di latte e di prodotti lattiero-caseari? E’ giunta sinceramente l’ora di rendere il regime più logico.

Devo unirmi al mio collega scozzese, purché di colore politico diverso, l’onorevole Stevenson, nel tessere le lodi del presente pacchetto. I produttori devono sopportare dei bassi prezzi perché la catena della fornitura ha già superato il punto di rottura, e troppi fra coloro che operano sul mercato abusano della loro posizione. Noi della Commissione e del Parlamento abbiamo fatto la nostra parte stasera, semplificando il regime. Potremmo chiederci come mai si era arrivati a un tale grado di complessità, ma l’importante è che abbiamo fatto quanto era richiesto stasera. Adesso le autorità garanti della concorrenza a livello nazionale ed europeo dovranno intervenire con decisione a fianco dei produttori che, a causa degli abusi commessi in particolare dai supermercati grazie alla loro posizione dominante, continuano a ricevere una miseria per i loro prodotti di qualità. Come ha detto la signora Commissario, la verifica dello stato di salute rappresenta una buona occasione, perché finché l’Unione europea non prenderà l’iniziativa per correggere la situazione, tutti gli egregi sforzi, come il presente pacchetto, continueranno a rimanere nell’oscurità e a perdersi nel fracasso.

 
  
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  Ilda Figueiredo, a nome del gruppo GUE/NGL. (PT) In generale condividiamo le proposte presentate dalla relatrice, l’onorevole Jeggle, nei suoi tre testi, segnatamente la proposta di destinare i risparmi di bilancio a un programma di ristrutturazione mirato a sostenere la commercializzazione, attraverso la promozione del consumo e la sensibilizzazione nutrizionale sulle quantità di latte e di prodotti lattiero-caseari.

Allo stesso modo, riteniamo importante consolidare dal punto di vista qualitativo e quantitativo il programma della distribuzione di latte nelle scuole, ampliando la gamma di prodotti che possono esservi inclusi, di modo che il programma possa funzionare come un vero programma di promozione del consumo del latte e dei prodotti lattiero-caseari, tenendo maggiormente conto delle preferenze dei bambini e dei giovani, senza trascurare le preoccupazioni di natura nutrizionale e le consuetudini alimentari.

Siamo favorevoli inoltre affinché vi siano regole molto chiare riguardo all’etichettatura del latte alimentare, perché a nostro parere è giusto che il tenore di materia grassa sia parte integrante della denominazione di vendita del prodotto.

In conclusione, un riferimento al momento che stiamo attraversando, quando la produzione di latte comincia a non soddisfare la domanda esistente, motivo per cui permane il problema del sostegno ai coltivatori e ai produttori di latte più fragili, nonché quello dell’aumento delle quote latte nelle regioni più svantaggiate, come il Portogallo, tenendo conto del fatto che, per esempio, sulle isole della Regione autonoma delle Azzorre è possibile aumentare la produzione di latte senza aumentare la densità del bestiame, e considerando anche il fatto che si tratta di una regione ultraperiferica che presenta delle condizioni eccellenti per la produzione di latte.

 
  
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  Peter Baco (NI).(SK) Nell’ambito della discussione sulla “miniriforma” dell’industria casearia, vorrei sottolineare l’esigenza di accogliere nel corso di questa seduta gli emendamenti nn. 5 e 7 al regolamento relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. L’emendamento n. 5 prevede un tasso unico di aiuto di 18,15 euro/100 kg di tutto il latte distribuito nell’ambito del regime di distribuzione del latte nelle scuole. Senza dubbio l’incremento degli aiuti e la semplificazione del regime in vigore ci consentiranno di raggiungere gli obiettivi di una dieta sana e della lotta all’obesità fra i giovani.

L’emendamento n. 7 fissa gli obiettivi principali del programma per la ristrutturazione del fondo lattiero-caseario. Gli obiettivi di tale programma, quali le misure di consolidamento della consapevolezza nutrizionale e un incremento del consumo di latte, nonché la modernizzazione della produzione di latte nelle regioni montane ad esempio, rappresentano uno stimolo, in particolare per i nuovi Stati membri. Dopotutto, negli anni recenti molti Stati membri hanno visto un’incredibile riduzione della produzione di latte e del numero di capi del bestiame di oltre il 50 per cento.

Purtroppo, una conseguenza è che il consumo di latte è diminuito soprattutto fra i bambini, scendendo a un livello al di sotto delle quantità raccomandate per loro dai dottori. Approvando questi tre testi il Parlamento europeo può contribuire a raggiungere un equilibrio fra il consumo e la produzione di latte in tutti i paesi dell’Unione europea.

 
  
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  Agnes Schierhuber (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, vorrei anch’io ringraziare la relatrice, poiché ritengo che l’ampio consenso formatosi all’interno della commissione basti a dimostrare la qualità del lavoro svolto.

Il mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario rappresenta un passo importante non solo per l’agricoltura europea e per il settore in questione, bensì soprattutto per la promozione del consumo di latte nell’alimentazione.

Soprattutto per quanto riguarda i bambini, una dieta equilibrata è di grande importanza, e qui il latte e i prodotti lattiero-caseari rivestono un ruolo importante. Il consumo da parte dei nostri figli di alimenti sani come i prodotti lattiero-caseari nostrali è di importanza determinante per uno sviluppo sano. La promozione del consumo di latte e dei diversi derivati del latte nelle loro diverse forme, dagli yogurt ai cosiddetti softdrink ai prodotti light, che sono prediletti dai bambini e dai bambini in età scolare, è dunque un elemento particolarmente importante.

E’ essenziale promuovere inoltre la commercializzazione di latte e prodotti lattiero-caseari perché è sempre più evidente che, anche fra i cittadini europei, le consuetudini alimentari negative sono sempre più causa di problemi di salute. Per rafforzare la consapevolezza fra i cittadini il mini-pacchetto per il settore lattiero caseario prevede spese pubblicitarie, azione di cui beneficerà successivamente l’intera popolazione.

I risparmi ottenuti in seguito alla riforma dovranno rimanere però nel settore lattiero-caseario. In conclusione vorrei constatare che l’aumento dei prezzi che devono affrontare gli agricoltori avviene direttamente al livello della produzione, ma non è da attribuirsi alla produzione di bioenergia, bensì soprattutto alle recenti calamità naturali e al miglioramento dei mercati all’interno dell’Unione europea e al di fuori di essa, vale a dire nei paesi terzi.

 
  
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  Bernadette Bourzai (PSE).(FR) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, vorrei innanzi tutto congratularmi con l’onorevole Jeggle per l’eccellente lavoro svolto. Condivido in modo particolare la sua opposizione all’abolizione degli aiuti all’ammasso privato di panna e latte scremato in polvere, nonché la volontà di introdurre un tasso d’aiuto unico per la distribuzione di latte nelle scuole.

Come hanno già fatto alcuni colleghi, vorrei in primo luogo sottolineare l’attuale scarsità di latte, dovuta, sì, a un aumento della domanda a livello mondiale, ma anche a una diminuzione dell’offerta che ci si poteva aspettare, essendo, a mio avviso, prevedibile. Infatti, in conseguenza della riforma della PAC e della diminuzione del prezzo incassato dai produttori di latte, alcuni allevatori, in Francia ad esempio, si sono sbarazzati di parte delle proprie vacche da latte, per spostarsi verso la carne di manzo oppure, come in Germania, hanno abbandonato in blocco l’allevamento di bovini per dedicarsi alle colture cerealicole. Pertanto, in Francia mancano 100 000 vacche da latte per raggiungere la quota assegnata, e l’Unione europea avrebbe bisogno di un miliardo di litri di latte per soddisfare la domanda europea. Tale scarsità ha già avuto e avrà ancora ripercussioni importanti sul prezzo del latte e quindi dei prodotti lattiero-caseari, nonché sui prezzi di tutta un’altra serie di generi alimentari. Tali aumenti si andranno ad aggiungere alla crescita dei prezzi di altri generi alimentari di prima necessità, come i cereali e la carne, in virtù dell’aumento dei prezzi dei mangimi. Tutto ciò comporterà senza dubbio delle difficoltà aggiuntive per i consumatori.

A mio avviso è dunque necessario approntare strumenti di stabilizzazione dei prezzi. Dovremo cioè ricostituire, il prima possibile, nuove scorte per mettere al sicuro il mercato; aumentare i prezzi del latte pagato ai produttori, al fine di incoraggiarli a mantenere e incrementare la propria produzione, nonché di aiutarli a far fronte alla crescita dei prezzi dei mangimi; regolamentare meglio i circuiti di distribuzione; incrementare le quote europee di produzione di latte il prima possibile; valutare l’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte durante la verifica dello stato di salute della PAC nel 2008, alla luce dell’attuale scarsità e prima di prevedere qualsiasi abolizione delle quote latte nel 2015.

Vorrei infine accennare alla situazione dei produttori di latte nelle zone montane, ancora più difficile, dei produttori che io rappresento, per i quali i costi di produzione sono più elevati e l’approvvigionamento più difficile. Inoltre, in certi paesi, come la Francia, si trovano di fronte alla prospettiva di una riduzione degli aiuti alla raccolta che compensavano una parte delle spese aggiuntive legate alla raccolta nelle zone montuose. Ora, la produzione di latte è una delle filiere che maggiormente contribuiscono alla cura degli spazi e alla pianificazione del territorio, in modo particolare nelle regioni più aspre. Spero quindi che si terrà proprio conto delle caratteristiche specifiche delle regioni montane nel corso delle discussioni future sullo stato di salute della nuova PAC.

 
  
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  Jorgo Chatzimarkakis (ALDE).(DE) Signor Presidente, signora Commissaria, “bevete latte” è il motto che è sulla bocca di tutti oggi. Il latte è il più antico energy drink al mondo, un prodotto di particolare importanza, ed è giusto discuterne oggi. Il cosiddetto mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario, che consta di tre proposte, è solo un passo, benché molto importante, nella direzione della semplificazione del diritto comunitario in ambito agricolo, e fondamentalmente le iniziative della Commissione volte a riformare e semplificare tale settore sono encomiabili.

Come sappiamo, la riforma della politica agricola comune è un processo a lungo termine, continuativo, e la presentazione del mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario rappresenta un passo nella direzione giusta. Tuttavia, Roma non è stata costruita in un giorno. E lei, signora Commissario, lo sa meglio di tutti.

Vorrei toccare un punto importante sotto l’aspetto politico, già affrontato da alcuni colleghi in questa sede, ovvero il latte alle scuole. La commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale ha richiesto un aumento da 16,11 a 18,11 euro per ogni 100 chilogrammi. Questa correzione è positiva, l’abbiamo richiesta a ragione. Forse, signora Commissario, bisognerebbe riflettere seriamente su un programma di distribuzione delle verdure nelle scuole, cosa che probabilmente sarebbe vista con favore dal suo collega, il Commissario Kyprianou.

Anche la standardizzazione della materia proteica nel latte e nei prodotti lattiero-caseari è un fatto positivo, poiché mette i produttori europei nelle condizioni di competere ad armi pari con i loro concorrenti provenienti da paesi terzi, essendo la competizione una questione che sta estremamente a cuore dei liberali. Allo stesso tempo è giusto, importante e persino urgente che i produttori di latte e le centrali del latte uniscano ulteriormente le loro forze per difendere ancora meglio i loro interessi sul mercato. A tale riguardo vi è ancora molto da fare.

Vorrei esprimere una riflessione dal punto di vista del consumatore, con uno sguardo al futuro. A livello mondiale, la domanda di latte sta crescendo. Dobbiamo rivolgere il nostro sguardo in particolare all’Asia, tenere conto del fatto che lo stile di vita e le abitudini alimentari stanno cambiando, ovvero che la domanda è in crescita, e i prezzi stanno crescendo. E’ deplorevole che la crescita dei prezzi sia soprattutto attribuibile alla distribuzione. Dobbiamo però anche essere sinceri con i cittadini. La crescita dei prezzi ci fornisce anche informazioni sullo stato delle cose in ambito ecologico, perché un litro di latte costa attualmente meno di un litro d’acqua, il che non è più concepibile. Il burro costa meno oggi che non 20 anni fa. Dobbiamo dire ai cittadini che sono intervenuti anche alcuni miglioramenti. Il denaro risparmiato dovrebbe però rimanere nel settore e non andare alla distribuzione.

Un accenno alle quote. A quanto pare, le quote rimarranno in vigore ancora per qualche tempo. Ne stiamo discutendo, e sono anche stati menzionati i motivi per cui esistono tali quote. Tuttavia è necessario abolire le attuali quote latte nel marzo 2015. Ciò è necessario non solo per gli agricoltori tedeschi, che potrebbero quindi approfittare dell’accresciuta domanda mondiale di latte e prodotti lattiero-caseari. Le sue dichiarazioni, signora Commissario, le quali lasciano intuire che lei stia accarezzando l’idea di innalzare le quote, potrebbero anche venir interpretate nel senso che vi è bisogno di eliminarle. Dobbiamo essere sinceri e richiederne l’abolizione.

Vorrei ringraziare l’onorevole Jeggle per la sua relazione nel complesso molto valida. Signora Commissario, le auguro di avere successo sulla strada che porta a un’ulteriore riforma della politica agricola.

 
  
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  Andrzej Tomasz Zapałowski (UEN).(PL) Signor Presidente, le proposte di modifica al mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari e la creazione di un fondo lattiero-caseario hanno come scopo quello di sostenere i produttori e i consumatori, non quello di danneggiare la situazione esistente. Ovviamente, è necessario prevedere una serie di deroghe alla regola e una base giuridica per l’ammasso di prodotti lattiero-caseari in condizioni diverse.

Un aspetto particolarmente importante della battaglia per un’alimentazione sana è rappresentato dal sostegno alla produzione agricola nelle regioni montuose, dove viene prodotto del latte di buona qualità a causa dei livelli relativamente bassi di inquinamento.

E’ altrettanto importante informare il pubblico in modo esauriente sul prodotto latte, nonché sul paese e sul produttore che sono responsabili della sua produzione, ivi comprese informazioni sull’impiego o meno di piante geneticamente modificate durante la sua produzione. Ciò riveste una particolare importanza quando il latte viene somministrato ai bambini.

Vorrei infine congratularmi con l’onorevole Jeggle per la sua eccellente relazione.

 
  
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  Jim Allister (NI).(EN) Signor Presidente, vi sono tre punti nella relazione sull’organizzazione comune dei mercati del latte e dei prodotti lattiero-caseari che appoggio con decisione. In primo luogo, l’ammasso privato di panna e latte scremato in polvere non va abolito, bensì mantenuto nel volatile mondo della produzione di latte. In secondo luogo, il regime di distribuzione del latte nelle scuole è di importanza cruciale, non in ultimo per la lotta all’obesità, e dovrebbe essere ampliato al fine di includere nuovi prodotti lattiero-caseari benefici per la salute. In terzo luogo, è necessario istituire un programma di ristrutturazione del fondo lattiero-caseario, allo scopo di far sì che i risparmi risultanti dall’attuazione del mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario rimangano nel settore in questione, utilizzando il fondo a sostegno dell’attività di marketing e di sensibilizzazione nell’ambito nutrizionale.

Nonostante attualmente le prospettive per il settore in parola siano più rosee, dobbiamo sincerarci che non vengano adottate misure che possano eliminare le reti di sicurezza esistenti o non ampliare il campo d’intervento per il latte. Né i risparmi ottenuti devono disperdersi nell’industria e nella sua promozione.

 
  
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  Esther de Lange (PPE-DE).(NL) Signor Presidente, a questa tarda ora, in cui solo i nostri instancabili capigruppo e il Commissario per l’agricoltura non ci abbandonano – a proposito, la ringrazio, signora Commissario –, il latte non è forse la bevanda che ci darebbe un po’ di ristoro, soprattutto dopo la discussione precedente. Ma non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di uno dei giganti della produzione agricola europea. Ogni Stato membro dell’Unione europea è un produttore di latte e di prodotti lattiero-caseari, e l’industria casearia ammonta a ben il 14 per cento della produzione agricola europea. Nonostante la percentuale relativamente bassa con cui incide sul bilancio delle aziende agricole, ciò va detto. Il settore lattiero-caseario ci offre inoltre dei prodotti di qualità e una scelta di specialità regionali. Il generale De Gaulle tracciava un parallelo fra questa grande varietà di prodotti e la governabilità del suo paese. “Come è possibile governare un paese dove vi sono 246 tipi di formaggio?” Non ci addentreremo stasera in quello che può significare questa osservazione sulla Francia per un’Unione europea di 27 Stati membri e migliaia di tipi diversi di formaggio.

Non dobbiamo dimenticare il contributo che i produttori di latte e prodotti lattiero-caseari forniscono alla nostra campagna. Si tratta di un settore di cui andare fieri, che però non ha attraversato un periodo facile negli ultimi anni. Si può essere tentati, alla luce di questi anni difficili e degli sviluppi attuali del mercato, di soffermarsi su questioni che vanno oltre la tematica in oggetto. Dovrebbe rappresentare l’eccezione alla regola e io non mi lascerò andare a questa tentazione, anche se la maggior parte degli Stati membri l’ha già fatto. Vorrei solamente ribadire quanto detto dall’onorevole Stevenson, che ha giustamente chiesto qual è la porzione dell’aumento attuale dei prezzi va a finire nelle casse dei produttori.

Torniamo quindi all’argomento della nostra discussione, ovvero alle eccellenti relazioni dell’onorevole Jeggle. Vorrei soffermarmi sulla richiesta di ampliare regime di distribuzione del latte nelle scuole. Il legame fra il tenore di materia grassa e gli aiuti è stato giustamente abolito, quindi per me sarebbe logico pensare soprattutto, nel momento in cui si amplia il regime, ai prodotti innovativi e sani, soprattutto alla luce della sempre maggiore diffusione dell’obesità in Europa. Il Commissario ha già annunciato che sta trattando a tale riguardo con gli Stati membri, ma forse potrebbe dirci quando possiamo aspettarci delle proposte concrete in materia, e quando tale pacchetto sarà quindi presumibilmente ampliato.

Infine, concordo con la relatrice sul fatto che sarebbe prematuro disfarsi totalmente delle reti di sicurezza esistenti, anche se non vengono attualmente utilizzate, ma anche questa è una questione che sarà affrontata in occasione della verifica dello stato di salute. Il messaggio è che la storia non è conclusa.

 
  
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  Csaba Sándor Tabajdi (PSE).(HU) Desidero complimentarmi con l’onorevole Jeggle per il suo eccellente lavoro e vorrei anche esprimere il mio sostegno al mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario presentato dalla Commissione. Nei nuovi Stati membri è stato finora possibile deviare dalle norme comunitarie sul tenore di materia grassa, grazie alle deroghe strappate al prezzo di dure trattative, ma la buona notizia è che anche dopo il 2009 potremo ancora consumare i prodotti lattiero-caseari ai quali siamo tutti abituati.

A causa della liberalizzazione e della conseguente intensificazione del commercio prevista fra gli Stati membri, dobbiamo prestare un’attenzione ancora maggiore alla questione della sicurezza alimentare. Vorrei richiamare l’attenzione del Commissario sul fatto che la sicurezza alimentare costituisce un problema sempre più grande in tutta l’Unione europea, ma soprattutto nei nuovi Stati membri.

Accolgo con favore la proposta adottata dalla commissione per l’agricoltura secondo cui i risparmi di bilancio derivanti dalla standardizzazione devono rimanere nel settore lattiero-caseario. Queste risorse devono servire a un duplice scopo: la riorganizzazione degli aiuti al latte e del programma di distribuzione del latte nelle scuole, che rappresenta un’iniziativa eccellente delle Commissione. Il programma rappresenta uno degli elementi fondamentali nella promozione di una dieta sana e della lotta all’obesità e all’aumento di peso. E’ necessario aumentare gli aiuti stanziati a questo programma.

Vorrei far notare all’onorevole Chatzimarkakis che sta bussando a una porta aperta, poiché 18 mesi addietro ho proposto un programma per la distribuzione della frutta nelle scuole che il Commissario Fischer Boel ha accettato con tale entusiasmo che adesso è parte integrante della riforma sulla frutta e sulle verdure, riforma già attuata. Il programma per la distribuzione del latte nelle scuole e il programma per la distribuzione della frutta nelle scuole si integrano vicendevolmente molto bene.

In molti hanno citato il regime delle quote. E’ ovvio e preoccupante allo stesso tempo che la Commissione lo abolirà, ma ciononostante vorrei accertarmi che ciò che è accaduto con gli interventi per il granturco non si ripeta. Cerchiamo di fare in modo che la transizione sia indolore, concediamo ai produttori di latte un periodo di preparazione. Temo che l’aumento della quota nazionale e l’abolizione delle multe porterà ad una svalutazione delle quote negli anni a seguire.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN).(PL) Signor Presidente, l’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari rappresenta una questione importante sia per i singoli Stati membri sia per l’intera Unione europea. Concordiamo tutti sul fatto che sono necessarie alcune modifiche, ma esse dovrebbero basarsi sui risultati di una ricerca approfondita, e non sulle iniziative delle lobby dell’industria o del commercio. Non dobbiamo dimenticare che il nostro obiettivo deve sempre essere il bene dell’umanità e in questo caso quello dei consumatori, che giustamente si aspettano che noi tuteliamo i loro interessi.

In questo contesto la proposta della Commissione europea di abolire la tolleranza del più o meno 0,2 per cento per quanto riguarda il tenore di materia grassa del latte per il consumo umano rispetto a quanto indicato sulla confezione è inaccettabile. I miglioramenti nel campo dell’organizzazione del mercato del latte devono cominciare da un riesame delle quote latte e assegnarle in base al consumo. Non possiamo tollerare una situazione in cui, ad esempio, la Germania, con una popolazione di 80 milioni di abitanti, ha una quota latte di oltre 28 600 000 tonnellate, mentre la Polonia, con 38 milioni di abitanti, ha meno di 9 milioni di tonnellate.

Anche per quanto riguarda la politica agricola comune, di cui la politica per il latte fa parte, è necessario porsi delle domande come il modello di agricoltura che sosteniamo – si tratta di aziende familiari o di aziende con migliaia o decine di migliaia di ettari? Se optiamo per le aziende familiari, che sono quelle che io ho in mente, allora non è necessario finanziare l’ammasso privato nelle aziende. Tali fondi troverebbero un utilizzo migliore nel fondo lattiero-caseario proposto, il quale servirebbe, fra l’altro, a sensibilizzare sul valore nutritivo del latte e dei prodotti lattiero-caseari, a sostenere il regime di distribuzione del latte nelle scuole, a fornire sostegno alla produzione dei prodotti regionali e alla ristrutturazione dell’industria lattiero-casearia.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, anch’io vorrei congratularmi con l’onorevole Jeggle per la capacità con cui ha gestito le presenti relazioni. E’ giusto semplificare a questo punto, senza però apportare cambiamenti radicali.

Il mondo è strano, se è vero come è vero che non molto tempo fa l’atmosfera nel settore lattiero-caseario era tetra, mentre adesso gli agricoltori sono talmente ottimisti e hanno dato prova di una tale capacità di ripresa che l’estate passata, per la prima volta da tempo, li ho visti sorridenti perché il prezzo del latte stava ricominciando a salire. I consumatori si stanno accorgendo – e Tesco sta affermando – che la tendenza a lungo termine alla contrazione della spesa si è interrotta. Sir Terry Leahy, direttore esecutivo di Tesco, ha affermato di recente che è in corso un cambio di rotta per quanto riguarda la priorità che i consumatori danno ai generi alimentari e ritengo che sia vero. Si tratta di uno sviluppo positivo, e spero che consentirà di allontanarsi dalla politica della terra bruciata applicata dai supermercati in materia di generi alimentari. Ovviamente stiamo cercando di essere specifici per quanto riguarda il latte. Tutti vogliamo sapere quali sono i vostri piani in materia di quote latte, alla luce dell’attuale congiuntura di mercato, e siamo ansiosi di sentire cosa avrà da dirci.

Ho letto anche che la Cina è ansiosa di garantire l’accesso al latte per i propri bambini, ed è emblematico, se pensiamo a questo fattore, che i bambini europei ne bevono sempre di meno, a quanto pare. Tuttavia, per quanto riguarda il regime di distribuzione del latte nelle scuole, aspetto di importanza vitale, vorrei riferirle il parere di Áine, mia figlia, di dieci anni. Ha da poco scelto di uscire dal regime di distribuzione del latte nelle scuole e credo che la sua motivazione sia interessante, tanto più che va matta per il latte: preferisce rimanere fuori a giocare con i suoi amici anziché bere il latte seduta, cosa che deve fare all’interno della scuola. Ci sono quindi molti motivi per rivedere il regime, e dobbiamo collaborare con le scuole, perché il consumo medio di latte in Irlanda è basso e ne siamo preoccupati, soprattutto nell’ottica della lotta all’obesità.

Non vedo l’ora che giunga il momento della verifica dello stato di salute. Il mio stato di salute è attualmente un po’ precario, ma penso che una tazza di latte caldo per tutti noi che abbiamo fatto così tardi sarebbe ben meritata!

 
  
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  Wiesław Stefan Kuc (UEN).(PL) Signor Presidente, le relazioni dell’onorevole Jeggle sono un punto di partenza per le riforme dei mercati per il latte e i prodotti lattiero-caseari. E’ un fatto positivo che la proposta di creare un fondo lattiero-caseario preceda azioni specifiche relative alla riforma dei settori della produzione e della trasformazione del latte. E’ inoltre positivo il fatto che venga introdotta una certa flessibilità, con la riduzione del numero di norme relative all’organizzazione dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

Ciò che invece non è positivo è che la flessibilità non si sia spinta oltre e che le quote latte, ovvero l’esistenza di un severo controllo delle quantità prodotte, non siano state abbandonate. Non è positivo inoltre il fatto che la standardizzazione sotto forma di consolidamento della materia proteica e del tenore di materia grassa non sia stata toccata, poiché, a differenza di quello che avviene con la produzione di carni, la qualità del prodotto è avulsa dal produttore.

Infine, a nome dei produttori, dell’industria della trasformazione e di tutti noi, spero che questa riforma possa raggiungere una numero maggiore degli obiettivi prefissi di quanto non abbia fatto l’ultima riforma.

 
  
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  Carmen Fraga Estévez (PPE-DE).(ES) Signor Presidente, innanzi tutto vorrei congratularmi con l’onorevole Jeggle per le sue relazioni, che hanno puntualizzato e migliorato le proposte della Commissione, e mi aspetto che il consenso tecnico raggiunto in seno della commissione per l’agricoltura non impedirà che il Consiglio prenda in considerazione gli emendamenti adottati dal Parlamento, come ad esempio quello relativo all’abolizione degli aiuti all’ammasso privato.

Allo stesso tempo, vorrei sottolineare che il presente pacchetto di proposte contiene elementi significativi che preannunciano l’inizio di una fase intermedia, che porterà infine all’abolizione del regime delle quote entro il 2015. Mi riferisco ad esempio alla riduzione del prezzo d’intervento per il latte in polvere.

L’annuncio dell’abolizione delle quote latte ha causato di per sé, come saprà bene la signora Commissario, una situazione di incertezza fra i produttori, con la conseguente paralizzazione del mercato delle quote, il che ha costituito un freno importante alla ristrutturazione di cui ha bisogno il settore, perlomeno in Spagna.

Pertanto invitiamo la Commissione a presentare quanto prima una serie di proposte sul futuro del settore che diano una risposta alle questioni come l’aumento progressivo delle quote o l’eventuale compensazione per la perdita dei diritti di produzione, oppure il livello degli aiuti diretti in seguito alla nuova diminuzione dei prezzi di intervento, domande che fra l’altro richiedono una risposta urgente per far uscire il settore da questa situazione d’incertezza.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, signora Commissario, stiamo discutendo il mini-pacchetto di riforme per il mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari. Il mini-pacchetto rappresenta una buona descrizione dei cambiamenti proposti. Tuttavia, una riforma vera e propria deve ancora essere avviata.

Le proposte contenute nel mini-pacchetto sono ragionevoli e meritano il nostro sostegno. Esse riguardano la creazione di un fondo lattiero-caseario che dovrà sostenere le riforme in questo settore, come la promozione del consumo di latte, fra cui il consumo nelle scuole, o il sostegno alla produzione di latte nelle regioni di montagna. Gli aiuti all’ammasso privato dei prodotti lattiero-caseari devono anch’essi continuare.

Vi è però un quesito fondamentale: e le riforme principali del mercato del latte? Attualmente stiamo assistendo ad una crescita dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari, che alimenterà l’inflazione in tutta l’Unione europea. La richiesta di esportare prodotti lattiero-caseari dall’Unione sta crescendo.

Qual è la situazione all’interno dell’Unione europea? Vi sono le quote alla produzione e le multe salate per i casi in cui si eccedono. Cosa bisogna fare? In modo sistematico ma controllato, dobbiamo iniziare ad aumentare le quote latte del 2-5 per cento all’anno, a seconda della situazione nel paese in questione. Prepariamo il terreno per l’abolizione delle quote entro il 2015, il che è quanto i produttori si aspettano da noi. La signora Commissario si è espressa più volte al riguardo. Possiamo permetterci di attendere fino alla verifica dello stato di salute? Non credo. Credo che possiamo iniziare a aumentare gradualmente le quote latte a partire da oggi. Lo ripeto: lentamente, gradualmente, monitorando con attenzione la situazione.

 
  
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  Albert Deß (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, l’onorevole Elisabeth Jeggle ha svolto con le sue tre relazioni sul settore lattiero-caseario un egregio lavoro, ragione per cui la ringrazio di cuore. Vorrei ringraziare anche lei, signora Commissario, per le proposte che sono l’oggetto dell’odierna discussione. Le tre relazioni di quest’oggi sono di carattere piuttosto tecnico. La discussione decisiva in materia di latte avrà luogo non prima della verifica dello stato di salute.

Vorrei soffermarmi su alcuni punti. Per quanto riguarda la prima relazione, ritengo positivo che venga operata una standardizzazione della massa proteica per il latte in polvere e che quindi ci si adegui al mercato. Per quanto riguarda invece la seconda relazione, è da accogliere con favore il fatto che le 27 classi nazionali per la qualità del burro vengano abolite per essere sostituite da norme che varranno in tutta l’Unione europea. E’ inoltre positivo che venga dedicata più attenzione al tema della distribuzione del latte nelle scuole. E’ meglio rendere il latte e i prodotti lattiero-caseari più allettanti per i nostri bambini, che dover discutere dell’abuso di alcol da parte dei giovani, come è successo oggi.

La terza relazione afferma che è possibile aumentare la flessibilità in fase di commercializzazione del latte alimentare. Signora Commissario, vorrei farle presente al riguardo che una tolleranza del +/- 0,2 per cento è troppo alta. Le nostre centrali del latte controllano gli agricoltori al centesimo di punto percentuale; dobbiamo quindi essere in grado di indicare con esattezza ai consumatori il tenore di materia grassa nel latte alimentare.

Il latte è un alimento sano e prezioso. Il latte e i prodotti lattiero-caseari sono parte integrante di una dieta sana, e spero per i produttori di latte europei che il mercato continui a far registrare uno sviluppo positivo. Ciò è urgentemente necessario, e permetterebbe ai produttori di latte di essere remunerati meglio per il lavoro che svolgono per 365 giorni all’anno. L’allarme relativo all’aumento del prezzo del latte non è giustificato. Il consumo medio in Europa è di 260 chilogrammi. Se i consumatori pagassero 10 centesimi in più, ciò significherebbe 50 centesimi alla settimana, e ciò varrebbe la produzione di latte in Europa.

 
  
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  Monica Maria Iacob-Ridzi (PPE-DE).(RO) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la misura che prevede la semplificazione del mercato comune del latte rappresenta, anche dal punto di vista degli Stati membri, un’iniziativa importante che avvicina l’Europa ai bisogni reali dei produttori. Ciò è possibile soprattutto liberalizzando la produzione e il marketing nel settore lattiero-caseario. Si tratta di una buona notizia soprattutto per quei paesi che dovrebbero investire troppe risorse per essere in grado di produrre una sola delle tre categorie accettate finora.

Non ritengo che nelle attuali condizioni di mercato i produttori avrebbero potuto adeguare la loro produzione entro il 2009, la fine del periodo di transizione. Inoltre, l’Unione europea non deve dettare i tenori dei prodotti lattiero-caseari, fintanto che le norme fitosanitarie saranno rispettate. E’ per tali motivi che condivido appieno questa liberalizzazione.

In secondo luogo, sostengo l’introduzione di un tasso unico d’aiuto nell’ambito del regime di distribuzione del latte nelle scuole. Si tratta di una misura importante che contribuirà alla coesione sociale in Europa, dal momento che saranno privilegiate le regioni più povere. In base a una proposta della Commissione, gli aiuti devono essere aumentati, in modo che le scuole e gli asili non siano costretti a finanziare parte dei costi. Inoltre, questi fondi saranno un vantaggio soprattutto per gli Stati che già hanno un regime di aiuti alle scuole. I fondi europei possono contribuire alla qualità dei programmi e dei prodotti forniti agli studenti, così come libereranno delle risorse di bilancio significative per gli Stati membri, che potrebbero essere utilizzate nell’ambito delle politiche per i giovani.

Sono inoltre favorevole alla creazione del fondo europeo per la ristrutturazione del mercato del latte. Il fondo dovrebbe includere inoltre una linea di finanziamento per il miglioramento della qualità, in base alla quale molti produttori dei nuovi Stati membri non potranno più vendere la loro produzione dopo il 2009.

In conclusione, dobbiamo inquadrare le modifiche all’organizzazione del mercato comune nel contesto più ampio del controllo sanitario previsto dalla politica agricola comune. Sono del parere che questo sia il momento giusto per ristrutturare il mercato comune del latte con l’obiettivo di eliminare il sistema delle quote latte.

 
  
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  Mariann Fischer Boel, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare tutti coloro che sono ancora presenti a questa discussione costruttiva. Visto che non vi sono sostanziali divergenze sul mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario, ne approfitto per fare alcune osservazioni conclusive su un tema scottante che non è ancora stato affrontato.

Durante le ultime settimane, diverse parti interessate, così come i media, si sono concentrate in modo particolare sull’andamento dei prezzi nel settore lattiero-caseario della Comunità nel corso dell’estate. Sarò ben lieta di fare chiarezza al riguardo oggi, in modo da evitare possibili fraintendimenti. E’ un dato di fatto che i prezzi dei prodotti lattiero-caseari, dall’inizio dell’anno, sono aumentati in maniera sensibile, in modo particolare in risposta al mercato e non, come è già stato detto a ragione, in risposta all’aumentata produzione di biocombustibili.

Vi sono ovviamente delle spiegazioni per l’aumento di tali prezzi, e mi soffermerò su ciò più tardi, perché prima desidero dare un quadro d’insieme della situazione.

Siamo tutti consapevoli che la proporzione di reddito speso dalle famiglie europee per i generi alimentari, anno dopo anno, è andata gradualmente diminuendo. Attualmente siamo in una situazione in cui la Comunità spende soltanto il 12 per cento circa per i generi alimentari e le bevande non alcoliche. Si tratta di una netta diminuzione, come potete vedere dalla spesa. E’ stato interessante leggere uno studio rapido compiuto da un giornale tedesco, nel quale si concludeva che, per comprare un litro di latte a persona, una persona doveva lavorare 11 minuti nel 1960 e solo 3 minuti nel 2006. Mentre il prezzo medio del burro è oggi di 4,10 euro, nel 1982 era di 4,50 euro. Tali prezzi sono prezzi nominali e non tengono conto dell’inflazione. I prezzi attuali sono il risultato di un livello record minimo, raggiunto dopo la riforma del 2003, che fornì l’industria di una base più competitiva e garantiva ai produttori di latte compensazioni in caso di prezzi più bassi.

Vorrei ritornare sui fondamentali dell’attuale congiuntura di mercato. Innanzi tutto, la maggior parte delle sovvenzioni è stata sospesa per un certo periodo di tempo, soprattutto le restituzioni all’esportazione, gli acquisti di intervento e i diversi aiuti allo smercio.

Secondo, stiamo attraversando una fase in cui le scorte d’intervento si sono esaurite, essendo state tutte vendute sul mercato interno.

Terzo, la fornitura di burro è stata ridotta a causa della diminuzione della produzione e dell’esaurimento delle scorte d’intervento. La produzione di formaggio, fino a poco tempo fa, costituiva un impiego primario delle materie grasse del latte, allorché la crescita del prezzo del burro ha spinto il settore ad aumentare la nuovamente la produzione di burro.

Quarto, nonostante il latte vaccino raccolto quest’anno sia lievemente superiore a quello dell’anno passato, non soddisfa appieno la crescita della domanda.

Potrei continuare citando altri punti fondamentali, ma essenzialmente quello a cui assistiamo al momento è l’interazione delle forze di mercato che si basano sulla domanda e l’offerta. Sono finiti i tempi anteriori alla riforma in cui l’approccio di mercato era che il livello d’intervento determinava il prezzo. Il settore oggigiorno prende decisioni di carattere propriamente commerciale, offrendo agli investimenti aggiuntivi un ritorno il più alto possibile e facendo in modo che ai coltivatori, ovvero ai produttori di latte, vengano pagati prezzi più alti.

In tale contesto, sono lieta di osservare l’andamento positivo dei prezzi del latte crudo nel corso degli ultimi mesi: in alcuni Stati membri è stato registrato il 15-20 per cento. Tuttavia, sappiamo tutti che il costo di produzione è cresciuto e la produzione di latte non farà che espandersi ulteriormente, nel caso in cui sarà possibile mantenere o persino aumentare il margine di guadagno.

Pertanto, vorrei approfittarne per trarre una conclusione tutto sommato positiva. In prospettiva, gli attuali prezzi all’ingrosso e al dettaglio non sono eccessivamente alti. Il ritorno dal mercato per il settore lattiero-caseario e per i produttori di latte è motivo di ottimismo, e la spesa pubblica a sostegno del mercato del settore si è ridotta grosso modo ad azioni di carattere sociale.

Non dovremmo lasciarci influenzare nelle nostre decisioni strategiche dagli sviluppi a breve del settore lattiero-caseario, e nel corso dei prossimi 12 mesi avremo l’eccellente opportunità di discutere come promuovere il settore lattiero-caseario in maniera sostenibile.

Sappiamo tutti che il sistema delle quote latte finirà il 31 marzo 2015. Come ho già detto, a novembre lancerò una discussione sulla verifica dello stato di salute, e in seguito a tali discussioni, che si terranno fra l’altro anche qui nel Parlamento, lanceremo tutte le proposte legislative a fine primavera 2008, così che la normativa potrà, si spera, entrare in vigore a partire dal 2009. Date queste premesse, avremo l’occasione di discutere dell’intero settore lattiero-caseario in un contesto più ampio.

Esaminerò quali sarebbero le misure adeguate per tentare di eliminare in modo indolore e gradualmente le quote nel 2015. Un modo indolore potrebbe avere la forma, come è già stato detto, di un aumento delle quote a breve o a medio termine da qui al 2015. Sono certo che nel corso dei prossimi 12 mesi avremo modo di avere dei dibattiti molto interessanti, anche per quanto riguarda il settore lattiero-caseario in una prospettiva generale.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Bogdan Golik (PSE) , per iscritto. – (SL) Signor Presidente, la proposta della Commissione europea relativa al mini-pacchetto per il settore lattiero-caseario contribuirà senza dubbio alla semplificazione della PAC e a ridurre gli oneri amministrativi. La maggior parte delle sezioni del presente pacchetto meritano il nostro sostegno, soprattutto quanto si tratta di consentire la produzione e la commercializzazione nell’Unione europea di latte per il consumo umano con un tenore di materia grassa superiore al limite precedente, nonché per quanto riguarda l’introduzione di un tasso unico d’aiuto per il latte distribuito nell’ambito del regime di distribuzione del latte nelle scuole.

Tuttavia, l’abolizione degli aiuti all’ammasso privato di latte scremato in polvere e panna solleva alcuni interrogativi. La posizione della Commissione europea è che gli operatori europei non hanno utilizzato questi strumenti di sostegno per il mercato del latte e pertanto devono essere considerati obsoleti e inutili. Attualmente è difficile prevedere con una qualche certezza quale sarà il futuro a lungo termine del mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto in un momento in cui la politica agricola comune sta attraversando una fase di cambiamento, e per tale motivo l’abolizione degli strumenti di sostegno di cui sopra, anche se non vengono attualmente utilizzati, sembra essere un provvedimento piuttosto affrettato.

 
  
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  Hélène Goudin (IND/DEM), per iscritto. (SV) Il Junilistan ha presentato diverse volte in quest’Assemblea delle ferme obiezioni di carattere politico nei confronti delle relazioni provenienti dalla commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. La relazione sull’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (A6-0283/2007) è un’altra relazione della suddetta commissione, la quale continua a sostenere ostinatamente una politica di protezione caratterizzata da pesanti sovvenzioni a vantaggio di tutti i gruppi esistenti nel settore agricolo, nonché una continuazione della politica protezionistica nei confronti dei paesi terzi.

 
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