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Procedura : 2005/0259(CNS)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0468/2007

Testi presentati :

A6-0468/2007

Discussioni :

PV 12/12/2007 - 20
CRE 12/12/2007 - 20

Votazioni :

PV 13/12/2007 - 6.6
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0620

Resoconto integrale delle discussioni
Mercoledì 12 dicembre 2007 - Strasburgo Edizione GU

20. Competenze e cooperazione in materia di obbligazioni alimentari (discussione)
PV
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  Presidente. - L’ordine del giorno reca la relazione di Genowefa Grabowska, a nome della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, sulla proposta di regolamento delConsigliorelativa a competenza internazionale, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni e cooperazione in materia di obbligazioni alimentari[COM(2005)0649 – C6-0079/2006 – 2005/0259(CNS)] (A6-0468/2007).

 
  
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  Franco Frattini, Membro della Commissione.(EN)Signora Presidente, lo strumento propostoin materia di obbligazioni alimentarisi propone di migliorare la precariasituazione delle personeche dipendonodalle obbligazioni alimentariper soddisfare i loro bisogni quotidiani.

Nell’Unione europea, dove le persone sono sempre più mobili, i creditori di obbligazioni alimentari(e specialmente i bambini)non dovrebbero incontrareostacoli per ricuperare il denaro che spetta loro, in particolare quando il debitore (ad esempio un genitore)vive o si è trasferito all’estero.

Vorrei ringraziare l’onorevole Grabowska, nella sua qualità di relatrice, per l’impegno profuso nel dare voce alle parti interessate, qualiad esempio organizzazioni non governativededite ad assistere icreditori di obbligazioni alimentaridurante l’importante audizione pubblica dell’11 settembre.

In generale, esprimiamo apprezzamento per la relazione dell’onorevoleGrabowska, che appoggiala propostanei suoi elementi essenziali.

Ho solo alcune osservazioni da fare su alcuni degli emendamenti proposti, e anzituttosul fondamento giuridico. Siamo del parereche il presente strumento rientra nel diritto di famiglia; tuttavia, capisco le preoccupazioni del Parlamento, dato il contesto giuridico esistente. Per questo motivo abbiamo invitatoil Consiglio, in una comunicazioneapprovata contemporaneamente al regolamento proposto, a decidere,conformemente all’articolo 67 paragrafo 2del Trattato,che l’atto in questione sia approvato in base alla procedura di codecisione. Questa è la mia opinione, e continuerò a chiedereal Consiglio di accogliere l’invito.

Riguardo agli altri emendamenti sulle norme in materiadi legge applicabile, il mese scorso i negoziatiper una convenzione mondialesulle obbligazioni alimentarisi sono conclusi positivamentealla Conferenza dell’Aja sul diritto internazionale privato.

Visti i risultati soddisfacentidella convenzionee l’annesso protocollosulla legge applicabile, la Comunitàe i suoi Stati membrivorrebbero conformarsi a queste norme internazionali. Di conseguenza, le norme del regolamentoe gli emendamenti correlati propostidovrebbero venire rivistiallo scopo di garantire tale conformità.

La relazione proponedi permettere ai tribunali di applicare la legge nazionale quando i casi vengono loro sottopostie quando questo permetterebbe di accelerare la soluzionedella controversia. Mentre comprendiamo la preoccupazione di accelerare i processi, crediamo che la soluzione propostanon permetta una certezza giuridica sufficiente, e ci sia il pericoloche essa nongiovi agli interessidei creditori di obbligazioni alimentari, che dovrebbero essere tutelati dall’applicazione dello stessodiritto oggettivo, indipendentemente da quale tribunale stia trattando la causa.

Infine, il Parlamentosi appresta ora a votare su questa relazione. Il contesto giuridico internazionaleè diventato chiaro e spero fortemente che questoprogetto venga ripresoe rilanciato a pieno ritmo nel 2008. Sono molto fiducioso nel fatto che ilConsiglio gli darà la massima prioritànei prossimi mesi.

 
  
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  Genowefa Grabowska, relatrice. (PL)Signora Presidente, lasciatemi cominciare con dei ringraziamenti. Voglio esprimere la mia estrema gratitudine alla Commissione europeaper la sua ottima cooperazione nell’ambito dei lavori, nonché alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari internie ai relatori ombra, specialmente la commissionegiuridicae Diana Wallis, che ha redatto il suo parere, per la loro collaborazione veramente eccellente. L’onorevole Wallis si è assunta l’arduo compitodi convincerela Commissionedella necessità di emendamentisul fondamento giuridico.

Dovrei forsecominciare da quest’ultimo, dato che la risoluzione propostaci è stata presentata tramite unaprocedurainaccettabile per il Parlamento. Abbiamo volutoche il regolamentofosse approvatosecondo la procedura di codecisione, piuttosto che secondo quella di consultazione. Sono stato pertanto lieto di ascoltarequello che il Commissarioci ha detto, e sono a conoscenza dellacomunicazione indirizzataal Consiglioinvitandolo a darciquell’opportunità. Aggiungerei solo una cosa a quanto detto dal Commissario.

Non metto in dubbio ilfatto che il rapporto di obbligazione alimentaresorga nell’ambito del diritto di famiglia; vorrei però fare presente che, preso nel suo insieme, tale rapporto ha un carattere misto. Il fatto cheabbia origine nel diritto di famiglianon significache resti sempre in quell’ambito: ha conseguenzeper il mercato comunee la situazione economicadi entrambe le parti, ossia del creditoree del debitore dell’obbligazione. E’ quindi legittimo estrapolare questo rapporto giuridicodalle sue origini nel diritto difamigliae associarel’adempimento delle obbligazioni alimentari nona questo dirittoma a settoriche rientrano nelle competenzedi questo Parlamento, ossia il mercato comune, l’assistenza familiare e i diritti umani; nel qual caso, mi sembra che non ci dovrebbero essere difficoltàper cambiare la procedura.

Ritengo pertanto che questa proposta meriti non solo l’attenzione ma anche l’approvazione del Consiglio. Nel corso della preparazione di questoregolamento, abbiamotenuto audizioni che in veritàhanno costituito praticamente un’unica ininterrotta lamentazione. Le donne, perlopiù, ci hanno illustrato la difficilesituazionein cui si trovanoquando tentano di esigere il pagamento degli alimentiper bambiniil cui altro genitorevive in un paesediversoe non sembra molto interessatoa prendersi cura di suo figlio opagare per la sua educazione.

Molti stratagemmi diversi sono usatiper eludere gli impegni. Non li elencherò tuttima mi limiterò a un esempio: è sufficientecambiare una sola letteradi un cognomeper sparire in Europaquasi senza lasciare traccia, e l’obbligazione alimentarescompare insieme al debitore. Tramite questo regolamento vogliamo garantireche nessun debitore di obbligazioni alimentari in Europasi senta al sicuropensando che,lasciando il paesedove resta un bambinoil cui mantenimento non è pagando e muovendosiin un’Unione europea aperta in cui i confini internisono venuti meno(specialmente ora che i nuovi Stati membrientreranno nella zona Schengen nel giro di pochi giorni),possa trarre vantaggioda una situazione che favorisceuna personache non si prende le sue responsabilità nei confronti della propria famiglia.

Lasciatemi citare le due disposizioni della risoluzioneche mi paiono lepiù importantie rappresentano un’innovazione. Una decisione in materia di obblighi alimentariresa nello Stato in cui il creditore abitualmenterisiedenon dovrà essere confermatanello Stato in cui il debitore vive. Il regolamentoproponepertanto l’abolizione dellaprocedura di exequatur. Mi rendo conto che si tratta di qualcosa di inusitato, ma, se vogliamogarantirela concreta esecuzione delle obbligazioni alimentari,dobbiamo fare questo passo. Se mantenessimo l’exequatur, l’intero tentativodi arrivare a una reale esecuzionefallirebbe.

Mi rendo conto ancheche dovremo rispettaretutte le disposizioniapprovate nel quadro della Convenzione e della Conferenza dell’Aja, ma il sistema internazionale macinatroppo lentamente, e la ratificadegli accordinel campo del diritto internazionaleprivatopuò richiedere anni. L’Unione europeadeve andare avantie garantire che ci si occupi dei bambini quando i loro padri o le loro madri li dimenticano. Questo regolamento deve pertantoessere attuato rapidamente,per il bene dei bambini, ma non si prende cura solo di loro, tutela anche il creditore. Pertanto, ringraziando la Presidenzaportogheseper il lavoro dedicatoalla preparazionedel testo, consegno la questione nelle mani della Presidenzaslovena,avendo piena fiducianella possibilità di arrivare alla sua conclusionenel corso di essae di ottenere un buon regolamento.

 
  
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  Diana Wallis, relatrice per parere della commissione giuridica.(EN)Signora Presidente, vorrei ringraziareil Commissarioper le sue dichiarazionimolto positive. Vorrei anche ringraziare l’onorevole Grabowska per la sua meravigliosa collaborazione in materia.

Si tratta di una di quelle proposteche potrebbero renderel’Europauna realtàper coloro che serviamo, e potrebbe aggiungere un valore concreto alle loro vite in momenti difficili. Non so quante volte, in qualità di parlamentare eletta, sono stata contattata da elettoriche incontravano difficoltà nell’ottenereil pagamento di obbligazioni alimentarida parte di qualcuno in un altro Stato membro. Troppo spessonon sono stata in grado di dare loro una risposta pratica e concreta.

Con questo regolamento, spero che nella maggior parte delle circostanze saremo in grado di fare molto meglio. La proposta permette potenzialmenteall’UEdi andare molto oltre rispetto a quanto possano fare gli Statiattraverso il già ricordato processo della Conferenza dell’Aia; in verità, dovremmo essere in grado di andare oltre. In fin dei conti, abbiamo incoraggiato i nostricittadini a muoversi liberamenteattraverso i vecchi confininazionali interni all’UE, e ora, quando loro vivono momenti difficili in relazione alle crisi dei loro matrimoni o delle loro relazioni, dovremmo poter fornire risposte, sotto formadi sistema giudiziario buono, semplice, e funzionante. Soprattutto, dovremmo poter offrire assistenzaai bambini che subiscono leconseguenze finanziariedel fallimento del matrimonio. Questa proposta istituirebbeun unico processo semplificato, invece dell’attuale situazione da incuboche può verificarsi se si presenta istanza presso un tribunalee bisogna poi ripetere più o meno la stessa proceduradi esecuzione presso un giudice straniero. Questo è troppo per persone che si trovano a vivere momenti delicati e disperati delle loro vite.

La commissione giuridica è stata felice di approvare gran parte di questa proposta, cercando al tempo stesso di apportarealcuni miglioramenti tecnici. Per questo aspetto sono estremamente grato al mio collega, l’onorevole Casini. Tuttavia, come il relatore, non possiamo accettare la scelta fatta per quanto riguarda la base giuridica. Avrebbe dovuto essere codecisione, non consultazione. Credo che gli Stati membri abbiano agito in maniera del tutto irragionevole, sia in termini di contenuto normativo, sia per quanto riguarda le implicazioni per i nostri cittadini, e spero che risponderanno alla richiesta del Commissario.

Parlando a nome del mio gruppo, non vogliamo vedere pregiudicata l’efficacia di questo sistema unico. Naturalmente, i diritti della parte citata in difesa(del debitore, in questo caso)vanno rispettati, ma questo si deve applicare al tribunale iniziale. Non dovremmo permettere la riapertura del casonel tribunale che si occupa dell’esecuzione, o distruggeremmogli stessi benefici che stiamo cercando di creare. Vogliamo pertanto la soppressione dell’articolo 33, lettera a), e nutriamo forti dubbisull’emendamenton. 61, che lascia ancora aperte troppe possibilità.

Infine, vorrei fare alcuni commentiin qualità di parlamentare europeo eletto nel Regno Unito. La scelta britannica di non entrare o la mancata scelta di entrare in questo meccanismo è una cattiva notiziaper molti cittadini UE di altri Stati membri attualmente viventinel Regno Unito, nonché per molti britannicii cui partnerssi sono trasferiti in un altro Stato membro. In verità, esistono molti tipi di permutein cui la clausola che permette la scelta di restar fuori dal sistemacreerà caos e confusione. Quelle persone saranno cittadini di seconda classeriguardo al sistema giudiziario a loro disposizione.

Tuttavia, ciò che più mi rincresceè il fatto che il governo britannico non abbia capito in che insostenibile posizione si trovassero i deputati britannici del PE su questi problemi. Dovremmo noi in effetti elaborare, discutere e (ciò che più conta) votareproposte su cose che, allo stato attuale, non si applicheranno a quelli che ci hanno eletti? In altre sedi si sta cominciando a mettere in dubbio la legittimità della nostra posizione. Queste possibilità di restar fuori da determinati sistemi sono ingiustificabili dal punto di vista della democraziae deleteri per la coerenza del sistema giudiziario civilisticocomunitario. Le scelte di fare o meno parte di determinate strutture, e costruirsi così un ordinamento comunitario su misura, scegliendo e combinando gli elementi che si preferiscono, non fanno che colpirele persone vulnerabiliche più avrebbero bisogno di essere tutelate dalla legge.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON.ADAM BIELAN
Vicepresidente

 
  
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  Panayiotis Demetriou, a nome del gruppo PPE-DE. (EL) Signor Presidente, anzitutto vorrei congratularmi con la relatrice, l’onorevole Grabowska, per la sua iniziativa di sollevare questo problemae per la posizione moltocostruttiva da lei espressa questa sera.

Onorevoli colleghi, il giro di consultazionidella Conferenza dell’Aia, iniziato sette anni fa, si avvia alla sua conclusione. Sorge spontanea la domanda: quali progressisono stati fatti sulla questione delriconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni di diritto internazionale privato? Che ne è della dichiarazioneche il principio del riconoscimento reciprocoe dell’esecuzionedelle decisioni rappresenta la pietra miliaredella cooperazione giudiziaria e in materia di polizianella creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia? La risposta è che non ci sono stati grandi progressi in quella direzione. Il programma dell’Aia del 2004 non è stato promosso al livello necessario, nonostante gli sforzi e le iniziative del Commissario responsabile, Frattini.

Purtroppo, l’abuso degli appelli alla sovranità nazionaleda parte di alcuniStati membricostituisce un ostacolo all’armonizzazione del diritto, non solo su questioni sostanziali, ma anche su questioniprocedurali. Queste osservazioni generali, naturalmente, non vogliono negare il valore e il significato della propostache stiamo discutendo. Al contrario, sottolineano la necessitàdi approvare proposteulteriori di regolamenti delConsiglio, che coprano l’intera sfera del diritto di famiglia: il divorzio, la separazione, gli alimenti e le questioni relative ai beni. Il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale ha bisogno di essere modernizzato e riformato radicalmente, e in effetti ci si sta in buona parte occupando di questa necessità con la propostadi modifica delle norme, ma purtroppo solo riguardo alla questionedegli alimenti. Le differenzenel diritto sostanziale degli Stati membri, nell’importantissimo settore della giustizia, restano, e c’è ancora molta strada da fare, ma anche così, dove esiste spazioper la convergenza, quest’opera di armonizzazione del dirittodovrebbe essere portata avanti.

Gli emendamenti propostidal Parlamento europeocolmano molte delle lacune presenti nella propostae migliorano il suo contenuto. Anzitutto, abbattono molti ostacoliche impediscono l’esecuzione delle sentenze in materia di obbligazioni alimentariin ogni parte dell’Unione europea, e limitanole possibilità per il genitore o coniuge debitoredi eluderela sentenzauna volta che ha traslocato da uno Stato membro UEa un altro. Proprio questo punto è trattatodall’emendamento all’articolo 33a che ho presentato, e col quale cerco, in primo luogo, di non lasciare uno spazio di manovra illimitatoper evitare l’esecuzionedi una sentenzasulla base di un cambiamento di circostanzee, in secondo luogo, di permettere comunque una certa tolleranzaper regolare la situazione in questo modoquando esistono circostanze serie, veramente serie, e pertinentiche appuntoautorizzino il giudice a rivedere la propria opinione.

 
  
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  Andrzej Jan Szejna, a nome del gruppo PSE. (PL)Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziaredi tutto cuore la relatrice, l’onorevole Genowefa Grabowska, per l’impegno profuso nel regolamentoin questionee per la sua relazione. La straordinaria qualità delrisultato non è una sorpresa per me, essendo la professoressa Grabowska una dei maggiori espertipolacchi di diritto comunitario.

Tenendo presente che il numero didivorzie di separazioninell’Unione europeaè in aumento, il problemadegli impedimentigiuridici al riconoscimento e all’esecuzionedelle decisioniin materia di obbligazioni alimentariacquista sempre maggiore importanza. Inoltre, visto il grado d’integrazionedegli Stati membrie il numero ancora elevato di fonti giuridiche vincolantiall’interno dell’Unione europea, un sistema giuridico più avanzato è essenziale.

In questo campo, non è attualmente in vigore un sistema armonizzato a livello dell’Unione europea. Sonoquindi a favore del regolamento, che contiene proposte altamente pertinentisuiproblemiche stiamo discutendo. Si deve notareche esso rappresenta il risultato finaledi unprogrammadi lavoro a lungo termine, il programma dell’Ajaper il rafforzamento della libertà, della sicurezzae della giustizianell’Unione europea. Concordo con la tesi per cui un’effettivaesecuzionedelle obbligazioni alimentarimigliorerà le condizioni di vita e l’istruzionedi molti bambiniche sonofra i principali creditori di alimenti. Si tratta di una questione molto importanteper i socialisti europei.

Il regolamento propostonon solo affronta determinatiproblemidellasocietà moderna: può anche aiutare a migliorareil funzionamento del mercato interno, nel caso di specierimuovendo barrierealla libera circolazione delle personeche potrebbe patire le conseguenze dellediversitànelle normative degli Stati membrisull’esecuzionedelle obbligazioni alimentari.

Per il bene di tutti icittadini dell’Unione europea, dobbiamo batterci per arrivare a un’esecuzionedelle obbligazioni alimentari rapidae, se possibile, priva di costi. Allo stato attuale, le istituzioni devono talvoltafare ricorso a misure drasticheper far eseguireil pagamento degli alimenti, mentre i creditorispesso vivono in ristrettezze economiche.

Appoggio anche l’idea che le decisioni dei tribunalidebbano averela stessa forza vincolanteche hanno nelloStato membro in cui sono state emesse, senza alcuna formalità aggiuntiva.

Infine, vorrei sottolineare la necessitàdi un maggiore coinvolgimentodel Parlamento europeodell’approvazione didecisionisu questionidi tale importanzaper il futurofunzionamento dell’Unioneeuropeae del mercato interno.

 
  
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  Carlo Casini (PPE-DE).- Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione in esame ha l’obiettivo di eliminare la maggior parte degli ostacoli che si frappongono al recupero dei redditi di alimenti all’interno dell’Europa, permettendo di creare un contesto giuridico adatto alle legittime aspirazioni dei creditori di alimenti.

Il dato di partenza più rilevante è che nella grande generalità dei casi il creditore di alimenti è il soggetto debole, perciò deve essere protetto con particolare energia, è evidente che la maggiore difficoltà è costituita dalle condizioni di fatto del debitore. Tuttavia, è opportuno almeno fare il possibile, cioè eliminare ogni impaccio burocratico e, perciò rendere certo il diritto applicabile, stabilire la preferenza per la legge del luogo di residenza del creditore, attribuire un’efficacia immediata alla decisione giudiziaria che ha imposto l’obbligo del pagamento degli alimenti, anche nei paesi diversi da quello in cui è stata pronunciata.

La commissione giuridica, chiamata con la procedura di cooperazione rafforzata a esprimere un parere sul regolamento relativo a competenza, applicazione ed esecuzione delle decisioni in materia di obblighi alimentari, ha svolto un ruolo importante per la produzione del testo, conseguendo un importante accordo di compromesso tra i principali gruppi politici, per il quale io ringrazio pubblicamente l’onorevole Wallis. Tracciare una chiara definizione di obbligazione alimentare, estendere l’ambito di applicazione, tutelare le parti in causa più vulnerabili, arrivando a una semplificazione del testo proposto, sono stati i principali obiettivi raggiunti attraverso gli emendamenti presentati dalla commissione giuridica.

E’ stato necessario tracciare in modo inequivocabile la definizione di obbligazione alimentare e includere nell’ambito del regolamento tutte le ingiunzioni relative ai pagamenti forfettari. Particolare interesse, è stato, come ho detto, riservato alle parti più vulnerabili, tra cui vi è il bisogno di un’ulteriore semplificazione del testo normativo. In conclusione, visto che il tempo di parola è scaduto, assicuro che il partito popolare darà adesione a questa decisione con convinzione.

 
  
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  Tadeusz Zwiefka (PPE-DE).- (PL)Signor Presidente, lo spiacevoleaumento delle rotture di matrimoni, abbinato alla crescentemobilitàdelle persone che vivono nell’Unione europea, sta inevitabilmenteconducendoa un incremento nel numerodelle controversie transfrontaliereriguardo alle richieste di alimenti. Allo stato attuale, per far valere un’istanzanei confronti di un debitore di alimentivivente in un altro Statomembroè necessariopresentare richiestaal giudicedello Stato in cui la decisionedeve essere eseguita. Purtroppo, questo meccanismo non sempre funziona, sicché esiste chiaramente una realenecessità di stabilire regole dettagliatesulla giurisdizioneriguardo alle richieste di alimenti.

Lo scopo della proposta di risoluzioneè quello di ridurregli obblighi di formaper la pronuncia di una decisione giudiziaria in qualsiasi Stato membroe per garantire la sua effettiva esecuzione. Una volta entrato in vigore, il nuovo regolamentoconsentirà a una persona che ne abbia dirittodi ottenere un titolo esecutivoavente valore vincolante ovunque nell’Unione europea, e inoltre semplificherà e unificherà il sistema di esecuzione. Esprimendo apprezzamento per le misure approvate dalla Conferenza dell’Aia, concordo pienamente col relatorenel dire che i regolamenti applicabili alla materianell’Unione europeadevono essere modernizzati e attuati più rapidamente.

La crescente mobilitàdei cittadini UEsta portando a un notevole aumentodel numerodei matrimonifra coniugidi differenti nazionalitàe che vivono in Stati diversi, o vivono in unoStato membro di cui nessuno dei due è cittadino. Nel momento in cui una coppiadi questo tipo decide di divorziare, possono quindi invocareleggi diverse. L’ampia sfera di applicazione soggettiva e oggettivadel regolamentoè giustificatadall’allarmante bassa percentualedi percezione delle obbligazioni alimentariin certiStati membri UE. Nel mio paese, la Polonia, ad esempio, il tasso è solo del 10 per cento.

Il regolamento consentirà anchealla madre di un figlio illegittimodi esigere dal padre del bambinoil pagamento dei costi connessi alla gravidanza e al parto, nonché i costi del suo ricovero durante ilparto. Attualmentetale diritto non è riconosciutoin molti Stati membri come diritto a ricevere alimenti, il che lo rende molto più difficile da soddisfare.

Prima che il mio paese entrasse nell’Unione europea, più di mille istanze per ottenere alimenti dall’esteroerano presentate in tribunaleogni anno. Conseguentementeall’apertura delle frontiere, tutte le previsioni pronosticanoun aumento vertiginosodi questo numero, sia in Polonia sia in altri paesi. L’apertura delle frontieree dei mercati del lavoropuò portare alcuni padria fuggire dalle obbligazioni alimentari da loro dovute, col risultato che soprattutto i bambini ne patiranno le conseguenze, il che non è tollerabile.

 
  
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  Franco Frattini, Membro della Commissione. Signor Presidente, onorevoli parlamentari, sarò molto breve, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, la relatrice, gli altri onorevoli parlamentari che hanno collaborato a questo lavoro. Io credo che nei prossimi mesi avremo tre obiettivi davanti a noi, che spero la Presidenza slovena possa con successo portare avanti.

Il primo: convincere il Consiglio che, se noi sosteniamo l’utilità di una modifica secondo il 67 del trattato di una base legale, lo facciamo per dare una maggiore base democratica a un’iniziativa che oggettivamente protegge categorie vulnerabili di persone, in particolare i figli a seguito dello scioglimento del nucleo familiare.

Il secondo obiettivo è quello di garantire che la protezione che viene data al creditore, indipendentemente dal luogo dove la Corte viene investita di un caso, sia analoga: sarebbe assai strano che il criterio della cosiddetta lex fori portasse ad una variabilità della protezione sostanziale per il creditore. Quindi cercare di armonizzare le regole è un altro obiettivo essenziale.

Il terzo obiettivo, su cui a mio avviso bisogna lavorare, è quello dell’effettiva esecuzione: troppo spesso, in materia di protezione dei creditori nell’ambito della famiglia, noi affermiamo il principio della protezione, ma poi non garantiamo l’esecuzione, ovvero di fatto consentiamo che sia riaperta la sostanza del caso quando si deve eseguire un ordine di pagamento. Questo per le obbligazioni alimentari non funziona, perché se questo sarà, il provvedimento sarà svuotato di significato.

Noi abbiamo formulato delle proposte abbastanza innovative: quella di bloccare temporaneamente una quota del conto bancario del debitore, se il debitore non vuole pagare, o un obbligo di esecuzione periodica sul patrimonio, per quanto riguarda la somma che il debitore deve pagare. Come voi sapete, gli Stati membri nel Consiglio, in larga maggioranza, hanno mostrato dissenso e contrarietà, perché questa è la vera parte che fa la differenza di una norma: o il provvedimento è eseguibile davvero, oppure è inutile continuare ad affermare l’importanza di proteggere il bambino o il coniuge separato che sono creditori alimentari!

Su questi tre temi nei prossimi mesi dovremo lavorare e chiaramente, in questo caso, certamente più ancora che in altri, c’è una sintonia direi completa tra Commissione e Parlamento, dovremo persuadere il Consiglio che questa è la strada giusta..

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 13 dicembre 2007.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Marian-Jean Marinescu (PPE-DE), per iscritto.(RO)Allo stato attuale, non esiste un sistema unico europeoper riconoscere ed eseguirele obbligazioni giuridichedi erogare alimenti all’estero. Le disposizioni comunitariein materia sono insufficientia perseguirei debitoriche cercano di eludere i loro obblighidi pagamento.

Secondo il presente regolamento, ogni sentenza in materia di alimenti emessa in unoStato membrodeve venire rapidamentee correttamenteeseguita in ogni altro Stato membro.

In questo modo sono garantite una vita più serena per i cittadini, nella fattispecie consentendo il rimborsodelle spese di mantenimento del bambinoda parte del genitore o di altri debitoriquando tali personerisiedono in un paese diverso rispetto a quello del bambino, l’attuazione di uno dei diritti fondamentali europei, il diritto alla vita privata, a quella familiare e alla tutela dell’infanzia, l’omogeneizzazione e la semplificazione delle normegiuridiche europeesu tutto il territorioUE e l’edificazione dello spazio europeodi libertà, sicurezza, giustizia e agevolazione del funzionamento del mercatointerno.

Penso che i tribunali notificatidovrebbero controllare lo statuto indipendentee la competenzadelle consulenze legalie prendere in considerazionela situazione delle parti durante il processo. Il creditoredi obbligazione alimentaredeve poter beneficiaredelle norme di leggenel paese di residenza, e le controversie in questo ambitodevono essere risolte in maniera meno costosa, evitando di cercare la giurisdizione più favorevole.

 
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