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Discussioni
Mercoledì 30 gennaio 2008 - Bruxelles Edizione GU

13. Ordine dei lavori
PV
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  Presidente. − Il progetto definitivo di ordine del giorno, fissato dalla Conferenza dei presidenti ai sensi degli articoli 130 e 131 del regolamento, nella riunione di giovedì 17 gennaio 2008, è stato distribuito. Sono state presentate le seguenti proposte di modifica:

Per quanto riguarda la tornata di Bruxelles

Su richiesta del gruppo GUE/NGL e con il consenso di tutti i gruppi, propongo di aggiungere le dichiarazioni sulla situazione di Gaza da parte di Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, già presente qui in Aula e al quale rivolgo un calorosissimo benvenuto, e da parte della Commissione al punto 2 dell’ordine del giorno di oggi, dopo le dichiarazioni sulla situazione in Iran.

(Il Parlamento accoglie la richiesta)

È stata anche avanzata la richiesta di concludere la discussione con la presentazione di proposte di risoluzioni e di votare al riguardo durante la seduta di febbraio.

 
  
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  Francis Wurtz, a nome del gruppo GUE/NGL. (FR) Signor Presidente, le ragioni che hanno indotto il mio gruppo a proporre un dibattito su tale questione sono le stesse che ci hanno portato a chiedere di giungere a una risoluzione a febbraio: è la possibilità di ascoltare il signor Solana e, poi, l’opportunità per quest’Aula di esprimere la propria posizione, e questo per tre motivi.

Il primo è, ovviamente, la questione del blocco di Gaza, che ci sembra una punizione collettiva assolutamente inaccettabile sul piano umanitario, controproducente dal punto di vista politico e inefficace da quello della sicurezza di Israele. Il secondo motivo è la nuova situazione emersa da quando la popolazione di Gaza ha aperto la frontiera. Terzo, e soprattutto, la risposta europea alla domanda relativa a che cosa possiamo fare per garantire che questa apertura perduri in modo controllato e stabile e per inserire questa tappa nel quadro globale del processo di pace.

Ritengo che oggi sia utile ascoltare quanto ha da dirci Javier Solana, confrontarci in merito e, a febbraio, concludere il dibattito pervenendo a una risoluzione.

 
  
  

(Il Parlamento adotta la proposta)(1)

(L’ordine dei lavori è così fissato)

 
  
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  Daniel Hannan (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, desidero presentare una mozione di procedura, ai sensi degli articoli 173, 19, paragrafi 1, 161 e 171, riguardo alla decisione della commissione per gli affari costituzionali che ha citato poc’anzi e che rappresenta, mi spiace dirlo, il momento in cui quest’Aula abbandona qualsiasi pretesa di legalità o di Stato di diritto.

La scorsa settimana lei ha chiesto, e la commissione per gli affari costituzionali glieli ha accordati, poteri discrezionali per disapplicare arbitrariamente il regolamento di quest’Assemblea secondo il suo personale punto di vista. Il regolamento non consente tale libertà d’azione. Lei ha citato l’articolo 19, paragrafo 1. Mi permetta di leggere cosa sancisce: “Il Presidente dirige, nelle condizioni previste dal presente regolamento, l’insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi.” Non attribuisce il potere discrezionale di non tenerne conto solo perché lei condivide le idee di coloro che presentano emendamenti o richieste che, sono parole sue, lei ha accolto in quanto “erano basate formalmente e soddisfacevano i requisiti del … regolamento”.

Che cosa l’ha indotta a comportarsi in questo modo, signor Presidente? Quale azione l’ha portata a rifiutare di netto il suo regolamento anziché rispettare il contenuto del diritto? Si è per caso trovato dinanzi a un ostruzionismo parlamentare che impediva l’avanzamento di qualsiasi attività? Difficile! Quelli tra noi che chiedono un referendum sono forse in tutto 40 o 50 su 785. Siano una piccola minoranza. La cosa peggiore che potevamo fare era ritardare leggermente il suo pranzo con interventi di un minuto, ma anche questo è inaccettabile per lei!

Potrebbe forse aver agito in questo modo arbitrario, ignorando lo Stato di diritto, perché sta sfogando su di noi una sorta di disprezzo che prova per gli elettori nazionali che insistono a votare contro il Trattato di Lisbona quando viene offerta loro l’opportunità di farlo?

Se sbaglio, me lo dimostri indicendo il referendum cui è ricorso quando pensava di poterli battere. Rimetta il Trattato di Lisbona nelle mani della gente. Pactio Olisipiensis censenda est!

 
  
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  Presidente. − Onorevole Hannan, quando cita le disposizioni, rafforzerebbe la sua credibilità se lo facesse citando il passaggio completo. Infatti, l’articolo 19 prosegue e afferma che “Egli”, intendendo il Presidente, “dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buon svolgimento”. Onde verificare la posizione giuridica e assicurarmi di non aver adottato alcuna decisione unilaterale non informata, ho intrapreso il percorso democratico e ho consultato coloro che hanno la massima competenza in merito a questioni che riguardano il Regolamento, vale a dire la commissione per gli affari costituzionali, la quale ha fornito a me, il Presidente, e ai miei rappresentanti l’interpretazione sulla cui base possiamo procedere. Non riesco a comprendere in quale misura tutto questo si possa definire antidemocratico, perché la procedura parlamentare seguita in questa sede è equa e democratica.

(Applausi)

 
  

(1)Per altre modifiche all’ordine dei lavori: vedasi processo verbale.

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