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Procedura : 2007/2149(INI)
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Ciclo del documento : A6-0070/2008

Testi presentati :

A6-0070/2008

Discussioni :

PV 21/04/2008 - 19
CRE 21/04/2008 - 19

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PV 22/04/2008 - 5.7
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P6_TA(2008)0131

Resoconto integrale delle discussioni
Lunedì 21 aprile 2008 - Strasburgo Edizione GU

19. Contributo del volontariato alla coesione economica e sociale (discussione)
Processo verbale
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca la relazione, presentata dall’onorevole Marian Harkin a nome della commissione per lo sviluppo regionale, sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale [2007/2149(INI)] (A6-0070/2008).

 
  
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  Marian Harkin, relatrice. (EN) Signor Presidente, grazie per l’opportunità di esprimere qualche commento sulla mia relazione sul volontariato e sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale.

Innanzi tutto, vorrei ringraziare i miei colleghi della commissione per lo sviluppo regionale per l’eccellente cooperazione in merito alla relazione e, in particolare, i relatori ombra. Vorrei anche porgere i miei ringraziamenti ai funzionari della Commissione, al personale de gruppo ALDE e al personale della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento per il loro interesse e la loro assistenza.

Oltre 100 milioni di europei svolgono attività di volontariato – una cifra incredibile! Secondo la Commissione, un numero fra un terzo e metà della popolazione europea è impegnato in qualche tipo di attività di volontariato. A mio avviso, noi, quale istituzione, abbiamo la responsabilità di riconoscere, di apprezzare e di sostenere il volontariato in ogni situazione possibile.

Il volontariato è un’attività particolare sotto diversi aspetti: è aperta a tutti ed è offerta gratuitamente; contribuisce alla coesione sociale ed economica; mette in pratica uno dei valori europei più importanti –quello della solidarietà. Che si tratti di un singolo che consegna un pasto sui pattini a rotelle ad un vicino anziano, o di migliaia di persone che si mobilitano in caso di disastro naturale, quali inondazioni o incendi di foreste, i volontari possono contribuire a costruire comunità e a ridurre l’alienazione.

Il volontariato come attività supera le generazioni. E’ una risorsa talvolta latente, che risiede all’interno di comunità, di organizzazioni e di reti. E’ un’energia all’interno di ciascuno di noi, ma è attivata solo quando ci impegniamo con gli altri. A mio avviso, è una forma preziosissima di energia rinnovabile.

Esiste un forte legame fra il volontariato e la cittadinanza attiva: la partecipazione ad attività di volontariato è un’espressione tangibile di democrazia partecipativa. In quest’Aula, noi rappresentiamo i nostri cittadini e quali politici siamo impegnati a favore di una democrazia rappresentativa, ma talvolta non prestiamo abbastanza attenzione all’altra parte dell’equazione: democrazia partecipativa. Questo è il modo in cui i cittadini, attraverso le loro attività, partecipano al processo democratico, e il volontariato facilita questo importante processo.

Passando alla mia relazione, essa contiene una serie di suggerimenti pratici su come possiamo aggiungere valore a livello europeo. La Commissione deve svolgere un ruolo per assicurare che gli Stati membri aderiscano al principio di partenariato contenuto negli orientamenti strategici della Comunità sulla coesione e per garantire che non manteniamo l’illusione dell’inclusione di ONG, gruppi di volontariato, ecc., come accade attualmente in numerosi Stati membri.

Credo anche che dovrebbe essere creato un sistema a titolo di tutti i fondi europei, nell’ambito del quale l’attività di volontariato sia riconosciuta come contributo a progetti di cofinanziamento. Se riusciamo a farlo, mostreremo con la nostra azione che sosteniamo i volontari.

Dovremmo ampliare le opportunità e i programmi già in fare di realizzazione per facilitare il volontariato fra i giovani e creare opportunità e programmi simili per facilitare il volontariato fra i più anziani. E, ad ogni occasione possibile, dovremmo promuovere il volontariato intergenerazionale.

Un altro settore in cui la Commissione può agire è la previsione di un regime di visti più liberale, perché i volontari dei paesi vicini siano coinvolti in programmi sponsorizzati dall’UE.

Gli Stati membri possono svolgere un ruolo importante producendo conti satellitari periodici, in modo da potere misurare il valore del volontariato e delle istituzioni no-profit. Le cifre per molti paesi, fra cui USA, Belgio, Repubblica ceca e Canada, indicano che le istituzioni no-profit rappresentano dal 5 per cento al 7 per cento del PIL. I responsabili delle politiche non possono ignorare queste cifre e devono tenerne conto in sede di elaborazione delle politiche. Inoltre, per ogni euro che le organizzazioni spendono per sostenere i volontari, hanno ricavato in media un rendimento compreso fra il 3 per cento e l’8 per cento. Nemmeno la BCE può uguagliare quel tasso di rendimento.

Gli Stati membri possono sostenere attività di volontariato attraverso la creazione di infrastrutture di volontariato per trattare questioni quali il finanziamento di base, la copertura assicurativa e le esenzioni IVA ove opportuno.

Infine, uno dei nostri compiti nell’UE è dare un impatto positivo sulle vite dei cittadini e aggiungere valore a livello europeo. Possiamo farlo sostenendo i volontari e le attività di volontariato in modo tangibile.

(Applausi)

 
  
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  Danuta Hübner, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, desidero ringraziare di cuore l’onorevole Harkin per la sua relazione. La relazione fa riferimento a numerose politiche comunitarie e a molte iniziative, sottolineando il forte legame esistente fra il volontariato e la cittadinanza attiva.

Apprezzo in modo particolare le osservazioni sul programma PEACE, che ha registrato una massiccia partecipazione di volontari. Ci incontreremo di nuovo nel mese di maggio per discutere la relazione dell’onorevole de Brún, nella quale, sono convinta, saranno presenti esempi di emancipazione locale, in particolare attraverso il settore del volontariato e le organizzazioni non governative.

Per quanto riguarda le sue raccomandazioni sul contributo in natura, vorrei dire che, mente l’articolo 56 del regolamento regionale sul Fondo europeo di sviluppo, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione consente già un contributo in natura per i progetti cofinanziati dall’UE, la sfida reale è l’uso di questa disposizione. Ma vorrei dire che, in particolare nelle iniziative locali, che sono cofinanziate dal Fondo sociale, è abbastanza frequente che volontari forniscano un contributo prezioso, mentre vi sono state anche molte attività, specialmente nell’iniziativa URBAN in Germania, Italia, Regno Unito e Grecia, che hanno sostenuto una vasta gamma di organizzazioni di volontariato.

Il volontariato può essere visto come una forte componente di un principio di partenariato. Spesso in quest’Aula ho ribadito il pieno impegno della Commissione per l’effettiva attuazione del principio di partenariato, in particolare nella nuova generazione della politica di coesione. Abbiamo insistito sul partenariato durante i negoziati di nuovi programmi e adesso abbiamo a disposizione molti esempi positivi di forte impegno per il partenariato. Ma, ovviamente, come sapete, esiste una grande varietà di approcci verso il partenariato e il volontariato nei nostri Stati membri.

Noto anche il ruolo della sua relazione nella preparazione del terreno per la prossima relazione di propria iniziativa sulla governance e il partenariato a livello nazionale, regionale e locale, che sarà presentata dall’onorevole Beaupuy.

Vorrei dire qualcosa sulle politiche e le iniziative specifiche nel settore del volontariato in cui la Commissione è stata particolarmente attiva. E’ degno di menzione il servizio europeo di volontariato e cittadinanza attiva europea nel nuovo programma di apprendimento per tutto l’arco della vita dell’UE.

Il mio collega Ján Figeľ sta preparando attualmente una nuova iniziativa sulle attività di volontariato dei giovani, che incorporerà molte delle aspirazioni espresse nella sua relazione. Rafforzare e promuovere attività di volontariato transeuropee migliorerà ulteriormente la mobilità dei nostri cittadini giovani. Nella sua nuova iniziativa, la Commissione cercherà di garantire una maggiore interoperabilità dei regimi di volontariato nazionali esistenti.

Anche il Libro bianco sullo sport sottolinea che le attività di volontariato nel settore dello sport rafforzano la coesione sociale e l’inclusione e promuovono la democrazia locale e la cittadinanza attiva. Vi è anche il riferimento allo sport nel Trattato di Lisbona, che prevede “delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa la promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto […] delle sue strutture fondate sul volontariato”.

Qui condividiamo l’idea che abbiamo bisogno di un approccio più olistico al contributo del volontariato alla coesione economia e sociale dell’Europa. Questo dovrebbe sicuramente tenere conto della sfida della popolazione europea in fase di invecchiamento. Al riguardo, la sua proposta di “volontariato intergenerazionale” merita di essere ulteriormente approfondita.

Date queste premesse, sono lieta di dirvi che la Direzione generale “Istruzione, Formazione, Cultura e Gioventù“ della Commissione europea sta avviando una valutazione della situazione del volontariato in Europa. Questa valutazione servirà come fonte per una migliore conoscenza e offrirà una solida base per ulteriori iniziative in questo campo, dato che non è stato sviluppato finora a livello di UE alcun approccio sistematico e integrato verso il volontariato.

Sono convinta che tutti coloro ai quali vi rivolgete nella proposta di risoluzione risponderanno alla vostra richiesta. Potete sicuramente contare sul sostegno della Commissione.

Vorrei anche assicurarvi che saranno esaminate tutte le altre richieste che avete rivolto più specificamente alla Commissione, in particolare dai commissari Figeľ e Špidla.

 
  
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  Tunne Kelam, a nome del gruppo PPE-DE. (EN) Signor Presidente, a nome del gruppo PPE-DE, vorrei innanzi tutto congratularmi con l’onorevole Harkin per l’eccellente e tempestiva relazione. Il punto è avere una migliore comprensione sul potenziale e sul ruolo del volontariato, che potrebbe essere definito uno dei fondamenti della società civile. Infatti, il volontariato riguarda l’iniziativa di cittadini e, quindi, è direttamente collegato alla solidarietà, che è il valore di base dell’Europa unita. Come la relatrice ha appena affermato, è una delle forme più efficienti di energia rinnovabile.

Credo che lo scopo della relazione sia incoraggiare gli Stati membri a riconoscere il valore del volontariato nella promozione della coesione sociale ed economica. Lo Stato, ovviamente, non è tenuto a finanziare il volontariato, altrimenti perderebbe il suo significato, ma lo Stato è invitato a offrire incentivi al settore privato perché sostenga il volontariato.

Il Parlamento si è anche rivolto alla Commissione per i ritardi nella presentazione di una proposta di Carta europea del volontariato, che dovrebbe definire meglio il ruolo del volontariato. Una parte molto importante di questa relazione è la richiesta di promozione del volontariato attraverso l’istruzione a tutti i livelli, iniziando a creare opportunità di volontariato in una fase precoce del sistema scolastico e anche a promuovere il volontariato nell’ambito dell’apprendimento permanente.

Vorrei esprimere il mio ringraziamento, ancora una volta, per quest’eccellente collaborazione. Siamo stati in grado di discutere quasi tutti gli emendamenti in uno spirito positivo e costruttivo e a servirci della maggior parte delle iniziative.

 
  
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  Catherine Stihler, a nome del gruppo PSE. (EN) Signor Presidente, accolgo positivamente la relazione dell’onorevole Harkin sul volontariato e mi congratulo con lei per la sua collaborazione con i colleghi nella fase preparatoria. Oltre cento milioni di cittadini dell’UE svolgono attività di volontariato, e ogni euro speso a loro sostegno genera un rendimento compreso tre e otto euro. In Scozia, con 1,2 milioni di volontari – su una popolazione di 5 milioni di abitanti – e un settore del volontariato pari al 5 per cento della forza lavoro, dobbiamo riconoscere pubblicamente gli sforzi dei volontari in Scozia e nell’UE.

La relazione elogia i volontari e si incentra sui vantaggi del volontariato per l’economia e la coesione sociale. Chiede, a ragione, che questo contributo risulti in maniera evidente nei conti nazionali. Dichiara che il volontariato contribuisce al prodotto interno lordi in numerosi paesi quasi quanto il settore edile o quello dei servizi di pubblica utilità. Ciò significa che in alcuni paesi dell’UE il settore no-profit rappresenta dal 5 per cento al 7 per cento del PIL.

Il volontariato è positivo per voi, la vostra comunità, lo sviluppo economico della vostra regione e l’economia nazionale. Contribuisce anche a costruire il capitale sociale di cui le politiche pubbliche hanno bisogno per avere successo. Sollecito la Commissione europea a mettere in atto un Piano V per il riconoscimento del Valore e della Validità e per la garanzia della Visibilità dei Volontari in Scozia e nel resto dell’UE e invito i colleghi a sostenere la relazione Harkin.

 
  
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  Jean Marie Beaupuy, a nome del gruppo ALDE. (FR) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, anch’io vorrei unirmi ai colleghi nel ringraziare e congratularmi con l’onorevole Harkin, per avere elaborato questa relazione. Ma non è un caso, perché la nostra collega ha una lunga esperienza nel settore del volontariato ed è quindi naturale per lei avere proposto questa relazione. Certo, abbiamo fatto di tutto affinché ottenesse questa relazione ed ella l’ha redatta in uno spirito di consenso perché, l’avete già affermato, abbiamo presentato solo un emendamento sul quale ella è d’accordo. Ciò dimostra la qualità della sua relazione e credo che meriti di essere sottolineato con fervore, con forza.

Signora Commissario, anticipandoci, direi, fin dall’inizio del suo intervento, lei ha già dato una serie di risposte positive alle richieste che sono formulate nella relazione. La ringrazio in anticipo e probabilmente alcuni degli altri interventi dei colleghi le consentiranno senz’altro, fra poco e nei giorni che seguiranno, di dare risposte complementari da parte della Commissione.

Vorrei sottolineare, a integrazione di ciò che è stato detto e di ciò che è scritto nella relazione, che se vi sono cento milioni di europei che si dedicano ogni giorno ad aiutare 500 milioni di europei, non dobbiamo dimenticare che questi cento milioni di europei volontari ne traggono un profitto personale, non in senso monetario, ma nel senso di appagamento personale. Voi tutti conoscete, noi tutti conosciamo di certo dei responsabili di squadre sportive, responsabili culturali, responsabili sociali, senza i quali le nostre associazioni e organizzazioni non governative non funzionerebbero. Ma queste persone hanno bisogno di questo impegno per la loro realizzazione personale.

In una società che invecchia, in una società in cui abbiamo sempre più giovani pensionati, abbiamo bisogno anche dell’equilibrio individuale procurato dal volontariato. Allora, per motivi economici, ma anche per la realizzazione dei valori umani dei nostri concittadini, più di cento milioni di loro, facciamo in modo che il volontariato sia valorizzato nelle nostre società e auguriamoci, negli anni futuri, che saranno molti di più di cento milioni i concittadini che saranno impegnati nel volontariato. Grazie all’onorevole Marian Harkin, grazie alla Commissione, grazie ai governi e alle autorità regionali e locali che vorranno sostenere con le loro azioni, già a partire da domani, i desideri espressi dal Parlamento europeo.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski, a nome del gruppo UEN. (PL) Signor Presidente, signora Commissario, a nome del gruppo UEN desidero esprimere il mio forte apprezzamento all’onorevole Harkin per avere affrontato questo argomento. Il volontariato è un lavoro volontario, gratuito e intenzionale a favore di altri. Trascende i rapporti di famiglia o di amicizia. Sebbene sia un lavoro senza remunerazione materiale, un volontario riceve soddisfazioni di altro tipo: soddisfa la prioria motivazione, si realizza e mostra solidarietà ad altri. Il volontariato è altamente educativo per i giovani e molto rinvigorente per gli anziani.

In questo contesto, l’influenza delle organizzazioni di volontariato sul rafforzamento delle comunità locali e regionali dovrebbe essere vista in modo positivo. Credo che contribuisca a costruire una società civile nella quale una persona aiuta altruisticamente un’altra ed è comprensiva verso gli altri senza essere una minaccia. Il caso irlandese, che ho avuto il piacere di conoscere, ne è un buon esempio.

Tale comprensione del volontariato significa anche che il volontario, che spesso è anche un benefattore, non deve soffrire di penalizzazioni materiali quando aiuta gli altri e offre loro doni. Mi riferisco qui al caso ben noto della Polonia, di un panettiere il cui esercizio ha dovuto chiudere perché gli era stato chiesto di pagare le tasse sul pane donato ai poveri.

Vorrei anche sottolineare l’ottima idea di dichiarare il 2011 Anno europeo del volontariato.

 
  
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  Gisela Kallenbach, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, anch’io vorrei ringraziare l’onorevole Harkin per la sua relazione equilibrata e completa.

E’ il risultato di uno sforzo condiviso per dare maggiore visibilità a livello europeo agli obiettivi, al merito e al significato sociale del volontariato. Esistono innumerevoli iniziative di volontariato negli Stati membri che danno importanti contributi, non solo dal punto di vista economico, ma anche in termini sociali e di integrazione. Tuttavia, spesso manca la dimensione europea, così necessaria per la messa in rete.

Abbiamo già dimestichezza con il servizio europeo di volontariato per giovani, e ci occorrono programmi simili per i gruppi di tutte le età, in particolare per il crescente numero di pensionati che sono attivi, sani e hanno esperienza. Anche loro potrebbero contribuire in larga misura a rendere la Comunità europea più valida, e le misure esistenti nell’ambito delle nostre politiche regionali e di coesione potrebbero essere usate a tal fine.

Abbiamo bisogno di condizioni quadro e di definizioni adeguate che siano quanto più chiare possibile, nell’interesse di uno sviluppo a breve e a lungo termine dell’intero settore del volontariato. La Commissione e anche il Consiglio hanno compiuto i primi passi. La mia speranza è che entrambe le istituzioni sostengano le proposte e i suggerimenti del Parlamento, così che l’Anno europeo del volontariato – proposto in comune per il 2011 – sia un vero successo.

 
  
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  Lambert van Nistelrooij (PPE-DE). (NL) Signor Presidente, i volontari fanno tantissimo, soprattutto a livello locale e regionale. La coesione sociale ed economica ne riceve un forte aspetto personale. Esiste una differenza fra città in talune zone dell’Europa. Nei cosiddetti nuovi Stati membri, il numero di volontari rimane ancora molto basso. Si stanno compiendo sforzi e la relazione dell’onorevole Harkin offre idee positive per sostenere i volontari e incoraggiarne l’azione a tutti i livelli. Secondo il PPE-DE, non vi sono volontari da un lato e professionisti dall’altro. Non esiste alcuna tensione fra di essi: gli uni non possono fare a meno dell’aiuto degli altri. Entrambi i gruppi, professionisti e volontari, fanno parte del modello sociale che l’Europa rappresenta, di società civile, dove anche l’influenza dei cittadini è forte. Questo è il famoso principio del partenariato.

Vorrei citare un punto dei risultati del dibattito nella commissione. Il nuovo articolo 17 riguarda la questione se il lavoro di volontariato debba essere incentivato dal punto di vista fiscale. La risposta è sì, ma la forma che può assumere è molto diversa. E’ una questione che rientra nella competenza degli Stati nazionali, in particolare se parliamo di IVA. Nei Paesi Bassi, il mio paese, esiste un regime specifico: ad esempio, le attività di associazioni sportive sono esenti; anche altre attività, quali la gestione di mense, sono in parte esentate, così come la sponsorizzazione di terzi. Per questo è bene che nel 2010, quando sarà discussa la revisione del regime IVA, questa relazione sia presa in considerazione e mostri i buoni esempi negli Stati membri che possono essere ripresi dagli altri.

Infine, per fare ancora una volta il punto della situazione, il volontariato merita il nostro ampio sostegno nella chiesa, nella politica e in altri settori della società.

 
  
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  Andrzej Jan Szejna (PSE). (PL) Signor Presidente, promuovere un ruolo attivo e consapevole dei cittadini nella società è uno dei principi fondamentali accolti dalla famiglia socialista europea. Sosteniamo la partecipazione ad attività di volontariato quando è un’espressione concreta della democrazia partecipativa.

A livello europeo, il volontariato è un’espressione pratica di valori europei, quali la solidarietà, la coesione e l’integrazione sociale. Per molti, al di là della partecipazione alle elezioni a vari livelli, la partecipazione ad organizzazioni di questo tipo è l’unica esperienza legata al processo democratico. E’ quindi soddisfacente che più del 20 per cento degli abitanti dell’UE prenda parte a diverse attività di volontariato. Tali attività contribuiscono a ridurre le differenze economiche e sono un catalizzatore delle attività di varie associazioni, creando quindi capitale sociale.

Il concetto di capitale sociale è sempre più usato da organizzazioni quali l’OCSE o dalla Banca mondiale nel contesto dello sviluppo socioeconomico locale. L’Unione europea dovrebbe aumentare il suo sostegno per le varie forme di partecipazione, in particolare in relazione alla pianificazione regionale e allo sviluppo locale, avvalendosi delle strategie politiche dell’UE e dei Fondi europei.

 
  
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  Maria Petre (PPE-DE). (RO) Innanzi tutto, vorrei congratularmi con la relatrice per il suo lavoro e lo speciale impegno nella materia.

Ho seguito questa relazione da vicino, perché il volontariato ha una grande importanza nell’attuale società.

Gli effetti positivi possono essere misurati in termini di coesione sociale, protezione dei diritti umani, assistenza medico-sanitaria, promozione e organizzazione di attività culturali, artistiche e istruttive.

Gli effetti sono essenziali per la popolazione e l’economia. Eppure quest’attività è sottovalutata, a mio avviso, e troppo sconosciuta dal pubblico.

Le conseguenze sono negative per il volontariato, dato che il sostegno da parte dello Stato è insufficiente, anche se può rappresentare una parte importante dell’economia di un paese.

Quale eurodeputato, proveniente da un paese ex comunista, posso parlarvi della bassissima partecipazione al volontariato nel mio paese.

Poiché il regime comunista ha introdotto il lavoro non pagato obbligatorio per servire lo Stato, questa pratica, adesso, nell’inconscio delle persone, è associata a quel periodo.

Oggi, la percentuale di volontari in Romania è molto più bassa rispetto alla maggior parte degli Stati membri. L’attività è spesso sconosciuta dai cittadini, la politica statale non l’incoraggia e anche la mentalità delle persone non è a favore del volontariato.

I cittadini dovrebbero essere informati degli effetti positivi del volontariato. D’altro lato, dovremmo evitare situazioni di abuso che si sono verificate, ad esempio organizzazioni che hanno adottato questo status giuridico per trarne profitto.

Sostengo il volontariato quale importante attività e vorrei che fosse promosso e sostenuto nell’intera Unione europea, specialmente nei paesi ex comunisti, dove gli sforzi andrebbero rafforzati.

 
  
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  Stavros Arnaoutakis (PSE). (EL) Signor Presidente, signora Commissario, anch’io vorrei congratularmi con la relatrice per l’eccellente lavoro, e sottolineare che la partecipazione e il volontariato nella società sono impagabili. A livello nazionale e locale, sono i mezzi con i quali la democrazia partecipativa si esprime e consentono l’attiva partecipazione dei cittadini all’arena pubblica. A livello europeo, il volontariato può contribuire alla creazione di legami più stretti fra i cittadini dell’UE.

Inoltre, attraverso le ulteriori risorse umane che offre alla vita sociale ed economica, ed anche attraverso il suo contributo alla creazione di capitale sociale, il volontariato contribuisce significativamente a raggiungere gli obiettivi dell’UE per la coesione economica e sociale.

Il valore aggiunto del volontariato non dovrebbe essere sottovalutato. In particolare oggi, nel momento in cui l’UE affronta importanti sfide sociali, economiche e ambientali, il volontariato non solo dovrebbe essere incoraggiato, ma anche sostenuto dalle politiche europee, in particolare da quella di coesione. Gli Stati membri e le autorità regionali dovrebbero cercare di far sì che gruppi e progetti di volontariato possano avere un accesso trasparente e flessibile a finanziamenti adeguati e sostenibili a titolo dei Fondi strutturali.

 
  
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  James Nicholson (PPE-DE). (EN) Signor Presidente, vorrei ringraziare, innanzi tutto, l’onorevole Harkin per il duro lavoro e questa relazione pregnante e tempestiva, che è stata accolta positivamente dalla commissione per lo sviluppo regionale.

Sostengo appieno il tema centrale della relazione - cioè che il volontariato, attraverso l’attenzione rivolta alla partecipazione e la solidarietà, rafforza la società civile e i legami fra le comunità. Accolgo positivamente la posizione della relazione sul ruolo che gli Stati membri dovrebbero svolgere con riguardo al volontariato. Concordo pienamente con la posizione che il volontariato dovrebbe integrare – e non sostituire – i servizi pubblici.

Al riguardo, viene in mente il ruolo che i badanti svolgono nelle nostre società, nei paesi di tutta l’Europa. Spesso queste persone dedicate sono dimenticate, anche se la loro attenzione verso gli anziani e i disabili sgrava da un enorme peso le risorse statali.

La relazione, inoltre, sottolinea saggiamente che il volontariato può avere enormi vantaggi per i giovani, promuovendo un senso di comunità e consentendo loro di sviluppare abilità pratiche che integrano la loro istruzione formale.

Un altro punto indicato dalla relazione è che dovrebbero essere compiuti sforzi speciali per promuovere il volontariato fra i cittadini più anziani. La partecipazione di questo gruppo offre alle comunità l’opportunità di trarre vantaggio dalla loro ricchezza di esperienza e rafforza il loro posto essenziale nella società.

Per me, tuttavia, questa relazione ha un valore aggiunto: nella mia circoscrizione, nell’Irlanda del Nord, stiamo ricostruendo una società che è stata profondamente colpita dalla violenza e dai conflitti. Sebbene adesso siamo entrati in un periodo caratterizzato dalla pace e da una maggiore prosperità, in alcune zone della provincia gli effetti dell’esclusione sociale, del sottosviluppo e della divisione sono ancora troppo evidenti.

La relazione dell’onorevole Harkin riconosce specificamente il ruolo positivo che il volontariato può svolgere in società divise e, se consideriamo il caso dell’Irlanda del Nord, l’intero concetto alla base del processo di pace è che le persone lavorano insieme a livello trans-comunitario per promuovere la comprensione e la riconciliazione. In larga misura, queste iniziative hanno avuto un impatto positivo.

Mi auguro, quindi, che l’adozione della relazione da parte dell’Assemblea farà sì che l’importanza del volontariato sia riconosciuta e che la Commissione e gli Stati membri faranno tutto ciò che è in loro potere per facilitare e incoraggiare questa pratica.

 
  
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  Emmanouil Angelakas (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, la relazione dell’onorevole Harkin sul volontariato è un modo per il Parlamento europeo di dimostrare il suo aspetto sociale ai cittadini europei. La relazione promuove l’idea di contributo, che è trattata in modo completo e oggettivo sia a livello teorico che pratico. Il lavoro della nostra collega è importante. Lo accolgo positivamente e me ne congratulo di cuore.

Anche noi, ripetutamente, abbiamo cercato di contribuire all’attività della collega. Abbiamo sottolineato, fra l’altro, l’importanza del volontariato aziendale, il coordinamento delle iniziative di volontariato, riconciliando famiglia e vita professionale, nonché la creazione di sezioni di volontariato ad azione rapida in ogni regione per affrontare celermente disastri naturali e incidenti.

In generale, il volontariato contribuisce, fra l’altro, a fare aumentare il PIL. Come è stato detto, il volontariato favorisce l’acquisizione di abilità e migliore l’occupabilità di un volontario. Fornisce alle persone socialmente e scolasticamente escluse e ai disoccupati vere e proprie opportunità e incoraggia gli immigranti a partecipare alla comunità locale.

Le azioni e l’attività dei volontari parlano da sole. Nel mio paese, la Grecia, ad esempio, i volontari dei Giochi olimpici del 2004 ci hanno fatto vincere la medaglia più importante. I volontari, sia individuali che di gruppo, sono essenziali n termini sociali, economici, ambientali e culturali. Unificano tutte le differenze e particolarità, promuovendole e rivelandole in uno spirito di obiettivi concordi e comuni.

Mi congratulo con la relatrice ancora una volta. Vi chiedo di sostenere la relazione dell’onorevole Harkin e di unirvi a noi nel firmare la dichiarazione scritta comune che abbiamo redatto con altri deputati, chiedendo che il 2001 sia dichiarato Anno europeo del volontariato.

 
  
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  Zbigniew Zaleski (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, il volontariato, al di là dell’aspetto economico, ha grande valore educativo, soprattutto per i giovani volontari, nella loro patria o all’estero, in diversi settori della vita sociale, economica e educativa. Volontario significa “senza pagamento”, ma noi, istituzioni europee, posiamo contribuire a intensificarlo con vari mezzi.

Nella relazione, che reputo importante perché aumenta il nostro livello di consapevolezza, manca qualcosa. Un gruppo che non è stato menzionato sono i conventi maschili e femminili, i missionari che svolgono lavoro volontario nel mondo o organizzano e promuovono questo lavoro. Apprezzerei una stima monetaria del loro contribuito al benessere della popolazione.

Il volontariato è il prodotto di motivazioni intrinseche e di puro altruismo, che sono valori che non possono essere sopravvalutati. Questa è una relazione fondamentale per il nostro modo di pensare.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN). (PL) Signor Presidente, il lavoro dei volontari non è valutato tanto quanto dovrebbe. La formazione degli atteggiamenti civici attraverso il volontariato non sempre riceve la dovuta attenzione.

Le autorità locali sono responsabili dell’organizzazione e della’ assistenza sociale, compresa l’alimentazione dei poveri. Talvolta un’ONG locale che svolge gratuitamente attività di volontariato deve pagare elevati affitti al governo locale per i locali quali cucine e mense destinati ai poveri e ai senzatetto. Inoltre, talvolta non riceve alcuna risorsa per il cibo o per la copertura assicurativa dei volontari. Poiché i volontari non sono retribuiti, non sono in grado di sostenere le attività dell’ONG. In questo contesto, attirerei la vostra attenzione sul paragrafo 15 della relazione. La situazione demografica in Europa sottolinea il crescente ruolo del settore del volontariato, in primo luogo nel contribuire all’assistenza agli anziani. Ecco perché il documento presentatoci è così importante. Desidero congratularmi con la relatrice, l’onorevole Harkin.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, vorrei attirare la vostra attenzione su due forme specifiche di volontariato.

La prima è il trasferimento di know-how in un settore altamente specializzato. Persone con esperienza e istruite trasferiscono la loro conoscenza, le loro abilità o forse le conquiste del loro gruppo professionale ad altri. Quelli che beneficiano di tale know-how sono spesso alle prime fasi della loro istruzione, di assimilazione di conoscenza o abilità, di gestione di nuove sfide o della loro propria trasformazione.

L’altro settore del volontariato riguarda i giovani. Insegna la capacità di vivere e promuove la loro partecipazione nella vita civile. Viaggiare in altri paesi nell’ambito del volontariato promuove a sua volta il dialogo interculturale e insegna tolleranza e rispetto. Ecco perché le autorità locali e nazionali e le organizzazioni internazionali dovrebbero fare di più per sostenere e promuovere il volontariato.

 
  
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  Rumiana Jeleva (PPE-DE). (BG) Concordiamo tutti con la conclusione contenuta nell’eccellente relazione dell’onorevole Harkin che il volontariato può svolgere un ruolo importante per lo sviluppo delle comunità locali, della società civile e della democrazia. Questo è il motivo per cui il volontariato e le organizzazioni di volontariato hanno bisogno di incoraggiamento e di sostegno. Vorrei osservare, al riguardo, che la creazione di una banca dati europea per fornire informazioni di base sulle varie organizzazioni di volontari nell’Unione europea e i dettagli sulle migliori pratiche fornirà la guida necessaria su come migliorare il sistema del volontariato. La creazione di un’unica banca dati europea consentirà un partenariato e una cooperazione più efficaci e rafforzerà gli accordi internazionali per lo scambio di volontari. Questo è particolarmente importante per i giovani e i bambini in età scolare. Acquisendo esperienza nelle organizzazioni di volontariato in una fase precoce, percepiranno la partecipazione al volontariato come un contributo normale alla vita delle loro comunità locali e alla società europea.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN). (PL) Signor Presidente, oggi stiamo discutendo della relazione dell’onorevole Harkin sul volontariato nell’Unione europea. L’importanza del ruolo del volontariato in Europa nel futuro dipende in parte da noi. Desidero solo rammentare che ogni anno milioni di cittadini dell’UE svolgono attività di volontariato, sia direttamente che indirettamente. Le attività di volontariato sono svolte a livello locale, regionale e internazionale e ovunque generano profitti di gran lunga maggiori delle spese. Ecco perché credo che siano necessarie una cooperazione più stretta e più forte fra gli Stati membri e le organizzazioni senza scopo di lucro e la creazione di sistemi efficaci per facilitare la cooperazione fra tutte le organizzazioni di volontariato all’interno dei singoli paesi e al di là delle frontiere.

Le tasse imposte agli sponsor per i loro doni e il fatto che l’IVA debba essere pagata dalle organizzazioni di volontariato per gli acquisti realizzati per conseguire i loro obiettivi sono i problemi principali che trattengono e limitano l’attività di volontariato. Credo che tali problemi dovrebbero essere risolti quanto prima.

 
  
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  Petru Filip (PPE-DE). (RO) Vorrei esprimere il mio apprezzamento per l’importanza della relazione dell’onorevole Harkin, per le discussioni sul nuovo modello economico e sociale europeo e gli sforzi costanti tesi a migliorare la coesione economica e sociale a livello di Unione europea.

Tenendo a mente le soluzioni che propone, ritengo che la relazione offra una serie di principi generosi ed estremamente utili, in grado di favorire un miglioramento della qualità di vita dei cittadini europei.

Ritengo, così come ho fatto al momento della presentazione di emendamenti, che probabilmente sarebbe stato meglio sottolineare con maggiore fermezza, nella relazione, il moderno concetto di volontariato, stabilendo esplicitamente le condizioni senza le quali ogni azione di volontariato potrebbe essere interpretata come atto unilaterale.

Vorrei anche mettere in evidenza il ruolo delle religioni ai fini del raggiungimento dei principi cristiani legati al volontariato.

 
  
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  Danuta Hübner, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, solo due brevi osservazioni. Vorrei dire che anche le migliori politiche non possono dare frutti senza il pieno coinvolgimento di tutti coloro che sentono una corresponsabilità e anche l’esigenza di impegnarsi e di contribuire. Il volontariato e il partenariato sono i modi migliori per assicurare questo coinvolgimento.

Desidero assicurarvi che condividerò le vostre conclusioni con i miei collegi nella Commissione. Sono convinta che le valutazioni future della situazione del volontariato in Europa, e il loro seguito, trarranno ispirazione dalla risoluzione che adotterete e anche dalla discussione che ho avuto il privilegio di condividere con voi questa sera.

 
  
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  Marian Harkin, relatore. (EN) Signor Presidente, innanzi tutto desidero ringraziare ognuno di voi per le gradite osservazioni e il sostegno nell’elaborazione della relazione. Vorrei solo aggiungere qualche riflessione.

Apprezzo il riferimento del Commissario ai contributi in natura da parte dei gruppi di volontari e, mentre riconosco che i contributi in natura sono applicabili ad alcuni progetti finanziati dall’UE, credo che dobbiamo garantire che questo diventi lo status quo.

Attendo con ansia la comunicazione del Commissario Figeľ sul volontariato giovanile e l’impegno del Commissario Hübner a esaminare e, mi auguro, a promuovere il volontariato intergenerazionale.

Chiedo di nuovo alla Commissione di garantire che il principio del partenariato sia accettato in tutti i negoziati e nelle consultazioni per l’elaborazione dei programmi UE a livello nazionale. Questo è fondamentale, perché è un riconoscimento reale da parte dell’UE che i volontari, le ONG, e così via. fanno parte del processo, non solo una specie di aggiunta, non sono lì solo per l’apparenza, ma fanno parte integrante del processo.

Per quanto riguarda l’emendamento proposto su possibili esenzioni dall’IVA, è un buon compromesso e sono molto lieta di sostenerlo.

Vorrei anche cogliere l’occasione per chiedere che il 2011 sia proclamato Anno europeo del volontariato e chiedo il sostegno dell’Assemblea a firmare la dichiarazione scritta che è stata proposta dai parlamentari dei cinque gruppi politici più grandi.

In questa richiesta, sono appoggiata dal Comitato delle regioni, dal Forum economico e sociale, dalle conclusioni della Presidenza portoghese e da numerosi gruppi di volontari in tutta l’Europa.

Se la Commissione proclamasse il 2011 Anno europeo del volontariato, ciò consentirebbe alle istituzioni dell’UE, in collaborazione con organizzazioni di volontari, di lavorare verso obiettivi comuni, come ho detto prima, per aggiungere valore a livello europeo.

Infine, in questo contesto, dovremmo incoraggiare lo sviluppo della società civile e della democrazia partecipativa, dando reale significato all’obiettivo di avvicinare l’Europa ai suoi cittadini.

La promozione, il sostegno e la facilitazione del volontariato e di azioni di volontariato, accompagnate dalla crescita del capitale sociale, dimostreranno di essere un prezioso strumento per il conseguimento di quegli obiettivi.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà martedì, 22 aprile 2008.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Zita Gurmai (PSE) , per iscritto.(HU) In Europa, più di cento milioni di persone lavorano come volontari per bene pubblico e per gli altri. Nel Regno Unito, il 38 per cento dell’intera popolazione partecipa in attività di volontariato e in Polonia la cifra è del 18 per cento.

L’attività di volontariato non può essere separata dalla vita lavorativa europea ed è vista come un cardine della democrazia a livello sia locale che pubblico. Il volontariato dei nostri cittadini contribuisce a risolvere problemi sociali e promuove l’acquisizione di abilità e di sensibilità sociale. Il volontariato offre alle persone di diversi gruppi della popolazione opportunità di integrazione e di inclusione, gli anziani possono partecipare alla vita sociale, investire un periodo di vita di esperienza e sentire che possono svolgere un ruolo utile per un tempo più lungo.

Gli incentivi per il volontariato sono gli stessi dei valori di base europei: solidarietà e senso di responsabilità. Vi è un crescente riconoscimento nell’UE dell’utilità del volontariato e le organizzazioni di volontariato sono coinvolte più da vicino nei processi decisionali.

Negli ultimi anni, il settore del volontariato è diventato più ramificato. L’interesse nel volontariato è crescente, ma manca un debito riconoscimento, le ricompense materiali sono ristrette e le infrastrutture carenti. Questa situazione deve cambiare. Per dare sostegno al volontariato e migliorare il riconoscimento sociale, è importante che sia creata una comunità di intensi, con trasferimento delle migliori pratiche ed esperienze dagli attori attivi – governo, imprese, sindacati e organizzazioni di volontariato – lavorando insieme nel dialogo e nel partenariato.

 
  
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  Anna Záborská (PPE-DE), per iscritto.(SK) Vorrei parlare in prima persona. Sebbene sia membro del comitato direttivo di una grande associazione nazionale slovacca, il Forum per la vita, so che i volontari che agiscono indipendentemente piuttosto che attraverso associazioni specializzate rappresentano anch’essi un raggio di speranza che penetra l’oscurità della solitudine e sostiene la lotta contro le tentazioni della violenza e dell’egoismo.

Cosa spinge un volontario a prendersi cura degli altri? Il primo elemento è il naturale entusiasmo sincero degli esseri umani ad aiutare quelli che li circondano. E’ un principio quasi esistenziale della creazione di capitale umano, così richiesto per il futuro della coesione sociale nelle regioni. I volontari provano una felicità che va oltre il loro lavoro perché hanno la volontà di fare del loro meglio per gli altri, senza aspettarsi alcuna ricompensa. Non basta solo incontrare persone in difficoltà finanziarie: è anche essenziale rispondere al loro desiderio di valori e ai loro desideri più profondi.

Il tipo di aiuto che noi offriamo è importante, ma è ancora più importante il cuore che offre questo aiuto. Che parliamo di un microprogetto o di un grande progetto, il volontariato dovrebbe essere una lezione pratica, specialmente per i giovani, poiché è un contributo educativo alla cultura della solidarietà e dell’unione, significa offrire il proprio tempo e le proprie energie. Per me, questo è un contributo importante sia per la generazione presente che per quella futura, e per la loro coesistenza.

 
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