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Procedura : 2006/2223(INL)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A6-0076/2008

Discussioni :

PV 21/04/2008 - 20
CRE 21/04/2008 - 20

Votazioni :

PV 22/04/2008 - 5.5
CRE 22/04/2008 - 5.5
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto
PV 18/06/2008 - 6.8
CRE 18/06/2008 - 6.8
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0129
P6_TA(2008)0301

Discussioni
Martedì 22 aprile 2008 - Strasburgo Edizione GU

8. Dichiarazioni di voto
PV
  

Dichiarazioni di voto orali

 
  
  

– Relazione Bárbara Dührkop Dührkop (A6-0099/2008)

 
  
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  Bernard Wojciechowski (IND/DEM) . (PL) Signor Presidente, nuove forme di reato e gruppi criminosi specializzati di natura internazionale prospettano un’enorme sfida per gli organi inquisitori degli Stati membri.

Un effettivo procedimento penale contro gli autori di un reato e la lotta alle manifestazioni più allarmanti di violazione della legge non sono possibili senza la creazione di strumenti appropriati che la polizia possa utilizzare al fine di rafforzare la legge. Nel caso di un problema quale la criminalità transfrontaliera, il rapido scambio di informazioni tra servizi nei singoli paesi è fondamentale se devono essere individuati gli autori del crimine e si intende coordinare gli interventi. Le basi di dati del DNA e i registri delle impronte digitali costituiscono uno strumento molto importante nella lotta al crimine. Consentono che l’autore del reato sia identificato indipendentemente da dove sia stato commesso il crimine.

La relazione Dührkop Dührkop sul rafforzamento della cooperazione tra gli organi inquirenti nel combattere terrorismo e criminalità transfrontaliera rappresenta una preziosa iniziativa che consolida l’azione a favore di maggiore sicurezza per i cittadini statunitensi che è stata avviata nel 2005 dal Trattato di Prüm.

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE) . (EN) Signor Presidente, come sappiamo, questa relazione chiede un’estensione del Trattato di Prüm nella lotta contro il terrorismo transfrontaliero. Tutti concordiamo sulla necessità di combattere il terrorismo. Va da sé. Tutti siamo d’accordo sull’esigenza di una cooperazione transfrontaliera. Tuttavia, il Trattato di Prüm riguarda la condivisione rafforzata dei dati, a dispetto delle preoccupazioni relative alla protezione e alla sicurezza de tali dati. A giudicare dagli episodi giornalistici sull’integrità delle forze di polizia in certi Stati membri, tutti dovremmo essere preoccupati per questo scambio di dati.

Il reale contenuto della relazione, in effetti, violerebbe in maniera significativa le libertà civili dei cittadini nell’UE, poiché la raccolta e il passaggio di dati del DNA ad altri Stati membri diventa per la prima volta obbligatorio.

Siamo sonnambuli in un’Europa da “Grande Fratello”, mentre i nostri politici restano pigramente immobili. E’ per questa ragione che abbiamo espresso voto contrario sulla relazione.

 
  
  

– Relazione Anneli Jäätteenmäki (A6-0076/2008)

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE) . (PL) Signor Presidente, il ruolo del Mediatore sta crescendo, in particolare nel quadro delle soluzioni e delle sfide del Trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali. Vogliamo costruire un’Europa per i cittadini, un’Europa vicina ai cittadini, un’Europa che sarà un modello di osservanza dei diritti umani e del rispetto, pertanto dovrebbero essere semplificate le procedure di contatto e altresì di cooperazione tra i cittadini e l’istituzione di Mediatore. Il tempo che occorre per analizzare le questioni a livello di Mediatore dovrebbe essere ridotto al minimo indispensabile.

Vorrei inoltre richiamare l’attenzione sui criteri di cooperazione tra i mediatori nazionali e il Mediatore europeo in merito al principio di sussidiarietà. Una suddivisione dei ruoli e degli incarichi migliorerà l’efficienza di entrambe le istituzioni.

 
  
  

– Relazione Adamos Adamou (A6-0090/2008)

 
  
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  Milan Gaľa (PPE-DE) . (SK) Ho votato a favore della relazione del mio collega, l’onorevole Adamou, sulla donazione e il trapianto di organi. Occorre affrontare il problema della scarsità di organi per i trapianti in Europa, che è il principale elemento che riguarda il programma trapianti.

In Europa, ci sono circa 60 000 pazienti in lista d’attesa per un trapianto. I tassi di mortalità tra coloro che attendono un trapianto di cuore, fegato o polmone oscillano solitamente tra il 15 e il 30 per cento. Secondo un’indagine di Eurobarometro del 2006, il 56 per cento degli europei ha intenzione di donare i propri organi a scopo di trapianto dopo il decesso. La gente dovrebbe essere incoraggiata a parlare di donazione di organi e a comunicare le proprie volontà ai parenti. Dovrebbe anche essere migliorata la formazione di esperti medici.

Le statistiche mostrano che quasi l’81 per cento dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea sostiene l’impiego di una carta di donatore, che ne rende più semplice l’identificazione. Malgrado ciò, solo il 12 per cento degli europei è dotato di questa tessera. Appoggio l’iniziativa della Commissione di presentare la carta europea di donatore.

 
  
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  Bernard Wojciechowski (IND/DEM) . (PL) Signor Presidente, la vita e la salute dell’uomo costituiscono il valore più importante per chi è responsabile dei servizi sanitari negli Stati membri. Tutte le iniziative finalizzate a proteggerle dovrebbero trovare la formale approvazione del Parlamento europeo.

Il trapianto di organi è una delle branche della medicina in più rapida espansione. Migliaia di persone ottengono l’opportunità di ritornare alla vita, l’opportunità, per così dire, di una seconda vita. Il numero di trapianti eseguiti nell’Unione europea in relazione alla quantità di persone in attesa è tuttora inadeguato, e molti pazienti che attendono un trapianto muoiono prima che sia possibile effettuare un’operazione a causa della carenza di organi.

E’ di particolare importanza un’azione volta ad aumentare il numero di trapianti eseguiti. Uno dei metodi fondamentali per farlo è promuovere il trapianto di organi tra i cittadini e incoraggiare i potenziali donatori a esprimere il proprio consenso affinché si espiantino i loro organi dopo il decesso. E’ inoltre importante istituire e controllare un sistema su vasta scala per verificare i trapianti effettuati, al fine di combattere lo spiacevole traffico illegale di organi, che non avviene esclusivamente nelle regioni povere del mondo.

A mio parere, la relazione Adamou è un rilevante segnale per gli Stati membri che stanno sottolineando la gravità del problema.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE) . (PL) Signor Presidente, ho votato a favore della relazione, poiché si tratta di un problema straordinariamente importante, benché difficile. La dichiarazione della volontà di donare agli altri gli organi per il trapianto dopo la morte è un regalo della vita; è salvare le vite di altre persone; è un qualcosa di eccezionale degno del genere umano.

Bisognerebbe porre l’accento sul fatto che esiste un nesso tra la scarsità di organi e il loro traffico illegale. La mancanza di organi talvolta spinge le persone a violare la legge e ad acquistarli illegalmente al fine di salvare una vita. Si tratta di una questione etica e morale, nonché giuridica.

Elevati requisiti in termini di qualità e sicurezza nell’ambito della donazione e il prelievo, l’esame, la custodia e il trasporto di organi non sono messi in discussione, poiché costituiscono il fondamento del successo di un trapianto.

Infine, dobbiamo ricordarci che occorre condurre un’efficace politica informativa a livello dell’UE al fine di accrescere la sensibilità dei nostri cittadini sulla materia. Il problema in questione dovrebbe essere una sfida fondamentale per gli Stati membri. In conclusione, il problema che stiamo discutendo oggi richiede un dibattito appropriato, ulteriore ricerca, nonché soluzioni di natura morale ed etica.

 
  
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  Zuzana Roithová (PPE-DE) . (CS) Desidero ringraziare i colleghi deputati per aver sostenuto le proposte del Partito popolare europeo riguardanti Europol e la ricerca. Siamo rimasti delusi che Europol abbia sottovalutato l’importanza di sorvegliare il traffico internazionale di organi umani. Persino in Europa i bambini scompaiono a causa di questo traffico, e non solo in Cina, ma anche in Moldavia, si comprano e in seguito si vendono sul mercato nero organi umani agli europei a prezzo elevato. Questa è di certo una ragione per cui Europol deve verificare la situazione. Non possiamo prevenire il turismo del trapianto di organi senza un migliore coordinamento dei programmi di trapianto nell’Unione. Per ottenere ciò, dobbiamo innanzi tutto concordare un approccio comune relativo al consenso informato per la donazione di organi. Personalmente, ritengo che gli esperimenti nel settore del trasferimento degli embrioni umani siano immorali e irresponsabili. D’altronde, la ricerca clinica sulle cellule staminali adulte produce eccellenti risultati nel trapianto di tessuti, ad esempio per i pazienti malati di cuore, e tale procedura non viola il rispetto per l’unicità degli esseri umani. La nostra relazione lancia un segnale deciso alla Commissione, che presto proporrà un testo vincolante.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE) . (EN) Signor Presidente, nel considerare la relazione sulla donazione degli organi, intendo rendere omaggio al mio ex assistente, James Sullivan che, come molti di voi sapranno, è deceduto tragicamente il 10 febbraio.

Nel nostro ufficio, l’8 febbraio, James e Aoife, un’altra assistente, parlavano del consenso presunto e concordavano che qualora fosse accaduto qualcosa a uno di loro due, entrambi giovani, avrebbero donato i propri organi. Non potevano sapere che quella notte, in modo tragico, James sarebbe caduto, e che la domenica la macchina di supporto vitale sarebbe stata spenta. E’ un tributo a James visto che ci sono persone nell’Unione europea che ora vivono grazie alla sua generosità. Per i suoi genitori, Edna e Tom, a Cork, in Irlanda, che sono in lutto per la sua morte e che non si riprenderanno mai per la sua perdita, l’unica speranza per continuare è che James non è più con noi, ma che, per la sua generosità, altri vivono.

Naturalmente si tratta di una relazione molto personale per il nostro ufficio, e la appoggio pienamente.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN) . (PL) Signor Presidente, la donazione e il trapianto di organi è una delle questioni fondamentali che richiedono considerazione e consenso all’interno e al di fuori dell’Unione europea. Da un lato, ci sono decine di migliaia di persone in attesa di trapianto, dall’altro esiste un grave problema medico, giuridico ed etico/morale.

Tutti concordiamo che occorre sviluppare un valido sistema di trapianti. Tale sistema non può diventare una categoria economica e far sì che gli organi siano trattati alla stregua di merci sul mercato interno. Qualora accadesse, apparirebbero gruppi criminali che si approfitterebbero di povertà e sofferenza e pertanto aumenterebbero lo sfruttamento degli esseri umani, in particolare nelle regioni colpite da disoccupazione, miseria e fame su vasta scala.

 
  
  

– Relazione Dan Jørgensen (A6-0109/2008)

 
  
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  Presidente . Onorevole Heaton-Harris, per quanto riguarda il significato di “GNSS”, ora abbiamo due opzioni: una è “Sistema di navigazione satellitare Galileo”, e l’altra è “Sistema di navigazione satellitare globale”. Quale preferisce onorevole Heaton-Harris?

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE) . (EN) Signor Presidente, lo sa, prima non ho mai goduto di alcuna sorta di influenza in quest’Aula! Credo opterei per “di Gran Bretagna”, ma no, vada per “globale”. Sono piuttosto certo sia “globale”. Stavo per menzionare quest’aspetto nella dichiarazione di voto della mia agenzia.

Ora affronterò per un minuto il discarico della Commissione. Come ho fatto ogni volta da quando ho preso parte a quest’Assemblea, riconosco che si stia svolgendo molto lavoro nella Commissione al fine di cercare e sistemare i propri conti. Tuttavia, l’attività è proseguita sui sistemi, non sulla cultura che opera nella Commissione europea. Ancora oggi esiste una cultura di “teniamo la testa bassa e non riferiamo le condotte sbagliate” nella Commissione europea. Ogni tanto tutti incontriamo persone che lavorano nella Commissione che sono in grado di dirci in modo ufficioso cose che non dovrebbero accadere, ma non le esprimono pubblicamente e non le riferiscono ai responsabili delle loro DG.

So che quest’Assemblea non gradisce respingere i discarichi. E’ un grande vergogna che non ci siano conseguenze a livello politico. Sette anni fa avevamo ottenuto un parere giuridico in merito. Come affermo, ho espresso voto contrario e continuerò a farlo finché sarò in quest’Aula.

 
  
  

– Relazione José Javier Pomés Ruiz (A6-0091/2008)

 
  
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  Astrid Lulling (PPE-DE) . – (FR) Signor Presidente, ho espresso voto favorevole sul discarico 2006 del Parlamento europeo, ma contrario alla risoluzione maratona che lo accompagnava, poiché contiene commenti e questioni che dichiarano l’ovvio (paragrafo 58), o non sostengono valori che considero importanti (paragrafo 65). Pensare che la maggioranza di questo Parlamento ha appena votato che i deputati non possono impiegare il proprio consorte, ma possono far assumere l’amante, la concubina o il gigolo. Personalmente non ne ho, ma desidero ancora evidenziare come sia assurdo.

Nel mio precedente intervento, ho tentato di rettificare le inaccurate affermazioni relative al fondo pensionistico volontario, come ha fatto il presidente del fondo durante la procedura. Purtroppo non è stato utile.

Nel paragrafo 71, gli autori criticano che il fondo non aggiorni i propri calcoli attuariali alla fine del dicembre 2007 entro il 15 marzo 2008. Oltre al fatto che è assurdo per una relazione del 2006 chiedere la presentazione dei conti per il 2007, posso rassicurare gli autori. L’aggiornamento per il 2007 è stato eseguito, ma prima sarà presentato al consiglio d’amministrazione del fondo, che è un’organizzazione lussemburghese senza scopo di lucro. Signor Presidente, posso soltanto aggiungere che errare è umano; perseverare è diabolico. Siccome non sono diabolica, ho espresso voto contrario.

 
  
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  Titus Corlăţean (PSE) . (RO) Nella relazione dell’onorevole Pomés Ruiz sezione I – Parlamento europeo, ho votato a favore dell’emendamento che impedisce di impiegare familiari dei deputati. Ritengo sia un testo adeguato e accolgo positivamente il fatto che il Parlamento europeo lo abbia adottato in seduta plenaria.

Le ragioni sono molto semplici: in alcuni Stati membri dell’Unione europea, incluso il mio paese, la Romania, si sta svolgendo un dibattito relativo alla credibilità delle istituzioni parlamentari e persino dei parlamenti.

Penso sia la posizione corretta, in particolare da quando, e fornirò un esempio, compreso nel mio paese, la Romania, lo stesso capo di Stato ha spesso posto come obiettivo politico rendere meno credibile l’istituzione del parlamento e l’azione parlamentare, cominciando con vulnerabilità o errori connessi all’attività del deputato del Parlamento.

Questo è il motivo per cui, ribadisco, accolgo con favore l’adozione di questo documento che potrebbe condurre, insieme ad altre azioni, a un incremento del prestigio e della credibilità delle istituzioni parlamentari negli Stati membri e a livello europeo.

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE) . (EN) Ho votato contro il discarico del Parlamento alla luce dei numerosi resoconti giornalistici che hanno avuto origine dalla relazione di audit interno elaborata dagli uffici del Parlamento. Questa relazione deve ancora essere divulgata e resa di pubblico dominio. Afferma che esistano alcuni problemi con ciò che fanno i deputati con le loro diverse indennità in quest’Aula.

In quanto deputati, ritengo dovremmo essere tutti il più possibile aperti e trasparenti. Il miglior modo di trattare la relazione sarebbe stato pubblicarla, poiché le persone avrebbero realizzato che non sono in discussione milioni di sterline, ma una minima quantità di denaro, che vale tuttora la pena di ricercare e tutelare, e che causa molti problemi agli Stati membri che abusano del sistema e che li conduce in tribunale, ma una situazione non così grave come l’opinione pubblica pensa sia giunta quest’Assemblea.

Pertanto ho espresso voto contrario, poiché ritengo dovremmo pubblicare questa relazione. Mi auguro che gli uffici del Parlamento, quando notificheranno al Presidente del Parlamento ogni prossima relazione, optino per la massima trasparenza e pubblichino quanto più possibile in futuro.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0111/2008)

 
  
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  Christopher Heaton-Harris (PPE-DE) . (EN) Signor Presidente, avrei potuto fornire una dichiarazione di voto su ciascuna agenzia, ma in effetti durante la votazione lei ha espresso la mia opinione per me. Ora ci sono talmente tante agenzie che non tutti noi sanno che cosa sono e che cosa fanno. In realtà, sono rimasto sorpreso che qualcuno in Aula, oltre a coloro che sedevano nell’appropriata commissione, fosse a conoscenza di ciò che fa l’Autorità di vigilanza del GNSS, o addirittura quale fosse il suo bilancio. Sono molto preoccupato che alcune di queste agenzie per cui abbiamo votato fosse concesso il discarico dei conti, non abbiano alcun fondamento giuridico finché il Trattato di Lisbona non sarà approvato da tutti gli Stati membri. Mi chiedo, ad esempio, da dove arrivi la base giuridica dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali.

Quindi ora, in quest’Aula, stiamo acconsentendo a conti per agenzie che non hanno base giuridica, e nessuno è particolarmente preoccupato. Ritengo sia piuttosto sconcertante. Penso che il contribuente europeo lo considererebbe alquanto sorprendente, e per fortuna ho votato contro queste agenzie, poiché credo siano antidemocratiche. Ritengo che, se ci assumeremo la responsabilità per le nostre azioni, dovrebbe avvenire in quest’Aula e non riservando le competenze a organizzazioni non governative quasi autonome che non controlliamo adeguatamente.

 
  
  

– Relazione Marian Harkin (A6-0070/2008)

 
  
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  Carlo Fatuzzo (PPE-DE) . – Signor Presidente Vidal-Quadras, onorevoli colleghi, evidentemente sono diventato uno sconosciuto, da quando non faccio più dichiarazioni di voto in tutte le sedute, perché ho chiesto di esprimere il motivo del mio voto sulla relazione Marian Harkin, è stato preso un appunto dal funzionario, ma non sono stato chiamato, forse non sapeva chi fossi io. Signor Presidente Vidal-Quadras, lei è il migliore di tutti i vicepresidenti, per cui vorrei ringraziarla perché mi permette di riferire che sono molto favorevole alla relazione dell’onorevole Marian Harkin, che sottolinea l’importanza del volontariato nell’Unione europea.

Lei sa che gli anziani, i pensionati hanno molto tempo libero a loro disposizione e molti di loro lo impegnano per il bene del prossimo, per il bene degli altri cittadini, in Europa e al di fuori dell’Europa. Sono molto felice che si chieda alla Commissione di aggiungere al programma “Gioventù in azione” anche il programma “Anziani in azione”, come da tanti anni ho detto in queste aule di questo Parlamento, quindi sono ben felice di dire finalmente che molto di buono si sta facendo in questo settore del volontariato e degli anziani al Parlamento europeo.

 
  
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  Presidente . La ringrazio onorevole Fatuzzo. Vuole che il suo commento relativo al fatto che sia il migliore Vicepresidente sia messo per iscritto nel processo verbale? Bene, se insiste, lo faremo.

 
  
  

Dichiarazioni di voto scritte

 
  
  

– Relazione Bárbara Dührkop Dührkop (A6-0099/2008)

 
  
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  Jan Andersson, Göran Färm, Inger Segelström e Åsa Westlund (PSE), per iscritto. (SV) Abbiamo votato a favore della relazione, poiché è della massima importanza rafforzare e migliorare l’efficienza della cooperazione tra gli Stati membri nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera. La relazione del Parlamento perfeziona l’espressione dei diritti dei cittadini con un elevato livello di tutela dei dati in confronto all’iniziativa tedesca. E’ positivo. Purtroppo, tuttavia, la relazione contiene concetti relativi all’elaborazione di dati specifici riguardanti l’origine razziale o etnica, ecc., e alle competenze di funzionari stranieri in merito all’arresto e all’interrogatorio nel corso di operazioni congiunte. Ci siamo adoperati in sede di commissione per cancellare questi elementi, ma purtroppo tale iniziativa non ha avuto esito positivo.

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore della relazione dell’onorevole Dührkop Dührkop, che ha approvato, soggetta a emendamenti, l’iniziativa della Repubblica federale tedesca nell’ottica dell’adozione di una decisione del Consiglio sull’attuazione della decisione sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera, in particolare nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera.

Desidero congratularmi con la Germania per la sua iniziativa, che prevede di garantire che gli Stati membri rispettino le specifiche tecniche comuni in relazione a tutte le richieste e le risposte connesse alle consultazioni e ai raffronti dei profili DNA, dei dati dattiloscopici (immagini di impronte digitali, impronte palmari, ecc.) e dati di immatricolazione dei veicoli.

Sostengo la dichiarazione della relazione che categorie speciali di dati concernenti l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, il credo religioso o filosofico, l’appartenenza a partiti o sindacati, l’orientamento sessuale o la salute andrebbero trattate solo se assolutamente necessario e in proporzione all’obiettivo del caso specifico nonché conformemente a salvaguardie specifiche.

 
  
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  Philip Bradbourn (PPE-DE), per iscritto. (EN) I conservatori hanno votato contro questa relazione, poiché estende i principi dell’iniziativa Prüm a ulteriori aree che potrebbero essere gestite in modo migliore tramite una cooperazione intergovernativa, anziché mediante l’armonizzazione. La relazione richiede prassi giuridiche uniformi a livello europeo che sono del tutto contrarie agli ordinamenti giuridici consolidati del Regno Unito. Inoltre sollecita pratiche quali la trasmissione obbligatoria dei dati sul DNA agli altri Stati membri, senza considerare se la persona è colpevole o sospettata di un reato, e l’inseguimento da parte delle forze di polizia straniere, che otterrebbero il potere di avviare operazioni di vigilanza, arrestare e interrogare le persone, che è una violazione delle libertà civili.

 
  
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  Charlotte Cederschiöld, Christofer Fjellner, Gunnar Hökmark e Anna Ibrisagic (PPE-DE), per iscritto. (SV) Il Partito conservatore oggi ha votato a favore della relazione (A6-99/2008) dell’onorevole Dührkop Dührkop (PSE-ES) sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera. Nel complesso sosteniamo i concetti del testo.

Tuttavia, non possiamo sostenere l’emendamento n. 3 della relatrice. Le nostre motivazioni sono dovute al fatto che siamo decisamente distanti da tutte le forme di registrazione ed elaborazione di dati relativi all’origine razziale o etnica. Anche se l’intento della relazione è di limitare l’uso dei dati in questione, non possiamo appoggiare il testo poiché, ciononostante, prevede la possibilità di registrare ed elaborare tali dati.

 
  
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  Hélène Goudin e Nils Lundgren (IND/DEM), per iscritto. − (SV) La cooperazione di polizia e giudiziaria rientra nel terzo pilastro ed è pertanto esclusivamente intergovernativa. Il Junilistan è a favore di una cooperazione incrementata tra gli Stati membri al fine di combattere il terrorismo e altri gravi crimini transfrontalieri. Quindi, le decisioni in questo settore non dovrebbero essere prese dal Parlamento europeo o da qualsiasi altro organismo sovragovernativo.

In ogni Stato membro sono state stabilite norme minime relative all’accesso delle persone all’assistenza giudiziaria e alla tutela dei dati. E’ già in atto una protezione essenziale e ampia a tale proposito tramite la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata da tutti gli Stati membri. Uno scambio operativo di DNA è già presente mediante Interpol.

E’ inoltre importante evidenziare l’aspetto della vita privata che richiede l’impiego del DNA. Su questo fattore siamo quindi in linea con la relazione in merito alle richieste del DNA di persone che sono state assolte o prosciolte.

La relazione, tuttavia, eccede in molti aspetti laddove dibatte l’introduzione di decisioni quadro in numerosi settori quali le garanzie procedurali e l’adozione di uno strumento giuridico generale al fine di includere l’intero ambito di cooperazione di polizia e giudiziaria. Discute inoltre di stabilire gruppi operativi comuni. Le risorse militari di un paese sono strettamente di competenza nazionale, e non devono essere disciplinate a livello dell’UE. Il Junilistan ha quindi scelto di votare contro la relazione.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) La relazione fa parte del processo di trasposizione del Trattato di Prüm nell’acquis comunitario. Questo trattato è parte integrante del sicurismo che è stato introdotto in riserbo nella “lotta contro il terrorismo”, allo scopo di rafforzare la cooperazione transfrontaliera a livello UE nel settore della “lotta al terrorismo”, della criminalità transfrontaliera e dell’immigrazione.

Malgrado contenga alcuni emendamenti che migliorano la proposta iniziale, la relazione non si discosta o biasima la creazione di un preoccupante quadro di cooperazione di polizia (includendo “l’istituzione di gruppi d’intervento rapido comuni”, consentendo alle forze di polizia di uno Stato membro di operare sul territorio di un altro), la realizzazione di una “base di dati personali” (comprese informazioni relative al DNA, o, se “necessario”, alle opinioni politiche dei cittadini) e un accesso più semplice a tali dati per i servizi d’informazione, che costituiscono violazioni reali dei diritti, delle libertà e delle garanzie dei cittadini dei diversi Stati membri.

In effetti, i pericoli insiti in un simile processo sono già stati rilevati dallo stesso garante europeo della protezione dei dati, che sottolinea il fatto che gli strumenti di questo genere sono stati attuati (e per un po’ di tempo) senza salvaguardare debitamente la tutela dei dati personali dei cittadini.

E’ per questo motivo che ho votato contro la relazione.

 
  
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  Anna Hedh (PSE), per iscritto. (SV) Ritengo certamente che combattere il terrorismo e la criminalità transfrontaliera sia uno degli elementi su cui l’UE dovrebbe collaborare. Tuttavia, penso che la relazione contenga moltissimi concetti che non posso sostenere, pertanto ho scelto di esprimere voto contrario.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Di fronte a criminalità crescente e minacce alla propria sicurezza, l’Unione europea deve porsi due obiettivi principali. Il primo consiste nel rafforzare la lotta contro il terrorismo, che oltrepassa i confini e non conosce limiti in termini di violenza e la minaccia che rappresenta. Il secondo obiettivo rimane la protezione dei diritti fondamentali su cui è fondata l’Europa.

L’adozione da parte di tutti gli Stati membri del Trattato di Prüm, proposta nel 2007 dalla Germania, fa parte del necessario miglioramento della cooperazione di polizia nell’UE. Lo scambio di profili DNA e di preziose informazioni quali le impronte digitali e i numeri di targa dei veicoli, tra i diversi sistemi nazionali ha già contribuito a risolvere numerose indagini. Dalla lotta contro i sequestri al terrorismo internazionale, per non citare l’organizzazione di eventi transnazionali, queste misure sono essenziali.

Tuttavia, la politica europea deve combattere la criminalità, anziché costruire un sistema che indebolirà lo Stato di diritto e destabilizzerà la democrazia. L’accessibilità e l’utilizzo di dati personali devono essere disciplinati da norme europee, che possiamo solo sperare saranno rapidamente adottate.

Questa relazione è un valido esempio dell’importanza dell’equilibrio tra l’uso e la protezione dei dati.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN), per iscritto. − (PL) Signor Presidente, ho votato a favore della relazione in materia di cooperazione transfrontaliera, lotta al terrorismo e criminalità transfrontaliera, poiché si tratta di un problema estremamente importante che esiste da quando è nata la sovranità nazionale.

Finora, i criminali che agivano in regioni frontaliere si sono avvantaggiati della riluttanza degli Stati di scambiare informazioni confidenziali, comprese le informazioni personali e del diritto alla vita privata. Inoltre, accanto ai criminali organizzati e a coloro che operano di propria iniziativa, recentemente è sorto un altro problema, ovvero il terrorismo internazionale.

Ora, sotto gli auspici dell’Unione europea, in linea con il principio di sussidiarietà e con telecomunicazioni avanzate e sicure, possiamo finalmente combattere la criminalità in modo efficace e prevenire gli attacchi terroristici. Grazie allo scambio di queste informazioni, quali i profili DNA, i dati dattiloscopici e di immatricolazione dei veicoli, nonché alla maggiore cooperazione di polizia e giudiziaria, possiamo garantire che criminali e terroristi non si sentano sicuri in alcun Stato membro dell’UE, o in realtà nemmeno al di fuori di essa. Ritengo che sia una delle priorità che l’UE dovrebbe assumersi senza indugio.

 
  
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  Luca Romagnoli (NI), per iscritto. – Gentile Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il mio voto favorevole sulla relazione Bárbara Dührkop Dührkop sull’iniziativa della Repubblica federale di Germania in vista dell’adozione della decisione del Consiglio relativa all’attuazione della decisione 2008/.../GAI sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera.

Le nuove forme di criminalità, sorte in seguito sia all’apertura delle frontiere sia all’allargamento dell’Unione, impongono una maggiore cooperazione tra gli Stati membri volta ad arginare i crimini e l’immigrazione illegale. E’ importante che questa collaborazione non si limiti ai sette Paesi firmatari del trattato di Prüm ma che venga garantito, come suggerito dal primo emendamento della relazione, un sistema di garanzie procedurali che sia uniforme in tutta l’Unione. Ritengo fondamentale, infatti, che l’Unione Europea si doti di un sistema di protezione dei dati elevato e armonizzato tale da garantire il rispetto delle leggi e un’efficace protezione dei cittadini.

 
  
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  Daniel Strož (GUE/NGL), per iscritto. (CS) La relazione dell’onorevole Dührkop Dührkop sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (A6-0099/2008) è molto importante per due ragioni: primo, poiché è necessario combattere efficacemente i suddetti fenomeni, e, secondo, per la questione della protezione dei diritti e delle libertà civili. Di conseguenza, tali problemi dovrebbero essere gestiti in maniera delicata. Occorre riconsiderare l’emendamento n. 3 al progetto di decisione del Consiglio, che asserisce che categorie speciali di dati concernenti l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, il credo religioso o filosofico, l’appartenenza a partiti o sindacati, l’orientamento sessuale o la salute andrebbero trattate solo se assolutamente necessario e in proporzione all’obiettivo del caso specifico nonché conformemente a salvaguardie specifiche. Lo considero sul serio potenzialmente imperfetto. Chi deciderà che cos’è necessario e in proporzione e in che modo si giungerà a tale decisione? Ci sarà una qualche sorta di “Grande Fratello”? O sarà un anonimo ufficiale di polizia per cui la tutela dei diritti umani può essere una questione minore? In che modo la salute o l’orientamento sessuale sono pertinenti nella lotta al terrorismo? Queste sono alcune ragioni per cui raccomando di respingere il progetto di risoluzione nella sua forma attuale: occorre un testo molto più preciso come un fondamento.

 
  
  

– Relazione Anneli Jäätteenmäki (A6-0076/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho espresso voto favorevole sulla relazione di propria iniziativa dell’onorevole Jäätteenmäki su una proposta di decisione del Parlamento europeo che modifica la sua decisione concernente lo statuto e le condizioni generali per l’esercizio delle funzioni del mediatore. Anche il mediatore ha chiesto che fossero sviluppati questi aspetti.

Accolgo positivamente le proposte della relazione di adattare lo statuto del mediatore al fine di eliminare qualsiasi possibile dubbio relativo alla capacità del mediatore di svolgere indagini approfondite e imparziali in presunti casi di cattiva amministrazione. Considerato che si applica il segreto professionale, approvo l’obbligo per i funzionari di testimoniare. Inoltre, sostengo il fatto che l’accesso a informazioni o documenti classificati, in particolare documenti sensibili, sia soggetto all’osservanza, da parte del mediatore, di norme rigorosamente equivalenti a quelle in vigore nell’istituzione o nell’organo in questione.

Mi congratulo con la relatrice per aver sottolineato che il mediatore e il suo personale sono tenuti a non divulgare le informazioni o i documenti sensibili nell’ambito della normativa comunitaria sulla protezione dei dati personali. Dovrà essere verificata l’applicazione di tali norme, compito che non si rivelerà semplice.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Abbiamo votato a favore di questa relazione che migliora le proposte della Commissione europea, anche se non è ancora chiaro che cosa sarà approvato. Tuttavia, come ritiene la relatrice, la votazione terminerà quando si saprà che cosa sarà accolto.

Con la lettera dell’11 luglio 2006, indirizzata al Presidente Pöttering, il Mediatore europeo Diamandouros ha chiesto al Parlamento europeo di avviare la procedura di modifica dello statuto del mediatore riguardante diverse disposizioni che egli non considera ottimali, vale a dire: il potere di intervenire in procedimenti dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea; l’accesso ai documenti delle istituzioni; le testimonianze dei funzionari; le informazioni su eventuali incidenze penali; la cooperazione con istituzioni internazionali nel campo dei diritti umani/ fondamentali.

Alcune di tali questioni furono già affrontate dal Parlamento nel 2001, su iniziativa dell’allora mediatore Söderman. Il 6 settembre 2001, il Parlamento adottò una risoluzione basata su una relazione della commissione per gli affari costituzionali, richiedente diversi emendamenti simili alle attuali proposte di Diamandouros. L’accordo con il Consiglio, sostenuto dalla Commissione, sembrò allora ormai prossimo, ma i negoziati non furono mai conclusi a causa della scadenza del mandato di Söderman.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Ho appoggiato la relazione Jäätteenmäki sull’esercizio delle funzioni del mediatore e accolgo in particolare le modifiche al dovere delle istituzioni di fornire al mediatore le informazioni necessarie per il suo lavoro.

 
  
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  David Martin (PSE), per iscritto. (EN) Condivido le richieste dell’onorevole Anneli Jäätteenmäki di una revisione dello statuto del Mediatore europeo. Le misure proposte nella relazione aumenteranno la trasparenza dell’UE e dovrebbero essere accolte positivamente. Ho votato a sostegno delle raccomandazioni del documento.

 
  
  

– Relazione Adamos Adamou (A6-0090/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho espresso voto favorevole sulla relazione di propria iniziativa dell’onorevole Adamou che accoglie la comunicazione della Commissione “Donazione e trapianto di organi: azioni politiche a livello UE”, e che propone un approccio integrato volto a garantire la qualità e la sicurezza degli organi, incrementarne la disponibilità e combatterne il traffico.

Accolgo positivamente le aree d’azione individuate, vale a dire: migliorare qualità e sicurezza, aumentare la disponibilità di organi e potenziare l’efficienza e l’accessibilità dei sistemi di trapianto, oltre a un sistema per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e l’adozione di uno strumento giuridico comunitario che determini criteri di qualità e sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la conservazione, il trasporto e la distribuzione degli organi nell’UE, nonché le risorse necessarie per soddisfare tali requisiti.

 
  
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  Charlotte Cederschiöld, Christofer Fjellner, Gunnar Hökmark e Anna Ibrisagic (PPE-DE), per iscritto. − (SV) Sosteniamo la relazione, dal momento che la cooperazione internazionale finalizzata a impiegare importanti organi per il trapianto è un aspetto positivo. Cerchiamo di promuovere il valore aggiunto che è possibile ottenere da un ulteriore coordinamento, tuttavia, non appoggiamo l’armonizzazione.

Quindi, non riteniamo che la relazione dovrebbe presa a pretesto per istituire un organismo europeo separato di coordinamento, invece intendiamo mettere in risalto le forme di cooperazione che già esistono, e che sono menzionate nel testo.

Non sosteniamo nemmeno la proposta di una carta europea di donatore. Le decisioni relative alle norme di consenso applicabili alla donazione e al trapianto dovrebbero rimanere appannaggio degli Stati membri, siccome sono ampiamente basati su valori morali che spesso dipendono da fattori locali e/o culturali.

 
  
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  Edite Estrela (PSE), per iscritto. (PT) Ho espresso voto favorevole sulla relazione dell’onorevole Adamou sulla donazione e il trapianto di organi: azioni politiche a livello UE, poiché ritengo che accrescere la sensibilizzazione pubblica in materia, mantenere la natura non commerciale delle donazioni e lottare contro il traffico globale di organi siano importanti misure volte a garantire la qualità e la sicurezza delle donazioni in Europa.

Considerata la sempre maggiore necessità di trapianti di organi, le crescenti liste d’attesa per il trapianto e il conseguente aumento del numero dei decessi dovuto alla carenza di organi donati, promuovere ottime politiche di trapianto nell’UE è fondamentale per salvare più vite e offrire ai cittadini europei una migliore qualità di vita.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) L’uso terapeutico degli organi umani che prevede la sostituzione di un organo non funzionante con un altro di un donatore può, se riuscito, ridare una vita piena e sana per molti anni a persone che altrimenti avrebbero frequentemente bisogno di cure intensive.

Sebbene l’utilizzo di organi umani per il trapianto negli ultimi decenni sia aumentato in modo costante nei paesi dell’UE, il numero di persone che necessitano di trapianto è superiore a quello di organi disponibili. Studi ufficiali asseriscono che nell’Europa occidentale nelle liste d’attesa sono attualmente presenti circa 40 000 persone. Il tasso di mortalità nell’attesa di un trapianto di cuore, fegato o polmone oscilla solitamente tra il 15 e il 30 per cento.

I test sui donatori sono importanti per ridurre al minimo i rischi per i riceventi. Come menzionato nella relazione, è fondamentale effettuare screening sui donatori e individuare la presenza o assenza del rischio di trasmissione di malattie, che prevede una serie di esami. Tuttavia, al momento tra gli Stati membri non vi è un consenso riguardo a tali test. Da qui l’importanza di questa relazione al fine di incoraggiare una maggiore cooperazione.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI), per iscritto.(FR) Vorrei usare questa votazione al fine di sottolineare la stabile discrepanza che esiste tra le parole e le azioni dell’Unione europea in certi settori.

Una cosa è chiedere agli Stati membri di combattere il traffico di organi e di dotarsi di un arsenale di deterrenti penali, ma che cosa siamo tenuti a pensare ora che la Commissione e alcuni degli stessi Stati membri riconoscono il Kosovo e i suoi leader, alcuni dei quali sono personalmente coinvolti nel traffico di organi prelevati a prigionieri serbi condannati a morte a questo scopo, se dobbiamo credere all’ex presidente del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia Carla del Ponte?

Che cosa dobbiamo pensare quando nessun Stato membro adotta sanzioni contro la Cina, o solleva qualche protesta, mentre racconti dei testimoni e indagini indicano tutti che le esecuzioni sono pianificate a seconda delle richieste di organi, talvolta di pazienti stranieri? Che cosa accadrà a questi ricchi europei che aggirano la carenza di organi partecipando al morboso turismo che incoraggia tali pratiche?

La relazione dell’onorevole Adamou è stranamente ambigua in merito a tali questioni. Pietosa speranza all’interno, assordante silenzio all’esterno. Abbiamo già visto in passato laddove certi paesi sono coinvolti.

 
  
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  Françoise Grossetête (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho espresso voto favorevole sulla relazione. La donazione di organi salva vite; è il dono di chi compie un ultimo atto di solidarietà. Purtroppo, continua la carenza di organi e in Europa muoiono quotidianamente quasi 10 persone sulle liste d’attesa per un trapianto.

L’UE deve contribuire a unire le organizzazioni nazionali per i trapianti. Una cooperazione incrementata offrirebbe garanzie ai pazienti che donano o ricevono organi al di fuori del proprio Stato membro. Alcuni nuovi paesi membri i cui sistemi sanitari sono sovvenzionati in maniera meno cospicua potrebbero trarne vantaggio.

La carenza di organi è troppo spesso connessa al traffico di organi. Assistiamo alla comparsa di forme di “turismo dei trapianti” che sfruttano la povertà al di fuori dei confini dell’UE. Questo “commercio” in esseri umani rischia di minare la fiducia dei cittadini e aggravare la carenza di donazioni volontarie di organi e tessuti.

E’ inoltre fondamentale il principio di libera donazione, anche se un indennizzo per i costi di un espianto di organi dovrebbe essere versato ai donatori in vita.

Infine, dovremmo incoraggiare la ricerca in materia di biotecnologie che fornirebbe ai ricercatori i mezzi per sviluppare organi da tessuti esistenti, dai pazienti stessi o dai donatori di tessuti.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Ho espresso voto favorevole sulla relazione che affronta una questione di importanza vitale per tutta l’Europa e incoraggia la cooperazione tra gli Stati membri su temi legati al trapianto di organi. Il mio paese, la Scozia, ha uno dei tassi di donazione di organi più bassi dell’UE e il governo scozzese sta collaborando con gli enti sanitari delle altre regioni del Regno Unito al fine di migliorare questa situazione.

Credo fermamente nella cooperazione nell’UE che completerà i sistemi di trapianto operativi in ogni paese e incoraggerà le norme più elevate nei criteri di qualità e sicurezza. Siffatta cooperazione può perfezionare i servizi relativi ai trapianti in Europa, garantendo un accesso migliore agli organi donati su una base non commerciale.

 
  
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  Diamanto Manolakou (GUE/NGL), per iscritto. – (EL) Accogliamo positivamente le posizioni assunte dal relatore riguardanti lo sviluppo della donazione e del trapianto di organi nell’UE; il divieto di qualsiasi forma di operazione finanziaria tra donatore e ricevente, nonché della commercializzazione dei trapianti; la battaglia contro il turismo dei trapianti in paesi in cui avviene un commercio di organi e il riconoscimento che tale fenomeno sia collegato a disparità sociali.

Occorre sviluppare i trapianti; salvano le vite e trasformano la qualità della vita di molti di coloro che sono malati cronici, quali gli ammalati di rene.

Se si ha intenzione di sviluppare i trapianti, occorre incoraggiare una forte sensibilizzazione umanitaria verso la donazione degli organi, e questo aspetto richiede un ambiente sociale specifico.

E’ quindi positivo che la risoluzione in questione riconosca che il commercio di organi in sé indebolisca la donazione di organi e blocchi trapianti frequenti.

Affinché cresca la sensibilizzazione relativa alla donazione degli organi, le circostanze a quanto pare richiedono che la politica comunitaria debba opporsi alla commercializzazione di salute, benessere e necessità umane.

Nell’interesse di massimizzare i profitti delle multinazionali, questa politica conduce milioni di europei, anche nel mio paese, al di sotto della soglia di povertà, alla disoccupazione e alla sottoccupazione. Sono costretti a vendere tutto ciò che hanno per far star meglio i loro cari.

 
  
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  David Martin (PSE), per iscritto. − (EN) Ribadisco le richieste dell’onorevole Adamos Adamou di un’azione politica a livello UE nel settore della donazione e del trapianto di organi. Lo scorso anno nel Regno Unito 2 400 persone hanno beneficiato di un trapianto di organo, ma ogni anno oltre 1 000 persone muoiono nell’attesa di un organo donato compatibile. Di conseguenza, gli Stati membri devono intraprendere misure volte a migliorare l’insieme dei donatori, condividendo migliori pratiche e intraprendendo azioni di sensibilizzazione in merito a questo grave problema che dobbiamo affrontare riguardo alla donazione di organi. I governi e le istituzioni europee devono impegnarsi maggiormente al fine di prevenire il vergognoso traffico di organi umani. La relazione chiede misure che sono essenziali per scoraggiare il turismo dei trapianti e i problemi più generici che affrontiamo in materia, e pertanto ho votato a favore della relazione.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE-DE), per iscritto. − (FR) La donazione di organi nell’Unione europea nei prossimi anni si troverà di fronte a tre importanti sfide.

Primo, nell’UE gli organi disponibili sono insufficienti. Ogni giorno questa carenza provoca la morte di quasi 10 pazienti sulle liste d’attesa dei trapianti.

Secondo, i rischi connessi al trapianto di organi continuano a essere una grande preoccupazione. La trasmissione di malattie quali l’HIV, alcuni tipi di epatite o persino tumori, resta una realtà che interessa i cittadini europei.

Infine, gli Stati membri dell’UE devono affrontare la questione del traffico di organi in modo adeguato e coordinato. Benché questo fenomeno sia tuttora relativamente raro in ambito comunitario, fa sì che sorgano ancora dubbi di natura politica e, più importante, etica.

Le raccomandazioni contenute nella relazione dell’onorevole Adamou costituiscono un passo nella giusta direzione: uno scambio di migliori prassi, maggiore cooperazione, ulteriore condivisione di organi tra gli Stati membri, migliore sensibilizzazione pubblica e la necessità di conservare la natura volontaria e non commerciale della donazione di organi.

Queste proposte, se adottate, contribuiranno in modo significativo e rapido a migliorare le condizioni legate alla donazione e al trapianto di organi.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE-DE), per iscritto. (SK) Donazione e trapianto di organi sicuri, riusciti e accessibili sono questioni vitali nell’Europa odierna.

Oltre 60 000 pazienti attendono un trapianto di cuore, di fegato, di polmone o di rene. I tassi di mortalità in attesa di un trapianto oscillano solitamente dal 15% al 30%.

Oggi ho espresso voto favorevole sulla relazione del collega Adamou.

Accolgo positivamente l’iniziativa di stabilire un quadro giuridico, che introdurrebbe una metodologia comune e criteri per l’adeguatezza del donatore e del trapianto di organi. Ritengo che un accordo tra gli Stati membri è la condizione principale per accrescere la sicurezza e la qualità dell’intero processo di trapianto, dalla valutazione pre-trapianto e la scelta di un donatore compatibile all’operazione tempestiva e il controllo post-operatorio dei pazienti. In quanto medico, vorrei inoltre sottolineare l’importanza di una stretta collaborazione e dello scambio di migliori prassi e informazioni tra gli operatori sanitari negli Stati membri.

Attenuare la carenza di organi è una sfida importante per l’Europa. Ho sostenuto appieno la richiesta del relatore dell’istituzione di un efficiente sistema europeo per identificare le persone che potrebbero diventare donatori di organi dopo il loro decesso. Un tale sistema dovrebbe fornire metodi efficaci di comunicazione e informazione, rendendo realmente accessibili gli organi di coloro che hanno manifestato la volontà di donarli.

Un altro passo rilevante verso una maggiore disponibilità dei donatori dovrebbe essere garantire informazioni più precise per i cittadini. Sono certo che se questo delicato dibattito si svolgesse a livello nazionale, contribuirebbe ad aumentare la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), per iscritto. − (DE) Centinaia di migliaia di europei stanno conducendo la propria vita su una lista d’attesa, aspettando una seconda possibilità per la vita. Di certo sarebbe utile migliorare le strutture comuni e la cooperazione tramite una carta europea dei donatori di organi, un pool congiunto di donatori e una hotline dei trapianti.

L’Austria, come certi altri paesi, è esemplare a tal proposito, poiché ogni austriaco che, mentre è ancora in vita, non esprime la propria obiezione all’uso degli organi dopo il decesso, diventa automaticamente un donatore. Per i paesi in cui non succede, occorrerà un cambiamento di sensibilizzazione, visto che l’eccezionale mancanza di donazioni di organi è strettamente connessa all’assenza di consapevolezza tra le persone comuni, ma anche tra gli operatori sanitari. Solo nel momento in cui affrontiamo questo problema, miglioriamo le strutture e intraprendiamo misure promozionali, possiamo accrescere il numero di donazioni e di trapianti di organi, e blocchiamo anche il commercio illegale di organi.

 
  
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  Vincent Peillon (PSE), per iscritto. – (FR) Ho espresso voto favorevole sulla relazione riguardante la donazione e il trapianto di organi: azioni politiche a livello UE, presentata dall’onorevole Adamou.

Come tutti sappiamo, i trapianti di organi possono salvare vite e migliorare l’esistenza quotidiana di molti dei nostri cittadini. Tuttavia, l’UE attualmente sta subendo una carenza cronica di organi: al momento 40 000 pazienti sono in attesa di un trapianto e si valuta che ogni giorno ne muoiono 10.

Abbiamo affrontato questo problema in particolare considerando misure quali l’introduzione di una carta europea dei donatori, rafforzando la cooperazione tra gli Stati membri, aumentando la sensibilizzazione pubblica, istituendo una “hotline” dei trapianti e promuovendo la ricerca in materia delle biotecnologie che in futuro potrebbe permettere di sviluppare organi, anziché farli donare.

Tuttavia, la necessità di compensare tale carenza di organi non dovrebbe condurci a sacrificare i nostri valori. Sono lieto del fatto che questo testo insista su una donazione volontaria, non retribuita e laddove possibile anonima, invitando gli Stati membri a lottare in maniera più efficace contro il traffico di organi e il turismo dei trapianti.

 
  
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  Frédérique Ries (ALDE), per iscritto. − (FR) Il 23 aprile approveremo una relazione sulla donazione e il trapianto di organi e sulle azioni da intraprendere al fine di aumentare il numero di organi disponibili. Questo è un tema della massima importanza: ogni giorno in Europa muoiono 10 persone a causa della carenza di organi; oltre 15 000 pazienti europei sono sulle liste d’attesa; il tempo medio d’attesa per un rene, l’organo trapiantato con maggiore frequenza, in Belgio supera i 24 mesi. Sono statistiche difficili da accettare.

Ho sostenuto l’iniziativa di avviare una carta europea dei donatori. Considerando l’urgente natura dell’espianto di organi, una volta identificato il potenziale donatore, sarebbe estremamente utile se avessimo una carta europea ufficiale che potrebbe essere letta e compresa da tutti. Tale iniziativa è appoggiata anche dalla vasta maggioranza dei cittadini belgi, la maggior parte dei quali è favorevole alla donazione degli organi. Questo aspetto, combinato al metodo del “consenso presunto” e un adeguato coordinamento tra i centri di trapianto, spiega perché il nostro paese è all’avanguardia nei trapianti di successo.

L’unico nostro rammarico è che non siamo stati più ambiziosi nel raccomandare che il metodo del consenso presunto fosse adottato in Europa.

 
  
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  Luca Romagnoli (NI), per iscritto. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il mio voto favorevole sulla relazione del collega Adamou sulla “Donazione e trapianto di organi: azioni politiche a livello dell’Unione europea” a fini terapeutici, che pone l’accento sull’importanza dell’assistenza sanitaria ai cittadini a livello comunitario e globale.

Per questo ritengo necessario un impegno costante nella ricerca per sviluppare continuamente nuove possibilità terapeutiche e migliori procedure tecniche e organizzative di trapianto, coordinando progetti e programmi anche tra gli Stati membri.

Considero, inoltre, fondamentale promuovere la cultura della donazione di organi svolgendo campagne di sensibilizzazione affinché la crescita di donazioni continui magari ricordando ai cittadini come essi abbiano quattro volte di più la possibilità di ricevere un organo che di doverlo donare.

Sottolineo, infine, l’assoluta importanza di combattere il traffico di organi sia all’interno che al di fuori dell’UE riconoscendo che tale illegittimità è quasi sempre sinonimo di povertà e disperazione.

 
  
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  Catherine Stihler (PSE), per iscritto. (EN) La necessità di maggiore cooperazione tra gli Stati membri è essenziale se abbiamo intenzione di aiutare i cittadini europei che hanno bisogno di un trapianto di organi.

 
  
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  Andrzej Jan Szejna (PSE), per iscritto. − (PL) Ho sostenuto la relazione Adamou sulla donazione e il trapianto di organi, e ritengo che il trapianto sia un importante passo avanti nel servizio che la scienza offre all’uomo. Molte persone devono la loro vita a un organo trapiantato e ottengono una migliore qualità di vita.

Occorre un incremento della sensibilizzazione sociale, con connesso l’aumento del numero di donatori disinteressati. Ritengo che il principale fattore nella lotta alla mancanza di organi sia creare un sistema efficace che identifichi le persone che potrebbero, dopo la loro morte, diventare donatori di organi, una volta soddisfatti tutti i requisiti in vigore negli Stati membri relativi all’esternazione del consenso. Sensibilizzazione sociale e opinione pubblica svolgono un ruolo considerevole, pertanto un altro elemento importante deve essere il proseguimento dell’istruzione.

 
  
  

– Relazione Marian Harkin (A6-0070/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho espresso voto favorevole sulla relazione di propria iniziativa dell’onorevole Harkin sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale.

Ammiro la sua eccellente ricerca nel volontariato quale forza importante che nutre la società civile e rafforza la solidarietà, uno dei valori principali dell’UE. Questo riconoscimento dell’utilità del volontariato nella sfera pubblica e privata è essenziale per il suo sviluppo e per trovare l’equilibrio tra gli aspetti economico, sociale e ambientale, vale a dire lo sviluppo sostenibile che è il cuore dell’approccio europeo.

Mi dispiace che la relazione non affronti la questione del valore del volontariato senza trattare anche il tipo di attività volontaria che potrebbe essere classificata come volontariato retribuito, poiché la relatrice ha definito il volontariato come gratuito. Questa relazione costituisce un importante passo avanti verso l’essenziale riconoscimento delle istituzioni senza fini di lucro (NPI).

 
  
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  Adam Bielan (UEN), per iscritto. − (PL) Signor Presidente, il lavoro volontario offre un contributo inestimabile alla realizzazione di una società civile e di una piena democrazia coinvolgendo i cittadini in attività a livello locale e regionale. Il potenziale per sviluppare tali attività è di particolare importanza in paesi in cui una società civile attiva incontra la persecuzione delle élite che esercitano il potere. Ho appoggiato la relazione dell’onorevole Harkin poiché concordo che la Commissione europea dovrebbe promuovere progetti transfrontalieri nella sfera del volontariato, laddove il nostro vicino più prossimo, la Bielorussia, è coinvolto. Per i bielorussi in particolare rappresenterebbe una specifica manifestazione di sostegno per i loro sforzi nella lotta al regime di Lukashenko.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Non c’è dubbio che ciò che è noto come “volontariato” svolga un ruolo sociale molto importante in quanto contributo alla ricerca di soluzioni ai problemi e alle esigenze dei cittadini, ovvero promuovendo una solidarietà e un’assistenza reciproca reali.

Per questo motivo ci troviamo in disaccordo con il concetto di “volontariato” come “risparmi significativi per i servizi pubblici”. Al contrario, riteniamo che più Stati membri migliorano i servizi pubblici offerti e garantiti ai cittadini, più diventerà importante il ruolo del volontariato.

Come citato, è fondamentale assicurare che “l’attività di volontariato vada ad aggiungersi ai servizi pubblici e non serva a sostituirli”. Il “volontariato” non può essere usato come pretesto o strumento per incoraggiare gli Stati a negare le proprie responsabilità, in particolare i loro doveri sociali, trasferendole a organizzazioni pseudo-filantropiche.

E’ con queste premesse in mente che stiamo lottando per la necessità di sostegno efficace e adeguato per le organizzazioni senza scopo di lucro, tra molte altre, il movimento cooperativo, organi e imprese locali, comitati di quartiere e associazioni sportive, ricreative, culturali, giovanili o infantili.

Infine, sottolineiamo il fatto che l’attività volontaria dipende inoltre dal tempo libero dei lavoratori, da qui la necessità di evitare lo sfruttamento eccessivo durante le ore di lavoro, basse retribuzioni o precarietà.

 
  
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  Małgorzata Handzlik (PPE-DE), per iscritto. − (PL) Un sistema democratico non può funzionare in maniera efficace senza una società civile. Accolgo positivamente tutte le iniziative che favoriscono la realizzazione di impegni sociali e una democrazia partecipativa, e non dubito che il lavoro volontario sia una di queste iniziative.

Sono inoltre consapevole di come il coinvolgimento e l’attività a beneficio degli altri abbia un ulteriore effetto nel produrre atteggiamenti positivi verso la vita. Il contributo offerto dal settore volontario alla promozione del dialogo interculturale e dell’integrazione sociale, alla ricostruzione della fiducia a livello sociale e alla reintegrazione di coloro che in precedenza erano stati esclusi dalla società è altresì inestimabile.

Desidero richiamare la vostra attenzione su ciò che, a mio parere, è l’aspetto economico molto significativo del lavoro volontario. Il volontariato rappresenta un’eccellente opportunità di acquisire nuove capacità e competenza, migliorando pertanto le possibilità sul mercato del lavoro e consentendo un passaggio graduale da attività di studio a quelle lavorative, elemento prezioso in particolare per i giovani. Inoltre, come evidenzia l’autrice della relazione, il volontariato svolge un ruolo importante nel contribuire al prodotto interno lordo, aspetto che non dovrebbe essere trascurato.

Mi auguro che le proposte contenute nella relazione convinceranno la Commissione europea e gli Stati membri a presentare ulteriori soluzioni che diano un apporto alla promozione e al rafforzamento a livello delle istituzioni del settore volontario.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Ho espresso voto favorevole sulla relazione Harkin riconoscendo l’immenso contributo del settore volontario alla promozione della coesione sociale ed economica. La relazione chiede espressamente alle autorità a livello degli Stati membri, regionale e locale, di ammettere il valore del volontariato, e di lavorare in collaborazione con organizzazioni volontarie. Una simile cooperazione è, credo, essenziale e in questo quadro accolgo con favore le recenti azioni del mio governo volte ad aumentare sostanzialmente le risorse disponibili per il settore volontario in Scozia.

 
  
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  Monica Maria Iacob-Ridzi (PPE-DE), per iscritto. (RO) Ho votato a favore della risoluzione relativa al contributo del volontariato alla coesione sociale europea, ma desidero esprimere alcune puntualizzazioni di natura economica e di bilancio.

Nel programma Gioventù in azione, l’Unione europea ha avviato il Servizio volontario europeo, che fornisce ai giovani la possibilità di frequentare corsi di formazione in diverse professioni o di lavorare con organizzazioni non governative in un altro Stato membro. Gli operatori di tale servizio sono imprese e ONG accreditate dalla Commissione europea in ciascun Stato membro.

Tuttavia, il problema è il bilancio del Servizio volontario europeo. Si tratta di una somma che non supera i 42 milioni di euro ogni anno, un importo che dovrebbe finanziare le spese di viaggio di poche decine di migliaia di volontari europei, nonché i costi minimi relativi. L’interesse da parte dei giovani è molto elevato e ci sono numerose organizzazioni che intendono attuare tale programma. Solo in Romania, un nuovo Stato membro, esistono oltre 60 organizzazioni accreditate per lo scambio di volontari e più di 5 000 richieste per questo corso di formazione.

Benché sia stato dimostrato che si tratta di un programma estremamente allettante, purtroppo il Servizio volontario europeo continua a essere finanziato in modo inadeguato.

 
  
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  Sérgio Marques (PPE-DE), per iscritto. − (PT) Ho espresso voto favorevole per tale relazione che evidenzia il ruolo del volontariato nel contribuire alla coesione economica e sociale nell’UE. Esistono oltre 100 milioni di cittadini europei impegnati in attività di volontariato, corrispondenti, in media, a un apporto a livello economico pari al 5% del PIL. Il volontariato stimola il coinvolgimento diretto dei cittadini nello sviluppo locale e riveste un ruolo importante nell’acquisizione di competenze, migliorando l’occupabilità dei volontari, consentendo loro di ottenere una gamma alquanto ampia di capacità e competenze.

Sostengo questa relazione che sottolinea il fatto che gli Stati membri e le autorità regionali e locali dovrebbero riconoscere il valore del volontariato nel promuovere la coesione economica e sociale e dovrebbero sviluppare strategie volte a incoraggiare tale attività. La Commissione dovrebbe agire nella direzione finalizzata a realizzare un sistema per tutti i fondi comunitari con cui sia possibile riconoscere un’attività di volontariato quale contributo a progetti cofinanziati.

La Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali dovrebbero promuovere il volontariato tramite l’istruzione a tutti i livelli cosicché sia considerato un normale contributo alla vita comunitaria.

 
  
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  David Martin (PSE), per iscritto. (EN) Accolgo con favore la relazione dell’onorevole Marian Harkin relativa al ruolo del volontariato nel contribuire alla coesione economica e sociale. Il contributo che il volontariato offre alla società è inestimabile. In effetti, il fatto che 100 milioni di cittadini nei nostri 27 Stati membri siano già impegnati in attività di volontariato costituisce un dato incoraggiante che dovrebbe essere incrementato. Ho espresso voto favorevole in merito alle raccomandazioni della relazione.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), per iscritto. − (DE) Il lavoro non retribuito da parte dei volontari è fondamentale per il bene pubblico. Sarebbe impossibile affrontare disastri quali alluvioni o grandi incendi, in particolare, senza lavoratori non retribuiti e non stipendiati. Dobbiamo renderci conto che, senza lavoro volontario, numerose attività non funzionerebbero e non potrebbero nemmeno essere finanziate dallo Stato.

In molte organizzazioni di volontariato il numero di membri attivi è continuamente in calo. Le ragioni di tale situazione includono un periodo più breve di servizio comunitario in luogo del servizio militare, il trasferimento delle famiglie e la pressione sul lavoro o a scuola. Ad esempio, a causa di carenze di personale, ai volontari del servizio antincendio non è consentito di lasciare il loro posto di lavoro, anche se il paese rimborsa il datore di lavoro per i loro salari. Le imprese necessitano di un messaggio deciso relativo al fatto che beneficiano anche del lavoro volontario e dobbiamo compiere confronti fra migliori prassi per quanto riguarda il modo in cui l’attività di volontariato possa continuare a essere interessante, al fine di poter realizzare i nostri obiettivi.

 
  
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  Zita Pleštinská (PPE-DE), per iscritto. − (SK) Il lavoro volontario non riceve il sostegno e l’attenzione che merita nell’Unione europea. E’ questa la ragione per cui ho votato a favore del testo della relatrice, l’onorevole Marian Harkin, sul ruolo del volontariato nel contribuire alla coesione sociale ed economica. Concordo con la relatrice che le istituzioni europee devono realizzare un sistema di sostegno flessibile e non burocratico.

Il lavoro di volontariato non deve essere sottovalutato, poiché rappresenta una parte importante della vita democratica in Europa e coinvolge oltre 100 milioni di europei di età, fede e nazionalità differenti e riflette l’immensa determinazione degli individui e rafforza il legame tra i cittadini e l’UE.

Il volontariato ha un’antica tradizione nei paesi dell’Europa occidentale e negli Stati Uniti. Al contrario, le organizzazioni non governative e no profit nei paesi post-comunisti hanno introdotto il lavoro volontario solo dopo aver instaurato la democrazia. Il regime totalitario comunista ha vietato completamente l’Organizzazione mondiale del movimento scout. Attualmente, le sue attività stanno attirando nelle sue file sempre più persone entusiaste: individui di età differenti e di diverse parti dell’UE. Oggi non possiamo immaginare un evento senza la presenza di organizzazioni di chiesa e carità, senza la partecipazione della Croce Rossa. I volontari contribuiscono inoltre a rafforzare e mobilitare i cittadini di comunità svantaggiate, ad esempio nel Centro europeo per il volontariato e nel Forum europeo della gioventù, per quanto riguarda il principio di società civile, mediante sviluppo, ripristino e promozione di tradizioni, peculiarità e diversità delle regioni.

Considero il volontariato una forma di energia rinnovabile e, di conseguenza, sostengo la raccomandazione della relatrice a favore del fatto che il 2011 sia proclamato Anno europeo del volontariato.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. − (PT) Posso assicurare il valore sociale del volontariato e sostengo il suo sviluppo e il riconoscimento della sua importanza nelle nostre società. Vorrei chiarire che la realtà del volontariato può ancora essere piuttosto confusa nei dati statistici, nelle definizioni e nel loro utilizzo.

I chiarimenti inclusi nella relazione mi sembrano importanti, e le misure suggerite per chiarire i dati esistenti su questo tipo di attività sono necessarie, poiché si tratta di un lavoro non retribuito, che pertanto necessita di essere chiaramente differenziato dalle attività delle organizzazioni non governative. Il valore aggiunto di tali attività di volontariato è molto importante per le nostre società, ed è quindi legittimo riconoscerle e distinguerle. Tuttavia, non dovremmo approfittare della loro natura altruistica al fine di sostituire gli sforzi che le società, le autorità responsabili o il settore privato dovrebbero compiere per cogliere le opportunità offerte a livello comunitario.

I vari fondi comunitari sono finalizzati a stimolare l’economia europea e promuovere la coesione socioeconomica, la crescita e lo sviluppo sostenibile delle società europee. L’attività di volontariato rappresenta un premio che noi, in quanto cittadini, offriamo agli altri. Dovremmo incoraggiarla e riconoscerla, ma non considerarla mai un soprappiù di cui possiamo approfittare o utilizzare come una scusa per agire in minor misura nella direzione di fornire e creare una qualità di vita in costante miglioramento nelle società europee.

 
  
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  Catherine Stihler (PSE), per iscritto. (EN) Il volontariato nell’UE richiede maggiore riconoscimento. La relazione Harkin propone modi in cui la Commissione e gli Stati membri possono aiutare tale attività. Mi auguro che la Commissione fornirà il proprio sostegno al fatto che il 2011 sia l’Anno europeo del volontariato. Vorrei che il prossimo anno, il 2009, in Scozia fosse l’Anno scozzese per i volontari.

 
  
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  Anna Záborská (PPE-DE), per iscritto. (SK) Primo, esiste il problema del finanziamento per le organizzazioni non governative mediante fondi comunitari. Le piccole organizzazioni che conducono attività molto utili a livello locale e regionale necessitano di un aiuto speciale al fine di compilare le richieste. Gli adempimenti amministrativi che devono essere completati rappresentano quasi la dimensione dell’elenco telefonico di Bratislava. La burocrazia è diventata talmente complicata che soffoca l’entusiasmo dei volontari. Occorre tutelare i programmi comunitari dall’essere abusati, ma prudenza e prevenzione non devono renderli meno accessibili ai cittadini.

Secondo, in base alla mia esperienza personale in quanto membro del consiglio del Forum for Life, posso attestare che il volontariato contribuisce alla coesione sociale creando capitale umano, indipendentemente dall’età del volontario. Nel Forum for Life i giovani imparano ad avere responsabilità e generosità e acquisiscono esperienza nell’instaurare relazioni interpersonali. Il capitale umano è il maggiore contributo del volontariato alla coesione sociale. Pertanto, si invitano gli Stati membri e le regioni a usare questa insuperata forma di investimento nel nostro futuro.

Terzo, il volontariato deve ricevere un riconoscimento sufficiente. Gli uomini e le donne che dedicano il loro tempo al lavoro volontario affrontando i cambiamenti sul mercato del lavoro e nell’importanza della solidarietà fra le generazioni nelle famiglie e nella società devono ricevere un riconoscimento ufficiale. In sede di commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, sono la relatrice per il documento relativo a tale problema, il che significa che saremo in grado di proseguire questa discussione in autunno.

 
  
  

– Relazione Jean-Pierre Audy (A6-0079/2008)

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Tenendo in considerazione il fatto che si tratta di un’istituzione pubblica che gestisce considerevoli somme finanziarie, la BEI dovrebbe rendere disponibili informazioni dettagliate relative a progetti e azioni finanziate. La BEI attualmente fornisce alcuni dati generali sui progetti finanziati, incluso il paese che riceve i fondi. Ciononostante, tali informazioni sono inadeguate. Ci rammarichiamo quindi del rifiuto di un emendamento presentato dal nostro gruppo, che domandava alla BEI di ampliare i propri sforzi a favore della trasparenza per divulgare i beneficiari economici di prestiti globali forniti tramite intermediari finanziari.

Inoltre, e tra altri aspetti importanti, non condividiamo che la BEI abbia come obiettivo quello di portare a compimento il mercato unico finanziando infrastrutture finalizzate a liberalizzare i mercati, come nel caso dell’energia, o che si debba porre attenzione al finanziamento di “partenariati pubblico-privati” seguendo una politica volta a impiegare fondi pubblici per finanziare importanti capitali privati.

Al contrario, la BEI dovrebbe usare le proprie risorse finanziarie come uno strumento finalizzato a ottenere in maniera efficace una “coesione economica e sociale” promuovendo interventi volti a ridurre le disparità regionali, incoraggiare una convergenza reale e stimolare crescita e sviluppo, in particolare nelle regioni dell’UE meno sviluppate a livello economico, nonché in direzione di un’effettiva politica di cooperazione.

 
  
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  Diamanto Manolakou (GUE/NGL), per iscritto. – (EL) Si richiede alla BEI di fornire un sostegno più deciso al finanziamento di capitale privato, rafforzare la concorrenza, promuovere la privatizzazione dell’energia, i trasporti e la progettazione di infrastrutture, e finanziare grandi progetti in collaborazione con soggetti privati. Tale infrastruttura è utile per il capitale, e prevede una privatizzazione simultanea, che è pari a una speculazione. La BEI è soggetta alle regole della concorrenza e del libero mercato; anziché soddisfare le necessità delle persone, ottiene nuovi guadagni.

I monopoli esauriscono finanziamenti comunitari e nazionali, hanno sfruttato infrastrutture e progetti importanti, nonché risorse fornite dalla BEI. Pertanto, i monopoli riducono l’importo già contenuto di capitale privato che utilizzano intraprendendo progetti che sono dannosi alla comunità nel complesso.

Le entrate fiscali e la riduzione delle indennità e dei sussidi per affittuari, pensionati, agricoltori e classi lavoratrici nel complesso sono state dirette al finanziamento dei monopoli.

Aerogeneratori che rovinano l’ambiente, come nelle Isole Egee, pedaggi decisamente aumentati sulle principali strade pubbliche, collaborazioni del settore privato e pubblico e così via, tutti questi elementi sono per il bene del profitto ottenuto accordandosi con le persone e, naturalmente, sono sostenute da garanzie di Stato. Simili progetti senza controllo sociale sono inoltre promossi in paesi terzi al fine di assicurare maggiori guadagni per le imprese in nome della crescita, la crescita di capitale, naturalmente.

 
  
  

– Relazione Dan Jørgensen (A6-0109/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda il bilancio generale dell’Unione europea per l’anno finanziario 2006 e la relazione dell’onorevole Jørgensen, che raccomanda di concedere il discarico alla Commissione.

La relazione evidenzia che l’80 per cento della spesa comunitaria è amministrata dagli Stati membri secondo una “gestione concorrente” e che ogni paese membro debba essere in grado di assumersi la propria responsabilità dell’amministrazione dei fondi UE ricevuti. Attualmente, questa operazione si svolge sia tramite una dichiarazione unica nazionale oppure mediante più dichiarazioni entro un quadro di riferimento nazionale. Esiste un’urgente necessità di un accordo tra la Commissione e gli Stati membri sulle procedure di comunicazione per la gestione concorrente in futuro, poiché è deplorevole che per le misure strutturali, le politiche interne e le azioni esterne i pagamenti siano tuttora influenzati da rilevanti errori materiali al livello di attuazione delle organizzazioni.

Mi spiace per la tacita approvazione da parte della Commissione dell’irresponsabilità collettiva della maggior parte degli Stati membri relativa alla gestione economica dell’UE. Infine, sostengo l’idea di un’autorità europea appropriata.

 
  
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  Bastiaan Belder (IND/DEM), per iscritto. − (NL) La commissione per il controllo dei bilanci vorrebbe concedere il discarico della Commissione europea per la sua gestione economica nel corso dell’esercizio 2006. Non appoggio tale decisione, poiché ritengo che rinviare la disposizione in merito fino all’autunno sarebbe un’idea migliore.

La Commissione europea sta tentando di correggere l’elevato numero di errori relativi ai fondi strutturali. Inoltre, il Parlamento europeo vorrebbe anche verificare gli elementi proposti per un intervento in un gruppo di lavoro. Tuttavia, rimane da considerare se le azioni avranno l’effetto desiderato. Dopotutto, la quantità di errori in merito ai fondi strutturali è stata troppo elevata da numerosi anni.

Le modalità per quanto riguarda i fondi strutturali sono impraticabili: gli errori sorgono a causa delle norme eccessive ed estremamente mutevoli per i beneficiari di sussidi. Le norme costituiscono un elemento della legislazione applicabile fino al 2013. Un audit maggiormente mirato e rigoroso a questo punto deve risolvere i problemi. Rinviando il discarico, il Parlamento considererebbe i risultati in maniera più approfondita e manterrebbe la pressione.

Inoltre, il Parlamento può incoraggiare gli Stati membri a compiere più sforzi relativi alle dichiarazioni di gestione a livello nazionale, in cui il ministro è responsabile degli investimenti dei fondi UE nello Stato membro.

Infine, invito a trovare una soluzione appropriata per quanto riguarda la posizione degli assistenti, in modo che non si verifichino problemi relativi ai loro obblighi sociali e all’imposizione fiscale.

 
  
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  James Elles (PPE-DE), per iscritto. (EN) La Corte dei conti non è stata in grado di approvare i libri contabili per il 13° anno in corso. Anche se sono stati compiuti alcuni progressi, questa situazione deve continuare a essere affrontata in maniera urgente e decisa. I deputati conservatori sono determinati nell’esortare la Commissione nella direzione di riforme sostanziali che abbiamo a lungo richiesto.

Dovrebbe esserci tolleranza zero verso spreco, frode e cattiva amministrazione. La Commissione ha una responsabilità politica e sottoporremo il processo di controllo dei bilanci a una rigorosa indagine.

Ma non è solo la Commissione ad avere la responsabilità in materia di contabilità. Circa l’80% del denaro europeo attualmente è speso negli Stati membri. La relazione del Parlamento in merito al bilancio della Commissione evidenzia l’esigenza di maggiori controlli e di coordinamento a livello nazionale.

Gli Stati membri necessitano di assumersi la responsabilità di questi fondi tramite dichiarazioni di gestione a livello nazionale. Per fortuna, a tal proposito sono stati compiuti progressi, ma, finora, troppo contenuti al fine di garantire una dichiarazione attestante affidabilità. E’ per questa ragione fondamentale che i conservatori esprimeranno ancora una volta voto contrario al discarico 2006 per la Commissione europea e le altre istituzioni.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. (PT) Fra altri importanti aspetti, rileviamo che:

– è degno di nota che siano stati nuovamente sollevati “dubbi” in merito all’utilizzo di fondi comunitari nell’ambito di “azioni esterne” dell’UE. Dubbi relativi ai beneficiari finali, le somme effettivamente spese, i progetti finanziati, fondamentalmente, a quale scopo le somme sono state veramente stanziate (potremmo aggiungere in Iraq, in Afghanistan o in Kosovo per menzionare solo pochi esempi). Curiosamente, la maggior parte dei deputati, di norma così efficaci nel chiedere misure, in questo caso è prudente. Per quale motivo?

– Inoltre, ancora una volta, gli impegni di bilancio insoluti relativi alle politiche strutturali e il Fondo di coesione continuano a crescere, raggiungendo i 131,6 milioni di euro.

– Vale la pena ricordare che, secondo la “norma n+2”, questo importo “si estinguerà” se non impiegato entro la fine del 2008.

– Vale inoltre la pena notare che la Corte dei conti ha evidenziato che, secondo la politica agricola comune, il regime di pagamento unico ha prodotto un aumento significativo del numero di ettari e di beneficiari che ricevono un aiuto diretto. Tra questi, la Corte ha individuato imprese ferroviarie, circoli di equitazione/allevamento e di golf/ricreativi, nonché consigli comunali, e ha riconosciuto che sono stati assegnati diritti a proprietari terrieri che non hanno mai condotto alcuna attività agricola...

 
  
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  David Martin (PSE), per iscritto. (EN) Sostengo la relazione dell’onorevole Jørgensen in materia di discarico per quanto riguarda l’attuazione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione III – Commissione. Si deve accogliere con favore una cooperazione tra Parlamento e Commissione in merito a tali questioni, specialmente riguardo all’esecuzione del piano d’azione dei Fondi strutturali. Ho pertanto espresso voto favorevole a questa relazione.

 
  
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  Mary Lou McDonald (GUE/NGL), per iscritto. (EN) Sono delusa del fatto che la Commissione non abbia fornito una descrizione molto precisa della destinazione del denaro e di come sia stato speso, in particolare nel settore delle azioni esterne. In un periodo in cui l’UE sta cercando di ampliare le proprie aree di azione esterna, è inaccettabile che si debba trattare la contabilità in maniera così superficiale.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE), per iscritto. (PL) Il 22 aprile 2008 si è svolta un’importante discussione connessa alla votazione sul discarico di bilancio per il 2006.

Malgrado una serie di conclusioni critiche relative alla valutazione dell’esecuzione di bilancio per il 2006, al Parlamento è stata presentata una richiesta positiva affinché fosse pubblicato il discarico.

Desidero commentare alcuni problemi rilevanti.

Primo, la burocrazia europea è eccessivamente sviluppata, e quindi dobbiamo attuare un’adeguata revisione delle agenzie e delle istituzioni simili riguardo alle direzioni generali della Commissione.

Secondo, occorre semplificare le procedure e l’intero sistema di ordini pubblici al fine di consentire l’impiego dei fondi UE.

Terzo, i beneficiari sono in cerca di un maggior numero di progetti più contenuti e il cui accesso è più semplice per il cittadino medio.

Quarto, sono degni di nota i progressi compiuti nel modo in cui sono utilizzati i fondi UE nel settore della politica agricola comune. Nel frattempo, dovrebbe essere condotta un’indagine sul motivo per cui esiste un basso livello di adozione dei fondi di coesione FESR e FES nei nuovi Stati membri.

Quinto, alcuni Stati membri hanno introdotto certificati esaminati da agenzie nazionali di controllo relativi alla gestione dei fondi UE. Tale forma di gestione finanziaria nell’UE dovrebbe essere ampliata al fine di essere intrapresa in altri paesi della Comunità.

Infine, vale la pena rilevare che il 2006 è l’ultimo anno dell’agenda di Berlino (prospettiva finanziaria per il periodo 2000-2006), pertanto dovrebbe essere un esercizio che prevede un’adozione positiva di denaro europeo.

 
  
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  Gabriele Stauner (PPE-DE), per iscritto. − (DE) Ho espresso voto contrario al discarico dei conti della Commissione, poiché in molti settori i fondi di bilancio nel 2006 non sono stati usati in modo parsimonioso ed efficiente. Ciò è applicabile in particolare al denaro dei Fondi strutturali, alla corruzione in numerose aree che è stata svelata nel 2007, e agli accordi per la creazione di sicurezza. Ho presentato numerose interrogazioni scritte in merito all’ultimo aspetto, cui non è stata fornita una risposta soddisfacente da parte della Commissione.

 
  
  

– Relazione José Javier Pomés Ruiz (A6-0091/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE) , per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il Presidente del Parlamento europeo a riguardo dell’attuazione del proprio bilancio per l’esercizio 2006, e della relazione dell’onorevole Pomés Ruiz che raccomanda che il Parlamento esprima voto favorevole al discarico. Accolgo positivamente l’idea che il nuovo statuto degli assistenti debba entrare in vigore contemporaneamente allo statuto dei deputati.

Per quanto riguarda l’indennità di assistenza parlamentare, ritengo debba essere mantenuta la libertà contrattuale dei deputati, che costituisce una condizione della loro indipendenza, sotto la vigilanza di autorità nazionali in conformità al principio di sussidiarietà. Quindi, sono contrario a qualsiasi misura che limiti la libertà dei deputati di assumere i propri assistenti, a patto che, naturalmente, il lavoro sia effettivamente svolto e retribuito di conseguenza.

Per quanto riguarda il fondo pensionistico volontario, che rappresenta un regime pensionistico supplementare finanziato congiuntamente dal deputato e dal datore di lavoro, condivido la pubblicazione dei nomi dei beneficiari e il fatto che la riforma di tale regime pensionistico dovrebbe avvenire accanto a quella dello statuto dei deputati. Infine, sostengo la valutazione delle esigenze del personale al fine di decidere quanti funzionari sono necessari per assistere i deputati in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI), per iscritto. − (FR) Le circa 30 relazioni su cui abbiamo espresso il voto oggi relative al discarico della gestione delle finanze comunitarie dalle diverse istituzioni e agenzie UE dimostrano che il controllo di bilancio esiste. Mostrano inoltre che è proprio tale controllo che contribuisce a evidenziare difetti, sprechi e abusi nell’amministrazione dei fondi strutturali e degli aiuti esterni, o almeno di alcuni di essi. Tuttavia, tali relazioni confermano che, malgrado tutto, il Parlamento ha scelto di approvare la gestione delle finanze europee.

Non si tratta di un esercizio critico; è una dimostrazione politica di sostegno per la macchina di Bruxelles cui appartiene. In verità, è preoccupato per i difetti rilevati dalla relazione di audit in merito all’indennità di assistenza parlamentare. E’ inoltre significativo notare che la trasparenza che il Parlamento è così rapido nel pretendere da chiunque altro, il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e le agenzie, chiaramente non è applicabile ad esso. Tale relazione, che potrebbe seriamente minare la reputazione di quest’Aula, non è disponibile per l’opinione pubblica, e nemmeno per tutti i deputati. Intraprendere misure correttive a posteriori non è sufficiente al fine di eliminare queste gravi spese e mantenerle segrete non le farà scomparire.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Il discarico per il bilancio 2006 del Parlamento europeo è alterato dal sospetto, e tutti i deputati sono rimasti invischiati in modo inaccettabile, a causa della decisione di classificare come “riservato” la relazione sull’audit interno per il 2006, che presumibilmente fa riferimento a irregolarità nell’uso dell’indennità di assistenza parlamentare.

Una decisione di questo tipo rende sospettati tutti i deputati eletti del PE, cosa che non è possibile accettare. Di conseguenza, il nostro gruppo parlamentare ha presentato un emendamento che insiste sul fatto che “la relazione del revisore interno deve essere messa immediatamente a disposizione per tutti i deputati del Parlamento e per l’opinione pubblica”. Purtroppo, tale proposta è stata respinta dalla maggioranza in Aula.

Per quanto riguarda il multilinguismo, è preoccupante che l’impiego delle lingue ufficiali dell’UE sia valutato in maniera crescente dal punto di vista “economico”, vale a dire tenendo in considerazione i suoi costi, e che periodicamente sorgano nuove disposizioni finalizzate a limitarne l’uso, che mettono a rischio il diritto dei diversi oratori di parlare e ascoltare nella propria lingua madre durante gli incontri o le visite ufficiali nell’ambito dell’attività del Parlamento europeo.

Ci spiace inoltre che il Parlamento non abbia approvato l’emendamento presentato dal nostro gruppo parlamentare che chiedeva l’utilizzo di un software open source nel PE.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola (PPE-DE), per iscritto. (FI) Non ho potuto esprimere voto favorevole sul paragrafo 65 della relazione A6-0091/2008 dell’onorevole Pomés Ruiz, poiché non definisce in maniera più precisa la nozione di parenti. Se il testo avesse parlato di impedire che fosse impiegato un “familiare”, il paragrafo 65, penso, sarebbe stato maggiormente giustificabile e accettabile.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (PSE), per iscritto. − (PL) Il relatore, l’onorevole Pomés Ruiz, ha elaborato una valida relazione.

Sono lieto che il Presidente del Parlamento europeo ha accettato il principio del dialogo politico nel quadro della procedura di discarico.

Sono inoltre soddisfatto di assistere all’offerta presentata dal segretario generale di tenere incontri regolari con la commissione per il controllo dei bilanci sull’attuazione del bilancio del Parlamento, al di fuori del quadro della procedura annuale di discarico.

 
  
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  Brian Simpson (PSE), per iscritto. (EN) Ho espresso voto contrario alla proposta di risoluzione in merito a questa relazione, poiché ritengo si tratti del culmine dell’ipocrisia per i deputati votare al fine di vietare ai familiari un impiego legittimo da un lato, e quindi rifiutare di divulgare i dettagli del regime pensionistico privato finanziato dai contribuenti di cui essi stessi beneficiano dall’altro.

Ciò include, ovviamente, la questione se i deputati restituiscono i propri contributi ottenuti dall’indennità di spese generali versata ai deputati, siccome riteniamo che presumibilmente molti non lo facciano. Nella migliore delle ipotesi non è una situazione trasparente, nella peggiore si tratta di lampante ipocrisia.

 
  
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  Kathy Sinnott (IND/DEM), per iscritto. (EN) Mi spiace dichiarare di aver espresso voto contrario in merito a questa relazione. Non ho potuto appoggiare il riferimento al Trattato di Lisbona nel paragrafo 10, che tiene in considerazione la nuova procedura di bilancio derivante dal relativoTtrattato.

 
  
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  Catherine Stihler (PSE), per iscritto. (EN) E’ spiacevole che i deputati non abbiano votato per una maggiore apertura e la completa pubblicazione della relazione dei revisori interni.

 
  
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  Glenis Willmott (PSE), per iscritto. (EN) Tutti gli emendamenti che l’EPLP ha sostenuto oggi nella seduta plenaria relativi al discarico del bilancio 2006 del Parlamento europeo erano finalizzati ad aumentare la trasparenza nelle questioni in cui il Parlamento è responsabile dell’amministrazione di denaro pubblico.

Emendamento n. 16: in seguito alla divulgazione di alcuni dettagli contenuti nella relazione da parte di membri della commissione per il controllo dei bilanci, l’EPLP ritiene, a condizione che le indagini in corso non siano compromesse, che la pubblicazione di tale relazione sia nell’interesse pubblico.

Emendamento n. 4: l’EPLP ritiene che questo emendamento rafforzi la necessità d’intervento volto a verificare le azioni intraprese in seguito alla relazione del revisore interno.

Emendamento n. 7: l’EPLP ha espresso voto favorevole a questo emendamento, poiché è importante che la commissione per il controllo dei bilanci abbia il diritto di esaminare i progetti di entrambi gli statuti.

Emendamento n. 11: l’EPLP ritiene che, siccome il fondo pensionistico volontario è in parte versato tramite fondi pubblici, l’elenco dei membri non dovrebbe essere divulgato.

 
  
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  Thomas Wise (IND/DEM), per iscritto. (EN) Ho espresso voto contrario in merito, poiché non voglio che l’UE mi suggerisca chi posso o non posso impiegare o assumere.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0096/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del Consiglio per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento europeo dovrebbe concedere il discarico al segretario generale del Consiglio. Deploro il fatto che, diversamente dalle altre istituzioni, il Consiglio non presenti una relazione annuale di attività, in base al Gentlemen’s Agreement del 1970. Tuttavia, sembra fondamentale agire in questa direzione affinché il Consiglio sia maggiormente responsabile nei riguardi dei cittadini europei. Secondo tale Gentlemen’s Agreement, il Consiglio si impegna a non apportare emendamenti alla stima di spesa del Parlamento europeo. Questo impegno è vincolante soltanto qualora questa stima di spesa non sia in conflitto con le disposizioni comunitarie, in particolare per quanto riguarda lo statuto dei funzionari e altri agenti e la sede delle istituzioni.

In merito al settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC), sostengo l’invito alla massima trasparenza e per garantire che, a norma dell’articolo 42 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006, non dovrebbero risultare spese operative relative alla PESC nel bilancio del Consiglio. Ciononostante, ritengo che il Consiglio debba disporre di un bilancio discrezionale per la PESC.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) La parola “trasparenza” è pronunciata molte volte e sono poste numerose domande a (alcuni) Stati membri in tale settore a livello di politica economica e di bilancio.

Ciononostante, il Consiglio, l’organo decisionale sovranazionale dell’UE, composto da rappresentanti dei diversi governi degli Stati membri, che, qualora fosse adottato il Trattato di Lisbona vedrebbe accresciute le proprie competenze, sembrerebbe essere immune da tali “domande, poiché non ha presentato la propria relazione annuale di attività.

“Fa ciò che dico, non ciò che faccio”... Questa potrebbe essere la massima di lavoro del Consiglio per il processo di discarico 2006.

Benché la relazione del Parlamento europeo votata oggi non assuma una linea più severa e critica sulla posizione del Consiglio, almeno chiede di riconsiderare tale decisione, nonché maggiori informazioni, relative in pratica agli importi impiegati in conformità alla politica estera e di sicurezza comune (PESC). Esorta un’indicazione dell’esatta natura delle spese, voce per voce, e una valutazione ex post delle “missioni” della politica europea in materia di sicurezza e di difesa (PESD) e delle azioni dei rappresentanti speciali UE, un chiarimento, a nostro parere, delle somme utilizzate nella politica UE di ingerenza e militarizzazione.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0097/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio della Corte di giustizia (CGCE) per l’esercizio 2006, basato sulla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico al Cancelliere della Corte di giustizia. Sono soddisfatto dell’adozione da parte della CGCE di un codice di condotta applicabile ai membri e agli ex membri della Corte di giustizia, del Tribunale di primo grado e del Tribunale della funzione pubblica, incluso un obbligo di presentare una dichiarazione di interessi finanziari, anche se è deplorevole che tali informazioni non siano pubblicate sul sito Internet della CGCE.

Noto che le questioni relative agli edifici (un problema con la nomina di un esperto indipendente per l’ampliamento dell’edificio principale; la sottoscrizione di un contratto di affitto/acquisto tra il Granducato di Lussemburgo e la CGCE che stabilisce le disposizioni necessarie volte a integrare il contratto quadro del 2001 e che prevede la vendita alla CGCE del terreno su cui è situato il complesso al prezzo simbolico di 1 euro quando la CGCE diventa la proprietaria degli edifici; una mancanza di adeguata concorrenza) confermano l’esigenza di istituire un’autorità europea al fine di gestire tutte i problemi connessi agli edifici per le nostre istituzioni.

 
  
  

- Relazione Nils Lundgren (A6-0093/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio della Corte dei conti per l’esercizio 2006, basato sulla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico al segretario generale della Corte dei conti.

Mi congratulo con loro per la qualità dei conti, che sono stati esaminati con esito favorevole da parte di un’azienda esterna e del revisore interno. Per quanto riguarda le dichiarazioni di interessi finanziari dei deputati, come i miei colleghi, noto che in relazione alle dichiarazioni degli interessi finanziari dei membri, che, in conformità del codice di condotta della CC, i membri di quest’ultima trasmettono una dichiarazione relativa ai loro interessi finanziari e agli altri attivi (includendo azioni, obbligazioni convertibili e certificati di investimento, come anche proprietà fondiarie e immobiliari, e attività professionali del coniuge).

Concordo con i miei colleghi che si dovrebbe chiedere ai membri di tutte le istituzioni UE di trasmettere una dichiarazione degli interessi finanziari la quale dovrebbe essere accessibile su Internet attraverso un registro pubblico. Tuttavia, occorre compiere una distinzione tra l’arricchimento, che dovrebbe valutare le somme, e la questione dei conflitti d’interesse, che dovrebbe mostrare la natura dei beni gestiti direttamente o indirettamente e i rapporti personali coinvolti.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Tale dichiarazione di voto serve semplicemente a illustrare che uno degli aspetti analizzati nel discarico 2006 della Corte dei conti era la carenza di personale, considerata la mole di lavoro che questa istituzione deve affrontare.

E’ già stato rilevato negli anni scorsi che la Corte aveva carenza di un numero sufficiente di funzionari per essere in grado di operare appieno e di svolgere le proprie funzioni di controllo.

Anche se in questo settore sono stati compiuti alcuni progressi, le carenze tuttora rimangono. La stessa relazione del Parlamento europeo dimostra che tale situazione è in parte dovuta al divario tra la retribuzione offerta e l’elevato costo della vita in Lussemburgo, dove ha sede la Corte dei conti.

E’ nostra ferma convinzione che gli effetti della politica in materia di “stabilità dei prezzi”, ovvero la moderazione salariale, si sentano anche in questo settore: maggiore sfruttamento.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0098/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico al segretario generale del CESE.

Come numerosi deputati, accolgo positivamente la firma nel dicembre 2007 di un nuovo accordo di cooperazione amministrativa tra il CESE e il Comitato delle regioni (CdR) per il periodo dal 2008 al 2014, consapevole che una tale cooperazione sarà vantaggiosa a livello finanziario per i contribuenti europei. Per quanto riguarda i controlli, nella sua relazione annuale di attività, il CESE ha ritenuto insufficiente il numero di revisioni ex post effettuate nel 2006. Questa situazione, tuttavia, sembra essere migliorata. E’ essenziale che i controlli svolti siano rigorosi. Dovremmo essere soddisfatti della promessa personale fatta dal segretario generale del CESE relativa all’efficienza e alla regolarità dei controlli ex ante ed ex post.

Contemporaneamente, come molti deputati, mi congratulo con il CESE per aver istituito una commissione di audit composta da tre membri del CESE, i cui incarichi comprendono la verifica dell’indipendenza dell’unità di audit interno e la valutazione delle azioni intraprese in risposta alle raccomandazioni contenute nelle relazioni di revisione.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0095/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del Comitato delle regioni per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico al segretario generale del Comitato delle regioni. Come numerosi deputati, accolgo positivamente la firma nel dicembre 2007 di un nuovo accordo di cooperazione amministrativa tra il CESE e il CdR per il periodo dal 2008 al 2014, consapevole che una tale cooperazione sarà vantaggiosa a livello finanziario per i contribuenti europei. Il nuovo accordo mantiene i settori più importanti (infrastrutture, sistema informatico e telecomunicazioni, nonché traduzione, inclusa l’elaborazione di documenti) nei servizi comuni, mentre un numero limitato di servizi è disaccoppiato (servizi interni, servizio medico, biblioteca e prestampa). Sono lieto dell’esito dell’inopportuna questione delle spese di viaggio per i membri del CdR e i trasferimenti di emolumenti di alcuni funzionari. Infine, sono soddisfatto dell’aumento di indipendenza e delle risorse del servizio di verifica finanziaria.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0092/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del Mediatore europeo per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Lundgren. Come numerosi deputati, sono rimasto sorpreso che nel periodo 2003-2006, gli stanziamenti d’impegno del Mediatore sono costantemente cresciuti da 4 438 653 euro a 7 682 538 euro (+73 per cento) e i posti da 31 a 57 unità (+84 per cento), mentre le segnalazioni sono aumentate del 57 per cento e le nuove indagini aperte da 253 a 258 (+2 per cento). A livello operativo, accolgo positivamente la firma del nuovo accordo quadro di cooperazione con il Parlamento per la disposizione di servizi amministrativi, e la nomina del primo segretario generale del Mediatore il 1° agosto 2006. Sembra che sia possibile migliorare l’efficienza dei controlli in certi settori. Sono inoltre stupito delle difficoltà di assunzione menzionate nella relazione annuale 2006 del Mediatore, soprattutto in relazione ad avvocati qualificati, a causa delle due successive ondate di allargamento (nel 2004 e nel 2007), dei movimenti del personale e della fatica nell’attrarre e mantenere candidati a Strasburgo con contratti precari.

 
  
  

– Relazione Nils Lundgren (A6-0094/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del Garante europeo della protezione dei dati (GEDP) per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Lundgren che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico. Come numerosi deputati, accolgo positivamente l’iniziativa intrapresa dal GEDP e dal Vice GEDP di pubblicare una dichiarazione annuale dei propri interessi finanziari, in una forma simile a quella dei deputati del Parlamento europeo. E’ positivo che l’accordo di cooperazione amministrativa tra i segretari generali della Commissione, del Parlamento e del Consiglio, siglato il 7 dicembre 2006 con il GEDP, sia stato rinnovato per un ulteriore periodo di 3 anni a partire dal 16 gennaio 2007. Infine, dovremmo notare che i processi di ex post antecedenti il controllo e la divulgazione dei pareri finali del GEDP sono ben avanzati, e che il GEDP ha deciso di istituire una struttura di controllo interna adeguata alle proprie attività ed esigenze.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0111/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esercizio 2006, in base alla relazione dell’onorevole Martin che raccomanda che il Parlamento dovrebbe concedere il discarico del direttore. Il processo di discarico dovrebbe essere semplificato e organizzato in modo razionale per le agenzie satellite, che sono aumentate in numero (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e che ora rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio l’invito alla Commissione a presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia esistente e che non dovrebbe avere scrupoli sulla chiusura di un’agenzia in caso di una valutazione negativa del suo valore aggiunto. Analogamente, occorrono con urgenza miglioramenti alle procedure di audit interno delle agenzie, e accolgo con favore la possibilità di un consiglio di disciplina tra agenzie. Sono sorpreso che la Corte dei conti abbia nuovamente scoperto un tasso elevato di stanziamenti nell’esecuzione del bilancio della Fondazione (il 43 per cento per spese amministrative e il 45 per cento per attività operative) e per i dubbi sollevati dalla Corte sulla conformità della Fondazione con la regola dell’annualità di bilancio.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0114/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore della Fondazione europea per la formazione per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Sono stupito che la Corte dei conti non abbia menzionato che la dichiarazione di affidabilità del direttore della Fondazione fosse soggetta a riserve.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0110/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Accolgo positivamente l’istituzione di un quadro per la cooperazione tra il CEDEFOP e la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nell’ottica di garantire i finanziamenti disponibili per la ricerca sia usati in settori di interesse comune.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0124/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. E’ sorprendente notare l’avanzo di bilancio di 16,9 milioni di euro accumulato dal Centro di traduzione nel 2006 e che nel 2007 il Centro dovrebbe restituire circa 9,3 milioni di euro ai propri committenti. Tale accumulo di avanzo sembra dimostrare che il metodo utilizzato dal Centro per fissare il prezzo delle proprie traduzioni non è abbastanza preciso.

 
  
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  Anna Záborská (PPE-DE), per iscritto. (SK) L’Europa ha bisogno del multilinguismo al fine di sopravvivere. La prima direttiva comunitaria europea del 1958 fa riferimento al multilinguismo. L’Unione non utilizza solo una o più lingue di propria scelta, che la maggior parte dei suoi cittadini potrebbe non comprendere.

Le traduzioni di documenti legislativi, politici e amministrativi consentono all’Unione di adempiere i propri obblighi giuridici. Il multilinguismo contribuisce a migliorare la trasparenza, la legittimità e l’efficienza dell’Unione. Le restrizioni provocate dal sistema multilinguistico hanno un’influenza positiva sui documenti, che sono maggiormente concisi e sono elaborati in un dato periodo di tempo. Nell’interesse della lingua slovacca (e di coloro che la utilizzano), chiedo che le misure necessarie volte a risolvere il problema della mancanza di posti di lavoro per i traduttori nelle istituzioni UE siano incluse nel bilancio per il 2009.

Esorto il Parlamento europeo a tradurre senza esitazione, e di continuare a tradurre, da questo termine tutti i documenti legislativi, politici e amministrativi in slovacco e in tutte le altre lingue ufficiali dell’Unione, in modo che i cittadini possano verificare le attività politiche di tutte le istituzioni, fra cui le più importanti sono rappresentate dai resoconti integrali dei procedimenti delle discussioni parlamentari. Sto ponendo l’accento sul fatto di compiere una dichiarazione scritta a favore della conservazione del sistema multilinguistico, e invito i traduttori e gli interpreti slovacchi a contribuire, mediante le loro conoscenze linguistiche, al multilinguismo in Europa.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0117/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Bisognerebbe preoccuparsi del fatto che, nuovamente, siano stati introdotti impegni giuridici da parte del Centro senza antecedenti impegni di bilancio, cosa che è contraria ai regolamenti finanziari. Il Centro deve intraprendere le misure necessarie, compreso in termini di gestione economica, al fine di migliorare l’impegno e le procedure di pagamento.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0116/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Complessivamente, i deputati accolgono positivamente gli sforzi compiuti dall’Osservatorio al fine di migliorare l’esecuzione del proprio bilancio, anche se il livello di stanziamenti riportati rimane elevato. Approvo il desiderio dell’Osservatorio di condurre una valutazione delle proprie operazioni nel 2007 e il fatto che si attenda un piano di gestione per il 2008 e il 2009.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0113/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (precedentemente: Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia) per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Le relazioni e i conti annuali sul programma di lavoro 2006 e 2007 dell’Agenzia contengono informazioni relativamente ridotte sull’esecuzione di bilancio, i dati economici, rischi, valutazione e revisione dell’Agenzia, che necessita di migliorare la qualità delle proprie informazioni e pubblicare sul sito Internet la sua relazione annuale di attività.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0112/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la ricostruzione per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Approvo il ruolo dell’Agenzia nello sviluppo e nel consolidamento della stabilità nella regione dei Balcani e nella ferma gestione del programma CARDS. L’Agenzia ha del tutto completato il proprio mandato e ora può moderare le sue attività; ciò è previsto per la fine del 2008 al fine di affidare la gestione dell’assistenza a Serbia, Kosovo, Montenegro ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM) alle delegazioni della Commissione in questi paesi.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Questa agenzia è stata istituita dopo l’attacco NATO all’ex Iugoslavia e gestisce i principali programmi UE di “assistenza” nei Balcani.

I suoi obiettivi sono chiari e includono, come ci si poteva solamente aspettare, un “aiuto” ai processi di “riforma” che conducono alla realizzazione di istituzioni e a uno “Stato di diritto” nell’immagine propria dell’UE e secondo le ambizioni europee, vale a dire mediante la creazione di “un’economia di mercato”, ovvero capitalistica.

Probabilmente il PE, coinvolto nell’allargamento di NATO e UE, “è convinto che, al punto in cui la Commissione assume la gestione del nuovo strumento di assistenza preadesione, […], dovrebbe infine presentare al Consiglio un nuovo mandato per l’Agenzia, che dovrebbe, come definito, terminare il proprio operato nei Balcani entro la fine del 2008 ed essere convertita in un’agenzia realmente europea per azioni esterne […] in regioni in cui non è possibile attuare la tradizionale assistenza allo sviluppo”.

In altre parole, l’inaccettabile trasformazione di quest’agenzia in un altro strumento ancora che sostiene la politica UE di ingerenza in altre regioni del mondo.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0122/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per l’ambiente per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. E’ sorprendente che una somma considerevole di stanziamenti per attività operative sia stata dichiarata dall’Agenzia europea per l’ambiente per essere riportata nell’esercizio 2007; tale iniziativa presuppone un fallimento nel conformarsi al principio di annualità del bilancio. Occorre compiere una critica anche a certi malfunzionamenti del sistema di controllo dell’Agenzia, che non ha chiaramente separato le funzioni di autorizzazione di funzionari e la contabilità.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0128/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostegno la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Mi congratulo con l’Agenzia per il suo lavoro nel diffondere metodi di prevenzione nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro nell’UE. Ciononostante, deploro il fatto che non comunica a sufficienza con le autorità sociali degli Stati membri, che sono specializzati in questo settore.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0125/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per i medicinali per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Non sono in grado di comprendere le preoccupazioni del consiglio dell’Agenzia europea per i medicinali che i nuovi incarichi assegnatile non siano sufficientemente finanziati. In verità, la situazione finanziaria dell’Agenzia sembra essere fiorente, con un livello contenuto di utilizzo dei fondi (inferiore al 60 per cento) e un considerevole avanzo di contabilità associato ad accumulazioni, e contemporaneamente un sussidio comunitario ed emolumenti versati dagli impegni di mantenere le autorizzazioni comunitarie all’immissione in commercio dei medicinali (ovvero un utile di 119 milioni di euro nel 2006 più un sussidio comunitario di 31 milioni di euro).

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0120/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Ritengo sia curioso che sia avvenuta una sottoesecuzione delle spese dell’Autorità, che apparentemente è dovuta soprattutto ai problemi associati alla politica di assunzione di personale scientifico altamente qualificato a Parma (solo due terzi dei 250 posti offerti dall’Autorità avrebbero potuto essere occupati entro la fine del 2006), nonché all’incongruenza nei conti.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0115/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Per quanto riguarda l’Agenzia, mi spiace che il tasso di utilizzo degli stanziamenti di pagamento per misure antinquinamento in mare sia troppo contenuto (67,7 per cento), mentre il Parlamento ha ampiamente sostenuto questo tipo di provvedimento nel quadro della procedura di bilancio. Infine, bisognerebbe preoccuparsi del fatto che il numero di trasferimenti di bilancio è eccessivamente elevato, che esiste una pianificazione inadeguata nelle assunzioni e un’incorretta presentazione del bilancio.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Il numero di agenzie e di altri organismi comunitari si è moltiplicato negli ultimi anni, dal Trattato di Nizza fino a quello ora noto come Trattato di “Lisbona”. Sulla base degli obiettivi più svariati, il loro scopo, per la maggior parte, è servire da catalizzatore per rafforzare la natura sempre più sovranazionale delle istituzioni e delle politiche dell’Unione europea.

Nel complesso, sono stabilite per “coordinare” o “aiutare” gli Stati membri in diversi settori, e il numero di tali agenzie e organismi è aumentato in modo graduale: nell’ambito del processo di discarico ce n’erano 8 nel 2000 e oltre 20 nel 2006!

Anche se non completi, ci sono alcuni esempi: l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX), l’Agenzia ferroviaria europea, l’Agenzia europea dell’ambiente, l’Agenzia europea per la ricostruzione (Balcani), l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Agenzia europea per la sicurezza marittima, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, …

Per quanto riguarda il discarico di tali agenzie, la Corte dei conti ha compiuto un’osservazione generale sul loro fallimento nel rispettare nelle loro attività misure stabilite nel regolamento finanziario, nello statuto dei funzionari e nelle norme relative agli appalti pubblici, solo per citare alcuni esempi.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0118/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Occorre rivedere la struttura degli emolumenti dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea al fine di riequilibrare i costi e le entrate per le attività di certificazione (entrate pari a 35 milioni di euro contro costi pari a 48 milioni di euro).

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0123/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia ferroviaria europea per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Per quanto riguarda il funzionamento dell’Agenzia ferroviaria europea, è deplorevole notare un residuo alquanto significativo di fondi (l’85 per cento delle spese operative) e dovremmo accogliere positivamente il fatto che l’Agenzia abbia deciso di attuare le 24 norme di controllo interno fissate dalla Commissione per il 2008, nonché la sua decisione di assumere un funzionario di approvvigionamento al fine di accelerare questa funzione e renderla affidabile, insieme al revisore interno.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0119/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Per quanto riguarda l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, desidero affermare di non condividere l’opinione del Parlamento europeo, che respinge la proposta della Commissione di trasferire le responsabilità dell’Agenzia a una nuova Autorità europea di promozione delle telecomunicazioni (European Telecom Marketing Authority), i cui incarichi dal 2010 consisteranno nel garantire che i regolatori nazionali operino come un gruppo efficiente sulla base di principi guida comuni, trasmettendo pareri e assistendo all’elaborazione di misure in materia di mercato unico della Commissione nel settore delle telecomunicazioni.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0126/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (Frontex) per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Per quanto riguarda Frontex, non è opportuno che soltanto l’Agenzia abbia ottenuto una piena autonomia finanziaria dal 1° ottobre 2006 e che prima di questa data tutte le spese amministrative richiedessero l’autorizzazione della Commissione a Bruxelles. Mi congratulo con l’Agenzia per il suo lavoro, malgrado le risorse insufficienti, e mi auguro che in futuro saranno incrementate.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL), per iscritto. − (PT) Tra altre possibili considerazioni pertinenti relative al discarico di bilancio di questa Agenzia, si dovrebbero rilevare le somme considerevoli rimaste alla fine del 2006, e per di più che nello stesso anno sono stati approvati due bilanci rettificativi, il cui obiettivo era accrescere il proprio bilancio.

Dopo tali bilanci rettificativi, il bilancio dell’Agenzia è aumentato a 19,2 milioni di euro. Ancora alla fine del 2006 e in base ai conti stessi dell’Agenzia deteneva 14,3 milioni di euro in contanti!

Sono inoltre state osservate alcune irregolarità relative alla gestione del personale, vale a dire in merito ai criteri e alle procedure di assunzione che non erano in linea con le disposizioni generali dello statuto dei funzionari delle istituzioni UE (in effetti si tratta di una situazione ricorrente nel discarico di bilancio di svariate agenzie comunitarie, per cui sono sorte numerose critiche riguardanti la non conformità con lo statuto dei funzionari).

Tale è il desiderio politico di compiere progressi con la “comunitarizzazione” della “gestione delle frontiere” a livello europeo e di avviare Frontex, a cui ovviamente ci opponiamo, che le risorse finanziarie sono state fornite in maniera eccessiva e oltre la provata capacità. Cosa che mi porta ad affermare che nel 2006 certamente si è messo il carro davanti ai buoi…

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), per iscritto. − (DE) Abbiamo lottato per porre sotto controllo lo spreco e l’uso improprio del denaro sin da quando è nata l’UE. E’ giunto il momento che, infine, inizi la lotta contro la corruzione ai massimi livelli, cosicché le richieste attualmente avanzate di fondi versati ingiustamente siano restituiti, e dobbiamo cogliere le opportunità migliori per risparmiare denaro. Questa iniziativa includerebbe, ad esempio, limitarci a un’unica ubicazione per il Parlamento, nonché un uso più ragionevole dei fondi da parte delle agenzie dell’UE. Stiamo approvando il raddoppiamento di alcuni elementi, come l’Agenzia per i diritti fondamentali, mentre, allo stesso tempo, agenzie proficue quali Frontex stanno morendo. Non è possibile permettere che ciò continui.

 
  
  

–Relazione Hans-Peter Martin (A6-0129/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore di EUROJUST per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua. Le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Per quanto riguarda EUROJUST, sono sorpreso per i problemi associati al fallimento di rispettare il principio di separazione delle competenze per gli incarichi dell’ordinatore e del contabile, e che la cooperazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) sia tuttora così inadeguata.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0121/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per il direttore dell’Accademia europea di polizia (CEPOL) per quanto riguarda l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2006, in base alla relazione del collega austriaco Hans-Peter Martin, che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico. La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua.

Analogamente, le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Se si tengono in considerazione le ragioni fornite dall’Accademia, in particolare che fosse difficile per questo nuovo organismo europeo rispettare immediatamente i principi del regolamento finanziario e che i sistemi di controllo sono stati realizzati, risulta normale che, al più tardi entro giugno 2008, questo organismo dovrebbe conformarsi del tutto alle disposizioni del regolamento finanziario.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0106/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per la Commissione per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio del VI, VII, VIII e IX Fondo europeo per lo sviluppo (FES) per l’esercizio 2006 in base alla relazione che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico da parte dell’onorevole Fjellner, che, in effetti, ha rilevato l’ottimo lavoro dell’onorevole Stubb, il quale è stato nominato ministro del governo finlandese.

Come molti deputati, deploro che il FES non sia stato inserito nel bilancio secondo la prospettiva finanziaria per il periodo 2007-2013 e che tale iscrizione in bilancio dovrebbe essere un obiettivo prioritario per il quadro economico pluriennale dopo il 2013. Nel frattempo, dovrebbero essere semplificate le procedure di gestione del FES, in particolare facendo sì che sia possibile concludere i precedenti FES il prima possibile e unificare le regole finanziarie. Con l’avvio di un 10° FES nel 2008, ci saranno nientemeno che quattro FES da gestire contemporaneamente per la Commissione.

Infine, sono sorpreso per la somma di 10,3 milioni di euro di “impegni in sospeso” che costituisce il 25 per cento dei fondi totali assegnati, ed è necessario che la Commissione debba ridurre tali fondi ancor più drasticamente, soprattutto gli impegni passati e latenti.

 
  
  

– Relazione Hans-Peter Martin (A6-0127/2008)

 
  
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  Jean-Pierre Audy (PPE-DE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore del discarico per la Commissione per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esercizio 2006 in base alla relazione dell’onorevole Martin che raccomanda al Parlamento di concedere il discarico.

La procedura di discarico dovrebbe essere semplificata e facilitata per le agenzie decentrate, che sono in numero crescente (da 8 nel 2000 a 20 nel 2006) e rappresentano un bilancio totale di circa 1 miliardo di euro. Appoggio la richiesta alla Commissione di presentare uno studio ogni cinque anni sul valore aggiunto di ciascuna agenzia e di non esitare a chiuderne una qualora la verifica concluda che non è proficua.

Analogamente, le procedure di audit interno delle agenzie necessitano inoltre di urgente miglioramento e sostengo la possibilità di disporre di un consiglio di disciplina comune per tutte le agenzie. Per quanto riguarda l’Autorità di vigilanza del GNSS europeo, si dovrebbe notare che dal 1° gennaio 2007 tale organismo è stato il possessore dei beni tangibili e intangibili del programma Galileo, che sarà del tutto finanziato in modo pubblico, e deve quindi essere soggetto a una verifica particolarmente scrupolosa.

 
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