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Discussioni
Mercoledì 7 maggio 2008 - Bruxelles Edizione GU

16. Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, come sa, in Irlanda è in corso un dibattito sul Trattato di Lisbona dal momento che abbiamo il privilegio di votare al riguardo in quanto elettorato. Ma c’è anche – e oggi si intensificata – una guerra di parole che infuria tra il settore agroindustriale e il nostro Commissario per il Commercio, Peter Mandelson, ed è con un certo rammarico che oggi quella guerra di parole si è acuita ed è quasi impossibile separare le preoccupazioni riguardo agli scambi mondiali dal voto sul Trattato di Lisbona.

Personalmente credo che possiamo recuperare la situazione, ma solo se ai cittadini vengono forniti dei fatti. Quello che in effetti voglio sottolineare qui questa sera – e che sia detto che quest’Aula è il cuore pulsante della democrazia e dell’Unione europea – è che, in quanto rappresentati eletti, dobbiamo ottenere dalla Commissione i fatti. Ho scritto al Commissario. Attendo ora una risposta da sei settimane. Non ho altro da aggiungere. Tuttavia il Trattato di Lisbona è importante ed è una vergogna che queste due questioni siano state collegate.

 
  
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  Marianne Mikko (PSE).(ET) Onorevoli colleghi, la liberà di parola è il principale fattore della democrazia. Non può essere soggetta ad alcun compromesso.

Il 2 maggio, proprio un giorno prima della Giornata mondiale della libertà di stampa, il conto bancario della testata moldava Jurnal de Chisnau è stato congelato per ordine del tribunale; la motivazione addotta era che il giornale riportava accuse di stupro nei confronti del procuratore di Stato. Ribadisco: riportava o dava una visione d’insieme della faccenda, faceva quello che si presume sia l’attività dei mezzi d’informazione.

In quanto giornalista da vent’anni e attuale presidente della delegazione della Moldova, condanno incondizionatamente tale atto. Anche molte organizzazioni internazionali di giornalisti hanno espresso la loro preoccupazione. L’ordine del tribunale non è niente di più che un nuovo modo di violare la libertà di parola in Moldova.

L’Unione europea deve continuare a offrire un sostegno globale al paese. L’Europa del XXI secolo è un’Europa della libertà di parola; qualsiasi altra cosa significhi democrazia rappresenta un pericolo. Non dobbiamo sederci e attendere che le cose vadano davvero male. Al contrario, nel nome della democrazia dovremmo aggredire verbalmente chiunque calpesti sotto i piedi i nostri valori più preziosi. La democrazia e la libertà di parola sono insostituibili.

 
  
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  Danutė Budreikaitė (ALDE). (LT) Ricordo ancora di aver letto sulla guida all’Unione europea che la solidarietà degli Stati membri è uno dei valori più importanti dell’Europa, con piccoli paesi, ad esempio quelli del Benelux, che sono la vera forza trainante del mercato interno dell’UE; gli interessi di ciascun paese erano ritenuti di pari importanza.

Oggi tuttavia gli interessi energetici dei paesi più grandi hanno sminuito tutti i valori dell’UE a un punto tale che c’è il pericolo che essi rimangano per sempre isole di energia. Se la Russia interrompe la fornitura di petrolio alla Lituania, i principali Stati membri insieme alla Russia attribuiranno la colpa alla Lituania per aver fatto dell’Europa l’ostaggio degli interessi in materia di energia dei paesi post-sovietici. In altre parole, i paesi post-sovietici impongono un’agenda che non è rappresentativa delle relazioni UE-Russia, che a propria volta ostacola la cooperazione strategica.

Sembra che l’UE non si sia accorta che la rete di oleodotti della Gazprom ha già praticamente coperto l’intera UE e molto presto scopriremo che è il numero uno delle forniture di energia in Europa.

Esorto la Commissione europea e gli Stati membri a non avviare negoziati con la Russia fino a quando non sia stata raggiunta un’intesa con tutti gli Stati membri, grandi e piccoli. Il metodo dei due pesi e delle due misure è una vergogna di vecchia data dell’UE.

 
  
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  Mikel Irujo Amezaga (Verts/ALE). (ES) Signor Presidente, ieri la Commissione europea ha pubblicato un comunicato in cui annuncia che l’imposta speciale chiamata “imposta speciale sulle vendite al dettaglio di certi combustibili” non è compatibile con la normativa comunitaria.

Tra le altre motivazioni, la Commissione ritiene che il principale obiettivo dell’imposta sia rafforzare l’autonomia delle regioni, offrendo loro gli strumenti per generare gettito fiscale.

Domani, 8 maggio, l’Avvocato generale a Lussemburgo formulerà le proprie conclusioni sul caso di specie, che dirimeranno se i consigli provinciali o territoriali baschi hanno la capacità a legiferare.

Poiché la Commissione considera aiuto di Stato qualsiasi distorsione nelle aliquote d’imposta, si potrebbe affermare che la Commissione è contro ogni entità diversa dallo Stato che abbia la capacità di stabilire i propri tassi fiscali.

Invito pertanto il Parlamento ad esaminare il caso e a chiedere alla Commissione di modificare la propria linea politica, in quanto potrebbe finire per limitare l’autonomia concessa a molti territori che non sono Stati.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN).(EN) Signor Presidente, noto con piacere il riesame della politica agricola comune e delle prime azioni anticrisi adottate nell’ambito dell’economia alimentare.

Le conclusioni avanzate e le decisioni prese sono, purtroppo, farraginose e inadeguate. Occorre affermare con molta chiarezza che, nella sua attuale formulazione, la politica agricola comune sta portando a una perdita della sicurezza biologica nell’Unione europea e a un acuirsi della crisi alimentare globale. Le restrizioni imposte alla produzione agricola, gli ordini, i divieti, le quote e in contingenti si stanno traducendo in una diminuzione delle riserve alimentari, soprattutto nei paesi di recente adesione. Prima dell’inizio del processo di integrazione dell’UE, per esempio, la Polonia produceva di norma il doppio delle derrate alimentari rispetto al volume di oggi; produrrebbe molto di più se le fosse permesso.

La conclusione è molto semplice: se gli alimenti scarseggiano, consentiamo di andare avanti e produrre a coloro che hanno il potenziale per farlo, ossia i nuovi Stati membri.

 
  
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  Diamanto Manolakou (GUE/NGL). – (EL) Signor Presidente, più di 30mila poliziotti dotati di unità militari speciali, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni hanno iniziato a picchiare e a massacrare i lavoratori nelle strade intorno a piazza Taksim a Istambul e nella sede delle confederazioni dei lavoratori DISK. Il bilancio di questi fatti: oltre 500 arresti e vittime tra i dimostranti.

Esprimiamo la nostra solidarietà con la classe lavoratrice e con tutti i lavoratori della Turchia in generale. Chiediamo di porre fine alla persecuzione di attività politiche e sindacali. La classe lavoratrice ha il diritto inalienabile di scioperare e dimostrare il 1° maggio, giorno in cui ricordiamo i lavoratori caduti nella lotta di classe, per difendere e consolidare i propri risultati ed liminare qualsiasi sfruttamento umano.

Desideriamo condannare l’inaccettabile divieto e la brutale repressione a opera del governo turco. Allo stesso tempo, sosteniamo il diritto dei sindacati e dei partiti politici di organizzare la manifestazione per il 1° maggio nella storia piazza Taksim di Istambul, dove il 1° maggio 1977 furono uccisi 34 lavoratori.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ALEJO VIDAL-QUADRAS
Vicepresidente

 
  
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  Csaba Sándor Tabajdi (PSE).(HU) Signor Presidente, è con sincero calore e massima considerazione che mi congratulo con il Cancelliere Angela Merkel per il conferimento del Premio Carlo Magno di quest’anno. Angela Merkel ha apportato uno straordinario contributo alla promozione del Trattato di Lisbona e all’integrazione dei nuovi Stati membri. Accolgo altresì con favore il fatto che quest’anno, per la prima volta, siano stati assegnati i premi Carlo Magno per i giovani. Sono particolarmente soddisfatto e orgoglioso che il Premio Carlo Magno dedicato ai giovani conferito per la prima volta in assoluto sia toccato all’Ungheria, a un fantastico gruppo di giovani ungheresi, la fondazione Ferenc Rákóczi II, per il loro progetto “Studenti senza frontiere”. Mi congratulo di cuore con i gruppo ungherese, nonché con i vincitori della medaglia d’argento, della Gran Bretagna, e i vincitori della medaglia di bronzo, della Grecia. Il progetto ungherese “Studenti senza frontiere” è unico nel suo genere in quanto fornisce un’opportunità ai giovani delle comunità di minoranze etniche ungheresi presenti nei paesi partecipanti, Slovacchia, Romania, Ucraina e Serbia, di scambiare idee su questioni didattiche e culturali in Europa. E’ una pietra miliare il fatto che un illustre premio europeo venga assegnato in riconoscimento della promozione di legami tra segmenti di un gruppo etnico che vive nel proprio paese d’origine e quelli all’estero.

 
  
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  Presidente. − La ringrazio molto, onorevole Tabajdi. Le farà senz’altro piacere sapere che ho avuto l’onore di essere un membro della giuria che ha assegnato il Premio Carlo Magno per i giovani. Lo dico affinché sappia che abbiamo preso la decisione giusta.

 
  
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  Marco Pannella (ALDE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, i credenti dovrebbero saperlo meglio di me, miscredente come sono, sembra dal 13 al 17 maggio anche in Vietnam si svolge la massima festività del calendario buddista, Wesak, la nascita del Budda. Sembra, ma è anche certo per quel che ci riguarda che ancora adesso in Vietnam il supremo patriarca della Chiesa buddista unificata, Thich Huyen Quang, che da 26 anni è rinchiuso nel suo monastero, e il candidato di molti di noi, Thich Quang Do, il suo aggiunto, non potranno nemmeno celebrare i loro riti liberamente. In 26 anni, presidente, 15 volte noi come Parlamento avevamo chiesto la liberazione di costoro. Capisco, il tempo è scaduto, ma il tempo della vergogna per l’Europa non è scaduto, è tornato, colleghi, attenti!

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL).(PT) Un’autentica situazione di crisi sta interessando vaste aree del Portogallo settentrionale a seguito della chiusura di molte piccole e medie imprese, del trasferimento di multinazionali o anche a causa dei salari estremamente bassi, ha costretto negli ultimi anni più di 100 000 lavoratori a spostarsi in Spagna e in altri paesi dell’UE, nella maggior parte dei casi per trovare un’occupazione nel settore edile. Spesso, tuttavia, quei lavoratori sono finiti in situazioni precarie, in molti casi il lavoro è terminato, altri hanno scoperto che i loro contratti non erano rispettati e le promesse fatte non mantenute, che i salari erano inferiori al minimo previsto dalla legge o che gli orari di lavoro erano eccessivamente lunghi; in breve, le società che li assumevano in genere non adempivano i loro obblighi. Sottolineiamo pertanto che è assolutamente necessario procedere a un controllo efficace nei paesi in cui prevalgono simili situazioni e adottare le misure opportune contro tali pratiche illegali quale questione urgente. Ad esempio, i sindacati hanno suggerito di revocare la licenza alle società di costruzioni che non rispettano i diritti dei lavoratori o non soddisfano l’obbligo di fornire ogni mese informazioni corredate di un elenco completo dei lavoratori a libro paga, compresi quelli trasferiti.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (PSE).(RO) Signor Presidente, il 9 maggio 2008 festeggeremo cinquantun anni dalla creazione dell’Unione europea. Per tutti i suoi cittadini è un’ottima occasione per guardare con fiducia e impegno verso il futuro.

Oggi, a un livello europeo, i temi oggetto di discussione sono la riforma della politica agricola, la futura politica comune in materia di energia, l’espansione della rete transeuropea nei settori delle infrastrutture di trasporto, delle telecomunicazioni e dell’energia, il cambiamento climatico e la riforma di bilancio dell’Unione.

Il Trattato di Lisbona è già stato ratificato dai parlamenti di 11 Stati membri, come la Romania. Il nuovo Trattato sottolinea l’importanza dell’economia di mercato sociale, con un elevato grado di competitività per lo sviluppo sostenibile dell’Europa. Il funzionamento del mercato unico favorisce altresì l’armonizzazione dei sistemi sociali applicati negli Stati membri. La Carta dei diritti umani fondamentali, che ha potere giuridico, conferma i diritti fondamentali. Partendo da valori comuni – giustizia sociale, uguaglianza e prosperità per tutti – i socialisti europei mirano a costruire una democrazia sociale, una società che non escluda nessuno e dove tutti i cittadini abbiano pari opportunità. L’essenza dell’approccio socialdemocratico è la costruzione di un’Europa sociale.

 
  
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  Marco Cappato, (ALDE) . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io, come il collega Pannella, volevo attirare l’attenzione dei colleghi su quanto sta accadendo in Vietnam e non solo sulla questione dei leader della Chiesa buddista unificata, ultraottantenni, da oltre 20 anni agli arresti, ma anche sulle persecuzioni dei montagnard, abitanti delle colline centrali del Vietnam.

Da Kok Ksor e da Montagnard Foundation ci arrivano delle notizie, come quella del 28 aprile, quando Y-Tao Eban è stato ucciso dalle forze di polizia e di sicurezza vietnamita o come quella del 15 aprile quando due bambini degar montagnard sono stati uccisi da quattro poliziotti delle forze dell’ordine vietnamite. Questo per sollecitare anche all’adesione delle lettere che abbiamo distribuito a tutti colleghi rivolte al regime vietnamita e per sollecitare la comunità internazionale e le istituzioni europee a reagire alla situazione in Vietnam.

 
  
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  Pedro Guerreiro (GUE/NGL).(PT) Alla luce dei costanti e deplorevoli tentativi da parte del Marocco di bloccare e portare a un’impasse i negoziati per la realizzazione dell’inalienabile diritto del popolo Sahrawi all’autodeterminazione, attualmente in corso sotto gli auspici dell’ONU. Desidero cogliere quest’occasione per sottolineare la necessità di rispettare appieno il diritto all’autodeterminazione del popolo Sahrawi, che è il solo modo per risolvere in modo realistico, equo e duraturo il conflitto, cioè, per porre fine alla vergognosa colonizzazione. Inoltre, dobbiamo esigere il rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU, dobbiamo denunciare e condannare la brutale repressione nei territori occupati contro i patrioti Sahrawi che si oppongono alla colonizzazione e combattono per il proprio legittimo diritto all’autodeterminazione, dobbiamo denunciare il vero dramma umanitario imposto al popolo Sahrawi costretto a vivere al di fuori del proprio paese in campi profughi e dobbiamo chiedere adeguati aiuti umanitari internazionali urgenti.

 
  
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  Marios Matsakis (ALDE).(EN) Signor Presidente, il ciclone che sabato ha colpito la Birmania ha portato devastazione e sofferenza al popolo di quel paese.

Gli ultimi aggiornamenti parlano di 22 000 morti, 40 000 dispersi, centinaia di migliaia di feriti e un milione di senzatetto. Eppure, per quanto possa sembrare illogico e crudele, gli interventi di aiuto internazionali sono stati ostacolati dal regime di dittatura militare della Birmania.

Un esempio è il fatto che, a quattro giorni dalla catastrofe, il rilascio dei visti per gli operatori umanitari stranieri non avviene ancora in tempo, con i generali del paese che adducono scuse eccessivamente ingenue che nessuna persona intelligente può prendere sul serio.

Potrebbe il Presidente di quest’Assemblea, oltre al suo messaggio di solidarietà letto ad alta voce prima, inviare un messaggio molto duro alla giunta della Birmania e, indirettamente, ai suoi guardiani a Pechino, esortandoli a smettere di ostacolare gli sforzi internazionali di assistenza e di cominciare a provare a comportarsi, se non in modo democratico, almeno in modo umano nei confronti del popolo birmano?

 
  
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  Genowefa Grabowska (PSE). (PL) Signor Presidente, i cittadini dell’unione europea invecchiano. Le previsioni demografiche dipingono un quadro allarmante con una flessione entro il 2030 della popolazione attiva parti a 20 milioni.

Non è una situazione rosea per noi e dobbiamo quindi sostenere un aumento, non ultimo di tipo naturale; abbiamo problemi legati all’infertilità e alla sterilità. L’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto l’infertilità come malattia e il metodo in vitro uno dei modi per curarla. Il numero di coppie per le quali la fecondazione con questo procedimento è l’unica possibilità di avere figli cresce di anno in anno. Il metodo è costoso, tuttavia, e non tutti i paesi rimborsano la spesa affrontata. Per molte coppie questi costi rappresentano un ostacolo che rende loro impossibile sottoporsi al trattamento. E’ un paradosso che per alcolismo, cancro ai polmoni e AIDS siano previste cure in Europa, mentre non tutti i paesi curano l’infertilità.

E’ per questo motivo che richiamo l’attenzione su questo aspetto e vorrei che tutti i cittadini dell’UE godessero di pari opportunità nonché della garanzia di potersi sottoporre a un trattamento in vitro a condizioni paritarie e sulla base del principio della parità di accesso ai servizi medici.

 
  
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  Csaba Sógor (PPE-DE).(HU) Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, questa settimana al Parlamento europeo affrontiamo, inter alia, una serie di questioni legate allo sport. E’ un argomento topico che in Romania ha assunto una particolare complessità. Con l’avvicinarsi della fine del campionato di calcio di quest’anno, nelle scorse settimane le squadre e i giocatori che potrebbero essere in grado in influenzarne il risultato finale sono stati oggetto di un’enorme pressione. Si è assistito a liti in televisione, intrighi, zuffe, partite sospese e tutto perché alcuni ritenevano inammissibile che potesse vincere una squadra che non fosse quella della capitale. Nell’incontro decisivo, la squadra di Cluj-Napoca si è tenuta stretta il suo vantaggio. Speriamo che il problema principale non fosse dovuto alla presenza di soli pochi giocatori di etnia rumena nella squadra di Cluj-Napoca, o al fatto che è di proprietà di un ungherese. Lo scontro tra polizia e tifosi è avvenuto nella stessa città dove nel corso degli ultimi due mesi gli ungheresi sono stati pestati con regolarità quasi prevedibile per aver usato la loro lingua madre. Tutto questo si ricollega ai sentimenti contro le minoranze alimentati costantemente da politici estremisti. Nello sport come in politica dobbiamo abituarci all’idea che uno o più politici autorevoli o centrali possono cercare di influenzare le decisioni e i risultati, ma che in realtà i risultati sono determinati dal lavoro di squadra concertato, dall’impegno e dalla correttezza. Grazie.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, durante l’ultima sessione in plenaria in Parlamento abbiamo discusso del problema dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.

Oggi, quando dobbiamo affrontare il problema di una crisi alimentare su scala mondiale, dobbiamo chiederci dove stanno le cause di questo stato di cose e dove abbiamo sbagliato.

Per oltre 30 anni il mercato alimentare dell’UE è stato ragionevolmente stabile e questo ha portato a un certo indebolimento della nostra attività di vigilanza. Durante questo periodo non c’è stato un controllo adeguato dei processi che emergevano e non è stata condotta alcuna analisi riguardo al legame tra un aumento della produzione alimentare e lo sviluppo economico complessivo, tra la crescente influenza di alcune società e l’incremento della domanda. Un rapido sviluppo economico di questo tipo verificatosi in Cina e in India si è infatti tradotto in un aumento del consumo, con una rispettiva impennata della richiesta di prodotti alimentari, tenuto conto del numero di persone in causa. Nell’ultimo periodo si è anche registrata una crescita dei costi di produzione, soprattutto sul fronte dei prezzi di energia e combustibili.

 
  
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  Presidente. − Con questo si chiude la discussione.

 
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