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Discussioni
Lunedì 19 maggio 2008 - Strasburgo Edizione GU

19. Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.

 
  
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  Erna Hennicot-Schoepges (PPE-DE) . – (FR) Signor Presidente, da oltre due anni è vacante un posto di direttore presso l’ufficio informazioni del Parlamento europeo a Lussemburgo. Vorrei conoscere il risultato della pubblicazione dell’annuncio relativo al posto; perché c’era un candidato la cui domanda era incompleta; e che cosa mancava nella documentazione? Perché non ne siamo stati informati? Vorrei inoltre sapere che cosa intende fare l’amministrazione per assegnare questo posto che è vacante da così tanto tempo.

 
  
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  Antonio Masip Hidalgo (PSE). (ES) Signor Presidente, la ringrazio per le parole che ha rivolto all’inizio della sessione plenaria alla famiglia del poliziotto ucciso della Guardia Civil, le forze armate spagnole, e ovviamente agli spagnoli. La ringrazio, signor Presidente.

Credo che l’unico modo per sconfiggere l’ETA e i terroristi sia rimanere uniti contro il terrorismo.

Ritengo che tutti i democratici europei dovrebbero dimostrare la loro unione e il loro sostegno ai governi di Spagna e Francia in questo obiettivo comune e dovremmo mettere da parte le assurde divisioni del recente passato. Dimostriamo di essere tutti uniti contro il terrorismo.

 
  
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  Jelko Kacin (ALDE). - (SL) Il 28 aprile un aereo appartenente alla compagnia aerea macedone MAT, diretto in Egitto con a bordo 76 passeggeri, ha dovuto atterrare a Istanbul poiché le autorità greche gli hanno impedito di sorvolare lo spazio aereo greco.

A febbraio le autorità greche hanno rifiutato di rilasciare alla MAT l’autorizzazione per i voli charter diretti a Corfù, adducendo quale motivo il nome della compagnia, MAT (Macedonian Airlines). L’obiettivo dell’accordo sullo Spazio aereo comune europeo firmato nel giugno 2006 era quello di creare uno spazio aereo comune allargato con gli Stati vicini, compresa l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

Conformemente al Trattato, le autorità greche devono emettere richiesto dalla MAT. Il blocco greco dei voli MAT costituisce una violazione della legge, dei Trattati dell’UE, e del diritto internazionale sul traffico aereo. Inoltre, menzionare il nome della compagnia aerea come motivo di tale decisione è contrario ai valori europei comuni.

Vorrei sapere quali azioni le istituzioni europee e la Commissione propongono di adottare per porre fine a tale prassi discriminatoria, che è contraria alla libera circolazione di persone, merci e servizi ed è rivolta contro gli Stati che fanno domanda di adesione all’Unione europea.

 
  
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  László Tőkés (Verts/ALE).(HU) Signor Presidente, anche nella regione dell’Europa centrale e orientale stiamo affrontando la dannosa eredità del comunismo riguardo all’ambiente. Non si può in alcun modo considerare una semplice questione nazionale, è un problema comune europeo che riguarda tutti noi. Quando è avvenuto il cambiamento di regime, i nostri Stati, compresa la Romania, non erano preparati alle strategie per la salvaguardia ambientale.

Sostengo la relazione dell’onorevole Hartmut Nassauer del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei (gruppo PPE-DE) sulla salvaguardia dell’ambiente attraverso il diritto penale, e auspicherei di vedere coloro che causano gravi danni ambientali ritenuti responsabili conformemente al diritto penale inasprendo e garantendo il rispetto della legislazione dell’Unione europea.

A Roşia Montană (Verespatak) si deve vietare la tecnologia a base di cianuro. Anche la distruzione delle foreste nella regione dello Szekler e in altre regioni della Romania rappresenta un pericolo per l’ambiente. L’autostrada in costruzione in Transilvania potrebbe verosimilmente causare gravi danni ambientali. Proseguono i lavori di costruzione del canale Bystroye in Ucraina. In Bulgaria è in costruzione un nuovo impianto nucleare dopo che lo Stato membro è stato obbligato a chiudere quello di Kozloduy. Dobbiamo riservare maggiore attenzione a tali questioni.

 
  
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  Sylvia-Yvonne Kaufmann (GUE/NGL). - (DE) Signor Presidente, nel dibattito in Germania sul Trattato di Lisbona, alcuni gruppi di sinistra contestano e invocano la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali a sostegno della loro tesi, secondo cui il Trattato reintrodurrebbe la pena di morte in modo tale che – come affermano – le persone potrebbero essere condannate al fine di reprimere una ribellione. Questa è sostanzialmente un’ingiuria offensiva per la CEDU, che rappresenta il fulcro inalienabile del sistema europeo dei valori e quindi il simbolo dell’Europa impegnata sul versante della pace, della libertà e dello Stato di diritto.

Sono inorridita che le persone siano esposte a tale tipo di allarmismo sulla CEDU, a cui l’UE deve accedere conformemente al Trattato di Lisbona. Inoltre protesto fermamente contro le dichiarazioni di alcuni seguaci della Sinistra che equiparano il Trattato di riforma all’Ermächtigungsgesetz di Hitler del 1933. Queste dichiarazioni non sono solo assolutamente assurde, ma equivalgono alla mostruosa banalizzazione del fascismo tedesco. Questa va al di là dei limiti della decenza e della moralità.

 
  
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  Gerard Batten (IND/DEM). - (EN) Signor Presidente, il Regno Unito è uno dei sette Stati che hanno proposto una legge per adottare una decisione quadro del Consiglio per norme comuni relativamente all’applicazione delle sentenze pronunciate in processi contumaciali. Questo significa che un cittadino britannico può essere processato, giudicato colpevole e condannato in uno Stato estero senza essere presente dinanzi a un giudice ed essere quindi trasferito in quel determinato paese per la detenzione. Si ritroverà nella posizione di non potersi difendere in un processo, ma di dimostrare di essere innocente dopo una condanna.

Sebbene esista una disposizione per nuovi processi, non tutti gli Stati membri li riconoscono nei propri sistemi giudiziari. Questo distrugge ulteriormente il principio dell’habeas corpus e della libertà dall’arresto e dalla detenzione arbitrari di cui beneficiano tradizionalmente i cittadini britannici e fondamentali per il diritto e le libertà britannici. Ogni elemento positivo del Regno Unito viene gradualmente distrutto dall’appartenenza a questa malvagia organizzazione conosciuta come Unione europea.

 
  
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  Slavi Binev (NI).(BG) Signor Presidente, onorevoli colleghi, le azioni intraprese dalle autorità bulgare durante le ultime settimane indicano chiaramente ancora una volta che non hanno intenzione né alcuna volontà di dedicarsi al problema principale a cui il nostro Stato deve far fronte: la riforma del sistema giudiziario e degli affari interni. Anziché proteggere la vita e i diritti dei cittadini, il Presidente, il Primo Ministro, il pubblico ministero, il ministero degli Interni e il sindaco di Sofia si sono uniti in un’entità simbiotica e utilizzano le leve del potere esclusivamente per racket politico nei confronti di coloro che non condividono le loro idee.

Ciò che è peggio è che la maggior parte dei media in Bulgaria, che dovrebbero essere i difensori più leali che garantiscono l’irreversibilità del cammino democratico dello sviluppo del nostro paese, si sono vincolati, attraverso interessi finanziari, con soggetti criminali e col potere e sono diventati i loro più forti protettori e complici.

Chiunque non sia d’accordo con la linea ufficiale viene imbavagliato ed è privato dell’accesso alla scena pubblica. Purtroppo tutti i nostri sforzi per sollevare tali questioni e discuterne in Bulgaria hanno incontrato notevoli resistenze da parte delle autorità corrotte, ed è per questo motivo che siamo stati costretti a coinvolgere la Corte di giustizia al fine di salvare la sovranità nazionale nel nostro paese.

 
  
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  Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE-DE).(EL) Signor Presidente, vorrei dire qualche parola riguardo alla situazione particolarmente critica e preoccupante in Libano.

In Parlamento osserviamo la situazione e in molte occasioni abbiamo discusso le conseguenze di una crisi prolungata dovuta al mancato funzionamento delle istituzioni, all’incapacità di eleggere un Presidente della Repubblica, al ristagno economico imputabile all’occupazione del centro commerciale ed amministrativo e alla paura di attacchi terroristici.

Questa situazione è culminata in ogni tipo di violenza ad opera di Hezbollah in seguito alla decisione del governo di vietare l’attività della rete autonoma di telecomunicazioni di tale partito.

Signor Presidente, vorrei ricordarle che in Qatar è in corso una delicata consultazione nazionale. Dobbiamo incoraggiare tale dialogo nazionale, che deve essere gestito tenendo in considerazione gli interessi generali dei cittadini libanesi e il loro desiderio di prosperità, sicurezza e indipendenza nazionale. Traiamo tutti i benefici dalle opportunità che ci offre il nostro accordo di associazione con il paese.

 
  
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  Proinsias De Rossa (PSE).(EN) Signor Presidente, vorrei invitarla a unirsi a me, a nome del Parlamento europeo, nel porgere gli auguri di buona fortuna ai contingenti inviati dagli Stati membri in Ciad. La rischiosa missione dell’UE, approvata dalle Nazioni Unite, sarà costituita da 4 000 uomini degli Stati membri, con l’obiettivo di proteggere e assistere i 430 000 profughi e sfollati che attualmente vivono in 42 campi. Vi sono inoltre diverse centinaia di soldati irlandesi che seguono la fiera tradizione dell’esercito irlandese nel ruolo di forze di pace e umanitarie.

Tale missione è un esempio di come possiamo contribuire in Europa e indica cosa potremmo fare con ancora più efficacia e in modo più tempestivo non appena riusciremo ad attuare gli aiuti umanitari, le missioni di Petersberg e le disposizioni della politica estera e di difesa comune previste dal Trattato di Lisbona.

Vorrei chiederle, signor Presidente, di trasmettere urgentemente i nostri migliori auguri ai contingenti sul campo.

 
  
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  Graham Watson (ALDE).(EN) Signor Presidente, sollevo la questione delle minoranze e dei cittadini Rom dai nuovi Stati membri in Italia. Negli ultimi giorni vi sono stati alcuni raid della polizia nelle comunità dei Rom a Roma. 118 dei detenuti sono stati immediatamente espulsi e il nuovo sindaco ha affermato che espellerà 20 000 persone. Vi sono stati incendi dolosi nei campi dei Rom alla periferia di Napoli dove la folla ha impedito ai vigili del fuoco di spegnere gli incendi. Centinaia di famiglie immigrate sono scappate e molti bambini risultano scomparsi. La mia collega, Viktória Mohácsi, è stata a Roma e ha inviato relazioni allarmanti, e mi auguro che avrà la possibilità di rispondere alla dichiarazione del Consiglio domani.

Sappiamo che gli attacchi alle comunità di immigrati in molti Stati membri rappresentano un problema, ma il livello di violenza in Italia è inconsueto. L’OCSE ha accusato l’Italia di stigmatizzare gli emigranti e mi sembra che la natura della recente campagna elettorale abbia portato a una cultura di impunità per coloro che compiono tali attacchi. Persino il Commissario Frattini, che è stato il primo a rimproverare i nuovi Stati membri relativamente all’integrazione delle minoranze etniche, ora mette in discussione gli accordi di Schengen. Tale questione riguarda tutta l’Europa. Va al cuore dei motivi che hanno portato alla costituzione dell’Unione europea e vorrei esortare la Commissione e il Consiglio affinché discutano con urgenza la questione per valutare quale aiuto si possa fornire.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN).(PL) Signor Presidente, al Vertice di Lima un membro del Parlamento europeo ha proposto emendamenti abrogativi alla risoluzione sulla povertà e sull’esclusione sociale. Si tratta di una questione che va oltre il potere decisionale delle Istituzioni dell’Unione europea e tali questioni devono essere decise dal diritto nazionale.

Nel corso delle delibere della commissione per gli affari sociali, i programmi di scambio, l’ambiente, l’istruzione e la cultura, nell’ambito della votazione separata dei rappresentanti dei parlamenti dei due continenti, i rappresentanti del Parlamento europeo hanno rifiutato l’emendamento, questo significa che la commissione non l’ha approvato e neanche il parlamento ha ritenuto che fosse meritevole di essere approvato. Tra le delibere della commissione e le plenarie, la procedura di votazione è stata trasformata in una votazione congiunta dei rappresentanti di entrambi gli emicicli. Gli emendamenti quindi sono stati adottati grazie ai voti dei parlamentari dell’America latina. Accettare tale prassi significherebbe che ciascuno di noi potrebbe inserire nei documenti internazionali, a nome dell’Unione europea, disposizioni che non rientrano nel mandato dell’UE, assumendosi la propria responsabilità. Sono contraria a tali prassi.

 
  
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  Daniel Strož (GUE/NGL). – (CS) Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che gli enti e le istituzioni della Comunità coinvolti debbano occuparsi urgentemente del grave fenomeno relativo alla comparsa di gruppi paramilitari nazionalisti in alcuni Stati membri e precisamente nella Repubblica ceca e in Ungheria. Come sa, sono state istituite le cosiddette guardie nazionali in questi Stati e le autorità di Stato le tollerano. L’obiettivo di tali organizzazioni di estrema destra è sostenere il nazionalismo e il razzismo nonché intimidire coloro che sono stranieri e chiunque abbia opinioni di sinistra. Questo è stato dimostrato chiaramente a Praga qualche giorno fa. La Guardia ungherese si propone principalmente di distruggere le relazioni tra gli ungheresi e le nazioni vicine, ma la Guardia ceca, sebbene sia anch’essa bigotta, si sta trasformando in uno strumento di intimidazione non solo della sinistra, ma di tutti i cittadini con idee democratiche. Tali organizzazioni, che sono incompatibili con l’idea di un’Europa fondata sull’amicizia tra le nazioni, sono pericolose poiché reclutano tra i propri ranghi sia gli ex sia gli attuali membri delle forze militari di questi Stati. Vorrei che fosse messo a conoscenza di questi fatti quali questioni di urgenza.

 
  
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  Thomas Mann (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, la Conferenza dei presidenti ha deciso recentemente di contenere l’influenza degli intergruppi. Le nostre riunioni d’ora innanzi si potranno tenere a Strasburgo solo di giovedì. In quel giorno gli esperti di diritti umani, ad esempio, non potranno partecipare alle riunioni degli intergruppi, in quanto sono sull’elenco degli oratori per le discussioni relative a questioni urgenti. Inoltre la maggior parte dei membri partono per i rispettivi collegi elettorali il giovedì pomeriggio e molti devono viaggiare per diverse ore prima di arrivare a casa.

Sebbene capisca pienamente la necessità di dedicare tempo sufficiente ai lavori legislativi, gli intergruppi sono indispensabili. Abbiamo unito volontariamente le nostre forze per analizzare le questioni che non possono essere trattate in commissione per mancanza di tempo, come ad esempio il Tibet, la famiglia e la tutela dei minori, il quarto mondo, la regione dei Balcani o il benessere degli animali. Siamo visibili, udibili e siamo responsabili di molte iniziative che scaturiscono dal Parlamento europeo. Ora questi deputati parlamentari più attivi vengono presi di mira, costretti al silenzio, bloccati nei loro ranghi e messi dinanzi a un fait accompli sotto forma di una decisione per cui non devono più riunirsi di giovedì o mercoledì. La prego di assicurarsi, signor Presidente, che tale decisione incauta sia revocata.

 
  
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  Presidente. − Non intendo rilasciare commenti su tale decisione, ma devo ammettere che il Presidente del Parlamento non è così potente come pensa. Ciononostante, esaminerò sicuramente a fondo la questione.

 
  
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  Magda Kósáné Kovács (PSE).(HU) La ringrazio, signor Presidente. La scorsa settimana il Papa ha accolto in Vaticano i membri della Conferenza episcopale di Ungheria. A tale udienza, il capo della Chiesa cattolica ha apprezzato le attività svolte dalla chiesa ungherese e ha criticato lo Stato secolare, che, ha detto, penalizza le famiglie, ha condannato la legge che permette ai conviventi di potersi iscrivere come coniugati poiché legalizza la convivenza di coppie non sposate e concede diritti civili alle coppie di omosessuali. Ha affermato che questa legge non solo è contraria alla dottrina alla Chiesa, ma viola anche la costituzione ungherese.

Nell’Europa secolare gli Stati membri non intervengono nelle questioni religiose e la Chiesa non esercita pressioni sullo Stato. Il Trattato di Lisbona garantisce i diritti umani fondamentali, tra cui la libertà di religione, e determina i rapporti tra l’UE e le chiese.

La cooperazione si può tuttavia esclusivamente basare sulla reciprocità e per tale ragione esortiamo il Presidente della Commissione Barroso ad agire secondo il mandato che gli è stato conferito e ad avviare un dialogo con la Chiesa cattolica per proteggere l’Europa secolare e i valori europei. Grazie.

 
  
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  Tunne Kelam (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, vorrei riprendere l’argomento che ha sollevato il mio collega, Thomas Mann, riguardo allo spostamento delle riunioni degli intergruppi al giovedì pomeriggio. Se la questione è quella di aiutare i deputati di quest’Assemblea a concentrarsi maggiormente sulle plenarie, nutro molti dubbi al riguardo. In un certo senso è il nostro lavoro essere Mädchen für alles, suddividere il nostro tempo tra diverse attività e un tale provvedimento può impedire alla maggior parte dei parlamentari di quest’Aula di partire il giovedì pomeriggio poiché devono prendere l’aereo per rientrare a casa e incontrare i propri elettori il giorno seguente, venerdì. Temo che in tal modo gli intergruppi saranno posti tra l’incudine dei collegi elettorali e il martello delle plenarie. Penso che questo assesterebbe un duro colpo alle loro stimolanti attività.

Probabilmente la soluzione migliore è di confidare che gli intergruppi trovino il modus vivendi più pratico e flessibile da soli e sono incoraggiato dalla risposta che ha dato all’onorevole Thomas Mann, signor Presidente.

 
  
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  Catherine Guy-Quint (PSE) . – (FR) Signor Presidente, signor Commissario, è in qualche modo preoccupante che si debba ricordare alla Commissione di essere responsabile della corretta attuazione delle politiche europee su ogni territorio nazionale.

Il fatto è che il governo francese ha scelto la regione dell’Auvergne e ha ritirato la responsabilità della gestione delle risorse del Fondo sociale europeo dai programmi locali per l’occupazione. La posizione del governo è incomprensibile. Gli organismi coinvolti hanno un eccellente bilancio amministrativo e questa decisione di parte compromette strutture che da anni lavorano per integrare le persone più povere nella società.

La Commissione deve ricordare al governo francese che i suoi doveri devono essere coerenti e deve rispettare le norme sull’applicazione dei finanziamenti europei. Non possono esistere accordi con l’Unione europea che vengono applicati in modo settoriale e fazioso in parti diverse dello stesso Stato.

 
  
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  Toomas Savi (ALDE).(EN) Signor Presidente, l’apertura dei negoziati di un nuovo accordo di partenariato e cooperazione con la Federazione russa ha subito una battuta d’arresto a causa del comportamento di alcuni Stati membri che potrebbe essere percepito come ostruzionistico. Sono lieto che la Presidenza del Consiglio, la Commissione e la Lituania abbiano raggiunto un’intesa che ci permette di rinnovare il vecchio accordo, scaduto lo scorso anno.

Posticipando i negoziati con la Russia stiamo segando il ramo su cui siamo seduti. Esistono molti argomenti, dall’ambiente e l’energia ai regimi sui visti, l’immigrazione, ai progetti transfrontalieri e alle questioni irrisolte relative alla Georgia e alla Moldova, che richiedono un esauriente accordo politico su obiettivi e provvedimenti comuni. Confido che la Commissione usi il proprio mandato nei negoziati nel migliore interesse di tutti gli Stati membri.

 
  
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  András Gyürk (PPE-DE).(HU) La ringrazio per avermi concesso l’opportunità di parlare, signor Presidente. Onorevoli colleghi, il prossimo vertice tra l’Unione europea e la Russia che si terrà in Siberia potrebbe offrire nuove possibilità. Un eventuale risultato importante del vertice sarà il trattato bilaterale, che potrebbe delineare le relazioni tra le due parti a lungo termine. Occorre attribuire un posto chiave alle questioni sull’energia in tale accordo, tenendo presente, allo stesso tempo, il principio della reciprocità.

Un prerequisito fondamentale per costruire la reciprocità è che la Russia ratifichi il Trattato sulla Carta dell’energia, il quale crea relazioni trasparenti nel mercato dell’energia, contribuisce a garantire le forniture e stimola gli investimenti. Tutti questi aspetti sono di vitale importanza anche per la Russia. Dopotutto, se sono negati gli investimenti di capitali nello sviluppo, la Russia potrebbe improvvisamente ritrovarsi non in grado di rispettare i propri impegni. La ratifica del Trattato sulla Carta dell’energia da parte del Cremlino è dunque nell’interesse di entrambe le parti.

Il successo del prossimo vertice dipenderà dal fatto se gli Stati membri saranno in grado di uscire dall’ombra delle considerazioni a breve termine e parleranno all’unanimità per salvaguardare gli interessi comuni. Grazie molte, signor Presidente.

 
  
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  Pervenche Berès (PSE) . – (FR) Signor Presidente, poco fa ha dichiarato di non essere onnipotente: tuttavia sono certa che sia sufficientemente potente per far applicare le decisioni da parte della Conferenza dei presidenti.

Il 24 aprile di quest’anno la Conferenza dei presidenti ha giustamente deciso di chiedere ai questori di riconsiderare la loro decisione del 26 settembre 2007, che concedeva dotazioni nei locali del Parlamento europeo per lo European Business and Parliament Scheme.

Nel corso dell’ultima sessione plenaria abbiamo approvato la relazione Stubb/Friedrich sui lobbisti. In tutta onestà, il fatto che i rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro si installino all’interno dell’istituzione parlamentare mi sembra che porti a mescolare due cose che dovrebbero essere distinte e che falsi le nostre relazioni con le parti sociali – un passo completamente estraneo alla nostra tradizione parlamentare nell’Unione europea.

Inoltre non capisco perché – in seguito a quella decisione della Conferenza dei presidenti – abbiamo ricevuto l’invito a nome suo dall’onorevole Vidal-Quadras, Vicepresidente del Parlamento, alla cerimonia di inaugurazione di questo European Business and Parliament Scheme il 3 giugno.

Mi auguro, signor Presidente, che ricorrerà a tutta la sua autorità per riportare l’ordine e garantire che la decisione della Conferenza dei presidenti sia rispettata.

 
  
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  Filiz Hakaeva Hyusmenova (ALDE).(BG) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la prossima relazione sui progressi compiuti dalla Bulgaria si sta avvicinando. In qualità di vicepresidente della commissione per lo sviluppo regionale e di membro del Movimento per i diritti e le libertà, un partito della maggioranza, ho seguito da vicino l’attuazione dell’accordo sull’adesione della Bulgaria all’UE. Sono fiduciosa che nell’ultimo mese il governo del nostro paese abbia nuovamente reso un’analisi imparziale delle aree problematiche e abbia espresso la propria determinazione ad affrontarle.

Un fatto indicativo è che al fine di migliorare l’assorbimento dei fondi europei, è stata introdotta una nuova carica di vice primo ministro il cui compito è controllare e coordinare programmi operativi. Tale figura migliorerà le comunicazioni con la Commissione europea e sorveglierà l’adempimento preciso e adeguato degli impegni presi.

Sono in corso modifiche strutturali volte a ottimizzare il funzionamento delle amministrazioni all’interno dei ministeri e delle agenzie statali. Vi sono stati cambiamenti nei ministeri del governo, il quadro giuridico relativo agli affari interni e alla sicurezza sta per essere modificati, i massimi funzionari verranno sostituiti. Il nuovo ministro degli Interni sta adottando provvedimenti volti a contrastare la corruzione e la criminalità.

La Bulgaria sta seguendo la propria strada verso la coesione con gli Stati membri e sono fiduciosa che le istituzioni europee formuleranno una valutazione oggettiva degli sforzi compiuti dal nostro paese.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE-DE).(LT) Coglierò l’opportunità di parlare della missione diplomatica dell’UE in Bielorussa.

Recentemente è stato aperto un ufficio della Commissione europea a Minsk. Sono 14 gli Stati membri che hanno le proprie missioni diplomatiche nella capitale bielorussa. Due altri Stati dell’UE – i Paesi Bassi e la Finlandia – stanno coprendo la Bielorussa da altri Stati membri. Tuttavia, 11 Stati membri stanno proteggendo la Bielorussia da Mosca, ad esempio Austria, Belgio, Grecia, Danimarca, Spagna e, purtroppo, anche il paese che attualmente detiene la Presidenza dell’UE, la Slovenia. Ritengo si stia inviando un segnale sbagliato ai bielorussi, in particolar modo quando lottano per resistere ai disegni del regime volti a sacrificare la Bielorussia alla Russia. Credo che sia tempo di esortare tutti gli Stati membri ad iniziare a proteggere la Bielorussia dal loro stesso territorio e non da Mosca.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

 
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