Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione dell’onorevole Wojciechowski, a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, su una nuova strategia per la salute degli animali nell’Unione europea (2007-2013) [2007/2260(INI)] (A6-0147/2008).
Janusz Wojciechowski, relatore.? – (PL) L’idea principale su cui si basa la strategia per la salute degli animali è “prevenire è meglio che curare”, il che è senza dubbio vero. Sono certo che tutti noi ricordiamo i problemi legati alla BSE e all’influenza aviaria, quando si è dimostrato necessario selezionare e uccidere milioni di animali. E’ stata un’esperienza davvero sgradevole che credo nessuno di noi desideri affatto che si ripeta. Ci ha tuttavia indicato che dobbiamo potenziare la cooperazione a livello europeo al fine di migliorare la protezione della salute degli animali. Quest’ultima è molto legata alla salute degli esseri umani, a causa della possibilità di una trasmissione diretta o indiretta di talune malattie dagli animali all’uomo.
Desidero scegliere diversi punti della mia relazione al fine di rivolgervi particolare attenzione. Innanzi tutto la promozione di migliori norme in materia di salute degli animali. La relazione sottolinea fortemente lo stretto legame tra i due. Ci si deve augurare che nella futura politica abbiano entrambi rilevanza.
La seconda questione che desidero evidenziare è la concorrenza leale. I produttori europei sono tenuti al rispetto di davvero molte norme veterinarie e tali disposizioni riguardano la salute e il benessere degli animali. Tuttavia, non sono imposti gli stessi requisiti agli importatori. Nella relazione questo punto viene sottolineato molto fortemente. I nostri produttori e coloro che esportano prodotti animali verso il mercato europeo devono essere tutti soggetti agli stessi requisiti, il che rappresenta una grande sfida per i nostri negoziatori nel quadro dei negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio.
Il terzo punto riguarda il forte appoggio al programma di vaccinazione. Riteniamo che costituisca uno strumento importante mediante il quale ridurre il numero di casi di malattia. E’ altresì necessario un nuovo approccio. Non si devono discriminare sul mercato i prodotti derivanti da animali vaccinati. A tale questione sono stati dedicati diversi paragrafi della relazione.
Il quarto punto concerne i danni e il sistema di compensazione. Ciò innanzi tutto deve incoraggiare gli sforzi volti a ridurre il rischio di malattia. In secondo luogo, deve coprire non solo le perdite direttamente connesse all’eliminazione delle cause di malattia, ma anche le perdite indirette legate alle crisi del mercato.
Il quinto punto consiste in un miglior controllo delle frontiere esterne dell’Unione, il che non deve limitarsi alla verifica dei documenti. Deve comportare controlli approfonditi al fine di evitare di fatto l’ingresso illegale nel territorio dell’Unione di animali la cui origine è sconosciuta.
Il sesto punto riguarda i tempi di attuazione della strategia. Ritengo che non ci possiamo aspettare che tutti questi progetti normativi siano pronti prima del 2013. E’ necessario un periodo di tempo più lungo.
Il settimo punto concerne il finanziamento degli obiettivi della strategia. Il progetto di relazione critica il fatto che il finanziamento di tali ambiziosi progetti sia inadeguato. I progetti dovrebbero essere finanziati in modo adeguato mediante il bilancio dell’Unione.
In conclusione, signor Presidente, desidero pronunciare alcune parole in inglese, in modo tale da essere fedele alla citazione che riporterò ora.
(L’oratore continua in inglese)
Androula Vassiliou, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, accolgo con molto favore la reazione positiva e incoraggiante del Parlamento nei confronti della nuova strategia per la salute degli animali.
Tutti noi riconosciamo il fatto che l’insorgenza di malattie animali possa avere conseguenze devastanti: possono sotto porre un grave rischio la salute pubblica; possono danneggiare la fiducia del grande pubblico nell’agricoltura in generale e in particolare nei prodotti animali; possono causare elevati costi economici – ricordate solamente la crisi dell’afta epizootica del 2001 che è costata più di 13 miliardi di euro solo nel Regno Unito – e l’insorgenza di malattie animali può altresì portare a problemi ambientali e del benessere animale.
La strategia risponde a una gamma di sfide tenendo conto delle osservazioni fatte nel corso delle nostre ampie consultazioni con le parti interessate.
L’Unione europea di oggi – con i suoi 27 Stati membri – è molto diversa rispetto alla Comunità embrionale di molti anni fa, quando stava prendendo forma il nostro attuale quadro in materia di salute degli animali. Sono comparse nuove sfide, quali l’influenza aviaria e la diffusione di malattie trasmesse da vettori, come la febbre catarrale degli ovini, e probabilmente ne arriveranno altre negli anni a venire. Le condizioni commerciali sono cambiate enormemente, con un massiccio aumento del volume del commercio e delle importazioni di animali e prodotti animali.
La nuova strategia riconosce e riflette i forti impatti sociali ed economici che le minacce connesse agli animali possono causare – in altre parole, non si tratta solo del controllo di talune malattie animali trasmissibili. Dà particolare rilievo agli aspetti connessi alla salute degli animali di sanità pubblica, sicurezza alimentare, benessere animale, agricoltura, commercio, sviluppo sostenibile e ricerca. Il principio fondamentale della strategia è “prevenire è meglio che curare”.
Recenti esperimenti hanno dimostrato il valore e l’efficacia di un approccio preventivo e cautelativo. Dobbiamo investire maggiormente in misure efficaci volte a prevenire l’insorgenza di malattie e di conseguenza di ridurne al minimo la conseguente diffusione e pertanto di eliminarne o quanto meno limitarne gli impatti. E’ necessario migliorare e sostenere finanziariamente la biosicurezza nelle aziende agricole; l’eliminazione e il controllo delle malattie devono essere accelerate; vanno potenziate la sensibilizzazione e la preparazione alla malattia. Vi deve essere maggiore enfasi sulla vaccinazione e i test discriminatori.
La strategia prevede un nuovo quadro legislativo sotto forma di normativa generale sulla salute degli animali da integrare mediante l’attuazione di leggi di natura primariamente tecnica. Da un punto di vista ampiamente olistico, la nostra normativa deve essere aggiornata o sviluppata in modo maggiormente strategico e coerente: chiarire i ruoli e le responsabilità; allinearsi il più possibile alle norme internazionali; attingere molto al parere scientifico e al principio di precauzione, ove indicato.
La Commissione al momento sta riflettendo sulla migliore metodologia per definire quali sono per l’UE le malattie animali prioritarie in termini di impatto su salute umana, società ed economia. Quest’anno verrà avviato uno studio sullo sviluppo di una responsabilità armonizzata dell’UE e uno schema per la ripartizione dei costi da considerarsi nel contesto di una revisione degli strumenti finanziari attualmente disponibili. Dobbiamo altresì lavorare al fine di stimolare l’innovazione attraverso la ricerca e lo sviluppo e mediante partenariati pubblico-privato finanziati.
Desidero infine accennare al Settimo programma quadro per la ricerca, che corre parallelamente alla nuova strategia. Esso sarà importante nel sostegno alla ricerca sulle questioni relative alla salute e al benessere degli animali.
Nelle prossime settimane la Commissione porterà a termine un piano d’azione che terrà conto delle raccomandazioni e delle opinioni del Parlamento così come di quelle del Consiglio e del Comitato economico e sociale. La Commissione sarà lieta di ricevere ulteriori contributi dal Parlamento a tal proposito e cioè nel contesto di una revisione intermedia del bilancio 2009.
Vi ringrazio nuovamente per l’interesse e l’entusiasmo dimostrato per la presente iniziativa. Sono ansiosa di incontrare molti dei membri del Parlamento alla Settimana veterinaria, un evento che la Commissione sta organizzando con il vostro appoggio come primo passo per far passare la strategia dalle parole all’azione.
Esther De Lange, a nome del gruppo PPE-DE. – (NL) Signor Presidente, forse in questi due minuti possiamo essere un po’ più generosi dato che chi ha parlato prima di me se ne sta andando. Desidero ringraziare la signora Commissario per la sua dichiarazione e il relatore per la sua relazione. La grande sfida è ora tradurre le ambizioni della dichiarazione e della relazione in misure concrete.
Desidero menzionare in particolare un paio di punti che, per quanto ci riguarda, andrebbero considerati. Certo concordiamo con la Commissione sul fatto che prevenire è meglio che curare quando si combattono le malattie animali. Tuttavia, come è già stato detto, la vaccinazione deve costituire un elemento centrale della lotta contro una malattia, qualora ciononostante essa scoppi. Vogliamo prevenire situazioni, quali quella che si è verificata nel mio Stato membro in cui, nel 2001, vi sono stati 26 casi di BSE (morbo della mucca pazza) ed è stato necessario macellare 285 000 capi. Dato che non vi è alcuna differenza tra i prodotti derivati da animali vaccinati e quelli derivati da animali non vaccinati, è necessario garantire la vendita di tali prodotti, sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea. Desidero esortare la Commissione europea a vigilare su questo aspetto, perché a volte in passato non è andato a buon fine. A tale proposito, supermercati, gli addetti alla trasformazione e i consumatori devono ovviamente adempiere alle loro responsabilità.
Esortiamo inoltre la Commissione a chiarire quale ruolo devono assumere l’Unione europea, gli Stati membri e il settore stesso nel finanziare la prevenzione delle malattie animali, senza dubbio ora che tale argomento rientra effettivamente nella discussione sulla verifica dello stato di salute della politica agricola comune. Gli Stati membri hanno ancora accordi molto diversi in materia di finanziamento e anche questo può avere un impatto sulle posizioni concorrenziali. Siamo pertanto a chiedere chiarimenti in merito a tali punti.
I paesi esportatori devono ovviamente rispettare gli stessi requisiti imposti ai produttori europei, ad esempio sull’identificazione e la prevenzione di malattie animali. Desidero infine chiedere alla Commissione europea quando prevede di presentare la sua analisi delle attuali normative in materia di trasporto e come possiamo limitare quanto più possibile la potenziale diffusione della delle malattie animali in quel settore.
Rosa Miguélez Ramos, a nome del gruppo PSE. – (ES) Signor Presidente, il fatto è che, signor Commissario, tutti noi della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale abbiamo accolto con grande calore la nuova strategia per la salute degli animali che ci ha presentato, come dimostrato dai numerosi contributi alla presente relazione.
Va detto che si tratta del programma più ampio e ambizioso mai presentato in merito a tale questione e a tal proposito desidero congratularmi con lei. A dir il vero, tuttavia, desidero dar voce alla mia sorpresa per il fatto che la forte ambizione delle argomentazioni non sia ancora stata accompagnata dalla necessaria pianificazione di bilancio, perché va da sé che gli attuali fondi veterinari non saranno sufficienti a trattare le nuove politiche di prevenzione estremamente necessarie.
Signora Commissario, abbiamo appena ricevuto la proposta della signora Commissario Fischer Boel relativa alla verifica dello stato di salute della PAC e né la salute né il benessere degli animali beneficieranno dei fonti da stanziarsi allo sviluppo rurale per affrontare le nuove sfide, contrariamente a quanto i servizi apparentemente si aspettassero, o così mi è stato detto.
In altre parole, la politica di cui stiamo discutendo non dispone di fondi aggiuntivi, o almeno non di fondi agricoli – come credo abbia detto – fino alle nuove prospettive finanziarie.
Signora Commissario: un bilancio senza una politica è inutile, ma una politica senza un bilancio si può rivelare totalmente sterile. Se desideriamo conseguire i nostri obiettivi attuali, la discussione sul bilancio deve comprendere la futura applicazione della presente strategia. Ovviamente, inoltre, sarà estremamente difficile rispettare il programma per il periodo 2007-2013 della comunicazione. Desidero pertanto chiederle se può dire quando sarà pronto il piano d’azione e quando pensa che saranno adottate le normative iniziali.
Riguardo agli emendamenti, il mio gruppo ha leggermente modificato il paragrafo 29. I problemi sorgono, quando non vengono applicate le giuste misure, indipendentemente dal sistema per la produzione di bestiame operativo in ciascuno Stato membro. Quel che è importante è che le cose siano fatte in modo adeguato.
Siamo d’accordo per lo sviluppo di misure legislative volte al controllo degli animali domestici, ma pensiamo che vadano destinati dei fondi agli animali da allevamento.
Né intendiamo appoggiare l’emendamento n. 29 del gruppo PPE-DE, il cui obiettivo è la rielaborazione di una discussione che qui è fuori luogo. E’ stato in effetti il Consiglio, che quattro anni fa ha posticipato al 2011 una decisione sul trasporto degli animali, in favore di un accordo su alcune questioni estremamente importanti. Vi è inoltre una questione controversa che impone studi d’impatto e una solida base scientifica e desidero pertanto ribadire che l’emendamento è totalmente in contrasto con la presente questione e che senza dubbio il mio gruppo non voterà a favore.
Jan Mulder, a nome del gruppo ALDE. – (NL) Desidero ringraziare il relatore per l’entusiasmo messo nel lavoro svolto. Pendo che, con l’aumento della globalizzazione, dovremo tenere in maggior conto l’insorgenza di malattie animali infettive. Le persone viaggiano di più e trasportano prodotti che non dovrebbero e che possono causare l’insorgenza di malattie. Tutti hanno già detto che sono necessari migliori controlli alle frontiere, perché prevenire è meglio che curare. Mi colpisce sempre che, ad esempio,quando arrivo negli Stati Uniti o in Australia, i controlli alle frontiere siano molto più severi che in Europa. Mi domando perché l’Unione europea non dispone di un sistema simile a quello degli Stati Uniti, dove viene a chiesto a tutti di dichiarare se trasportano o meno prodotti animali. Solo in quel casao possiamo controllare in modo adeguato.
Cosa dovrebbe accadere nel caso di insorgenza di malattie animali infettive? Penso che tutti al momento siano già convinti che la macellazione di massa, come è accaduto in passato, non sia più accettabile. Dovremo vaccinare e poi sarà possibile vendere i prodotti derivati da animali vaccinati sul marcato europeo e anche al di fuori di esso. E’ lì che sta il problema. Non mi impressionano i tentativi che la Commissione sta compiendo al fine di convincere supermercati, organizzazioni dei consumatori e così via, che i prodotti derivati da animali vaccinati sono altrettanto buoni rispetto a quelli derivati da animali non vaccinati. I prodotti derivati da animali vaccinati contro l’afta epizootica devono ancora essere commercializzati affinché i consumatori sappiano. Ciò sembra essere completamente superfluo. E’ pertanto necessario un sostegno attivo da parte della Commissione.
Fino a oggi ogni anno, e nuovamente quest’anno, siamo stati soliti avere un’elevata eccedenza nel bilancio agricolo. Finora siamo stati in grado di far fronte ai costi di tutte le malattie animali infettive insorte ricorrendo al bilancio agricolo. In futuro la situazione potrebbe essere molto diversa. Si stanno introducendo gradualmente i nuovi paesi e il margine del bilancio agricolo si sta sempre più riducendo. Anche in tali condizioni, si dovrà pagare per l’insorgenza di una malattia. Ciò va fatto, conformemente al diritto comunitario. Ritengo pertanto che venga introdotto quanto prima uno schema per l’assicurazione europea degli animali, nonché fondi destinati alla salute degli animali per ciascun paese o a livello europeo e così via. A tale proposito, ho preparato un progetto pilota nel 2004. Tutti i piani sono pronti e la Commissione deve mettersi al lavoro e fare qualcosa al riguardo il più rapidamente possibile.
Il mio ultimo punto riguarda il trasporto degli animali. Non sono uno di coloro che affermano: “Se si trasportano gli animali per un determinato numero di ore, allora va bene per definizione”. Essere trasportati per due ore può essere peggio che esserlo per nove. Quel che conta sono le condizioni in cui gli animali vengono trasportati e la Commissione deve tener conto delle condizioni e non solo della durata.
Alyn Smith, a nome del gruppo Verts/ALE. – (EN) Signor Presidente, anch’io desidero congratularmi con il nostro relatore. Ero lieto di appoggiare la presente relazione in commissione e sono lieto di appoggiarla ora, unitamente al mio gruppo. Accolgo inoltre con favore quanto affermato dalla signora Commissario e sono lieto che sia presente in Aula questa sera, dato che vi è molto terreno comune tra la Commissione e il Parlamento in merito alle questioni relative alla salute degli animali. Sono ansioso di lavorare con lei e con i suoi servizi nei mesi a venire, mano a mano che la presente pratica procede.
Sono lieto che la signora Commissario abbia sottolineato i motivi per cui nell’UE necessitiamo di una strategia comune per la salute degli animali. E’ alquanto chiaro che, in un mondo globalizzato, l’afta epizootica non rispetta i confini o le nostre politiche o le differenze tra i paesi dell’Unione europea o senza dubbio i confini esterni dell’UE. In un mondo globalizzato, l’influenza aviaria e molte altre malattie possono spostarsi molto molto rapidamente per il pianeta. Dobbiamo agire insieme in modo tale da occuparcene ed elaborare una strategia per porvi rimedio.
Esportiamo i nostri animali – e forse anche i loro problemi di salute – ed è palese che ci siamo dentro tutti. Attendo con ansia il lancio del piano d’azione a favore della salute, che, secondo quanto affermato dal signor Commissario, avverrà nelle prossime settimane. Desidero rinviare l’Assemblea in particolare al paragrafo 46 della relazione del Parlamento, il quale riconosce che per il mondo l’UE è già un faro delle migliori pratiche per quanto concerne il benessere animale, riferendosi in particolare ai negoziati dell’OMC. Desidero esortare il signor Commissario e dialogare con il Commissario Mandelson al fine di garantire che i negoziati dell’OMC non attenuino o compromettano le norme UE, in particolare relativamente a quelle che francamente sono importazioni verso l’Unione europea al di sotto della norma. In commissione abbiamo vissuto molte disavventure in merito alla questione delle importazioni del manzo brasiliano, per il quale non sono certo che il sistema abbia funzionato bene come avrebbe potuto. Mi auguro che non replicheremo tale situazione con la questione del pollame statunitense.
Un’altra questione relativa al benessere degli animali che desidero sollevare è quella della marchiatura degli ovini. Incoraggiamo la forte spinta di tale misura, ma francamente riteniamo che la Commissione stia andando nella direzione errata e che non stia agendo in modo proporzionato relativamente a quanto è effettivamente necessario sul posto al fine di garantire tutto ciò che impone. Ciò è vero in modo particolare nel caso delle isole britanniche, in cui Scozia, Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles già dispongono di un sistema che funziona piuttosto bene e che protegge in modo efficace gli animali europei e il loro benessere. Sarei lieto di conoscere le riflessioni della signora Commissario al riguardo, ma per il resto appoggio ampiamente i suoi sforzi e la presente relazione.
Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, signora Commissario, dato che nella discussione sulla strategia dell’Unione europea per la salute degli animali prendo la parola a nome del gruppo Unione per l’Europa delle nazioni, desidero sottolineare due questioni che considero importanti.
In primo luogo, tutte le proposte sulla tutela della salute degli animali contenute nella relazione dell’onorevole Wojciechowski meritano il nostro appoggio. Si deve tenere a mente, tuttavia, che risulteranno in costi di produzione più elevati, causando pertanto una minore competitività dei produttori europei. E’ fondamentale, di conseguenza, che l’Unione europea imponga il rispetto di requisiti simili ai produttori esterni all’Unione che desiderano piazzare i loro prodotti sul mercato europeo. L’Unione europea deve insistere su questo punto nel corso dei colloqui condotti nel quadro dell’OMC e dei negoziati bilaterali con paesi terzi.
In secondo luogo, quando ci si occupa di salute degli animali, la politica agricola comune costituisce uno dei settori maggiormente integrati della politica dell’Unione europea. Ecco perché ritengo che quando si stanziano fondi a titolo del bilancio comunitario debba essere considerata prioritaria. Purtroppo, sebbene la Commissione europea concordi riguardo alla maggior parte delle disposizioni contenute nella relazione, non le vuole finanziare a titolo del bilancio dell’Unione. A nostro avviso, è fondamentale garantire risorse finanziarie aggiuntive al fine di assicurare che le proposte contenute nella relazione possano essere finanziate nell’ambito del bilancio dell’Unione europea.
Kartika Tamara Liotard, a nome del gruppo GUE/NGL. – (NL) Direi quasi: quanto è insolito, una strategia per la salute degli animali da parte della Commissione con l’accento sulla prevenzione. E’ davvero meraviglioso, ma che delusione per il fatto che il benessere degli animali costituisca solo un sottoprodotto della strategia della Commissione. Una canzone famosissima nei Paesi Bassi inizia con le parole: “Un animale è più di un pezzo di carne e una persona è più di un consumatore”. Purtroppo la Commissione non sta esattamente cantando la stessa cosa. E’ ancora decisamente troppo incline a considerare gli animali principalmente come produttori di carne, pelle, setole, uova, latte e concime. La visione economica è ancora decisamente troppo dominante e pertanto la mia opinione è che tale strategia sia troppo unilaterale.
Fortunatamente, e di questo sono grata al relatore, la sua relazione è già molto migliore, semplicemente perché, diversamente dalla proposta della Commissione, contiene in effetti alcuni punti relativi a un reale benessere. Ne menzionerò due che ritengo essere molto importanti. Il riconoscimento che l’allevamento intensivo del bestiame aumenta sensibilmente il rischio di insorgenza di malattie ed epidemie. Con le enormi proporzioni della bioindustria europea, la questione non è se una malattia animale insorgerà, bensì quando. Viene correttamente accennato brevemente al fatto che il trasporto di animali presenta rischi notevoli relativamente alla diffusione di malattie animali. Dobbiamo pertanto evitare il più possibile il trasporto di animali, nonché accorciarne e migliorarne il trasporto, anche per via dell’enorme sofferenza che esso causa agli animali. La presente relazione non è orientata al benessere degli animali quanto avrei desiderato, ma qualsiasi miglioramento è pur sempre qualcosa e pertanto lo appoggerò senza riserve.
Kathy Sinnott, a nome del gruppo IND/DEM. – (EN) Signor Presidente, sono molto grata perché vi è un riconoscimento crescente della necessità di gestire e avere cura degli animali in modo adeguato. Una buona zootecnica è una cosa che le famiglie di agricoltori irlandesi praticano di regola e per questo le elogio. Desidero tuttavia sottolineare la necessità che gli animali e i prodotti animali che entrano nell’UE si attengano a norme in materia di benessere simili a quelle imposte dall’UE. Non è equo che prodotti animali che possono essere stati ottenuti nei modi più economici e crudeli entrino nell’UE e competano con i nostri prodotti animali, ottenuti conformemente a standard severamente regolamentati; questo tipo di concorrenza non solo è sleale sul piano economico, ma espone i nostri animali e persino la nostra popolazione al pericolo di diffusione di malattie.
Una misura discussa in quest’Aula, che risulta irrealistica per gli agricoltori irlandesi è il limite fisso per il trasporto di animali. Se per il trasporto via terra può essere ragionevole un limite di nove ore tra due pause, è praticamente impossibile attenersi a tale limite per il trasporto via mare dall’Irlanda – ricordate che l’Irlanda è un’isola. Dipendiamo dal mare per il trasporto degli animali e un tale limite fondamentalmente impedisce agli allevatori di cavalli e agli agricoltori irlandesi di spedire gli animali via nave. Desidero pertanto proporre di concentrarci maggiormente sulla qualità delle condizioni di viaggio di tali animali, anziché sul tempo trascorso a bordo, in modo tale da non ostacolare il trasporto degli animali da e verso l’Irlanda.
Infine, se da un lato sono lieta di vedere una nuova strategia per la salute degli animali aperta a tutti gli animali presenti all’interno dell’UE, dall’altro avrei apprezzato vedere maggiori riferimenti all’acquisto e alla gestione degli animali domestici. Penso che nei nostri paesi molti di essi stiano soffrendo. I proprietari di animali domestici sono molto spesso amatoriali ed è meno probabile che sappiano come gestirli e mantenerli, il che porta di frequente a un aumento della crudeltà verso gli animali, spesso non intenzionale. Pertanto, se da un lato abbiamo prestato grande attenzione alla regolamentazione degli animali che entrano nell’UE, al trasporto degli animali e così via, dall’altro abbiamo trascurato di esaminare la triste condizione degli animali domestici e di quelli randagi, una questione spesso menzionata dai miei elettori, che sottolineano il comune verificarsi di maltrattamenti.
Dimitar Stoyanov (NI). - (BG) Signor Presidente, ritengo che il relatore abbia prodotto una relazione molto obiettiva e interessante.
Desidero attirare la vostra attenzione su diversi aspetti importanti. Il primo è il seguente. Signor Commissario, lei stessa ha notato che questa politica si è avoluta nell’UE per diverso tempo. Ciò genera particolari problemi nei nuovi Stati membri. In Bulgaria, ad esempio, la produzione è frammentata, con molti piccoli produttori agricoli, piccoli agricoltori che operano in condizioni difficili. Le persone non sono ben informate, non hanno una chiara comprensione chiaramente i loro diritti e doveri e neppure delle opportunità esistenti. In questo caso, ancora una volta, vi è una sorta di discriminazione tra i nuovi Stati membri, che hanno l’obbligo e l’opportunità di riguadagnare terreno in settori che all’interno dell’Unione europea sono stati sviluppati per anni attraverso sforzi costruttivi.
Questi casi specifici vanno trattati con particolare tolleranza, così che le cose di cui stiamo discutendo, la normativa in fase di elaborazione, possa entrare in vigore in modo tangibile e al fine di garantire che quanto scritto nelle disposizioni statutarie possano senza dubbio verificarsi. Le persone non vanno lasciate all’oscuro riguardo a tali questioni.
In tale contesto, è molto importante la questione sollevata dal relatore riguardante la codifica delle basi giuridiche, dato che la gente comune trova difficile andare a fondo in complicate norme statutarie. Versioni codificate e consolidate delle direttive e dei regolamenti devono metterla in condizione di ottenere una buona comprensione di quanto ci si aspetta che facciano riguardo agli animali.
Un’altra questione sollevata è quella del finanziamento. Nella difficile situazione economica in cui si trova la Bulgaria, ho i miei dubbi che molti agricoltori saranno in grado di attuare con successo le direttive, a meno che non ricevano un sostegno massiccio da parte della Commissione.
Non voglio dire nuovamente ciò che è stato ripetuto molte volte in quest’Aula, pertanto la Commissione deve esaminare in modo approfondito tali questioni, perché si ha l’impressione che ponendo elevati standard discriminiamo i nostri stessi agricoltori. La Commissione deve considerare seriamente le norme da applicare per quanto riguarda le importazioni.
Neil Parish (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, desidero ringraziare sentitamente l’onorevole Wojciechowski per la sua relazione e dare il benvenuto al signor Commissario. Desidero altresì congratularmi con l’onorevole De Lange per il duro lavoro svolto in qualità di relatore ombra. Siamo tutti ben consapevoli del fatto che necessitiamo di una strategia molto forte sulla salute e sul benessere degli animali, il che corrisponde a quanto stanno in effetti chiedendo i consumatori europei. Doppiamo tuttavia fare altresì attenzione affinché anche le carni importate e i prodotti a base di carne provenienti dall’esterno dell’Unione europea rispettino i nostri elevati standard.
Ad esempio, gradiremmo vedere livelli di benessere molto più elevati nell’industria del pollame. Vogliamo che vi sia più spazio per il nostro pollame, in particolare per i polli da fare alla griglia, e poter contribuire a una loro produzione in modo molto più rispettoso del benessere degli animali, ma al contempo dobbiamo fare attenzione a non importare prodotti di natura inferiore. Sempre nel caso dell’industria del pollame, sono vietate le gabbie in batteria e le gabbie per pollame; certamente importiamo anche molti prodotti a base di uova in polvere o in forma liquida – quasi il 70 per cento dei prodotti a base di uova sono importati sotto tale forma. Anche tali prodotti possono derivare da animali che non sono stati tenuti conformemente a buone norme per il benessere degli animali e pertanto dobbiamo fare attenzione anche in merito a questo punto. Concordo inoltre con il mio collega scozzese sul fatto che, se dobbiamo introdurre la tracciabilità e guardare a un sistema elettronico, allora dobbiamo garantire che tale sistema sia funzionante e all’altezza, che sia conveniente e che gli agricoltori possano effettivamente attuarlo in modo adeguato senza costi elevati.
Pertanto, se da un lato accetto ampiamente quella che è una buona relazione, dall’altro penso che dobbiamo fare attenzione che, mentre in Europa compiamo progressi in merito agli standard, questi stessi standard siano applicati anche alle importazioni.
Csaba Sándor Tabajdi (PSE). - (HU) Signor Presidente, mi congratulo con il relatore, l’onorevole Wojciechowski, per la sua eccezionale relazione. E’ davvero un problema enorme che riguardo ai paesi terzi il sistema per la salute degli animali non funzioni in modo adeguato. Dobbiamo sforzarci in seno all’OMC di garantire che anche i paesi terzi rispettino in nostri elevati standard relativi alla salute e al benessere degli animali, il che è nell’interesse dei consumatori e dei produttori europei.
Dobbiamo proteggere la salute dei consumatori dell’Unione europea da beni importati prodotti secondo standard inferiori. Nel frattempo i produttori dell’UE affrontano costi maggiori, che fa subire loro uno svantaggio competitivo iniquo. E’ pertanto particolarmente importante che l’Ufficio alimentare e veterinario della Commissione europea, l’UAV, conduca sul posto una parte crescente delle sue ispezioni nei paesi terzi. Nel 2008 il dato era solo del 30 per cento.
La sicurezza alimentare costituisce una questione prioritaria. Al momento anche il regime per la sicurezza alimentare nell’Unione europea affronta gravi problemi, mentre le sfide e il rischio di epidemie sono maggiori che in passato. In molti luoghi non vi sono veterinari adeguatamente qualificati per monitorare sul rispetto delle normative in modo sufficientemente regolare ed efficace. Gli strumenti a loro disposizione sono obsoleti e spesso ancora basati su sistemi del XIX secolo. In molti Stati membri, l’istruzione e la formazione professionale sono inadeguati e anche i recenti scandali, come quello di M.E.G.A. Trade nel mio paese, l’Ungheria, dimostrano che, riguardo alla sicurezza alimentare, le multinazionali non sono controllate in modo adeguato.
Si deve porre rimedio alle carenze sopramenzionate. Concordo con le idee strategiche della Commissione e appoggio appieno la relazione. Grazie per l’attenzione.
Marios Matsakis (ALDE). - (EN) Signor Presidente, congratulazioni al relatore per una relazione eccellente. La salute degli animali è importante, non solo perché è strettamente connessa con la salute umana e l’equilibrio della biodiversità ambientale, ma anche perché ha una rilevanza enorme in termini economici e di commercio agricolo, per non menzionare l’importanza sociale degli animali e negli sport; non sarebbe pertanto un’esagerazione affermare che salute degli animali è quasi sinonimo di salute e benessere dell’uomo. Tenendo presente ciò, non sorprende il che fatto che la nuova strategia per la salute degli animali nell’Unione europea per il periodo 2007-2013 sia estremamente necessaria.
La relazione che abbiamo dinanzi è a mio avviso ben equilibrata e ponderata e costituirà una base buona ma piuttosto sinottica su cui costruire le nostre future decisioni legislative e non legislative, relative a questa importante questione. Desidero cogliere questa opportunità per sottolineare un paio di aree importanti in cui la Commissione deve chiarire alquanto le cose.
La relazione appoggia fortemente la vaccinazione come mezzo fondamentale per la prevenzione delle malattie. Ciò è, per quanto ne so, contrario alla pratica attuale, per lo meno riguardo a una delle maggiori malattie animali, l’afta epizootica. In questo caso, negli Stati membri è proibita la vaccinazione come misura preventiva, a causa della conseguente difficoltà nell’identificare gli animali infetti da quelli vaccinati quando si utilizzano i test di screening per verificare la presenza degli anticorpi della malattia. Intende la Commissione modificare in futuro la sua politica in materia di vaccinazione per l’afta epizootica?
Inoltre, qual è la posizione della Commissione riguardo al fatto che nella maggior parte dei paesi terzi la vaccinazione degli animali contro l’afta epizootica non è solo permessa ma persino incoraggiata? Sarà vietata l’importazione di animali da tali paesi, qualora nell’UE non verrà modificata la politica in materia di vaccinazione per l’afta epizootica?
La seconda area riguarda la mancanza dell’attuazione necessaria di adeguati controlli sanitari nel crescente commercio internazionale di volatili vici, in particolare i pappagalli provenienti da paesi terzi. Si tratta di un’area da riordinare.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL). – (PT) Qualsiasi nuova strategia per la salute degli animali deve prestare particolare attenzione alla prevenzione delle malattie, ai mangimi per animali, ai controlli alle frontiere e al trasporto degli animali. Qualsiasi prevenzione, test, vaccinazioni e altre misure, che può permettere di evitare la nuova insorgenza di malattie animali, è importante per prevenire danni gravi, quali quelli già subiti a causa della BSE, dell’afta epizootica, della febbre catarrale degli ovini e di altre malattie, perché sono in gioco la sicurezza alimentare e la salute pubblica.
E’ pertanto altresì importante che si tenga conto di tali principi in relazione agli animali importati, come è già stato detto oggi. Ci auguriamo che il nuovo piano d’azione appena annunciato dal signor Commissario venga attuato quanto prima, al fine di migliorare i meccanismi esistenti, ampliando l’appoggio umano e tecnologico, garantendo il sostegno finanziario e aumentando le risorse di bilancio pianificate. Tale questione deve infatti essere chiarita oggi.
Bastiaan Belder (IND/DEM). – (NL) “Prevenire è meglio che curare” è il motto della Commissione europea con cui sono pienamente d’accordo. La sua strategia merita pertanto il mio appoggio. Apprezzo i principi di “cooperazione” e “comunicazione”. Penso inoltre che sia una buona idea lavorare sul semplificare e chiarire della normativa.
Desidero citare in particolare la vaccinazione. Sono totalmente a favore. Si deve evitare il più possibile l’uccisione preventiva di massa si animali sani. In passato, gli agricoltori olandesi hanno vissuto l’esperienza dell’impatto di tali misure. A tal proposito, sottolineo l’appello presente nella relazione Wojciechowski ad adottare misure volte a evitare che vengano erette barriere commerciali. Si deve realmente evitare l’incertezza riguardo ai punti vendita per i prodotti derivati da animali vaccinati. E’ pertanto estremamente importante che i governi comunichino chiaramente il messaggio che tali prodotti sono innocui. Dopotutto, una buona politica in materia di vaccinazione permane o cade in base alla volontà degli allevatori di bestiame di partecipare a tali programmi di vaccinazione.
La salute e il benessere degli animali costituiscono questioni importanti per i cittadini europei e lo sono giustamente. Desidero pertanto esortare che anche questo tema venga inserito nell’agenda dell’OMC. Non si può permettere che una buona strategia sia minata da importazioni provenienti da paesi che, rispetto all’Unione europea, non rispettano gli stessi requisiti in materia di salute e benessere degli animali. Ciò compromette la fiducia del consumatore ed è negativo per l’appoggio tra gli allevatori e gli altri soggetti direttamente coinvolti. Con tali osservazioni, posso essere concorde con la strategia proposta e ringrazio sinceramente il relatore per la sua relazione.
Mairead McGuinness (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, i miei ringraziamenti al signor Commissario e al relatore per il lavoro compiuto. Posso solo dire, in merito alla questione delle importazioni di prodotti alimentari da paesi terzi, che è stata menzionata praticamente in ogni intervento, che tra i produttori dell’UE vi è la reale convinzione che venga chiuso un occhio in merito agli standard dei beni alimentari prodotti al di fuori dei nostri confini. Sono davvero convinta che, a meno che i nostri agricoltori e i nostri produttori non abbiano fiducia nel fatto che stiamo curando i loro interessi, non otterremo il loro impegno totale nelle misure che abbiamo preso in seno all’Unione europea. Si tratta di un punto fondamentale. Se ne è già parlato. Prendiamo la questione della produzione in gabbia di uova: la sposteremo al di fuori dell’Europa a meno che non incorporiamo tali norme nei negoziati dell’OMC e al momento non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi a tale proposito.
Passando alle questioni presenti nella relazione, sappiamo che la salute umana è influenzata dalla salute degli animali. Il 60 per cento delle infezioni umane ha origine animale, così come un elevato numero di malattie emergenti. E’ difficile da prevedere, ma dobbiamo impegnarci e avere una strategia per la salute degli animali coerente in tutta l’Unione europea.
La questione della biosicurezza è molto importante e gli agricoltori devono essere coinvolti nella prevenzione delle malattie. Eppure vi posso portare un esempio: secondo la Convenzione di Berna, i tassi sono una specie protetta, come protegge allora un agricoltore se stesso e il suo gregge da un tasso affetto da tubercolosi e chi deve sostenere i costi quando si verifica un problema? Sono preoccupata riguardo al passaggio dalla condivisione dei costi al trasferimento dei costi, qualora la nostra preoccupazione fosse il bilancio che abbiamo da spendere. Dobbiamo pertanto analizzare tali particolari questioni: nella febbre catarrale degli ovini, nell’influenza aviaria, nell’afta epizootica, necessitiamo di rigorosi controlli alle frontiere e adeguati programmi di vaccinazione. E dobbiamo davvero esaminare quelle misure molto seriamente perché i problemi stanno aumentando.
Sul trasporto degli animali, basiamo tutte le nostre misure sulla scienza – una buona scienza – in modo tale da non causare problemi. Non reagiamo alla parte emozionale della presente discussione, ma utilizziamo la scienza come barometro. Non accetto che grande sia meglio di piccolo o che piccolo sia meglio di grande; credo che ci si debba occupare di tutti gli animali, che siano a gruppi di 10 o di 100.
Pilar Ayuso (PPE-DE). – (ES) Signor Presidente, la nuova strategia per la salute degli animali della Commissione cerca di semplificare la normativa attuando una legge generale che copra tutte le malattie.
La semplificazione è sempre una cosa positiva, a patto che non ostacoli l’efficacia. Tuttavia, dato che la Commissione suggerisce che tutti i settori coinvolti condividano i costi veterinari e che il sistema per le misure veterinarie cofinanziato dalla Comunità sia rivisto, con una gerarchia delle malattie in ordine di gravità, sembra essere più preoccupata di risparmiare il denaro del bilancio comunitario che non di introdurre miglioramenti effettivi in termini di eliminazione delle malattie animali.
La Commissione deve preoccuparsi di attuare adeguati controlli alle frontiere e di elaborare opportune disposizioni per il fondo veterinario, dato che la salute degli animali, come gli eventi recenti hanno dimostrato, è un problema effettivo che causa confusione economica per i paesi e gli allevatori.
In merito al benessere degli animali in transito, penso che la questione davvero importante sia come sono attrezzati i veicoli, piuttosto che i periodi di viaggio. Qui, le normative comunitarie già impongono diversi requisiti riguardo a ventilazione, temperatura, densità massima e periodi di riposo, tra gli altri, al fine di garantire condizioni di trasporto adeguate e riducendo pertanto al minimo lo stress degli animali.
In ogni caso, tuttavia, sul tema dei periodi e delle condizioni di transito, dobbiamo tener conto di tutti gli animali, non solo quelli che alla fine del loro viaggio verranno macellati, e applicare a tutti le stesse normative.
Infine, desidero affermare che non sono d’accordo con la clonazione di animali per ottenere carne. La clonazione è una pratica che al momento deve essere limitata alla ricerca e alla sperimentazione.
Avril Doyle (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, nella comunicazione della Commissione si afferma e cito: “Il concetto di “salute degli animali” comprende non solo l’assenza di malattie ma anche il rapporto critico tra la salute degli animali e il loro benessere”. In qualità di relatore per la normativa sul livello residuale massimo di medicinali veterinari nei prodotti alimentari, desidero sottolineare che la chiave di tale rapporto critico è l’adeguata disponibilità di medicinali veterinari autorizzati, in particolare per ciò che in Europa chiamiamo “specie minori e/o usi minori” (MUMS, Minor Use and Minor Species). La Commissione deve affrontare con urgenza tale questione.
La disponibilità di una gamma adeguata di medicinali veterinari per curare l’ampia varietà di specie animali presenti nella Comunità europea ha costituito una sfida crescente nel corso degli ultimi due decenni. Nel corso di tale periodo, diverse parti interessate hanno compiuto sforzi notevoli al fine di affrontare i problemi della disponibilità dei medicinali. Malgrado tali sforzi, la situazione ha continuato a deteriorarsi. La mancanza di medicinali autorizzati sottopone a una minaccia reale la salute e il benessere degli animali, nonché la sicurezza dei consumatori. Pone inoltre problemi significativi a proprietari di animali, agricoltori, veterinari e governi.
Tali effetti comprendono i problemi legati alla salute e al benessere degli animali, se essi vengono curati o non curati con un prodotto non autorizzato o non adatto, nonché le implicazioni delle malattie zoonotiche derivanti da animali non curati e curati non in modo adeguato per i proprietari di animali e i consumatori. Vi sono anche implicazioni finanziarie, giuridiche e commerciali per le varie parti interessate coinvolte, mentre la mancanza di medicinali può avere effetti negativi sulle comunità rurali e l’agricoltura in generale.
Inoltre, l’attuale problema di disponibilità nell’UE non solo ha implicazioni sulla salute e il benessere dei nostri animali, sulla sicurezza dell’approvvigionamento di prodotti alimentari della Comunità e sulla sanità pubblica, ma mina anche la capacità dell’UE di rispettare l’Agenda di Lisbona e di raccogliere gli enormi vantaggi per l’agricoltura e l’acquacoltura europee.
Esorto pertanto il signor Commissario a impegnarsi a inserire una revisione urgente della direttiva sui medicinali veterinari e di occuparsi della questione della disponibilità dei medicinali nel quadro della strategia per la salute degli animali. Non dobbiamo attendere finché le malattie emergenti non raggiungeranno uno stato critico; dobbiamo modificare rapidamente la nostra normativa sui medicinali veterinari, dato che le conseguenze e i costi dell’insorgere nell’UE di una grave malattia a elevato impatto eccederebbe notevolmente i costi da sostenere per agire ora al fine di sviluppare un appropriato e adeguatamente disponibile…
(Il Presidente toglie la parola all’oratore)
Paul Rübig (PPE-DE). – (DE) Signor Presidente, signora Commissario Vassiliou, onorevoli colleghi, oltre all’attuazione dell’agenda di Lisbona, uno dei nostri obiettivi è certamente vivere una vita lunga e in salute, il che significa seguire una dieta sana. A tale scopo, abbiamo bisogno di animali sani, così che tutti noi disponiamo delle basi necessarie per una vita lunga e in salute.
Per tale ragione, penso che sia molto importante che riflettiamo su come possiamo stabilire nuovi principi per l’industria alimentare, che molto semplicemente garantiscano sicurezza alimentare, diano la priorità alla produzione sostenibile e assicurino prezzi favorevoli per i consumatori. L’Europa, come sappiamo, ha beneficiato enormemente del commercio internazionale. In Europa la famiglia media risparmia 5 000 euro all’anno grazie al commercio internazionale. Dobbiamo senza dubbio tenere conto di tali benefici.
Andrzej Jan Szejna (PSE). – (PL) Signor Presidente, la strategia proposta per la salute degli animali nell’Unione europea contiene piani ben elaborati. Si tratta di un documento solido e il riferimento al principio secondo cui prevenire è meglio che curare è senza dubbio molto appropriato. La strategia identifica diverse questioni importanti. Esse comprendono la garanzia di un elevato livello di sanità pubblica e di sicurezza alimentare, la promozione della salute degli animali prevenendo l’insorgere di malattie animali e la riduzione della loro incidenza. Oltre questioni trattate sono la promozione delle pratiche relative alla zootecnica e al benessere degli animali, che riducono i rischi legati alla salute di questi ultimi e riducono al minimo gli effetti dannosi sull’ambiente. Vi sono inoltre riferimenti all’aumento di crescita economica, coesione competitività, mediante la garanzia della libera circolazione dei beni e di un’adeguata circolazione degli animali. E’ coperto anche il trasporto degli animali, così come l’aumento del rischio di malattia e il ruolo dei vaccini come uno dei metodi fondamentali per la prevenzione delle malattie, che è stato correttamente evidenziato.
Jim Allister (NI). - (EN) Signor Presidente, ho tre rapide constatazioni da fare. Innanzi tutto, devo esprimere qualche preoccupazione in merito alla creazione di un quadro giuridico per uno schema di condivisione dei costi relativamente alle malattie gravi. Sarebbe stato molto meglio e più equo ricorrere, per una buona causa come questa, alle tradizionali voci di bilancio per le quali spendiamo meno di quanto previsto. Confesso inoltre che parte della mia preoccupazione riguarda il fatto che un quadro giuridico probabilmente conferirebbe grande discrezione agli Stati membri in merito a quanta condivisione dei costi imporre agli agricoltori locali. Il mio timore è che, sulla base di pratiche passate, ciò risulterebbe punitivo per gli agricoltori del Regno Unito.
La mia seconda constatazione consiste nel fatto che concordo con la richiesta di fornire assistenza agli agricoltori per l’acquisto di nuove apparecchiature elettroniche ID e sono ansioso che ciò sia possibile nel quadro del programma di sviluppo rurale. Terzo, accolgo con favore che il fulcro della relazione sia il fatto che gli standard UE siano minati dalle importazioni provenienti da paesi terzi. Tale preoccupazione, signor Commissario, non è mai stata più grande rispetto a quando abbiamo testimoniato la temeraria spinta del Commissario Mandelson per un accordo dell’OMC a qualsiasi costo, con scarsa considerazione per il futuro della nostra industria agroalimentare locale.
Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). – (PL) Signor Presidente, nell’Unione europea attribuiamo grande importanza a garantire che i prodotti alimentari siano di qualità adeguata. I nostri standard qualitativi sono molto elevati ed è giusto che sia così, dato che è in gioco la salute dell’uomo. L’Europa dispone di un sistema per il controllo qualità altamente sviluppato, che è connesso principalmente allo stato di salute degli animali.
Frequentemente gli allevatori esterni all’Unione non rispettano gli standard relativi al benessere degli animali che imponiamo agli agricoltori europei. Una quota elevata dei beni alimentari importati viene prodotta in condizioni in cui tali standard non vengono rispettati. Ciò influisce sulla competitività e gli agricoltori europei spesso ci rimettono. Condivido l’opinione del relatore secondo il quale la strategia per la protezione della salute degli animali debba essere a più lungo termine e che debbano essere garantiti finanziamenti adeguati.
Androula Vassiliou, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, desidero ringraziare tutti voi per le vostre raccomandazioni e i vostri contributi molto interessanti. Con il molto poco tempo a mia disposizione non sarò in grado di rispondere a tutti, ma desidero commentare alcune delle questioni sollevate.
Innanzi tutto, i limiti di tempo. Un onorevole deputato ha notato che abbiamo limiti di tempo, ma lasciatemi sottolineare che la prima proposta – la legge generale sulla salute degli animali – a entrare in vigore, è in programma per il 2010, non per il 2013 come era stato detto.
Un’altra osservazione che è stata fatta da diversi oratori riguardava il benessere durante i trasporti. Dato che mi sono già impegnata in proposito, stiamo conducendo una valutazione d’impatto che ci auguriamo siamo pronta tra un paio di mesi e poi, in base ai risultati di tale valutazione d’impatto decideremo come procedere in merito al benessere degli animali durante il trasporto.
Desidero ora passare ai bilanci. In seguito alla raccomandazione del Parlamento europeo, ci si aspetta che la Commissione elabori un bilancio dettagliato sulle spese previste per i diversi programmi d’azione. Ciò non può essere fatto nel quadro di questo piano d’azione, dato che deve seguire le procedure di bilancio pertinenti. L’intenzione è quella di riflettere sulle proposte nel corso della revisione intermedia del bilancio 2009 e la Commissione esplorerà la possibilità di ampliare il fondo veterinario attuale e di fare uso degli altri fondi connessi al fine di finanziare azioni che avranno un impatto positivo sulla salute degli animali.
Al momento le vaccinazioni vengono ampiamente effettuate e finanziate dall’Unione in molti Stati membri, sia per la febbre catarrale degli ovini che per la rabbia, ma mi sento in dovere di chiarire in merito all’afta epizootica, onorevole Matsakis, che non siamo a favore delle vaccinazioni preventive, sebbene in casi di emergenza procederemo senza dubbio a vaccinare.
Infine, in risposta all’onorevole Doyle, direi che nel piano d’azione per la salute degli animali si tiene conto del problema del minor utilizzo per minori specie mediante il progetto di piattaforma tecnologica, che rientra nel Settimo programma quadro per la ricerca. Ho davvero sentito molte osservazioni interessanti da parte di tutti voi e nel prossimo futuro avremo occasione di discutere tali punti in modo più ampio. Vi ringrazio molto per il vostro appoggio.
Janusz Wojciechowski, relatore. – (PL) Signor Presidente, signora Commissario, desidero ringraziare tutti coloro che hanno preso la parola per fare osservazioni e accogliere con favore la presente relazione. Desidero ora riferirmi a due questioni specifiche.
La prima di tali questioni è stata sollevata nella maggior parte degli interventi fatti. Riguarda l’imposizione del rispetto degli stessi standard e dell’introduzione degli stessi requisiti imposti ai produttori europei a tutti coloro che esportano prodotti animali verso il mercato europeo. Il che è logico. Ben nove degli 80 paragrafi della relazione sono dedicati a tale questione. Essa rappresenta senza dubbio una sfida importante e dobbiamo compiere ogni sforzo possibile in proposito. La discussione di oggi lo ha reso molto chiaro. L’Unione deve dare la priorità alla risoluzione di tale questione nel quadro dell’OMC. Appoggio tutto ciò che è stato detto oggi in Aula. Non possiamo passare sopra a doppi standard. E’ semplicemente inaccettabile.
Anche la seconda questione che desidero riportare è stata sollevata in alcuni degli interventi fatti. Riguarda il trasporto ed è particolarmente rilevante dato che domani dobbiamo votare l’emendamento dell’onorevole De Lange. Desidero dire che, in qualità di relatore, appoggio appieno l’emendamento dell’onorevole De Lange che propone di limitare a nove ore il trasporto degli animali vivi ai mattatoi per la macellazione. Tale questione è stata a lungo oggetto di discussione in quest’Aula. Appoggio il limite per ragioni umanitarie. Vi sono molte relazioni drammatiche di ciò che accade durante i trasporti di questo genere. Vi sono anche considerazioni finanziarie di cui tenere conto. Dopotutto, qualcuno deve pagare per quei lunghi viaggi. Se gli animali vengono trasportati per lunghe distanze, dalla Polonia all’Italia o dalla Lituania all’Italia, ad esempio, certamente i consumatori pagano. Di solito paga anche l’agricoltore dato che, affinché sia vantaggioso trasportare gli animali così lontano, l’agricoltore deve averli acquistati a basso costo. Gli agricoltori non devono pertanto temere tale limite, perché obbligherà l’industria di trasformazione a situarsi più vicina ai luoghi in cui vengono allevati gli animali. Ritengo che sarebbe nel loro interesse fare così. Discutiamo l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Tali viaggi costosissimi costituiscono uno dei fattori che contribuiscono all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Tutto ciò merita di essere considerato con molta attenzione.
Signor Presidente, signora Commissario, desidero porgere nuovamente i miei sentiti ringraziamenti a voi e a tutti coloro che sono intervenuti nel corso della discussione sulla relazione di oggi.
Presidentee. – La discussione è chiusa.
La votazione si svolgerà giovedì.
Dichiarazioni scritte (articolo 142)
Elisabeth Jeggle (PPE-DE), per iscritto. – (DE) Accolgo con grande favore l’iniziativa del Parlamento europeo volta a produrre un’opinione dettagliata sulla strategia per la salute degli animali della Commissione per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013. Chiare aspettative sono importanti nell’ambito della salute sia umana che animale.
Il motto della strategia per la salute degli animali è “prevenire è meglio che curare” e la vaccinazione preventiva costituisce il contributo migliore al benessere degli animali. Per tale ragione esortiamo fortemente che in futuro ci si premunisca a sufficienza per le vaccinazioni protettive e per ispezioni adeguate qualora si verificasse l’insorgenza di una malattia.
Al fine di garantire la prevenzione di malattie animali, si deve fare attenzione, al fine di assicurare che ricerca, scienza e innovazione siano appoggiate e che le nuove scoperte siano diffuse.
La strategia per la salute degli animali deve essere estesa a tutti gli animali presenti nell’UE. Per tale ragione, necessitiamo di un quadro giuridico comune, che sia meno complesso, più chiaro e maggiormente trasparente rispetto alla normativa esistente.
Infine, la biosicurezza costituisce un tema importante nel contesto della strategia per la sicurezza degli animali; il bisogno di biosicurezza inizia ai confini esterni dell’UE e riguarda tutte le parti interessate. Si deve ridurre al minimo il rischio di diffusione di patogeni mediante l’importazione o portando animali nell’Unione europea da altri paesi. Gli importatori, i vacanzieri e i consumatori devono essere tutti consapevoli della loro responsabilità a tal proposito. L’UE ha il compito importante di condurre le ispezioni di controllo al fine di garantire che il rischio per la salute degli animali, e quindi anche per la salute dell’uomo, sia il più basso possibile.
Bogusław Rogalski (UEN), per iscritto. – (PL) Vi è uno stretto legame tra la salute degli animali e quella dell’uomo, a causa della possibilità di trasmissione di talune malattie. Gli animali sono esseri viventi senzienti e la loro protezione e la loro cura adeguata costituiscono la sfida più seria che i paesi europei hanno di fronte. La salute degli animali è una questione importante perché un’epidemia di malattie animali può essere causa di problemi, in particolare nelle zone rurali. E’ necessaria un’azione coordinata a livello europeo e a livello globale, se si vogliono risolvere i diversi problemi che colpiscono tale settore.
Il riscaldamento globale, l’aumento della domanda di prodotti alimentari, la mobilità degli esseri umani, il commercio e l’apertura delle frontiere, tutto contribuisce all’aumento delle minacce per la salute degli animali. I veterinari hanno un ruolo molto importante da svolgere; devono diventare esperti nel fornire servizi specialistici, quali la pianificazione sanitaria per gli animali. Garantire la sicurezza biologica nelle aziende agricole, la vaccinazione e la ricerca scientifica costituiscono passi ulteriori lungo la strada per rendere più severe le norme in materia di benessere degli animali. Un’altra importante questione che vale la pena di sottolineare è l’impatto delle imprese che si occupano di macellazione degli animali, del loro trasporto, nonché della produzione di mangimi, dato che tali imprese hanno un impatto diretto sulla salute e il trattamento dignitoso degli animali.
Si deve elaborare una nuova strategia e una nuova politica, sulla base del quadro normativo unico dell’Unione europea sulla salute degli animali e incorporare le norme e gli orientamenti stabiliti dall’Organizzazione mondiale per la salute degli animali. Un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella promozione della salute degli animali è tuttavia svolto da agricoltori, allevatori e proprietari di animali.
Andrzej Tomasz Zapałowski (UEN), per iscritto. – (PL) La ringrazio, signor Presidente.
La discussione di oggi è molto importante perché riguarda non solo la salute degli animali, ma anche, e soprattutto, la salute dell’uomo. Ultimamente il problema è diventato sempre più grave, a causa del continuo aumento delle importazioni di carni da paesi terzi. Non è un segreto che in tali paesi le norme generali relative alla cura e all’alimentazione degli animali differiscano in modo significativo da quelle vigenti in Europa.
Il consumatore contemporaneo ha diritto di sapere se ciò che consuma deriva o meno da animali alimentati con piante geneticamente modificate e la carne deve essere chiaramente etichettata di conseguenza.
Il modo migliore per proteggersi dalla diffusione di malattie pericolose tra gli animali è quello di garantire all’interno dell’Unione europea l’autosufficienza nell’allevamento di animali e di limitare le dimensioni delle aziende agricoli. L’allevamento deve costituire essenzialmente un’attività agricola e non industriale.
Mi congratulo con l’onorevole Wojciechowski per la sua relazione.