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Discussioni
Mercoledì 4 giugno 2008 - Bruxelles Edizione GU

Relazione annuale 2006 sulla PESC - Strategia europea in materia di sicurezza, PESD (discussione)
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  Angelika Beer, a nome del gruppo Verts/ALE. (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ripeterò tutti complimenti né sottolineerò nuovamente i punti su cui effettivamente concordiamo, ossia, una politica estera e di sicurezza coerente, come ha fatto presente per noi l’onorevole Saryusz-Wolski, e, ovviamente, la questione del controllo parlamentare e della trasparenza. Quando torniamo nei nostri Stati membri nazionali osserviamo in tutte le nostre discussioni che più l’Unione europea è coinvolta nella politica estera e di sicurezza comune, più desideriamo e dobbiamo promuovere presso la popolazione del nostro stesso paese questi strumenti di trasparenza e legittimità.

Vorrei soffermarmi sui punti controversi non affrontati ancora da nessuno. Vicepresidente Verheugen, nella prima discussione abbiamo esaminato il progetto di relazione dell’onorevole Kuhne con il Commissario Ferrero-Waldner, che, al pari del mio gruppo, ha rilevato l’opportunità di continuare a ripensare e non di limitarsi a parlare di rielaborazione della strategia europea in materia di sicurezza ma provare anche a dotarci di un orientamento comune, vale a dire il concetto di sicurezza umana e il principio di responsabilità di proteggere. Chiunque segua quanto è avvenuto da allora avrà osservato la strana coalizione tra i conservatori dell’onorevole von Wogau e i comunisti dell’onorevole Pflüger. Il passaggio pertinente è stato cancellato, con il consenso di entrambi i gruppi, e noi ripresenteremo la richiesta di inserirlo, dal momento che se non rispondiamo a questa sfida politica, perderemo la credibilità non solo riguardo al modo in cui affrontiamo questo tema, ossia la prevenzione dei conflitti, ma anche rispetto alla nostra azione per il Darfur, il Ciad e altri conflitti che dobbiamo temere.

Il secondo aspetto che reputo assurdo, anche se non abbiamo ancora raggiunto un’intesa al riguardo, è che i conservatori dell’onorevole von Wogau ci chiedano di tener conto della strategia di sicurezza nazionale degli USA nell’ambito della strategia europea in materia di sicurezza e della relativa rielaborazione. E’ una pretesa del tutto assurda, in quanto questa politica si è arenata e sappiamo che l’Amministrazione statunitense ha fallito con questa escalation, questo unilateralismo, costato molte vite. Pertanto affermare che dovremmo integrarla nella nostra futura politica estera europea è, a mio avviso, più che assurdo!

Terzo, vorrei sollevare una questione di estrema importanza: la proliferazione. Signor Solana, anch’io le auguro tutto il successo possibile. Abbiamo bisogno di dialogo, anche con l’Iran, ma voglio rivolgere questa domanda ai miei colleghi: quando parliamo di sicurezza dell’energia che, in fin dei conti, fa parte della sicurezza in senso lato – è la risposta corretta se poi il Presidente Sarkozy, in qualità di prossimo Presidente in carica del Consiglio dell’Unione europea, annuncia che intende introdurre la tecnologia nucleare sul mercato mondiale senza alcuna restrizione né strumenti di controllo? Che cosa ne è della nostra credibilità? In primo luogo, non stiamo procedendo al disarmo nucleare, cosa che invece dovremmo fare. In secondo luogo, stiamo diffondendo questa tecnologia anche se sappiamo che se ne può sempre abusare a scopi militari. Ritengo che stiamo commettendo un errore in questo senso e pertanto presenteremo anche un emendamento.

 
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