Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Discussioni
Mercoledì 4 giugno 2008 - Bruxelles Edizione GU

21. Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
PV
MPphoto
 
 

  Presidente. − L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.

 
  
MPphoto
 
 

  Emmanouil Angelakas (PPE-DE).(EL) Signor Presidente, di recente suscita sempre più clamore nell’ambito dell’UE la notizia dell’espansione dell’energia nucleare a fini pacifici, soprattutto per rispondere ai fabbisogni energetici dell’UE.

Il problema è l’aumento incontrollato del prezzo del petrolio, la crescente domanda da parte di alcuni paesi con economie a rapida crescita, i disordini a livello regionale nei paesi produttori di petrolio, nonché il fatto che le fonti di energia rinnovabili o il gas naturale riusciranno a coprire solo una frazione del fabbisogno di energia dell’UE. Di conseguenza, si è deciso di valutare in discussione la questione relativa alla costruzione di centrali nucleari.

Sono molti aspetti che preoccupano gli europei. Si può garantire il funzionamento sicuro degli impianti di energia nucleare? Esistono adeguati sistemi di allarme preventivo onde garantire sufficiente preavviso nel caso di un problema operativo? Infine, qual è il livello di sicurezza della gestione delle scorie nucleari? Per tutti questi motivi, credo che potrebbe essere utile sviluppare, su iniziativa del Parlamento europeo e con la collaborazione della Commissione, un dialogo che sfoci in chiare conclusioni inequivocabili per i cittadini europei. Esorto la Presidenza francese a inserire questo argomento tra le priorità della sua agenda.

 
  
MPphoto
 
 

  Marusya Ivanova Lyubcheva (PSE). - (BG) Signor Presidente, cari colleghi, desidero richiamare la vostra attenzione su una questione di cui abbiamo la responsabilità per il futuro dell’Unione europea e del mondo nel complesso: il traffico di minori.

Nel XXI secolo, l’era delle alte tecnologie e dei progressi, questo problema persiste ed è decisamente inumano e crudele ignorarlo o confonderlo con altri problemi. Il traffico di minori è una realtà. E’ un abuso non solo contro i diritti umani, è un abuso contro il futuro.

La vita di ogni bambino è una benedizione e la sua distruzione è un crimine contro l’umanità. Il traffico di minori ha conseguenze atroci. Viene chiamato “schiavitù moderna”; ne conseguono maltrattamenti fisici e mentali, sfruttamento sessuale e omicidio.

Dobbiamo unire i nostri sforzi e cooperare nell’ambito di una politica comune onde contrastare e ridurre al minimo questo fenomeno. La Commissione europea deve elaborare un programma e un piano d’azione distinti nell’ambito del quadro della strategia per i minori nonché intraprendere le misure necessarie per l’introduzione di strutture e di una politica comuni.

 
  
MPphoto
 
 

  Cristian Silviu Buşoi (ALDE).(RO) Signor Presidente, cari colleghi, la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di idrocarburi è aumentata, i prezzi del petrolio hanno raggiunto un livello allarmante e l’Unione europea è sempre più vulnerabile ai paesi dell’OPEC e alla Russia.

Nell’ambito delle relazioni estere, occorre adottare un approccio nel campo dell’energia basato su sforzi comuni. Gli accordi bilaterali tra gli Stati membri e i paesi terzi deve rafforzare l’approccio comune europeo e non indebolirlo. Gli accordi siglati da Italia, Ungheria e Bulgaria con la Russia nel quadro della costruzione di South Stream, un gasdotto progettato per evitare che uno Stato membro quale la Romania, senza alcuna ragione economica, comprometta pesantemente la coesione della politica energetica europea e rappresenti strategie politiche da non adottare tra Stati membri. Mi aspettavo una posizione più determinata da parte della Commissione europea nel condannare questa situazione.

Per quanto attiene alla legislazione sulla sicurezza energetica da adottare nel secondo semestre di quest’anno, ritengo che dovremmo dimostrare un livello di ambizione paragonabile a quello manifestato con la normativa “Energia – cambiamenti climatici”. Il principio dello speaking with one voice deve diventare funzionale e la Commissione dovrebbe proporre un meccanismo relativo ad accordi con paesi terzi, che prenda magari ispirazione dal settore del nucleare. Se vogliamo riuscire, dobbiamo agire insieme.

 
  
MPphoto
 
 

  Milan Horáček (Verts/ALE).(DE) Signor presidente, la scorsa domenica nazionalisti reazionari hanno pestato brutalmente degli omosessuali a una manifestazione pacifica a Mosca, scolpendo ancora una volta nelle nostre coscienze l’immagine di una Russia non libera. Omosessuali e lesbiche sono tutti oggetto di una massiccia discriminazione. Negli ultimi anni, il politico tedesco Volker Beck del partito dei Verdi è stato picchiato e arrestato in occasioni di dimostrazioni. Non si può sottolineare mai abbastanza quale pessima organizzazione abbia in Russia la società civile.

Alla fine di giugno sarà finalmente negoziato in Siberia un nuovo accordo UE-Russia. E’ nostro dovere nei confronti del popolo russo e di altri regimi autocratici non permettere che la questione della sicurezza energetica offuschi tutti gli altri settori; alla base di questo nuovo accordo devono esserci le libertà democratiche fondamentali e i diritti umani.

 
  
MPphoto
 
 

  Dariusz Maciej Grabowski (UEN).(PL) Signor Presidente, sull’industria cantieristica polacca incombe la minaccia della chiusura totale, perché la Commissione europea chiede la restituzione di importi erogati a titolo di aiuti di Stato. Ne conseguirà che centinaia di lavoratori del Baltico perderanno il posto di lavoro, e decine di migliaia di addetti degli stabilimenti che lavorano con i cantieri navali, sia in Polonia che in altri paesi dell’UE, si ritroveranno verosimilmente senza occupazione.

La Commissione europea si nasconde dietro lo slogan della libera concorrenza, e non vuole ammettere a se stessa che, durante un periodo di aumento massiccio dei prezzi su scala globale, alcune sezioni dell’economia vanno tutelate, come stanno facendo i paesi asiatici. La Commissione europea non è disposta a confessare che i Länder orientali hanno ricevuto più un miliardo e mezzo di marchi in aiuti dal governo tedesco, e che tale aiuto comprendeva i cantieri navali sul Baltico.

Mi chiedo se sia il caso che il popolo e il luogo dove è cominciato il movimento di solidarietà – la caduta del Muro di Berlino, la liberazione dell’Europa – debbano cadere vittime delle decisioni arbitrarie prese a Bruxelles negli interessi di speculatori preoccupati di accumulare le loro fortune sulle macerie e sul suolo dei cantieri navali. Chiediamo che la Commissione europea prenda decisioni che consentano di salvaguardare e sviluppare l’industria cantieristica in Polonia.

 
  
MPphoto
 
 

  Věra Flasarová (GUE/NGL).(CS) Onorevoli colleghi, chiedo il vostro sostegno affinché si proceda alla revisione del regolamento (CE) n. 318/2007 della Commissione, o si torni al testo originale del 2005, a causa delle richieste da parte delle organizzazioni di allevatori che commerciano volatili esotici in Germania, nei Paesi Bassi, in Belgio e nella Repubblica ceca. L’emendamento si riferisce fondamentalmente al divieto di importare nell’Unione uccelli esotici selvatici. Considerata la situazione pratica per i piccoli volatili di allevamento, le condizioni imposte sulla loro importazione sono difficili da rispettare. E’ ovvio che l’isteria diffusa dai media riguardo all’influenza aviaria sia stata utilizzata per conseguire il suddetto standard. L’UE dispone di un sistema di strutture di quarantena laddove vengono individuate malattie aviarie che costituiscono una minaccia per le persone. In alcuni casi gli allevatori hanno contribuito a restituire varie specie di animali allo stato brado, nel rispetto della normativa che protegge le specie più minacciate elencate in CITES. L’unico effetto del divieto è una contropressione e il tentativo di aggirarla. Il mercato nero acquisterà terreno, il contrabbando fiorirà e il prezzo dei volatili aumenterà. Ne possono derivare anche più rischi per la salute. Qualora lo standard e i ben sperimentati regolamenti veterinari vengano rispettati, non ultima la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, non è più necessario mantenere il regolamento in questione.

 
  
MPphoto
 
 

  Urszula Krupa (IND/DEM).(PL) Signor Presidente, desidero approfittare della sede del Parlamento europeo per protestare contro la sospensione illegale da parte del fondo nazionale per la protezione ambientale, che dipende dal governo polacco, del suo contratto con la fondazione Lux Veritatis finalizzato all’attuazione di un investimento geotermico per Toruń, mentre al contempo ha annunciato che non ci sarà alcun rimborso degli enormi importi che la fondazione ha erogato ai fini di tale investimento. Le circostanze indicano che la decisione è stata dettata da considerazioni di carattere politico, e si pone in contrasto non solo con il diritto nazionale polacco, ma anche con il diritto comunitario, che dimostra che nel nome della lotta contro i soggetti percepiti come nemici politici il diritto non viene rispettato e il sostegno a favore delle’energia rinnovabile non è consentito, altro elemento che viola il principio fondamentale dell’UE di non discriminazione per motivi politici o religiosi. Le ex autorità del fondo nazionale per la protezione dell’ambiente e la gestione delle risorse idriche afferma che l’applicazione da parte della fondazione Lux Veritatis è stata verificata con molta attenzione e non è in alcun modo ritenuta inadeguata.

 
  
MPphoto
 
 

  Irena Belohorská (NI).(SK) Onorevoli colleghi, desidero informarmi in merito a un episodio avvenuto di recente nel Regno Unito. Un cittadino slovacco che lavora lì legalmente ha rinnovato la registrazione della sua vettura quattro giorni dopo la scadenza prevista, e per questo reato la polizia britannica lo ha minacciato di distruggergli l’auto. Nello svolgimento delle indagini, gli agenti hanno assunto un atteggiamento xenofobo e offensivo, approfittando della sua conoscenza passiva della lingua inglese. Gli sono stati sequestrati tutti i documenti senza alcun valido motivo, gli è stato consegnato un ritaglio di giornale anziché un certificato ufficiale che attestasse la confisca del veicolo e le autorità britanniche hanno persino rifiutato la documentazione, ad esempio l’assicurazione auto europea (carta verde) o l’autorizzazione slovacca. Per questo reato, e intendo proprio un reato, la polizia britannica e le autorità hanno minacciato di demolire l’automobile.

Desidero esprimere la mia gratitudine al collega Chris Davies per l’aiuto fornito nell’esaminare questo spiacevole episodio nonché gli altri membri britannici che si sono interessati al caso. Confido nel fatto che tale comportamento da parte della polizia britannica costituisca un incidente isolato e che questo atteggiamento nei confronti dei cittadini che lavorano legalmente nel Regno Unito sia l’eccezione anziché la regola. Il termine per la restituzione del veicolo è scaduto ieri, e ancora non abbiamo alcuna informazione in merito all’eventuale demolizione della vettura. In un modo o nell’altro, il nostro cittadino è senza il proprio veicolo anche se le autorità britanniche hanno ricevuto tutta la documentazione necessaria.

 
  
MPphoto
 
 

  Petya Stavreva (PPE-DE). - (BG) Signor Presidente, onorevoli membri al Parlamento europeo, tra una decina di giorni, il 14 giugno 2008, la Bulgaria renderà omaggio alla memoria e al lavoro di una vita di Alexander Stamboliiski, statista, riformatore e leader del movimento agricolo nel paese.

Salì al potere in Bulgaria nel 1919, dopo due disastri nazionali, e si dedicò con impegno alla causa nazionale, alla modernizzazione e al rinnovo democratico del paese. Il suo governo venne rovesciato da un colpo di Stato nel 1923. Alexander Stamboliiski venne ucciso nel modo più efferato ma la sua figura è rimasta immortale con le sue idee di una Bulgaria liberà e indipendente sulla via della costruzione e dell’integrazione in Europa.

Le lezioni di Stamboliiski riguardo alla capacità di governare sono particolarmente pertinenti oggi, a 85 anni di distanza dalla sua tragica morte, oggi che la Bulgaria è un membro dell’Unione europea. La protezione degli interessi nazionali nella grande famiglia europea, la salvaguardia dell’identità nazionale fianco a fianco con il rapido adeguamento alle nuove realtà devono consolidare gli sforzi di noi tutti, cittadini dell’Europa unificata, per i quali i valori non sono solo una vuota nozione a uno stile di vita, un atteggiamento e una risposta sociale.

 
  
MPphoto
 
 

  Iliana Malinova Iotova (PSE). - (BG) Signor Presidente, i programmi operativi bulgari nel quadro dei fondi dell’UE sono stati tra i primi a essere approvati dalla Commissione per il periodo dal 2007 al 2013.

Dobbiamo ammettere che, in quanto nuovo Stato membro, dobbiamo affrontare varie difficoltà nell’attuazione specifica. I problemi spaziano dalle informazioni inadeguate alle irregolarità e persino agli abusi delle risorse dei fondi dell’UE – “disordini” che non risparmiano nessun singolo Stato membro dell’UE.

Il governo bulgaro ritiene che l’assorbimento dei finanziamenti sia un obiettivo importante; ha comportato riforme radicali in tutte le istituzioni responsabili delle risorse comunitarie. E’ stato nominato un vice Primo Ministro incaricato del coordinamento complessivo del processo.

I risultati insoddisfacenti dell’assorbimento dei fondi sono stati finora argomento di una campagna aggressiva da parte dell’opposizione nazionale che ha ripetutamente cercato di screditare il paese anche qui, in sede di plenaria del Parlamento europeo.

I riferimenti a fonti anonime che predicono la presentazione in luglio di una relazione sulla Bulgaria dai toni apocalittici da parte della Commissione ancora prima che quest’ultima abbia cominciato a elaborarla sono voci a fini politici nazionali, che tuttavia non contribuiscono a risolvere i problemi. Purtroppo, l’unico risultato che ottengono è infangare il buon nome del mio paese. Voglio affermare molto chiaramente che lo Stato bulgaro intraprende misure radicali nei rispettivi ambiti ed è fermamente intenzionato a superare gli attuali problemi.

 
  
MPphoto
 
 

  Marios Matsakis (ALDE).(EN) Signor Presidente, probabilmente saprà che gli edifici del Parlamento europeo a Strasburgo hanno una più massiccia presenza di amianto rispetto a quanto inizialmente anticipato. I lavori di ammodernamento e, in tempi più recenti, di eliminazione dell’amianto sono in corso dal 2004 – a quanto pare, da quanto gli edifici vengono utilizzati. Questo, a mio parere, è un comportamento irragionevole e pericoloso, perché qualsiasi attività condotta su strutture che contengono amianto determina inevitabilmente un rilascio di fibre cancerogene nell’atmosfera.

Ritengo che non si debba usare il Parlamento europeo di Strasburgo a condizione che e fino a quando tutto l’amianto presente venga adeguatamente rimosso e gli edifici vengano decontaminati a fondo. Nell’interesse della salute pubblica e della trasparenza, esorto il Presidente di quest’Assemblea a formulare quanto prima una dichiarazione debitamente dettagliata in merito a questo problema dell’eliminazione dell’amianto dal Parlamento europeo di Strasburgo.

 
  
MPphoto
 
 

  Willy Meyer Pleite (GUE/NGL).(ES) Signor Presidente, attualmente dobbiamo affrontare una grave crisi che colpisce il settore della pesca nell’intera Unione europea e che richiede una rapida risposta da parte delle Istituzioni europee. Penso sia essenziale creare una commissione tripartitica che coinvolga le autorità pubbliche, i sindacati e gli armatori.

Al fine di affrontare la crisi una volta per tutte, non possiamo metterci una pezza, dobbiamo elaborare un’esaustiva proposta strutturale che non tralasci alcun aspetto della crisi del settore. Ovviamente chiediamo una pesca responsabile; dobbiamo risolvere la questione della commercializzazione del prodotto; dobbiamo far fronte alla carenza di equipaggio nelle flotte e garantire relazioni occupazionali giuste e che i lavoratori possano uscire dalla situazione di precarietà in cui versano.

Ritengo che al momento sia molto importante che il Parlamento europeo dia il proprio sostegno al fine di trovare una via d’uscita da questa crisi, perché riguarda anche l’occupazione di qualità e noi dobbiamo essere in grado di tener testa alle circostanze che emergono.

 
  
MPphoto
 
 

  Gerard Batten (IND/DEM).(EN) Signor presidente, un mio elettore di Londra, il signor Budd Margolis, mi informa che una sua parente lituana, Rachel Margolis, ha pubblicato le sue memorie raccontando le sue esperienze durante la Seconda guerra mondiale; fuggita dal ghetto di Vilna si unì ai partigiani per combattere contro i nazisti. Le autorità lituane adducono ora le sue memorie quale prova poter perseguitare come criminali di guerra gli partigiani ebrei sopravvissuti, tra cui si annoverano persone come Yitzhak Arad, ex direttore del Centro dell’olocausto di Israele, e Fania Brancovskaja, bibliotecaria presso l’istituto yiddish nell’Università di Vilnius.

Sulla Lituania incombe l’obbligo di portare in giudizio i criminali sopravvissuti della Seconda guerra mondiale, ma finora non è mai riuscita nel suo intento. I partigiani ebrei che hanno combattuto con i tedeschi e i loro collaboratori sono trattati alla stregua di traditori della Lituania.

A nome di molti miei elettori ebrei e non, chiedo: dov’è la giustizia nel perseguire partigiani ebrei che hanno combattuto contro i nazisti, mentre gli omicidi degli ebrei rimangono impuniti?

 
  
MPphoto
 
 

  Jim Allister (NI).(EN) Signor Presidente, in Europa abbiamo assistito a proteste assolutamente legittime da parte dei pescatori riguardo al vertiginoso prezzo del combustibile. Alcuni governi hanno fatto fronte alle rispettive responsabili, mentre altri, come il mio, no.

Dovremmo vantare una politica comune della pesca, ma in molte regioni dell’Europa l’approccio non è nient’altro se non comune. Nella mia circoscrizione elettorale, gli armatori di piccoli pescherecci a strascico pagano ogni giorno per il carburante un conto di oltre 2 000 euro al giorno. La loro richiesta relativa ad aiuti a breve termine ha trovato orecchie sorde al suo appello anche se rientra nell’ambito delle competenze del ministro locale erogare l’aiuto de minimis in conformità delle regole di quelli di Stato. Si è vergognosamente rifiutata di farlo. In Francia e in Spagna il governo è invece intervenuto.

Come si può avere una politica comune della pesca che sia redditizia con tali disparità su un bene di base come il combustibile? Condanno l’indifferenza del ministro Gildernew e non chiedo solo aiuti a breve termine ma una strategia a lungo termine relativa al combustibile per il nostro settore della pesca.

 
  
MPphoto
 
 

  Jim Higgins (PPE-DE). - (GA) Signor Presidente, il governo irlandese è in procinto di lanciare un programma nazionale relativo alla banda larga. La banda larga non è accessibile nel 10 per cento del paese che per la maggior parte riguarda la regione da cui vengo io, ossia il West and the Midlands. Anche se la banda larga è sempre più diffusa, il tasso di crescita non è soddisfacente e non corrisponde alla media dell’Unione europea.

In Irlanda, un 86 per cento del servizio a banda larga è concentrato nelle aree urbane, ma la disponibilità nelle aree rurali è molto inferiore. Si deve intervenire in qualche modo. Invidiamo la situazione del nord del paese dove la banda larga è accessibile in ogni area. Vorrei che la Commissione europea esercitasse pressione sul governo irlandese affinché possiamo conseguire gli obiettivi dell’agenda di Lisbona.

 
  
MPphoto
 
 

  Cătălin-Ioan Nechifor (PSE).(RO) Tra non molto, la Commissione europea pubblicherà le relazioni sui progressi compiuti dalla Romania e dalla Bulgaria riguardo alla riforma della giustizia.

Oggi, a distanza di un anno e mezzo dall’integrazione, sempre più persone si dichiarano insoddisfatte del livello europeo, fino ad affermare che gli sviluppi registrati finora sono insignificanti rispetto agli obiettivi fissati. Anche se alcuni esperti sostengono che la Romania e la Bulgaria avrebbero dovuto aderire all’Unione europea molto prima, ritengo che questi due nuovi Stati membri debbano beneficiare ancora dell’assistenza e del sostegno della Commissione e del Parlamento.

Considerato che l’anno prossimo si svolgeranno le elezioni del Parlamento europeo, sono convinto che i mesi a venire saranno fondamentali per la Bulgaria e la Romania per dimostrare appieno la loro appartenenza europea.

 
  
MPphoto
 
 

  Marco Cappato (ALDE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, una questione di discriminazione linguistica interna al nostro Parlamento: l’interfaccia dei computer dei parlamentari funzionano soltanto con la lingua inglese. I nostri sistemi operativi, le possibilità di accedere ai file, si può navigare attraverso i nostri computer soltanto con i comandi della lingua inglese.

Questo mi pare assolutamente discriminatorio nei confronti di quei parlamentari che, non conoscendo l’inglese, vogliono direttamente gestire il lavoro sul proprio computer. È un problema di omologazione linguistica della quale gli amici esperantisti provano ad occuparsi alle Nazioni Unite e la francofonia non so bene di che cosa si occupi se non si occupa anche di questo. Ma io spero, Presidente, che si possa rimediare a questo, così come si possa rimediare alla discriminazione tecnologica in base alla quale ho presentato un’interrogazione scritta il 2 giugno scorso in un formato aperto – i cosiddetti ODF – diverso da quello di proprietà di Microsoft correntemente in uso e mi si è risposto dai servizi che non è possibile presentare interrogazioni in formato aperto.

Spero che queste discriminazioni linguistiche e tecnologiche possano subito essere superate.

 
  
MPphoto
 
 

  Georgios Toussas (GUE/NGL).(EL) Signor Presidente, gli aumenti dei prezzi di tutti i prodotti di largo consumo, i trasporti e i servizi combinati con bassi livelli di retribuzioni e pensioni, e tagli drastici nelle prestazioni sociali hanno danneggiato a più riprese i redditi delle persone generando al contempo enormi profitti per i gruppi imprenditoriali monopolistici.

I prezzi hanno registrato una crescita incontrollabile per le famiglie comuni della classe lavoratrice in tutti gli Stati membri. Coloro che tentano di addossare la colpa dei prezzi alti su pochi speculatori crudeli ingannano la gente, cercano di nascondere il fatto che la crescita dei prezzi è alimentata dai profitti dei monopoli, nonché dalle politiche sul libero mercato e della concorrenza, che sono alla base dell’UE stessa e dei suoi piani programmatici delineati e attuati dagli Stati membri e dai rispettivi governi. I prezzi elevati iniziano con il monopolio su produzione e scambi, dominati dai gruppi imprenditoriali che depredano i redditi dei singoli e schiacciano migliaia di piccole attività e imprese.

Chiediamo ai lavoratori di intensificare la loro lotta per un reale aumento delle retribuzioni, per pensioni, prestazioni sociali e per l’abolizione dell’IVA sui prodotti di consumo comuni, i servizi di interesse generale e il combustibile, nel tentativo di ridurre i prezzi delle strutture pubbliche.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. LUIGI COCILOVO
Vicepresidente

 
  
MPphoto
 
 

  Péter Olajos (PPE-DE). - (HU) Il 15 maggio gli Stati Uniti hanno introdotto un atto legislativo che rappresenta una pietra miliare nella crisi che riguarda l’abbattimento illegale di alberi, un problema di portata mondiale. Il Congresso è stato il primo al mondo ad approvare tale legge che vieta l’importazione di legname realizzato illegalmente. Da analisi condotte a seguito dell’adozione della norma è emerso che tale atto contribuisce alla competitività delle fabbriche americane, protegge i posti di lavoro, e invia un chiaro messaggio a quelle comunità forestali che vorranno prestare ascolto.

La mia domanda è la seguente: quanto tempo intende aspettare l’Unione europea e che cosa sta aspettando? E’ vergognoso e scandaloso che ce ne stiamo qui in attesa a braccia conserte. Tuttavia noi europarlamentari possiamo intervenire in qualche modo. Raccomando a tutti di firmare la petizione n. 23 presentata un paio di mesi fa il cui obiettivo è convincere la Commissione a introdurre finalmente una legislazione, dopo gli Stati Uniti, mentre ancora abbiamo delle foreste. Molte grazie.

 
  
MPphoto
 
 

  Neena Gill (PSE).(EN) Signor Presidente, desidero richiamare la sua attenzione sulla difficile situazione di un mio elettore, il signor Alan Jones di Knighton, una città rurale nelle West Midlands, che è un esempio lampante di imprenditore europeo abbandonato per l’assenza della connessione a banda larga ad alta velocità nelle aree rurali. Vuole aprire una piccola impresa on line che offra servizi per cornici fotografiche. Quest’uomo, affetto da una disabilità e che lavora da casa, sarebbe il soggetto ideale per lanciare una nuova attività. Tuttavia, c’è un solo fornitore di servizi Internet che detiene il monopolio della banda larga nella città e, sebbene sia in espansione, il collegamento è estremamente lento e del tutto inadeguato per gestire un’impresa.

La Commissione ha un piano inteso a colmare il divario digitale e di espandere la banda larga nelle aree rurali, e deve con urgenza risolvere i problemi dei fornitori di servizi Internet garantendo la disponibilità di risorse adeguate e che le aree non rimangano indietro in termini di qualità, alta velocità e costi bassi.

Quello che desidero dirle, signor Presidente, è di garantire che la Commissione assicuri che imprenditori come il signor Jones non siano ostacolati o frustrati nella decisione di avviare attività, perché questo impedisce la creazione di posti di lavoro oltremodo necessari nelle aree rurali.

 
  
MPphoto
 
 

  Danutė Budreikaitė (ALDE).(LT) La Commissione europea e i membri dell’OMC stanno stringendo i tempi per finalizzare le consultazioni di Doha sull’agricoltura e sull’apertura del mercato per i prodotti industriali, l’accordo NAMA. La notevole influenza esercitata dall’attuale situazione negli Stati Uniti, ossia le imminenti elezioni, è incontestabile. Tuttavia, rispetto alla sospensione del ciclo di negoziati nel 2006, la questione del NAMA è chiaramente un passo indietro. I paesi altamente sviluppati stanno facendo in modo di mantenere una situazione ambientale quasi inalterata. Le tariffe dell’UE su prodotti tessili e abbigliamento diminuiranno dal 12 al 4 per cento. I mercati delle economie emergenti non si apriranno, in quanto non sono le tariffe, bensì gli obblighi di tariffe massime che devono essere decurtati. Inoltre, si deve applicare un periodo transitorio di 18 anni alla Cina, il paese che ha inondato l’Europa e il resto del mondo con prodotti di bassa qualità. La proposta di accordo NAMA presentata è inaccettabile per la Lituania e altri paesi dell’UE, poiché pregiudicherebbe la loro competitività. C’è un equilibrio ovvio tra l’agricoltura e tale accordo. L’UE non dovrebbe affrettarsi a completare i negoziati di Doha soltanto nell’interesse della propria economia. Esorto la Commissione a prendersi tempo e ripresentare in modo corretto gli interessi dei paesi dell’UE.

 
  
MPphoto
 
 

  Pedro Guerreiro (GUE/NGL).(PT) Signor Presidente, vorrei congratularmi con i pescatori di vari paesi dell’Unione europea, e del Portogallo in particolare, per la lotta che conducono per proteggere il settore strategico della pesca, nonché posti di lavoro, condizioni di vita e salari dignitosi per migliaia di pescatori e per le loro famiglie.

Confrontati con una politica comune della pesca e un’Unione europea indifferenti alla crisi socioeconomica di lunga data che colpisce il settore e si è ulteriormente acuita a causa degli aumenti del prezzo del sul carburante – gasolio e benzina – e delle speculazioni finanziarie di cui è oggetto, i pescatori alla fine hanno dimostrato che esistono soluzioni e misure che dovrebbero essere adottate a lungo termine. Tali soluzioni e misure impongono all’Unione europea di smettere di fare orecchie da mercante e di adottare nuove politiche che proteggano e promuovano il settore della pesca, non la sua lenta agonia e rovina. La pesca ha un futuro.

Non posso concludere questo breve intervento senza tributare un riconoscimento alle centinaia di lavoratori che domani dimostreranno a Lisbona in difesa delle loro conquiste e dei diritti del lavoro.

 
  
MPphoto
 
 

  Zuzana Roithová (PPE-DE).(CS) Signor Presidente, l’allargamento dell’area Schengen è stata una splendida notizia per i cittadini del mio paese, un simbolo dell’uguaglianza dei cechi con gli altri paesi dell’Unione. Purtroppo, i giornali di oggi sono pieni di titoli che parlano di conducenti cechi tormentati dalla polizia di Germania e Austria. Da aprile, in questi due paesi bus e vetture private con targhe ceche sono oggetto di sistematici controlli approfonditi. Dopo soltanto poco più di un mese di controlli generali, l’Austria ha annunciato l’intenzione di effettuare i controlli a partire da giugno in concomitanza del campionato europeo di calcio. Questo è corretto. Tuttavia, mi oppongo con forza ai controlli generici eseguiti in Germania riguardo ai conducenti cechi; è una decisione unilaterale difficile da spiegare e che compromette le relazioni con i vicini. Ricevo lettera di cittadini che chiedono alle autorità ceche di reagire. Non è una situazione positiva e inficerà anche il clima politico antecedente alla ratifica del trattato di Lisbona. Ho già presentato ricorso e ora invito i miei colleghi tedeschi a verificare la questione a casa in Germania.

 
  
MPphoto
 
 

  Rovana Plumb (PSE).(RO) Cari colleghi, desidero accogliere con favore il programma avviato dal Consiglio d’Europa che si pone quale obiettivo l’eliminazione di qualsiasi forma di violenza nei confronti dei minori e sono certa che nel 2009 la punizione fisica sarà vietata in tutto il mondo.

Voglio tuttavia sottolineare la necessità di una campagna comune a livello europea che sensibilizzi i minori riguardo al fatto che la violenza nei loro confronti è contro la legge e che devono denunciare qualsiasi maltrattamento cui sono soggetti. In alcuni Stati membri dell’UE, i genitori considerano la punizione corporale un comune metodo educativo e i figli la ritengono normale.

Il futuro dell’Unione europea dipende da come si rispettano i diritti dei minori e nel corso della loro educazione dobbiamo tenere ben presente un approccio che vieti qualsiasi forma di violenza.

 
  
MPphoto
 
 

  Ilda Figueiredo (GUE/NGL).(PT) Eurofond ha di recente riportato che il 25 per cento dei licenziamenti registrati in Portogallo tra il 2003 e il 2006 era imputabile ai trasferimenti delle aziende. Dai dati emerge che molte multinazionali hanno operato questa scelta dopo aver beneficiato di milioni di euro in aiuti comunitari e dopo aver accumulato profitti per milioni, una situazione inaccettabile.

Ci son esempi di lavoratori che non hanno ancora ricevuto alcun indennizzo cui hanno diritto, come nel caso della Brax a Vila Nova de Gaia i cui dipendenti si sono presentati ieri davanti al palazzo di giustizia per chiedere quanto loro dovuto come indennizzo da cinque anni.

La disoccupazione funge anche da giustificazione per una sempre maggiore precarietà del lavoro, un problema cui il governo risponde cercando di attenuare i diritti del lavoro. Accolgo pertanto con favore il giorno dell’azione che la Confederazione generale dei lavoratori portoghesi terrà domani in Portogallo, a Lisbona.

 
  
MPphoto
 
 

  Mairead McGuinness (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, desidero richiamare l’attenzione dell’Assemblea sulla conferenza che si sta svolgendo a Roma sulla crisi alimentare globale. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni al riguardo in quest’Aula nella nostra recente risoluzione sui prezzi dei prodotti alimentari.

Uno degli elementi chiave è il livello inadeguato di investimenti nell’agricoltura, sia nei paesi industrializzati che in via di sviluppo. La portata del problema mi è stata fatta comprendere a una conferenza in Irlanda la settimana scorsa, in occasione della quale una suora missionaria del Santo Rosario, Nora MacNamara, mi ha spiegato molto chiaramente che quando molti anni fa si occupava in Africa dell’agricoltura, gli investimenti c’erano. E poi, raccontava, l’Africa – o piuttosto l’agricoltura – è diventata una parola oscena quando si cercano fondi a sostegno di progetti in quest’area. Dobbiamo tornare alle nostre radici in termini di investimenti nell’agricoltura.

Per quanto riguarda il dibattito sul Trattato di Lisbona in Irlanda, posso affermare che il Trattato in questione promuoverà effettivamente il ruolo dell’Unione europea nel terzo mondo e, secondo me, ci aiuterà a rispondere alla crisi alimentare che ora dobbiamo affrontare non solo in Europa, ma a livello globale.

 
  
MPphoto
 
 

  Csaba Sándor Tabajdi (PSE).(HU) A febbraio di quest’anno, il Primo Ministro turco Erdogan ha pronunciato a Colonia un discorso estremamente controverso, in cui ha definito l’assimilazione un crimine contro l’umanità. Da una posizione di libertà alla scelta della propria identità, questa dichiarazione è inammissibile; preservare la diversità culturale è un obiettivo importante, ma la decisione non può prescindere dal singolo.

La situazione naturale per i turchi nell’Europa occidentale potrebbe essere quella della duplice identità. La richiesta di Erdogan di creare in Germania un’università di lingua turca non è realistica, dal momento che in molti paesi dell’Unione le minoranze nazionali indigene che vivono lì da diversi secoli non hanno la loro università pubblica, come gli ungheresi in Transilvania, dove la comunità ungherese è stata privata di un’accademia pubblica indipendente durante la dittatura comunista.

E’ essenziale che la Turchia non manipoli le minoranze migranti che vivono nell’Europa occidentale per scopi di politica interna. Sarebbe inoltre positivo che il Primo Ministro Erdogan sistemasse la situazione dei curdi, riconoscendo il genocidio degli armeni e la parità di diritti per le donne.

 
  
MPphoto
 
 

  Silvia-Adriana Ţicău (PSE).(RO) Signor Presidente, i socialisti europei si augurano che l’Europa diventi un esempio per tutto il mondo in termini di qualità della vita. I 27 Stati membri sono oggi impegnati nella costruzione di una nuova Europa sociale che porterà prosperità a tutti i cittadini dell’Unione europea.

Del bilancio dell’Unione per il 2008, quasi il 45 per cento è riservato alla crescita, all’innovazione. alla creazione di posti di lavoro e alla coesione economica e sociale, mentre il 42,6 per cento è destinato all’agricoltura. Le aree rurali rappresentano il 90 per cento del territorio dell’Unione europea.

Nonostante i 41 milioni di euro stanziati nel 2008 a favore dell’agricoltura, l’aumento dei costi delle attività agricole e dei prezzi dell’energia hanno determinato una crescita dei prezzi dei prodotti agricoli e causato un peggioramento della situazione economica. Ritengo che la politica di sovvenzioni per l’agricoltura e adeguate condizioni per promuovere gli investimenti nel settore siano la risposta a parte delle sfide che l’Unione dovrà affrontare nei prossimi anni.

Un’agricoltura sviluppata permetterà a tutti i cittadini europei di avere accesso a prodotti alimentari sani e a quantità sufficienti, a prezzi abbordabili. L’alimentazione sana è un aspetto fondamentale della qualità della vita.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Questo punto dell’ordine del giorno è chiuso.

 
Note legali - Informativa sulla privacy