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Procedura : 2006/0144(COD)
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Testi presentati :

A6-0176/2008

Discussioni :

PV 07/07/2008 - 19
CRE 07/07/2008 - 19

Votazioni :

PV 08/07/2008 - 8.18
CRE 08/07/2008 - 8.18
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Testi approvati :

P6_TA(2008)0332

Resoconto integrale delle discussioni
Lunedì 7 luglio 2008 - Strasburgo Edizione GU

19. Procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari - Additivi alimentari - Aromi e ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti - Enzimi alimentari (discussione)
Processo verbale
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca in discussione congiunta le seguenti raccomandazioni per la seconda lettura della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare:

– sulla procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari (16673/2/2007 - C6-0138/2008 - 2006/0143(COD)) (Relatrice: Åsa Westlund) (A6-0179/2008)

– sugli additivi alimentari (16675/2/2007 - C6-0141/2008 - 2006/0145(COD)) (Relatrice: Åsa Westlund) (A6-0180/2008);

– sugli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati nei e sui prodotti alimentari e che modifica il regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2232/96 e la direttiva 2000/13/CE (16677/3/2007 - C6-0139/2008 - 2006/0147(COD)) (Relatrice: Mojca Drčar Murko) (A6-0177/2008);

– sugli enzimi alimentari e che modifica la direttiva 83/417/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE e la direttiva 2001/112/CE del Consiglio (16676/1/2007 - C6-0140/2008 - 2006/0144(COD)) (Relatrice Avril Doyle) (A6-0176/2008)).

 
  
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  Åsa Westlund, relatore. − (SV) Signor Presidente, vorrei iniziare ringraziando la Commissione, il Commissario Vassiliou e il suo staff sempre efficiente, la Presidenza slovena, Il Consiglio dei ministri, le mie colleghe relatrici, Avril Doyle e Mojca Drčar Murko, e ovviamente tutti i relatori ombra di tutti i partiti per l’eccellente cooperazione nel corso degli anni in cui ci siamo occupati di questi temi.

Sono lieta che adesso abbiano raggiunto un compromesso che offre una semplificazione all’industria e, nello stesso tempo, rafforza la protezione dei consumatori in diversi campi. Prima, ad esempio, le persone colpite da allergia non erano nemmeno menzionate nella legislazione. Lo saranno se domani approveremo il compromesso: sarà più facile in futuro tenere conto di quanto coloro che soffrono di allergia siano colpiti dagli additivi.

Sono anche orgogliosa che il Parlamento abbia garantito tre importanti modifiche alle nuove norme. La prima riguarda i cosiddetti coloranti azo, che si trovano, ad esempio, nelle bibite e nei dolci, nonostante sia stato provato scientificamente che alcuni coloranti possono rendere i bambini iperattivi. Era quindi importante per me e per la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ottenere il divieto per queste sostanze. Non ci siamo riusciti perché gli Stati membri si oppongono fortemente sia a un divieto sia a un’etichetta speciale. Nonostante questa opposizione, alla fine abbiamo raggiunto un compromesso in base al quale gli alimenti contenenti questi coloranti azo devono essere accompagnati da un’esplicita dicitura di avvertenza.

La seconda modifica riguarda l’impatto ambientale degli additivi. Un esempio del potenziale impatto degli additivi sull’ambiente è il dolcificante sucralosio. Si è scoperto che il sucralosio passa direttamente nel corpo e non viene trattato nei nostri impianti fognari. Se il compromesso sarà adottato, sarà chiaro che si deve tenere conto dell’ambiente in sede di decisioni sugli additivi.

La terza modifica riguarda la nanotecnologia. Secondo il compromesso, se un additivo che è già stato autorizzato viene alterato dalla nanotecnologia, deve essere considerato come un nuovo additivo ed essere sottoposto a una nuova procedura di autorizzazione.

Per quanto riguarda il regolamento sulla procedura di autorizzazione comune, in primo luogo accolgo con favore il fatto che adesso avremo tale procedura comune. In secondo luogo, era importante garantire che l’EFSA avesse un periodo di tempo sufficiente per le sue valutazioni delle varie sostanze.

I Verdi hanno presentato un emendamento per vietare i coloranti azo, che va quindi contro il compromesso con il Consiglio sugli additivi. Così facendo, mettono a rischio tutti i miglioramenti menzionati, compresa la speciale dicitura di avvertenza per i coloranti azo. Anch’io avrei voluto un divieto, ma non è possibile farlo accettare dal Consiglio dei ministri. Sono quindi dell’idea di votare contro il divieto perché, altrimenti, rischiamo di non ottenere né il divieto, né l’avvertenza, il che non sarebbe sicuramente nell’interesse dei bambini.

Infine, sollecito tutti i membri dell’Aula a sostenere il compromesso domani e a votare contro tutti gli altri emendamenti .

 
  
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  Mojca Drčar Murko, relatore. − (EN) Signor Presidente, gli aromatizzanti sono definiti come aggiunte di odore o sapore ai cibi e per lo più sono costituiti da una miscela di un ampio numero di preparati aromatici.

Il Parlamento europeo ha insistito sugli emendamenti che credeva avrebbero costituito la base per un regolamento equilibrato e applicabile, tenendo conto degli sviluppi scientifici e tecnologici. E’ noto che Consiglio e Parlamento avevano una posizione differente sulla questione delle erbe e delle spezie. Il Parlamento riteneva che non fosse stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che gli alimenti preparati in cui sono presenti naturalmente alcuni composti indesiderabili hanno lo stesso potenziale tossicologico di quando sono testati in isolamento. Le erbe e le spezie sono state usate sin da tempi immemorabili senza effetti nocivi conosciuti.

In veste di relatrice, non cercavo deroghe complete per le erbe e le spezie dai limiti fissati nell’allegato III. La concessione di una deroga è richiesta solo quando le prove scientifiche non sono complete e quindi la situazione, forse, non è ancora sufficientemente matura per essere armonizzata a livello europeo.

Il compromesso in seconda lettura, quindi, riguardava il fatto di dare adeguate garanzie per le erbe e le spezie che le esentavano dai limiti fissati nell’allegato III. Questo aiuta a mantenere i limiti così come proposti dal Consiglio: 4 principi attivi purificati su 11 e in relazione a circa 30 delle 40 categorie alimentari. E’ tutto quello che siamo riusciti a ottenere e, quindi, chiedo ai colleghi di votare a favore.

Quale parlamentare, tuttavia, nutro ancora qualche preoccupazione che spero la Commissione prenderà in considerazione nella fase di attuazione. Il compromesso nella nota non si applica quando le erbe e le spezie appaiono insieme ad aromatizzanti in alimenti composti. L’effetto non voluto potrebbe essere che l’industria alimentare si allontanerebbe dalle erbe e dalle spezie perché gli estratti e gli aromatizzanti sono più facili da standardizzare. A causa dei diversi livelli di principi attivi nelle erbe e nelle spezie, i produttori di alimenti dovrebbero variare le loro ricette sulla base di ogni lotto, e sarebbe molto costoso. L’industria delle erbe potrebbe persino essere spazzata via dal mercato europeo.

Questo non deve accadere perché i cittadini europei non vogliono tale limite sul loro diritto di scelta e anche per motivi di sanità pubblica. Il consumatore, in questo caso, consumerebbe paradossalmente livelli più elevati di aromatizzanti, che, secondo la cosiddetta gerarchia di purificazione, sono più vicini ai principi attivi indesiderabili delle erbe e delle spezie. Sarei grata se il Commissario potesse assicurarmi che i possibili sviluppi negativi saranno adeguatamente monitorati e bloccati, se necessario.

 
  
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  Pilar Ayuso, in sostituzione del relatore. (ES) Signor Presidente, parlerò a nome della relatrice, l’onorevole Doyle. Chiedo scusa a suo nome perché non può essere presente, dato che sta per arrivare a Strasburgo. L’onorevole Doyle accoglie con favore il compromesso con il Consiglio su questo pacchetto sui miglioratori alimentari, assolutamente necessario.

Gli enzimi vengono aggiunti ai cibi per svolgere tutta un’ampia serie di funzioni tecnologiche in materia di fabbricazione, preparazione, trattamento, confezionamento, trasporto e conservazione degli alimenti. Si utilizzano più frequentemente nei prodotti da forno, per la fermentazione della birra, nella produzione di formaggi, dell’alcool e di altre bevande. Svolgono un ruolo sempre più importante nella produzione di alimenti e possono essere impiegati come alternativa a sostanze chimiche per migliorare la consistenza, l’apparenza, il valore nutrizionale e il sapore dei cibi. Sono utili, inoltre, in alcuni processi di produzione.

Questa proposta, di fatto, è la prima normativa specifica dell’Unione europea sugli enzimi alimentari. Attualmente non vi sono norme armonizzate a livello comunitario che controllino l’uso degli enzimi, il che non solo crea ostacoli al commercio e mancanza di certezza giuridica, ma comporta anche l’esistenza di diversi standard di protezione dei consumatori nei 27 Stati membri. Solo tre Stati membri hanno procedure di valutazione dei rischi, ovvero: Regno Unito, Francia e Danimarca.

In base alla nuova normativa che voteremo domani, saranno stabilite norme armonizzate nell’Unione europea per la valutazione, l’autorizzazione e il controllo degli enzimi utilizzati negli alimenti.

La relatrice ritiene che sia molto importante, dato che si migliorerà la sicurezza alimentare e si allargherà la capacità di scelta, in quanto i consumatori avranno maggiori informazioni sul contenuto degli alimenti che consumano.

E’ soddisfatta, in particolare, del fatto che il Consiglio abbia accettato che le procedure di autorizzazione per qualsiasi sostanza prodotta con organismi geneticamente modificati possano essere realizzate simultaneamente, evitando quindi una doppia autorizzazione di questi prodotti.

E’ soddisfatta, inoltre, del fatto che il Consiglio abbia accettato il desiderio del Parlamento di avere un’unica base giuridica, vale adire l’articolo 95 del trattato, relativo al mercato interno, conformemente all’emendamento presentato da lei stessa in prima lettura. Inoltre, è molto utile per l’industria che il Consiglio abbia previsto un periodo transitorio di un anno a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento proposto, durante il quale gli alimenti legalmente commercializzati o etichettati in quell’anno possono essere commercializzati fino a una data di durata minima o alla data di scadenza.

Per concludere, la relatrice vorrebbe ringraziare i colleghi per il sostegno e la collaborazione, in particolare le onorevoli Westlund e Drčar Murko, e tutti i relatori ombra, nonché la Presidenza slovena, per il duro lavoro. Abbiamo coordinato con successo quattro proposte legislative e, in tal modo, miglioreremo il mercato unico in questo settore che promuove l’innovazione e la competitività europee, garantendo, nel contempo, un elevato livello di sicurezza alimentare e di protezione dell’ambiente.

 
  
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  Androula Vassiliou, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, vorrei ringraziare innanzi tutto il Parlamento, e in modo speciale le tre relatrici, le onorevoli Drčar Murko, Doyle e Westlund – per i considerevoli sforzi che hanno compiuto per il tempo dedicato a questo importante pacchetto legislativo. In particolare, apprezzo gli sforzi di tenere le proposte riunite in un pacchetto, ottenendo quindi un approccio coerente su questioni simili.

Questo pacchetto legislativo apporta un importante contributo al programma di semplificazione della Commissione. Prevede l’armonizzazione nei rispettivi campi e promuove altresì la coerenza fra i tre settori. La procedura comune di autorizzazione stabilirà un sistema per valutare e autorizzare additivi, enzimi e aromatizzanti in modo coerente.

Questo è di vitale importanza per la sicurezza dei consumatori e per la competitività nell’industria alimentare. In particolare, gli operatori beneficeranno del vantaggio di una procedura centralizzata, trasparente e limitata nel tempo.

In relazione alla proposta sugli additivi alimentari, la regolamentazione di dette sostanze è importante per garantire la sicurezza degli alimenti e per assicurare inoltre che il consumatore non sia ingannato. Questi criteri, insieme alle prove della necessità tecnologica dell’uso di additivi alimentari, sono importanti prerequisiti per l’uso degli additivi alimentari. Sebbene questi principi siano stabiliti dall’attuale normativa, accolgo con favore le modifiche introdotte per rafforzare gli aspetti rilevanti. E’ anche un requisito che la legislazione venga aggiornata alla luce degli sviluppi scientifici e tecnologici.

A questo proposito, posso sostenere in particolare gli emendamenti presentati a seguito della valutazione da parte dell’EFSA dei risultati dello studio Southampton. Queste imporranno l’etichettatura dei possibili effetti nocivi sul comportamento dei bambini che sono stati associati ad alcuni coloranti L’etichettatura garantirà un’adeguata informazione ai consumatori che possono decidere di evitare questi coloranti.

Durante le discussioni sulla proposta, sono state sollevate preoccupazioni sui possibili effetti allergenici di alcuni coloranti alimentari che sono comunemente riferiti ai “coloranti azo”. Procedure e norme specifiche si applicano ai cibi potenzialmente allergenici e quindi posso affermare molto chiaramente che la Commissione chiederà all’EFSA di affrontare esplicitamente i potenziali effetti allergenici nella nuova valutazione di questi additivi alimentari. Se necessario, a seguito di questa nuova valutazione, la Commissione prenderà in considerazione di intraprendere un’azione opportuna di modifica dell’allegato III, parte A, della direttiva 2000/13/CE al fine di fornire informazioni adeguate a coloro che soffrono di allergie alimentari.

In relazione agli enzimi, sono stati usati tradizionalmente nella produzione di alimenti quali pane, formaggi, birra e vini. Gli enzimi possono migliorare la consistenza, l’aspetto e i valori nutrizionali degli alimenti, e possono essere considerati come alternative alla tecnologia chimica. Fino a oggi, la normativa sugli enzimi alimentari non è stata completamente armonizzata nell’UE e, quindi, questa mancanza di armonizzazione ha creato barriere al commercio, impedendo la crescita del settore.

La felice conclusione di questa proposta di regolamento colmerà l’attuale divario regolamentare, creando norme armonizzate per la valutazione scientifica, l’autorizzazione e anche l’uso di questi enzimi nella Comunità.

Accolgo con favore i cambiamenti che rafforzano il principio di precauzione e il criterio di non ingannare il consumatore, che sono principi di base della proposta di regolamento. Accolgo anche il cambiamento che chiarisce ulteriormente il rapporto fra il regolamento sugli enzimi e la legislazione sugli OGM e i mangimi.

In relazione agli aromatizzanti, la proposta offre un’elevata protezione per il consumatore, consentendo all’industria di continuare a sviluppare nuovi aromatizzanti e nuove applicazioni, per rispondere alla crescente domanda da parte dei consumatori di cibi più convenienti. Il quadro consentirà all’industria europea di mantenere la sua posizione leader nel mercato mondiale.

Gli aromatizzanti sono usati per conferire o migliorare odore e/o sapore ai cibi a vantaggio del consumatore. L’uso di aromatizzanti non dovrebbe fuorviare il consumatore sulla natura o la qualità dei cibi. Le nuove norme sul’etichettatura degli aromatizzanti informeranno meglio il consumatore e contribuiranno a evitare che il consumatore venga ingannato.

Durante le discussioni, vi sono state divergenze di vedute sulla necessità di includere le spezie e le erbe nel campo d’applicazione del regolamento. La Commissione accoglie con favore l’accordo raggiunto, che migliorerà la protezione dei consumatori, tenendo conto nel contempo del possibile impatto sugli usi tradizionali.

Ho ascoltato con attenzione l’onorevole Drčar Murko e desidero rassicurarla, confermando inoltre che, dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione monitorerà attentamente, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, lo sviluppo dell’uso delle spezie e delle erbe e degli estratti aromatizzanti naturali. Con queste informazioni, e tenendo conto degli ultimi sviluppi scientifici in relazione ai timori tossicologici e all’esposizione dei consumatori, proporrò, se opportuno, emendamenti all’allegato III, parte B.

 
  
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  Pilar Ayuso, a nome del gruppo PPE-DE.(ES) Signor Presidente, signora Commissario, intervengo adesso per mio conto e, in primo luogo, vorrei congratularmi con la relatrice, l’onorevole Drčar Murko, per il difficile lavoro che ha realizzato, e con i relatori ombra, nonché con la Presidenza slovena e la Commissione per la disponibilità a negoziare al momento dell’accordo in seconda lettura su questa relazione. Vorrei ringraziare inoltre per il loro aiuto le relatrici delle altre relazioni del pacchetto, le onorevoli Westlund e Doyle, nonché i relatori ombra per la loro collaborazione nella ricerca di soluzioni ai problemi orizzontali sollevati da queste proposte.

Il tema più controverso in questa proposta sugli aromatizzanti, dall’inizio del dibattito, sono stati i principi biologicamente attivi presenti nelle erbe e nelle spezie, che ponevano un grande problema per i produttori di erbe e di spezie, dato che si trovavano di fronte all’impossibilità di soddisfare i requisiti della proposta, vista la speciale natura dei loro prodotti: luoghi diversi di raccolta, epoche dell’anno in cui sono raccolte, abitudini alimentari nei diversi paesi, eccetera.

Per questo aspetto vorrei segnalare che il mio gruppo politico ha chiesto sin dall’inizio di assicurare la protezione del consumatore. Al riguardo, trovo positivo che si sia giunti a un accordo con il Consiglio e la Commissione affinché i livelli massimi non si applichino a talune sostanze quando un alimento composto non contenga alcun aroma aggiunto e gli unici ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti aggiunte sono erbe e spezie fresche, essiccate o surgelate.

Per concludere, vorrei celebrare domani l’adozione di queste proposte legislative sul pacchetto concernente i miglioratori alimentari, perché comporta non solo un aggiornamento della legislazione, ma renderà anche possibile analizzare i rischi di commercializzazione degli aromi, il che significa un alto livello di protezione dei consumatori europei.

 
  
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  Edite Estrela, a nome del gruppo PSE.(PT) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, innanzi tutto, e a nome del gruppo socialista, vorrei congratularmi con la relatrice per il suo lavoro, per avere cercato di trovare un consenso con i relatori ombra e per gli sforzi compiuti per cercare di raggiungere l’accordo auspicato fra le parti.

La proposta di regolamento sugli aromi mira a chiarire e ad aggiornare le norme sull’uso degli aromi e degli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti, tenendo conto del progresso tecnologico e scientifico nel campo degli aromi, degli sviluppi nella legislazione alimentare nell’Unione europea e, nel contempo, dell’esigenza di protezione della salute umana.

Il regolamento fissa le condizioni generali per l’uso degli aromi o di ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti, include una chiara definizione degli aromi, norme generali per il loro uso, norme sull’etichettatura e i livelli massime di sostanze che comportano un rischio per la salute umana. Il compromesso raggiunto in seconda lettura è il risultato della cooperazione fra Commissione, Consiglio e Parlamento. Sono stati tenuti diversi incontri, i punti più controversi sono stati negoziati e si sono avute concessioni da entrambe le parti. L’accordo, tuttavia, riflette i principi di vari emendamenti presentati dal Parlamento, che tengono conto di due obiettivi chiave: informare i consumatori e proteggere i loro interessi così come la salute pubblica.

Gli aromi e le sostanze aromatizzanti devono essere sicuri e il loro uso non deve ingannare i consumatori. In questo contesto, la nuova legislazione stabilisce livelli massimi per alcune sostanze di aromi e ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti che sono potenzialmente tossici e costituiscono un rischio per la salute umana, tenendo conto dei pareri scientifici dell’EFSA. Questi livelli massimi non si applicano alle seguenti sostanze: estragolo, safrolo e metileugenolo, quando presenti in alimenti composti ai quali non sono stati aggiunti aromi ma solo ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti sotto forma di erbe e/o di spezie. Tuttavia, questa eccezione sarà rivista se dovessero venire alla luce prove scientifiche che dimostrino che il loro consumo comporta rischi per la salute.

La nozione di naturale è ancora poco chiara per i consumatori, ma la nuova proposta di etichettare gli aromi naturali corrisponde più efficacemente alle aspettative dei consumatori, perché il termine naturale è limitato agli aromi ottenuti da sostanze aromatizzanti naturali, dove almeno il 95 per cento del componente aromatico deve essere ottenuto dalla fonte naturale citata.

 
  
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  Mojca Drčar Murko, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signor Presidente, per quanto riguarda il regolamento sugli additivi, il mio gruppo ha accolto con favore la proposta di aggiornare e di armonizzare la normativa europea e ha sostenuto la relatrice Westlund nel suo sforzo di garantire una protezione sostenibile dei consumatori e della loro salute, in particolare i gruppi vulnerabili della popolazione.

E’ un fatto naturale che i produttori di alimenti rispondano alla crescente domanda con il costante sviluppo di nuovi prodotti e che la loro diversificazione sia raggiunta soprattutto aggiungendo additivi. La normativa sugli alimenti dovrebbe essere proporzionata e bilanciata, rispettando la salute pubblica e garantendo un equo terreno di gioco per i produttori.

Questo principio è semplice, ma ovviamente è soggetto a molte interpretazioni. Come possiamo raggiungere un profitto sostenibile in termini di salute pubblica, ma nello stesso tempo non ostacolare lo sviluppo tecnologico della produzione alimentare europea?

Abbiamo concordato su validi emendamenti, credo, tesi a tutelare gli interessi dei consumatori, in particolare con un’etichettatura precisa, ma volevamo contribuire anche a sensibilizzare di più i consumatori. Sono convinta che consumatori informati e attenti possono influenzare molto la produzione di alimenti preparati nell’Unione europea. Abbiamo sostenuto gli emendamenti che miravano a rafforzare la proposta della Commissione, in particolare su tre punti: partecipazione alla procedura di autorizzazione degli additivi, trasparenza della procedura di autorizzazione e condizioni specifiche per l’autorizzazione.

 
  
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  Carl Schlyter, a nome del gruppo Verts/ALE. (SV) Signor Presidente, i nostri elettori vogliono cibi sicuri su cui poter fare affidamento. Li otterranno con questi regolamenti? Il Parlamento è riuscito a fare accettare alcuni miglioramenti. Ciò di cui, personalmente, sono molto lieto è che la nanotecnologia, alla fine, sarà regolamentata e non entrerà più nel mercato senza un adeguato controllo. L’inclusione dell’ambiente come uno dei criteri per l’autorizzazione degli additivi è un miglioramento. Il fatto che la presenza di coloranti azo debba essere indicata sulle etichette è un miglioramento. Quindi vi sono cose di cui rallegrarsi. Inoltre, per quanto riguarda gli aromi, il Parlamento è riuscito a garantire che i prodotti naturalmente aromatizzati non saranno del tutto svantaggiati a favore dei prodotti dell’industria degli aromi artificiali.

Ciononostante, sono sorpreso che il Consiglio vada contro i desideri degli elettori. Come possono i nostri governi osteggiare attivamente un testo che dice che gli additivi non devono ingannare i consumatori sul fatto che un alimento contenga ingredienti diversi da quelli che realmente contiene? Come possono osteggiarlo attivamente? I ministri osteggiano attivamente la nozione che deve esserci un motivo speciale per usare coloranti in sostanze altrimenti incolori. Il Consiglio dei ministri si è opposto attivamente a un divieto sui coloranti azo. Si è opposto attivamente al requisito che l’etichetta dei prodotti debba indicare che sono inclusi pesticidi usati come conservanti, in modo da metterne a conoscenza i consumatori.

Credo che se approviamo la proposta dei Verdi di un divieto di cloranti azo nei prodotti per bambini, spingeremo il Consiglio a uscire allo scoperto per difendere la sua posizione nel dibattito pubblico. Dopotutto, è facile per il Consiglio mantenere la sua posizione su tali questioni quando negozia con noi a porte chiuse, ma quale governo si alzerà per autorizzare additivi che, sappiamo, causano l’iperattività nei bambini e abbiamo buoni motivi per credere che diano luogo ad allergie nei bambini? Mi chiedo se il Commissario non appoggerebbe subito un divieto. I coloranti, dopotutto, non sono proprio additivi essenziali e insostituibili. Inoltre, vi sono coloranti diversi da quelli azo. Se insistiamo sull’applicazione del principio di precauzione, non appena l’EFSA ha dimostrato che vi sono rischi di allergie e anche un rischio accresciuto di allergie, allora tutto quello che dobbiamo fare è vietarli. Tutto sommato, non abbiamo più bisogno di discutere dei coloranti azo.

 
  
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  Kartika Tamara Liotard, a nome del gruppo GUE/NGL. – (NL) Vorrei esprimere, innanzi tutto, il mio sincero ringraziamento alle relatrici e ai relatori ombra per la loro cooperazione in questo arduo lavoro. Il risultato finale può non essere quello che avrei voluto, ma rappresenta il meglio che si potesse raggiungere in queste condizioni politiche.

A mio avviso, due cose hanno la precedenza: la massima protezione per il consumatore e la completa trasparenza. Per quanto mi riguarda, gli interessi economici sono del tutto secondari a questi due concetti chiave. Massima protezione per il consumatore significa applicazione sistematica del principio di precauzione. Se non si sa con certezza al 100 per cento che qualcosa è sicuro, allora l’autorizzazione all’immissione sul mercato non dovrebbe essere concessa. Si deve anche evitare a tutti i costi che il consumatore sia ingannato al momento dell’acquisto. Massima trasparenza significa che non dobbiamo cedere alle pressioni delle multinazionali alimentari a mantenere formule e metodi di produzione segreti. I consumatori hanno il diritto di sapere esattamente cosa contiene il loro cibo e le condizioni n cui è stato prodotto.

Analizzando le quattro relazioni alla luce di questi due principi, noto che, sebbene non sempre siano perfette, rappresentano un miglioramento evidente delle proposte originarie. Favoriscono la protezione del consumatore e la trasparenza, e quindi ne sosterrò i compromessi. E’ un peccato che non abbiamo anche potuto regolamentare direttamente l’etichettatura degli OGM.

Vorrei aggiungere un’ultima cosa per concludere. Credo sia davvero straordinario che, nelle nuove proposte, come ad esempio quelle sugli alimenti nuovi, la Commissione stia lanciando una procedura uniforme anche prima che sia stata approvata dal Parlamento. Per quanto mi riguarda, detto con parole dolci, non mi sembra che mostri grande rispetto per la democrazia europea.

 
  
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  Irena Belohorská (NI).(SK) Vorrei menzionare, innanzi tutto, il lavoro dell’onorevole Doyle e ringraziarla per il tentativo di elaborare un documento equilibrato, teso soprattutto alla protezione della salute dei cittadini.

Gli enzimi alimentari sono contenuti in molti prodotti consumati ogni giorno a tutti i livelli della società, fra cui brioches e pane. E’ quindi molto importante monitorarne la produzione. E’ anche molto importante garantire che siano innocui per la salute, nonché armonizzare tale controllo in tutta l’Unione europea.

E’ molto importante guadagnare la fiducia dei cittadini dell’Unione europea nella preparazione di direttive europee, specialmente in un periodo in cui l’Europa è scossa dallo scandalo del “riciclaggio del formaggio scaduto”. Per impedire altre situazioni di questo tipo, dobbiamo concentrarci non solo sulla preparazione di una direttiva, ma soprattutto sul controllo della sua attuazione nei vari Stati membri. Dato che sappiamo che fino all’80 per cento degli enzimi alimentari è prodotto da quattro imprese, penso che il controllo della qualità della produzione non dovrebbe costituire un problema. I metodi di produzione, tuttavia, possono diventare un problema e ritengo, pertanto, che la relazione dell’onorevole Doyle a ragione attiri l’attenzione su questo problema chiave.

 
  
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  Françoise Grossetête (PPE-DE).(FR) Vorrei menzionare, nel momento in cui esplode un altro scandalo alimentare in alcuni Stati membri dell’Unione europea, per quanto questo scandalo sia dovuto, senza dubbio, a una truffa di enormi dimensioni, non ci si meraviglia se il consumatore si pone delle domande e esprime dubbi su tutto quello che può sembrare “artificiale”. Ora, l’Europa che protegge è quella che garantisca la sicurezza del consumatore e la protezione della salute pubblica.

Gli additivi, gli aromi e gli enzimi alimentari svolgono un ruolo importante nella fabbricazione dei mostri alimenti, ed è per questo che ci occorrevano regole chiare, armonizzate, in materia di sicurezza, autorizzazione e commercializzazione di queste sostanze, al fine di proteggere i consumatori e, soprattutto, rafforzare la fiducia del pubblico negli alimenti prodotti con le dette sostanze. E’ quindi importante che le norme si basino su pareri scientifici affidabili.

Occorreva, inoltre, colmare il vuoto giuridico che esiste a livello europeo in materia di enzimi utilizzati da molto tempo, ad esempio nella preparazione del pane o dei prodotti caseari. Sono lieta, quindi che siano state introdotte garanzie supplementari per assicurare la trasparenza mediante un’etichetta leggibile e più comprensibile. E’ ancora più importante quando si tratta di prodotti che sono detti anche “naturali”.

Un aspetto fondamentale del progetto è l’introduzione di una procedura comune, unica, per l’autorizzazione degli additivi, aromi ed enzimi alimentari, con una valutazione di sicurezza effettuata dall’EFSA per tutti gli aromi, enzimi e additivi che sono, sicuramente, sempre più utilizzati nell’industria agroalimentare.

Ovviamente, il Parlamento vigilerà per garantire il monitoraggio di queste sostanze. Questi additivi non devono in alcun caso mettere in pericolo la salute dei consumatori, né ingannarli, la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare, mantenendo l’innovazione e la competitività dell’industria agroalimentare.

 
  
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  Linda McAvan (PSE). - (EN) Signor Presidente, vorrei parlare con il Commissario di una delle relazioni sugli additivi alimentari, in particolare sui coloranti noti come coloranti azo. Sono molto lieta che abbiamo buone notizie: da ora in poi dovranno essere indicati nell’etichetta di tutti i prodotti alimentari. Vorrei congratularmi con Åsa Westlund, che ha lavorato molto duramente a questo fine. Quando ha iniziato il lavoro, nessuno pensava che ci sarebbero stati progressi, eppure è così. E’ un reale miglioramento dello status quo. Ma non credo che vada abbastanza lontano.

Sarete a conoscenza, sono sicura, dello studio realizzato dall’Università di Southampton lo scorso autunno, che mostra un collegamento fra il comportamento dei bambini che sono nutriti con un cocktail di diversi dolci e di bibite e i coloranti azo. E’ uno studio molto serio, è stato pubblicato nella rivista The Lancet. E’ stato sottoposto a una revisione tra pari ed è talmente serio che il Regno Unito, attraverso la sua agenzia di valutazione delle norme, ha chiesto un divieto per questi coloranti nei prodotti alimentari. Molte imprese in Europa stanno cedendo ed eliminando queste sostanze gradualmente su base volontaria.

Il mercato unico sta già fallendo sulla questione. E’ abbastanza noto che questi prodotti non hanno valore dietetico, e che esistono aromi naturali. Ho letto qualcosa su uno dei nostri giornali che chiedeva: “Dobbiamo eliminare gli Smarties?’ (sono dolcetti molto colorati), ma vi sono buone alternative naturali a questi coloranti. Non dobbiamo avere per forza questi coloranti.

Apprezziamo cosa è accaduto oggi, ma ci auguriamo che continuerete a lavorare con l’EFSA per la nuova valutazione di queste sostanze. Non credo che le persone in Europa vogliano questi coloranti artificiali, e ritengo che dovremo guardare piuttosto a cosa le persone devono avere nei loro cibi, non quali imprese vogliono fabbricare additivi. Spero che spingerete l’EFSA a lavorare più velocemente e ottenere una soluzione per questo problema.

 
  
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  Marios Matsakis (ALDE). - (EN) Signor Presidente, desidero parlare della proposta sugli enzimi alimentari per la quale sono stato un relatore ombra. Al riguardo, vorrei porgere le mie congratulazioni all’onorevole Doyle – e mi auguro che faccia un buon viaggio dall’Irlanda a qui stasera – per l’eccellente relazione.

Vorrei inoltre esprimere il mio ringraziamento per l’ottima cooperazione prestata ai relatori ombra, una cooperazione che è stata sempre condotta in uno spirito di comprensione, di effettivo scambio di saggezza politica e adeguata saggezza scientifica.

Questa cooperazione è stata sufficientemente valida da produrre un compromesso auspicato che ha il diffuso sostegno dei gruppi politici di quest’Aula, e che io ritengo contiene molti parametri squisitamente delicati. Che rafforzeranno il testo legislativo in esame, e lo renderanno più efficace e di più facile applicazione.

Con questo pacchetto di compromesso, credo che l’obiettivo della proposta di regolamento – che è, come ben saputo, armonizzare la legislazione sul controllo dell’uso di enzimi nella produzione alimentare nell’UE, con il fine primario di proteggere la salute umana e quello secondario di promuovere un commercio equo e la concorrenza – sarà ampiamente conseguito.

Siamo particolarmente lieti che il principio di precauzione, che è stato tenuto in debito conto non solo dal mio gruppo, ma dalla grande maggiorana dei deputati in generale, sia preminente nella relazione, e questo dovrebbe far sentire ai consumatori europei che è stato fatto molto per garantire la protezione della loro salute per quanto riguarda gli enzimi alimentari.

Inoltre, si è prestata particolare attenzione a garantire che le informazioni date al consumatore siano precise e utili.

Come previsto, la questione degli OGM ha suscitato una certa polemica. Tuttavia, è stato raggiunto un compromesso adeguato.

Per concludere, desidero affermare che è una buona relazione e che il mio gruppo la sosterrà fermamente.

 
  
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  Kathy Sinnott (IND/DEM). - (EN) Signor Presidente, parliamo tanto di proteggere i bambini. Abbondano le prove che suggeriscono che gli aromi artificiali e gli integratori sono dannosi per la salute dei bambini sotto diversi aspetti. In primo luogo, possiamo prendere in considerazione il’aumento del 435 per cento che si è registrato nel tasso do bambini affetti da autismo negli ultimi 15 anni e i tassi dell’ADHD, che colpisce attualmente il 3-5 per cento dei bambini. Poi possiamo prendere in considerazione i sintomi attribuiti agli aromi, dei quali ne esistono così tanti, ma prendiamo come esempio l’MSG, che si trova in dolci, bevande, snack e pasti per bambini. Vi sono 92 sintomi, fra cui iperattività e disordini dell’umore.

Da madre, la mia prima preoccupazione per quanto riguarda il cibo è la sicurezza e la trasparenza. Credo che stiamo compromettendo seriamente i bambini e la loro capacità di apprendere quando autorizziamo cocktail di coloranti, conservanti e additivi nei loro cibi. I bambini hanno bisogno di alimenti freschi, coltivati quanto più localmente e naturalmente possibile. Quindi, iniziamo realmente a proteggere i bambini.

 
  
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  Anja Weisgerber (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio le relatrici, specialmente le onorevoli Drčar Murko e Ayuso, per la loro cooperazione costruttiva e la loro fiducia. Il pacchetto sui miglioratori degli alimenti porterà a norme uniformi, armonizzate sull’uso degli additivi, applicabili in tutta l’Europa. Anche in futuro, quando gli enzimi e gli aromi saranno usati negli alimenti, ci sarà un elevato livello di protezione dei lavoratori – ed è così che dovrebbe essere.

Il pacchetto adegua l’attuale normativa agli sviluppi tecnici e scientifici nel campo degli additivi alimentari. Laddove esiste una base scientifica che indichi rischi per la salute, devono essere stabiliti valori limite per impedire tutti i pericoli.

Tuttavia, non dobbiamo diventare isterici o scatenare panico ingiustificato. Vi sono additivi alimentari come il konjac, un umettante, e la cera d’api, un agente anticoagulante, che sono usati nella preparazione di alimenti e di bevande da secoli. Inoltre, alcuni frutti a nocciolo, come le ciliegie, le pesche e le albicocche, contengono naturalmente piccole quantità di acido idrocianico, eppure consumiamo questi frutti da migliaia di anni senza alcun problema. Allo stesso modo, alcune erbe e spezie contengono naturalmente sostanze che, in elevate concentrazioni, possono causare problemi di salute. Eppure usiamo erbe e spezie come il basilico, il dragoncello e la noce moscata da sempre, senza alcun problema, ma solo in piccole dosi sicure, ovviamene.

Accolgo, quindi, con favore il compromesso sul nuovo regolamento sugli aromi e taluni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti. Dove non vi sono casi preoccupanti, sono previste deroghe ai valori limite, sebbene solo quando sono usate esclusivamente erbe fresche o essiccate per la preparazione di alimenti. In questo modo promuoviamo l’uso di prodotti e di ingredienti naturali, di modo che ricette con millenni di storia, come il pesto italiano, siamo mantenute anche in futuro.

 
  
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  Gyula Hegyi (PSE). - (HU) Accolgo con favore che, dopo il regolamento REACH e il regolamento sui pesticidi, stiamo passando al regolamento relativo all’uso di sostanze chimiche e di additivi alimentari frequentemente condannati.

L’effetto del crescente numero di scandali è stato che l’opinione pubblica europea sta guadando a queste sostanze, che sono sospette per i consumatori, con una preoccupazione sempre maggiore. Ogni anno, una persona media consuma in media all’incirca 3 kg dei quasi 2 600 differenti additivi con numeri E, senza conoscerne gli effetti dannosi.

Sono giù state levate alcune accuse ben fondate contro un cospicuo numero di additivi. Gli additivi creano una falsa impressione nei consumatori e danno agli alimenti colori vivi, brillanti, che non si trovano in natura. Oltre a essere rischiosi per la salute, causano anche danni psicologici nei bambini, facendoli abituare a cibi non naturali quando è proprio un ritorno ai cibi naturali che dobbiamo rendere più popolare fra i giovani e gli adulti.

Vorrei congratularmi con l’onorevole Westlund per la sua relazione; quello che è riuscita a raggiungere è che, nell’ambito della nuova normativa, gli additivi che sono pericolosi per la salute umana e per l’ambiente potrebbero non essere più usati in futuro. E’ importante che sostanze pericolose, come i coloranti alimentari azo, che causano iperattività nei bambini, siamo almeno indicate sugli alimenti. Concordo anche con i colleghi che avrebbe dovuto essere deciso un divieto.

Deploro, tuttavia, il fatto che, nonostante le raccomandazioni dell’Assemblea, gli additivi contenenti OGM non siano soggetti alla norma sull’etichettatura. Gran parte della popolazione europea non vuole consumare alimenti contenenti OGM, e secondo i sondaggi d’opinione, il 90 per cento dei cittadini vuole sapere se un alimento contenga o meno OGM. Non possiamo trascurare la salute dei nostri cittadini, le loro preoccupazioni e il loto diritto a essere informati a questo riguardo.

Ad ogni modo, alcuni colleghi e io stiamo protestando in una dichiarazione che la Commissione vuole introdurre nuovi OGM in Europa furtivamente. Dobbiamo proteggere il diritto di tutti a cibi naturali e sani.

 
  
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  Horst Schnellhardt (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, dobbiamo ringraziare la relatrice, l’onorevole Westlund, la quale ha lavorato con grande impegno e la massima cooperazione. Lo apprezzo perché significa che possiamo essere soddisfatti del risultato. Credo che il nuovo regolamento sugli additivi alimentari abbia raggiungo un risultato soddisfacente sia per i produttori che per i consumatori.

L’attuale normativa sugli additivi alimentari ha quasi 20 anni. Con il trasferimento di nuove direttive e di due decisioni nei due regolamenti, il testo è stato semplificato e aggiornato in linea con i nuovi sviluppi tecnologici e scientifici. E’ un ottimo risultato avere un elenco positivo che stabilisca chiaramente quali sostanze possano essere usate. Credo che sia una buona cosa, e concordo anche con l’uso della procedura di comitatologia quando devono essere aggiunte nuove sostanze. Dovremmo agire rapidamente in questo settore.

Sono soddisfatto delle regole sui prodotti OGM. Dobbiamo avere sia procedure di autorizzazione, che saranno valutazioni, e non vedo il motivo per cui non dovremmo procedere su questa base qui come hanno sostenuto alcuni deputati. Certo, pensando ai coloranti azo – sono infatti disponibili i risultati dello studio di Southampton – dobbiamo pendere nota del fatto che l’EFSA ha elaborato uno studio che ha pubblicato un verdetto iniziale in cui afferma chiaramente che lo studio dell’Università di Southampton non è infallibile. Non è affidabile al 100 per cento. Non dobbiamo diventare isterici e iniziare a tirare colpi perché è stata istituita una procedura.

La procedura di autorizzazione attraverso l’Autorità per la sicurezza alimentare è eccellente, ma quello che mi preoccupa – e chiederei alla Commissione di ripensarci – è che stiamo dando all’Autorità per la sicurezza alimentare nove mesi per emanare un’autorizzazione o un’analisi dei rischi. Anche la Commissione necessita di nove mesi per prendere una decisione sulla gestione dei rischi. Un’impresa deve quindi aspettare 18 mesi prima di ricevere l’autorizzazione a immettere il prodotto sul mercato. Siamo lontani dalla riduzione della burocrazia, e quindi dovremmo realmente riflettere a come si possa essere resa più veloce.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti contenenti i principi che disciplinano l’uso di additivi artificiali (enzimi, aromi) negli alimenti non solo unifica la normativa in questo settore, ma sostiene anche la protezione della salute dei consumatori e facilita le vendite di alimenti nell’Unione europea. L’armonizzazione dell’uso degli enzimi nell’UE ha il sostegno dell’industria alimentare europea, che confida non solo nell’unificazione dei principi, ma anche, e soprattutto, sul fatto che i consumatori non perderanno fiducia nei suoi prodotti.

Quale consumatore, vorrei essere sicuro che il cibo che compro è sicuro. Le centinaia di additivi artificiali e le migliaia di aromi aggiunti agli alimenti non devono danneggiare la nostra salute. I requisiti di qualità devono garantire il pieno mantenimento della sicurezza. E’ importante che gli alimenti mantengano la loro naturalezza quanto più possibile.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN).(PL) Signor Presidente, vi sono tre questioni del dibattito sulle quali vorrei attirare l’attenzione.

La prima: dobbiamo sostenere la Commissione europea nei suoi sforzi di unificare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni a usare additivi alimentari – enzimi e aromi – nell’Unione europea, e in particolare aumentare la trasparenza di tali procedure.

La seconda: le procedure per la concessione di autorizzazioni devono essere dirette ala massima protezione della salute del consumatore. Il consumatore dovrebbe essere convinto che le istituzioni europee e nazionali sono attente a fornirgli la massima protezione possibile e che, grazie al loro funzionamento, ottiene cibo sano che è naturale e sicuro il più possibile.

La terza, per finire: deve essere rispettato il principio della completa informazione del consumatore sugli additivi contenuti negli alimenti. Tali informazioni devono risultare in modo chiaro sulla confezione, e essere redatte in un linguaggio che sia chiaro e comprensibile per il consumatore.

 
  
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  Hiltrud Breyer (Verts/ALE).(DE) Signor Presidente, vorrei che lei sostenesse le proposte avanzate dal gruppo dei Verdi/ALE, perché vogliamo un divieto sui coloranti azo. La politica europea di tutela dei consumatori è caratterizzata dalla sicurezza, ma anche dall’applicazione del principio di precauzione. Senza un divieto, il principio di precauzione sarebbe calpestato. Inoltre, dal punto di vista tecnico i coloranti azo sono inutili perché esistono alternative. Questo significa quindi ingannare il consumatore; la porta a credere qualcosa che non è come sembra.

Vi invito nuovamente a prendere seriamente questo studio allarmante e di applicare realmente il principio di precauzione – che, dopotutto, abbiamo insito nel diritto europeo. Vi inviterei inoltre a colmare il divario per quanto riguarda l’etichettatura per gli additivi fabbricato con il ricorso alla tecnologia generica – stiamo cercando attualmente di colmare il divario per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti OGM di origine animale, e sarebbe decisamente ridicolo se non cogliessimo quest’opportunità.

E’ necessaria una procedura di autorizzazione equilibrata, che tenga in debito conto il principio di precauzione, ma che non abbia lacune sull’etichettatura, e nella quale il consumatori abbiamo il diritto di operare una libera scelta su quello che mangiamo.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE-DE).(SK) Apprezzo gli sforzi compiuti dalla relatrice per ottenere maggiore trasparenza nel processo di autorizzazione degli additivi, enzimi e aromi alimentari, e per rafforzare la protezione dei consumatori, specialmente di quelli che sono allergici ad alcune sostanze.

Gli additivi alimentari dovrebbero essere costantemente monitorati e soggetti a una nuova valutazione sulla base delle diverse condizioni d’uso e di nuove informazioni scientifiche. Molti di questi additivi sono prodotti da sostanze chimiche e, in caso di uso prolungato, hanno un effetto negativo sulla salute. E’ quindi importante contrassegnare i prodotti in modo che questo sia chiaro per i consumatori. Si tratta di prodotti di consumo e possono esserci conseguenze associate all’inadeguatezza dell’etichetta del prodotto.

Vorrei sottolineare che, ad esempio, gli alimenti geneticamente modificati dovrebbero essere indicati in modo chiaro e leggibile, come accade in Canada, dove si consumano canola e olio di colza.

 
  
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  Androula Vassiliou, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, accolgo con favore la riuscita conclusione di questo pacchetto di proposte e mi auguro che il Parlamento appoggi domani la proposta di compromesso. Fatto ancora più importante, il presente pacchetto rafforzerà la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare. Osservo in particolare alcuni dei temi difficili che sono stati discussi e apprezzo la volontà di pervenire a un compromesso. A tale riguardo desidero esprimere ancora una volta i miei ringraziamenti ai tre relatori per il loro lavoro impegnativo e per l’ottima cooperazione che hanno avuto con la Commissione al fine di raggiungere la presente proposta di compromesso.

Ringrazio in particolare l’onorevole Westlund per i suoi sforzi in materia di coloranti. Sa molto bene che la Commissione ha appoggiato le sue proposte. Abbiamo raggiunto una proposta di compromesso, ma vi garantisco che non siamo ancora soddisfatti. Abbiamo già chiesto all’EFSA di rivalutare tutti i loro additivi autorizzati, e se il parere dell’EFSA indica quella direzione noi non esiteremo nell’applicare nuove regole concernenti questi additivi.

Desidero far presente questo in generale anche perché, come ho detto, l’EFSA rivaluta tutte le sostanze. Se in qualsiasi momento per qualunque sostanza la posizione dell’EFSA segnala un eventuale rischio per la salute umana, non esiteremo a fare uso della nostra prerogativa e a sollecitare un emendamento.

C’era una questione riguardo agli enzimi e al regolamento sugli alimenti e i mangimi GM. Se un enzima viene prelevato da un organismo geneticamente modificato coperto dal regolamento (CE) n. 1829/2003 sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, la sua origine GM verrà indicata sull’etichetta. Tuttavia, il campo di applicazione del regolamento in oggetto esclude alimenti, compresi enzimi prodotti dalla fermentazione usando microorganismi geneticamente modificati. Lo scopo della presente proposta è comprendere questi enzimi per l’autorizzazione della valutazione di sicurezza, ma non per una specifica etichettatura GM.

E’ stato citato il periodo di nove mesi concesso alla Commissione per effettuare la propria gestione del rischio. La proposta prevede nove mesi affinché la Commissione presenti una proposta alla commissione permanente ai fini di un parere. E’ il tempo massimo proposto e ovviamente in molti casi le proposte per aggiornare l’elenco verranno presentate in un intervallo più breve. Ci sono tuttavia casi, segnatamente per additivi alimentari, in cui saranno necessari nove mesi perché la Commissione consulti gli Stati membri e tutte le parti interessate su vari aspetti. E’ possibile realizzare questo obiettivo solo se le parti interessate dispongono di tempo sufficiente per rispondere, pertanto penso che un arco di tempo massimo di nove mesi non sia un periodo esagerato.

Terminerò ringraziandovi ancora una volta per la cooperazione e attenderò con ansia l’adozione della proposta nella seduta di domani.

 
  
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  Åsa Westlund, relatrice. − (SV) Signor Presidente, desidero ringraziare ancora una volta il Commissario Vassiliou per il suo sostegno riguardo ai coloranti azoici. Apprezziamo davvero il fatto che questo sia stato uno dei primi temi che lei ha dovuto affrontare quando ha assunto l’incarico. E’ stata la dimostrazione che lei è pronta ad assumere la sua responsabilità nella Commissione, non solo per seguire le raccomandazioni dell’EFSA, ma anche per intraprendere una valutazione indipendente di tutti gli aspetti associati alla normativa. Lei ha davvero dimostrato di essere pronta ad assumere questa responsabilità.

Ritengo che la discussione di questa sera abbia chiarito che il Parlamento europeo seguirà ovviamente da vicino il riesame dell’EFSA in merito agli effetti allergenici dei coloranti azoici e presterà molta attenzione alla posizione della Commissione su tale valutazione. Va da sé che esamineremo anche altri studi che saranno presentati riguardo agli effetti dei coloranti azoici sul comportamento dei bambini, ad esempio, al fine di ritornare eventualmente sull’argomento in un momento successivo.

Infine desidero anche far presente che è elaborare una normativa non è sufficiente, perché questa deve anche essere applicata. penso che molti consumatori condividano la mia opinione per cui nei negozi oggi siamo spesso imbrogliati. Vorrei che gli Stati membri – e penso sia una richiesta giustificata – rafforzassero i rispettivi sistemi di ispezione e, di concerto con la Commissione, garantissero che l’atto legislativo che dobbiamo votare domani sarà effettivamente seguito e rispettato, affinché i consumatori non vadano a caso, per esempio, con un vasetto di yogurt alla frutta convinti che contenga molta frutta o frutti di bosco, per poi scoprire quando leggono con attenzione la confezione che non contiene niente altro se non coloranti.

 
  
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  Jean-Claude Martinez (NI).(FR) Signor Presidente, l’industria alimentare usa 300 additivi alimentari, 2 600 aromi naturali o artificiali, più diastasi o enzimi e anche coloranti azoici. Per questo motivo occorre armonizzare le nostre normative. Poiché riguarda fegato d’oca e di anatra, tartufi conservati o lumache, possiamo comprendere chiaramente perché esiste una dozzina di leggi, più i quattro regolamenti presentati concernenti una procedura di autorizzazione comune con l’elenco di prodotti.

Sì, questi additivi aumentano il rischio di allergie talvolta gravi, ma forse il principio di precauzione è stato adottato troppo avanti qui. Nel 2008, in un anno in cui la crisi alimentare globale dilaga, quando, signor presidente, l’Italia ci vende mozzarella alla diossina, un’attività da 10 milioni di euro, trovo che sia difficile credere che 15 milioni di disoccupati in Europa sarebbero particolarmente preoccupati dagli enzimi e dagli aromi, sebbene sia tipico dell’Unione europea preoccuparsi dell’infinitamente piccolo in un mondo infinitamente grande.

 
  
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  Mojca Drčar Murko (ALDE). - (EN) Signor Presidente, oltre a quanto è già stato detto oggi, desidero ribadire che gli aromi hanno un valore di mercato considerevole. Nel processo di armonizzazione delle regole nazionali volte a garantire la sicurezza microbiologica degli alimenti preparati, i legislatori europei devono essere consapevoli della sensibilità dell’area e cercare di evitare distorsioni del mercato. Mi auguro che sarà questo il caso, e ringrazio il Commissario Vassiliou per la dichiarazione che ha formulato oggi.

Abbiamo fatto molta strada con il Consiglio e con la Commissione chiarendo le aree controverse, escludendo quante più ambiguità possibile e raggiungendo un accordo in seconda lettura.

Oltre alla sicurezza alimentare e al rafforzamento del mercato interno, bisogna tener conto anche di altri interessi dei consumatori, tra cui, in primo piano, il desiderio di alimenti il più naturali possibile. Non è necessariamente il caso che tutti gli aromi siano sicuri da un punto di vista tossicologico e, al contempo, positivi per i consumatori. Il parlamento voleva sottolineare in particolare il diritto del consumatore a scegliere.

Nella procedura per l’autorizzazione di aromi, la “necessità tecnologica ragionevole”, ad esempio, riguarda altre strategie europee, quali la lotta all’obesità, poiché l’aggiunta di aromi eccessivamente forti può mascherare la qualità scadente degli alimenti preparati. Penso che questo sia stato reso abbastanza chiaro nei considerando.

In conclusione, desidero ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nell’attività sul pacchetto relativo agli agenti di miglioramento degli alimenti e che hanno contribuito a rendere i regolamenti realizzabili e applicabili.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. LUIGI COCILOVO
Vicepresidente

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione è prevista martedì 8 luglio 2008.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Gábor Harangozó (PSE), per iscritto. (EN) Desidero innanzi tutto congratularmi con i relatori per queste relazioni su additivi, enzimi e armi alimentari. E’ essenziale che il nostro Parlamento presti la massima attenzione a queste normative in quanto hanno un impatto enorme sulla salute pubblica e dovremmo quindi garantire che gli emendamenti da noi sostenuti in prima lettura siano inclusi nel testo finale.

Proteggere gli interessi dei consumatori e garantire la sicurezza alimentare devono rimanere le nostre principali priorità. Dobbiamo – in linea con il principio di precauzione – evitare l’uso di certi composti per i quali mancano dati affidabili e valutazioni scientifiche indipendenti sulle loro eventuali conseguenze sulla salute dei consumatori. Dobbiamo garantire qualità e alimenti sicuri per i nostri cittadini e dobbiamo pertanto sviluppare metodologie efficienti per elencare e monitorare gli effetti sulla salute dei consumatori prodotti da composti potenzialmente pericolosi.

Inoltre, dobbiamo rafforzare la trasparenza nella produzione, le procedure di etichettatura e di autorizzazione nonché l’armonizzazione dei regolamenti su additivi, enzimi e aromi al fine di elaborare un pacchetto normativo coerente che assicuri una protezione più adeguata ai consumatori e garantisca la salute pubblica. Garantire la protezione dei consumatori, sì, ma la vera sfida è riconquistare davvero la fiducia dei consumatori e assicurare una produzione alimentare di qualità per il loro benessere.

 
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