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Procedura : 2007/0243(COD)
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Ciclo del documento : A6-0248/2008

Testi presentati :

A6-0248/2008

Discussioni :

PV 03/09/2008 - 18
CRE 03/09/2008 - 18

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PV 04/09/2008 - 7.1
CRE 04/09/2008 - 7.1
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Testi approvati :

P6_TA(2008)0402

Discussioni
Mercoledì 3 settembre 2008 - Bruxelles Edizione GU

18. Politica europea dei porti (discussione)
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PV
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca la relazione di Josu Ortuondo Larrea a nome della commissione per i trasporti e il turismo, su una politica europea dei porti [2008/2007(INI)] (A6-0308/2008).

 
  
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  Josu Ortuondo Larrea, relatore. (ES) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, lungo i centomila chilometri di costa dell’Europa unita, vi sono più di mille e duecento porti mercantili, così come diverse altre centinaia di porti costellano i 36 000 chilometri di vie navigabili interne. Il 90 per cento del nostro commercio internazionale vi passa attraverso, così come il 40 per cento delle tonnellate per chilometro del commercio intracomunitario.

I porti generano mezzo milione di posti di lavoro e garantiscono lo sviluppo di regioni intere. Sono altresì fondamentali per i servizi regolari di passeggeri e di traghetti, che forniscono coesione sociale alle isole e ai territori che sono raggiungibili via mare in modo più semplice e sostenibile. Non vi è pertanto alcun dubbio in merito al fatto che stiamo parlando di un settore di enorme importanza per il nostro benessere. Ciononostante, i nostri porti affrontano sfide notevoli, ivi compreso l’aumento della domanda internazionale di trasporti, che sta aumentando anche più rapidamente del tasso di crescita economica globale.

In tale contesto, vale la pena di menzionare i progressi compiuti nelle tecnologie di navigazione, nelle telecomunicazioni logistiche e nello sfruttamento, l’impegno volto a ridurre l’inquinamento e i gas a effetto serra, garantendo nuovi investimenti, e la necessità di aggiornare la formazione professionale del personale che gestisce e tratta tali aspetti. I porti, tuttavia, affrontano altresì la sfida di mantenere un dialogo e un’azione coordinata con le rispettive aree circostanti, vicini, città e regioni e di sviluppare i migliori collegamenti e agi possibili con le altre modalità di trasporto, per il loro vantaggio reciproco e al fine di cercare le soluzioni di pianificazione più armoniose e sostenibili.

I porti fanno altresì parte del nostro mercato interno e devono pertanto rispettare i parametri comunitari permanenti. La commissione per i trasporti e il turismo, che mi ha nominato relatore per la presente questione, desidera produrre una relazione di iniziativa, che, essendo stata dibattuta e concordata dai diversi gruppi, viene ora presentata alla seduta plenaria del Parlamento europeo.

Nella nostra analisi, abbiamo considerato il fatto che la politica europea dei porti debba mirare a promuovere la concorrenza nel trasporto marittimo e la fornitura di servizi moderni di elevata qualità, a promuovere servizi sicuri e veloci, costi contenuti e rispetto per l’ambiente, creando uno spazio europeo dei trasporti marittimi senza barriere.

Crediamo che il progresso tecnologico ed economico e l’ampliamento del Canale di Panama accentuerà la tendenza attuale verso navi più grandi e porterà cambiamenti nelle rotte internazionali. Crediamo inoltre che al contempo, in Europa, nei punti dove non ci sono molti porti e che sono sufficientemente profondi da permettere alle navi grandi di operare, vi sarà uno sviluppo di porti intermedi e altresì di porti di piccole e medie dimensioni, aumentando di conseguenza il cabotaggio e il trasporto via fiume.

Per tale futuro, ci occorre una politica europea integrata al fine di incrementare la competitività regionale e la coesione territoriale e si dovranno raddoppiare gli sforzi al fine di ridurre l’inquinamento delle acque e le emissioni di CO2 e chiediamo pertanto che il carburante attuale venga sostituito dal diesel entro il 2020. Necessitiamo che le autorità portuali cooperino tra loro e con le autorità locali e regionali e con le associazioni del settore dei trasporti, non solo del trasporto marittimo e fluviale, ma anche del trasporto ferroviario, aereo e su strada.

Riteniamo che la certezza giuridica del quadro normativo comunitario nel settore marittimo, che scaturisce dal quadro normativo internazionale, dipenda dalla rapida approvazione del pacchetto marittimo Erika III e chiediamo che ciò venga fatto con la massima urgenza e il maggiore consenso possibile.

I porti europei si trovano a volte a competere con i porti di paesi terzi, che hanno politiche discriminatorie; necessitiamo pertanto di un inventario dei problemi riscontrati. Comprendiamo che i cambiamenti tecnologici avranno enormi implicazioni finanziarie e che pertanto le regioni debbano essere altresì in grado di utilizzare i fondi strutturali al fine di finanziare l’acquisto di impianti tecnologici avanzati, di creare posti di lavoro in settori innovativi e di riabilitare le aree urbane liberate dal trasferimento di impianti portuali.

Siamo in comunicazione con la Commissione affinché pubblichi, nel 2008, orientamenti relativi agli aiuti di Stato per i porti, distinguendo tra infrastrutture di accesso e di difesa, che potrebbero essere esenti, e le infrastrutture relative a progetti e le superinfrastrutture, affinché, pertanto, gli aiuti destinati ai miglioramenti di carattere ambientale e di decongestioni e riduzione dell’utilizzo delle strade non siano considerati come aiuti di Stato, o quando è fondamentale, come nel caso delle isole, al fine di garantire coesione.

A tale riguardo, approviamo l’estensione dei requisiti di trasparenza, ma al posto di un obbligo assoluto, richiediamo che siano esenti i porti che non raggiungono una soglia minima ridotta di entrate annuali.

Infine, appoggiamo il fatto che i lavori portuali siano dotati di una qualifica riconoscibile e chiediamo al comitato europeo per il dialogo sociale di affrontare tali questioni.

 
  
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  Peter Mandelson, Membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, desidero iniziare ringraziando la commissione per i trasporti e il turismo per aver esposto la sua visione in merito alla politica dei porti, nonché l’onorevole Ortuondo Larrea, il relatore, per la sua relazione. Essa riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione nello sviluppare una vera politica europea dei porti e questo è ciò che ci unisce.

La comunicazione su una politica europea dei porti costituisce una risposta ai bisogni e alle preoccupazioni del settore, identificati dalla Commissione in seguito a un’ampia consultazione del settore portuale svoltasi tra novembre 2006 e giugno 2007. I risultati di tale consultazione hanno dimostrato che vi era un accordo in merito alle sfide affrontate dai porti europei: una maggiore richiesta di trasporti internazionali, cambiamenti tecnologici, impegni volti a ridurre i gas a effetto serra e altre emissioni, la necessità di dialogo, il bisogno di garantire regole operative eque.

Per affrontare tali sfide, necessitiamo di un sistema europeo dei porti efficace ed efficiente. La comunicazione è intesa come un inventario dello stato delle cose nel settore portuale, che è caratterizzato da grande diversità in termini di dimensioni, ruolo, traffico e metodi di gestione. La relazione del Parlamento sottolinea giustamente tale diversità. Come affermato chiaramente nella comunicazione, la Commissione non ha alcuna intenzione di interferire in tale diversità.

Concordo con il Parlamento in merito al fatto che l’importanza dei nostri porti è connessa non solo a fattori economici, ma anche al ruolo dei porti nella società. Senza dubbio, il Parlamento sottolinea l’importanza dei porti, non solo per il trasporto marittimo, fluviale e intermodale in Europa e a livello internazionale, ma anche come fonte di occupazione e un fattore nell’integrazione della popolazione.

Ne consegue logicamente che il settore si presta a un approccio europeo. Le misure annunciate nella comunicazione, con cui l’industria concorda e persino richiede chiaramente, devono essere attuate: orientamenti relativi agli aiuti di Stato, guida all’applicazione della normativa ambientale, lo spazio europeo del trasporto marittimo senza barriere e il dialogo sociale. Abbiamo già iniziato e ci stiamo sforzando di conseguire risultati tangibili nel futuro prossimo.

La Commissione ha adottato una comunicazione volta a proporre un quadro chiaro e un piano d’azione che permetta ai porti europei di affrontare le sfide odierne e di domani, di attrarre investimenti e di contribuire appieno allo sviluppo della catena del trasporto co-modale.

Sono fermamente convinto che la comunicazione e le misure pratiche, che essa genererà, produrranno risultati positivi e vantaggiosi, garantendo che i porti europei continuino a svolgere un ruolo fondamentale nella catena logistica e in qualità di centri di crescita e di occupazione.

 
  
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  Pierre Pribetich, relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale(FR) Signora Presidente, onorevoli colleghi, in qualità di relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale, desidero congratularmi sinceramente con l’onorevole Ortuondo Larrea per le sue raccomandazioni principali relative al necessario sviluppo dei porti europei. Desidero altresì congratularmi con lui per aver inserito tutte le nostre proposte e lo ringrazio a nome di tutti i miei colleghi.

All’interno dell’UE, è essenziale per la nostra crescita la libera circolazione delle merci e delle persone e altresì dimostra la nostra solidarietà. La catena del trasporto dei beni – il 90 per cento del commercio e dei trasporti internazionali – impone che ciascun collegamento, ciascun nodo, sia ottimizzato in considerazione di tale tasso di flusso. Il porto del XXI secolo non sfugge all’impatto di questa nuova mobilità. In quanto parte della città, deve essere integrato nella pianificazione sostenibile delle città, conformemente ai principali obiettivi dichiarati e proattivi della lotta al cambiamento climatico. In quanto parte anche dello sviluppo regionale, deve essere ottimizzato in considerazione dell’approccio integrato nella Carta di Lipsia. La politica europea dei porti, su cui appoggiamo le nostre speranze, deve pertanto rispondere a questa importante necessità, così come agli obiettivi fissati nella presente relazione e deve di conseguenza essere integrata nel nostro approccio generale.

 
  
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  Corien Wortmann-Kool, a nome del gruppo PPE-DE. – (NL) Signora Presidente, signor Commissario, in Europa i porti costituiscono una forza trainante dell’economia. Non meno del 90 per cento del commercio internazionale dell’Europa si svolge attraverso i porti. Ciò deve essere di interesse per il Commissario Mandelson, in quanto Commissario per il Commercio estero; ogni anno vede il trasbordo di più di 3 milioni di tonnellate di merci provenienti da tutto il mondo. I porti occupano più di mezzo milione di europei. Le cifre relative alla crescita sono ancora sostanziali. La crescita porta opportunità, ma anche problemi: infrastrutture disponibili, buoni collegamenti con l’entroterra, capacità ambientale. Questa è proprio la ragione per cui è così importante che l’Europa non ostacoli i porti, ma che li aiuti e risolva i loro problemi.

Ciò non richiede una direttiva sui servizi portuali o una normativa, bensì orientamenti chiari. E’ importante che la Commissione europea acceleri il processo di adozione di orientamenti relativi a una normativa ambientale non chiara e a volte persino incoerente. Una terminologia vaga e una formulazione incoerente hanno come risultato procedure giudiziarie di appello e portano importanti progetti a una fase di stallo. La Commissione deve tuttavia definire una data per la presentazione di tali orientamenti. Questa sera, è in grado di fornire dei chiarimenti in merito a questo punto?

E’ altresì importante introdurre orientamenti relativi agli aiuti di Stato. Costituiscono una condizione fondamentale regole operative eque tra i porti. I requisiti di trasparenza sono altresì importanti relativamente ai porti. Il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei appoggia la Commissione europea e si oppone all’imposizione delle soglie sostenute dal nostro relatore. Non voteremo pertanto a favore di tali parti della relazione. Non voteremo neppure a favore degli emendamenti del gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica, dato che sono contrari alle solide proposte del governo greco ed è sbagliato che il Parlamento vi ponga fine. Il mio collega ne parlerà fra poco.

 
  
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  Emanuel Jardim Fernandes, a nome del gruppo PSE.(PT) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il relatore per la qualità del suo testo e ringraziare i diversi onorevoli deputati per la loro apertura e per i loro contributi, in particolare quello dell’onorevole Willi Piecyk, che di recente è venuto a mancare. Nel 2006, il Parlamento ha respinto per la seconda la proposta sull’accesso al mercato dei servizi portuali. A quell’epoca, ha optato per misure a favore di una maggiore trasparenza, di una concorrenza più sana, di un’occupazione meno precaria, di qualifiche migliori dei dipendenti e di una sicurezza rafforzata e ha sottolineato che una liberalizzazione non regolamentata del sistema europeo dei porti è controproducente. La presente relazione consolida tale posizione.

In qualità di relatore ombra per il gruppo socialista al Parlamento europeo, ho sempre sostenuto i seguenti punti che vengono sollevati nella relazione finale: la necessità di utilizzare le opportunità esistenti in termini di finanziamenti europei o di aiuti di Stato al fine di sviluppare e acquistare impianti avanzati e responsabili dal punto di vista ambientale e di integrarli meglio nella rete europea dei porti; la necessità che le autorità locali e regionali facciano uso delle possibilità offerte dai loro porti al fine di sviluppare le loro regioni, creando una maggiore intermodalità e concorrenza tra i porti; la necessità di migliorare le attuali condizioni sociali nel settore marittimo, in particolare attraverso una migliore formazione professionale, l’apprendimento nel corso di tutto l’arco della vita e migliori condizioni di sicurezza sul posto di lavoro; la necessità di accrescere la posizione competitiva dell’Unione europea come potenza marittima mondiale, in particolare rafforzando i quadri normativi nel settore della sicurezza marittima e degli incentivi finanziari, le norme per gli aiuti pubblici e gli investitori privati provenienti da ambienti diversi; il miglioramento dell’adattamento dei porti esistenti ai severi requisiti ambientali, in particolare in termini di riduzione dei gas a effetto serra; il potenziamento dell’attuale quadro normativo per i porti, in quanto variabili che determinano l’equilibrio globale; l’adattamento del sistema europeo dei porti allo sviluppo tecnologico estremamente rapido senza trascurare l’impatto ambientale; l’accettazione che alcuni investimenti ad opera delle autorità pubbliche possono non essere considerati aiuti di Stato, per le isole e le regioni ultraperiferiche, quando essi sono fondamentali al fine di garantire la coesione economica, sociale e territoriale, a patto che non vadano a vantaggio di un unico utente od operatore, e di riconoscere la situazione specifica delle regioni ultraperiferiche come riconosciuto nel Trattato sull’Unione europea.

 
  
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  Anne E. Jensen, a nome del gruppo ALDE.(DA) Signora Presidente, il gruppo dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa appoggia la nuova strategia politica europea dei porti della Commissione. Ora che hanno fallito due direttive sui porti, è necessario ripensare questo tema. Inoltre, la serie di consultazioni organizzate dalla Commissione, a cui hanno preso parte tutte le parti interessate dei porti, ha dimostrato la necessità di chiarire sia le norme a sostegno dei governi, al fine di garantire una concorrenza equa tra i porti, che le norme ambientali. Al momento, è pertanto la strategia corretta che la Commissione prepari gli orientamenti relativi al sostegno statale. Si devono prendere decisioni riguardanti molti dettagli. Vi possono essere questioni circa fino a che punto una strada che entra in un porto è considerata un progetto pubblico e il punto in cui essa diventa responsabilità del porto. Gli orientamenti devono fornire risposte chiare a questo genere di questioni. E’ importante che vi sia apertura e trasparenza in questioni riguardanti il sostegno statale e a tal proposito desidero fornire senza riserve il mio sostegno alle raccomandazioni del relatore.

La Commissione fornirà altresì chiarimenti in merito a come va interpretata la normativa ambientale dell’UE relativamente all’espansione e allo sviluppo dei porti. Per quanto attiene il quadro generale, l’espansione dei porti migliora l’ambiente promuovendo il trasporto marittimo, che è meno dannoso dal punto di vista ambientale. Naturalmente, lo sviluppo dei porti non deve essere a spese dell’ambiente. Una maggiore chiarezza garantirà anche che non insorgano questioni ambientali, che in realtà sono meramente volte a ritardare e a complicare l’espansione dei porti – questioni che non sono state sollevate per un’effettiva preoccupazione nei confronti dell’ambiente.

La Commissione promuoverà lo sviluppo di una rete portuale e garantirà lo sviluppo di buoni investimenti di sostegno. Come spostare le merci da e verso i porti costituisce un grande problema e in futuro buoni collegamenti per la circolazione su strada si dovrebbero riflettere nei programmi di sostegno dell’UE, non solo nel sostegno regionale, ma forse anche in programma come Marco Polo

Potenzieremo l’efficienza dei porti attraverso un maggior utilizzo delle nuove tecnologie e riducendo la burocrazia. Inoltre, penso che sarebbe un buon risultato per il processo di consultazione, qualora il dialogo tra le parti sociali in futuro potesse essere più costruttivo. Essere un lavoratore portuale deve rientrare in una cultura, ma in un porto moderno è anche un lavoro altamente specializzato, che viene svolto in un luogo di lavoro pericoloso. Ciò impone attenzione su qualifiche e formazione professionale. Anch’io penso che sia positivo che la formazione professionale rientri nell’armamentario della Commissione. Desidero augurare all’onorevole Ortuondo Larrea che la sua eccellente relazione abbia fortuna e attendo con ansia che la Commissione attui il piano d’azione.

 
  
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  Pedro Guerreiro, a nome del gruppo GUE/NGL. (PT) Signora Presidente, non possiamo procedere con la valutazione della presente iniziativa della Commissione europea, dato che riteniamo che essa tenti, come ultima soluzione, di promuovere la liberalizzazione dei servizi portuali a livello di Unione europea. Nella sua comunicazione, la Commissione dichiara come essa affronta la sfida della necessità di riconciliare la gestione dei porti e dello sviluppo con la trasparenza, la concorrenza e il corpo del diritto dell’UE in generale, così come con l’istituzione di un vero mercato interno del trasporto marittimo in Europa, per il quale avanzerà una proposta legislativa, vale a dire, l’obiettivo di estendere l’inserimento della gestione dei porti nelle norme in materia di concorrenza del mercato interno dell’Unione europea.

Ovviamente, la Commissione non ha il potere di privatizzare. Tuttavia, essa cerca di creare le condizioni, affinché, quando si verificheranno privatizzazioni, esse lo faranno nel quadro dell’Unione europea, attraverso la liberalizzazione dei servizi portuali, ad esempio, in merito a concessioni di servizi nel settore dei porti e, cito, “in modo da non restringere o limitare la libera concorrenza più di quanto sia necessario”, o in merito al finanziamento pubblico per tutti i porti mercantili e, cito, “indipendentemente dal loro fatturato”.

Per tale ragione, crediamo che si debba citare esplicitamente nella relazione del Parlamento europeo il rifiuto di qualsiasi nuovo tentativo volto a liberalizzare i servizi portuali a livello di Unione europea in merito a finanziamento pubblico, concessioni portuali, servizi nautici tecnici o servizi di gestione dei carichi. Il settore dei porti costituisce un servizio pubblico di importanza strategica per lo sviluppo economico e sociale, l’ambiente, la difesa e la sovranità di ciascuno Stato membro ed ecco perché esso non deve essere liberalizzato a livello di UE.

 
  
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  Johannes Blokland, a nome del gruppo IND/DEM.(NL) Signora Presidente, desidero iniziare ringraziando l’onorevole Ortuondo Larrea per la sua relazione relativa alla politica europea dei porti. In merito alla relazione, desidero sottolineare che si deve arrestare la concorrenza sleale tra i porti europei. E’ inaccettabile che un porto europeo debba sostenersi da un punto di vista commerciale, mentre un altro vive sugli aiuti di Stato.

La mia prima richiesta alla Commissione europea è legata a questo punto. Può il Commissario Mandelson promettere che pubblicherà gli orientamenti per gli aiuti di Stato ai porti prima della fine del 2008?

Desidero altresì esortare la Commissione europea a pubblicare, entro la fine del 2008, orientamenti in merito all’applicazione della normativa ambientale comunitaria. Al momento, la complessità e la mancanza di chiarezza di tale normativa ostacola lo sviluppo dei porti dell’Europa.

 
  
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  Sylwester Chruszcz (NI).(PL) Signora Presidente, sono un membro del Parlamento europeo che entra in contatto con l’economia marittima su base giornaliera. I porti sono di enorme importanza non solo per il trasporto in Europa, ma costituiscono altresì un elemento fondamentale dell’economia e una fonte di occupazione. Il trasporto via mare e i porti marittimi uniscono e contribuiscono al mercato unico dell’UE e all’economia mondiale. Il loro efficace funzionamento e continuo sviluppo sono di fondamentale importanza per la concorrenza dell’Unione europea, e per l’Europa, in un mondo in cui la globalizzazione va avanti. Sebbene il campo d’attività transfrontaliero del settore imponga il coordinamento di una politica dei porti a livello europeo, i fondamenti di tale politica non possono essere formulati senza riferimenti ai bisogni locali e nazionali. In considerazione di ciò, è con moderato ottimismo che accetto il, dopotutto, limitato mezzo di cui dispone l’Unione europea al fine di influenzare i singoli Stati membri sotto forma di normativa leggera – in altre parole, orientamenti e la rimozione di ostacoli amministrativi per una politica marittima integrata o sostenibile.

 
  
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  Jim Higgins (PPE-DE).(GA) Signora Presidente, accolgo con favore la raccomandazione iniziale della Commissione. Si tratta di un documento molto riuscito e desidero congratularmi con il relatore per il duro lavoro svolto nel preparare la presente relazione. Essa sottolinea il fatto che i porti costituiscono un’infrastruttura essenziale. Nell’Unione europea vi sono più di 1 200 porti mercantili, che occupano, direttamente o indirettamente, mezzo milione di persone. Desidero accogliere con favore la sezione della relazione che sottolinea l’importanza di buoni collegamenti interni con i porti. In Irlanda, ad esempio, quasi non esistono collegamenti ferroviari con i porti e nessun collegamento con gli aeroporti nazionali o con quelli internazionali.

Il ministro dei Trasporti irlandese, che è un membro del partito dei Verdi, ha ammesso che in Irlanda la situazione relativa alle emissioni di carbonio è pessima e che sta peggiorando e senza dubbio si deteriorerà considerevolmente a causa della situazione dei trasporti. La situazione è senza dubbio imputabile all’assenza di collegamenti ferroviari tra i porti e gli aeroporti. In Irlanda, gli esportatori e gli importatori non hanno scelta se non quella di utilizzare veicoli a motore, il che è scandaloso. Sono sempre molto lieto quando la commissione per i trasporti pubblica relazioni come la presente, che appoggiano la normativa ambientale dell’Unione europea.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (PSE).(PL) Signora Presidente, desidero prendermi la libertà di ringraziare l’onorevole Ortuondo Larrea per la presente relazione. Faccio ciò in qualità di uno degli istigatori del rifiuto, due anni fa, del progetto di direttiva sull’accesso ai servizi portuali.

Sono a favore di trattare i porti come un elemento dell’infrastruttura e di conseguenza anche del fatto che il settore pubblico si assuma responsabilità strategiche per lo sviluppo dei porti; non devono essere gestiti dallo Stato, ma è il settore pubblico che deve assumersene la responsabilità. Sono altresì soddisfatto che stiamo parlando di aiuti pubblici, che potrebbero forse essere un elemento di cui necessitiamo e ci servono senza dubbio anche le regole del gioco.

Desidero sottolineare l’importanza di stabilizzare le condizioni degli occupati portuali. Si tratta di un gruppo di persone che, unitamente al porto come elemento infrastrutturale, creano una fonte di potenziale economico. L’elemento finale su cui desideravo attirare l’attenzione è la necessità di modernizzare l’accesso ai porti – in altre parole, strade, linee ferroviarie e vie navigabili interne – al fine di istituire un centro di trasporto multimodale.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE).(ET) Desidero ringraziare il relatore e mi auguro che questa volta la presente relazione abbia successo.

Il mio paese d’origine, l’Estonia, è anche un paese marittimo e sono lieta che la presente relazione si concentri sull’eliminazione dei problemi riscontrati nel settore portuale in diversi Stati membri.

I porti sono di importanza notevole per lo sviluppo economico e sociale e per la competitività dell’intera Unione europea, ma saremo in grado di essere all’altezza in un mondo di concorrenza globale solo se siamo sopra la media in termini di innovazione e i migliori in termini di qualità.

In un paese marittimo, le questioni marittime costituiscono una parte inseparabile di un complesso sistema logistico e costituiscono una parte integrante del sistema economico nel suo complesso del paese. Il trasporto marittimo costituisce un importante mezzo di trasporto anche all’interno dell’Unione europea e su tale base accolgo con favore l’iniziativa di istituire uno spazio unico del trasporto marittimo senza barriere.

Sono dell’avviso che l’Unione europea non debba porre il trasporto marittimo a corto raggio rispetto ad altre forme di trasporto e che le merci sdoganate per la Comunità non dovrebbero essere sottoposte a un nuovo controllo doganale in Europa.

E’ necessario stabilire norme comuni che regolino l’attività dei porti dell’Unione europea. Tuttavia, per lo stesso motivo, è importante che l’Unione europea fornisca un supporto maggiore ai suoi stessi porti al fine di contrastare la concorrenza sleale dei porti di paesi terzi.

Uno dei termini importanti in una discussione dei porti è “sicurezza marittima”; sono necessari miglioramenti a tal riguardo e si deve rafforzare la cooperazione tra i centri di coordinamento di soccorso marittimo.

Mi auguro che tutti i passi evidenziati nella relazione – il tempo di due minuti a me assegnato non mi permette certo di affrontarli tutti – contribuiscano ad aumentare la competitività del trasporto marittimo dell’Unione europea e a contribuire allo sviluppo della politica europea dei porti.

 
  
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  Hélène Goudin (IND/DEM). (SV) Signora Presidente, quando, nel 2006, si doveva discutere la direttiva sui porti, la Junilistan ha chiaramente ed enfaticamente votato contro. La ragione della nostra opposizione alla direttiva è che i porti dell’Europa già lavorano bene e sono competitivi anche da una prospettiva internazionale. La relazione che discutiamo ora contiene diversi elementi che erano inseriti nella direttiva sui porti per la quale non abbiamo votato a favore. Inoltre, la relazione contiene molte proposte che sono tanto preoccupanti quanto indesiderabili.

Ad esempio, si propone che le merci sdoganate per la comunità siano esenti da controlli doganali. Ciò costituisce un problema notevole, in particolare relativamente al contrabbando di droga, ad esempio. Deve spettare a ciascuno Stato membro la decisione se aprire o meno un container.

Si tratta di una relazione che sa di normativa inutile, celato protezionismo e ingenti costi per i contribuenti. Esorto pertanto voi tutti a non votare a favore domani.

 
  
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  Roberto Fiore (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, attorno ai porti si sono sviluppati città, comuni e questi porti sono collegati allo sviluppo dei nostri popoli. Pertanto è veramente importante che il funzionamento sia specchiato e regolare e che la legge regni sopra questi porti.

Devo purtroppo ricordare che sicuramente vi sono due porti in Italia: quello di Napoli e di Gioia Tauro, che hanno riscontrato all’interno delle falle gravissime della legalità. In particolare vengono organizzati importazioni illegali di prodotti, ad esempio dalla Cina, che poi invadono il tessuto economico; e poi vi sono organizzazioni di stampo mafioso che hanno organizzato importazioni chiaramente illegali di droga e armi e hanno minato così e minano l’economia e l’ordine pubblico del nostro popolo e in realtà di tutta l’Europa.

Pertanto, si richiede che vi sia un’attenzione forte, da parte delle autorità e da parte del Parlamento europeo, verso queste realtà dove ancora purtroppo regna il disordine, regna la mafia e non vi è un controllo e non vi è una regolamentazione specchiata.

 
  
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  Lambert van Nistelrooij (PPE-DE). (NL) Signora Presidente, signor Commissario, signor relatore, onorevoli colleghi, penso che la proposta sul tavolo sia migliore del documento presentato l’ultima volta. Contiene molte più possibilità di decentralizzazione delle responsabilità. Essa aumenta altresì il ruolo degli Stati membri – e, in qualità di membro della commissione per lo sviluppo regionale, è di questo che desidero discutere ancora una volta.

Ciò che mi colpisce è che da un lato la posizione dei porti è definita in modo molto chiaro, ma che dall’altro in molti casi i necessari collegamenti con l’entroterra restano indietro. Un esempio è Anversa, qui in Belgio, e la regione della Ruhr. L’attivazione dell’Iron Rhine – il collegamento ferroviario che finalmente metterebbe fine al costante flusso di container che le automobili si trovano davanti in autostrada – è oggetto di discussione da anni. La situazione è ridicola: le cose potrebbero essere diverse, ma la principale responsabilità spetta agli Stati nazione.

Lo stesso vale per i Paesi Bassi, in cui da Anversa alla regione della Ruhr è stata allestita la linea Betuwe – in cui sono stati investiti miliardi di euro. Immaginate la mia meraviglia: l’ottimo collegamento non è ancora presente al confine con la Germania. Senza dubbio questo è un punto di cui dobbiamo discutere. In considerazione della crescita del trasporto internazionale attraverso i porti, attraverso tali arterie, dobbiamo adottare un approccio integrato più severo.

So che la Commissione europea sta lavorando su un documento relativo alla coesione territoriale, che deve essere realizzato non solo nell’Europea Occidentale, nei vecchi Stati membri, ma anche nei nuovi Stati membri e oltre. A tal riguardo vi è facilmente spazio per una piccola indicazione in più. Non sto parlando di una normativa pesante e di regolamenti, ma di un modo per riconsiderare le responsabilità reciproche. Né sto parlando di spendere denaro dei Fondi strutturali. Miliardi di euro vengono incanalati nello sviluppo dei porti e negli agglomerati senza coordinarli in modo adeguato con l’entroterra. Questo è il messaggio che desidero trasmettere. Desidero chiedere al signor Commissario se quest’area prioritaria figura nel Libro verde sulla coesione territoriale che verrà presentato a ottobre.

 
  
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  Ramona Nicole Mănescu (ALDE).(RO) Desidero congratularmi con il relatore per il lavoro e gli sforzi dimostrati nel redigere il presente documento.

Il trasporto marittimo e i porti rappresentano due componenti fondamentali della catena che collega il mercato unico europeo con l’economia mondiale ed essi sono fondamentali per la gestione del 90 per cento del commercio internazionale dell’Europa. Dal punto di vista della prospettiva dello sviluppo regionale, i porti rappresentano uno degli elementi fondamentali di coesione in Europa, sia grazie allo sviluppo della capacità turistica che alla creazione di più di mezzo milione di posti di lavoro, che dinamizzano e parimenti sviluppano le regioni ultraperiferiche.

In tale contesto, aspetti quali il miglioramento dell’immagine dei porti e una loro migliore integrazione nella vita urbana, il loro ammodernamento traendo vantaggi dalle possibilità fornite dal FEDER e dai fondi di coesione, così come il coinvolgimento delle autorità locali e portuali nella gestione della qualità delle acque e dell’aria, contribuiscono in modo essenziale allo sviluppo regionale.

Per una politica europea in materia di concorrenza, è necessaria una prospettiva integrata, correlando aspetti economici, ambientali e sociali. Non dobbiamo trascurare neppure la stimolazione dei programmi di cooperazione nel quadro della politica di vicinato e di allargamento dell’Unione, così come collegare le aree portuali alle reti di trasporto transeuropee.

In conclusione, desidero attirare l’attenzione sui porti del Mar Nero che, sebbene rispettino con successo tutti i requisiti dei terminal, necessitano ancora di essere raddoppiati dalle vie navigabili e dai porti interni al fine di agevolare il trasporto multimodale e il commercio con gli Stati membri che non si affacciano sul mare.

Ritengo pertanto che il Danubio costituisca un potenziale da cui trarre vantaggio in considerazione della costruzione di un corridoio che collega la regione del Mar Nero, l’ingresso orientale dell’Europa, con l’Europa occidentale. Di conseguenza, l’Unione deve prestare particolare attenzione a questa regione, che potrebbe diventare un polo di crescita e di sviluppo per l’Europa, contribuendo pertanto alla riduzione delle disparità tra le regioni ultraperiferiche e centrali.

 
  
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  Bernard Wojciechowski (IND/DEM).(EN) Signora Presidente, come sottolinea giustamente il relatore, i porti sono importanti non solo per i trasporti ma forniscono anche posti di lavoro ai nostri cittadini, hanno un impatto significativo sulle nostre economie e sono strategici per la sicurezza e la difesa dei nostri Stati membri. In termini politici, dobbiamo concentrarci innanzi tutto sull’ammodernamento e lo sviluppo del settore, che comprende tutte le altre operazioni logistiche che sono interconnesse ai porti. Nell’espandere qualsiasi industria, dobbiamo tenere sempre a mente l’ambiente, in particolare quando sono interessate le acque interne e quelle marittime. Mentre la nostra politica potrebbe proteggere l’ambiente e l’impatto sociale, noi dobbiamo affrontare i problemi associati ai paesi terzi, che ostacolano la nostra riuscita nel settore non applicando le medesime norme e tutele.

 
  
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  Jim Allister (NI).(EN) Signora Presidente, il paragrafo 44 della presente relazione esorta gli Stati membri ad avvalersi di un approccio transfrontaliero all’utilizzo delle capacità esistenti quando cofinanziano le infrastrutture portuali.

In parole povere, ciò significa che uno Stato non deve duplicare e pregiudicare le strutture vicine esistenti. Eppure, ciò è precisamente quanto è destinato ad accadere nella mia circoscrizione elettorale dell’Irlanda del Nord – che è un’area che il Commissario conosce bene.

Warrenpoint, sul Carlingford Lough, è stato trasformato, soprattutto grazie a recenti investimenti elevati, in un porto di navi traghetto di grande successo. A sole sei miglia di distanza, a Greenore nella Repubblica d’Irlanda, sullo stesso lago, si è proposto di raddoppiare tali strutture mediante il denaro pubblico, attraverso una compagnia che è in parte di proprietà del governo di Dublino.

Da parte dei politici d’Irlanda, sento molto il desiderio di aiutare e collaborare con l’Irlanda del Nord, mi chiedo pertanto perché accade che cerchino di soppiantare e distruggere il nostro porto a Warrenpoint.

Mi auguro che la Commissione si interessi a tale questione e che si occupi delle questioni relative agli aiuti di Stato e che si renda conto che tale azione è assolutamente incompatibile con qualsiasi politica sensibile dei porti.

 
  
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  Margaritis Schinas (PPE-DE).(EL) Signora Presidente, senza porti che competono tra loro, l’UE non sarà in grado di far fronte alla sfida del commercio globalizzato – il 90 per cento delle nostre importazioni avviene via mare – né sarà in grado di decongestionare le strade principali a favore delle rotte via mare.

I porti, tuttavia, alla fine dovranno uscire dall’Età della pietra. Devono smettere di essere ostaggio dei sindacati e devono operare in modo trasparente, tagliare la burocrazia e aprirsi a orizzonti maggiormente commerciali.

Il governo greco ha messo in moto un programma molto ambizioso al fine di trasferire parte delle operazioni portuali a operatori privati e indipendenti, che porteranno nuovo dinamismo non solo all’economia greca, ma anche alla più ampia area dell’Europa sudorientale.

Desidero pertanto esortare i miei onorevoli colleghi ad appoggiare questa opzione e a respingere gli emendamenti di molti membri di sinistra, volti a indebolire e a ridurre l’importanza del programma greco per i porti marittimi.

 
  
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  Colm Burke (PPE-DE).(EN) Signora Presidente, accolgo con molto favore la presente relazione. Una politica integrata dei porti è necessaria al fine di incrementare il commercio e gli investimenti, traendo vantaggio al contempo dai benefici ambientali del trasporto marittimo. Vi sono altresì progressi enormi da compiere mediante una maggiore cooperazione tra i porti e i diversi Stati membri.

Nella mia città, Cork, e nei porti presenti in quella zona, vi è la proposta di un nuovo servizio tra tale porto e uno in Spagna. Attualmente non vi è alcun collegamento di navi traghetto tra tali Stati membri. I vantaggi aumenterebbero non solo per Irlanda e Spagna, ma anche per Regno Unito e Francia. Il trasporto merci su strada tra Irlanda e Spagna attualmente deve passare attraverso il Regno Unito e la Francia, aggiungendosi alla congestione stradale di tali paesi. Il trasporto merci su strada verrà tolto dalle autostrade già congestionate e condotto mediante rotte via mare più brevi, risparmiando tempo, denaro ed emissioni di carbonio.

Va tuttavia aggiunta una parola di allarme. Il porto a cui mi riferisco ha di recente tentato di ricollocarsi in un luogo esterno alla città, dove le acque sono più profonde. Purtroppo, il piano è stato respinto dall’ufficio di pianificazione, che non risponde al governo. Ha respinto in base al fatto che non esiste un collegamento ferroviario verso la nuova struttura proposta. Il governo non ha alcuna politica in materia di trasporto ferroviario di merci. Ciò mostra che manca un modo di pensare integrato, in cui la definizione delle politiche non è coordinata tra tutte le agenzie del governo. Accolgo pertanto con favore la presente relazione.

 
  
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  Marusya Ivanova Lyubcheva (PSE).(BG) Signor Commissario, la presente relazione è soddisfacente per le persone che vivono sul mare. Nel contesto della nuova politica dell’Unione europea, la nuova politica marittima, è molto importante attuare un’efficace politica dei porti. E poiché i porti sono le porte di ciascun paese che si aprono sul mondo, e dato che 24 paesi su 27 sono considerati marittimi, la politica dei porti si rivela essere molto importante per lo sviluppo economico di molte regioni.

E’ necessario che le comunità locali siano coinvolte in ciò che accade sul loro territorio e che siano incluse nel determinare la politica dei porti. La protezione dell’ambiente nei territori marittimi e nelle zone costiere è necessaria poiché ciò è di eccezionale importanza. Quest’anno la costa bulgara del Mar Nero è stata inquinata in tre occasioni da macchie di petrolio galleggiante. Dobbiamo nuovamente puntare alla discussione della questione di redigere una direttiva sull’applicazione di requisiti minimi conformemente alla Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento marino da petrolio.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, la nostra discussione sulla politica europea dei porti coincide con un momento di cambiamenti molto dinamici nell’industria cantieristica. Da un lato, potremmo vedere prospettive per lo sviluppo dell’industria. Il numero degli ordini sta aumentando e la richiesta di grandi navi portacontainer è in crescita. Dall’altro, dobbiamo tener presente che i nostri concorrenti si trovano in una posizione molto forte. Attualmente, quasi il 75 per cento della costruzione di navi portacontainer viene eseguito da paesi asiatici – Corea del Sud, Giappone e Cina. I nostri cantieri navali sono obbligati a mettersi sulla difensiva, con una concorrenza mondiale con cui per loro è persino più difficile confrontarsi. Un ulteriore problema affrontato dall’industria è il basso tasso di cambio del dollaro. Sul lungo periodo, tale situazione si traduce in una minaccia di fallimento per molti cantieri navali.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (PSE).(RO) In Europa, circa il 30 per cento della movimentazione di merci si svolge nei porti di Rotterdam, Anversa e Amburgo, mentre il 20 per cento nei nove maggiori porti sul Mar Mediterraneo. L’adesione di Romania e Bulgaria fornisce all’Unione europea uno sbocco sul Mar Nero e, implicitamente, un accesso diretto a porti marittimi importanti, quali quelli di Constanţa, Mangalia, Varna e Burgas, così come a porti situati sul Danubio marittimo: Galaţi, Brăila, Tulcea e Sulina.

Molti porti europei affrontano diversità tra immagazzinamento e capacità di carico e scarico, organizzazione carente dei terminal, vie, accesso marittimo o terrestre insufficienti, lunghi tempi di attesa, sicurezza insufficiente per autocarri, treni e chiatte, bassa produttività e formalità eccessive, lente e costose.

Ritengo prioritari gli investimenti nella creazione di nuovi impianti e nel miglioramento di quelli esistenti, la creazione di impianti per il trattamento dei rifiuti, la riduzione delle emissioni, la semplificazione delle procedure, la trasparenza dei finanziamenti pubblici, la garanzia della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. I Fondi strutturali, gli aiuti di Stato, i programmi Naiades e Marco Polo sono solo alcuni degli strumenti comunitari disponibili.

 
  
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  Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE-DE).(EL) Signora Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il relatore, l’onorevole Ortuondo Larrea, per l’eccellente lavoro svolto, l’attenzione che ha prestato alle proposte degli onorevoli deputati e la sua cooperazione con i gruppi politici. Desidero altresì ringraziare la Commissione europea per aver presentato una proposta completa e matura, che tiene conto di tutte le sfide e gli aspetti di una politica moderna dei porti marittimi.

In particolare, desidero sottolineare la questione che alla fine è stata inserita, in seguito a proposte avanzate da me e da altri onorevoli colleghi: l’attenzione da riservare alle regioni insulari, i cui porti devono essere potenziati. Va sottolineato che vanno permessi finanziamenti statali affinché i porti regionali e delle isole possano essere potenziati al fine di far fronte alla sfida della coesione economica e territoriale.

Credo che si tratti di un contributo reale verso gli obiettivi di solidarietà, concorrenza e coesione dell’UE.

 
  
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  Josu Ortuondo Larrea, relatore. (ES) Signora Presidente, desidero completare i miei precedenti commenti, esortando la Commissione a promuovere lo scambio e la diffusione di buone pratiche nel settore portuale in generale e relativamente all’innovazione e alla formazione professionale dei lavoratori in particolare al fine di migliorare la qualità dei servizi, la competitività dei porti e l’attrazione di investimenti.

Accogliamo con favore il fatto che vi debba essere una Giornata europea dei mari il 20 maggio di ogni anno, con una giornata aperta volta ad aiutare il grande pubblico ad acquisire una migliore comprensione del lavoro e dell’importanza del settore portuale per le nostre vite e per il nostro benessere. Esortiamo gli operatori a ridurre il numero di container vuoti trasportati e la Commissione a promuovere un unico documento di trasporto armonizzato per tutti i container dell’Unione europea, semplificando altresì le procedure doganali per le merci che provengono o che sono dirette verso destinazioni interne alla Comunità allo stesso livello del trasporto stradale, ferroviario o aereo. Esortiamo altresì la Commissione a continuare i suoi sforzi al fine di garantire che la normativa degli Stati Uniti, che prevede l’ispezione di tutti i container che inviamo loro, venga modificata e sostituita da una cooperazione basata sul reciproco riconoscimento di operatori economici autorizzati e di norme di sicurezza concordate dall’Organizzazione mondiale delle dogane.

Per concludere, desidero ringraziare i relatori ombra, tutti i miei onorevoli colleghi che sono intervenuti e il segretariato delle commissioni per i trasporti e per lo sviluppo regionale per il loro aiuto e il significativo contributo al risultato finale della presente relazione, così come il personale della Commissione e della Direzione B della Direzione generale delle Politiche interne dell’Unione, che ha prodotto per noi una relazione eccellente in merito a questo tema. Grazie a tutti e mi auguro che domani avremo il sostegno necessario a procedere con questa importante relazione.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 4 settembre 2008.

 
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