Presidente . − L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.
Rareş-Lucian Niculescu (PPE-DE) . – (RO) Il primo Vertice europeo sull’integrazione dei rom si è svolto proprio qui a Bruxelles la settimana scorsa. L’inserimento dei rom – un tema di estrema complessità – nell’agenda dell’Unione europea è un’idea che la Romania ha sempre sostenuto; ritengo che meriti il nostro apprezzamento. Il Consiglio d’Europa si occupa della questione fin dal 1990 e ha affermato che i rom costituiscono una vera minoranza europea; di conseguenza, il problema dei rom è un problema europeo e non un problema nazionale, e credo che per questa iniziativa il Parlamento debba offrire alla Commissione europea il proprio incondizionato sostegno.
Il Parlamento europeo deve dichiararsi favorevole a porre l’istruzione al centro della politica europea per i rom: l’esperienza degli ultimi anni, infatti, ha dimostrato che l’istruzione è lo strumento più efficace per garantire l’integrazione e consentire, sia ai rom che ai loro vicini, di superare le difficoltà che impediscono una pacifica convivenza.
Csaba Sándor Tabajdi (PSE) . – (HU) Signor Presidente, oggi assistiamo a una palese violazione del divieto alle discriminazioni del mercato da parte delle catene di supermercati tedeschi e austriaci che stanno boicottando l’industria ungherese della pollicoltura e della trasformazione.
I supermercati coinvolti sono REWE, SPAR, METRO e Kaufland, che rifiutano le consegne dei prodotti ungheresi sulla scia di un boicottaggio orchestrato da un’organizzazione animalista austriaca. Di conseguenza, la pollicoltura ungherese ha subito una perdita di 2 miliardi di fiorini. Questi supermercati ricorrono alle discriminazioni razziali per boicottare i prodotti ungheresi, violando così le leggi dell’Unione europea sulla concorrenza.
Le parti colpite adiranno la Corte di giustizia delle Comunità europee, giacché vengono violati due principi fondamentali dell’Unione: il divieto alle discriminazioni razziali, e l’uguaglianza e la libertà di concorrenza. Vi ringrazio per l’attenzione.
Filiz Hakaeva Hyusmenova (ALDE) . – (BG) Signor Presidente, onorevoli colleghi, a partire dal 30 settembre 2008 in Bulgaria entrerà in funzione un numero d’emergenza nazionale, il 112, in applicazione della direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Il numero si potrà chiamare da qualsiasi punto del territorio nazionale e garantirà accesso rapido e gratuito al servizio. La tecnologia utilizzata dal sistema bulgaro del 112 è fra le più moderne e consente l’identificazione della linea chiamante. Il ministero bulgaro per le Situazioni d’emergenza ha fornito a tutti i deputati al Parlamento europeo particolari sull’allestimento e il funzionamento del sistema.
Vorrei esprimere la mia gratitudine per il rinvio della procedura di infrazione, e per l’apprezzamento che la Commissione europea ha rivolto al governo bulgaro per l’allestimento del numero di emergenza. Ritengo che tale apprezzamento dimostri l’importanza che la Comunità attribuisce alla sicurezza e alla salute dei cittadini europei.
Monica Frassoni (Verts/ALE) . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa settimana è stata – per i temi e per coloro che si occupano dei temi di libertà e di razzismo – una settimana particolarmente triste e particolarmente dura: in Italia, giovedì scorso, sono stati uccisi sei dalla camorra, sei migranti provenienti da vari paesi africani, che sono stati accusati prima di tutto di essere dei puscher, dei criminali, e poi dopo si è scoperto che non lo erano assolutamente; e un ragazzo nero è stato ucciso a bastonate a Milano.
Allo stesso tempo, a Colonia abbiamo avuto una risposta incredibile da parte di quella città, agli stessi temi, ai temi del razzismo, ai temi della discriminazione.
Credo che l'Europa presenti in questi momenti, due facce molto diverse. E credo che questo Parlamento dovrà ricominciare a occuparsi in un modo molto più attivo di quello che lo fa in questi ultimi tempi, del tema del razzismo, perché in molti paesi – incluso il mio – questa questione sta tornando alla ribalta in modo assolutamente tragico!
Presidente − La ringrazio. Ogni essere umano ha pari dignità.
Eoin Ryan (UEN) . – (EN) Signor Presidente, vorrei sollevare la questione dei 4,6 milioni di etiopi che rischiano di morire di fame a causa delle gravi carenze alimentari provocate dalla siccità. Secondo il governo non si tratta di carestia, ma l’UNICEF ha dichiarato che alcune parti del paese sono già state colpite da una carestia che ormai incombe sulla popolazione. Solo alcune zone sono interessate, e credo che la comunità internazionale e l’Unione europea debbano agire prontamente e cercare di fornire circa mezzo milione di tonnellate di prodotti alimentari se vogliamo evitare una carestia generale. Si tratta di una vera priorità, e giacché l’Unione europea è uno dei principali donatori di aiuti allo sviluppo per i paesi d’oltremare, mi sembra essenziale agire immediatamente.
Signor Presidente, nella mia veste di deputato irlandese devo dire che condivido i suoi commenti su Libertas e il referendum irlandese. Ci siamo battuti per un esito favorevole del referendum; abbiamo garantito apertura e trasparenza ai nostri finanziamenti. Abbiamo però scoperto che le dichiarazioni di Libertas erano ben lontane dalla realtà. Invito quindi voi e chiunque altro a fare in modo che Libertas adotti finalmente un atteggiamento aperto e trasparente in merito alla provenienza dei fondi, perché i cittadini vogliono conoscere la verità.
Mary Lou McDonald (GUE/NGL) . – (EN) Signor Presidente, il presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet ha ripetutamente espresso la propria preoccupazione in merito all’indicizzazione dei salari all’inflazione, trascurando però la tragica situazione dei lavoratori, soprattutto di quelli con i salari più bassi, che lottano per sopravvivere mentre il costo della vita aumenta. E’ pur vero che l’effetto inflazionistico dei nostri interventi dev’essere minimo, ma sono altresì necessari interventi salariali a favore dei lavoratori a basso reddito, attualmente soggetti a gravissime pressioni. L’attività volta a ridurre l’inflazione in tutta Europa non può limitarsi a soffocare le legittime richieste salariali. Mentre coloro che percepiscono stipendi più alti possono certamente sostenere la moderazione salariale richiesta, la situazione dei lavoratori con i salari più bassi è completamente diversa. I governi nazionali e le banche centrali nazionali sono nella posizione migliore per rispondere alle mutevoli circostanze economiche, e per questo motivo mi sono sempre opposta a quelle misure che mettevano a rischio la sovranità economica. Essendo un piccolo Stato, l’Irlanda è ben consapevole che la nostra situazione economica esercita scarsa influenza sulla linea politica della BCE e che quindi le posizioni adottate dalla Banca non sono sempre volte a soddisfare le esigenze o gli interessi dell’economia irlandese.
Anch’io sono favorevole alla trasparenza per quanto riguarda i finanziamenti. Sono altresì favorevole al rispetto delle deliberazioni democratiche, e questo consesso deve notare che tutte le “campagne del no” che sono state combattute e vinte, tranne una, hanno pubblicato rendiconti esaustivi e trasparenti, e non ci sono dubbi sul meccanismo di spesa o sui fondi che quei gruppi, compreso il mio partito, hanno ricevuto.
Gerard Batten (IND/DEM) . – (EN) Signor Presidente, voteremo domani su una relazione che, apparentemente, limita l’immunità dei funzionari dell’Europol, ma in realtà è solo una cortina fumogena per la futura legislazione che prorogherà l’attuale sistema oltre il 2010. Non c’è alcuna discussione; la votazione si ridurrà a un mero esercizio consultivo e sarà il Consiglio europeo a decidere.
I funzionari dell’Europol potranno svolgere la propria attività negli Stati membri ricoprendo ruoli assai diversi, che garantiranno loro immunità per qualunque cosa facciano o dicano nell’esercizio delle loro funzioni – un privilegio di cui non godevano neanche i membri della NKVD durante il “grande terrore” di Stalin.
Sarà una grande novità per l’Inghilterra, dove nessun pubblico ufficiale gode di immunità dall’azione penale. In conformità del trattato di Lisbona, i parlamenti degli Stati membri non potranno opporsi all’ulteriore ampliamento dei poteri di Europol, che sono stati modificati dalle decisioni del Consiglio. Assistiamo così ai primi passi verso la creazione di uno Stato di polizia nell’Unione europea.
Philip Claeys (NI) . – (NL) Signor Presidente, le chiedo di inviare una protesta formale al sindaco di Colonia, che lo scorso fine settimana ha impedito ad alcuni deputati al Parlamento europeo e ai rappresentanti eletti di altri organismi di esprimere pacificamente le proprie opinioni e di partecipare a un congresso su una questione di estrema importanza politica e sociale: l’islamizzazione dell’Europa.
Ci sono state aggressioni da parte di aderenti a gruppi di estrema sinistra, che hanno anche incendiato gli arredi urbani, bloccando l’intero centro cittadino nel tentativo di impedire la partecipazione a un congresso pacifico. Il sindaco Schramme non solo si è rifiutato di condannare questi atti di violenza e di intimidazione, ma li ha addirittura elogiati e si è spinto a insinuare che gli stessi cittadini di Colonia si erano spontaneamente opposti al congresso.
Non mancano certo testimoni che possano provare le mie affermazioni, ed è una vergogna che simili eventi si verifichino in un paese che osa definirsi democratico ma in cui si attenta al diritto alla libera espressione.
Colm Burke (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, desidero sollevare la questione del divieto di viaggio imposto dalla Bielorussia, che impedisce ai bambini colpiti dalla catastrofe nucleare di Chernobyl di recarsi all’estero.
Più di 1 000 famiglie irlandesi ospitano questi bambini bielorussi nelle proprie case ogni estate e durante le vacanze di Natale per un periodo di riposo e di recupero, che spesso comprende esami medici e talvolta terapie. C’è un accordo bilaterale tra l’Italia e la Bielorussia, grazie al quale l’Italia non è interessata dal divieto. So che il ministro degli Esteri irlandese sta cercando di raggiungere un accordo con la Bielorussia, e mi rallegro per le discussioni in corso.
Vorrei inoltre ricordare la necessità di un accordo UE-Bielorussia. Nell’ambito della politica europea di vicinato, l’Unione europea fornirà alla Bielorussia aiuti finanziari nell’ordine di 20 milioni di euro per il periodo 2007-2010; l’UE quindi dovrebbe esigere la revoca del divieto di viaggio quale condizione per l’erogazione di quei fondi.
Un accordo UE-Bielorussia è altresì necessario per consentire ai bambini bielorussi di continuare a recarsi nei paesi dell’Unione europea per un periodo di riposo e recupero; tale accordo infatti garantirebbe i diritti di viaggio dei bambini nel lungo periodo.
Maria Badia i Cutchet (PSE) . – (ES) Signor Presidente, le Nazioni Unite considerano la tratta di esseri umani incompatibile con la dignità e il valore dell’essere umano; eppure ogni anno rimangono vittime della tratta più di mezzo milione di persone, l’80 per cento delle quali sono donne e bambine; metà di loro sono minorenni e in maggioranza subiscono abusi sessuali.
Inoltre, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, ogni anno un gran numero di donne vittime della tratta di esseri umani entra nell’Unione europea.
Domani, 23 settembre, si celebra la Giornata internazionale contro lo sfruttamento sessuale e la tratta delle donne. Credo quindi che sia una buona occasione perché i deputati di questa Assemblea si impegnino a rafforzare tutte le misure per debellare questa piaga che viola i diritti di così tante persone, e soprattutto a lottare contro i trafficanti e contro la povertà, offrendo maggiori opportunità scolastiche e occupazionali, ed elaborando strategie di sensibilizzazione nei paesi di destinazione per sottoporre il problema al pubblico dibattito.
Harald Ettl (PSE) . – (DE) Signor Presidente, nella mia veste di sindacalista vorrei parlare dei tragici eventi che si sono verificati nei cantieri navali del distretto di Tuzla, a Istanbul. Soltanto negli ultimi tre anni, a Tuzla hanno perso la vita più di 90 operai, vittime di condizioni di lavoro che si distinguono per la loro letale durezza. L’episodio più recente, che oserei definire criminale, è stato quello dell’11 agosto. Tre operai con contratto a tempo determinato sono morti durante le prove su una lancia di salvataggio, e altri 16 sono rimasti feriti. Mentre l’imbarcazione veniva calata in mare dalla nave, i cavi si sono spezzati e gli operai sono precipitati in acqua.
La cosa particolarmente tragica di questo incidente è che normalmente questo tipo di prove viene effettuato con sacchi di sabbia: in pratica gli operai hanno svolto il ruolo dei sacchi di sabbia. I lavoratori, che hanno cercato di scioperare per protesta contro il mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, sono stati minacciati di licenziamento immediato dalle ditte subappaltatrici.
Nel 2006, nella sua relazione sullo stato di avanzamento, la Commissione aveva già sottolineato che i diritti dei lavoratori e dei sindacati in Turchia non sono adeguatamente rispettati. Vi chiedo quindi di sollecitare le autorità turche a trattare i sindacati come soggetti paritari nelle relazioni industriali e a garantire condizioni di lavoro umane e un più rigoroso rispetto della sicurezza per i lavoratori di Tuzla, affinché questa tragica situazione non debba perpetuarsi.
Magor Imre Csibi (ALDE) . – (EN) Signor Presidente, l’Unione europea affonda le proprie radici nella democrazia rappresentativa. Nella nostra veste di deputati al Parlamento europeo abbiamo il dovere di garantire che le politiche europee riflettano la volontà dei cittadini. Vorrei quindi ricordare la diffidenza provocata dal crescente numero di autorizzazioni concesse agli OGM. Parlo a nome della maggioranza dei cittadini dell’Unione europea: infatti, secondo un sondaggio Eurobarometer pubblicato nel marzo di quest’anno, il 58 per cento degli europei è contrario agli OGM. Più di un terzo di loro ritiene di non essere stato adeguatamente informato in merito ai vantaggi e ai rischi connessi all’uso degli OGM nell’agricoltura.
Queste cifre dovrebbero preoccuparci. La Commissione invece continua ad autorizzare l’ingresso di un numero crescente di OGM nel mercato agricolo dell’Unione europea. L’esempio più recente è quello dell’8 settembre, data in cui è stata concessa l’autorizzazione a un altro tipo di seme di soia geneticamente modificato.
Onorevoli colleghi, alla luce di questi fatti propongo di chiedere alla Commissione di lanciare una campagna di informazione in tutta l’Unione europea sui rischi e sui benefici che gli OGM possono comportare per la popolazione e per l’ambiente; a tale campagna dovrà seguire una nuova valutazione. Chiedo quindi alla Commissione di non concedere nuove autorizzazioni per gli OGM finché i cittadini europei non saranno stati adeguatamente informati e si saranno espressi chiaramente su una questione così delicata.
Milan Horáček (Verts/ALE) . – (DE) Signor Presidente, i pilastri fondamentali dell’Unione europea – democrazia, diritti umani, libertà e Stato di diritto – devono essere alla base del nuovo accordo di partenariato con la Russia. Il comportamento della Russia in Georgia ci ha dimostrato, ancora una volta, che essa non è pronta a rispettare lo Stato di diritto e gli accordi internazionali, neanche sotto la presidenza di Dmitrij Medvedev. Il piano in sei punti per la Georgia prevede il ripristino della situazione raggiunta il 7 agosto, ossia il ritiro delle forze russe al di là delle linee su cui erano attestate prima dello scoppio delle ostilità nell’Ossezia del Sud, e non lo spiegamento di un ulteriore contingente di 3 800 effettivi.
I diritti umani vengono calpestati, e la situazione dei prigionieri politici è intollerabile, come dimostra il caso di Mikhail Khodorkovski. Lo stesso vale per il mancato rispetto della Carta dell’energia, che la Russia è tenuta a rispettare in quanto paese firmatario.
Ewa Tomaszewska (UEN) . – (PL) Signor Presidente, l’India è teatro di pogrom contro i cristiani, scatenati dai fondamentalisti indù. Questi tragici eventi fanno seguito all’assassinio di un capo indù, reato che la polizia ha attribuito ai maoisti. Villaggi e scuole cristiani vengono dati alle fiamme; i fondamentalisti indù infatti accusano i cristiani dell’omicidio, senza motivo. A Orissa, più di 40 000 cristiani si sono rifugiati nella giungla, e circa 15 000 vivono in campi profughi senza alcuna protezione da parte della polizia. Più di 20 persone sono state uccise. Nei villaggi di Tangia e Rupagaon i cristiani sono stati bruciati vivi nelle loro stesse case. Almeno 8 persone sono state uccise nella zona di Kandhamal, e almeno 10 chiese sono state date alle fiamme. L’arcivescovo della diocesi di Delhi, Vincent Concessao, ritiene opportuno agire più decisamente per soffocare l’ondata di violenza, ma le autorità locali non stanno adottando le misure necessarie. L’odio per la cristianità si deve combattere senza esitazioni, così come avviene per altre forme estreme di intolleranza.
Pedro Guerreiro (GUE/NGL) . – (PT) Signor Presidente, António Guerreiro, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González, cinque cittadini cubani colpevoli unicamente di aver difeso la propria patria e i propri connazionali, per evitare che continuassero a essere vittime di azioni terroristiche promosse e organizzate da gruppi con sede a Miami, sono ingiustamente detenuti negli Stati Uniti dal 12 settembre 1998, cioè da quasi dieci anni. In questi dieci anni i cinque cittadini cubani hanno costantemente subito condizioni di illegalità, punizioni intollerabili e disumane, pressioni, ricatti e violazioni dei diritti umani fondamentali, come la crudele imposizione – da parte dell’amministrazione statunitense – di ostacoli e restrizioni alle visite dei familiari. Elizabeth Palmeiros, la moglie di Ramón Labañino, è in attesa di un visto da più di due anni. António Guerreiro non riceve visite dei familiari da più di un anno e mezzo, e Fernando González da più di un anno. Le autorità statunitensi impediscono ad Adriana Perez di far visita al marito, Gerardo Hernández, dal 12 settembre 1998, mentre a Olga Salanueva non viene permesso di far visita al marito, René González, dall’agosto 2000. Chiediamo giustizia, e chiediamo la liberazione di questi cinque patrioti cubani.
Kathy Sinnott (IND/DEM) . – (EN) Signor Presidente, nonostante il clima piovoso, in Irlanda nel passato le alluvioni erano piuttosto rare. Recentemente invece questo distruttivo evento climatico è divenuto un fenomeno annuale o stagionale.
Le cause sono molteplici: l’attività edilizia nelle pianure alluvionali, la scarsa manutenzione dei canali di drenaggio e altro ancora. Ma un fattore decisivo – costituito dalle scelte scorrette in materia di piantagioni forestali – è stato stimolato dai finanziamenti dell’Unione europea negli ultimi vent’anni, ed è quindi opportuno che lo consideriate con estrema attenzione.
Queste piantagioni di abeti, soprattutto se realizzate su terreni montuosi, hanno alterato in modo significativo il drenaggio dei sistemi fluviali irlandesi. Al contempo, la piantagione di foreste e alberi nativi irlandesi è stata molto trascurata, per il modo in cui è stata organizzata l’erogazione dei fondi in passato.
Purtroppo l’Irlanda ha deciso di escludere la silvicoltura dal nuovo programma di sviluppo rurale. Privare le foreste native irlandesi di fondi in questo momento cruciale, proprio quando vi sarebbe bisogno di ulteriori aiuti, è una ricetta sicura per ulteriori disastri, che provocherà altre alluvioni, inquinamento delle acque, accumulo di anidride carbonica e un costante calo della fertilità del terreno.
Il programma comprende alcuni progetti simbolici dedicati alle specie native, ma abbiamo certamente sprecato l’opportunità di utilizzare i fondi disponibili per le specie arboree native nella lotta contro le future alluvioni.
Kinga Gál (PPE-DE) . – (HU) Signor Presidente, onorevoli colleghi, non possiamo limitarci a promuovere il dialogo interculturale; dobbiamo anche proteggerlo se viene attaccato, soprattutto quando i rapporti interetnici vengono quotidianamente compromessi, ai nostri confini, in uno Stato membro dell’Unione.
Si sono già fatte sentire, e forse si aggraveranno ancora, le conseguenze delle volgari e incendiarie affermazioni di Ján Slota, presidente di uno dei partiti di governo della Repubblica slovacca, e delle sue battute trasmesse in un video su YouTube: egli ha invitato a uccidere i rappresentanti politici della minoranza ungherese nella Repubblica slovacca. Ancor più recentemente, ricordiamo la dichiarazione del ministro dell’Istruzione slovacco, il quale ha affermato di voler proibire l’uso ufficiale dell’ungherese in Slovacchia; inoltre, egli dichiara di sostenere i deputati della minoranza ungherese solo perché hanno partecipato a un forum a Budapest, che ha sconvolto i deputati del parlamento ungherese.
La tolleranza nei confronti di dichiarazioni così gravi e dell’istigazione all’odio ha già avuto le prime ripercussioni. Secondo recenti sondaggi di opinione, più del 60 per cento dei quindicenni odia gli ungheresi in particolare, e si dice d’accordo con le dichiarazioni aggressive e sconcertanti pronunciate dai maggiori politici slovacchi nel corso degli anni. Gli ungheresi cominciano ad avere paura. E tutto questo avviene proprio mentre ci apriamo agli altri, e pensiamo che non ci saranno conseguenze, mentre il Parlamento, la Commissione e il Consiglio sono indaffarati e celebriamo l’anno del dialogo interculturale. Vi ringrazio per l’attenzione.
Silvia-Adriana Ţicău (PSE) . – (RO) Circa 60 milioni di cittadini europei, ossia il 15 per cento della popolazione dell’Unione europea, sono a rischio di povertà. Sono state quindi individuate le seguenti priorità per eliminare la povertà: un più alto tasso di occupazione, la lotta all’abbandono scolastico, la sfida alla povertà minorile, l’ammodernamento del sistema di previdenza sociale e l’eliminazione delle discriminazioni. Investire nell’istruzione dovrebbe essere una priorità. Garantire infrastrutture moderne per l’istruzione e migliorare la formazione professionale, la retribuzione e lo status del personale docente sono prerequisiti di un’istruzione di qualità.
Oggi nell’Unione europea si registra un tasso medio di abbandono scolastico superiore al 16 per cento. Molti giovani che abbandonano la scuola giungono da aree rurali e sono costretti a lasciare la scuola a causa della loro precaria situazione economica. Invito quindi gli Stati membri a considerare una priorità lo sviluppo delle infrastrutture scolastiche e la creazione di posti di lavoro, soprattutto nelle zone rurali. Un’istruzione migliore garantisce un tenore di vita decoroso per le giovani generazioni, migliorando quindi la coesione economica e sociale dell’Unione europea. Il futuro dell’UE dipende dalla forza, dal valore, e dalla qualità delle generazioni presenti e future.
Pál Schmitt (PPE-DE) . – (HU) La ringrazio, signor Presidente. Il 15 settembre si è tenuta a Budapest la riunione istitutiva dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia. L’Ungheria e Budapest, la città selezionata come sede dell’istituzione, vantano una grande tradizione nel campo della ricerca scientifica. Basti pensare al fatto che tra i vincitori del Premio Nobel nel ventesimo secolo, si contano dodici scienziati ungheresi che hanno attivamente contribuito a invenzioni di importanza cruciale.
I compiti più importanti della nuova istituzione sono la promozione e il coordinamento della cooperazione tra i centri scientifici europei e l’istituzione di una rete di università, centri di ricerca e soggetti del settore privato che operano nel settore dell’innovazione. Tali obiettivi coincidono con il principio fondamentale della strategia di Lisbona, con l’aspirazione a creare una società fondata sulla conoscenza migliorando la competitività, e con la crescita economica, mentre la creazione di posti di lavoro rappresenta l’elemento centrale.
Signor Presidente, vorrei ringraziare coloro che hanno scelto Budapest come sede di questa importante istituzione; sono convinto che riusciremo a ospitarla nel migliore dei modi. Vorrei attirare la vostra attenzione sul consenso politico senza precedenti che si è raggiunto in Ungheria sulla questione. Mi auguro di cuore che l’istituzione sia un fattore di successo per l’anno della creatività e dell’innovazione, proclamato dall’Unione europea per l’anno prossimo. Grazie per avermi concesso la parola.
Marian Harkin (ALDE) . – (EN) Signor Presidente, meno di due settimane fa la Corte di giustizia delle Comunità europee ha riscontrato che l’Irlanda aveva contravvenuto alla direttiva quadro sulle acque in relazione ad alcuni dei suoi impianti di trattamento delle acque reflue. Personalmente mi compiaccio dell’impegno con cui la Commissione sta cercando di garantire acqua potabile pulita all’Irlanda. La Commissione dell’Unione europea, però, ha l’occasione di costruire su queste basi, concedendo una proroga al Programma di gestione dei rifiuti prodotti da aziende agricole. La data prevista per il completamento dei lavori è il dicembre 2008 ma, date le circostanze eccezionali, i lavori non saranno portati a termine. Se la scadenza non verrà prorogata, come ho detto, il lavoro non verrà portato a termine e nessuno ne beneficerà.
La proroga del programma invece sarebbe una vittoria per la qualità delle acque in Irlanda, per l’ambiente, per gli agricoltori e per la politica della Commissione. Sarebbe ragionevole, da parte della Commissione, prorogare la scadenza per garantire il rispetto della direttiva sui nitrati, anche per dimostrare coerenza con l’applicazione delle politiche dell’Unione europea.
Árpád Duka-Zólyomi (PPE-DE) . – (SK) La Repubblica slovacca, uno Stato membro dell’Unione europea, ha adottato il sistema di valori dell’Unione europea, e di conseguenza deve rispettare i principi della diversità culturale e linguistica della Comunità.
Tuttavia, secondo il recente studio condotto dall’Open Society Fund, il numero di studenti slovacchi che dichiara di odiare la minoranza ungherese è in pericoloso aumento, e più del 63 per cento ritiene che in pubblico gli ungheresi debbano esprimersi esclusivamente in slovacco, limitando l’uso dell’ungherese alla vita familiare. Ed è particolarmente riprovevole che il ministro dell’Istruzione abbia sostenuto questa tesi in parlamento.
La situazione è allarmante. La posizione assunta dal ministro è incostituzionale e contrasta con la legislazione slovacca e con i principi su cui si fonda la democrazia europea. Da quando è stato formato il governo di coalizione di Róbert Fico, la Repubblica slovacca ha vissuto momenti difficili. Le manifestazioni di razzismo, xenofobia e ostilità nei confronti degli ungheresi si sono fatte sempre più frequenti, soprattutto a opera di Ján Slota, il presidente del partito di governo. E’ sorprendente che né il primo ministro, né i rappresentanti dei partiti della coalizione abbiano protestato o espresso alcuna condanna per questa pericolosa e deleteria tendenza.
Slavi Binev (NI) . – (BG) Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero attirare la vostra attenzione sull’ultimo di una serie di scandali che sono scoppiati in Bulgaria in relazione ai 49 milioni di euro spesi dal ministero degli Interni per mezzi speciali di sorveglianza. La spesa sarebbe giustificata se almeno un criminale fosse stato identificato e condannato grazie all’uso di dispositivi di intercettazione e sorveglianza. Al contempo, i funzionari del ministero degli Interni hanno sempre denunciato, in Bulgaria, la mancanza delle più semplici attrezzature per perseguire con successo i criminali.
Dopo di che, pur avendo speso una cifra significativa per 15 aerei di ricognizione, i poliziotti bulgari si limitano a dichiarare di non essere riusciti a individuare l’autore dell’esplosione avvenuta in un bordello clandestino nel centro della capitale. Sulla base di questi fatti, non possiamo che trarre una conclusione. Il ministero degli Interni, insieme ad alcune aziende private, sta truffando i contribuenti bulgari, derubandoli sistematicamente e su vasta scala. I servizi che dovrebbero lottare contro la criminalità, vengono utilizzati a vantaggio del racket politico ed economico, e per avere la meglio sull’opposizione.
Iuliu Winkler (PPE-DE) . – (HU) La ringrazio, signor Presidente. Negli anni a venire, lo sviluppo sostenibile delle economie dell’Unione europea sarà possibile soltanto se rafforzeremo i 23 milioni di piccole e medie imprese dell’Unione, dal momento che esse sono garanzia di quattro quindi dei posti di lavoro creati di recente nell’UE.
Il pacchetto di misure europee per le piccole imprese, lo Small Business Act, pubblicato dalla Commissione nel mese di giugno, riconosce il ruolo centrale svolto dalle piccole imprese nelle economie europee e istituisce un quadro generale per la politica dell’Unione e degli Stati membri. Questo documento propone l’adozione di nuovi regolamenti in settori chiave come la semplificazione delle norme in materia di aiuti di Stato e un maggior rigore della disciplina finanziaria.
Le piccole imprese europee, tuttavia, hanno bisogno di assai più che la semplice volontà politica della Commissione, del Parlamento o degli Stati membri. Alle piccole imprese è necessaria una stesura rapida ed efficace delle nuove norme. Il Parlamento europeo quindi deve assumere un ruolo chiave nell’accelerazione di questo processo. Vi ringrazio.
Katalin Lévai (PSE) . – (HU) Signor Presidente, le idee estremiste e le manifestazioni violente si stanno diffondendo tra la gente, tra i gruppi etnici e sociali, e non di rado tra i popoli e le nazioni. Esistono però gli strumenti politici per mettere un freno a tutto questo, ed è ugualmente possibile ricorrere a misure amministrative e provvedimenti di polizia.
Ma i politici lungimiranti preferiscono esortare al dialogo, non solo al dialogo politico, che spesso conduce al conflitto, ma anche al dialogo culturale. Per poter sostenere un dialogo in campo culturale, dobbiamo innanzi tutto conoscere la nostra cultura.
L’elemento essenziale dell’anno del dialogo interculturale sta nella necessità di conoscere i diversi strati della società, e la vita e il passato delle minoranze, dei gruppi etnici e delle nazionalità – cosa che potrebbe sembrare strana di primo acchito – non soltanto tra paesi diversi ma anche nell’ambito di un singolo paese. L’unità di una nazione e i buoni rapporti tra popoli, gruppi etnici e nazioni sono sostenuti da questo tipo di familiarità, senza la quale non sono possibili.
Nell’anno del dialogo interculturale, ritengo particolarmente importante per tutte le società europee mantenere tra maggioranza e minoranza un dialogo – cui attribuisco un vero valore – perché solo così si potranno sviluppare rapporti veri tra le culture dei paesi europei. E’ un fenomeno europeo che dobbiamo gestire a livello europeo. Vi ringrazio molto.
Dragoş Florin David (PPE-DE) . – (RO) Abbiamo deciso insieme che l’obiettivo della politica energetica europea sarebbe stato quello di ridurre la dipendenza energetica dell’Unione, garantendo al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento e la trasparenza dei prezzi. Oggi constatiamo che il mercato europeo del gas è caratterizzato da un notevole dinamismo sotto tutti i punti di vista: politica energetica, attrezzature tecniche, la stessa attività connessa al mercato del gas e la trasparenza dei prezzi, giacché i prezzi rappresentano una componente fondamentale per la tutela dei consumatori europei.
In tale contesto, il conteggio e la fatturazione del gas in relazione ai consumatori finali richiede lo sviluppo di standard adeguati che consentano un metodo di calcolo uniforme, riconosciuto in tutta l’Unione europea, per garantire una misurazione trasparente, ossia equa, corretta e accurata.
Chiedo al Parlamento europeo di adottare tutte le misure necessarie per favorire i controlli sui metodi di conteggio e fatturazione del gas, perché abbiamo riscontrato che in Romania i trasportatori e i distributori di gas non rispettano tali condizioni: il gas viene conteggiato in metri cubi e fatturato in kWh, così che i cittadini non sono in grado di controllare i propri consumi effettivi, che risultano da una formula matematica basata su parametri discutibili.
Proinsias De Rossa (PSE) . – (EN) Signor Presidente, paura e rabbia sono i sentimenti diffusi tra i nostri cittadini in relazione al collasso delle istituzioni finanziarie a livello globale e al relativo e potenziale impatto su pensioni, risparmi e posti di lavoro.
Constato con piacere la presenza del commissario McCreevy, che è qui per partecipare alla discussione che sta per aver luogo. Credo tuttavia che egli debba agire con estrema tempestività in merito alle proposte del Parlamento, per imbrigliare quel “capitalismo d’azzardo” che ci ha spinto sull’orlo dell’abisso economico.
Signor Commissario, se il suo impegno ideologico neo-liberista non le permetterà di farlo, allora dia le dimissioni e lasci il suo posto a qualcun altro, che sia pronto a domare i filibustieri senza scrupoli del mercato. Si richiedono con urgenza nuove e più rigorose norme per regolare il settore bancario e finanziario, ed è necessario porre fine con urgenza alla vostra “normativa morbida”, che talvolta ha voluto dire “regolamentazione zero”.
Per concludere, vorrei ricordare i commenti fatti dall’onorevole McDonald del Sinn Féin, che ha cercato di giustificare la campagna contro Lisbona e adesso richiede la sovranità economica per l’Irlanda nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale. Credo che questo dimostri la leggerezza dei sostenitori della “campagna del no”.
Marek Aleksander Czarnecki (ALDE) . – (PL) Con la crisi finanziaria anche la trasparenza dei fondi impegnati in investimenti alternativi dev’essere una questione importante per il Parlamento europeo. E’ infatti diventata una priorità aumentare la trasparenza delle aziende ricorrendo a strumenti giuridici, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra i fondi hedge e quelli di private equity – da un lato – e le aziende di cui tali fondi detengono azioni – dall’altro.
I cosiddetti codici di buona condotta potrebbero fungere da modello, ma non possono sostituire le misure legislative nei casi di comportamento scorretto. E’ essenziale redigere un codice delle migliori prassi per ripristinare l’equilibrio nell’attuale struttura manageriale delle aziende.
La nuova legislazione dovrà anche obbligare i fondi hedge e di private equity a dichiarare e illustrare la propria politica di investimenti, nonché i rischi correlati per individui e investitori istituzionali, per broker assicurativi e organismi di vigilanza.
Milan Gaľa (PPE-DE) . – (SK) Consentitemi di esprimere il mio dolore per il tragico incidente che ha coinvolto un autobus slovacco, vicino alla cittadina croata di Gospič.
Quattordici persone hanno perso la vita, e altre sono rimaste ferite mentre erano in viaggio per le vacanze. Vorrei porgere la mia solidarietà alle vittime e allo stesso tempo ringraziare i croati per il loro comportamento esemplare – che è riuscito ad attenuare l’impatto dell’incidente – e per le cure prestate ai nostri cittadini. In diverse occasioni la Croazia ha dimostrato, con la sua capacità di affrontare i problemi e di risolverli, che il suo futuro è nell’Unione europea.
Emmanouil Angelakas (PPE-DE) . – (EL) Signor Presidente, nelle ultime settimane abbiamo seguito con particolare interesse e preoccupazione gli sviluppi del settore finanziario statunitense.
La decisione del governo degli Stati Uniti di salvare la maggiore compagnia assicurativa con un prestito di 85 miliardi di dollari, la nazionalizzazione di due delle principali società di finanziamento di mutui ipotecari e la bancarotta della quarta banca di investimento hanno diffuso il panico negli Stati Uniti e una notevole inquietudine fra i cittadini europei.
Questo è dovuto al fatto che in un ambiente economico globalizzato, è molto probabile che la crisi raggiunga l’Europa – se non lo ha già fatto – e colpisca il sistema bancario e i redditi dei cittadini europei.
La discussione che si terrà mercoledì al Parlamento europeo, in presenza del Consiglio e della Commissione, dovrà offrire risposte concrete alle seguenti domande:
- l’economia europea è sufficientemente attrezzata per reggere le probabili ripercussioni della crisi che è cominciata?
- qual è il piano d’azione e quali misure specifiche sono state adottate per salvaguardare la situazione finanziaria dei cittadini europei?
- infine, quale politica intende seguire la Banca centrale europea per sostenere le istituzioni finanziarie europee?
Marie Panayotopoulos-Cassiotou (PPE-DE) . – (EL) Signor Presidente, il 26 settembre l’Unione europea celebrerà la propria diversità linguistica. In tale occasione si darà particolare risalto all’idea di lingua come ponte culturale, e alla necessità di incoraggiare l’apprendimento delle lingue straniere e l’abilità di comunicare per superare la barriera linguistica.
Gli eventi celebrativi e le comunicazioni della Commissione trascurano completamente la necessità di mantenere l’insegnamento del latino e del greco antico in Europa, lingue classiche che sono all’origine di molte parole ed espressioni di tutte le lingue europee e di molte altre.
Allo stesso tempo, vale la pena di consultare il Libro verde “Migrazione e mobilità: sfide e opportunità per i sistemi educativi europei”. Il Libro verde fa riferimento al ruolo della direttiva del Consiglio 77/486/CE relativa alla formazione scolastica dei figli dei lavoratori migranti, e assume un atteggiamento critico nei confronti delle azioni frammentarie che sono state adottate negli ultimi 30 anni sulla base di tale direttiva.
Questa è l’occasione per rafforzare l’insegnamento delle lingue dei lavoratori migranti europei.
Zita Pleštinská (PPE-DE) . – (SK) Con la terza crisi politica consecutiva dell’Ucraina si spiega probabilmente il motivo per cui il secondo vertice storico UE-Ucraina tenutosi a Parigi all’inizio di settembre non ha raggiunto conclusioni più ambiziose in merito al conflitto Russia-Georgia.
Mi compiaccio del sostegno espresso ancora una volta dall’Unione europea per la costruzione di una società civile e per i cambiamenti democratici in Ucraina. Esprimo inoltre parere favorevole in merito all’accordo raggiunto per avviare un “dialogo sui visti” che, nel lungo periodo, dovrebbe portare a un regime senza visto da entrambe le parti e in merito al fatto che, nonostante la nuova crisi politica, la strada dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea rimanga aperta.
Oggi nessuno nutre alcun dubbio sul fatto che la rivoluzione arancione abbia mutato la direzione storica in cui si stava muovendo l’Ucraina. Adesso quindi l’Ucraina deve dimostrare di essere un paese stabile e unito; questa è la sua unica occasione di raggiungere una prospettiva europea.
Sono convinta che il modo migliore per garantire la libertà all’interno, sia quello di tutelarla anche all’esterno delle frontiere dell’Unione europea. Per questo motivo, parteciperò all’undicesima sessione della delegazione del Parlamento europeo in Ucraina che il 2/3 ottobre 2008 si recherà a Kiev e a Jalta.
Credo che la presenza dei rappresentanti del Parlamento europeo in Ucraina contribuirà a calmare la situazione e a ripristinare la stabilità politica in quel paese.
Mikel Irujo Amezaga (Verts/ALE) . – (ES) Signor Presidente, vorrei unirmi a coloro che hanno condannato l’attacco o gli attacchi terroristici – uno dei quali è sfociato in un omicidio – che hanno insanguinato il nostro paese. Il popolo basco è l’unico sventurato paese dell’Unione europea che continua a vivere l’esperienza del terrorismo, ormai da decenni. Personalmente vengo da una famiglia che ha sopportato 40 anni di esilio – la stessa durata del franchismo – e se c’è qualcosa che abbiamo imparato è che nessun obiettivo politico vale la vita di un essere umano. Vorrei concludere dicendo che tutti coloro che credono nel diritto dei baschi all’autodecisione sono convinti che il diritto alla vita è il diritto più importante.
James Nicholson (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, sappiamo bene che l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas stanno avendo effetti disastrosi su molti settori della nostra economia e sui consumatori.
Vorrei attirare la vostra attenzione sull’influenza che questa crisi sta esercitando sul settore agricolo, sul settore della pesca e sulle piccole imprese. Attualmente gli alti costi del combustibile sono stati scaricati sugli agricoltori: i costi stanno aumentando ma gli agricoltori non stanno ricevendo maggiori introiti per coprire l’aumento dei prezzi dell’energia e del gas.
La crisi energetica sta mettendo a repentaglio la crescita della competitività nelle nostre piccole e medie imprese; il calo del potere d’acquisto dei consumatori aggrava la situazione, signor Presidente, e tremo all’idea di quello che succederà quest’inverno, quando milioni di persone non potranno permettersi di pagare il riscaldamento.
Abbiamo visto tutti quello che accadeva nelle stazioni di servizio quando il prezzo del petrolio saliva; ogni volta che si passava davanti a una stazione di servizio, il prezzo era aumentato. Ma adesso che il prezzo è sceso, non è stato riportato al livello più basso. A questo si deve dare una risposta: sono stati raccolti lauti profitti ed è giunto il momento di ridistribuirli sotto forma di prezzi accettabili per i consumatori.
Csaba Sógor (PPE-DE) . – (HU) Signor Presidente, avendo perso due terzi del proprio territorio dopo la prima guerra mondiale, l’Ungheria confina in realtà con se stessa. La rappresentanza politica degli ungheresi che vivono in quelle zone e che ammontano a più di tre milioni in sette paesi, ha consentito loro di conquistare i propri diritti nel secolo scorso ricorrendo esclusivamente a mezzi pacifici.
Da sei anni, circa venti organizzazioni politiche nell’ambito del forum dei rappresentanti del bacino dei Carpazi discutono di opportunità pacifiche per lo sviluppo dei reciproci interessi, e continueranno a farlo: fra i temi in discussione rientrano l’identità, la lingua madre, le relazioni economiche e l’autonomia. Anch’io faccio parte del forum. Quest’anno abbiamo deciso di aprire a Bruxelles un ufficio comune per le attività di lobbying, per sfruttare le opportunità offerte dall’Unione europea.
E’ incomprensibile e inaccettabile che gli sforzi pacifici delle comunità ungheresi vengano accolti con epiteti ingiuriosi dai politici di alcuni Stati membri dell’Unione, che scagliano sulla minoranza ungherese residente nel loro paese un’accusa collettiva di criminalità, e vogliono limitare per i cittadini di etnia ungherese l’uso della loro lingua madre.
Vorrei attirare l’attenzione del Parlamento europeo su questi attacchi, e ricordare ancora una volta la necessità di garantire i diritti comunitari alle minoranze nazionali, nonché di difenderle dall’accusa di criminalità collettiva. L’Unione europea deve assumere un ruolo attivo e preventivo. Vi ringrazio.
Ioannis Gklavakis (PPE-DE) . – (EL) Signor Presidente, la Commissione intende affrontare il problema dei crescenti prezzi dei prodotti alimentari nei paesi in via di sviluppo, finanziando tali paesi con l’erogazione di un miliardo di euro circa.
In tal modo, finanzierà l’acquisto di semi e altre forniture per aumentare la produzione agricola, nutrire la popolazione, ridurre l’inflazione e far scendere i prezzi dei prodotti alimentari.
Dal punto di vista etico e politico è corretto aiutare i paesi in via di sviluppo, ma sarebbe opportuno adottare simili iniziative per assistere gli agricoltori europei, che sono stati colpiti altrettanto duramente dagli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari e da molte altre cause; questo denaro dovrebbe essere considerato una forma di risparmio dovuto alla riduzione dei costi nell’ambito della politica agricola comune (PAC).
Propongo quindi che gran parte del miliardo di euro sia utilizzata per aiutare gli agricoltori europei che si trovano in gravi difficoltà.
Per concludere, consentitemi di esprimere i miei forti dubbi sul corretto utilizzo del denaro da erogare a questi paesi; i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) non hanno alcun modello di sviluppo rurale e sono totalmente privi di sistemi ispettivi. Temo che il denaro andrebbe perso nella burocrazia delle organizzazioni internazionali senza arrecare alcun beneficio reale.
PRESIDENZA DELL’ON McMILLAN-SCOTT Vicepresidente
Presidente . − Dichiaro concluso questo punto all’ordine del giorno.