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Discussioni
Mercoledì 24 settembre 2008 - Bruxelles Edizione GU

Situazione del sistema finanziario mondiale e i suoi effetti sull’economia europea (discussione)
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  Silvana Koch-Mehrin, a nome del gruppo ALDE. (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, la crisi finanziaria globale si è diffusa nei mercati con conseguenze imprevedibili. Alcuni proveranno forse soddisfazione, vedendo che i banchieri cadono in disgrazia o perdono il posto; ma si tratta di un atteggiamento miope, poiché i veri sconfitti non sono i dirigenti delle imprese o gli operatori finanziari. La crisi del credito e il crollo del valore di titoli e risparmi colpisce con particolare durezza le famiglie comuni, la cui sicurezza finanziaria si dissolve, quando il valore di pensioni e risparmi viene messo a repentaglio.

Per tale motivo è essenziale effettuare una precisa analisi della crisi finanziaria e delle sue cause, così da scongiurarne il ripetersi; sono lieta di constatare che proprio questo stiamo facendo oggi. L’onorevole Schulz ha utilizzato il suo intervento per scagliare un’invettiva contro i mercati; le predizioni da lui formulate nel novembre scorso, che egli stesso ci ha cortesemente ricordato, gli consentiranno forse di arrotondare il proprio reddito in qualità di oracolo, ma anche il collega Schulz dovrà ammettere che il motore dei mercati è il denaro, non l’aria fritta.

Abbandonare la libertà d’impresa non sarebbe una risposta adeguata alla crisi attuale; sono le imprese a creare posti di lavoro e prosperità. I mercati finanziari hanno veramente bisogno di un maggior numero di regole? Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico tedesco, sintetizzò la questione con grande lucidità. Egli disse che lo Stato deve fissare le regole dell’economia e del sistema finanziario ma, come un arbitro, non deve partecipare al gioco; ciò significa, naturalmente, che lo Stato deve punire i falli e le violazioni delle regole.

Un’opera di regolamentazione è opportuna e necessaria per evitare gli eccessi, ma la responsabilità della crisi non si può imputare all’economia di mercato. La colpa è invece di coloro che si rifiutano di rispettare quadri di riferimento e norme. Da anni gli esperti ci mettono in guardia contro i prestiti ad alto rischio, i crediti non garantiti e una bolla che, nel mercato finanziario e immobiliare, potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Occorrono norme comuni e trasparenti, valide per tutta Europa e anzi per tutto il mondo. Certo, abbiamo bisogno di controlli internazionali, ma senza smarrire il senso delle proporzioni. Non sarà un vantaggio per nessuno, se blocchiamo i movimenti del capitale con un numero eccessivo di norme innescando in tal modo una recessione economica.

Soprattutto, dobbiamo ristabilire la fiducia in un mercato libero e aperto. Se ci dimostreremo capaci di agire, contribuiremo alla stabilità economica dei cittadini d’Europa e del mondo; ma i mercati internazionali non staranno certo ad aspettare le decisioni europee, né le prese di posizione di questo Parlamento.

Signor Commissario, ministro Jouyet, il mio gruppo si attende subito da voi un’azione rapida, razionale e dagli esiti positivi.

 
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