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Procedură : 2008/2133(INI)
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Texte depuse :

A6-0447/2008

Dezbateri :

PV 17/12/2008 - 19
CRE 17/12/2008 - 19

Voturi :

PV 18/12/2008 - 6.19
CRE 18/12/2008 - 6.19
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Explicaţii privind voturile

Texte adoptate :

P6_TA(2008)0634

Dezbateri
Miercuri, 17 decembrie 2008 - Strasbourg Ediţie revizuită

19. Impactul contrafacerii asupra comerţului internaţional - Aspecte ale protecţiei consumatorului în raport cu fenomenul contrafacerii (dezbatere)
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PV
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  Πρόεδρος. - Το επόμενο σημείο είναι η κοινή συζήτηση σχετικά με

- την έκθεση Gianluca Susta εξ ονόματος της Επιτροπής Διεθνούς Εμπορίου, σχετικά με τον αντίκτυπο των απομιμήσεων στο διεθνές εμπόριο [2008/2133(INI)] (A6-0447/2008), και

- την προφορική ερώτηση προς την Επιτροπή σχετικά με τις απομιμήσεις μέσα από το πρίσμα της προστασίας των καταναλωτών της Arlene McCarthy εξ ονόματος της Ομάδας PSE (O-0097/2008 - B6-0486/2008).

 
  
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  Gianluca Susta, relatore. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con me alla stesura di questa relazione, agli shadow, al di là delle posizioni che ciascun gruppo politico assumerà domani nella votazione di questa relazione.

La lotta alla contraffazione è innanzitutto uno strumento a supporto della competitività del sistema europeo, rientra pienamente nelle ragioni fondanti della strategia di Lisbona e credo che vada considerato anche nella sua portata giuridica e penale in questo mondo globalizzato. L'OCSE, in un rapporto del 2005, ci dice che circa 150 miliardi di euro di prodotti contraffatti vengono scambiati nel mondo, senza considerare quella che è la contraffazione totalmente interna e senza considerare la pirateria on line. Qualche osservatore dice che sono circa 500 miliardi in realtà di euro, in giro d'affari che riguarda la contraffazione.

Un ostacolo quindi nella sua violazione dei diritti di marchio, di brevetto, di proprietà intellettuale, di quelle che sono le ragioni forti della nostra industria, della nostra capacità di innovazione, della nostra capacità di creatività. Questo richiede azioni mirate più coordinate, grande attenzione nei rapporti con le aree del mondo e credo anche uno sguardo diverso nel rapporto tra le istituzioni comunitarie e gli Stati membri.

Questa relazione ha voluto soffermarsi - per suo dovere istituzionale provenendo dalla commissione commercio internazionale - sugli aspetti esterni della contraffazione, ma il legame tra gli aspetti esterni e il legame tra gli aspetti interni della contraffazione nell'Europa - in questa Europa che resta il più grande mercato del mondo, il secondo importatore al mondo - sono di tutta evidenza.

Allora in sintesi noi dobbiamo riaffermare alcuni postulati fondamentali della lotta alla contraffazione: intanto l'esigenza di un rafforzamento del nostro sistema di difesa d'ingresso dei prodotti contraffatti, un rafforzamento che vuol dire anche coordinamento delle forze di polizia che sono preposte al controllo dei prodotti alle frontiere, un rafforzamento delle dogane. Però noi dobbiamo anche puntare molto sull'armonizzazione delle norme civili e penali del nostro diritto interno, ma anche del rafforzamento all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio di quelli che sono gli strumenti che già l'Organizzazione mondiale del commercio si è data.

È chiaro che rivolgerci forse più spesso all'Organizzazione mondiale del commercio per la soluzione di alcuni problemi relativi alle controversie che sono sorte aiuta a rafforzare la lotta alla contraffazione, così come crediamo che vada in qualche modo penalizzato il fatto che paesi terzi estranei all'Unione europea si dichiarino in qualche modo disponibili a far da ponte per l'ingresso nell'Europa di questi prodotti, ma anche per la circolazione dei prodotti nel mondo.

Occorre una più forte tutela della proprietà intellettuale, una più forte capacità di potersi difendere all'interno delle grandi aree geopolitiche del mondo, dei grandi Stati anche che si affacciano sul mercato mondiale e proprio per questo guardiamo con grande interesse ad ACTA, cioè a un grande accordo internazionale dentro un quadro multilaterale, ma che non nega l'utilità di un quadro bilaterale tra gli Stati Uniti, il Giappone, l'Europa, che trovi spazio anche per il Brasile, l'India, la Cina, le altre grandi regioni commerciali del mondo, con una duplice attenzione, da un lato un'attenzione alla trasparenza, un'attenzione al rispetto dei diritti civili e politici, al rispetto della privacy, nello stesso tempo nel rafforzamento dentro un quadro di totale rispetto di quelli che sono i diritti fondamentali anche delle ragioni del commercio che per noi sono anche ragioni strettamente connesse allo sviluppo e quindi anche alla libertà dei nostri Stati all'interno dell'Unione e dell'Unione stessa, anche come grande soggetto politico sui mercati del mondo.

Allora io credo che noi dobbiamo agire sull'educazione dei consumatori, sull'armonizzazione delle norme penali, sull'intensificazione dei controlli, sull'utilizzo anche di strumenti di pressione. Noi abbiamo nei confronti di alcuni paesi in via di sviluppo il sistema delle preferenze generalizzate e dobbiamo fare in modo che questo sistema venga rafforzato, ma nello stesso tempo venga anche utilizzato per contrastare il prestarsi da parte di alcuni paesi a far da ponte per l'ingresso di questi beni contraffatti.

Allora la relazione mira a creare un quadro unitario tra grandi ragioni della libertà, grandi ragioni della libertà di commercio, della libertà civile, delle libertà politiche e dello sviluppo, cercando di andare a punire e a colpire questo fenomeno che oggi sta mettendo grandissima difficoltà al sistema competitivo dell'Unione europea. Certo avremmo sperato in qualcosa di più, nel senso che ci sono alcune questioni che sono rimaste sullo sfondo, come la creazione di un Osservatorio e come la previsione delle norme sulla tracciabilità all'interno di questa relazione, che non hanno trovato il consenso della maggioranza.

Crediamo però di avere offerto un grande contributo a Commissione e Consiglio, soprattutto alla Commissione, per definire in futuro una revisione complessiva delle norme che mettano l'Europa al riparo da questo fenomeno negativo.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola, author. − Madam President, I would like to express my thanks to the rapporteur for his profound work. Counterfeiting and copyright piracy are a drain on the economy in Europe and worldwide, and virtually no industry escapes this illegal activity. It is responsible for damaging legitimate business and especially, in the view of the IMCO Committee, it is a source of consumer detriment.

The problem is serious and is growing more serious, yet counterfeit and pirated goods continue to be freely available within the internal market. To combat counterfeit and piracy, we have, firstly, to enhance enforcement, helping customs authorities to detect it, and to make agreements to undermine counterfeiting and piracy at the point where infringement originates. Action is also required to keep the internet from becoming an even more prominent distribution channel for counterfeit and pirated products by strengthening remedies to more effective redress.

Secondly, we need public awareness campaigns. Too often, consumers are unaware of the scale and repercussions of the problem. The lives of consumers are put at risk by dangerous products, especially fake medicines. Government-led campaigns should increasingly focus on the social costs of counterfeit and piracy, such as health and safety.

Thirdly, we need more data-gathering, assessment and research. Comprehensive and comparable data are vital for both legal enforcement efforts and awareness campaigns. This year, the Committee on the Internal Market and Consumer Protection agreed the new goods package, which created the new framework for market surveillance and for the enforcement of all EU law to ensure the safety of goods available on the internal market. Earlier in this legislative period, we adopted a modernised customs code and instruments to help create an effective and paperless customs. In this way we have sought to enhance the operational efficiency of customs authorities at the external borders of the EU – the last buffer of protection – preventing the entry onto the internal market of counterfeit goods.

Fighting counterfeiting and piracy is an issue that should continue to be at the top of our political agenda. In Parliament we call for the Commission to cooperate with governments, customs authorities, industry and consumers in all EU Member States. We must take action together if we are to fight it effectively. With this debate this evening, we challenge the Commission to deliver a coherent and coordinated approach to tackling counterfeiting and piracy. Only in this way can we ensure the trust and confidence of consumers in the products on sale in the internal market.

 
  
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  Jacques Barrot, vice-président de la Commission. − Madame la Présidente, je veux remercier M. Susta pour son rapport sur l'impact de la contrefaçon sur le commerce international et, bien sûr, la commission du marché intérieur et de la protection des consommateurs. Ces questions sur la contrefaçon et le piratage méritent – comme vient très bien de le montrer Mme Korhola – vraiment toute notre attention, toute notre détermination.

La Commission est pleinement engagée dans la promotion d'un haut niveau de protection de la propriété intellectuelle et de son respect dans les pays tiers. Conformément au rôle de l'Europe dans le monde et à la stratégie de la Commission pour faire respecter les droits de la propriété intellectuelle, nous coopérons avec les partenaires qui partagent nos préoccupations. Il en est ainsi avec les États-Unis, le Japon, le G8 ou les pays de l'OCDE. Nous voulons que les secteurs industriels européens les plus modernes, les plus innovants, les plus axés sur la qualité, identifiée comme l'un de nos principaux atouts en termes de compétitivité mondiale, ne soient pas malmenés voire spoliés par des pays tiers.

L'implication du Parlement européen sur cette question est bienvenue. Merci. La Commission a suivi l'élaboration du rapport de M. Susta, et je le remercie d'avoir ainsi pris une position très ambitieuse et constructive. Nous prenons note des propositions concernant les travaux avec la Chine, l'utilisation du règlement des litiges à l'OMC, notre système de préférences généralisées ainsi que la nécessité d'aider davantage nos petites et moyennes entreprises.

Toutefois, dans plusieurs domaines, la version finale du rapport fait marche arrière par rapport à l'approche initiale. Et puis, le rapport adopte un ton plus réservé, plus défensif, notamment en ce qui concerne l'ACTA, l'accord commercial anti-contrefaçon. L'ACTA a pour objet de s'attaquer aux activités illégales à grande échelle, et de protéger les innovateurs de l'Union européenne. Et l'ACTA ne vise pas à limiter les libertés civiles ou à exercer une pression sur les consommateurs.

Comme la Commission l'a répété maintes fois au Parlement européen, l'ACTA n'ira pas plus loin que le régime actuel de l'Union européenne concernant l'application des droits de la propriété intellectuelle. Le régime actuel respecte les droits fondamentaux, les libertés civiles, notamment la protection des données à caractère personnel. L'application de sanctions pénales devra être négociée par la Présidence de l'Union européenne au nom des États membres.

En ce qui concerne les questions présentées par la commission du marché intérieur et de la protection des consommateurs, je souligne que, depuis la conférence à haut niveau, organisée au mois de mai dernier avec les députés du Parlement européen, la Commission a réfléchi aux moyens qui seraient les plus appropriés pour soutenir les États membres, les autorités judiciaires et policières, les entreprises, les consommateurs, dans la lutte qu'ils mènent contre ces malfaiteurs. Il est vrai que ces problèmes complexes font référence à différents domaines et relèvent de plusieurs directions générales de la Commission. Il faut une coopération renforcée.

Au début de cette année – et c'est important – une unité spécialisée dans la mise en vigueur des droits de propriété industrielle et intellectuelle a été créée. J'insiste sur ce point. En plus, il faut disposer d'une base de connaissances solide pour mettre en place une stratégie durable de lutte contre la contrefaçon et le piratage. Mais là, nous avons un problème: c'est la production des statistiques. Il nous faudrait des statistiques pour avoir une idée précise de l'étendue et de la dimension du problème. L'OCDE l'a d'ailleurs souligné dans son rapport intitulé "L'impact économique de la contrefaçon et du piratage".

Il nous faut donc faire en sorte que des informations exactes et complètes puissent être recueillies. Les entreprises disposent de données indispensables mais certaines de ces données sont jugées sensibles. Il faut dire que les seules statistiques que les États membres sont obligés de fournir sont celles qui concernent les saisies douanières.

De même, il est difficile d'obtenir des informations sur le nombre de personnes ayant subi un préjudice dû aux produits contrefaits. Même si des systèmes tels que le système communautaire d'échange rapide d'informations pour les produits de consommation non alimentaires (le RAPEX) fournissent des éléments, ces derniers ne seront pas complets. Le système RAPEX a été conçu pour éviter les accidents dus à des produits dangereux. Il est vrai que les produits contrefaits pourraient faire partie de cette catégorie. Le principal avantage du RAPEX, c'est de permettre que des informations concernant des produits de consommation dangereux, repérés dans un État membre, soient rapidement transmises aux autres États membres et à la Commission pour éviter que d'autres consommateurs les achètent.

Toutefois, étant donné que RAPEX couvre tous les produits de consommation dangereux, ce n'est pas nécessairement l'instrument le plus approprié pour recueillir des informations sur les préjudices dus aux produits contrefaits.

La base de données européenne sur les accidents, qui est alimentée par un suivi systématique des dommages corporels, recueille des données sur les accidents et les dommages corporels communiqués par les services d'urgence des hôpitaux. Cependant, les informations fournies sur l'origine du dommage corporel sont parfois trop générales et le niveau de détail n'est pas suffisant pour qu'il soit possible d'établir si le dommage est dû à un produit contrefait. En outre, la disparité des méthodes utilisées par les États membres pour enregistrer les causes d'accidents fait de la comparaison et de la production des statistiques un exercice difficile et manquant de précision.

Il est donc manifeste que nous devons promouvoir la création de réseaux d'échange rapide par l'intermédiaire de points de contact nationaux. Cette approche permettrait de renforcer la coordination, le partage d'informations entre les organes administratifs, les autorités judiciaires et policières et les secteurs d'activité économique concernés dans l'ensemble de l'Union européenne. À cet égard, l'Observatoire pourrait être très utile. La Commission examine actuellement les possibilités concrètes les mieux adaptées pour le mettre en place.

Conformément au principe de subsidiarité, il incombe aux États membres de veiller à ce que les produits commercialisés soient tous des produits sûrs, à ce que la surveillance du marché s'effectue de manière efficace, mais cette surveillance n'a pas été assurée avec la même rigueur dans tous les États membres au cours des années passées. La Commission a donc proposé un règlement portant sur l'accréditation et la surveillance du marché, qui a été adopté en juin 2008 par le Conseil.

Ce règlement établit un cadre commun en ce qui concerne la surveillance du marché. Il concerne le système mis en place par la directive relative à la sécurité générale des produits mais le complète. Il fixe des exigences communes en matière de surveillance du marché, exigences que tous les États membres sont tenus de respecter. Le règlement introduit un mécanisme de coopération entre les autorités, au niveau aussi bien national que transfrontalier. Ce mécanisme devrait permettre de diffuser les informations utiles de manière efficace, par exemple pour alerter de l'arrivée de produits dangereux à l'un des points d'entrée.

En juillet dernier, la Commission a adopté une communication sur une stratégie dans le domaine des droits de propriété industrielle pour l'Europe. Nous voulons donc mettre en place une stratégie intégrée comprenant des mesures non législatives pour renforcer l'application de ces dispositions. Cette stratégie permettra de développer un nouveau plan d'action en matière de douanes pour lutter contre la contrefaçon et le piratage, pour établir de nouvelles approches qui permettront d'améliorer la collecte d'informations, de promouvoir les campagnes de sensibilisation générale et d'accroître l'efficacité des réseaux de coopération à tous les niveaux.

Le Conseil s'est déclaré très favorable à cette approche. Il a adopté, le 25 septembre 2008, un plan européen global de lutte contre la contrefaçon et le piratage. Cette résolution, qui établit ce plan européen global de lutte contre la contrefaçon et le piratage, est un signal politique majeur. Nous avons là la preuve que les États membres attachent une importance notable au respect des droits de propriété intellectuelle.

Dans ce cadre, la Commission a rencontré les directeurs généraux des douanes des États membres à l'occasion d'un séminaire de haut niveau, qui s'est tenu à Paris les 25 et 26 novembre 2008. Ce séminaire a permis de définir les grands axes d'un nouveau plan douanier de lutte contre la contrefaçon pour les années 2009 à 2012.

Ce plan douanier de lutte contre la contrefaçon sera élaboré par la Commission sous la future Présidence tchèque. La Commission attache une grande importance à la protection et au respect effectif des droits de propriété intellectuelle sur les marchés tiers. Elle a mis en place des dialogues structurés sur les questions liées aux droits de propriété intellectuelle avec ses principaux partenaires commerciaux, la Chine par exemple. La Commission a proposé d'introduire des dispositions détaillées concernant les droits de propriété intellectuelle, axées plus particulièrement sur le contrôle de leur application dans les accords commerciaux bilatéraux et régionaux.

En ce qui concerne la sensibilisation et la mise en garde des consommateurs contre les risques de plus en plus importants, la Commission considère bien sûr que c'est un problème majeur. La collecte et l'analyse de données solides sont fondamentales pour étayer nos travaux, nous permettre de développer des politiques et des stratégies efficaces. En disposant d'informations de qualité, nous pourrons informer, éduquer les consommateurs, sans susciter pour autant la méfiance et l'inquiétude pour les lignes de produits sensibles tels les produits pharmaceutiques ou les denrées alimentaires. Les États membres ont un rôle important à jouer à cet égard en veillant à cet échange d'informations.

Je conclus en m'excusant, Madame la Présidente, d'avoir été un peu long. Nous voulons soutenir les États membres pour pouvoir contribuer plus efficacement à promouvoir l'innovation, à protéger la santé et la sécurité des consommateurs, et nous avons besoin d'une approche globale. C'est pourquoi la Commission concentre ses efforts sur la mise en place d'un mécanisme qui permettra de développer la connaissance et la coopération entre les États membres, les consommateurs et les entreprises.

Vous voyez, Monsieur Susta, votre rapport vient à point nommé. Nous sommes là au cœur d'un sujet qui, personnellement, m'a toujours tout à fait préoccupé, celui de la contrefaçon. Nous ne pouvons pas défendre une Europe de l'innovation si nous ne luttons pas efficacement contre la contrefaçon. Je remercie donc le Parlement européen de la sensibilité qu'il apporte à ce problème majeur. Je vous remercie de votre attention et maintenant, Madame la Présidente, je vais écouter attentivement les interventions des parlementaires.

 
  
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  Eva Lichtenberger, Verfasserin der Stellungnahme des mitberatenden Rechtsausschusses. − Frau Präsidentin, meine Damen und Herren! Der Kollege Susta hat zu der Bedeutung des Themas ja schon deutlich Stellung genommen, das muss ich also nicht wiederholen.

Der Rechtsausschuss hat sich mit dem Thema, vor allem mit den internationalen Verhandlungen im Rahmen des ACTA beschäftigt und folgende Punkte hervorgehoben: Zum Beispiel den Mangel an Transparenz in den internationalen Verhandlungen, die Frage des Verhältnisses zu internationalen Übereinkommen wie TRIPS oder dem WIPO, das Fehlen einer gesetzlichen Basis für die Definition von Natur und Ausmaß von Strafbestimmungen –, ein Punkt, der auch für Mitgliedstaaten sehr wichtig ist.

Ich möchte das kurz in einer Schlussfolgerung zusammenfassen: Was immer Mitgliedstaaten oder wir von Harmonisierungen von Strafbestimmungen halten und wie sie stattfinden sollen – wir sollen das selber entscheiden. Es darf nicht sein, dass man mittels internationaler Verhandlungen ohne die entsprechende Transparenz den Handlungsspielraum der Europäischen Union und der Institutionen von vornherein so einschränkt, dass das Europäische Parlament nicht mehr wirklich mit einem entsprechenden Spielraum darüber entscheiden kann. Wir dürfen also nicht präjudizieren, das Europäische Parlament besteht auf seinen Rechten. Schließlich sind hier Privatsphäre, Datenschutz, bürgerliche Rechte berührt und unter Umständen auch in Gefahr.

Fast hätten wir auch die Möglichkeit, morgen über zwei Entschließungen abzustimmen, wenn nicht von Seiten der konservativen Fraktion verhindert wird, dass mittels eines mündlichen Änderungsantrags eine Korrektur einer der Entschließungen vorgenommen wird. Ich hoffe, dass sich diese Meinung noch ändert. Danke!

 
  
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  Corien Wortmann-Kool, namens de PPE-DE-Fractie. – Vice-voorzitter, u heeft inderdaad heel lang gesproken, zo laat op de avond. Als u daarmee wilt onderstrepen dat de Commissie grote prioriteit wil geven aan de bestrijding van namaak, dan zij het u vergeven. Sterker nog, dan houden wij u graag aan uw grote ambitie, want het is inderdaad een heel groot en nog steeds groeiend probleem. Het gaat allang niet meer alleen om mooie Gucci-tasjes, maar ook om de gezondheid en de veiligheid van de Europese burger, de Europese consument.

Ik wil de rapporteur van harte bedanken voor zijn uitstekende verslag, dat we in de Commissie internationale handel, op twee na, unaniem hebben goedgekeurd. We hebben de afgelopen week wat ingewikkelde onderhandelingen gehad over nieuwe resoluties, maar ik ben blij dat we gezamenlijk weer op onze schreden zijn teruggekeerd; ik hoop dan ook dat we deze resolutie van de Commissie internationale handel morgen met grote meerderheid kunnen aannemen. We waarderen het dat de ALDE-Fractie de alternatieve resolutie heeft ingetrokken.

Er is veel betere samenwerking nodig, wil de strijd tegen namaak vruchten afwerpen. De douane speelt daarbij een belangrijke rol, kijk bijvoorbeeld naar de gecoördineerde aanpak in vijf Europese landen waar de douane en de industrie al heel intensief samenwerken en grote hoeveelheden namaakgoederen vernietigen. Uitstekend!

Ook betere coördinatie is nodig. Maar in onze resolutie stellen we geen nieuw Europees agentschap voor. Daar hebben we wel over gediscussieerd. Ik zou u in dit verband willen wijzen op het voorstel van collega David Martin om een Europees scorebord in te stellen. Dat is een uitstekend idee.

Ik had ook nog graag over de sancties gesproken, vooral tegen u, commissaris voor Justitie. Ik hoop dat u onze voorstellen serieus neemt en daarmee ook aan de slag gaat.

 
  
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  David Martin, on behalf of the PSE Group. – Madam President, can I firstly thank Mr Susta for his good cooperation on this report. We did not agree on everything but he was always very cooperative and as flexible as he could be.

Firstly, Mr Susta gave us some global figures on the scale of counterfeiting. Just this week in my constituency two separate events have drawn attention to the scale of counterfeiting at the regional level. Firstly, the UK Border Agency raided a ship in Grangemouth in Scotland, in my constituency, and seized GBP 3.6 million worth of fake designer goods. The ship had come to Scotland via Holland from China.

Again this week in Scotland, it was revealed that so far this year Scottish police have seized half a million CDs and DVDs with a street value close to GBP 5 million. The police went on to say in their press release that the distribution of these knock-off DVDs and albums was nearly all controlled by organised crime. So this is clearly a massive problem across the whole of the European Community.

As others have said, counterfeiting is often seen as a victimless crime, but of course, as we are discussing, it is far from it. There are at least three groups of losers for counterfeited goods.

The first group is of course the business community: trade affects legitimate retailers and other businesses who pay taxes, employ people and generate revenues; also counterfeiting denies authors, artists and researchers a fair return on their talent and investments. There are the customers that have been mentioned by Mrs Wortmann-Kool who are killed, harmed or inconvenienced by fake products. Then there is the third group of people, the victims of criminality and anti-social behaviour, which are often financed by the proceeds of counterfeited goods.

The PSE Group largely agrees with what the Commissioner has outlined as the three areas of action required to tackle this problem. Firstly we need tougher action against third countries that encourage or turn a blind eye to counterfeiting and fail to protect the intellectual property rights of others. We do not believe that ACTA is the full solution to this problem and we certainly believe that, if ACTA is going to come into effect, we need it to be more transparent, democratic and generally multilateral. As Mrs Wortmann-Kool says, we see part of the solution as an international scoreboard naming and shaming those countries that fail to respect the rights of others as far as counterfeit goods are concerned.

The second area where we need action is the ongoing work of law enforcement agencies such as the police, trading standards officers and customs authorities. We look forward to seeing the Czech proposal next year for better European cooperation in this field.

The third and final area is the need to educate the public about the damage done by counterfeiting, and to explain to young people that individuals who work to create films, TV content and music have a right to learn a living from it.

What we do not believe is that we should criminalise individuals who download the odd pirated song or pirated music or who buy a fake CD or fake football shirt. We do not want to criminalise these people; we want to educate them and get them on our side to tackle the real criminals in this process.

 
  
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  Carl Schlyter, för Verts/ALE-gruppen. – Fru talman! Tack Gianluca Susta. Det hade ju varit enkelt för oss att komma överens om en bra uppgörelse här. Men parlamentets regler tvingar oss att lägga fram separata resolutioner utan möjlighet till att rösta på enskilda ändringsförslag. Det gör att det är svårt att få till stånd en kompromiss där parlamentets majoritetsvilja har en chans att uttryckas på ett korrekt sätt. Detta är väldigt tråkigt för det innebär att om inte t.ex. den gröna resolutionen i morgon får stöd kommer vi här i morgon att rösta igenom ett förslag som innebär kontroll av Internet och innehållet på Internet och att distributörerna görs ansvariga för det. Det vore väldigt olyckligt eftersom det inte ens är parlamentets vilja.

Konsumenter och människor hotas på två sätt av piratkopiering och förfalskning. Man kan utsättas för miljöfarliga varor, man kan utsättas för hälsovådliga falska mediciner och därmed drabbas direkt. Men vi kan också hotas av överdrivna åtgärder för att försvara varumärken, framför allt upphovsrätten. Det gäller att hitta en bra balans. Jag tycker att parlamentets tydliga budskap till kommissionen och rådet, när de ska fortsätta förhandlingarna, är att oavsett hur omröstningen går i morgon kommer vi att tydligt säga att personligt bruk utan vinst inte ska behandlas straffrättsligt. ACTA ska inte ge tillgång till privata datorer, musikspelare osv. Det är ett tydligt budskap från parlamentet.

När det gäller straffrätten måste man rösta på det gröna alternativa förslaget om man inte vill ha någon slags bild av att vi plötsligt skulle kunna införa straffrätt på europeisk nivå. Vi har ju inget mandat alls för att göra något sådant. Frågan är om det skulle fungera och på vilket sätt det kan skapa balans i en straffskala i ett land när straffskalan i ett annat land egentligen skulle hamna helt fel. Att då göra det på internationell nivå ser inte alls ut att fungera. Därför är de gröna förslagen bättre.

I det ursprungliga förslaget sägs det att inga undantag ska göras för resenärer. Att man då som en resenär som tar med sig varor för max 400 euro ska likställas med en businessman som kan ta med sig 50 containrar är inte rimligt. Det är framför allt inte rimligt att rösta bort reglerna om kvalitativt innehåll på nätet, kvalitativ statistik som reglerar innehåll och dessutom sekundärt ansvar och mellanhänders ansvar.

För att fler ska kunna rösta på den gröna resolutionen kommer vi att lägga fram ett muntligt ändringsförslag om att ta bort artikel 15 som tydligen var lite väl kontroversiellt, och då hoppas jag att många kan stödja vårt förslag, tack!

 
  
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  Pedro Guerreiro, em nome do Grupo GUE/NGL. – Senhora Presidente, a resolução do Parlamento Europeu, de 13 de Dezembro de 2007, sobre o sector têxtil apontava que metade dos processos alfandegários europeus em matéria de contrafacção tem por objecto artigos têxteis e de vestuário. A mesma resolução sublinhava a necessidade de aplicar regras vinculativas em matéria de aposição de rótulos de origem nos têxteis importados de países terceiros, exortando o Conselho a aprovar a proposta de regulamento pendente relativa à indicação "fabricado em" como forma de incrementar a defesa dos consumidores e apoiar a indústria europeia.

A verdade é que uma proposta da Comissão Europeia neste sentido, apesar de insuficiente, marca passo desde 2005. Por isso, a questão que colocamos é: quando é que a União Europeia estabelece regras para a indicação da origem das importações ou dos produtos fabricados nos diferentes países que a integram?

 
  
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  Bastiaan Belder, namens de IND/DEM-Fractie. – Voorzitter, graag wil ik de rapporteur bedanken voor dit belangrijke verslag. Namaak is niet alleen een economische gesel, het is evenzeer een bedreiging voor de consumentenveiligheid en de volksgezondheid. Niet alleen de productie, maar ook de handel en het transport in namaakproducten moeten prioriteit krijgen.

Eind vorige maand bracht ik een uitermate nuttig werkbezoek aan Kosovo. De situatie in dit land is zorgelijk. De onoverzichtelijke, elkaar deels overlappende, internationale presentie en de zwakke regering in Pristina zorgen ervoor dat smokkelaars in Kosovo een goede uitvalsbasis hebben. Het is wrang om te zien dat criminelen van Albanese en Servische zijde multi-etnisch uitstekend samenwerken.

Ik roep de Unie op de EULEX-missie in Kosovo in te zetten in de strijd tegen deze smokkelpraktijken. Het kan niet zo zijn dat de Europese Unie een zwart gat aan haar grenzen laat ontstaan. De strijd tegen namaakproducten moet niet alleen op de onderhandelingstafel, maar evenzeer in het veld gevoerd worden. En ik hoop dan ook dat de Commissie daar aandacht aan zal besteden; ik heb hierover overigens in Pristina met de Commissie gesproken. Dit is een uitermate belangrijk punt in onze strijd voor de bescherming van intellectueel eigendom, ook op de westelijke Balkan.

 
  
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  Christofer Fjellner (PPE-DE). - Fru talman! Det här är ju ett väldigt, väldigt brett ämne. Det rör allting från, som jag talat om tidigare, mediciner, till bildelar, designprodukter och illegal nedladdning. På det här området är det ju helt klart att förfalskningarna är ett stort problem och att de hotar stora värden och till och med säkerheten. Men det råder en oklarhet om hur stora värden det egentligen är fråga om och hur mycket av de här produkterna som finns på den europeiska marknaden. Därför tycker jag att den undersökning som kommissionen ska göra är väldigt bra.

Jag har valt att mest fokusera mig på ACTA, alltså the Anti-Counterfeiting Trade Agreement, det handelsavtal som just nu håller på att förhandlas fram mellan USA, Japan, EU och andra länder. Där är det ju fråga om alltför mycket slutenhet. Vi reagerar alla på rykten om vad som försiggår. Det skapas berättigad oro, alltifrån oro för att man i gränskontroller ska genomsöka datorer till MP3-spelare. Vi har hört rykten om förbud mot regionsfria DVD-spelare. Jag skulle vilja påstå att den här osäkerheten, de här ryktena i sig, skadar kampen mot piratkopiering, kampen mot förfalskningar. Därför tror jag att vi alla här gemensamt kräver just mer öppenhet. Vi behöver tydligare få veta vilket mandat som egentligen ligger till grund för detta, vad det är kommissionen vill uppnå och vad det är man inte kan tänka sig acceptera.

Jag fokuserade själv i mina ändringsförslag till betänkandet, som jag som tur var också fick gehör för, på vad vi inte vill se av i ACTA. Där pekade jag särskilt på att vi inte får ha åtgärder som inskränker på den personliga integriteten, vidare att vi inte går utöver den befintliga lagstiftningen på området och, sist men inte minst, att det inte får hämma innovation och konkurrens.

Det känns ändå tråkigt att på ett så här viktigt område behöva slå fast vad vi inte ska göra när det finns så mycket viktigt som vi måste göra. Men skälet till det är just det hemlighetsmakeri, den osäkerhet som hemlighetsmakeriet skapar. Vi får inte hamna i en situation där kampen mot det här, de verktyg vi tar till vår hjälp är större problem än själva piratkopieringen. Det är vad jag är orolig för. Tack så mycket!

 
  
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  Christel Schaldemose (PSE). - Fru formand, også jeg takker Kommissionen for den gode fremlæggelse af problemstillingen. Jeg sidder i Udvalget om det Indre Marked og har været med til at formulere det spørgsmål, vi har stillet til Kommissionen, om hvad der skal gøres ved forfalskninger set fra et forbrugerbeskyttelsessynspunkt. Jeg vil godt starte med at slå fast, at jeg synes, det er utroligt vigtigt, at vi faktisk gør en indsats for at reducere omfanget af forfalskninger. Det skal der ikke være nogen tvivl om. Men jeg synes også, at det er utroligt vigtigt, at vi får mere viden om konsekvenserne for forbrugerne. Der er ikke nogen tvivl om, at det her betyder rigtigt meget for virksomhederne. Men vi er begyndt at gå og bruge det argument, at der er problemer - også for forbrugernes sikkerhed og forbrugernes sundhed. Og derfor synes jeg faktisk, at selv om det er vanskeligt at skaffe rigtig og god statistik, bliver vi nødt til at gøre en indsats for at finde ud af, hvor farligt det egentlig kan være med forfalsket medicin, eller hvad der kan være af andre produkter. Jeg har været på besøg hos de danske myndigheder, der arbejder med det her, og der har jeg set beslaglæggelser af tyggegummi og af vand og af vaskepulver og alle mulige andre hverdagsprodukter. Og det siger jo sig selv, at det jo godt kan have nogle konkrete konsekvenser for forbrugerne, hvis vi indtager tyggegummi, som er forfalsket og formodentlig ikke overholder nogen regler om, hvad der må være i tyggegummi - eller hvad det nu kunne være. Jeg tror bare, vi har brug for information. For hvis ikke vi får den information om skader eller konsekvenser for helbredet, så tror jeg, det kan være svært at få forbrugerne med i denne kamp for at gøre noget ved vareforfalskninger. Forbrugerne skal vide, at det har en konsekvens, for at de også vil være med til ikke at købe de billige og de forfalskede produkter. Så det er derfor, det er så afgørende nødvendigt, at vi får viden og data på det her område. Så jeg ser frem til, at Kommissionen vil komme med et konkret forslag til, hvordan vi kan håndtere det her.

 
  
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  Γεώργιος Παπαστάμκος (PPE-DE). - Κυρία Πρόεδρε, κυρίες και κύριοι συνάδελφοι, το φαινόμενο της απομίμησης της παραποίησης αποτελεί νομικό πρόβλημα με προφανείς δημοσιονομικές προεκτάσεις. Η νομική διάσταση που αναφέρθηκε αφορά στην παραβίαση δικαιωμάτων πνευματικής διανοητικής ιδιοκτησίας, η δημοσιονομική διάσταση σχετίζεται με διαφεύγοντες τελωνειακούς δασμούς και ΦΠΑ, που αποτελούν σημαντική συνιστώσα του ευρωπαϊκού προϋπολογισμού, δηλαδή των ιδίων πόρων της Ευρωπαϊκής Ένωσης.

Πρόδηλη είναι και η οικονομική διάσταση του προβλήματος. Οι απομιμήσεις προϊόντων συνιστούν πλήγμα στην ανταγωνιστικότητα των ευρωπαϊκών επιχειρήσεων κατ' επέκταση και στην απασχόληση. Η πλέον ανησυχητική διάσταση του προβλήματος είναι η απειλή της ασφάλειας της υγείας, ακόμη και της ίδιας της ζωής των καταναλωτών. Ασφαλώς, κύριε Επίτροπε, η εντατικοποίηση της εργασίας με τους εμπορικούς μας εταίρους είναι ένα μέτρο. Προς τη σωστή κατεύθυνση θα έλεγα ότι θα κινείτο και η δημιουργία ενός ευρωπαϊκού παρατηρητηρίου απομιμήσεων και πειρατείας όπως και η έγκριση του σήματος κατασκευής, το "Made Ιn".

Ωστόσο, κύριε Επίτροπε, παρόλο που δεν έχετε αρμόδιο χαρτοφυλάκιο, θα ήθελα να σας πω τα εξής και να τα θυμίσω και στις κυρίες και κυρίους συναδέλφους: Καταργήθηκαν οι ποσοτικοί περιορισμοί σε ό,τι αφορά την εισαγωγή ενδυμάτων κλωστοϋφαντουργικών προϊόντων. Στην εκλογική μου περιφέρεια, όταν ήμουν βουλευτής του Ελληνικού Κοινοβουλίου, έκλεισαν εργοστάσια και χιλιάδες εργαζόμενοι έμειναν άνεργοι. Δεν είχε προηγηθεί τελωνειακή συνεργασία με τις χώρες εισαγωγής· το ομολόγησε η ίδια η Επιτροπή. Εκ των υστέρων έγινε τελωνειακή συνεργασία, και μάλιστα πληρώνει η Ευρωπαϊκή Ένωση για να εγκαθιδρυθεί η τελωνειακή συνεργασία. Παράλειψη δική σας! Παράλειψη της Επιτροπής! Αναθεωρήσαμε το καθεστώς ζάχαρης, και αυτοί που έχουν πλουτίσει είναι πολυεθνικές εταιρείες εξαγωγής ζάχαρης, όχι παραγωγοί των φτωχών από τις αναπτυσσόμενες χώρες, με βάση επίσημα στατιστικά στοιχεία.

Κύριε Επίτροπε, εγώ δεν είμαι υπέρ μιας Ευρώπης κλειστής στον κόσμο. Είμαστε υπέρ μιας Ευρώπης ανοικτής στον κόσμο αλλά με κανόνες, αρχές, διαφάνεια και ίδιους όρους του παιχνιδιού. Εισάγονται προϊόντα στην Ευρωπαϊκή Ένωση με κοινωνικό ντάμπιγκ, με οικολογικό ντάμπιγκ, και δεν αντιδρά η Ευρωπαϊκή Επιτροπή! Η Ευρωπαϊκή Επιτροπή έχει κυρίαρχο ρόλο στην κοινή εξωτερική εμπορική πολιτική. Εσείς διαπραγματεύεστε με τους εταίρους τρίτων χωρών, εσείς διαμορφώνετε τους όρους συνεργασίας! Ευτυχώς, με τη Συνθήκη της Λισαβόνας μεταβάλλονται οι όροι της διαθεσμικής μας σχέσης και το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο θα είναι συννομοθέτης μαζί σας, και τότε θα αλλάξει και η κουλτούρα συνεργασίας μεταξύ της Ευρωπαϊκής Επιτροπής και του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου. Την περιμένουμε αυτή την ώρα!

 
  
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  Francisco Assis (PSE). - Senhora Presidente, Senhor Vice-Presidente da Comissão, caras e caros Colegas, o fenómeno da contrafacção atenta perigosamente contra os mais legítimos interesses socioeconómicos na União Europeia, põe em causa a competitividade das empresas, prejudica o emprego, coloca em risco a segurança e a saúde dos consumidores e lesa fortemente os Estados e a própria União Europeia. Por isso, tem de ser vigorosamente combatido.

A União Europeia, aliás, pelas características de transparência e abertura do seu mercado, por ser o segundo maior importador mundial de bens e serviços e pela natureza da sua especialização económica em produtos de alto valor acrescentado, encontra-se particularmente exposta aos malefícios da contrafacção. Os seus efeitos negativos propagam-se por todo o tecido económico, mas atingem, com particular intensidade, as pequenas e médias empresas que estão naturalmente menos preparadas para enfrentar tão grave ameaça.

O combate a este crime especialmente perigoso passa pelo reforço da cooperação, quer no plano interno da União Europeia, quer no plano externo do relacionamento com outros países ou agregações regionais, igualmente confrontadas com este problema.

No plano interno, as acções a levar a cabo devem incidir em dois planos: o da progressiva harmonização legislativa entre os vários Estados-Membros, sobretudo na componente penal, e o reforço da cooperação no domínio alfandegário. Dada a já referida situação especial das pequenas e médias empresas, impõe-se a criação de um serviço de assistência técnica a estas mesmas empresas, porque estão menos preparadas para enfrentar este tipo de questões. Só assim elas estarão em condições de defender os seus direitos.

No plano internacional mais vasto, devem ser prosseguidas as iniciativas em curso, quer no plano dos entendimentos bilaterais, quer no plano mais vasto da regulação multilateral do comércio internacional, concorrendo assim para o reforço do papel que a Organização Mundial do Comércio, através do seu órgão de resolução de litígios, pode e deve ter nesta área.

A contrafacção põe em causa alguns fundamentos do nosso modelo de organização económica e social. Põe em causa o investimento em investigação e inovação, desvaloriza a inteligência e o esforço de qualificação, favorece o crime organizado e debilita claramente o Estado de direito. Daí que combatê-la deva constituir um imperativo absoluto para todos os Estados-Membros da União Europeia.

 
  
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  Jacques Toubon (PPE-DE). - Madame la Présidente, mes chers collègues, la contrefaçon est un fléau économique, social et sanitaire d'une dimension que l'on sous-estime à mon avis. Certains estiment qu'à Anvers ou à Rotterdam, un tiers des marchandises qui sont débarquées dans les containers sont des contrefaçons. Je dis bien un tiers, et ces estimations sont faites par des services officiels.

Je le dis très clairement et je ne vais pas tourner autour du pot, je suis vraiment déçu par les propositions du Parlement européen et par ce débat ce soir. Et pour une fois, je suis plus déçu par le Parlement que par la Commission et par le Conseil, car le Conseil et la Commission, dans ce domaine, ont fait leur travail.

Le plan d'action du 25 septembre, le séminaire du 25 novembre, les propositions que vient d'énoncer M. Barrot au nom de la Commission sont des actions réelles et non des bonnes paroles. Et ce que je voudrais vous dire simplement M. le Commissaire, c'est que je souhaiterais vraiment que l'Observatoire, par exemple, vous le mettiez en œuvre dès le premier semestre de 2009 et que l'on fasse passer dans ce Parlement le règlement sur la surveillance du marché que le Conseil a adopté.

Je le dis à mon collègue Susta, je ne parle pas ici de sa proposition alternative de résolution, malheureusement nous ne la discuterons pas. Je parle de son rapport, il est beaucoup trop faible, beaucoup trop timide, rien sur l'indication d'origine, rien sur l'Observatoire et une timidité et une réticence sur la protection de la propriété intellectuelle et industrielle. L'ACAC, vous dites, il faut faire l'ACAC, mais vous dites qu'il ne faut pas utiliser les moyens efficaces pour pouvoir l'appliquer. En outre, j'ai été, je dois dire, sidéré par les propos de mes deux collègues suédois pour lesquels on a l'impression que le danger vient, non pas de la contrefaçon, mais de la lutte contre la contrefaçon.

Mes chers collègues, nous sommes à côté de la plaque si nous n'y allons pas plus fort. On traite ce sujet comme si c'était une activité économique à la marge, sans plus, alors que ce peut être la fin de nos industries, ce peut être l'exploitation généralisée des travailleurs des pays émergents, ne l'oubliez pas, et enfin, ce peut être l'insécurité générale pour les consommateurs. Il faut que nous agissions!

 
  
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  Małgorzata Handzlik (PPE-DE). - Pani Przewodnicząca! Nas tutaj zgromadzonych i uczestniczących w tej debacie nie muszę przekonywać o zagrożeniach, jakie niosą ze sobą podróbki. Przypadki, kiedy podróbki zagrażają zdrowiu, czy nawet życiu, są liczne i nie trzeba ich tutaj przytaczać w szczegółach. Wystarczy tylko wspomnieć, iż podrabiane są nie tylko produkty luksusowe, płyty CD, ale także leki, artykuły spożywcze dla dzieci i dorosłych czy części do samochodów, co zagraża często naszemu bezpieczeństwu i przynosi straty nie tylko małym i średnim przedsiębiorstwom.

Osoby zajmujące się podróbkami zorganizowane są w grupach przestępczych. Ich działalność to wysoce zyskowny interes, z którym należy walczyć. Dlatego potrzebne są wspólne przedsięwzięcia, nie tylko w zakresie działań służb celnych, ale mocna współpraca administracyjna pomiędzy państwami członkowskimi, która moim zdaniem obecnie jest niewystarczająca.

Jedynie działania Komisji Europejskiej w walce z przemytem podrabianych papierosów są pozytywnym przykładem takiej współpracy. Chciałabym, aby doświadczenia w tym zakresie udało się przenieść na walkę z innymi podrabianymi produktami. Kwestie podróbek znajdują się w gestii kilku dyrekcji generalnych Komisji Europejskiej. Dobrym pomysłem mogłoby być wskazanie jednej dyrekcji generalnej w Komisji odpowiedzialnej za te kwestie i określenie zakresu jej kompetencji.

W Parlamencie Europejskim znajduje się obecnie przygotowana m. in. przeze mnie deklaracja pisemna dotycząca produktów podobnych. Wiele oryginalnych produktów jest kopiowanych przez tzw. produkty podobne. Często nie jest jasne w jakim zakresie produkty podobne można ścigać z tytułu naruszenia przepisów dotyczących czy to nieuczciwej konkurencji, czy prawa własności intelektualnej. Co więcej konsumenci często kupują produkty podobne błędnie uznając je za produkty markowe. Trudno jest określić skalę problemu na rynku europejskim.

Dlatego chciałabym uzyskać odpowiedź Komisji Europejskiej na pytanie, czy ma zamiar przychylić się do naszej prośby i przygotować badania na temat wpływu i statusu produktów podobnych na rynku wewnętrznym.

 
  
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  Εμμανουήλ Αγγελάκας (PPE-DE). - Κυρία Πρόεδρε, ιδιαίτερα σημαντικός αριθμός παραποιημένων προϊόντων που διακινούνται από το Διαδίκτυο ή τη νόμιμη αλυσίδα παραγωγής είναι και τα παραποιημένα φαρμακευτικά προϊόντα. Οι κίνδυνοι για την υγεία των ασθενών που τα λαμβάνουν εν αγνοία τους είναι προφανείς. Αυτά τα προϊόντα παρασκευάζονται σε εργοστάσια ή εργαστήρια που δεν ακολουθούν τους κανόνες καλής παραγωγής και σε πολλές περιπτώσεις δεν περιέχουν ίχνος από τη θεραπευτική φαρμακευτική δραστική ουσία. Σε πρόσφατη ανακοίνωσή του ο Πρόεδρος Kovács δήλωσε ότι το τελευταίο δίμηνο σε ελέγχους που έγιναν από τελωνειακές αρχές χωρών της Ευρωπαϊκής Ένωσης βρέθηκαν περισσότερα από 34 εκατομμύρια δισκία αντιβιοτικών, ογκολογικών και άλλων παραποιημένων φαρμάκων. Μήπως ήρθε η ώρα, κύριε Επίτροπε, να ανοίξει η Ευρωπαϊκή Ένωση π.χ. στην Κίνα και την Ινδία γραφεία παρακολούθησης εξαγόμενων φαρμάκων κατά τα πρότυπα του FDA, που άνοιξε τέτοια γραφεία τον περασμένο μήνα; Και να γνωρίζετε ότι χωρίς την έστω και υποχρεωτική συνεργασία των Οργανισμών Φαρμάκων των χωρών αυτών δεν υπάρχει περίπτωση να ελεγχθούν τα 3.000 φαρμακευτικά εργοστάσια της Ινδίας και τα 12.000 εργοστάσια της Κίνας.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). - Pani Przewodnicząca! Nie ulega wątpliwości, że problem podrabiania towarów i piractwa urasta w ostatnim czasie do rangi kluczowego w handlu międzynarodowym.

Unia Europejska, jako drugi największy importer na świecie, jest szczególnie narażana na zalew podróbkami markowych produktów, zabawek czy lekarstw głównie z państw azjatyckich. Należy podkreślić, że zjawisko to ma dużo szerszy zakres i poważniejsze konsekwencje niż nam się wydaje. Produkty dostarczane na rynek europejski z naruszaniem praw własności intelektualnej są w przeważającej mierze gorszej jakości, a w konsekwencji również znacznie tańsze niż ich oryginalne odpowiedniki. To z kolei sprawia, że konsument, ze względów ekonomicznych, preferuje te pierwsze.

Podrabianie i piractwo to kradzież, dlatego w pełni popieram wszelkie inicjatywy na rzecz ograniczania tego procederu. Moje zaniepokojenie wzbudza w szczególności jego natężenie, jakie obserwujemy w ostatnim czasie. Dlatego musimy podjąć stanowcze kroki nie tylko na poziomie europejskim, ale i w ramach WTO. Nie pozwólmy się bezkarnie okradać.

 
  
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  Jacques Barrot, vice-président de la Commission. − Madame la Présidente, d'abord, évidemment, j'ai écouté avec beaucoup d'attention toutes les interventions. J'en rendrai compte à mon collègue Charlie McCreevy, bien sûr, chargé du marché intérieur.

Je crois que le Parlement a bien mesuré la gravité du phénomène et ses incidences, dont Jacques Toubon a rappelé que c'était un fléau à la fois économique, social et sanitaire. Il est évident que l'Union européenne, tout en étant ouverte aux échanges commerciaux, ne peut pas accepter que ces échanges commerciaux se fassent au mépris des règles du jeu élémentaires et au détriment des consommateurs. Il faut donc bien agir et je voudrais rappeler un certain nombre de choses.

D'abord, et je réponds notamment à M. Toubon, l'Observatoire européen sur la contrefaçon et le piratage sera lancé par la Commission au printemps 2009. Cet Observatoire doit fournir des statistiques sur la contrefaçon et la piraterie dans le marché intérieur.

L'Observatoire doit identifier des zones géographiques vulnérables et le trafic illicite des sites web qui vendent des marchandises de contrefaçon. Il doit aussi organiser la coopération administrative entre les États membres, organiser l'échange d'informations et, comme le disait M. Martin, sensibiliser les consommateurs. C'est vraiment une tâche majeure pour cet Observatoire.

Pour le reste, il vrai que les dispositions pénales ont été proposées par la Commission en 2006, que nous avons l'appui du Parlement mais que, pour le moment, le Conseil n'est pas encore engagé dans cette adoption des dispositions pénales.

À cet égard, la coopération ne doit pas seulement concerner les douanes mais aussi la police, les autorités judiciaires et, de manière générale, tous ceux qui peuvent intervenir sur la surveillance et le contrôle de cette falsification.

Je voudrais dire à ceux qui ont insisté sur la nécessité d'avoir des mentions qui indiquent l'origine des produits que nous avons proposé un made in et que ce made in n'est pas encore adopté par le Conseil. Il faut vraiment que l'Union européenne n'ait pas peur de cet affichage qui permettra au consommateur de pouvoir juger et d'éviter d'être la victime de pratiques totalement contraires à toutes les règles du jeu.

J'ajoute que L'ACTA ne peut pas être accusé d'aller plus loin que le régime actuel de l'Union européenne pour l'application des droits de propriété intellectuelle, et notamment accusé de violer des libertés fondamentales et la protection des données personnelles. L'ACTA reste dans le cadre du régime actuel de l'Union européenne.

En tout cas, je remercie le Parlement de bien vouloir se joindre à la Commission pour essayer d'obtenir une lutte efficace contre la contrefaçon. Nous prenons acte de ce rapport, nous prenons acte aussi de la volonté du Parlement européen de lutter efficacement contre ce système.

Je n'ai sans doute pas répondu à toutes les questions. Il y a notamment aussi les produits que l'on peut qualifier de similaires, sur ce point-là aussi nous devons obtenir des règles qui permettent d'éviter un abus, qui est tout à fait condamnable, au détriment du consommateur. Voilà ce que je voulais indiquer en conclusion, mais sachez que toutes les remarques qui ont été faites ce soir seront portées à l'attention des commissaires car, encore une fois, il s'agit là d'un dossier complexe qui doit mettre en œuvre plusieurs orientations de la Commission et qui implique aussi de la part du Conseil et de la part du Parlement un engagement sans faille.

 
  
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  Πρόεδρος. - Η κοινή συζήτηση έληξε.

Η ψηφοφορία θα διεξαχθεί αύριο 18 Δεκεμβρίου 2008.

 
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