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Procedura : 2008/0084(COD)
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Testi presentati :

A6-0462/2008

Discussioni :

PV 18/12/2008 - 2
CRE 18/12/2008 - 2

Votazioni :

PV 18/12/2008 - 6.16
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0631

Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 18 dicembre 2008 - Strasburgo Edizione GU

2. Obblighi in materia di comunicazione per le medie imprese e obbligo di redigere conti consolidati – Obblighi contabili delle medie imprese (discussione)
Video degli interventi
Processo verbale
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

- la relazione (A6-0462/2008), presentata dell’onorevole van der Burg a nome della commissione giuridica, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni obblighi di comunicazione a carico delle medie imprese e l’obbligo di redigere conti consolidati [COM(2008)0195 – C6-0173/2008 – 2008/0084(COD)] e

- la dichiarazione della Commissione in merito agli obblighi contabili delle medie imprese

 
  
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  Ieke van den Burg, relatore. (NL) Signor Presidente, mi scuso per il ritardo. Questi sono tempi difficili per le piccole e medie imprese: la a crisi non si è limitata a colpire banche e società quotate, ma si è estesa all’intera economia e ha causato anche la perdita di posti di lavoro presso le piccole e medie imprese. Noi che lavoriamo a livello europeo faremmo bene a dare una boccata d’ossigeno a questo comparto.

Proprio in quest’ottica, la scorsa estate sono state presentate una serie di misure nell’ambito dello "Small Business Act". Ho lavorato in maniera approfondita su alcune di quelle proposte, tra cui figurano lo statuto per le società a responsabilità limitata europee, maggiori opportunità di microcredito e la definizione di un’opzione per un’aliquota IVA ridotta a beneficio dei fornitori di servizi per il pubblico entro il mercato locale.

Un punto difficile e molto importante per le piccole imprese sono gli oneri amministrativi imposti più che altro dalle autorità nazionali e locali. Nella misura in cui la legislazione europea aggravava tali oneri, abbiamo cominciato proattivamente ad alleggerirli e questo testo s’iscrive nell’ambito di questo nostro sforzo. Gli obblighi di comunicazione previsti da entrambe le direttive - ormai vecchie di 25 e 30 anni e rimaneggiate svariate volte - sono stati snelliti e semplificati tramite la cosiddetta procedura rapida.

Ma questi provvedimenti rappresentano soltanto un piccolo passo verso l’alleggerimento del carico amministrativo: occorre fare molto di più. Nell’ambito della commissione giuridica del Parlamento abbiamo manifestato apertamente la nostra impazienza e presentato, in concomitanza con questo testo legislativo, una risoluzione con cui abbiamo esortato la commissione ad applicare la procedura rapida anche per una revisione molto più approfondita della normativa che riguarda le piccole e medie imprese. Di fatto, la commissione stava già lavorando su questo punto; l’intenzione è di conseguire una maggiore armonizzazione nelle norme europee per le piccole e medie imprese.

In occasione di una precedente discussione sul tema e sulla relazione dell’onorevole Radwan in seno alla commissione per i problemi economici e monetari, abbiamo dichiarato espressamente che la soluzione non va ricercata tanto presso il Comitato sulle norme contabili internazionali, impegnato nella definizione dei principi internazionali d’informativa finanziaria (IFRS), quanto in una maggiore armonizzazione a livello europeo, fondata sulla legislazione esistente.

Durante tale discussione fu in particolare l’onorevole Lehne, in qualità di relatore ombra, a suggerire che gli Stati membri avrebbero dovuto avere la possibilità di escludere le micro-imprese da questa normativa europea. Io considero quella una misura d’emergenza che, benché sia stata presentata dal gruppo Stoiber, non comporterà alcuna semplificazione sostanziale nel lungo periodo poiché, trattandosi di un provvedimento facoltativo, causerà gravi discrepanze tra uno Stato membro e l’altro.

Il fine e l’opzione ultima dovrebbe essere quella di un’armonizzazione completa affinché anche le aziende che non sono classificate come microimprese possano usufruire di un analogo sistema semplificato. A tale proposito vorrei rammentarvi le possibilità offerte dal XBRL (eXtensible Business Reporting Language), un sistema che consente alle diverse organizzazioni di immettere in maniera molto semplice i dati che possono essere poi resi accessibili a diversi organismi. Tale sistema consentirebbe alle aziende di comunicare i dati in maniera molto più semplice, che potrebbero peraltro essere impiegati con grande versatilità.

In pratica, occorre tenere a breve una discussione approfondita sulla riluttanza diffusa nel mondo contabile a esonerare le microimprese da taluni obblighi. La commissione deve avanzare delle proposte. Dobbiamo prendere in esame il metodo più idoneo, per le medie imprese e anche per quelle di ridottissime dimensioni, in grado di assicurare trasparenza e un efficiente sistema contabile in grado di aiutarle in alcuni ambiti senza schiacciarle sotto un eccessivo carico amministrativo.

 
  
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  Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione. (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole van den Burg, il Parlamento europeo si pronuncerà oggi in merito a una proposta di semplificazione. Si tratta del primo di tre progetti legislativi relativi all’ambito contabile e mira a semplificare a livello comunitario le condizioni di lavoro per gli operatori economici, in particolare per le piccole e medie imprese.

Questa prima proposta è un buon punto di partenza: offre l’opportunità a legislatori, parti interessate e Commissione di scambiarsi opinioni e discutere sugli elementi da includere nelle altre due proposte successive.

Come annunciato nel piano europeo di rilancio dell’economia qualche settimana fa, la prossima proposta è volta a ridurre il carico amministrativo che grava sulle imprese più piccole, che sono peraltro quelle numericamente più importanti in Europa.

Nel corso del primo trimestre 2009, la Commissione presenterà una proposta che consentirà agli Stati membri di esonerare le microimprese dall’obbligo di tenuta dei conti annuali. Vorrei precisare che la proposta della Commissione potrà ridurre il carico amministrativo di tali imprese solo nella misura in cui gli Stati saranno interessati a fare uso di questa nuova opzione, poiché di un’opzione facoltativa si tratta.

I consulenti esterni hanno stimato che questo provvedimento potrebbe consentire risparmi fino a 5,8 miliardi di euro all’anno, ma solo a condizione che tutti gli Stati membri usufruiscano di questa possibilità di deroga e non introducano nuove restrizioni inutili.

La seconda iniziativa che avevo annunciato alla fine di settembre riguarda la revisione e l’aggiornamento della quarta e della settima direttiva sulla contabilità, per le quali sono già in corso i primi preparativi tecnici. La consultazione pubblica sul taglio da impartire a questa revisione sarà avviata nel corso del primo trimestre 2009.

Molti di voi saranno lieti di apprendere che le raccomandazioni formulate dal gruppo ad alto livello presieduto da Edmund Stoiber saranno prese in considerazione nella massima misura possibile.

Per ritornare alla proposta di oggi, che è stata oggetto di una procedura accelerata, osserviamo con soddisfazione che la cooperazione tra le istituzioni ha consentito di portare avanti questa iniziativa in tempi molto ridotti.

Oggi vi invito a votare a sostegno della conclusione di questa procedura e vi ringrazio per l'attenzione.

 
  
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  Kristian Vigenin, relatore per parere della commissione per i problemi economici e monetari.(BG) Commissario, a nostro parere le proposte collegate a questo progetto legislativo non sono sufficientemente ambiziose. La commissione per i problemi economici e monetari esorta la Commissione e lei personalmente ad affrontare la questione in maniera più attiva.

Rilevo tuttavia che quanto ha dichiarato oggi rappresenta un passo davvero importante e rimaniamo in attesa di provvedimenti più propositivi da parte della Commissione, ovviamente con il pieno sostegno del Parlamento europeo, considerata l’importanza cruciale di questo argomento per le piccole e medie imprese, in particolare nel contesto della crisi finanziaria attuale.

In qualità di relatore della commissione per i problemi economici e monetari, posso dire che sosteniamo appieno l’iniziativa della Commissione di ridurre la mole di procedure burocratiche a carico della media impresa: questo è anche il nostro auspicio e abbiamo espresso parere favorevole alla procedura accelerata. Oggi questa proposta sarà avallata e crediamo che anche i provvedimenti che intenderete approvare in seguito godranno del nostro pieno assenso.

 
  
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  Jean-Paul Gauzès, a nome del gruppo PPE-DE. – (FR) Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, signor Commissario, onorevoli colleghi, il nostro gruppo voterà senz’altro a favore della relazione dell’onorevole van den Burg e mi complimento con lei per il lavoro svolto che, come di consueto, è stato ottimo.

Vorrei tuttavia sottolineare che le piccole e medie imprese non sono sempre favorevoli alla soppressione degli obblighi contabili. A questo riguardo abbiamo ricevuto molte comunicazioni via e-mail che ci invitano alla cautela, poiché la semplificazione è utile, ma deve evitare un possibile effetto boomerang. Mi spiego: certamente la contabilità va semplificata e questo è il senso della risoluzione in cui chiediamo alla Commissione di proporre in tempi brevi, ovvero prima della fine del 2009, un sistema contabile adeguato alle piccole e medie imprese. Ma ciò non vuol dire esonerare le imprese da qualsiasi obbligo contabile.

Perché? Innanzi tutto perché la contabilità offre all’imprenditore, almeno una volta all’anno, la possibilità di fare il punto sulla situazione della propria azienda. La contabilità è inoltre uno strumento molto utile nell’ambito del credito tra imprese. E’ inoltre un requisito per ottenere crediti dalle banche. Esistono poi degli obblighi di natura fiscale. Non inganniamo i piccoli imprenditori facendo loro credere che l'esonero dal'obbligo di tenere i libri contabili farà loro risparmiare tempo e denaro: gli effetti sarebbero disastrosi.

Occorre piuttosto elaborare un quadro contabile adatto alle piccole imprese, che le liberi da obblighi eccessivi o superflui. Ma ritengo che la semplificazione maggiore, signor Commissario, consisterebbe nell’applicare una volta per tutte la regola in base a cui le informazioni possono essere richieste una sola volta in ogni Stato membro; le imprese non devono essere tenute a ricompilare periodicamente le medesime dichiarazioni e i medesimi moduli, per comunicare alle amministrazioni delle informazioni che queste già posseggono.

Per aiutare veramente gli imprenditori dobbiamo dare loro norme contabili adeguate, atte a evidenziare la situazione della loro azienda, liberandoli nel contempo da obblighi amministrativi totalmente superflui.

 
  
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  Sharon Bowles, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signor Presidente, sono favorevole alla semplificazione degli obblighi di rendicontazione finanziaria a carico delle PMI. Le piccole imprese non sono delle versioni in miniatura di quelle grandi, pertanto alcuni requisiti di informazione che si applicano alle grandi aziende non sono assolutamente rilevanti per loro. Altri requisiti assorbono troppe risorse e non rispecchiano la realtà della grande varietà di piccole imprese che esistono in Europa e, di conseguenza, non servono il pubblico interesse. Un obbligo d’informazione superfluo arreca molti più danni che vantaggi e sono lieta che ce ne libereremo almeno in parte. Continuiamo a lavorare su questa linea.

Il mio gruppo e altri non concordano tuttavia con la parte del testo definitivo della relazione che concerne le tabelle di corrispondenza. La Commissione voleva che anche per questa direttiva minore le tabelle di corrispondenza sulla trasposizione fossero obbligatorie e noi condividiamo questa posizione. Il Consiglio è contrario in quanto afferma che si tratta di un onere superfluo. La mia risposta è che non dovrebbe esserlo. Dobbiamo trovare il modo di rendere accessibile la trasposizione della legislazione UE. Esiste infatti un grave deficit democratico, di cui gli Stati membri sono responsabili, ma la cui colpa ricade sull’Europa.

Vi sono alcune analogie con le critiche al trattato di Lisbona, che risulta incomprensibile se letto isolatamente. Eppure l’opinione pubblica dovrebbe gridare ancora di più allo scandalo in questo caso perché, giorno dopo giorno, questo è quanto molti governi degli Stati membri fanno ai loro cittadini e alle aziende tramite le loro trasposizioni. Siamo onesti: questa non è una carenza di cui ha colpa l’UE. Sono i governi degli Stati membri a fare difetto e bisogna porre fine a questo loro comportamento.

 
  
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  Patrick Louis, a nome del gruppo IND/DEM. – (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione intende ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e questa è senz’altro una buona intenzione. Ma tutta questa semplificazione non basta a cambiare la situazione nella sostanza: esiste un eccesso di standardizzazione, una molteplicità di livelli decisionali e limitazioni sistematiche che la Commissione continua a creare in parallelo e che ricadono sulle imprese europee di qualsiasi dimensione.

Oggi sono soltanto tre gli Stati membri che non considerano necessaria la pubblicazione delle informazioni relative alle imprese – dalla loro costituzione alla loro chiusura – e la Commissione stessa ammette che parte dell’informazione va persa. Questa perdita colpirà chi ha maggiormente bisogno di tali informazioni, ossia le singole persone e le PMI, le microimprese dell’indotto o i soggetti altrimenti direttamente collegati a tali imprese.

La proposta trasforma un’informazione trasferibile, ovvero accessibile a tutti senza alcuno sforzo particolare, in un’informazione contestabile a cui, nel tempo, avranno accesso esclusivamente i professionisti che conoscono esattamente lo scopo della loro ricerca. Non possiamo approvare questo progetto legislativo perché, nello spirito del legislatore responsabile, i destinatari dell’informazione economica devono essere sistematicamente tutti i cittadini, i consumatori e gli investitori, senza che sia richiesto alcuno sforzo particolare.

La proposta potrebbe inoltre avere e, anzi, senz’altro avrà conseguenze negative sulla stampa locale, che già versa in difficoltà, per la quale la pubblicazione degli annunci giudiziari e di legge è un'attività che può rappresentare tra il 25 e il 50 per cento della raccolta pubblicitaria. Le testate giornalistiche locali rivestono un ruolo economico e sociale essenziale. Occorre difenderle, perché così facendo difendiamo il loro ruolo sociale sul territorio. Sarebbe forse opportuno impegnarsi a snellire altri ambiti, verso i quali dovremmo orientare il nostro lavoro. A nostro avviso, questa specifica questione non è ancora maturo.

 
  
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  Tadeusz Zwiefka (PPE-DE). - (PL) Signor Presidente, la nostra politica per le imprese è finalizzata essenzialmente alla creazione di condizioni favorevoli per la costituzione e lo sviluppo di nuove attività. Per migliorare il clima economico occorre semplificare le procedure amministrative e normative, oltre che intervenire in materia di finanziamenti e tassazione e tenere conto del contesto sociale e ambientale, poiché tutti questi aspetti influiscono sul funzionamento di un’impresa.

Una normativa uniforme sarebbe di enorme vantaggio per tutta l’imprenditoria internazionale. Innanzi tutto, la definizione di standard sovranazionali per la rendicontazione finanziaria consente di valutare e confrontare più agevolmente la situazione delle aziende nei diversi paesi; a sua volta ciò agevola le decisioni in materia di investimenti. In secondo luogo, disporre di informazioni finanziarie basate su principi contabili universalmente riconosciuti e accettati favorirebbe l’accesso al credito da parte delle aziende.

Le piccole e medie imprese sono spesso costrette a ottemperare alle medesime prescrizioni legislative delle grande aziende e le loro esigenze specifiche di contabilità sono raramente prese in considerazione. E’ importante assicurarsi che la discussione non verta esclusivamente sulla semplificazione, ma che prenda in esame anche l’effetto dei principi contabili sulle piccole e medie imprese in contrapposizione alle grandi società quotate in borsa. Mentre la discussione sulla semplificazione verte essenzialmente sui costi, la discussione sulle implicazioni delle prescrizioni contabili analizza i vantaggi della rendicontazione finanziaria e le esigenze dei singoli utilizzatori.

L’introduzione di norme semplificate per le piccole e medie imprese porta con sé tutta una serie di vantaggi. Bisogna tenere conto che l’applicazione di norme universali è senz’altro meno vantaggiosa per le piccole e medie imprese di quanto non sia per le società più grandi quotate in borsa. Ne consegue che sussiste uno squilibrio tra costi e benefici nell’attuazione di queste norme da parte di questi due tipi di aziende. Un rapporto costi-benefici adeguato può essere conseguito solo tramite una riduzione dei costi. Le comunicazioni finanziarie non sono fondamentali per l’acquisizione di informazioni da parte dei titolari delle piccole e medie imprese, poiché essi possono accedere direttamente a tali informazioni. Inoltre le relazioni finanziarie predisposte dalle PMI sono destinate a soggetti che dispongono di conoscenze limitate in materia di rendicontazione finanziaria; esse dovrebbero essere pertanto adeguate al livello di preparazione dei destinatari.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (PSE).(PL) Signor Presidente, per anni il Parlamento europeo ha denunciato il problema dei costi amministrativi inutili e sproporzionatamente elevati che le imprese europee devono sostenere. Siamo pertanto lieti di apprendere che la Commissione ha finalmente affrontato la questione e proposto, con iter accelerato, alcuni emendamenti alla quarta e settima direttiva sul diritto societario, relativamente agli obblighi di comunicazione per le medie imprese e all’obbligo di redigere conti consolidati.

Sono favorevole all’impostazione della Commissione, volta a semplificare le condizioni operative per le imprese europee. Voterò tuttavia a favore della proposta solo a condizione che queste modifiche non pregiudichino la trasparenza o limitino l’accesso alle informazioni da parte di chi utilizza i conti societari. Anche la proposta di sopprimere l’obbligo di comunicazione per le spese di costituzione mi sembra giustificata. L’estensione alle medie imprese delle deroghe previste per le piccole imprese, già vigenti presso la maggioranza degli Stati membri, può contribuire a ridurre l’onere di legato alla reportistica finanziaria delle medie imprese.

Relativamente agli emendamenti proposti per la settima direttiva sul diritto societario, l’obbligo di redigere conti consolidati non ha alcuna giustificazione reale, poiché in questo caso i conti consolidati sarebbero pressoché identici ai bilanci finanziari individuali non obbligatori.

La Commissione europea dovrebbe continuare la revisione della quarta e settima direttiva sul diritto societario e presentare un quadro legislativo per la contabilità entro la fine del 2009. Uno standard uniforme ridurrà il carico amministrativo per le PMI e migliorerà la trasparenza per tutte le parti coinvolte.

 
  
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  Jacques Toubon (PPE-DE). – (FR) Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare la relatrice van den Burg, il nostro coordinatore, l'onorevole Lehne e il nostro relatore ombra, l'onorevole Gauzès, per l'impegno dedicato all'elaborazione di una posizione che ritengo efficace e ragionevole.

In effetti siamo perfettamente consapevoli della necessità di adeguare le nostre norme alle specificità delle piccole e medie imprese ed è per questo che siamo decisamente a favore della proposta per le piccole e medie imprese avanzata dalla Commissione con il consenso del Consiglio. D’altra parte, non per questo dovremmo considerare le piccole e medie imprese come delle sub-imprese, relegate in una sorta di ghetto dove vigono talmente tante semplificazioni e così poche regole da non offrire più le garanzie necessarie a ottenere, specialmente in questi tempi di crisi, i crediti indispensabili per la loro attività e il loro sviluppo.

Come il collega Gauzès, sono nettamente favorevole alla risoluzione proposta dall’onorevole van den Burg e approvata dalla nostra commissione, che chiede alla Commissione di presentare una proposta che consenta agli Stati membri di esonerare dall’applicazione della direttiva le imprese di piccole dimensioni, ovvero con un bilancio inferiore a 500 000 euro, un fatturato inferiore a un milione di euro e meno di 10 dipendenti, che svolgono la propria attività soltanto a livello locale o regionale presso un unico Stato membro.

Ciò consentirà agli Stati membri di adattare la propria legislazione, come ha fatto la Germania, pur trattando le piccole e medie imprese alla pari delle altre e questo è molto importante. Non ci dev’essere uno sviluppo separato delle piccole e medie imprese; l’Europa deve intervenire affinché non siano penalizzate rispetto alle altre aziende.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN).(PL) Signor Presidente, le piccole e medie imprese dell’Unione europea danno impiego al 60 per cento circa di tutti i lavoratori. Si comprende quindi l'importanza della loro situazione economica. In tempi di crisi, è particolarmente importante evitare un’eccessiva complicazione dei loro obblighi normativi e agevolare il loro funzionamento. Quella di oggi è un’opportunità per queste aziende e i loro dipendenti.

La semplificazione della legislazione in materia di comunicazioni finanziarie, come stabilita nella direttiva emendata, rappresenta un passo nella direzione giusta. Condivido però quanto affermato dal collega in merito alla necessità di garantire ai giornalisti locali l’accesso a tali informazioni.

 
  
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  Rachida Dati, presidente in carica del Consiglio. − (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, mi scuso innanzi tutto per non essere arrivata in orario, a causa di un ritardo in partenza da Parigi. Pur non avendo potuto seguirla nella sua interezza, vi ringrazio comunque per la discussione di oggi.

Il Consiglio prende nota di tutte le vostre osservazioni e raccomandazioni, nonché del vostro interesse e del vostro impegno a favore della semplificazione degli oneri a carico delle imprese.

Oggi la questione è più delicata che mai, ma proprio in questo contesto di crisi siamo assolutamente chiamati a semplificare senza deregolamentare, per dare maggiore certezza al clima economico molto in Europa e garantire così lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

 
  
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  Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione. – (FR) Signor Presidente, saluto la presidente Dati e desidero associarmi a lei nel ringraziare il Parlamento e gli onorevoli van den Burg, Lehne e Gauzès per aver condotto a buon fine questo lavoro che ci consente oggi di giungere a questa prima normativa.

Ho ascoltato con attenzione quanto è stato detto sulle piccole imprese. Il nostro scopo è adeguare le norme per le piccole imprese in occasione della revisione programmata, ma vorrei ribadire che gli Stati membri avranno facoltà di scelta in merito all’utilizzo di tali norme oppure alla creazione di norme alternative adattate alle circostanze locali.

Personalmente, sono rimasto colpito dall’argomentazione secondo cui le piccole imprese non devono essere neppure relegate in una sorta di limbo che, con il pretesto di una semplificazione, le condannerebbe a rimanere ai margini della vita economica. Ci tenevo a precisarlo. Credo che questa discussione sarà illuminante per il collega McCreevy, responsabile per il mercato interno, e che ci consentirà di proseguire questo lavoro di snellimento degli obblighi amministrativi a carico delle imprese e soprattutto delle piccole aziende.

Ringrazio il Parlamento per il costante sostegno e spero che questa cooperazione proficua proseguirà anche nel nuovo anno.

 
  
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  Ieke van den Burg, relatore. (NL) Mi sembra che il messaggio del Parlamento sia stato forte e chiaro. La soluzione temporanea con cui si offre agli Stati membri la possibilità di escludere le microimprese dalla legislazione europea è una soluzione a breve termine e non definitiva. Spero che questo messaggio sia stato recepito anche dalla Commissione.

Anche per le microimprese, come per quelle piccole e medie in generale, vorremmo varare una legislazione europea uniforme che consenta loro di operare nel mercato unico ma che sia anche semplice, come affermato dall’onorevole Gauzès, ovvero con un unico interlocutore e le medesime regole, come nel caso dell'eXtensible Business Reporting Language (XBRL), che non le appesantiranno con un carico amministrativo spropositato come quello attuale. Dopotutto, anche se si concede agli Stati membri la possibilità di una deroga, ciò non significa che essi possano stabilire autonomamente regole diverse da Stato a Stato. Nel medio periodo, questa non sarebbe certo una soluzione.

Intendiamo proporre una legislazione semplice e armonizzata che possa essere applicata in tutto il mercato unico e non comporti un carico enorme per le piccole e medie imprese, e in particolare le microimprese. Dev'essere un sistema semplice di comunicazione delle informazioni sui conti annuali. Questa è l’intenzione del Parlamento e spero sia stata recepita correttamente.

 
  
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  Presidente. - Comunico di aver ricevuto un progetto di risoluzione(1) ai sensi dell’articolo 103, paragrafo 2 del regolamento.

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 18 dicembre 2008.

 
  

(1)Cfr. regolamento.

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