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 Testo integrale 
Procedura : 2008/2244(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0507/2008

Testi presentati :

A6-0507/2008

Discussioni :

PV 12/01/2009 - 20
CRE 12/01/2009 - 20

Votazioni :

PV 13/01/2009 - 6.13
CRE 13/01/2009 - 6.13
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0013

Discussioni
Lunedì 12 gennaio 2009 - Strasburgo Edizione GU

20. Le finanze pubbliche nell’UEM – 2007-2008 (breve presentazione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0507/2008), presentata dall’onorevole Gottardi, a nome della commissione problemi economici e monetari, sulle finanze pubbliche nell’UEM 2007-2008 [2008/2244(INI)].

 
  
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  Donata Gottardi, relatrice. Signor Presidente, Signora Commissaria, onorevoli colleghi, esattamente un anno fa abbiamo preso la decisione di congiungere la relazione su finanze pubbliche 2007 e 2008. I motivi erano almeno due: cercare di essere più tempestivi e tener conto dei segnali di cambiamento in atto. Non era dato ancora a conoscere l'intensità dei cambiamenti, ma era già allora chiaro che analizzare insieme i due anni ci avrebbe consentito un'analisi più completa e adeguata. Niente di più vero! La relazione che voteremo domani è stata aggiornata costantemente.

È evidente infatti lo strettissimo collegamento fra finanze pubbliche e crisi finanziaria ed economica. Basti pensare alla destinazione di risorse per salvataggi di banche e di gradi imprese, al sostegno del sistema produttivo, tenendo conto della richiesta proveniente soprattutto dalle piccole e medie imprese, e alla protezione contro le ricadute negative della recessione per le cittadine e i cittadini. Tutti provvedimenti che sono all'attenzione delle istituzioni europee e dei singoli paesi membri e che non dovrebbero però intaccare e indebolire le prospettive e il nostro impegno per le generazioni future.

La relazione coinvolge almeno due piani: quello generale e stabile, a valere in ogni situazione, e quello della risposta urgente nei confronti della crisi. Rimane confermato, anzi rafforzato, il principio che finanze pubbliche di qualità e sostenibili sono indispensabili non per i singoli paesi ma per la tenuta dell'economia e del modello sociale europeo. Quanto alle entrate, occorre ampliare la base imponibile senza indebolire il principio della progressività e ridurre la pressione fiscale sul lavoro, soprattutto per i redditi medio-bassi e per le pensioni. Quanto alle spese, occorre valutare il contesto, le esigenze e la composizione della popolazione, con attenzione alle politiche di genere e ai cambiamenti demografici. Più che tagliare indiscriminatamente occorre riqualificare la spesa, riallocare le poste di bilancio, ammodernare le pubbliche amministrazioni.

Un'utile metodologia è quella del gender budgeting, da tempo voluta e promossa dal Parlamento europeo, ma ancora lontana dal diventare di comune applicazione, pur consentendo di aumentare trasparenza, comparabilità, conoscibilità da parte della cittadinanza e quindi di incrementare fiducia e senso di responsabilità.

L'instabilità priva di precedenti va affrontata con punti fermi. Se l'intervento del settore pubblico è ridiventato centrale ed essenziale, diventa indispensabile evitare di ripetere errori che sarebbero ancora più imperdonabili e piegare la crisi verso un nuovo modello di sviluppo che sia davvero ambientalmente e socialmente sostenibile.

Quando si parla di coordinamento a livello europeo, si deve pensare ad avere una propria governance in funzione anticiclica e con impegni condivisi e unidirezionali, rafforzando la lotta all'evasione e ai paradisi fiscali e collegando i piani nazionali. In caso di intervento di sostegno alle imprese, vanno valutate le ricadute in relazione alla concorrenza, al funzionamento del mercato interno, al level playing field, garantendo supervisione, accountability, limitazioni e comportamenti conseguenti. La revisione del patto di stabilità e crescita consente una flessibilità controllata, da impiegare con attenzione e lungimiranza.

Vanno rilanciate le politiche macroeconomiche ed investimenti comuni nei settori strategici predeterminati e con strumenti quali ad esempio quello degli eurobond e con grande attenzione anche a livello subnazionale e ai piani di stabilità regionali. La relazione ha ricevuto un ampio consenso in commissione economica, dato il convergere della maggior parte dei gruppi politici su questa visione. Spero davvero che questo preluda ad un buon risultato del voto di domani!

 
  
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  Androulla Vassiliou, membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, la Commissione accoglie con favore la relazione Gottardi, il cui contenuto è in linea con quello di due precedenti relazioni della Commissione sulle finanze pubbliche nell’UEM del giugno 2007 e 2008. La Commissione concorda con gli ultimi tre emendamenti presentati dalla relatrice il 7 gennaio.

La relazione del Parlamento europeo conferma che il Patto di stabilità e crescita (PSC), nella sua versione rivista, finora sta funzionando come previsto. In particolare, molti Stati membri hanno compiuto considerevoli sforzi per adempiere ai propri obblighi. Dalla riforma del Patto di stabilità e crescita, sono stati applicati sia il braccio correttivo che preventivo, nel pieno rispetto delle disposizioni del patto di riforma, e non si sono registrati casi di indulgenza nell’applicazione.

Tuttavia, la relazione non manca di mettere in evidenza la prospettiva economica decisamente negativa per l’Unione europea e per la zona euro per il 2009. La crescita ha subito un brusco rallentamento, tale da trasformarsi in una vera e propria recessione quest’anno. Anche le prospettive economiche generali per il 2010 sono scoraggianti, per cui la Commissione concorda con il Parlamento europeo quando afferma che è ora essenziale supportare la domanda adottando misure discrezionali di politica fiscale.

Ciononostante, la politica fiscale deve essere mantenuta a un livello sostenibile, in funzione delle aspettative di una risoluzione ordinata della crisi. A tale proposito la Commissione condivide le preoccupazioni del Parlamento riguardo la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e ribadisce l’importanza della valutazione.

Nell’autunno del 2009 la Commissione emetterà una nuova relazione sulla stabilità a lungo termine delle finanze pubbliche nell’Unione europea. La Commissione concorda inoltre con il Parlamento europeo sul fatto che le spese pubbliche devono essere riorientate in modo tale da migliorarne la qualità in linea con la strategia di Lisbona, orientamento politico che rientra effettivamente nelle linee guida per una politica integrata adottate dal Consiglio europeo. La Commissione sta lavorando a una valutazione più sistematica della qualità dello stanziamento di fondi pubblici che comprenda altresì gli aspetti del bilancio in funzione delle prestazioni.

 
  
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  Presidente . – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì, alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (PSE), per iscritto. – (RO) Nella primavera del 2006 dodici Stati membri erano oggetto di una procedura per i disavanzi eccessivi. A seguito dell’attuazione delle raccomandazioni e delle decisioni del Consiglio nel caso di paesi con un disavanzo eccessivo, due anni e mezzo dopo quasi nessuno Stato membro è più coinvolto in questo tipo di procedura. Questo risultato è stato possibile grazie a condizioni economiche favorevoli nel 2006 e nel 2007. Nel periodo 2008-2009 stiamo attraversando una crisi economica che in molti Stati membri si è già tradotta in una recessione, in un aumento del tasso di disoccupazione e in un considerevole numero di fallimenti societari, in particolare tra le piccole e medie imprese. Il piano europeo di ripresa economica prevede considerevoli investimenti pubblici per modernizzare le infrastrutture dei trasporti e dell’energia; anche gli Stati membri stanno sviluppando piani per sostenere le piccole e medie imprese, permettendone la sopravvivenza sul mercato. In tali circostanze, per i paesi membri della zona euro, ma in realtà anche per tutti gli altri, sarà difficile rispettare i criteri di convergenza. Ritengo che le misure debbano essere adottate a livello europeo, in modo tale da consentire agli Stati membri di far fronte alle sfide attuali quali l’invecchiamento della popolazione, l’immigrazione, il cambiamento climatico, eccetera. L’agricoltura, l’istruzione, la salute e i trasporti, settori chiave per lo sviluppo economico dell’Unione europea e per la qualità della vita dei suoi cittadini, devono poter contare su specifiche politiche pubbliche.

 
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