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Ciclo del documento : O-0134/2008

Testi presentati :

O-0134/2008

Discussioni :

PV 15/01/2009 - 2
CRE 15/01/2009 - 2

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Testi approvati :


Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 15 gennaio 2009 - Strasburgo Edizione GU

2. Trasporto degli animali (discussione)
Video degli interventi
Processo verbale
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  Presidente. –L'ordine del giorno reca la discussione sull’interrogazione orale alla Commissione, presentata dall’onorevole Parish, a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, , sul trasporto degli animali (O-0134/2008 - B6-0496/2008).

 
  
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  Neil Parish, autore. − (EN) Signor Presidente, intervengo oggi per presentare questa interrogazione orale non solo a nome della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale ma anche dell’intergruppo sul benessere degli animali poiché ritengo che l’Unione europea abbia un’agricoltura molto sviluppata. Un’agricoltura forte richiede tuttavia anche una forte politica sociale perché credo che il futuro dell’agricoltura europea stia soprattutto nell’alta qualità dei prodotti e nell’eccellenza degli standard sociali. Seguendo questa linea potremo promuovere efficacemente i nostri prodotti, ed è per questo motivo che la discussione sul trasporto degli animali non è solo uno stimolo ma è un elemento essenziale per giungere a una legislazione adeguata.

Intendo incentrare il mio intervento di oggi sul fatto che la legislazione c’è. Possiamo discutere se sia sufficiente, ma ora la questione più importante è esaminare la legislazione in vigore e assicurarci che gli Stati membri vi ottemperino, perché sappiamo, ad esempio, che in alcuni Stati membri esiste un divario tra i governi nazionali che varano le leggi e i governi regionali che le devono applicare. Così nascono i problemi. E alla fine sono gli animali che ne soffrono.

Potrei mettere in evidenza molte questioni, ma un problema specifico in Europa è il trasporto dei cavalli. Alla fine della loro carriera moltissimi cavalli vengono trasportati in Italia per essere trasformati in insaccati e non viaggiano affatto in condizioni ottimali. Molti dei veicoli sono stati seguiti attraverso gli Stati membri dell’Unione europea; abbiamo riscontrato che non sono state rispettate le regole, i camion non si sono fermati quando dovevano, i mezzi di trasporto non erano adatti, non disponevano di una ventilazione adeguata o di acqua a sufficienza. Non possiamo permettere che queste pratiche continuino.

Spesso intervengo per dire alla Commissione di non aggiungere costi. Quando però gli animali vengono portati al macello, se le spese di trasporto sono maggiori perché si deve fare un buon lavoro, allora si devono avere i mezzi adatti e non si devono stipare gli animali. In questo caso i costi sono giustificati. Spesso, infatti, invece di trasportare su lunghe distanze gli animali destinati alla macellazione, bisognerebbe macellarli nello Stato membro e trasportarli come carne refrigerata. Pertanto vi è ancora molto da fare in proposito.

Desidero altresì ricordare che l’ex commissario alla sanità Kyprianou ci aveva assicurato – quando era in carica – che non solo avrebbe applicato l’attuale legislazione in modo adeguato ma che avrebbe anche provveduto ad una revisione della situazione alla fine del mandato. Ora che ci stiamo avvicinando rapidamente alla fine di questa legislatura e alla fine del mandato dell’attuale Commissione, vorrei invitare il commissario, signora Vassiliou, che ha sostituito in modo eccellente il collega Kyprianou, a onorare l’impegno preso, perché il trasporto degli animali è una questione da trattare con grande considerazione.

Abbiamo già ribadito questa posizione più volte; siamo una società civile e in quanto tale veniamo giudicati per il modo in cui trattiamo non solo le persone ma anche gli animali. Pertanto, come ho già detto, non potrò mai sottolineare abbastanza la questione.

Concludo ritornando sull’interrogazione orale e sul fatto che il regolamento sul trasporto degli animali è in vigore dal 2007. La Commissione dovrebbe pertanto avere ricevuto dagli Stati membri la prima relazione annuale sull’applicazione del regolamento. La Commissione può far sapere quali Stati membri hanno trasmesso la propria relazione? La Commissione ha già svolto un’analisi preliminare delle relazioni che consenta di evidenziare le carenze e le difficoltà, ma anche i principali risultati conseguiti nell’applicazione della legislazione? La Commissione intende quindi preparare una relazione sull’ applicazione del regolamento negli Stati membri? Siffatta analisi sarebbe fondamentale nel contesto della prevista revisione del regolamento sul trasporto degli animali. Le sarò grato, signor Commissario, se fornirà risposte a queste domande.

 
  
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  Vladimír Špidla, membro della Commissione. – (CS) Signor Presidente, onorevoli deputati, condivido pienamente il parere dell’onorevole Parish che il modo nel quale trattiamo gli animali, incluso il bestiame, è una questione che ha indubbi risvolti etici e civili. La Commissione è consapevole del fatto che il trasporto di animali per scopi commerciali può provocare gravi sofferenze agli animali stessi, sofferenze che vengono inflitte specialmente agli animali cosiddetti di scarso valore, come quelli destinati alla macellazione. L’applicazione delle norme sui trasporti su lunghe distanze non è soddisfacente. Nei mesi scorsi la Commissione ha ricevuto relazioni che denunciavano atti di crudeltà nei confronti degli animali. La Commissione continua a sostenere le migliori soluzioni disponibili al fine di ottimizzare la situazione. L’obiettivo finale è una migliore applicazione della normativa UE e quindi animali più sani e con condizioni di vita decenti. Uno studio effettuato dal Centro comune di ricerca è giunto alla conclusione che sistemi di controllo nuovi e più efficaci, come il monitoraggio del trasporto con l’ausilio dei sistemi di posizionamento satellitare, contribuirebbero al miglioramento della situazione e permetterebbero un’applicazione più trasparente delle regole. L’utilizzo di queste nuove tecnologie permetterebbe anche di ridurre il carico amministrativo per autorità e organizzazioni interstatali.

Prima che il presente mandato giunga al termine, la Commissione sta anche considerando di proporre nuovi standard basati sui risultati di ricerche scientifiche sulla durata dei viaggi e la densità di carico in assoluto e per mezzo di trasporto. La Commissione sta valutando l’applicazione della normativa comunitaria in base alle relazioni trasmesse dagli Stati membri in ottemperanza agli attuali regolamenti comunitari. Le informazioni contenute nelle relazioni vengono messe a confronto con i risultati dei controlli effettuati sul campo negli Stati membri da esperti veterinari. I risultati di questi controlli eseguiti da esperti della Commissione sono stati pubblicati sul suo sito. Sono in corso di valutazione anche i dati provenienti da relazioni pubblicate da organizzazioni internazionali non governative attive nel settore.

Nel 2007 la maggior parte degli Stati membri ha già presentato alla Commissione la relazione sul trasporto degli animali. Alla fine del 2008 Cipro, Lituania, Malta, Bulgaria e Lussemburgo non avevano ancora trasmesso la propria relazione e la Commissione ha provveduto a sollecitare tali paesi ad adempiere a quest’obbligo e monitorerà la situazione. Tuttavia il Regolamento (CE) n. 1/2005 non prevede che la Commissione produca una relazione sui progressi fatti in merito all’applicazione del regolamento negli Stati membri. La Commissione concorda sul fatto che l’applicabilità è un aspetto chiave di qualsiasi normativa proposta e di conseguenza presta molta attenzione all’analisi delle relazioni degli Stati membri e a un eventuale futuro emendamento del regolamento comunitario in questo settore.

 
  
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  Struan Stevenson, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN) Signor Presidente, consideriamo innanzitutto il contesto. Il limite obbligatorio di otto ore per il trasporto di animali è stato approvato nel dicembre 2004 ed è entrato in vigore nel gennaio 2007 in tutti i 27 Stati membri, con deroghe speciali per i viaggi più lunghi, per i quali si poteva dimostrare che gli standard del mezzo di trasporto erano stati migliorati, garantendo agli animali l’accesso all’acqua, il controllo della temperatura, una ventilazione adeguata e frequenti periodi di riposo durante il viaggio.

Deroghe speciali sono state concesse anche alle aree rurali remote e alle isole come, ad esempio, Orkney e Shetland, nella mia circoscrizione elettorale, dove tempi di viaggio più lunghi sono inevitabili. In questi casi sono state tuttavia progettate unità speciali con lettiera e accesso all’acqua in modo da poter trasportare gli animali in condizioni relativamente confortevoli. Inoltre è stato introdotto il divieto assoluto di trasporto per determinati animali come i vitelli di meno di 10 giorni e gli agnelli di meno di una settimana.

Sono felice di potervi riferire che queste regole di trasporto sono state rispettate rigorosamente, specialmente in paesi come la Scozia dove abbiamo tuttora uno tra i livelli più alti di buone prassi di tutta l’Unione europea. Mi preoccupa tuttavia il fatto che, come ha riferito l’onorevole Parish, queste regole non vengono rispettate allo stesso modo in altri paesi dell’Unione europea, in particolare in alcuni Stati membri del sud del Mediterraneo e in alcuni dei nuovi Stati membri nell’Europa orientale, nella fattispecie quando si tratta del trasporto dei cavalli per la macellazione, come ha anche sottolineato l’onorevole Parish.

Le ONG che si occupano del benessere degli animali continuano a fornirci le prove di terribili abusi: cavalli e talvolta altri capi di bestiame che vengono trasportati su lunghe distanze in condizioni di caldo soffocante senza avere accesso all’acqua o una ventilazione adeguata, senza periodi di riposo e stipati in camion troppo pieni. Man mano che il viaggio prosegue questi animali sono sempre più esausti e disidratati, alcuni cedono per il caldo, si possono vedere boccheggianti e rantolanti alla disperata ricerca di un po’ d’aria, e, nei casi peggiori, molti muoiono. Questa pratica deve finire e tutti gli Stati membri devono osservare rigorosamente il regolamento.

Sostegno l’interrogazione orale, nei termini presentati oggi dall’onorevole Parish, che mira a verificare in che misura questi provvedimenti vengano rispettati. Mi auguro che ora la Commissione possa informarci in merito e rassicurarci sul fatto che sono state adottate misure a garanzia di una rigorosa applicazione del limite di otto ore per il trasporto di animali, con le adeguate deroghe che ho citato, e per porre fine alle perduranti crudeli violazioni dei regolamenti comunitari esistenti.

 
  
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  Rosa Miguélez Ramos, a nome del gruppo PSE. – (ES) Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha ricordato l’onorevole Stevenson, per alcuni paesi europei il trasporto di animali è una questione di particolare rilievo per posizione geografica, così come per dimensioni del territorio ed entità degli scambi commerciali.

Signor Commissario, vorrei affrontare due questioni specifiche. Innanzitutto mi sembra chiaro che la Commissione abbia difficoltà ad analizzare la situazione sull’intero territorio comunitario. Sebbene in virtù dell’attuale regolamento gli Stati membri debbano presentare – com’è già stato detto – una relazione annuale riguardo alle ispezioni condotte l’anno precedente, il regolamento non stabilisce un numero minimo di ispezioni e non sembra nemmeno esserci uniformità riguardo alla base statistica. Questo preclude la possibilità di paragonare i dati forniti dai vari paesi. Signor Commissario, credo che questa situazione vada corretta quanto prima, per il bene di tutti gli interessati.

Tuttavia mi preoccupa anche una seconda questione. Nel suo discorso lei ha definito di scarso valore gli animali trasportati alla macellazione. Signor Commissario, non sono affatto d’accordo. Personalmente considero questi animali di grande valore economico e sono convinta che l’industria sia del mio stesso parere. Detto ciò, questa carne ha un grande valore economico e delle condizioni di trasporto corrette sono essenziali a prescindere dalla destinazione finale – anche il mattatoio – e dalla distanza percorsa. In altre parole, è importante, anzi fondamentale che questi animali vengano trasportati in condizioni favorevoli.

Pertanto chiedo che si tenga conto di queste considerazioni nelle modifiche proposte al regolamento sul quale sta lavorando la Commissione. Sappiamo che la riforma affronterà le nuove tecnologie ma anche le modifiche riguardo alla durata massima del trasporto – a cui è già stato accennato – e alle temperature minima e massima per il trasporto degli animali.

Signor Commissario, chiedo nuovamente a lei e chiedo alla Commissione di cercare, e trovare, una solida base scientifica ai cambiamenti proposti prima di emendare questi aspetti fondamentali. Chiedo inoltre che, in attesa di tale base scientifica solida, al momento assente su alcuni temi, ci si astenga dall’introdurre in modo surrettizio gli emendamenti proposti ai regolamenti vigenti in relazioni che non hanno nulla a che fare con il trasporto, e mi riferisco alla protezione degli animali al momento della macellazione, una relazione sulla quale stiamo lavorando. Ritengo che su questioni di tale importanza dovremmo tutti – Commissione e Parlamento – mettere le carte in tavola.

 
  
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  Anne E. Jensen, a nome del gruppo ADLE. – (DA) Signor Presidente, signor Commissario, desidero esprimere la mia parziale delusione per il fatto che dopo quattro anni non abbiamo ancora una proposta della Commissione su come rendere più restrittiva la legislazione sul trasporto degli animali. Buone intenzioni e una cooperazione costruttiva hanno caratterizzato i rapporti tra l’ex commissario Kyprianou, l’attuale commissario, signora Vassiliou, e il Parlamento. Tuttavia, quand’è che avremo una proposta? Desidero ardentemente saperlo. E’ altrettanto importante che la legislazione venga applicata correttamente. E’ importante garantire che limiteremo effettivamente la durata dei viaggi per gli animali da macello a otto ore. Tuttavia non dovremmo fermarci a questo. Non dovremmo parlare semplicemente di un limite di tempo. Le ricerche dimostrano che un’ora può essere troppo se l’animale non è abbastanza forte per essere trasportato, mentre i viaggi più lunghi possono essere accettabili se gli animali sono sani e forti e vengono trasportati in buone condizioni. Probabilmente continueremo a trasportare animali da riproduzione su lunghe distanze e, a questo proposito, il Parlamento ha naturalmente proposto un progetto pilota per aree di riposo dove gli animali riposino dopo 24 ore. Vorrei sapere a che punto è questo progetto delle aree di riposo. Il nostro intento è ovviamente quello di mettere insieme operatori delle stazioni di controllo, autorità veterinarie, ricercatori e organizzazioni che si occupano del benessere degli animali al fine di permettere loro di definire congiuntamente le buone prassi in questo settore. E’ difficile far decollare un simile progetto ma ne vale la pena perché è importante che le nostre conoscenze e le ricerche sul benessere degli animali durante il trasporto si riflettano anche sulla legislazione e nella pratica.

 
  
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  Janusz Wojciechowski, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, l’onorevole Parish ha giustamente ricordato un fatto che è stato richiamato più volte in quest’Aula, e cioè che il modo in cui trattiamo gli animali si riflette su di noi, sulla misura in cui siamo “acculturati” e civilizzati. Gli animali subiscono molte crudeltà durante il trasporto. Vi sono stati dei miglioramenti grazie all’introduzione di standard più elevati per il trasporto degli animali, ma questi provvedimenti non sono ancora sufficienti.

Ritengo che la soluzione appropriata, proposta per la prima volta molto tempo fa, consista nel limitare la durata del viaggio degli animali a otto ore e il tempo totale che gli animali trascorrono in transito e al mattatoio a dodici ore. Vogliamo presentare questa proposta nell’ambito degli attuali lavori sul regolamento relativo alla protezione degli animali al momento dell’abbattimento.

Onorevoli colleghi, possiamo discutere a favore di misure umane, ma vi è anche un altro argomento, di natura finanziaria, al quale determinate persone sono più sensibili. Il punto è che questi trasporti su lunghe distanze aumentano i costi che alla fin fine vengono sostenuti dai consumatori. Dovremmo fare una stima di questi costi e utilizzarli come argomento per fissare finalmente, dopo anni di discussione, restrizioni al trasporto degli animali e alleviare le loro sofferenze.

 
  
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  Carl Schlyter, a nome del gruppo Verts/ALE. – (SV) Signor Presidente, si può giudicare lo sviluppo di una civiltà da come essa tratta gli esseri viventi più indifesi. E a giudicare da come trattiamo i nostri animali siamo ancora dei barbari.

Ricordo quando la Svezia divenne membro dell’Unione europea, quasi quindici anni fa: prima della nostra adesione molte delle discussioni vertevano sul trasporto degli animali, un settore nel quale andavano apportati dei miglioramenti. La prima direttiva arrivò nel 2005. Eppure le condizioni per gli animali non migliorarono; ci fu detto invece, a quel punto, che il monitoraggio sarebbe iniziato a partire da quel momento, che i sistemi GPS sarebbero stati introdotti da quel momento, che gli autisti avrebbero seguito dei corsi di formazione da quel momento e che i camion avrebbero funzionato meglio da quel momento. Cinque paesi non si sono nemmeno preoccupati di presentare una relazione. Chiedo che la Commissione sanzioni immediatamente questi paesi. Per quanto riguarda gli altri 22 paesi, quanti controlli sono stati effettuati? In quanti di questi si è rilevata ottemperanza alle regole? Il regolamento funziona? Purtroppo la risposta in molti casi è negativa.

Il commissario Kyprianou aveva promesso di ritornare sulla questione entro la fine del suo mandato se fosse stato necessario – ed è necessario – e se ci fosse stato l’interesse dei media – e c’è! Molti dei nuovi Stati membri sono in effetti piccoli e forse non serve far seguire un viaggio di 24 ore da un altro viaggio di 24 ore. Avremo una nuova direttiva sugli abbattimenti che consenta l’utilizzo di mattatoi mobili e riduca la necessità degli spostamenti.

Dobbiamo rivedere le condizioni di trasporto degli animali. Quanti di noi apprezzerebbero il fatto di avere quattro mucche o dieci pecore nel proprio letto matrimoniale per 24 ore? Questa è l’attuale densità di carico degli animali. Pensate: ai polli trasportati nella parte alta del camion non viene impedito di defecare in testa agli animali sotto di loro. Chi vorrebbe essere trasportato in condizioni simili? Invito tutti i ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea a unirsi a me in un viaggio da Stoccolma a Bruxelles nelle stesse condizioni degli animali. Mi chiedo quanti accetteranno un tale invito. Forse preferiranno emendare la legislazione.

E ora parliamo di costi. Il costo per l’ambiente è quello più elevato a causa dei lunghi viaggi. Per lo stesso motivo vi è anche un costo in termini di sofferenza degli animali. Inoltre questi lunghi viaggi portano anche a un peggioramento della qualità della carne e comportano una riduzione reale del suo valore. Un animale stressato fornirà una carne di qualità ben inferiore, quindi la sofferenza incide sull’intera catena alimentare. Pensate all’agricoltore che si è impegnato moltissimo, anche in termini finanziari, per produrre un buon animale che viene poi rovinato nell’ultima parte della sua vita.

Ebbene, abbiamo bisogno di una nuova proposta prima delle elezioni. Non capisco come potremo condurre una campagna elettorale senza avere nemmeno una proposta della Commissione che dimostri infine il nostro impegno a migliorare le condizioni per gli animali.

 
  
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  Jens Holm, a nome del gruppo GUE/NGL. – (SV) Signor Presidente, alla base della presente discussione c’è chiaramente il fatto che gli animali sono esseri sensibili. Essi sono capaci di sentire il dolore, lo stress e la sofferenza esattamente come noi. Dobbiamo tenerne conto nel formulare la legislazione. E al momento non lo stiamo facendo.

All’interno dell’Unione europea viene trasportato un numero sempre maggiore di animali, conseguenza diretta del mercato unico che porta a una maggiore specializzazione. Gli animali vengono allevati in un luogo, macellati in un altro e la carne viene trasportata in un terzo. Agli Stati membri non è consentito di proibire il trasporto degli animali, neppure per il benessere degli stessi. Questo è assolutamente inaccettabile. Uno studio svedese ha determinato quanti animali vengono trasportati in totale attraverso i confini degli Stati all’interno dell’Unione europea. E’ stato calcolato che nell’Unione europea a 15 sono stati trasportati ogni anno in tutte le direzioni negli Stati membri 22 milioni di quadrupedi (maiali, cavalli e mucche), così come 500 miliardi di volatili da cortile. Questo quando l’Unione europea contava 15 Stati membri. Potete solo immaginare quali siano le cifre con 27 Stati membri: saranno ovviamente ben maggiori.

Desidero sapere dalla Commissione quando avremo la nuova direttiva sul trasporto degli animali. Il commissario Kyprianou aveva naturalmente promesso che avremmo avuto una nuova direttiva durante questa legislatura. La Commissione è in grado di garantire ciò che il Parlamento europeo sta chiedendo, e cioè un limite massimo di otto ore per il trasporto degli animali? Desidero porre anche qualche domanda al commissario Špidla. Lei afferma che cinque Stati membri non hanno trasmesso la propria relazione, uno stato di cose chiaramente sorprendente. Che cosa fa la Commissione delle relazioni trasmesse dagli Stati membri? Esse vengono analizzate in qualche modo? Il Parlamento auspica un’analisi, una relazione da parte della Commissione, che riassuma lo stato attuale delle cose e indichi chiaramente quali provvedimenti permetteranno di migliorare le condizioni alle quali gli animali vengono trasportati. In conclusione, quando possiamo aspettarci la nuova direttiva con il limite di otto ore e quando avremo un’analisi delle relazioni trasmesse dagli Stati membri?

 
  
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  Godfrey Bloom, a nome del gruppo IND/DEM. – (EN) Signor Presidente, come sempre sono affascinato. Ancora una volta quest’Aula non dà prova di senso dell’ironia. Uno dei principali problemi che dobbiamo affrontare, in particolare nel Regno Unito, è la valanga incredibilmente stupida di regole e regolamenti che si è abbattuta sui mattatoi 10 anni fa, che ha fatto chiudere più di 1 000 macelli nel Regno Unito e ha allungato considerevolmente la durata dei viaggi ai quali gli animali vengono sottoposti.

Mio cognato è un macellaio. Egli è il proprietario di un mattatoio nello Yorkshire e una volta – ed è finito sulla rivista Private Eye per questo – è successo che è arrivato un veterinario a supervisionare un veterinario che supervisionava un ispettore delle carni che stava supervisionando due addetti alla macellazione! Questo è il tipo di assurdità che succedono quando si ha a che fare con le regole e i regolamenti di questa organizzazione. Il problema è la durata dei viaggi. Ora, a causa della chiusura di tutti questi mattatoi, maiali, pecore e bovini vengono trasportati da Bridlington, nella mia circoscrizione elettorale, attraversando tutta l’Inghilterra, fino a Manchester. Di questo dobbiamo occuparci.

A proposito del trasporto dei cavalli, il collega Farage mi ha informato che vi sono paesi dell’Unione europea che considerano i cavalli cibo! In quanto britannico trovo assolutamente incredibile che le persone mangino i loro cavalli. Un inglese non mangerebbe il proprio cavallo più di quanto non mangerebbe il proprio cane o i propri figli, ma immagino che questo dimostri proprio l’enorme divario culturale che esiste tra noi e gli altri paesi dell’Unione europea.

(Si ride)

 
  
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  Jim Allister (NI).(EN) Signor Presidente, non sarà facile ora fare il mio intervento! Permettetemi di dire che non sono affatto contrario a regole idonee ed efficaci che regolino il benessere degli animali, ma mi preoccupa piuttosto il fatto che stringeremo a tal punto il cappio intorno alla nostra industria agricola da impedirne in pratica il funzionamento. Vedo emergere segnali in tal senso dalle consultazioni della Commissione sulla revisione della durata massima dei viaggi e della densità di carico nel trasporto degli animali.

Desidero ricordare che la Commissione non è riuscita ad ottenere ciò che voleva con il regolamento del 2005. Tuttavia, a meno di due anni dalla sua entrata in vigore, la Commissione sta nuovamente cercando di rimuovere la ripetibilità del periodo massimo di otto ore. Devo ammettere che per la mia circoscrizione elettorale dell’Irlanda del nord sarebbe una misura disastrosa perché per esportare animali, come in effetti facciamo, dobbiamo intraprendere un viaggio per mare e, laddove fosse consentito un solo periodo di otto ore, ciò sarebbe del tutto inadeguato e assolutamente inaccettabile.

Desidero ricordare in questa sede che condizioni così onerose sono assolutamente sproporzionate se pensiamo alle grandi distanze coperte dal trasporto degli animali in Sud America, da dove siamo ben felici di importare! Dunque ci ritroveremmo ancora una volta a penalizzare i nostri agricoltori senza preoccuparci affatto di ciò che succede a ciò che importiamo.

Dobbiamo riuscire a liberarci da questa ossessione di adottare provvedimenti che non fanno che danneggiarci.

 
  
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  Elisabeth Jeggle (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, discutiamo oggi di un argomento che da un lato accende rapidamente gli animi, ma dall’altro mette in evidenza la dura realtà. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al presidente della nostra commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, l’onorevole Parish, per questa interrogazione che è importante non per il suo carico emotivo ma perché pone alla Commissione domande alquanto precise. Che cosa è successo? Come si possono monitorare questi sviluppi? Avete delle prove e in caso affermativo, di che prove si tratta? Quali sono i dati a vostra disposizione?

Signor Commissario, lei ha menzionato alcuni dati. Sono tuttavia fermamente convinta che esistano differenze tra gli Stati membri che vanno ben oltre il fatto che alcuni hanno presentato una relazione e altri non l’hanno fatto. A che punto è l’applicazione del regolamento? Come vengono monitorati i viaggi lunghi? Come vengono monitorati nei singoli Stati membri?

Un’altra importante problematica che richiede con urgenza una discussione è costituita dai problemi insorti a seguito della nostra definizione dell’agricoltura in chiave puramente economica, e della conseguente equiparazione di problematiche che forse dovremmo considerare separatamente. Ad esempio, che tipo di formazione professionale supplementare dovrebbero seguire gli agricoltori qualificati per le questioni di trasporto? Come organizzare la formazione e chi potrebbe fornire i relativi corsi? A chi dovrebbero rivolgersi gli agricoltori per ottenere le loro qualifiche?

Ribadisco il fatto che gli agricoltori sono qualificati a occuparsi di animali, mentre i trasportatori impiegano autisti che probabilmente non si sono mai occupati di animali in tutta la loro vita. Non si possono equiparare queste due attività, ma in una certa qual misura lo abbiano fatto.

La seconda questione che provoca grossi problemi è che gli agricoltori, quando trasportano i propri vitelli, possono farlo solo entro un raggio di 50 chilometri. Permettetemi a questo punto di sottolineare la necessità di esaminare più da vicino e con urgenza la questione di come aiutare i mattatoi più piccoli a operare in modo efficiente riducendo così il bisogno di altri viaggi.

Gli agricoltori possono dunque trasportare i propri animali per 50 chilometri, ma vanno incontro a problemi se portano con sé l’animale del vicino. Dobbiamo riflettere anche su questo. È giusto imporre un limite di 50 chilometri, o dovremmo piuttosto ricercare quale ne sia la ragione nei mattatoi? Se un agricoltore trasporta un cavallo per scopi ricreativi il problema non sussiste, e questo regolamento non si applica, ma se lo porta al mercato il regolamento va applicato e l’agricoltore deve rispettarlo. Queste questioni vanno discusse e risolte nelle discussioni future.

 
  
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  Luis Manuel Capoulas Santos (PSE). (PT) Com’è stato giustamente ricordato dall’onorevole Parish e da altri deputati, la questione del trasporto e benessere degli animali va considerata essenzialmente dal punto di vista di una società civile. Limitare il più possibile le sofferenze animali è un imperativo etico che fa parte del nostro retaggio culturale, malgrado l’apparente paradosso che cerchiamo di tutelare il benessere degli animali proprio quando per molti di essi sarà l’ultimo viaggio.

D’altra parte non bisogna dimenticare che il prezzo da pagare per l’applicazione delle regole attualmente in vigore, gravose anche da un punto di vista finanziario, è una distorsione della concorrenza e un forte impatto sullo sviluppo rurale di alcune regioni dell’Unione europea.

Regioni e Stati membri che non hanno la possibilità di rifornirsi di determinate specie attingendo ai propri mercati e che sono più distanti dai centri di produzione, come nel caso del mio paese, si trovano ora ad affrontare seri problemi di concorrenzialità per le loro industrie legate alla macellazione e alla lavorazione delle carni, mentre le regioni e gli Stati membri eccedentari sono favoriti poiché è diventato più facile vendere prodotti già lavorati, con i relativi vantaggi in termini di occupazione e valore aggiunto.

Quando la legislazione sarà in vigore da due anni sarà pienamente giustificabile che la Commissione fornisca la valutazione più esauriente possibile non solo riguardo alle questioni specifiche dell’applicazione rigorosa del regolamento sul trasporto ma anche riguardo alle conseguenze economiche e sociali per le regioni e gli Stati membri con una bassa capacità di produzione di alcune specie animali che sono importanti per il consumo umano.

Ritengo pertanto che la Commissione debba rispondere a queste domande nel modo più rapido, obiettivo ed esauriente possibile.

 
  
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  Mojca Drčar Murko (ALDE).(SL) Molti dei trasporti di animali vivi che attraversano la Slovenia provengono in genere dall’Europa dell’est e hanno come destinazione l’Italia. L’esperienza delle nostre autorità veterinarie è che la legislazione europea in merito è piuttosto completa ma non del tutto funzionale e alquanto complicata da applicare.

In Slovenia il problema principale sono le ispezioni poiché da quando sono stati aboliti i confini interni all’Unione è difficile verificare se gli autisti di camion si fermino effettivamente nelle aree preposte. Desidero sottolineare che a causa delle dimensioni del territorio la Slovenia non è tenuta ad avere proprie aree di riposo e di sosta e ha stretto degli accordi con l’Ungheria e l’Italia in merito. Abbiamo urgentemente bisogno di una soluzione uniforme che venga anche applicata in modo uniforme.

Considerando la situazione disastrosa per quanto riguarda il trasporto degli animali su lunghe distanze sulle strade europee, dobbiamo cogliere la revisione del regolamento del 2005 come un’opportunità per elevare gli standard sul benessere degli animali. Il trasporto degli animali è strettamente collegato al loro trattamento prima della macellazione e condivido l’opinione degli onorevoli colleghi che ritengono che non vi sia alcun motivo di permettere trasporti che superino la durata di otto ore.

Sono pertanto favorevole alla determinazione di un rigoroso limite massimo per la durata dei trasporti, ma appoggio anche la proposta di introdurre mattatoi mobili.

 
  
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  Andrzej Tomasz Zapałowski (UEN). (PL) Signor Presidente, il Regolamento sulla protezione degli animali durante il trasporto è estremamente importante e questo genere di informazioni è vitale. A questo punto ritengo sia necessario sottolineare che una grande parte della carne importata consumata dai cittadini dell’Unione europea non è tutelata da regolamenti simili. Questo regolamento è tra i più ragionevoli sull’allevamento e sulla macellazione degli animali.

Mi rendo conto che le grandi società alimentari spesso non rispettano i diritti dei lavoratori, figuriamoci il diritto degli animali di essere trattati in modo adeguato. Ed è proprio presso le grandi società che si verificano i casi peggiori di abuso animale. Questo problema interessa raramente le piccole e medie imprese. L’unica soluzione è assicurare controlli di polizia più rigidi e anche controlli ai confini, e pubblicare i nomi delle società che violano i diritti degli animali in modo che i consumatori possano evitarle.

 
  
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  Kathy Sinnott (IND/DEM).(EN) Signor Presidente, è estremamente importante che gli animali vengano trasportati in sicurezza risparmiando loro le sofferenze evitabili. Utilizzo questa parola perché di norma gli animali hanno paura di qualsiasi mezzi di trasporto motorizzato. E’ importante ridurre al minimo queste paure, ove possibile.

Quando ci occupiamo di sicurezza e prevenzione della sofferenza tendiamo a prendere in considerazione tempo e distanze. E’ naturale, ma al contempo semplicistico nel caso dell’Irlanda che, vorrei ricordarvi, è un’isola e anche un importante esportatore di animali. I limiti di tempo e la distanza non possono essere valori assoluti quando si tratta di attraversare le acque che ci separano dal continente e dai nostri mercati. Abbiamo sentito pareri favorevoli a una raccomandazione per un limite di otto ore ma ci vogliono più di otto ore per imbarcare un animale e fare la traversata. Non è assolutamente possibile far uscire a pascolare un animale in mezzo alla Manica.

Raccomando pertanto di considerare le condizioni alle quali vengono trasportati gli animali, specialmente nel caso dell’Irlanda, piuttosto che solo tempo e distanza.

 
  
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  Lydia Schenardi (NI). (FR) Signor Presidente, sebbene il regolamento sul trasporto degli animali sia in vigore dal gennaio 2007 gli Stati membri non sembrano ottemperare in modo sistematico a questo regolamento, visto che non hanno presentato le relazioni annuali richieste. Un’analisi globale risulta pertanto problematica visto che mancano moltissime informazioni riguardanti, tra l’altro, le risorse stanziate per effettuare le ispezioni. In quanto membro di associazioni a difesa del benessere degli animali e dell’intergruppo sul benessere degli animali, sono particolarmente interessata a questa questione.

Le associazioni hanno combattuto per decenni senza tregua fino al 2007, quando furono finalmente approvate direttive in questo settore nel quale al momento gli Stati membri stanno mostrando un certo lassismo. Oserei perfino definirla indisponibilità perché, in breve, come ben sappiamo, eseguire controlli e ispezioni non è affatto così difficile. Sappiamo dove si trovano i mattatoi, sappiamo dove vengono allevati gli animali e conosciamo i percorsi lungo i quali essi vengono trasportati: quindi dov’è il problema?

Ritengo che oggigiorno, in un’epoca nella quale il pubblico è giustamente sempre più interessato al benessere degli animali nelle fattorie, al mattatoio e durante il trasporto, sia importante che gli Stati membri rispettino l’opinione pubblica.

Poiché mi è stata data l’opportunità di intervenire nella discussione, vorrei aggiungere che per quanto riguarda il trasporto, a prescindere dalla durata del viaggio, è essenziale considerare le condizioni climatiche locali. Un viaggio di diverse ore effettuato nei Paesi Bassi in primavera è molto diverso da un viaggio della stessa durata effettuato in piena estate in un paese come la Grecia. Non dovremmo rendere obbligatorio il trasporto nelle ore notturne in quest’ultimo caso?

Vi sarei grata se consideraste questa proposta in futuro.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, visto che il regolamento sulla protezione degli animali durante il trasporto è entrato in vigore solamente nel gennaio 2007, stiamo discutendo di una legislazione relativamente nuova. Credo sia una speranza condivisa da tutti che le molte condizioni imposte da questo regolamento vengano rispettate da tutti sin dal primo giorno, ma sarebbe un miracolo se così fosse perché il regolamento è estremamente dettagliato e – giustamente –pretende molto dagli Stati membri e dagli operatori.

Sostengo l’interrogazione orale dell’onorevole Parish, presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, perché vogliamo vedere se questo regolamento funziona. Tuttavia dobbiamo innanzi tutto sapere se esso viene applicato, poiché ci stanno a cuore le modalità di trasporto degli animali nell’Unione Europea.

Paesi come l’Irlanda, che vantano un considerevole settore zootecnico, hanno avuto un’enorme mole di lavoro da sbrigare per applicare questo regolamento fin dal primo giorno, sia all’interno del settore che da parte di coloro che effettuano i controlli e cioè il ministero dell’Agricoltura e altre autorità. Gli operatori autorizzati hanno investito ingenti somme di denaro nella riqualificazione dei trasportatori e per soddisfare i requisiti di formazione e di competenza del regolamento. In effetti proprio questo mese vengono tenuti in Irlanda dei corsi di formazione per autisti di mezzi di trasporto per bovini, pecore, capre, maiali, cavalli e pollame – un punto sollevato dall’onorevole Jeggle – e forse altri Stati membri dovrebbero fare altrettanto.

E’ interessante notare che il regolamento si applica solo al trasporto degli animali per scopi commerciali. Esprimo la mia preoccupazione riguardo al fatto che ignoriamo il benessere degli animali domestici, perché ho visto persone che pensano di sapere come prendersi cura di un animale ma lo fanno con pessimi risultati, eppure molto spesso sono proprio queste le persone che insistono su norme specifiche per l’agricoltura e le attività economiche. E’ un settore del quale dobbiamo occuparci.

In generale ritengo che i trasportatori ufficiali di animali dispongano di licenza e autorizzazione e applichino i migliori standard di benessere perché farlo è nel loro interesse: essi devono trasportare gli animali in modo che arrivino in buone condizioni al fine di soddisfare le necessità degli acquirenti. Il problema è il settore non regolamentato nel quale operano persone che non vengono toccate da queste norme, ed è su questo che dobbiamo concentrare la nostra attenzione. Chi sono le persone al di fuori delle regole, e come possiamo fermarle?

Riguardo ai limiti di tempo e alla norma di otto ore permettetemi di dire che il motivo per il quale l’Europa ha avuto serie difficoltà nel varare questo regolamento è stato che molti Stati membri, inclusa l’Irlanda, sanno di dover trasportare gli animali per periodi più lunghi, ma sanno anche come farlo. Non sono dunque d’accordo con coloro che sostengono una riduzione dei tempi di viaggio, ma concordo sul fatto che il benessere debba assolutamente essere una priorità.

In merito ai cavalli, spesso mi dico che vorrei essere un purosangue perché si viaggia in prima classe. Ovviamente le persone si preoccupano degli animali che hanno un elevato valore commerciale; data la fase economica discendente che stiamo attraversando, io mi preoccupo del benessere dei cavalli. Punto e a capo. Basta con le regole. Forse ne abbiamo già troppe che stanno soffocando il settore che le rispetta. Propongo di applicare le regole a tutti e di estromettere dal sistema coloro che non le rispettano.

 
  
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  Robert Evans (PSE).(EN) Signor Presidente, desidero esprimere le mie congratulazioni all’onorevole Parish per avere presentato questa interrogazione. Malgrado le nostre differenze politiche, e nonostante le sue evidenti carenze dal punto di vista umano, ritengo che egli sia effettivamente molto competente in merito e lo sostengo. Questo regolamento deve dare ottimi risultati e deve essere applicato universalmente, ma nutro qualche riserva e non sono d’accordo con alcuni dei colleghi che sono intervenuti questa mattina.

L’onorevole Stevenson ha affermato che viaggi più lunghi sono inevitabili, io dico di no. L’onorevole Jensen ha menzionato trasporti di 24 ore, ma non sono necessari. Onorevole Allister, l’industria agricola deve porsi delle domande. In quanto società civile noi dobbiamo considerare la questione nella sua interezza, lo scopo ultimo, tutta l’idea del trasporto degli animali su lunghe distanze e del loro successivo abbattimento. Se mangiassi carne chiederei come le sofferenze durante il tragitto, che noi tutti conosciamo, la disidratazione, lo stress e – ai nostri colleghi irlandesi del nord e del sud – i viaggi per mare, possano mai migliorare la qualità del prodotto finale.

Ritengo che questo non abbia senso da un punto di vista economico. Non ne ha sicuramente in termini umanitari. Sono pertanto favorevole a un divieto assoluto di trasporto degli animali, che a mio parere sosterrebbe le economie rurali. Tale divieto sosterrebbe i produttori locali, sì, le piccole e medie imprese, come qualcuno ha ricordato, e consentirebbe il consumo degli alimenti il più vicino possibile al punto di produzione.

In mancanza di un tale divieto, che certo non verrà introdotto in un prossimo futuro, credo si debba applicare concretamente ciò di cui disponiamo al momento, il regolamento, e sollecito la Commissione a ricorrere a tutti gli enti presenti in Europa – anche alle forze di polizia sulle autostrade se necessario – per fermare e controllare i camion, per verificare se operano nel completo rispetto della legislazione.

 
  
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  Fiona Hall (ALDE).(EN) Signor Presidente, la Commissione ha considerato le implicazioni per la salute umana di un’applicazione insoddisfacente del regolamento sul benessere degli animali? Il trasporto, in particolare il trasporto su lunghe distanze in spazi ristretti, provoca stress, e lo stress comporta una maggiore predisposizione alle malattie. Questo vale nella fattispecie per i cavalli: esistono studi scientifici che dimostrano che durante il viaggio i cavalli espellono molto più di quanto non farebbero in condizioni normali, aumentando così considerevolmente la probabilità di diffusione di malattie. Molti degli animali trasportati sono destinati al macello – 320 milioni all’anno nell’UE – e quindi sussiste un rischio ben maggiore che malattie come la salmonella entrino nella catena alimentare.

Dato il livello di applicazione delle norme attuali e lo stress insito nei lunghi viaggi, anche se con le dovute soste, in particolare per i cavalli, la Commissione intende proporre, ove necessario e sulla base di prove scientifiche, un limite di tempo definito e assoluto di viaggio? Una tale proposta in tal senso sarebbe nell’interesse del benessere degli animali e della salute umana.

 
  
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  Zdzisław Zbigniew Podkański (UEN). (PL) Signor Presidente, signor Commissario, il trasporto degli animali è un problema molto importante ed è positivo che il Parlamento se ne occupi nuovamente. Tuttavia è meno positivo che non riusciamo ad applicare il regolamento in maniera efficace.

Sono felice che nel corso della discussione odierna la nostra attenzione sia rimasta incentrata sul trasporto dei cavalli. Questa è notizia gradita non solo perché io allevo cavalli ma anche perché gli standard non vengono decisamente rispettati in questo settore. Desidero cogliere questa opportunità per dire che i cavalli sono in grado di comprendere gli umani. Tuttavia, sebbene i cavalli ci comprendano sempre, il contrario non è sempre vero. I cavalli, come le persone, sentono l’apprensione, la paura e sanno fidarsi degli esseri umani. Ricordo un episodio in cui un cavallo gravemente malato in clinica non permise ai veterinari di fargli alcunché in assenza di mia figlia. Non appena mia figlia arrivò furono in grado di curarlo. Il cavallo si fidava di lei. Proprio come noi esseri umani non sempre ci fidiamo dei dottori, quel cavallo non si fidava dei veterinari ma si fidava di una persona a lui familiare. Ritengo pertanto che gli umani non capiscano i cavalli nemmeno quando hanno paura o cercano di difendersi. Al contrario, le persone considerano questo un comportamento come un gesto di disubbidienza. Il proprietario picchia il cavallo. Il cavallo, da parte sua, sa perché il suo padrone è arrabbiato e sa come piegarsi alla sua volontà. Per questo motivo sono grato a tutti gli onorevoli parlamentari in grado di affrontare il problema anche dal punto di vista di ciò che è giusto, di considerare che la questione coinvolge un essere vivente e di trattarla con una certa dose di umanità.

 
  
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  Esther de Lange (PPE-DE). (NL) Signor Presidente, la discussione in quest’Aula verte nuovamente sul trasporto degli animali e giungeremo nuovamente a una duplice conclusione. Innanzi tutto la legislazione attuale è rimasta molto indietro rispetto alle ambizioni che questo Parlamento espresse nella relazione del mio predecessore Albert Jan Maat, che a mio parere ha fatto giustamente una distinzione tra gli animali destinati al macello e il resto del bestiame. In verità sono stati adottati dei provvedimenti per quanto riguarda la formazione degli autisti, migliori condizioni di trasporto e l’utilizzo del GPS, ma non basta ancora.

In secondo luogo, il monitoraggio rimane il tallone d’Achille di questa legislazione. Il monitoraggio da parte dell’Europa lascia alquanto a desiderare ed è tuttora organizzato principalmente a livello nazionale. Urge pertanto un accordo sull’evasione dei reclami e sulla raccolta di prove oltre ai confini nazionali. Vorrei anche che l’Ufficio alimentare e veterinario intensificasse le azioni di monitoraggio. Il mio emendamento volto ad aumentare la disponibilità finanziaria nella procedura di bilancio è stato respinto, fra gli altri anche dalla Commissione europea che continua a far riferimento alle relazioni nazionali che valuterà sulla carta. La Commissione preferirebbe forse lavarsi le mani della questione piuttosto che garantire un reale monitoraggio a livello europeo, ispezioni ad hoc da parte di ispettori europei e una supervisione europea?

La legislazione attuale necessita anche di altri miglioramenti: aree di riposo migliori e più numerose nell’Unione europea e non solo, condizioni climatiche più specifiche per le diverse specie animali; e poi dobbiamo cominciare a occuparci dell’utilizzo obbligatorio dei sistemi satellitari, con accesso ad una banca dati centrale da parte del personale autorizzato.

Malgrado non vi sia un quadro europeo completo della reale applicazione della legislazione, le voci circolano, ovviamente; abbiamo sentito, ad esempio, che in Austria, secondo quanto riferito, un ispettore locale nota molti camion vuoti dirigersi per esempio verso la Polonia e la Repubblica ceca, ma non li vede ripassare a pieno carico, diretti verso l’Europa meridionale. Questo significa che una volta effettuato il carico i camion decidono di fare una deviazione aggirando l’Austria forse per evitare le norme di controllo più rigide in vigore in questo paese rispetto ai paesi confinanti? A mio parere questo sta ad indicare che la legislazione viene applicata in modo molto diverso dagli Stati membri.

Un altro problema è costituito dal ruolo dei veterinari che devono autorizzare il trasporto, apponendo la loro firma. Signor Commissario, in alcuni casi i veterinari sono divenuti nient’altro che distributori automatici di bolli. Nessun essere dotato di raziocinio potrebbe mai approvare un programma di trasporto per cavalli dalla Romania all’Italia del sud, della durata prevista di 24 ore. Gli ultimi 500 chilometri della tabella di marcia dovrebbero essere percorsi in due ore e mezzo. Viene spontaneo domandarsi se questi animali viaggino in Ferrari.

Infine gli animali giovani, in particolare i cuccioli, che attualmente vengono trasportati attraverso tutta l’Europa, senza che vi sia alcuna legislazione in merito. Sollecito pertanto la Commissione europea ad occuparsi della questione.

Quest’Aula ha fatto il proprio dovere; ora aspettiamo con impazienza le proposte della Commissione, che ci aspettiamo di ricevere prima delle imminenti elezioni parlamentari.

 
  
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  Elizabeth Lynne (ALDE).(EN) Signor Presidente, come altri colleghi che mi hanno preceduta, mi concentrerò sul trasporto dei cavalli. Sono innumerevoli ormai le prove che dimostrano che le norme europee volte a proteggere il benessere dei cavalli durante i trasporti su lunghe distanze vengono trasgredite, col risultato di avere condizioni disumane e provocare sofferenze inutili. In taluni casi i cavalli sono stipati come sardine in camion d’acciaio dove le temperature possono superare i 40°C. In alcuni casi questi cavalli vengono trasportati per migliaia di chilometri senza cibo né acqua, provocandone il ferimento e perfino la morte.

La Commissione ha qualche informazione riguardo al numero di violazioni del regolamento (CE) n. 1/2005 che, dalla sua entrata in vigore il 5 gennaio 2007, sono state denunciate dagli Stati membri e sono finite in tribunale? E riguardo all’applicazione del regolamento comunitario sul monitoraggio europeo tramite GPS dei veicoli? I singoli possono in qualche modo ottenere l’accesso ai dati, ricavati dalle tracce, sullo spostamento degli animali all’interno degli Stati membri? So che la Commissione ha accesso a questi dati, ma non lo hanno i singoli individui. Desidero delle risposte a queste tre domande specifiche.

 
  
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  Den Dover (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, sono felice di poter intervenire stamane in questa discussione estremamente importante e desidero sottolineare quale sia l’importanza del trasporto di bestiame vivo per il l’Inghilterra nord occidentale. Come ha già dichiarato il presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale sarebbe preferibile macellare questi animali e poi trasportarli altrove, dopo morti, per la lavorazione, qualora lo spostamento della carne fosse necessario; ma nell’Inghilterra nord occidentale abbiamo moltissimi cavalli, pecore e bovini – moltissimi spostamenti di animali.

Sono stato deputato nazionale per 18 anni e questa questione è sempre stata un problema, sollevato innumerevoli volte dai miei elettori. Sostengo dunque che non vi sia stato alcun reale miglioramento negli ultimi 10 o 20 anni.

Sono felice che sia stata presentata questa interrogazione. Il 2007 era il primo anno e le relazioni dovevano essere inviate entro giugno 2008, ma siamo in ritardo rispetto al calendario. Ho ascoltato le parole del commissario che valuterà i vantaggi di un monitoraggio via satellite. E’ una buona idea. Ma, signor Commissario, vi sono giustamente molti controlli dettagliati insiti nel regolamento, ad esempio l’idoneità degli animali a essere trasportati, le pratiche di trasporto, i mezzi di trasporto, i container marittimi, i tempi complessivi di viaggio, i periodi di riposo, la distribuzione degli spazi: sono tutte questioni che non si possono osservare dal satellite. Servono ispezioni dettagliate, e ne vanno tratte le necessarie lezioni.

Avevo sperato che nelle sue osservazioni finali fosse menzionata una data entro la quale egli spera di terminare e presentare le sue proposte e conclusioni, ora che siamo relativamente agli inizi dell’applicazione del regolamento, perché quanto prima agiremo per migliorare la situazione, meglio sarà.

E’ spaventoso che gli animali nei loro ultimi giorni di vita debbano affrontare questi lunghi viaggi. Come per le galline ruspanti e le loro uova, i consumatori vogliono che gli animali vengano trattati in modo umano, e sono disposti a pagare un sovrapprezzo per la carne perché vogliono che noi ci prendiamo cura di questi animali che sono così preziosi ed essenziali per le nostre necessità alimentari.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. MARTÍNEZ MARTÍNEZ
Vicepresidente

 
  
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  Samuli Pohjamo (ALDE).(FI) Signor Presidente, signor Commissario, desidero ringraziare l’onorevole Parish per questa discussione.

Garantire il benessere degli animali è molto importante. La Commissione deve assicurare che il regolamento sul trasporto degli animali venga attuato e monitorato in modo coerente in tutta l’Unione Europea.

La legislazione comunitaria sul trasporto degli animali è severa. I problemi in materia, gravi e ricorrenti, sono dovuti a palesi violazioni della legge. Gli attuali regolamenti sui limiti temporali per il trasporto degli animali e le relative deroghe sono appropriati se vengono adeguatamente monitorati e se, al tempo stesso, si assicura la massima qualità del parco automezzi. Questi ultimi devono disporre di un’adeguata ventilazione, del controllo della temperatura, di un sistema di acqua potabile e di un sistema di navigazione satellitare. Si deve inoltre provvedere alla formazione dei conducenti e all’elaborazione di linee guida volte a definire condizioni adeguate per il trasporto degli animali, come stanno facendo al momento molti Stati membri.

E’ importante che il presente regolamento sul trasporto degli animali sia attuato in modo adeguato in tutta l’Unione europea e che le esperienze maturate siano tenute nella debita considerazione prima di procedere alla stesura di nuovi regolamenti.

 
  
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  Agnes Schierhuber (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, una comunità può lavorare in modo costruttivo solo se ciascuno rispetta le leggi e le regole. Gli allevatori, in particolare, insistono sul fatto che gli animali siano trasportati in modo tale che la carne destinata ai consumatori dopo la macellazione sia della migliore qualità e sia stata esposta al minor stress possibile. Chi infrange la legge va individuato e messo al bando perché queste violazioni sono inaccettabili e screditano l’intera industria.

Dobbiamo riuscire a ridurre il trasporto di animali vivi per il macello. Mi auguro che si possa arrivare finalmente ad una situazione definitiva e che si trovino anche i presupposti scientifici in tal senso. Signor Commissario, vorrei ribadire il mio appello affinché le importazioni dai paesi terzi che non ottemperano alle regole vengano trattate e punite alla stregua del trasporto di animali all’interno dell’Unione Europea.

 
  
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  Richard Corbett (PSE). – (EN) Signor Presidente, questa discussione ha dimostrato che non solo ci sono enormi dubbi sul fatto che l’attuale legislazione sia efficace e che venga adeguatamente applicata in tutti gli Stati membri ma ci si interroga addirittura sulla possibilità essa trovi un’adeguata applicazione. È possibile applicare tale legislazione al trasporto internazionale di animali?

Dovremo valutare se ritornare all’idea di un rigido limite di otto ore di trasporto senza deroghe ed eccezioni, fatto salvo forse il solo trasporto marittimo dalle isole.

Segnalo ai colleghi l’esistenza di un nuovo sito web, http://www.8hours.eu" , che si sta muovendo in questa direzione e ha promosso una petizione in tal senso. . Molti colleghi e altre persone che ascoltano questa discussione saranno forse interessati a visitarlo.

 
  
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  Sylwester Chruszcz (UEN). (PL) Signor Presidente, oggi si è parlato molto di un trattamento rispettoso degli animali giungendo ad interrogarci sul nostro grado di civiltà. Il dibattito che stiamo portando avanti e le relative argomentazioni rappresentano un passo nella giusta direzione e confermano la necessità di questa discussione.

Vorrei però sottolineare che, sebbene la direzione che abbiamo intrapreso sia alquanto motivata e corretta, non dovremmo imporre agli allevatori e alle aziende oneri artificiosi o non necessari; sono certo che lo potremo evitare. Mi rivolgo alla Commissione e a tutti noi, al Parlamento europeo, affinché questo valido progetto non comporti difficoltà non necessarie. Visto che oggi stiamo fermamente ribadendo queste soluzioni, in tutto e per tutto giustificate, mi appello a voi per evitare di adottare in seguito un approccio selettivo. Tutti noi, vale a dire tutti i paesi della Comunità, dell’Unione europea, dobbiamo applicare parità di trattamento. Oggi, ad esempio, sono preoccupato del fatto che….

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Constantin Dumitriu (PPE-DE) . – (RO) Gli esperimenti sugli animali rappresentano una fase importante nella ricerca medica e biologica. In tale contesto, tuttavia, si deve prestare particolare attenzione al rispetto degli animali impiegati per scopi scientifici o per esperimenti. L’Unione Europea deve dare l’esempio nella cura e nell’accudimento di questi animali.

La direttiva  86/609 risale a più di 20 anni fa e disciplina tali aspetti in modo vago e piuttosto permissivo. Stando alle statistiche, in questo periodo sono stati condotti esperimenti in tutta Europa su circa 235 milioni di animali; , oltre 12 milioni di essi vengono uccisi ogni anno nei laboratori dell’Unione europea.

Occuparsi di questi animali significa garantire loro una serie di condizioni sia materiali che di altro genere. Ogni singolo aspetto, dal commercio al trasporto, fino ai metodi per l’uccisione e la deprivazione della vita, deve essere affrontato in assoluta conformità con i provvedimenti internazionali e nazionali in relazione alla specie, alla categoria di animali e alle circostanze, per evitare, per quanto possibile, sofferenze di tipo fisico e mentale.

Questo richiede che ….

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Maria Petre (PPE-DE).(RO) Come già evidenziato, i nuovi Stati membri e il mio paese, la Romania, in particolare, hanno bisogno di sostegno per rafforzare i poteri delle autorità preposte a monitorare l’applicazione del regolamento in oggetto.

Da questo punto di vista, le autorità veterinarie in Romania incontrano ancora difficoltà nell’effettuare ispezioni sul trasporto degli animali senza l’intervento della polizia, che è l’unica autorità competente per fermare i mezzi di trasporto in transito.

La seconda questione, che riguarda nella fattispecie la Romania, è il persistere, ovviamente su scala molto ridotta, della transumanza, una pratica che, a mio avviso, dovrebbe essere trattata a parte e per quanto possibile tutelata.

Da ultimo vorrei ribadire la necessità di occuparci dei poteri che devono essere attribuiti alle ispezioni e alle relazioni di cui stiamo discutendo.

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Avril Doyle (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, sono fermamente convinta che la qualità del veicolo e la capacità del conducente siano altrettanto, se non più importanti della durata dei viaggi. Due ore in un in un veicolo scassato e sgangherato guidato ad una velocità eccessiva, soprattutto in una strada con molte curve, hanno conseguenze molto più serie rispetto ad otto o dieci ore trascorse in un camion moderno, comodo e attrezzato in modo adeguato, guidato con attenzione e riguardo nei confronti degli animali trasportati.

Il benessere dei cavalli destinati alla macellazione continua a costituire una seria preoccupazione ed è dimostrato che alcuni Stati membri ignorano, forse deliberatamente, la legislazione di questo settore Signor Commissario, ha ricevuto la relazione annuale dell'Irlanda dello scorso giugno? Quali paesi non l’hanno compilata? Le relazioni saranno disponibili su internet? La Commissione dispone di informazioni dettagliate sul numero di azioni giudiziarie avviate in ogni Stato membro? La prego di rispondere a queste domande.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, l’Unione europea attribuisce grande valore al trattamento rispettoso degli animali durante l’allevamento, dalla nascita fino al macello. Come sappiamo, la qualità della carne dipende dal modo in cui gli animali vengono trattati durante l’allevamento e durante il loro trasporto.

È necessario fissare degli standard per la protezione degli animali durante il trasporto a seconda della specie in base a prove scientifiche. Dobbiamo pertanto rivedere il regolamento in esame. Per necessità commerciali gli animali vengono trasportati per distanze che spesso sono troppo lunghe e che necessitano di una considerevole quantità di tempo. Bisogna dunque rispettare i principi e gli standard in vigore. Ci siamo chiesti come venga attuata la normativa comunitaria in materia di trasporto di animali e addirittura se la sua applicazione sia possibile: la domanda era pienamente giustificata. Dovremmo valutare la situazione in determinati Stati membri ricordando le ripercussioni che essa può avere sulla concorrenza in termini di costi e produttività. I cittadini dell’Unione Europea sono molto sensibili…

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Neil Parish (PPE-DE). – (EN) Signor Presidente, sarò molto breve, essendo l’autore della presente interrogazione. Vorrei solo dire al Commissario, prima che riassuma la discussione, che delle tre domande avanzate in questa sede, egli ha risposto alla prima menzionando gli Stati membri che non hanno ancora prodotto una relazione. Ciò che realmente vorrei sapere è se la Commissione ha già condotto un’analisi preliminare delle relazioni e di ciò che sta accadendo. Inoltre, la Commissione in futuro intende presentare una relazione in merito al regolamento? Ecco ciò di cui abbiamo urgente bisogno.

Abbiamo anche necessità di sviluppare buone prassi: la Slovenia, ad esempio, segue i veicoli nel proprio paese. Molti paesi stanno facendo un buon lavoro e altri invece un pessimo lavoro, per dire le cose come stanno. La Commissione effettuerà un’analisi adeguata di tutto ciò e quando intende presentarla?

 
  
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  Vladimír Špidla, membro della Commissione. – (CS) Signor Presidente, onorevoli deputati, il diritto romano definisce un animale come un oggetto. Ricordo un regolamento militare che sanciva che un singolo automezzo poteva trasportare 8 cavalli o 48 uomini. Ciò indica che nel corso della civilizzazione si è iniziato a comprendere che c’è una maggiore affinità tra gli esseri umani e gli animali rispetto a quella tra gli esseri umani e gli oggetti. A mio parere, lo sviluppo della civilizzazione ci ha portati a comprendere che gli animali non sono oggetti, ma esseri viventi che hanno diritti intrinseci; la nostra normativa riflette tale impostazione. Si può ben dire che ora i regolamenti comunitari esistono e rappresentano, indubbiamente, un progresso in termini di civiltà. D’altro canto, la discussione ha evidenziato che essi non vengono applicati in modo coerente e che vi è ampio margine di miglioramento.

La Commissione conviene con queste affermazioni di carattere generale e cercherà di migliorare i meccanismi di verifica dell’attuazione e di controllo. Attualmente, stiamo predisponendo nuovi regolamenti che tengano conto delle ultime scoperte scientifiche in molti campi in quanto, come è emerso nel corso del dibattito, si tratta di una problematica complessa. Non ci troviamo di fronte ad una questione semplice, non basta dire “bene, adottiamo uno o due provvedimenti e la faccenda sarà risolta”. A mio parere, la discussione ha anche evidenziato che il fatto di proteggere il bestiame, e gli animali in generale, non si basa solo su considerazioni di carattere pratico relative alla protezione dei consumatori. Siamo intenzionati ad adottare determinate misure di tutela, anche se queste non hanno un reale significato per i consumatori e non portano reali benefici, per il semplice fatto che si tratta di una questione etica di rilievo.

Vorrei cercare di rispondere ad alcune domande specifiche. Ci è stata rivolta una serie di domande e siamo, ovviamente, disponibili a rispondere ai singoli deputati in modo dettagliato anche in merito alle domande sulle quali non mi soffermo ora. Una delle domande riguardava i paesi che non hanno presentato le relazioni, argomento che ho menzionato nel mio discorso introduttivo. Trattandosi di una questione così importante, tuttavia, vorrei ricordare che questi paesi sono Cipro, Lituania, Malta, Bulgaria e Lussemburgo. Non è invece interessata l’Irlanda che ha ottemperato ai propri obblighi. Altre domande si riferivano all’accesso alle informazioni. Vorrei ricordare che, teoricamente, è possibile rendere pubbliche le varie relazioni nazionali ma il regolamento consente agli Stati membri di negare il proprio consenso sulla base del principio di riservatezza. Comunque, nessuno Stato membro lo ha fatto. Nel caso venga effettuata la richiesta di rendere pubblica una relazione, la Commissione chiederà agli Stati membri se desiderano avvalersi di tale facoltà. Poiché non mi aspetto che ciò accada, la relazione poi può venire pubblicata integralmente e, a mio avviso, questo stimolerà ulteriormente la discussione. Le relazioni annuali vengono esaminate dagli esperti della Commissione e, al tempo stesso, vengono integrate dai riscontri ottenuti in loco dai funzionari della Commissione, fornendo in tal modo lo spunto per ulteriori commenti sull’osservanza dei termini del regolamento e per ulteriori ipotesi di sviluppo del sistema giuridico ed organizzativo dell’Unione europea in questo settore.

Per quanto riguarda la domanda di un ulteriore progetto di direttiva volto a emendare il sistema giuridico, ribadisco che la Commissione sta lavorando su questi progetti e sta cercando di applicare le più recenti evidenze scientifiche in materia. È stato anche chiesto di conoscere quanti procedimenti di infrazione siano, al momento, in corso. Attualmente, ci sono due procedimenti di infrazione e sono state presentate due o tre istanze contro l’Andalusia o piuttosto contro la Spagna. Un totale di sei Stati membri è stato sottoposto ad approfondite verifiche nel 2008. Ci sono dei fatti più specifici che riguardano le questioni che sono state sollevate. Onorevoli deputati, vorrei ringraziarvi ancora una volta per la discussione che è stata esauriente e ha mostrato chiaramente che le posizioni della Commissione e del Parlamento sono molto vicine. Si tratta, a mio parere, di un segnale che promette ulteriori progressi in questa materia particolarmente delicata.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

Dichiarazione scritta (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Neena Gill (PSE), per iscritto. – (EN) Signor Presidente, ancora una volta sembra che la normativa che approviamo in questa sede non venga applicata in tutti gli Stati membri. Il regolamento sul trasporto degli animali è in vigore da due anni, tuttavia, continuano a sussistere massicce violazioni dei diritti degli animali, in particolare per quanto riguarda il trasporto e l’abbattimento dei cavalli. Vorrei chiedere alla Commissione cosa sta facendo per assicurare che i cavalli vengano macellati nei propri paesi di origine senza che essi debbano subire viaggi lunghi ed angosciosi verso i paesi consumatori.

Un elemento di grande preoccupazione per me e per le persone che rappresento è costituito dal fatto che questi animali viaggiano in condizioni disumane, poco igieniche e di grande affollamento, con scarso cibo e acqua. Tutto ciò non è necessario. Se non possiamo impedire il consumo di questo tipo di carne, allora, visto che bisogna abbattere gli animali, ciò deve avvenire nei loro paesi di origine ed essi devono essere trasportati in altri paesi come carcasse. Inoltre, i consumatori devono essere informati se la carne che consumano non è locale ma proviene da centinaia di miglia di distanza.

Signor Presidente, per il benessere di questi cavalli, tutti gli sforzi profusi in Parlamento per i diritti degli animali trasportati non devono continuare ad essere ignorati.

 
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