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Discussioni
Martedì 3 febbraio 2009 - Strasburgo Edizione GU

Sanzioni contro i datori di lavoro di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è illegale (discussione)
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  Philip Claeys (NI) . (NL) Va accolta favorevolmente l’introduzione di una direttiva che punirà chi assumerà immigrati clandestini. E’ accertato, a ragione, che la possibilità di trovare un lavoro nell’Unione europea costituisce un fattore di stimolo dell’immigrazione illegale. Dovremmo però essere coerenti e occuparci anche degli altri fattori che attirano gli immigrati; il più importante di essi è l’impunità per gli stranieri che entrano in Europa irregolarmente. Vi sono, infatti, Stati membri che ricompensano gli immigrati clandestini, c’è la regolarizzazione di massa in Spagna, Italia e Belgio, tanto per citarne solo alcuni.

E c’è, poi, l’ipocrisia delle cosiddette regolarizzazioni individuali per motivi umanitari. Solamente l’anno scorso ce ne sono state non meno di 12 000 in un paese piccolo come il Belgio. Gli immigrati clandestini dovrebbero essere deportati, non regolarizzati, posto che ogni immigrato illegale regolarizzato richiama una moltitudine di altri immigrati. Ciascuno Stato membro che li regolarizza lo fa a nome degli altri paesi membri. Non è quindi sufficiente affrontare la questione sotto il profilo dei datori di lavoro; il problema dell’immigrazione illegale va invece affrontato nel suo contesto generale.

 
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