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Discussioni
Martedì 3 febbraio 2009 - Strasburgo Edizione GU

Rimpatrio e reinserimento dei detenuti di Guantanamo - Presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di persone (discussione)
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  Cem Özdemir (Verts/ALE) . – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, il campo di prigionia di Guantanamo è diventato un simbolo di disprezzo dei diritti umani e dello stato di diritto. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso un messaggio tanto potente quanto essenziale, ordinando la chiusura dei tribunali militari a Guantanamo e promettendo di chiudere il campo entro un anno.

Tuttavia, non sono solo gli Stati Uniti ad avere perso credibilità a seguito del loro disprezzo dei diritti umani nella guerra al terrorismo. I nostri governi europei non possono negare la loro responsabilità, come ha accertato la commissione temporanea del Parlamento europeo sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri nella sua relazione del febbraio 2007. Emerge così come molti Stati membri dell’Unione europea usino metri diversi per sé e per gli altri: chiedono giustamente che gli Stati candidati rispettino i diritti umani, ma poi sono i primi a calpestarli all’interno dell’Unione europea.

L’Unione europea ha anche la responsabilità di prendere parte attiva nella ricerca e nell’individuazione di una soluzione comune per tutti i prigionieri che non sono più sospettati e che non possono tornare nel loro paese d’origine. Questo vale in particolare per la Germania che può, e deve, contribuire a rendere possibile l’accoglienza dei rifugiati. Non dobbiamo ripetere l’errore che abbiamo commesso nel caso del turco tedesco di Brema, Murat Kurnaz, che ha ingiustamente passato quattro anni a Guantanamo Bay.

Il nuovo inizio a Washington costituisce per noi un’opportunità, quella di mandare un chiaro segnale che dica che, nella guerra contro il terrorismo, non ci si può permettere di indebolire i diritti umani.

 
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