Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2008/2236(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0037/2009

Testi presentati :

A6-0037/2009

Discussioni :

PV 18/02/2009 - 22
CRE 18/02/2009 - 22

Votazioni :

PV 19/02/2009 - 9.4
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0078

Discussioni
Mercoledì 18 febbraio 2009 - Bruxelles Edizione GU

22. Revisione dello strumento della politica europea di vicinato e partenariato (discussione)
Video degli interventi
PV
MPphoto
 
 

  Presidente . − L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0037/2009), presentata dall’onorevole Konrad Szymański, a nome della commissione per gli affari esteri, sulla revisione dello strumento della politica europea di vicinato e partenariato [2008/2236(INI)].

 
  
MPphoto
 

  Konrad Szymański, relatore. – (PL) Signor Presidente, avrei molto gradito rivolgermi anche a un rappresentante del Consiglio, ma il Consiglio ha deciso di non presenziare alla discussione. Penso che sia un peccato, oltre che una cattiva abitudine, e credo che il presidente debba reagire a tale situazione.

Tornando al tema del vicinato, dobbiamo ammettere ed essere consapevoli del fatto che i paesi che circondano l’Unione europea stanno cambiando in maniera molto dinamica. Dobbiamo dunque modificare la nostra politica di vicinato. L’Unione per il Mediterraneo è la nostra risposta alle esigenze del sud, la sinergia per il Mar Nero risponde alla sfida che si è intensificata con l’ultimo allargamento dell’Unione europea, mentre il partenariato orientale è una risposta opportuna e tempestiva alle aspettative dei nostri vicini europei a est.

Per conseguire gli obiettivi che abbiamo stabilito negli ultimi anni per la politica di vicinato, i cittadini dei paesi vicini devono avere la percezione di un reale ravvicinamento politico ed economico all’Unione. Per questo si attribuisce grande importanza alla costituzione di un’ampia zona di libero scambio e a un’azione rapida per ridurre il costo dei visti, proponendo come fine ultimo di liberalizzarli per un numero notevole di paesi. L’inclusione dell’energia tra gli obiettivi più importanti della politica di vicinato dovrebbe essere una nostra finalità comune e nostro reciproco interesse. Ciò significa impegnare fondi nell’ammodernamento di reti di trasferimento di energia indipendenti, specialmente a est e sud. Soltanto in questo modo otterremo un ravvicinamento politico con l’Ucraina, la Georgia, la Moldavia, l’Armenia e infine l’Azerbaigian, oltre che, in futuro – sempre mantenendo un equilibrio appropriato – con le cinque repubbliche dell’Asia centrale.

Quando parliamo dell’aspetto orientale del partenariato, inevitabilmente emerge il problema della Russia e del nostro partenariato con il paese. Oggi, nell’imminenza di negoziati per un nuovo accordo, possiamo dire però soltanto una cosa: la Russia pone una sfida alla sicurezza nel nostro vicinato comune. E’ molto difficile vederla come un partner nell’area. Giungiamo dunque al problema politico fondamentale: l’espansione a est dell’Unione. Il processo di vicinato non si sostituisce, come è ovvio, all’adesione, ma non può essere distinto dalla prospettiva di adesione nel caso dei paesi europei. Senza tale prospettiva, i nostri sforzi risulterebbero gravemente compromessi.

Per concludere, vorrei cogliere l’occasione e ringraziare sinceramente tutti i coordinatori degli affari esteri dei gruppi politici, i correlatori, nonché il segretariato della commissione per gli affari esteri, senza il cui aiuto non sarebbe stato possibile preparare una relazione che oggi gode di ampio sostegno, come dimostra il numero estremamente ridotto di emendamenti presentati in plenaria. Ciò agevolerà notevolmente la votazione di domani.

 
  
MPphoto
 

  Benita Ferrero-Waldner, membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, due anni e mezzo fa, il Parlamento e il Consiglio hanno adottato una proposta della Commissione concernente una semplificazione degli strumenti finanziari esterni. Abbiamo semplificato vari strumenti, tra cui quello di vicinato e partenariato (ENPI), che è uno strumento molto importante poiché rafforza la nostra cooperazione esterna rendendola più orientata alle politiche e convogliando meglio il nostro finanziamento a sostegno dei settori chiave.

Sono stata particolarmente lieta di leggere i commenti dell’onorevole Szymański e rendermi conto che considera il regolamento ENPI adeguato e valido ai fini della cooperazione con i paesi nostri vicini. Le conclusioni preliminari della nostra revisione puntano esattamente nella stessa direzione.

I programmi nazionali realizzati nel quadro dell’ENPI sostengono l’attuazione dei corrispondenti piani di azione e rispecchiano l’ambizione dell’Unione e dei paesi partner. In un certo senso, sono stati volani per le riforme economiche e politiche che cerchiamo di incoraggiare attraverso tale strumento. Inoltre, strumenti quali il gemellaggio e TAIEX forniscono sostegno al consolidamento delle istituzioni, al ravvicinamento delle legislazioni e all’allineamento delle normative. Attività di sostegno settoriali e a livello di bilancio vengono invece utilizzate per promuovere l’agenda di riforme concordata. I diversi approcci e le varie dimensioni regionali dello strumento europeo di vicinato e partenariato sono sostenuti attraverso programmi regionali specifici. Si è inoltre creato un programma multinazionale, soprattutto per attuare iniziative molto visibili che accomunano tutti i paesi vicini come TEMPUS, Erasmus Mundus o CIUDAD ed è partita con successo l’innovativa componente della cooperazione transfrontaliera.

Tutto questo dimostra chiaramente che l’accordo del 2006 sul regolamento ENPI ci ha messo a disposizione uno strumento che ci permette di offrire e produrre risultati tangibili, ma vi è sempre margine di miglioramento e vi sono molto grata per i suggerimenti.

Lasciatemi anche dire che la relazione sottolinea in primo luogo la necessità di sviluppare ulteriormente le consultazioni con la società civile e le autorità locali, che è quanto stiamo già facendo.

In secondo luogo, ho preso atto della vostra richiesta di iniziative ancora più ambiziose nel campo della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti dell’uomo. Come sapete, tali argomenti sono già prioritari nella nostra cooperazione con i paesi partner e le riforme politiche e il buon governo rappresentano il fulcro dell’ENP. Abbiamo inoltre progetti mirati per rafforzare il sistema giudiziario.

Occorre tuttavia essere onesti. Poiché i nostri partner devono affrontare importanti sfide strutturali, non possiamo aspettarci che le cose cambino dalla sera alla mattina e, come ha detto Lord Patten una volta: “la democrazia non è un caffè espresso”. Io penso che avesse realmente ragione.

In terzo luogo, prendo atto del fatto che la relazione chiede più risorse. Ovviamente, più risorse migliorano la nostra posizione di forza, questo è vero. Nei primi due anni, siamo dovuti tornare dall’autorità di bilancio varie volte per chiedere fondi integrativi sufficienti, per esempio per la Palestina e la Georgia. Abbiamo pertanto proposto di poter ricorrere a nuovi fondi per un partenariato orientale ambizioso, progetto che presto discuteremo in Parlamento.

Infine, vorrei dire che sono molto lieta di vedere che la relazione accoglie con favore la recente proposta della Commissione sul partenariato orientale, che a nostro avviso riveste una dimensione multilaterale importantissima, insieme all’Unione per il Mediterraneo e al Mar Nero. Spero pertanto che anche in futuro potremo contare sul vostro sostegno e la vostra comprensione.

 
  
MPphoto
 

  Danutė Budreikaitė, relatore per parere della commissione per lo sviluppo. − (LT) Signor Presidente, l’ENPI istituito dopo l’allargamento dell’Unione del 2004 vale per 17 paesi, di cui 15 classificati come paesi in via di sviluppo. Lo strumento include i nuovi vicini orientali dell’Unione Armenia, Azerbaigian, Georgia, Ucraina, Moldavia e Bielorussia.

La sicurezza dei nostri vicini orientali e in particolare la sicurezza energetica in Ucraina e Bielorussia rappresentano anche la sicurezza dell’Unione, come è stato dimostrato dalla crisi del gas ucraino-russa a Capodanno, ormai storica. Il conflitto militare in Georgia della scorsa estate ci ha costretti tutti a considerare la sicurezza degli Stati dell’Unione e la minaccia all’indipendenza.

Di fronte a tale situazione, propongo, come ho fatto in passato, che si crei un’assemblea del vicinato orientale, Euroest, con la partecipazione del Parlamento europeo, basata sui principi delle assemblee Euromed ed EuroLat, al fine di dare attuazione all’ENPI nei paesi dell’Europa orientale.

Mi compiaccio per il fatto che tale proposta sia stata avallata anche nella relazione.

Euroest offrirebbe al Parlamento europeo l’occasione di dedicare pari attenzione a tutti i vicini e i paesi in via di sviluppo.

 
  
MPphoto
 

  Tunne Kelam, relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale. − (EN) Signor Presidente, vorrei complimentarmi con il collega onorevole Szymański per l’eccellente relazione. A nome della commissione per lo sviluppo regionale, accolgo con favore l’inclusione della cooperazione transfrontaliera nell’ambito del regolamento ENPI come strumento per sviluppare progetti comuni e rafforzare le relazioni tra i paesi ENP e gli Stati membri dell’Unione europea.

Nel contempo vorrei però sottolineare la necessità di un regolare monitoraggio della gestione e dell’attuazione dei programmi operativi congiunti da ambedue i lati delle frontiere dell’Unione. La cooperazione transfrontaliera dovrebbe contribuire a uno sviluppo sostenibile integrato tra regioni vicine. Chiediamo alla Commissione di preparare una panoramica dettagliata di tutti i programmi operativi congiunti approvati per l’attuale periodo finanziario con una valutazione del rispetto dei principi di trasparenza, efficienza e partenariato. Tale valutazione, unitamente a un inventario dei problemi più frequentemente riscontrati dalle autorità responsabili della gestione, dovrebbe contribuire a trovare soluzioni più appropriate per il prossimo periodo di programmazione.

Incoraggerei altresì la Commissione ad agevolare lo scambio di esperienze e migliori prassi nella cooperazione transfrontaliera tra programmi e progetti ENP da un lato e dall’altro le azioni intraprese nel quadro dell’obiettivo di cooperazione territoriale europea e della già conclusa iniziativa comunitaria Interreg IIIA.

Infine, la commissione per lo sviluppo regionale ritiene che l’ENPI debba concentrarsi su una strategia equilibrata tra est e sud con approcci specifici per ambedue le aree.

 
  
MPphoto
 

  Ioannis Kasoulides, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN) Signor Presidente, anch’io vorrei complimentarmi con l’onorevole Szymański per la sua relazione completa, che domani alla votazione avrà il sostegno del nostro gruppo.

Parimenti vorrei complimentarmi con il commissario Ferrero-Waldner, sia per il successo dell’ENPI sia per quello dei progetti in procinto di essere realizzati, vista la necessità di un partenariato orientale che coinvolga in particolare i nostri vicini e partner orientali, ma anche della sinergia per il Mar Nero. Nel momento in cui saranno costituiti e avranno assunto la loro identità, per esempio con un’assemblea parlamentare e così via, come stiamo facendo per il Mediterraneo, forse acquisiranno un’identità distinta, anche nel modo in cui sono finanziati.

Percepisco una certa rivalità – o per meglio dire ansia – tra i colleghi. Abbiamo sentito dire poc’anzi che, dal punto di vista finanziario, uno strumento non potrà essere creato a discapito di un altro. Ciò non dovrà accadere. Sappiamo che l’Unione per il Mediterraneo, il partenariato orientale, la sinergia per il Mar Nero, come ogni altro strumento elaborato in tale ambito, sono tutti nell’interesse dell’Unione europea. Tali soluzioni non rappresentano un’alternativa all’adesione, come alcuni temono, e speriamo che ciò sia chiaro e non occorra ribadirlo a più riprese ai paesi che desiderano entrare a far parte dell’Unione.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. DOS SANTOS
Vicepresidente

 
  
MPphoto
 

  Maria Eleni Koppa, a nome del gruppo PSE. – (EL) Signor Presidente, lo strumento di vicinato e partenariato deve essere rivisto per garantire procedure più semplici e, nel contempo, migliorare la trasparenza. La base per la politica europea di vicinato è la creazione di un clima di fiducia nelle immediate vicinanze dell’Unione europea.

E’ nell’interesse di chiunque stabilire condizioni per una maggiore stabilità e crescita economica in tutti i paesi vicini, sia a est sia nel bacino del Mediterraneo. Occorre tuttavia definire criteri e approcci specifici per ogni paese a seconda delle sue priorità politiche in termini di diritti dell’uomo, democrazia, stato di diritto, diritti delle minoranze e così via. Ciò è importante anche affinché gli aiuti comunitari raggiungano tutti i gruppi di cittadini interessati. Per questo è necessario promuovere nel modo giusto le capacità dello strumento di vicinato.

Per conseguire tali obiettivi ambiziosi, è indispensabile che la distribuzione di fondi tra i paesi dell’Europa orientale e quelli del Mediterraneo sia equamente calcolata, come disposto nel quadro finanziario per il periodo 2007-2013. Il processo di Barcellona dovrebbe essere integrato dalla politica europea di vicinato definendone con chiarezza gli obiettivi.

In questo particolare momento in cui la crisi economica sta colpendo tutti i paesi che beneficiano dello strumento di vicinato, occorre ribadire con chiarezza che, attraverso questi aiuti finanziari, l’Unione europea sta contribuendo ad affrontarla. Per questo la Commissione europea dovrebbe pubblicare valutazioni sull’argomento.

Infine, vorrei fare riferimento alla sinergia per il Mar Nero: la regione ha bisogno di essere inclusa nella politica europea di vicinato. Il sostegno offerto dall’Unione a questa cooperazione regionale deve puntare all’ottenimento di risultati tangibili in alcuni settori prioritari come l’energia, i trasporti, l’immigrazione e la lotta alla criminalità organizzata.

 
  
MPphoto
 

  Metin Kazak, a nome del gruppo ALDE. – (FR) Signor Presidente, sostengo pienamente la relazione Szymański, specialmente la proposta di aumentare lo stanziamento finanziario per lo strumento europeo di vicinato e partenariato. Dobbiamo incoraggiare maggiormente i paesi nostri vicini, soprattutto dopo i tre conflitti scoppiati negli ultimi sei mesi a Gaza, in Ucraina e in Georgia.

Molti emendamenti proposti dal nostro gruppo, tra cui gli 11 da me suggeriti in veste di relatore ombra, sono stati adottati dalla commissione per gli affari esteri. Ora vorrei tuttavia presentarne altri due a nome del gruppo dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa.

Sebbene concordi con l’idea di una maggiore collaborazione con la Turchia e la Russia per risolvere alcuni conflitti in atto e rafforzare i legami tra i paesi del Mar Nero, la formulazione del paragrafo 39 potrebbe destare confusione. La cooperazione sul Mar Nero avviene a quattro diversi livelli: i paesi membri, i candidati all’adesione, i paesi coperti dalla politica europea di vicinato e la Russia quale partner strategico.

Poiché la Turchia è candidata all’adesione, essa non rientra nella politica europea di vicina e usufruisce dello strumento di assistenza preadesione anziché dello strumento europeo di vicinato. La politica europea di vicinato, dunque, sicuramente non costituirà la base appropriata per la cooperazione con la Turchia.

Già esistono piattaforme di cooperazione con i paesi del Mar Nero. Forse dovremmo provare a stabilire nessi con tali iniziative regionali per rafforzare la sinergia anziché ricercare nuove forme di collaborazione.

Il secondo emendamento riguarda la questione dell’energia. Il paragrafo 44 della relazione fa riferimento unicamente all’Ucraina e alla Moldavia, benché la maggior parte dei nostri vicini siano paesi importanti per il settore energetico come fonti di approvvigionamento o paesi di transito. Penso in particolare alla Georgia e all’Azerbaigian, la cui importanza crescerà con l’avvio del progetto Nabucco, tema di una conferenza internazionale a gennaio. Mi pare dunque che le misure in campo energetico debbano includere tutti i paesi del nostro vicinato.

 
  
MPphoto
 

  Hanna Foltyn-Kubicka, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, la politica europea di vicinato è stata sviluppata con l’obiettivo di integrare nelle strutture dell’Unione europea i paesi beneficiari del programma. Ciò presuppone una forte cooperazione in campo economico, culturale e politico, senza favorire alcuni paesi a discapito di altri. Alla luce di ciò, è difficile comprendere le differenze riscontrate nella ripartizione dei mezzi finanziari tra i paesi del bacino mediterraneo e gli Stati orientali a svantaggio di questo secondo gruppo.

L’idea di separare la politica europea di vicinato (ENP) in funzione di queste regioni è giustificata dal punto di vista dei problemi diversi che tali regioni devono affrontare; ciò però non può legittimare un’ineguale distribuzione dei mezzi finanziari, disuguaglianza che pare soprattutto infondata alla luce della tragedia che ha recentemente colpito uno dei paesi dell’ENP, la Georgia. E’ soprattutto adesso che i georgiani hanno bisogno del nostro aiuto e di sentirsi trattati esattamente come altri paesi che collaborano con l’Unione europea.

Un altro importante obiettivo che l’ENP era chiamato a conseguire è la sicurezza energetica. L’attuale crisi in Europa è però una manifestazione evidente dell’incoerenza dei principi di collaborazione nel quadro della politica di vicinato. Dalla crisi è infatti emersa la necessità di individuare misure nell’ambito di tale politica e il bisogno di rafforzare il settore dell’energia nel contesto del partenariato orientale. Sono dunque lieta che la Commissione europea abbia preso atto del problema e intenda introdurre esattamente una politica del genere.

 
  
MPphoto
 

  Cem Özdemir, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, vorrei esordire ringraziando il relatore, onorevole Szymański, per l’eccellente relazione. Lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) può essere uno strumento efficace soltanto se fornisce incentivi a una riforma democratica e promuove uno sviluppo sostenibile, ecologico ed equo.

Per poter verificare l’efficacia di tale strumento, è necessario definire obiettivi chiari, specifici e misurabili per tutti i piani di azione che rientrano nell’ENP. Noi del gruppo Verde/Alleanza libera europea rivolgiamo in particolare un appello alla coerenza in tutti gli strumenti che riguardano i diritti dell’uomo nel contesto dei piani di azione dell’ENP, anche approfondendo i progetti “giustizia” promossi attraverso l’ENPI.

Un ulteriore aspetto importante giustamente sottolineato nella relazione è il maggiore coinvolgimento della società civile nel processo di definizione e verifica per quel che riguarda l’ENPI. La guerra scoppiata in Georgia nell’estate del 2008 ha reso chiaro che, sino ad allora, l’Unione europea non aveva sviluppato e attuato una politica sostenibile di risoluzione dei conflitti per la regione caucasica.

Conflitti congelati, come quello nel Nagorno-Karabakh, tuttora ostacolano un ulteriore sviluppo dell’ENP nel Caucaso meridionale. Chiediamo dunque al Consiglio di adoperarsi più attivamente per la loro risoluzione. Tale strumento offre all’Unione europea l’occasione per svolgere un ruolo attivo nella regione vicina al fine di promuovere una riforma democratica e uno sviluppo sostenibile.

Se vuole soprattutto preservare la sua credibilità, e la nostra, l’Unione europea deve infine iniziare a prendere sul serio le clausole in materia di democrazia e diritti dell’uomo contenute negli accordi sottoscritti con paesi terzi adottando le misure del caso, auspicabilmente positive, ma se occorre anche negative.

 
  
MPphoto
 

  Zbigniew Zaleski (PPE-DE) . – (PL) Signor Presidente, dopo aver ringraziato il collega onorevole Szymański per la valida relazione, vorrei condividere con voi una riflessione sul motivo per il quale la politica di vicinato è così importante per noi, domanda alla quale dobbiamo rispondere. In primo luogo, né l’Unione europea né l’Europa sono un’isola remota. L’Unione europea è al centro dell’Europa e questo per noi è importante, tanto più che siamo ambiziosi e vogliamo “esportare” i nostri valori, le nostre idee e le nostre esperienze in altri paesi.

Penso che insieme a decisioni di più ampio respiro, quelle suoi trasporti, l’energia, il libero scambio e gli scambi reciproci, vi siano anche ambiti più ristretti, ma altrettanto significativi, come l’istruzione, lo scambio scientifico e culturale e, soprattutto, i contatti interpersonali. Io interpreto l’Unione europea come una famiglia di persone che comunicano l’una con l’altra. L’Europa – perlomeno così la vedo io – sarà forte soltanto quando ogni sua parte avrà assunto un ruolo e sarà in grado di assolverlo, e ciò riguarda non soltanto gli Stati membri dell’Unione, ma anche i suoi vicini.

Signora Commissario, penso che per il momento abbiamo concluso a grandi linee la costruzione di Euromed, struttura interessante per la quale stiamo stanziando parecchio denaro, forse troppo come ha affermato il collega del gruppo dell’Unione per l’Europa delle nazioni. Adesso dobbiamo rafforzare l’idea di Euroest. E’ molto importante e ritengo che dopo la recente crisi energetica nessuno dubiti della sua rilevanza notevolissima per noi. La questione riguarda i programmi comunitari e regionali, che vanno sostenuti, ma che purtroppo richiedono risorse finanziarie. In tal senso occorre stanziare somme adeguate. Qui stiamo prendendo decisioni valide che Stati membri e vicini concretizzeranno nella cooperazione e nel lavoro su progetti comuni.

 
  
MPphoto
 

  Aloyzas Sakalas (PSE) . – (EN) Signor Presidente, nel 2008 sono state intraprese diverse iniziative regionali nell’ambito della politica europea di vicinato. Sebbene lo strumento finanziario sia stato elaborato nel 2006, si è dimostrato abbastanza efficace poiché era orientato al futuro.

L’Unione ha deciso di rafforzare la cooperazione multilaterale e regionale con i paesi suoi vicini e tra loro. Lo strumento già permette all’Unione di ricevere cofinanziamenti da altre organizzazioni internazionali e collaborare con altre organizzazioni multilaterali nel suo vicinato. Sfruttiamo appieno queste opportunità.

La mia seconda osservazione riguarda la distribuzione degli stanziamenti tra i nostri vicini sulle coste meridionali e orientali del Mediterraneo e i nostri vicini orientali. In ultima analisi, è una questione di credibilità della politica comunitaria. L’Unione ha pertanto deciso di attenersi ai suoi impegni e mantenere la distribuzione geografica degli stanziamenti stabilita nella prospettiva finanziaria per il periodo 2007-2013.

Vi è tuttavia un altro importante divario in termini di assegnazioni tra i vicini. Mi riferisco al divario osservato nelle somme spese per programmi nelle future democrazie riguardanti lo stato di diritto e i diritti dell’uomo. Tra il 2007 e il 2010, il 21 per cento dei fondi complessivi per i vicini orientali è destinato a stanziamenti per sostenere lo sviluppo democratico. Per i vicini meridionali, la quota ammonta invece appena al 5 per cento. Chiedo alla Commissione di considerare questa preoccupazione.

 
  
MPphoto
 

  Grażyna Staniszewska (ALDE) . – (PL) Signor Presidente, il finanziamento di iniziative per il bacino mediterraneo e il futuro partenariato orientale nel quadro dello strumento europeo di vicinato non dovrebbe avvenire, come oggi accade, a discapito di una delle due regioni. Ciò che conta è tenere presente la natura specifica sia dei paesi partner orientali sia di quelli meridionali.

Le recenti vicende geopolitiche che hanno coinvolto i nostri vicini orientali hanno chiaramente dimostrato che occorre anche adeguare meglio la politica europea di vicinato alle esigenze della regione. L’Ucraina può servirci da esempio. Il più grande vicino orientale dell’Unione europea dovrebbe poter beneficiare di incentivi e vantaggi nel quadro del partenariato orientale perché ciò sarebbe motivante per un paese con ambizioni europee. Sarebbe inoltre importante accelerare la creazione di una zona di libero scambio e concludere le trattative con l’Ucraina sul tema della libertà di visto.

L’ENP non riguarda unicamente le attività di governi e politici nazionali. Sono pertanto lieta che nella relazione si sia sottolineato il bisogno di un maggiore impegno sociale da parte dei cittadini e delle autorità locali in termini di pianificazione e attuazione dell’ENP. Dovremmo altresì rammentare che, per garantire una cooperazione valida, efficace e reciprocamente proficua con i nostri vicini, è estremamente importante e prezioso poter contare su uno scambio di esperienze e migliori prassi, nonché su iniziative di formazione, tra cui programmi di apprendimento delle lingue dei paesi vicini.

 
  
MPphoto
 

  Pierre Pribetich (PSE) . – (FR) Signor Presidente, vorrei esordire complimentandomi con il collega, onorevole Szymański, per la sua relazione equilibrata sulla revisione dello strumento europeo di vicinato e partenariato.

Non dimentichiamo infatti che il principale obiettivo della relazione è evitare che emergano nuove linee di demarcazione o, peggio, separazione tra l’Unione europea allargata e i suoi immediati vicini geografici, ma anche migliorare la stabilità e la sicurezza dell’area nel suo complesso.

Diffondere la pace è un desiderio spesso ribadito, un desiderio la cui realizzazione soventemente però si scontra con una realtà di odio e intolleranza. Di conseguenza, il corretto funzionamento di questa politica determina in parte la posizione geopolitica internazionale dell’Europa.

Come possiamo rivedere in maniera efficace lo strumento di vicinato e partenariato? Il punto principale può riassumersi in una sola parola: ambizione.

Più ambizione, dunque, nel dialogo con la società civile e le autorità locali per rafforzarne il coinvolgimento nella concezione e nel controllo dell’attuazione dello strumento.

Più ambizione negli aiuti al fine di consolidare le capacità amministrative locali e regionali dei paesi vicini e promuovere programmi di scambio per la società civile.

Più ambizione nel campo della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti dell’uomo.

Questo sostegno di bilancio deve però essere oggetto di un processo di selezione in maniera da renderlo accessibile unicamente a coloro che sono in grado di utilizzarlo con un approccio specifico per paese, nell’ambito della condizionalità politica e senza dimenticare di migliorare la valutazione delle politiche. E’ inoltre fondamentale chiarire il rapporto tra la politica europea di vicinato, una politica quadro per eccellenza, e le iniziative regionali come la sinergia per il Mar Nero, l’Unione per il Mediterraneo e il futuro partenariato orientale.

Limitando infatti le politiche a zone geografiche sempre più circoscritte corriamo il rischio di perdere di vista l’orientamento generale e, con esso, la visibilità e la trasparenza della politica di vicinato che l’Unione intende perseguire.

Questo è il prezzo al quale miglioreremo la coesione e la sincronizzazione dell’Europa, il nostro bilancio dedicato sarà utilizzato interamente per le finalità desiderate e l’Unione, al fine, assumerà pienamente il suo ruolo di fulcro della stabilità.

 
  
MPphoto
 

  Nicolae Vlad Popa (PPE-DE) . – (RO) Signor Presidente, lo strumento europeo di vicinato e partenariato ha dato un apporto significativo allo sviluppo delle relazioni con gli Stati confinanti con l’Unione europea.

Una possibilità di finanziamento è rappresentata dallo strumento di investimento per il vicinato al quale, oltre alla somma stanziata dallo strumento europeo di vicinato e partenariato, gli Stati membri dell’Unione hanno l’opportunità di partecipare attraverso donazioni. Sappiamo che da questo studio emerge che il finanziamento del quale usufruisce lo strumento europeo di vicinato e partenariato non è sufficiente per rispondere agli obiettivi ambiziosi per l’area.

Esortiamo pertanto la Commissione europea a condurre un’analisi in merito al futuro stanziamento di somme più consistenti per tale strumento, soprattutto nei casi in cui è necessario sostenere con idonei fondi anche altre iniziative come la sinergia per il Mar Nero. La Romania ha ribadito e continuerà a sottolineare la rilevanza della regione del Mar Nero per l’Unione europea, viste le evidenti opportunità che la regione offre in termini di stabilità, sviluppo economico, sicurezza energetica, sicurezza dei suoi cittadini e salvaguardia ambientale.

 
  
MPphoto
 

  Silvia-Adriana Ţicău (PSE) . – (RO) Signor Presidente, lo strumento europeo di vicinato e partenariato può e deve essere utilizzato maggiormente nella regione del Mar Nero. Dal mio punto di vista, la sinergia nella regione del Mar Nero è positiva, ma ritengo che tale regione rivesta un’importanza strategica particolare e meriti un quadro di cooperazione più strutturato, basato su un modello della stessa portata di quello nordico o dell’Unione per il Mediterraneo.

Lo strumento europeo di vicinato e partenariato dovrebbe contribuire di più allo sviluppo di collegamenti di trasporto tra Unione europea e Mar Nero, nonché tra Unione europea, Moldavia e Ucraina. La Romania vorrebbe sviluppare un maggior numero di programmi di cooperazione tra le città rumene e quelle moldave. Accolgo pertanto con favore l’avvio del programma CIUDAD, che incoraggia lo sviluppo di un dialogo tra città.

Lo sviluppo dei porti comunitari nel Mar Nero, la costruzione di terminal per il gas liquefatto e lo sviluppo di collegamenti ferroviari e stradali tra gli Stati della regione del Mar Nero e gli Stati membri devono figurare tra le priorità per le quali si utilizzerà tale strumento. Ritengo inoltre che lo strumento debba servire anche a promuovere la cooperazione nel settore energetico, nonché all’espansione e all’integrazione delle infrastrutture per il trasporto dell’elettricità nella regione dei Balcani occidentali.

 
  
MPphoto
 

  Presidente . – Devo le mie scuse all’onorevole Nazare perché, a causa di un errore dell’ufficio di presidenza, non gli abbiamo concesso la parola durante il tempo normale dedicato agli interventi, benché il suo nome figurasse nell’elenco degli iscritti. Sarà mia premura porvi rimedio non appena sarà concluso il tempo riservato alla procedura catch the eye.

 
  
MPphoto
 

  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN) . – (PL) Signor Presidente, in questa discussione vorrei richiamare l’attenzione su tre punti. In primo luogo, è fondamentale mantenere una divisione geografica rispetto agli aiuti finanziari concessi dal bilancio dell’Unione ai paesi del Mediterraneo e a quelli dell’Europa occidentale conformemente alle disposizioni della prospettiva finanziaria per il periodo 2007-2013, continuando a sostenere tali paesi sotto forma di prestiti della Banca europea per gli investimenti. Le rispettive soglie per i prestiti concedibili a tali paesi preannunciate dalla BEI per gli anni 2007-2013 – 8,7 miliardi di euro per i paesi del Mediterraneo e appena 3,7 miliardi di euro per i paesi orientali e la Russia – paiono sfavorevoli dal punto di vista dei paesi dell’Europa orientale nel senso che non sono commisurate alle loro esigenze.

In secondo luogo, è essenziale promuovere la cooperazione con questi paesi in campo energetico sotto gli auspici del partenariato orientale e creare condizioni che garantiscano la fornitura di risorse energetiche da tali paesi all’Europa, assicurandole dunque alternative in termini di approvvigionamento energetico. Da ultimo, è fondamentale approfondire l’integrazione economica dell’Unione con i paesi del partenariato orientale ampliando la zona di libero scambio in maniera da includerli e favorendo l’integrazione sociale con il fine ultimo di abolire la necessità di visto per i residenti dei paesi dell’ENPI.

 
  
MPphoto
 

  Daniel Petru Funeriu (PPE-DE) . – (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando formuliamo una politica per gli Stati confinanti con l’Unione europea non possiamo ignorare il deficit democratico di tali paesi, che deriva dalla loro storia. Per istituire una società democratica, è necessario che tutti i cittadini di questi paesi siano sensibilizzati alla democrazia.

La relazione giustamente sottolinea l’importanza dei rapporti interpersonali. Quale mezzo migliore, mi chiedo, per stabilire tali contatti se non quello di consentire ai cittadini di tali paesi di venire liberamente nell’Unione europea?

Esorto pertanto il Consiglio a permettere ai cittadini della Repubblica di Moldavia, che per inciso è l’unico paese a condividere una lingua ufficiale dell’Unione europea, di accedere all’Unione europea senza visto. Ovviamente, in attesa di una siffatta misura, chiedo alla Commissione di adoperarsi al meglio affinché il “centro comune per le domande di visto” di Chişinău divenga operativo a tutti gli effetti. Dobbiamo fornire un esempio concreto.

 
  
MPphoto
 

  Corina Creţu (PSE) .(RO) Signor Presidente, negli ultimi sei mesi l’Unione europea ha affrontato una serie di sfide che ne hanno messo in discussione ruolo, coesione e capacità di agire e reagire.

La crisi in Georgia e la crisi del gas ci hanno dimostrato che non possiamo continuamente confrontarci con minacce provenienti dall’est rivolte alla stabilità internazionale e alla nostra sicurezza energetica.

Accolgo con favore un partenariato orientale ambizioso come quello proposto nella relazione, tanto più se è teso a una cooperazione più efficace e sostiene la ricostruzione in Georgia, suggerendo peraltro per il futuro di creare una zona di libero scambio e abolire la necessità del visto per l’Unione europea.

Ritengo tuttavia che dobbiamo attribuire maggiore importanza alla situazione della Repubblica di Moldavia dalla quale ci giungono segnali inquietanti circa la libertà di espressione e l’integrità delle elezioni, che dovrebbero aver luogo questa primavera.

 
  
MPphoto
 

  Călin Cătălin Chiriţă (PPE-DE) .(RO) Signor Presidente, lo strumento europeo di vicinato e partenariato riveste un’importanza fondamentale per il successo della politica europea di vicinato, specialmente il partenariato orientale e la cooperazione nella regione del Mar Nero.

Il progetto del partenariato orientale può avere successo soltanto se dispone dei fondi necessari per conseguire obiettivi chiari. Nel contempo, dobbiamo semplificare i meccanismi per valutare l’impatto delle azioni e delle finanze coinvolte nel partenariato orientale in maniera che l’assistenza europea non venga stanziata e utilizzata in maniera impropria da alcuni governi ai danni dell’opposizione politica.

Le nostre azioni devono sempre essere ben concertate in maniera che i cittadini possano vederne i vantaggi specifici. Ritengo che i fondi comunitari offerti dallo strumento europeo di vicinato e partenariato dovrebbero dare la priorità a misure volte alla cooperazione transfrontaliera nell’area di riferimento del partenariato orientale.

La missione essenziale della cooperazione transfrontaliera è dare un contributo decisivo allo sviluppo regionale creando armonia interetnica e fiducia tra Stati vicini, agevolando nel contempo la circolazione transfrontaliera di persone e flussi commerciali in grado di produrre effetti moltiplicatori particolarmente positivi.

 
  
MPphoto
 

  Alexandru Nazare (PPE-DE) .(RO) Signor Presidente, lo strumento europeo di vicinato e partenariato è fondamentale per garantire stabilità, democrazia e prosperità nell’area. Tale strumento trasforma inoltre il concetto di frontiera da zona di confino ed esclusione in zona di cooperazione e legami politici.

Le recenti vicissitudini a est dell’Unione europea, già rammentate dall’Aula, e segnatamente la crisi del gas e la crisi in Georgia, hanno nuovamente dimostrato il bisogno di una strategia in grado di garantire che l’Unione europea svolga un ruolo attivo in quest’area geopolitica. Dobbiamo adottare un approccio più coerente nei confronti dell’area a est delle nostre frontiere. Ci occorrono obiettivi chiari che rispondano agli interessi dell’Unione e alle specifiche esigenze dei nostri partner.

Accolgo con estremo favore iniziative quali la sinergia per il Mar Nero e il partenariato orientale, che consolida la cooperazione con i paesi della regione, specialmente la Repubblica di Moldavia e l’Ucraina, oltre agli Stati del Caucaso e della regione del Caspio. Abbiamo inoltre bisogno di un coinvolgimento più attivo nell’area del Mar Nero per creare una base che consolidi le relazioni con la Turchia e la Russia poiché quest’area è nelle vicinanze dell’Unione europea, della Turchia e della Russia.

Il partenariato è altresì un incentivo di benvenuto ai paesi partecipanti che intendono candidarsi per aderire all’Unione europea come la Moldavia. Il partenariato innalza notevolmente il livello di impegno da ambedue i lati.

Vorrei infine dire qualche parola in merito all’iniziativa EURONEST, che è soltanto un esempio di una soluzione ad hoc per migliorare l’applicazione dello strumento europeo di vicinato e partenariato in Stati quali Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Ucraina o Bielorussia.

Non vi è dubbio che l’applicazione di tale politica non possa essere migliorata senza aumentare l’assistenza finanziaria. Tuttavia, prescindendo dalla necessità di incrementare il pacchetto di risorse, occorre anche prestare attenzione al modo in cui i fondi sono spesi.

Ritengo dunque fondamentale garantire trasparenza per quanto concerne i meccanismi finanziari di attribuzione dei fondi, così come penso che si debbano prevedere somme per coinvolgere nei progetti comuni la società civile dei paesi partner sostenendone la mobilità, il che significa anche agevolare le procedure per quanto concerne i visti.

 
  
MPphoto
 

  Benita Ferrero-Waldner, membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, penso che questa discussione sull’ENPI sia stata di fatto un’anticipazione della prossima comunicazione della Commissione sul partenariato orientale. La comunicazione contiene infatti molte idee da voi formulate e sono certa che quando la leggerete sarete, come spero, alquanto soddisfatti.

Vorrei fare però qualche precisazione. Sono, come è ovvio, molto grata per molti suggerimenti. Il punto di partenza del partenariato orientale è la nostra volontà di collaborare con i nostri partner orientali, Ucraina, Moldavia, Bielorussia, se necessario in materia di democrazia e diritti dell’uomo, ma anche con i tre paesi caucasici sul commercio per cercare di giungere ad accordi di associazione più articolati, nonché sull’energia e, infine, su una maggiore mobilità. Quanto alla vostra idea di abolire i visti, inizieremo da procedure agevolate, anche se tale soluzione non è comunque semplice perché parecchi Stati membri sono ancora molto restii. Poi ovviamente prevediamo tutte le diverse piattaforme di cui avete parlato, per esempio una piattaforma per la società civile, una per l’energia e una per i trasporti o per qualunque altro campo in cui si possano scambiare buone prassi.

Quanto al finanziamento, posso soltanto dirvi che, purtroppo, non ho altri fondi disponibili. Vorrei naturalmente poter contare su maggiori risorse finanziarie, essendo promotrice della politica di vicinato. Voi rappresentate un’autorità di bilancio, per cui vi prego di darci una possibilità in futuro sostenendoci realmente in tal senso. Ciò vale sia per l’Unione per il Mediterraneo a sud sia per il partenariato orientale e l’ENPI a est.

Le cifre per quel che riguarda i finanziamenti disponibili attualmente sono 3,6 euro pro capite all’anno a est e 3,4 euro pro capite all’anno a sud. Come vedete, dunque, siamo grossomodo allo stesso livello. Nel contempo, però, non è mai abbastanza perché le necessità e le sfide sono enormi. Abbiamo quindi lanciato l’idea del cosiddetto NIF, lo strumento di investimento per il vicinato, che può essere utilizzato per i progetti più grandi.

Questo è quanto posso dirvi in questa sede, ma forse in un momento successivo, quando inizieremo a discutere in merito al partenariato orientale, potremo scendere nei dettagli. Vi ringrazio, a ogni modo, per la discussione e i suggerimenti, che sono decisamente in linea con l’orientamento che noi stiamo seguendo.

 
  
MPphoto
 

  Konrad Szymański, relatore. – (PL) Signor Presidente, vorrei formulare alcuni commenti in merito all’odierna discussione. La semplificazione delle procedure, il monitoraggio dell’attuazione della politica di vicinato e il ruolo di supervisione del Parlamento europeo sono questioni che affrontiamo sin dal 2005 e pare che non vi sia molto altro che possiamo fare in merito. Oggi, però, è sicuramente importante aggiungere un contenuto politico alla nostra politica di vicinato, contenuto che include argomenti quali visti, mercato comune ed energia. Se non superiamo queste sfide, rischiamo di lasciarci sfuggire l’opportunità di creare il nostro vicinato alle nostre condizioni. Il tempo è nostro nemico. I paesi che ora fanno parte del nostro vicinato possono perdere la stabilità e scivolare verso altri principi per ricreare un ordine regionale. Non ci farebbe piacere questo genere di esito e la storia potrebbe non offrirci una nuova occasione. Tali eventi inciderebbero anche sulla nostra sicurezza e, pertanto, dovremmo vedere il problema anche in termini prettamente egoistici, ossia nell’interesse dell’Unione europea, adoperandoci affinché il nostro vicinato sia un’area di stabilità e ricchezza.

Quanto al bilancio, so bene che, in merito alla riforma della politica di vicinato, molte sezioni di questa Camera concordano su diversi aspetti per quel che riguarda il finanziamento di specifiche aree della politica e specifiche regioni, ma dobbiamo ricordare che la politica di vicinato è soltanto un capitolo del bilancio e nulla cambierà durante la prossima prospettiva finanziaria. Se riusciremo a finanziare il vicinato orientale, quello del Mediterraneo e quello del Mar Nero, ne usciremo tutti vincitori. Non possiamo avere successo in un’area del vicinato a discapito di un’altra perché il bilancio dell’Unione europea è stato strutturato per impedirlo. Dovremmo invece concentrarci sulla riforma del bilancio comunitario in maniera che tutte le aree (orientale, Mediterraneo e Mar Nero) beneficino della futura prospettiva finanziaria.

 
  
MPphoto
 

  Marcin Libicki (UEN) . – (PL) Signor Presidente, mi rammarico per il fatto che la signora commissario Ferrero-Waldner non abbia potuto ascoltare la sintesi fatta dall’onorevole Szymański della sua eccellente relazione perché distratta, ahimè, da altre questioni.

 
  
MPphoto
 

  Presidente . – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
MPphoto
 
 

  Alin Lucian Antochi (PSE), per iscritto. – (RO) Appoggio pienamente le disposizioni della relazione volte a innalzare il livello dell’impegno politico dell’Unione europea nei confronti degli Stati rientranti nell’ENPI, unitamente alla prospettiva di sottoscrivere accordi di associazione personalizzati per ciascun paese.

Per attuare tale politica in maniera efficace, gli Stati interessati devono impegnarsi a tutti gli effetti nel processo di riforma democratica della società. L’effettiva attuazione delle riforme, specialmente quelle riguardanti i settori della democrazia, dello stato di diritto e della libertà di espressione, resta un grave problema per questi Stati e dipende sia dalla volontà politica delle relative autorità sia dal grado di coinvolgimento della società civile e dei loro cittadini.

E’ importante che le popolazioni di questi paesi capiscano che l’integrazione europea offre non soltanto l’opportunità di attraversare legalmente le frontiere, ma anche una possibilità reale di far uscire il paese da una situazione di stallo. In tale contesto, i progetti europei devono prevedere disposizioni più specifiche e fondi speciali per informare la popolazione.

Sensibilizzare la popolazione ai vantaggi dell’integrazione e agli impegni assunti nel momento in cui un paese ha aderito all’Unione europea la coinvolgerà attivamente nel processo di democratizzazione della società e ridurrà notevolmente la capacità dell’elite al potere di usare mezzi coercitivi contro i partiti politici dell’opposizione e la società civile.

 
  
MPphoto
 
 

  Adam Bielan (UEN), per iscritto. – (PL) L’iniziativa che Polonia e Svezia invocavano non più tardi dello scorso oggi non è più materia di discussione. Una cooperazione più stretta con i nostri vicini al di là della frontiera orientale è non soltanto vantaggiosa per ambedue le parti, ma anche essenziale e strategica in termini di sicurezza dell’Europa.

La situazione politica ed economica oltre la nostra frontiera orientale esercita un’influenza diretta sulla situazione dell’intera Unione, nonché sul nostro equilibrio economico e la nostra sicurezza. Lo scorso anno è stato un banco di prova per la credibilità della Russia in termini di relazioni con i suoi vicini, una prova che il Cremlino ha semplicemente fallito.

Per questo lo sviluppo della politica europea di vicinato richiede il nostro coinvolgimento attivo nella situazione del Caucaso meridionale e negli avvenimenti che coinvolgono i nostri vicini più prossimi. Tale coinvolgimento è il prerequisito per la nostra cooperazione in aree specifiche. Penso, per esempio, al sostegno alla società civile e alle riforme democratiche e istituzionali, così come alla necessità di garantire la sicurezza energetica dell’Europa. Dimostriamo che possiamo essere l’attore principale a est impedendo alla Russia di realizzare la sua strategia neo-imperialista.

 
  
MPphoto
 
 

  Janusz Lewandowski (PPE-DE), per iscritto. – (PL) Lo strumento europeo di vicinato e partenariato per finanziare sia la politica europea di vicinato per il sud sia quella per l’est non dovrebbe essere attuato a discapito di una di queste regioni. Quanto all’uso di tale finanziamento, è particolarmente importante garantire la trasparenza di altre fonti, comprese quelle private.

Durante i negoziati per un nuovo accordo UE-Russia, dovremmo concentrarci su una maggiore cooperazione da parte della Russia in termini di identificazione di priorità chiare per la cooperazione finanziaria che conducano a una pianificazione migliore e una programmazione pluriennale degli aiuti, accertandoci che qualunque assistenza finanziaria concessa alle autorità russe contribuisca al rafforzamento degli standard democratici nel paese e assicurandoci che vi siano più progetti comuni da finanziare.

Vorrei inoltre sottolineare la necessità di creare garanzie e condizioni politiche effettive per garantire che l’assistenza alla Bielorussia abbia un impatto diretto e immediato sui cittadini e non venga utilizzata impropriamente dalle autorità per attaccare gli oppositori politici. L’Unione europea dovrebbe sostenere più efficacemente la società civile e i partiti politici che difendono la democrazia.

I recenti avvenimenti politici nel vicinato orientale dell’Unione sottolineano l’importanza di sviluppare ulteriormente la politica europea di vicinato adeguandolo più efficacemente alle necessità dei partner, il che significa anche un maggiore coinvolgimento dell’Unione nella regione del Mar Nero.

 
  
MPphoto
 
 

  Marianne Mikko (PSE), per iscritto. – (ET) Quale capo della delegazione moldava al Parlamento europeo, mi interessa, come è ovvio, lo sviluppo della dimensione orientale dell’ENPI.

Comprendo perfettamente e appoggio incondizionatamente l’interesse degli Stati membri meridionali dell’Unione europea nella promozione dello sviluppo della dimensione meridionale dello strumento. Nel contempo, è mia convinzione però che si possano trascurare i vicini a est. Dal punto di vista della sicurezza e del benessere della nostra casa comune, sia i vicini orientali sia quelli meridionali sono parimenti importanti per noi.

Sulla base dell’attuale sistema, in essere fino al 2010, i fondi dell’ENPI sono ripartiti in maniera ineguale – il 70 per cento va alla dimensione meridionale e appena il 30 per cento alla dimensione orientale. Quest’anno inizieranno nuove discussioni in materia di finanziamento e spero sinceramente che nel corso di tali discussioni l’attuale sistema venga modificato in maniera che in futuro i fondi possano legittimamente essere divisi in maniera equa.

A causa degli eventi della scorsa estate, e mi riferisco al conflitto russo-georgiano, i nostri vicini orientali si aspettano a buon diritto un maggiore contributo dell’Unione europea alla salvaguardia della stabilità. Il coinvolgimento dell’Unione non deve limitarsi a un sostegno politico dichiarativo, ma deve anche contenere forme realmente concrete di cooperazione e assistenza alla realizzazione delle riforme.

Sono estremamente felice che l’Estonia sia uno dei 15 membri fondatori del neocostituito strumento di investimento per il vicinato. Nell’attuale periodo di recessione economica, lo stanziamento di 1 milione di euro è un atto sicuramente importante e concreto.

 
  
MPphoto
 
 

  Toomas Savi (ALDE), per iscritto. – (EN) Accolgo con favore l’idea espressa nella relazione che il partenariato orientale non debba ostacolare l’adesione all’Unione europea dei paesi vicini che intendono candidarsi. Il possibile incentivo alla futura adesione è parte integrante della politica di vicinato in quanto costituisce la base per un approccio condizionale riuscito.

Sebbene i progressi compiuti verso una completa transizione democratica varino da un paese all’altro, visto che in Bielorussia sono stati minimi, mentre in Ucraina e Georgia si sono compiuti passi significativi, l’Unione europea dovrebbe sempre sostenere la possibilità che i paesi del vicinato orientale aderiscano all’Unione poiché gli sforzi per introdurre una democrazia funzionale, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti dell’uomo possono talvolta essere talmente spossanti da causare ricadute.

L’obiettivo primario dello strumento europeo di vicinato e partenariato, come anche dell’incentivo all’adesione per Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Ucraina e Bielorussia, è garantire al loro interno progressi continui verso una democrazia consolidata.

 
Note legali - Informativa sulla privacy