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Procedura : 2008/2175(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0094/2009

Testi presentati :

A6-0094/2009

Discussioni :

PV 23/03/2009 - 21
CRE 23/03/2009 - 21

Votazioni :

PV 26/03/2009 - 4.5
CRE 26/03/2009 - 4.5
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P6_TA(2009)0191

Discussioni
Lunedì 23 marzo 2009 - Strasburgo Edizione GU

21. Prezzi dei prodotti alimentari in Europa (breve presentazione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. – L'ordine del giorno reca la relazione di Katerina Batzeli, a nome della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, sui prezzi dei prodotti alimentari in Europa [2008/2175(INI)].

 
  
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  Katerina Batzeli, relatore. - (EL) Signor Presidente, ringrazio anzitutto i relatori ombra della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, nonché i quattro comitati della Commissione europea competenti congiuntamente, per la profonda collaborazione che ha reso possibile la mia relazione.

Signor Commissario, inizio da un semplice interrogativo: perché il consumatore entra in un supermercato e acquista latte o yogurt? Per la bottiglia e il vasetto o per il loro contenuto? Lo chiedo perché ormai al consumatore è stato instillato, in modo sottile, il messaggio che, in un alimento, l'industria che l'ha trasformato, distribuito e trasportato conti di più del prodotto agricolo in sé, della materia prima. Una quindicina di anni fa, il prodotto agricolo rappresentava il 50 per cento circa del valore finale del prodotto, ma oggi non più del 20.

Agricoltori e allevatori sono divenuti, per il consumatore, figure anonime, con un potere negoziale ormai troppo scarso non solo sul prezzo finale, ma anche in materia di qualità e proprietà nutrizionali del prodotto finale.

Qui nessuno intende dividere tra buoni, brutti e cattivi i vari segmenti produttivi che compongono una filiera – agricoltori, trasformatori, grossisti e dettaglianti. Non viviamo in un Far West dell'economia e della società, bensì in un'economia basata sulle regole del mercato interno dell'Unione, mercato che garantisce opportunità di crescita e competitività quando funziona con trasparenza, ma che estromette ed elimina produttori e attività economiche quando si lascia invece contaminare da dinamiche inique e opache.

La problematica da affrontare oggi, come in futuro, è quindi duplice:

- in primo luogo, un ravvicinamento tra consumatori e produttori grazie a una politica della qualità nel comparto alimentare, favorendo un più diretto accesso del consumatore alle produzioni agricole e ai singoli produttori e studiando congiuntamente soluzioni specifiche;

- in secondo luogo la tutela – non la determinazione – dei redditi di produttori e consumatori con una politica dei prezzi trasparente che contempli clausole obbligatorie di controllo e supervisione dei vari intermediari dell'intera catena di approvvigionamento.

Naturalmente faccio riferimento soprattutto alle PMI sul piano locale e nazionale, ma anche ai grandi gruppi presenti in Europa e alle loro consociate, senza dimenticare i lavoratori, che devono poter operare in base a un mercato interno trasparente e non alle condizioni di emanazioni economiche quali cartelli e oligopoli.

Oggigiorno accadono cose come:

- un pericoloso tracollo dei prezzi reali al produttore;

- prezzi al dettaglio pari a cinque-dieci volte i prezzi all'agricoltore e che, malgrado il calo dell'inflazione, non diminuiscono;

- una concentrazione nelle vendite al dettaglio e in altri segmenti produttivi quadruplicata negli ultimi 5 anni e destinata ad aumentare a seguito della crisi economica e del fallimento di tante PMI locali: uno stato di cose che renderà ancor più difficile il rapporto tra produttori, grandi aziende e consumatori;

- disfunzioni nella catena di approvvigionamento e nelle sue prassi tali da compromettere una sana concorrenza

Per questo, per il comparto alimentare sono di vitale importanza un piano europeo coordinato e interventi integrati dalla fattoria alla forchetta. Non è esagerato pensare che, dopo la regolamentazione e supervisione del settore finanziario, la Commissione dovrebbe intervenire nel comparto alimentare, peraltro strettamente legato alle mosse speculative della finanza.

I cittadini hanno l'impressione che a determinare la spesa della massaia non siano le politiche del reddito attuate dagli Stati o dall'Unione europea, ma le catene di approvvigionamento, l'industria alimentare e la distribuzione al dettaglio.

Credo dunque che, votando a favore della relazione e attendendo le proposte definitive dell'Unione in materia, sarà possibile far fronte all'annoso problema del funzionamento del mercato degli alimenti, funzionamento che deve essere imparziale a tutela dei cittadini e degli agricoltori comunitari, ma anche dei paesi in via di sviluppo, contribuendo alla fiducia nelle istituzioni e nelle leggi del mercato.

 
  
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  Louis Michel, membro della Commissione.(FR) Anzitutto, ringrazio l’onorevole Batzeli e i membri della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale per avere redatto la presente relazione, discussa in un momento cruciale per la catena di approvvigionamento alimentare dell'Unione europea.

Come tutti ben sappiamo, la recessione ha portato a una brusca frenata in quasi tutti i comparti dell'economia europea. Nel settore primario i prezzi reali sul mercato sono crollati, con seri interrogativi per il reddito di produttori. La situazione è particolarmente grave nelle filiere ad alto valore aggiunto, come quella della carne o dei prodotti lattiero-caseari.

In tale contesto, è essenziale il buon funzionamento della catena di approvvigionamento per mitigare l'impatto della crisi sui redditi agricoli e assicurare al consumatore generi alimentari meno costosi. Catena di approvvigionamento e prezzi degli alimenti restano dunque al centro delle preoccupazioni della Commissione.

Inoltre, l'analisi dei fattori strutturali ci porta a temere un'ulteriore impennata dei prezzi delle materie prime agricole a medio e lungo termine. Un miglior funzionamento della catena di approvvigionamento dovrebbe consentire di evitare, in futuro, simili aumenti e la volatilità dei prezzi al consumo. Condivido gran parte dei timori enunciati nella relazione sul funzionamento della catena di approvvigionamento nel suo insieme. Occorre in particolare più trasparenza lungo l'intera catena, per una miglior informazione del consumatore e una più equa distribuzione del valore aggiunto lungo la catena.

Per migliorare il funzionamento della catena di approvvigionamento, dall'anno scorso la Commissione ha varato una serie di iniziative. Di conseguenza, il gruppo ad alto livello sulla competitività nel settore dell'industria agroalimentare ha redatto una serie di raccomandazioni strategiche e l'anno scorso, è stato presentato anche un Libro verde sulla qualità dei prodotti agricoli.

Nella comunicazione sui prezzi dei prodotti alimentari adottata a dicembre, la Commissione ha proposto, sotto forma di roadmap, una serie di soluzioni per migliorare il funzionamento della catena di approvvigionamento in Europa. E' fondamentale fare progressi sull'attuazione della roadmap, specie con la creazione di un osservatorio europeo della catena di approvvigionamento e dei prezzi dei generi alimentari. La corretta informazione sui prezzi ai due estremi della catena servirà a contrastare la scarsa trasparenza, ma anche a migliorare la nostra comprensione dei meccanismi della catena stessa.

Va poi migliorata la nostra capacità di analizzare la distribuzione del valore aggiunto lungo la catena: è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Come riconosciuto nella comunicazione sui prezzi degli alimentari, lo squilibrio tra il potere negoziale degli agricoltori e il resto della catena ha gravi ripercussioni sul margine per il produttore nel comparto agricolo. Ovviamente, una più chiara comprensione della ripartizione del valore aggiunto segnerebbe un primo passo verso il riequilibro del potere negoziale tra i diversi soggetti della catena. In proposito, va ribadito che la competitività della catena alimentare europea non può essere costruita a spese di alcuni dei suoi anelli. Per i produttori come per i dettaglianti del comparto agroalimentare, è essenziale poter contare, all'interno dell'Unione europea, su una piattaforma produttiva sostenibile e competitiva.

Resto convinto che, una volta attuata appieno, la roadmap proposta dalla Commissione consentirà di rispondere a tanti interrogativi e timori avanzati nella relazione Batzeli.

 
  
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  Presidente. – La presentazione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 26 marzo 2009.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Roselyne Lefrançois (PSE), per iscritto.(FR) La relazione oggetto della votazione di giovedì tenta di dare risposte pratiche alle difficoltà di milioni di cittadini davanti al rincaro degli alimentari.

Dato il calo generale del potere d'acquisto in Europa, era essenziale che il Parlamento giungesse a una decisione su un problema le cui soluzioni sono comunque ben risapute. Il differenziale di prezzo tra i due estremi della catena di approvvigionamento è anche di 5 a 1 e, nonostante i liberali si ostinino a non ammetterlo, per garantire prezzi al consumo ragionevoli e redditi agricoli decenti vanno affrontati i problemi del mercato. Dal canto mio ho proposto di ribadire nel testo l'importanza degli strumenti di regolazione del mercato, più necessari che mai alla luce dell'attuale crisi.

Tuttavia, per evitare che "prezzi accessibili" divenga sinonimo di "prodotti di scarsa qualità", ho chiesto di inserire nel testo la nozione di incentivi al biologico. E' auspicabile che il consumatore abbia accesso a prodotti di qualità e a un prezzo ragionevole, grazie a un'ambiziosa politica di incentivi finanziari mirati proprio a questo tipo di produzione agricola.

 
  
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  Maria Petre (PPE-DE), per iscritto.(RO) La recente impennata dei prezzi degli alimentari è legata a due fattori principali: primo, la crisi agricola e alimentare planetaria; secondo, la concentrazione del mercato, che dal 21,7 per cento del 1990 è salita oggi a oltre il 70 per cento.

Il prezzo al consumo è in media quintuplo rispetto a quello versato al produttore. La grande distribuzione spesso impone condizioni inique, ostacolando l'accesso al mercato ad agricoltori e piccoli fornitori.

Appoggio l'idea della Commissione di dar vita a un osservatorio europeo del mercato, così come quella di una rete europea della concorrenza.

Nel quadro dei programmi di sviluppo rurale, vanno stanziati più fondi ai produttori.

L'idea di puntare sulla nozione di "prodotti locali" e di sostenere più efficacemente il mercato dei prodotti tipici raccoglie il mio convinto pieno consenso.

 
  
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  Theodor Dumitru Stolojan (PPE-DE), per iscritto.(RO) Accolgo con favore la relazione Batzeli, che mette luce sulle profonde discrepanze tra il prezzo degli alimenti nei supermercati e il prezzo pagato al produttore. E' purtroppo questa la realtà in troppi paesi con un livello di vita al di sotto della media europea, come la Romania.

Se respingiamo ogni ipotesi di controllo sul prezzo, non possiamo dimenticare che i supermercati hanno uno strapotere negoziale nei confronti dei produttori. E' un ambito in cui agire con più fermezza nel contesto della politica di concorrenza e di protezione dei consumatori.

 
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