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Discussioni
Mercoledì 25 marzo 2009 - Strasburgo Edizione GU

Risultati del Consiglio europeo (19 e 20 marzo 2009) (discussione)
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  Silvana Koch-Mehrin (ALDE). – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’Unione europea ha dimostrato di essere un colpo di fortuna nell’attuale crisi finanziaria ed economica e anche la presidenza ceca ha svolto finora un buon lavoro.

Le dimensioni e le cause più profonde della crisi finanziaria ed economica mondiale dimostrano che occorre rivedere la gestione macroeconomica mondiale dei mercati finanziari e il quadro giuridico che la disciplina – a livello nazionale, a livello di Unione europea e a livello mondiale. Occorre modificare la legislazione e migliorare le precauzioni adottate per gestire la crisi. La legislazione che disciplina il settore finanziario deve avere l’effetto di attutire, non quello di esacerbare i cicli economici. Tuttavia, maggiori regole non significano necessariamente regole migliori; ciò che serve sono le regole giuste.

La drammatica crisi dei mercati finanziari internazionali e i mutamenti che ha provocato rappresentano una sfida all’ordine economico liberale. Le decisioni errate dei governi in materia di politica economica e finanziaria e la loro scarsa vigilanza finanziaria, nonché il palese crollo di diverse banche sono motivi sufficienti per chiedere una riforma del sistema finanziario, non un nuovo sistema economico. L’indipendenza della Banca centrale europea e il suo approccio alla stabilità monetaria sono giusti e si sono dimostrati validi.

Abbiamo anche la prova di quanto sia importante il mercato unico per il benessere e la stabilità in Europa. Il mercato interno svolge un ruolo di primaria importanza nell’abbreviare e attenuare la recessione in Europa. Gli Stati membri devono prendere provvedimenti rapidi, mirati e temporanei per sostenere l’economia reale, perché sappiamo che l’UE potrà generare benessere proseguendo nello sviluppo del mercato interno, non distribuendo sussidi.

L’Unione europea deve perciò continuare a lavorare con coerenza per portare a compimento il mercato interno e offrire un quadro di regolamentazione della concorrenza che funzioni. Tuttavia, è anche chiaro che non abbiamo ancora passato la prova. L’Unione europea deve tenere fede ai propri principi. Non dobbiamo ricadere in schemi mentali ormai superati, nel protezionismo, in una politica a compartimenti stagni o in una corsa ai sussidi. La presidenza ceca è a favore di questa posizione e spero che potremo continuare a contare su di essa.

 
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