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L-Erbgħa, 22 ta' April 2009 - Strasburgu Edizzjoni riveduta

10. Terremot fir-reġjun tal-Abbruzzo fl-Italja (dibattitu)
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca la dichiarazione della Commissione sul terremoto nella regione Abruzzo in Italia

 
  
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  Siim Kallas, Vice-President of the Commission. − Mr President, the Commission sends its condolences to all families who have lost their loved ones in the recent earthquake in Italy.

The Commission has been in close contact with the Italian civil protection authorities since the first hours after the earthquake. Member States started offering their help through the Community Civil Protection Mechanism at a very early stage of the disaster.

While this earthquake was very powerful and brought a lot of destruction, national resources were able to cope with the immediate disaster response.

However, on 10 April Italy made a request for technical experts who could support the country in analysing the stability of buildings damaged by the earthquake. A team of eight national and Commission experts was selected. The team was despatched to the site of the earthquake on 18 April. In addition to the assessment of the stability of the buildings, the team will propose solutions with regard to damaged buildings.

The Commission is currently cooperating with the Italian authorities in order to identify options for other EU support. Possibilities may include the EU Solidarity Fund and the reprogramming of the Structural and Rural Development Funds.

This earthquake is a tragic reminder that natural disasters are a continual threat for all Member States. Over the last decade earthquakes, heat waves, forest fires, floods and storms have killed many people in Europe and destroyed costly infrastructure and precious natural spaces.

The Member States and the Community need to combine their strength to prevent disasters and their impacts and to ensure a rapid and effective European response to major disasters. Experience has shown that an integrated and multi-hazard approach should be taken to develop effective measures in both in prevention and in direct response to disasters, as outlined in the Commission communication of March 2008 on reinforcing the Union’s disaster-response capacity.

Furthermore, in February 2009 the Commission adopted a Community approach on the prevention of natural and man-made disasters that represents the state of the art and paves a way for future Commission initiatives. It suggests improving the consistency of existing prevention instruments and complementing them, thus reinforcing the added value of EU action.

The Commission would welcome feedback from the European Parliament on the approach proposed in this important communication. Furthermore, thanks to the preparatory action on an EU rapid response capability introduced by the European Parliament in the 2008 and 2009 budgets, the Commission is currently testing, with the Member States, ways to improve the overall immediate response capacity of the EU. Together, these initiatives are contributing to shaping a genuine European disaster management policy for all types of disaster.

 
  
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  Presidente. − Grazie commissario Kallas! Ne approfitto per salutare anche la presenza del vicepresidente della Commissione Tajani e per evitare che mi si possa rimproverare un momento di distrazione o di insensibilità, ricordo che già ieri abbiamo osservato, con l'intervento del Presidente del Parlamento, un minuto di silenzio, in ricordo, in commemorazione delle vittime di questa tragedia.

 
  
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  Gabriele Albertini, a nome del gruppo PPE-DE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel periodo del 2002-2007 i terremoti sono stati la quarta catastrofe naturale, per frequenza, dell’Unione europea. Dopo questa ennesima e purtroppo gravissima tragedia in Abruzzo occorre affrontare insieme questi eventi tragici, comuni a molti Stati dell’Unione.

Ad oggi, esistono il Fondo di solidarietà europeo e il meccanismo comunitario di protezione civile: due strumenti molto importanti, ma non ancora sufficienti alle esigenze di un territorio a rischio sismico come è quello europeo. Nel caso dei terremoti in Abruzzo, la procedura di richiesta per accedere al Fondo di solidarietà per la ricostruzione delle aree devastate dal terremoto è in itinere e potrebbe raggiungere la cifra di 500 milioni di euro come ha anche dichiarato alla stampa dal vicepresidente della Commissione Antonio Tajani. L’entità di questo terremoto e i danni provocati hanno una dimensione non ancora quantificabile: l’Abruzzo necessita di interventi urgenti ed ingenti che il governo italiano, fin da pochi minuti dopo il sisma, sta gestendo in maniera puntuale e completa.

Questi interventi, però, nel rispetto delle competenze nazionali e locali, necessitano di un coordinamento europeo. Proprio il Parlamento, il 14 novembre 2007 ha approvato all'unanimità una risoluzione sull'impatto regionale dei terremoti, concernente la prevenzione e la gestione dei danni causati da tali tragici avvenimenti. Questo documento deve diventare la base di partenza per una politica europea coordinata su questo tema, è il contenuto dell'interrogazione scritta proposta dall'on. Vakalis e da una cinquantina di colleghi cofirmatari. Auspichiamo quindi che la Commissione europea faccia propri i contenuti di questa risoluzione e li applichi per un'agenda europea per la prevenzione e la gestione dei terremoti.

 
  
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  Gianni Pittella, a nome del gruppo PSE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio rinnovare il cordoglio dei deputati italiani e di tutti i deputati iscritti al gruppo socialista alle famiglie delle vittime, ai cittadini abruzzesi, alla regione Abruzzo, al paese Italia; e voglio dire che il gruppo socialista europeo, che è stato dal primo momento vicino al popolo colpito così drammaticamente, sarà – attraverso una sua delegazione guidata dal presidente Schulz – sarà presente anche fisicamente nella regione abruzzese. Le cifre sono spaventose: è vero, come ha detto il collega Albertini che non c'è una quantificazione ancora definitiva, possiamo però dire che ci sono circa 300 morti! E' una tragedia: 50.000 sfollati, migliaia di case distrutte, centinaia di edifici pubblici tra cui le scuole, disastrati, un patrimonio culturale, architettonico, artistico di grande pregio rovinato!

Come ha ricordato il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, la risposta a quello che è avvenuto è stata immediata ed è stata efficace. E’ stata da parte dello Stato, ma non solo da parte dello Stato, da parte del mondo, del volontariato, dei comuni italiani e non soltanto italiani, delle province, delle regioni, della Croce Rossa, dei vigili del fuoco, ci è stata una gara di solidarietà davvero straordinaria. Forse il governo italiano, anzi senza forse, il governo italiano avrebbe fatto bene ad accogliere la proposta di accorpamento del referendum con le elezioni europee e le elezioni amministrative, in modo da risparmiare alcune centinaia di milioni che potevano essere devoluti nei confronti delle popolazioni terremotate.

L'Europa ha da dare alcune risposte: primo, attivazione del Fondo di solidarietà, con il vicepresidente Tajani ne abbiamo parlato qualche ora subito dopo l’evento tragico; secondo, riprogrammazione dei fondi strutturali; terzo, Commissari, utilizzo dei fondi non utilizzati nella vecchia programmazione e nella nuova programmazione; quarto, modifica del regolamento della politica di coesione, dei fondi strutturali che riguardi la possibilità di ricollocare nell’Obiettivo 1, cioè nelle regioni svantaggiate, in ritardo di sviluppo, quelle regioni che a causa di eventi naturali eccezionalmente sfavorevoli, dovessero vedere il loro PIL, la loro ricchezza decrescere al di sotto del 75% della media comunitaria; quindi, non una norma ad hoc per l’Abruzzo, ma una norma che valga per tutte quelle regioni che dovessero trovarsi in questa situazione; quinto, verifica con la Commissione della possibilità di forme di detassazione per le attività economiche e produttive che dovessero, come noi ci auguriamo, riprendersi e rialimentarsi nella regione Abruzzo. Infine, invito l’attuazione della direttiva sui materiali edilizi, che è stata recentemente anche aggiornata e adeguata dal Parlamento.

Voglio concludere, non vale la retorica di fronte al dramma avvenuto, servono risposte efficaci e concrete, e serve anche un’attenzione forte, una vigilanza affinché sulle macerie del terremoto non si ripetano sciacallaggi e utilizzi illeciti che alimentino le grandi centrali del malaffare. Noi saremo vigili e daremo il massimo del nostro sforzo: dobbiamo fare tutti in modo che anche con il nostro contributo i nostri amici abruzzesi possano tornare a sorridere!

 
  
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  Patrizia Toia, a nome del gruppo ALDE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, c’è stata una terribile tragedia nel mio paese che ha colpito una regione importante e centrale come l’Abruzzo, la città dell'Aquila. E’ stata una catastrofe che ha colpito vite umane, giovani, anche vite umane, che ha colpito i luoghi del vivere: le case; i luoghi di culto: le chiese; della cultura: i monumenti; del lavoro: le aziende; delle università: i luoghi dell'apprendimento; e ha lasciato una grande devastazione.

Ci siamo stretti tutti attorno a questo popolo e oggi possiamo dire alcune cose: primo, c’è stata una risposta di grandissimo decoro e dignità di queste popolazioni, che pur colpite così intimamente e così praticamente negli affetti e nelle cose più care come la casa – e noi sappiamo per la cultura del nostro paese quanto è importante il bene della casa – eppure questa gente ha reagito con dignità e ha voglia di ricominciare a vivere, di ricostruire ciò che aveva, la propria comunità, dentro ai luoghi della propria comunità e nel rispetto delle tradizioni e della continuità. Penso all’importanza dell’università e delle piccole e medie aziende, per quella regione che oggi soffre anche di una grandissima carenza economica e di ripresa.

Devo anche dire che c’è stata una mobilitazione straordinaria delle istituzioni; dal governo, al Parlamento a tutte le forze dell’opposizione, assieme alla maggioranza, che con grande saggezza e responsabilità guardano al lavoro da fare nello spirito di unanimità, alle istituzioni locali, al volontariato, alla protezione civile, alle migliaia e migliaia di giovani e di adulti che sono andati lì e che rappresentano mondi sociali, associazioni, mondo cattolico, e tutti hanno fatto qualcosa. Anche chi non è andato lì, ha fatto qualcosa: economicamente, culturalmente, si stanno mobilitando tutti i luoghi culturali, sociali ed economici del nostro paese, questa è una cosa molto importante.

Ma sarà importante ricordarla, come diceva Pittella, per la ricostruzione, perché accanto a questi aspetti anche positivi della tragedia è emersa la debolezza strutturale del nostro modo di costruire e credo che qui, accanto alla domanda di giustizia, ci debba essere un impegno nell’accertamento delle responsabilità e nella ricostruzione.

Una parola sola sull’Europa Presidente: è stata presente nell’emergenza, lo sarà con i Fondi e con le altre cose da farsi che sono state dette, chiedo che ci sia una presenza anche visiva perché l’Europa sia conosciuta, non solo nei soldi che arrivano ma nelle facce e nelle istituzioni, e che una delegazione unitaria di questo Parlamento si rechi lì, senza sfarzo, senza pubblicità ma per dire che l’Europa è fatta di istituzioni e di persone e che queste istituzioni e queste persone vogliono essere vicine anche in futuro all’Aquila, all’Abruzzo e anche al mio paese così ferito.

 
  
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  Roberta Angelilli, a nome del gruppo UEN. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch’io voglio esprimere un ringraziamento alle istituzioni comunitarie che hanno espresso la loro vicinanza all’Italia e alle popolazioni colpite dal terremoto. Sono questi giorni molto difficili, ulteriormente aggravati dalle condizioni meteorologiche delle ultime 48 ore.

Ma dopo il dolore, dopo la distruzione è il momento delle proposte concrete e della ricostruzione, è il momento di ridare una prospettiva al territorio abruzzese. Alle istituzioni europee chiediamo di fare la loro parte, come del resto la Commissione ha garantito attraverso l’impegno del vicepresidente Antonio Tajani, con grande tempestività già nell’immediatezza della catastrofe.

Come è stato confermato, anche oggi dalla Commissione stessa, occorre innanzitutto verificare tutte le risorse finanziarie disponibili, garantire tempi rapidi per l'attivazione del Fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali e poi la possibilità di utilizzare pienamente, di riprogrammare il Fondo sociale europeo ed altri programmi comunitari per il sostegno all’occupazione e alle imprese; ma chiediamo, in particolare la possibilità di poter attuare misure legislative straordinarie, provvedimenti di defiscalizzazione, incentivi, aiuti eventualmente in deroga alle vigenti disposizioni sul de minimis, misure autorizzate dall’Unione europea e valide per due o tre anni, quindi per il tempo necessario fino alla fine dell’emergenza e della ricostruzione.

Su questi temi, su questi obiettivi come si evince anche dal dibattito di oggi, siamo tutti d’accordo, non ci sono divisioni. Anch’io voglio chiudere con un pensiero commosso rivolto alle vittime e ai loro famigliari e alle popolazioni colpite, ma ci tengo con orgoglio straordinario, con commozione da italiana, da donna originaria di quelle terre, ad esprimere ancora una volta un ringraziamento speciale per quanto hanno fatto le istituzioni, tutte le parti politiche e soprattutto i soccorritori, la protezione civile e la Croce Rossa. Tutte le organizzazioni di volontariato e i singoli cittadini che come hanno potuto hanno fornito un contributo personale o economico per far sentire la loro solidarietà e un aiuto concreto. Un esempio davvero eccezionale di efficienza ed umanità!

 
  
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  Monica Frassoni, a nome del gruppo Verts/ALE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche il gruppo dei Verdi, Alleanza libera europea, si unisce a tutti i colleghi che mi hanno preceduto per manifestare il nostro cordoglio, la nostra grande solidarietà e il nostro appoggio a tutti coloro che hanno sofferto di questa grande tragedia, di questo dramma, di questo avvenimento naturale, ma che è anche dovuto a tutta una serie di ragioni, e spero veramente che l'Unione europea potrà in modo visibile dare un contributo positivo a questa situazione.

Tutto si può dire però tranne che questo terremoto non poteva vedere il suo impatto di molto ridotto e che il suo impatto appunto tragico non poteva essere minore: è evidente che tutta una serie di edifici, tutta una serie di case sono cadute e non avrebbero dovuto farlo. C'è stata incuria, c'è stato dolo, c'è stata frode e le responsabilità dovranno essere trovate perché anche questa è una parte essenziale della ricostruzione, anche della ricostruzione morale di quel luogo e di quelle popolazioni e di tutto il nostro paese. La ricostruzione deve essere un’occasione di sviluppo sostenibile di grande innovazione, per questa popolazione che ha provato a noi tutti non solamente grande decoro, ma anche grande coraggio e grandissima voglia di ricominciare.

In questo momento la strada meno demagogica, più concreta che permette delle azioni rapide da parte dell'Europa per sostenere gli interventi di emergenza e di ricostruzione dell'Abruzzo è quella di ridiscutere la riprogrammazione del programma operativo per l’Abruzzo 2007-2013: i fondi strutturali. Il programma operativo per l’Abruzzo prevede attualmente un cofinanziamento europeo di 140 milioni di euro, per un costo totale del programma di 345 milioni di euro e la differenza è il cofinanziamento nazionale.

Noi sappiamo benissimo che uno dei problemi che bisognerà affrontare è quello dell’organizzazione da parte del nostro paese del cofinanziamento dei fondi che l’Unione europea sicuramente darà, ed è su questo che noi dobbiamo anche come deputati essere molto ma molto vigili.

Dicevo, in primo luogo, dobbiamo chiedere la riprogrammazione e il reindirizzo degli altri fondi europei, per esempio il Fondo sociale che sono già stati programmati per l’Abruzzo verso misure e priorità utili alla ricostruzione. In questo quadro, potrebbe convergere sul PO dell'Abruzzo anche una riallocazione di risorse di fondi strutturali destinati ad altre regioni italiane e in questo momento più competitive. Sappiamo che la Commissione europea è aperta a valutare delle donazioni e con questo stesso meccanismo da parte di altri Stati membri.

Poi le autorità italiane, in primis il governo con la collaborazione di tutti gli enti locali coinvolti, devono procedere rapidamente alla stima dei danni diretti subiti per rispettare la scadenza del 15 giugno 2009, per presentare la richiesta dei fondi nel quadro del Fondo di solidarietà europeo. L'ammontare del contributo erogato sarà in funzione dei danni subiti, ma non potrà in ogni caso superare qualche milione di euro. Questo fondo esiste proprio per fornire un aiuto economico rapido, efficace e flessibile, quindi è importante che le autorità italiane quantifichino questo danno, altrimenti sarà difficile ottenere dei fondi.

E poi bisogna che le autorità nazionali si attivino e anche per questo bisogna lavorare per la richiesta di prestiti alla Banca europea degli investimenti, in modo che sia possibile erogare somme consistenti che possono essere date per una ricostruzione rapida e sostenibile di questa regione.

 
  
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  Roberto Musacchio, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto il dolore per le vittime tante innocenti, poi l’impegno per il soccorso, il superamento dell’emergenza, la ricostruzione in cui l’Italia dà il meglio di sé.

L’aiuto europeo su questo è importante, ma poi serve anche un quadro europeo che aiuti a prevenire queste catastrofi, che spesso non sono solo naturali; dunque occorre un quadro di prevenzione nell’avvertimento degli elementi naturali che crei una rete di protezione e prevenzione civile; ma poi occorre anche una politica del suolo che preveda norme di garanzia sui suoi impieghi per il rispetto dei suoi equilibri e di norme di edificazione sicure.

C’è anche questo nel terremoto in Abruzzo e fuori da ogni polemica è necessario indagare su tutte le responsabilità, per evitare che si ripetano fatti gravi, ed è soprattutto necessario concentrarsi sul risanamento territoriale invece che su nuove opere distruttive. Ma anche per questo è di grande importanza che si approvi anche la direttiva quadro sul suolo, che è un aiuto strutturale a una giusta gestione dei suoli europei, e verso una corretta politica del suolo vanno rimodulati gli stessi fondi europei creando in tal modo risanamento ambientale e buona occupazione.

 
  
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  Reinhard Rack (PPE-DE). - Herr Präsident, Herr Kommissar, Herr Vizepräsident! Die italienischen Kollegen haben diese Debatte zu Recht als eine für ihr Land ganz wichtige Debatte angesehen und sich zu Wort gemeldet. Es ist auch eine Debatte für uns Europäer. Wir sind in einer gemeinsamen Europäischen Union. Wir freuen uns, dass wir die Möglichkeiten des Solidaritätsfonds haben, und wir würden uns wünschen, dass er möglichst zielgerichtet – auch von der italienischen Regierung und von den regionalen Instanzen – in Anspruch genommen wird. Wir möchten noch einmal all den Opfern – und es sind nun einmal zahlreiche Opfer – unsere Anteilnahme aussprechen, und wir hoffen, dass Europa dazu beitragen kann, dass wir möglichst bald Abhilfe schaffen.

 
  
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  Armando Veneto (PPE-DE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero soltanto dire della commossa partecipazione di tutta l’Italia, ma anche dell’Europa, a questo evento drammatico, il che consente di prendere atto della coesione del paese e anche dell’Europa quando si verificano fatti di questo genere, e questo non può che portare nutrimento alla nostra speranza di solidarietà generale e di pace, anche interna, che si respira all’interno dell’Europa, di questa Europa.

C’è poi da aggiungere che bisogna colpire senza dubbio e senza riguardi e con urgenza eventuali responsabili delle cattive costruzioni che hanno portato a risposte differenti di edifici contigui. Ed infine, a margine c’è stata una polemica sulla prevedibilità dei terremoti, io non entro nella questione, dico solo che gli studi sul radon indicano la prossimità in occasione dei terremoti dell’aumento di questo tipo di gas e quindi penso, che come è giusto che sia per ogni ricerca scientifica, l’Europa attraverso tutte le sue strutture possa e debba favorire un approfondimento di questi studi, perché non è escluso che attraverso l’approfondimento stesso, come è proprio della scienza, si possa dare un contributo alla possibilità puramente ipotetica di prevedere eventi così devastanti.

 
  
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  Siim Kallas, Vice-President of the Commission. − Mr President, there is no doubt that there is a strong feeling of solidarity in all Member States, and in the Commission as well, concerning this terrible earthquake. There are mechanisms for providing help, and the Commission services acted immediately. Everything must be done in close collaboration with the Italian authorities. Last year we had the huge disaster of the forest fires in Greece and before that we had forest fires in Portugal and the floods in Germany and the Czech Republic. In all these cases the European Union expressed solidarity and helped as much as it could. It will do so in this case as well.

First of all, we are awaiting calculations of the scale of the damage and then we can decide how best to use the Solidarity Fund. The Commission itself cannot launch Solidarity Fund money; this can only be done after receiving the request from the Member State and after the calculation of the scale of the damage.

Many Members raised the question of the reprogramming of the Structural Funds, and DG REGIO is discussing this. My colleague Danuta Hübner will visit the area soon and discuss concrete possibilities. We are in permanent contact with the civil protection department in Rome to help, and also to help prepare the Solidarity Fund application, so there is no doubt that the Commission will do whatever it can to help the victims of this disaster.

Concerning safe building standards, these standards exist but the question is how closely these standards are followed in Member States. The standards definitely exist: they exist in directives and they exist in national legislation as well.

Our civil protection mechanism, at the heart of which is a monitoring and information centre working 24 hours a day, will collaborate with Member States in disaster prevention and also in addressing the consequences of disasters.

Once more on behalf of the Commission I express our condolences. We will do whatever is possible to help people in this disaster area.

 
  
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  Presidente. − A conclusione della discussione, a titolo personale e anche a nome dell'Ufficio di presidenza del Parlamento, colgo l'occasione per rinnovare i sentimenti di cordoglio e le condoglianze nei confronti delle vittime, delle famiglie colpite, e ovviamente tutta la possibile solidarietà nei confronti della popolazione della regione così profondamente colpita.

La discussione è chiusa.

 
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