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Procedura : 2008/2217(INI)
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Ciclo del documento : A6-0199/2009

Testi presentati :

A6-0199/2009

Discussioni :

PV 22/04/2009 - 18
CRE 22/04/2009 - 18

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PV 23/04/2009 - 8.33
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P6_TA(2009)0307

Discussioni
Mercoledì 22 aprile 2009 - Strasburgo Edizione GU

18. Piano d'azione sulla mobilità urbana (discussione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0199/2009), presentata dall’onorevole Savary a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sul piano d’azione sulla mobilità urbana [2008/2217(INI)].

 
  
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  Gilles Savary, relatore. (FR) Signor Presidente, signor Commissario, grazie. Il Parlamento europeo sta compiendo un esercizio di stile pressoché senza precedenti con questa relazione. Infatti il tema della mobilità urbana è stato sollevato per la prima volta dal commissario competente per i trasporti, Jacques Barrot, oltre due anni fa ormai. Dopodiché è stato pubblicato il Libro verde della Commissione, la quale ci ha presentato le proprie conclusioni nella primavera del 2007. Tali conclusioni a loro volta sono state l’oggetto di una relazione – una relazione d’iniziativa – redatta dall’onorevole Rack, che oggi è presente in Aula.

In virtù del sistema istituzionale europeo il Libro verde deve essere seguito da un Libro bianco e quindi stiamo discutendo le proposte della Commissione europea in merito ai piani d’azione sulla mobilità urbana.

Devo ringraziare il commissario Tajani, che è in sala, per avermi avvertito in dicembre che sul piano politico la Commissione non sarebbe stata in grado di presentare una proposta in tale periodo. E’ comprensibile: per ragioni soggettive diversi Stati membri nutrono delle riserve su questo argomento viste le imminenti elezioni europee, ma il Parlamento ha cercato di raccogliere la sfida.

Desidero inoltre rendere omaggio ai colleghi di tutti i gruppi politici presenti qui oggi – soprattutto i coordinatori – e alla commissione per lo sviluppo regionale per aver sostenuto la mia proposta, che è volta a consolidare le prerogative di cui godiamo. Infatti, visto che la Commissione non può prendere l’iniziativa, spetta a noi farlo.

La nostra proposta è pressoché senza precedenti. In effetti non so se sia mai successo in quest’Aula: proponiamo alla Commissione il piano d’azione che essa stessa avrebbe dovuto proporci.

Naturalmente non ci si può aspettare alcuna apertura giuridica da una relazione d’iniziativa di questo genere. Proponendo un piano d’azione molto pratico, corredato da proposte estremamente precise, il Parlamento, non avendo poteri esecutivi e non essendo il governo dell’Unione europea – ruolo che spetta alla Commissione – può solamente sperare di essere ascoltato.

Devo dire, per inciso, che negli ultimi mesi abbiamo raccolto un grandissimo sostegno da parte di tutte le organizzazioni che si occupano di questi temi, tra cui soprattutto – e lo dico a beneficio dei pochi colleghi che nutrono ancora delle riserve sull’iniziativa – le autorità locali e tutte le organizzazioni che le rappresentano, anche in paesi che oggi adducono la sussidiarietà per affermare che questo piano d’azione è fuori questione.

Credo pertanto che le autorità locali abbiano riconosciuto che la mobilità urbana con tutta probabilità diventerà una delle sfide principali del XXI secolo. Perché? Perché oggi il 60 per cento degli europei vive nelle aree urbane. Nel 2020 tale percentuale è destinata a salire all’80 per cento e noi, come Unione europea, siamo dotati della base giuridica che ci rende congiuntamente responsabili con gli Stati membri e con le autorità locali in materia di politica dei trasporti.

Essendo europei, possiamo forse fare a meno di avere una qualche idea o di prendere una qualche iniziativa in settori in cui il trasporto presenterà i problemi più complessi e senz’altro i più pressanti negli anni a venire? Non credo proprio, e quindi il Parlamento europeo non ha voluto restare in silenzio e tacere sulla mobilità europea. Anzi, per certi versi ha voluto sfruttare questa iniziativa per chiedere alla Commissione di riprendere la questione come priorità nel prossimo mandato.

Desidero ringraziare tutti i coordinatori, visto che ci siamo adoperati come non mai prima d’ora, abbiamo lavorato molto a monte e la relazione che è stata presentata ha raccolto un largo sostegno in seno alla commissione per i trasporti e il turismo.

Mi preme far presente che la relazione si fonda sul principio di sussidiarietà. E’ assolutamente impensabile – certo mi sto dilungando, ma sono sicuro che perdonerà il relatore, signor Presidente – che l’Europa voglia prendere decisioni connesse al trasporto urbano al posto delle autorità locali.

Io stesso sono un rappresentante eletto a livello locale e sono un acceso fautore della libertà di amministrazione delle autorità locali, come dimostrano le campagne che ho condotto in questa sede, soprattutto con l’onorevole Piecyk, collega della commissione per i trasporti e il turismo. Credo, però, che l’Europa possa incentivare e migliorare lo scambio di informazioni e di migliori prassi ed è questa l’essenza delle proposte che saranno illustrate a breve.

 
  
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  Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione. (FR) Signor Presidente, prima di tutto vorrei ringraziare l’onorevole Savary per il lavoro svolto. Lo ringrazio per l’impegno che ha profuso al fine di promuovere la politica europea sui trasporti nelle città più grandi e nelle città in genere. Non si tratta di un tema secondario: se vogliamo essere all’altezza della sfida dei trasporti in Europa, dobbiamo lavorare nel campo del trasporto urbano.

Per tale ragione desidero primariamente ringraziare l’onorevole Savary. Ribadisco: lo ringrazio, abbiamo compiuto dei progressi nel settore del trasporto urbano e la relazione di oggi, che sarà votata domani, reca un messaggio molto importante. E’ un messaggio che dobbiamo ascoltare e spero di essere in grado di dare un riscontro positivo all’onorevole Savary su questo impegno nel corso del prossimo mandato.

Ora continuerò l’intervento nella mia lingua.

(IT) Signor Presidente, onorevoli colleghi, il trasporto urbano costituisce certamente una parte integrante del sistema di trasporto dell’Unione europea perché poi tutto il sistema comincia e termina spesso nelle grandi aree urbane, ne attraversa tantissime durante i tragitti. Per questo non è importante soltanto la mobilità urbana e occuparsene per quanto riguarda la vita delle città, ma anche per tutti i trasporti, anche quelli a lunga distanza.

Combattere il cambiamento climatico, facilitare gli scambi, garantire le forniture energetiche, dare risposta alle esigenze di mobilità dei cittadini, diminuire i problemi legati alla congestione, far fronte al cambiamento demografico, sono tutte questioni di importanza fondamentale per la politica europea e la mobilità delle aree urbane è intimamente connessa a tutte queste sfide.

Proprio per questo motivo la Commissione ha presentato il proprio Libro verde sulla mobilità urbana nel settembre del 2007, la consultazione che ha seguito l’adozione del Libro verde ha dimostrato che esiste un accordo ampio sul fatto che l’Unione europea ha un ruolo da svolgere in questo settore. La vostra risoluzione sul Libro verde, sulla mobilità urbana preparata sotto la guida del relatore, l’amico Rack, adottata il 9 luglio del 2008, sostiene questa conclusione.

L’obiettivo del Libro era preparare il terreno per un piano d’azione della mobilità urbana; la decisione del Parlamento di procedere con un proprio piano d’azione prima della proposta della Commissione invia un forte segnale politico; ecco perché ho sottolineato l’importanza del lavoro di Savary, in quanto relatore e anche dimostra quanta importanza dà il Parlamento a un lavoro che noi non dobbiamo assolutamente trascurare.

Voi sapete bene che sono impegnato sul tema della mobilità urbana e sull’adozione in tempi brevi di un piano d’azione articolato, che vorrei ribadirlo, è previsto nel programma di lavoro della Commissione per il 2009 e spero possa essere adottato il prima possibile. Savary lo ha detto molto bene, nel corso del suo intervento, ci sono all’interno delle istituzioni europee delle resistenze perché alcuni ritengono che il principio di sussidiarietà, con un piano d’azione del genere, verrebbe violato. Io non credo che si tratti di violarlo, anche perché se noi rifacendoci al latino, riteniamo la sussidiarietà parola che viene dalla parola subsidium, cioè aiuto, noi dobbiamo, come istituzione europea, aiutare le istituzioni locali a meglio lavorare. Aiutare non significa sostituirsi, significa contribuire invece a una migliore soluzione dei problemi!

Senza voler entrare nel merito della proposta posso confermarvi che il nostro paiano d’azione si baserà su azioni che portiamo avanti da tempo e le integrerà in un contesto coerente, cercando di conferire quella visione politica che ancora manca all’azione europea in ambito di mobilità urbana. Si dovrebbero delineare così il quadro politico per altre azioni future negli ambiti in cui l’iniziativa a livello comunitario sono considerati utili o addirittura necessari.

La vostra relazione darà sicuramente un contributo importante al dibattito interno e posso assicurarvi che potremmo tenere in considerazione, numerose delle proposte che contiene. Naturalmente, ci sono aspetti e dettagli che ritengono ulteriori chiarimenti o discussioni. Esamineremo, ve lo posso assicurare, le vostre proposte con grande attenzione, insieme alla raccomandazione del Comitato delle regioni, da voi consultato.

Il dialogo tra di noi non si conclude soltanto con il voto di oggi, sarà mia cura, nel prosieguo dei lavori della Commissione, tenermi in contatto con l'onorevole Savary e con gli altri parlamentari che hanno seguito con attenzione questo settore del trasporto per poter adottare un piano da parte della Commissione che sia in sintonia con quello che sta adottando il Parlamento e che possa veramente essere di qualità e – ripeto – non indicare che la Commissione sostituisce gli enti locali, ma soltanto dimostrare che la Commissione vuole aiutare gli enti locali a lavorare meglio utilizzando uno scambio di informazioni e di buone pratiche che permettono di vivere meglio ai nostri cittadini e di spostarsi meglio nelle città, fuori dalle città e attraversando le città. Per questo motivo, ringrazio il Parlamento europeo per il lavoro che ho svolto e il voto che darà a questo piano.

 
  
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  Jean Marie Beaupuy, relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale. (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevole Savary, onorevoli colleghi, siamo parte di un’assemblea parlamentare che ha il compito di votare i testi, signor Commissario, e soprattutto siamo parte di un’assemblea parlamentare che si deve adoperare affinché i testi vengano attuati.

Oggi rileviamo che, dopo l’eccellente lavoro svolto dal suo predecessore sul Libro verde e i circa 400 contributi che vi hanno fatto seguito, non sono stati registrati grandi progressi al punto che, come ha lei stesso ribadito poc’anzi, è stato interessante che il Parlamento abbia espresso un parere.

Infatti la natura aborrisce i vuoti, pertanto, quando la Commissione europea non adempie al proprio compito, è il Parlamento che vi deve sopperire e in proposito devo dire che – come lei stesso ha affermato, signor Commissario – il lavoro svolto dall’onorevole Savary è molto interessante, poiché in realtà le fornisce il materiale necessario per redigere il piano d’azione.

Non voglio implicare che sia in atto un ribaltamento dei ruoli tra la Commissione ed il Parlamento, ma va osservato che, in attesa dell’adozione del trattato di Lisbona, il Parlamento in effetti si sta assumendo un po’ più di potere.

Questo lavoro dell’onorevole Savary è eccellente, poiché tiene conto ancora una volta di una serie di proposte presentate dalla commissione per lo sviluppo regionale.

Pur rispettando il principio di sussidiarietà, ovviamente, ci aspettiamo che lei ci fornisca una guida, che si rivelerà utile. Il suo scopo non sarà quello di imporre costrizioni alle autorità locali, anzi servirà proprio ad aiutarle. Ci attendiamo che lei presenti degli indicatori – ovviamente tesi ad essere un sostegno, non un limite. Soprattutto ci aspettiamo che lei presenti gli elementi connessi al piano di viaggio. In alcuni paesi esiste già. In alcuni paesi siffatti piani sono persino obbligatori, sono del tutto vitali.

Consentitemi di citare un esempio. Nell’ambito dell’intergruppo per l’edilizia abitativa urbana, che ho l’onore di presiedere, abbiamo posto l’accento sulla crescita urbana degli ultimi anni: nell’arco di un decennio siffatta crescita è stata pari al triplo della superficie del Lussemburgo. Allora qual è la connessione con il dibattito di stasera? Il collegamento è diretto, in quanto gli utenti che risiedono in città viaggiano esattamente il 20 per cento in più ogni giorno a causa della crescita urbana e oltre il 70 per cento di essi usa la propria autovettura.

Tutto ciò per dire che, quando la commissione per lo sviluppo regionale le chiede di osservare la condizione dei piani di viaggio, oltre all’approccio integrato, afferma il principio generale che speriamo molto lei vorrà tenere in conto nel suo piano d’azione.

La questione ovviamente è già stata sollevata all’interno del nostro Intergruppo per l’edilizia abitativa urbana e vorremmo esprimerle la nostra gratitudine sin d’ora per aver tenuto in considerazione l’approccio integrato anche in questo caso.

Lei però oggi non ha risposto alle nostre domande, signor Commissario. Lei in effetti ha preso un impegno a metà per certi versi. E’ stato molto determinato in linea di principio, ma non ci ha dato alcuna garanzia.

La situazione in realtà è grave. Perché? Quattrocento milioni di europei vivono nelle aree urbane e sono esposti a condizioni di vita tali da costringerli a sprecare tempo ogni giorno bloccati nel traffico. Sappiamo che gli intasamenti sulle strade ci costano l’1 per cento del PIL. Mentre parliamo di piano di rilancio – un piano di rilancio economico – permettiamo che vengano sprecati miliardi di euro.

E’ necessario intraprendere un’azione rapida, signor Commissario, poiché questi piani sulla mobilità urbana sono un elemento cruciale del piano di rilancio, ma sono altresì cruciali in vista della sfida del cambiamento climatico dal momento che, come lei ha evidenziato, il 40 per cento dell’inquinamento viene riscontrato nelle città. Non vorrei poi tralasciare l’aspetto della sicurezza, considerando che due incidenti stradali su tre avvengono nelle aree urbane. Quando si sa che un decesso o un caso di lesioni gravi costano quasi un milione di euro, risulta chiara la portata dei costi economici ed umani che comporta ogni anno questa sfida della mobilità urbana.

Di conseguenza, per tutte queste ragioni concrete, alla vigilia delle elezioni europee, le chiediamo, signor Commissario, se possibile, nel corso delle conclusioni del dibattito di stasera, di andare oltre le proposte e le promesse. Non vogliamo promesse generiche, ma le chiediamo di prendersi un impegno verso un piano d’azione – il suo piano d’azione – in modo che i cittadini europei siano più inclini a recarsi alle urne il 7 giugno.

 
  
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  Reinhard Rack, a nome del gruppo PPE-DE. (DE) Signor Presidente, mi unisco al relatore, l’onorevole Savary, esprimendo il mio rammarico, in quanto la Commissione non è andata avanti con il suo progetto originale sul piano d’azione integrato.

Sono molti i motivi per cui tutte le parti in causa, dalle autorità locali fino all’Unione europea, stanno cercando di migliorare le condizioni del trasporto urbano. Sappiamo che la maggior parte della popolazione in Europa vive nelle aree urbane e che le attuali condizioni di trasporto sono tutt’altro che ottimali. Pertanto siamo tutti d’accordo sulla necessità di presentare delle proposte integrate su iniziativa del Parlamento nell’ambito del piano e della relazione dell’onorevole Savary, che ringrazio per l’impegno e per le proposte specifiche.

Al contempo, desidero evidenziare che i timori o le previsioni di molti non sono destinati a divenire realtà. Nessuno vuole privare i comuni o le autorità locali o regionali del diritto di configurare le condizioni del traffico. Vogliamo solamente prestare aiuto a livello europeo in modo che sia intrapresa un’azione sulla base di norme omogenee e ragionevoli che i comuni, le città e le autorità regionali possano accettare. Il principio di sussidiarietà non è in pericolo. In questo ambito vogliamo semplicemente contribuire a tutelarlo.

Per tale ragione, perseguendo l’interesse dei cittadini, continueremo ad adoperarci affinché, quando un cittadino si trova a dover percorrere dieci o venti chilometri in Europa, non si trovi in una zona a traffico limitato dove pensa si applichino le stesse norme della sua area solo per scoprire che in effetti vigono norme completamente diverse.

Nessuno vuole imporre una sorta di congestion charge o altre norme alle comunità, ma se tali misure già sono in atto, esse devono essere usate in un contesto che i cittadini riconoscono. Di fondo siamo d’accordo, in quanto da oltre cent’anni adottiamo un approccio comune sui segnali stradali. Lo stesso varrà anche in futuro per il presente ambito.

 
  
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  Saïd El Khadraoui, a nome del gruppo PSE. (NL) Innanzi tutto desidero ringraziare il relatore, onorevole Savary, e tutti coloro che hanno contribuito a conseguire il risultato finale per il lavoro svolto e il relatore in particolare per aver preservato, almeno sinora, un’istanza che avanziamo da lungo tempo, benché la Commissione abbia indicato la sua intenzione di abbandonare il piano d’azione.

Chiedo alla Commissione di intervenire quanto prima possibile. Nonostante l’esigua minoranza che in Parlamento ed evidentemente anche in seno alla Commissione e negli Stati membri, secondo cui dovremmo astenerci da tutte le materie che attengono all’ambito urbano, è del tutto palese che l’Europa offre un valore aggiunto quando si devono affrontare problemi significativi ed ampiamente condivisi.

La relazione contiene una serie di proposte interessanti. Una ovvia è la raccolta di informazioni, di dati raffrontabili che possono essere usati per identificare i problemi. Altre prevedono lo scambio e la promozione delle idee valide, l’incentivazione dell’innovazione tecnologica, la garanzia dell’interoperabilità dei sistemi, l’incoraggiamento rivolto alle città di redigere piani sulla mobilità per giungere ad una mobilità sostenibile. Questi e altri esempi riguardano chiaramente questioni che devono essere organizzate a livello europeo nel tentativo di rendere più vivibili, più accessibili e più sostenibili le nostre città. Confido pertanto nella Commissione affinché si occupi della questione nell’interesse dei nostri concittadini.

 
  
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  Michael Cramer, a nome del gruppo Verts/ALE. (DE) Signore Presidente, onorevoli colleghi, anch’io porgo i miei ringraziamenti al relatore.

Nel contesto del cambiamento climatico il trasporto urbano svolge un ruolo centrale, poiché rappresenta il 70 per cento di tutte le emissioni inquinanti. Riusciremo infatti a conseguire i nostri obiettivi in materia di protezione del clima, solamente se cambiamo la politica dei trasporti nell’UE. Il potenziale maggiore è nelle città, dove il 90 per cento di tutti i tragitti in macchina è inferiore ai 6 chilometri e quindi sussiste un margine per incentivare l’uso dell’autobus, del tram, della bicicletta o dei percorsi a piedi.

Siamo del tutto lieti che la maggioranza acconsenta a stanziare fondi comunitari solo alle città con oltre 100 000 abitanti purché presentino un piano di mobilità sostenibile. Ci dispiace che non sia stata approvata la nostra proposta di introdurre un limite di velocità generalizzato di 30 km orari, con l’opzione per le città di fissare limiti superiori su certe strade in ottemperanza al principio di sussidiarietà. Questa possibilità, oltre ad essere positiva per il clima, ridurrebbe il numero di incidenti stradali. Ogni anno muoiono 40 000 persone sulle strade europee: le vittime sono decisamente troppe.

 
  
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  Johannes Blokland, a nome del gruppo IND/DEM. (NL) Innanzi tutto ringrazio l’onorevole Savary per la positiva collaborazione. Egli ha redatto una relazione valida in stretta cooperazione con i relatori ombra.

Il testo indica chiaramente che la mobilità urbana è parte del settore dei trasporti, un comparto ricco di sfide e di opportunità. Le sfide riguardano gli obiettivi europei sul cambiamento climatico, il controllo degli intasamenti stradali, la sicurezza sulle strade e la viabilità, mentre le opportunità toccano la sfera dello sviluppo economico sostenibile e, strettamente legata a questo elemento, la crescita dell’impiego del trasporto interno.

Visto che la relazione è eccellente ed è giusto tenere in dovuta considerazione il principio di sussidiarietà, desidero brevemente parlare del collegamento tra mobilità urbana e trasporto interno. Lo sviluppo economico sostenibile in Europa, soprattutto nel settore del trasporto e nelle aree urbane, dipenderà largamente dall’uso delle vie interne navigabili. Molte città europee sono dotate di vie navigabili interne e di conseguenza hanno l’innata capacità di soddisfare la crescente domanda di trasporto in maniera sostenibile. Dopo tutto l’aumento di questo tipo di trasporto interno non richiede grandi investimenti infrastrutturali, non intensifica la congestione delle città europee e non aggrava i problemi ambientali e climatici nelle città europee, purché vengano usati motori e carburanti puliti. Se la capacità di trasporto interno esiste già nelle città europee, tale capacità va usata e promossa.

Il futuro della mobilità urbana pertanto è strettamente connesso al futuro del trasporto interno. Chiedo quindi alla Commissione europea di tenere ben presenti gli interessi di questo comparto quando redigerà la nuova normativa sulla mobilità urbana.

 
  
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  Renate Sommer (PPE-DE). - (DE) Signor Presidente, discutiamo del trasporto urbano nell’UE da lungo tempo. Perché esattamente? Non abbiamo nemmeno la competenza per farlo. Tale facoltà originariamente era stata ravvisata perché circa l’80 per cento della popolazione vive nelle aree urbane e, in ragione del cambiamento climatico, volevamo assumercene la responsabilità.

Fortunatamente, grazie alle nostre proteste, siamo riusciti a ridimensionare le ambizioni della Commissione europea in merito al piano d’azione sul trasporto urbano. Ringrazio quindi il commissario Tajani per la grande comprensione. “Subsidere” infatti significa sostenere, non prescrivere, ma ovviamente, essendo italiano, egli conosce i fondamenti del latino meglio di me, che sono tedesca.

Il punto importante per me è innanzi tutto che la relazione, la relazione del Parlamento, evidenzi la stretta osservanza con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità. In materia di traffico urbano è inammissibile varare misure legislative varate sul piano europeo, mentre è nostro compito adottare misure di sostegno. E’ pertanto opportuno favorire le riflessioni e lo scambio delle migliori prassi. Non dobbiamo tutti reinventare la bicicletta. Spetta alle città avanzare le soluzioni, che quindi devono essere elaborate dalle autorità locali, poiché solo loro sanno quali sono le necessità.

I comuni devono tenere conto di situazioni molto variegate e quindi devono avere sufficiente spazio di manovra, soprattutto se devono mantenere vivo il proprio centro. Il centro città è un’attrattiva importante per le città. E’ quindi importante non escludere le autovetture private e concentrarsi maggiormente sulla logistica urbana. Vorrei infatti che ci fosse un maggiore sostegno alla ricerca sulla logistica degli spazi commerciali in città. In questo modo, si allevierebbe la pressione a livello urbano.

E’ altresì importante tenere conto del cambiamento demografico. La società sta andando incontro ad un fenomeno costante di invecchiamento. I requisiti della mobilità ed i requisiti residenziali stanno cambiando. Se vogliamo ridurre il traffico, la popolazione deve avere la possibilità di soddisfare le proprie esigenze nei pressi del luogo in cui vive, e questa è altresì una sfida per il commercio al dettaglio. Tutto il resto va semplicemente a favore della campagna.

Non abbiamo bisogno di un osservatorio sulla mobilità urbana. Costerebbe un sacco di soldi e genererebbe una quantità enorme di carta destinata solamente a finire negli archivi di Bruxelles.

 
  
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  Maria Eleni Koppa (PSE). - (EL) Signor Presidente, la relazione sulla mobilità urbana forma una parte importante della mobilità viabile in Europa ed una parte integrante della strategia atta a conseguire una crescita sostenibile e gli obiettivi di Lisbona.

La sfida concerne le azioni innovative da adottare e le misure legislative da varare per migliorare in maniera sostanziale la qualità della vita dei cittadini che abitano nelle aree urbane. E’ assodato che la vita quotidiana dei cittadini europei è diventata considerevolmente più difficile a causa dello stress dovuto alla necessità di spostarsi, al traffico, all’inquinamento, al rumore e al deterioramento ambientale. Pertanto bisogna trovare un equilibrio tra l’ambizione, da un lato, di sviluppare una politica comune sui trasporti come diritto alla mobilità e come parte importante della crescita economica e, dall’altro, un approccio integrato volto ad allentare la congestione sulle strade e a rendere un contributo sostanziale nella lotta al cambiamento climatico.

In definitiva, si dovrebbe promuovere una vita più umana. Dobbiamo sviluppare modalità combinate di trasporto quanto prima possibile e dare ai cittadini le informazioni sulle reti di trasporto urbano in modo che siano in grado di scegliere.

Anch’io desidero porgere le mie congratulazioni al relatore per questa ottima e sostanziale relazione e chiedo alla Commissione europea di non perdere altro tempo e di non sprecare energia per preparare il piano d’azione.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski (UEN).(PL) Signor Presidente, mi congratulo con l’onorevole Savary per come ha affrontato la materia. Il trasporto rappresenta un problema fondamentale nelle aree urbane. Siffatte tematiche, in virtù del principio di sussidiarietà, sono disciplinate da normative nazionali, soprattutto locali. Tuttavia, va riconosciuta l’importanza del problema e bisogna concertare un aiuto specifico e un coordinamento a livello europeo sia per la promozione di buone prassi che per la diffusione di soluzioni innovative, tecniche ed organizzative.

E’ necessario un sostegno speciale per favorire i sistemi di trasporto intelligente nelle aree urbane, atti a garantire una gestione efficiente del traffico e la sicurezza. Bisogna mettere insieme il potenziale di trasporto, la tecnologia d’informazione e le telecomunicazioni. Sono altresì necessarie soluzioni modali, basate su diversi mezzi di trasporto di massa e atte a ridurre la congestione nei centri cittadini. Reputo essenziale cambiare i modelli di pianificazione urbana in modo che il trasporto urbano sia più in linea con le esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Appoggio altresì l’idea di istituire uno strumento finanziario speciale per la mobilità urbana nella prossima prospettiva finanziaria.

Ricordiamoci quello che il relatore ha enfatizzato, ossia che l’80 per cento degli abitanti dell’UE vive nelle aree urbane. Queste persone perdono molto tempo a causa della disorganizzazione dei trasporti. Dobbiamo quindi intervenire affinché quel tempo non vada più sprecato.

 
  
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  Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, io posso nella replica ribadire il mio impegno a presentare il piano d’azione entro il 2009.

Mi rendo conto di quanto sia importante per la maggioranza dei parlamentari fare in fretta, ma – come ha sottolineato l'on. El Khadraoui – ci sono resistenze di tipo giuridico in più istituzioni europee, non soltanto nella Commissione, dobbiamo superarle convincendo chi ha delle perplessità, per dire che un piano d’azione del genere, ripeto, non va a violare il principio di sussidiarietà. Ripeto, avendo studiato per tanti anni il latino, conosco bene il significato della parola, quindi ha un significato positivo, ripeto quello di aiutare.

Noi vogliamo, anche dopo il dibattito che si è svolto oggi e dopo aver letto il testo presentato dall'on. Savary, andare avanti lungo la strada intrapresa. Non ci sono tentennamenti da parte mia, però per raggiungere l’obiettivo bisogna convincere più interlocutori ed ecco perché credo sia giusto farlo con delle argomentazioni forti dal punto di vista politico, dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista giuridico. Certamente, il testo elaborato dal Parlamento è un contributo importante per cercare di superare delle resistenze che io sono convinto potranno essere superate nei prossimi mesi e dare così ai cittadini europei un piano d’azione da parte della Commissione che terrà certamente in gran conto e in grande considerazione il lavoro che voi avete svolto in queste settimane e in questi mesi d'impegno.

Ecco perché io voglio ringraziarvi, riaffermando il mio impegno e la mia volontà di andare avanti nella direzione intrapresa dal mio predecessore, scelta anche dal Parlamento europeo, però volendo fare in modo che la scelta sia una scelta condivisa dal maggior numero possibile di persone in modo che il piano sia più efficace. Adottare il piano, magari guadagnando qualche settimana di tempo, senza trovare poi il pieno convincimento da parte di tutti, forse sarebbe una scelta poco utile per raggiungere gli obiettivi nei quali tutti quanti noi crediamo.

Ritengo però che dopo questo dibattito, dopo la scelta del Parlamento, qualche passo in avanti importante si sia fatto e quindi le istanze che provengono dalla maggioranza dei parlamentari, perché anche nel corso del dibattito ci sono state sfumature diverse per quanto riguarda il piano d’azione, però ripeto, credo che queste istanze potranno raggiungere il buon fine nei prossimi mesi.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. WALLIS
Vicepresidente

 
  
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  Gilles Savary, relatore. (FR) Signora Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente desidero rassicurare subito l’onorevole Sommer circa la discussione odierna. Sono state promulgate numerose leggi aventi per oggetto le autorità locali, ad esempio sulla concorrenza tra gli Stadtwerke, ovvero le aziende municipalizzate, e sugli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti, o le direttive sugli appalti pubblici.

Non è tuttavia di questo che parliamo oggi. L’argomento della nostra discussione si ricollega piuttosto al principio di sussidiarietà. Non si tratta infatti di decidere se una giunta locale, un comune o un’area urbana debbano o no istituire una zona 30 o favorire il trasporto ferroviario. Ho fatto in modo che non ripiegassimo su questo genere di dibattito.

Mi sono posto la seguente domanda: “Qual è il valore aggiunto che l’Unione europea può apportare?”. La risposta sta, in primo luogo, nel desiderio di agire. L’Unione europea non può accantonare la questione urbana nello stesso mese – il dicembre del 2008 – in cui, grazie al cancelliere, signora Merkel, e al presidente Sarkozy, si prefigge un piano particolarmente ambizioso a contrasto del cambiamento climatico.

Come possiamo imbarcarci nel piano del “tre volte venti”, a contrasto del cambiamento climatico, senza interessarci all’ambiente urbano, il fattore che esercita la maggiore influenza sul cambiamento climatico stesso?

E’ una questione di coerenza politica – di politica comunitaria, per la precisione –, avendo noi, come pure i governi, pattuito un piano a contrasto del cambiamento climatico. Si avverte la legittima esigenza di concentrarsi sull’ambiente urbano e non possiamo ignorarla, né nel settore dei trasporti né in nessun altro ambito.

Occorre tuttavia garantire che le giunte locali prendano decisioni sovrane. E’ vero che esse rappresentano un livello più vicino del nostro, ma possiamo comunque creare le condizioni affinché si confrontino e attuino uno scambio di migliori prassi e informazioni.

Possiamo incoraggiarle ad attuare piani di sviluppo urbano, un compito che non sono stati affatto in grado di svolgere.

Possiamo garantire che integrino tutte le modalità di trasporto:quello leggero, pubblico, ferroviario – l’onorevole Blokland ha ragione – e sulle vie navigabili interne.

Possiamo accrescere l’attrattiva del trasporto urbano per gli utenti.

Sono questi gli obiettivi cui puntiamo e che ci inducono a richiedere uno strumento finanziario. Esiste il programma "Marco Polo", che incoraggia il ricorso al trasporto combinato. Esistono i programmi URBAN e vari altri piani di incentivo a livello comunitario. Non li stiamo inventando al momento, ma sono operativi da anni.

Pur senza prevedere alcun aumento, la prossima prospettiva finanziaria dovrebbe essere riorientata verso il trasporto urbano. E’ questa la nostra proposta.

Per concludere, desidero ricordare al commissario Tajani – mi scuso, signora Presidente, ma sono il relatore – che, se domani otterremo una vasta maggioranza, dovrà invitare la Commissione ad agire, poiché abbiamo la legittimità necessaria e il Parlamento non è intervenuto da solo.

(Applausi)

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Marian-Jean Marinescu (PPE-DE), per iscritto.(RO) La qualità di vita dei cittadini europei dipende direttamente dalla fruibilità e dall’ecocompatibilità dei trasporti urbani. E’ pertanto fondamentale garantire che essi siano accessibili e interoperabili. Al contempo, gli stanziamenti a favore di questo genere di lavori pubblici rappresentano un modo efficace di investire le risorse dei piani di ripresa economica europeo e nazionali. In quest’ottica, i cittadini vengono considerati nella duplice veste di lavoratori, tramite la creazione di nuovi posti di lavoro, e beneficiari dei servizi di trasporto e del miglioramento nella qualità dell’ambiente.

Sono però numerose le iniziative e le raccomandazioni comunitarie per il miglioramento della mobilità urbana che richiedono un approccio integrato. L’osservanza del principio di sussidiarietà non esclude infatti l’esigenza di attuare un quadro normativo coerente, nonché di creare punti di riferimento comuni che comprendano, oltre alle stesse raccomandazioni integrate, una vasta scelta di migliori pratiche.

Ne consegue che le autorità locali dotate di competenze dirette nella materia avranno sia l’opportunità sia tutto l’interesse a consolidare la cooperazione con i soggetti coinvolti nello sviluppo sostenibile dei trasporti a livello locale e regionale.

Esorto a mia volta la Commissione europea a elaborare con la massima urgenza un piano d’azione per la mobilità urbana, al fine di accelerare un’integrazione uniforme nel settore nel quadro più ampio della rete di trasporto europea.

 
  
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  Dushana Zdravkova (PPE-DE), per iscritto.(BG) Le tecnologie e gli strumenti esistenti per il trasporto di merci e passeggeri all’interno delle aree urbane hanno raggiunto il proprio limite massimo. Non a caso, i centri europei di piccole dimensioni sono già soffocati dal traffico. Al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, occorre accelerare lo sviluppo e l’applicazione della ricerca e dell’innovazione scientifica nel settore della mobilità urbana. Concentrando le risorse sul mero potenziamento delle infrastrutture esistenti, non riusciremo di certo ad affrontare il continuo peggioramento della crisi. Occorre trovare nuove soluzioni intelligenti, che contrastino le problematiche legate al trasporto urbano non solo nell’immediato, ma anche in futuro. Per queste ragioni, guardo con favore all’idea di mettere a punto un programma Civitas di nuova generazione, poiché ritengo che dovremmo concentrarci sulla creazione della prossima generazione di tecnologie dell’informazione applicate alla gestione dei flussi di traffico.

La pianificazione integrata adottata negli ultimi anni trova una discreta applicazione nell’elaborazione dei piani urbanistici delle maggiori città europee.

L’istituzione e il finanziamento di una struttura permanente a livello comunitario, che riunisca e diffonda le migliori pratiche del settore, oltre a promuovere il confronto tra i portatori d’interesse di ogni regione dell’Unione, rappresenterà una nuova e fondamentale iniziativa a favore della mobilità sostenibile nelle aree urbane.

 
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