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Procedura : 2008/2217(INI)
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Testi presentati :

A6-0199/2009

Discussioni :

PV 22/04/2009 - 18
CRE 22/04/2009 - 18

Votazioni :

PV 23/04/2009 - 8.33
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0307

Discussioni
Giovedì 23 aprile 2009 - Strasburgo Edizione GU

9. Dichiarazioni di voto
Video degli interventi
PV
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  Presidente. − Onorevoli colleghi, desidero avanzare una proposta: poiché alcuni tra voi hanno presentato richiesta per diverse dichiarazioni di voto, quando vi concedo la parola vi prego di elencare tutte le vostre dichiarazioni di voto in un unico intervento.

 
  
  

Dichiarazioni di voto orali

 
  
  

- Relazione Casaca (A6-0184/2009)

 
  
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  Jim Allister (NI). - (EN) Signor Presidente, ogni giorno a un numero sempre maggiore di miei elettori risulta quasi impossibile arrivare alla fine del mese. Leggendo la relazione scopro che 1,6 miliardi di euro dei contribuenti sono stati destinati all’edificio che ospita il Parlamento europeo, e che 9,3 milioni di euro sono stati elargiti ai partiti politici rappresentati nel Parlamento; infine, trovo nuovamente un impegno a favore della riduzione del 30 per cento nelle emissioni di biossido di carbonio entro il 2020, ma nemmeno una parola a proposito delle più atroci delle emissioni – quelle che derivano dalle 12 inutili trasferte annue verso questa sede. Trovo sconcertanti le indicazioni della condotta di questo Parlamento che emergono da questa relazione.

 
  
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  Richard Corbett (PSE). - (EN) Signor Presidente, mi consenta di collocare le dichiarazioni dell’onorevole Allister all’interno del loro contesto. Il Parlamento europeo ha un costo pro capite di 1,74 sterline inglesi – cito il costo in sterline a beneficio dell’onorevole Allister. In confronto, la Camera dei Comuni ha un costo per cittadino di 5,75 sterline, mentre il costo della Camera dei Lord ammonta a 1,77 sterline pro capite nel Regno Unito. Pertanto, questo Parlamento è gestito in modo molto più economico per i cittadini.

Non dobbiamo, tuttavia, adagiarci sugli allori, bensì continuare a vigilare e ridurre i costi. Naturalmente, l’osservazione dell’onorevole Allister a proposito del costo delle 12 tornate annue è corretta. Ma una decisione in merito non spetta al Parlamento europeo: si tratta di una responsabilità degli Stati membri, i quali sfortunatamente a Edimburgo sotto la presidenza Major, hanno stabilito l’obbligo legale per il Parlamento europeo di riunirsi in questa sede 12 volte l’anno. Chiederei agli Stati membri di riesaminare la loro decisione.

 
  
  

- Relazione Søndergaard (A6-0150/2009)

 
  
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  Richard Corbett (PSE). - (EN) Signor Presidente, mi riferisco al discarico del Consiglio, che solleva nuovamente la questione del gentlemen’s agreement, che risale al periodo antecedente le elezioni dirette, il quale stabilisce che il Parlamento e il Consiglio, in qualità di rami dell’autorità legislativa, conservino appieno la responsabilità per il proprio bilancio interno, senza che un ramo analizzi il bilancio dell’altro, avanzando delle critiche.

Ritengo sia giunto il momento di riesaminare tale gentlemen’s agreement, anche in virtù del fatto che il bilancio del Consiglio comprende ora non solo il proprio bilancio amministrativo di istituzione che legifera congiuntamente con il Parlamento, ma anche un bilancio che diventerà potenzialmente più ampio in futuro, per funzioni esecutive nel campo di una politica estera e di sicurezza comune.

Non si è mai inteso applicare il gentlemen’s agreement alle funzioni esecutive, né nasconderle a una verifica parlamentare. Pertanto, credo sia davvero giunta l’ora di discutere con il Consiglio per riconsiderare l’accordo.

 
  
  

- Relazione Casaca (A6-0184/2009)

 
  
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  Astrid Lulling (PPE-DE).(FR) Signor Presidente, mi sono astenuta dalla votazione sul discarico del bilancio del Parlamento europeo del 2007, perché alcuni paragrafi di questa relazione prendono spunto dalla disinformazione e dalle non verità pubblicate dai media, specie qui a Strasburgo, a proposito del fondo pensione volontario.

Desidero rassicurare l’onorevole Cohn-Bendit del fatto che, come contribuente, non dovrà garantire i diritti degli aderenti al fondo che sono già in pensione, né delle persone a loro carico o delle vedove, né tantomeno quelli degli onorevoli parlamentari che non lavoreranno più per il Parlamento dopo il 14 luglio.

Se ritiene che i deputati aderenti al fondo non debbano partecipare alla votazione sul discarico, dovrebbe prima fare un po’ di ordine a casa propria. Infatti, si è ben guardato dall’astenersi dalle votazioni nel caso di crediti dal nostro bilancio utilizzati per finanziare indennità di cui ha beneficiato personalmente, ed è ora noto, in base alle norme sulla trasparenza, che in cinque anni ha partecipato solo una volta a una riunione di una commissione di cui fa parte. La sua proverbiale diligenza nei confronti dell’attività legislativa del Parlamento dovrebbe consigliargli maggiore discrezione – le dichiarazioni a ruota libera e le conferenze stampa non sono sufficienti. Ma non ci si può aspettare molto di meglio da un relitto del ’68.

Inoltre, signor Presidente, nessuna dichiarazione, seppur da parte dei presidenti dei gruppi politici, è in grado di modificare in qualsiasi modo le responsabilità di questo Parlamento, che sono scritte nella pietra.

 
  
  

- Relazione Fjellner (A6-0148/2009)

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - (EN) Signor Presidente, abbiamo appena approvato il finanziamento di una nutrita gamma di agenzie europee ed enti parastatali – l’Agenzia europea per i medicinali, il Frontex, e così via – e confesso che ritengo che sussistano tre ragioni per fare delle obiezioni. Esiste un argomento contrario vicino alle posizioni degli euroscettici, uno di natura legale e uno di carattere democratico.

Credo che le motivazioni degli euroscettici avranno poco seguito in quest’Aula, poiché si tratta dell’osservazione scontata che tutto ciò non spetti a Bruxelles. Anche le motivazioni di natura legale dubito abbiano presa tra noi, ovvero, che molte di queste agenzie, sebbene avrebbero tratto grande forza giuridica dal trattato di Lisbona o dalla Costituzione europea, attualmente non sono dotate di una vera e propria base giuridica. Sospetto, invece, che le motivazioni di carattere democratico possano avere una qualche parvenza di autenticità anche di fronte ai colleghi federalisti: quando un parlamento come questo affida la gestione quotidiana delle proprie politiche a degli organismi distanti – di tanto in tanto, forse una volta l’anno, riceviamo la visita di qualche comitato – e si aspetta che siano essi ad attuare le politiche europee, mentre noi ci limitiamo a emettere diligentemente degli assegni anno dopo anno, di fatto inficiamo il tenore democratico dell’UE.

Il premio Nobel Hayek ha dichiarato che la delegazione del potere ad agenzie esterne, sebbene sia una pratica diffusa, costituisce il primo passo con cui una democrazia abdica dai propri poteri. Gli onorevoli colleghi qui presenti, compresi i federalisti e gli euroscettici, dovrebbero essere consapevoli di tale pericolo.

 
  
  

- Relazione Grosch (A6-0215/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE).(ET) I miei commenti sono davvero numerosi. Non mi è mai accaduto in passato, ma ritengo che sia importante farlo quest’oggi. Innanzi tutto, desidero fare riferimento alla relazione dell’onorevole Grosch, a favore della quale ho votato, sostenendo anche le raccomandazioni della commissione per i Trasporti e il turismo, poiché ritengo che si debba approvare un provvedimento riformulato e aggiornato, in luogo dei due provvedimenti relativi ai servizi di trasporto con autobus. In questo modo si garantirà maggiore chiarezza e si ridurrà la burocrazia.

 
  
  

- Relazione Ticău (A6-0210/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Segue la relazione dell’onorevole Ţicău. Ho sostenuto anche questa, perché rende possibile un’attuazione maggiormente omogenea delle nuove norme in materia di trasporto su strada. Credo che, in virtù della natura internazionale di tale settore, dovremmo prevedere la possibilità di consentire ricerche da parte dei registri di tutta Europa, al fine di tutelare meglio i clienti dalla concorrenza sleale.

 
  
  

- Relazione Grosch (A6-0211/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Anche io ho sostenuto la relazione dell’onorevole Grosch, in quanto riguarda i trasporti e contribuisce a migliorare l’efficienza e la sicurezza del mercato interno dei trasporti su strada, a ridurre i costi amministrativi e a consentire una concorrenza più equa. Credo che nel quadro dell’integrazione del mercato comune europeo, negli anni a venire dovremo eliminare le restrizioni all’accesso ai mercati interni degli Stati membri.

 
  
  

- Relazione Ticău (A6-0254/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La seconda relazione dell’onorevole Ţicău, sull’efficienza energetica degli edifici ha ottenuto il mio sostegno poiché contribuirà a vincere le sfide che l’Europa deve affrontare nei settori dell’offerta e della domanda di energia. Significa che consentirà il risparmio del 20 per cento dei consumi energetici grazie a una maggiore efficienza energetica. Gli investimenti nel settore energetico daranno nuovo vigore all’economia europea, poiché creeranno lo stesso numero di posti di lavoro, se non addirittura un numero maggiore, degli investimenti nelle infrastrutture tradizionali. Una maggiore efficienza energetica è il modo più efficace per l’Unione europea di raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni di biossido di carbonio, di creare nuovi posti di lavoro, e di ridurre la crescente dipendenza dell’Unione europea dai fornitori esterni di energia.

 
  
  

- Relazione Jean-Paul Gauzès (A6-0191/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione dell’onorevole Gauzès – non sono certo di saper pronunziare correttamente il suo nome – riguarda le agenzie di rating e l’ho sostenuta poiché i difetti e gli errori dei meccanismi di rating e della sistema di vigilanza delle stesse hanno contribuito all’insorgenza dell’attuale crisi finanziaria. Il fatto che esista solo un numero esiguo di queste agenzie, e che queste operino a livello globale e che spesso abbiano sede al di fuori dell’Unione europea, fa dubitare quanto possa essere efficace la normativa europea in questo settore. Concordo che si debba intensificare la collaborazione tra l’UE e i paesi terzi per risolvere il problema, e che ciò costituisca l’unico mezzo per raggiungere un assetto normativo armonioso.

 
  
  

- Relazione Teychenné (A6-0209/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Riguardo alla relazione sui diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per le vie navigabili interne, è positivo che si adottino dei provvedimenti in questo settore, perché così facendo si contribuisce a estendere i diritti degli europei che utilizzano tali mezzi di trasporto, garantendo ai nostri consumatori uguali diritti quando si utilizzano mezzi di trasporto differenti.

 
  
  

- Relazione Albertini (A6-0250/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione dell’onorevole Albertini relativa ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus contribuirà finalmente all’eliminazione delle ineguaglianze esistenti nell’Unione europea, garantendo pari trattamento a tutti i passeggeri, come già avviene nel trasporto aereo e ferroviario. Poiché questo provvedimento fa riferimento sia agli operatori dei trasporti che ai passeggeri, e stabilisce diversi nuovi obblighi per gli operatori, è ragionevole concedere un periodo lievemente più lungo ai fornitori di trasporti, al fine di ottenere risultati migliori.

 
  
  

- Relazione Jensen (A6-0226/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione dell’onorevole Jensen è relativa ai sistemi di trasporto intelligenti – la cui attuazione ne ha dimostrato l’efficacia – rendendo i trasporti più efficienti e sicuri, e contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo politico di rendere i trasporti più ecologici. Per tali ragioni ho votato a favore della relazione.

 
  
  

- Relazione Stockmann (A6-0217/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione dell’onorevole Stockmann sul programma Marco Polo II merita il nostro sostegno, poiché rende possibile la riduzione del congestionamento delle reti autostradali, migliora i mezzi di tutela ambientale dei sistemi di trasporto e promuove l’abbinamento di mezzi di trasporto diversi. Tuttavia, mi preoccupa che ogni anno diminuisca il numero di richieste di assistenza finanziaria. Sono, pertanto, in calo i progetti che potrebbero essere finanziati nell’ambito di questo programma.

 
  
  

- Relazione Duchoň (A6-0220/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Ho sostento la relazione dell’onorevole Duchoň, perché, ancora oggi, i trasporti ferroviari svolgono un ruolo determinante nel quadro dei trasporti europei, nonostante il continuo calo del trasporto ferroviario di merci. L’ho sostenuta, inoltre, perché concordo con il relatore che la legislazione in materia debba essere predisposta in modo tale che, in futuro, la rete ferroviaria diventi più efficiente per tutti gli utenti.

 
  
  

- Relazione Bowis (A6-0233/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Questa mattina abbiamo discusso e, da poco anche votato, su alcune relazioni riguardanti il pacchetto per l’assistenza sanitaria. Ho sostenuto la tutela dei diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera, poiché ritengo che i parlamentari eletti al Parlamento europeo hanno accettato troppo a lungo che fossero gli avvocati a legiferare in questa materia. Le leggi devono essere scritte dai politici, vale a dire, dai parlamentari eletti dai cittadini europei. Si tratta dell’ultima occasione per affrontare e approvare questa direttiva.

 
  
  

- Relazione Trakatellis (A6-0231/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione dell’onorevole Trakatellis sulle malattie rare è complementare alla relazione sui diritti dei pazienti da me sostenuta, sebbene non abbia sostenuto la raccomandazione n. 15 di quella relazione, poiché ritengo che il testo appartenga al secolo scorso, e che la politica non debba interferire con la ricerca in campo genetico.

 
  
  

- Relazione Savary (A6-0199/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) La relazione sul traffico urbano e sul piano d’azione sulla mobilità urbana ha avuto il mio voto, poiché i trasporti urbani svolgono un ruolo molto importante nel settore del trasporto merci e passeggeri dell’Unione europea. Conseguentemente, la predisposizione di una strategia ad hoc per il trasporto urbano è del tutto giustificata.

 
  
  

- Relazione Jensen (A6-0227/2009)

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE). - (ET) Infine, desidero citare la relazione dell’onorevole Jensen sul piano d’azione per i sistemi intelligenti di trasporto, poiché quest’azione intende focalizzarsi sulla coerenza geografica.

 
  
  

- Relazione Gauzès (A6-0191/2009)

 
  
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  Daniel Hannan (NI). - Oggi si celebra l’anniversario dell’inglese più illustre, e forse il più grande commediografo e scrittore che l’umanità abbia conosciuto. E’ una caratteristica dell’opera di Shakespeare che. qualunque sia il bagaglio di esperienze con cui ci accostiamo ad essa, la luce che tali opere riversano sulle nostre esperienze è sempre maggiore di quella che le nostre esperienze possono apportare ad esse. Non posso fare a meno di citare il discorso pronunciato in punto di morte da Giovanni di Gaunt, tratto dal "Riccardo II", che non solo descrive magistralmente i nostri problemi di bilancio nel Regno Unito, ma anche la situazione esistente qui in Europa.

Iniziamo con il bilancio:

“questa cara, adorata nostra terra,

[...] ora è ceduta in semplice affittanza

- e mi vien da morire solo a dirlo -,

al pari d'un qualunque fondo rustico

o d'una fattoria da quattro soldi."

Ora ascoltate la sua descrizione del trattato di Lisbona o della Costituzione europea:

“E così l'Inghilterra,

cinta da questo trionfante mare,

la cui costa, con l'alte sue scogliere

respinge l'invido, perenne assedio

dell'equoreo Nettuno,

è ora cinta solo di vergogna,

di scartafacci imbrattati d'inchiostro

e di vari strumenti d'ipoteca

vergati su marcite pergamene.

Questa nostra Inghilterra,

usa da sempre a conquistare gli altri

fa ignominiosa conquista di sé.”

Se esiste una descrizione migliore di questa, ebbene non l’ho ancora trovata.

 
  
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  Presidente. − Non ero al corrente del suo talento rapsodico. Ha declamato molto bene.

 
  
  

- Relazione Ticău (A6-0254/2009)

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, quando nel Parlamento europeo mettiamo ai voti delle questioni dovremmo assicurarci di assumere una leadership morale.

E’ giusto che qui si discuta di efficienza energetica. In tutta onestà non ho obiezioni in tal senso, né a livello europeo, né a quello nazionale o locale. Ritengo che si possa agire meglio a livello locale, ma è positivo condividere le idee e le buone prassi sia a livello europeo che nazionale.

Tuttavia, nell’assumere tale leadership, dobbiamo poter dimostrare di avere le carte in regola per assumere tale leadership morale. Come possiamo parlare di efficienza energetica degli edifici quando continuiamo a svolgere la nostra attività in due aule parlamentari, una qui a Strasburgo e una a Bruxelles? Che dire delle emissioni di biossido di carbonio del Parlamento a Strasburgo che ammontano a decine di migliaia di tonnellate ogni anno? E’ giunta ora di porre fine a questa ipocrisia, di dimostrare la nostra leadership e chiudere il Parlamento a Strasburgo.

 
  
  

- Relazione Bowis (A6-0233/2009)

 
  
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  Syed Kamall (PPE-DE). - (EN) Signor Presidente, mi consenta di esordire rendendo omaggio al collega Bowis, cui tutti noi auguriamo una pronta guarigione. Ringrazio il cielo che abbia potuto usufruire del sistema sanitario di un altro paese. Infatti, come cittadino del Regno Unito ha potuto usufruire dell’eccellente sistema sanitario del Belgio.

Questa relazione indica alcuni passi nella giusta direzione per consentire ai cittadini di tutta l’Unione europea di decidere dove recarsi per ricevere prestazioni di assistenza sanitaria. Se forniamo ai pazienti i dati sui tassi di recupero per le diverse malattie in un certo numero di paesi e li lasciamo liberi di decidere, saranno in grado di individuare il paese in cui possono ottenere la migliore guarigione. Poter beneficiare di tali prestazioni sanitarie costituisce un passo nella giusta direzione.

Ho spesso criticato alcune iniziative discusse in questa sede, ma ritengo che questa volta si tratti di un’iniziativa positiva. Siamo ansiosi di offrire una possibilità di scelta e servizi migliori ai pazienti di tutta l’Unione europea.

 
  
  

- Relazione Crowley (A6-0070/2009)

 
  
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  Zuzana Roithová (PPE-DE). – (CS) Desidero spiegare il mio voto contrario alla relazione Crowley sulla durata della protezione del diritto d’autore, che non è stata considerata adeguatamente ma che dovrebbe influire sul prezzo pagato dai consumatori per la musica nei prossimi 45 anni. E’ mio desiderio sostenere gli artisti comuni, e a tal fine abbiamo bisogno di norme che disciplinino i termini contrattuali e la gestione collettiva, e che stabiliscano un sistema di previdenza sociale e pensionistico, o che apportino dei cambiamenti tariffari delle licenze. Gli studi d’impatto dimostrano che solo il 2 per cento delle entrate sono condivise con gli artisti comuni, mentre il resto va alle case discografiche e agli artisti più noti. La distribuzione successiva nuocerà ai piccoli artisti emergenti, facendo anche pagare centinaia di milioni di euro in più a consumatori e contribuenti. La proposta complica la situazione di biblioteche, archivi, scuole d’arte e case cinematografiche indipendenti. Non vi è un impatto preciso sugli artisti del settore audiovisivo. Tutte le autorità legali hanno lanciato dei moniti contro questa proposta e, pertanto, ho espresso voto contrario.

 
  
  

- Relazione Jensen (A6-0226/2009)

 
  
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  Brigitte Fouré (PPE-DE).(FR) Signor Presidente, ho votato a favore della relazione dell’onorevole Jensen, ovvero la relazione sulla proposta di direttiva per la diffusione di sistemi di trasporto intelligenti. L’obiettivo della direttiva è garantire l’interoperabilità delle tecnologie di informazione e comunicazione utilizzate nei sistemi di trasporti.

Si deve promuovere l’innovazione nel settore dei trasporti, in particolare laddove può migliorare la sicurezza dei veicoli. La verità è che l’innovazione perderà la sua utilità se non garantiamo che possa essere applicata in tutto lo spazio europeo.

Questa direttiva deve consentirci di contribuire a ridurre il numero di decessi sulle strade d’Europa, riducendo sia il rischio di collisioni che la gravità degli incidenti. Desidero ricordare che l’Unione europea si è data l’obiettivo di dimezzare i morti sulle strade entro il 2010, rispetto ai dati del 2000.

In tal senso, mi rammarico che la direttiva sulla cooperazione transfrontaliera in materia di sicurezza stradale, da noi adottata diversi mesi fa, non sia ancora stata adottata dai ministri dei trasporti europei, poiché anch’essa consentirebbe di risparmiare delle vite, agevolando l’applicazione di sanzioni contro i conducenti che infrangono la legge in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del veicolo.

 
  
  

- Relazione Duchoň (A6-0220/2009)

 
  
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  Brigitte Fouré (PPE-DE).(FR) Per quanto concerne la relazione dell’onorevole Duchoň sui corridoi per il trasporto merci ferroviario, desidero dichiarare che il Parlamento europeo ha appena adottato questa relazione relativa alla rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo. Ho votato a favore della relazione che dovrebbe consentire un potenziamento e un miglioramento del trasporto ferroviario.

Un’azione europea in questa direzione era necessaria. Il modo in cui il trasporto merci funziona attualmente è, infatti, insoddisfacente: offre troppo poche garanzie in termini di affidabilità degli orari alle imprese che desiderano utilizzare il mezzo ferroviario per il trasporto delle merci.

Dobbiamo dunque rendere il trasporto merci per ferrovia più attraente per le imprese, poiché se una parte delle merci trasportate su strada si spostano sui trasporti ferroviari, vi sarà un tenore inferiore di emissioni di gas serra e avremo meno autocarri bloccati nel traffico per strada e sulle autostrade.

Auspico, pertanto, che i ministri dei trasporti degli Stati membri seguiranno il cammino aperto dal Parlamento europeo verso una migliore rete di trasporto merci ferroviario.

 
  
  

- Relazione Trakatellis (A6-0231/2009)

 
  
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  Bernd Posselt (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, ho votato contro la relazione dell’onorevole Trakatellis a causa dello scandaloso emendamento n. 15, che confonde la terapia per le malattie con l’uccisione di esseri umani prima della nascita e sconfina nell’eugenetica. Dobbiamo essere assolutamente chiari in merito: gli esseri umani hanno diritto alla vita dal momento in cui l’ovulo e lo spermatozoo si fondono, sino alla morte naturale, e questo emendamento mette essenzialmente in dubbio tale diritto alla vita. Su tale base, un essere umano non ancora nato non avrebbe diritto alla vita per il solo fatto di aver contratto una malattia. Tutto ciò va contro la medicina: si tratta di omicidio.

Per tale ragione la relazione dell’onorevole Trakatellis è inaccettabile e questo emendamento è scandaloso e getta discredito su questo Parlamento, il quale ha invece ripetutamente tutelato la bioetica e la vita umana prima della nascita.

 
  
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  Ingeborg Gräßle (PPE-DE). - (DE) Signor Presidente, per la prima volta da quando sono diventata parlamentare in questa Assemblea ho votato contro nella votazione sul discarico della Commissione e desidero illustrare le mie ragioni. Il mio principale timore è il modo in cui la Commissione europea ha gestito l’adesione di due nuovi paesi: Romania e Bulgaria.

Numerosi problemi sono i problemi da combattere in Romania e Bulgaria, come la corruzione diffusa, che ha fatto sparire forti somme di denaro, denaro europeo. La Commissione ha iniziato a congelare tali finanziamenti solo a partire dal 2008. Abbiamo perso molto denaro nel 2007 e ora ci confrontiamo con sistemi di controllo che funzionano a mala pena, oppure funzionano solo in modo intermittente. In Romania esiste una corruzione dilagante e vi sono problemi da risolvere in ambito giudiziario. Tutto ciò deve essere imputato al processo di preadesione.

Desidero inviare un segnale, e dire alla Commissione europea che, in futuro, deve gestire diversamente le adesioni di nuovi paesi, e che, se solo avesse voluto farlo prima con altri paesi, ora ci troveremmo in una situazione molto più felice.

Desidero chiedere alla Commissione sia di assistere entrambi questi paesi nell’attuazione di sistemi di controllo finanziari degni di tale nome, che di contribuire a risolvere le debolezze sistemiche di questi due paesi. Altrimenti, ci troveremo di fronte a un problema permanente, una perdurante spina nel fianco di tutta l’Europa.

 
  
  

Dichiarazioni di voto scritte

 
  
  

- Relazione Casaca (A6-0184/2009)

 
  
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  Alexander Alvaro (ALDE), per iscritto. (DE) Oggi il Parlamento europeo ha votato la relazione dell’onorevole Casaca sul discarico relativo all’esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l’esercizio 2007. La relazione ha anche affrontato la questione del fondo pensione del Parlamento europeo.

Il fondo pensione del Parlamento europeo è un fondo volontario, e si trova ora in una situazione finanziaria di sofferenza, avendo accumulato un deficit.

Il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa si oppone all’utilizzo di entrate tributarie per coprire tale deficit. E’ irresponsabile aspettarsi che siano i contribuenti europei a pagare per tali perdite. Qualsiasi progetto che vada in tale direzione deve essere arrestato. Il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa al Parlamento europeo ha votato contro il discarico relativo all’esecuzione del bilancio del Parlamento europeo. La possibilità di utilizzare entrate fiscali per ripianare il deficit non è stata del tutto esclusa.

 
  
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  Richard James Ashworth (PPE-DE), per iscritto. (EN) I conservatori britannici non hanno potuto approvare il discarico del bilancio europeo 2007, sezione I, Parlamento europeo. Insistiamo che il bilancio parlamentare deve valere quanto costa al contribuente europeo e, pertanto, sosteniamo la maggior parte dei contenuti della relazione del relatore. In particolare, costatiamo con favore i progressi compiuti nell’esecuzione del bilancio, come riconosciuto nella relazione della Corte dei conti del 2007. Sosteniamo, inoltre, i commenti del relatore a proposito del fondo pensione volontario dei parlamentari. Tuttavia, in linea con la nostra impostazione tradizionale, continueremo a votare contro la concessione del discarico fintanto che non costateremo dei progressi effettivi verso il raggiungimento di una dichiarazione di affidabilità positiva da parte della Corte dei conti europea.

 
  
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  Monica Frassoni (Verts/ALE), per iscritto. − (EN) Oggi, il Gruppo Verde ha votato a favore della relazione dell’onorevole Casaca sul discarico del Parlamento europeo nel 2007.

Vogliamo porre in rilievo che, con l’adozione della relazione in seduta plenaria, i vertici del Parlamento devono assumersi le proprie responsabilità e agire immediatamente sul testo adottato in materia del fondo pensione volontario. Dovrebbero, inoltre, prendere delle decisioni più nette, affinché in nessun caso si proceda al salvataggio del fondo pensione volontario con finanziamenti straordinari del bilancio europeo, sia diretti che indiretti, e affinché l’elenco dei partecipanti al fondo diventi pubblico senza ulteriori indugi.

Deve diventare chiaro che, per quanto il Parlamento debba garantire i diritti pensionistici dei propri deputati, deve anche avere il pieno controllo del fondo e delle relative politiche di investimenti. Ci aspettiamo che tali decisioni vengano prese prima della fine di aprile 2009.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE), per iscritto. (EN) Mi sono astenuta, in quanto sono un’aderente del fondo pensioni.

 
  
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  Jens Holm e Eva-Britt Svensson (GUE/NGL), per iscritto. (EN)Abbiamo votato contro la relazione dell’onorevole Casaca sul discarico 2007 del Parlamento europeo per tre ragioni. Innanzi tutto, siamo contrari al finanziamento del fondo pensioni volontario dei parlamentari con denaro dei contribuenti. Secondo, ci opponiamo all’utilizzo dei soldi dei contribuenti per un fondo pensione i cui partecipanti e beneficiari sono coperti da segreto e non vengono pubblicati.

Terzo, siamo fermamente contrari all’utilizzo di ulteriori fondi dei contribuenti per ripianare l’attuale deficit del fondo, causato da investimenti di natura speculativa. Sosteniamo i paragrafi 105 e 109 della relazione, che pongono rimedio ad alcune obiezioni da noi sollevate rispetto al fondo pensioni volontario degli europarlamentari. Tuttavia, poiché la relazione dell’onorevole Casaca non modifica l’attuale situazione, abbiamo votato contro la concessione del discarico relativamente all’esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l’esercizio finanziario 2007.

 
  
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  Kartika Tamara Liotard e Erik Meijer (GUE/NGL), per iscritto. (EN)Abbiamo votato contro la relazione dell’onorevole Casaca sul discarico 2007 del Parlamento europeo per tre ragioni. Innanzi tutto, siamo contrari al finanziamento del fondo pensioni volontario dei parlamentari con denaro dei contribuenti. Secondo, ci opponiamo all’utilizzo dei soldi dei contribuenti per un fondo pensione i cui partecipanti e beneficiari sono coperti da segreto e non vengono pubblicati.

Terzo, siamo fermamente contrari all’utilizzo di ulteriori fondi dei contribuenti per ripianare l’attuale deficit del fondo, causato da investimenti di natura speculativa. Sosteniamo i paragrafi 105 e 109 della relazione, che pongono rimedio ad alcune obiezioni che abbiamo sollevato rispetto al fondo pensioni volontario degli europarlamentari. Tuttavia, poiché la relazione dell’onorevole Casaca non modifica l’attuale situazione, abbiamo votato contro la concessione del discarico relativamente all’esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l’esercizio finanziario 2007.

 
  
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  Toine Manders (ALDE) , per iscritto. – (NL) Sfortunatamente, non ho potuto essere presente nella parte iniziale della votazione, tuttavia, condivido appieno i contenuti delle relazioni sul discarico, in particolare quella dell’onorevole Casaca. Sarebbe irresponsabile se noi, in questo difficile momento, dovessimo colmare il deficit del fondo pensione con il denaro del contribuente. L’esistenza di un deficit è una questione che riguarda il fondo e i suoi aderenti, non il contribuenti.

I deputati sono citati ad esempio e debbono essere prudenti nell’utilizzare fondi comunitari, sia che si tratti retribuzioni, che di pensioni che di rimborsi spese. Pertanto, sono lieto del fatto che il Parlamento europeo abbia dato il suo assenso alla relazione.

 
  
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  Carl Schlyter (Verts/ALE), per iscritto. (SV) Mi rifiuto di concedere il discarico a un’istituzione che sperpera più di un miliardo di euro per un fondo pensioni volontario, due terzi del quale sono finanziati da fondi pubblici. I parlamentari europei coinvolti nell’operazione debbono accettare una riduzione delle loro pensioni di lusso, proprio come i lavoratori a basso reddito sono stati costretti ad accettare una riduzione delle loro. Il discarico è relativo al 2007, ma non possiamo attendere un anno per esprimere delle critiche nei confronti di una decisione presa nel 2008 relativamente a dei pagamenti straordinari al fondo pensione.

 
  
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  Olle Schmidt (ALDE), per iscritto. (SV) Mi sono astenuto dalla votazione in quanto sono uscita dal fondo pensione il 21 aprile 2009 e, pertanto, non volevo influenzarne l’esito.

 
  
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  Kathy Sinnott (IND/DEM), per iscritto. (EN) Noi eurodeputati siamo tenuti a rappresentare e servire i popoli d’Europa. Tutti i nostri elettori soffrono a causa delle conseguenze della crisi economica, in particolare per la perdita e la riduzione delle pensioni. Nella mia circoscrizione elettorale di Munster, in Irlanda, diversi lavoratori devono affrontare una vecchiaia molto incerta poiché i fondi a cui hanno contribuito hanno perso notevole valore, oppure in alcuni casi hanno del tutto perso la pensione a causa del fallimento delle società coinvolte.

Nella votazione su questa relazione, sono lieto di dichiarare di essere parte in causa, come richiede il regolamento parlamentare. In quanto aderente, verso dei contributi al fondo pensione. Tuttavia, non ritengo che sussistano i presupposti per un conflitto di interessi.

Non mi sembra ragionevole che gli eurodeputati si aspettino l’immunità. Dobbiamo sostenere anche noi l’onere della crisi economica. In quanto membro del Parlamento europeo, pongo al primo posto i diritti dei cittadini e non i miei.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard (GUE/NGL), per iscritto. (EN) Ho votato contro la relazione dell’onorevole Casaca sul discarico 2007 del Parlamento europeo per tre ragioni. Innanzi tutto, siamo contrari al finanziamento del fondo pensioni volontario dei parlamentari con denaro dei contribuenti. Secondo, ci opponiamo all’utilizzo dei soldi dei contribuenti per un fondo pensione i cui partecipanti e beneficiari sono coperti da segreto e non vengono pubblicati.

Terzo, siamo fermamente contrari all’utilizzo di ulteriori fondi dei contribuenti per ripianare l’attuale deficit del fondo, causato da investimenti di natura speculativa. Sosteniamo i paragrafi 105 e 109 della relazione, che pongono rimedio ad alcune obiezioni che abbiamo sollevato rispetto al fondo pensioni volontario degli europarlamentari. Tuttavia, poiché la relazione dell’onorevole Casaca non modifica l’attuale situazione, abbiamo votato contro la concessione del discarico relativamente all’esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l’esercizio finanziario 2007.

 
  
  

- Raccomandazione per la seconda lettura: Silvia-Adriana Ticău (A6-0210/2009)

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. (PT) Questa proposta chiarisce le regole per intraprendere il mestiere di operatore dei trasporti su strada.

Si propongono nuove regole allo scopo di aumentare la sicurezza e i livelli di eccellenza di questo mestiere, garantendo anche criteri comuni di gestione finanziaria per le imprese del settore.

L’obbligo di disporre di un dirigente qualificato responsabile per la gestione dell’attività di trasporto nelle aziende e di dimostrare la solidità finanziaria dell’azienda sono segnali di un approccio nuovo a tale attività.

Altri importanti elementi di questo testo sono gli emendamenti riguardanti la protezione dei dati personali, la creazione di un registro in cui sono presenti sezioni riservate e sezioni pubbliche, nonché la fine delle cosiddette società fantasma.

I requisiti per l’accesso a tale mestiere, ovvero una buona reputazione, la solidità finanziaria e le competenze professionali, contribuiscono a chiarire questa attività. E’ nostro auspicio che possa dunque prosperare secondo modalità più trasparenti e offrendo ai clienti migliore protezione e sicurezza.

 
  
  

- Raccomandazione per la seconda lettura: Mathieu Grosch (A6-0211/2009)

 
  
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  Dirk Sterckx (ALDE), per iscritto. (EN) Sono contrario al compromesso raggiunto tra il relatore e il Consiglio sul regolamento che fissa norme comuni per l’accesso al mercato per il trasporto internazionale di merci su strada. Riteniamo che la creazione di nuovi confini e di nuove restrizioni al cabotaggio nel settore dei trasporti non costituisca la soluzione ai problemi causati dalla crisi economica nel settore dei trasporti su strada. Inoltre, da un punto di vista ambientale, non possiamo accettare restrizioni quali il requisito che prevede che le merci trasferite nel corso di un trasporto internazionale in entrata debbono essere completamente consegnate prima di poter svolgere un’operazione di cabotaggio. Ciò è in conflitto con la realtà del trasporto su strada e costituisce un ostacolo per l’efficiente organizzazione del trasporto merci. Il risultato sarà un numero maggiore di autocarri vuoti.

Tuttavia, sostengo con vigore un approccio estremamente selettivo in materia di accesso al mestiere di operatore dei trasporti su strada. In presenza di norme rigide per l’accesso a tale professione non dobbiamo temere per il mercato europeo dei trasporti.

 
  
  

- Relazione: Silvia-Adriana Ticău (A6-0254/2009)

 
  
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  Martin Callanan (PPE-DE), per iscritto. (EN) Accetto la necessità di migliorare l’efficienza energetica degli edifici e sono convinto che l’Unione europea possa svolgere un ruolo positivo in tal senso. Difatti, credo che questa relazione non attribuisca sufficiente importanza alla questione dell’efficienza energetica degli edifici nel contesto più ampio delle sfide ambientali da affrontare, quali i cambiamenti climatici.

Rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico è relativamente semplice, relativamente economico e relativamente vantaggioso. Rendere gli edifici più efficienti in ambito energetico avrebbe anche un impatto forte e positivo sulle emissioni di biossido di carbonio dell’Unione europea. Tuttavia, la Commissione europea ha ripetutamente posto in secondo piano la politica per l’efficienza energetica per accanirsi contro l’industria automobilistica. Sono convinto che fare dei produttori di automobili i capri espiatori dei cambiamenti climatici costituisca una politica profondamente sbagliata e controproducente.

Mi duole dire che nella mia circoscrizione del nordest dell’Inghilterra, Nissan ha recentemente annunciato perdite di posti di lavoro e riduzioni della produzione. Sarebbe da ingenui ignorare il ruolo delle normative europee nella crisi che attualmente investe l’industria automobilistica. In buona parte, tale crisi si poteva evitare con una politica ambientale europea che assegnava la dovuta importanza all’efficienza energetica degli edifici.

 
  
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  Călin Cătălin Chiriţă (PPE-DE), per iscritto. (RO) Ho votato a favore della relazione dell’onorevole Ţicău in quanto credo che il miglioramento del rendimento energetico degli edifici sia cruciale per la protezione dell’ambiente, nonché per la riduzione delle perdite energetiche sostenute dai consumatori.

Contemporaneamente, i cittadini europei non devono sostenere da soli tutti i costi del miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Gli Stati membri dell’Unione europea debbono destinare le risorse necessarie a tale scopo. Entro il 2014 devono creare un Fondo per l’efficienza energetica, finanziato con il bilancio comunitario, dalla Banca europea per gli investimenti e dagli Stati membri, in vista della promozione di investimenti pubblici e privati in progetti volti al miglioramento dell’efficienza degli edifici, applicando sgravi dell’imposta sul valore aggiunto per beni e servizi connessi all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili, ed estendendo i criteri di ammissibilità per destinare i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale al miglioramento del rendimento energetico degli edifici, anche non residenziali. Altri strumenti comprendono progetti diretti di spesa pubblica, garanzie su crediti e sussidi e indennità sociali.

 
  
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  Edite Estrela (PSE), per iscritto. (PT) Il prezzo e l’affidabilità delle forniture energetiche sono fattori critici per la competitività dell’Unione europea. Una maggiore efficienza energetica è uno dei mezzi con il miglior rapporto costi benefici affinché l’UE consegua i propri obiettivi in materia di emissioni di biossido di carbonio, crei nuovi posti di lavoro, riduca i costi delle imprese, affronti l’impatto sociale degli aumenti dei prezzi energetici e riduca la crescente dipendenza dell’Unione europea dai fornitori stranieri di energia.

Il rendimento energetico degli edifici attualmente si attesta intorno al 40 per cento dei consumi energetici e, con la rifusione di questa direttiva sarà possibile migliorare l’attuale situazione. E’ necessario far diventare consapevoli tutti gli attori coinvolti dei benefici di migliorare il rendimento energetico, e questi debbono avere accesso alle informazioni opportune su come procedere. E’ pertanto cruciale che gli strumenti finanziari per sostenere il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici siano accessibili alle autorità locale e regionali.

 
  
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  Peter Skinner (PSE), per iscritto. − (EN) Mi rallegro dell’iniziativa volta a garantire l’efficacia del rendimento energetico degli edifici. E’ evidente che si deve raggiungere un punto d’equilibrio tra la necessità di agire per vietare le emissioni di biossido di carbonio, laddove possibile, e i costi economici di tale operazione. L’idea di una certificazione energetica degli edifici è una questione cruciale che può contribuire ad accelerare i consumi in modo informato.

 
  
  

- Relazione Gauzès (A6-0191/2009)

 
  
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  Jens Holm, Kartika Tamara Liotard, Erik Meijer ed Eva-Britt Svensson (GUE/NGL), per iscritto. (EN) Siamo del tutto favorevoli a un regolamento più rigoroso per le attività finanziarie e le agenzie di rating del credito. Tuttavia, quest’oggi abbiamo deciso di votare contro la relazione dell’onorevole Gauzès, poiché la relazione è insufficiente e non pone l’enfasi necessaria sulle tematiche rilevanti. Vi è una forte necessità di agenzie pubbliche di rating del credito non a scopo di lucro, poiché questo è l’unico modo di evitare i conflitti di interesse nelle procedure di rating. Tale questione non viene sollevata in modo soddisfacente nella relazione.

 
  
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  Astrid Lulling (PPE-DE), per iscritto. (FR) Sostengo la relazione dell’onorevole Gauzès senza alcuna esitazione. Egli ha dato nuovamente prova della propria abilità di negoziatore. E’ positivo che si sia raggiunto un compromesso in tempi così rapidi su questo testo.

Dotandosi di un quadro normativo per le agenzie di rating, l’Europa si pone all’avanguardia e indica la strada al resto del mondo, mentre gli Stati Uniti non hanno ancora reagito in modo concreto in questa direzione. La credibilità dei mercati di capitali e la loro affidabilità dipende in parte dai rating formulati e pubblicati da tali agenzie.

Il quadro normativo che stabiliremo oggi in questa sede dovrebbe poter migliorare le condizioni in cui tali rating vengono elaborati, a patto che vengano utilizzati in un’ottica di supervisione delle attività oggetto della normativa.

Tuttavia, è importante che il compromesso non si traduca in soluzioni che puntino al semplice divieto di fare qualunque riferimento ai rating, laddove questi non appartengano all’ambito del regolamento in questione. Oltre a essere alquanto lesiva delle libertà fondamentali, quali la libertà d’espressione e di commercio, una tale impostazione favorirebbe i mercati extraeuropei, a scapito di quelli insediati in Europa. Probabilmente favorirebbe anche transazioni finanziarie private e di natura riservata, a scapito di transazioni pubbliche soggette alle regole della trasparenza. La soluzione prescelta, pertanto, gode della mia totale approvazione.

 
  
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  Nils Lundgren (IND/DEM), per iscritto. (SV) La situazione dell’economia mondiale è ancora tumultuosa ed è di ieri la dichiarazione del Fondo monetario internazionale secondo cui la crisi finanziaria potrebbe peggiorare ulteriormente. Pertanto, non c’è da meravigliarsi del fatto che questo sia un momento particolarmente propizio per i fautori di regolamenti e meccanismi di controllo.

Tuttavia, è un grave errore iniziare a delineare ampi sistemi di controllo per il funzionamento del mercato finanziario ancor prima che siano stati svolti degli studi e completate delle analisi. Diversi attori importanti, tra cui la Banca di Svezia, ritengono che la Commissione abbia dimostrato in modo scarsamente credibile il mancato funzionamento del mercato a giustificazione di un ulteriore intervento regolatore nei confronti delle agenzie di rating del credito.

Tutto ciò non sembra turbare l’Unione europea. I legislatori di Bruxelles sembrano, infatti, pronti a cogliere nella turbolenza dei mercati mondiali l’opportunità per rafforzare le proprie prese di posizione. Se oggi e esiste al mondo un sistema globale nel vero senso della parola, questo è il sistema dei mercati finanziari. Pertanto, qualora lo si ritenesse necessario, un ulteriore controllo delle agenzie di rating del credito dovrebbe essere intrapreso e programmato a livello globale. Poiché quest’Assemblea è in procinto di cercare soluzioni nel contesto della cooperazione europea, ho scelto di votare contro la relazione.

 
  
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  Mary Lou McDonald (GUE/NGL), per iscritto. (EN) Sono pienamente favorevole a regole più rigorose in materia di attività finanziarie e agenzie di rating del credito.

Tuttavia, quest’oggi ho scelto di votare contro la relazione dell’onorevole Gauzès. Trovo che la relazione sia carente e non ponga l’accento sulle questioni importanti. Esiste un grande bisogno di agenzie di rating del credito che operino a scopo non di lucro, poiché questo è l’unico modo di evitare conflitti di interesse nella procedura di valutazione del rating. La questione non è stata affrontata in modo soddisfacente, e con ciò cito solo uno dei difetti della relazione in questione.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), per iscritto. (DE) Con un discreto ritardo, stiamo attualmente procedendo all’eliminazione delle zone grigie dei mercati finanziari e all’imposizione di requisiti più rigidi. Tuttavia, ciò costituisce una terapia per i sintomi e non già per le cause del male che ci affligge. In anni recenti la deregolamentazione ha consentito l’offerta di nuovi e – in virtù della loro complessità – oscuri prodotti finanziari. Per tale ragione ho votato a favore di una supervisione finanziaria più rigorosa, sebbene ritenga che da sola non sarà affatto sufficiente.

Se vogliamo prevenire in futuro la costruzione di castelli di sabbia, dobbiamo semplicemente vietare gli strumenti finanziari ad alto rischio. Tuttavia, l’esistenza di un’autorità di supervisione europea contribuirebbe con certezza ad alimentare ulteriormente la burocrazia, senza peraltro razionalizzare il mondo finanziario, né porre fine alle logiche da gioco d’azzardo.

 
  
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  John Purvis (PPE-DE), per iscritto. (EN) Sebbene le agenzie di rating del credito debbano accettare un certo grado di responsabilità per il fallimento delle cartolarizzazioni dei mutui sub-prime, è con un certo rammarico che la delegazione dei Conservatori britannici ha votato a favore dei provvedimenti normativi previsti dalla relazione Gauzès per le agenzie di rating del credito. Tali agenzie non debbono essere prese per capri espiatori, dato che altrettanta responsabilità è da attribuirsi alla cultura bancaria e normativa che ha confinato le strategie di rischio nelle stanze segrete.

E’ nostro auspicio che l’Unione europea, gli Stati Uniti e le agenzie di rating del credito collaborino, al fine di creare un sistema che funzioni in modo adeguato. In tal senso, un’impostazione pesantemente improntata alla regolamentazione deve cedere il posto a una cultura che accetti l’elemento del rischio in tutti gli investimenti, e che consenta un certo grado di accettazione dei rating effettuati al di là degli ambiti da noi oggi discussi. Soprattutto, deve essere sufficientemente flessibile da adattarsi a circostanze mutate e da consentire al mercato di prendere fiato.

 
  
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  Olle Schmidt (ALDE), per iscritto. (SV) Non ho preso parte alla votazione a causa dei miei legami particolari con il settore delle agenzie di rating.

 
  
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  Peter Skinner (PSE), per iscritto. (EN) Le raccomandazioni del G20 al gruppo “Servizi finanziari” richedono con chiarezza una maggiore trasparenza e la regolamentazione delle agenzie di rating del credito. Questa relazione, che rappresenta una risposta del Parlamento europeo al G20, è opportunamente equilibrata. Tuttavia, permangono dei dubbi in merito al livello di competenza di cui il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari dovrà dare prova, se dovrà svolgere un ruolo centrale nell’ambito di tale regolamentazione.

 
  
  

- Relazione Albertini (A6-0250/2009)

 
  
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  Alessandro Battilocchio (PSE), per iscritto. − Grazie Presidente. Il mio voto è favorevole.

I regolamenti11/12 CE del 1998 hanno portato alla creazione del mercato unico del trasporto internazionale con autobus. Tale liberalizzazione ha contribuito ad incrementare il costante aumento dei volumi di traffico relativi al settore che, dalla metà degli anni novanta ad oggi, ha avuto un'espansione in continua crescita.

Tuttavia però questa tendenza positiva non è andata di pari passo con la tutela ed il rispetto dei diritti dei viaggiatori: numerosi sono gli inconvenienti segnalati dai viaggiatori come cancellazioni, prenotazioni in eccesso, bagagli smarriti e ritardi.

Al contrario di viaggiatori che scelgono altri mezzi di trasporto gli utenti che usufruiscono dell'autobus, non sono ancora tutelati a causa di un vuoto legislativo comunitario.

Guardo quindi con favore alla proposta della commissione per i trasporti e il turismo che, tramite il documento che ci apprestiamo a votare, cerca di definirne i diritti. In particolare la proposta risulta particolarmente interessante perché introduce la responsabilità del vettore in caso di decesso o lesioni, risarcimenti e assistenza in caso di cancellazioni e ritardi, il riconoscimento dei diritti delle persone a mobilità ridotta o diversamente abili e l'istituzione di organi responsabili atti al controllo di tale regolamento e al recepimento di reclami.

Un passo importante verso la parità dei diritti di tutti i viaggiatori.

 
  
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  Brian Crowley (UEN), per iscritto. (EN) L’Unione europea ha creato un efficace mercato interno che ha raggiunto livelli senza precedenti di movimenti di capitale, servizi e persone. Tuttavia, la creazione di tali movimenti non è in sé sufficiente. Dobbiamo proteggere i cittadini dei Paesi membri quando si spostano in giro per l’Europa, e dobbiamo garantire uguaglianza di accesso ai nostri servizi di trasporti.

Abbiamo assistito al successo delle politiche dell’Unione europea per l’accesso dei passeggeri e per i diritti di compensazione nel settore dei trasporti aerei, e mi rallegro del fatto che l’UE abbia avanzato proposte simili in altri settori dei trasporti. Tuttavia, è importante rispettare in tutti i casi la natura specifica di ogni tipo di trasporto diverso. Sebbene i medesimi principi su diritti e uguale accesso e altri diritti equivalenti, dovrebbero valere per tutte le tipologie di trasporto, dobbiamo tenere conto delle specificità di ciascuno. Altrimenti, falliremo sia nei confronti dei passeggeri che degli operatori.

Sono lieto del fatto che in questo pacchetto per i diritti dei passeggeri, che include i trasporti via mare, per le vie navigabili interne e via autobus, il Parlamento europeo abbia elaborato delle norme eque ed equilibrate che risulteranno estremamente efficaci nel tutelare e promuovere i diritti dei passeggeri nell’Unione europea.

 
  
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  Timothy Kirkhope (PPE-DE), per iscritto. (EN) I Conservatori sono lieti dell’obiettivo generale di migliorare i diritti dei passeggeri, l’accesso per i disabili e la creazione di condizioni paritarie per gli utenti dei trasporti internazionali con autobus, e per tale ragione hanno votato a favore della relazione. Tuttavia, avremmo gradito un’esenzione per i servizi regionali, poiché i mercati del Regno Unito sono stati liberalizzati e pertanto sono passati dagli appalti pubblici di servizi alla libera concorrenza. Inoltre, la proposta non sembra prendere atto della natura locale dei servizi autobus che operano nelle zone transfrontaliere. Inoltre, i Conservatori temono la proporzionalità di alcuni aspetti della normativa proposta, in particolare i provvedimenti in materia di responsabilità. Diversamente dal trasporto ferroviario e aereo, il settore dei trasporti via autobus consta un numero significativo di piccole e medie imprese, le cui risorse sono limitate.

 
  
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  Fernand Le Rachinel (NI), per iscritto. (FR) I passeggeri del trasporto via autobus dovrebbero godere dei medesimi diritti di quelli dei trasporti ferroviari o aereo. Tale è la filosofia soggiacente a questa relazione.

Infatti, e in linea di principio, tutti i passeggeri devono essere uguali davanti la legge. Tuttavia, si possono esprimere numerose riserve.

Queste sono connessa alla natura stessa del settore, dominato da micro-imprese e piccole e medie imprese. Non possiamo essere soddisfatti di misure quali quelle proposte in plenaria che, con il pretesto della maggiore protezione dei pazienti introducono unicamente restrizioni ingestibili per i conducenti di autobus, con gli aumenti di tariffe inevitabili per gli stessi passeggeri.

Perché dovremmo pensare che un conducente, il cui lavoro consiste nel guidare in modo sicuro, voglia seguire corsi specifici che gli consentano di fornire assistenza a persone a mobilità ridotta o disabili?

Perché non esentare in modo chiaro dall’ambito di questo regolamento europeo i servizi di trasporti regolari urbani, suburbani e regionali, i quali sono, a loro volta, coperti da appalti pubblici di servizi?

Perché voler creare diritti di compensazione pari al 200 per cento del valore nominale del biglietto in caso il passeggero si veda negare l’accesso a bordo a causa di un problema di prenotazioni eccedenti?

In Francia, la Fédération nationale des transporteurs de voyageurs ha proposto delle soluzioni pragmatiche a tutti questi problemi. Alcune sono state ascoltate, ma non tutte. E’ un vero peccato.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. (PT) La relazione dell’onorevole Albertini mira a creare i presupposti per un quadro più chiaro per l’utilizzo e il funzionamento dei trasporti per mezzo di autobus. Con la soluzione delle problematiche connesse ai diritti di persone con ridotta mobilità e con l’individuazione di regole più chiare in caso di decesso o ferimento dei passeggeri, nonché di perdita o danneggiamento del bagaglio, la relazione tende a incrementare la sicurezza di passeggeri e imprese. Sono altresì indicate soluzioni per i casi di compensazione e di assistenza nell’eventualità di cancellazione, ritardo o interruzione dei viaggi.

Vengono così create le condizioni per la fornitura di informazioni migliori ai passeggeri, prima, durante e a conclusione di un viaggio. I loro diritti sono anch’essi chiariti, come anche le responsabilità degli operatori, in modo da renderli più competitivi e sicuri.

 
  
  

- Relazione Crowley (A6-0070/2009)

 
  
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  Edite Estrela (PSE), per iscritto. (PT) Ho votato a favore della relazione dell’onorevole Crowley sulla durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi, poiché essa sostiene gli artisti interpreti ed esecutori e la musica Europea.

La proposta del Parlamento europeo introduce maggiori benefici per gli artisti, che godranno di protezione nell’arco di tutta la loro vita, alla stessa stregua della situazione negli Stati Uniti, e in linea con i principi europei per la valorizzazione della creatività e della cultura.

Ritengo che l’estensione della durata della protezione da 50 a 70 anni incoraggi gli investimenti nell’innovazione e condurrà a una maggiore scelta a disposizione dei consumatori, consentendo all’Europa di restare competitiva rispetto ai principali mercati musicali a livello mondiale.

 
  
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  Vasco Graça Moura (PPE-DE), per iscritto. (PT) I dirigenti portoghesi del settore ritengono che la questione sia estremamente importante per l’industria musicale portoghese ed europea. Essi confermano che la proposta della Commissione di estendere la durata della protezione di artisti interpreti ed esecutori e di produttori sicografici per le incisioni andrà incontro a un’esigenza effettiva che consentirà all’Europa di restare competitiva rispetto ai principali mercati musicali mondiali.

E’ evidente il sostegno ad artisti e produttori, poiché quasi 40 000 artisti interpreti e musicisti hanno firmato una petizione che chiede all’Unione europea di ridurre la disparità rispetto ad altri paesi, in cui già esiste una durata maggiore della protezione.

Si auspica che estendendo la durata della protezione si incoraggeranno i reinvestimenti in un’ampia gamma di nuovi generi musicali, offrendo così una maggiore possibilità di scelta ai consumatori. E’ da notare che l’industria discografica contribuisce fortemente in termini di posti di lavoro e di gettito fiscale e rappresenta un importante esportatore di proprietà intellettuale.

Per tali ragioni, come indicato dai dirigenti sopraccitati, ho votato a favore del testo di compromesso messo ai voti oggi. L’approvazione di tale documento consentirà il raggiungimento del consenso tra Consiglio e Parlamento, e agevolerà l’adozione della direttiva da parte del Consiglio.

 
  
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  Tunne Kelam (PPE-DE), per iscritto. (EN) Ho votato a favore dell’emendamento 79 per il rinvio in commissione della proposta di estensione oltre i 50 anni della durata dei diritti d’autore in ambito musicale.

A mio parere, la bozza predisposta dalla Commissione deve essere migliorata e il Parlamento dovrebbe, pertanto, disporre di maggiore tempo per prendere una decisione. Nella sua attuale versione, la bozza della Commissione sembra, a tutti gli effetti, lasciare spazio per l’instaurazione di monopoli artificiali nell’ambito di opere culturali.

Concordo pienamente che sono molti gli artisti che beneficiano in modo insufficiente dal loro operato. Tuttavia, la soluzione non passa attraverso il rafforzamento delle posizioni delle case discografiche, bensì dal far confluire tali benefici direttamente verso artisti e interpreti.

 
  
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  Arlene McCarthy (PSE), per iscritto. (EN) Non è giusto che chi compone canzoni e i grafici che realizzano le copertine dei CD musicali godano della protezione dei propri diritti a vita più i successivi 70 anni, mentre attualmente interpreti ed esecutori sono tutelati solo per i primi 50 anni successivi alla pubblicazione. La durata della protezione non ha tenuto il passo dell’aspettativa di vita, e ciò significa che ai musicisti viene meno la protezione dei loro diritti proprio nel momento in cui si ritirano dall’attività e maggiormente necessitano di entrate. I musicisti di talento vengono truffati dall’attuale sistema. 38 000 interpreti ed esecutori hanno richiesto il nostro aiuto per porre rimedio a tale discriminazione. Si tratta di parificare i diritti di musicisti comuni nell’esercizio della loro attività.

Mi rammarico del fatto che si siano dette molte falsità in relazione a questi provvedimenti. In un momento di crisi economica dobbiamo sostenere le nostre industrie creative e i nostri artisti, che contribuiscono al PIL, al numero di posti di lavoro, alla crescita e alle esportazioni globali.

Questo provvedimento contribuirà in grande misura ad aiutare i musicisti comuni, che meritano un trattamento paritario. Auspico che il Consiglio e la Commissione possano accettare il voto parlamentare per l’introduzione della legge prima della conclusione di questa legislatura

 
  
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  Ieke van den Burg (PSE), per iscritto. – (NL) Il Partito laburista olandese (gruppo socialista al Parlamento europeo) sostiene la proposta modificata poiché contiene un numero rilevante di elementi positivi per gli artisti, quali la protezione dell’integrità dell’artista e il fondo per i musicisti “turnisti”. Abbiamo votato a favore di emendamenti che dovrebbero destinare agli artisti il 100 per cento delle entrate derivanti dall’estensione della durata. Il compromesso raggiunto costituisce un passo nella direzione giusta, ma non è ancora ottimale.

Il Partito laburista olandese, tuttavia, nutre serie timori relativamente alla situazione di artisti minori i quali, in cambio dell’incisione di un disco, devono rinunciare a qualunque introito per la registrazione che ecceda l’anticipo ricevuto. Pertanto, auspichiamo che la Commissione avanzi presto delle proposte per migliorare la situazione degli artisti rispetto alle case discografiche, anche in merito a contratti relativi ai primi cinquant’anni di diritti associati.

 
  
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  Thomas Wise (NI), per iscritto. (EN) Sebbene sostenga con vigore l’idea dell’estensione dei diritti d’autore, tale proposta è diventata inadatta allo scopo. L’Unione europea si è dimostrata incapace di risolvere tale problematica in maniera razionale ed efficiente e, pertanto, ho votato per respingerla.

 
  
  

- Relazione Stockmann (A6-0217/2009)

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. (PT) L’istituzione del programma Marco Polo II costituisce un passo importante per garantire la necessaria assistenza finanziaria per le misure volte ad aumentare e migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci.

Tale proposta segue la valutazione dell’efficacia del programma Marco Polo I, le cui conclusioni erano state che, sino a quel momento, si era raggiunto solo il 64 per cento dell’obiettivo di trasferimento modale, ben al di sotto degli obiettivi stimati.

Si auspica che il nuovo programma Marco Polo trarrà beneficio da condizioni finanziarie migliori, in modo da perseguire gli obiettivi prefissati, i quali ora includono anche progetti che coinvolgono le autostrade del mare, nonché progetti che prevedono misure per la riduzione della congestione del traffico.

Ritengo che questo programma, volto a incoraggiare e sostenere progetti per il trasferimento del trasporto merci su strada verso trasporti marittimi, ferroviari e lungo le vie navigabili interne, deve essere pienamente in grado di contribuire a ridurre la congestione e l’inquinamento, e di garantire dei trasporti più efficienti ed ecosostenibili.

 
  
  

- Relazione Duchoň (A6-0220/2009)

 
  
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  Elisabeth Jeggle (PPE-DE), per iscritto. (DE) La relazione della commissione per i trasporti e il turismo non tiene sufficientemente conto del reale interesse del trasporto ferroviario nel suo complesso per un migliore utilizzo della capacità disponibile.

Gli operatori di infrastrutture verranno obbligati a mantenere riserve di capacità per traffico occasionale nel loro orario annuale di rete. Tale requisito preliminare non consente a tali operatori alcuna flessibilità nel prendere decisioni in tempo reale su tali provvedimenti. La proposta originaria della Commissione è stata ulteriormente rafforzata, poiché le riserve di capacità dovranno garantire un livello di qualità adeguato a linee di traffico merci internazionale rapido.

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La misura in cui le linee richieste da parte delle società ferroviarie sono effettivamente utilizzate non può essere stimata a scopo di programmazione. Tali capacità sono eliminate in anticipo dalla procedura di stabilimento degli orari, con il risultato che altre, successive richieste di linee non possono essere soddisfatte. Se tali marginali capacità di rete non verranno utilizzate dalle imprese che trasportano merci, finiranno con l’essere rimosse, a danno di tutta l’utenza.

Tale provvedimento raggiungerebbe l’obiettivo opposto a quello di un migliore utilizzo delle capacità disponibili.

Al fine di contenere l’impatto negativo di breve periodo sul traffico passeggeri e merci richiesto, è necessario un norma che consenta agli operatori delle infrastrutture di decidere se un simile provvedimento è adeguato, tenendo conto delle richieste di traffico ferroviario passeggeri oppure dell’esigenza di soddisfare meglio le esigenze del traffico ferroviario merci.

 
  
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  Erik Meijer (GUE/NGL), per iscritto. – (NL) Sempre più, il traffico merci internazionale su lunga distanza viene spostato dal trasporto ferroviario a quello su strada. Le principali motivazioni sono il potenziamento della rete autostradale, l’abbandono delle connessioni ferroviarie dirette con le imprese, e la sempre maggiore economicità del trasporto su strada in termini relativi. Di solito tali fattori vengono dimenticati e la nostra attenzione è captata da due altre ragioni. La prima è che il coordinamento tra le diverse società ferroviarie nei vari Stati membri è insufficiente, e il risultato è che i vagoni merci restano in attesa per periodi molto lunghi, senza un’effettiva necessità, dell’allacciamento alla locomotiva che li porterà altrove. E’ stata individuata una soluzione a tale problema sotto forma di treni navetta con un orario regolare.

Un altro punto critico è che tale forma di trasporto è lenta, perché deve attendere i treni passeggeri, i quali hanno la priorità. La relazione dell’onorevole Duchoň intendeva rimuovere la priorità per il trasporto passeggeri. Lungo tratte ad elevata intensità di traffico, ciò può comportare l’imposizione di un obbligo da parte dell’Unione europea di annullare gli orari in vigore, abolendo un certo numero di treni. Gli elettori comprenderanno ben presto che tale deterioramento del servizio è dovuto all’Europa. Invece di limitare il trasporto passeggeri, è necessaria una soluzione che risolva le strozzature e le insufficienze della capacità ferroviaria. In tal senso, è positivo che il testo sia stato modificato e sia ora meno rigido.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), per iscritto. (DE) Il traffico merci è attualmente principalmente concentrato sulle strade, e la quota trasportata per via ferroviaria, marittima, fluviale o aerea sta diminuendo. In tempi di margini sempre minori e di accesa competizione, le manovre di superamento da parte dei camionisti, assieme al sovraccarico e sovraffaticamento degli stessi costituisce una miscela di rischi letale. In aggiunta al rischio di incidenti, il traffico merci – caratterizzato dalla tendenza ad andare incontro ad avarie – è insostenibile dal punto di vista del congestionamento e dell’inquinamento acustico e ambientale.

E’ assolutamente ora di trasferire il traffico merci su rotaia, ma a tal fine necessitiamo di migliori soluzioni tecniche e modelli logistici per il coordinamento e l’organizzazione in rete. Questa relazione costituisce un passo avanti nella giusta direzione, ed è per questo che ho votato a favore.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. (PT) La creazione di un autentico mercato ferroviario interno è estremamente importante per gli obiettivi della politica europea in materia di trasporti sostenibili, ovvero per il futuro dell’Europa e dei suoi trasporti. E’ anche importante nel senso di consentire a tale settore di diventare parte integrante delle misure che contribuiranno a garantire il successo della strategia di Lisbona.

Il trasporto merci ferroviario è anche un fattore molto importante in diversi settori operativi dei trasporti.

La creazione di una rete ferroviaria europea per il traffico merci, dotata di collegamenti ferroviari efficienti e agevoli tra le diverse reti nazionali, dovrebbe consentire di apportare miglioramenti nell’utilizzo delle infrastrutture e di rendere il traffico merci più competitivo.

Ritengo sia essenziale sostenere misure volte al miglioramento della situazione nel settore del trasporto ferroviario merci, nella prospettiva di rendere tale settore pienamente integrato e parte integrante dell’intero futuro della rete europea dei trasporti.

 
  
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  Brian Simpson (PSE), per iscritto. (EN) Mi congratulo con il relatore e con la Commissione europea per il loro coraggio nel tentare di dare priorità al traffico merci ferroviario in tutta l’Unione europea.

Personalmente avrei preferito una proposta più radicale, per l’attuazione di una strategia che preveda percorsi prioritari per certe linee, e il riconoscimento da parte del resto del comparto ferroviario del fatto che il trasporto ferroviario merci è importante, e deve essere sviluppato e sostenuto.

Due fattori tolgono ossigeno al trasporto ferroviario merci in Europa. Innanzi tutto, l’effettiva mancanza di interoperabilità, specie con riferimento ai segnali, e in subordine, l’industria ferroviaria stessa, in particolare gli operatori dei trasporti passeggeri e i fornitori di infrastrutture, i quali colludono tra di loro al fine di porre il traffico ferroviario merci all’ultimo posto quando si tratta di stabilire linee e orari.

Questa relazione, quanto meno, è un primo passo per porre fine a tale matrimonio di convenienza, dando così agli operatori del trasporto ferroviario merci almeno una possibilità di sviluppare la propria attività.

Se non contrasteremo lo status quo, nell’arco di vent’anni il traffico ferroviario merci non esisterà più. Dobbiamo agire ora per rendere il traffico ferroviario merci praticabile, attraente e competitivo, altrimenti non riusciremo mai a rimuovere il traffico merci dalle strade.

 
  
  

- Relazione Bowis (A6-0233/2009)

 
  
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  Martin Callanan (PPE-DE), per iscritto. (EN) Accolgo con plauso l’operato del mio collega, l’onorevole Bowis su tale questione, che rappresenta una pietra miliare per i diritti dei pazienti. I Conservatori sostengono la mobilità dei pazienti all’interno dell’Unione europea, ritenendola un modo di rafforzare l’offerta di sanità pubblica.

E’ forse significativo che tale questione sia emersa in relazione a un caso che si è verificato nel servizio sanitario nazionale del Regno Unito. Una paziente, che aveva scelto di recarsi in Francia per un intervento sostitutivo dell’anca, in quanto le sue autorità sanitarie locali la tenevano in attesa da troppo tempo, si è vista negare il rimborso una volta rientrata nel suo paese. Questa paziente ha portato il suo caso di fronte alla Corte di giustizia europea, la quale ha stabilito un principio importante – i pazienti hanno diritto di recarsi in un altro Stato membro dell’Unione europea per seguire terapie e interventi, ricevendo in seguito un rimborso da parte dell’ente preposto alla sanità pubblica nel loro paese.

Non sono un sostenitore della Corte di giustizia europea, la quale svolge un ruolo di prim’ordine nel costante accrescimento dei poteri dell’Unione europea. Tuttavia, questa decisione è fortemente significativa. Auspico che molti miei elettori delusi dalla pessima gestione del servizio sanitario nazionale da parte del governo laburista potranno trarre beneficio dalle idee di questa relazione.

 
  
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  Anne Ferreira (PSE), per iscritto. – (FR) Ho votato contro la relazione sull’assistenza sanitaria transfrontaliera in quanto non rispetta l’obiettivo UE per un elevato livello di prestazioni sanitarie, in ottemperanza dell’articolo 152 del Trattato, né va incontro alla richiesta dei cittadini europei di poter beneficiare di un’assistenza sanitaria sicura e di qualità vicino a casa.

La relazione non sancisce la regola dell’autorizzazione preventiva per l’ottenimento di prestazioni sanitarie in un altro Stato membro dell’Unione europea. L’autorizzazione preventiva consente di raggiungere l’equilibrio finanziario dei sistemi sociali coinvolti, informando i pazienti delle condizioni in cui il rimborso è garantito, e fornendo informazioni necessarie prima di ricevere qualsiasi prestazione ospedaliera all’estero.

Inoltre, non è accettabile che si voglia ottenere il miglioramento della qualità della sanità ponendo i fornitori di prestazioni sanitarie in concorrenza tra loro, né che si metta in discussione il principio della libertà di movimento dei pazienti che, infatti, dipende soprattutto dal loro stato di salute.

Gli emendamenti adottati sono troppo vaghi e aprono la strada a problematiche che la Corte di giustizia europea sarà chiamata a dirimere.

Questa direttiva riesce sola ad accrescere le ineguaglianze tra i cittadini europei a livello sanitario, poiché solo chi può sostenere in anticipo i costi delle prestazioni sanitarie sarà libero di scegliere servizi di qualità.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), per iscritto. (PT) La questione di fondo è che questa relazione è stata adottata in assenza di modifiche alla base giuridica dell’articolo 95, ovvero, considerando la salute nel mercato interno come un bene – il che è inammissibile. Sarebbe, pertanto, stato preferibile rifiutare la proposta della Commissione, come da noi sostenuto. Tuttavia, sfortunatamente, la maggioranza non ha accolto la nostra posizione.

Di conseguenza, i diritti dei pazienti in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera non salvaguardano la competenza esclusiva degli Stati membri in merito alle decisioni di gestione e finanziamento dei propri sistemi sanitari, compresa la loro competenza nell’istituzione di sistemi di autorizzazione preventiva delle prestazioni ospedaliere all’estero.

Il diritto dei cittadini alla salute e i diritti degli operatori sanitari, non sono garantiti. Ciò che dovevamo fare era potenziare la solidarietà e il coordinamento tra i sistemi di previdenza sociale dei vari Stati membri dell’Unione europea, in particolare applicando, rafforzando e rispondendo in modo più adeguato a diritti ed esigenze degli utenti del servizio sanitario.

Per queste ragioni abbiamo votato contro la relazione.

 
  
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  Christa Klaß (PPE-DE), per iscritto. (DE) Ho votato a favore della direttiva sui diritti dei pazienti nelle prestazioni sanitarie transfrontaliere, perché porterà ai pazienti maggiore sicurezza. Nelle zone confinanti dell’Unione europea, come la mia città natale in un’ampia regione che si estende tra Germania, Belgio, Lussemburgo e Francia, oppure in zone rurali in cui mancano servizi sanitari, la promozione della mobilità dei pazienti è una componente particolarmente importante nel migliorare e potenziare l’efficienza dei servizi sanitari.

Il settore dei servizi sanitari tedesco trarrà vantaggio dalla mobilità transfrontaliera dei pazienti, se i pazienti provenienti da altri Stati membri si rivolgeranno ai nostri servizi sanitari di altissimo livello, ad esempio, nel settore della riabilitazione. Tuttavia, si deve tutelare la sovranità degli Stati membri. Sono essi, infatti, i responsabili della fornitura di assistenza sanitaria e dell’organizzazione dei rispettivi sistemi sanitari. In accordo con il principio di sussidiarietà, la direttiva dovrebbe solo disciplinare i settori toccati dal fenomeno della mobilità transfrontaliera dei pazienti. L’elevata qualità dei nostri servizi e i livelli di sicurezza esistenti in Germania non devono essere compromessi. Gli standard etici, osservati a giusto titolo dagli altri Stati membri, come, ad esempio, nell’inseminazione artificiale, nell’analisi del DNA, e nell’eutanasia, non devono essere messi in discussione.

 
  
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  Astrid Lulling (PPE-DE), per iscritto. (FR) Accolgo con favore gli obiettivi di questa relazione, che mira ad agevolare le prestazioni sanitarie ai pazienti di un altro Stato membro e a chiarire le procedure di rimborso a prestazioni avvenute, attualmente assenti dalla normative europea. Prestazioni sanitarie sicure, efficaci e di qualità dovrebbero pertanto diventare accessibili a tutti i cittadini europei tramite meccanismi di cooperazione tra Stati membri.

Tuttavia, desidero insistere sul fatto che spettano ai soli Stati membri le competenze in materia di organizzazione e finanziamento dei sistemi sanitari. L’autorizzazione preventive per le prestazioni ospedaliere è lo strumento cruciale per l’esercizio di tali prerogative. Naturalmente, il suo esercizio deve avvenire nel rispetto dei principi di proporzionalità, di necessità e assenza di discriminazione.

Quanto alla base giuridica, sarei a favore di una duplice base giuridica, in modo da garantire il rispetto delle competenze nazionali. Difatti, la proposta della Commissione presentava diversi tentativi di sottrarre tali competenze agli Stati membri in modo surrettizio.

Il testo finale deve trovare un punto d’equilibrio tra i diritti dei pazienti e le competenze degli Stati membri nel settore sanitario.

 
  
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  Linda McAvan (PSE), per iscritto. (EN) A nome della delegazione dei Laburisti britannici al Parlamento europeo, accolgo con favore molti degli aspetti positivi della relazione del Parlamento per una direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera. In particolare, sosteniamo gli emendamenti che chiariscono come i governi nazionali continueranno ad essere pienamente responsabili dell’organizzazione dei propri sistemi sanitari e delle regole per l’accesso alle terapie.

Tuttavia, il nostro timore è che le regole delineate non siano ancora sufficientemente chiare. I pazienti diretti in un altro paese UE per sottoporsi a prestazioni sanitarie devono sapere se verranno rimborsati e devono poter disporre di tutte le informazioni relative alla tipologia e qualità dell’assistenza sanitaria del paese in questione. La delegazione laburista chiede, pertanto, che la direttiva chiarisca che gli Stati membri possono istituire un sistema di autorizzazione preventiva. Sosteniamo, inoltre, una duplice base giuridica degli articoli 152 e 95, affinché risultino prioritarie le questioni relative alla salute, e non già quelle connesse con il mercato interno. La delegazione laburista si è astenuta dalla votazione finale per indicare che queste due preoccupazioni devono essere affrontate in sede di seconda lettura.

 
  
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  Arlene McCarthy (PSE), per iscritto. (EN) Mi sono astenuta dalla votazione su questa relazione poiché non fornisce garanzie adeguate per la protezione dell’integrità e della solidità finanziaria del servizio sanitario del Regno Unito, né offre alcuna certezza o chiarezza alla minoranza di pazienti che possono permettersi di viaggiare per ricevere prestazioni sanitarie in un altro Stato membro dell’Unione europea.

Gli eurodeputati conservatori al Parlamento europeo sono guidati da un preciso obiettivo nel proporre la reintroduzione, attraverso la porta di servizio dell’Europa, del loro screditato sistema di buoni sanitari. In tal modo, infatti, una minoranza di pazienti benestanti disporrà di buoni sanitari per ottenere prestazioni sanitarie private nel resto d’Europa, attingendo così a risorse della sanità pubblica britannica. I contribuenti si aspettano di vedere realizzati investimenti nella sanità pubblica del loro paese, e non di vedere il loro denaro dirottato verso i sistemi sanitari di altri paesi dell’UE. Non ci sorprende il fatto che, in tempi recenti, l’onorevole Hannan dei conservatori britannici, abbia invocato un’impostazione di tipo privatistico alla sanità.

In un recente dibattito sui pagamenti transfrontalieri in ambito sanitario tra Regno Unito e Irlanda, Andrew Lansley, ministro ombra della sanità, ha dichiarato che le risorse del servizio sanitario nazionale sono sempre preziose ed ha criticato aspramente il pagamento all’Irlanda di 180 milioni di sterline del sistema sanitario pubblico. Tuttavia, i conservatori non hanno sostenuto la nostra proposta per l’introduzione di un preciso sistema di autorizzazione preventiva, che risulta cruciale per tutelare le risorse e le prestazioni del servizio sanitario pubblico del Regno Unito.

 
  
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  Dimitrios Papadimoulis (GUE/NGL), per iscritto.(EL) Ho votato contro la relazione dell’onorevole Bowis e la proposta della Commissione, perché la loro stessa base giuridica dimostra come gli interessi finanziari e un mercato privo di controlli abbiano la precedenza sui diritti dei pazienti a prestazioni sanitarie sempre più qualificate e complete. Tale proposta rinnega le previsioni di un’Europa sociale e solidale, e condurrà a una situazione in cui solo i pazienti benestanti avranno accesso a prestazioni sanitarie transfrontaliere altamente pubblicizzate.

I sistemi sanitari nazionali verranno così smantellati e i pazienti si dovranno rivolgere all’estero per procurarsi le necessarie prestazioni sanitarie. La sanità è, e deve rimanere, appannaggio degli Stati membri. E’ inaccettabile che si trattino le prestazioni sanitarie alla stessa stregua di un bene di consumo e non quale servizio pubblico. Inoltre, la bozza di direttiva propone un sistema di compensazione dei costi delle prestazioni sanitarie transfrontaliere che è superfluo, posto che la compensazione per i costi sanitari è stata introdotto nel 1971 nell’ambito della regolamentazione sulla cooperazione tra sistemi previdenziali.

 
  
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  Kathy Sinnott (IND/DEM), per iscritto. (EN) Mi sono astenuta dalla votazione su questa relazione poiché desidero ardentemente che le persone possano ricevere le prestazioni sanitarie di cui hanno urgente bisogno. Tuttavia, la questione dell’autorizzazione preventiva mi preoccupa. In questa direttiva, l’autorizzazione preventiva rinnega i diritti dei pazienti. E’ proprio questo il motivo per cui i pazienti si sono rivolti ai tribunali, e le decisioni della corte stanno alla base della votazione odierna sull’assistenza sanitaria transfrontaliera. L’inclusione dell’autorizzazione preventiva nella direttiva ci porta indietro al punto di partenza. I decessi determinati dal luogo geografico in cui i pazienti si trovano continueranno a essere la regola, e i pazienti si scontreranno con i medesimi ostacoli che incontrano ora nel richiedere l’autorizzazione a viaggiare per ottenere prestazioni sanitarie.

Inoltre, mi rammarico del fatto che questa relazione non propone una base giuridica che ponga al primo posto la salute dei pazienti. E’ stata sprecata un’opportunità, e si è trattata la salute dei pazienti come un bene su cui lucrare.

 
  
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  Catherine Stihler (PSE), per iscritto. (EN) I principali emendamenti sull’autorizzazione preventiva sono stati respinti, ed erano essenziali per tutelare il servizio sanitario nazionale in Scozia e in tutto il Regno Unito. Abbiamo perso il voto sulla duplice base giuridica, che avrebbe consentito di includere la sanità pubblica, invece di impostare la base giuridica esclusivamente sul mercato interno. A causa della perdita di questi due elementi fondamentali e del fatto che siamo alla prima lettura non ho avuto altra scelta se non quella di astenermi.

 
  
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  Marianne Thyssen (PPE-DE), per iscritto. – (NL) La mobilità dei pazienti è un dato di fatto, ma non esistono ancora certezze giuridiche per pazienti e operatori sanitari. Per tale ragione la proposta di direttiva della Commissione è un fatto positivo. Apprezzo anche l’impegno dell’onorevole Bowis nel tentativo di raggiungere un compromesso su una questione diabolicamente difficoltosa. Grazie ai suoi sforzi sono state apportate migliorie significative alla proposta della Commissione. Tuttavia, non ho potuto sostenere la relazione finale a causa dell’omissione di due punti relativi alle competenze degli Stati membri nell’organizzare e finanziare i rispettivi sistemi sanitari.

Abbiamo invocato l’inclusione di una base giuridica che consenta agli Stati membri di addebitare ai pazienti stranieri il costo effettivo delle prestazioni, a fronte della loro compartecipazione alle prestazioni che ricevono nel nostro paese. Inoltre, abbiamo sempre sostenuto che gli Stati membri debbono poter respingere dei pazienti in determinate circostanze, ad esempio in presenza di lunghe liste d’attesa. Questo è particolarmente importante in Belgio, un piccolo paese con un afflusso relativamente importante di pazienti stranieri.

Il testo adottato oggi in questa seduta plenaria non offre garanzie sufficienti in tale direzione. Per queste ragioni mi sono astenuta dalla votazione finale.

 
  
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  Georgios Toussas (GUE/NGL), per iscritto.(EL) La politica anti-popolare dell’Unione europea e dei governi borghesi sta abbassando il livello del servizio sanitario pubblico, causando disagio ai pazienti sotto il profilo psicologico, liste d’attesa, la mancanza di vari servizi, tasse elevate, e lasciando scoperti i pazienti privi di polizze assicurative, gli immigrati, e così via.

La drastica riduzione di benefici sociali, la commercializzazione e l’ulteriore privatizzazione dei sistemi sanitari, nonché l’attacco ai diritti assicurativi agevolano le multinazionali nel raccogliere profitti enormi nel redditizio settore sanitario.

La direttiva sulla “mobilità dei pazienti” promuove il mercato unico sanitario, l’applicazione delle libertà del trattato di Maastricht e la mobilità di pazienti e operatori sanitari per tutelare la mercificazione della salute.

Il rimborso parziale dei costi per le prestazioni sanitarie all’estero è una trappola per ottenere il consenso popolare alla commercializzazione delle prestazioni sanitarie, a un sistema sanitario a più corsie, e alla discriminazione sociale nel diritto alla vita.

I diritti dei pazienti possono solo essere tutelati nel quadro di un sistema sanitario pubblico gratuito che copra tutte le esigenze in materia di sanità (prestazioni specialistiche e non) di tutta la popolazione, indipendentemente dalle loro possibilità finanziarie e dalla copertura assicurativa. Solo un sistema del genere, che può instaurarsi in un contesto economico a base popolare a partire da un potere raggiunto con mezzi democratici, può garantire l’adeguatezza quantitativa e i miglioramenti qualitativi dei servizi e un’effettiva protezione per la tutela della salute e della vita dei lavoratori.

 
  
  

- Relazione Sartori (A6-0239/2009)

 
  
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  Alessandro Battilocchio (PSE), per iscritto. Il mio voto è favorevole.

Studi di settore hanno dimostrato ampliamente come in Europa ogni anno si ammalino per infezioni contratte all'interno degli ospedali, il 10-12 per cento degli utenti che si rivolgono alle aziende ospedaliere al fine di poter metter fine alla loro condizione fisica disagiata. Queste percentuali, se tradotte in cifre, fanno ancora più paura: si calcola che all'interno del territorio dell'Unione europea il numero dei pazienti che ha contratto infezione di carattere nosocomiale sia all'incirca di 5 milioni di persone.

Ricollegandomi all'intervento della mia esimia collega, on. Amalia Sartori, è possibile migliorare la sicurezza e l'efficienza sanitaria delineando un programma che tenga soprattutto conto di questi punti fondamentali: 1) rafforzamento della presenza di infermieri altamente specializzati nel controllo delle infezioni; 2) attuazione di programmi di formazione del personale di tipo sanitario e anche paramedico, ponendo l'attenzione soprattutto in merito alle infezioni nosocomiali e alla resistenza agli antibiotici dei virus che le hanno causate; 3) dare adito alle nuove scoperte che provengono dal campo della ricerca inerenti a tali patologie.

 
  
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  Edite Estrela (PSE), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della proposta sulla sicurezza dei pazienti. Sebbene infatti la qualità delle cure sanitarie in Europa sia notevolmente migliorata grazie ai progressi compiuti dalla scienza medica, gli atti medici possono talvolta nuocere alla salute dei pazienti. Errori medici evitabili o infezioni contratte durante i trattamenti possono provocare effetti indesiderati.

L’odierna relazione contiene le seguenti proposte a mio parere importanti: miglioramento della raccolta di informazioni a livello locale e regionale; miglioramento dell’informazione dei pazienti; aumento del personale infermieristico specializzato nel controllo delle infezioni; promozione dell’istruzione e della formazione degli operatori sanitari; maggiore attenzione alle infezioni di origine ospedaliera. Sono pertanto totalmente a favore delle misure suggerite.

 
  
  

- Relazione Trakatellis (A6-0231/2009)

 
  
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  Liam Aylward (UEN), per iscritto. − (EN) Sono favorevole all’iniziativa proposta per migliorare le cure sanitarie offerte ai pazienti affetti da malattie rare. Vista la particolare natura di talune patologie come i tumori rari, le malattie autoimmuni o le patologie tossiche e infettive, le risorse e le competenze messe a loro disposizione non sono sufficienti. Eppure esse colpiscono 36 milioni di cittadini europei.

Rafforzare la cooperazione tra specialisti e centri di ricerca in tutta Europa e gli scambi di servizi e informazioni è un modo naturale per l’Unione europea di assistere i suoi cittadini, un modo diretto di fornire loro benefici. Tale proposta esorta gli Stati membri a creare nuovi centri e corsi di formazione per ottimizzare il potenziale delle risorse scientifiche sulle malattie rare e riunire le reti di informazione e i centri di ricerca esistenti in tale ambito. Sostengo dunque tali misure e invito a una maggiore collaborazione tra Stati membri, che consentirebbe una maggiore mobilità di pazienti ed esperti al servizio dei cittadini.

 
  
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  Edite Estrela (PSE), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sulle malattie rare perché ritengo che un’azione concertata in tale ambito a livello comunitario e nazionale sia una necessità assoluta. Sebbene l’incidenza di ogni singola malattia rara sia molto bassa, milioni di europei ne soffrono perché le malattie rare sono tante.

Penso che sia di vitale importanza sostenere le organizzazioni indipendenti, fornire accesso alle informazioni sulle malattie rare, creare centri specializzati nei vari Stati membri, creare corsi di formazione presso i centri esistenti e mobilitare esperti e professionisti. Per garantire un intervento immediato nel campo delle malattie rare occorrono risorse adeguate.

 
  
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  Glyn Ford (PSE), per iscritto. − (EN) E’ mia intenzione votare a favore della relazione Trakatellis. Riconosco che esistono molte malattie rare escluse dalla ricerca in quanto gli istituti medici operano una sorta di categorizzazione ignorando la difficile situazione in cui versano i pazienti affetti da patologie inconsuete, che offrono scarsi profitti rispetto a quelli potenzialmente garantiti dalle malattie comuni.

Ciò vale in particolare per le malattie genetiche rare, che sono ereditarie. Penso che dovremmo incoraggiare la ricerca in tali ambiti facendoci carico di una parte dei costi della ricerca. In tal senso dichiaro un interesse perché una di queste malattie ha purtroppo colpito la mia famiglia.

 
  
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  Elisabeth Jeggle (PPE-DE), per iscritto. − (DE) L’esortazione esplicita contenuta nell’emendamento n. 15 affinché le malattie rare siano eliminate attraverso la consulenza ai genitori portatori sugli aspetti genetici e la selezione degli embrioni sani attraverso una diagnosi prima dell’impianto (PID) non è soltanto contraria alle leggi attualmente in vigore in Germania. Soprattutto alla luce della storia tedesca, è infatti inaccettabile e intollerabile chiedere o raccomandare in linea di principio l’eliminazione e la selezione dei disabili, anche se non sono ancora nati.

Preoccupante è il fatto che tali proposte e formulazioni rivelano una totale mancanza di rispetto per il valore della vita umana, indipendentemente dal fatto che si parli di persone malate o sane. L’addendum presentato sostituisce la richiesta di trattamento terapeutico delle malattie rare con l’obiettivo di prevenire la nascita di malati.

Ciò non è compatibile né con lo spirito né con la lettera delle dichiarazioni dei diritti dell’uomo adottate a livello europeo e internazionale. L’obiettivo reale di una politica europea convincente dovrebbe essere aiutare le persone malate o a rischio di malattia, non selezionarle precocemente sulla base di criteri qualitativi.

La relazione e i singoli emendamenti, specialmente il numero 15, contraddicono i miei valori cristiani. Per questo ho votato contro la relazione.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE), per iscritto. − (EN) Vi sono molti elementi nell’odierna risoluzione che incontrano il mio favore. Non posso tuttavia appoggiare la relazione nel suo complesso perché contiene argomenti che, a mio giudizio e di fatto, impongono il rispetto del principio di sussidiarietà, vale a dire il rispetto della competenza di ciascuno Stato membro, e pertanto non sono argomenti in merito ai quali il Parlamento europeo debba adottare una posizione. La questione delle pratiche eugenetiche è soltanto un esempio di ciò che, attraverso l’adozione dell’emendamento n. 15, si è incluso nella risoluzione. Non ho appoggiato l’emendamento n. 15. E’ una questione che, come ribadivo poc’anzi, chiama in causa il principio della sussidiarietà, per cui non va affrontata a livello di Unione europea, che deve astenersi dal legiferare sulle pratiche eugenetiche. Pertanto non ho potuto appoggiare l’intera relazione.

 
  
  

- Relazione Audy (A6-0168/2009)

 
  
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  Richard James Ashworth (PPE-DE), per iscritto. − (EN) I conservatori britannici non hanno potuto approvare il discarico del bilancio europeo del 2007, sezione III, Commissione europea. Ribadiamo il fatto che il bilancio parlamentare deve garantire valore a fronte del denaro investito dal contribuente europeo e, pertanto, sosteniamo la relazione presentata dal collega Audy. Concordiamo in particolare con le critiche mosse alla Commissione per non aver garantito che Bulgaria e Romania raggiungessero standard adeguati di controllo finanziario. Ci corre tuttavia l’obbligo di sottolineare che per quattordici anni consecutivi la Corte dei conti europea non è stata capace di emettere una dichiarazione di affidabilità positiva per i conti generali dell’Unione. La Commissione europea è in ultima analisi la responsabile di tali conti e, pertanto, in linea con il nostro tradizionale approccio, continueremo a votare contro la concessione del discarico finché non vedremo progressi reali nell’ottenimento di una dichiarazione di affidabilità positiva dalla Corte dei conti.

 
  
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  Călin Cătălin Chiriţă (PPE-DE), per iscritto. – (RO) Come gli altri rappresentanti rumeni del gruppo PPE-DE, ho votato contro la relazione dell’onorevole Audy sul discarico dell’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007 perché l’emendamento n. 13 non è stato accolto. La relazione della Corte dei conti europea per l’esercizio 2007 fa ancora riferimento esclusivamente ai progetti relativi al periodo 2000-2006 perché l’esercizio 2007 ha rappresentato, nella maggior parte dei casi, una fase preparatoria all’attuazione dei programmi del periodo 2007-2013. Pertanto, l’impatto dei nuovi regolamenti previsti per il periodo di programmazione 2007-2013, più semplici di quelli applicati fino al 2006, non è ancora valutabile.

Vorrei sottolineare la necessità di semplificare le procedure di attuazione dei fondi strutturali, specialmente i sistemi di gestione e controllo. La complessità dei sistemi è infatti una delle cause delle irregolarità degli Stati membri. Vorrei inoltre ribadire l’esigenza di introdurre le misure di semplificazione proposte dalla Commissione durante la revisione dei regolamenti applicabili ai fondi strutturali per il periodo 2007-2013 in risposta all’attuale crisi finanziaria. Tali procedure di semplificazione sono fondamentali per ridurre l’onere amministrativo a livello nazionale, regionale e locale. E’ importante accertarsi che in futuro esse contribuiscano a ridurre la percentuale di errore.

 
  
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  Jeanine Hennis-Plasschaert, Jules Maaten, Toine Manders e Jan Mulder (ALDE), per iscritto. – (NL) Il partito popolare per la libertà e la democrazia (VVD) olandese ha votato contro la concessione del discarico alla Commissione. Esso è infatti del parere che la Commissione abbia compiuto progressi troppo scarsi nel promuovere l’introduzione della dichiarazione nazionale negli Stati membri. A oggi, soltanto quattro paesi lo hanno fatto, tra cui i Paesi Bassi. Inoltre, il VVD è dell’avviso che gli Stati membri dell’Unione europea ancora commettano troppi errori nello stanziamento del denaro europeo, come è emerso chiaramente dalle verifiche contabili svolte dalla Corte dei conti europea. La Corte ha emesso un parere negativo a seguito delle verifiche, tra l’altro per quanto concerne la politica rurale, la politica di coesione e la politica strutturale. Il VVD ritiene che i sistemi di verifica in tali ambiti vadano migliorati. I progressi registrati nell’ultimo quinquennio sono stati troppo marginali.

 
  
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  Rumiana Jeleva (PPE-DE), per iscritto. – (BG) Ho votato a favore del discarico della Commissione per quanto concerne l’esecuzione del bilancio dell’Unione per l’esercizio 2007.

Devo dire però che ho votato contro i passaggi contenuti nella relazione riguardanti l’introduzione della compilazione di relazioni trimestrali sulla gestione delle risorse dei fondi strutturali e del fondo di coesione, specialmente nel caso della Bulgaria e della Romania. Ho votato contro perché credo fermamente che nei casi in cui è necessario un maggiore controllo, è bene attuarlo contemporaneamente e con la stessa intensità in tutti gli Stati membri, non soltanto in due di essi. Condivido inoltre la preoccupazione del Parlamento e del relatore, il quale segnala che le risorse per la Bulgaria congelate o revocate dalla Commissione europea ammontano a quasi 1 miliardo di euro.

Come afferma la relazione, tali revoche e congelamenti sono stati essenzialmente imposti a seguito di irregolarità riguardanti, tra l’altro, gare di appalto e spese ammissibili, mancato utilizzo di fondi di investimento per gli scopi previsti e capacità amministrativa carente. Vorrei concludere rendendovi partecipi della mia preoccupazione circa il fatto che i cittadini bulgari saranno privati di strumenti di promozione della solidarietà europea e pagheranno immeritatamente per errori commessi dal loro governo.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE), per iscritto. − (EN) Ho votato a favore del discarico per la Commissione europea in relazione all’esercizio 2007, seppure con alcune riserve.

Cinque anni fa, il presidente Barroso aveva promesso la libera pratica prima della fine del suo mandato a livello di controllo di bilancio e dichiarazioni di affidabilità formali. Nonostante alcuni progressi, vi sono ancora lacune in tale ambito.

A oggi 22 paesi hanno presentato una sintesi annuale che risponde ai requisiti minimi di base del regolamento finanziario, ma non tutti risultano soddisfacenti. Soltanto 8 paesi si sono pienamente conformati fornendo un’analisi formale o una dichiarazione di affidabilità e purtroppo l’Irlanda non è tra questi. Dobbiamo accertarci che, all’atto del discarico del bilancio per l’esercizio 2008, si siano compiuti progressi decisamente più significativi.

 
  
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  Alexandru Nazare (PPE-DE), per iscritto. – (RO) La delegazione del partito liberaldemocratico rumeno (PD-L) all’interno del gruppo PPE-DE ha votato contro la relazione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, che fa riferimento alla gestione dei fondi europei da parte della Romania e della Bulgaria.

La relazione sul discarico, nella quale si citano irregolarità in merito all’accesso ai fondi PHARE prima del 2007, prevede sempre l’elaborazione di una relazione speciale sulla gestione dei fondi comunitari in Romania e i provvedimenti adottati nella lotta alla corruzione. Il gruppo PD-L al Parlamento europeo ha pertanto votato contro.

Una relazione speciale non è infatti giustificata nella misura in cui è già disponibile un meccanismo di cooperazione e verifica approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2006. Elaborare un’ulteriore relazione indebolisce la credibilità del meccanismo di cooperazione e verifica già in essere. La stessa reazione della Commissione europea, per il tramite del suo portavoce Gray, conferma la futilità di tale misura poiché già esistono meccanismi collaudati per rilevare irregolarità nella gestione dei fondi comunitari.

 
  
  

- Relazione Søndergaard (A6-0153/2009)

 
  
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  Philip Claeys (NI) , per iscritto. – (NL) Ho votato contro la concessione del discarico perché nessuno può considerare seriamente il Comitato delle regioni nella sua forma attuale. Tale comitato, anche a causa della definizione poco trasparente del termine “regione”, è un’entità estremamente eterogenea nella quale, oltre alle nazioni europee, sono rappresentati per esempio agglomerati urbani. E’ anche molto strano che negli ultimi tempi le regioni si siano organizzate in gruppi politici senza aver ricevuto alcun mandato democratico in tal senso dagli elettori.

 
  
  

- Relazione Fjellner (A6-0176/2009)

 
  
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  Martin Callanan (PPE-DE), per iscritto. − (EN) I conservatori britannici sono contrari alla carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Personalmente contesto la nozione che l’Unione possa conferire e disciplinare diritti fondamentali, così come sono contrario in particolare alla carta dei diritti fondamentali perché è stata adottata dall’Unione nonostante il fatto che nessuno dei veicoli previsti per la sua esecuzione, vale a dire la costituzione dell’Unione europea e il trattato di Lisbona, sia stato ratificato.

Costituire un’agenzia affinché sovrintenda alla carta dei diritti fondamentali è stato uno spreco colossale del denaro dei contribuenti e un esercizio di mera vanità. In realtà, lo stesso potrebbe dirsi per molte agenzie comunitarie che duplicano il lavoro svolto a livello nazionale e sfacciatamente promuovono l’agenda federalista dell’Unione. Molti nella mia circoscrizione considerano le ingenti somme sprecate per questa e altre agenzie un vero e proprio affronto, specialmente in un momento di crisi economica in cui si vedono privati di importi sempre maggiori devoluti in tasse per finanziare la dissipatezza dell’Unione.

 
  
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  Philip Claeys (NI) , per iscritto. – (NL) Ho votato contro la concessione del discarico perché l’agenzia europea per i diritti fondamentali è un’istituzione superflua, tra l’altro ostile alla libertà di espressione.

 
  
  

- Proposta di risoluzione (B6-0191/2009)

 
  
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  Edite Estrela (PSE) , per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della proposta di risoluzione sui problemi di deforestazione e degrado forestale perché credo che la deforestazione causi danni ambientali gravissimi e difficilmente reversibili come, per esempio, lo squilibrio delle risorse idriche, la desertificazione, l’impatto sul clima e la perdita di biodiversità.

Occorre una maggiore coerenza tra le politiche di conservazione delle foreste, quelle per una gestione sostenibile e altre politiche interne ed esterne dell’Unione europea. Per questo abbiamo bisogno di una valutazione dell’impatto sulle foreste delle politiche comunitarie in materia di energia (soprattutto biocombustibili), agricoltura e commercio.

Ritengo inoltre che per fermare la deforestazione tropicale sia assolutamente necessario sostenere finanziariamente i paesi in via di sviluppo. Il contenimento della deforestazione svolgerà un ruolo importantissimo per attenuare il cambiamento climatico e adattarvisi.

 
  
  

- Relazione Savary (A6-0199/2009)

 
  
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  Alessandro Battilocchio (PSE), per iscritto. Il mio voto è favorevole.

Gestire i trasporti in base alle domande e alle esigenze dei cittadini è uno dei punti fondamentali di discussione della politica dell'Unione Europea. Già attraverso il programma Civitas (promulgato nel 2002), atto a promuovere la diffusione su grande scala del trasporto urbano, e il Libro bianco: "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte." (promulgato nel 2001), il quale proponeva la creazione di un sistema di mobilità urbana più ottimale, la Commissione ha suggerito un vero e proprio piano d'azione per migliorare in maniera del tutto ottimale la qualità dei trasporti europei, elaborando un circuito di divincolazione progressiva dell'aumento della domanda di mobilità dalla crescita economica, così da controllare in maniera pressoché efficace l'inquinamento ambientale, pur avendo a cuore la salvaguardia del sistema produttivo dell'Europa. La Commissione, perciò, preso atto della situazione, si impegna a garantire a tutti i cittadini comunitari una rete di trasporti che sia al contempo efficiente ed estremamente sicura.

Cinque sono i punti sui quali bisognerà concentrare la nostra attenzione: 1) tutela dei diritti e dei doveri dei passeggeri; 2) rafforzamento della sicurezza stradale; 3) incentivazione della sicurezza; 4) limitazione dei trasporti stradali al fine di porre freno alla congestione dei trasporti via terra.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE), per iscritto. – (PT) L’attuale rapida crescita delle città, abbinata alla concentrazione degli europei nei centri urbani, sono dati di fatto che l’odierna relazione del Parlamento europeo tenta di analizzare per contribuire all’enorme lavoro che è necessario svolgere in tale ambito.

Tenendo presente il rispetto dei principi della sussidiarietà e della proporzionalità, tale relazione presenta proposte che reputo importanti.

L’elemento più significativo della posizione adottata dal Parlamento è l’attenzione che esso richiama sulla frammentarietà delle misure, alle quali può pertanto mancare una certa coesione, non soltanto in quanto corpus legislativo, ma soprattutto in termini di attuazione.

Concordo pertanto con l’idea di un approccio coerente, che significa anche incoraggiare l’ottimizzazione di varie modalità di trasporto nei centri urbani migliorandone la programmazione. Sostengo inoltre la continua ricerca e innovazione in tale ambito, nonché la collaborazione tra Commissione e Stati membri, contribuendo ove necessario allo scambio di informazioni sulle buone prassi da applicare nei vari paesi. Vorrei infine sottolineare l’importanza dell’industria europea per lo sviluppo di tecnologie che potrebbero migliorare la gestione, la sicurezza e l’efficienza energetica del trasporto urbano nelle città europee.

 
  
  

- Relazione Jensen (A6-0227/2009)

 
  
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  Alessandro Battilocchio (PSE), per iscritto. Grazie Presidente voto a favore della relazione Jensen che fornisce un quadro politico completo e definisce le azioni necessarie per una diffusione coordinata dei sistemi di trasporto intelligenti (STI) a livello comunitario.

La congestione stradale, l'aumento delle emissioni di CO2 e i decessi causati dagli incidenti stradali sono solo alcune delle sfide principali che il trasporto comunitario deve affrontare e ritengo che gli STI siano uno strumento fondamentale per rendere i trasporti più efficienti, sicuri, puliti ed ecocompatibili, contribuendo allo sviluppo di una mobilità sostenibile per i cittadini e l'economia.

Sono d'accordo nel ritenere che gli STI possano migliorare le condizioni di vita dei cittadini europei e che contribuiscano al miglioramento della sicurezza stradale, nonché alla riduzione delle emissioni di sostanze climalteranti e nocive per la salute dell'uomo. Sostengo fermamente che i sistemi di trasporto intelligenti aumentino l'efficienza del traffico con la conseguente riduzione dello stesso.

Nonostante siano state sviluppate o introdotte diverse applicazioni per differenti modi di trasporto (su rotaia, marittimo e aereo) non è presente alcun quadro normativo coerente a livello comunitario per il trasporto stradale.

 
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