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Resoconto integrale delle discussioni
Giovedì 22 ottobre 2009 - Strasburgo Edizione GU

5. Situazione finanziaria ed economica in Moldova (discussione)
Video degli interventi
Processo verbale
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la dichiarazione della Commissione sulla situazione finanziaria ed economica in Moldova.

 
  
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  Leonard Orban, membro della Commissione. – (RO) Le elezioni che si sono ripetute il 29 luglio nella Repubblica moldova hanno costituito una prova cruciale della capacità del paese di consolidare il proprio sviluppo democratico e di proseguire nel riavvicinamento all’Unione europea. Siamo lieti che le elezioni si siano svolte in un clima calmo e ordinato e che il nuovo governo non solo abbia espresso la ferma intenzione di promuovere un atteggiamento pro-europeo, ma che abbia anche approvato una serie di misure volte a tal fine.

Dall’altro lato, le nuove autorità moldove si trovano ad affrontare enormi difficoltà: tra le sfide più ardue e i principali ostacoli vi è la necessità di affrontare le conseguenze della crisi economica e finanziaria. Tra i vicini orientali dell’Unione europea, la Repubblica moldova è probabilmente lo Stato che si trova nella situazione economica più instabile. Il commercio e la produzione industriale sono crollati non solo a causa della crisi, ma anche per i disordini politici scatenati dalle elezioni parlamentari di aprile.

Le rimesse dei cittadini moldovi all’estero, che, fino allo scorso anno, costituivano oltre un terzo del PIL del paese, sono scese molto al di sotto i livelli abituali. Le esportazioni e le importazioni sono diminuite drasticamente e lo stesso vale per la domanda interna e la produzione industriale. E’ previsto un netto calo per il 2009, di oltre il 10 per cento del PIL.

Considerando che la Repubblica moldova è il paese più povero in Europa, questo crollo avrà ripercussioni particolarmente pesanti e aggraverà ulteriormente le difficoltà che affliggono la popolazione, e soprattutto i settori più vulnerabili della società. Per fornire aiuti alla Repubblica moldova e alla sua popolazione, l’Unione europea è pronta a sostenere il paese offrendo assistenza macrofinanziaria, cui si aggiungeranno gli eventuali aiuti del Fondo monetario internazionale, nel quadro di un impegno coordinato congiunto. Inoltre, forniremo assistenza specifica e accelereremo il pagamento dei consueti aiuti al paese.

Per quel che concerne l’assistenza macrofinanziaria, come necessario per questo tipo di aiuto, il nostro sostegno dipende dalla conclusione di un accordo su un programma di sostegno tra la Repubblica moldova e il Fondo monetario internazionale. I rappresentanti del FMI si trovano ora a Chişinău, e attendiamo con interesse la loro relazione. Non si può proseguire con la preparazione del programma di assistenza macrofinanziaria finché non sarà varato il programma con il FMI. E’ dunque troppo presto per sapere che tipo di programma di assistenza macrofinanziaria sarà necessario fra quelli a disposizione della Commissione europea.

Riteniamo che le autorità statali chiederanno assistenza, non solo per consolidare le riserve valutarie, ma anche per colmare il deficit di bilancio. Va sottolineato che la Repubblica moldova è in possesso dei requisiti necessari per richiedere prestiti e sovvenzioni. La configurazione finale del pacchetto di assistenza dipenderà, chiaramente, dalle necessità individuate.

Nel frattempo, la Commissione europea ha inviato una delegazione di esperti a Chişinău, coordinata dalla direzione generale degli Affari economici e finanziari (DG ECFIN) per coadiuvare le autorità moldove nella valutazione della risposta del paese all’attuale situazione di crisi economica. I servizi della Commissione sono stati utilizzati in quest’occasione per raccogliere le informazioni necessarie alla preparazione di un programma di assistenza macrofinanziaria.

La Commissione è a disposizione delle autorità di Chişinău per offrire loro una consulenza specifica in quest’ambito. Allo stesso tempo, stiamo cercando di accelerare i pagamenti delle operazioni di sostegno di bilancio nel quadro dello strumento europeo di vicinato e partenariato. A settembre, la Commissione europea ha approvato un aumento da 30,5 a 34,5 milioni di euro del massimale di stanziamento per i pagamenti destinati al sostegno di bilancio quest’anno. Ovviamente, lo scopo della nostra assistenza sotto forma di sostegno di bilancio è, innanzi tutto, di incoraggiare l’attuazione di riforme nei settori concordati, e non solamente di colmare le lacune di bilancio.

Tuttavia, nella situazione attuale si tratta di uno strumento per integrare le limitate risorse di bilancio, che contribuirà anche ad aiutare la popolazione moldova a superare le difficoltà reali che sta affrontando.

In particolare, accogliamo di buon grado il fatto che onorevoli deputati del Parlamento europeo abbiano richiesto un sostegno urgente alla Repubblica moldova. Nei mesi futuri vi inviteremo a sostenere i nostri sforzi in tale ambito. Siamo convinti che il parlamento approverà rapidamente il pacchetto di assistenza macrofinanziaria per la Repubblica moldova quando gli sarà presentato, il che ci consentirà di garantire una fornitura di assistenza tempestiva.

Prima di concludere il mio intervento, onorevoli deputati, vorrei commentare brevemente la situazione in Transnistria. In primo luogo, vorrei sottolineare l’importanza di mantenere la nostra attenzione su questo problema, considerando i notevoli cambiamenti politici avvenuti in Moldova. I negoziati per la risoluzione del conflitto devono riprendere quanto prima nel formato 5+2. Siamo ottimisti al riguardo, poiché il nuovo governo ha ribadito il proprio sostegno a tale principio nel programma. L’Unione europea riveste un ruolo sempre più importante nel processo.

Ci auguriamo che il nuovo governo di Chişinău adotti un approccio proattivo in merito, che consenta di risolvere il conflitto. Per quel che ci riguarda, abbiamo appena varato due pacchetti di progetti, con finanziamenti della Commissione europea, per accrescere la fiducia nei settori sociale, economico, sanitario e della tutela ambientale. Questa azione rientra nel quadro più ampio dell’impegno che dedichiamo continuativamente alla risoluzione del conflitto.

Onorevoli deputati, la Repubblica moldova si trova, politicamente ed economicamente, davanti a un bivio. Siamo fermamente intenzionati a sostenere il futuro sviluppo del paese. In questa situazione particolarmente difficile, continueremo a fare tutto il possibile affinché il nostro sostegno sia significativo, efficace e tempestivo.

 
  
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  Marian-Jean Marinescu, a nome del gruppo PPE.(RO) La Repubblica moldova sta attraversando una grave crisi economica, finanziaria e istituzionale causata dal clima economico e finanziario e, specialmente, da otto anni di governo comunista.

Le elezioni anticipate tenutesi nel giugno del 2009 e la vittoria dell’Alleanza per l’integrazione europea segnano un passo importante verso la realizzazione delle aspirazioni europee dei cittadini moldovi. La vittoria è stata ottenuta grazie all’impegno dei partiti dell’Alleanza contro i metodi comunisti, nonché alla loro capacità di resistere agli influssi della situazione in Transnistria e della Federazione russa. Dobbiamo ammirare coloro che sono riusciti a ottenere questa vittoria quasi in solitario, guadagnandosi la fiducia dei cittadini moldovi.

La Moldova ha bisogno di aiuto. La stabilità del nuovo governo a Chişinău dipende da questo, come anche il futuro sviluppo di questo ex Stato sovietico verso ovest o verso est. Credo fermamente che la Moldova riceverà assistenza da numerosi canali, tra i quali dobbiamo essere presenti.

L’Unione europea può solo rispondere positivamente agli sforzi dell’Alleanza per l’integrazione europea in Moldova. Più specificamente, ciò significa negoziare quanto prima un accordo associativo tra l’Unione europea e la Moldova, dando rapidamente inizio a un dialogo costruttivo mirato all’introduzione di un programma “Viaggio senza visto” per i cittadini moldovi e fornendo alla Repubblica moldova un sostegno finanziario per colmare il deficit di bilancio. La Commissione europea deve fornire alla Moldova quanto prima l’assistenza macrofinanziaria di cui ha tanto bisogno.

Commissario, ho ascoltato attentamente il suo intervento e sono lieto che la Commissione si stia occupando della Repubblica moldova e che stia preparando un pacchetto di assistenza macrofinanziaria, sebbene dipenda dalla collaborazione con il FMI. Ciò che le chiedo è che lei, la Commissione e il FMI non vi occupiate della questione moldova parallelamente, bensì in collaborazione, per evitare che il FMI resti in attesa dell’intervento della Commissione e viceversa.

 
  
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  Kristian Vigenin, a nome del gruppo S&D. – (BG) E’ stato un grande piacere ascoltare il commissario Orban esporre le intenzioni della Commissione europea e il suo approccio alla questione moldova. Ritengo sia necessario inviare alla Moldova dei segnali espliciti dalle istituzioni europee e dall’Unione europea nel suo complesso, e fornire il sostegno necessario, sia finanziario sia economico. Devo tuttavia sottolineare la necessità di un sostegno politico al governo attuale e ai suoi sforzi volti a risollevare la Moldova dalla difficile situazione in cui si trova. Dopo due elezioni successive, questo governo, ovviamente, tenterà di affrontare i problemi reali della popolazione, tema che sembrava essere passato in secondo piano negli ultimi mesi, se non anni. Occorre altresì ricordare che, anche se al momento la situazione politica in Moldova appare più stabile e positiva, può rapidamente prendere un’altra direzione. Non è chiaro se la Moldova sarà in grado di eleggere un presidente, e se ciò non dovesse avvenire, il paese dovrà, chiaramente, affrontare nuove elezioni il prossimo anno. Questo sarebbe il peggiore sviluppo possibile, non solo per il paese, ma anche per la popolazione moldova.

Per questo appoggiamo le iniziative della Commissione, e il nostro gruppo sosterrà i piani della Commissione europea. Dobbiamo inoltre inviare un chiaro messaggio alla Moldova, al suo governo e all’opposizione: è giunto il momento di occuparsi dei problemi reali della popolazione, senza giochi politici a scapito dei cittadini. Un messaggio così forte sarebbe compreso anche dall’attuale opposizione moldova. Siamo a favore anche di un rapido accordo di associazione che, come affermato dall’onorevole Marinescu, dovrebbe contemplare la creazione di un’area di libero scambio, nonché un programma “Viaggio senza visto”, un grave problema che ha causato tensioni tra Moldova e Romania. Oltre alle misure urgenti proposte dalla Commissione, dobbiamo far sì che il partenariato orientale, varato a metà di quest’anno, inizi a funzionare correttamente. Dobbiamo inoltre raggiungere risultati concreti in linea con la politica europea.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi, a nome del gruppo ALDE. – (RO) La Repubblica moldova si trova in una situazione economica molto difficile. La crisi finanziaria nell’Unione europea ha colpito anche i nostri vicini ed è nostro compito aiutarli.

La crisi economica in Moldova non è solo una conseguenza della crisi mondiale, bensì è principalmente dovuta all’incapacità di intraprendere le misure necessarie immediatamente dopo lo scoppio della crisi nel paese. Di fatto, a causa delle elezioni, l’ex amministrazione comunista ha falsato i bilanci locali favorendo le autorità controllate dai comunisti nell’assegnazione dei fondi. Per giunta, avendo noi deciso di mantenere un tasso di cambio artificiale tra il leu e l’euro, a un livello tale da evitare che i nostri vicini fossero colpiti dalla crisi, le autorità locali rischiano ora, con l’avvicinarsi dell’inverno, di non essere in grado di pagare le spese di riscaldamento, e il governo avrà difficoltà nel pagare stipendi e pensioni.

Accogliamo di buon grado l’avvio di negoziati tra il governo moldovo, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale. Sono convinto che le trattative si concluderanno con un accordo che terrà conto delle realtà sociali, politiche ed economiche della Repubblica moldova. La Moldova non ha certo bisogno di condizioni impossibili da rispettare, considerando la delicata situazione politica ed economica nel paese.

In aprile, il Parlamento europeo ha discusso in varie occasioni la situazione della Repubblica moldova ed eravamo tutti concordi sul fatto che l’Unione europea dovesse fornire assistenza finanziaria. Il nostro intervento è ancor più importante ora che forze liberali pro-europee sono al potere. Per questo, a nome del gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, chiedo esplicitamente alla Commissione di garantire che la proposta che redigerà comprenda offerte specifiche di assistenza macrofinanziaria, perché la Repubblica moldova necessita un aiuto immediato per colmare il deficit di bilancio, che, a fine 2009, potrebbe raggiungere il 14 per cento del PIL.

Nel medio termine, il partenariato orientale può costituire uno strumento utile, ma deve diventare operativo quanto prima e ricevere i fondi necessari. Inoltre, chiediamo l’inclusione nel futuro accordo di associazione di una proposta sulla creazione di un’area di libero scambio estesa e globale, assieme a una proposta di “Viaggio senza visto” per i cittadini moldovi.

 
  
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  Werner Schulz, a nome del gruppo Verts/ALE. (DE) Signor Presidente, Commissario, onorevoli deputati, forse la situazione politica in Moldova si distenderà domani in seguito all’elezione di un presidente, sostenuto della Coalizione per l’integrazione europea. In caso contrario, come abbiamo sentito, si terranno nuove elezioni anticipate e, se così sarà, l’Unione europea deve fornire un aiuto costruttivo.

Ovviamente, tale aiuto non può limitarsi all’osservazione delle elezioni e vorrei discutere di come aumentare la partecipazione degli elettori e rendere i risultati più trasparenti. Circa un milione di moldovi vive e lavora in paesi occidentali, particolarmente in Italia, Portogallo e Austria. Il loro tasso di partecipazione alle ultime elezioni è stato molto basso per ovvie ragioni: ad esempio, in Italia era possibile votare solo a Roma e Bologna e numerosi moldovi sparsi per il paese non hanno potuto usufruire di tale opportunità a causa degli elevati costi.

Il Parlamento europeo, la Commissione, il Consiglio e il governo moldovo devono garantire l’allestimento di urne e seggi elettorali speciali, affinché i cittadini moldovi all’estero possano prendere parte alle elezioni, poiché è da loro che potremo ottenere un chiaro impegno nei confronti dell’Europa. Per questo vorrei che rivolgeste la vostra attenzione non solo al sostegno economico e finanziario, ma anche alla necessità di un sostegno politico costruttivo e consapevole da parte nostra.

 
  
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  Charles Tannock, a nome del gruppo ECR. (EN) Signor Presidente, la Moldova è il paese più povero d’Europa, non ha sbocchi sul mare, ma è riuscita a tenere delle elezioni democratiche con successo. Il nuovo parlamento dovrà scegliere il proprio presidente con saggezza.

Il paese sarebbe tuttavia molto più prospero e sicuro se non avesse subito una scissione territoriale artificiale. Non vi sono stati molti progressi nella risoluzione del conflitto in Transnistria, che risale a circa 17 anni fa. Ciò è dovuto principalmente ai finanziamenti al regime illegale di Tiraspol da parte della Russia, che continua anche a inviare truppe in Transnistria.

Normalmente la sincerità della Russia è intuibile dall’impegno che dedica alla risoluzione di conflitti come questo, ma il fatto è che, in Transnistria come in Georgia e Ucraina, la Russia non riesce a non interferire. Essa ritiene che la Moldova, in quanto ex repubblica sovietica, rientri nella sua sfera di influenza. Questa concezione è antiquata. La Moldova, in quanto Stato europeo manifestamente sovrano, in futuro potrebbe entrare nella NATO e nell’Unione europea.

L’Unione europea deve raddoppiare gli sforzi ora per trovare una soluzione alle questioni irrisolte in Moldova e fornire l’assistenza finanziaria necessaria, ma ciò non avverrà semplicemente riprendendo da zero i rapporti con il Cremlino.

 
  
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  Jiří Maštálka, a nome del gruppo GUE/NGL.(CS) Vorrei parlare di entrambe le questioni e della relazione sui progressi compiuti dalla Georgia. Ci è concesso un tempo troppo breve per valutare temi così complessi. Mi sento in dovere di affermare che il presidente ceco Klaus aveva ragione nel suo giudizio sulla situazione in Moldova o sulla disputa territoriale tra Georgia e Russia. Ovviamente sono tutte questioni del passato, mentre ora dobbiamo affrontare nuovi problemi, nonostante abbiamo un presidente di Commissione ma non una nuova Commissione.

Vorrei lodare la relazione sul conflitto tra Georgia e Russia e il tentativo di valutare in modo obiettivo la situazione. Abbiamo annunciato l’ambizioso partenariato orientale e vorrei presentare alcune brevi proposte riguardanti la Moldova e la Georgia. In primo luogo, il progetto di partenariato orientale non deve essere considerato uno strumento contro la Russia, bensì uno strumento per risolvere problemi di concerto con la Russia. In secondo luogo, la questione dell’integrità territoriale di Moldova e Georgia deve essere risolta nel rispetto del diritto internazionale e non secondo la cosiddetta variante Salonicco-Kosovo. In terzo luogo, entrambi i paesi hanno espresso il proprio interesse a consolidare la cooperazione con l’Unione europea, ivi compreso un’adeguata assistenza finanziaria, nonché un reale sostegno politico, ad esempio allentando il regime dei visti. In quarto luogo, entrambi i paesi necessitano di una vasta opera di consulenza, particolarmente nell’ambito del funzionamento delle pubbliche istituzioni, come gli uffici di presidenza, il parlamento, la procura e altri. Infine, entrambi i paesi hanno urgente bisogno di assistenza, particolarmente per la creazione di un quadro giuridico per la libertà di espressione e dei media, attraverso i quali possano trasmettere ai propri cittadini un maggiore senso di fiducia.

Per raggiungere tali obiettivi, l’Unione europea deve essere preparata e in grado di completare l’integrazione dei paesi coinvolti nella nuova Europa, attraverso il sostegno finanziario e politico e altri meccanismi. Se non dovesse riuscirci, il partenariato orientale sarà considerato una mera manovra geopolitica e rimarrà solo un concetto astratto. Se non dovesse riuscirci, rischiamo di generare disillusione e di offrire il fianco a chi, alla fine del nostro periodo elettorale, potrebbe farsi portavoce di nuove rivoluzioni rosa, arancioni o di altri colori. Potremmo anche stanziare dei fondi per questi Stati, ma non forniranno una soluzione reale al problema, né un miglioramento alla vita dei cittadini.

 
  
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  Bastiaan Belder, a nome del gruppo EFD.(NL) Signor Presidente, la situazione economica e finanziaria in Moldova può riassumersi in poche parole: un disastro totale, come uno dei più grandi esperti europei sulla Moldova, il dottor Gabani, mi ha riferito ieri. Una nuova équipe di governo si è insediata a Chişinău il 25 settembre con un nome e un programma incoraggianti, l’Alleanza per l’integrazione europea, ma il partito comunista rimane forte e sta preparando il proprio ritorno tentando di imporre nuove elezioni, come previsto.

Se l’Unione europea vuole sostenere il percorso europeo dell’attuale governo moldovo, Bruxelles deve agire rapidamente. Il Consiglio e la Commissione devono esortare il Fondo monetario internazionale ad assistere la Moldova quanto prima senza richiedere immediatamente austerità sociale. Consentiamo a questo gabinetto orientato alle riforme una tregua politica. L’Unione europea, ça va sans dire, deve fornire una generosa assistenza finanziaria in questo caso. Del resto, il futuro politico della Moldova è parte dell’agenda europea odierna.

 
  
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  Cristian Dan Preda (PPE).(RO) Voglio unirmi a quanti hanno espresso il proprio sostegno alla Commissione e al suo proposito di fornire assistenza alla Repubblica moldova. La Moldova necessita di un sostegno mirato per i cittadini. Solo in questo modo i cittadini della Repubblica moldova potranno acquisire la fiducia necessaria per intraprendere il cammino verso stabilità e crescita.

Il pacchetto di assistenza macrofinanziaria deve essere elaborato quanto prima. E’ necessaria un’azione tempestiva, poiché qualsiasi ritardo porterà insoddisfazione in Moldova invece di fiducia. Inoltre, il governo di Chişinău deve ricevere un sostegno politico perché, dopo lungo tempo, finalmente il paese si sta aprendo all’Unione europea. La coalizione di governo non ha certamente scelto un nome a caso. E’ costituita da partiti che vogliono davvero compiere una scelta differente rispetto alla direzione assunta dalla Moldova finora.

Il sostegno politico è essenziale, soprattutto finché vi sarà il rischio, e voglio sottolineare questo punto, che la Moldova sia considerata un problema locale o, al massimo, un problema per i romeni all’interno dell’Unione europea. E’ l’esatto contrario. E’ un problema europeo e sono lieto che gli onorevoli colleghi esprimano una varietà di punti di vista sul tema. Del resto, la Moldova è vicina e deve ricevere sostegno ora che vi sono buone possibilità. In alternativa, rischiamo di precipitare in un circolo vizioso di ritardi e rinvii, tipico dell’amministrazione Voronin.

Gli sviluppi democratici e il sostegno europeo potrebbero portare alla risoluzione della situazione in Transnistria, considerata la situazione di stallo causata dalla mancanza di risolutezza del governo di Chişinău, che adottava un atteggiamento ambiguo e non costruttivo al riguardo.

Per concludere, i cittadini moldovi necessitano di visti. In Moldova la situazione non è affatto peggiore rispetto ai Balcani occidentali, i cittadini moldovi, quindi, devono poter usufruire della libertà di spostamento.

 
  
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  Cătălin Sorin Ivan (S&D).(RO) Come ho affermato lunedì qui al parlamento, la Moldova ha bisogno di azioni concrete, non di promesse. Attualmente, la Moldova sta vivendo la situazione economica più difficile tra tutti gli Stati del nostro continente. E’ proprio per questo che le istituzioni europee devono individuare soluzioni che forniscano un’assistenza macrofinanziaria immediata alla Repubblica moldova.

Tali sovvenzioni sono destinate a colmare il deficit di bilancio, equivalente al 14 per cento del PIL. Da tempo, sono necessari dei negoziati per un nuovo accordo con la Moldova. Ora essi sono fattibili e ci auguriamo che saranno condotti quanto più rapidamente possibile. Tuttavia, il parlamento di Chişinău si trova in una posizione difficile ed è ancora notevole il rischio di nuove elezioni. L’elezione del nuovo presidente, inizialmente fissata per domani, è stata posticipata di altri dieci giorni.

Sono lieto dell’entusiasmo dimostrato dalla Commissione nell’annunciare l’inizio dei negoziati e mi auguro che tale entusiasmo continui. Non possiamo permetterci di deludere i cittadini moldovi. Hanno bisogno di noi, hanno bisogno dell’Europa.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (ECR). (PL) Signor Presidente, durante le nostre discussioni in questa Camera sulla Moldova, è stata dedicata molta attenzione alla difficile situazione economica del paese ma, onestamente, l’attuale situazione è nettamente migliore rispetto a un anno fa. La Moldova sta facendo chiari passi in avanti verso un’economia in grado di garantire il benessere dei propri cittadini. Paradossalmente, la Moldova si trova ora in una situazione migliore rispetto allo scorso anno, mentre l’Ucraina, spesso presentata come un esempio da seguire, è in una situazione peggiore.

Notiamo dei progressi nelle azioni della Moldova e del suo governo. L’Unione europea deve offrire chiare prospettive europee a questo paese, e fornire un solido sostegno alle autorità per evitare il ritorno del vecchio incubo politico. La situazione attuale in Moldova è il risultato di otto anni di governo comunista e, se non vogliamo contribuire al ritorno di un governo così incompetente, dovremo aiutare l’attuale governo moldovo e i cittadini moldovi.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. WALLIS
Vicepresidente

 
  
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  Lena Barbara Kolarska-Bobińska (PPE).(EN) Signora Presidente, vorrei ringraziare anch’io il commissario e la Commissione per le dichiarazioni relative alla Moldova e per i passi che la Commissione intende intraprendere in futuro. Essendo polacca, so quanto siano importanti questi passi e le dichiarazioni in merito al rafforzamento di una democrazia debole che attraversa una fase di transizione nel paese. Gli sviluppi in Moldova sono importanti per i suoi abitanti, ma sono anche estremamente importanti per l’intera regione. Questo è il punto che vorrei sottolineare.

Durante il processo di transizione, le riforme si sono rivelate fragili in molte delle ex repubbliche sovietiche e i successi della Moldova saranno un esempio importante e un segnale forte per altri gruppi riformisti nell’area post-sovietica.

Quando parliamo dell’attuale fragilità del governo e della situazione in Moldova, dobbiamo ricordare ciò che è accaduto all’inizio degli anni novanta in questo paese, quando la difficile situazione economica portò all’impossibilità di pagare pensioni e stipendi e di introdurre riforme. In questo momento stiamo parlando di migliorare la situazione economica ma dobbiamo anche ricordare che è necessario rafforzare le istituzioni. Le istituzioni sono il cuore di ogni democrazia: istituzioni politiche, istituzioni legate allo stato di diritto, il sistema giudiziario e la libertà di stampa.

La Polonia ha fatto molto, recentemente, per aiutare la Moldova prima e durante le elezioni, ma ritengo si debba ricorrere soprattutto al partenariato orientale, che rappresenta lo strumento più adeguato dal momento che offre diverse possibilità. Credo che la Commissione stia facendo dei passi importanti ma che anche noi, qui in parlamento – una volta ricevuti tutti i documenti – dovremo accelerare il nostro processo e giungere rapidamente a delle conclusioni per contribuire alla risoluzione di questa situazione.

 
  
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  Monica Luisa Macovei (PPE).(EN) Signora Presidente, non possiamo permettere che il governo filoeuropeo della Repubblica di Moldova sia vittima della difficile situazione economica. Io chiedo un’assistenza più solida rispetto al pacchetto già approvato dalla Commissione e insisto su questo punto.

L’assistenza finanziaria deve essere tale da aiutare la popolazione e sostenere le riforme che il paese deve intraprendere, come l’Unione richiede. Tali riforme devono ricevere un sostegno finanziario consistente e rapido da parte dell’Unione, affiancato da un meccanismo di supervisione per garantire e favorire una corretta gestione dei fondi. Infine il nuovo accordo con la Repubblica di Moldova dovrebbe essere un accordo di associazione come per gli altri paesi che rientrano nella politica europea di vicinato. Si dovrebbe inoltre discutere e incentivare la liberalizzazione dei visti.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE).(RO) La crisi economica sta colpendo duramente anche la Repubblica di Moldova. La Romania e la Repubblica di Moldova hanno relazioni economiche particolarmente strette. Il mio paese rappresenta la principale destinazione per le esportazioni moldave e la seconda principale fonte di importazioni. Tuttavia, questi scambi commerciali sono stati duramente colpiti dalla nociva introduzione di un regime di visti da parte della precedente amministrazione comunista. Gli scambi sono comunque ripresi dopo l’abrogazione di tale sistema.

L’iter per la concessione di un credito di 100 milioni di euro da parte della Commissione deve essere accelerato. Detto ciò, una missione del Fondo monetario internazionale (FMI) potrebbe recarsi prossimamente a Chisinau, e anche la Polonia ha promesso di inviare aiuti consistenti. L’Unione europea deve considerare che il voto espresso dai cittadini della Repubblica di Moldova in occasione delle elezioni che si sono tenute in luglio dimostra un principio di apertura all’Europa

E’ necessario adesso un intervento deciso da parte dell’Unione europea prima dell’inizio dell’inverno, in modo da non fornire alcuna occasione alle forze antieuropeiste di sfruttare la difficile situazione in cui si trova attualmente la Repubblica di Moldova dove, a oggi, non è arrivato ancora nemmeno un euro.

 
  
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  Victor Boştinaru (S&D).(RO) La volontà dei cittadini moldavi ha portato a un cambiamento radicale a Chisinau, con un governo filoeuropeo che vuole impegnarsi sinceramente per un progetto serio per la Repubblica di Moldova, un progetto europeo.

La Moldova sta affrontando attualmente dei problemi economici e sociali gravi e l’Unione europea deve dimostrare che la parola simbolica “solidarietà” non viene utilizzata solo in occasione delle campagne elettorali. Dobbiamo dimostrare che noi, l’Unione europea, siamo all’altezza delle aspettative dei cittadini di questo paese. Trovandosi ad affrontare la situazione disastrosa lasciata dal regime di Voronin, gli effetti della crisi economica e non da ultimo l’inizio dell’inverno, la Repubblica di Moldova ha bisogno di aiuto adesso. Non dobbiamo dimenticare, quando parliamo del Fondo monetario internazionale, che molti Stati membri dell’Unione europea svolgono un ruolo centrale al suo interno e bisogna decidere adesso.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D).(LT) Io ho ricoperto il ruolo di osservatore durante le elezioni in Moldova e conosco bene la situazione. Si tratta di uno Stato con un passato alquanto complesso – ci sono la Transnistria, la Gagauzia la Moldova e molte altre questioni. Quasi tutte le ex repubbliche sovietiche necessitano inizialmente di un certo aiuto finanziario. Vi esorto dunque ad avviare quanto prima le trattative e ad aprire un tavolo negoziale con il Fondo monetario internazionale, dal momento che dobbiamo assolutamente sostenere questo Stato e il governo formato in seguito alle ultime elezioni, che sta intraprendendo un percorso democratico. Sono d’accordo con i colleghi che hanno parlato di passi specifici per il futuro, ovvero della possibilità di creare una zona di libero scambio e del regime dei visti. Si tratta di questioni di ordine quotidiano che dovremo risolvere in futuro.

 
  
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  Agustín Díaz de Mera García Consuegra (PPE).(ES) Signora Presidente, vorrei che venissero messe agli atti le ragioni del mio voto.

Approvo che l’Unione europea aiuti la Moldova a gestire una situazione critica. Approvo l’assistenza finanziaria fornita dal Fondo monetario internazionale e dall’Unione europea, ossia il sostegno urgente e aiuti finanziari ai cittadini della Moldova. Approvo il sostegno politico offerto al governo di coalizione di Chisinau, che aprirà le porte alla speranza – e sarà poi il sostegno finanziario a tenere aperte quelle porte.

I cittadini moldavi devono poter lasciare il proprio paese e viaggiare, motivo per cui approvo una politica adeguata in materia di visti. Approvo caldamente anche la scelta di un accordo di associazione. Signora Presidente, 100 milioni di euro non sembrano una somma sufficiente. Dobbiamo assolutamente fornire un’assistenza immediata e urgente.

 
  
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  Ioan Enciu (S&D).(RO) I segnali sempre più incoraggianti che l’Unione europea ha lanciato nei confronti di Chisinau sono stati accolti con grande entusiasmo, dal momento che la maggior parte dei cittadini di questo paese spera fortemente di potere diventare parte dell’Europa, aspirazione facilmente comprensibile.

L’Unione europea si è dimostrata in più di un’occasione capace di risollevare i suoi membri da difficili situazioni economiche e di avere dunque i meccanismi necessari per farlo. Tuttavia, ci sono ragioni per nutrire una certa preoccupazione, legata al pericolo che l’entusiasmo dei moldavi vada scemando. La ragione principale è che il modello di accordo proposto alla Moldova non offre le stesse garanzie sull’integrazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione offerto agli Stati dei Balcani occidentali. D’altra parte i negoziati sull’accordo richiederanno più tempo, come è stato dichiarato fin dall’inizio.

Io ritengo che l’Unione europea debba anche proporre rapidamente un’alternativa, ad esempio un massiccio piano di aiuti, forse addirittura un mini piano Marshall per la Moldova.

 
  
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  Leonard Orban, membro della Commissione. – (RO) Io ho fatto un’osservazione estremamente importante, ovvero che esiste, all’interno del parlamento, il sostegno politico necessario per rafforzare i legami con la Repubblica di Moldova e ad avvicinare questo paese all’Unione europea.

Mi trovo a dover rispondere nello specifico ad alcune delle questioni che sono state appena sollevate, una delle quali, tra le più importanti, è legata al coordinamento tra la Commissione europea e il Fondo monetario internazionale sulla concessione di un’assistenza macrofinanziaria. Come ho già detto, lavoriamo a stretto contatto con il Fondo monetario internazionale per il coordinamento delle nostre procedure di assistenza. E’ ancora troppo presto per prevedere l’esito di questi accordi, ma riteniamo che l’Unione europea dovrebbe puntare a garantire che il programma di adeguamento includa anche una serie di riforme che consideriamo essenziali al fine di assicurare il buon governo e una crescita sostenibile in futuro.

Sulla base dell’esperienza maturata dai programmi di assistenza macrofinanziaria per gli altri paesi, è possibile che, nel corso dei negoziati sulle esatte di erogazione degli aiuti, emergano alcune condizioni legate specificamente, ad esempio, al buon governo, che è stato citato da più oratori oggi, e all’armonizzazione della politica europea di vicinato. Desidero sottolinearlo ancora una volta: sulla base delle regole che dobbiamo rispettare, non possiamo concedere assistenza macroeconomica unilateralmente. E’ dunque necessario concludere un accordo tra le autorità della Repubblica di Moldova e il Fondo monetario internazionale. Senza tale accordo, l’assistenza macrofinanziaria di cui abbiamo parlato più nel dettaglio non potrà essere garantita.

D’altra parte, voglio assicurarvi che stiamo coordinando le nostre azioni con il Fondo monetario internazionale, che ha inviato una delegazione attualmente a Chisinau. Come ho già dichiarato, anche i nostri colleghi della direzione generale degli Affari economici e finanziari si trovano a Chisinau per coordinare il dialogo con il Fondo monetario internazionale, oltre che con le autorità moldave.

E’ stato anche menzionato un altro tema: quale altro tipo di assistenza mirata per la popolazione può offrire l’Unione europea alla Repubblica di Moldova, in modo da dimostrare che non vogliamo sostenere solamente le autorità del paese ma anche i suoi cittadini? Vorrei illustrarvi alcuni esempi. Questo tipo di assistenza da parte della Comunità ha portato vantaggi ben precisi alla popolazione, e continuerà a farlo.

Stiamo cofinanziando progetti per le infrastrutture stradali, per la modernizzazione dell’aeroporto di Chisinau, per l’ampliamento del Republican Clinical Hospital di Chisinau, che è l’ospedale più grande della città, oltre che per il consolidamento dell’assistenza medica primaria. Nella primavera di quest’anno abbiamo fornito attrezzature mediche a 60 cliniche nella Repubblica di Moldova, per un valore di 4,5 milioni di euro.

Dopo i territori palestinesi, questo paese è il principale beneficiario della Comunità in termini di assistenza pro capite. In quanto parte della politica europea di vicinato, il fondo dedicato all’assistenza, che aveva raggiunto i 40 milioni di euro nel 2007, è aumentato quest’anno arrivando a 62 milioni di euro, e si prevede che questa cifra continui a crescere.

Per il momento non possiamo quantificare con esattezza la portata del pacchetto di assistenza finanziaria nel quadro delle misure di sostegno macroeconomico e degli altri programmi e strumenti di sostegno che metteremo a disposizione. Forniremo dei dati al proposito quando saremo sul punto di concludere un accordo con le autorità moldave che risponda nello specifico alle esigenze del paese.

Sono stati sollevati due ulteriori temi. Il primo riguarda il calendario negoziale per la conclusione di un nuovo accordo di associazione con la Repubblica di Moldova. Sono lieto di riferirvi che la scorsa settimana la Commissione europea ha inviato una delegazione a Chisinau per delle consultazioni tecniche con le autorità in merito proprio ai negoziati sul nuovo accordo.

L’ordine del giorno degli incontri comprende anche il formato, gli obiettivi, il calendario dei negoziati, oltre alle componenti del futuro accordo. Abbiamo dunque già iniziato a discutere di questo tema.

L’ultima questione cui vorrei fare riferimento è quella del programma “Viaggio senza visto”. Secondo la dichiarazione congiunta rilasciata il 7 maggio 2009, che ha segnato il varo del partenariato orientale, l’Unione europea adotterà delle misure che porteranno gradualmente alla possibilità di viaggiare senza visto, con l’obiettivo a lungo termine di fare lo stesso con ogni paese membro di questo partenariato. A tal fine, è necessario che i paesi rispettino i requisiti relativi al buon governo e alla sicurezza e che garantiscano la sicurezza degli spostamenti.

Allo stato attuale, la Commissione europea sta attendendo con particolare interesse il dibattito in Consiglio riguardo all’inizio di un dialogo strutturato con la Repubblica di Moldova sulla possibilità di permettere i viaggi senza visto. Fino allora noi continueremo a incoraggiare le autorità moldave a portare avanti le riforme nell’area della giustizia, della libertà e della sicurezza, il che non potrà che agevolare le trattative su un allentamento del regime dei visti.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), per iscritto. (RO) La relazione della Commissione europea sulla situazione economica e finanziaria nella Repubblica di Moldova è inequivocabile. Il governo di Chisinau sta attraversando una fase difficile, causata non solo dalla recessione economica globale, ma anche dalle decisioni economiche sbagliate o rimandate troppo a lungo dal precedente governo. Oltre a questo, tra le certezze di cui disponiamo in questo momento, vi è il fatto che la Repubblica di Moldova si è apertamente dichiarata in favore dell’opzione europea e che vuole essere molto più che un semplice Stato confinante con l’Unione.

Allo stato attuale, la Moldova sta cercando un sostegno per uscire dalla crisi economica e anche degli alleati. La Moldova è parte integrante dell’Europa e il sostegno da parte della Comunità potrebbe giungere nella forma di misure specifiche, oltre che in termini di incoraggiamento e di dichiarazioni di sostegno e di riavvicinamento. Viviamo in un’Europa globale e interconnessa, in cui nessun governo può fare dei miracoli da solo, soprattutto se il popolo, dimenticato troppo a lungo dai suoi stessi governanti, si aspetta che possano avvenire dall’oggi al domani.

La cooperazione offerta dall’Europa alla Moldova e un maggior riavvicinamento tra Chisinau e Bruxelles infonderanno nuova fiducia in quanti vogliano investire in questo paese – il che, a lungo termine, garantirà stabilità e crescita.

 
  
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  George Sabin Cutaş (S&D), per iscritto. (RO) Il cammino della Repubblica di Moldova verso la democrazia è stato complesso e si è rivolto adesso verso l’Europa. La nuova maggioranza di governo a Chisinau si trova tuttavia in una posizione delicata, dal momento che si sta anche riprendendo dal rinvio del voto parlamentare sulla nomina del presidente della Repubblica.

Parallelamente, la difficile situazione economica che il nuovo governo si trova a dover affrontare potrebbe avere gravi ripercussioni a livello sociale e politico. In tali condizioni è necessario un sostegno ampio e urgente da parte dell’Unione europea in molti settori, compresi i tre filoni del futuro accordo di associazione, ovvero l’accordo politico, l’accordo sul libero scambio e l’accordo sui visti.

Il sostegno finanziario è fondamentale per garantire la stabilità di questo Stato e per incoraggiare le riforme democratiche ed economiche. L’UE e l’FMI devono mettere a disposizione consistenti aiuti macroeconomici per coprire il deficit di bilancio e i costi sociali per il prossimo futuro.

Io mi auguro che le elezioni presidenziali in Moldova, da una parte, e i cambiamenti che interverranno all’interno della Commissione europea e rispetto alla presidenza dell’Unione, dall’altra non modificheranno la priorità che è necessario attribuire all’assistenza europea a questo Stato, così vicino a noi e sul cui territorio si sta consumando il conflitto irrisolto più vicino ai confini dell’Unione europea. Non bisogna sottovalutare questo fattore perché ha effetti diretti sulla stabilità dell’Europa orientale e sulla sicurezza dei confini europei.

 
  
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  Rafał Kazimierz Trzaskowski (PPE), per iscritto.(PL) La Repubblica di Moldova è un partner estremamente importante per l’Unione europea, e la situazione all’interno del paese si riflette sulla stabilità dell’intera regione. Il nuovo governo vorrebbe aderire all’Unione europea ed è per questo che dobbiamo sostenerlo, al fine di assicurarci che i cambiamenti che il paese sta attraversando si svolgano in modo corretto. In questo contesto, è estremamente importante sfruttare le opportunità fornite dalla cooperazione nel quadro del partenariato orientale, il che implica la firma di un accordo di associazione e la liberalizzazione della politica sui visti. L’Unione europea ha bisogno di ricordare quanto sia importante il suo sostegno alle ex repubbliche sovietiche nel tentativo di democratizzare la loro vita politica.

 
  
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  Iuliu Winkler (PPE), per iscritto. (RO) In considerazione della nuova situazione politica nella Repubblica di Moldova, accogliamo con estremo favore l’annuncio, da parte della presidenza svedese, dell’imminente inizio dei negoziati per un nuovo accordo con questo paese, volto a sostituire l’attuale accordo di partenariato e di cooperazione. Il destino europeo della Repubblica di Moldova è stato rafforzato dal governo di maggioranza filoeuropeo all’interno del parlamento di Chisinau.

Io ritengo che, soprattutto adesso che le conseguenze della crisi economica vengono ancora avvertite profondamente, la Repubblica di Moldova debba essere sostenuta dall’Unione europea, anche da un punto di vista finanziario, identificando i meccanismi che possano favorire le riforme nel paese e aiutandolo così a esaudire il suo desiderio di aderire all’Unione. I meccanismi legati alla cooperazione economica e agli accordi commerciali sono strumenti efficaci per far sì che il destino europeo della Repubblica di Moldova diventi realtà.

Le favorevoli condizioni commerciali concesse dall’Unione europea all’inizio del 2006 e l’adesione della Moldova alla zona di libero scambio dell’Europa centrale (CEFTA) nel 2007 insieme a tutti gli Stati dei Balcani occidentali, alcuni dei quali sono canditati dell’UE, legano l’economia di questo paese al mercato unico europeo. A questo punto, la Moldova può sperare di integrarsi all’interno dell’Unione europea. Io ritengo che le istituzioni europee debbano attribuire grande importanza non solo alle relazioni politiche con la Repubblica di Moldova, ma anche a quelle economiche e commerciali.

 
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