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Resoconto integrale delle discussioni
Mercoledì 20 gennaio 2010 - Strasburgo Edizione GU

10. SWIFT (discussione)
Video degli interventi
Processo verbale
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca la discussione sulla dichiarazione del Consiglio su SWIFT.

 
  
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  Diego López Garrido, presidente in carica del Consiglio.(ES) Signor Presidente, si tratta di una dichiarazione del Consiglio su un programma che, come ben sapete, consta di un accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti volto a tracciare le transazioni finanziarie correlate al terrorismo e, quindi, a scambiare e trasferire dati di natura finanziaria. Credo che tutti concordiamo su questo aspetto. Il suddetto accordo è in vigore da alcuni mesi, funziona correttamente e garantisce continuità del flusso di informazioni ai fini del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP).

In vista della scadenza formale dell'accordo prevista per il prossimo 31 gennaio, nel corso dello scorso semestre di presidenza svedese il Consiglio ha ritenuto necessario predisporre un accordo per garantire il proseguimento del suddetto programma. Il 30 novembre 2009 il Consiglio ha quindi approvato una decisione per la firma del suddetto accordo, meglio noto come programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP).

Si tratta di un accordo ad interim, quindi valido solo per un breve periodo, che in linea di massima dovrebbe scadere il 31 ottobre 2010. Come ho già detto, l'accordo temporaneo approvato dal Consiglio l’anno scorso, andrà comunque a scadenza, a meno che il Parlamento europeo non intervenga prima.

Questa è la situazione attuale. A seguito della firma dell'accordo provvisorio la Commissione non ha più inviato alcuna comunicazione sul contenuto dell'accordo al Parlamento europeo, che ancora non dispone del documento. Posso tuttavia preannunciarvi che l’accordo sarà presentato la settimana prossima: esso sarà reso noto al Parlamento europeo il prossimo 25 gennaio e sarà trasmesso, adeguatamente tradotto, al Parlamento europeo per approvazione.

La Commissione ci ha spiegato che non le è stato ancora possibile inoltrare il testo perché non ha ultimato le necessarie traduzioni. Il Consiglio non ha quindi ricevuto dalla Commissione il testo multilingue poiché, come ho appena accennato, la traduzione nelle diverse lingue comunitarie è ancora in fieri: e sapete bene che il Consiglio non può trasmettere il testo dell'accordo al Parlamento europeo prima del completamento delle varie versioni linguistiche, che dipendono dalla Commissione; e che saranno trasmesse il 25 gennaio prossimo.

In futuro, inoltre, e in previsione di un accordo definitivo e non più provvisorio, la Commissione intende formulare alcune raccomandazioni per l'elaborazione di un accordo di lungo termine: che non scada quindi nell’ottobre del prossimo anno, come quello di cui parliamo oggi, ma abbia lunga durata. Tale accordo dovrà essere negoziato e concluso conformemente alla nuova base giuridica prevista dal trattato di Lisbona, con il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo, che in realtà è già pienamente coinvolto nella definizione di tali accordi. Lo stesso avverrà per il prossimo accordo in merito al quale la Commissione non ha ancora formulato alcuna raccomandazione.

Per concludere, vorrei ricordare che si tratta di una questione estremamente importante poiché riguarda una procedura, un programma di lotta al terrorismo. Il fallito attentato di Detroit ci ricorda che il pericolo è sempre attuale, che la minaccia persiste e quindi gli Stati membri non devono permettere che si interrompa il flusso continuo di dati di messaggistica finanziaria relativi al programma TFTP, come ha spiegato il giudice Bruguière nel suo intervento a porte chiuse presentato a questo Emiciclo lo scorso novembre. A suo avviso diversi Stati membri hanno potuto beneficiare e trarre vantaggio dalle informazioni fornite agli Stati Uniti per individuare ed evitare attività terroristiche.

Queste considerazioni hanno indotto il Consiglio ad adoperarsi, durante lo scorso semestre di presidenza svedese, per l’applicazione provvisoria di un nuovo accordo per evitare la prossima scadenza al 31 gennaio, e la conseguente interruzione di qualsiasi possibile flusso di informazioni. Il Consiglio non poteva agire altrimenti e ovviamente comprendiamo bene la vostra posizione riguardo la trasmissione delle informazioni al Parlamento europeo. Ribadisco che il mancato inoltro delle informazioni è dovuto al ritardo accumulato dalla Commissione nell'elaborazione delle necessarie traduzioni.

 
  
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  Manfred Weber, a nome del gruppo PPE.(DE) Signor Presidente, Presidente Garrido, onorevoli deputati, questo dibattito è stato inizialmente condizionato dal senso di frustrazione e di irritazione provato da numerosi deputati al Parlamento europeo che avevano l'impressione che il Consiglio, ancora una volta, agisse in modo affrettato prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona. Per tale motivo mi rallegro del fatto che il Consiglio abbia compreso che è utile consultare il Parlamento europeo, applicare le disposizioni del nuovo trattato di Lisbona in materia di procedure di ratifica e dare a noi la possibilità di valutare l'opportunità o meno di applicare l'accordo.

In questo iter legislativo, se decidiamo di percorrerlo, il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici Cristiani) applicherà criteri decisionali chiari. Sono da considerare entrambi i lati della medaglia: da una parte, il gruppo del PPE si attiene al principio chiaro secondo cui i dati europei, ovunque siano essi conservati, devono essere protetti secondo standard europei. Insistiamo affinché sia riconosciuto il diritto di ricorso a coloro che ritengano di aver subito un trattamento iniquo dei propri dati nel corso di eventuali controlli. E sosteniamo il principio della trasmissione dei dati solo in casi specifici, e non in linea generale, e solo qualora la persona in esame sia sospettata di reato. Per il nostro gruppo questi sono argomenti importanti.

D'altro canto, naturalmente noi vogliamo collaborare con gli Stati Uniti e con i nostri partner nella lotta al terrorismo. Non vogliamo che, a fronte di un’eventuale scadenza dell’accordo, alcuni Stati debbano subire particolari pressioni, come ad esempio il Belgio, perché allora gli Stati potrebbero iniziare ad agire in base ad accordi bilaterali. Anche in questo caso serve molta attenzione: il gruppo PPE esaminerà la questione dopo la presentazione della proposta legislativa.

Vorrei chiedere ancora una volta al Consiglio e alla Commissione di non temporeggiare e trasmetterci il testo quanto prima per consentirci di esaminarlo. Questo Parlamento sa lavorare con celerità e sapremo esaminare la questione rapidamente. Spetterà poi ai ministri, e consentitemi di sottolineare molto chiaramente che spetterà soprattutto ai ministri degli Interni, convincere il Parlamento europeo che i metodi oggi proposti nell’accordo all’ordine del giorno sono assolutamente necessari per la lotta al terrorismo.

Noi manteniamo un atteggiamento di apertura, ma l'esecutivo, vale a dire i ministri, devono ancora esercitare la loro opera di convincimento nei nostri confronti.

 
  
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  Martin Schulz, a nome del gruppo S&D(DE) Signor Presidente, con il trattato di Lisbona avviamo un processo legislativo importante.

Signor Ministro, se nel trattare un argomento così delicato lei ci dice che il ritardo è dovuto alle traduzioni, o meglio alla loro assenza, e che ce ne dobbiamo fare una ragione allora, seppure con il massimo rispetto, mi consenta di affermare che questa è soltanto una scusa per proteggere il Consiglio e tentare di acquietare i deputati di questo Emiciclo. Non ci crediamo. Ne prendo semplicemente atto e passo oltre.

L’aspetto fondamentale della questione è piuttosto il mancato coinvolgimento del Parlamento europeo. Trattandosi di accordi internazionali di tale portata lo trovo inammissibile. Chiediamo un chiaro coinvolgimento del Parlamento europeo dal primo giorno di applicazione dell’accordo. Il motivo lo ha spiegato con grande precisione l'onorevole Buzek, presidente del Parlamento europeo, affermando che l'accordo SWIFT crea i presupposti per gravi violazioni delle libertà fondamentali dei cittadini, che sono garantite costituzionalmente nella maggior parte degli Stati membri dell'UE e nella Carta dei diritti fondamentali.

Ad ogni modo, se nel quadro di un tale accordo sono necessari provvedimenti esecutivi che possano cagionare violazioni delle libertà fondamentali, è assolutamente necessario tutelare giuridicamente i cittadini europei contro tali violazioni. Questo significa garantire la massima protezione dei dati da ogni punto di vista, prevedere la cancellazione dei dati dopo un periodo di tempo certo e determinato e prevedere precise istanze di ricorso per i cittadini in caso di violazione dei loro diritti fondamentali. Uno degli elementi basilari del principio dello stato di diritto è quello di mettere i cittadini in condizione di tutelarsi contro trattamenti arbitrari da parte dello Stato.

L’Unione europea non può invalidare questa tradizione giuridica radicata nei sistemi dei 27 Stati membri adducendo la mancanza di traduzioni. Se siamo convinti di voler sviluppare lo stato di diritto a livello europeo, dobbiamo anche saper trasporre a tale livello il modello di intervento necessario per motivi di sicurezza, ma anche la legittima tutela dei cittadini.

Il Consiglio deve quindi spiegarci qual è il valore aggiunto dell'accordo SWIFT che, secondo gli auspici del Consiglio, dovrebbe entrare in vigore a titolo provvisorio. E non mi soffermerò sui casi di violazione dei dati da parte dei numerosi servizi di sicurezza statunitensi. Qualcuno mette dell'esplosivo nella biancheria e vola su una tratta transatlantica. Ad oggi sono questi i risultati dell'intensa attività di sicurezza svolta dai servizi segreti americani. Ma non è da questo che può dipendere.

Mi chiedo perché dobbiamo applicare questa procedura prioritaria visto che esiste già un accordo tra Unione europea e Stati Uniti sull'assistenza giuridica temporanea, concluso il 1° febbraio 2009, che all'articolo 4 stabilisce in modo preciso le modalità di trasmissione dei dati bancari in caso di sospetti fondati. Questo significa che l'entrata in vigore dell'accordo SWIFT non fornirebbe alcun valore aggiunto in termini di protezione.

Quindi non comprendiamo le ragioni di tanta fretta; e il tedesco, la mia lingua, usa un’espressione ancora più colorita per definire questa urgenza di accelerare le procedure. La nostra unanime richiesta al Consiglio deve essere formulata in modo molto preciso: inviateci i documenti pertinenti! Discuteremo la questione e concluderemo la procedura parlamentare con la necessaria rapidità perché vogliamo sicurezza ma non solo per gli organismi di sicurezza; vogliamo la sicurezza dei cittadini che dovrebbero essere protetti anche dai suddetti organismi di sicurezza. Credo che questo sia lo scopo dell'accordo, ma in tal caso vogliamo anche che esso entri in vigore come un'apposita legge.

 
  
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  Guy Verhofstadt, a nome del gruppo ALDE.(FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, iniziamo con le buone notizie: la presidenza spagnola ha annunciato la presentazione del documento per lunedì 25 gennaio, vale a dire lunedì prossimo. Ho segnato la data: significa che abbiamo una settimana di tempo per discuterne in Parlamento; questa è la realtà dei fatti.

Signor Presidente, come ho già anticipato, e sperando nel sostegno degli altri gruppi parlamentari, vorrei chiedere alla Conferenza dei presidenti di indire sia una riunione della compente commissione parlamentare che una tornata dedicata all’esame di questo accordo ad interim, poiché sarebbe insensato farlo entrare in vigore il prossimo 1° febbraio senza averlo prima discusso in Aula.

Mi rivolgo al Presidente Zapatero: vi sono due possibili risposte, una affermativa e una negativa. Posso anticipare che un eventuale “sì” dipenderà da una serie di condizioni: è importante saperlo e dobbiamo ricevere una risposta a tale riguardo prima del 25 gennaio. Il Parlamento europeo non ha ricevuto alcun riscontro alle condizioni formulate.

Le condizioni a cui mi riferisco sono le seguenti: in primis tenere sempre aggiornato il Parlamento europeo e trasmettergli tutte le necessarie informazioni; in secondo luogo, coinvolgere il Parlamento nel negoziato sull’accordo definitivo e in terzo luogo, tenere conto delle nove condizioni sulle disposizioni da inserire nell’accordo formulate dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni nella sua risoluzione e successivamente approvate da questo Emiciclo.

La nostra richiesta è molto semplice: la presidenza non deve limitarsi a trasmetterci il documento provvisorio il 25 gennaio ma deve anche rispondere alle tre richieste di cui sopra. In caso di risposta positiva, l’accordo potrebbe ricevere la nostra approvazione; in caso contrario, credo che l’esito della votazione sarà probabilmente negativo, o quanto meno questo è il parere del mio gruppo.

E’ doveroso rilevare che in caso di voto negativo l’accordo ad interim non potrà entrare in vigore il 1° febbraio. Questa è la situazione attuale, e domani chiederò comunque alla Conferenza dei presidenti di indire sia un’apposita riunione della commissione sull’argomento che una tornata dedicata alla discussione dell’accordo provvisorio.

 
  
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  Rebecca Harms, a nome del gruppo Verts/ALE.(DE) Signor Presidente, la frustrazione del Parlamento europeo ora si riversa tutta sulla presidenza spagnola, che ha appena avviato il suo mandato e che deve farsene carico a nome di tutto il Consiglio; comunque la sottoscritta vi considera coinvolta in prima persona. Deploro l’assenza di rappresentanti della Commissione ai posti 21 e 22 dato che, se non sbaglio, la Commissione avrebbe dovuto accelerare l’intero iter quando si è chiesto al Parlamento europeo di avviare la procedura di approvazione del testo. Ciononostante, la Commissione evita di assumersi le sue responsabilità e di partecipare alla discussione.

Senza ripetere quanto già affermato dai colleghi, consentitemi di affermare che per il Consiglio sarebbe estremamente rischioso far entrare in vigore questo accordo SWIFT prima del voto del Parlamento europeo sul testo che vorrete trasmetterci. Se continuerete a premere a velocità folle per il 1° febbraio – e giustamente l’onorevole Schulz ha usato un’espressione tedesca molto colorita per descrivere l’intera procedura - credo che oltre ad apparire come una provocazione nei confronti del Parlamento europeo, l’intero processo sarà da intendersi anche come una violazione dei trattati, e in particolare una violazione del trattato di Lisbona da poco entrato in vigore; sarebbe un gesto irresponsabile.

In casi urgenti, è possibile scambiare informazioni vitali in virtù di accordi giuridici bilaterali già in vigore con gli Stati Uniti o con altri paesi. Di conseguenza non c’è nessuna fretta.

Vorrei ribadire ancora una volta che i cittadini dell’Unione europea ci osservano con attenzione per vedere come reagiamo al tanto acclamato trattato di Lisbona. Allo stato attuale dei fatti non esercitare il controllo parlamentare, accettare questa violazione delle leggi nazionali in materia di protezione dei dati e contravvenire alla Carta dei diritti fondamentali, tante volte evocata nella discussione sul trattato di Lisbona, apparirà come un’azione suicida e del tutto inammissibile. Ad ogni modo, signor Ministro, lei condivide la responsabilità di tutto ciò con la Commissione.

Ho ancora una domanda: ho appena appreso che alcune versioni linguistiche dell’accordo SWIFT sono già state pubblicate. Vorrei gentilmente sapere quali versioni sono già apparse sulla Gazzetta Ufficiale, in che data e perché i suddetti documenti non sono ancora stati messi a disposizione del Parlamento europeo.

 
  
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  Timothy Kirkhope, a nome del gruppo ECR.(EN) Signor Presidente, i recenti fatti di cronaca ci hanno ancora una volta ricordato quanto sia importante condividere le informazioni per garantire la sicurezza dei cittadini europei. SWIFT si è rivelato un utile strumento in tal senso. Fortunatamente, in occasione di un incontro a Washington con alcuni funzionari del governo statunitense, e in particolare con David Cohen, vice segretario per il controllo del finanziamento del terrorismo all’interno del dipartimento del Tesoro, sono stato rassicurato dai sistemi di controllo multipli e dai meccanismi di protezione e vigilanza indipendente che spero rendano irreprensibile l’attuazione di questo nuovo accordo.

Devo invece esprimere grande preoccupazione nel constatare l’insufficiente livello di consultazione del Parlamento europeo da parte del Consiglio e i presunti ritardi della Commissione. E’ fondamentale informare in modo adeguato e frequente tanto il Parlamento europeo che i suoi rappresentanti eletti per non rendere il consenso parlamentare uno strumento retroattivo. trattamento Questo atteggiamento da parte del Consiglio mina i valori e i principi democratici che sottendono l’attività di questo emiciclo e di questo Parlamento. Auspico vivamente che il Consiglio, e quindi la presidenza, prendano debitamente in considerazione tali osservazioni.

 
  
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  Rui Tavares, a nome del gruppo GUE/NGL.(PT) Signor Presidente, per tutta la durata di questa procedura il Parlamento europeo è stato trattato in modo offensivo o quasi umiliante. E’ inaccettabile sentirsi dire che dobbiamo aspettare le versioni linguistiche quando sappiamo da fughe di notizie che diverse versioni già in possesso della stampa.

Ciononostante, una bozza dell'accordo ci è stata presentata un venerdì, a Bruxelles dopo che i membri del Parlamento europeo erano rientrati a Strasburgo. A Bruxelles era rimasto un unico eurodeputato: il sottoscritto.

Anche i numerosi riferimenti alla relazione Bruguière, una relazione coperta dal segreto, sono inaccettabili. Non è convincente poiché chiunque abbia letto la suddetta relazione ne conosce la carenza di dati empirici.

E’ altresì inaccettabile affermare che si tratta di una relazione provvisoria, giacché i dati che verranno raccolti nei prossimi nove mesi saranno nelle mani dell'amministrazione statunitense per cinque anni; e potrebbe trattarsi di una amministrazione guidata da Sarah Palin piuttosto che dal presidente Obama. Come può un cittadino europeo sentirsi protetto? Il Consiglio ci costringe palesemente a respingere questo accordo, e non ci semplifica affatto il lavoro.

Respingendo l'accordo, agevoliamo comunque la Commissione, poiché sappiamo bene che i neoeletti commissari, le signore Malmström e Reding saranno sicuramente in grado di negoziare un ottimo accordo anche ripartendo da zero, e siamo certi che saranno disposte a farlo.

 
  
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  Martin Ehrenhauser (NI).(DE) Signor Presidente, negli ultimi anni è stato adottato un enorme numero di provvedimenti in nome della lotta al terrorismo, anche da parte del Consiglio. Tuttavia, molte di queste misure non sono ragionevolmente proporzionali all'entità effettiva della minaccia rappresentata dal terrorismo; al contrario, si traducono in restrizioni inaccettabili dei diritti dei cittadini. E lo scambio sistematico di informazioni, indipendentemente dai sospetti, previsto nell'accordo SWIFT non fa certamente eccezione. Persino il dipartimento federale della polizia criminale tedesca, che sicuramente non è famoso per la protezione dei dati, ha dovuto ammettere che il provvedimento è assolutamente inadeguato. Dobbiamo fermare queste continue restrizioni dei diritti dei cittadini e non dobbiamo approvare l'accordo provvisorio.

Per quanto riguarda i metodi del Consiglio, vorrei ancora una volta ribadire che gli Stati Uniti hanno esaminato e archiviato i dati degli utenti SWIFT senza alcuna forma di restrizione. Invece di sanzionare tale comportamento il Consiglio gli ha conferito valore legale! Naturalmente vorrei anche sollecitare il Consiglio a trasmettere quanto prima al Parlamento europeo tutte le informazioni relative all’argomento in esame.

 
  
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  Diego López Garrido, presidente in carica del Consiglio.(ES) In un intervento, credo in quello dell'onorevole Harms, si è parlato della presunta pubblicazione di una delle versioni linguistiche. Naturalmente non dispongo di tale informazione, che verificherò e vi fornirò per iscritto. Ribadisco che il prossimo 25 gennaio il Parlamento europeo disporrà del testo dell'accordo che entrerà provvisoriamente in vigore il prossimo 1° febbraio. Conformemente al diritto europeo, all'articolo 218 del trattato di Lisbona e alla convenzione di Vienna, gli accordi firmati possono entrare provvisoriamente in vigore: quindi la procedura è valida.

Per l'Unione europea, e naturalmente per il Consiglio, è importante che questo accordo rimanga in vigore; e altrettanto importante è che rimangano in vigore gli accordi relativi al programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi. Lo consideriamo un passo importante, utile alla lotta contro il terrorismo. Esso prevede una forma di collaborazione con gli Stati Uniti, un paese degno di fiducia, un paese partner, un paese vicino che persegue il nostro stesso scopo: lottare contro il terrorismo. Questo non ha nulla a che vedere con il ritardo nella trasmissione delle versioni linguistiche, che non è assolutamente una scusa, onorevole Schulz, né è un modo per guadagnare tempo, onorevole Weber.

Come ben sapete, alcune settimane fa, o forse alcuni mesi fa, la presidenza svedese, il Consiglio, ha suggerito di inviare al Parlamento europeo il testo disponibile in un'unica lingua; ma la Commissione si è resa conto che non era possibile e che doveva essere proprio la Commissione a produrre e trasmettere tutte le versioni linguistiche. Il Consiglio, attraverso la presidenza svedese, aveva buone intenzioni che non abbiamo potuto concretizzare per motivi tecnici e giuridici; motivo per cui il testo arriva solo ora. Comprendo che il Parlamento europeo avrebbe voluto ricevere questa versione tempo addietro e concordo pienamente. Se fossi stato un eurodeputato, avrei formulato i vostri stessi pensieri e avrei voluto ricevere le suddette versioni linguistiche prima. Non è stato possibile per i motivi che vi ho già illustrato, ma questo non ha nulla a che vedere con strategie per guadagnare tempo o nascondere qualcosa. Non si tratta di una scusa, nel modo più assoluto.

Credo che il Parlamento europeo potrà partecipare appieno all'accordo in esame, data l’entrata in vigore del trattato di Lisbona che noi stessi, o almeno la maggior parte di noi credo, ha approvato e che riconosce al Parlamento europeo il potere di partecipare in modo sovrano. Se lo desidera, il Parlamento potrà interrompere la validità di questo accordo provvisorio e partecipare quindi al negoziato del conseguente accordo di lungo periodo. Insieme al Consiglio, naturalmente, avrà pieni poteri per influenzare il contenuto dell'accordo SWIFT, che consideriamo molto importante e che merita di essere discusso in questo emiciclo in modo serio e attento, senza fretta né pressioni, per riprendere una vostra espressione.

Siamo inoltre assolutamente d'accordo sulla necessità di rispettare i diritti fondamentali dei cittadini, il diritto alla privacy e la normativa europea sulla protezione dei dati, e in questo mi rivolgo all'onorevole Verhofstadt e ad altri onorevoli deputati intervenuti. Oggi disponiamo anche di un ulteriore strumento a tutela dei suddetti diritti, vale a dire la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Entrata in vigore insieme al trattato di Lisbona, è oggi pienamente in vigore e salvaguarda, tra gli altri, il diritto alla privacy e alla protezione dei dati, per cui sussistono tutte le condizioni per realizzare un buon accordo.

Per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Verhofstadt di inviare una lettera al Consiglio o ottenere immediatamente la sua posizione sulle condizioni fissate dal Parlamento europeo, credo che sia meglio attendere che il Parlamento disponga del documento: saremo a vostra disposizione per discuterne ogni aspetto, valutare tutte le vostre condizioni e poter così giungere ad un accordo serio, rigoroso e svincolato da qualsiasi pressione.

Naturalmente, per il momento riteniamo fondamentale far entrare in vigore l’accordo provvisorio; e, in ogni caso, il trattato di Lisbona riconosce al Parlamento europeo pieni poteri per decidere sostanzialmente se far proseguire o meno l'accordo. Questo dipenderà da voi. Dipenderà dal Parlamento europeo.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa. Ho anticipato che non c'è possibilità di dare la parola ad altri. Se c'è una richiesta su una mozione d'ordine posso dare la parola. Prego.

 
  
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  Sophia in 't Veld (ALDE).(EN) Signor Presidente, vorrei solo capire una cosa: se l'accordo è disponibile in una sola lingua o comunque solo in alcune versioni, vorrei allora conoscere le capacità linguistiche dei membri della Commissione e del Consiglio che lo hanno firmato e approvato il 30 novembre. Esso deve essere disponibile.

 
  
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  Presidente. − Non era una mozione d'ordine, ma abbiamo dato la possibilità perché la collega, in maniera così educata, ha chiesto la parola. Prego ministro.

 
  
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  Diego López Garrido, presidente in carica del Consiglio.(ES) Ribadisco quanto ho già affermato: verificherò le informazioni sul documento che mi ha fornito l'onorevole Harms, se non sbaglio. Non posso rispondere ora perché ovviamente non ho il documento a portata di mano, ma fornirò le spiegazioni del caso.

Ad ogni modo, ribadisco che il 25 gennaio disporrete del testo dell'accordo e potremo discuterne quanto vorrete. La presidenza spagnola, il governo ed il Consiglio sono a vostra disposizione per dialogare quanto vorrete, e in modo approfondito, sull’accordo provvisorio in esame, la cui futura entrata in vigore dipenderà dal Parlamento europeo.

 
  
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  Presidente. − Quando si fanno le eccezioni poi diventano tante e io non posso negare la parola all'onorevole Schulz. Prego onorevole Schulz.

 
  
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  Martin Schulz (S&D).(DE) Signor Presidente, mi scuso per aver chiesto ancora una volta la parola. Non mi succede spesso, ma qui non ci troviamo ad un parco dei divertimenti. Signor Ministro, l'accordo è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 13 gennaio 2010. Non è sua la responsabilità, ma se ora ci dice che prima di rispondere deve scoprire quali versioni linguistiche siano disponibili, allora devo ribadire che questo non è un evento ricreativo per il reciproco divertimento dei membri del Parlamento europeo e dei ministri: questa è un’assemblea legislativa in cui si deve lavorare seriamente!

Vorrei rivolgermi al Consiglio, e non alla presidenza spagnola, per dire che il modo in cui ha trattato le questioni all’ordine del giorno dimostra una totale mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento europeo. E’ ormai giunto il momento che gli onorevoli deputati di questo Parlamento chiedano al Consiglio di porre fine a questi inganni. Esiste una procedura legislativa seria, che in Europa implica naturalmente che tutti i documenti e i dossier siano disponibili in tutte le lingue comunitarie all'inizio della procedura; e questo non significa che dobbiamo andare alla ricerca dei documenti con una sorta di sfera di cristallo, dopo che la procedura si è presumibilmente conclusa. Questa non è una procedura sana. Le chiedo nuovamente di indicarci le versioni linguistiche disponibili all'atto della pubblicazione del testo nella Gazzetta ufficiale del 13 gennaio scorso. La mia è una richiesta formale, a nome del nostro gruppo.

 
  
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  Presidente. − Vi prego colleghi, dopo l'intervento dell'onorevole Schulz diamo la parola al ministro per l'ultima replica e chiudiamo la discussione.

 
  
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  Diego López Garrido, presidente in carica del Consiglio.(ES) Forniremo al Parlamento europeo tutte le informazioni che ha richiesto: sulle versioni linguistiche, su quelle disponibili eccetera; soprattutto, lo faremo in modo serio e attento.

Non credo che il Consiglio abbia trattato il Parlamento europeo in modo umiliante né che gli abbia in alcun modo negato delle informazioni. Mi riferisco alla presidenza svedese che durante lo scorso semestre ha fatto tutto il possibile per essere in condizione di presentare l'accordo a questo emiciclo, fatto di per sé giuridicamente impossibile, giacché alcune versioni linguistiche non erano ancora disponibili. Ora che il trattato di Lisbona è entrato in vigore, il Parlamento europeo sarà in grado di discutere tutti gli aspetti della questione; e il Consiglio è pronto a fornirgli tutte le informazioni richieste e ad avviare un dialogo su questo tema.

Non credo che questo significhi trattare il Parlamento europeo in modo scorretto, e quindi non condivido i sentimenti espressi dall'onorevole Schulz al riguardo. I fatti lo dimostreranno: il Parlamento europeo avrà a disposizione un testo completo, che potrà discutere con il Consiglio per tutto il tempo che vorrà, approfondendolo a suo piacimento, e avrà l'ultima parola sul testo.

E' semplice; credo quindi che non vi sia ragione di temere che il Consiglio possa tacere informazioni su un qualsiasi argomento. Il Consiglio è pienamente convinto della necessità di rispettare i diritti fondamentali dell'Unione europea; ed è altrettanto convinto della necessità di rispettare il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini dell’Europa.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa. Non do la parola a nessun altro su questo argomento.

Dichiarazioni scritte di voto (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Franz Obermayr (NI), per iscritto.(DE) Quello che viene definito accordo SWIFT (Società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali) regola il trasferimento di dati attraverso la rete mondiale interbancaria. Quotidianamente 8 000 istituti monetari di 200 diversi paesi del mondo comunicano tra di loro attraverso i canali di questa società, che ha sede legale in Belgio e centri di raccolta dati nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Secondo la Commissione europea, è possibile richiedere dati soltanto in riferimento a trasferimenti internazionali e il servizio è strettamente riservato a quei servizi segreti che conducono indagini sul terrorismo. Tuttavia, sia politici di alto livello, sia esperti in materia di criminalità dubitano del fatto che negli Stati Uniti i dati siano utilizzati unicamente per contrastare attività terroristiche. Abuso di dati, violazione dei diritti civili e trasferimento di dati a terzi sono pericoli reali che potrebbero derivare dall’accordo SWIFT. In qualità di membri del Parlamento europeo dobbiamo assolutamente impedire l’entrata in vigore del suddetto accordo e il conseguente trasferimento dei dati negli Stati Uniti, che sicuramente non dovrà avvenire senza l’approvazione del Parlamento europeo. L’eventuale entrata in vigore provvisoria dell’accordo a febbraio, in attesa che si svolga il dibattito presso il Parlamento europeo rappresenterebbe una grave violazione del principio fondamentale di democrazia.

 
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