Vittorio Prodi, relatore. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, il cambiamento climatico costituisce una minaccia reale che dobbiamo essere pronti ad affrontare nonostante l'impatto differenziato che avrà sui nostri territori. Il degrado degli ecosistemi provocherà un duro colpo alla salute delle nostre economie e dei cittadini europei. Abbiamo già in passato invocato una diplomazia e una giustizia climatica: ora dobbiamo costruirle, parlando con una voce sola.
Sono convinto che l'Unione europea debba mantenere una posizione di leadership nella lotta al cambiamento climatico e che qualsiasi ritardo nell'avvio di tale azione farà crescere a dismisura i costi ambientali, sociali ed economici. Dobbiamo anzitutto riconoscere il ruolo centrale delle autorità locali e regionali e la necessità di coordinare insieme a loro l'innovazione ecologica ed economica facilitata dai progressi tecnologici.
Con l'adozione del Libro bianco, invitiamo la Commissione e gli Stati membri a promuovere partenariati pubblico-privati per aiutare a finanziare tutte le iniziative legate ai piani di adattamento. Ogni metro quadrato del nostro territorio dovrà essere curato per conservare il suolo, trattenere l'acqua per evitare fenomeni di erosione, e poi alimentare le falde, anche con reiniezione diretta di acqua di superficie. Sarà necessario un approccio sistemico, inclusivo delle energie rinnovabili, affinché l'adattamento sia possibile.
Vorrei infine ringraziare sentitamente tutti i colleghi che hanno contribuito al successo di questa relazione.