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Procedura : 2010/2055(INI)
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Ciclo del documento : A7-0218/2010

Testi presentati :

A7-0218/2010

Discussioni :

PV 06/09/2010 - 21
CRE 06/09/2010 - 21

Votazioni :

PV 07/09/2010 - 6.8
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P7_TA(2010)0298

Discussioni
Lunedì 6 settembre 2010 - Strasburgo Edizione GU

21. Interconnessione dei registri delle imprese (breve presentazione)
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PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A7-0218/2010), presentata dall’onorevole Lechner a nome della commissione giuridica, sull’interconnessione dei registri delle imprese [COM(2009)06142010/2055(INI)] (A7-0218/2010).

 
  
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  Kurt Lechner, relatore.(DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, l’importanza dei registri delle imprese, dei registri commerciali o dei registri di settore – come vengono chiamati – risulta evidente in ragione del gran numero di direttive in materia societaria che si sono occupate della questione già dal 1968 e che hanno introdotto cambiamenti significativi.

Nel 2003 si è prodotto un cambiamento sostanziale con l’introduzione dell’obbligo di tenere i registri in forma elettronica al fine di migliorare in maniera significativa l’accesso transnazionale. I registi sono ancora tenuti a livello nazionale e raccolgono solo le informazioni che possono essere inserite a livello nazionale e per cui sono competenti tali registi. É questo un aspetto che non intendiamo modificare.

Va da sé che l’accesso transnazionale alle voci del registro è importante e che potrebbe essere migliorato. É cosa ovvia. Il problema risiede in due aree. In primo luogo l’accesso transnazionale per i cittadini deve essere migliorato, e per cittadini s’intendono i cittadini in senso lato, ossia tutti coloro che sono interessati – avvocati, notai, consulenti fiscali, sindacalisti, lavoratori e ogni altro soggetto.

La seconda questione verte sull’interoperabilità – la cooperazione tra i registri – che deve essere migliorata. Ciò si applica, in particolare, quando un’impresa ha la sede legale in un paese e ha una succursale in un altro. In tali casi spesso ci vuole troppo tempo per copiare i dati relativi alla sede nel registro del paese della succursale. Inoltre questa operazione spesso non viene effettuata in maniera corretta. Il processo forse potrebbe essere automatizzato.

Apprezziamo e sosteniamo senza riserve gli sforzi profusi dalla Commissione. I costi saranno tagliati, si risparmierà tempo e si progredirà sul fronte del mercato interno. Vi sono alcuni punti che desidero commentare. In primo luogo, le informazioni del registro delle imprese non sono necessariamente comparabili con le informazioni reperibili mediante altre fonti. Esse hanno uno status giuridico che varia da uno Stato membro all’altro. É un aspetto che deve essere evidenziato agli utenti, in modo che non pensino che le voci riportate nel registro di un altro Stato membro possano essere usate nello stesso modo nel loro paese.

Ad ogni modo sarebbe possibile semplificare i formati utilizzati rendendoli standard, stabilire un portale di accesso uniforme e migliorare la terminologia utilizzata in modo che i dati possano essere resi disponibili in molte se non in tutte le lingue ufficiali. Ci sono già state una serie di iniziative del genere, come il Registro europeo delle imprese (European Business Register – EBR) e il progetto Interoperabilità dei registri delle imprese in Europa (Business Register Interoperability Throughout Europe – BRITE) per citarne un paio. Gli Stati membri in linea di massima convengono sul fatto che la cooperazione in quest’area debba essere approfondita. Passando poi ai difetti rilevati nei registri, prima di tutto i dati vengono inseriti solo su base volontaria, in secondo luogo non tutti gli Stati membri vi prendono parte e in terzo luogo in parte sono ancora in fase di prova.

Né io né il Parlamento abbiamo le conoscenze tecniche necessarie, cosa che peraltro non rientra nemmeno nelle nostre responsabilità. La grande maggioranza dei deputati convengono sul fatto che il progetto debba progredire nel quadro delle sopracitate iniziative. Il successo su questo fronte può essere conseguito solo se tutti vi prendono parte. Per ora non vogliamo spingere affinché siano presentate proposte legislative. Se tutti partecipano su base volontaria e se dovesse funzionare in questo modo, non è necessario varare alcuna normativa. Vogliamo che siano compiuti dei progressi quando le condizioni saranno tecnicamente e oggettivamente appropriate e quando tutti gli Stati membri riusciranno a prendervi parte.

Desidero concludere ringraziando tutti coloro che hanno lavorato con me e le commissioni che sono state consultate. Auspico che questo progetto riceva un ampio sostegno e che sia approvato con il voto.

 
  
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  Zuzana Roithová (PPE). (CS) Per me il fatto che i registri delle imprese non siano interconnessi rappresenta un fallimento del ruolo di coordinamento della Commissione. Infatti gli Stati membri da tre anni devono tenere i registri in forma elettronica. Diciannove Stati, compreso l’ultimo nuovo Stato membro, la Repubblica ceca, condividono i dati nel quadro del progetto del Registro europeo delle imprese. Ovviamente la qualità ed il corrispondente valore dei dati variano considerevolmente. In molti paesi non vi sono indicazioni sulla responsabilità giuridica e sulla veridicità dei dati o esistono solamente registri regionali e non nazionali.

Sostengo il relatore e la richiesta rivolta alla Commissione di assegnare un’attenzione appropriata alla questione. Inoltre deve essere erogata un’assistenza adeguata, compresa l’assistenza finanziaria, ai rimanenti otto Stati che, ad eccezione del Portogallo, sono solo paesi di nuova adesione. L’accesso transnazionale ai registri è importante non solo per i creditori, per i partner commerciali e per i consumatori, ma anche per innalzare la certezza giuridica e la trasparenza negli appalti pubblici.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D).(DE) Signora Presidente, prima di tutto ringrazio il relatore, onorevole Lechner, per l’ottima cooperazione. Siamo riusciti a raggiungere dei compromessi praticabili.

In sintesi, il mio gruppo ritiene che i punti più importanti siano i seguenti: prima di tutto la partecipazione obbligatoria di tutti gli Stati membri, come indicato prima, in secondo luogo l’accesso pubblico mediante un portale unico ufficiale di accesso, in terzo luogo l’aspetto della protezione dei consumatori, in quanto le informazioni devono essere attendibili ed aggiornate. É altresì particolarmente importante per i consumatori essere informati in questo contesto circa le implicazioni giuridiche. Infine il sistema deve essere alla portata degli utenti. Spetta alla Commissione indicare come realizzare questo aspetto sul piano tecnico.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D).(RO) Visto che sono oltre 20 milioni le imprese nell’Unione a 27, di cui il 99 per cento sono piccole e medie imprese, interconnettere i registri è necessario per garantire che il mercato interno funzioni in maniera efficiente.

Dal 1° gennaio 2007 è obbligatorio tenere in forma elettronica le informazioni contenute nel registro delle imprese e garantirne l’accessibilità online in tutti gli Stati membri. Tuttavia i registri sono diversi gli uni dagli altri e gli utenti si trovano davanti a lingue diverse, diversi termini di ricerca e diverse strutture.

Per tale motivo credo che tutti gli Stati membri debbano aderire a progetti come BRITE ed EBR. Tutti gli Stati membri, infatti, già fanno parte del sistema informatico del mercato interno.

Agevolando l’accesso elettronico alle informazioni sulle imprese commerciali, si potrebbe conseguire un risparmio pari a 160 milioni di euro all’anno. Tuttavia, questo risparmio potrebbe essere maggiore, se fosse messa in atto l’iniziativa sulla fatturazione elettronica e se fosse disponibile mediante un unico punto di accesso informatico.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D). (SK) In vista dei vantaggi offerti dal mercato unico e del moltiplicarsi delle opportunità commerciali transnazionali, oltre che per intensificare la certezza giuridica, è essenziale armonizzare i dati contenuti nei registri delle imprese ed il metodo per reperirli ed elaborarli. Se riusciremo a garantire un’interconnessione efficace dei registri delle imprese, oltre ad essere più semplice gestire le relazioni e l’acquisizione delle informazioni su terzi, riusciremo anche a rafforzarne la posizione in nome della necessità di trasparenza nelle relazioni commerciali e giuridiche, rafforzando altresì la certezza giuridica.

Pertanto reputo essenziale armonizzare il sistema di dati forniti nei registri delle imprese in tutti gli Stati membri. Questi tipo di approccio garantirebbe sostanzialmente una maggiore trasparenza e sarebbe utile non solo per le relazioni sopra indicate, ma anche forse per impedire che si verifichino effetti avversi, ad esempio, in caso di cambio di sede legale delle imprese e di altri soggetti e in caso di istituzione di succursali in altri Stati membri o ancora nelle fusioni e nelle acquisizioni transnazionali.

 
  
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  Dacian Cioloş, membro della Commissione.(FR) Signora Presidente, onorevoli deputati, l’interconnessione dei registri delle imprese è un progetto volto ad intensificare la trasparenza degli operatori economici, a ripristinare la fiducia e a promuovere l’accesso delle PMI al mercato unico. Porgo le mie congratulazioni all’onorevole Lechner e alla commissione giuridica per la relazione che hanno stilato.

Le nostre visioni sono assai simili. La Commissione, entro l’inizio del 2011, presenterà alcune proposte legislative che senz’altro riprenderanno le vostre conclusioni.

La crisi economica e finanziaria ha messo in luce l’importanza della trasparenza sui mercati finanziari e in altri ambiti. Affinché i cittadini possano riacquistare fiducia, devono avere accesso ad informazioni attendibili e aggiornate sulle imprese. I registri delle imprese svolgono un ruolo fondamentale in proposito, riportando le informazioni relative alle imprese e rendendole disponibili al pubblico.

Ad ogni modo, se è facile accedere alle informazioni negli Stati membri in cui è registrata una società, è spesso molto difficile, per ragioni tecniche e linguistiche, accedere alle medesime informazioni in un altro Stato membro. L’interconnessione dei registri delle imprese pertanto conferirà un ulteriore e necessario strumento informativo alle PMI, ai consumatori e ai lavoratori.

Ora desidero esprimere alcune osservazioni su alcuni aspetti della relazione Lechner. Essa rileva la preoccupazione espressa rispetto all’aumento del carico amministrativo che potrebbe risultare dall’interconnessione di questi registri. Posso già garantirvi che non abbiamo intenzione di imporre nuovi costi, diretti o indiretti, alle imprese.

Condivido anche il vostro desiderio di rendere obbligatoria la partecipazione di tutti gli Stati membri al meccanismo di cooperazione. Infatti, tale meccanismo ha senso solo se è sostenuto da tutti gli Stati membri.

Per quanto concerne la cooperazione sul regolare aggiornamento dei dati sulle succursali estere, la Commissione intende presentare una proposta legislativa su questo meccanismo in cui gli Stati membri saranno tenuti a partecipare. É questo sicuramente un elemento che manca nel mercato interno.

Avete inoltre raccomandato l’introduzione di un punto unico di accesso per le informazioni. Condividiamo l’obiettivo di rendere accessibili le informazioni fornite dai registri nazionali. I consumatori, i lavoratori, le piccole e medie imprese, ma anche le autorità nazionali degli Stati membri devono essere in grado di usufruire di questi servizi senza ostacoli.

Sempre per quanto attiene al tema dell’accessibilità, vogliamo offrire le informazioni in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea. É questo infatti il presupposto per conseguire l’obiettivo di avvicinare il mercato interno ai cittadini.

Inoltre, gli utenti dei registri devono essere chiaramente informati del campo d’azione e delle varie conseguenze derivanti dalle informazioni contenute nel registro, che possono variare notevolmente da un paese all’altro. Per quanto riguarda la qualità delle informazioni, è chiaro che le informazioni fornite nell’ambito dell’interconnessione devono essere attendibili, aggiornate e accessibili. Il Parlamento ha lanciato un messaggio forte e la Commissione ne ha preso buona nota.

Infine, posso garantirvi che l’iniziativa della Commissione rispetterà la protezione dei dati personali e commerciali.

Onorevoli deputati, la relazione Lechner dimostra chiaramente che il Parlamento intende contribuire ad interconnettere i registri delle imprese in maniera più efficace a vantaggio dei consumatori, delle imprese e dei lavoratori. Questo progetto è destinato a rafforzare il mercato interno. La Commissione ne è lieta e attende con ansia l’adozione della relazione in Plenaria.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si terrà martedì, 7 settembre 2010, alle 12.30.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Raffaele Baldassarre (PPE), per iscritto. – L'interconnessione dei registri commerciali è un presupposto essenziale per la promozione dell'integrazione dello spazio economico all'interno dell'UE e per rafforzare la certezza giuridica a favore delle imprese e dei consumatori. La relazione del collega Lechner evidenzia compiutamente quelle che sono azioni prioritarie, imprescindibili per accrescere la certezza del diritto e la trasparenza di attività economiche transfrontaliere. In primo luogo, è fondamentale che l'interconnessione dei registri e l'accesso ai dati avvenga in un unico contesto. A tal fine, sarà necessario rafforzare e portare avanti il potenziale offerto dal progetto d'interconnessione BRITE, in modo tale da permettere lo stabilimento di un portale unico, che permetta a tutti i cittadini di accedere alle informazioni delle imprese europee. In secondo luogo, sarà fondamentale adoperarsi, affinché tutti gli Stati vi partecipino al più presto, prendendo in considerazione l'integrazione in via obbligatoria per tutti gli Stati membri dei registri delle imprese. Questo perché, il successo di qualsiasi progetto, che miri a uno sviluppo armonioso del mercato interno, presuppone la partecipazione di tutte le parti interessate, affinché esso possa essere reso vincolante non appena affinati i criteri di natura tecnica.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), per iscritto.(RO) L’interconnessione dei registri delle imprese degli Stati membri contribuisce a semplificare le condizioni dell’attività economica ed alleggerisce il carico amministrativo che incombe sugli imprenditori. Si tratta altresì di uno strumento utile che promuove la cooperazione e lo scambio di informazioni e che punta a creare una banca dati paneuropea e ad unico punto di accesso. Tuttavia, mi preme evidenziare che, nonostante l’impatto positivo che questa iniziativa è destinata ad avere, ossia la riduzione dei costi, la traduzione delle informazioni nelle lingue ufficiali dell’Unione europea rappresenta una soluzione i cui costi sopravanzano di gran lunga i benefici. Dobbiamo mettere da parte l’orgoglio nazionale insito nell’uso della lingua di ciascuno Stato membro e promuovere solo una o al massimo due lingue veramente diffuse (inglese e francese) come lingue da usare nelle varie procedure amministrative, come quella su cui verte la relazione.

 
  
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  Zuzana Brzobohatá (S&D), per iscritto.(CS) La relazione sull’interconnessione dei registri delle imprese è frutto delle conclusioni del Consiglio del 25-26 maggio 2010. L’iniziativa s’innesta in un approccio complesso dell’UE nell’area della protezione dei consumatori. Tutte le azioni che comportano un approccio trasparente alle informazioni sulle società commerciali che operano nel territorio dell’Unione europea devono essere sostenute. Tengo ad enfatizzare che sostengo particolarmente la richiesta avanzata alla Commissione di creare un unico punto di accesso alle informazioni dai registri delle imprese ed il coinvolgimento degli Stati membri. Solo in questo modo è possibile conseguire un margine autentico e netto per la protezione dei cittadini in quanto consumatori e per assicurare certezza giuridica nel mercato interno dell’Unione nel suo insieme.

 
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