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Procedura : 2010/2012(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0226/2010

Testi presentati :

A7-0226/2010

Discussioni :

PV 20/09/2010 - 21
CRE 20/09/2010 - 21

Votazioni :

PV 21/09/2010 - 5.2
CRE 21/09/2010 - 5.2
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2010)0320

Discussioni
Lunedì 20 settembre 2010 - Strasburgo Edizione GU

21. Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca gli interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica.

 
  
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  Carlos José Iturgaiz Angulo (PPE).(ES) Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero trasmettervi un messaggio da parte di Oswaldo Payá, insignito del Premio Sacharov da questo Parlamento.

“Cari amici, il popolo di Cuba chiede un cambiamento; gli abitanti vogliono entrare pacificamente in una nuova fase della loro vita, lasciandosi alle spalle odio, violenza, repressione, bugie e paura. Sono aperti alla riconciliazione e pronti a imboccare la via del progresso, in ogni ambito.

I cambiamenti, che ci sono stati imposti per legge, sono già presenti nel cuore e nella mente del popolo cubano, ma è necessario rispettare i diritti civili e politici dei cittadini: il desiderio di essere liberi, la volontà di tenere elezioni democratiche, la libertà di viaggiare, lavorare e partecipare alla vita economica, politica e culturale del paese.

I cambiamenti sono un diritto, un diritto che però manca a Cuba, dove molti cittadini continuano ad essere perseguitati e incarcerati perché promuovono i dei diritti dei cubani.

La posizione comune europea fa leva sulla solidarietà e deve essere mantenuta. Dovete sapere che, nonostante il governo cubano non stia apportando i cambiamenti desiderati dai numerosi cubani che sostengono il progetto Varela e altre iniziative civili, molti stanno lavorando per raggiungere questi cambiamenti pacifici. È necessario che voi sosteniate queste iniziative, rimanendo coerenti con la posizione comune, al fine di sviluppare un approccio congiunto”.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D). (SK) La tutela dei diritti umani, il rispetto delle differenze tra gli individui e dimostrare questo rispetto sono importanti in una società democratica, esattamente come la lotta contro la violenza.

Laddove una persona di spicco della società, che gode del rispetto degli altri, non fa propri tali principi nei suoi discorsi pubblici o addirittura se ne prende gioco, può incentivare o sostenere comportamenti aggressivi nella società. Se il capo di governo di uno Stato membro dell’Unione, durante un’assemblea pubblica, scherza su Hitler e sulle sue atrocità e conferisce loro una prospettiva positiva, è da condannare pubblicamente, perché altrimenti un simile atteggiamento potrebbe incontrare ampio consenso sociale. Esorto dunque Silvio Berlusconi a riconsiderare le sue barzellette idiote su Hitler e i consigli di cattivo gusto e, aggiungerei, stupidi, che derivano forse da una perdita parziale di giudizio o da una mancanza di decenza e di rispetto per le donne.

 
  
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  Sonia Alfano (ALDE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il giornale italiano Il fatto quotidiano ha pubblicato sabato un documento autografo dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, in cui lo stesso scriveva che Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi erano come lui figli della stessa lupa, ovvero appartenevano allo stesso sistema politico-mafioso.

Questa notizia arriva al vaglio della magistratura mentre sta venendo a galla la verità sulle stragi mafiose del '92, in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino, ovvero che lo Stato trattò con la mafia per la fine della stagione delle bombe e che ciò favorì, come sembra, la nascita del partito del premier, Forza Italia, fondato proprio assieme a Dell'Utri, condannato a sette anni per mafia e tutt'ora senatore del Parlamento italiano.

Alla luce di ciò e alla luce del recente omicidio del sindaco Angelo Vassallo, ucciso dalla camorra, ribadisco l'importanza della richiesta dell'ALDE, che dietro mia continua pressione ha chiesto nuovamente in commissione LIBE una relazione sulla mafia a livello dell'Unione europea.

L'Europa non può continuare a voltare la faccia dall'altra parte per paura di affrontare un problema che non è più locale ma globalizzato, e che in questo momento riguarda da vicino il governo di uno Stato membro.

 
  
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  Michail Tremopoulos (Verts/ALE).(EL) Signor Presidente, le aree verdi sono di fondamentale importanza per l’ambiente urbano. Gli esperti raccomandano 7-10 metri quadrati di verde per ogni abitante, in linea con la media europea. Tuttavia, le grandi città greche oggi stanno soffocando, con solo il 25-35 per cento dei metri quadrati raccomandati consigliati e necessitano con urgenza di più spazi verdi.

La soluzione più ovvia è di trasformare in aree verdi alcuni spazi pubblici già esistenti, quali le numerose caserme militari intrappolate nelle città e l’ex aeroporto Hellenikon di Atene.

Il memorandum tra il governo greco, la Commissione e il Fondo monetario internazionale, prevede, a pagina 28, il riesame della possibilità di utilizzare le aree di proprietà statale per pagare il debito pubblico. Se solo limitate riserve terriere nazionali vengono effettivamente utilizzate a questo scopo, l’equilibrio ambientale si incrinerebbe in modo significativo, a spese delle generazioni future.

Tutte le politiche europee in materia di aree urbane vengono cancellate dalle poche parole contenute in un documento imposto a uno Stato membro dalla Commissione stessa. Desidero chiedere alle istituzioni europee se hanno intenzione di accettare questa situazione.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (ECR). (PL) In Polonia, l’opinione pubblica è preoccupata per i ritardi nell’inchiesta sull’incidente che ha coinvolto l’aereo del Presidente polacco il 10 aprile scorso nei pressi di Smolensk. È inaccettabile che la controparte russa non trasmetta i documenti, se non molto lentamente, al chiaro scopo di guadagnare tempo. Le indagini dovrebbero divenire di interesse internazionale, cosicché l’Unione europea (Parlamento incluso) possa ricorrere alla propria influenza per velocizzarle, aggiungendo pressione sulla Russia a livello internazionale. Temo che senza la pressione internazionale da parte del Parlamento e dell’Unione europea, la questione non sarà mai chiarita. Invito quindi a dimostrare solidarietà nei confronti della Polonia in quest’ambito.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL).(PT) Dopo il disastro causato dall’incontrollata speculazione finanziaria, dopo mesi di inerzia e di promesse di misure per i mercati finanziari, questa settimana ci è giunta la conferma dalla Commissione europea: fondamentalmente, tutto continuerà a essere come prima. La speculazione finanziaria proseguirà e continueranno a esistere gli strumenti di cui si avvale: derivati, vendite allo scoperto, swap o CDS (credit default swaps); sembra non ci sarà fine a questi rifiuti tossici. Continuano anche a esistere i paradisi fiscali, su cui, dopo tutte le parole chiassose e vuote che ne promettevano la fine, ora vige il silenzio.

Questa situazione stride però con la profonda violenza con cui sono stati imposti pesanti sacrifici ai lavoratori e ai cittadini, chiamati a sostenere gli abusi del capitale finanziario. L’Unione europea non ha idea di come stia affrontando le conseguenze di una crisi cui essa stessa ha contribuito; la risposta è in Portogallo, Francia, Spagna e in tutta Europa, dove il popolo sta insorgendo per combattere contro la profonda regressione sociale che l’UE vuole imporre.

 
  
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  Presidente. – Il prossimo oratore è l’onorevole Batten, il primo politico della storia a indossare i colori del proprio partito.

 
  
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  Gerard Batten (EFD).(EN) Signor Presidente, sembra che il vice Primo ministro del Regno Unito, Nick Clegg, annuncerà a breve la decisione del governo di coalizione di conformarsi alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, relativamente al diritto di voto per i detenuti delle carceri di Sua Maestà.

Un portavoce del Primo ministro, David Cameron, ha dichiarato che sarebbe “inopportuno” revocare completamente il divieto. Non ha spiegato però per quale motivo un divieto parziale dovrebbe essere più accettabile dal punto di vista morale e su che basi un criminale o un ladro potrebbe godere del diritto di voto, mentre un assassino, uno stupratore o un pedofilo no.

del Concedere il diritto di eleggere i propri legislatori a chi ha infranto la legge è un insulto a chi rispetta le norme e alle vittime dei crimini. Posso dire una cosa con assoluta certezza: nel prossimo documento programmatico del UK Independence Party ci sarà un impegno speciale per abrogare tale disposizione.

 
  
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  Presidente. – Dipenderà da chi sarà il leader dell'UKIP.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI).(DE) Signor Presidente, desidero oggi parlare nuovamente della regione transfrontaliera dell’Alpe-Adria, nell’Europa centrale, comprendente il Friuli-Venezia Giulia, la Slovenia e la Carinzia. Questa regione riflette la diversità linguistica e culturale dell’Europa e dimostra come si possano superare grandi differenze storiche. Per esempio, il Kärntner Konsensgruppe (gruppo carinziano di consenso) si impegna da anni per garantire la coesistenza pacifica tra la maggioranza tedesca e la minoranza slovena in Carinzia ed è stato insignito per il suo lavoro del Premio del cittadino europeo da questa Camera.

Tuttavia, non ha certo giovato alla cooperazione pacifica la dichiarazione da parte della Slovenia, a Lubiana alla vigilia del referendum sull’accordo frontaliero con la Croazia, che la Carinzia slovena, Trieste e Gorizia le sarebbero state sottratte, benché i cittadini della Carinzia del sud avevano votato a favore dell’annessione all’Austria tramite un referendum assolutamente democratico, tenutosi nel 1920, esattamente 90 anni fa. Inoltre, la Slovenia non rappresenta in alcun modo il successore dell’ex Iugoslavia non è quindi firmataria del trattato di Stato austriaco. Al massimo, segue le tracce della Iugoslavia con il mantenimento, contrario alle leggi internazionali, delle decisioni AVNOJ, un aspetto sicuramente non positivo.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE).(RO) Desidero portare alla vostra attenzione una questione urgente che riguarda la Romania, ma credo che sia presente in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, in forme differenti. Mi riferisco a una situazione seria che colpisce le piccole imprese e distrugge le loro possibilità di crescita e di ripresa dopo la crisi economica.

Secondo il Consiglio nazionale per le piccole e medie imprese, 8 società su 10, dopo aver ricevuto i fondi europei, abbandonano i progetti già avviati a causa della mancanza di cofinanziamenti; la situazione riguarda tutti i programmi che ricorrono ai fondi europei. In tali circostanze, l’Unione da una parte e gli Stati membri dall’altra devono identificare e applicare nuove misure per sostenere le piccole imprese, tenendo ben presente che il 70 per cento della forza lavoro nell’Unione europea è impiegata in queste società.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D).(RO) Inizieremo presto la revisione di medio termine per il quadro finanziario pluriennale 2007-2013, che deve contare sulla cooperazione interistituzionale e presentare soluzioni concrete per alleviare l’impatto della crisi economica e finanziaria. Inoltre, l’entrata in vigore del trattato di Lisbona e la strategia Europa 2020 offrono una nuova prospettiva per la revisione di medio termine dell’attuale situazione economica.

Esorto la Commissione a dimostrare flessibilità e prontezza laddove uno Stato membro richieda, conformemente al regolamento del FESR, una revisione dei programmi operativi o del quadro strategico nazionale di riferimento.

L’attuale crisi economica potrebbe modificare le priorità di bilancio, in particolare per garantire fondi adeguati alle aree principali. In un simile contesto, faccio appello alla solidarietà e all’efficienza nell’ambito delle risorse energetiche, delle infrastrutture dei trasporti, dell’agricoltura, delle infrastrutture per la banda larga nelle aree rurali e in tutte le aree prioritarie che favoriscano la creazione di posti di lavoro.

 
  
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  Antonyia Parvanova (ALDE).(EN) Desidero portare alla vostra attenzione un episodio di grave violazione dei diritti umani di un cittadino bulgaro, accusato di aver commesso un reato. Mario Abdel Gani el Makusi, figlio di un palestinese e studente di farmacia, è stato arrestato il 7 giugno nella sua abitazione a Sofia e condotto alla centrale di polizia locale con l’accusa di aggressione.

Secondo due testimoni, al momento dello svolgimento dei fatti, Mario era prima a casa e poi in un supermercato a fare spesa; la sua presenza è stata confermata dalle 6 telecamere a circuito chiuso del negozio. È stato tuttavia arrestato a tempo indefinito; ad oggi sono 70 giorni e in questo periodo la polizia si è rifiutata di prendere visione dei filmati delle telecamere e di interrogare i testimoni che si trovavano con lui nella sua abitazione, ben lontani dal luogo dell’aggressione.

La causa contro questo giovane ragazzo e la sua famiglia non ha precedenti, ma lo scorso anno casi simili sono diventati prassi comune in Bulgaria. Non possiamo tollerare che la polizia arresti e tenga in carcere per 70 giorni un uomo innocente, prima che ne sia dimostrata la colpevolezza e senza alcuna inconfutabile prova.

Chiedo maggiore trasparenza nelle procedure del ministro degli Interni e della procura generale.

 
  
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  Catherine Grèze (Verts/ALE).(FR) Signor Presidente, 32 detenuti mapuche portano avanti uno sciopero della fame da ormai 70 giorni e rischiano la vita. Sono stati raggiunti oggi da alcuni membri del parlamento cileno.

Stanno protestando per chiedere l’applicazione del diritto comune e rivendicare il loro diritto di accedere alle terre. I popoli indigeni devono avere accesso alle proprietà comuni nei territori dei loro avi; il Parlamento si è già pronunciato a favore della difesa di questo principio, sancito anche nelle convenzioni internazionali in materia.

Questo diritto, mai riconosciuto in Cile, ha portato a una proliferazione di misure con un iniquo ed eccessivo impatto sul popolo mapuche, che rappresenta ben il 5 per cento della popolazione.

Se si vuole salvare la comunità mapuche, condannata a vivere senza terra o risorse, il Cile dovrà trovare il coraggio di riconoscerne i diritti e accettarne le richieste.

È importante per il Parlamento europeo, le Nazioni Unite e qualsiasi altra istituzione internazionale, combattere per il rispetto dei diritti delle popolazioni indigene. Signor Presidente, cosa intende fare in merito?

 
  
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  Miguel Portas (GUE/NGL).(PT) Due anni fa, il collasso della Lehman Brothers ha causato il crollo dei mercati finanziari che ha condotto alla crisi economica e sociale che gli europei stanno vivendo ancora oggi. La risposta deve essere equilibrata: l’Unione europea è stata rapida, spietata e intransigente nei programmi di austerità ed estremamente lenta o persino negligente in tutti gli altri aspetti che porterebbero giustizia nell’economia.

Solo questa settimana il Parlamento sta adottando le prime misure per il controllo del sistema finanziario e solo nei prossimi nove anni il sistema bancario applicherà tali norme al proprio capitale e farà fronte a tutte le richieste dell’opinione pubblica: la lotta ai capitali speculativi, la fine dei paradisi fiscali, una tassa sulle transazioni finanziarie. Tutte queste misure sono state posticipate: proprio per questo motivo la Giornata europea di azione del 29 settembre è tanto necessaria e importante in Europa.

 
  
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  Krisztina Morvai (NI).(HU) Onorevoli colleghi, riuscite a immaginare un gruppo di vittime di atti criminali, colpite ogni giorno dalle forme di violenza più estreme: violenza fisica, pestaggi, molestie, violenze sessuali e psichiche, minacce e terrore? Mi riferisco alle donne vittime di violenze, in particolare all’interno delle mura domestiche o nelle relazioni di coppia. Uno dei gruppi più coraggiosi e forti mi ha contattata la scorsa settimana per informarmi che in Ungheria le donne vittime di violenza non sono sostenute né aiutate in alcun modo. Nel caso in cui si rivolgano alla polizia, si sentono rispondere che si tratta di questioni private nelle quali la polizia non si immischia; se si rivolgono ai centri per l’infanzia o per la protezione infantile viene detto loro di porre rimedio alla situazione altrimenti si vedranno sottratti i figli. Desidero fare un appello ai membri del Parlamento europeo, affinché si impegnino in quest’ambito, organizzando un’audizione dedicata alle donne vittime di violenza e rappresentandone i diritti in tutti i forum.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE).(PT) Signor Presidente, durante l’estate il Portogallo è stato nuovamente colpito da una serie di incendi che hanno devastato le foreste e le aree agricole, distruggendo case e infrastrutture private e minacciando costantemente i cittadini, che vivevano nel timore di essere colpiti dalla continua furia delle fiamme.

Solo ad agosto, sono stati registrati in Portogallo oltre 9 000 incendi, un dato record dal 2006. Data la gravità della situazione, è fondamentale cercarne le cause, ma anche trovare le soluzioni. Mi riferisco non solo alla pianificazione e alla fornitura dei materiali e delle risorse umane necessari per combattere gli incendi, ma anche alla necessità di rimboschimento di molte aeree e al sostegno delle vittime.

Nella regione autonoma di Madeira, dalla quale provengo, molti comuni sono stati colpiti dagli incendi. Dopo il disastro naturale dello scorso febbraio, gli incendi di agosto hanno aggravato ulteriormente la situazione di difficoltà della popolazione locale, che spera di poter contare sull’aiuto e sulla solidarietà di tutti per ricostruire la propria vita, in particolar modo dopo le gravi sofferenze dell’ultimo anno.

 
  
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  Alan Kelly (S&D).(EN) Signor Presidente, non mi fa piacere sapere che questa sera, nel momento in cui sono qui di fronte a lei, l’Unione europea sta osservando con estrema attenzione gli sviluppi economici nel mio paese, l’Irlanda.

Oggi le obbligazioni irlandesi hanno toccato un elevato tasso di interesse, pari al 6,5 per cento, e la situazione nel paese è piuttosto complessa: il costo dei prestiti, infatti, ha toccato un record storico e i cittadini della mia circoscrizione elettorale si chiedono come si è arrivati a questo punto. La risposta è semplice: per pura avidità.

Condivido le recenti pressioni del Commissario Almunia per la chiusura dell’ultima banca traballante, la Anglo Irish. La Commissione è stata chiamata ad adottare alcune misure quando questa banca stava mettendo in pericolo il futuro dell’Irlanda. La Anglo Irish doveva costare inizialmente 2 miliardi di euro, poi 5 miliardi, e infine 10. Scopriremo il prossimo mese che ci costerà 30 miliardi di euro?

Gli irlandesi hanno sono resistenti per natura. Affronteremo con successo questa fase, ma solo con l’aiuto della BCE e con la stabilità politica necessaria, che sarebbe certamente favorita da un cambiamento immediato dell’amministrazione nazionale.

 
  
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  Jelko Kacin (ALDE).(SL) Questo fine settimana la Slovenia è stata colpita da piogge incessanti che hanno causato allagamenti e gravi danni economici. In molte località, il livello dei fiumi ha segnato livelli record che non si toccavano da secoli. Ci sono state vittime e mi riferisco a quanti hanno perso la vita nelle loro auto intrappolate dall’acqua nei sottopassaggi. Solo nella capitale, Lubiana, si sono allagate oltre 1 200 abitazioni. Anche le vie di comunicazione e le infrastrutture sono state gravemente danneggiate.

La Slovenia è un paese piccolo, ma le conseguenze di queste inondazioni potrebbero essere comparate agli allagamenti catastrofici che hanno colpito alcuni paesi dell’Europa centrale all’inizio dell’estate. Colgo l’occasione per mettervi al corrente della situazione attuale del mio paese perché credo che anche questa Camera dovrà impegnarsi a fondo per far fronte alle conseguenze.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard (GUE/NGL).(DA) Signor Presidente, dalla nostra ultima riunione, oltre 50 sindaci curdi in Turchia sono stati condannati in via definitiva. Per quale motivo? Si sono presi la libertà di scrivere una lettera aperta all’allora Primo ministro danese. La situazione in Turchia, paese candidato all’adesione all’Unione europea, è così assurda che i sindaci sono stati puniti per aver scritto lettere ai capi di Stato di paesi membri dell’UE. E le assurdità non sono finite: lunedì 18 ottobre, 151 politici e avvocati curdi saranno processati in tribunale, tra questi anche Diyarbakir, Osman Baydemir e Muharrem Erbey, vicepresidente dell’organizzazione turca per i diritti umani IHD. Le accuse potrebbero portare addirittura all’ergastolo. Desidero esortare il Presidente a garantire la presenza del Parlamento europeo a questi processi.

 
  
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  Anna Záborská (PPE). (SK) Le deportazioni dei rom dalla Francia mostrano che il paese non sa come comportarsi, ad esempio in relazione alle norme volte all’espulsione dei senzatetto dai centri città.

Il problema dei rom maschera in realtà la povertà estrema e l’esclusione sociale. Chi vive in simili condizioni ha bisogno di solidarietà e assistenza: le madri con i figli, gli anziani o gli infermi, le comunità isolate, persone precipitate in situazioni così estreme da non riuscire ad uscirne autonomamente. Non si tratta solo di una questione economica, ma di iniziare a comportarsi come una società a cui stanno a cuore tutte queste persone, per il bene del singolo e della comunità. Cerchiamo di coinvolgere quanti più volontari possibili nell’assistenza dei gruppi socialmente svantaggiati e cerchiamo di facilitare l’accesso di questi volontari alle risorse finanziarie esistenti, altrimenti non usciremo mai da questo circolo vizioso.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D).(LT) Onorevoli colleghi, quando il parlamento del mio paese ha respinto gli emendamenti che prevedevano il bando della violenza sui bambini, incluse le punizioni corporali, la società moderna ha dimostrato ancora una volta l’intolleranza nei confronti delle opinioni dei suoi membri più giovani e deboli, sottolineando la riluttanza e l’incapacità di comprendere l’importanza dei diritti dei bambini e dei loro interessi. Ancora una volta, è stata ribadita l’urgenza di discutere della protezione dei diritti dei bambini e della lotta alle violenze di cui sono vittime.

Tuttavia, nel mio paese molti ritengono che picchiare i bambini costituisca un’eredità culturale e un metodo educativo. Dissento nel modo più assoluto da questa posizione e sottolineo che nascondere uno scarso controllo emotivo che porta a un’aggressione dietro al concetto di educazione è sbagliato e ingiustificabile.

La violenza rappresenta una seria minaccia alla salute psicofisica dei bambini e al loro sviluppo sociale. I bambini sono il gruppo più vulnerabile della società e per questo motivo incito la Commissione e il Consiglio a rafforzare le misure volte a combattere la violenza che li vede vittime, stabilendo standard obbligatori in tutti gli Stati membri dell’Unione e collaborando in modo più attivo con gli Stati e le organizzazioni non governative per porre fine alla violenza sui bambini.

Desidero esortare gli Stati membri ad agire e ad adottare le misure preventive necessarie per combattere la violenza contro i bambini.

 
  
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  Kyriacos Triantaphyllides (GUE/NGL).(EL) Signor Presidente, desidero portare alla sua attenzione un’iniziativa che molti conoscono, ma che necessita di un sostegno maggiore da parte nostra: il Model European Council. Questa iniziativa, congiuntamente alla sessione plenaria virtuale di Strasburgo, è utilizzata da molti giovani che desiderano capire meglio il funzionamento dell’Unione europea.

In un periodo di scarsa affluenza alle urne e di apatia generale, è fondamentale sostenere e aiutare chiunque sia interessato e voglia contribuire al processo di integrazione dell’Unione europea. Per questo motivo, alla luce della relazione annuale sul Model European Council, desidero chiedere a tutti voi di incontrare i membri delle delegazioni nazionali per far vedere loro direttamente come lavoriamo. Più promuoviamo questa iniziativa, più valore essa acquisirà per il futuro dell’Europa che stiamo costruendo.

 
  
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  Nuno Melo (PPE).(PT) Signor Presidente, la recente decisione del Consiglio di aprire il mercato dell’Unione europea ai prodotti tessili e di abbigliamento provenienti dal Pakistan è un errore. L’industria tessile e dell’abbigliamento rappresenta circa il 20 per cento dell’industria manifatturiera in Portogallo, con 200 000 lavoratori e 7 000 aziende. È un’attività fondamentale per il mio paese, così come lo è l’industria automobilistica in Italia, Germania o Francia.

Queste aziende ora entreranno in competizione diretta con le imprese pakistane, che non sono soggette a contributi per la protezione sociale dei lavoratori, per la tutela ambientale e non hanno l’obbligo di prestare attenzione nell’utilizzo di determinate materie prime. Come ben sappiamo, inoltre, in Pakistan, anche lo sfruttamento minorile è purtroppo una realtà diffusa.

Signor Presidente, non voglio dire che le aziende europee temono la competizione con imprese straniere, ma certamente non possono lavorare con lo sconvolgimento radicale delle normali regole di mercato.

Vorrei dunque esprimere in questa sede la mia opposizione, presentando anche il mio punto di vista sulla situazione. È importante che il Parlamento discuta quanto prima di questo tema fondamentale per il settore tessile europeo e per l’industria dell’abbigliamento.

 
  
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  George Sabin Cutaş (S&D).(RO) L’Europa sociale si trova in un momento delicato, in cui la risposta alle misure di austerità viene manifestata attraverso vari scioperi.

In Francia lavoratori attivi nei settori dell’istruzione, dei trasporti, della giustizia, dell’amministrazione e dell’industria stanno scioperando; in Grecia scioperano i lavoratori del settore dei trasporti e in Romania i sindacalisti. Questo diffuso malcontento sociale certamente aumenterà nei prossimi mesi. Dobbiamo dunque attribuire la priorità alla crescita economica, ma in stretta correlazione alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla tutela di quelli già esistenti.

Condividiamo la responsabilità per l’uscita dalla crisi. La solidarietà deve essere al centro delle politiche economiche e sociali europee. Dobbiamo fornire maggiore assistenza agli Stati membri in difficoltà per l’attuazione di misure per la ripresa economica volte a prevenire l’aumento delle disparità tra le economie dei diversi Stati membri e a mitigare il doloroso impatto sociale.

 
  
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  Tanja Fajon (S&D).(SL) Amarezza, paura e disappunto sono parole che riassumono i sentimenti di molti sloveni in merito alle prime nomine dei diplomatici europei, non solo perché la Slovenia è stata eliminata sin dalla prima tornata, ma principalmente perché solo quattro delle 29 posizioni chiave saranno assegnate a rappresentanti dei nuovi Stati membri.

Non credo che non ci siano candidati adeguati in questi paesi; al contrario, sono fermamente convinta che la spinta e l’ambizione siano sempre più presenti nei nuovi Stati membri. Tuttavia, le posizioni più rilevanti in seno alle istituzioni europee sono ancora ampiamente ricoperte da rappresentanti degli Stati più grandi.

Una simile politica europea non mi trova d’accordo, in quanto non è vicina agli interessi dei nuovi paesi che vi hanno aderito. Facciamo tutti parte dell’Unione perché vogliamo prendere decisioni insieme: questa è una critica e un promemoria per i nostri governi. Non è un buon momento per alimentare divisioni e mancanza di fiducia; i cittadini crederanno in noi solo se siamo solidi e uniti al nostro interno e solo se la nostra voce sarà la voce comune dei 27 Stati membri e non solo di pochi.

 
  
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  Gabriel Mato Adrover (PPE).(ES) Signor Presidente, parliamo ancora una volta degli accordi sul libero commercio tra l’Unione europea e i paesi terzi. Ho già richiamato l’attenzione sugli accordi con Colombia e Perù, estremamente dannosi per l’industria delle banane delle isole Canarie, ma oggi desidero parlare del Marocco.

Il 16 settembre la Commissione ha adottato la proposta su un nuovo capitolo dell’accordo di associazione con il Marocco in ambito agricolo: una proposta che aumenta le quote dei pomodori, mantiene il periodo da ottobre a maggio anziché estenderlo all’intero anno e non rivede il regime dei prezzi di entrata che l’Ufficio europeo per la lotta antifrode ha dichiarato fraudolento.

La Commissione è ben consapevole che il presente accordo danneggia seriamente i produttori europei (in particolar modo in Andalusia, a Murcia, Valencia e nelle isole Canarie), ma non può voltare lo sguardo e proporre un nuovo accordo privo di garanzie, mentre quello attuale viene violato senza che si adottino misure per contrastare tali violazioni.

L’intero regime dei prezzi di entrata deve essere rivisto con urgenza e invito la Commissione ad avviare una revisione senza ulteriori ritardi. La Commissione ha l’obbligo di difendere gli agricoltori e tutti noi ci aspettiamo che lo faccia.

 
  
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  Rovana Plumb (S&D).(RO) Desidero sollevare una questione in merito al rispetto dello stato di diritto e della professionalità del settore amministrativo in Romania.

All’inizio del 2009 sono stati nominati nuovi prefetti e sottoprefetti. Il testo della decisione attraverso cui è avvenuta la nomina riportava che le nuove cariche sarebbero state solo temporanee, fino all’organizzazione di un concorso per nomine permanenti. Alla fine del settembre 2009, l’esecutivo ha organizzato tali concorsi, i cui risultati sono stati annunciati all’inizio di ottobre. Il governo avrebbe dovuto pubblicare le decisioni relative alle nomine permanenti, ma non lo ha ancora fatto. Data la situazione, vorrei denunciare al Parlamento europeo l’abuso perpetrato dal governo romeno, cui desidero chiedere di rispettare i principi dello stato di diritto e di promuovere la professionalità nel settore amministrativo.

 
  
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  András Gyürk (PPE).(HU) Il servizio europeo per l’azione esterna sarà presto operativo grazie all’iniziale successo della politica estera comune. Tuttavia, siamo meno entusiasti della mancata applicazione del principio di equilibrio geografico nella squadra dirigente. Esaminando la lista dei nomi resi pubblici la scorsa settimana, si nota che solo quattro dei circa trenta capimissione provengono dai nuovi Stati membri: un fatto inaccettabile. Non crediamo che l’eleggibilità professionale dipenda dalla nazionalità; le nomine devono prendere in considerazione le competenze e il principio di rappresentanza proporzionale. Facciamo dunque appello all’Alto rappresentante Ashton, affinché garantisca una proporzionalità regionale adeguata in occasione di future nomine, anche per i capimissione e altri funzionari, nel rispetto del principio di equilibrio geografico. L’approvazione del Parlamento europeo non può essere considerata una mera formalità.

 
  
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  Eduard Kukan (PPE). (SK) L’allargamento dell’Unione europea continua a essere un tema di fondamentale importanza. L’adesione prevista di Islanda e Croazia infonderà coraggio a quanti sostengono il processo di ampliamento e si auspicano che continui.

Incoraggerà anche i paesi dei Balcani occidentali, soprattutto oggi, in un periodo di crisi economica e di crescente incertezza nella regione. La forza dell’Unione europea nella risoluzione di questioni complesse nell’area in questione è stata confermata dal recente compromesso raggiunto tra Serbia e paesi dell’Unione europea sull’adozione della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per un parere consultivo della Corte internazionale di giustizia relativamente alla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

L’Unione europea si è impegnata a favore del dialogo tra Serbia e Kosovo; non dobbiamo dimenticare che la stabilità della regione nel lungo termine e la credibilità dell’Unione e della sua politica estera dipendono dal successo di questo dialogo.

 
  
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  Jarosław Leszek Wałęsa (PPE). (PL) Grazie per avermi dato la parola. Desidero cogliere quest’opportunità per denunciare la giunta birmana e la commissione elettorale che agisce ai suoi ordini, poiché la scorsa settimana hanno annunciato la dissoluzione della Lega nazionale per la democrazia e di altre nove organizzazioni politiche. La leader della Lega nazionale per la democrazia, Aung San Suu Kyi, è stata insignita del Premio Sachharov dal Parlamento europeo per il suo impegno a supporto del dialogo tra la giunta e l’opposizione, come ha dimostrato nel 2000, negoziando con i generali il graduale ritiro del potere militare dalla vita politica. Purtroppo, i negoziati non portarono ad alcuna svolta.

Le elezioni che si terranno in Birmania a novembre saranno le prime dal 1990, anno in cui la giunta militare non accettò la schiacciante vittoria dell’opposizione e mise Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari. Il Parlamento europeo deve esprimere con chiarezza la propria opposizione al regime militare, alle violazioni dei diritti umani e alla mancanza di rispetto per le libertà civili fondamentali in Birmania.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE).(RO) Gli obiettivi della strategia Europa 2020 riconoscono una rilevanza particolare all’istruzione e allo sviluppo di competenze.

Durante l’attuale periodo di programmazione, il raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale è l’obiettivo principale in grado di creare un quadro di riferimento per lo sviluppo dell’istruzione e delle competenze, al fine di poter utilizzare le risorse locali.

Ogni regione può migliorare il proprio profilo fornendo una dimensione regionale all’istruzione e alla formazione professionale. Alcuni mestieri vengono praticati solo in alcune aree e rischiano di scomparire semplicemente perché non possono più essere inclusi in programmi professionali nazionali. Lo stesso vale per alcune risorse locali, che sopravvivono solo nei racconti.

Le regioni necessitano di aiuti finanziari tramite programmi adeguati e devono essere incoraggiate a sviluppare una dimensione regionale per l’istruzione e la formazione professionale. I fondi europei sarebbero estremamente utili in questo settore, altrimenti molte professioni scompariranno.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE).(PT) Signor Presidente secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), il 70 per cento delle aree bruciate quest’anno si trova in territorio portoghese; fino al 3 settembre sono stati bruciati circa 115 000 ettari, 13 000 dei quali appartengono ad aree protette di alto valore ambientale, con un impatto socioeconomico pari a 385 milioni di euro.

La distruzione delle foreste comporta seri danni socioeconomici e ambientali e la prevenzione è più importante dei rimedi, perché la ripresa è lenta, difficile e costosa. Il problema degli incendi emerge ogni anno nelle discussioni qui in Parlamento; se non riguarda il Portogallo, interessa un altro paese.

Alla luce di quanto detto, vorrei dunque esortare la Commissione europea a considerare con attenzione le risoluzioni che il Parlamento ha pubblicato sin dal 1995 sulla protezione e la lotta agli incendi, in particolare quella del 16 settembre dello scorso anno, e il meccanismo volto alla prevenzione di catastrofi naturali e di origine antropica, per cui ho avuto l’onore di essere relatore ombra per la commissione per l’agricoltura. Queste risoluzioni sono state applicate solo parzialmente e talvolta in modo non omogeneo né efficace. Se venissero attuate in modo adeguato probabilmente eviteremo di discutere nuovamente degli incendi forestali nel 2012.

 
  
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  Presidente. – Con questo si concludono gli interventi.

 
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