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Procedura : 2010/2085(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0033/2011

Testi presentati :

A7-0033/2011

Discussioni :

PV 07/03/2011 - 22
CRE 07/03/2011 - 22

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PV 08/03/2011 - 9.2
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P7_TA(2011)0076

Discussioni
Lunedì 7 marzo 2011 - Strasburgo Edizione GU

22. Sicurezza generale dei prodotti e sorveglianza del mercato (breve presentazione)
Video degli interventi
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A7-0033/2011), presentata dall’onorevole Schaldemose a nome della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, concernente la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti e la sorveglianza del mercato (2010/2085(INI)).

 
  
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  Christel Schaldemose, relatore. – (DA) Signor Presidente, buonasera a tutti i colleghi ancora presenti in Aula. Dirò qualche parola sulla relazione che abbiamo predisposto in sede di commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Abbiamo scelto di chiamarla relazione concernente la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti e la sorveglianza del mercato.

Il motivo per il quale abbiamo preparato questa relazione di iniziativa è che la Commissione intende iniziare a occuparsi di una revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti, il che ha dunque offerto l’occasione alla commissione per il mercato interno di presentare le sue raccomandazioni in merito a ciò che tale revisione dovrebbe contenere. Abbiamo deciso di dividere la relazione in due parti. Formuliamo alcune raccomandazioni in merito a ciò che si dovrebbe fare per quanto concerne la sorveglianza del mercato in generale, ma, ovviamente, forniamo anche alcune raccomandazioni specifiche circa il contenuto di una revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti.

Innanzi tutto, vale la pena di ricordare che quando abbiamo adottato la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti qualche anno fa, tale direttiva ha rappresentato una pietra miliare per la sicurezza dei prodotti nell’Unione. La direttiva è ancora valida, ma è necessario migliorarla. I problemi che oggi abbiamo in realtà riguardano il fatto che la nostra sorveglianza del mercato non è abbastanza efficace da garantire che i prodotti sul mercato interno siano sufficientemente sicuri. In sede di commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, raccomandiamo pertanto che venga profuso particolare impegno per rafforzare la protezione del mercato nell’Unione. È possibile che, in un momento di crisi, si manifesti purtroppo il rischio che gli Stati membri stanzino meno anziché più risorse per garantire l’attuazione della sorveglianza del mercato. Ciò è molto problematico, e non soltanto per i consumatori; è infatti parimenti importante anche per le imprese che seguono le norme del nostro mercato interno.

Per il lavoro che ho svolto nell’ambito di tale relazione, ho parlato con tante imprese operanti sul mercato interno, molte delle quali hanno affermato di non aver mai saputo dell’esistenza di controlli, verifiche di mercato o forme di sorveglianza del mercato rispetto ai prodotti che propongono sul mercato interno. Ciò è evidentemente problematico perché per le imprese significa – se esistono controlli di mercato appropriati – che possiamo anche essere certi che vi sia un livello ragionevole di concorrenza, vale a dire che quanti ingannano saranno effettivamente individuati e quanti fabbricano prodotti validi e sicuri potranno immetterli sul mercato interno. La sorveglianza del mercato è dunque fondamentale non soltanto per le imprese, ma anche, naturalmente, per i consumatori. Le proposte specifiche che abbiamo elaborato per la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti sono, quasi superfluo aggiungerlo, decisamente orientate verso i consumatori.

Riteniamo che sia estremamente importante giungere a una maggiore rintracciabilità per quanto concerne i prodotti presenti sul mercato interno. Tale rintracciabilità è essenziale se vogliamo essere in grado di ritirare i prodotti più rapidamente. Analogamente siamo del parere che vi sia un bisogno generale che gli Stati membri agiscano più rapidamente quando riscontrano prodotti pericolosi o problematici sul mercato interno. Pensiamo inoltre che sia in particolare necessario esaminare i prodotti provenienti da paesi terzi, ovverosia i paesi extracomunitari. Il numero di prodotti che accede al mercato interno è crescente. Dobbiamo garantire che siano effettivamente conformi alle norme del nostro mercato interno.

Per poter assicurare in futuro che le normative formulate siano più mirate, nella relazione proponiamo anche che si introduca a livello comunitario la produzione obbligatoria di statistiche sugli incidenti in maniera da poter rilevare in modo più mirato gli ambiti in cui è necessaria una legislazione sulla base del tipo di incidenti causati da prodotti presenti sul mercato interno. Questo ci permetterà di elaborare normative più precise e mirate in ambiti in cui sono effettivamente necessarie in maniera da garantire che i prodotti siano sicuri senza interferire con le imprese che fabbricano prodotti pienamente conformi.

Riteniamo altresì necessario analizzare i prodotti venduti online. In tale ambito riscontriamo problemi innegabili. In ogni caso, molti lamentano il fatto che i prodotti venduti online non sono conformi agli stessi regolamenti di sicurezza cui sono soggetti quelli acquistati sul normale mercato. Ovviamente, pensiamo anche che vi sia un’esigenza generale di un buon dialogo con le autorità doganali al fine, tra l’altro, di garantire che sul mercato interno vi siano prodotti migliori e più sicuri.

Infine, vorrei soltanto aggiungere che, come è ovvio, avevo anche sperato che avremmo potuto analizzare più approfonditamente soluzioni per proteggere i nostri bambini sul mercato interno. Tale iniziativa, tuttavia, non è stata sostenuta dalla commissione per il mercato interno. Ciò significa che non intendiamo elaborare misure distinte per la protezione dei bambini; intendiamo semplicemente rafforzare la sicurezza dei prodotti in generale.

Concluderei dicendo alla Commissione che senza dubbio riteniamo che sia necessaria una revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Pensiamo che sia necessario rafforzare la sorveglianza del mercato. Crediamo che occorra una sorveglianza coerente del mercato interno in maniera che i requisiti non siano sparpagliati in diverse normative. Siamo convinti che serva un unico ombrello coerente per garantire una maggiore sorveglianza del mercato. Si tratta semplicemente di permettere ai cittadini di avere fiducia nei prodotti presenti sul mercato interno e alle imprese di contare su condizioni paritarie in termini di concorrenza sul mercato interno. Vorrei concludere con queste parole esortando la Commissione a intraprendere molto presto la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Inviterei inoltre gli Stati membri a stanziare risorse sufficienti per garantire un’adeguata sorveglianza del mercato.

 
  
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  Lara Comi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi complimento con la collega, l’on. Schaldemose, per la costruttiva e proficua collaborazione che abbiamo avuto.

L’aspetto che vorrei sottolineare in questa sede è quello da me introdotto nel parere della commissione ITRE, che l’on. Schaldemose – e ancora una volta la ringrazio – ha condiviso e ripreso nella sua relazione, ovvero la richiesta alla Commissione europea di valutare l’utilizzo di nuove tecnologie e materiali, come ad esempio l’utilizzo del microchip o delle radiofrequenze, per consentire una migliore identificazione del prodotto, rispettosa quindi della sicurezza del consumatore e a costi ottimizzati.

Ciò offrirebbe una completa tracciabilità, in quanto il consumatore sarebbe messo nelle condizioni di conoscere tutti gli aspetti relativi al prodotto, quindi lo svolgimento delle varie fasi di lavorazione, provenienza dei materiali e individuazione dei responsabili. Inoltre, eliminerebbe il problema di individuare un criterio per l’attribuzione dell’origine e del "made in" di un prodotto. Infatti, proprio per questo motivo, abbiamo visto che definire un prodotto "made in France", quando in questo paese si è svolta solo l’ultima fase di lavorazione, è un modo che inganna il consumatore.

Chiedo quindi con forza al Commissario di dare seguito a questa richiesta del Parlamento europeo, che senz’altro parla a nome dei cittadini e dei consumatori europei.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D).(RO) Signor Presidente, anch’io vorrei complimentarmi con la collega per la relazione e ringraziarla per aver accettato i nostri emendamenti formulati in sede di commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Vorrei sottolineare l’importanza delle norme europee, che semplificano il processo di acquisto, sia esso eseguito in maniera tradizionale o elettronica, e garantiscono il rispetto dei regolamenti in materia di sicurezza dei prodotti.

Abbiamo esortato la Commissione e tutte le parti interessate a garantire la sostenibilità finanziaria del sistema di standardizzazione europeo, anche attraverso partenariati pubblico-privato e una pianificazione finanziaria pluriennale, fondamentale per assicurare l’efficacia e l’efficienza del sistema. Abbiamo altresì ribadito l’esigenza di stabilità, semplificazione delle norme europee e riduzione dei tempi per lo sviluppo delle norme. Abbiamo inoltre invitato gli organi di standardizzazione nazionali a semplificare le norme riducendo il numero di riferimenti ad altre norme e fornendo indicazioni di semplice applicazione per l’utente.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL).(PT) Signor Presidente, è della massima importanza prestare maggiore attenzione alle norme in materia di sicurezza dei prodotti non soltanto dal punto di vista della difesa della produzione, ma anche da quello della difesa dei consumatori. Non possiamo permettere che la semplificazione delle norme e la riduzione dei tempi necessari per elaborarle mettano a repentaglio la piena garanzia di cui i nostri consumatori hanno bisogno. Inoltre, analizzando tali aspetti delle norme in materia di sicurezza, non dobbiamo dimenticare i prodotti che importiamo: è parimenti molto importante difendere il marchio “made in”. Speriamo pertanto che la Commissione tenga presenti questi aspetti dell’odierna relazione, nonché i contributi della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, che la relatrice ha accolto, e sia finalmente in grado di compiere qualche progresso nella difesa della sicurezza dei prodotti, dei produttori e dei consumatori.

 
  
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  Franz Obermayr (NI).(DE) Signor Presidente, la relazione parla di notevoli progressi, ma è motivo di preoccupazione il fatto che, nonostante la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti, nonostante la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli, nonostante il sistema RAPEX, circa il 60 per cento dei prodotti indicati provengono dalla Cina e la maggior parte dei prodotti pericolosi arriva pertanto da un mercato che non può essere controllato dall’Unione. Spero che il nuovo sistema RAPEX contribuisca a porre rimedio a tale situazione. L’Unione deve assumere una posizione forte per tutelare i consumatori e la loro salute.

È particolarmente sconvolgente che all’incirca un quarto dei prodotti pericolosi siano prodotti destinati ai bambini: bambole, pistole ad acqua, posate per bambini, sedili per bambini, questo secondo quanto affermato da RAPEX la scorsa settimana. In questi casi l’Unione reagisce troppo lentamente. Soltanto ora è stato bandito l’uso del bisfenolo nella produzione dei biberon, nonostante il suo effetto nocivo fosse noto già lo scorso anno. Ho parlato della questione in un’interrogazione alla Commissione. Inoltre, la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli ancora non vieta i prodotti cancerogeni. Infine, il richiamo dei prodotti pericolosi deve avvenire più rapidamente ed efficientemente e si deve migliorare chiaramente la rintracciabilità in tutta la catena di produzione.

 
  
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  Zuzana Roithová (PPE).(CS) Signor Presidente, da tempo in Parlamento ricerchiamo modi più efficaci per evitare la quantità crescente di prodotti pericolosi immessi sul mercato. Concordo con l’autrice della relazione nell’affermare che occorre rivedere le normative e ciò dovrebbe portare a un coordinamento maggiore di tutte le misure, ivi compreso un maggiore coordinamento dei procedimenti penali a livello di Stati membri. Appoggio anche l’obbligo proposto di condurre un’analisi di rischio e segnalarne gli esiti prima che un prodotto venga autorizzato. Alla luce del fatto che la maggior parte dei prodotti pericolosi proviene da paesi terzi, ritengo essenziale che tale obbligo sia inserito negli accordi commerciali internazionali ancor prima di essere imposto ai produttori europei. Sostengo inoltre le altre proposte e apprezzo l’elevata qualità della relazione dell’onorevole Schaldemose.

 
  
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  Åsa Westlund (S&D).(SV) Signor Presidente, vorrei ringraziare l’onorevole Schaldemose per la sua eccellente relazione. Vorrei inoltre sottolineare ulteriormente il fatto che occorrono più risorse, oltre che più controlli a campione della sicurezza dei prodotti. Come consumatori, continuamente apprendiamo dai giornali e da altri strumenti di informazione che le organizzazioni di consumatori hanno effettuato test trovando sempre prodotti non conformi ai requisiti. Ciò mina la fiducia dei consumatori e può talvolta mettere a repentaglio vite umane, soprattutto quando si tratta di bambini, che raramente dubitano della sicurezza dei prodotti venduti nei negozi.

Ciò che forse a mio parere è più grave è la mancanza di sicurezza chimica. Molti prodotti oggi contengono sostanze chimiche già proibite nell’Unione, elemento che, come singolo consumatore, è estremamente difficile da desumere dal prodotto. In proposito, gli Stati membri devono compiere intensi sforzi e collaborare maggiormente per eliminare tali prodotti dal mercato ed evitare che gli operatori immettano sul mercato prodotti contenenti sostanze chimiche pericolose.

 
  
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  Maria Damanaki, membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, si è svolta una discussione molto interessante al riguardo a livello di Stati membri, di cui i rappresentanti, non posso esimermi dal sottolinearlo, erano soprattutto donne.

A nome della Commissione, consentitemi di complimentarmi con il Parlamento per la sua risoluzione concernente la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti e la sorveglianza del mercato. La Commissione accoglie con favore tale risoluzione e apprezza moltissimo la qualità elevata del suo contenuto.

Le conclusioni della risoluzione rispecchiano fedelmente le intenzioni della Commissione in merito alle modalità di revisione delle norme in materia di sicurezza generale dei prodotti nell’Unione. Abbiamo bisogno di un quadro chiaro ed efficace per la sorveglianza del mercato. Concordo al riguardo con tutti coloro che lo hanno affermato. Abbiamo bisogno di un quadro che garantisca un mercato interno funzionante con prodotti sicuri. La Commissione ha già intrapreso approfondite consultazioni con un’ampia gamma di parti interessate per capire come conseguire al meglio tale obiettivo.

Per trovare una soluzione coerente per diverse categorie di prodotti, il Vicepresidente Tajani e il Commissario Dalli hanno convenuto di lavorare verso il consolidamento delle norme europee in materia di sorveglianza del mercato. La Commissione è intenzionata a fare in modo che sia consumatori sia imprese traggano beneficio da un mercato interno comunitario con prodotti sicuri. Chiariremo, pertanto, e aggiorneremo le norme esistenti a livello comunitario in materia di sicurezza dei prodotti per migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei consumatori.

Dobbiamo tenere presenti le nostre possibilità di finanziamento e i nostri margini, così come dobbiamo rispettare le competenze degli Stati membri. Le norme, tuttavia, dovrebbero consentire di identificare efficacemente e rispondere adeguatamente alla comparsa di nuovi rischi, e concordo con l’affermazione che esistono nuovi rischi nelle catene di fornitura globali. Concordo altresì con il Parlamento quando sostiene che occorre prestare particolare attenzione ai prodotti per bambini.

Nel contempo, la revisione dovrebbe creare condizioni più paritarie per gli operatori economici europei e ridurre i costi amministrativi inutili. In particolare, ora dovrebbero esistere le condizioni per creare coerenza tra le norme in materia di sicurezza generale dei prodotti contenuti nella corrispondente direttiva e quelle contenute nel “pacchetto sui prodotti” del 2008. Saranno dunque stabiliti obblighi più chiari per gli operatori economici per quanto concerne la sicurezza dei prodotti, così come si miglioreranno gli attuali meccanismi di cooperazione e coordinamento della sorveglianza del mercato degli Stati membri.

Infine, si dovrebbe migliorare il funzionamento del sistema di informazione rapida per i prodotti non alimentari (RAPEX), sistema che è estremamente importante e viene già utilizzato nella nostra cooperazione con la Cina e altri paesi, ma che va realmente migliorato per affrontare tutte le sfide citate poc’anzi.

Il Vicepresidente Tajani e il Commissario Dalli intendono presentare una proposta comune riguardante un quadro comunitario unico e coerente per la sorveglianza del mercato. Ringrazio nuovamente il Parlamento per questa eccellente risoluzione.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà martedì 8 marzo 2011, alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Ildikó Gáll-Pelcz (PPE), per iscritto. – (HU) La cooperazione tra le autorità responsabili dell’applicazione dei regolamenti in materia di tutela dei consumatori e sicurezza dei prodotti è fondamentale per il funzionamento del mercato interno. La sorveglianza del mercato e il sistema di informazione rapida RAPEX devono essere sviluppati ulteriormente e i professionisti ungheresi devono prestare particolare attenzione al ritiro dal mercato dei prodotti pericolosi. Penso che occorra una dimensione del consumatore più forte per ridurre la frammentazione del mercato interno al fine di migliorare il funzionamento dei mercati al dettaglio e permettere ai consumatori di prendere decisioni migliori. Tutti loro potrebbero svolgere un ruolo essenziale nel garantire i valori europei più fondamentali come l’integrità, l’apertura, la solidarietà e la trasparenza. Credo che un grado ancora maggiore di cooperazione tra gli Stati membri sia anch’esso determinante per il funzionamento di un sistema effettivo di sorveglianza del mercato e, pertanto, in un’ottica di coerenza, è indispensabile giungere a una presenza e un’interpretazione uniforme tra le autorità preposte alla sorveglianza del mercato. Le autorità devono considerare prioritario collaborare ad alto livello, non soltanto con le loro autorità partner nazionali, ma anche con altri Stati membri. Per esempio, rispetto a questo obiettivo, recentemente nel mio paese sono stati anche stipulati o rinnovati diversi accordi di collaborazione che pongono maggiore enfasi sull’aspetto della cooperazione negli ambiti della sorveglianza del mercato. In sintesi, dobbiamo dimostrare ai nostri cittadini, non soltanto nelle parole, ma anche nelle azioni, che l’Europa offre un valore aggiunto e nell’era della globalizzazione l’Unione europea è più importante che mai.

 
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