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Procedura : 2010/0080(COD)
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Testi presentati :

A7-0017/2011

Discussioni :

PV 05/04/2011 - 15
CRE 05/04/2011 - 15

Votazioni :

PV 06/04/2011 - 8.11
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2011)0138

Discussioni
Martedì 5 aprile 2011 - Strasburgo Edizione GU

15. Accordo di pesca CE/Comore - Azione finanziaria della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca e in materia di diritto del mare - Pesca - misure tecniche transitorie - Importazione di prodotti della pesca della Groenlandia (discussione)
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PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la discussione congiunta su:

– la relazione (A7-0056/2011) presentata dall’onorevole Santos a nome della commissione per la pesca relativa alla raccomandazione sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca e il contributo finanziario previsti dall’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l’Unione delle Comore.

[15572/2010 - C7-0020/2011 - 2010/0287(NLE)];

– la relazione (A7-0017/2011) presentata dall’onorevole Ferreira a nome della commissione per la pesca sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 861/2006 del Consiglio, del 22 maggio 2006, che istituisce un’azione finanziaria della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca e in materia di diritto del mare [COM(2010)0145 - C7-0107/2010 - 2010/0080(COD)];

– la relazione (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A7-2011-0024&language=DE" \t "_blank" ) presentata dall’onorevole Grelier a nome della commissione per la pesca sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1288/2009 del Consiglio che istituisce misure tecniche transitorie dal 1° gennaio 2010 al 30 giugno 2011

[COM(2010)0488 - C7-0282/2010 - 2010/0255(COD)] e

– la relazione (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A7-2011-0057&language=DE" \t "_blank" ) presentata dall’onorevole Fraga Estévez a nome della commissione per la pesca sulla proposta di decisione de Consiglio che stabilisce norme relative all’importazione nell’Unione europea di prodotti della pesca, molluschi bivalvi vivi, echinodermi, tunicati, gasteropodi marini e loro sottoprodotti originari della Groenlandia [COM(2010)0176 - 2010/0097(CNS)].

 
  
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  Luis Manuel Capoulas Santos, relatore. (PT) Signor Presidente, Commissario, onorevoli colleghi, il capitolo esterno della politica comune della pesca (PCP) ha assunto un’importanza particolare, in quanto non è più possibile garantire che la nostra domanda di prodotti della pesca venga soddisfatta ricorrendo solamente alle nostre risorse ittiche. L’industria della pesca europea è in grado di coprire solamente il 40 per cento della nostra autosufficienza.

Nel 2009 abbiamo importato prodotti della pesca per un valore di 15,5 miliardi di euro e ne abbiamo esportati soltanto 2,5 miliardi di euro, il che significa che, in assenza di accordi bilaterali con i paesi terzi, 3 000 imbarcazioni resterebbero paralizzate, con una perdita di 40 000 posti di lavoro. Tuttavia, il capitolo esterno della PCP presenta aspetti positivi anche per i nostri partner.

A differenza di molti dei nostri concorrenti internazionali, l’Unione europea non si limita a scambiare pesce con denaro. I valori che difendiamo sottendono a tutti gli accordi che concludiamo, che si esprimano nei diritti umani o nel rispetto per la sostenibilità delle risorse. In base al trattato, la competenza esclusiva dell’Unione relativamente alla conservazione delle risorse biologiche si applica alla gestione delle attività di pesca delle flotte comunitarie in acque non comunitarie. L’obiettivo principale delle attività che fanno parte del capitolo esterno della PCP consiste nell’estendere a livello internazionale i principi della pesca sostenibile e responsabile. Come ho già ricordato in precedenza, gli altri obiettivi cui attualmente si ispira il capitolo esterno della PCP del mantenimento della presenza della flotta comunitaria a livello internazionale e della garanzia che tale flotta rifornisca il mercato comunitario stanno diventando sempre meno rilevanti.

è in questo contesto che va intesa la relazione di cui sono il relatore, oggetto della discussione odierna, sull’accordo di pesca con l’Unione delle Comore. Si tratta di un accordo relativo al diritto di accesso alle acque comoriane di 70 imbarcazioni europee in cambio di un contributo finanziario pari a circa 600 000 euro l’anno. Circa metà di tale somma dovrebbe servire a sviluppare il settore della pesca da cui dipendono circa 30 000 degli 800 000 abitanti del paese; va ricordato che il paese non ha praticamente nessun’altra risorsa.

L’accordo prevede meccanismi per controllare le catture, assumere equipaggi locali, e una clausola che impone la sospensione o la revisione in caso di violazione dei diritti umani. Va ricordato che questo piccolo paese, che si è reso indipendente dalla Francia nel 1975, ha già subito diversi colpi di Stato.

Alla luce di ciò, propongo di adottare l’accordo e richiamo l’attenzione sulle varie raccomandazioni da me formulate, in particolare quelle relative alla necessità di migliorare significativamente la valutazione dei risultati.

Vorrei utilizzare il minuto che mi rimane per fare riferimento a un altro aspetto di un’altra relazione, la relazione Grelier, con cui non concordo e che ha portato alla presentazione di un progetto di emendamento, congiuntamente ad altri onorevoli colleghi. Mi riferisco all’emendamento che si propone di autorizzare il proseguimento della pesca del nasello e della rana pescatrice con tramagli nelle aree 8, 9 e 10, lungo la costa portoghese, pesca vietata dalla decisione della Commissione del 1° ottobre 2010, in quanto ritengo che eserciti un effetto deleterio su determinate popolazioni di squali catturati nelle stesse reti, anche se non è stato condotto alcuno studio scientifico che lo confermi.

Viste le circostanze, il suddetto emendamento propone di revocare la decisione fino al 2012, per permettere alle autorità portoghesi di portare a termine gli studi scientifici che determinino la fondatezza o meno di tale decisione. Tale posizione è stata anche appoggiata dal Comitato economico e sociale europeo, per questo chiedo al Parlamento di avallarla, per motivi di equità.

 
  
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  João Ferreira, relatore. – (PT) Signor Presidente, Commissario, questo regolamento, il regolamento (CE) n. 861/2006, istituisce un’azione finanziaria della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca (PCP) e in materia di diritto del mare. Costituisce uno strumento finanziario importante dell’Unione europea nell’area della pesca. Insieme al Fondo europeo per la pesca, rappresenta lo strumento principale per applicare la PCP.

Dall’adozione del presente regolamento nel 2006, sono stati gradualmente modificati diversi elementi di legislazione supplementare correlata, che è il motivo per cui adesso viene modificato questo regolamento, per garantire la coerenza tra tutti gli elementi del quadro legislativo. La Commissione ritiene inoltre che, in alcuni casi, l’esperienza abbia dimostrato la necessità di garantire che le disposizioni del regolamento vengano lievemente riviste per meglio rispondere alle esigenze. Propongo pertanto un ambito limitato per tale revisione, che deve essenzialmente mantenere gli obiettivi e la struttura del regolamento originario.

Tuttavia, pur mantenendo questo ambito essenzialmente limitato, ritengo anche che sarebbe utile proporre determinati emendamenti aggiuntivi che, sebbene piuttosto specifici, potrebbero contribuire ad allineare maggiormente tale legislazione ai cambiamenti recenti che hanno interessato il settore e alle sue prospettive future. Le discussioni che si sono svolte prima e durante la compilazione della relazione hanno contribuito enormemente al risultato finale, così come i pareri e le proposte dei relatori ombra e di altri onorevoli deputati, che colgo l’occasione per citare e ringraziare della partecipazione.

Tra gli emendamenti proposti inseriti nella relazione, mi preme porre tra l’altro l’accento sul riferimento alla salvaguardia delle attività di pesca costiera, e alla possibilità di finanziare lo sviluppo, oltre che l’acquisto da parte degli Stati membri, di nuove tecnologie da utilizzarsi nel settore della pesca, quali apparecchiature e software, nonché reti informatiche per consentire di compilare, gestire, convalidare, analizzare e sviluppare metodi di campionatura, nonché per lo scambio di dati relativi alla pesca.

Nell’area dell’acquacoltura, vorrei citare la possibilità di introdurre il finanziamento della raccolta, gestione e utilizzo dei dati ambientali in aggiunta ai dati socioeconomici precedentemente previsti, promuovendo pertanto il monitoraggio e la valutazione dell’ambiente e della salute in questo settore, al fine di contribuire alla sua sostenibilità.

Tuttavia, a questo punto vorrei richiamare l’attenzione su tre emendamenti supplementari che proponiamo per la relazione. Al momento si segnala un riconoscimento ampio e crescente dell’importanza della gestione della pesca sostenuta da una conoscenza scientifica aggiornata e approfondita dello stato delle riserve. è una condizione essenziale per il suo sviluppo sostenibile. Per tale ragione, proponiamo di inserire la proposta di aumentare i tassi di cofinanziamento comunitario previsti nel settore della raccolta, gestione e utilizzo dei dati scientifici, sia di base sia supplementari, sullo stato delle riserve ittiche. Proponiamo di aumentare il tetto dal 50 al 60 per cento.

Inoltre, per quanto riguarda le attività di controllo, proponiamo un incremento analogo del tasso di cofinanziamento comunitario massimo possibile, mantenendo al contempo le prerogative già esistenti della Commissione di finanziare alcune azioni in base a tassi più elevati. Il tutto si iscrive in un contesto in cui gli Stati membri e le loro autorità di controllo svolgono e devono continuare a svolgere un ruolo chiave nell’orientamento e attuazione di misure di controllo nelle proprie acque.

Gli emendamenti sono il risultato di un tentativo di compromesso che tiene conto delle obiezioni sollevate da diversi gruppi a proposito del tetto del 75 per cento inizialmente proposto. Godono del sostegno del nostro gruppo, il gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica, e di una serie di deputati di altri gruppi politici, il che è indicativo della loro importanza e del consenso che, a mio parere, accomuna tali parlamentari e che potrebbe anche emergere in sede di votazione in plenaria.

 
  
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  Estelle Grelier, relatore. (FR) Signor Presidente, Commissario, onorevoli colleghi, vorrei esordire ringraziando i miei colleghi per l’impegno e la partecipazione costruttiva al lavoro svolto dalla commissione per la pesca sulla relazione relativa alle misure tecniche transitorie. La relazione ha suscitato un dibattito acceso, data l’enorme importanza di tali misure tecniche, che influiranno sul modo in cui i pescatori e il settore nel suo complesso svolgono il proprio lavoro, in quanto stabiliscono i metodi che i pescatori potranno utilizzare per pescare nelle zone soggette al regolamento, con l’obiettivo di tutelare i giovani esemplari e di ripristinare le riserve: una finalità condivisa da tutti e dai pescatori in particolare.

L’argomento della relazione è delicato e controverso, come dimostrato dalle difficoltà riscontrate dal 2008 dalla Commissione per tentare di raggiungere un accordo col Consiglio sul futuro di tali misure. Questo accadeva quando nella procedura erano coinvolte soltanto queste due istituzioni.

Al momento, le misure tecniche sono disciplinate da un vecchio regolamento che è stato modificato da tutta una serie di misure transitorie e poi rinnovato fino al 30 giugno 2011, in quanto non era stato raggiunto alcun accordo col Consiglio sulla proposta di un nuovo regolamento formulata nel 2008 dalla Commissione, il cui obiettivo era semplificare e chiarire la legislazione corrente per assicurare un’attuazione più efficace delle norme e per tenere conto delle caratteristiche regionali della pesca.

Oggi, con l’avvicinarsi della nuova scadenza, la situazione è radicalmente diversa. Dal trattato di Lisbona, il tema della pesca rientra nella maggior parte dei casi nella procedura legislativa ordinaria, in cui il Parlamento svolge la funzione importante di colegislatore. Il Parlamento intende sfruttare appieno questo suo ruolo cercando di conciliare il punto di vista dei pescatori e quello dei responsabili delle politiche comunitarie. Quale rappresentante eletta di una città portuale, rimango sempre sorpresa di come il settore della pesca diffidi dalla politica comune della pesca (PCP) e si senta lontano dalla stessa, mentre gli agricoltori si sentono chiaramente parte della politica agricola comune.

In aggiunta a ciò, il settore della pesca è in crisi. Cresce l’insoddisfazione. La vera sfida consiste nel trovare un equilibrio tra la stabilità economica del settore e quindi la garanzia di un reddito dignitoso per i pescatori e la sostenibilità e la ricostituzione delle riserve ittiche.

Infine, il regolamento viene a scadere in un periodo in cui stanno iniziando le discussioni sulla riforma della politica comune della pesca. Tale riforma deve adottare un quadro coraggioso e deve coinvolgere la comunità dei pescatori, i consumatori e i cittadini. Deve vedere la partecipazione di tutto il settore alle analisi scientifiche che costituiscono la base delle quote e quindi del livello di attività del settore.

Il nuovo quadro presuppone che la Commissione rediga una proposta concreta sulle misure tecniche future, uno sforzo che per il momento né la Commissione né il Consiglio si sono peritati di compiere. La nuova proposta deve garantire che le misure tecniche siano in linea con l’esperienza reale sul campo, mediante consultazioni con coloro che operano nel settore. Deve anche rispettare il nuovo regolamento e il quadro della nuova PCP, specialmente sul tema delle variazioni regionali in termini di misure. Deve garantire una ripartizione chiara delle competenze tra Commissione e Stati membri, un fattore che contribuirà alla comprensione e condivisione di tale politica comunitaria.

In questo contesto, propongo di aderire alla richiesta della Commissione di una proroga al 31 dicembre 2012 senza modifiche sostanziali delle misure tecniche attuali tranne che per l’aggiunta relativa alla misura ammissibile delle maglie delle reti per il pesce tamburo. Mi rendo comunque conto che questa proposta è una sorta di concessione alla Commissione e che nel settore vengono poste molte domande e si esige un cambiamento; il settore è deluso che tale progetto importante sia stato rinviato. Vorrei pertanto aggiungere una richiesta duplice alla nostra approvazione: la richiesta di una valutazione d’impatto delle misure tecniche attualmente in vigore, essenziale per un loro adeguamento efficace, e la richiesta di una consultazione autentica con tutte le parti coinvolte, soprattutto i pescatori, per redigere il nuovo regolamento.

Per concludere, vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che la nuova proposta della Commissione dovrebbe essere formulata entro tempi ragionevoli per permettere l’entrata in vigore del nuovo regolamento il 1° gennaio 2013, data di entrata in vigore della nuova PCP. è essenziale che la Commissione inizi immediatamente a lavorare su questa nuova proposta. Sarebbe irragionevole autorizzare un’ulteriore proroga dopo questa nuova proroga di 18 mesi del regolamento attuale. Le misure tecniche a cui fa riferimento la mia relazione sono transitorie e sono state solamente approvate come tali.

 
  
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  Carmen Fraga Estévez, relatore. (ES) Signor Presidente, vorrei esordire rammaricandomi nuovamente delle difficoltà riscontrate da questa relazione a causa della resistenza del Consiglio e della Commissione ad accettare il potere di codecisione del Parlamento.

La proposta in esame riguarda la concessione alla Groenlandia, come paese e territorio d’oltremare, dell’autorizzazione a esportare alle medesime condizioni applicate agli Stati membri dell’Unione europea. Tale situazione avvantaggerebbe sia la Groenlandia, che esporta l’87 per cento dei suoi prodotti della pesca nell’Unione europea, sia l’Unione e la Danimarca in particolare, destinataria della maggior parte delle esportazioni.

Una delle condizioni per coinvolgere la Groenlandia negli accordi in materia di importazione nel mercato unico è che accetti le norme comunitarie sulla salute, cosa che non costituisce affatto un problema.

Malgrado il commercio di prodotti della pesca sia soggetto all’organizzazione comune del mercato, la Commissione, utilizzando come pretesto l’esigenza di conformità alle norme sulla salute, ha presentato la propria proposta sulla base dell’articolo 203 del trattato, che per noi si è tradotto in una procedura di consultazione semplice e diretta.

La commissione per la pesca e i servizi legali hanno segnalato entrambi fin dall’inizio tale anomalia. Tuttavia, poiché non solleva obiezioni in termini di contenuto e data la sua importanza per la Groenlandia, accettiamo che la relazione sia soggetta alla procedura di consultazione. Immaginatevi la nostra sorpresa quando, mentre stavamo per votare sul testo e senza alcun preavviso, il Consiglio ha adottato una proposta completamente diversa, con numerosi cambiamenti volti a oscurare il legame chiaro con l’organizzazione comune del mercato ed evitare pertanto la codecisione. Poiché il Parlamento – come ho già detto – ha già adottato il testo mediante la procedura di consultazione e senza alcun problema, tale manovra gratuita era totalmente ingiustificata.

Tuttavia, poiché ci è stato presentato un nuovo testo e alla luce della dimostrazione chiara del fatto che la finalità del Consiglio era quella di intaccare i poteri del Parlamento, abbiamo deciso che questa volta saremmo ricorsi pienamente a tali poteri e avremmo chiesto un parere alla commissione per gli affari legali.

In tale parere, la commissione per gli affari legali ha espresso il parere che – e cito direttamente dal testo – “La decisione proposta si prefigge di rendere obbligatorio per la Groenlandia il recepimento delle norme sanitarie dell’Unione europea, questa trasposizione è un requisito per l’applicazione delle norme del mercato interno dell’Unione europea nel settore della pesca”, come specificato dall’articolo 3 della proposta stessa, che garantisce che le norme dell’accordo siano conformi a quelle applicabili stabilite dalla legislazione dell’Unione in materia di sanità animale, di sicurezza sanitaria degli alimenti e di organizzazione comune del mercato nel settore dei prodotti della pesca.

Di conseguenza, la commissione per gli affari legali è giunta alla decisione unanime che gli articoli 204 e 43, paragrafo 2, del trattato, oltre al protocollo 34, che comprende accordi e procedure specifiche per prodotti soggetti all’organizzazione comune del mercato nel settore dei prodotti della pesca in Groenlandia, devono costituire la base giuridica della proposta. Pertanto, in veste di relatrice, ho redatto un altro progetto di relazione che modifica la base giuridica. è il testo che presentiamo per l’adozione di domani e, per quanto riguarda il Parlamento europeo, è la nostra prima lettura.

Pertanto, non mi resta che ricordare alla Commissione e al Consiglio – che credo sia assente – che hanno ora l’opportunità di correggere e riconoscere la nuova base giuridica e, pertanto, di considerare questa la prima lettura, come no faremo domani. Il problema è la basa giuridica, non il contenuto.

Chiedo che questo problema venga risolto per il bene del nostro futuro.

 
  
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  Maria Damanaki, membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, ci terrei a ringraziare tutti i relatori per il lavoro svolto. Vorrei ora soffermarmi a turno su ogni relazione, concentrandomi sull’essenza di ognuna per risparmiare tempo.

Per quanto riguarda l’accordo tra l’Unione europea e l’Unione delle Comore, vorrei ringraziare l’onorevole Santos per il lavoro svolto in veste di relatore, e mi rallegra constatare che la commissione per la pesca nel suo complesso abbia appoggiato incondizionatamente la sostanza di tale proposta.

Come l’Assemblea già saprà, l’impegno dell’UE consiste nel continuare a promuovere la pesca responsabile e sostenibile nelle acque dei nostri partner, compresa la regione dell’Oceano Indiano. è molto importante mantenere rapporti bilaterali con i paesi di questa regione e con le Comore, in questo caso, relativamente alla partecipazione dell’Unione europea alle organizzazioni regionali per la pesca quali la Commissione per i tonni dell’Oceano Indiano.

Dobbiamo essere presenti in loco, di qui l’importanza di questo accordo. Al momento, l’Unione europea conta quattro accordi attivi di partenariato nel settore della pesca nell’Oceano Indiano – segnatamente con Seychelles, Madagascar, Mozambico e questo con l’Unione delle Comore. Mi preme sottolineare che è molto importante per la Commissione e l’Unione europea raggiungere un accordo con le Comore, in quanto tale intesa svolge un ruolo essenziale in termini di presenza della nostra flotta nella regione.

Inoltre, è necessario rafforzare il dialogo sulla politica settoriale, per incoraggiare l’attuazione di una politica della pesca responsabile nella regione.

Esprimerò ora qualche commento in merito alle richieste avanzate dal relatore alla Commissione nella conclusione della sua relazione. Vorrei informarvi che la Commissione ai impegna a tenere aggiornato il Parlamento europeo in tutte le fasi dei negoziati e della sottoscrizione di accordi internazionali. Ci teniamo davvero, e vogliamo mettere a disposizione tutte le informazioni del caso, ma dobbiamo comunque agire in linea con gli impegni assunti nell’accordo quadro.

In pratica, i servizi della Commissione onorano tale impegno da oltre un anno. La Commissione trasmette al Parlamento europeo le stesse informazioni che fornisce al Consiglio, nello stesso momento. In particolare, mi impegno a mettere a disposizione quanto prima le valutazioni ex-ante ed ex-post dei nostri accordi. Solo per fare un esempio: in vista della votazione di domani sulla risoluzione dell’accordo di partenariato sulla pesca con la Mauritania, i servizi della Commissione hanno previsto che la relazione di valutazione di questo accordo sia disponibile prima di quanto previsto dal calendario, per permettere ai deputati di questo Parlamento di esprimere un voto dopo aver ricevuto le informazioni sulla relazione.

Sul tema della partecipazione dei membri di questo Parlamento agli accordi internazionali in veste di osservatori, devo sottolineare che l’accordo quadro si applica alle conferenze e riunioni internazionali multilaterali. Al contempo, intendiamo proseguire con la prassi già consolidata della partecipazione ai negoziati bilaterali. In ogni caso, qualsiasi decisione di consentire agli eurodeputati di partecipare come osservatori alle delegazioni dell’UE viene presa caso per caso dal Collegio dei commissari in seguito a una valutazione delle possibilità legali, diplomatiche e tecniche previste dall’accordo quadro. In questo frangente mi preme comunque sottolineare che il mio atteggiamento personale e quello dei servizi è molto positivo, e che vorrei agevolare la vostra partecipazione.

Passerei ora alla seconda relazione sulle misure finanziarie della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca, e anche in questo caso vorrei ringraziare la commissione per la pesca e il relatore, onorevole Ferreira, per il lavoro svolto sulla proposta. Grazie ai loro sforzi, abbiamo ora sul tavolo un testo accettabile anche per il Consiglio. Mi rallegra poter constatare che tale testo riscontra anche il favore della Commissione, pertanto la cooperazione tra le tre istituzioni su questo fascicolo è stata eccellente. Dopo un trilogo informale positivo tenutosi il 2 marzo, è stato raggiunto il consenso sui punti salienti, quindi la Commissione auspica il conseguimento di un accordo in prima lettura sulla proposta in oggetto. Spero che otterremo tale risultato.

Mi preme ricordare che tale proposta razionalizza il regolamento relativo al cosiddetto secondo strumento finanziario. Il regolamento riguarda le spese per le relazioni internazionali, la governance, la raccolta di dati e la consulenza scientifica, nonché il controllo e l’esecuzione. La revisione è tesa a garantire la coerenza tra il regolamento e altri elementi del quadro legislativo. Prevede lievi adeguamenti e chiarimenti delle disposizioni. Esorto pertanto il Parlamento europeo ad approvare la proposta.

Passo ora alla terza relazione sulle misure tecniche transitorie, per la quale ringrazio sentitamente la relatrice, onorevole Grelier. Scopo della proposta è prorogare le misure tecniche transitorie attuali fino alla fine del 2012. Si parte dal presupposto che la riforma della politica comune della pesca entri in vigore il 1° gennaio del prossimo anno. Spero che riusciremo in questo intento. Il motivo per cui propongo tale proroga è evitare di avviare discussioni complesse sulle misure tecniche che potrebbero ostacolare la nostra riforma. La Commissione appoggia l’emendamento concordato dalla commissione per la pesca su maglie di dimensioni comprese tra 32 e 54 mm per la cattura di pesce tamburo, in quanto si basa su consulenze scientifiche. Prendo atto delle perplessità di alcuni parlamentari e anche di determinati Stati membri, che hanno tentato di aggiungere altri emendamenti. Non li abbiamo potuti accettare in quanto non erano stati ancora verificati dagli esperti, o perché gli stessi non avevano ricevuto dagli Stati membri informazioni complete che permettessero loro di formulare una valutazione.

Infine, qualche parola sulla relazione concernente l’importazione di prodotti della pesca dalla Groenlandia, e in questo frangente vorrei ringraziare la presidente della commissione per la pesca, onorevole Fraga, per il lavoro svolto. Pongo l’accento sul fatto che le misure proposte dalla Commissione rispondono a una richiesta formulata da tempo dalla Groenlandia. Tali misure si propongono di semplificare le misure sanitarie e le procedure di certificazione rilevanti e di consentire alla Groenlandia di aderire al mercato unico per i prodotti della pesca e i prodotti derivati.

Tutto ciò è perfettamente in linea con il nostro impegno, assunto nell’accordo del 2006, di contribuire allo sviluppo della Groenlandia e di cooperare nel campo della sicurezza alimentare. La Commissione è lieta di constatare che tutte le parti coinvolte – l’unanimità degli Stati membri in seno al Consiglio, la Groenlandia, il Parlamento europeo e anche i parlamenti nazionali degli Stati membri – sono pronte a tener fede a tale impegno e ad appoggiare la proposta.

Ci tengo a chiarire che per noi, la Commissione, il rapporto con la Groenlandia riveste un’importanza estrema e credo che tutti ne comprendano la ragione. Si tratta di una priorità politica, di conseguenza spero che le discussioni sulla base giuridica della proposta non vadano a inficiare l’attuazione di queste misure importanti.

Ho compreso appieno le perplessità dell’onorevole Fraga circa la base giuridica della proposta e le competenze del Parlamento europeo. Vi posso assicurare che la Commissione non ostacolerà l’individuazione di una soluzione pragmatica. Pur ribadendo la nostra convinzione della correttezza della base giuridica della nostra proposta, accetteremmo – e vorrei chiarire questo punto – un’eventuale adozione della posizione del Parlamento da parte del Consiglio. Non abbiamo obiezioni in tal senso. Ora spetta al Consiglio valutare le diverse possibilità e dare seguito alla proposta in linea con le disposizioni del trattato. Auspico una risoluzione tempestiva della questione per evitare che incida sui nostri rapporti con la Groenlandia. è questa la nostra priorità, e ribadisco la mia disponibilità ad agevolare il lavoro svolto dall’onorevole Fraga per trovare una soluzione.

In conclusione, vorrei ringraziare la commissione per la pesca e tutti i relatori per il lavoro svolto. Mi scuso se mi sono dilungata, ma c’erano quattro relazioni che esigevano un mio commento.

 
  
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  François Alfonsi, relatore per parere della commissione per i bilanci.(FR) Signor Presidente, la commissione per i bilanci ha ricevuto la richiesta di formulare un parere in merito a questa relazione sull’accordo per la pesca tra l’Unione europea e l’Unione delle Comore. La commissione ha approvato l’accordo.

Tuttavia, la commissione ha rilevato innanzi tutto che non ha molto senso che il Parlamento voti sulla relazione, in quanto l’accordo è già stato sottoscritto. Il volume finanziario ridotto associato a tale istanza limita l’impatto del problema, ma in futuro dovremo ovviamente poter esprimere il nostro parere prima della firma di tali accordi.

In secondo luogo, la commissione ha ritenuto che il contenuto di tali accordi avrebbe dovuto essere soggetto a un’analisi più dettagliata, in termini di disposizioni per monitorare le quantità effettive delle catture e la tutela delle riserve ittiche alla luce delle pressioni della commissione per la pesca, e anche per garantire un’applicazione adeguata nella prassi della componente degli accordi relativa allo sviluppo locale. La commissione per i bilanci ha pertanto in animo di proporre a breve una riunione di lavoro approfondita sul tema con la commissione per la pesca.

 
  
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  Jarosław Leszek Wałęsa, a nome del gruppo PPE. – (PL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione odierna prevede l’esame di quattro relazioni, pertanto vorrei esordire ringraziando tutti i relatori per il loro lavoro, e la Commissione europea per la cooperazione offerta. Per iniziare, vorrei esprimermi brevemente sulla relazione Grelier, che rappresenta un compromesso tra i gruppi politici e la Commissione europea. Appoggio la versione della relazione avallata e votata in sede di commissione per la pesca. In seguito all’entrata in vigore del trattato di Lisbona, nel 2010 la Commissione europea ha ritirato il progetto di regolamento del Consiglio relativo alla conservazione delle risorse ittiche mediante misure tecniche, allo scopo di redigere un nuovo piano. Quest’ultimo avrebbe dovuto conformarsi alle disposizioni del trattato e tener conto della riforma della politica comune della pesca. Il progetto di regolamento doveva venir presentato nel terzo trimestre del 2011. A quanto pare, la Commissione purtroppo non riuscirà a redigere tale progetto di regolamento in tempo e, quel che è peggio, non avrà i fondi per modificarlo. Non è di buon auspicio. Votando domani a favore della proroga del regolamento provvisorio, ci impegniamo nei confronti dei pescatori a redigere un nuovo regolamento, che in ultima analisi dovrà fare ordine tra tutte le disposizioni che disciplinano i metodi e i luoghi autorizzati per la pesca.

L’aspetto incoraggiante è comunque che la Commissione, in base alle ultime informazioni pervenute, deciderà presumibilmente di ritrasferire agli Stati membri alcune competenze in materia di misure tecniche. Si tratta di un passo molto gradito verso il decentramento. Le misure tecniche utilizzate nei singoli bacini marini differiscono a seconda delle condizioni locali. Il sistema di gestione della pesca dovrebbe abbandonare l’approccio tradizionale dall’alto verso il basso e privilegiare invece il principio di regionalizzazione, che permette di tener conto delle condizioni prevalenti nei singoli bacini marini. Dobbiamo pertanto opporci con fermezza a tutti i tentativi di adottare un modello di gestione della pesca universale e congiunto, e insistere affinché venga posto debitamente l’accento sulle caratteristiche distintive dei vari mari europei. Un approccio individuale ci aiuterà a imboccare la strada giusta verso una gestione sostenibile della pesca. Grazie.

 
  
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  Ulrike Rodust, a nome del gruppo S&D. – (DE) Signor Presidente, Commissario Damanaki, onorevoli deputati, ancora una volta il nostro ordine dei lavoro comprende un intero pacchetto di politiche per la pesca. Nella mia veste di coordinatrice, sono lieta di constatare il raggiungimento di un compromesso con il Consiglio e la Commissione su due regolamenti. Mi riferisco alla relazione Grelier sulle misure tecniche e alla relazione Ferreira sul secondo strumento finanziario. Avremo inoltre la possibilità di votare sull’accordo nel settore della pesca con l’Unione delle Comore, anche se non nascondo di auspicare un riallineamento essenziale degli accordi di partenariato nel quadro della riforma della politica comune della pesca.

Tuttavia, il tema della Groenlandia ha fatto insorgere notevoli difficoltà tra le istituzioni, in quanto i poteri del Parlamento non sono stati rispettati. Il fatto che il livello di cooperazione tra le istituzioni sia ancora così scarso mi sta facendo perdere la pazienza. Si tratta di una problematica che ho sollevato in diverse occasioni, e voglio farlo anche oggi. Il problema dei piani di gestione va risolto con urgenza. Mi appello alla Presidenza ungherese del Consiglio affinché intervenga con vigore per trovare una soluzione. Il fatto che oggi non sia presente nessun rappresentante del Consiglio è un segnale chiaro della totale mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento. Ha dell’incredibile.

Un’ultima riflessione sulla relazione Grelier. So che alcuni dei miei onorevoli colleghi si rammaricano di non aver potuto inserire gli emendamenti desiderati. Ritengo tuttavia oltremodo deplorevole che i nostri pescatori siano costretti ad operare con misure tecniche obsolete. La colpa in questo caso è del Consiglio, che non è riuscito a concordare un nuovo regolamento. Come Parlamento abbiamo una grande responsabilità, per questo dobbiamo agire responsabilmente e prorogare il regolamento esistente senza emendamenti.

 
  
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  Pat the Cope Gallagher, a nome del gruppo ALDE. (EN) Signor Presidente, desidero complimentarmi con tutti i relatori per la presentazione delle loro relazioni e, per motivi di tempo, mi limiterò a commentare la relazione Grelier.

Il regolamento in vigore in materia di misure tecniche sta causando enormi problemi alle piccole imbarcazioni per la pesca costiera che operano al largo della costa irlandese e, di fatto, al largo della costa occidentale della Scozia. Come politici, non possiamo permetterci di stare ad aspettare la riforma della politica comune della pesca quando occorre con urgenza un nuovo regolamento. Il Parlamento ha la possibilità di intervenire subito ed esorto tutti i gruppi politici a sostenere gli emendamenti molto realistici che sono stati presentati.

Le piccole imbarcazioni a cui ho fatto riferimento, più corte di 15 metri, non hanno la possibilità di guadagnarsi da vivere e, elemento ancor più importante, sono costrette a navigare in acque pericolose. Portiamo queste imbarcazioni a 80 km al largo delle nostre coste per pescare al di fuori della zona che è stata chiusa per il recupero del merluzzo. I miei emendamenti si riferiscono all’impiego di reti da posta impiglianti, solitamente utilizzate da piccole imbarcazioni per la pesca costiera per catturare crostacei e gattucci al largo della costa nordoccidentale. Le reti da posta impiglianti non vengono utilizzate per la pesca del merluzzo, né per quella del merlano e dell’eglefino e non avranno alcun impatto sulle riserve di questi pesci, pertanto gli emendamenti, se approvati, permetteranno a queste piccole imbarcazioni di sopravvivere. Non basta affermare che non vogliamo dare adito a discussioni. Anzi, siamo qui per questo.

Per quanto riguarda il pesce tamburo, si tratta di una nuova tipologia di pesca, che è stata sviluppata principalmente dai pescatori del mio paese. Lo scorso dicembre il Consiglio ha istituito un TAC, il 67 per cento del quale è stato assegnato all’Irlanda, e mi rallegra sentire il Commissario affermare che il tutto è giustificato da prove scientifiche. Il regolamento attuale non fa riferimento al pesce tamburo, pertanto sono lieto che la commissione abbia deciso di accogliere il mio emendamento volto a utilizzare la proposta della Commissione quale veicolo per introdurre una dimensione delle maglie adeguata, compresa tra 32 e 54, evitando pertanto di introdurre una nuova legislazione, che avrebbe richiesto troppo tempo.

Per concludere, invito tutti gli onorevoli deputati a riflettere su

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Isabella Lövin, a nome del gruppo Verts/ALE.(SV) Signor Presidente, ringrazio tutti i relatori per la cooperazione costruttiva. Vorrei tuttavia soffermarmi sull’accordo nel settore della pesca con l’Unione delle Comore.

Se mai avessi dei dubbi sul motivo per cui noi del gruppo Verde/Alleanza libera europea abbiamo sinora votato contro questi accordi sulla pesca, mi basterebbe prendere una delle valutazioni e dare una scorsa all’accordo con l’Unione delle Comore su cui stiamo per esprimerci. L’UE ha un accordo con questo paese povero dal 1998. In base alla valutazione, l’accordo ha fruttato all’Unione delle Comore 2,7 milioni di euro tra il 2005 e il 2009. L’accordo sancisce che il 60 per cento dei fondi devono essere utilizzati per sostenere la pesca locale e per controlli e stime scientifiche delle riserve ittiche.

Stando alla valutazione, questo paese in via di sviluppo non dispone ancora di nessun porto operativo per la pesca, di nessuna imbarcazione o velivolo per la guardia costiera, né di attività di ricerca sulla pesca. Il settore della pesca del paese è ancora completamente sottosviluppato.

Pertanto, l’Unione delle Comore percepisce 2,7 milioni di euro per far accedere le imbarcazioni comunitarie. Noi contribuenti mettiamo a disposizione il 65 per cento di tale importo, e i proprietari delle imbarcazioni il 35 per cento. Nel medesimo periodo tali pescherecci, la maggior parte dei quali sono adibiti alla pesca del tonno, hanno pescato una quantità di pesce per un valore di 13,7 milioni di euro, secondo la valutazione. Si tratta di attività redditizie per i titolari delle imbarcazioni, ma nella valutazione si legge che l’intero valore aggiunto è finito nelle tasche dell’UE.

Nessun comoriano è stato assunto come equipaggio sulle navi. Il pesce non ha mai raggiunto le coste delle Comore. L’intero processo di lavorazione del pesce si è svolto altrove, ad esempio nelle Seychelles. Convengo col Commissario che è positivo che l’UE sia presente nella Commissione per i tonni dell’Oceano Indiano (CTOI), ma la domanda che vorrei rivolgere alla Commissione è la seguente:

La Commissione come intende accertarsi che il nuovo accordo venga attuato meglio di quelli che l’hanno preceduto? Ad esempio, come si può convincere la flotta comunitaria ad assumere comoriani a bordo delle proprie imbarcazioni, e la Commissione come garantirà che l’accordo contribuisca veramente allo sviluppo delle Comore di modo che le somme stanziate per lo sviluppo del settore della pesca non siano soltanto parole vuote, ma siano dotate di una certa sostanza?

 
  
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  Marek Józef Gróbarczyk, a nome del gruppo ECR. – (PL) Signor Presidente, vorrei esordire esprimendo i miei più sinceri ringraziamenti e complimenti a tutti i relatori per il lavoro svolto nel preparare le rispettive relazioni, un fattore chiave per l’attuazione della politica comune della pesca.

Al contempo, occorre richiamare l’attenzione sulla divergenza d’opinioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea in materia di accordi internazionali. è pratica comunemente accettata che la Commissione europea si comporti in modo inopportunamente reticente all’atto di negoziare accordi con i paesi terzi, contrariamente alle disposizioni del trattato di Lisbona, che prevedono un maggiore coinvolgimento del Parlamento nella redazione di atti normativi. Tutto ciò va contro il principio di trasparenza e limita il ruolo del Parlamento, che in fin dei conti deve esercitare una funzione di supervisione. La possibilità di influire sul processo negoziale permetterebbe ai deputati di compiere debitamente la funzione loro spettante in veste di membri del Parlamento europeo.

Commissario, chiedo che i deputati del Parlamento europeo assumano un ruolo maggiore nel processo negoziale, in quanto il sistema attuale, che prevede che un funzionario della Commissione europea pubblichi una relazione generica sui negoziati, è inadeguato.

 
  
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  Derek Roland Clark, a nome del gruppo EFD. (EN) Signor Presidente, dopo 30 anni è tempo di occuparsi della pratica deleteria dei rigetti in mare. Le flotte di Grimsby sono composte da poche decine di pescherecci, quando una volta ce n’erano un centinaio. Due anni fa i pescatori della Scozia occidentale hanno presentato un piano per la conservazione del merluzzo bianco ma, nel frattempo, l’esaurimento delle riserve prosegue inarrestabile. è stato suggerito un approccio regionale; perché no? L’UE divide il paese in regioni.

Situazione ancor peggiore è quella relativa al rinnovo delle licenze che autorizzano le flotte europee a saccheggiare le acque delle Isole Comore – si tratterà di un vero e proprio saccheggio, in quanto i pescatori locali non possono competere con i motopescherecci più potenti finanziati dall’UE. Anche altri pescatori della zona hanno subito lo stesso trattamento. L’Aula si sorprende forse del fatto che i pescatori somali, a cui è stato negato il sostentamento, abbiamo ripreso le vecchie pratiche della pirateria?

Cinque anni fa, i miei onorevoli colleghi hanno visto in televisione le immagini di centinaia di abitanti del Sahara occidentale che cercavano di rifugiarsi alle Canarie? Erano state appena rinnovate le licenze dell’UE per le loro acque e anch’essi si ritrovavano nuovamente in una situazione a loro ben nota. Nel tentativo commovente e disperato di compiere la traversata di 800 miglia a bordo di pescherecci non adatti al mare aperto, molti persero la vita. Tuttavia, all’UE non interessa che gli abitanti dei paesi meno sviluppati del mondo siano finiti in povertà a causa delle sue azioni e merita pertanto la nostra condanna.

 
  
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  Diane Dodds (NI). - (EN) Signor Presidente, uno dei nostri relatori ha citato la diffidenza con cui i pescatori guardano alla politica comune della pesca. Non c’è da sorprendersi, perché la politica comune della pesca nella sua versione attuale ha comportato la distruzione della nostra flotta ma non ha comportato la ricostituzione delle riserve ittiche. A mio parere, prima restituiremo agli Stati membri la gestione della politica della pesca, meglio sarà. Ammetto comunque che ciò non accadrà a breve, pertanto vorrei esprimere qualche osservazione su questa discussione congiunta in materia di pesca.


Partirei dalla questione dell’istituzione di una misura finanziaria comunitaria per l’attuazione della politica comune della pesca. Fintantoché l’UE avrà la possibilità di interferire con la pesca, ritengo che tale interferenza debba essere finanziata con risorse congrue. Tuttavia, mentre cerchiamo di garantire i finanziamenti disponibili ai fini dell’amministrazione della PAC, dovremmo pensare anche alle parti interessate – in particolare i nostri pescatori – che faticano a destreggiarsi in mezzo alla moltitudine di norme e regolamenti attualmente in vigore, per non parlare di quelli per i quali vengono consultati.

Diversi interlocutori del settore marittimo lamentano sempre più spesso il fatto che l’intero settore fatichi a gestire questa problematica specifica.

 
  
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  Alain Cadec (PPE).(FR) Signor Presidente, Commissario, onorevoli colleghi, vorrei rivolgervi un appello che mi viene dal cuore: il Parlamento ha un’unica sede, ed è Strasburgo.

Vorrei ora congratularmi con l’onorevole Ferreira per la sua relazione relativa all’istituzione di un’azione finanziaria della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca e in materia di diritto del mare. Gli emendamenti al regolamento proposti dalla Commissione e dal Parlamento stabiliranno il livello di investimenti comunitari che potranno essere impiegati per finanziare la ricerca. Allineeranno il regolamento alle modifiche del quadro legislativo dell’UE in materia di raccolta, gestione e uso dei dati.

Particolarmente gradite sono le possibilità di finanziare la ricerca scientifica sulla pesca e l’acquacoltura. Adesso potremo svolgere ricerche sul livello di dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni da paesi terzi. Come saprete, il 60 per cento del nostro mercato si affida alle importazioni, e questo dato è in costante ascesa. è essenziale aumentare il nostro sostegno ai produttori europei invece di promuovere una maggiore apertura degli scambi in tutte le direzioni, una pratica dannosa per la produzione europea.

Ringrazio anche l’onorevole Grelier della relazione. Le misure tecniche sono un tema oltremodo delicato, e devono essere modificate il prima possibile, non appena avremo sul tavolo le proposte della Commissione sul pacchetto di riforma della politica comune della pesca. La relazione che adotteremo domani prevede una proroga delle misure tecniche transitorie che disciplinano il settore della pesca. Tale proroga ci consentirà di evitare il vuoto normativo dopo il 30 giugno di quest’anno e permetterà ai pescatori di proseguire le loro attività fino alla riforma della PCP. Inoltre, consentirà una valutazione d’impatto approfondita di tutte le misure tecniche attualmente in vigore. In questo momento non sarebbe effettivamente ragionevole adottare emendamenti sostanziali alla relazione, in quanto ciò allungherebbe la procedura legislativa e comporterebbe lunghe discussioni in sede di Consiglio.

Vorrei infine complimentarmi con l’onorevole Santos per la relazione sull’accordo di partenariato nel settore della pesca con le Comore e con la mia collega Fraga Estévez per la relazione sulla Groenlandia,

 
  
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  Ole Christensen (S&D).(DA) Signor Presidente, vorrei iniziare ringraziando i relatori per il lavoro svolto sulla raccomandazione e le tre relazioni. Domani voteremo sull’accordo in materia di importazioni dalla Groenlandia, per il quale sono relatore ombra per il gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo. Mi rallegra che ci stiamo sbarazzando di una burocrazia onerosa e costosa, onorando al contempo tutti gli obblighi comunitari in materia di sicurezza alimentare. L’accordo offrirà alla Groenlandia l’opportunità gradita di vendere i propri prodotti della pesca in base alle norme del mercato interno, a condizione che tali prodotti soddisfino i requisiti comunitari in termini di salute e sicurezza. I pesci della Groenlandia sono attualmente già soggetti al controllo delle autorità alimentari danesi, sia in Groenlandia, sia al momento della loro esportazione nell’UE. Si tratta di un duplice lavoro molto costoso, che fortunatamente verrà eliminato dal regolamento. Il regolamento è destinato a produrre vantaggi per tutti, benché la sua formulazione sia naturalmente durata troppo tempo. Era tuttavia importante che il Parlamento avesse la certezza assoluta della base giuridica, e contiamo sul sostegno della Commissione e del Consiglio.

Voteremo anche sull’accordo di partenariato nel settore della pesca con l’Unione delle Comore. In sostanza, ho un’opinione molto positiva degli accordi sulla pesca sostenibile, che si traducono in sostenibilità in termini di riserve ittiche e per i pescatori, per la popolazione locale e infine per i pescatori comunitari che utilizzano tali accordi. Purtroppo, l’accordo con l’Unione delle Comore non ha un livello di sostenibilità pari a quello che avrei desiderato, in quanto non prevede un tetto massimo sulla quantità di pesce che le imbarcazioni comunitarie sono autorizzate a catturare. Quando verrà raggiunta la quota convenuta di 4 850 tonnellate l’anno, ogni tonnellata supplementare costerà 65 euro.

La tendenza a non prevedere un limite massimo per la quantità di pesce che le imbarcazioni dell’UE sono autorizzate a catturare nelle acque di paesi terzi è deleteria e sbagliata. Non è accettabile perseguire una politica della pesca diversa a seconda che ci troviamo nelle nostre acque territoriali o in quelle di un paese terzo. Vorrei inoltre insistere affinché ci si impegni maggiormente ad assicurare che il denaro versato dall’UE a paesi terzi in cambio della stipulazione di accordi sulla pesca venga stanziato in maniera tale da beneficiare la popolazione locale.

 
  
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  Britta Reimers (ALDE).(DE) Signor Presidente, Commissario Damanaki, onorevoli colleghi, mi rallegra che il Parlamento stia finalmente per votare sulla questione in oggetto, e vorrei ringraziare i relatori del lavoro svolto.

L’emendamento al regolamento del Consiglio sulle misure finanziarie nella Comunità è uno degli strumenti principali che ci occorrono per attuare la politica comune della pesca. Ciò vale soprattutto per gli ambiti delle relazioni internazionali nel settore della pesca, della raccolta di dati e degli studi scientifici. Particolarmente importanti sono i sistemi di controllo della politica comune della pesca e la loro attuazione.

Il relatore ha fatto il possibile per convincere gli onorevoli colleghi della necessità di incrementare il tasso di finanziamento congiunto a un massimo del 75 per cento. Non siamo riusciti a soddisfare le sue richieste. I regolamenti esistenti hanno dimostrato la loro efficacia nella prassi e consentono già qualche eccezione. Gli Stati membri si avvalgono già della possibilità del finanziamento congiunto e non occorrono ulteriori incentivi.

è importante che l’emendamento al regolamento prepari il terreno a un quadro giuridico coerente.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE). - (EN) Signor Presidente, la relazione Grelier fa troppe concessioni alla Commissione, a mio parere. I pescatori della Scozia occidentale hanno difficoltà a comprendere il motivo per cui la Commissione può affermare di voler eliminare i rigetti in mare e al contempo respinge gli emendamenti a tali misure tecniche.

La Commissione preferisce prorogare di almeno 18 mesi l’insieme attuale di misure tecniche che prevedono i rigetti in mare, anche dell’eglefino. La Commissione preferisce altri 18 mesi di cosiddette misure transitorie che non sono riuscite a preservare le riserve. Altri 18 mesi di rigetto in mare di pesci morti. Esorto i colleghi a sostenere tutti gli emendamenti nella votazione di domani, e mi auguro che tali emendamenti vengano adottati e, una volta adottati, spero che la Commissione cambi atteggiamento e colga l’occasione di intervenire adesso sui rigetti in mare, evitando di parlare di azioni che verranno intraprese in un futuro indefinito.

 
  
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  Struan Stevenson (ECR). - (EN) Signor Presidente, ho presentato un emendamento al regolamento relativo alle misure tecniche per tentare di risolvere l’anomalia a cui ha appena fatto riferimento l’onorevole Hudghton e che riguarda la situazione al largo della costa occidentale della Scozia.

In un tentativo, animato da buone intenzioni, di conservare le riserve di merluzzo bianco della zona, alla fine del 2009 la Commissione ha introdotto norme transitorie sulla composizione della cattura per un periodo di 12 mesi, ma queste misure provvisorie si sono protratte per un altro anno, con un accordo generalizzato che prorogava tutte le misure tecniche dell’UE di 12 mesi. Adesso la Commissione sta tentando nuovamente di estendere la validità di tali norme fino alla fine del 2012, mentre nel frattempo redigerà un nuovo quadro per le misure tecniche ai sensi del pacchetto di riforme della PCP.

La conseguenza non intenzionale di ciò sarà che una norma transitoria introdotta per un periodo di un anno soltanto verrà ora mantenuta per almeno tre anni, periodo in cui le circostanze nella parte orientale della Scozia hanno subito cambiamenti radicali, costringendo i nostri pescatori a rigettare in mare eglefini morti ma in perfette condizioni. Mi auguro che il Parlamento sostenga il mio emendamento nella votazione di domani.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE).(PT) Signor Presidente, Commissario, mi congratulo con tutti e quattro i relatori, ma vorrei concentrarmi solo su due delle relazioni oggetto della discussione. Nel 2008, il mancato consenso su un progetto di regolamento teso a semplificare e chiarire il regolamento comunitario relativo alla conservazione delle risorse ittiche ha portato all’adozione del regolamento attuale, che istituiva un insieme di misure transitorie, inizialmente previste per il periodo tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2011. La proposta legislativa attuale proroga le norme transitorie per un periodo supplementare di 18 mesi – vale a dire fino al 1° gennaio 2013 – in attesa di un nuovo regolamento sulle misure tecniche che inquadri la riforma della politica comune della pesca (PCP).

è importante mantenere un quadro normativo per la pesca durante questo periodo di transizione, per salvaguardare gli interessi dei pescatori senza perdere di vista l’obiettivo di base di promuovere la pesca sostenibile. L’attuale intenzione di non prorogare l’utilizzo dei tramagli e di vietarli a una profondità compresa tra i 200 e i 600 metri dal 1° ottobre 2010, non è un buon esempio di quanto testé descritto. Il divieto attuale di questa tecnica di pesca, utilizzata da decenni da una parte della piccola flotta portoghese per lo sfruttamento sostenuto di specie quali il nasello e la rana pescatrice, è stato un colpo economico e sociale molto duro per il settore e le comunità di pescatori che dipendono enormemente dallo sfruttamento di tali risorse.

Chiedo pertanto il vostro sostegno per l’adozione di una proposta presentata in Aula da me e dai colleghi Santos e Ferreira, proposta che non fa altro che assicurarsi che la norma in vigore fino al 1° ottobre 2010 rimanga tale fino al 2013.

Vorrei anche citare il progetto di regolamento che istituisce un’azione finanziaria della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca e in materia di diritto del mare, la relazione Ferreira. Insieme al Fondo europeo per la pesca, questo è lo strumento finanziario più importante per sostenere la pesca, in quanto garantisce i finanziamenti nel campo delle relazioni internazionali, della governance, della raccolta di dati e pareri scientifici e della supervisione dell’attuazione della PCP.

In tale contesto, vorrei esprimere il mio pieno sostegno alle proposte presentate in quest’Aula dal relatore al fine di portare la percentuale di finanziamento congiunto dell’UE al 60 per cento nell’area della raccolta, gestione e utilizzo dei dati di base, nonché per la raccolta, gestione e utilizzo dei dati supplementari. Il riconoscimento diffuso e crescente dell’importanza di una gestione della pesca sostenuta da una conoscenza scientifica aggiornata e dettagliata dello stato delle riserve giustifica pienamente l’adozione delle proposte del relatore, nonché della relazione nel suo complesso.

 
  
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  Josefa Andrés Barea (S&D).(ES) Signor Presidente, Commissario, vorrei complimentarmi con i quattro relatori di queste relazioni per il lavoro eccellente. Mi soffermerò su due relazioni, vista la loro importanza.

Una di esse riguarda l’accordo con l’Unione delle Comore. Si tratta di un accordo nel settore della pesca tra l’Unione europea e un paese dell’Africa sudorientale – lo voglio precisare per chiarire dove si trova geograficamente – in cui il 60 per cento della popolazione vive al di sotto della linea di povertà e in cui l’unica fonte di reddito è rappresentata dal turismo o dagli aiuti statali.

Tale accordo prevede la possibilità di catturare il pesce in eccesso di tale paese. Lo ripeto: il pesce in eccesso. Inoltre, garantisce un meccanismo compensativo finalizzato a promuovere lo sviluppo del paese e a migliorarne l’infrastruttura e le capacità. Istituisce un partenariato in base a criteri di pesca sostenibile e responsabile, nonché di mantenimento delle risorse biologiche. Non va dimenticato che nelle acque di tale paese vi sono specie migratorie quali il tonno, e che ogni anno vengono stabiliti gli stock ittici per l’anno successivo ricorrendo a criteri scientifici. L’accordo agevola la ricerca scientifica e la presenza a bordo di osservatori, nonché il mantenimento delle riserve ittiche della zona, ed è limitato all’area costiera, per sviluppare la pesca nei vivai.

Il protocollo è molto vantaggioso, grazie all’accesso alla zona garantito ai pescherecci europei, agli aiuti allo sviluppo, agli incentivi occupazionali e al miglioramento delle prospettive economiche. Tuttavia, contiene un altro elemento molto importante: impedisce ai paesi terzi di praticare la pesca se non attenendosi adeguatamente al principio della conservazione dell’ambiente. I paesi terzi catturano il 75 per cento delle risorse di pesca della zona.

Riteniamo pertanto che l’accordo in oggetto sia vantaggioso non solo per l’Unione delle Comore, ma anche per preservare l’ambiente.

Inoltre, un’attenzione particolare va dedicata all’importante relazione Grelier relativa a un regolamento che istituisce misure tecniche che scadono tra tre mesi, per le quali viene chiesta una proroga fino a dicembre 2012, in quanto, in caso contrario, le conseguenze sarebbero un vuoto giuridico, l’incertezza del diritto e una conservazione scadente delle risorse marine.

Tuttavia, vorremmo anche porre l’accento sulla valutazione della dichiarazione in allegato, che invita la Commissione ad accettare determinati emendamenti: alcune misure tecniche proposte dagli Stati membri. Si è già parlato della questione delle reti, e un’altra problematica trattata è quella della profondità. Riguarda determinate attività di pesca, e secondo noi la Commissione dovrebbe inserirla per l’impatto che esercita sulle riserve stesse. Riguarda le aree 8, 9 e 10, ed è importante colmare le lacune che stanno emergendo in relazione all’applicazione di un regolamento che non danneggia solo la pesca, ma anche le popolazioni locali.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE).(ES) Signor Presidente, voterò a favore dell’accordo, in quanto è positivo per la flotta europea. Nel complesso, saranno 70 le imbarcazioni che ne trarranno vantaggio, 12 in più rispetto all’accordo precedente, e tali navi ospiteranno a bordo almeno un equipaggio locale.

è positivo per le Comore, per la loro popolazione e il loro settore produttivo, per diversi motivi. In primo luogo, è positivo perché la relazione incoraggia la cooperazione mediante la promozione dello sviluppo locale e perché la compensazione finanziaria prevista va impiegata in quest’area. Secondariamente, è positivo perché incoraggia i governi della regione a rispettare i diritti umani, una condizione chiave per mantenere l’accordo. In terzo luogo, è positivo perché sostiene la pesca su piccola scala praticata in questa zona e fa sì che gli 8 500 abitanti delle Comore che vivono di quest’attività dispongano di una zona di pesca propria: le imbarcazioni europee non saranno autorizzate a pescare all’interno di un raggio di 10 miglia nautiche da ogni isola.

Infine, è positivo perché promuove la pesca sostenibile nella regione, comprende un meccanismo per analizzare obiettivamente gli stock ittici, e istituisce meccanismi per la cooperazione scientifica in quest’area.

 
  
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  Seán Kelly (PPE).(GA) Signor Presidente, sono lieto di potermi esprimere sul tema a nome del mio gruppo: la pesca rappresenta indubbiamente un argomento controverso, uno degli ambiti più dibattuti del Parlamento. Nel mio paese c’è un detto che afferma che ci sono tante opinioni quante persone, e questo vale soprattutto per i pescatori e la pesca. Pertanto, è difficile per noi deputati esprimere un parere unanime sulla questione, ma dobbiamo comunque fare del nostro meglio.

(EN) Per quel che concerne in particolare la Groenlandia, ritengo che il Commissario abbia fornito una panoramica piuttosto bilanciata della situazione. Permangono delle perplessità riguardo la fiducia del Parlamento europeo nei confronti del Consiglio, ma, come lei stessa ha affermato, verrà trovata una soluzione pragmatica, il che è auspicabile. è importante dal punto di vista dell’Unione europea. è altrettanto importante, se non più importante, dal punto di vista della Groenlandia – un paese quasi totalmente dipendente dal mercato europeo per lo smercio del pesce e, naturalmente, quasi interamente dipendente dalla pesca per la propria economia.

Una cosa che si può dire riguardo la Groenlandia è che il pesce che proviene da questa regione, come indicato nella relazione, sarà controllabile e di ottima qualità – a differenza di gran parte del pesce che entra nell’Unione europea dalle attività di piscicoltura del sudest asiatico, la qualità del quale non può essere verificata e che molti ritengono provenire da acque inquinate.

Abbiamo un’ingente quantità di compiti che ci attendono, soprattutto perché il Commissario stesso durante il Tempo delle interrogazioni di questo pomeriggio ha dipinto un quadro piuttosto tetro della sostenibilità degli stock ittici e delle comunità costiere in futuro. Per tale ragione, occorre sviluppare una politica solida in materia di acquacoltura in Europa come parte della PCP futura. Nel frattempo, accolgo le proposte qui presentate e prendo atto di quanto affermato dal Commissario sulle prospettive future.

 
  
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  Antolín Sánchez Presedo (S&D).(ES) Signor Presidente, Commissario, onorevoli colleghi, anch’io mi associo ai complimenti ai relatori delle quattro relazioni. Prima di soffermarmi sulle relazioni Ferreira e Fraga Estévez, vorrei esprimere il mio sostegno alla relazione Santos, che raccomanda l’adozione del protocollo che illustra le possibilità per la pesca e il contributo finanziario previsti dall’accordo di partenariato con l’Unione delle Comore, e ci ricorda la necessità che il Parlamento partecipi attivamente a tale processo.

Concordo anche con gli aspetti salienti della relazione Grelier sulle misure tecniche. Chiedo alla Commissione di accelerare la propria valutazione d’impatto e di dare la priorità alla formulazione di un regolamento su tali misure, per poterlo poi adottare il prima possibile, magari entro il 2013.

La relazione Ferreira modifica il regolamento (CE) n. 861/2006 sulle misure finanziarie comunitarie, uno degli strumenti utilizzati per applicare la politica comune della pesca, insieme al Fondo europeo per la pesca (FEP). La relazione ne chiarisce l’ambito di applicazione e lo adegua alle esigenze reali della politica comune della pesca si sensi del nuovo trattato di Lisbona, per cui il mio giudizio è positivo.

Tuttavia, analogamente al relatore, e poiché una delle condizioni essenziali per la sostenibilità della pesca è avere una conoscenza aggiornata e accurata degli stock ittici, mi rammarico che non sia stato possibile aumentare i tassi di finanziamento congiunto per la raccolta, la gestione e l’utilizzo dei dati.

La relazione Fraga Estévez relazione riguarda la fissazione di norme in materia di salute degli animali e sicurezza alimentare per l’importazione di determinati prodotti e sottoprodotti della pesca provenienti dalla Groenlandia o da altri paesi terzi.

Le norme interessano praticamente il 90 per cento delle esportazioni della Groenlandia in quest’area, che nel 2007 sono ammontate a 251 milioni di euro. Vi è un ampio consenso riguardo l’applicazione a questi prodotti importati delle norme che disciplinano il commercio con l’Unione europea, che mantiene un accordo di associazione con la Groenlandia. Di conseguenza, ne deriverà un ampliamento del mercato unico per i prodotti e sottoprodotti della pesca.

è evidente che manca un accordo sulla base giuridica da utilizzare, pertanto accogliamo con favore la decisione della Commissione di promuoverne uno. Il Parlamento si sta attenendo alla relazione dei suoi servizi legali, al parere della commissione per gli affari legali e alla posizione della commissione per la pesca.

Ci auguriamo che tali questioni trovino una soluzione, che la Groenlandia sia trattata con la priorità che merita e che venga raggiunto un accordo legislativo.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D).(RO) Signor Presidente, vorrei complimentarmi con tutti e quattro i relatori per l’arduo lavoro svolto sul pacchetto di misure per la pesca.

Mi preme sottolineare che le misure finanziarie della Comunità per l’attuazione della politica comune della pesca sono uno strumento finanziario comunitario di rilievo in questo settore, e devono essere continuamente adeguate alle esigenze dei cittadini che operano nel settore ed essere rigorosamente in linea con le sfide affrontate. Le risorse finanziarie necessarie per attuare la politica comune della pesca comprendono anche i finanziamenti di progetti in aree quali i rapporti internazionali, la governance, la raccolta dei dati, la consulenza scientifica, i sistemi di controllo e l’esecuzione di tale politica.

Ritengo che la gestione della pesca debba basarsi su una conoscenza scientifica aggiornata e accurata dello stato degli stock, proprio per rendere le disposizioni del regolamento più efficacemente mirate alle reali necessità.

 
  
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  Maria Damanaki, membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, vorrei commentare brevemente le osservazioni appena espresse.

Per quanto riguarda la discussione sugli accordi di partenariato nel settore della pesca, stiamo cercando, nel quadro della nostra proposta di riforma, di garantire un’applicazione corretta di tali accordi a vantaggio della popolazione locale. In attesa della nuova proposta per la nuova generazione di accordi sulla pesca, abbiamo tentato di migliorare la situazione attuale. Ci stiamo adoperando per assicurare l’attuazione dell’accordo con le Comore e di fare il possibile per aiutare la popolazione locale.

Per quanto riguarda i problemi citati in relazione al Parlamento e le informazioni sugli accordi trasmesse ai deputati, la Commissione ha fornito agli europarlamentari tutte le informazioni – persino quelle riservate – e continueremo a farlo anche in futuro.

Sul tema delle misure tecniche e della relazione Grelier, capisco che siano emerse molte perplessità per la nostra decisione di prorogare il regolamento attuale. Abbiamo dovuto farlo perché dobbiamo attendere l’attuazione della riforma, ma capisco che ci stiate esortando ad adoperarci per poter avere il nuovo regolamento prima della fine del 2013. Quel che posso dirvi – visto che non posso farvi promesse che non sono in grado di mantenere – è che faremo del nostro meglio per accelerare la procedura di approvazione del nuovo regolamento e anche per l’attuazione del regolamento di base per la riforma, per poter fornire agli Stati membri alcune competenze sulle misure tecniche.

Sul tema successivo – il regolamento finanziario – mi auguro che potremo procedere in prima lettura, in quanto sarebbe molto positivo per la futura attuazione del regolamento.

In merito alla Groenlandia, ribadisco che siamo qui per trovare una soluzione sulla base giuridica della proposta. Per la Commissione è molto importante guardare alla sostanza, in quanto un buon rapporto con la Groenlandia è una priorità politica assoluta per noi. Vi ripeto che la Commissione è qui per fare da mediatrice e agevolare il raggiungimento di un compromesso col Consiglio.

 
  
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  Luis Manuel Capoulas Santos, relatore. (PT) Signor Presidente, solo qualche secondo per esprimere i miei ringraziamenti per tutti gli interventi, dopo di che passeremo a quello di cui avevo intenzione di parlare. Sappiamo che vi sono alcuni aspetti minori degli accordi di partenariato che devono essere rivisti.

Apprezzo la posizione del Commissario, compresa la sua opinione personale sulla partecipazione degli eurodeputati, e spero che possa influenzare la posizione istituzionale della Commissione per poter conseguire l’obiettivo a cui puntiamo.

 
  
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  João Ferreira, relatore. − (PT) Signor Presidente, mi associo ai ringraziamenti per i commenti espressi e per la notevole resistenza di cui tutti stanno dando prova a quest’ora. Per quanto riguarda i commenti sulla relazione in materia di misure finanziarie, ci tengo a precisar che gli emendamenti da noi proposti non compromettono il consenso ottenuto sino ad oggi nel trilogo. Ritengo sia possibile fare un passo avanti pur salvaguardando tale consenso, e a questo proposito sono grato per i commenti che sono stati espressi da numerosi oratori a sostegno degli emendamenti proposti.

A mio parere, come hanno rilevato diversi deputati, non adottare tali emendamenti rappresenterebbe un’incoerenza incomprensibile da parte dell’Unione europea, che da una parte vuole aumentare la partecipazione in determinate aree a cui attribuisce grande importanza, e dall’altra si oppone allo stanziamento dei fondi necessari per riconoscere effettivamente tale importanza crescente.

Per quanto riguarda la relazione sulle misure tecniche transitorie, vorrei porre l’accento – come hanno già fatto diversi oratori – sull’emendamento presentato da me e da due altri deputati che si propone di eliminare la discriminazione negativa priva di base scientifica, e ribadisco che non vi è alcuna base scientifica che giustifichi la discriminazione negativa contro alcuni segmenti della piccola flotta portoghese che usano i tramagli. Negli anni questa flotta ha dimostrato la capacità di utilizzare le risorse in questione, le sogliole e il nasello, in maniera sostenibile. Poiché non esistono ragioni scientifiche valide che giustifichino tale divieto, non si sarebbe dovuto introdurre, soprattutto alla luce delle ingenti conseguenze economiche e sociali negative che comporterebbe.

Per le stesse ragioni, e con questo concludo, signor Presidente, sosteniamo le proposte presentate dai nostri onorevoli colleghi irlandesi e scozzesi relative allo stesso documento.

 
  
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  Estelle Grelier, relatore. – (DE) Signor Presidente, farò del mio meglio per parlare più lentamente – lo prometto.

(FR) Signor Presidente, vorrei ringraziare i miei onorevoli colleghi per i loro commenti generalmente favorevoli sulla relazione, che richiamano anche le discussioni svoltesi durante le riunioni della commissione per la pesca.

Condivido il punto di vista del Commissario che accetta l’emendamento che specifica le dimensioni delle maglie delle reti per il pesce tamburo e non accetta nessuna richiesta specifica di emendamenti a determinate misure tecniche per il fatto che non sono sostenuti da valutazioni d’impatto per le imbarcazioni e gli ecosistemi interessati, o perché gli Stati membri non hanno fatto pervenire i dati scientifici necessari. Tali misure sono tutte interconnesse e non sono state valutate.

Mi preme sottolineare, come hanno fatto anche altri oratori stasera, quanto sia urgente che la Commissione effettui quanto prima una valutazione delle misure attuali e, sulla base di tale valutazione, rediga una nuova proposta che possa essere trattata contemporaneamente alla riforma della politica comune della pesca, invece che successivamente. Vorrei richiamare la sua attenzione su questo punto, Commissario, e prendo atto della sua disponibilità ad accelerare la formulazione della proposta.

In conclusione, vorrei ribadire nuovamente l’importanza della collaborazione tra le istituzioni europee e il settore della pesca per la raccolta e la condivisione dei dati scientifici. Ritengo sia una base necessaria per una nuova politica comune della pesca equa e collaborativa, che disponga di risorse sufficienti – un punto importante – e che sappia conciliare le necessità economiche e la sostenibilità del settore nell’interesse di tutti: la comunità di pescatori, i consumatori e i cittadini.

 
  
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  Carmen Fraga Estévez, relatore. (ES) Signor Presidente, vorrei esprimere un ringraziamento particolare al Commissario per le risposte che ha dato alla mia domanda, affermando che sarebbe disposta ad accettare la modifica della base giuridica, e mi auguro che anche il Consiglio segua la stessa linea prospettata dal Commissario.

In ogni caso, avevo valutato la possibilità di chiedere che la relazione venisse rinviata alla commissione prima della votazione finale, ma poi ho cambiato idea e mi sono resa conto che ciò avrebbe comportato un ulteriore ritardo della proposta, che reputo positiva per la Groenlandia e per l’Unione europea, e che non avrebbe dovuto subire ulteriori rinvii.

Spero comunque che il Consiglio si adegui alle intenzioni della commissione per la pesca, che sono ampiamente giustificate, e auspico che venga individuata una soluzione, visto che l’unico problema è rappresentato dalla base giuridica e non dal contenuto.

Mi rallegro comunque del risultato raggiunto; tra l’altro, abbiamo sempre la possibilità di adire la Corte di giustizia se riteniamo che sia opportuno portare avanti la questione. Domani daremo prova della nostra buona volontà formulando un parere, e spero che il Consiglio risponda e consideri questa la prima lettura del Parlamento, come ho già detto.

Pertanto, ringrazio il Commissario per la sua disponibilità a cooperare sulla questione in maniera così diretta, e ringrazio tutti i colleghi che hanno lavorato sulla relazione e che l’hanno appoggiata. Non ci resta che sperare che il Consiglio accolga le nostre intenzioni, che sono come ho detto giustificate e sostenute non soltanto dalla commissione per gli affari legali, ma anche dai servizi legali del Parlamento europeo.

 
  
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  Presidente. − Dichiaro chiusa la discussione congiunta su quattro relazioni relative al settore della pesca.

La votazione su tutte e quattro le relazioni si svolgerà il 6 aprile alle 12:00.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Jim Higgins (PPE), per iscritto. (EN) Per quanto riguarda la relazione Grelier, ho votato contro il mio gruppo su quattro emendamenti – emendamenti nn. 4, 5CP, 6 e 3. Mi rammarico che non siano stati accolti. Tuttavia, alla fine ho deciso di appoggiare la relazione per garantire la tutela del settore irlandese della pesca del pesce tamburo e per assicurare la certezza del diritto sulla questione, invece di aspettare la riforma del 2013.

 
  
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  Sirpa Pietikäinen (PPE), per iscritto. (FI) La riforma della politica comune della pesca dell’Unione è uno dei compiti più importanti del Parlamento. Come tutti sappiamo, la politica europea della pesca è da tempo oggetto di forti critiche, e a ragione. Vi sono molte problematiche che devono essere risolte tempestivamente, tra cui la pesca eccessiva, la pesca nel territorio dei paesi in via di sviluppo e gli aiuti di Stato per l’industria della pesca.

La relazione Ferreira sull’azione finanziaria comunitaria di cui ci occupiamo oggi tratta questioni chiave per quanto riguarda la riforma della politica della pesca. Tra queste si annoverano: la raccolta dei dati, la ricerca, la cooperazione interna, la gestione delle questioni della pesca e i sistemi di monitoraggio della politica comune della pesca. Inoltre, è importante assicurarsi che l’armonizzazione della politica della pesca, soprattutto con le politiche ambientale e marittima, assuma la massima priorità; inoltre, sarà necessario stanziare risorse adeguate.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), per iscritto. – (PT) La politica comune della pesca (PCP) riunisce tutta una serie di misure studiate dall’Unione europea per garantire la sostenibilità e competitività del settore europeo della pesca. Nel quadro della riforma della PCP, le priorità principali consistono nel renderla più efficace per meglio garantire la sopravvivenza economica delle flotte europee, la conservazione delle riserve ittiche, il legame con la politica marittima e la fornitura di alimenti di qualità ai consumatori. Le misure adottate oggi dal Parlamento, quali la revisione delle misure tecniche e l’adeguamento della legislazione esistente per tener conto dei dati scientifici raccolti, rientrano in questa rubrica. Occorre un equilibrio tra la sostenibilità e la competitività del settore. L’attività della pesca è essenziale per lo sviluppo economico e sociale delle comunità costiere, in quanto contribuisce a galvanizzare le regioni e promuove l’attività nei settori correlati. Ad esempio, nelle regioni ultraperiferiche dell’Unione, che rappresentano la zona economica esclusiva più vasta dell’Unione europea, il settore della pesca svolge un ruolo fondamentale nelle loro attività economiche; è pertanto prioritario assicurarne la sostenibilità e lo sviluppo.

 
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