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Procedura : 2010/2292(REG)
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Testi presentati :

A7-0173/2011

Discussioni :

PV 10/05/2011 - 16
CRE 10/05/2011 - 16

Votazioni :

PV 11/05/2011 - 5.14
CRE 11/05/2011 - 5.14
Dichiarazioni di voto
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Testi approvati :

P7_TA(2011)0221

Discussioni
Martedì 10 maggio 2011 - Strasburgo Edizione GU

16. Accordo interistituzionale su un registro comune per la trasparenza del Parlamento e della Commissione - Modifica del regolamento a seguito della creazione di un registro comune per la trasparenza del Parlamento e della Commissione
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la relazione (A7-0174/2011), presentata dall’onorevole Casini, a nome della commissione per gli affari costituzionali, sulla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Commissione su un Registro comune per la trasparenza [2010/2291(ACI)], e

– la relazione (A7-0173/2011), presentata dall’onorevole Casini, a nome della commissione per gli affari costituzionali, sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo a seguito dell’istituzione di un Registro comune per la trasparenza tra il Parlamento europeo e la Commissione [2010/2292(REG)].

 
  
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  Carlo Casini, relatore. – Signora Presidente, signor ministro, signor Commissario, onorevoli colleghi, farò una sola esposizione per entrambe le questioni riguardanti lo stesso oggetto.

Con questa discussione, e la votazione che ne seguirà, si conclude un lavoro e un periodo di negoziato del gruppo di lavoro presieduto dalla presidente Wallis e composto da colleghi di tutti i gruppi politici con la delegazione della Commissione europea, guidata dal Commissario Šefčovič, che ha portato alla redazione di un testo di accordo per l'istituzione di un Registro comune di trasparenza. La commissione AFCO ha proceduto in pochi mesi alla redazione di questa relazione, licenziando anche un testo di modifiche regolamentari interne.

Personalmente sono rimasto molto sorpreso per l'attenzione dedicata dall'opinione pubblica a questo accordo di trasparenza. Temo che gli si attribuiscano effetti superiori a quelli in realtà perseguiti. La trasparenza è la difesa avanzata della correttezza dell'azione politica ma non è lo strumento che colpisce al cuore la corruzione. I recenti episodi di giornalisti che hanno tentato di corrompere qualche parlamentare potrebbero accadere anche in sedi diverse dagli edifici parlamentari. D'altro canto, chi vuole corrompere sa bene come si fa a non essere identificabili e i registri non sono quindi un limite assoluto.

Lo strumento adatto è il diritto penale e se quello degli Stati membri non è sufficiente, bisognerà andare a rileggere gli articoli da 82 a 86 del Trattato di Lisbona, riflettere se sia possibile attribuire alla corruzione di parlamentari europei il carattere di reato transfrontaliero o comunque offensivo degli interessi finanziari dell'Unione e valutare se sia il caso di costruire una Procura europea, che oltretutto sarebbe un passo rilevante sul cammino dell'unità.

Il Registro di trasparenza ha un compito più modesto. In alcuni paesi il termine di lobbista ha un significato negativo mentre in altri l'attività lobbistica viene invece considerata quasi un'attività semipubblica perché informa chi deve decidere su problemi che altrimenti forse non conoscerebbe. Per il Parlamento europeo questo è particolarmente importante, perché spesso le questioni affrontate dai parlamentari sono assai complesse e tecniche e quasi sempre occorre trovare un punto di equilibrio tra imprese e fra Stati con interessi divergenti.

I lobbisti quindi diventano molto utili. Li chiameremo dunque non più lobbisti ma portatori di interessi. Naturalmente, gli interessi possono essere contrapposti ed è bene che sia così. Io ho fatto il giudice e posso dire che il contraddittorio fra parti opposte è considerato una condizione per scoprire la verità e la giustizia. Dunque, che ci siano lobbisti o portatori di interessi contrapposti non è male: l'importante è che il giudice – e quindi anche il parlamentare – mantenga la sua libertà di pensiero, la sua indipendenza, la sua onesta ricerca del bene comune. Per questo è stato istituito il Registro della trasparenza, di comune accordo fra Parlamento e Commissione, auspicando che anche il Consiglio aderisca presto all'accordo.

Chi intende rappresentare gli interessi può accedere liberamente agli uffici, ma deve inserirsi nel Registro dove sono indicati tutti gli elementi che identificano la sua struttura giuridica e finanziaria. Il Registro è pubblico. Ci sono anche enti che non perseguono interessi di tipo egoistico ma cercano di collaborare nelle politiche europee in nome di valori generali, come le Chiese, i partiti, le regioni. Essi non vanno iscritti come tali nel registro: ma se esistono autonomi uffici incaricati esclusivamente del contatto con le istituzioni europee, devono essere indicati nel Registro, sia pure sottoposti a un regime giuridico differenziato rispetto ai portatori di interessi.

Come già ribadito, il nuovo Registro comporta anche una modifica al regolamento, sono dunque due relazioni, ma si tratta comunque di un primo passo verso una più completa trasparenza. Alcune ipotesi sono già all'esame e potranno essere trasformate in norme dopo una più matura riflessione e perciò in particolare il numero 9 dell'atto che approva l'accordo indica la possibilità che i rapporti rechino l'indicazione dei portatori di interessi incontrati dai parlamentari nel corso dei lavori preparatori della relazione stessa.

Questa apertura ampia verso una possibile revisione mi fa esprimere un parere contrario agli emendamenti che vorrebbero mettere dei vincoli a questa riflessione futura. Auspico comunque che, oltre a un'adesione all'accordo a breve scadenza da parte del Consiglio, vi sia immediatamente un ampio consenso di questo Parlamento, un'indicazione forte del dovere di trasparenza e anche una guida all'azione. Spero che la votazione sia pressoché unanime.

 
  
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  Enikő Győri, Presidente in carica del Consiglio. (HU) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli deputati, la trasparenza è un principio fondamentale delle istituzioni democratiche, soprattutto per quanto concerne le istituzioni europee, che, come sappiamo, sono spesso accusate di procedure non trasparenti e di esclusione. Il Consiglio si impegna a fondo per garantire il maggior livello di trasparenza possibile tra le istituzioni e gli organi dell’Unione europea. Il Consiglio comprende che i cittadini si attendono il rispetto dei più alti standard da parte di coloro che hanno delegato alla gestione dei propri interessi; accogliamo quindi con favore l'iniziativa del Parlamento europeo e del Consiglio di creare un Registro per la trasparenza.

Sono particolarmente soddisfatto delle relazioni presentate dall’onorevole Casini. Se la Camera le approverà, potremo creare sulla loro base il Registro per la trasparenza nei prossimi mesi. In questo modo dimostreremo che l’Unione europea non è impegnata a favore della trasparenza solo a parole ma anche nei fatti.

Colgo l’occasione per sottolineare la sono a conoscenza dell’invito al Consiglio a partecipare al Registro per la trasparenza. Finora, il Consiglio non ha avuto intenzione di partecipare pienamente al processo poiché, diversamente da Parlamento e Commissione, per natura non è soggetto all'attività dei rappresentanti di interessi, che solitamente non contattano il Consiglio in quanto istituzione, ma si rivolgono agli Stati membri. Ciononostante, ho già spiegato come la mia istituzione intenda prendere parte al Registro e seguirne le attività. Siamo inoltre disposti a discutere con Parlamento e Commissione di alcuni aspetti del possibile ruolo del Consiglio, chiaramente senza ritardare l’entrata in vigore dell’accordo fra le due istituzioni.

Onorevoli deputati, sulla base della recente decisione del Consiglio, stiamo valutando la possibilità di presentare una dichiarazione politica per inaugurare il Registro in giugno.

 
  
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  Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione. − (EN) Signora Presidente, la trasparenza è fonte di grande interesse e preoccupazione per i cittadini ed è necessario aumentare la legittimità democratica dell’Unione europea.

Sono lieto di informarvi che già oggi vi sono oltre 3 800 iscritti al Registro della Commissione.

Sono fermamente convinto che l’adozione di un Registro comune per la trasparenza costituisca un importante passo in avanti per aumentare la trasparenza dei processi decisionali comunitari e fornire una risposta diretta alle preoccupazioni dei cittadini.

Desidero elogiare lo spirito costruttivo che si è creato all'interno del nostro gruppo di lavoro e ringraziare l’onorevole Wallis, la nostra Presidente odierna, l’onorevole Casini, il nostro relatore, nonché gli onorevoli Leinen e Durant. Era un gruppo eccellente ed è stato un vero piacere lavorare insieme.

Abbiamo raggiunto, in questo modo, un documento molto equilibrato e pragmatico, un’ipotesi di accordo interistituzionale che presentiamo alla discussione in questa Camera.

Una votazione dall’esito positivo nella giornata di domani consentirà alle nostre due istituzioni di varare congiuntamente il Registro nel mese di giugno. Sarà senz’altro un forte segnale politico a conferma della nostra determinazione per garantire pratiche etiche e trasparenti a livello europeo.

Il Registro ha l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza ai cittadini per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione.

Sono state espresse preoccupazioni riguardo agli enti pubblici regionali e desidero chiarire questo punto. La questione concerne l’eventuale obbligo di una loro iscrizione al Registro. Leggendo attentamente il testo si comprende che il Registro non ne rispecchierebbe la vera natura, né il fatto che essi garantiscono una rappresentanza diretta dei cittadini, come stabilito dai sistemi costituzionali.

Un’attenta lettura dei contenuti dell’accordo fornisce chiare garanzie sulla questione; viene infatti esplicitamente che non è prevista la registrazione delle autorità locali, regionali e comunali. Questo approccio viene confermato nell’Allegato I, dove si indica che le autorità pubbliche registrazione non rientrano nel Registro.

Inoltre, non è richiesta la registrazione dei servizi che costituiscono parte integrante dell’amministrazione, composti da funzionari locali, regionali e comunali e impegnati in attività di carattere costituzionale o istituzionale. Mi auguro che questa spiegazione possa dissipare le preoccupazioni che mi sono state espresse negli ultimi giorni.

Desidero presentare un’ultima considerazione sulla dimensione interistituzionale. Ritengo siamo tutti concordi sul fatto che la cooperazione con la Commissione e il Parlamento sarà ulteriormente rinforzata dalla partecipazione del Consiglio.

è quindi doveroso ringraziare, senza riserve, la Presidenza ungherese per aver trasformato l’atteggiamento del Consiglio e per averlo portato a un livello positivo, cercando soluzioni per coordinare nel miglior modo possibile la relazione tra Consiglio, Commissione e Parlamento nella gestione del Registro; il segnale politico lanciato da tre istituzioni che attribuiscono tanta importanza a questo tema e che gestiranno la questione della trasparenza congiuntamente è senz’altro molto forte. Sono certo che con il sostegno politico delle tre istituzioni, la soglia dei 4 000 iscritti sarà raggiunta in breve tempo.

 
  
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  Manfred Weber, a nome del gruppo PPE. – (DE) Signora Presidente, Ministro, signor Commissario, la trasparenza è la chiave di volta della democrazia e consente alle persone di sapere chi esercita influenze e come si svolge il processo decisionale. Dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento europeo ha visto aumentare notevolmente i propri poteri. Per questo motivo, il nostro modus operandi deve rimanere aperto al dibattito e noi stessi dobbiamo metterci in discussione.

I negoziati tra Parlamento europeo e Commissione in merito al Registro per la trasparenza hanno avuto esito positivo e siamo giunti a un risultato eccellente. Desidero sottolineare ancora una volta l’importanza di aver definito regolamenti chiari per le autorità locali e regionali, e anche per le chiese, che ne rispecchiano gli interessi.

Desidero aggiungere che l’attività di lobby non è negativa di per sé. Abbiamo bisogno di pareri esperti sui quali fare affidamento per il nostro lavoro. È importante che noi, in quanto parlamentari, possiamo valutare una questione liberamente e prendere decisioni in modo indipendente. Noi deputati abbiamo molto di cui essere fieri. Se facciamo un’indagine a livello nazionale, possiamo notare che solo pochi Stati membri hanno creato un registro per la trasparenza a questo livello. Nella mia capitale, Berlino, dove vivo, non esiste un registro simile e per questo dobbiamo ben comprendere l’importanza di questo grande passo in avanti.

Desidero inviare un messaggio al Consiglio: se la presente questione non è un problema per il Consiglio perché i lobbisti hanno scarsa influenza, allora dovrebbe essere ancor più semplice iscriversi al Registro per la trasparenza. Il Consiglio può riuscire a vincere la propria resistenza interna.

Infine, signora Presidente, vorrei sottolineare che, se davvero vogliamo sfuggire all’influenza dei lobbisti al Parlamento europeo in futuro, sarà necessario maggiore sostegno e un ampliamento dello staff, per conseguire maggiori risultati per i cittadini dell’Unione europea.

 
  
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  Matthias Groote, a nome del gruppo S&D. – (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, in primo luogo desidero ringraziare il relatore e quanti hanno partecipato al processo perché domani, dopo votazione, si concluderà finalmente un lungo periodo di duro lavoro. È un grande giorno per l’Europa, per il Parlamento europeo in quanto istituzione e per la Commissione, perché siamo riusciti a trasformare in realtà il Registro per la trasparenza. È certamente un risultato importante nel nostro cammino, ma abbiamo ancora molta strada da percorrere.

Desidero occuparmi di due questioni: la prima concerne la non obbligatorietà del Registro, una caratteristica che, ormai, deve essere enunciata chiaramente. Ho una domanda per la Commissione a questo proposito: la Commissione ha sempre sostenuto l’assenza di un quadro giuridico adeguato per questo tema; è ora disposta a creare detto quadro giuridico, per disporre di un registro obbligatorio in seguito alla revisione?

Sono molto soddisfatto della dichiarazione del Consiglio, nella quale dichiara di non prevedere alcuna difficoltà nell’iscrizione al Registro, come sottolineato dall’onorevole Weber. Mi auguro che il Consiglio dia seguito a queste affermazioni, perché il Registro sarà davvero completo soltanto se le tre istituzioni dell’Unione europea disporranno di un registro comune e obbligatorio. Il mio gruppo è favorevole e sosterrà l’emendamento presentato da un altro gruppo, che richiede l’indicazione sul Registro per la trasparenza delle somme di denaro spese per la rappresentanza di interessi.

Per quanto concerne i vari gruppi nazionali di rappresentanza di interessi, è chiaramente espresso che non saranno inclusi nel registro. Desidero ringraziare i miei colleghi per la volontà dimostrata nel raggiungere un compromesso sulla questione. Sarebbe stato un pessimo segnale se questi gruppi fossero trattati alla pari dei rappresentanti di interessi di settore o di altre organizzazioni professionali.

 
  
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  Andrew Duff, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signora Presidente, i recenti scandali hanno portato alla luce del sole il potere che i lobbisti possono avere sul Parlamento; il gruppo liberale accoglie con soddisfazione la razionalizzazione del registro dei rappresentanti di interessi, che crea un sistema chiaro, efficace e obbligatorio che dovrebbe portare a una maggiore trasparenza e a un miglioramento del processo consultivo.

Sono particolarmente soddisfatto del paragrafo 9 della relazione, nel quale di chiede all’Ufficio di Presidenza di elaborare un sistema di tracciabilità legislativa affinché i relatori possano registrare tutti i lobbisti intervenuti nel processo di elaborazione delle proposte di legge. È un tema delicato, ma rappresenta un importante progresso nel miglioramento della legittimità popolare del Parlamento e della qualità della nostra attività legislativa. Il sistema sarà completo soltanto con la partecipazione del Consiglio, la seconda Camera del nostro ordinamento; accolgo con favore i primi passi avanti proposti e ringrazio la Presidenza per la dichiarazione presentata questo pomeriggio.

(L’oratore accetta di rispondere a un’interrogazione presentata con la procedura del cartellino blu ai sensi dell’articolo 149, paragrafo 8)

 
  
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  Matthias Groote (S&D). (DE) Signora Presidente, desidero ringraziare l’onorevole Duff per aver sollevato la questione della tracciabilità legislativa. Ritiene che questo approccio, i cui confini devono ancora essere delineati, possa ridurre l’ambito lavorativo del Parlamento europeo e quale ritiene possa essere la portata dell’impatto di detto provvedimento?

 
  
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  Andrew Duff (ALDE). - (EN) Signora Presidente, a mio avviso si tratta di un esperimento e come tale, in caso di successo, si tradurrà in una pratica sempre più diffusa. Ad ogni modo, ritengo debba limitarsi ai relatori che hanno la responsabilità di elaborare una legge a nome del Parlamento. Essi dovrebbero pubblicare i nomi delle persone con le quali hanno svolto incontri ufficiali nel corso del proprio lavoro.

Ritengo che questa pratica promuoverebbe un’attività di lobby intelligente e informata all’interno del Parlamento. Tutti noi facciamo affidamento sulle specializzazioni e sulle competenze dei professionisti esterni alla Camera per presentare proposte di prima qualità.

 
  
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  Ashley Fox, a nome del gruppo ECR. – (EN) Signora Presidente, innanzi tutto desidero ringraziare l’onorevole Casini per il lavoro svolto per il raggiungimento del presente accordo interistituzionale. I membri della commissione per gli affari costituzionali e della Commissione hanno lavorato intensamente per elaborare una relazione pratica e significativa che aumenterà il livello di trasparenza del processo legislativo. Signora Presidente, sono lieto che la Presidenza sia occupata da lei oggi; la ringrazio per il lavoro svolto nel corso dei negoziati tra Parlamento e Commissione.

La presente relazione avanza un approccio bilanciato; è molto utile e sono certo che porterà a risultati molto positivi. Riconosce l’importanza del ruolo svolto dai governi locali e regionali nel processo legislativo europeo e, pertanto, distingue in modo netto tra lobbisti e funzionari dei governi locali e regionali.

Sebbene la presente relazione costituisca un passo nella giusta direzione, dobbiamo percorrere ancora molta strada. Mi auguro che questo registro, se avrà successo, diventi un registro obbligatorio dei lobbisti. Concordo con la proposta dell’onorevole Duff, secondo cui i relatori devono elencare i lobbisti con i quali sono entrati in contatto nel corso della stesura della legge. Senza dubbio i membri di questa Camera sono visti con sospetto dagli elettori. È importante raggiungere la maggiore trasparenza e apertura possibili.

Desidero aggiungere infine che l’unico problema del presente accordo è la mancanza dell’intervento di un’istituzione. L’assenza del Consiglio è deludente. In qualità di colegislatori, gli Stati membri dovrebbero unirsi e partecipare al Registro per raggiungere un processo legislativo davvero trasparente.

 
  
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  Gerald Häfner, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, la politica è basata sulla fiducia. I membri di questa Camera sono stati eletti attraverso elezioni libere e segrete dai cittadini degli Stati membri, i quali, giustamente, si attendono da noi il rispetto dei loro interessi, ossia, del bene comune in ogni nostra discussione e decisione, piuttosto che la soddisfazione dei nostri interessi o di terze parti, siano esse aziende o gruppi di interesse.

Siamo coscienti che a Bruxelles, ad esempio, siamo circondati da oltre 10 000 lobbisti professionisti, che svolgono il proprio lavoro alla lettera, ossia cercano di esercitare un’influenza sui membri del Parlamento e della Commissione. Questo fenomeno non può essere fermato, perché è assolutamente normale (viviamo in una società libera e aperta), ma dobbiamo far sentire la nostra voce all’interno di questa struttura e mantenere la nostra indipendenza. Non sempre siamo riusciti in questa missione e vi sono stati deputati che hanno infranto queste regole, una delle ragioni principali per cui desideriamo migliorare le nostre norme.

La trasparenza è un prerequisito fondamentale per la fiducia ed è l’obiettivo del nostro lavoro. In seguito a lunghe negoziazioni, siamo giunti a un accordo con la Commissione sul Registro per la trasparenza, seppure sarebbe stata auspicabile una partecipazione del Consiglio.

Il gruppo Verde/Alleanza libera europea si è battuto a lungo in tal senso. Siamo lieti e piuttosto fieri del risultato, ma alcuni aspetti non sono comunque del tutto soddisfacenti. Preferiremmo che il Registro fosse obbligatorio, non solo per quanti lavorano all’interno del Parlamento e della Commissione, ma anche per quanti svolgono la propria attività altrove, ad esempio davanti a un bicchiere di vino in uno dei vari bar di Bruxelles. Il Registro non deve essere valido soltanto per Parlamento e Commissione, ma anche per il Consiglio. I dettagli finanziari devono essere resi disponibili ai fini di una maggiore importanza e precisione. Le somme di denaro in oggetto devono essere conteggiate nello stesso modo, diversamente dalla modalità proposta attualmente, secondo cui le operazioni minori sono misurate in multipli di 50 000 euro, mentre quelle più importanti utilizzano multipli maggiori, rendendo difficile un effettivo conteggio del denaro speso. Siamo a favore di controlli regolari da parte di un segretariato comune.

Oggi rimane comunque un grande giorno per l’Europa, perché ottiene una maggiore trasparenza. Desidero ringraziare quanti hanno partecipato al raggiungimento di questo risultato.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard, a nome del gruppo GUE/NGL. – (DA) Signora Presidente, la presente relazione segna un passo importante verso una maggiore apertura e un registro obbligatorio dei portatori di interessi e di chiunque tenti di influenzare l’Unione europea. La strada per raggiungere il nostro obiettivo, però, è ancora lunga e, come il caso di deputati corrotti ha dimostrato, dobbiamo fare ordine anche all’interno di questa Camera. Non è accettabile che i deputati assumano una qualsiasi forma di lavoro retribuito esterno che possa mettere in dubbio la nostra integrità; questo aspetto deve essere chiaro. Inoltre, dobbiamo disporre di mezzi di controllo e norme efficaci per stabilire le conseguenze di un’infrazione delle regole. Dobbiamo stabilire regole chiare per la tutela degli informatori, per evitare che vi siano ritorsioni contro di loro. Attendiamo con interesse la relazione della commissione speciale e, a tal riguardo, prevediamo una revisione dell’accordo in discussione oggi e del regolamento interno del Parlamento.

(L’oratore accetta di rispondere a un’interrogazione presentata con la procedura del cartellino blu ai sensi dell’articolo 149, paragrafo 8, del regolamento)

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI). (DE) Signora Presidente, onorevole Søndergaard, desidero domandarle qual è la sua opinione sull’approccio della tracciabilità legislativa e cosa significa, secondo lei, che il Registro per la trasparenza continuerà a non essere obbligatorio, ovvero che continueranno a esistere numerose lacune.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard (GUE/NGL). (DA) La ringrazio per la domanda, che mi consente di sottolineare alcuni concetti già espressi, nello specifico che la strada da percorrere per raggiungere il nostro obiettivo è ancora lunga. Non siamo convinti di averlo già raggiunto, dato che alcuni aspetti sono ancora incompleti. È evidente che la questione della natura obbligatoria del Registro è fondamentale. L’idea della tracciabilità digitale in alcuni testi legislativi è positiva e dovremmo attuarla, ma, per funzionare, deve essere obbligatoria. Come ho detto, è un passo nella giusta direzione e ci auguriamo che, quando il testo dalla commissione speciale sarà presentato e rivisto (come deve avvenire entro due anni), potremo finalmente raggiungere il nostro obiettivo, successo imprescindibile in questo settore.

 
  
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  John Stuart Agnew (EFD). - (EN) Signora Presidente, a quanto pare avremo un Registro per la trasparenza! Quest’idea nasce, e non è una sorpresa, dal fatto che alcuni intraprendenti giornalisti britannici sono riusciti a dimostrare la facilità con cui alcuni deputati cedano al fascino del denaro. A quel punto, il Parlamento europeo, proprio come il capo della polizia del film Casablanca, ha dichiarato di essere sconvolto (proprio così, sconvolto) dalla scoperta di un’attività di lobbismo corrotto che avveniva sotto i suoi occhi.

Questo registro presenta tutte le caratteristiche della porta di una stalla, chiusa dopo che il cavallo è fuggito. Cambierà ben poco, poiché i lobbisti riusciranno sempre a raggiungerci. Era stato introdotto un sistema volontario di registrazione che ha prodotto scarsi risultati. Ora concentreremo l’attenzione su questi avvenimenti per un determinato periodo, ma presto tutto sarà dimenticato e ritorneranno i soliti scambi.

Come sempre, chi si comporta in modo onesto dovrà farsi carico del fardello della burocrazia, mentre i disonesti troveranno l’ennesima scorciatoia. Finché il denaro dei contribuenti continuerà a inondare Bruxelles, vi saranno sempre lobbisti senza scrupoli, attratti come mosche dal miele.

(L’oratore accetta di rispondere a un’interrogazione presentata con la procedura del cartellino blu ai sensi dell’articolo 149, paragrafo 8, del regolamento)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ROUČEK
Vicepresidente

 
  
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  Gerald Häfner (Verts/ALE). (DE) Signor Presidente, onorevole Agnew, sebbene io sia favorevole a uno scambio attivo nel corso delle discussioni, non accetto che le questioni vengano presentate in modo tendenzioso. Per questo, la invito a correggere la sua ultima affermazione. Ha appena dichiarato che il Parlamento sta discutendo la presente questione unicamente perché alcuni giornali britannici hanno portato all’attenzione dell'opinione pubblica una storia precisa. La invito a chiarire al Parlamento e all’opinione pubblica che la discussione di questo tema è iniziata tempo fa e che un Registro di trasparenza era già stato concordato ben prima che degli eventi da lei citati.

 
  
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  John Stuart Agnew (EFD). - (EN) Signor Presidente, questa storia sembra essere stata il catalizzatore che ha dato origine al processo. Sono comunque contrario alla presenza di parlamentari britannici in questa sede; non capisco perché dobbiamo sopportare che un’istituzione straniera gestisca i nostri affari. Più ci spostiamo a sud e a est, più la cultura di corruzione diventa marcata. Questo non mi piace e non voglio che il mio paese vi partecipi.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI). (DE) Signor Presidente, il Parlamento europeo e tutta l’Unione stanno attraversando un momento difficile in termini di credibilità. Certamente l’onorevole Häfner non sarà d’accordo, ma, sebbene il Parlamento abbia appena raggiunto un accordo sul Registro per la trasparenza, senz’altro in seguito alle pressioni derivanti dal recente scandalo delle lobby, a mio avviso, il Registro manca ancora di mordente.

Un registro volontario sarebbe fittizio e non offrirebbe maggiore trasparenza né porterebbe il Consiglio dei Ministri ad essere disposto a partecipare; non sarebbero quindi presenti neppure tutti i principali organi legislativi. Anche se il Consiglio decidesse di partecipare, il Registro presenterebbe ancora molte lacune. A quanto pare, centinaia di gruppi di esperti lavorano ai documenti ufficiali pubblicati dalla Commissione, eppure l’identità dei membri di questi organi consultivi che si incontrano a porte chiuse rimane un segreto prezioso.

A mio avviso, è necessario non soltanto un registro di tutto il lavoro intrapreso per le aziende o per interessi internazionali, ma anche di ogni attività di lobby da parte di gruppi di interessi quali organizzazioni professionali e sindacati. I nostri cittadini hanno il diritto di pretendere una totale trasparenza.

 
  
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  Marietta Giannakou (PPE). (EL) Signor Presidente, desidero congratularmi con l’onorevole Casini per l’ottima e corretta relazione presentata. Indubbiamente, la questione della trasparenza coinvolge la dignità dei parlamentari; maggiore sarà il numero di provvedimenti di questo tipo, migliore sarà la promozione della trasparenza e di relazioni funzionali tra istituzioni comunitarie e le parti sociali e i gruppi di interesse.

Il nuovo registro, come proposto, tutela la trasparenza attraverso una vasta gamma di contatti istituzionali e si focalizza su rappresentanti di interessi particolari, rappresentanti della società civile e rappresentanti delle autorità pubbliche in diversi capitoli, proponendo una distinzione tra i vari ruoli dei gruppi di interessi e i portavoce ufficiali delle istituzioni.

L’invito a iscriversi al Registro tutela l’identità di gruppi di interessi e lobbisti, riconoscendone l’indipendenza e fornendo loro una collocazione precisa affinché possano interagire in modo diretto e immediato con le istituzioni comunitarie. La ratifica del trattato di Lisbona ha conferito al Parlamento maggiori poteri, il che attira un numero sempre maggiore di rappresentanti alla ricerca di un intervento istituzionale.

In conclusione, il Registro è al servizio della trasparenza e di un’interazione democratica e pluralistica tra le parti sociali, i cittadini che ci hanno conferito il mandato di parlamentari e le istituzioni comunitarie. Ovviamente, tutte le istituzioni comunitarie e gli amministratori senior devono prendere parte al Registro.

 
  
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  Enrique Guerrero Salom (S&D). (ES) Signor Presidente, desidero ringraziare l’onorevole Casini per le relazioni sul Registro per la trasparenza.

Stiamo attraversando una crisi di proporzioni straordinarie, che ci accompagna da tempo e che minaccia di durare ancora a lungo. Una crisi di questo tipo peggiora le condizioni di vita delle persone e ne riduce le speranze per il futuro.

Quando le crisi economiche ci impediscono di dare legittimità alla politica attraverso risultati positivi, dobbiamo contribuire alla legittimazione attraverso il rispetto scrupoloso dei valori politici che difendiamo: austerità, onestà, vicinanza all’opinione pubblica e trasparenza.

Il presente registro è un passo verso la trasparenza, ma rimane solo un passo. Concordo con i colleghi che hanno sottolineato l’importanza dell’obbligatorietà del Registro, della partecipazione del Consiglio e della presenza di sanzioni più severe in caso di comportamento irregolare.

 
  
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  Alexandra Thein (ALDE). (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, la votazione che avrà luogo domani sul Registro per la trasparenza costituirà un passo importante nella giusta direzione, ma non sarà certo l’ultima volta che tratteremo questo tema. Sono lieta sia stato scelto un nuovo nome per il registro delle lobby del Parlamento europeo, che risale al 1996, ora denominato Registro per la trasparenza. Non sono però soddisfatta delle liste delle persone che dovranno registrarsi per ottenere un lasciapassare valido un anno, nelle quali sono incluse istituzioni e organi pubblici. Come ho affermato in precedenza, posso comprendere la necessità di registrare uno studio legale, ma non comprendo perché organismi politici che non sono e non saranno mai attivi a livello di partiti politici, debbano registrarsi.

In ultima analisi, indipendentemente dalla trasparenza raggiunta, rimane una questione legata alle convinzioni morali di ciascun membro della presente Camera, che definiscono cosa si ritiene giusto, chi incontrare e chi no, chi ascoltare e chi no. Del resto, le persone ci contattano attraverso molti altri mezzi di comunicazione.

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI). (DE) Signor Presidente, rispettare le proprie convinzioni morali può essere difficile; ritengo si tratti piuttosto di una questione di indipendenza dei deputati di questa Camera. Certamente, l’attività di lobby diventa un problema se qualcuno cerca di cambiare le convinzioni altri utilizzando qualsiasi mezzo, anche disonesto.

Il problema è che, anche ora, il registro delle lobby copre soltanto 2 800 dei 20 000 lobbisti presenti a Bruxelles. Un altro problema è dato dal fatto che in questa Camera abbiamo poche possibilità di sviluppare un’effettiva conoscenza qualificata di un tema, problema che potrebbe essere rapidamente risolto attraverso una riconversione di finanziamenti; sosterrei pienamente una simile azione. Il Registro per la trasparenza può essere una piccola vittoria, ma può anche essere visto come un passo nella stessa direzione intrapresa da Washington D.C., dove esiste da tempo il Lobbying Act on Disclosure (legge sulla divulgazione in materia di lobbying), il che è sicuramente migliore della situazione attuale.

Per quanto mi concerne, dovremmo introdurre quanto prima il concetto di tracciabilità legislativa, unitamente alla tracciabilità digitale legislativa, dichiarando i nomi di tutti i lobbisti con cui entriamo in contatto e precisando i rapporti che ci legano ad essi. Vi invito a visitare il mio sito web, nel quale ho creato un "conta-lobbisti” che registra ogni contatto di questo tipo, indipendentemente dal fatto che io stia lavorando o meno a un’iniziativa legislativa.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). (GA) Signor Presidente, la presente relazione è molto importante perché si focalizza sul nocciolo del lavoro che svolgiamo in Parlamento: elaborare e attuare norme e leggi.

(EN) Come affermato dall’onorevole Casini, il termine “lobbista” non è particolarmente felice, poiché fa pensare a privilegi o corruzione, o ad entrambi, mentre in realtà si tratta di esperti nel proprio settore che coadiuvano il nostro lavoro informandoci delle problematiche e delle sfumature presenti nelle normative in fase di elaborazione.

Io stesso sto partecipando alla redazione di un parere sulla tutela dei dati e il numero di gruppi che mi ha presentato il proprio punto di vista è davvero notevole. Se dovessi partecipare al Registro, desidererei indicare anche tutte le persone che si sono rivolte a me, perché in questo modo otterremmo una vera trasparenza. Un registro ufficiale di lobbisti, unitamente a un registro delle persone che hanno svolto attività di lobby nei nostri confronti, garantirebbe maggiore trasparenza, maggiore credibilità e, certamente, maggiore fiducia.

 
  
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  Stavros Lambrinidis (S&D). - (EN) Signor Presidente, spesso affermiamo che i nostri cittadini non sono a conoscenza dell’aumento dei poteri del Parlamento derivante dal trattato di Lisbona. Può essere vero, ma sarebbe senz’altro spiacevole, perché invece i lobbisti, o chi si spaccia per tale, come dimostrato recentemente, sono ben consapevoli dei poteri di questo Parlamento. Partecipiamo, attraverso la codecisione, all’elaborazione delle principali normative europee, il che è positivo poiché rappresentiamo i cittadini europei in quanto unico organo direttamente eletto.

Sebbene questa istituzione sia, e continuerà a essere, una delle più trasparenti dell’Unione, ritengo che da grandi poteri derivino grandi responsabilità, proprio il nostro obiettivo per i mesi futuri. L’accordo raggiunto con la Commissione non è negativo, ma i lobbisti devono essere obbligati a indicare i propri nomi e i propri interessi reali. Questo è quanto il Parlamento richiede ai lobbisti che ci contattano e mi auguro che anche altre istituzioni seguano questa linea.

Come è già stato detto, sono copresidente del gruppo di lavoro creato. Non posso riportare nel dettaglio il contenuto delle nostre discussioni, ma posso assicurarvi che garantiremo che le norme di condotta del Parlamento saranno molto trasparenti e renderanno noi e i nostri cittadini fieri di essere parte di questa straordinaria istituzione.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D). – (SK) Signor Presidente, inizio il mio intervento lodando i miglioramenti che il presente accordo apporterà alla trasparenza dell’Unione europea, sebbene, francamente, non sia ancora perfetto.

È ad ogni modo positivo che i lobbisti siano ora più incentivati ad iscriversi al registro, poiché in caso contrario non potranno accedere al Parlamento europeo. Vi sono miglioramenti anche nell’accesso alle informazioni riguardanti i lobbisti, tra cui i loro nomi, e dobbiamo essere lieti del fatto che i rappresentanti di interesse che non rispettano le norme saranno puniti attraverso varie sanzioni, ad esempio l’esclusione dal Registro, e saranno inseriti in una lista nera. Il problema consiste nel comprendere se le presenti misure siano sufficienti. Ad esempio, non sono d’accordo con una registrazione obbligatoria de facto quando soltanto i lobbisti registrati possono avere accesso al Parlamento. Per ottenere un’effettiva trasparenza, la registrazione deve essere obbligatoria de iure e mi auguro che si raggiunga questo risultato nel corso dell’attuale legislatura. Inoltre, dobbiamo migliorare le norme di presentazione delle relazioni da parte di società di lobbisti in merito alle spese in attività di lobby, dato che il sistema attuale consente loro di dichiarare spese molto inferiori a quelle effettive. È parimenti importante raggiungere un buon livello di trasparenza sulle fonti finanziarie da cui lobbisti e società di consulenza traggono le proprie entrate.

Concludo invitando i colleghi a non confondere il tema del “Registro per la trasparenza” con quello del “codice di comportamento”, poiché si tratta di due argomenti completamente distinti. I membri che sono stati vittime, per propria colpa o meno, di finte società di lobby, non devono essere per questo motivati a stabilire le norme di un “Registro per la trasparenza”.

 
  
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  Marita Ulvskog (S&D). (SV) Signor Presidente, si sono susseguiti oggi numerosi interventi, ma alcune osservazioni meritano di essere ripetute. Aver finalmente raggiunto un accordo sul registro dei lobbisti è un fatto positivo; molti di noi sono da tempo impegnati in questa causa. Si tratta, ad ogni modo, di una proposta ancora molto cauta, ma voglio comunque considerarla un primo passo verso lo sviluppo di un ampio principio di accesso al pubblico di tutte le istituzioni comunitarie. Le dichiarazioni odierne del Consiglio e del Commissario Šefčovič sono molto positive.

Il principio di informazione e trasparenza è uno degli strumenti più potenti per neutralizzare il rischio di violazioni e truffe. È inoltre un modo di aumentare la fiducia in quanti lavorano nel sistema politico e nella politica in generale. I passi successivi consistono nell’inclusione di tutte le istituzioni, nell’obbligatorietà del Registro e, come avviene in alcuni paesi scandinavi, nell’istituzione di una forma di tutela degli informatori, che rivestono un ruolo di grande importanza per apertura e trasparenza. Vi ringrazio.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE). – (SK) Signor Presidente, accolgo con favore e fornisco il mio pieno sostegno alla creazione di un registro per la trasparenza e di una lista dei lobbisti, sia come organizzazioni sia come rappresentanti indipendenti, che partecipano all’elaborazione e all’attuazione delle politiche dell’Unione, perché un inasprimento degli standard a garanzia della stabilità e dell’integrità della pubblica amministrazione europea e un consolidamento delle norme istituzionali garantiscono il funzionamento democratico dell’UE. Dall’altro lato, il Registro non deve ostacolare i deputati nello svolgimento del proprio ruolo o nell’incontro di elettori o rappresentanti di enti pubblici a nome degli Stati membri al Parlamento europeo. Devono esserci norme chiare rivolte ai rappresentanti dei gruppi d’interessi, per garantire un dialogo aperto, trasparente e corretto con quanti aspirino a partecipare all’elaborazione di normative europee e influenzarne il processo.

 
  
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  Michael Cashman (S&D). - (EN) Signor Presidente, intervengo in qualità di relatore sul regolamento n. 1049/2011 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo e, nello spirito di apertura e trasparenza incarnato da questo regolamento, accolgo con favore il presente accordo. Il testo costituisce un altro passo nella giusta direzione perché apertura e trasparenza sono alla base del processo decisionale democratico e a volte dovremmo essere informati su chi influenza o esercita una pressione eccessiva su politiche, procedimenti e risultati. Dobbiamo intensificare il nostro lavoro e garantire che trasparenza e integrità del lavoro dei lobbisti a livello europeo siano al massimo livello. Dobbiamo rendere operativo il nuovo registro quanto prima e, non appena ciò avverrà, tutte le persone e organizzazioni che rientrano interessate dovranno fornire informazioni corrette e aggiornate, in modo da conoscere quali sono le influenze esercitate e su quali processi.

Desidero infine citare Jana Mittermaier, di Transparency International: “Il nuovo registro sarà un banco di prova per l’impegno a una maggiore apertura di tutte le parti coinvolte nell’attività di lobby”. Non avrei potuto dirlo in modo più sintetico.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE). (ES) Signor Presidente, il XXI secolo è il secolo di Internet, il di WikiLeaks e dell’apertura istituzionale: significa trasparenza e partecipazione dei cittadini, che devono prendere parte all’elaborazione delle nostre decisioni.

Dobbiamo decidere insieme e il nostro lavoro deve quindi avere un carattere proattivo. Non possiamo semplicemente aspettare che lobby e gruppi di interessi ci facciano pressione: dobbiamo sforzarci di avvicinarci all’opinione pubblica e ascoltarla. Ritengo che il Registro per la trasparenza e la tracciabilità digitale saranno efficaci e, anziché porre limiti o creare paura, offrono una possibilità per migliorare le nostre relazioni e valutare i nostri risultati.

Solo così potremo diventare un Parlamento moderno. Sono stata responsabile di una relazione e nelle motivazioni ho elencato tutte le persone con cui ho collaborato; si tratta di un modus operandi e di un atteggiamento che dobbiamo distinguere in modo netto dalle azioni irresponsabili cui abbiamo assistito in passato.

 
  
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  Isabelle Durant (Verts/ALE). (FR) Signor Presidente, desidero unirmi a quanti hanno espresso la propria soddisfazione per il presente testo, a favore del quale sarò lieta di votare domani. Desidero sottolineare che i recenti scandali cui abbiamo assistito sono tentativi di corruzione e niente altro. Sebbene si tratti di una questione grave, sono sviluppi recenti. Avevamo avviato il nostro lavoro ben prima di questi episodi, affrontati in un altro documento legislativo. Fortunatamente, si tratta di casi isolati.

Ciononostante, sappiamo che numerosi gruppi non lesinano risorse e sforzi per influenzare il processo decisionale nella maggior misura possibile. Il presente registro, pertanto, rappresenta un passo in avanti nella giusta direzione. Ho contribuito alla sua elaborazione e sono molto soddisfatta del lavoro svolto.

Il nostro lavoro, però, non è ancora terminato. Il Registro deve diventare uno strumento dinamico, valutato su base annuale, non rigido. L’evoluzione della tecnologia e dei mezzi a disposizione dei lobbisti ci obbligherà a un'analisi costante dello strumento per garantirne l’efficacia e per individuare, attraverso una direttiva, chi svolge attività di lobby, per quali importi e in quale modo. Sono assolutamente a favore dell’impronta ecologica, voglio dire della tracciabilità legislativa, che può derivare dalla pubblicazione del numero di lobbisti e dei nomi delle persone che incontrano, per sapere esattamente chi ha detto cosa e chi ha influenzato chi.

Infine, vi è una differenza fra pubblicare il Registro e spiegarne il funzionamento. I cittadini devono poter consultare il Registro per utilizzare le informazioni in modo positivo e per comprendere come si svolge il nostro processo decisionale. Per queste ragioni, il nostro gruppo voterà a favore del testo senza riserve.

 
  
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  Franz Obermayr (NI). (DE) Signor Presidente, l’attività di lobby è uno strumento fondamentale per la partecipazione dei cittadini alla vita politica e per questo è importante prevenirne un uso improprio. Si rende quindi necessario un Registro per la trasparenza per tutte le istituzioni, non solo Parlamento e Commissione, ma anche per il Consiglio, che del resto è l’istituzione che prende davvero le decisioni. Per ricapitolare: l'iscrizione deve essere obbligatoria non soltanto per accedere al Parlamento, del resto i lobbisti non cercano contatti solo all’interno di questo edificio, ma molto più spesso nei ristoranti, ai ricevimenti o in palestra.

Desidero affrontare il tema della trasparenza in relazione ai partiti politici. Anche se si tratta di partiti composti da un unico membro, che agiscono in modo individuale cercando di presentarsi quanto più immacolati possibile, questi partiti o persone devono dimostrare un adeguato livello di trasparenza. Devono garantire trasparenza in relazione ai propri beni, alle richieste di denaro pubblico e ai rimborsi delle spese per campagne elettorali, in altre parole in relazione al denaro effettivamente ricevuto da enti pubblici nei propri paesi durante la propria campagna elettorale. Queste spese devono essere documentate in modo trasparente.

 
  
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  Janusz Władysław Zemke (S&D). (PL) Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola. Come molti altri deputati, concordo sul fatto che il Registro costituirà un progresso in termini di trasparenza delle procedure legislative, ma ritengo rappresenti soltanto un primo passo in tale direzione. Dovremmo prendere in debita considerazione anche altri progressi e altre soluzioni.

A mio avviso, il punto centrale riguarda cosa è consentito ai deputati: gli europarlamentari possono lavorare soltanto all’interno del Parlamento, oppure è concesso loro di intraprendere altre attività parallele? Personalmente, ritengo che queste attività debbano essere ben definite e limitate al lavoro di ricerca e pubblicazioni scientifiche; attività di altro genere susciterebbero sempre dubbi e sospetti.

 
  
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  Lena Ek (ALDE). (SV) Signor Presidente, il trattato di Lisbona ha aumentato i poteri del Parlamento europeo e, di conseguenza, le sue responsabilità. La trasparenza del nostro lavoro diventa pertanto fondamentale, considerando che ci occupiamo dell’elaborazione di normative che interessano 500 milioni di persone, oltre alla gestione di ingenti somme di denaro.

Il registro di lobbisti proposto dal presente compromesso è molto valido e mi auguro che si possano fare ulteriori progressi attraverso la tutela degli informatori. Auspico che ulteriori progressi siano possibili, affinché le informazioni riportate nel registro in merito a passività finanziarie potenziali o proprietà diventino obbligatorie e non più volontarie, come sono attualmente. Mi auguro, inoltre, che si possa tenere una discussione sulle attività sussidiarie appropriate da un punto di vista etico in presenza di un mandato parlamentare europeo.

Accolgo il presente compromesso con soddisfazione e lo considero un progresso, ma la strada verso la trasparenza, l’apertura e la fiducia democratica è ancora lunga. Vi ringrazio.

 
  
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  Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione. (EN) Signor Presidente, l’onorevole Weber ha giustamente affermato che dobbiamo essere fieri della gestione condivisa del Registro per la trasparenza perché, ad eccezione di Stati Uniti e Canada, non conosco altri paesi al di fuori dell’Unione europea che dispongano di un registro simile a quello che stiamo creando. Mi riferisco anche agli Stati membri.

La principale questione sollevata da molti deputati, in primo luogo dall’onorevole Groote e in seguito dall’onorevole Häfner, riguarda l’obbligatorietà del Registro. Si tratta di un tema ampiamente discusso all’interno del gruppo di lavoro; il problema consiste nella mancanza di una base giuridica che ci consenta di obbligare aziende, cittadini o rappresentanti di interessi a registrarsi per esercitare la propria professione.

In qualità di amministrazione comunitaria, non possiamo rifiutarci di intrattenere relazioni con uno o più organismi su queste basi. Abbiamo quindi cercato di fare appello alla motivazione positiva di aziende, organizzazioni e lobby affinché si iscrivano. Ritengo che i risultati raggiunti siano notevoli perché, con il consenso del Parlamento, stiamo rendendo il presente sistema obbligatorio. Attraverso le azioni congiunte e unitamente al Consiglio, miglioreremo la reputazione e aumenteremo le pressioni in modo tale che nei prossimi due anni potremo vedere i risultati di questo lavoro, acquisendo esperienze aggiuntive per un esame di alta qualità, attraverso il quale decideremo come migliorare ulteriormente il funzionamento del sistema.

Per quanto concerne le richieste di una verifica adeguata dei finanziamenti alle attività di quanti si registrano, posso garantire che la Commissione sta già effettuando controlli a campione su tutti gli iscritti già presenti sul Registro e sono certo che questo monitoraggio aumenterà non appena la gestione del Registro sarà comune. Gli iscritti possono essere certi che, in caso di scorrettezze, queste saranno rilevati, criticati, corretti nella misura del possibile e non avremo timore nel segnalare i responsabili.

Sono molto lieto che le tre istituzioni stiano portando avanti questo lavoro e lo ribadisco perché numerosi interventi ne hanno sottolineato l’importanza. Sono certo che, in seguito a questa importante apertura della Presidenza ungherese, non perderemo tempo e avvieremo i negoziati internazionali con il Consiglio quanto prima per raggiungere una gestione comune adeguata del Registro, grazie alla quale le tre istituzioni lavoreranno alla questione con l’obiettivo comune di aumentare la trasparenza della normativa comunitaria.

Affronto ora l’ultima questione presentata da numerosi deputati e descritta dall’onorevole Casini: il Registro per la trasparenza non è la formula magica per contrastare la corruzione. Sappiamo bene che sono fondamentali alti standard morali, etica, dignità e regole chiare, ma si tratta senz’altro di un ottimo strumento indice della disponibilità degli iscritti a rispettare le regole e a essere trasparenti, del fatto che non hanno nulla da nascondere e che devono essere considerati nostri partner effettivi (un’indicazione fondamentale per tutti noi) lavorando insieme a noi, scambiando informazioni, e che hanno fiducia nella nostra futura comunicazione.

 
  
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  Enikő Győri, Presidente in carica del Consiglio. (HU) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli deputati, in qualità di rappresentante di uno Stato membro che sin dal 2006 dispone di una legge che si occupa delle lobby, desidero accogliere con favore la discussione odierna e il fatto che Parlamento e Commissione concordino sulla questione del Registro per la trasparenza.

La trasparenza è sempre stata una questione molto importante per il Consiglio. Sono lieto di notare che, sebbene non siamo stati in grado di compiere progressi nel 2008 e 2009, siamo ora giunti a una svolta nel corso della Presidenza ungherese, poiché il Consiglio è disposto ad accompagnare i processi e, per quanto possibile, parteciperà alle attività, nella misura stabilita dai futuri negoziati.

Siamo dunque pronti per avviare i negoziati in merito al nostro contributo e, come indicato dal mio discorso di apertura, ribadiremo questa nostra intenzione in una dichiarazione politica che sarà pubblicata nel mese di giugno. Questo non significa che parteciperemo all’accordo interistituzionale.

La ragione per la quale gli Stati membri possono accettare questa formula ora (che, ripeto, costituisce un notevole progresso rispetto agli anni passati) consiste nel fatto che le organizzazioni di lobbisti non si rivolgono al Consiglio in quanto istituzione europea, vi sono stati soltanto casi sporadici. Gli obiettivi delle attività di lobby sono piuttosto gli Stati membri, i loro governi e le agenzie governative; il Consiglio non è quindi esposto alle lobby quanto Parlamento o Commissione.

Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli deputati, mi auguro che la collaborazione sia efficace e porti a una dichiarazione politica in seguito ai negoziati.

 
  
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  Carlo Casini, relatore.– Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero fare alcune precisazioni. Vorrei anch'io sottolineare con forza il fatto che questo accordo è stato concluso molto prima dello scoppio dell'episodio dei giornalisti inglesi. Purtroppo, questo è un modo di diffondere, attraverso i mezzi d'informazione, delle notizie false. Ad esempio, uno dei più grandi giornali italiani, il Corriere della Sera, oggi prende in giro oggi l'Europa affermando che ci saremmo mossi in ritardo e solo dopo questi episodi giornalistici. Il che è falso. In questo modo si semina ingiustamente sfiducia nei confronti dell'Europa.

L'accordo era già stato raggiunto molto prima. È semmai questa discussione che avviene con qualche ritardo proprio perché, una volta scoppiato quello scandalo, ci siamo chiesti se si poteva fare il tentativo di arricchire ulteriormente l'accordo; il testo è però rimasto lo stesso. Questa è la prima precisazione.

La seconda riguarda la questione dell'obbligatorietà. Il Registro è già obbligatorio. Chi vuole fare lobby si deve iscrivere nel Registro. Non riesco a capire cosa voglia dire "obbligatorio": non può significare che tutte le aziende, tutte le imprese o tutti i cittadini si debbano iscrivere in questo Registro. Non è possibile. Semmai, è compito dei singoli parlamentari, ove venissero accostati da qualcuno che vuole esercitare pressioni, invitarlo a registrarsi prima di rivolgersi a lui.

La terza osservazione riguarda le possibili future modifiche. A questo proposito, esiste un gruppo di lavoro, a cui ritengo bisogna lasciare il più ampio spazio. Concordo sull'opportunità di indicare i lobbisti incontrati nel corso dei lavori ma non so se questo sia un compito solo del relatore o se invece se ne debba investire anche il Presidente. Concediamo al gruppo di lavoro la libertà di proporre i necessari suggerimenti.

Infine, desidero anch'io ringraziare sia il Commissario, che ha dato un grande contributo alla realizzazione di questo accordo, sia la rappresentante del governo ungherese, anche per le assicurazioni fornite circa la prossima adesione del Consiglio, che ha certamente una sua specificità, perché il Consiglio rappresenta sicuramente la seconda Camera. Quindi, dotare anche il Consiglio del Registro significa sottolineare meglio che lo schema dell'Europa è costituito da un governo – la Commissione – a da un organo legislativo, costituito sia dai rappresentanti dei cittadini sia dai rappresentanti degli Stati.

Però mi rendo conto che c'è una specificità, giacché il Consiglio dei ministri rappresenta gli Stati. Sono comunque certo che arriveremo a una conclusione positiva.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione di svolgerà mercoledì, 11 maggio 2011.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Zita Gurmai (S&D) , per iscritto. (EN) Ci vantiamo sempre di essere l’istituzione comunitaria più aperta, ma il recente passato ha dimostrato che, indipendentemente dai vantaggi, questo sistema presenta anche svantaggi. Sappiamo che i cittadini europei hanno perso e continuano a perdere fiducia nell’Europa e, siamo onesti, in noi parlamentari. Un ottimo modo per riguadagnare la loro fiducia è essere trasparenti sul nostro lavoro e su quali influenze lo plasmano. Il Registro comune per la trasparenza che stiamo per approvare oggi, attraverso un voto positivo alle due relazioni presentate, rappresenta un passo importante in questa direzione. È un primo passo, che non risolverà però tutti i nostri problemi. Sebbene possa sembrare difficile ora, in futuro dovremo ambire all’iscrizione obbligatoria per tutti i lobbisti. Questo registro non sostituisce i singoli sforzi di trasparenza, né la necessità di rivalutare il nostro lavoro sul tema.

 
  
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  Olga Sehnalová (S&D), per iscritto. – (CS) Accolgo con favore il Registro comune per la trasparenza della Commissione e del Parlamento europeo, almeno in questa forma. Deve comunque rappresentare soltanto uno dei vari passi verso una maggiore trasparenza del sistema legislativo, che devono valere per le tre istituzioni comunitarie. Il Parlamento europeo è ovviamente disponibile ad avviare una discussione seria sulle attività di lobby e sulle relative norme, il che costituirà un esempio per quegli Stati membri che ancora non si sono mossi in questa direzione. Ritengo che il Registro per la trasparenza contribuirà ad aumentare la credibilità dell’ambiente politico, ma le sue effettive conseguenze dipenderanno principalmente dalla volontà di ciascuno di rispettare norme più severe.

 
  
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  Marianne Thyssen (PPE) , per iscritto. – (NL) Non posso che lodare il fatto che Commissione e Parlamento si uniscano per creare il Registro comune per la trasparenza per lobbisti, centri di studio e altre organizzazioni di rappresentanti di interessi. Del resto, per ogni fascicolo all’ordine del giorno dobbiamo essere in grado di valutare apertamente i vari gruppi di interessi. Non vi è nulla di sbagliato in un’organizzazione che difende i propri interessi, a patto che lo faccia in modo aperto ed equilibrato. Il principio della tracciabilità legislativa, secondo il quale i relatori devono dichiarare con chi sono entrati in contatto nel corso della stesura di una proposta, è una politica positiva, cui avevo già fatto riferimento nella mia relazione sulla sicurezza dei giocattoli. Provvedimenti chiari che rendano questo principio applicabile su larga scala aumenteranno la trasparenza. Si tratta inoltre di un ottimo strumento per sfatare il mito dei lobbisti che circola tra l’opinione pubblica, di cui promuoviamo gli interessi in quanto membri del Parlamento europeo. Il fatto che il Consiglio abbia in ultima analisi espresso la propria disponibilità a unirsi al Registro significa che disporremo di un unico registro per tutti i lobbisti comunitari, obiettivo per il quale, unitamente al Parlamento europeo, lavoriamo da anni. Pertanto, sostengo il presente approccio.

 
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