Indice 
Resoconto integrale delle discussioni
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Martedì 10 maggio 2011 - Strasburgo Edizione GU
1. Apertura della seduta
 2. Presentazione di documenti: vedasi processo verbale
 3. Discussione su casi di violazioni dei diritti umani, democrazia e stato di diritto (comunicazione delle proposte di risoluzione presentate): vedasi processo verbale
 4. Discarico 2009 (discussione)
 5. Rettifiche (articolo 216 del regolamento): vedasi processo verbale
 6. Discarico 2009 (seguito della discussione)
 7. Benvenuto
 8. Discarico 2009 (seguito della discussione)
 9. Turno di votazioni
  9.1. Discarico 2009: Corte di giustizia (A7-0137/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  9.2. Discarico 2009: Mediatore europeo (A7-0116/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  9.3. Discarico 2009: Garante europeo della protezione dei dati (A7-0117/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  9.4. Discarico 2009: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie (A7-0149/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.5. Discarico 2009: Collegio europeo di polizia (A7-0150/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.6. Discarico 2009: Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea (A7-0119/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.7. Discarico 2009: Centro europeo per la formazione professionale (A7-0106/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.8. Discarico 2009: Agenzia comunitaria di controllo della pesca (A7-0118/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.9. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza aerea (A7-0123/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.10. Discarico 2009: Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie (A7-0107/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.11. Discarico 2009: Agenzia europea per le sostanze chimiche (A7-0127/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.12. Discarico 2009: Agenzia europea dell’ambiente (A7-0122/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.13. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza alimentare (A7-0146/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.14. Discarico 2009: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (A7-0120/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.15. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza marittima (A7-0132/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.16. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (A7-0105/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.17. Discarico 2009: Agenzia ferroviaria europea (A7-0125/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.18. Discarico 2009: Fondazione europea per la formazione (A7-0109/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.19. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (A7-0104/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.20. Discarico 2009: Agenzia di approvvigionamento di Euratom (A7-0144/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.21. Discarico 2009: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (A7-0108/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.22. Discarico 2009: EUROJUST (A7-0133/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.23. Discarico 2009: Agenzia europea per la gestione del coordinamento operativo alle frontiere esterne (FRONTEX) (A7-0145/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.24. Discarico 2009: Autorità europea di sorveglianza del GNSS (A7-0103/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.25. Discarico 2009: Impresa comune “ARTEMIS” (A7-0126/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.26. Discarico 2009: Impresa comune “CLEAN SKY” (A7-0128/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.27. Discarico 2009: Impresa comune (Iniziativa tecnologica congiunta concernente i medicinali innovativi) (A7-0129/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.28. Discarico 2009: Impresa comune SESAR (A7-0124/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  9.29. Richiesta di difesa dell’immunità parlamentare di Luigi de Magistris (A7-0152/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)
  9.30. Richiesta di difesa dell’immunità parlamentare dell’on. Bruno Gollnisch (A7-0154/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)
  9.31. Richiesta di revoca dell’immunità parlamentare dell’on. Bruno Gollnisch (A7-0155/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)
  9.32. Accordo sulla protezione e lo sviluppo sostenibile dell’area del Parco di Prespa (A7-0078/2011, Kriton Arsenis) (votazione)
  9.33. Accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (A7-0142/2011, Carmen Fraga Estévez) (votazione)
  9.34. Congelamento e divulgazione del patrimonio dei debitori nei contenziosi transfrontalieri (A7-0147/2011, Arlene McCarthy) (votazione)
 10. Benvenuto
 11. Turno di votazioni (proseguimento)
  11.1. Discarico 2009: Sezione III - Commissione (A7-0134/2011, Jorgo Chatzimarkakis) (votazione)
  11.2. Relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione 2009 (A7-0135/2011, Jorgo Chatzimarkakis) (votazione)
  11.3. Discarico 2009: Parlamento europeo (A7-0094/2011, Ville Itälä) (votazione)
  11.4. Discarico 2009: Consiglio (A7-0088/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  11.5. Discarico 2009: Corte dei conti (A7-0138/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  11.6. Discarico 2009: Comitato economico e sociale (A7-0136/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  11.7. Discarico 2009: Comitato delle regioni (A7-0139/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)
  11.8. Discarico 2009: 8°, 9° e 10° Fondo europeo di sviluppo (FES) (A7-0140/2011, Bart Staes) (votazione)
  11.9. Discarico 2009: Agenzia europea per i medicinali (A7-0153/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  11.10. Discarico 2009: Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (A7-0130/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  11.11. Discarico 2009: Impresa comune per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione (A7-0131/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)
  11.12. Preferenze commerciali autonome d’urgenza per il Pakistan (A7-0069/2011, Vital Moreira) (votazione)
  11.13. Disposizioni transitorie per gli accordi bilaterali conclusi da Stati membri e paesi terzi in materia di investimenti (A7-0148/2011, Carl Schlyter) (votazione)
  11.14. Concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Georgia (A7-0053/2011, Vital Moreira) (votazione)
 12. Dichiarazioni di voto
 13. Correzioni e intenzioni di voto: vedasi processo verbale
 14. Approvazione del processo verbale della seduta precedente
 15. Flussi migratori e asilo e loro impatto su Schengen (discussione)
 16. Accordo interistituzionale su un registro comune per la trasparenza del Parlamento e della Commissione - Modifica del regolamento a seguito della creazione di un registro comune per la trasparenza del Parlamento e della Commissione
 17. Sicurezza 25 anni dopo il disastro di Cernobyl (discussione)
 18. Tempo delle interrogazioni (interrogazioni alla Commissione)
 19. Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura (discussione)
 20. Test di resistenza nel settore bancario dell’Unione europea (discussione)
 21. Applicazione delle norme sulla spedizione di rifiuti tossici verso paesi in via di sviluppo (discussione)
 22. Ordine del giorno della prossima seduta (Cfr. Processo verbale)
 23. Chiusura della seduta


  

PRESIDENZA DELL’ON. BUZEK
Presidente

 
1. Apertura della seduta
Video degli interventi
  

(La seduta inizia alle 09.05)

 

2. Presentazione di documenti: vedasi processo verbale

3. Discussione su casi di violazioni dei diritti umani, democrazia e stato di diritto (comunicazione delle proposte di risoluzione presentate): vedasi processo verbale

4. Discarico 2009 (discussione)
Video degli interventi
MPphoto
 

  Presidente. L’ordine del giorno reca la discussione congiunta sulle seguenti relazioni:

- la relazione (A7-0134/2011), presentata dall’onorevole Chatzimarkakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, Sezione III – Commissione e agenzie esecutive [SEC(2010)0963 - C7-0211/2010 - 2010/2142(DEC)];

- la relazione (A7-0135/2011), presentata dall’onorevole Chatzimarkakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2009 [2010/2204(DEC)];

- la relazione (A7-0094/2011), presentata dall’onorevole Itälä, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, Sezione I – Parlamento europeo [SEC(2010)0963 - C7-0212/2010 - 2010/2143(DEC)];

- la relazione (A7-0088/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, sezione II – Consiglio [SEC(2010)0963 - C7-0213/2010 - 2010/2144(DEC)];

- la relazione (A7-0137/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, sezione IV – Corte di giustizia [SEC(2010)0963 - C7-0214/2010 - 2010/2145(DEC)];

- la relazione (A7-0138/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, sezione V – Corte dei conti [SEC(2010)0963 - C7-0215/2010 - 2010/2146(DEC)];

- la relazione (A7-0136/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo [SEC(2010)0963 - C7-0216/2010 - 2010/2147(DEC)];

- la relazione (A7-0139/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, PE 450.661v02-00 A7-0139/2011 sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, sezione VII – Comitato delle regioni [SEC(2010)0963 - C7-0217/2010 - 2010/2148(DEC)];

- la relazione (A7-0116/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, Sezione VIII – Mediatore europeo [SEC(2010)0963 - C7-0218/2010 - 2010/2149(DEC)];

- la relazione (A7-0117/2011), presentata dall’onorevole Rivellini, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2009, Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati [SEC(2010)0963 - C7-0219/2010 - 2010/2150(DEC)];

- la relazione (A7-0140/2011), presentata dall’onorevole Staes, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'8°, 9° e 10° Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2009 [COM(2010)0402 - C7-0220/2010 - 2010/2151(DEC)];

- la relazione (A7-0149/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico 2009: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell'UE [2010/2271(DEC)];

- la relazione (A7-0150/2011) presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Accademia europea di polizia per l'esercizio 2009 [C7-0241/2010 – 2010/2181(DEC)] [SEC(2010)0963 - C7-0241/2010 - 2010/2181(DEC)];

- la relazione (A7-0153/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per i medicinali per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0233/2010 - 2010/2173(DEC)];

- la relazione (A7-0119/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0232/2010 - 2010/2172(DEC)];

- la relazione (A7-0106/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0226/2010 - 2010/2166(DEC)];

- la relazione (A7-0118/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia comunitaria di controllo della pesca per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0244/2010 - 2010/2184(DEC)];

- la relazione (A7-0123/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0237/2010 - 2010/2177(DEC)];

- la relazione (A7-0107/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0239/2010 - 2010/2179(DEC)];

- la relazione (A7-0127/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea delle sostanze chimiche per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0245/2010 - 2010/2185(DEC)];

- la relazione (A7-0122/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea dell'ambiente per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0230/2010 - 2010/2170(DEC)];

- la relazione (A7-0146/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0238/2010 - 2010/2178(DEC)];

- la relazione (A7-0120/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0229/2010 - 2010/2169(DEC)];

- la relazione (A7-0132/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0236/2010 - 2010/2176(DEC)];

- la relazione (A7-0105/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0252/2010 - 2010/2192(DEC)];

- la relazione (A7-0125/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia ferroviaria europea per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0240/2010 - 2010/2180(DEC)];

- la relazione (A7-0109/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio della Fondazione europea per la formazione professionale per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0235/2010 - 2010/2175(DEC)];

- la relazione (A7-0104/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0231/2010 - 2010/2171(DEC)];

- la relazione (A7-0144/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0246/2010 - 2010/2186(DEC)];

- la relazione (A7-0108/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0227/2010 - 2010/2167(DEC)];

- la relazione (A7-0133/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio di Eurojust per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0234/2010 - 2010/2174(DEC)];

- la relazione (A7-0130/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0228/2010 - 2010/2168(DEC)];

- la relazione (A7-0145/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX) per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0242/2010 - 2010/2182(DEC)];

- la relazione (A7-0103/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0243/2010 - 2010/2183(DEC)];

- la relazione (A7-0126/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune ARTEMIS per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0250/2010 - 2010/2190(DEC)];

- la relazione (A7-0128/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico in relazione all'esecuzione del bilancio dell’impresa comune Clean Sky per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0249/2010 - 2010/2189(DEC)];

- la relazione (A7-0129/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'attuazione dell'iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi per l'esercizio finanziario 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0251/2010 - 2010/2191(DEC)];

- la relazione (A7-0131/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio finanziario 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0247/2010 - 2010/2187(DEC)]; e

- la relazione (A7-0124/2011), presentata dall’onorevole Stavrakakis, a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune SESAR per l'esercizio 2009 [SEC(2010)0963 - C7-0248/2010 - 2010/2188(DEC)].

 
  
MPphoto
 

  Jorgo Chatzimarkakis, relatore. (DE) Signor Presidente, Commissario Šemeta, onorevoli colleghi, la procedura di cui ci occupiamo oggi – ovvero il discarico per l’esecuzione del bilancio alla Commissione europea – è una procedura cruciale. Forse negli ultimi anni è stata presa alquanto alla leggera, ma resta il fatto che la concessione del discarico alla Commissione europea per l’esercizio 2009 è un compito essenziale del Parlamento europeo.

Siamo consapevoli del fatto che l’80 per cento di questi fondi sono stati spesi in presenza di una condivisione della responsabilità tra Commissione e Stati membri. Tuttavia, la responsabilità globale della procedura ricade sulla Commissione. Desidero, pertanto, rivolgermi direttamente a lei, Commissario Šemeta. Innanzi tutto per ringraziarla e ci tengo che questo sia ben chiaro fin dall’inizio del mio intervento. Ringrazio anche i miei onorevoli colleghi, che hanno collaborato in maniera eccellente, sostenendo con vigore la posizione del Parlamento. Tuttavia, le discussioni al riguardo sono state molto vivaci, signor Commissario. Lei ha condiviso solo le responsabilità per il 2009, eppure se n’è occupato con grande dedizione. In alcuni casi abbiamo avuto delle discussioni accese e siamo entrati molto nel dettaglio. Desidero, tuttavia, sottolineare come lei abbia posto la questione del discarico come prioritaria rispetto all’agenda del collegio dei Commissari, all’agenda della Commissione. Il Presidente della Commissione Barroso, ha trascorso un’ora intera a negoziare con noi a esaminare i particolari, e lei stesso ha svolto un ruolo importante nel far cambiare la posizione della Commissione sul discarico e nel modificare l’atteggiamento dei funzionari della Commissione nei confronti di questa procedura. Le sono grato per aver detto molto apertamente che le pressioni esercitate dal Parlamento quest’anno finiranno con l’aiutarvi a migliorare la trasparenza. Lei ora dispone di un modo per esercitare pressioni non solo sugli Stati membri, ma anche sulla stessa amministrazione della Commissione, che in passato si è dimostrata alquanto superficiale nell’affrontare la questione.

Tuttavia, signor Commissario, credo anche che dobbiamo sfruttare lo slancio che abbiamo creato assieme – e le chiedo di trasmettere la nostra gratitudine al riguardo al Presidente Barroso – nonché dare prova di altrettanto dinamismo con le altre relazioni sul discarico. Infatti, deve essere chiaro a tutti il fatto che per la sedicesima volta consecutiva la Corte dei conti europea non ha dato una valutazione positiva. Non è una cosa trascurabile, poiché significa che da sedici anni la Commissione non soddisfa i necessari requisiti. Ad ogni modo, abbiamo istituito dei criteri cruciali che desidero esporre brevemente e che sono stati soddisfatti. Sono lieto della presenza al mio fianco dell’onorevole Fjellner, futuro relatore in materia di discarico per l’esecuzione del bilancio. Mi auguro che continui a lavorare sulla questione con il medesimo impeto.

La Commissione – ed è un fatto cruciale, in quanto abbiamo a che fare con l’80 per cento di una responsabilità condivisa – ha iniziato a dichiarare con chiarezza le voci di spesa scorrette nella contabilità dell’Unione europea per l’esercizio 2009, elencando tali voci con grande sincerità. Sulla base di questa nuova trasparenza, abbiamo deciso di adottare cinque criteri cruciali. Il primo si ricollega a una questione aperta da lungo tempo – un vecchio tormentone, per così dire – con cui il Parlamento si confronta da molto tempo, ovvero le dichiarazioni di gestione nazionali Quale rappresentante del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa sono anche molto lieto di sottolineare che siamo arrivati a questo in particolare grazie ai membri olandesi del gruppo. Stiamo parlando della conferma da parte dei ministri delle finanze del fatto che i fondi dell’Unione europea sono stati impiegati in modo corretto nei rispettivi paesi di appartenenza.

Ancora non disponiamo di queste dichiarazioni di gestione nazionali, ma vogliamo ottenerle. La mia futura collaborazione con l’onorevole Fjellner riguarderà principalmente questo aspetto. Signor Commissario, lei ha promesso che cercheremo di appurare se possano essere introdotte con la prossima prospettiva finanziaria del 2014 condizioni di maggiore rigore. È importante che siano state stabilite delle linee guida – di questo vi siamo grati – e che sia stato evidenziato quali paesi abbiano effettivamente fornito le dichiarazioni di gestione nazionali – non sono molte, anzi solo i Paesi Bassi soddisfano pienamente tutti i criteri – e che siano state date per la prima volta istruzioni ai direttori generali di evidenziare nella relazione di attività per il 2010 quali componenti saranno presenti in una dichiarazione di gestione nazionale futura, anche se ciò avverrà solo a livello non ufficiale.

Il secondo requisito cruciale è che i Commissari debbono assumersi maggiori responsabilità. Lei ha proposto che i direttori generali siano obbligati a informare i rispettivi commissari delle irregolarità riscontrate e di questo la voglio ringraziare.

Terzo e fondamentale requisito riguarda un utilizzo più incisivo dello strumento per terminare o sospendere i pagamenti. Lei ha indicato con chiarezza i criteri con cui intendete utilizzarlo, e ci ha illustrato molto chiaramente come questo sia stato fatto negli ultimi due anni. La ringrazio di tanta trasparenza e apertura, che è di grande aiuto nel nostro compito di esercitare le dovute pressioni sugli Stati membri. La ringrazio anche delle linee guida che saranno certamente di aiuto per gli stessi Stati membri. Inoltre, lei ha promesso che nel valutare il controllo di gestione saranno adottati degli standard chiari; si tratta di un obbligo comunque già previsto dal trattato di Lisbona. Grazie anche di averci coinvolti in modo notevole nella procedura del controllo di gestione. Lei ha anche promesso di effettuare alcune semplificazioni, poiché spesso la complessità della materia è tale che coloro che commettono abusi possono nascondersi dietro alle regole. Grazie infine di aver istituito dei requisiti molto precisi per la prossima prospettiva finanziaria.

Mi auguro che si prosegua su questo cammino. Credo che il Parlamento possa dare un contributo importante per innalzare il livello della Commissione. Porgo i miei migliori auguri all’onorevole Fjellner e ringrazio di cuore il mio staff, in particolare Bent Adamsen e Dominykas Mordas.

 
  
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  Ville Itälä, relatore. (FI) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, innanzi tutto desidero ringraziare tutti coloro con cui ho avuto il piacere di collaborare – in particolare i relatori ombra, che hanno dato prova di grande spirito di collaborazione. Desidero anche ringraziare i miei onorevoli colleghi della commissione per il controllo dei bilanci, poiché al suo interno è stata riscontrata una maggioranza chiara a favore di questa relazione e l’atmosfera è stata davvero molto positiva. I miei ringraziamenti vanno anche a tutti i funzionari che ci hanno assistito. Si è trattato di un compito arduo che ha richiesto molto tempo, essendo le questioni affrontate delicate oltre che difficili, ma ciò nonostante andavano affrontate e discusse.

L’idea portante della relazione è che l’Unione europea sta attraversando una crisi economica. Gli Stati membri, le aziende e i cittadini devono occuparsi continuamente di come realizzare risparmi e gestire la sopravvivenza quotidiana. Anche il Parlamento deve fare altrettanto, e il Consiglio ha persino proposto che il Parlamento debba anche riflettere su come realizzare delle economie. Naturalmente la questione è problematica, perché tutti noi abbiamo dei progetti a cui teniamo, e abbiamo un opinione su cosa debba essere concretizzato in Parlamento. Individuare dei settori in cui realizzare delle economie in tali circostanze è ovviamente molto difficile.

Molte delle proposte in discussione che riguardano i benefit dei parlamentari e il modo in cui questi operano, non sono molto significative dal punto di vista dei risparmi che potrebbero comportare. L’economia dell’UE non crescerà o risulterà compromessa da tutto questo, ma la perdita in termini della nostra reputazione che potrebbe verificarsi se il funzionamento di questa istituzione non risulta ragionevole e accettabile agli occhi dei cittadini è davvero notevole, ed è per questo motivo che abbiamo effettivamente bisogno di riflettere attentamente su quanto vogliamo fare.

A mio avviso dovremmo concentrarci sulle ragioni essenziali per cui tutti noi siamo qui. Formiamo un organo legislativo e stiliamo un bilancio. Questo è il nostro compito, e per il suo svolgimento dobbiamo disporre dei mezzi necessari. Le tecnologie informatiche e quant’altro devono certamente essere implementate, ma tutto quanto vada al di là dei nostri compiti deve essere analizzato con un occhio critico, per garantire che abbia effettivamente attinenza con il lavoro che siamo chiamati a svolgere.

Poiché il tempo a mia disposizione è limitato, desidero sollevare due questioni importanti e forse ugualmente spinose affrontate nella relazione. La prima riguarda la sicurezza. Signor Presidente, spero che il segretario generale presenti presto una proposta per migliorare la sicurezza. Nell’arco di un anno circa abbiamo avuto tre episodi di furto: in banca, nella mensa e nell’ufficio postale. È una situazione inaccettabile. Sappiamo che esiste una continua minaccia terroristica in tutto il mondo. Se la sicurezza del Parlamento europeo è così debole che chiunque può entrare e rapinare la posta o la banca senza che si riesca ad arrestare il colpevole è evidente che dobbiamo introdurre delle migliorie, e anche in fretta. Nella relazione sono illustrati molti dettagli sulla questione che debbono rappresentare una base per un miglioramento sostanziale della sicurezza.

Un’altra importante questione è che non possiamo assolutamente giustificare nei confronti dei cittadini il fatto che ogni tre settimane dobbiamo cambiare sede di lavoro, poiché questo comporta ulteriori spese. Tutto questo è ingiustificabile e dovremmo avere il coraggio di discutere apertamente se si tratta di un modo ragionevole di spendere il denaro dei contribuenti. Sappiamo che è una questione difficile, che riguarda la nostra storia e tocca i nostri sentimenti profondi, ma nell’attuale crisi economica dobbiamo discuterne. Non possiamo innalzare simili muri simili tra cittadini e decisori, aumentando così il divario tra questi. È per questo che dobbiamo affrontare la questione e parlarne.

Ieri ho letto un documento in cui si diceva che il Senato francese ha proposto che il Parlamento si riunisca in un’unica sede, a Strasburgo. Ne sarei lieto, poiché la questione centrale è che dobbiamo avere un’unica sede di lavoro e non spendere denaro per spostarci continuamente da una all’altra.

 
  
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  Presidente. − Desidero rispondere immediatamente dicendo che il segretario generale e il vicesegretario generale si sono molto impegnati per garantire la nostra sicurezza in Parlamento. Ieri abbiamo dedicato molto tempo a discutere della questione durante la riunione dell’Ufficio di presidenza. Bisogna migliorare le procedure, ma desidero anche cogliere questa occasione per chiedere ai membri del Parlamento europeo di comprendere che ci viene richiesta una certa misura di disciplina. Talvolta i controlli sono fastidiosi, ma se vogliamo un Parlamento sicuro, ma anche accessibile al pubblico, dobbiamo sottoporci ai controlli, sebbene sappia benissimo che talvolta sono piuttosto irritanti. Credetemi se vi dico che esistono solo due possibilità: o proseguiamo con i controlli, e questo vorrà dire che potremo sentirci maggiormente al sicuro, oppure possiamo farne a meno, nel qual caso non potremo più parlare di sicurezza. Inoltre, desidero chiedere ancora una volta agli onorevoli parlamentari di affrontare con spirito positivo i maggiori controlli, che non intendo interrompere e che, dunque, continueranno a essere rafforzati in futuro.

Abbiamo anche altri progetti per garantire l’accessibilità al pubblico del Parlamento, poiché si tratta di un argomento importante. Vogliamo essere un Parlamento aperto al pubblico, ma nel contempo i requisiti per la sicurezza richiedono che adottiamo alcuni provvedimenti che in passato non erano necessari. Anche il nostro personale di supporto è soggetto a questi controlli, ed ho avuto modo di notare che i nostri assistenti si indignano ancor più degli onorevoli parlamentari. Chiedo dunque anche a loro, che lavorano duramente in Parlamento, di comprendere la necessità di questi controlli. Anche’essi, e non solo i deputati, sono soggetti a queste verifiche. Sono certo che adotteremo questi provvedimenti per poterci sentire maggiormente al sicuro.

 
  
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  Tamás Deutsch, relatore. (HU) Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha detto il signor Presidente, l’onorevole Rivellini è relatore di sette delle relazioni presentate. Il nostro collega ha dato prova di un impegno straordinario e di grande efficienza negli ultimi sei mesi, ma sfortunatamente non è in grado di partecipare a questa seduta ed io ho l’onore di sostituirlo nella discussione odierna.

Come stavo dicendo, l’onorevole Rivellini è relatore di sette relazioni. Consentitemi di ricordarvi quali sono le istituzioni europee le cui relazioni sul discarico sono state predisposte dal collega Rivellini. L’onorevole Rivellini ha preparato le relazioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio del Consiglio europeo, del Comitato economico e sociale europeo, del Comitato delle regioni, della Corte di giustizia europea, della Corte dei conti europea, del Mediatore europeo, e del Garante europeo della protezione dei dati.

Consentitemi, dunque, di ringraziare l’onorevole Rivellini a titolo personale, e di ringraziare anche in modo particolare la Corte dei conti; l’operato di questa istituzione è stato indispensabile per la predisposizione delle relazioni presentate.

Ringrazio anche i membri della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, nonché i loro colleghi per il loro operato, che ha portato ai risultati odierni.

Onorevoli colleghi, desidero mettere in rilievo in particolare due relazioni. Una è relativa al discarico del Consiglio europeo, l’altra è la relazione sul discarico del Comitato economico e sociale.

Il discarico del Consiglio europeo è sempre una questione molto complicata, poiché ogni anno insorge una discussione in merito alla procedura di discarico tra le due istituzioni coinvolte, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo.

Voglio essere chiaro e inequivocabile. La posizione chiara e univoca del Parlamento europeo è che esso disponga degli stessi poteri e della stessa autorità di concedere o meno il discarico al Consiglio europeo di quanto non abbia con le altre istituzioni. L’onorevole Rivellini propone di rinviare il discarico del Consiglio europeo in modo da lasciare spazio a ulteriori consultazioni tra il Consiglio e il Parlamento europeo in merito alla procedura di discarico. Abbiamo adottato una procedura analoga l’anno scorso e quello precedente. La commissione parlamentare competente raccomandò il posticipo del discarico del Consiglio e il discarico fu effettivamente concesso più avanti.

Sebbene la proposta sia simile a quella degli anni passati per quanto concerne il discarico, quest’anno abbiamo senza dubbio alcuno realizzato dei progressi significativi riguardo alla procedura di discarico del Consiglio. Pertanto, desidero congratularmi con la Presidenza ungherese del Consiglio europeo.

Come indicato al paragrafo 8 della relazione sul Consiglio europeo, tali progressi sono stati resi possibili dall’atteggiamento positivo e dall’impegno della Presidenza ungherese. Pertanto, mi congratulo con quanti hanno contribuito all’operato di questa Presidenza.

Abbiamo visto realizzarsi questi progressi anno dopo anno, ma con un ritmo ben lontano da quanto sarebbe auspicabile. Riteniamo positivo che il Consiglio abbia riconosciuto che la procedura del discarico e quella di bilancio sono procedure distinte che vanno gestite separatamente. È inoltre positivo che i membri del Consiglio presenzino e partecipino alla discussione odierna sulla proposta di discarico. Sfortunatamente invece, anche quest’anno i rappresentanti del Consiglio non hanno ritenuto di cogliere l’invito della commissione parlamentare a partecipare alla discussione della commissione sulla procedura di discarico, né hanno concesso l’accesso ad importante documentazione che sarebbe stata necessaria per la concessione del discarico. Inoltre, il Consiglio europeo non ha nemmeno risposto agli interrogativi posti dalla commissione parlamentare. Questi sono i problemi che dovremmo finalmente riuscire a superare.

Auspico quindi che, a seguito del rinvio della procedura di discarico, sarà possibile raggiungere un accordo definitivo e proiettato verso il futuro tra la commissione parlamentare competente, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo, in merito alle questioni relative al discarico del Consiglio.

Infine, consentitemi di citare la proposta di esenzione per il Comitato economico e sociale europeo. I problemi che riguardano la gestione del bilancio del comitato non sono così seri da giustificare il rinvio del discarico, pertanto siamo favorevoli alla sua concessione. Inoltre, i problemi riscontrati nel corso dei lavori del Comitato non riguardano l’anno successivo all’anno per il quale viene concesso il discarico.

Onorevoli colleghi, in qualità di sostituto dell’onorevole Rivellini, relativamente alle sette proposte, vi chiedo di procedere con una risoluzione parlamentare secondo quanto indicato nelle proposte stesse.

 
  
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  Bart Staes, relatore. (NL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, signor Presidente in carica del Consiglio, meritereste una bella pacca sulla spalla. Per la prima volta in diversi anni il Consiglio partecipa a una discussione sul discarico relativo all'esecuzione del bilancio. Congratulazioni, ve ne siamo davvero grati.

Onorevoli colleghi, la spesa del decimo Fondo europeo di sviluppo nel periodo 2008-2013 ammonta a 22,6 miliardi di euro. Questo rende il Fondo europeo di sviluppo lo strumento finanziario più importante per lo sviluppo della cooperazione con i paesi ACP. Il decimo Fondo europeo di sviluppo è anche estremamente rilevante per l’impegno finanziario che comporta, e, in termini di dimensioni è più grande del 64 per cento, rispetto al suo predecessore – il nono Fondo europeo di sviluppo.

Farò cinque considerazioni a riguardo.

Innanzi tutto, finora il Fondo di sviluppo europeo non ha fatto parte del bilancio ordinario dell’Unione europea. Questo è inaccettabile, in quanto interferisce con il controllo democratico, comporta una mancanza di responsabilità e sicuramente non contribuisce alla trasparenza dei finanziamenti. Nella mia relazione ricordo alla Commissione che nel corso delle discussioni sul prossimo quadro finanziario essa si è impegnata a fare in modo che il Fondo di sviluppo europeo diventi effettivamente parte integrante del bilancio europeo. Mi auguro che ora questo avvenga e auspico, signor Presidente in carica del Consiglio, che lei darà indicazioni al Consiglio europeo e agli Stati membri sul fatto che, a partire dal 2014, il Fondo di sviluppo europeo diventi a tutti gli effetti parte integrante del bilancio dell’Unione europea. Naturalmente, ciò non deve significare che questa operazione comporti dei tagli alle risorse normalmente disponibili alla cooperazione per lo sviluppo.

Secondo, la quantità e la qualità non sono la stessa cosa. Per quanto concerne l’ordinaria cooperazione per lo sviluppo, la Commissione europea si è impegnata a spendere il 20 per cento degli aiuti a favore dell’istruzione primaria e secondaria e dell’assistenza sanitaria di base. Nella mia relazione chiedo alla Commissione di fare altrettanto con il Fondo di sviluppo europeo: concentrarsi innanzi tutto sull’istruzione primaria e secondaria, sull’assistenza sanitaria, aumentando oltretutto tale quota al 25 per cento del totale del fondo. In tal senso è assolutamente di vitale importanza la collaborazione con le organizzazioni non governative sia a livello locale che europeo.

Terzo, consentitemi un commento sulla gestione finanziaria. La Corte dei conti europea ha svolto un’indagine molto rigorosa sulla gestione dell’ottavo, nono e decimo Fondo di sviluppo europeo, non solo nella sua relazione annuale, ma anche in molte relazioni speciali, proponendo osservazioni eccellenti e commenti davvero preziosi. Ciononostante, esistono davvero dei motivi di preoccupazione relativamente alle lacune riscontrate dalla Corte nelle procedure d’appalto, ai controlli ex-ante delle delegazioni della Commissione europea, e al pessimo funzionamento dei sistemi di controllo nei nostri paesi partner. La Corte dei Conti rileva in maniera esplicita che non si tratta di casi di frode, ma solo di lacune. Credo che dobbiamo tenerne conto. Vi sono, infatti, troppi errori non quantificabili.

Signor Commissario, spero che affronterà la questione con il suo collega: deve accedere qualcosa in merito.

La mia quarta considerazione riguarda il sostegno al bilancio (e sarebbe più opportuno affrontare la questione all’interno di una discussione più ampia). L’onorevole Goerens è qui tra noi ed egli è il relatore della commissione per lo sviluppo in merito al Libro Verde sul sostegno al bilancio. Tutti noi ammettiamo che il sostegno al bilancio possa essere un fattore importante per il miglioramento della cooperazione allo sviluppo. Tuttavia, non dobbiamo considerarli una panacea, poiché comportano anche una serie di svantaggi. Tra gli effetti postivi contiamo il basso costo delle transazioni, il fatto che i paesi partner si assumano responsabilità maggiori e che si instauri un dialogo migliore tra partner e donatori. Nel contempo, ovviamente c’è il rischio che si verifichino dei casi di peculato e di appropriazione indebita dei fondi. Temo che questa discussione si ripeterà ancora in futuro in quest’Aula.

La mia quinta e ultima considerazione riguarda il Fondo investimenti, il quale è uno strumento utilizzato dalla Banca europea degli investimenti per elargire prestiti a favore dei nostri paesi partner. Al momento, questo meccanismo effettivamente non rientra nel discarico, né nella dichiarazione sull’affidabilità e la regolarità della Corte dei conti. Questo è inaccettabile e dobbiamo porvi rimedio. Quello che è positivo in tutto ciò è che i rappresentanti della Banca europea degli investimenti e i membri della commissione per il controllo dei bilanci hanno avuto una discussione estremamente proficua, e per la prima volta hanno prodotto una relazione, e questo la dice lunga. Vi è un certo numero di osservazioni importanti in tal senso nella mia relazione. Inoltre, assegniamo alcuni compiti alla Banca europea degli investimenti e alla Commissione europea. Chiediamo un miglior coordinamento dei fondi. Chiediamo alla Banca europea degli investimenti e alla Commissione un’indagine sulle attività della Banca europea degli investimenti di settembre di quest’anno, affinché possiamo avviare la prossima procedura di discarico con tutta la documentazione necessaria. Chiediamo un maggiore coinvolgimento dei partner locali, laddove la Banca europea degli investimenti cofinianzi i progetti, chiediamo una rendicontazione più diretta e meno teorica di tutti i fondi della Banca europea degli investimenti.

Onorevoli colleghi, la mia valutazione del funzionamento del Fondo di sviluppo europeo è forse stringente, ma credo che sia equa. Ritengo che la mia relazione individui diverse strade per un possibile miglioramento della gestione finanziaria per la cooperazione allo sviluppo e pertanto vi esorto ad adottare questa relazione a larga maggioranza.

 
  
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  Georgios Stavrakakis, relatore. (EN) Signor Presidente, desidero informarla che intendo utilizzare tutto il tempo a mia disposizione.

Sono stato responsabile del discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie, per il quale la commissione per il controllo dei bilanci ha svolto il proprio compito di controllo sull’attività amministrativa di un numero rilevante di agenzie decentrate e di imprese comuni. Lo svolgimento efficace di tale importante mandato non sarebbe stato possibile senza l’aiuto e la collaborazione dei colleghi relatori ombra e dei membri di questa commissione, del mio ufficio e della segreteria. Desidero, pertanto, ringraziarli tutti. Desidero anche ringraziare il dott. O’Shea della Corte dei conti per il suo contributo e la sua collaborazione.

Credo fortemente che le agenzie europee e le imprese comuni diano valore aggiunto all’Unione europea e aiutino a rafforzare l’identità europea con la loro presenza negli Stati membri. Nel contempo, il nostro ruolo in questo Parlamento, è un ruolo di responsabilità nei confronti dei nostri elettori, e dobbiamo quindi assicurarci che il denaro dei contribuenti venga impiegato in modo trasparente ed efficace.

Il dialogo costruttivo ha richiesto un lungo processo di monitoraggio durato diversi mesi, che ha coinvolto il Parlamento, le agenzie, la Commissione, il Servizio interno di revisori e la Corte dei conti. Il lungo lavoro congiunto di analisi e preparazione ha condotto, a mio parere, a una maggiore trasparenza e a una più solida disciplina gestionale.

Discuterò ora il caso delle due agenzie per le quali la nostra commissione propone il rinvio del discarico: l’Accademia europea di polizia e l’Agenzia europea per i medicinali. Nel caso dell’Accademia, ci aspettavamo di riscontrare dei problemi risalenti alla relazione dell’anno scorso. Da quando il nuovo direttore si è insediato, il piano d’azione richiesto dal Parlamento è stato attuato e ora i risultati cominciano a essere visibili. Credo che sia ampiamente diffuso il parere che, con la nuova direzione, i miglioramenti nella gestione dell’Accademia europea di polizia siano evidenti. Ciononostante, l’Accademia deve aumentare i propri sforzi in questa direzione.

Nell’Agenzia europea per i medicinali sono stati riscontrati alcuni problemi nella gestione delle procedure d’appalto. Abbiamo rilevato motivi di preoccupazione relativamente ai rischi potenziali per l’indipendenza degli esperti, nonché a possibili incongruenze nel reclutamento del personale. In generale, si ritiene che l’Agenzia europea per i medicinali sia un ente ben organizzato e funzionante. Tuttavia, per un’agenzia di questa rilevanza, credo che dovremmo essere assolutamente sicuri del fatto che siano implementate e applicate in modo efficace le procedure corrette. Per questa ragione abbiamo richiesto all’Agenzia di procedere a un controllo interno con la collaborazione del Servizio interno di revisori, e di presentarci i risultati raggiunti per la fine di giugno.

Consentitemi di concludere con una relazione a 360 gradi. Mi piacerebbe credere che questa relazione offra una panoramica complessiva di tutte le questioni connesse a tutte le agenzie e imprese comuni. La relazione ha riscontrato molti esempi di buone pratiche e include alcune proposte per miglioramenti futuri. Richiede una revisione di tutte le agenzie da parte della Commissione, riservando un’attenzione particolare alle agenzie minori e a come fare per migliorarne le performance. Si richiede, inoltre, alla Corte dei conti di intraprendere un’analisi complessiva dell’impostazione delle agenzie relativamente alla gestione di situazioni in cui esistono potenziali conflitti di interesse. Sono molto soddisfatto della disponibilità della Corte in tal senso.

Nell’attuale forte crisi economica e sociale, le attività di monitoraggio hanno una valenza ancora maggiore che in passato. Insieme – il Parlamento, le agenzie e la Corte dei conti – dobbiamo impegnarci a risolvere i problemi e a raggiungere risultati anche migliori. È estremamente difficile evitare le irregolarità, ma è ancora più importante identificarle e prevenirle. Sono del parere che abbiamo svolto in modo efficace questa funzione di monitoraggio.

 
  
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca l’intervento del ministro Zsolt László Becsey a nome del Consiglio.

Signor ministro, la ringrazio molto di essere qui questa mattina. Con la sua presenza in questa importante discussione, la Presidenza ungherese sta fornendo anche alle Presidenze future un ottimo esempio. Sto ripetendo quanto già detto dall’onorevole collega Staes qualche minuto fa: la sua presenza qui tra noi è un fatto molto positivo.

 
  
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  Zsolt László Becsey, Presidente in carica del Consiglio. (HU) Signor Presidente, onorevoli colleghi, esordirò prendendo la parola in ungherese, per continuare poi in inglese quando interverrò in qualità di membro del Consiglio, ma poiché da parlamentare ho sempre preso la parola in ungherese in quest’Aula, continuerò a farlo. In secondo luogo, desidero chiedere al signor Presidente di concedermi due minuti al termine della discussione, indipendentemente dallo spegnimento del mio microfono. Mi auguro che il Consiglio disporrà di tempo sufficiente come nelle discussioni precedenti.

(EN) Questa discussione giunge in un momento di crisi economica e finanziaria, quando molti Stati membri hanno dovuto tagliare i rispettivi bilanci nazionali e devono tenere la spesa sotto ferreo controllo. I cittadini e i contribuenti europei prestano giustamente sempre maggiore attenzione al fatto che i fondi europei vengano spesi correttamente. Pertanto, sono lieto dell’opportunità che mi viene offerta di presentare il parere del Consiglio e della Presidenza ungherese nel corso di questa discussione.

Naturalmente, è giusto che i bilanci di ciascuna istituzione siano inquadrati in un sistema complessivo di controllo e valutazione. Per troppo tempo abbiamo seguito l’ “accordo informale”, che risale al 1970, in base al quale sia il Parlamento che il Consiglio si sono astenuti dall’esaminare le reciproche spese amministrative.

Credo che entrambe le istituzioni accettino il fatto che tale accordo non sia adeguato al clima che si è instaurato a seguito del trattato di Lisbona. È per questo motivo che il Consiglio ha proposto, ed è pronto a discutere, nuovi provvedimenti per la gestione della collaborazione di lungo periodo tra le nostre due istituzioni coinvolte nella procedura di discarico. Abbiamo presentato una proposta e saremo lieti di discuterla con voi. Credo fermamente che sia nell’interesse di entrambi collaborare su questa tematica, e che sia altrettanto importante far vedere ai cittadini europei che stiamo collaborando. Pertanto, invito il Parlamento ad avviare le discussioni al riguardo.

A lei personalmente, signor Presidente, chiedo di fare del suo meglio per nominare la delegazione che tratterà con noi a livello politico. Siamo pronti a condividere le nostre idée con voi. Più in generale, condividiamo le vostre preoccupazioni relativamente alla corretta attuazione del bilancio dell’UE. Abbiamo esaminato nel dettaglio la rendicontazione annuale della Commissione, nonché le osservazioni della Corte dei conti europea contenute nella relazione annuale.

Alla fine di febbraio, io stesso ho presentato alla Commissione per il controllo dei bilanci le raccomandazioni del Consiglio sul discarico per l'esecuzione del bilancio della Commissione. Sono lieto del fatto che molti dei punti sottolineati dal Consiglio sono stati presi in considerazione anche dalla vostra istituzione. Il Consiglio ha raccomandato la concessione del discarico alla Commissione e ha preso atto dei miglioramenti complessivi segnalati dalla Corte. Questi indicano una tendenza positiva per lo più dovuta all’impegno profuso in questi ultimi anni dalla Commissione e dagli Stati membri. Eppure, nonostante questi segnali positivi, il risultato complessivo non è ancora soddisfacente e la Corte deve ancora esprimere il proprio parere per il 2009.

Desidero riferirmi brevemente a questi problemi: abbiamo bisogno di una discussione seria; abbiamo bisogno di una collaborazione e di un accordo di lungo periodo con voi: dopo l’accordo informale è questo che vorremmo ottenere. Noi sosteniamo che la procedura di discarico debba avvenire sulla base degli accertamenti della Corte dei conti, perché questa è la regola, perché questo è lo spirito del trattato; inoltre, ci aspettiamo che sia il Parlamento sia il Consiglio tengano conto della complessità di semplificazione delle normative vigenti e dell’esigenza di valorizzarne la trasparenza.

Auspico che questo tipo di problematiche, in base alle quali il Parlamento ha proposto il differimento del discarico del Consiglio, non si verifichino più in futuro, e chiedo che nel corso della stessa presidenza ungherese si svolga una discussione politica che conduca a un accordo.

Questa è la mia personale richiesta, a lei signor Presidente, e al Parlamento tutto.

 
  
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  Algirdas Šemeta, membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, innanzi tutto mi consenta di ringraziare la commissione per il controllo dei bilanci e, in particolare, il suo relatore, l’onorevole Chatzimarkakis, per l’eccellente collaborazione di cui ha dato prova e per la relazione da lui stilata, inclusa la raccomandazione a favore del discarico del bilancio per l’esercizio 2009. Desidero anche ringraziare l’onorevole Staes per la sua relazione sull’attuazione del Fondo di sviluppo europeo, e l’onorevole Stavrakakis per la sua relazione sulle agenzie.

La procedura di discarico dell’esercizio 2009 sta volgendo al termine. È stato un periodo molto intenso in cui il Parlamento e la Commissione hanno dato vita a una partnership speciale tra queste due istituzioni, dato che entrambe hanno molto in comune per quanto concerne la solida gestione finanziaria e il valore aggiunto europeo.

Avete ascoltato il parere della Corte dei conti e avete esaminato le sue relazioni. Diversi miei colleghi Commissari hanno intrapreso un dialogo proficuo con la commissione per il controllo dei bilanci, e molte informazioni sono state condivise con voi. Desidero soffermarmi su tre argomenti di particolare interesse.

Primo, tanto la Commissione che il Parlamento debbono riflettere attentamente, assieme al Consiglio, su come definire e collocare meglio nel quadro normativo le responsabilità dei diversi player finanziari coinvolti. Il fatto che la maggior parte degli errori vengano identificati dalla Corte dei conti e dalla Commissione all’interno di progetti e pagamenti gestiti dagli Stati membri è un chiaro indice di dove si debbano compiere, senza alcun indugio, ulteriori sforzi, poiché la gestione in modalità condivisa rappresenta quasi l’80 per cento dei fondi europei.

L’articolo 317 del trattato di Lisbona richiede esplicitamente la collaborazione degli Stati membri all’attuazione del bilancio. A tale scopo, la Commissione ha avanzato delle proposte consistenti per la revisione del Regolamento finanziario. Poiché il Parlamento ha ora pari dignità rispetto al Consiglio nella revisione di questo provvedimento, abbiamo un’opportunità concreta e unica di rafforzare la responsabilità degli Stati membri e si tratta di un’occasione da non perdere.

Secondo, sicuramente condividerete il parere secondo cui la complessità delle regole scoraggia i possibili beneficiari dal presentare domanda all’Unione europea per ricevere aiuti finanziari. Tale complessità rappresenta, inoltre, una rilevante fonte di errori, come sottolineato dalla Corte dei conti in diverse sue relazioni.

La semplificazione delle regole relative all’idoneità e delle procedure finanziarie è un obiettivo prioritario della Commissione nella prospettiva del prossimo Quadro finanziario pluriennale. Pertanto, la Commissione ha già presentato alcune proposte per la revisione del Regolamento finanziario volte a chiarirne le regole, a garantirne la coerenza con la legislazione di settore, e alla semplificazione delle procedure finanziarie.

Terzo, queste proposte prevedono, inoltre, strategie di controllo differenziate sulla base del livello di rischio stimato per ciascun programma, sul tipo di azione, e sulla tipologia del beneficiario. Questo approccio mira al miglioramento della qualità dei controlli garantendo che i costi sostenuti siano proporzionali ai benefici generati, pur fornendo allo stesso tempo una ragionevole garanzia del fatto che il bilancio dell’Unione europea venga gestito in base ai sani principi di gestione finanziaria.

Sono lieto di costatare che questa proposta sia in cima all’agenda delle discussioni in corso, e che le proposte sul tavolo siano in linea con le ambizioni della Commissione.

La procedura di discarico ha consentito alla Commissione di trarre insegnamento dalle raccomandazioni e dalle conclusioni della Corte dei conti europea e dell’autorità per il discarico, proprio nel momento in cui la Commissione sta considerando l’assetto futuro delle politiche europee e al modo in cui queste si riflettono all’interno del bilancio dell’Unione europea.

Ora, è nostra responsabilità comune, assieme al Consiglio, tradurre concretamente quanto abbiamo appreso in un insieme nuovo ed efficiente di regole e processi, che consentano all’UE di soddisfare in modo valido ed efficace le aspettative dei nostri 500 milioni di cittadini.

Desidero concludere esprimendo un ringraziamento speciale al Parlamento europeo per il sostegno costante in questi anni agli sforzi della Commissione per realizzare una migliore gestione finanziaria del bilancio dell’Unione europea.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. KOCH-MEHRIN
Vicepresidente

 
  
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  Thijs Berman, relatore per parere della commissione per lo sviluppo. (NL) Signora Presidente, in passato il Fondo di sviluppo europeo è stato oggetto di critiche della Corte dei conti, in quanto si richiede un impegno maggiore per il controllo della spesa. Questo controllo deve, innanzi tutto, essere attuato dalle delegazioni dell’Unione europea nei paesi in via di sviluppo, che sono i soggetti più vicini ai progetti di cui stiamo parlando.

In particolare, in anni recenti, la Commissione europea ha compiuto passi importanti verso il miglioramento del controllo, specie in relazione ai sostegni al bilancio e alla spesa negli stati vulnerabili. Non solo, una collaborazione e un coordinamento migliori sulle politiche per lo sviluppo tra gli Stati membri potrebbe portare a un risparmio di 6 miliardi di euro. Tuttavia, per arrivare a questo risultato abbiamo bisogno di delegazioni europee forti, in grado di assumere quei ruoli e quei compiti di coordinamento, e di garantire la qualità della spesa.

Sorprendentemente, quanti gridano allo scandalo riguardo alle frodi sono spesso gli stessi che si rifiutano di investire per rafforzare la gestione delle delegazioni dell’UE. Se davvero vogliamo che queste delegazioni impediscano che i fondi per lo sviluppo finiscano nelle mani sbagliate, o che affluiscano verso progetti che non funzionano, allora dobbiamo aumentare il personale delle delegazioni europee. Dobbiamo, dunque, fare questa scelta a livello di bilancio per la politica estera negli anni a venire. Attendo con una certa curiosità la risposta della Commissione ad alcune osservazioni dell’onorevole Staes contenute nella sua eccellente relazione. Il mio gruppo sottoscrive appieno le sue conclusioni.

Detto ciò, cosa deve succedere per migliorare i controlli ex ante? Come possiamo garantire il miglioramento della gestione delle organizzazioni coinvolte? Cosa farà la Commissione per aumentare ulteriormente le capacità dei paesi beneficiari e degli organismi regionali, e cos’è necessario affinché tutto questo si concretizzi? In futuro, la politica dell’Unione europea per lo sviluppo dovrebbe investire nei fondi che offrono accesso ai servizi finanziari, ovvero nei fondi di micro finanziamento. Nei paesi poveri esistono persone capaci e con un sogno da realizzare. Bisognerebbe dare loro la possibilità di costruire la loro vita grazie ai microprestiti. Anche il Fondo di sviluppo europeo dovrebbe contribuire in tal senso.

Infine, quale parte integrante del bilancio europeo, il Fondo di sviluppo europeo è ovviamente soggetto a un controllo democratico, ma questo non deve portare a tagli nel bilancio complessivo della cooperazione allo sviluppo.

 
  
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  Charles Goerens, relatore per parere della commissione per lo sviluppo. (FR) Signora Presidente, il discarico per l'esecuzione del bilancio dell’ottavo, nono e decimo Fondo europeo per lo sviluppo mi suggerisce le seguenti osservazioni.

Per cominciare, l’ambizione legittima della Commissione è la promozione dello sviluppo regionale in Africa. Essa dispone di due strumenti, in realtà di due mandati. Innanzi tutto, la Commissione ha ottenuto dagli Stati membri un mandato per l’attuazione del Fondo europeo per lo sviluppo, che di fatto è finanziato con i bilanci nazionali. Gli stessi Stati membri le hanno anche affidato il mandato di negoziare accordi di partenariato economico. Stiamo dunque parlando di una questione di coerenza politica. Inoltre, la Commissione ha delle responsabilità molto rilevanti in quest’ambito, ma può contare sui membri della commissione per lo sviluppo del Parlamento europeo per dotare le delegazioni europee delle risorse necessarie.

In secondo luogo, l’attuazione del Fondo di sviluppo europeo è una questione che riguarda le autorità africane, le quali, assieme all’Unione europea, sono co-titolari del Fondo di sviluppo europeo. È nell’interesse di entrambe le parti farne il miglior uso possibile. Auspico che l’integrazione del Fondo di sviluppo europeo all’interno del bilancio dell’UE – anche da me invocato – questo fenomeno irraggiungibile, eternamente promesso, ma mai realizzato, non intacchi la natura peculiare del fondo stesso. Dovremo assicurarci che tale acquis venga preservato.

 
  
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  Csaba Őry, relatore per parere della commissione per l’occupazione e gli affari sociali. (HU) Signora Presidente, in qualità di relatore per parere della commissione per l’occupazione e gli affari sociali, desidero attirare l’attenzione della commissione per il controllo dei bilanci su diverse proposte, per chiedere di includerle nella relazione.

Innanzi tutto, apprezziamo gli sforzi della Commissione per migliorare la gestione finanziaria, ma nel contempo ci rincresce che, nonostante la crisi economica, gli Stati membri non attingano appieno alle risorse del Fondo sociale europeo.

Il ricorso al Fondo è diminuito dal 45 per cento nel 2007 al 36 per cento. Riteniamo che siano necessari maggiori sforzi a riguardo. Inoltre, invochiamo un impegno maggiore per diminuire la frequenza del rifinanziamento di spese inammissibili, e vorremmo attirare l’attenzione della Commissione sulla necessità di accelerare i processi decisionali relativi agli aggiustamenti finanziari.

È positivo il fatto che il Fondo sociale europeo si sia concentrato sulle strategie per l’occupazione, ma come ho già detto, queste non riguardano tutti i fondi disponibili e, pertanto, è necessario in tal senso un supplemento di sforzi.

Nel caso delle agenzie, sono stati riscontrati problemi minori, non ho il tempo di aggiungere altro, ma in generale dobbiamo dire che la loro gestione finanziaria è accettabile e dovrebbe essere sostenuta.

 
  
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  Jutta Haug, relatore per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. – (DE) Signora Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, ha espresso un parere molto favorevole alla commissione per il controllo dei bilanci. Siamo molto soddisfatti dell’utilizzo dei finanziamenti da parte dei servizi della Commissione. Non abbiamo giudizi critici da esprimere, né in relazione alle modalità di impiego dei fondi, né rispetto ai livelli di spesa. Al contrario, non possiamo fare altro che elogiare l’utilizzo tempestivo e positivo dei fondi per il programma LIFE. La Commissione è riuscita a spendere i fondi aggiuntivi che abbiamo concesso, e a farlo in modo utile. Le agenzie del nostro settore – l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM), l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (AESC), l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) e l’Agenzia europea per i medicinali (AEM) – hanno anch’esse gestito i loro fondi in modo responsabile.

Diversamente dalla commissione competente, la commissione per il controllo dei bilanci nella sua relazione critica l’Agenzia europea per i medicinali, e propone di non concedere il discarico per tale organismo. Credo che questo sia, a dir poco, eccessivo. Per dirla tutta invece, sostengo che la commissione per il controllo dei bilanci sta interferendo con questioni che esulano dalle sue competenze, e che dovrebbe smettere di farlo. Posso solo chiedere al Parlamento e alla plenaria di migliorare questa situazione.

 
  
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  Mathieu Grosch, relatore per parere della commissione per i trasporti e il turismo. – (DE) Signora Presidente, diversamente dalla commissione precedente, la commissione per i trasporti e il turismo non ha potuto esprimere un parere esclusivamente positivo. Ciononostante, abbiamo gradito il fatto che siano state erogate risorse rilevanti per le reti di trasporto trans-europee e che nel 2009 il programma Galileo abbia finalmente registrato un’annata positiva, diversamente dagli anni precedenti. Abbiamo anche potuto costatare che, nel caso delle reti trans-europee, i coordinatori stanno operando positivamente, in quanto danno un contributo importante al finanziamento complessivo di questi grandi progetti.

Dal nostro punto di vista, si possono ottenere miglioramenti in altri settori ritenuti importanti da questo Parlamento, quali la sicurezza stradale. In questo settore sono stati impegnati solo il 73 per cento dei fondi disponibili. A nostro parere questo programma in particolare potrebbe funzionare meglio e con fondi minori.

Infine, desidero menzionare il fatto che vorremmo assistere a un maggiore coordinamento tra i trasporti e la politica di coesione. Non possiamo permettere che alcune priorità vengano indicate all’interno di una commissione per poi essere ignorate dall’altra. Tale coordinamento, tuttavia, ha luogo nelle procedure di revisione che stiamo portando avanti. È nostro auspicio poter riferire notizie migliori in merito per l’esercizio 2010.

 
  
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  Giommaria Uggias, relatore per parere della commissione per i trasporti e il turismo. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, la commissione TRAN ha confermato la mia indicazione positiva per la concessione del discarico alle agenzie europee dei trasporti quali entità di supporto alla Commissione europea.

La concessione del discarico muove dal fatto che la Corte dei conti ha sostanzialmente considerato affidabili i conti annuali delle agenzie, anche se si devono registrare e sottolineare alcune criticità, in alcuni casi comuni a tutte le agenzie o a parte di esse, quali ad esempio annullamenti e ritardi nelle procedure di appalto, mancata osservanza dello statuto dei funzionari o violazione del principio di annualità del bilancio. Va comunque evidenziato l'impegno assunto dalle stesse agenzie per il superamento di tali problematiche.

In termini generali, desidero fare due brevi considerazioni politiche, ovvero la mancanza di una programmazione pluriennale – sintomo di un deficit della dirigenza – e un deficit dell'incisività dell'azione di talune agenzie, come quella del trasporto ferroviario. A tale proposito, vorrei ricordare – a distanza di due anni – il ritardo nella definizione delle procedure di responsabilità del disastro di Viareggio.

 
  
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  Jens Geier, relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale. – (DE) Signora Presidente, desidero utilizzare il tempo a mia disposizione nel modo seguente: un minuto subito in qualità di relatore per parere della commissione per lo sviluppo regionale, e due minuti per intervenire nella discussione a nome del mio gruppo più avanti.

Signora Presidente, onorevole Becsey, signor Commissario Šemeta, Presidente Caldeira, onorevoli colleghi, il bilancio per la politica regionale resta il tallone d’Achille del bilancio generale dell’Unione europea. Il 5 per cento dei pagamenti da parte del Fondo regionale europeo presenta ancora errori che devono quindi essere classificati come pagamenti irregolari. Anche alcuni pagamenti che appaiono corretti in realtà vanno a sostegno di progetti a dir poco grotteschi. Devo forse ricordare che il concerto di Elton John a Napoli ha ricevuto finanziamenti dal Fondo regionale europeo? La motivazione è stata la promozione del turismo, e questo sarà anche vero, ma a mio parere degli aiuti regionali autentici alla città di Napoli dovrebbero assumere altre forme.

Il motivo di tutto questo è che i finanziamenti del Fondo di sviluppo regionale vengono troppo spesso visti dagli Stati membri come denaro sonante. Lo si evince chiaramente dal fatto che esistono rimborsi arretrati dovuti a pagamenti irregolari, dal fatto che molto spesso la Commissione deve fare ricorso allo strumento della sospensione dei pagamenti – cosa che in qualità di controllori del bilancio apprezziamo – e al fatto che la puntualità della rendicontazione ne soffre. Il direttore generale della politica regionale non è in grado di fornirci rassicurazioni circa la legalità e l’affidabilità di oltre la metà dei programmi operativi a causa dell’inadeguatezza della rendicontazione da parte degli Stati membri.

Onorevoli colleghi, c’è ancora molto lavoro da fare in questo settore.

 
  
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  Pat the Cope Gallagher, relatore per parere per la commissione per la pesca. (EN) Signora Presidente, l’ Agenzia comunitaria di controllo della pesca fu istituita nel 2005 per garantire il rispetto le normative previste dalla politica comune della pesca da parte degli Stati membri dell’Unione europea. Quest’agenzia, che ha sede a Vigo in Spagna, svolge un ruolo importante nel rafforzare i controlli sulla pesca e nel garantire il coordinamento tra gli Stati membri dell’UE.

Sono lieto della recente adozione da parte dell’agenzia del programma di lavoro pluriennale, per il periodo 2011-2015, in linea con la Strategia dell’UE per il 2020. Credo che il programma di lavoro pluriennale migliorerà il rapporto costi benefici mediante una migliore cooperazione regionale e attraverso l’utilizzo collegiale delle risorse in base ai programmi di intervento congiunto. Sono anche lieto dell’approvazione del discarico da parte della Corte dei conti. Questo punto di vista è sostenuto dal mio parere, che è stato adottato dalla commissione per la pesca.

La Commissione pubblicherà a breve le sue proposte legislative per la riforma della politica per la pesca. Tale riforma deve standardizzare il rispetto delle normative da parte degli Stati membri e le modalità di applicazione delle stesse, poiché non esiste alcuna omogeneità in questo senso all’interno dell’Unione europea. Pertanto esorto con vigore la Commissione a introdurre un sistema di sanzioni amministrative. La questione non dovrebbe essere demandata a livello nazionale. Se ci dotiamo di una politica comune le sanzioni andrebbero applicate in modo uniforme. Infatti, dovremmo prevedere sanzioni amministrative per i reati minori, piuttosto che fare ricorso alla giustizia penale come accade nel mio paese.

 
  
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  Iratxe García Pérez, relatore per parere della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. − (ES) Signora Presidente, anno dopo anno, noi della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere ribadiamo la necessità di integrare la prospettiva di genere in tutte le fasi della procedura di bilancio, in modo da realizzare dei progressi nelle politiche per l’uguaglianza e, dunque, per l’uguaglianza tra uomini e donne nell’Unione europea.

Pertanto, siamo lieti della relazione speciale della Corte dei conti sulle attività di formazione professionale finanziate dal Fondo sociale europeo, così come dello studio di valutazione, tanto della fattibilità che delle opzioni disponibili per l’inclusione di alcuni elementi nella prospettiva di genere. Malgrado tutto ciò, è comunque essenziale continuare ad avanzare in questa direzione.

Siamo preoccupati delle questioni relative ai pagamenti del programma Daphne per la lotta alla violenza di genere, e auspichiamo che venga raggiunta nel corso degli anni una maggiore sensibilità, e che la prospettiva di genere verrà effettivamente tenuta presente in ciascuno dei programmi operativi intrapresi nell’Unione europea.

 
  
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  Christofer Fjellner, a nome del gruppo PPE.(SV) Signora Presidente, signor Commissario, desidero ringraziare tanto il Commissario Šemeta che il relatore, l’onorevole Chatzimarkakis, per l’ottima collaborazione da loro fornita. Abbiamo a che fare con una relazione valida e non posso fare altro che dire che siamo d’accordo con la commissione per il controllo dei bilanci sulle raccomandazioni presentate. Ciononostante, per il sedicesimo anno consecutivo non abbiamo ottenuto una dichiarazione di affidabilità da parte della Corte dei conti. Non sono in aumento gli errori, che al contrario, stanno diminuendo, ma la situazione non è ancora accettabile. Il quadro che emerge dalle cifre un anno dopo l’altro non è tale da farci credere il contrario.

La Commissione è in gran misura responsabile di tutto ciò, ma direi che gli Stati membri hanno una responsabilità ancora maggiore. Come ha indicato il signor Commissario, l’80 per cento dei finanziamenti e dei fondi sono gestiti congiuntamente, ma gli Stati membri non stanno assumendosi la loro parte di responsabilità. Inoltre, è proprio su questo tema che riscontriamo i problemi maggiori. La Commissione deve, dunque, esercitare pressioni sugli Stati membri per persuaderli ad assumersi le loro responsabilità per i fondi che l’Unione europea chiede loro di gestire.

La relazione contiene tre richieste che vorrei sottolineare in modo particolare. La prima è di impegnarsi maggiormente per ottenere dagli Stati membri le dichiarazioni sull’affidabilità e regolarità. Attualmente sono quattro i paesi che le hanno presentate – i Paesi bassi, la Svezia, la Danimarca e il Regno Unito – a dimostrazione del fatto che è possibile produrle. La Commissione deve esprimere a questi paesi il proprio sostegno, ma deve anche citarli quale esempio per costringere gli altri paesi a fare altrettanto.

Il secondo punto è che la Commissione deve migliorare il ricorso alla procedura di sospensione dei pagamenti. I paesi che presentano ripetutamente problemi di gestione finanziaria devono vedersi sospendere i pagamenti. Non è possibile continuare a gestire impropriamente i fondi senza che questo problema venga affrontato.

Terzo, dobbiamo mettere a punto dei sistemi migliori per il recupero dei finanziamenti erogati per errore. Servono regole chiare. È anomalo che i paesi che hanno forti debiti con l’Unione europea possano continuare a ricevere dei finanziamenti, e che sia necessario così tanto tempo prima che il denaro venga restituito. Anche questo è un settore in cui la Commissione deve migliorare la propria azione.

Sono lieto che il Commissario e il Parlamento abbiano raggiunto un accordo su questi tre punti, e sarò lieto di poter collaborare da vicino con il Commissario Šemeta l’anno prossimo in qualità di relatore. Desidero ringraziare l’onorevole Chatzimarkakis. Tenterò di portare avanti il suo operato in modo positivo nel corso del prossimo anno. Sono convinto che stiamo facendo importanti progressi.

 
  
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  Cătălin Sorin Ivan, a nome del gruppo S&D. – (RO) Signora Presidente, anch’io desidero ringraziare il relatore per il suo lavoro eccellente e per la proficua collaborazione che abbiamo riscontrato nel corso della sua stesura. Ringrazio anche la Commissione per il dialogo che ha avuto con noi, poiché questa relazione sul discarico per l’esecuzione del bilancio non è stata solo una relazione sul discarico annuale, ma ha anche istituito delle nuove linee guida per la nostra collaborazione reciproca che serviranno nel prossimo futuro.

Desidero soffermarmi su tre questioni che ritengo essere molto importanti. Innanzi tutto, vorrei discutere delle dichiarazioni di gestione nazionali, le quali dovrebbero indicare come vengono impiegati i fondi dell’UE. Più dell’80 per cento del budget dell’Unione europea viene gestito a livello nazionale, ma quasi tutta la responsabilità per la gestione dei fondi ricade sull’UE. Le dichiarazioni di gestione nazionali dovrebbero aiutarci molto a capire come vengono impiegati i fondi comunitari utilizzati dalle autorità nazionali e chi ha la responsabilità per l’utilizzo di questi soldi. È di importanza cruciale che sia un ministro ad assumersi questa responsabilità e che queste dichiarazioni di gestione nazionali rechino la firma di un decisore politico.

Secondo, la questione dell’interruzione automatica dei fondi europei quando il denaro dell’UE viene gestito male, oppure quando emerge che sarebbe speso in modo improprio. È molto importante che noi interveniamo prontamente quando i meccanismi di gestione e di attuazione non funzionano a dovere.

Terzo, stiamo parlando di denaro dei contribuenti europei, e pertanto è estremamente importante che, in caso di utilizzo fraudolento dei fondi UE, le operazioni di recupero siano molto più efficienti e il costo da sostenere non ricada sulle tasche cittadini europei. Si tratta di denaro che i cittadini versano all’Unione europea, ma quando viene utilizzato in modo fraudolento sono i cittadini europei che devono coprire le perdite. Questo è ingiusto. In questo modo, i cittadini europei ci rimettono due volte. Dobbiamo porre rapidamente rimedio a questo stato di cose.

 
  
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  Gerben-Jan Gerbrandy, a nome del gruppo ALDE. – (NL) Signora Presidente, anche io desidero porgere un sincero ringraziamento all’onorevole Chatzimarkakis e a tutti gli altri relatori per il loro eccellente operato. Anch’io ringrazio il Consiglio e il Presidente della Corte dei conti in particolare di essere qui, anche se penso che la loro presenza dovrebbe essere scontata. Ad ogni modo, vi ringrazio della vostra presenza.

Signora Presidente, la procedura di discarico di quest’anno giunge in un momento importante per due ragioni. La prima è che tutti gli Stati membri sono chiamati a operare una serie di tagli molto rilevanti. La seconda è che siamo alla vigilia dell’adozione di un nuovo bilancio pluriennale. Credo che entrambe queste ragioni evidenzino la necessità di guardare a questa procedura di discarico e alla spesa europea con particolare attenzione. Per quanto mi riguarda, la posta in gioco concerne la legittimità e l’efficacia della spesa europea, perché i cittadini dell’Europa hanno diritto di aspettarsi che gli investimenti europei diano davvero i loro frutti.

Signora Presidente, a mio avviso, la responsabilità politica per la spesa è una faccenda banale. Non esiste un solo organismo di rappresentanza locale, provinciale o nazionale che non eserciti la responsabilità politica per la spesa. Perché le cose devono andare diversamente a livello europeo? Perché gli Stati membri ancora non riescono a dare prova di responsabilità per l’80 per cento della spesa dell’UE? Chiedo nuovamente al Consiglio di mettersi all’opera per le dichiarazioni nazionali degli Stati membri. Per quel che mi riguarda non ci saranno più bilanci pluriennali dal 2014 in poi fintanto che tali dichiarazioni non saranno state rilasciate.

Signora Presidente, l’attuale situazione ci costringe a un controllo ulteriore del bilancio del Parlamento. Sono molto felice dei risparmi che siamo riusciti a realizzare, sebbene siano di fatto la risultante della nostra attenzione per la salvaguardia delle risorse. Faremo uso delle miglia accumulate con le nostre trasferte di lavoro e ci occuperemo dei consumi di carta. Ognuna di queste proposte è eccellente. C’è ancora una cosa che desidero sottolineare: da settembre potremmo usare non solo l’ automobile, ma anche la bicicletta e per suo tramite, signora Presidente, desidero invitare il Presidente Buzek a far partire ufficialmente la campagna per il trasporto su bicicletta il prossimo settembre.

 
  
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  Andrea Češková, a nome del gruppo ECR. – (CS) Signora Presidente, questa discussione riguarda un argomento molto ampio, poiché concerne la concessione del discarico a un’ampia gamma di istituzioni europee, ciascuna delle quali dotata di proprie caratteristiche. Pertanto è molto difficile riassumere la questione in un unico discorso.

La collaborazione tra la Corte dei conti e la commissione per il controllo dei bilanci, di cui faccio parte, è davvero eccellente, e questa collaborazione ha prodotto determinate raccomandazioni sulla votazione del Parlamento europeo relativamente alla concessione del discarico. Ciononostante, nella valutazione delle singole istituzioni, specie le agenzie europee, emergono continuamente delle carenze, ad esempio nelle procedure di assunzione del personale, nelle procedure relative agli appalti pubblici, in materia di trasparenza o nelle procedure di controllo interno. È pertanto molto difficile, per tutta una serie di ragioni, dare il consenso alla concessione del discarico. Viceversa, dovremmo sostenere le relazioni che propongono un rinvio del discarico.

 
  
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  Bart Staes, a nome del gruppo Verts/ALE. (NL) Signora Presidente, onorevoli colleghi, desidero commentare cinque relazioni, a cominciare da quella sulla Commissione.

Apprezzo molto l’impostazione del collega Chatzimarkakis. Credo che abbia fatto un lavoro eccellente nel gestire questa procedura di discarico. In modo molto mirato si è focalizzato in anticipo su un certo numero di domande, ponendo sei interrogativi alla Commissione. E devo dire che abbiamo ottenuto quanto richiesto. Devo anche ringraziare la Commissione. Sono alla mia dodicesima procedura per il discarico e credo che sia la prima volta che abbiamo lavorato assieme con uno spirito così costruttivo. Non solo il Commissario Šemeta, ma anche i singoli commissari, nell’ambito delle responsabilità di loro competenza, hanno dedicato del tempo a questa procedura di discarico – incontrando tanto i relatori ombra che il relatore principale – e grazie al loro dialogo costruttivo credo che abbiamo ottenuto molto.

Concordo pienamente con quanto detto dall’onorevole Gerbrandy. Questi sono tempi in cui dobbiamo risparmiare e spendere i nostri soldi con prudenza. L’ottanta per cento del bilancio europeo viene effettivamente speso negli Stati membri e gestito dagli Stati membri. Signor Presidente in carica del Consiglio, dobbiamo finalmente ottenere da parte degli Stati membri l’assunzione della responsabilità politica per la gestione condivisa dei fondi europei. Per questa ragione, stiamo ancora aspettando che gli Stati inviino le loro dichiarazioni A mio avviso si tratta di una richiesta di vitale importanza.

È anche necessario un controllo migliore. Credo che gli Stati membri debbano adempiere a controlli più incisivi sui fondi che ricevono dall’Unione europea di quanto fatto finora. Il relatore principale ha anche dedicato grande attenzione alla verifica della modalità di impiego dei finanziamenti e alle azioni di recupero, oltre che all’introduzione di meccanismi di controllo. Per come la vedo io, questo settore richiede molte attenzioni e le osservazioni del relatore principale dovrebbero costituire le basi della prossima procedura di discarico sotto la guida del nuovo relatore, l’onorevole Fjellner.

Passando al Parlamento europeo, vedo il nostro Segretario generale seduto accanto al vicepresidente. Devo ringraziare esplicitamente il Segretario generale Welle. Quando sono stato relatore per la scorsa procedura di discarico ci sono state delle tensioni tra noi. All’epoca preparai una relazione alquanto rigorosa, e devo ringraziare il Segretario generale, poiché lui e la sua amministrazione diligentemente risposero in modo corretto a tutti gli interrogativi da me posti, impegnandosi molto nel farlo. Credo che, alla fin fine, le tensioni tra noi abbiano portato a un risultato migliore e, probabilmente, a un bilancio migliore per il Parlamento europeo.

Quando parliamo del bilancio del Parlamento europeo, vorrei anche far capire ai miei colleghi qui presenti il fatto che dobbiamo farla finita con la cultura del tutto e subito, sempre di più, e mai abbastanza. Come istituzione dovremmo dare l’esempio, e dunque dovremmo avere il coraggio di realizzare delle economie. Tuttavia, avrei anche un commento aggiuntivo a questa considerazione. Nutro delle serie riserve sul museo della storia europea; non tanto per i contenuti del progetto in sé, ma per i suoi costi. Naturalmente, penso sia positivo che disporremo di questa struttura, ma mi disturba profondamente il fatto che non abbiamo ancora avuto una discussione seria su questo progetto in una seduta plenaria di quest’Aula. Eppure, complessivamente verranno spesi circa 136 milioni di euro. Si tratta di una cifra enorme, onorevoli colleghi, che non abbiamo mai discusso seriamente. Non si è mai discusso di quale debba essere la sede di questa struttura, né a cosa debba assomigliare. Sta accadendo tutto a porte chiuse, spesso nei sancta sanctorum dell’Ufficio di presidenza. Come democratico non riesco proprio ad accettarlo.

Parliamo ora del premio cinematografico Lux. L’onorevole Itälä ha ampiamente commentato tale premio nella sua relazione, e desidero congratularmi con lui per il suo operato. Devo dire che il mio gruppo tiene molto a questo premio. Sebbene siamo ora certamente disposti a prendere atto di tutta una serie di commenti critici sul funzionamento del premio Lux, riteniamo importante che il Parlamento europeo sostenga questo progetto così da sostenere progetti cinematografici preziosi.

Desidero anche fare riferimento all’onorevole Stavrakakis e a una delle sue relazioni sul Consiglio. Mi rivolgo ora direttamente al Presidente in carica del Consiglio, ovvero alla Presidenza ungherese. Trovo incredibile che il Consiglio, il quale ha sempre invocato la trasparenza da parte delle altre istituzioni, sia stato invece molto riservato nella gestione dei propri affari. La nostra richiesta è molto semplice, signor Presidente in carica: come Parlamento, quale organo che approva il discarico, vogliamo avere accesso a tutta la documentazione. Vogliamo una discussione aperta sul bilancio del Consiglio. Non vogliamo discutere dei contenuti del bilancio del Consiglio e dirvi cosa potete e cosa non potete fare. Ma vogliamo riscontrare la trasparenza su come il Consiglio utilizza le proprie risorse, perché il suo bilancio di oggi è diverso da quello di 30 anni fa, e non è più costituito solo da una serie di voci di spesa amministrative.

Infine, desidero fare un’osservazione sull’Agenzia europea per i medicinali. Abbiamo riscontrato dei problemi al riguardo. Abbiamo rinviato il discarico in quanto l’AEM ha chiaramente dei problemi nelle proprie procedure d’appalto. Sono stati riscontrati numerosissimi errori nelle procedure d’appalto dell’agenzia per un importo complessivo molto significativo, pari a 30 milioni di euro. Inoltre, si è parlato di conflitti d’interesse degli esperti dell’ente e del suo personale. Credo che ora che il discarico è stato rinviato, prima dell’autunno si svolgerà una discussione a riguardo e mi auguro che con tale discussione riusciremo a porre fine ai conflitti d’interesse all’interno di questa agenzia.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard, a nome del gruppo GUE/NGL. – (DA) Grazie, Signora Presidente. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla redazione di queste eccellenti relazioni sulla contabilità dell’Unione europea per il 2009. Alcuni si sono chiesti se non siamo troppo critici. Ad esempio, quando poniamo delle domande sul modo di utilizzare le risorse del Parlamento europeo, o sulla ritardata apertura del Centro visite, o sull’istituzione di un canale televisivo segreto, oppure su questo circo itinerante tra le sedi di Bruxelles e Strasburgo. Non credo che siamo eccessivamente critici. Infatti, il compito che ci viene affidato dai contribuenti europei è proprio quello di mettere il dito nella piaga. È questo che si aspettano da noi i cittadini europei e, in realtà, avremmo potuto individuare anche molti altri punti critici.

Il fatto che sia nostro compito indagare e essere critici è esattamente il motivo per cui il comportamento del Consiglio è inaccettabile. Anche quest’anno il Consiglio ha fatto tutto il possibile per ostacolare l’esercizio delle nostre funzioni di controllo. Si è rifiutato di inviarci la documentazione necessaria, si è rifiutato di rispondere alle nostre domande, e si è rifiutato di incontrare la commissione per il controllo dei bilanci per una discussione aperta, così come fanno invece tutte le altre istituzioni.

Naturalmente, sono lieto che la Presidenza ungherese abbia voluto essere presente oggi. Dobbiamo ringraziarla per questo. Ciononostante, quando si parla dell’ “accordo informale” tra Consiglio e Parlamento, vorrei chiedere che se tale accordo esiste davvero ci venga cortesemente mostrato. Che il Consiglio ce ne legga il testo oggi stesso, se davvero esiste. Vorremmo davvero vederlo, lo abbiamo ripetutamente richiesto al Consiglio, ma non ce lo avete mai mostrato. Questo semplicemente perché tale accordo non esiste. Pertanto, il mio gruppo sostiene con vigore la proposta di non concedere il discarico al Consiglio quest’oggi. Chiediamo invece al Consiglio di porre fine al boicottaggio del Parlamento e di rispondere agli interrogativi che abbiamo posto sulla sua contabilità.

Oggi stiamo discutendo della contabilità dell’Unione europea del 2009. Tuttavia, ciò che i conti non ci dicono è altrettanto importante di quello che invece ci dicono e, inoltre, ha un impatto estremamente importante sull’economia europea. Alcuni giorni fa, l’Europol ha pubblicato una relazione sulla criminalità organizzata all’interno dell’Unione europea. La lettura di questo testo è davvero sconvolgente. In base a quanto riferito dal quotidiano Le Monde, le sole frodi che riguardano l’IVA costano diversi miliardi di euro all’anno. Esistono anche frodi legate alle quote di CO2, e altri tipi ancora di frodi. Pertanto, abbiamo tutte le ragioni per proseguire e intensificare le nostre discussioni su come si possa organizzare l’economia dell’UE nell’interesse dei contribuenti.

 
  
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  Marta Andreasen, a nome del gruppo EFD. (EN) Signora Presidente, credo che sia folle che il Parlamento europeo approvi il bilancio del 2009 quando le irregolarità finanziare e i sospetti di frode interessano tra il 2 e il 5 per cento del totale. Non sono cifre che mi invento per convenienza di parte per fare della propaganda politica, ma stime della Corte dei conti. Il livello di irregolarità per il 2009 è insolitamente elevato e pari all’incirca al contributo del Regno Unito al bilancio di quest’anno, ovvero 6,3 miliardi di euro. Questa situazione non sarebbe tollerata in nessuna azienda o organizzazione: molte teste cadrebbero.

Questa Assemblea deve approvare il discarico di 27 agenzie dell’Unione europea – ovvero enti parastatali finanziati con denaro pubblico, costosi e inutili – mentre la Corte dei conti europea ha lanciato un’indagine a 360 gradi sulla loro contabilità. Questo dovrebbe rappresentare per noi un campanello d’allarme in vista della votazione. Voglio ribadire nel modo più fermo, che è a dir poco una follia approvare 523 milioni di euro di spesa, di soldi – non dimentichiamolo – dei contribuenti, mentre l’organismo ufficialmente preposto alla verifica della contabilità dell’Unione europea sta indagando su possibili casi di frode e sulla gestione finanziaria di questi enti. Il solo rinvio del discarico dell’Agenzia europea dei medicinali e dell’Accademia di polizia è acqua fresca.

Anno dopo anno, sentiamo la Commissione dare la colpa agli Stati membri per le irregolarità riscontrate senza fare nulla a riguardo, quando invece potrebbe sospendere l’erogazione dei finanziamenti. Nel caso delle frodi riscontrate nella spesa dell’Unione Europea, ci propone poi di passare da una strategia a tolleranza zero a una strategia di gestione tollerabile del rischio. Tanto per peggiorare la situazione, la Commissione e il Parlamento chiedono incrementi di bilancio per gli anni a venire. La maggior parte degli aumenti coincidono proprio con i settori caratterizzati dal più alto tasso di irregolarità. Se quest’Assemblea concederà il discarico per la contabilità dell’esercizio 2009 sarà una vergogna e un affronto ai contribuenti. L’unica conclusione che potremo trarre da una votazione a favore del discarico sarà che quest’Assemblea e i suoi deputati sostengono apertamente la cattiva gestione finanziaria,per non dire di peggio.

Se il Parlamento europeo non agirà nell’interesse dei contribuenti del Regno Unito, esorto il Primo ministro del mio paese a ridurre il contributo del Regno Unito all’UE proporzionalmente alle irregolarità riscontrate.

 
  
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  Martin Ehrenhauser (NI).(DE) Signora Presidente, forse mi consentirà di lanciare un breve appello ai miei onorevoli colleghi in merito alla procedura di discarico. Il controllo del bilancio – e dunque anche la stessa procedura per il discarico – è senza dubbio una parte dei compiti del Parlamento. Ciononostante, a mio parere, questa procedura di discarico non ha alcuna possibilità di risultare incisiva. Anche se ci rifiutassimo di concedere il discarico, non esiste la possibilità di applicare sanzioni vincolanti: l’unica possibilità è che il Presidente del Parlamento europeo apra un procedimento per violazione dei trattati presso la Corte di giustizia europea. E se il rifiuto di discarico riguardasse il Parlamento europeo, ci troveremmo nella situazione assurda in cui la presidenza del Parlamento dovrebbe aprire una procedura per violazione nei propri confronti. Non vi è ombra di dubbio che in tal senso siano necessarie alcune riforme.

Inoltre, il fatto che la base legale della procedura di discarico sia stata studiata principalmente per la Commissione, ma che noi concediamo reciprocamente il discarico anche ad altre istituzioni, crea una certa dose di incertezza del diritto che, invece, dovremmo evitare. Esistono altre forme di leva politica che potrebbero essere utilizzate. Questo non è sufficiente per questa procedura di discarico. Io e i miei onorevoli colleghi desideriamo dunque procedere nella direzione di una riforma della procedura di discarico.

 

5. Rettifiche (articolo 216 del regolamento): vedasi processo verbale
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6. Discarico 2009 (seguito della discussione)
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  Presidente – L’ordine del giorno reca il seguito della discussione congiunta sul discarico 2009.

 
  
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  Monica Luisa Macovei (PPE). - (EN) Signora Presidente, il primo punto che vorrei affrontare concerne i nostri timori riguardo al funzionamento delle agenzie europee. Sarà necessario attuare cambiamenti in futuro per evitare l’insorgere di problemi di cattiva gestione, irregolarità, truffe, conflitti di interesse e spese inadeguate.

La trasparenza istituzionale è una delle nostre preoccupazioni. Tutte le agenzie dell’Unione europea dovrebbero rendere disponibile sul loro sito web un elenco di tutti gli appalti assegnati almeno negli ultimi tre anni e la Commissione dovrebbe provvedere all’integrazione di queste informazioni nel suo sistema di trasparenza finanziaria. La trasparenza è altresì necessaria nella rotazione del personale tra le agenzie e ho richiesto, a questo proposito, un prospetto di tutti i collaboratori che si spostano da un’agenzia all’altra.

In secondo luogo, ci preoccupano i conflitti di interesse, citati già da molti colleghi. Un’adeguata gestione dei conflitti di interesse esistenti e di quelli che potrebbero insorgere all’interno delle agenzie dell’Unione europea richiede un grande sforzo; episodi come quello che ha coinvolto l’Agenzia europea per i medicinali vanno accuratamente evitati e, qualora si verifichino, devono essere sanzionati.

Il terzo punto critico riguarda la razionalità e l’efficienza nel funzionamento delle agenzie europee, soprattutto in un periodo di crisi finanziaria. Propongo di discutere e procedere alla fusione di CEPOL in Europol; sarebbe la soluzione migliore ai problemi strutturali e cronici di CEPOL. Oltre a questa, vi sono numerose altre agenzie europee che presentano ambiti di intervento comuni e svolgono attività simili o complementari dalle loro sedi, dislocate in diverse parti d’Europa. A questo proposito, la Commissione deve valutare la possibilità di fondere le agenzie che svolgono attività sovrapponibili o complementari.

Vorrei adesso passare brevemente al secondo punto del mio intervento, che riguarda la decisione di rinviare il discarico e la votazione sul rinvio del discarico per due agenzie, CEPOL ed EMA. Sono state commesse gravi violazioni in materia di appalti pubblici, sul piano delle assunzioni e dei conflitti di interesse e, nel caso di CEPOL, le violazioni hanno riguardato gli stanziamenti e l’annullamento di questi ultimi.

In ultima analisi, vorrei affrontare la questione della trasparenza dei fondi diretti europei. È da circa un anno che interrogo la Commissione in merito e continuerò a farlo. Tutti i fondi diretti devono essere gestiti in maniera trasparente e, a questo proposito, tengo a porre l’accento sulle aziende statali che ne beneficiano. Va creato un sito web unico, in uno o due lingue, che contenga criteri comuni per l’identificazione e il confronto dei beneficiari.

 
  
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  Inés Ayala Sender (S&D).(ES) Signora Presidente, devo dire, innanzi tutto, che mi fa davvero piacere vedere qui riuniti tutti coloro che hanno lavorato alla procedura di discarico. Vorrei, in particolar modo, dare il benvenuto a Vitor Caldeira, presidente della Corte dei conti, al Presidente Becsey, rappresentante della Presidenza ungherese e, naturalmente, al Commissario Šemeta.

Per quanto concerne l’attuale procedura di discarico, soprattutto in relazione alle altre istituzioni, ovvero per la parte di mia competenza, approvo i passi che sono stati fatti da quando la Presidenza spagnola dello scorso anno ha deciso, in occasione dell’applicazione del trattato di Lisbona, di rivedere la trasparenza e i controlli sui conti del Consiglio.

Gli accordi sulla parola andavano bene il secolo scorso, ma i tempi sono mutati radicalmente. Sarei quindi grata alla Presidenza ungherese se continuasse a prodigarsi per dare continuità ai progressi, riconoscendo al contempo, che, se da un lato, il Consiglio ha la funzione di emettere pareri o formulare raccomandazioni sulla procedura di discarico è comunque il Parlamento, unica istituzione democratica dell’Unione europea eletta direttamente dai cittadini europei, che decide e adotta la decisione finale.

Riconosciamo quindi gli sforzi profusi da entrambe le istituzioni – la nostra è rappresentata egregiamente dal segretario generale Welle – per ottenere una procedura adatta al XXI secolo e istituzioni realmente trasparenti, che rispondano alle aspettative dei cittadini europei.

In qualità di relatore per il discarico dell’anno prossimo, intendo continuare a collaborare strettamente con il Consiglio verso questo obiettivo, ma per il momento il rinvio si rende necessario.

Concludo manifestando la mia preoccupazione per gli incidenti e le irregolarità riscontrati nell’amministrazione del Comitato economico e sociale europeo (CESE). Questo forum europeo, istituito per la condivisione delle opinioni e il raggiungimento di un consenso tra i tre pilastri della nostra vita produttiva ed economica, fondamentali in questo momento di crisi, costituisce – a mio avviso – un organo essenziale e richiede un’amministrazione impeccabile, alla pari delle altre istituzioni.

Alla luce della decisione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) di avviare azioni investigative e della recente sentenza del Tribunale che annulla l’avviso di posto vacante come segretario generale presso la segreteria del CESE, il mio gruppo intende richiedere il rinvio fino a quando al CESE non verrà data la possibilità di presentare al Parlamento un programma o una strategia per risolvere l’attuale situazione, caratterizzata da fumosità e continue irregolarità, indice della forte necessità di cambiamento.

 
  
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  Jan Mulder (ALDE). - (NL) Signora Presidente, l’onorevole Chatzimarkakis e molti altri relatori hanno giustamente messo in rilievo la necessità degli Stati membri di presentare dichiarazioni di affidabilità. Forse può sembrare che stiamo chiedendo un favore al Consiglio e agli Stati membri, ma non è così e mi rincuora che il Consiglio sia presente in Aula stamattina.

Sarebbe forse opportuno che il Consiglio leggesse ancora una volta le parole esatte dell’accordo interistituzionale che è stato concluso quando abbiamo adottato le prospettive finanziarie per questo periodo. L’accordo stabilisce chiaramente che il Consiglio si impegna a emettere dichiarazioni al livello politico più appropriato. È un peccato che il Consiglio non si sia attenuto alle disposizioni. Ad ogni modo, l’accordo prevedeva la reciprocità ed è forse bene ricordarlo, ora che stiamo conducendo i negoziati sulle nuove prospettive finanziarie.

Il Consiglio e il Parlamento avevano opinioni divergenti riguardo al livello delle prospettive finanziarie. Vi era una differenza di 112 miliardi di euro su un arco temporale di sette anni; il Parlamento accettò di correggere la cifra, arrivando a 110 miliardi. In cambio chiedevamo qualcosa che non costava nulla: le dichiarazioni di affidabilità degli Stati membri e la responsabilità politica non costano un centesimo. Il Consiglio ha sottoscritto questi impegni.

Qual è la situazione attuale, a quattro anni di distanza? Quattro Stati membri hanno rispettato l’accordo, mentre gli altri non l’hanno fatto. Questo è di buon auspicio per i prossimi negoziati. Bisogna mantenere le promesse fatte, anche se allora c’era l’Austria alla Presidenza del Consiglio. A mio avviso, occorre attuare il programma d’azione concordato per non mettere a repentaglio i negoziati sulle nuove prospettive finanziarie.

In ultima analisi, vorrei fare un breve accenno a una questione generale. Se non mi sbaglio, la Corte dei conti europea per la diciassettesima volta non ha presentato la dichiarazione di affidabilità. In vista delle imminenti elezioni europee, il Parlamento non può continuare a concedere comunque il discarico del bilancio ogni anno. È ora di cambiare la situazione con una bella dichiarazione di affidabilità.

 
  
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  Derk Jan Eppink (ECR). - (NL) Signora Presidente, è un piacere rivederla qui. Riassumerei la discussione dicendo che il bilancio dell’Unione europea è troppo consistente. C’è troppo denaro. Non siamo stati capaci di impiegare saggiamente le risorse del Fondo regionale europeo e buona parte di questo denaro viene speso in maniera inadeguata. Sono queste le conclusioni della Corte dei conti e lo stesso si può dire del bilancio del Parlamento europeo. Abbiamo troppo denaro. Prevediamo di investire in progetti frivoli come il museo della storia europea, il cui scopo sarebbe probabilmente di riscrivere la storia. Io lo chiamerei piuttosto il mausoleo dell’onorevole Poettering, perché, a giudicare dalle foto, sta lentamente assumendo queste sembianze.

Ci fanno pressioni, vogliono che spendiamo, ma ci sono così tanti soldi che non riusciamo a spenderli tutti. Se consideriamo la relazione della Commissione sul bilancio 2010, notiamo eccedenze negli stanziamenti per 194 miliardi di euro che non siamo ancora riusciti a spendere. Signora Presidente, si è presentata qui con la massima onestà. È questo che ho pensato quando l’ho vista entrare. In Olanda, si direbbe che lei è un “tornado bianco”. Commissario Šemeta, mi dispiace non poter dire lo stesso del bilancio della Commissione europea. Il nostro bilancio non era del tutto pulito, ma piuttosto torbido e scuro e questo mi rattrista.

Le auguro buona fortuna, signora Presidente.

 
  
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  Vladimír Remek (GUE/NGL). – (CS) Signora Presidente, stiamo affrontando una questione che potrebbe sembrare di ordinaria amministrazione e, oltre tutto, stiamo discutendo di denaro che è già stato speso. Il fatto che la procedura si ripeta ogni anno dovrebbe portare a una maggiore accuratezza e consapevolezza nella valutazione e nella gestione di simili questioni. Per fare un esempio, non è accettabile che i due principali progetti dell’Unione europea, ovvero il sistema globale di navigazione satellitare e l’impresa comune europea per il progetto ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione, stiano letteralmente affondando in un mare di problemi che qualsiasi dirigente che si rispetti saprebbe risolvere.

Tra gli errori commessi, vi sono le irregolarità nel coinvolgimento delle piccole e medie imprese nei progetti satellitari, le mancanze relative alle assunzioni, le violazioni dei principi della parità di trattamento e, nel caso dell’impresa ITER, la mancata osservanza dei principi di bilancio, dei conti e delle disposizioni per l’assegnazione delle sovvenzioni. Senza dubbio, una delle principali cause di questi problemi è la macchinosità del processo decisionale relativo ai progetti. Fino a quando non stabiliremo chiaramente le priorità, tra cui i finanziamenti delle attività principali, il processo decisionale sarà sempre incerto e discontinuo e, oltre ai problemi già citati, vi sarà una riduzione della qualità globale dei progetti.

 
  
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  Claudio Morganti (EFD). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, in un periodo di generali ristrettezze economiche in cui si chiedono sacrifici a tutti, considero indispensabile che le Istituzioni comunitarie – che funzionano grazie al denaro dei cittadini europei – abbiano una gestione finanziaria più trasparente possibile. Trovo inaccettabile che uno dei principali organi, il Consiglio, continui a mantenere una posizione di totale chiusura e mancanza di trasparenza.

Poiché il Parlamento è l'unica Istituzione democraticamente eletta e rappresenta direttamente i cittadini e i contribuenti europei, credo che abbiamo il diritto di sapere nello specifico come siano stati gestiti tutti gli stanziamenti previsti. Non è possibile che il Consiglio perseveri nella sua linea d'azione, rifiutando un necessario e doveroso confronto interistituzionale.

L'Unione europea si regge su un fondamentale equilibrio di poteri e così facendo il Consiglio viene meno a questa prerogativa. È pertanto doveroso che si uniformi il prima possibile alle altre Istituzioni e renda conto al Parlamento – quindi ai cittadini – di come viene effettivamente gestito il suo bilancio.

 
  
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  Lucas Hartong (NI). - (NL) Signora Presidente, sembra che sia nata una nuova regola in Europa: se sei nel dubbio, crea un’agenzia. Oggi discuteremo le relazioni di almeno 39 agenzie e il Parlamento deciderà se concedere o meno il discarico 2009. Il mio gruppo è convinto che il discarico non debba essere concesso. Il Partij voor de Vrijheid (PVV) si oppone a queste pratiche aberranti, che prosciugano i fondi e non hanno alcuno scopo dimostrabile. Ne è un esempio la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni hanno già divorato, da soli, centinaia di milioni di euro, senza portare ad alcun effetto concreto sulla politica. Sono solo fabbriche di chiacchiere, dove si consumano litri e litri di caffè e si producono fiumi di relazioni che nessuno legge.

Signora Presidente, il nostro gruppo non concederà il discarico, fatto salvo per la conclusione che sancisce il funzionamento inadeguato di molte cose all’interno delle agenzie; sono tante le cose che non funzionano e per questo le agenzie andrebbero abolite il prima possibile.

 
  
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  Monika Hohlmeier (PPE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, Presidente in carica del Consiglio, signor Ministro, onorevoli colleghi, vorrei commentare innanzi tutto quanto è stato detto sul museo della storia europea. In qualità di relatore per l’edilizia, vorrei chiarire che la cifra di 136 milioni di euro è assolutamente sbagliata. Inoltre, non si tratta di un progetto di lusso; ci lamentiamo sempre del fatto che le persone non sanno niente di quanto è successo in Europa dopo la Seconda guerra mondiale e adesso vogliamo dare la possibilità a due, tre milioni di persone all’anno di conoscere e approfondire questi avvenimenti storici. Forse così ci saranno meno euroscettici.

Dovremmo discutere congiuntamente del livello dei costi operativi e delle sinergie che si possono creare con il centro informativo. Numerosi colleghi hanno preso parte alla discussione, che però è diventata pubblica da poco ed alcuni colleghi non si sentono abbastanza informati. Sarò lieto di fornirvi la necessaria assistenza in queste discussioni e risponderò volentieri alle vostre richieste. Penso che il progetto sia necessario e utile, perché risponde all’esigenza di una maggiore conoscenza della storia dell’Europa, fondamentale per limitare la diffusione dell’euroscetticismo.

In secondo luogo, per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo, vorrei esprimere la mia più profonda gratitudine all’onorevole Staes perché, grazie a lui, abbiamo una relazione congiunta che approvo pienamente. Ritengo essenziale fissare una serie di priorità negli aiuti allo sviluppo per i settori delle infrastrutture, della sanità, dell’istruzione e soprattutto dell’agricoltura e forse dovremmo introdurre una valutazione dei progetti da effettuare dopo 10 anni dal loro inizio. Il nostro obiettivo non è avviare solo progetti a breve termine che non hanno effetti duraturi nel lungo periodo.

Inoltre, dovremmo migliorare il coordinamento con gli Stati membri nella fornitura di aiuti allo sviluppo e integrare una volta per tutte nel bilancio comunitario l’intero bilancio per gli aiuti allo sviluppo. Non si capisce, infatti, perché il bilancio comunitario comprenda solo una parte dei nostri aiuti allo sviluppo.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D). - (LT) Signora Presidente, vorrei ringraziare tutti i relatori per l’eccellente lavoro svolto. La procedura di discarico del bilancio è di fondamentale importanza nella tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea e garantisce una gestione ottimale delle finanze comunitarie nonché una gestione più trasparente e responsabile del denaro dei contribuenti da parte dell’Unione europea. Vorrei fare alcune osservazioni. Innanzi tutto, tra gli errori citati più frequentemente nella relazione sul discarico del bilancio, vi sono le violazioni delle norme sugli appalti pubblici. Questo è dovuto alla complessità delle norme sugli appalti pubblici, che devono essere semplificate. Occorre stabilire in questo settore principi chiari e validi in tutta l’Unione europea. La Commissione dovrebbe esaminare le migliori esperienze, in quanto alcuni Stati membri, quali la Lituania, dispongono già di principi molto efficaci nel settore degli appalti pubblici, basati sulle moderne tecnologie. Ad ogni modo, come ho già detto, la Commissione stessa deve esprimere la sua volontà politica sulla questione.

In secondo luogo, vorrei sottolineare che il miglioramento della qualità della gestione dei fondi essere deve divenire una priorità ed essere al contempo accessibile all’Unione europea. È necessario progredire in maniera più evidente e rapida verso lo sviluppo di efficaci sistemi di controllo e gestione negli Stati membri, mirati a ridurre il rischio di errore e a semplificare i requisiti e le norme. La relazione presentata evidenzia ad esempio come la complessità delle norme rallenti l’utilizzo dei fondi comunitari destinati ai progetti TEN e TNI e ad altre priorità della Politica di coesione. Avverto la forte necessità di garantire maggiore semplicità, efficacia e trasparenza nelle procedure.

In terzo luogo, in qualità di relatore responsabile del documento di lavoro della commissione per il controllo dei bilanci intitolato “Migliorare le prestazioni di trasporto lungo gli assi ferroviari trans-europei”, vorrei rinnovare il mio invito alla Commissione a prendere i necessari provvedimenti per rendere l’infrastruttura ferroviaria adatta a fornire servizi trans-europei, a costruire i collegamenti mancanti alle frontiere per eliminare le complicazioni dovute ai criteri divergenti adottati nei vari Stati membri e a fornire un’efficace assistenza finanziaria. Infine, riguardo all’approvazione del bilancio del Parlamento europeo per il 2009, ritengo che anche il Parlamento debba agire in maniera realistica e prendere decisioni che includano spese più adeguate.

 
  
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  Riikka Manner (ALDE). - (FI) Signora Presidente, mi soffermerò in particolar modo sulla Politica di coesione. Anche se la percentuale di errore nella Politica di coesione è calata sensibilmente dal 2008, passando dall’11 per cento a circa il 5 per cento, questo settore continua a metterci alla prova sul piano delle spese.

Le maggiori sfide che dobbiamo affrontare sono legate agli appalti pubblici e la maggior parte dei problemi relativi ai fondi di coesione sono da ricondurre alle complesse norme di attuazione e agli atti derivanti dal regolamento finanziario, che non tengono nella dovuta considerazione la complessa rete di agenti coinvolti nello sviluppo regionale.

Si è discusso a lungo di un eventuale aumento del rischio di errore. Dobbiamo tuttavia ricordare che in questo modo non eliminiamo il problema cruciale delle norme e dei sistemi troppo complicati e dobbiamo fare attenzione ad affrontare i problemi nel modo giusto.

Il Parlamento sta considerando il regolamento finanziario per i futuri quadri finanziari. Sebbene la procedura di discarico in corso si riferisca al 2009, è bene trarre una lezione per il futuro allo scopo di semplificare la gestione finanziaria.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (ECR).(PL) Signora Presidente, dobbiamo concentrarci non tanto sull’aumento degli euroscettici, dovuto al modo in cui le istituzioni comunitarie spendono il denaro, bensì sul fatto che i contribuenti e gli elettori europei meritano trasparenza e rispetto. Il fatto che i fondi vengano recuperati o utilizzati in maniera inefficiente non contribuisce di certo a rafforzare l’autorità dell’Unione europea o delle nostre istituzioni. Allo stesso modo, non viene rafforzata in alcun modo l’autorità delle agenzie, rappresentative di un certo tipo di euroburocrazia, dove i controlli interni ed esterni vengono aggirati, le assunzioni vengono fatte in base alle amicizie e la possibilità di una rigida procedura di selezione non viene neppure contemplata. La proposta del museo della storia europea è un tema piuttosto controverso e la maggioranza dei colleghi del nostro gruppo voterà contro la maggior parte delle relazioni.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI).(DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, le agenzie europee sono costantemente al centro delle polemiche. D’altro canto, ci affidiamo a loro per risolvere i problemi più urgenti, quali, ad esempio, la necessità di aumentare il personale di Frontex nel Mediterraneo o l’emergenza della diossina nei mangimi animali. Per questo, richiamo tutti gli onorevoli colleghi al senso della misura e alla lungimiranza politica di fronte a questi discarichi.

Dobbiamo valutare obiettivamente l’efficienza operativa delle agenzie se vogliamo sbarazzarci delle opinioni soggettive e ottenere un quadro definito dell’operato delle agenzie. Da tempo cerco di raggiungere questo obiettivo.

 
  
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  Ingeborg Gräßle (PPE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, anch’io vorrei porgere un caloroso benvenuto in quest’Aula alla Presidenza ungherese e al Presidente della Corte dei conti europea. A nome del gruppo del Partito popolare europeo (Democratico cristiano), devo ringraziare tutti i relatori per la loro collaborazione e tutti i rappresentanti delle istituzioni per la loro presenza in quest’Assemblea.

In prima analisi, voglio dire al Consiglio che i deputati al Parlamento europeo sono eletti per controllare l’esecutivo. Pertanto, l’idea che i governi nazionali siano autorizzati a controllare il Parlamento europeo è un inconcepibile tentativo di indebolire questa istituzione. La vostra offerta non è una vera offerta; è solo un modo per ridimensionarci e indebolirci. Come reagirebbero i parlamenti nazionali a una proposta del genere? Se non osa fare questa proposta a livello nazionale, la prego, non lo faccia neanche a livello europeo.

Per quanto riguarda il discarico del Parlamento europeo, devo dire che si intravedono alcuni miglioramenti a livello gestionale sotto l’attuale Presidenza e con il segretario generale in carica. Vorrei sottolineare il contributo del gruppo del Partito popolare europeo in questo senso. Su nostra richiesta, sono state prese iniziative (quale ad esempio l’intervento nel fondo pensionistico volontario) che erano assolutamente necessarie per evitare l’insolvenza immediata di questo fondo nel 2009.

A questo punto mi soffermo sulle proposte di riforma dello statuto dei funzionari, contenute nei paragrafi 77 e 81 della relazione dell’onorevole Chatzimarkakis, che hanno portato a pressioni politiche senza precedenti da parte di alcune persone, tra cui alcuni deputati di quest’Assemblea. Le critiche allo statuto sono, ad ogni modo, fondate. Il testo è ancora legato agli anni Cinquanta e non è mai stato modernizzato. Il calcolo delle giornate di trasferta risale ai tempi dei treni a vapore e quello delle indennità a quando viaggiare all’estero era una cosa alquanto insolita; questi calcoli non trovano riscontro nella realtà di oggi. Oggi abbiamo l’ultima nonché unica occasione di esercitare la nostra influenza prima della riforma dello statuto.

Le mie proposte mettono anche in discussione il fatto che un funzionario della Commissione che percepisce più di 10 000 euro netti al mese, possa avere (escluso il suo diritto alle ferie annuali) fino a sette settimane pagate di permesso; a mio avviso, gli straordinari non dovrebbero essere inclusi nello stipendio. Questo significa creare nuovi posti di lavoro vacanti. Eliminando alcune giornate di permesso potremmo creare circa mille nuovi posti di lavoro. Anziché avere giornate perse, questi nuovi lavori potrebbero essere usati per coprire i nuovi incarichi dell’Europa e, in questo modo, potremmo ricorrere alla Commissione europea senza il bisogno di fondare continuamente nuove autorità e agenzie.

Dovremmo, inoltre, cercare di avere un quadro definito dei costi amministrativi. L’attuale dato di bilancio del 6,7 per cento è una stima troppo bassa; forse la stima è corretta se prendiamo in esame la gestione diretta, ma non lo è di certo se consideriamo tutte le spese amministrative per la gestione dei fondi dell’Unione europea, incluse quelle degli Stati membri. Propongo l’emissione di una relazione indipendente della commissione per il controllo dei bilanci riguardante i reali costi amministrativi dell’Unione europea.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (S&D). - (PL) Signora Presidente, signor Commissario, questo discarico è, a mio avviso, alla stregua di altri discarichi concessi negli ultimi anni e ricordo molto bene che, solo tre anni fa, nutrivamo forti riserve nei confronti di alcuni settori in particolare, quali i Fondi strutturali, il Fondo di coesione, i Fondi regionali e le azioni esterne. Bisogna ammettere che negli ultimi due anni la Commissione ha raggiunto alcuni obiettivi e ha riportato miglioramenti visibili, quali la riduzione della percentuale di errore negli ultimi tre anni. Questa è una buona occasione per dire al Commissario Šemeta che abbiamo visto questi progressi, di cui prendiamo nota e che ci fanno ben sperare.

Vi sono però ancora diversi punti che mi preoccupano. Innanzi tutto, la procedura di recupero dei fondi spesi in modo sbagliato è troppo lenta; in secondo luogo, vi è una certa riluttanza a concentrarsi sui progetti prioritari o a discutere della relativa percentuale di errore. Indipendentemente dal valore del progetto, gli errori nei finanziamenti e nell’utilizzo dei fondi hanno delle cause. Sono molto preoccupato per il crescente divario tra gli impegni e i pagamenti, indice del fatto che ci sono sempre più soldi che evidentemente gli Stati membri non sanno gestire. In questo caso, la responsabilità è degli Stati membri.

La riluttanza del Consiglio a collaborare con il Parlamento sul discarico è un segnale preoccupante. Noto comunque che il Presidente Becsey, che ha prestato servizio presso il Parlamento europeo, è qui con noi e penso che riuscirà a persuadere il Consiglio riguardo al fatto che il Parlamento è l’unico organo eletto direttamente e democraticamente, al quale il Consiglio ha l’obbligo di riferire. Infine, condivido le numerose riserve nei confronti delle agenzie, anche se limitatamente ad alcune di esse.

 
  
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  Corinne Lepage (ALDE).(FR) Signora Presidente, nel mio intervento mi concentrerò sulla concessione del discarico per l’Agenzia europea per i medicinali, ma lo stesso discorso potrebbe valere anche per l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. La commissione per il controllo dei bilanci ha svolto un lavoro davvero eccellente e, se c’è un momento in cui il Parlamento può affermare la sua posizione, è il voto sul discarico. Nel mio intervento, affronterò l’aspetto del bilancio in relazione all’attività dell’Agenzia europea per i medicinali; in primo luogo, la sua passività nella questione del Benfluorex, o Mediator, è assolutamente inaccettabile.

È altrettanto inaccettabile il modo in cui ha gestito i conflitti di interesse, di cui vi darò un esempio. Insieme al nostro collega, l’onorevole Parvanova, e un gruppo di ONG, ho denunciato pubblicamente lo scandalo del direttore esecutivo dell’Agenzia. Il Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia ha affrontato con superficialità l’intera vicenda, impedendo che si creasse un clima di fiducia. Il ruolo delle nostre agenzie è di fornirci i mezzi per prendere le decisioni e permettere ai nostri cittadini di avere fiducia nelle direttive adottate. Appoggio pienamente il rinvio del discarico ed esprimerò voto favorevole solo se saremo pienamente soddisfatti riguardo alla gestione dei conflitti di interesse.

 
  
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  Peter van Dalen (ECR). - (NL) Signora Presidente, l’Eurobarometro indica che l’entusiasmo nei confronti dell’Unione europea si affievolisce anno dopo anno. Al momento solo in cinque Stati membri la maggioranza della popolazione si esprime in termini positivi riguardo all’Unione europea. Per i cittadini, l’Europa è sinonimo di sperpero di denaro. Dobbiamo prendere in seria considerazione queste obiezioni, come ha fatto giustamente il collega, onorevole Itälä, che ritiene irresponsabile da parte del Parlamento incontrarsi in due sedi diverse. Sono pienamente d’accordo e vorrei dire all’onorevole Sarkozy che è ora di porre fine ai continui spostamenti del Parlamento tra Bruxelles e Strasburgo.

Dobbiamo dare prova di grande responsabilità anche rispetto alle nostre indennità per le spese generali. Se questa verrà a mancare, ben presto gli onorevoli deputati si renderanno conto di aver sbagliato e a quel punto si pentiranno di non aver considerato con maggiore attenzione tali indennità. Non si può andare avanti così. Nel considerando 5, l’onorevole Itälä sostiene che dovremmo prendere i necessari provvedimenti per garantire un atteggiamento responsabile nei confronti delle indennità delle spese generali. Mi auguro che questo punto venga mantenuto, poiché promuove la credibilità e la trasparenza.

 
  
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  Jan Olbrycht (PPE).(PL) Signora Presidente, ogni discussione sul discarico si svolge in un determinato contesto. Da un lato, la discussione di oggi si colloca in un contesto di crisi: vengono adottate misure preventive e gli Stati membri sono costretti a confrontarsi con una situazione finanziaria difficile; dall’altro lato, sullo sfondo di questa discussione compare la nuova prospettiva finanziaria per il periodo dopo il 2014, che è stata già preparata. Dobbiamo essere consapevoli dell’impatto che il modo in cui ci esprimeremo oggi sull’esecuzione del bilancio avrà sulla discussione relativa al futuro della prospettiva finanziaria. Per questo motivo la discussione sul discarico è fondamentale non solo per esercitare un controllo, ma anche per correggere gli errori e prendere nota delle aree in cui abbiamo sbagliato o in cui si richiedono misure aggiornate per rispondere a nuove esigenze.

In questa discussione si evidenziano, oltre alle crescenti critiche riguardo al bilancio, risultati in netto miglioramento, ad esempio, nella Politica di coesione, dove si registrano evidenti progressi, che sono stati tuttavia ignorati dai critici del bilancio europeo. Vorrei sottolineare che questi risultati positivi devono essere presi in considerazione nelle nostre osservazioni sulle azioni future o sulle azioni da proseguire e le norme da introdurre, soprattutto in relazione al recupero dei fondi.

Vorrei inoltre invitarvi a riflettere sulla necessità di affiancare alla discussione sulla correttezza nell’esecuzione del bilancio una discussione sull’efficacia delle politiche. Si accenna spesso a questa necessità nei documenti parlamentari, in cui però viene posto l’accento sulle procedure. Si è parlato tanto di un’Europa dei risultati, che non corrisponde però al rispetto delle procedure. Le due cose sono legate, ma è necessario considerare le conseguenze e i risultati derivanti dalle nostre azioni.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. VIDAL-QUADRAS
Vicepresidente

 
  
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  Derek Vaughan (S&D). - (EN) Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti i relatori per l’importante lavoro che hanno svolto per noi.

Desidero soffermarmi su alcune relazioni, iniziando dal discarico del Comitato delle regioni. Il Comitato delle regioni dà voce alle regioni, ma formula anche molti programmi dell’Unione europea. Sarebbe quindi sbagliato proporre l’autofinanziamento del Comitato, come qualcuno ha suggerito.

Appoggio inoltre la concessione del discarico della Commissione. Sebbene ci sia ancora molto da fare, come evidenziato nella relazione, ritengo che la riduzione della percentuale di errore nella politica regionale dall’11 per cento al 5 per cento costituisca un chiaro progresso. I Fondi strutturali sono estremamente importanti per regioni come il Galles, da cui provengo, in cui l’esecuzione dei fondi è ottimale. Dobbiamo impedire che i Fondi strutturali vengano screditati o minacciati.

Mi sento invece di appoggiare il rinvio del discarico del Consiglio. Alcuni membri del Consiglio ci richiamano spesso al rispetto della trasparenza e non dovrebbero quindi avere riserve nel fornirci ogni informazione sulle loro spese. Sembra però che alcuni di loro mostrino una certa riluttanza a comunicare queste informazioni.

Infine, il discarico del Parlamento: le considerazioni sulle spese suscitano sempre discussioni e il nostro bilancio è comprensibilmente al centro dell’attenzione, alla luce del difficile momento economico e finanziario in cui ci troviamo. Per questo motivo, approvo molte delle proposte contenute nella relazione, tra cui quelle riguardanti la politica relativa all’edilizia e i premi per l’edilizia (settore in cui sono necessari aggiornamenti e una maggiore trasparenza) nonché le proposte in merito alle indennità e all’urgente necessità di elaborare una strategia di risparmio per il bilancio del Parlamento.

Si potrebbe obiettare che molti di questi punti si riferiscono ai bilanci futuri, più che al bilancio 2009; ad ogni modo, ritengo che, nella valutazione di qualsiasi bilancio o discarico, sia importante guardare al futuro mettendo in pratica gli insegnamenti del passato.

 
  
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  Richard Ashworth (ECR). - (EN) Signor Presidente, per il sedicesimo anno la Corte dei conti ha presentato solo una dichiarazione di affidabilità qualificata, che indebolisce, per il sedicesimo anno consecutivo, la fiducia pubblica nell’integrità della gestione delle nostre questioni finanziarie. Riconosco l’impegno della Commissione verso il miglioramento, ma esprimerò il mio voto sulla concessione del discarico sulla base dei risultati e non delle intenzioni.

I revisori dei conti rilevano la presenza di errori materiali in troppe voci di bilancio. L’80 per cento delle nostre spese viene gestito congiuntamente agli Stati membri ed è quindi evidente che questi ultimi devono assumersi una maggiore responsabilità. È altrettanto evidente che la Commissione deve sollecitare l’impegno verso il raggiungimento di questo obiettivo. Fino a quando non vedrò le prove di un miglioramento significativo, continuerò a votare contro il discarico del bilancio.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE).(FR) Signor Presidente, desidero innanzi tutto congratularmi con tutti i relatori per l’eccezionale lavoro che hanno svolto sul discarico e mi fa piacere che il Consiglio partecipi a questa discussione.

La questione legata alla sede di Strasburgo del Parlamento europeo riguarda l’identità europea e non può essere ridotta a un mero risparmio di denaro. Affronto l’argomento oggi in quest’Aula, durante la discussione sul discarico 2009, perché il simbolo della riconciliazione franco-tedesca viene trattato da alcuni membri della commissione per il controllo dei bilanci come una benedizione o un modo facile per ridurre i costi.

La questione delle spese del Parlamento riguarda anche me. Propongo di tenere le tornate a Strasburgo piuttosto che a Bruxelles, in modo da garantire la massima efficienza, a livello di costi, della nostra sede parlamentare di Strasburgo. Propongo di realizzare il nostro obiettivo di risparmio in altri modi, ad esempio abolendo l’indennità di soggiorno del venerdì per i nostri colleghi e le indennità di soggiorno per i giornalisti. L’Europa è già un polo d’attrazione per i giornalisti anche senza indennità di soggiorno.

Non dovremmo usare il bilancio come una giustificazione per occuparci di una questione importante che va oltre le competenze di controllo dei bilanci e, a questo proposito, mi congratulo con il nostro relatore, l’onorevole Itälä, per il prezioso lavoro svolto in merito al discarico.

In conclusione, giacché stiamo discutendo su come risparmiare, propongo di riorganizzare il sistema dei rimborsi ai gruppi di visitatori finanziati. Non penso che sia corretto rimborsare il capogruppo in contanti il giorno stesso della visita senza prendersi la briga di controllare a quanto ammontano le spese del gruppo. Questo dà una cattiva impressione della nostra istituzione, dato che la cifra prevista per il rimborso supera a volte la spesa reale. Sarebbe ragionevole che i gruppi inviassero una stima delle spese prima della visita e che il Parlamento depositasse un acconto direttamente sul conto bancario, versando poi il saldo dietro presentazione delle ricevute delle spese effettivamente sostenute, ovviamente entro un tetto massimo di spesa.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE).(PT) Signor Presidente, signor Commissario, Presidente Becsey, onorevoli colleghi, innanzi tutto vorrei congratularmi con tutti i relatori per l’eccellente lavoro svolto. Nel mio intervento, vorrei porre l’accento in particolare sulla voce 5 relativa alle spese amministrative e operative delle diverse istituzioni, che rappresentano meno del 6 per cento del bilancio annuale dell’Unione europea.

Al di là di questo importo, è essenziale applicare i principi del risparmio, dell’efficienza e dell’efficacia. Il risparmio va promosso e incentivato soprattutto nell’esecuzione del bilancio. Allo stesso tempo, non dobbiamo in alcun modo incentivare o promuovere il pieno utilizzo dei fondi per ogni voce di bilancio.

Occorre seguire la linea del rigore e dell’austerità e garantire al Parlamento le risorse necessarie per assicurare l’eccellenza delle attività legislative. Per quanto riguarda l’interpretazione e la traduzione, ritengo fondamentale che i deputati possano esprimersi e lavorare nella propria lingua. In questo modo, diamo sostanzialmente significato al motto “unità nella diversità”.

Ritengo che, anziché avere bilanci puramente incrementali, dovremmo avere bilanci a base zero all’inizio di ogni sessione parlamentare ; i bilanci istituzionali dovrebbero inoltre essere pluriennali. I controlli non devono essere sinonimo di burocrazia, poiché quest’ultima rappresenta sempre un costo inutile. Dovrebbe prevalere il principio della fiducia all’interno delle istituzioni.

Infine, l’occasione del discarico non deve essere usata per discutere delle politiche che necessitano di un ampio consenso, come la revisione dei trattati. Ritengo ad esempio inappropriato inserire nelle relazioni sul discarico la discussione sulle questioni relative ai posti di lavoro.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE). (DE) Signor Presidente, onorevoli membri del Consiglio e della Commissione, onorevoli colleghi, vorrei fare alcune osservazioni sulle agenzie di cui mi sono occupato in qualità di membro della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.

In primo luogo, permettetemi di intervenire nell’eterna discussione che vede Strasburgo e Bruxelles in contrapposizione. Sono nettamente a favore di Strasburgo e ritengo che, in caso di dubbio, il Parlamento dovrebbe essere spostato a Strasburgo e non a Bruxelles. Strasburgo è un irrinunciabile simbolo dell’unità europea.

Alla commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare abbiamo osservato sei agenzie, le quali hanno conseguito risultati straordinari in termini di intensità e qualità del lavoro. La percentuale di errore si è ridotta notevolmente e colgo l’occasione per rivolgere un plauso al personale di queste agenzie.

Sono stati creati 104 nuovi posti di lavoro all’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che si occupa principalmente di monitorare i nostri progetti REACH. Nel caso dell’Autorità per la sicurezza alimentare (AESA), i controlli devono essere più accurati e bisogna aumentare la trasparenza. Abbiamo, inoltre, scoperto che i fondi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) non sono stati utilizzati completamente e non sono stati ancora assolti tutti i compiti. L’Agenzia europea per l’ambiente fornisce dati e cifre affidabili essenziali per il nostro lavoro e per le nostre decisioni future. Vorrei però che stabilissimo con maggiore precisione il risparmio totale dell’Unione in funzione dei progressi ambientali e che rendessimo note queste cifre. L’Agenzia europea per i medicinali stenta ancora a decollare, nonostante esista ormai già da qualche anno. Abbiamo rilevato errori contabili e un coordinamento inadeguato tra i servizi finanziari e scientifici.

In generale però la mia valutazione del lavoro delle agenzie è molto positiva.

 
  
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  Jens Geier (S&D).(DE) Signor Presidente, vorrei ringraziare l’onorevole Ulmer per il suo significativo contributo, in felice contraddizione con molte delle cose che sono state dette sulle agenzie nel corso della mattinata. È davvero triste che così tanti colleghi euroscettici in quest’Aula pensino subito alle agenzie quando si parla di tagli al bilancio.

Vorrei ricordarvi che, quando queste agenzie furono create, sembrava che i Primi ministri e i governi degli Stati membri dell’Unione europea non ne avessero mai abbastanza. Eppure adesso sembrano essere il flagello dell’Unione europea.

Mi fa piacere che sia stato annunciato uno studio della Corte dei conti europea sui costi di gestione delle agenzie che ci fornirà le basi per condurre una discussione più obiettiva.

Come ho detto nel corso del mio primo intervento, mi fa molto piacere che i rappresentanti della Presidenza ungherese siano qui con noi stamattina. Non è qualcosa che possiamo dare per scontato nell’ambito di una discussione sul discarico del Consiglio. Vorrei quindi rivolgermi direttamente a lei, Presidente Becsey, per dirle che mi fa piacere che il Consiglio sia disposto a riconoscere (così almeno mi sembra di aver capito dalle osservazioni dell’onorevole Deutsch) la necessità di trattare in maniera distinta le procedure di bilancio e la procedura di discarico.

Il Parlamento europeo rappresenta il popolo e richiede un’assunzione di responsabilità nell’uso del denaro dei contribuenti. Esigeremo quindi un atteggiamento responsabile da parte del Consiglio nell’utilizzo del denaro comunitario a lui destinato per finanziare il suo lavoro. Sicuramente potremmo negoziare su moltissime questioni, tra cui, ad esempio, l’evoluzione futura della procedura di discarico, ma vorrei chiedervi se davvero vi aspettate che il Parlamento europeo sia pronto a trattare su quanto ci spetta di diritto secondo i trattati. In fin dei conti, potrebbe portare solo a un indebolimento di questo diritto. Non vedo perché, in qualità di parlamentare europeo, lo dovrei fare.

Purtroppo non abbiamo molte occasioni per discutere in maniera congiunta; le sarei grato se, in quest’occasione, potesse dirci chi, all’interno del Consiglio, ostacola la necessaria trasparenza.

 
  
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  Jaroslav Paška (EFD). – (SK) Signor Presidente, mi interessava apprendere le informazioni sui problemi di comunicazione con il Consiglio europeo riguardo all’adempimento del suo capitolo del bilancio generale.

Per quanto ne so, uno dei compiti principali dei deputati parlamentari è di controllare l’esecutivo. Il Consiglio, la Commissione e le altre istituzioni europee gestiscono le risorse finanziarie dei cittadini europei in base alle norme stabilite. È quindi naturale che i rappresentanti eletti del popolo eseguano controlli per conto dei contribuenti per accertarsi che le istituzioni gestiscano il loro denaro con accortezza e in ottemperanza delle norme stabilite. Funziona così in tutti gli Stati democratici. Per questo, non riesco a capire perché il Consiglio europeo si rifiuti di collaborare nella valutazione del suo bilancio.

Non ci interessa sapere se l’onorevole Sarkozy o l’onorevole Merkel frequentano questo o quel ristorante, né vogliamo conoscere il modello della loro ventiquattrore o le firme dei vestiti che indossano. Chiediamo di sapere come gestiscono le risorse pubbliche dei contribuenti; siamo pienamente autorizzati a chiederlo e loro sono tenuti a fornire queste informazioni.

 
  
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  Zsolt László Becsey, Presidente in carica del Consiglio. (HU) Signor Presidente, ho solo due minuti per rispondere e li vorrei usare per concentrarmi su alcuni punti. In primo luogo, vorrei ribadire che siamo pronti a raggiungere un accordo a lungo termine nella discussione tra il Consiglio e il Parlamento. Solo così potremo risolvere il problema della legittimità, citato anche dall’onorevole Gräßle. So bene che il Parlamento è un organo eletto direttamente, ne facevo parte anch’io. Ad ogni modo, anche il Consiglio ha i suoi rappresentanti legittimi ed entrambe le istituzioni partecipano alla pari alla procedura di discarico, l’una fornendo raccomandazioni e l’altra occupandosi del discarico finale. Nella raccomandazione presentata abbiamo distinto la procedura di bilancio dalla procedura di discarico.

Intendo richiedere la nomina di una delegazione che si occupi di negoziare per conto del Parlamento e noi ci impegneremo a raggiungere un accordo tramite la delegazione di rappresentanza politica del Parlamento. Non è positivo trascinarci ancora questi problemi. L’importanza di chiarire quali dati il Consiglio è tenuto o meno a fornire risulta chiaramente anche dal memorandum d’intesa che abbiamo presentato. In questo modo, promuoveremo la presentazione delle varie amministrazioni. Successivamente ci può essere richiesto di fornire i dati che il Consiglio è tenuto a presentare.

Per quanto riguarda la questione delle dichiarazioni nazionali, sollevata più volte, propongo di risolverla durante la discussione sul regolamento finanziario. So che sono state avanzate alcune proposte a questo riguardo. Dovremo tenere conto del fatto che la questione è piuttosto complessa per alcuni Stati membri; ad ogni modo, ripeto, la tratteremo in maniera approfondita in un’altra discussione.

Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato l’opportunità di intervenire e vorrei invitare nuovamente tutti gli onorevoli colleghi a fare in modo che il rapporto tra i due organi o istituzioni competenti in materia di discarico non si trasformi in una sfida sul ring. Discutiamone e cerchiamo di trovare un accordo per evitare che la questione si riduca a uno scambio di e-mail tra le segreterie e le burocrazie.

 
  
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  Algirdas Šemeta, membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, questa discussione conferma il fatto che il Parlamento e la Commissione condividono la stessa visione per il futuro e ritengono sia necessario migliorare le politiche e i programmi, dando così un valore aggiunto ai cittadini europei. A mio avviso, ci stiamo muovendo nella giusta direzione e la Commissione si sta occupando delle importanti questioni sollevate, quali l’introduzione di dichiarazioni sulla gestione, una maggiore automaticità nell’applicazione delle sanzioni e il lavoro sui recuperi.

Vorrei ringraziare, in particolare, l’onorevole Grässle per il lavoro svolto sul regolamento finanziario. A mio avviso, è molto importante che la proposta presentata dalla Commissione relativa all’introduzione di dichiarazioni sulla gestione venga approvata, poiché, in questo modo, gli Stati membri, ora responsabili dell’80 per cento del vostro bilancio, avrebbero una maggiore responsabilità. Prevedo che, se riusciamo a snellire e a rendere più automatica l’applicazione della procedura di sospensione dei pagamenti, il discarico 2010 evidenzierà una maggiore incidenza di pagamenti sospesi e un ricorso facilitato a questo strumento.

Ci stiamo anche occupando, insieme agli Stati membri, della questione dei recuperi e abbiamo fornito al relatore numerose informazioni a riguardo. Penso che, lavorando insieme, troveremo il modo di migliorare la situazione. Le sanzioni vanno bene, ma dobbiamo anche proporre incentivi per agevolare l’attività degli Stati membri.

Siamo tutti d’accordo sui progressi concreti raggiunti nella semplificazione delle norme e abbiamo esposto le nostre opinioni sull’argomento. Queste proposte verranno prese in considerazione durante la preparazione dei nuovi programmi per il prossimo quadro finanziario pluriennale. Sono pienamente d’accordo: disponiamo di una legislazione sugli appalti pubblici davvero complessa e vengono commessi troppi errori in questo settore. Per questo motivo, la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica sulla semplificazione e sul miglioramento delle norme sugli appalti pubblici, la quale, mi auguro, condurrà a un sistema più semplice ed efficiente.

Il regolamento del personale va rivisto e il mio collega, il Commissario Šefčovič si sta appunto occupando della revisione del regolamento del personale. La questione è certamente complessa e occorre prendere in esame tutti i delicati aspetti legati alla semplificazione; detto ciò, alcune disposizioni del regolamento sono davvero obsolete e devono essere riesaminate e riviste.

La Commissione risponderà formalmente alle vostre raccomandazioni nella relazione di controllo che verrà presentata dopo l’estate, anche se, come potete vedere, ci stiamo già adoperando per rafforzare la gestione del bilancio comunitario e migliorare i risultati dei nostri programmi, in attesa di collaborare sulla questione.

 
  
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  Jorgo Chatzimarkakis, relatore. (DE) Signor Presidente, innanzi tutto vorrei ringraziare nuovamente il Commissario a nome del Parlamento per la sua eccellente collaborazione. Lei ha sollevato nuovamente alcune questioni e dovremmo riprendere il nostro lavoro proprio partendo da queste. Le chiedo di estendere i nostri ringraziamenti anche ai suoi colleghi, poiché abbiamo avuto numerosi scambi con molti di loro, in particolare con il Commissario Cioloş e il Commissario Hahn, che sono stati molto collaborativi e ai quali la prego di riferire il mio messaggio.

Vorrei ringraziare il Presidente Becsey, Presidente in carica del Consiglio, per essersi espresso in termini espliciti. È stato molto chiaro e, anche se le sue parole possono non piacerci, dobbiamo riconoscere che è stato trasparente. Le siamo grati per questo. Ritengo che la sua presenza qui sia giusta e, anche se non c’è bisogno di dirlo, è un bene che lei sia qui.

Ho lasciato per ultimi i ringraziamenti al Presidente della Corte dei conti, Vitor Caldeira, con cui il Parlamento collabora sempre in maniera aperta e positiva. Le siamo davvero grati per questo. Non potremmo svolgere il nostro lavoro senza il suo contributo, su cui si basa il nostro discarico. Vorremmo che lei, Presidente Caldeira, svolgesse in futuro un ruolo più importante nella valutazione del controllo di gestione. Il futuro dell’Unione europea non dipende solamente da una gestione corretta e legale dei fondi, ma anche e soprattutto da un utilizzo efficace ed efficiente di questi fondi. Tutto questo rientra nel controllo di gestione ai sensi dell’articolo 318 del trattato di Lisbona. Il Parlamento gradirebbe che fosse organizzato un dibattito annuale sul controllo di gestione della Commissione e lei sarebbe invitato alla discussione in qualità di rappresentante della Corte dei conti europea. Porgo un sincero ringraziamento agli onorevoli colleghi e a tutti gli interessati.

 

7. Benvenuto
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  Presidente . − Interrompo momentaneamente la discussione per dare il benvenuto alla professoressa Dagmar Lieblová della Repubblica ceca, presidente della Theresienstadt Martyrs Remembrance Association, che si trova oggi nella galleria dei visitatori.

(Applausi)

La professoressa Lieblová si trova a Strasburgo insieme a 28 studenti di Praga e Amburgo che hanno collaborato a un progetto di ricerca biennale sul trasferimento da Amburgo al campo di concentramento di Theresienstadt di lavoratori cechi costretti al lavoro coatto.

È stata invitata a visitare il nostro Parlamento dal Vicepresidente Rouček e dall’onorevole Fleckenstein, e il suo progetto ha vinto un premio europeo.

Ringrazio la professoressa Lieblová e i suoi studenti poiché, grazie al loro importante contributo, ci hanno fatto comprendere meglio la storia europea e per l’impegno che hanno dimostrato nei confronti dei valori morali che ispirano l’Unione europea.

 

8. Discarico 2009 (seguito della discussione)
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  Presidente . − Riprendiamo ora la discussione sul discarico 2009 (39 relazioni).

 
  
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  Ville Itälä, relatore. (FI) Signor Presidente, quando nel mio intervento iniziale ho parlato della sicurezza del Parlamento, il Presidente Buzek mi ha immediatamente fatto notare che il tema era già stato discusso dall’Ufficio di Presidenza. Ne sono lieto data la sua importanza e ringrazio il segretario generale per aver agito rapidamente. Lo ringrazio, inoltre, per tutte le altre azioni intraprese che hanno portato a miglioramenti in quest’Assemblea. Nel 2009 si sono tenute le elezioni al seguito delle quali sono stati adottati nuovi statuti per gli assistenti e per i membri del Parlamento. Questi nuovi testi hanno comportato una serie di problemi e il segretario generale e il gruppo di lavoro Roth-Behrendt hanno presentato ottime modifiche.

Molti mi hanno chiesto perché presento il tema del viaggio tra Strasburgo e Bruxelles. Il motivo è che i contribuenti non capiscono perché sperperiamo il denaro delle loro tasse. Cosa accade quando le persone non capiscono? In Finlandia, di recente, ci sono state le elezioni. L’unico partito che ha ottenuto molti voti è stato quello degli euroscettici, che ha vinto con facilità. Se questa tendenza si diffonderà in Europa, sorgeranno seri problemi in settori importanti. Attualmente, la Finlandia non intende appoggiare il pacchetto per il Portogallo. Questi temi si influenzano a vicenda e per questo voglio spiegarvi che, a meno che non siamo pronti ad apportare dei cambiamenti nell’immediato, i cittadini non ci appoggeranno e noi falliremo proprio nei temi di maggiore importanza. Per questo, dobbiamo innanzi tutto risolvere le questioni meno significative.

 
  
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  Tamás Deutsch, relatore. (HU) Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio quanti hanno arricchito la discussione odierna con il proprio intervento. In qualità di relatore, o meglio in qualità di sostituto dell’onorevole Rivellini, presento al Parlamento europeo sette proposte di discarico relative a sette istituzioni europee molto importanti.

Nella sua relazione sul discarico, l’onorevole Rivellini propone al Parlamento europeo di concedere il discarico al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni, alla Corte di giustizia europea, alla Corte dei conti europea, al mediatore europeo, al garante europeo della protezione dei dati e ai rispettivi uffici. La discussione di oggi ha confermato che il Parlamento europeo ha raggiunto un accordo sull’argomento.

Une delle proposte dell’onorevole Rivellini riguarda il discarico al Consiglio europeo. Anche in questo caso, gli onorevoli membri e i gruppi del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo, ovvero il rinvio del discarico.

Accolgo con favore l’osservazione presentata durante la discussione di oggi dal ministro aggiunto Becsey. Ritengo che la Presidenza ungherese abbia compiuto significativi passi avanti. Se continueremo così, quando il Parlamento introdurrà nuovamente all’ordine del giorno, in autunno, il tema del discarico al Consiglio europeo, finalmente potrà concederlo sulla base di un accordo a lungo termine sulla procedura di discarico al Consiglio tra quest’ultimo e il Parlamento.

Alla luce di queste considerazioni, ringrazio nuovamente quanti hanno contribuito con il proprio impegno alla decisione presa dal Parlamento su questi sette argomenti.

 
  
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  Bart Staes, relatore. (NL) Signor Presidente, Commissario, ministro Deutsch, onorevoli colleghi, alla fine della discussione odierna, vorrei ringraziare apertamente la Corte dei conti europea. Il Presidente Caldeira è qui presente; non ha avuto l’opportunità di prendere la parola oggi, ma ha potuto intervenire qualche mese fa, in novembre, all’inizio dell’intero esercizio di discarico. Ringrazio lui, il suo team e i suoi colleghi, perché senza il lavoro svolto dalla Corte dei conti non saremmo riusciti a controllare così da vicino il bilancio europeo e quello di tutte le istituzioni subordinate. A mio parere, ha svolto un lavoro estremamente importante, non solo in merito alla relazione annuale, ma anche a quelle interlocutorie, le relazioni speciali, che ci hanno presentato.

A tal proposito, c’è ancora una lezione da imparare: credo che questo Parlamento stia prestando poca attenzione alle relazioni speciali. Dovremmo, invece, sfruttarle meglio: non solo discuterne in sede di commissione per il controllo dei bilanci, ma anche in seno a molte commissioni a mandato specifico, quali ad esempio la commissione per lo sviluppo e la cooperazione o la commissione per l’ambiente, qualora le relazioni riguardino questi specifici argomenti; in questo modo il lavoro svolto da voi, dai vostri colleghi e dagli altri lavoratori verrà apprezzato e i cittadini europei constateranno l’esistenza di controlli adeguati su come vengono spesi i soldi delle loro tasse.

Grazie per il lavoro che svolgete.

 
  
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  Presidente . − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà oggi alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (S&D) , per iscritto. – (PL) È raro che i membri del Parlamento europeo, solitamente divisi in otto gruppi, raggiungano l’unanimità. Durante le votazioni di oggi sui 39 discarichi per il 2009in merito alle esecuzioni dei bilanci delle singole istituzioni, abbiamo rinviato la decisione di concedere il discarico al Consiglio dell’Unione europea con 637 voti a favore, 4 contrari e 13 astensioni.

La decisione presa oggi dagli onorevoli colleghi è la conseguenza naturale degli avvenimenti degli ultimi mesi. I rappresentanti del Consiglio, compreso il segretario generale, non hanno accettato alcun invito rivolto dalla commissione per il controllo dei bilanci mirato a discutere le spese del Consiglio del 2009. Inoltre, non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle numerose domande specifiche, comprese quelle relative ai meccanismi di finanziamento del servizio europeo per l’azione esterna stabilito verso la fine del 2009 (la relazione Rivellini contiene una lista completa di domande). Se pensiamo alle difficili discussioni sulla spesa del Consiglio per il 2007 e il 2008 e alle molte concessioni accordate in merito dal Parlamento, la posizione di quest’anno risulta comprensibile. L’entrata in vigore del trattato di Lisbona prevede che entrambe le istituzioni raggiungano un accordo formale sulla revisione delle spese che sostituisca il trentennale gentlemen’s agreement. I cittadini hanno il diritto di richiedere trasparenza in merito alle finanze del Consiglio e del Parlamento. Per ora, non ci resta che attendere il 15 giugno 2011, quando il Consiglio dovrà fornire delle risposte alle domande degli onorevoli parlamentari.

 
  
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  Iliana Ivanova (PPE), per iscritto. – (BG) Il processo che mira al rispetto del regolamento e a migliorare la qualità della spesa e il monitoraggio delle spese legali non è un procedimento unico ma continuo, nonché la nostra principale responsabilità nei confronti dei cittadini europei, che non capiscono perché, a metà 2011, stiamo ancora discutendo sul bilancio 2009. In base alle discussioni preliminari in vista di una discussione interistituzionale, possiamo abbreviare la procedura, senza però intaccarne la qualità. Il controllo delle spese dei fondi europei migliorerebbe in misura considerevole se fossero disponibili dati e metodi specifici di valutazione dei sistemi di gestione e di controllo utilizzati negli Stati membri, dato che tassi di errore dello zero per cento sono discutibili. Le agenzie nazionali avrebbero potuto rilevare e rettificare almeno il 30 per cento degli errori commessi prima della certificazione da parte della Commissione europea. Gli Stati membri e la Commissione devono intraprendere le azioni necessarie al rispetto del regolamento e adottare misure atte a eliminare immediatamente gli errori rilevati.

 
  
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  Vladimír Maňka (S&D), per iscritto. – (SK) Relazione sul discarico 2009 per l’adempimento del bilancio generale dell’Unione europea, sezione I, Parlamento europeo.

Dobbiamo costantemente far fronte a numerose mancanze che ci impediscono di usare le nostre risorse in maniera efficiente. In qualità di relatore principale per il bilancio UE 2010 per il settore “Altre divisioni”, mi sono imbattuto in esempi concreti di cattiva gestione sia nel settore dei servizi di sicurezza, dove i costi per la sicurezza sono in costante aumento, sia in quello della traduzione e dell’uso efficiente delle risorse traduttive, sia in altri settori. IL carico di lavoro burocratico sta registrando aumenti sostanziali con la conseguente necessità di risorse aggiuntive. Serve, pertanto, una valutazione esaustiva degli organici e nuove risorse. È necessario trovare un equilibrio tra dipendenti interni e fornitori esterni per quanto riguarda la politica di sicurezza e nel settore informatico e immobiliare. I problemi interni di ogni istituzione fanno dimenticare l’importanza di una migliore cooperazione interistituzionale.

La maggior parte dei problemi in aumento hanno un denominatore comune: sfruttiamo molto poco gli studi indipendenti quando si tratta di usare le risorse e organizzare il lavoro. Quest’anno dobbiamo, quindi, sfruttare questi studi in settori ben definiti.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), per iscritto. – (FR) Concordo pienamente con la decisione della commissione per il controllo dei bilanci di rinviare la concessione del discarico all’Agenzia europea per i medicinali, alla luce di argomentazioni a mio parere molto serie. Sottolineo, in particolare, la mancanza di garanzie in merito all’indipendenza degli esperti e dei gestori e, di conseguenza, il potenziale conflitto di interessi. Questo argomento è particolarmente rilevante se consideriamo che alcuni farmaci pericolosi e responsabili della morte di numerose persone in Europa sono stati ritirati dal mercato con grande ritardo.

 
  
  

(La seduta, sospesa alle 11.30, riprende alle 12.00)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ANGELILLI
Vicepresidente

 

9. Turno di votazioni
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  Presidente . − L’ordine del giorno reca il turno di votazioni.

(Per i risultati dettagliati della votazione: vedasi processo verbale)

 

9.1. Discarico 2009: Corte di giustizia (A7-0137/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

9.2. Discarico 2009: Mediatore europeo (A7-0116/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

9.3. Discarico 2009: Garante europeo della protezione dei dati (A7-0117/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

9.4. Discarico 2009: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie (A7-0149/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.5. Discarico 2009: Collegio europeo di polizia (A7-0150/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.6. Discarico 2009: Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea (A7-0119/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.7. Discarico 2009: Centro europeo per la formazione professionale (A7-0106/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.8. Discarico 2009: Agenzia comunitaria di controllo della pesca (A7-0118/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.9. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza aerea (A7-0123/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.10. Discarico 2009: Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie (A7-0107/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.11. Discarico 2009: Agenzia europea per le sostanze chimiche (A7-0127/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.12. Discarico 2009: Agenzia europea dell’ambiente (A7-0122/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.13. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza alimentare (A7-0146/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.14. Discarico 2009: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (A7-0120/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.15. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza marittima (A7-0132/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.16. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (A7-0105/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.17. Discarico 2009: Agenzia ferroviaria europea (A7-0125/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.18. Discarico 2009: Fondazione europea per la formazione (A7-0109/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.19. Discarico 2009: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (A7-0104/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.20. Discarico 2009: Agenzia di approvvigionamento di Euratom (A7-0144/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.21. Discarico 2009: Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (A7-0108/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.22. Discarico 2009: EUROJUST (A7-0133/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.23. Discarico 2009: Agenzia europea per la gestione del coordinamento operativo alle frontiere esterne (FRONTEX) (A7-0145/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.24. Discarico 2009: Autorità europea di sorveglianza del GNSS (A7-0103/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.25. Discarico 2009: Impresa comune “ARTEMIS” (A7-0126/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.26. Discarico 2009: Impresa comune “CLEAN SKY” (A7-0128/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.27. Discarico 2009: Impresa comune (Iniziativa tecnologica congiunta concernente i medicinali innovativi) (A7-0129/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.28. Discarico 2009: Impresa comune SESAR (A7-0124/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

9.29. Richiesta di difesa dell’immunità parlamentare di Luigi de Magistris (A7-0152/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)
 

– Prima della votazione

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE) . – Signora Presidente, desidero solo un chiarimento, vorrei cioè sapere se la votazione che ci apprestiamo ad effettuare deriva da una procedura automatica o da una specifica richiesta avanzata dall’onorevole de Magistris, che si è distinto in questi anni per aver attaccato i privilegi della casta dei politici, dichiarando che bisogna difendersi nel processo e non cercare scappatoie per evitarlo. Vorrei insomma capire se è l’onorevole in questione a chiedere l’immunità o si tratta invece di una procedura automatica.

Signora Presidente, vorrei chiarisse questo aspetto, perché se è l’onorevole De Magistris a voler evitare il processo.....

(La Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Presidente . – Onorevole Silvestris, posso rispondere? Lei ha chiesto se è l’onorevole de Magistris a chiedere l’immunità o se la procedura è automatica? A chi ha rivolto questa richiesta?

Mi dicono che è l’onorevole de Magistris che ha fatto la richiesta di difesa dell’immunità.

 

9.30. Richiesta di difesa dell’immunità parlamentare dell’on. Bruno Gollnisch (A7-0154/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)
 

– Prima della votazione

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI).(FR) Signora Presidente, se mi è concesso, parlerò per due minuti, dato che non è prevista né una discussione né una dichiarazione di voto orale, e questa mancanza mi stupisce vista la procedura. Di che cosa stiamo parlando? Di una espressione politica per cui è stata intrapresa un’azione legale da…

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Presidente . – Mi dispiace ma dobbiamo procedere al voto. Onorevole lei ha avuto già modo di rappresentare la sua posizione.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI).(FR) Finora questi due criteri obiettivi…

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Presidente . – Onorevole, l’ha fatto anche ieri! Comunque non è previsto dal regolamento. Mi dispiace, procediamo al voto.

 

9.31. Richiesta di revoca dell’immunità parlamentare dell’on. Bruno Gollnisch (A7-0155/2011, Bernhard Rapkay) (votazione)

9.32. Accordo sulla protezione e lo sviluppo sostenibile dell’area del Parco di Prespa (A7-0078/2011, Kriton Arsenis) (votazione)

9.33. Accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (A7-0142/2011, Carmen Fraga Estévez) (votazione)

9.34. Congelamento e divulgazione del patrimonio dei debitori nei contenziosi transfrontalieri (A7-0147/2011, Arlene McCarthy) (votazione)
 

– Prima della votazione

 
  
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  Arlene McCarthy, relatore. (EN) Signora Presidente, non è stato possibile intavolare una discussione e presentare la relazione e ringrazio i miei colleghi degli altri gruppi politici che hanno appoggiato la mia raccomandazione.

Vorrei segnalare alla Commissione e al Consiglio che questo è l’inizio della campagna del Parlamento per fornire nuovi diritti ai nostri cittadini vittime di frode. Le disposizioni paneuropee per il congelamento e alla trasparenza degli attivi patrimoniali dei truffatori sono inefficaci perché attualmente i criminali la fanno franca, mentre le vittime devono pagare le conseguenze oltre a spese legali molto elevate. Con questo voto richiediamo quindi alla Commissione di presentare al più presto proposte legislative mirate ad affrontare questa ingiustizia e ridare potere ai nostri cittadini vittime del crimine.

 

10. Benvenuto
Video degli interventi
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  Presidente . – Ora colleghi devo leggere un messaggio del Presidente Jerzy Buzek.

“Ho il piacere di informarvi che oggi abbiamo l’onore di dare il benvenuto all’onorevole Bogdan Borusewicz, Presidente del Senato polacco, all’onorevole Irena Degutienė, Presidente del Seimas della Repubblica di Lituania, e all’onorevole Volodimir Litvin, Presidente della Verchovna Rada ucraina.

I tre presidenti si sono oggi riuniti al Parlamento europeo per una sessione straordinaria dell’Assemblea interparlamentare dei parlamentari delle Repubbliche di Lituania, Polonia e Ucraina. Quest’assemblea è radicata nella tradizione della Confederazione polacco-lituana che per oltre due secoli ha rappresentato i confini dell’Europa, intesa come progetto politico, culturale e di civiltà.

L’incontro di quest’assemblea parlamentare oggi a Strasburgo segna il 220° anniversario dell’adozione della Costituzione del 3 maggio, la prima Costituzione in Europa.

 

11. Turno di votazioni (proseguimento)
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11.1. Discarico 2009: Sezione III - Commissione (A7-0134/2011, Jorgo Chatzimarkakis) (votazione)

11.2. Relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione 2009 (A7-0135/2011, Jorgo Chatzimarkakis) (votazione)

11.3. Discarico 2009: Parlamento europeo (A7-0094/2011, Ville Itälä) (votazione)
 

– Prima della votazione sul paragrafo 129.

 
  
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  Astrid Lulling, a nome del gruppo PPE. – (FR) Signora Presidente, a nome del mio gruppo, vorrei presentare un emendamento orale a questo paragrafo. Si tratta di un emendamento piuttosto tecnico, ma comunque importante. Propongo di sostituire i verbi al futuro presenti ai punti i), ii) e iii) con verbi al passato visto che le misure cui si fa riferimento nei passaggi citati sono state attuate più di due anni fa. È inutile, quindi, richiedere per il futuro qualcosa che è già in atto nel presente. Ritengo che persino questo venerabile Parlamento possa accettare questo principio fondamentale.

Il punto dovrebbe quindi riportare: “[il Parlamento europeo accoglie positivamente il fatto che] i) la possibilità di percepire una pensione ridotta a partire dall’età di 50 anni e quella di ricevere sotto forma di capitale l'equivalente del 25 per cento dei diritti pensionistici sia stata abolita; ii) l’età pensionabile prevista dal regime passata sia stata innalzata da 60 a 63 anni; iii) i gestori del fondo siano stati chiamati ad adottare […]”.

(Applausi)

 
  
 

(L’emendamento orale è accolto)

 

11.4. Discarico 2009: Consiglio (A7-0088/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

11.5. Discarico 2009: Corte dei conti (A7-0138/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

11.6. Discarico 2009: Comitato economico e sociale (A7-0136/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

11.7. Discarico 2009: Comitato delle regioni (A7-0139/2011, Crescenzio Rivellini) (votazione)

11.8. Discarico 2009: 8°, 9° e 10° Fondo europeo di sviluppo (FES) (A7-0140/2011, Bart Staes) (votazione)

11.9. Discarico 2009: Agenzia europea per i medicinali (A7-0153/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

11.10. Discarico 2009: Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (A7-0130/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

11.11. Discarico 2009: Impresa comune per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione (A7-0131/2011, Georgios Stavrakakis) (votazione)

11.12. Preferenze commerciali autonome d’urgenza per il Pakistan (A7-0069/2011, Vital Moreira) (votazione)
 

– Prima della votazione sull’emendamento n. 33

 
  
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  Pablo Zalba Bidegain (PPE) . (EN) Signora Presidente, nel paragrafo 2 dell’articolo 9 bis, dopo le parole “su richiesta di uno Stato membro”, vorremmo aggiungere la frase “di una persona giuridica o di un'associazione non avente personalità giuridica che agisca per conto dell'industria dell'Unione” per rendere il regolamento coerente con le altre tutele che abbiamo approvato, quale ad esempio la clausola di salvaguardia inserita nell’accordo di libero scambio con la Corea del Sud.

 
  
 

(L’emendamento orale è accolto)

– Prima della votazione sulla risoluzione legislativa

 
  
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  Vital Moreira, Presidente della commissione INTA. (EN) Signora Presidente, come presidente della commissione per il commercio internazionale, ho il mandato della commissione per chiedere di rinviare la votazione sulla risoluzione legislativa. Naturalmente, questa richiesta non rispecchia la mia posizione personale.

 
  
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  Algirdas Šemeta, membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, la Commissione concorda con la proposta di rinviare la votazione sulla risoluzione legislativa.

 
  
 

(Il Parlamento approva il rinvio in commissione)

 

11.13. Disposizioni transitorie per gli accordi bilaterali conclusi da Stati membri e paesi terzi in materia di investimenti (A7-0148/2011, Carl Schlyter) (votazione)

11.14. Concessione di ulteriore assistenza macrofinanziaria a favore della Georgia (A7-0053/2011, Vital Moreira) (votazione)

12. Dichiarazioni di voto
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Dichiarazioni di voto orali

 
  
  

Relazione Rivellini (A7/0137/2011).

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - (EN) Signora Presidente, un miliardo qui, un miliardo là, e presto parleremo di soldi veri. Le somme stanziate dall’Unione europea per questi salvataggi fanno apparire insignificante la spesa interna dei nostri governi nazionali. Il Regno Unito da solo finora ha stanziato 7 miliardi di sterline a favore dell’Irlanda e sta per sborsare altri 4,2 miliardi di sterline per il Portogallo.

Sette miliardi di sterline superano il valore di tutti i tagli apportati alla previdenza sociale nel nostro paese messi insieme – e tutto questo in nome di una strategia che sta fallendo palesemente. Quando ci accordammo per il salvataggio della Grecia, ci dissero che esso sarebbe bastato per scoraggiare gli speculatori, che la Grecia avrebbe contratto prestiti concorrenziali sul mercato e che non sarebbe stati necessari ulteriori interventi. Ora, tuttavia, vediamo la Grecia negoziare un default e ulteriori prestiti alla luce del sole.

È chiaro che non rivedremo più quei soldi. È anche chiaro che stiamo violando la legge. Questi salvataggi non soltanto non sono autorizzati dai trattati, sono espressamente vietati e, quel che è peggio, sono deleteri per i paesi beneficiari. Si tratta di una truffa, di uno schema Ponzi, in cui i governi e le banche sono in combutta tra loro per erogare soldi ai banchieri e agli obbligazionisti europei, prevedendo di essere rimborsati dai comuni contribuenti europei. L’Irlanda e la Grecia ora sono costrette a contrarre altri prestiti per finanziare il Portogallo, mentre contemporaneamente l’Irlanda e il Portogallo sono costrette a contrarre prestiti per stanziare fondi a favore della Grecia.

Permettetemi di concludere citando il mio compatriota Rudyard Kipling.

“Riterrai che sia più saggio dire:--

“Non pagheremo mai nessun Danegeld,

Per quanto irrisorio sia;

Poiché quel gioco si conclude con l’oppressione e la vergogna,

E la nazione che vi gioca è perduta!”

 
  
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  Ashley Fox (ECR). - (EN) Signora Presidente, oggi abbiamo votato i conti del 2009 in un momento in cui i governi di tutta Europa sono costretti ad adottare misure di austerità: tagliano le spese e aumentano le tasse. Tuttavia, qui all’Unione europea, la Commissione chiede sempre più denaro ogni anno che passa, e ogni anno la Corte dei conti risponde che il denaro non viene speso bene.

La Corte dei conti sostiene che i conti del 2009, che abbiamo appena votato, sono concretamente soggetti a errori ed è per questo che sono molto lieto che i conservatori britannici e i nostri amici conservatori europei abbiano votato contro il discarico di quei conti. L’Unione europea dovrebbe amministrare molto meglio il denaro dei contribuenti.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - (EN) Signora Presidente, quando i miei elettori mi chiedono del bilancio dell’Unione europea, una delle cose che non comprendono, specialmente nel difficile momento che attraversiamo, è perché spendiamo tutti questi soldi. In tempi in cui il nostro governo è costretto a operare tagli e ad abbassare il livello della spesa pubblica e in cui i governi di tutta l’Unione sono obbligati a fare esattamente lo stesso, perché, in primo luogo, l’UE chiede più denaro per i suoi bilanci e le sue prospettive finanziarie e, in secondo luogo, perché non riesce a spenderlo con efficienza?

Come ha dichiarato prima il mio collega, onorevole Fox, i conti dell’Unione europea relativi all’esercizio 2009 erano pieni zeppi di errori. È 15 anni che non vengono approvati, ed è da 15 anni che i nostri elettori ci domandano perché non spendiamo meglio il loro denaro. È tempo che mettiamo ordine in casa nostra. Qualunque cosa pensiate dell’Unione europea, è giusto, senza ombra di dubbio, spendere i soldi dei contribuenti in modo saggio.

 
  
  

Relazione Itälä (A7-0094/2011)

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI).(FR) Signora Presidente, ho votato contro la concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio del Parlamento, non tanto per motivi finanziari, quanto per motivi politici, dato che quest’Assemblea è tutt’altro che un Parlamento. Qui non si discute, non vi è alcuna possibilità di dibattere, persino quando sono in gioco i diritti fondamentali di uno dei suoi deputati.

Al di là della mia persona, provo vergogna per la nostra istituzione. È invischiata nel “politicamente corretto”. Non vi è alcun confronto di idee. Non vi è alcuna vera libertà di espressione. Tutto è conformismo. Passiamo il tempo a fare un lavoro che sarebbe molto meglio svolgesse un’agenzia di tecnici che si occupa di armonizzare le norme o le regole e, a parte questo, giochiamo a fingerci le Nazioni Unite. Voi difendete i diritti umani in Guatemala e in Indonesia: in qualunque parte del mondo in cui non avete alcuna giurisdizione. Siete incapaci di difendere i diritti di uno dei vostri colleghi deputati. Provo vergogna per questo Parlamento; è un Parlamento inutile e un Parlamento di inutili.

 
  
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  Hannu Takkula (ALDE). - (FI) Signora Presidente, desidero dire qualche parola in merito al bilancio dell’UE. Prima di tutto, penso sia importantissimo rendere trasparenti e aperte le modalità con cui il Parlamento europeo spende il proprio denaro. In Europa stiamo effettivamente attraversando un periodo in cui tutti gli Stati membri sono costretti a tagliare i bilanci e a lesinare su ogni centesimo, perciò anche noi dobbiamo adottare la stessa politica. È assolutamente fondamentale che apertura e trasparenza abbiano un ruolo centrale in tutto ciò che facciamo.

Esistono però alcuni piccoli ambiti, in apparenza di poco conto, in cui alcuni desideravano operare tagli. A mio parere, questo genere di servizi culturali e di premi culturali, come il premio LUX, il cui taglio comporterebbe risparmi nell’ordine di poche decine di migliaia di euro, non costituiscono i settori più indicati in cui risparmiare, perché abbiamo visto come la cultura e il settore della creatività si sono rivelati di recente fonti di crescita. A questo proposito, quando tagliamo è bene evitare settori che sono fonti di crescita per l’Unione europea, bensì concentrarsi sulle pastoie burocratiche, che non producono nessuna crescita.

Infine, spero che le riforme agli stipendi di noi eurodeputati, e che sono state approvate, saranno attuate contemporaneamente dovunque, in ciascuno Stato membro dell’Unione europea. Questo perché ho appreso che questa riforma si fondava sull’idea che tutti i deputati al Parlamento europeo avrebbero percepito lo stesso stipendio, e anche di questo devono tenere conto gli Stati nazionali nelle loro prassi fiscali.

 
  
  

Relazione Moreira (A7-0069/2011)

 
  
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  Jens Rohde (ALDE).(DA) Signora Presidente, non siamo stati in grado di votare oggi la risoluzione finale sul Pakistan in quest’Aula, ma desidero ardentemente sottolineare che penso sia assolutamente ragionevole e che questo sia il momento giusto per aiutare il Pakistan ad affrontare la difficilissima situazione in cui versa. L’Unione europea ha erogato 415 milioni di euro in aiuti d’emergenza al Pakistan, e questo è positivo. Un altro fatto positivo è che stiamo prendendo l’iniziativa di eliminare i dazi doganali su alcuni importanti prodotti esportati da quelle zone, ovvero il tessile e la pelletteria. Lo stiamo facendo perché la nostra esperienza dimostra che, in linea di massima, il libero scambio è un bene. Tuttavia, devo dire che, allo stesso tempo, trovo sia deplorevole e un po’ ipocrita fare promesse indefinite e dichiarare che, se le iniziative che stiamo adottando nei confronti del Pakistan funzioneranno, le interromperemo, ovvvero ripristineremo le barriere doganali. Penso che il Parlamento debba cambiare opinione circa il modo in cui affrontare la questione. Pertanto, forse è stato opportuno rimandare la votazione sulla risoluzione.

 
  
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  Claudio Morganti (EFD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, anche se la votazione è stata rinviata, io resto fortemente contrario alla relazione perché non voglio veder morire un settore – quello tessile – che è stato per secoli la vera forza economica e propulsiva della mia terra, la Toscana.

Oggi stiamo concedendo l’eliminazione dei dazi sui prodotti tessili al Pakistan: dopo potrebbe essere il turno dell’India e poi di chissà quale altro Stato. Questo è il frutto della scellerata politica commerciale dell’Unione europea. Successivamente alle inondazioni, il Pakistan era già stato aiutato dall’Europa con quasi mezzo miliardo di euro. Sembra che gli aiuti vengano concessi anche per non rischiare pericolose derive antidemocratiche. Ma non è in Pakistan che si nascondeva il più ricercato e pericoloso terrorista della storia? Ne erano veramente all’oscuro le autorità pakistane? Lo scorso anno anche la regione del Veneto era stata colpita da gravissime alluvioni, che avevano messo in ginocchio numerose imprese tessili locali.

Con la firma di questo accordo rischiamo che gli sforzi fatti per ritornare a produrre risultino essere totalmente vani. I produttori tessili, soprattutto i più piccoli, sembrano ormai essere stati abbandonati dall’Europa, dove comandano i grandi produttori che hanno delocalizzato. Ma noi della Lega ci batteremo fino alla fine per conservare e far crescere una preziosa risorsa dei nostri territori.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL). - (EN) Signora Presidente, sei mesi dopo le inondazioni in Pakistan, l’ONU parlò di crisi umanitaria di proporzioni epiche. Sono trascorsi altri tre mesi e la risposta dell’UE e dell’OMC è ancora assolutamente insufficiente.

Ho votato a favore della concessione al Pakistan di preferenze commerciali di emergenza nell’Unione europea per il tessile e per altri prodotti affinché esse non siano semplicemente una misura simbolica che riempia le tasche delle corrotte élite pakistane. Chiedo che i sindacati democratici svolgano un efficace controllo sui maggiori introiti, per far sì che il denaro sia impiegato per ricostruire scuole e ospedali nelle zone colpite dalle inondazioni.

Una grave minaccia agli interessi collettivi di tutti i lavoratori pakistani è stata portata alla mia attenzione dalla Federazione dei lavoratori progressisti del Pakistan. Mi oppongo allo scandaloso tentativo e alla minaccia espressa dal governo del paese di non consentire più ai sindacati di organizzarsi a livello nazionale.

 
  
  

Relazione Schlyter (A7-0148/2011)

 
  
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  Alfredo Antoniozzi (PPE). – Signora Presidente, il Trattato di Lisbona indica gli investimenti diretti esteri fra le questioni attinenti la politica commerciale comune e, sulla base dell’articolo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’Unione ha competenza esclusiva in questa materia.

In seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, gli Stati membri hanno mantenuto in vigore numerosi accordi con paesi terzi in materia di investimenti diretti esteri. Se vogliamo evitare che questi accordi interferiscano con le norme previste dal Trattato, non possiamo non adottare le norme e le misure contenute nella relazione del collega Schlyter.

L’adozione di provvedimenti sostitutivi degli accordi esistenti è l’unico mezzo per assicurare un elevato grado di protezione agli investitori e per fare in modo che i loro diritti vengano riconosciuti e garantiti attraverso la certezza giuridica di tali accordi. Il progetto va sicuramente in questa direzione e per questo ho espresso voto favorevole.

 
  
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  Antonello Antinoro (PPE). - Signora Presidente, ho espresso voto favorevole per questa relazione perché sono assolutamente convinto della necessità di controllare gli investimenti europei all’estero in un momento di grande crisi e incertezze economiche. Infatti, con l’entrata in vigore del nuovo Trattato, la competenza sulla protezione degli investimenti passa dagli Stati membri all’Unione.

Auspico tuttavia che la Commissione presenti a settembre una relazione che definisca le linee strategiche in materia. Bisogna disciplinare la fase di passaggio ed è essenziale che, attraverso un processo di autorizzazione, siano mantenuti gli accordi bilaterali in materia di investimenti conclusi dagli Stati membri e che questi ultimi siano autorizzati, a determinate condizioni, a rinegoziare gli accordi in vigore o a perfezionare quelli in corso di adozione e ad avviare negoziati per la conclusione di ulteriori accordi.

La certezza giuridica rimarrà tuttavia relativa fintantoché la transizione del regime di protezione degli investimenti non sarà completata e non saranno fissate le scadenze per gli accordi bilaterali in materia di investimenti già conclusi dagli Stati membri. Un periodo di transizione è quindi necessario per gestire tale passaggio e, allo scopo di evitare vuoti giuridici, il regolamento in oggetto lascia alla competenza degli Stati membri la gestione dei Trattati.

In considerazione di quanto sopra detto, ribadisco il mio auspicio che la Commissione definisca in tempi brevi le opportune linee strategiche.

 
  
  

Relazione Moreira (A7-0053/2011)

 
  
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  Jens Rohde (ALDE).(DA) Signora Presidente, oggi abbiamo votato lo stanziamento di 46 milioni di euro in assistenza macrofinanziaria alla Georgia. Ovviamente, questi fondi non saranno concessi senza porre come condizione una gestione economica responsabile e trasparente. Questo, ovviamente, è importante, ma è importante anche ricordare che è nel nostro interesse erogare tale denaro, perché la Georgia è importantissima dal punto di vista geopolitico. Il paese ha subito un doppio colpo: prima c’è stata la guerra con la Russia nell’agosto del 2008, poi la crisi finanziaria mondiale. Essa sta ancora soffrendo per le conseguenze dell’embargo commerciale imposto dalla Russia. Perciò è nell’interesse dell’Unione europea sostenere il governo pro-occidentale che intende avviare le riforme: è questo che abbiamo fatto con la votazione odierna.

 
  
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  Adam Bielan (ECR).(PL) Signora Presidente, la Georgia è un paese strategicamente importante, soprattutto per i paesi situati nella parte orientale dell’Unione europea. Inoltre, essa partecipa al programma del Partenariato orientale, che mira a rafforzare la cooperazione con gli Stati membri dell’Unione europea. Il paese accorda grande importanza al perseguimento di politiche pro-euroatlantiche.

Il recente conflitto russo-georgiano dell’agosto 2008 ha dimostrato quanto sia importante che questo paese resti all’interno della sfera della politica europea. Il programma di assistenza macrofinanziaria per rafforzare l’economia georgiana, in piedi dal 2009, perciò è ancora fondamentale per l’ulteriore sviluppo di rapporti politici ed economici positivi, anche in relazione alla sicurezza nazionale. Perciò sono assolutamente d’accordo con la proposta della Commissione europea di stanziare ulteriori fondi per sovvenzioni e prestiti volti a migliorare la situazione finanziaria della Georgia.

 
  
  

Dichiarazioni di voto scritte

 
  
  

Relazione Rivellini (A7-0137/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), per iscritto. (PT) Voto a favore di questa proposta in quanto sono d’accordo con le procedure di discarico, che propongono adeguati stanziamenti per ciascuna rubrica.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore di questa relazione e ho approvato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico alla Corte di giustizia per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009. Nel corso della preparazione della relazione annuale relativa all’esercizio 2009, la Corte ha effettuato una valutazione approfondita dei sistemi di supervisione e di controllo nell’ambito della Corte di giustizia, che comprendevano analisi relative alle risorse umane e ad altre spese amministrative. Tale valutazione ha dato risultati molto positivi, tranne che per le osservazioni riguardanti un contratto concluso per la prestazione di servizi. Approvo quanto suggerito dalla Corte dei conti, ovvero che la Corte di giustizia deve preparare e coordinare meglio le procedure di appalto. La Corte di giustizia ha incontrato difficoltà nell’assunzione di interpreti di conferenza qualificati, nonché limitazioni rispetto all’esigenza di utilizzare una serie di tecniche interpretative per essere in grado di soddisfare, qualitativamente e quantitativamente, tutte le richieste di interpretariato. Concordo con il relatore sul fatto che la Corte di giustizia debba riferire in merito nella sua prossima relazione annuale, data l’importanza dell’interpretazione per il corretto funzionamento del lavoro giuridico.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul bilancio della Corte di Giustizia perché ritengo che la sua correttezza formale e sostanziale sia il risultato di un lavoro di altissimo livello di tutto il personale di questa istituzione.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. (PT) Accolgo positivamente l’esauriente analisi contenuta in questa relazione e svolta dalla Corte dei conti, e auspico che vi sia un continuo scambio di migliori pratiche tra le istituzioni, nonché un’efficace collaborazione interistituzionale in materia di sviluppo e l’attuazione di un sistema gestionale integrato. La relazione mette in evidenza alcune situazioni che occorre ancora vagliare, e spero che esse siano tenute in debito conto. Quindi appoggio e valuto positivamente le conclusioni del relatore.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio della Corte di giustizia europea per l’esercizio 2009. Ho dato il mio voto favorevole in quanto, a seguito dei controlli operati dalla Corte dei conti e dalla commissione per il controllo dei bilanci, è risultato che tutte le operazioni effettuate si sono svolte in piena legittimità e correttezza.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. (EN) Ho votato per la concessione del discarico alla Corte di giustizia, pur rilevando i risultati non sempre positivi in termini di snellimento delle procedure. Vedo con favore l’aumento del numero di cause concluse dalla Corte di giustizia (377 sentenze e 165 decisioni rispetto a 333 e 161, rispettivamente, nel 2008), constato il numero di casi di sentenze pregiudiziali, il più elevato mai raggiunto (302), e giudico con favore la diminuzione del numero di cause pendenti a fine 2009 (741 cause rispetto a 768 cause a fine 2008). Tuttavia, noto con preoccupazione che il tribunale nel 2009 aveva rilevato una riduzione del numero di cause giunte a sentenza e un aumento della durata dei processi e che, di conseguenza, benché il numero di nuove cause nel 2009 fosse inferiore (568 nuove cause rispetto alle 629 del 2008), le cause pendenti arretrate hanno continuato ad aumentare (passando da 1178 nel 2008 a 1191 nel 2009). Inoltre sono lieto che il Tribunale della funzione pubblica ha portato a conclusione più cause che mai (155) e che la durata media delle procedure sia stata pari a 15,1 mesi rispetto ai 17 mesi del 2008.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. (PT) Tenendo conto della dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle operazioni sottostani fornita dalla Corte dei conti ai sensi dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ho votato a favore di questa decisione, la quale concede al Cancelliere della Corte di giustizia il discarico per l’esecuzione del bilancio della Corte stessa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Si concede al Cancelliere della Corte di giustizia il discarico per l’esecuzione del bilancio della Corte di giustizia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. Con la risoluzione odierna, il Parlamento europeo concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia per l’esecuzione del bilancio della Corte di giustizia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo rileva che, nel corso dell’elaborazione della relazione annuale concernente l’esercizio 2009, la Corte dei conti ha compiuto una valutazione approfondita dei sistemi di supervisione e controllo della Corte di giustizia, del Mediatore europeo e del Garante europeo della protezione dei dati, che ha compreso l’esame di un campione supplementare di operazioni di pagamento relative alle risorse umane e ad altre spese amministrative.

 
  
  

Relazione Rivellini (A7-0116/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore di questa relazione e concordo con la decisione di concedere il discarico al Mediatore europeo per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009. Nel corso della redazione della relazione annuale relativa all’esercizio 2009, la Corte dei conti ha svolto una valutazione approfondita dei sistemi di supervisione e di controllo della Corte di giustizia, del Mediatore e del Garante europeo per la protezione dei dati, che ha compreso l’esame di un ulteriore campione di operazioni che comportavano pagamenti relativi alle risorse umane e ad altre spese amministrative. La Corte dei conti ha rilevato che il Mediatore non ha adottato le disposizioni generali in merito alle procedure per l’assunzione di personale temporaneo, benché il rispettivo articolo del Regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea preveda che ciascuna istituzione lo faccia. Concordo con il relatore sul fatto che tale omissione può riguardare gran parte del personale del Mediatore perché la maggior parte dei posti concessi sono temporanei. Il Mediatore deve riferire in merito ai progressi compiuti in questo ambito nella sua relazione annuale di attività. La Corte dei conti ha indicato nella sua relazione annuale che la revisione contabile non ha dato luogo a ulteriori osservazioni di rilievo rispetto al Mediatore.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul bilancio del Mediatore europeo poiché, memore della relazione sulla sua attività, e dei rilievi che in quella occasione ebbi modo di porre, ritengo che le procedure contabili siano state rispettate, che la gestione complessiva possa considerarsi buona e che negli anni a venire si possano migliorare quegli aspetti finora ritenuti controversi.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. (PT) Condivido le conclusioni della revisione dei conti contenute nella relazione annuale della Corte dei conti. Giudico altresì positivamente l’applicazione dei principali indicatori delle prestazioni contenuti nel Piano annuale di gestione, il fatto che gli obiettivi per il 2009 sono stati conseguiti e la decisione del Mediatore di pubblicare la sua dichiarazione di interessi annuale sul suo sito web. Infine, condivido le conclusioni del relatore e apprezzo la qualità della relazione annuale di attività del Mediatore, vedo altresì positivamente l’inclusione del seguito dato nel corso dell’anno alle precedenti decisioni di discarico del Parlamento.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei in primo luogo ringraziare il relatore per l’ottimo lavoro svolto nell’intera procedura di discarico. Con il voto odierno, ho supportato la richiesta di concessione del discarico relativo all’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009, Sezione VIII – Mediatore europeo. La Corte dei conti, responsabile del controllo finanziario esterno, ha dichiarato, dopo un’attenta valutazione del bilancio, di aver ottenuto una garanzia ragionevole dell’affidabilità dei conti annuali dell’esercizio 2009 e della legittimità e regolarità delle relative operazioni. Plaudo, inoltre, alla decisione del Mediatore di pubblicare la dichiarazione annuale degli interessi del Mediatore anche sul sito web del Mediatore stesso e mi unisco ai complimenti espressi dalla Corte dei Conti sulla qualità della relazione annuale d’attività presentata dal Mediatore.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. (EN) Ho votato per la concessione del discarico al Mediatore e noto, con soddisfazione, che nel 2009 egli è stato in grado di dare una mano in quasi il 77% di tutte le denunce e ha trattato il 70% delle indagini in meno di un anno, inoltre constato con piacere che la durata media delle indagini si è abbassata a 9 mesi (dai 13 mesi del 2008).

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. (PT) Tenendo conto della dichiarazione di affidabilità dei conti e della legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti fornita dalla Corte dei conti ai sensi dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ho votato a favore di questa decisione, la quale concede al Mediatore europeo il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Si concede al Mediatore europeo il discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al Mediatore europeo per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009. Sottolineo che il Parlamento europeo accoglie con favore il fatto che nel 2009 il Mediatore sia riuscito ad apportare il suo contributo a quasi il 77% delle denunce e abbia trattato il 70% delle indagini in meno di un anno. Si accoglie con favore il fatto che la durata media delle indagini si sia ridotta a 9 mesi (rispetto ai 13 mesi del 2008).

 
  
  

Relazione Rivellini (A7-0117/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore di questa relazione e appoggio la decisione di concedere il discarico al Garante europeo per la protezione dei dati per l’attuazione del suo bilancio per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha dichiarato nella sua relazione annuale che la revisione contabile non ha rilevato significative lacune relative al GEPD. Nel corso dell’elaborazione della Relazione annuale per l’esercizio 2009, la Corte dei conti ha condotto una valutazione approfondita dei sistemi di gestione e di controllo relativi al GEPD. Essa comprendeva l’esame di un ulteriore campione di operazioni di pagamento legate alle risorse umane e ad altre spese amministrative. La Corte dei conti ha rilevato che in talune circostanze il GEPD potrebbe correre il rischio di effettuare pagamenti indebiti al personale. Approvo la proposta della Corte dei conti di chiedere al personale del GEDP di presentare a intervalli congrui una documentazione che attesti la loro situazione personale, e al GEDP di migliorare i propri sistemi per ottenere un monitoraggio e controllo tempestivo di tali documenti.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale del Garante europeo della protezione dei dati poiché, nonostante alcuni dati controversi e meno trasparenti di quanto richiesto, il GEPD ha mostrato la volontà di impegnarsi a intraprendere ulteriori processi di verifica ex-post dal 2011 in poi.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. (PT) Mi rallegro per le conclusioni della revisione contabile eseguita dalla Corte dei conti, la cui relazione annuale osserva che detta revisione non ha dato luogo a osservazioni di rilievo. Considero positivamente anche la pubblicazione annuale delle dichiarazioni degli interessi finanziari dei componenti eletti dell’istituzione, contenenti informazioni rilevanti sugli incarichi e le attività remunerati, o sulle attività professionali soggette a dichiarazione. Infine, accolgo positivamente la conclusione del relatore in merito alla richiesta avanzata nei confronti del Garante europeo della protezione dei dati di includere un capitolo nella sua prossima relazione annuale di attività – esercizio 2010 – contenente informazioni dettagliate sul seguito dato nel corso dell’anno alle decisioni di discarico del Parlamento.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. (EN) Ho votato per concedere il discarico al Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) ma osservo quanto rilevato dalla Corte dei conti, ovvero che il GEDP non aveva posto in essere, all’occorrenza, un sistema di verifica ex-post, come previsto dal regolamento finanziario, e che le norme di controllo interno da lui adottate non prevedevano che eventuali eccezioni alle procedure finanziarie ordinarie fossero debitamente segnalate in un registro centrale.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. (PT) Tenendo conto della dichiarazione di affidabilità dei conti e di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti fornita dalla Corte dei conti ai sensi dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ho votato a favore di questa decisione, la quale concede al Garante europeo della protezione dei dati il discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Si concede al Garante europeo della protezione dei dati il discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009. Sottolineo che il Parlamento europeo accoglie con favore il fatto che nel corso dell’elaborazione della relazione annuale sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009, la Corte dei Conti abbia svolto una valutazione approfondita dei sistemi di supervisione e controllo presso la Corte di Giustizia.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0149/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore di questa relazione. La Corte dei conti ha nuovamente richiamato l’attenzione del Parlamento europeo su una grande quantità di riporti di fondi non spesi da diverse agenzie nell’esercizio 2009. Concordo con il relatore che le agenzie in questione dovrebbero intensificare gli sforzi per migliorare la pianificazione e la programmazione finanziaria e di bilancio. Ritengo inoltre che la spesa delle agenzie debba essere prevedibile e che occorra trovare una soluzione che rispetti il principio di annualità del bilancio dell’Unione. Le agenzie devono intensificare i propri controlli interni per garantire una corretta applicazione dei contratti e delle procedure di appalto. Inoltre, è importante salvaguardare appieno l’indipendenza del personale e degli esperti dell’agenzia. La Commissione deve fornire al Parlamento una panoramica dettagliata dei criteri applicati per garantire l’indipendenza del personale assunto. Sono d’accordo sul fatto che ogni agenzia debba formulare un programma di lavoro pluriennale, in conformità con la strategia dell’Unione nel settore di cui si occupa. Tale programma di lavoro è importante per consentire a un’agenzia di organizzare meglio le proprie attività, per garantire una migliore valutazione dei relativi rischi e per adottare efficaci disposizioni organizzative per attuarne la strategia.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per le prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell’UE poiché trovo che la relazione sia oggettiva, seria e indipendente. Le criticità sono adeguatamente sottolineate, così come gli elementi positivi. Con relazioni di questo livello, purché nei prossimi anni si dia un seguito a quanto indicato, la qualità delle amministrazioni comunitarie non potrà che aumentare, spingendo al ribasso il fondamento per le lamentele di chi critica l’Unione europea.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. (PT) Negli ultimi anni, si è registrata una crescita senza precedenti del numero di agenzie, pertanto il gruppo di lavoro inter-istituzionale sulle agenzie gioca un ruolo fondamentale, quanto quello della prossima relazione speciale della Corte dei conti, con uno studio sulle prestazioni di tali agenzie e un’analisi comparativa dei loro costi. È importante tenere presenti gli innumerevoli punti deboli rilevati dalla Corte dei conti, e ridurne rapidamente l’ampiezza.

Quindi concordo con il relatore circa l’esigenza di migliorare la trasparenza delle previsioni e la responsabilità dei progetti; di rafforzare le loro procedure di autorizzazione degli appalti a livello di decisione di finanziamento e di programma di lavoro; di correggere le carenze nell’assunzione del personale, e di migliorare l’obiettività e la trasparenza; e di applicare e attenersi al regolamento finanziario che sono tenuti a rispettare.

Infine, desidero congratularmi con il relatore per il suo lavoro, e chiedo a tutte le agenzie di includere le conclusioni adottate.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI), per iscritto.(FR) Ogni anno, il Parlamento europeo adotta una relazione sulle agenzie europee a margine delle discussioni sul discarico di bilancio. E ogni anno i risultati sono gli stessi: sprechi, carenze nelle procedure di assunzione e di appalto, riporti e annullamenti di troppi stanziamenti … Non è necessario scoprire frodi, come nel caso del Comitato economico e sociale europeo, per emettere un verdetto di cattiva gestione.

Ogni volta, tuttavia, il Parlamento fa finta di notare dei progressi e concede il discarico. Quel che è peggio: non mette mai in discussione la politica della Commissione di esternalizzazione nei confronti di tali agenzie, il cui obiettivo non sembra essere tanto quello di un’efficace attuazione delle politiche dell’Unione europea, quanto quello di fornire a ciascuna delle principali città dell’Unione la sua piccola quota di istituzioni europei. La spinosa questione dell’efficacia e dell’utilità di tali agenzie purtroppo continua a restare senza risposta, anno dopo anno.

Le poche agenzie che analizzano le proprie prestazioni lo fanno in conformità alle procedure e ai processi imposti loro e non in riferimento a risultati concreti. Le agenzie sono utili soprattutto … alle agenzie. È per questo che ci siamo rifiutati di concedere il discarico a numerose agenzie e ci siamo astenuti sulle risoluzioni che le accompagnavano.

 
  
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  Cătălin Sorin Ivan (S&D), per iscritto. (EN) Appoggio la relazione dell’onorevole Stavrakakis sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie dell’Unione europea perché sottolinea soprattutto l’esigenza di incoraggiarle a formulare, quindi ad aggiornare periodicamente, una situazione globale in cui delineare i propri circuiti finanziari e i compiti degli attori finanziari e operativi. Inoltre, essa ricorda alle agenzie l’importanza di garantire appieno l’indipendenza del loro personale e dei loro esperti. Essa auspica, nel complesso, un processo più costruttivo e trasparente.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. Signora Presidente, onorevoli colleghi, mi complimento con il lavoro svolto dal relatore e da tutti coloro che hanno partecipato alla stesura dei testi relativi alla concessione del discarico per l’esercizio finanziario 2009. Possiamo dire, in termini generali, che i risultati raggiunti nel 2009 sono migliori dei precedenti, ma è però vero che, anche con riferimento a questo esercizio finanziario, la Corte dei conti ha rilevato, per più di un’agenzia, un elevato livello di riporti e annullamenti di stanziamenti operativi, nonché un elevato numero di storni. Alcune agenzie hanno, inoltre, mostrato diverse carenze nell’ambito delle procedure di appalto. Sicuramente il contesto odierno, caratterizzato da una forte crisi economica, va ampiamente considerato nel momento in cui ci si accinge ad effettuare analisi e valutazioni, ma è altrettanto importante sottolineare la necessità di un miglioramento generale della gestione delle sovvenzioni.

 
  
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  Monica Luisa Macovei (PPE), per iscritto. (EN) Ho votato a favore della relazione “Discarico 2009: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell’Unione europea” al fine di riconoscere l’esigenza di migliorare ulteriormente il funzionamento di tutte le agenzie dell’UE. La procedura di discarico per l’esercizio 2009 ha rivelato che sono necessarie azioni immediate in tema di trasparenza e di efficienza. Per migliorare la trasparenza nelle agenzie dell’Unione europea, tutte le 21 agenzie e la Commissione devono pubblicare un elenco di tutti i contratti assegnati negli ultimi tre anni, nonché una relazione sui membri del personale che passano da un’agenzia all’altra, inoltre devono applicare il prima possibile norme più severe in materia di conflitti di interesse.

Inoltre, per le future procedure di discarico, il direttore di ogni agenzia dell’UE deve presentare al Parlamento la propria relazione redatta dal Servizio audit interno. Per migliorare l’efficienza nel funzionamento e nella spesa delle agenzie dell’Unione europea, occorre prendere veramente in considerazione la possibilità di accorpare i consigli di amministrazione delle agenzie che operano in ambiti correlati. Inoltre, la Commissione deve presentare una valutazione della fattibilità dell’accorpamento delle agenzie UE che svolgono attività sovrapponibili.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. (EN) Ho votato a favore di questa relazione, ma sono preoccupato per i risultati dell’analisi della Corte dei conti, la quale ha individuato carenze nelle procedure di appalto di varie agenzie. Invito le agenzie a intensificare i propri controlli interni per far sì che i contratti e le procedure di aggiudicazione degli appalti siano correttamente applicati. Il Parlamento non è disposto ad accettare la cronica incapacità di mettere in piedi un sistema di controlli che eviti o rilevi per tempo errori persistenti che compromettono la legittimità e la regolarità delle operazioni delle agenzie.

Esorto, a tal riguardo, le agenzie:

- a migliorare la trasparenza delle previsioni e la responsabilità dei progetti;

- a rafforzare le loro procedure di autorizzazione degli appalti a livello di decisione di finanziamento e di programma di lavoro;

- a garantire che la comunicazione delle deroghe nella loro relazione annuale di attività avvenga in maniera esaustiva;

- a garantire che sia dato opportunamente seguito alle eventuali irregolarità;

- a porre in essere controlli ex-post e a riferire in merito.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), per iscritto.(FR) Ho votato a favore della relazione sul discarico 2009: prestazioni, gestione finanziaria e controllo delle agenzie dell’Unione europea. Se vogliamo che il Parlamento svolga seriamente il proprio ruolo di autorità competente in tema di discarico, gli eurodeputati devono aver accesso a informazioni più esaurienti e dettagliate sulla gestione di bilancio e finanziaria delle agenzie. Constatiamo che le responsabilità sono condivise, ma che sembrano anche essere diluite. Pertanto, la Commissione europea, benché sia rappresentata nei consigli di amministrazione, ci ricorda, in merito agli errori contabili commessi dal Collegio europeo di polizia (CEPOL), che un’agenzia è “un’entità dotata di una propria personalità giuridica e pienamente autonoma sul piano amministrativo, anche dal punto di vista finanziario.” Ma il consiglio di amministrazione talvolta delega la responsabilità amministrativa al solo direttore esecutivo. Infine, il Parlamento europeo decide di concedere o di non concedere il discarico a un’agenzia sulla base delle relazioni piuttosto succinte del revisore esterno e dipende dalla buona volontà del direttore esecutivo per le informazioni supplementari. Ritengo sia assolutamente fondamentale colmare questa lacuna legislativa concernente le relazioni del Servizio audit interno (SAI) sulle agenzie e proporre una soluzione che conceda al Parlamento poteri concreti.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Osservo che la Corte dei conti ha richiamato ancora una volta l’attenzione su un gran numero di riporti e di annullamenti di stanziamenti operativi effettuati da diverse agenzie nell’esercizio 2009. Noto altresì l’esistenza di linee di bilancio inutilizzate e un alto numero di storni in alcune delle agenzie, perciò vorrei invitare le agenzie in questione a intensificare gli sforzi per migliorare la loro pianificazione e programmazione finanziaria e di bilancio.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0150/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore di questa relazione e concordo sulla necessità che il Parlamento europeo rinvii la sua decisione di concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio del Collegio europeo di polizia per l’esercizio 2009. Nella sua relazione, la Corte dei conti ancora una volta ha espresso un giudizio con riserva sulla legittimità e regolarità delle operazioni su cui sono basati i conti. Il Collegio continua a non rispettare il regolamento finanziario per quanto riguarda le norme sugli appalti pubblici. Gran parte del bilancio complessivo del Collegio contiene irregolarità. La Corte dei conti ha individuato gravi carenze nelle norme amministrative e finanziarie che disciplinano le spese per l’organizzazione di corsi e seminari, che rappresentano una quota significativa delle spese operative del Collegio. Concordo con il relatore che è inaccettabile che il regolamento finanziario riveduto del Collegio non sia mai entrato in vigore e che, di conseguenza, tutti i contratti di assunzione siano illegittimi. Nell’interesse di una maggiore trasparenza, il Collegio dovrebbe mettere a disposizione direttamente il suo bilancio, il quale dovrebbe comprendere un elenco delle sue decisioni in materia di contratti e di appalti e dovrebbe essere pubblicato sul suo sito web.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. –Ho votato contro l’autorizzazione al discarico 2009 per il Collegio europeo di polizia, come suggerito dal relatore, perché nemmeno io sono convinta dalle inusuali procedure adottate nell’arco del periodo di competenza. Ritengo che maggiori approfondimenti siano necessari per permettere una spiegazione più approfondita e dettagliata, che dimostri la regolarità di quanto contabilizzato.

 
  
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  Marielle De Sarnez (ALDE), per iscritto.(FR) Per il secondo anno consecutivo, non siamo stati in grado di concedere il discarico al Collegio europeo di polizia (CEPOL) per l’esercizio 2009. Il piano d’azione pluriennale formulato in seguito all’individuazione dei problemi gestionali dell’agenzia è poco chiaro, e la relazione di valutazione non ci permette di comprendere appieno le misure messe in atto. Il Collegio, di fatto, ha migliorato le sue prestazioni nel 2010, dopo la partenza del suo ex direttore, Ulf Göransson, il quale è stato chiamato a rispondere all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e alla Corte dei conti in merito alle sue spese irregolari, per non dire fraudolente. Tuttavia, è comunque inaccettabile che questa agenzia, fondata nel 2006, non sia ancora riuscita a soddisfare i criteri di buona amministrazione. Occorre ripensare la struttura stessa del CEPOL, che è evidentemente troppo piccolo per poter funzionare autonomamente, considerate le complesse regole che è tenuto a rispettare in quanto agenzia. Dobbiamo inoltre chiedere perché questa agenzia, il cui compito è quello di organizzare seminari di addestramento per alti funzionari di polizia nazionali, debba avere la necessità di una sede propria invece che essere collegato all’Europol, l’Ufficio europeo di polizia con sede all’Aia, che tutti elogiano per l’efficacia dei suoi servizi.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il presente voto il Parlamento europeo ha deciso di non concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Accademia europea di polizia per l’esercizio 2009, ma di rinviarne la decisione. Ed in effetti, la nostra decisione si basa sulla considerazione della Corte dei conti, che ha espresso un giudizio con riserva sulla legittimità e regolarità delle operazioni su cui erano basati i conti dell’Accademia europea di polizia, in ragione del fatto che le procedure di aggiudicazione degli appalti non erano conformi alle disposizioni del regolamento finanziario. Mi unisco, pertanto, alla richiesta formulata all’Accademia e al suo consiglio d’amministrazione, volta ad ottenere la comunicazione, all’autorità di discarico, entro il 30 giugno 2011, delle azioni intraprese e dei miglioramenti introdotti in relazione a tutti i punti irregolari e/o lacunosi che sono stati sollevati nel corso dello svolgimento della procedura.

 
  
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  Monica Luisa Macovei (PPE), per iscritto. (EN) La relazione sul discarico 2009 per l’Accademia europea di polizia prevedeva il rinvio del discarico. Ho votato a favore di questa relazione affinché si riconoscessero i problemi strutturali che l’Accademia si trova ad affrontare ormai da anni.

Per l’esercizio 2009, quasi metà del denaro riportato al 2009 non è stato speso, e il 43% del bilancio 2009 è stato riportato al 2010. La Corte dei conti europea ha dichiarato che l’esecuzione del bilancio dell’Accademia è ostacolato da gravi debolezze ricorrenti nella sua programmazione e nel suo monitoraggio. Inoltre, si sono rilevate gravi e ripetute violazioni delle norme sugli appalti pubblici: in cinque procedure di appalto – per un valore totale di 455 111 euro – non si erano rispettate le regole. Anche la trasparenza resta un motivo di preoccupazione, dato che proseguono le irregolarità nella selezione del personale.

Parimenti, considero inaccettabile che non si sia indagato sull’ex direttore in relazione alle sue responsabilità in merito agli stanziamenti per l’Accademia, che sono stati utilizzati per finanziare spese private. Pertanto, sostengo la necessità di integrare l’Accademia nell’Europol in quanto questo è il modo migliore per conseguire una maggiore efficienza di spesa e per affrontare i problemi strutturali e cronici dell’Accademia stessa.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), per iscritto. (FR) Ho votato a favore del rinvio della decisione di concedere il discarico per l’esercizio 2009: la Corte dei conti ha espresso nuovamente un giudizio con riserva in merito alla legittimità e regolarità delle operazioni su cui si basano i conti per l’esercizio 2009. In particolare, la Corte ha individuato gravi carenze nell’attuazione delle norme finanziarie sugli appalti pubblici e delle norme che disciplinano la spesa per l’organizzazione dei corsi. La relazione evidenzia che gli stanziamenti di pagamento, equivalenti al 43% del bilancio complessivo, sono stati riportati al 2010, il che contrasta con il principio di annualità. Vorremmo che l’agenzia informasse il Parlamento in merito alle azioni intraprese e ai miglioramenti apportati, e chiediamo alla Corte dei conti di condurre un’apposita revisione riguardante l’attuazione del piano d’azione del Collegio europeo di polizia. Assieme ai miei colleghi, propongo di far confluire il Collegio nell’Europol, con sede all’Aia. Nutro seir dubbi in merito alla capacità del Collegio di risolvere i problemi strutturali legati alle sue piccole dimensioni, al trasferimento della sua segreteria a Bramshill (a 70 km da Londra) e ai suoi alti costi di gestione.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. (PT) Tenendo conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Collegio europeo di polizia (CEPOL) per l’esercizio 2009, nonché delle sue risposte, ho votato a favore di questa decisione di rinvio della concessione del discarico al direttore del CEPOL per l’esecuzione del rispettivo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Si rinvia la chiusura dei conti del Collegio europeo di polizia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo rinvia la decisione sul discarico al direttore dell’Accademia europea di polizia per l’esecuzione del bilancio dell’Accademia per l’esercizio 2009. Nelle sue relazioni sui conti annuali dell’Accademia relativi agli esercizi 2006 e 2007, la Corte dei conti ha espresso un giudizio con riserva sulla legittimità e regolarità delle operazioni su cui erano basati tali conti in ragione del fatto che le procedure di aggiudicazione degli appalti non erano conformi alle disposizioni del regolamento finanziario. In particolare il Parlamento ritiene preoccupante che la Corte dei Conti abbia rilevato gravi carenze nelle norme amministrative e finanziarie che disciplinano le spese per l’organizzazione di corsi e seminari, che rappresentano una quota significativa delle spese operative dell’Accademia.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato per il rinvio del discarico. Data l’ingloriosa storia delle prassi finanziarie dell’Accademia europea di polizia, è fondamentale svolgere un’analisi dettagliata. In questo ambito, ritengo anche che sia deplorevole che la discussione sull’accorpamento – a mio parere ragionevole – dell’Accademia in EUROPOL sia stata nuovamente accantonata.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0119/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. (LT) Ho votato a favore della presente relazione e concordo con la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha giudicato affidabili i conti annuali per l’esercizio 2009 e legittime e regolari le operazioni su cui si basano. Giudico positivamente il piano del Centro di effettuare una revisione intermedia della sua strategia 2008-2012. Concordo con il relatore che il Centro debba sviluppare ulteriormente la valutazione delle sue prestazioni, migliorando i collegamenti tra le sue azioni strategiche e le azioni previste nel suo programma di lavoro e riesaminando gli indicatori per il monitoraggio delle sue prestazioni al fine di soddisfare i criteri SMART. Il Centro dovrebbe inoltre intraprendere un’azione più efficace per ovviare alla costante crescita della spesa nel suo bilancio.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per il Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea poiché ho riscontrato, nella relazione, una elevata precisione, una grande trasparenza e un notevole orientamento al risultato.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. (PT) Condivido e appoggio le osservazioni del relatore, e mi congratulo con il Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per il lavoro che svolge. Giudico positivamente anche la decisione del centro di condurre una revisione intermedia della sua strategia 2008-2012 e mi congratulo per le sue eccellenti prestazioni, avendo registrato un aumento del 41% dei servizi traduttivi rispetto al 2008.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei in primo luogo ringraziare il relatore per l’ottimo lavoro svolto. Come è noto, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di scarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno si conclude la procedura di controllo finanziario, attraverso la concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009 del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea, i cui conti sono risultati legittimi ed affidabili. Vorrei, infine, congratularmi con il Centro per avere presentato alla Corte dei Conti una comparazione tra le operazioni che sono state effettuate nel corso degli esercizi 2008 e 2009, onde consentire all’autorità di discarico di valutare meglio le prestazioni del Centro da un anno all’altro.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. (EN) Ho votato per concedere il discarico al Centro di traduzione. Tuttavia, chiedo al Centro di adottare misure più efficaci per porre rimedio al costante aumento della sua eccedenza; noto, infatti, che da anni il Centro registra un’eccedenza di bilancio accumulata in violazione del regolamento (CE) n. 2965/94, e che nel 2009 tale eccedenza ammontava a 24 000 000 di euro, mentre aveva raggiunto quota 26 700 000 di euro nel 2008, 16 900 000 di euro nel 2006, 10 500 000 di euro nel 2005 e 3 500 000 di euro nel 2004; constato che tale eccedenza è legata principalmente alla scarsa precisione delle previsioni relative alle richieste di traduzione provenienti dai suoi clienti. Vedo comunque di buon occhio l’iniziativa del Centro di restituire 11 000 000 euro ai propri clienti nel 2009; e sottolineo che, analogamente, nel 2007 il Centro aveva già restituito 9 300 000 di euro agli stessi.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. (PT) Tenendo conto della relazione della Corte dei conti sulla contabilità annuale del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per l’esercizio 2009, nonché delle risposte del centro stesso, ho votato a favore di questa decisione, che concede a detto centro il discarico per l’esecuzione del proprio bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. (EN) Si concede al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea il discarico per l’esecuzione del bilancio del centro per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna, il Parlamento europeo concede il discarico al direttore del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea sull’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo plaude al piano del Centro di effettuare una revisione intermedia della propria strategia 2008-2012 ma invita tuttavia il Centro a sviluppare ulteriormente la valutazione del proprio rendimento, migliorando le sinergie tra azioni strategiche e azioni previste nel programma di lavoro e rivedendo gli indicatori per monitorare il rendimento, al fine di rispettare i criteri SMART.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. − (DE) Ho votato a favore del discarico. Il Centro di traduzione è stato fondato nel 1994 per affrontare le sfide poste dal carattere multilingue dell’UE: una delle sue caratteristiche fondamentali, che ne testimonia la varietà culturale. L’agenzia si autofinanzia con i pagamenti delle istituzioni/organismi per i servizi erogati. La Corte dei conti europea ha dichiarato di aver concluso con ragionevole certezza che il bilancio 2009 è legittimo e regolare.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0106/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e la decisione di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali del Centro per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Nel 2011, il Centro intende rendere disponibili diagrammi di Gantt per tutte le principali attività operative, diagrammi che riportano il tempo dedicato a un progetto da ogni membro del personale e incoraggiano un approccio volto al conseguimento di risultati. Nel 2009, il Centro ha introdotto un sistema di misurazione del rendimento Eurofound rispetto alle sue priorità a medio termine 2009-2011 e al programma di lavoro annuale. L’introduzione di un siffatto sistema aiuta il Centro a gestire e valutare il proprio impatto, la propria efficienza, la propria efficacia e la propria rilevanza. Concordo con il relatore nell’affermare che l’istituzione dovrebbe continuare a migliorare la programmazione e il monitoraggio e rispettare il principio dell’annualità. Il Centro dovrebbe inoltre applicare più efficacemente i principi di bilancio della specificazione e della trasparenza.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale del Centro europeo per la formazione professionale (CEDEFOP) poiché ha condotto una gestione dei fondi egregia e in linea con le previsioni fatte in precedenza.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. Per una futura gestione finanziaria più efficiente, il Centro dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni dell’esercizio in corso e quelle dell’esercizio precedente in modo da permettere all’autorità responsabile del discarico di valutare più efficacemente le sue prestazioni da un anno all’altro.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Sono lieto che la Corte dei conti abbia dichiarato che le operazioni sottostanti ai conti annuali del Centro per l’esercizio 2009 sono legittime e regolari. Mi complimento con il Centro per aver introdotto nel 2009 un sistema di misurazione delle prestazioni, come anche per aver apportato modifiche alle sue procedure di assunzione a seguito delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti nella sua relazione del 2009; ciò ha contribuito a una maggiore trasparenza. Accolgo con favore le osservazioni del relatore con le quali concordo e mi congratulo con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per il suo operato.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il voto odierno, ho supportato la richiesta di concessione del discarico relativo all’esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esercizio 2009. La Corte dei conti, responsabile del controllo finanziario esterno, ha dichiarato, dopo un’attenta valutazione del bilancio del Centro, di aver ottenuto una garanzia ragionevole dell’affidabilità dei conti annuali dell’esercizio 2009 e della legittimità e regolarità delle relative operazioni. Plaudo, inoltre, al lavoro effettuato dal Centro europeo, in quanto è stato il primo a svolgere volontariamente un audit pilota sul quadro etico nel 2009.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore della concessione del discarico al Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale. Mi complimento con il Centro per aver introdotto nel 2009 un sistema di misurazione delle prestazioni rispetto alle sue priorità a medio termine per il periodo 2009-2011 e al programma di lavoro annuale, nonché per aver istituito un quadro di indicatori di rendimento al fine di monitorare i progressi compiuti e misurare prodotti, risultati e impatto; ritengo, in particolare, che l’introduzione di un siffatto sistema aiuti il Centro a gestire e valutare il proprio impatto, la propria efficienza, la propria efficacia e la propria rilevanza. Credo inoltre che tale sistema possa comportare ulteriori miglioramenti del bilancio per attività e un monitoraggio più attento degli stanziamenti di pagamento per evitare riporti.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esercizio 2009 e delle repliche del Centro, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore del Centro il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna, il Parlamento europeo concede il discarico al direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo esprime la propria soddisfazione per il fatto che la Corte dei Conti ha dichiarato legittime e regolari le operazioni sottostanti ai conti annuali relativi all’esercizio 2009 del Centro.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore del discarico. La Corte dei conti europea ha potuto confermare che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono legittimi e regolari. Il Centro, creato nel 1975, che analizza i sistemi di formazione professionale e fornisce informazioni in termini di politiche, ricerche e prassi in tale ambito, è più che mai necessario in un’epoca in cui si manifestano preoccupazioni in merito al livello di formazione e alla possibile carenza di manodopera specializzata. Andrebbe rivalutata soltanto la sua ubicazione in Grecia, sede alquanto remota che rende necessario un ufficio di contatto a Bruxelles.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0118/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Nel 2010 l’Agenzia ha adottato il suo programma di lavoro pluriennale per il periodo 2011-2015, documento importante al fine di garantire che l’Agenzia possa adottare soluzioni organizzative efficaci per attuare la sua strategia conseguendone i risultati. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni da un anno all’altro. L’Agenzia dovrebbe inoltre migliorare il proprio programma di lavoro annuale includendovi obiettivi specifici e misurabili sia a livello di ambito politico sia a livello di attività operative. L’Agenzia dovrebbe infine far fronte alle proprie lacune nella pianificazione delle assunzioni.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca per l’esercizio 2009 dopo aver preso visione dell’analisi che la Corte dei conti sta svolgendo, in cui si afferma che le sue operazioni sono legittime e regolari. Tra le sue attività, sottolineerei l’adozione del programma di lavoro pluriennale.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l’Agenzia comunitaria di controllo della pesca poiché ho apprezzato la correttezza, la chiarezza e la trasparenza del suo bilancio, e l’efficienza apportata da una pianificazione comprensibile e attuabile.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Sono lieto delle decisioni illustrate dettagliatamente nella relazione della Corte dei conti secondo cui le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Mi complimento con l’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) per l’adozione di un programma di lavoro pluriennale per il periodo 2011-2015, che consentirà di organizzare e realizzare meglio gli obiettivi proposti, oltre che per la creazione della struttura di audit interna (IAS), meccanismo di audit interno specializzato nel supporto e nella consulenza al direttore esecutivo dell’Agenzia e alla sua direzione.

Accolgo con favore le osservazioni del relatore con le quali concordo e mi complimento con l’Agenzia per il suo operato.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), per iscritto. – (PT) Attuare misure di controllo e ispezione dell’applicazione della politica comune della pesca (PCP) nella propria zona economica esclusiva dovrebbe essere appannaggio degli Stati membri che a tal fine dovrebbero godere di un sostegno sufficiente e adeguato al quale l’Unione dovrebbe contribuire.

Non neghiamo la necessità che vi siano modi affinché i vari Stati membri collaborino, si uniscano e coordinino le proprie attività per controllare e combattere la pesca illegale. Siamo tuttavia scettici quanto ai vantaggi della creazione dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) perché riteniamo che alcune sue competenze si scontrino con quelle degli Stati membri. È un accentramento che, a prescindere dal resto, non è vantaggioso in termini di efficacia, indispensabile, delle attività di controllo.

Abbiamo inoltre dichiarato il nostro disaccordo per quel che riguarda la rappresentatività del consiglio di amministrazione dell’Agenzia, il suo modello operativo e l’eccessivo peso della Commissione europea al suo interno, segnatamente a livello di sistema di voto. Vorremmo inoltre aggiungere che mentre per l’Agenzia viene stanziato un bilancio di 10 100 000 euro (esercizio 2009), agli Stati è stata già negata la possibilità che il contributo comunitario al finanziamento delle attività di controllo possa essere incrementato in linea con la proposta da noi presentata di recente in Parlamento che purtroppo è stata respinta dalla maggioranza.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), per iscritto. – (PT) Attuare misure di controllo e ispezione rispetto all’applicazione della politica comune della pesca (PCP) nella propria zona economica esclusiva dovrebbe essere appannaggio degli Stati membri che a tal fine dovrebbero godere di un sostegno sufficiente e adeguato al quale l’Unione dovrebbe contribuire.

Non neghiamo la necessità che vi siano modi affinché i vari Stati membri collaborino, si uniscano e coordinino le proprie attività per controllare e combattere la pesca illegale. Siamo tuttavia scettici quanto ai vantaggi della creazione dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) perché riteniamo che alcune sue competenze si scontrino con quelle degli Stati membri. È un accentramento che, a prescindere dal resto, non è vantaggioso in termini di efficacia, indispensabile, delle attività di controllo.

Abbiamo inoltre dichiarato il nostro disaccordo per quel che riguarda la rappresentatività del consiglio di amministrazione dell’Agenzia, il suo modello operativo e l’eccessivo peso della Commissione europea al suo interno, segnatamente a livello di sistema di voto.

Vorremmo inoltre aggiungere che mentre per l’Agenzia viene stanziato un bilancio di 10 100 000 euro (esercizio 2009), agli Stati è stata già negata la possibilità che il contributo comunitario al finanziamento delle attività di controllo possa essere incrementato in linea con la proposta da noi presentata di recente in Parlamento che purtroppo è stata respinta dalla maggioranza.

 
  
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  Pat the Cope Gallagher (ALDE), per iscritto. – (GA) L’Agenzia comunitaria di controllo della pesca è stata creata nel 2005 per garantire che gli Stati membri rispettino le norme della politica comune della pesca. L’Agenzia, che ha sede a Vigo in Spagna, è molto importante in termini di controllo della pesca e coordinamento degli Stati membri. È positivo, a mio giudizio, che l’Agenzia abbia adottato il programma di lavoro pluriennale per il periodo 2011-2015 come raccomandato nella strategia Europa 2020.

Il programma di lavoro pluriennale contribuirà alla cooperazione regionale e alla condivisione delle risorse nell’ambito dei piani di attuazione, il che migliorerà l’efficacia in termini di costi. Accolgo con favore della decisione della Corte dei conti di concedere il discarico ed è evidente che la commissione della pesca, che ha accolto un mio parere al riguardo, è della stessa opinione.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Agenzia dovrebbe però sanare le carenze nella programmazione delle sue attività in modo che in futuro le procedure per la preparazione del bilancio siano sufficientemente rigorose ovviando alla necessità di aumentare e/o ridurre gli stanziamenti rispetto alle sue linee di bilancio. L’Agenzia, inoltre, non ha ancora predisposto un piano di lavoro pluriennale. Ritengo dunque necessario tenere presenti le attuali osservazioni.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, sia la Corte dei conti che la commissione per il controllo dei bilanci hanno dato parere positivo sull’esecuzione del bilancio dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca. Per tali motivi, il Parlamento concede oggi con il proprio voto il discarico in relazione all’esercizio 2009. Il bilancio dell’Agenzia è risultato, a seguito dei controlli effettuati, affidabile e le operazioni sottostanti legittime e regolari. Tengo però a sottolineare la presenza di alcune lacune, sopratutto a livello di pianificazione delle assunzioni, per le quali auspico si possa pervenire ad un rapido miglioramento nelle procedure relative agli esercizi successivi.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Agenzia comunitaria di controllo della pesca. Invito nondimeno il direttore esecutivo dell’Agenzia ad assolvere il proprio obbligo di includere nella sua relazione all’autorità responsabile del discarico che sintetizza la relazione del servizio di audit interno (IAS) tutte le raccomandazioni formulate (comprese quelle che potrebbero essere eventualmente rifiutate dall’Agenzia), nonché tutti i provvedimenti intrapresi sulla base di tali raccomandazioni; esorto dunque il direttore esecutivo dell’Agenzia a fornire informazioni sul contenuto delle quattro raccomandazioni “importantissime” dell’IAS e i provvedimenti intrapresi dall’Agenzia.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), per iscritto. – (PT) L’odierna relazione concede il discarico ai conti dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) per le sue attività nell’esercizio 2009 confermando il discarico concesso dal Parlamento europeo il 5 maggio 2010 per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2008.

Poiché la Corte dei conti ha ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari e una delegazione della commissione per la pesca recatasi presso l’Agenzia nel giugno 2010 è stata molto soddisfatta del suo stato generale, in particolare dell’esecuzione dei piani di attuazione comuni, ritengo che il Parlamento debba adottare l’odierna relazione.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Agenzia comunitaria di controllo della pesca per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo si congratula con l’Agenzia per l’adozione da parte della stessa di un programma di lavoro pluriennale per il periodo 2011-2015 e sottolinea l’importanza di tale documento ai fini dell’adozione, da parte dell’Agenzia, di efficaci accorgimenti organizzativi in vista dell’attuazione della strategia e del conseguimento degli obiettivi dalla stessa perseguiti.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore del discarico. La Corte dei conti europea ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono legittime e regolari, e la revisione di un programma di lavoro pluriennale del 2010, nonché l’avvio di un’iniziativa di revisione della sua procedura di bilancio, mi convincono che l’Agenzia sta attuando le raccomandazioni formulatele. In termini di operato, l’Agenzia, creata nel 2005, sta svolgendo un lavoro importante, addirittura essenziale, dopo il mancato conseguimento delle finalità concordate nel 2002 e il fatto che la politica comune della pesca a oggi è considerata un fallimento. L’Agenzia sarà indispensabile in un futuro immediato, visto il dato sconcertante che l’88 per cento degli stock ittici nell’Unione è troppo sfruttato.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0123/2011)

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe valutare l’opportunità di rendere un diagramma di Gantt parte integrante della programmazione di ciascuna delle sue attività operative per riportare in forma concisa il tempo dedicato a un progetto da ogni membro del personale e incoraggiare un approccio volto al conseguimento di risultati. L’Agenzia, inoltre, deve attuare una struttura per attività rispetto al suo bilancio operativo per stabilire un chiaro collegamento tra il programma di lavoro e le previsioni finanziarie, nonché migliorare il monitoraggio e la rendicontazione delle prestazioni. L’Agenzia dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni da un anno all’altro. Inoltre, il bilancio di ogni esercizio dovrebbe essere corredato da una relazione sugli stanziamenti non spesi riportati dagli esercizi precedenti in cui si spieghino i motivi per i quali il denaro non è stato utilizzato e quando lo sarà. L’Agenzia presenta ancora lacune nelle procedure di selezione del personale che ne mettono in discussione la trasparenza. Concordo con l’idea che l’Agenzia comunichi al Parlamento europeo i provvedimenti intrapresi per sanare la situazione e rendere più trasparenti le procedure di selezione.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale dell´Agenzia europea per la sicurezza aerea poiché, nonostante la gestione apparentemente dubbia dei fondi disponibili, la Corte dei Conti ha ritenuto i conti affidabili e le operazioni ad essi sottostanti legittime e regolari. Concordo inoltre sulla necessità che l´Agenzia metta in atto meccanismi più precisi per la fissazione degli obiettivi e la valutazione dei risultati.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Accolgo con favore le decisioni illustrate nella relazione della Corte dei conti secondo cui le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Apprezzo le osservazioni del relatore con le quali concordo e mi complimento con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea per il suo operato.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. La Corte ha tuttavia espresso preoccupazione in merito alla mancanza di coordinamento tra le esigenze, il personale e il regolamento finanziario dell’Agenzia, sottolineando in particolare che le procedure di selezione rendono difficile assumere personale adeguatamente qualificato. Ritengo dunque necessario tenere presenti le attuali osservazioni.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2009. Il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Chiaramente, ogni dibattito sul discarico si colloca in un contesto particolare, e quello odierno si svolge nel contesto della crisi economico - finanziaria, che ha generato problemi finanziari e di bilancio per alcuni Stati Membri. Nonostante tali condizioni, ritengo comunque soddisfacenti i risultati raggiunti dall’Agenzia e pertanto ho dato il mio voto nella direzione indicata dal relatore.

 
  
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  Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz (PPE), per iscritto. – (PL) Il programma di lavoro dell’Agenzia per il 2010 desta in me qualche preoccupazione. Nel contempo, ritengo che debba essere migliorando stabilendo obiettivi e indicatori di rendimento chiave, oltre che un sistema migliore di pianificazione delle risorse. Sottolineerei inoltre la necessità di migliorare il sistema di monitoraggio per i progetti di certificazione al fine di garantire che, per l’intera durata di un progetto, i corrispettivi riscossi non si discostino notevolmente dal costo effettivo. Alla fine ho deciso di appoggiare la concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2009.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore della concessione del discarico all’Agenzia europea per la sicurezza aerea, ma esorto l’Agenzia ad attuare una struttura per attività rispetto al suo bilancio operativo al fine di stabilire un chiaro collegamento tra il programma di lavoro e le previsioni finanziarie, nonché migliorare il monitoraggio e la rendicontazione delle prestazioni; rilevo che l’Agenzia predispone un piano pluriennale ogni anno, discusso con tutte le parti interessate e approvato dal consiglio di amministrazione, in cui viene presentato il bilancio per attività e prendo atto del parere della Corte dei conti secondo cui la struttura del bilancio operativo dell’Agenzia (titolo III) sarebbe rimasta parzialmente legata agli input e le rettifiche di bilancio sarebbero state eseguite senza aggiornare il programma di lavoro, anche nel caso in cui avevano un impatto notevole sullo stanziamento delle risorse umane e finanziarie.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea sull’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo si compiace del fatto che la Corte dei Conti abbia considerato affidabili i conti dell’Agenzia per l’esercizio 2009 e constatato che le operazioni sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore del discarico. La Corte dei conti europea ha dichiarato che i conti annuali per l’esercizio 2009 erano legittimi e regolari e ha commentato in maniera positiva l’affidabilità di conti. Nel contempo, vorrei cogliere l’opportunità per sottolineare l’esortazione contenuta nella relazione affinché si instauri una procedura di selezione del personale più trasparente. Vista la responsabilità dei compiti che l’Agenzia europea per la sicurezza aerea è chiamata ad assolvere e le difficoltà messe in luce a livello di reperimento di personale qualificato, a tale aspetto si dovrebbe prestare la massima attenzione.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0107/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esercizio 2009. Il Centro è un’istituzione importante in grado di potenziare e sviluppare la sorveglianza europea delle malattie, nonché valutare e comunicare le minacce attuali ed emergenti per la salute umana poste dalle malattie infettive. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali del Centro per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che il Centro dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni da un anno all’altro. Concordo altresì con l’idea che i poteri del Centro debbano essere rafforzati in maniera che l’Unione possa valutare autonomamente la gravità del rischio di infezione nel caso in cui scoppi una pandemia e si possa migliorare il coordinamento tra Stati membri.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Il bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esercizio 2009 è aumentato del 25,3 per cento rispetto al 2008. Se nei prossimi esercizi si dovesse registrare un aumento analogo, come affronteremo la crisi finanziaria con una spesa in continua crescita? Penso che questi 51 milioni di euro avrebbero potuto essere spesi più efficacemente se fossero stati investiti in sistemi regionali di monitoraggio delle malattie in ciascuno Stato membro. Ciò non solo contribuirebbe a combattere le malattie infettive, ma potenzierebbe anche i sistemi sanitari degli stessi paesi membri.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie poiché il relatore ha saputo ben individuare le problematiche di maggiore rilevanza per la trasparenza e la correttezza dei conti, e perché sono fiduciosa nella possibilità che questa importante e utile Agenzia lavori, a livello amministrativo, per migliorare gli aspetti sottolineati senza retrocedere su quanto già ben fatto.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. Ritengo che si tratti di un’istituzione importantissima in grado di potenziare e sviluppare la sorveglianza europea delle malattie, nonché valutare e comunicare le minacce attuali ed emergenti alla salute umana poste dalle malattie infettive. Mi rammarico tuttavia per il fatto che il principio dell’annualità non è stato rispettato e vi sono stati molti riporti.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Accolgo con favore le decisioni illustrate nella relazione della Corte dei conti secondo cui le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Vorrei altresì menzionare l’importante contributo del Centro alle misure per combattere la pandemia scatenata dal virus H1N1 nel 2009, non da ultimo pubblicando indicazioni preliminari sull’uso di vaccini specifici contro l’influenza durante detta pandemia. Accolgo con favore le osservazioni del relatore con le quali concordo e mi complimento con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per il suo operato.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, considerando che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e della regolarità delle operazioni sottostanti, ho espresso il mio voto favorevole alla concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esercizio 2009. Chiaramente, ogni dibattito sul discarico si colloca in un contesto particolare, e quello odierno si svolge nel contesto della crisi economico - finanziaria, che ha generato problemi finanziari e di bilancio per alcuni Stati Membri. Ritengo, comunque, ottimo il lavoro svolto dal Centro europeo nel rafforzamento della sorveglianza europea delle malattie, e nella valutazione e comunicazione delle attuali ed emergenti minacce per la salute umana costituite da malattie infettive. Mi congratulo, da ultimo, per il contributo del Centro alle misure di lotta contro la pandemia del virus H1N1 nel 2009.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e sono dell’idea che i poteri del Centro debbano essere rafforzati in maniera che l’Unione possa valutare autonomamente la gravità del rischio di infezione nel caso in cui scoppi una pandemia e si possa migliorare il coordinamento tra Stati membri.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche del Centro, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo del Centro il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo esorta nuovamente il Centro a presentare, in una tabella da allegare alla prossima relazione della Corte dei Conti, una comparazione tra le operazioni effettuate durante l’esercizio per il quale deve essere concesso il discarico e quelle svolte durante l’esercizio finanziario precedente, al fine di consentire all’autorità di discarico di valutare meglio l’operato del Centro da un anno all’altro.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Al voto mi sono astenuta. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie svolge un compito importantissimo e ha anche giustificato la sua esistenza con le misure intraprese per combattere la pandemia causata dal virus H1N1. Mi sarei tuttavia aspettata che il discarico fosse rinviato in attesa della formulazione delle raccomandazioni del servizio di audit interno (IAS) richieste nella relazione – l’IAS ha formulato una raccomandazione “importantissima” e sette raccomandazioni “importanti” – e della presentazione da pare del Centro di un piano per attuarle.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0127/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia deve ridurre la percentuale di riporti (ha stornato il 29 per cento degli stanziamenti complessivi) per rispettare il principio dell’annualità. Apprezzo le iniziative assunte dall’Agenzia per migliorare l’attenzione prestata al cliente e le procedure di feedback e mi complimento per aver svolto un sondaggio presso le parti interessate nel 2009 e aver incrementato le attività di assistenza destinate all’industria. L’Agenzia deve inoltre sviluppare ulteriormente la pianificazione e il monitoraggio delle procedure di aggiudicazione degli appalti e dell’esecuzione del bilancio in modo da ridurre la percentuale di stanziamenti riportati. Si rileva che l’Agenzia si è impegnata a ridurre lo storno di fondi non spesi all’esercizio successivo e limitare i riporti a un livello nettamente inferiore rispetto al 2008.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Per che cosa stiamo spedendo qualcosa di più di 70 milioni di euro? Per un’agenzia che secondo la Corte dei conti accusa ritardi nelle attività operative a causa della mancanza di personale qualificato e difficoltà di attuazione del sistema informatico? Questi due aspetti sono chiaramente fondamentali per il funzionamento efficace di un’agenzia, ma ciò mi induce a riflettere sulla sua capacità di perseguire gli obiettivi che si è prefissa in generale. Ho votato contro il discarico perché, a mio giudizio, questo denaro può essere speso in maniera molto più efficace che per un’agenzia il cui funzionamento è assolutamente mediocre.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale dell´Agenzia europea per le sostanze chimiche poiché dalla relazione si evince che, nonostante alcune lacune e imperfezioni nei conti, dovute anche alla recente istituzione di questa Agenzia, essa ha dimostrato miglioramenti costanti per quanto riguarda i controlli e la gestione del bilancio.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei cittadini europei garantendo l’uso sicuro delle sostanze chimiche e promuovendo l’innovazione. Vista la complessità e l’intensità crescenti dell’uso di questi tipi di sostanze e della ricerca condotta in tale ambito, penso che l’ECHA tenderà a diventare più importante, il che giustifica pertanto un’analisi ancora più attenta del modo in cui genera i fondi a sua disposizione.

La Corte dei conti ha confermato l’affidabilità dei suoi conti per l’esercizio finanziario 2009 e sembra che l’Agenzia stia superando tutti i difficili problemi che sono pressoché inevitabili per istituzioni del genere. Spero che l’ECHA risponda agli obiettivi per i quali è stata creata e migliori il proprio rigore di bilancio e la propria capacità di pianificazione.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. La Corte dei conti ha nondimeno sottolineato i ritardi nelle attività operative accusati per difficoltà di attuazione del sistema informatico e carenza di personale qualificato. Ritengo dunque necessario tenere presenti le attuali osservazioni.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso al direttore esecutivo dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche il discarico sull’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Ho dato il mio voto favorevole in quanto, a seguito dei controlli operati dalla Corte dei conti e dalla commissione per il controllo dei bilanci, è risultato che tutte le operazioni effettuate dall’Agenzia si sono svolte in piena legittimità e correttezza. Mi congratulo, infine, con l’Agenzia, per la creazione di una struttura di audit interno (IAC) incaricata di svolgere revisioni contabili interne e di fornire consulenze al direttore esecutivo in materia di gestione del rischio e di sistemi di controllo interni emanando pareri e raccomandazioni indipendenti.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ma esorto l’Agenzia a comunicare all’autorità responsabile del discarico i passi intrapresi per migliorare il suo sistema di controllo rafforzando circuiti finanziari, flussi di lavoro, audit, piani di azione e valutazioni di rischio.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche sull’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo valuta positivamente le iniziative dell’Agenzia per potenziare le sue procedure di attenzione al cliente e di feedback. In particolare, si congratula con l’Agenzia per avere condotto nel 2009 un’indagine presso le parti interessate e aver aumentato le attività di assistenza destinate all’industria.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore della relazione dell’onorevole Stavrakakis in cui si esorta la Corte dei conto europea a sottoporre la giovane (operativamente parlando) Agenzia europea per le sostanze chimiche a controlli di rendimento. In base ai dati disponibili, il discarico all’Agenzia è stato raccomandato in quanto l’Agenzia ha già fornito le informazioni che saranno richieste in futuro alle altre (come una tabella allegata in cui sia riportato un raffronto tra le cifre di due esercizi consecutivi).

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0122/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea dell’ambiente per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. L’Agenzia fornisce informazioni ambientali indipendenti attendibili a tutte le istituzioni dell’Unione, agli Stati membri e agli organi responsabili della formulazione delle politiche. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente. L’Agenzia deve inoltre sviluppare ulteriormente i propri metodi di comunicazione per ottenere una maggiore copertura dei media in merito ai suoi risultati e, in tal modo, alimentare il dibattito pubblico su temi ambientali importanti. Tali misure possono condurre a un metodo di lavoro più trasparente e un maggiore interesse da parte del pubblico per l’operato dell’Agenzia.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Perché dovremmo finanziare agenzie che non attuano le raccomandazioni formulate dal servizio di audit interno? Nel 2006 sono state formulate 27 raccomandazioni, di cui sinora ne sono state attuate soltanto nove. Ciò mi induce a pensare che l’Agenzia europea dell’ambiente non funzioni in maniera corretta e il suo finanziamento debba cessare.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l’Agenzia europea dell’ambiente poiché ritengo che il lavoro svolto sia, di questi tempi, fondamentale. Trovo dunque che le criticità sottolineate vadano sì corrette, ma senza perdere di vista gli obiettivi strategici e di lungo periodo.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico del bilancio dell’Agenzia europea dell’ambiente per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. La reputo un’istituzione estremamente importante, soprattutto per quanto concerne l’adattamento al cambiamento climatico, la valutazione degli ecosistemi, la sostenibilità del consumo e della produzione, nonché la prevenzione e la gestione delle calamità.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’obiettivo dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) consiste nel rendere disponibili informazioni attendibili e indipendenti sull’ambiente. Il mandato dell’AEA prevede due aspetti: da un lato, il sostegno agli Stati membri dell’Unione europea nella formulazione di una politica economica che incorpori le questioni ambientali e la sostenibilità; dall’altro, il coordinamento delle informazioni ambientali attraverso la rete di informazione e osservazione in materia ambientale (Eionet).

Tra gli aspetti rilevanti che giustificano un attento monitoraggio da parte dell’AEA vi sono la valutazione dello stato dell’ambiente, l’identificazione delle tendenze ambientali, tra cui i fattori economici e sociali sui quali si basano le pressioni ambientali, il monitoraggio delle politiche ambientali e della loro efficacia, nonché la previsione di tendenze e problemi futuri.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), per iscritto. – (PT) Il relatore formula una serie di osservazioni e raccomandazioni che reputiamo rilevanti in termini di procedure di bilancio e di cui l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) dovrebbe tener conto. Nel contempo, la relazione mette in luce le importanti carenze delle procedure di assunzione dell’Agenzia che ne mettono in discussione la trasparenza, segnatamente il fatto che gli avvisi di vacanza non specificavano un numero massimo di candidati da inserire negli elenchi degli idonei, la circostanza che i quesiti utilizzati per le prove scritte e i colloqui non fossero decisi prima dell’esame delle domande, il fatto che le decisioni delle commissioni esaminatrici non fossero sufficientemente documentate, la circostanza che le soglie per essere invitati a un colloquio o inseriti nell’elenco degli idonei non fossero fissate preliminarmente e il fatto che i verbali non fossero completi. Si tratta di lacune gravi alle quali occorre porre urgentemente rimedio.

L’AEA può e deve assumere un ruolo importante nella compilazione di informazioni oggettive, attendibili e raffrontabili sull’ambiente in Europa rendendole disponibili in maniera accessibile e diretta. Sarebbe nondimeno importante preoccuparsi di garantire una maggiore cooperazione, un migliore collegamento e un maggiore coordinamento con le istituzioni competenti degli Stati membri promuovendo sinergie e una migliore divulgazione delle informazioni.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea dell’ambiente per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha segnalato procedure non sufficientemente rigorose per la preparazione del bilancio che hanno comportato un numero notevole di storni di bilancio riguardanti la maggior parte delle linee (l’equivalente dell’8 per cento del bilancio dell’Agenzia). La relazione osserva, in particolare, che alcuni di questi storni hanno comportato successivi aumenti e decrementi delle stesse linee di bilancio, mentre alcuni stanziamenti non sono stati utilizzati e sono stati stornati ad altre linee nel corso dell’esercizio. Ritengo pertanto che le procedure per la preparazione del bilancio debbano essere più rigorose in quanto una percentuale notevole delle risorse finanziarie deriva da sovvenzioni comunitarie.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea dell’ambiente per l’esercizio 2009. Ho dato il mio voto favorevole in quanto, a seguito dei controlli operati dalla Corte dei Conti e dalla Commissione per il controllo dei bilanci, è risultato che tutte le operazioni effettuate dall’Agenzia si sono svolte in piena legittimità e correttezza. Inoltre, ritengo che l’Agenzia svolga un lavoro molto importante, e condivido gli sforzi compiuti di recente al fine di migliorare il coinvolgimento dell’opinione pubblica su importanti questioni ambientali, quali i cambiamenti climatici, la biodiversità e la gestione delle risorse naturali.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico del bilancio dell’Agenzia europea dell’ambiente. Invito tuttavia l’Agenzia a migliorare entro la fine dell’anno l’accuratezza delle informazioni fornite dagli uffici operativi in merito alla stima della spesa operativa maturata.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore dell’Agenzia europea dell’ambiente sull’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo si compiace espressamente con l’Agenzia quale fornitore affidabile d’informazioni ambientali indipendenti e sicure per tutte le istituzioni dell’Unione, gli Stati Membri e gli organi decisionali.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore del discarico perché la Corte dei conti europea ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali presentati per il 2009 erano legittimi e regolari. L’Agenzia europea dell’ambiente ha svolto un lavoro importante negli ultimi anni fornendo dati e informazioni indipendenti e attendibili in campo ambientale, preoccupazione importante per moltissimi cittadini europei come dimostrano le relazioni annuali della commissione per le petizioni. Accolgo altresì con favore la richiesta formulata nella relazione che la Corte dei conti sottoponga l’Agenzia a controlli di rendimento.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0146/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Autorità per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legali e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Autorità dovrebbe rafforzare la pianificazione e il monitoraggio delle procedure di bilancio relative agli stanziamenti differenziati. L’Autorità deve migliorare la gestione del bilancio per ridurre i riporti. L’Autorità deve inoltre garantire che le sue consulenze siano indipendenti e di alta qualità per garantire il rispetto degli standard di sicurezza dell’Unione, nonché l’indipendenza e l’eccellenza scientifica in tutti gli ambiti che hanno un impatto diretto o indiretto sul cibo, la sicurezza alimentare e la protezione fitosanitaria.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore della relazione perché la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti del 2009 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari, come anche perché il 5 maggio 2010 il Parlamento ha concesso al direttore esecutivo dell’Autorità il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’EFSA del 2008.

Ho anche votato a favore in quanto, sebbene l’Autorità debba rafforzare la pianificazione e il monitoraggio delle procedure di bilancio, concordo con l’idea che l’EFSA debba garantire che le sue consulenze siano indipendenti e di alta qualità per assicurare il rispetto degli standard di sicurezza dell’Unione, nonché l’indipendenza e l’eccellenza scientifica in tutti gli ambiti che hanno un impatto diretto o indiretto sul cibo, la sicurezza alimentare e la protezione fitosanitaria.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Non possiamo ignorare il fatto che per tre esercizi consecutivi – 2006, 2007 e 2008 – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha riportato gran parte dei suoi impegni per attività operative. Un elemento ancora più controverso è rappresentato dal fatto che la Corte dei conti ha segnalato difficoltà di attuazione del programma di lavoro dell’Autorità del 2009. Per questo penso che l’Autorità non debba ottenere il discarico per l’esecuzione del suo bilancio in quanto i contribuenti europei non meritano che il loro denaro venga speso per un’agenzia che non assolve gli impegni affidatile.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale dell´Agenzia europea per la sicurezza alimentare poiché non solo la Corte dei conti ha dichiarato l´affidabilità dei conti e la regolarità e legittimità delle relative operazioni, ma anche perché l’Agenzia ha stanziato alcuni fondi della riserva per la realizzazione di alcuni progetti importanti quali infrastrutture, sviluppo informatico e cooperazione scientifica. Ritengo però che debbano essere condotte ulteriori verifiche sull´utilizzo di alcune partite e debba essere migliorata la gestione di bilancio al fine di ridurre l´elevato numero di riporti.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico del bilancio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. Penso che l’EFSA debba continuare a garantire indipendenza ed eccellenza scientifica, il che significa che occorrono misure relative alla dichiarazione di interessi da parte del personale dell’EFSA e degli esperti che collaborano con l’Autorità.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) interviene con il suo lavoro in tutte le fasi della produzione e dell’approvvigionamento alimentare, dalla produzione primaria alla fornitura di cibo di consumatori, compresa la sicurezza dei mangimi animali. L’Autorità raccoglie informazioni e analizza i nuovi progressi scientifici al fine di identificare e valutare tutti i potenziali rischi nella catena alimentare e può procedere a una valutazione scientifica di qualunque elemento suscettibile di avere un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, compresi gli aspetti riguardanti la salute e il benessere degli animali e la salute delle piante. Se la sicurezza alimentare è una delle esigenze principali e delle massime preoccupazioni di un mercato con oltre 500 milioni di consumatori, il modo in cui viene valutata e studiata richiede livelli di professionalità, rendimento e imparzialità estremamente elevati. L’Unione sostiene di avere la capacità di monitorare i vari tipi di alimenti “dalla terra alla tavola”, ma è essenziale riconoscere che vi è ancora molto da fare.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei in primo luogo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al testo nonché complimentarmi con la stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare, la quale ha rispettato la necessità di assicurare una consulenza indipendente e di alta qualità, al fine di garantire il rispetto delle norme di sicurezza nonché l’eccellenza e l’indipendenza scientifica in tutte le questioni aventi un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza degli alimenti. Purtroppo, devo evidenziare la presenza di alcune difficoltà, riscontrate dalle Corte dei conti a seguito delle analisi effettuate nell’attuazione del programma di lavoro 2009. Mi associo, pertanto, alla richiesta formulata all’Autorità di adottare le misure necessarie per porre rimedio a tali carenze che, comunque, non hanno inficiato la generale correttezza e affidabilità del bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ma mi rammarico per il fatto che, per il terzo esercizio consecutivo, la Corte dei conti ha sottolineato che gli impegni per attività operative riportati dall’esercizio precedente hanno dovuto essere annullati (19 per cento degli impegni per attività operative riportati dal 2008, 37 per cento riportati dal 2007 e 26 per cento riportati dal 2006). Il Parlamento esorta l’Autorità a modificare la situazione e comunicare alla Corte dei conti i provvedimenti intrapresi.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Autorità, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Autorità il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo si congratula con l’Autorità per avere presentato una tabella comparativa, allegata alla relazione della Corte dei conti per il 2009, sulle operazioni effettuate nel corso degli esercizi 2008 e 2009, che consente all’autorità di discarico di valutare meglio le sue prestazioni da un anno all’altro. Il Parlamento plaude inoltre al fatto che l’Autorità abbia aumentato il numero di documenti tematici e relativi alle politiche.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Nel caso dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare non ho condiviso la raccomandazione del relatore di concedere il discarico “sulla base dei dati disponibili”; le carenze evidenti nella gestione del bilancio sono decisamente troppo gravi. Il servizio di audit interno (IAS) ha formulato 48 raccomandazioni sulla gestione delle sovvenzioni, di cui 27 rientrano addirittura nella categoria “critiche”. Vi sono inoltre preoccupazioni in merito a possibili conflitti di interessi e mancanza di trasparenza.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0120/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Apprezzo l’iniziativa assunta dall’Osservatorio di gestire una rete informatizzata per la raccolta e lo scambio di informazioni denominata rete europea di informazione delle droghe e delle tossicodipendenze. Tale rete collega le reti nazionali di informazione sulle droghe, i centri specializzati degli Stati membri e i sistemi di informazione delle organizzazioni internazionali che collaborano con l’Osservatorio. Concordo nell’affermare che l’Osservatorio dovrebbe valutare l’opportunità di rendere un diagramma di Gantt parte integrante della programmazione di ciascuna delle sue attività operative per riportare in forma concisa il tempo dedicato a un progetto da ogni membro del personale e incoraggiare un approccio volto al conseguimento di risultati. Ritengo inoltre importante che l’Osservatorio migliori la programmazione e il monitoraggio delle attività per ridurre i riporti all’esercizio successivo. Apprezzo altresì l’iniziativa assunta dall’Osservatorio di fornire al Parlamento europeo la relazione annuale di audit interno del servizio di audit interno preparata sull’Osservatorio perché è un segnale di trasparenza e migliori prassi.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Osservatorio per l’esercizio 2009. Come nei casi precedenti, la Corte dei conti ha dichiarato che le sue operazioni sono legittime e regolari. Si dovrebbe tener conto del fatto che in maggio il Parlamento ha concesso il discarico. La gestione dell’Osservatorio è, a mio parere, fondamentale e ho accolto con estremo favore la creazione della rete europea di informazione delle droghe e delle tossicodipendenze (Reitox), che consente maggiori contatti tra le reti nazionali di informazione sulle droghe e i centri specializzati per la condivisione delle migliori prassi. Giudico positivamente il contributo di un quadro di raffronto con il 2009 e il 2008 in quanto ha semplificato l’analisi dell’aumento delle sue attività.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale relativo all´Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze in quanto ha operato una gestione delle risorse oculata e coerente con le aspettative. Come si evince dalla relazione restano, tuttavia, alcuni miglioramenti che possono essere apportati al management, soprattutto per quanto concerne la gestione della liquidità e l´analisi dei riporti.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Questo centro di monitoraggio svolge un ruolo estremamente importante nel contesto europeo. Il suo mandato consiste nel fornire informazioni oggettive, attendibili e comparabili che consentano all’Unione europea e ai suoi Stati membri di avere una prospettiva ampia del fenomeno delle tossicodipendenze e delle sue conseguenze.

Il rigore in termini di informazione impone un pari rigore nella contabilità. Spero che l’Osservatorio non smetta di assolvere in maniera fedele e accurata la missione affidatagli e lo faccia gestendo il proprio bilancio al meglio. Spero altresì che qualunque informazione raccolta aiuti gli Stati membri a seguire da vicino le cause e le conseguenze di questo flagello indicando percorsi e soluzioni che permettano ai cittadini europei colpiti dal fenomeno di affrancarsi da una dipendenza che distrugge i cittadini stessi e le loro famiglie.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l’esercizio 2009. Nel contempo, il bilancio dell’Osservatorio è stato inferiore del 2,25 per cento rispetto al 2008.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l’esercizio 2009. Ho espresso il mio voto favorevole sulla base della relazione della Corte dei conti, la quale ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti nonché della legittimità e regolarità delle relative operazioni. Ritengo, infine, molto utile la creazione e la gestione, messa a punto dall’Osservatorio, di una rete informatizzata per la raccolta e lo scambio di informazioni, denominata "rete europea d’informazione delle droghe e delle tossicodipendenze", in grado di mettere in collegamento le reti nazionali di informazione sulle droghe, i centri specializzati negli Stati membri ed i sistemi di informazione delle organizzazioni internazionali che cooperano con l’Osservatorio.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e, nel farlo, apprezzo il fatto che l’Osservatorio ha ulteriormente migliorato la previsione annuale del suo fabbisogno di liquidità; va aggiunto che tale previsione è costantemente aggiornata e presentata come documento di supporto ai servizi competenti della Commissione per giustificare la richiesta di pagamento trimestrale dell’Osservatorio della successiva quota della sovvenzione annuale stanziata dall’Unione.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Osservatorio, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Osservatorio il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l’esecuzione del bilancio dell’Osservatorio per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo plaude all’iniziativa dell’Osservatorio di gestire una rete informatizzata per la raccolta e lo scambio di informazioni, denominata "rete europea d’informazione sulle droghe e le tossicodipendenze". Nota che tale rete collega le reti nazionali d’informazione sulle droghe, i centri specializzati negli Stati Membri ed i sistemi di informazione delle organizzazioni internazionali che cooperano con l’Osservatorio.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore del discarico. I conti annuali per l’esercizio 2009 sono risultati regolari. L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) è stato esemplare nel modo in cui ha amministrato il suo bilancio. L’Osservatorio ha già presentato una tabella di raffronto tra gli esercizi 2008 e 2009 contenente non soltanto le cifre (che dimostrano una riduzione del 2,25 per cento dei fondi rispetto al 2008), bensì anche le misure attuate. Per assicurare la massima trasparenza, l’OEDT intende anche presentare la relazione integrale del servizio di audit interno.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0132/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Concordo nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe valutare l’opportunità di rendere un diagramma di Gantt parte integrante della programmazione di ciascuna delle sue attività operative per riportare in forma concisa il tempo dedicato a un progetto da ogni membro del personale e incoraggiare un approccio volto al conseguimento di risultati. L’Agenzia dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni da un anno all’altro. Nel 2009, la Corte dei conti ha rilevato nuovamente il numero elevato di storni di bilancio; l’Agenzia deve pertanto continuare a migliorare la pianificazione e il monitoraggio per ridurli. L’Agenzia deve inoltre adottare misure per superare le lacune presenti nelle procedure di selezione del personale che ne mettono in discussione la trasparenza.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore della relazione. La Corte dei conti afferma che i conti dell’Agenzia sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Nel formulare la mia posizione, ho giudicato positiva l’adozione del piano quinquennale, benché, come sostiene la Corte dei conti, l’Agenzia debba migliorare la pianificazione e la gestione del bilancio. La valutazione delle sue attività è stata nondimeno positiva.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale relativo all´Agenzia europea per la sicurezza marittima poiché, nonostante la precedente assenza di un programma pluriennale e la rilevante preoccupazione che induce l´elevata presenza di storni di bilancio nel 2008, l´Agenzia ha mostrato miglioramenti di gestione e nel complesso la Corte dei conti ha valutato positivamente i conti annuali e le operazioni sottostanti.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Le catastrofi ambientali delle navi Erika e Prestige hanno messo in luce la necessità di fare di più per la sicurezza marittima a livello europeo. L’Agenzia, con sede a Lisbona, ha competenze importanti in tale ambito e merita di essere sostenuta nel suo impegnativo lavoro. L’Agenzia dovrebbe nondimeno compiere sforzi per migliorare le sue politiche di pianificazione e monitoraggio.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, desidero in primo luogo ringraziare il relatore per l’eccellente lavoro svolto. Con il voto odierno ho espresso il mio parere favorevole in merito alla concessione del discarico all’Agenzia europea per la sicurezza marittima per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009. Vorrei però sottolineare il riscontro, da parte della Corte dei conti, di un numero elevato di storni di bilancio nel 2009 ed unirmi alla richiesta, formulata all’Agenzia, di impegnarsi al fine di riuscire a migliorare, in vista dei bilanci successivi, la sua pianificazione e il controllo di bilancio al fine di ridurre il numero di storni.

 
  
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  Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz (PPE), per iscritto. – (PL) Apprezzo il lavoro svolto dall’Agenzia europea per la sicurezza marittima. Ritengo inoltre che l’adozione nel marzo 2010 di una strategia quinquennale rappresenti un progresso in termini di azioni e miglioramenti del futuro lavoro. Ho pertanto deciso di votare a favore della concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima per l’esercizio 2009.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore della concessione del discarico all’Agenzia europea per la sicurezza marittima per il bilancio del 2009, ma esorto l’Agenzia a ridurre ulteriormente il numero di impegni posteriori (ossia impegni giuridici assunti prima dei corrispondenti impegni di bilancio) rammentando all’Agenzia che dal 2006 la Corte dei conti segnala violazioni dell’articolo 62, paragrafo 1, del regolamento finanziario. Apprezzo nondimeno gli sforzi profusi dall’Agenzia per migliorare la situazione con una formazione ad hoc per evitare impegni posteriori.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), per iscritto. – (PT) L’odierna relazione concede il discarico ai conti annuali dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per l’esercizio 2009.

Poiché la Corte dei conti ha ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari, penso che il Parlamento debba adottare la relazione.

Va tuttavia sottolineato che la Corte dei conti ha nuovamente riscontrato un numero elevato di storni di bilancio nel 2009 (49 nel 2009, 52 nel 2008 e 32 nel 2007), per cui è auspicabile che l’EMSA migliori la pianificazione e il monitoraggio per ridurre il numero di riporti.

È altresì auspicabile che in una tabella da allegare alla prossima relazione della Corte dei conti l’EMSA riporti un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere all’autorità responsabile del discarico di valutare più efficacemente le prestazioni dell’EMSA da un anno all’altro.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento Europeo concede il discarico al direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento Europeo si compiace del fatto che la Corte dei conti abbia considerato affidabili i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 e constata che le operazioni sono state, nel complesso, legittime e regolari.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), per iscritto. – (FR) Con il voto sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per l’esercizio 2009, il Parlamento ha potuto confermare il buon governo dell’Agenzia e l’uso dei suoi stanziamenti per lo scopo previsto. Accolgo con favore tale voto in quanto ribadisce l’impegno del Parlamento nei confronti dell’Agenzia, che svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio e la supervisione dei mari europei. Poiché la pressione sul nostro spazio marittimo è crescente, abbiamo il dovere di essere estremamente vigili rispetto al suo uso. Mi compiaccio dunque particolarmente per il fatto che le proposte contenute nella mia relazione del 2008 sul controllo da parte dello Stato di approdo sono state principi chiave a supporto del lavoro dell’EMSA. Mi riferisco, per esempio, alle ispezioni delle navi e al coordinamento dei vari sistemi di controllo nazionali da parte dell’Agenzia. Il mare è uno spazio che appartiene a tutti gli europei ed è parte del nostro patrimonio. Promuovendo lo scambio di buone prassi, combattendo incessantemente l’inquinamento e le attività illegali in mare, prevenendo gli incidenti, riusciremo a beneficiare delle potenzialità di crescita del mare per lungo tempo ancora.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) I fondi dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima sono stati tagliati anche nel 2009 del 3,8 per cento. I compiti dell’Agenzia, tra cui la gestione delle catastrofi ambientali in mare, sono particolarmente importanti alla luce dello stato delle acque comunitarie. Ho votato a favore del discarico perché le lacune enumerate riguardavano principalmente le procedure di aggiudicazione degli appalti e selezione del personale, mentre la Corte dei conti ha espresso un giudizio positivo sui conti annuali per l’esercizio 2009. Tali lacune, tuttavia, devono essere colmate nel 2010 e le raccomandazioni “importantissime” del servizio di audit interno (IAS) devono essere tutte attuate se l’Agenzia vuole assicurarsi il discarico nel 2010.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0105/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe rafforzare i controlli interni per essere certa che contratti e procedure di aggiudicazione degli appalti siano applicati in maniera corretta. L’Agenzia deve inoltre fornire informazioni regolari sui suoi circuiti finanziari e le responsabilità dei relativi attori finanziari e operativi. L’Agenzia presenta ancora lacune nelle procedure di selezione del personale che ne mettono in discussione la trasparenza. L’Agenzia deve sanare tale situazione e comunicare al Parlamento europeo i provvedimenti intrapresi. Concordo inoltre con l’idea che l’Agenzia dovrebbe introdurre controlli ex-post con l’ausilio di un fornitore professionista.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore della relazione perché la Corte dei conti dichiara di aver ottenuto sufficienti garanzie quanto al fatto che i conti del 2009 dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari, come anche perché il 5 maggio 2010 il Parlamento ha concesso al direttore esecutivo dell’ENISA il discarico per l’esecuzione del bilancio del 2008. Concordo tuttavia con l’idea che l’Agenzia debba migliorare la trasparenza delle stime e i responsabili dei progetti, delle procedure di aggiudicazione degli appalti e della verifica di potenziali irregolarità.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione poiché ho preso atto, attraverso la dettagliata relazione, della correttezza delle procedure adottate e di quali passaggi siano apparsi poco trasparenti.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Vista la dematerializzazione del contatto tra le persone e il crescente uso delle piattaforme web, è auspicabile che l’Unione europea faccia rientrare nella categoria “essenziale” la sicurezza cibernetica. Quantità crescenti di informazioni continuano infatti ad accumularsi in Internet e la gente utilizza sempre più la rete per le attività quotidiane più svariate. In tali circostanze, i rischi di violazione della privacy e uso illecito di dati, informazioni, suoni o immagini da parte di terzi aumentano in maniera esponenziale. La Corte dei conti ha confermato l’affidabilità dei conti dell’Agenzia, ma mette in luce una serie di rettifiche da apportare.

 
  
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  Pat the Cope Gallagher (ALDE), per iscritto. – (GA) Sin dalla sua costituzione, l’Agenzia europea per la sicurezza marittima ha dato un sostegno estremamente importante alla Commissione europea e agli Stati membri, specialmente in termini di sicurezza marittima e prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha nondimeno riscontrato lacune nelle procedure di aggiudicazione degli appalti, soprattutto per quanto concerne la sottostima dei bilanci di un contratto quadro. Il bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009 è stato inferiore del 3,5 per cento rispetto al 2008. Penso che le attuali lacune debbano essere colmate.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio all’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione rispetto all’esercizio 2009, chiudendo, quindi, la procedura per il 2009. Ho espresso il mio voto favorevole sulla base delle dichiarazioni della Corte dei conti, la quale ha affermato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all’affidabilità dei conti annuali per l’esercizio 2009 e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione e, nel farlo, riscontro con disappunto che non vi sono stati progressi rispetto all’anno precedente per quel che riguarda il rimborso di 45 000 euro, ossia l’ammontare dell’IVA versato anticipatamente dall’Agenzia alle autorità fiscali dello Stato membro ospite, per cui esorto l’Agenzia a comunicare all’autorità responsabile del discarico quando tale importo sarà rimborsato dalle autorità in questione.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione rispetto all’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo sottolinea che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all’affidabilità dei conti annuali per l’esercizio 2009 e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Non ho votato a favore del discarico. Le lacune enumerate dal servizio di audit interno (IAS) sono troppo numerose e gravi. A titolo esemplificativo, dopo aver riesaminato le procedure di aggiudicazione degli appalti dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, in tale ambito sono state riscontrate altre carenze. Le 18 raccomandazioni dell’IAS per migliorare i servizi dell’Agenzia devono essere attuate in maniera completa e senza indugio. Poiché l’Agenzia ha tuttavia rifiutato integralmente cinque delle 18 raccomandazioni, pare che la volontà necessaria a tal fine manchi.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0125/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato la decisione del Parlamento europeo di concedere il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato al Parlamento di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’uso di due sedi (Lilla e Valenciennes) per lo svolgimento delle attività espone l’Agenzia a costi aggiuntivi. Ritengo che pertanto il Consiglio debba intervenire per modificare la decisione che obbliga l’Agenzia ad avere una doppia sede. Penso che l’Agenzia debba fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni di anno in anno. Mi complimento con l’Agenzia, a seguito dei commenti della Corte dei conti, per aver introdotto un sistema centralizzato per la registrazione delle fatture in entrata. Tale misura è necessaria per garantire la tempestiva registrazione di tutte le fatture e contribuisce a evitare ritardi nella gestione dei pagamenti. Apprezzo l’iniziativa assunta dall’Agenzia di creare una capacità di audit interna destinata a fornire sostegno e consulenza al suo direttore e alla direzione in tema di controllo interno, valutazione di rischio e audit interno.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esercizio 2009 perché il Parlamento ha concesso il discarico al suo direttore in maggio. Concordo tuttavia con il relatore nell’affermare che il riporto di stanziamenti deve essere gestito meglio perché viola il principio di bilancio dell’annualità. Concordo altresì con le osservazioni della Corte dei conti in merito ai ritardi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti. Valuto infine positivamente l’impegno profuso per introdurre un sistema centralizzato per la registrazione delle fatture in entrata, sistema necessario per migliorarne la gestione.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 rispetto al bilancio generale dell´Agenzia ferroviaria europea poiché, come riportato nella relazione, la gestione delle risorse è stata nel complesso positiva. Sono altresì d´accordo sulla necessità di apportare alcuni miglioramenti nel campo della revisione dei conti e gestione di bilancio al fine di ridurre il livello di riporti e annullamenti ancora troppo elevato.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Il comparto ferroviario europeo subisce l’incompatibilità tra le norme tecniche e di sicurezza nazionali, incompatibilità che rappresenta un notevole svantaggio per il suo sviluppo. È compito dell’Agenzia ridurre tale profondo divario e stabilire obiettivi di sicurezza comuni. L’uso di due sedi distinte comporta maggiori costi che probabilmente dovrebbero essere evitati. Il ritardo nello svolgimento di una serie di attività rimette in discussione il principio dell’annualità poiché ha causato il riporto di stanziamenti di bilancio.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Al voto sul documento mi sono astenuto, sebbene la commissione competente abbia deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esercizio 2009. Il bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009 è stato inferiore del 16,6 per cento rispetto al 2008. La Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. È preoccupante il fatto che è stata manifestata perplessità in merito alle lacune delle procedure di aggiudicazione degli appalti messe in luce dalla verifica della Corte dei conti: annullamenti e ritardi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti, ritardi ricorrenti nell’esecuzione dei pagamenti e cambiamenti significativi apportati al programma di lavoro nel corso dell’anno. La Corte dei conti ha riscontrato carenze nella gestione delle immobilizzazioni, ma rileva che l’Agenzia ha assicurato che la situazione sarà sanata nei conti del 2010. Ritengo che l’incertezza in merito all’ubicazione delle immobilizzazioni sia un’altra esemplificazione dei problemi e dei costi aggiuntivi derivanti dall’uso di due sedi. Anche per questo mi sono astenuto.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il voto odierno il Parlamento europeo ha concesso il discarico al direttore dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Purtroppo, durante le procedure di controllo sono stati riscontrati annullamenti e ritardi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti, ritardi ricorrenti nell’esecuzione dei pagamenti e significative modifiche apportate al programma di lavoro annuale in corso di esercizio. Credo che problemi simili debbano essere evitati negli anni successivi. E proprio a tale fine, ritengo molto positiva la creazione, da parte dell’Agenzia, di una struttura di audit interno, incaricata di fornire sostegno e consulenza in materia di controlli interni.

 
  
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  Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz (PPE), per iscritto. – (PL) Ho votato a favore della concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esercizio 2009. Ritengo nondimeno che il Consiglio dovrebbe adottare provvedimenti per abolire una delle sedi dell’Agenzia in quanto la doppia sede è fonte di inutili costi aggiuntivi e l’Agenzia non ha bisogno di una doppia sede per operare in maniera efficiente. Mi preoccupa inoltre il fatto che lo statuto del personale dell’Agenzia e le corrispondenti norme attuative non sono stati rispettati.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Agenzia ferroviaria europea per il suo bilancio del 2009. Mi rammarico tuttavia per le lacune riscontrate nella gestione delle immobilizzazioni dalla Corte dei conti, sebbene prenda atto del fatto che l’Agenzia ha garantito che porrà rimedio alla situazione nei conti del 2010, e ritengo che l’incertezza in merito all’ubicazione delle immobilizzazioni sia un’altra esemplificazione dei problemi e dei costi aggiuntivi derivanti dall’uso di due sedi.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia ferroviaria europea (ERA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore dell’Agenzia ferroviaria europea il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo è preoccupato poiché la Corte ha nuovamente evidenziato annullamenti e ritardi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti, ritardi ricorrenti nell’esecuzione dei pagamenti e significative modifiche apportate al programma di lavoro annuale in corso di esercizio.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Al voto mi sono astenuta in quanto avrei preferito che il discarico fosse rinviato. Il documento dimostra che la relazione sull’attività annuale contiene informazioni insufficienti in merito alla pianificazione, all’assegnazione e all’uso delle risorse umane. Inoltre, richiedendo una relazione sul mancato impiego e l’uso previsto delle risorse unicamente per il prossimo anno si tiene conto in maniera soltanto parziale della preoccupazione manifestata dalla Corte dei conti europea in merito ai ripetuti annullamenti e ritardi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0109/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per la formazione professionale per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato al Parlamento europeo che i conti annuali della Fondazione per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Apprezzo l’intenzione della Fondazione di migliorare le prestazioni dei sistemi di istruzione e formazione professionale nei paesi suoi partner e sviluppare una metodologia comune con organizzazioni internazionali e donatori bilaterali per rafforzarne il ruolo. Ritengo che la Fondazione debba fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni da un anno all’altro. Concordo con il relatore nell’affermare che la Fondazione deve predisporre le procedure di bilancio con maggiore rigore. Ciò contribuirebbe a evitare il numero considerevole di storni di bilancio. Accolgo inoltre con favore l’iniziativa assunta dalla Fondazione di fornire al Parlamento europeo la relazione annuale di audit interno del servizio di audit interno concernente l’istituzione.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), per iscritto. – (ES) Ho votato a favore della relazione perché la Corte dei conti dichiara di aver ottenuto sufficienti garanzie quanto al fatto che i conti del 2009 della Fondazione europea per la formazione professionale (ETF) sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari, come anche perché il 5 maggio 2010 il Parlamento ha concesso al direttore esecutivo dell’ETF il discarico per l’esecuzione del bilancio del 2008. Concordo con l’intero contenuto della relazione e vorrei sottolineare l’iniziativa assunta dall’ETF di fornire all’autorità responsabile del discarico la relazione annuale di audit interno del servizio di audit interno (IAS) poiché è un segnale di trasparenza che dovrebbe essere seguito da tutte le altre agenzie.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 relativo alla Fondazione europea per la formazione poiché nel complesso, come sottolineato nella relazione la gestione dei conti e delle operazioni risulta legittima e regolare. Considero tuttavia preoccupante la scarsa trasparenza nelle procedure di selezione del personale e l´inchiesta aperta dall´Ufficio europeo per la lotta antifrode. Mi auguro che la Fondazione prenda i giusti provvedimenti a riguardo al fine di migliorare le proprie performances.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’obiettivo della Fondazione europea per la formazione professionale (ETF) consiste nel contribuire allo sviluppo dei sistemi di formazione professionale rafforzando la cooperazione in materia di formazione professionale e garantendo il coordinamento degli aiuti. Le attività dell’ETF coprono i paesi candidati all’adesione all’Unione europea, i paesi dei Balcani occidentali, i paesi dell’Europa orientale e dell’Asia centrale e i paesi partner del Mediterraneo. Occorre cautela e rigore nella spesa dei fondi disponibili per aspetti collegati alla formazione professionale che coinvolgono paesi del mondo in via di sviluppo.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti della Fondazione europea per la formazione professionale per l’esercizio 2009. Tuttavia, il che è allarmante, è stata espressa preoccupazione in merito ai riscontri della Corte dei conti per quanto concerne la mancanza di trasparenza nelle procedure di assunzione e l’intervento dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) che ha avviato un’indagine (OF/2009/0370). Tutte le carenze devono essere sanate per ottenere una maggiore trasparenza ed eliminare l’incertezza relativa all’operato della Fondazione europea per la formazione professionale.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, considerando che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e della regolarità delle operazioni sottostanti, ho espresso il mio voto favorevole alla concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per la formazione professionale per l’esercizio 2009. Ovviamente, ogni dibattito sul discarico si colloca in un contesto particolare, e quello odierno si svolge nel contesto della crisi economico - finanziaria, che ha generato problemi finanziari e di bilancio per alcuni Stati Membri. Nonostante tali difficoltà, mi congratulo con la Fondazione per la sua intenzione di migliorare il rendimento dei sistemi di istruzione e di formazione professionale nei paesi partner della Fondazione (Processo di Torino) provvedendo, al contempo, ad attuare una revisione approfondita delle proprie procedure di assunzione.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico alla Fondazione europea per la formazione professionale per il bilancio del 2009 e accolgo con favore l’iniziativa assunta dalla Fondazione di fornire all’autorità responsabile del discarico la relazione annuale di audit interno dell’IAS concernente l’istituzione. Il Parlamento lo reputa un segnale di trasparenza e un esempio di migliori prassi che dovrebbe essere seguito da tutte le altre agenzie.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali della Fondazione europea per la formazione professionale (ETF) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche della Fondazione, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo della Fondazione il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore della Fondazione europea per la formazione professionale il discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione per l’esercizio 2009.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Il discarico è stato garantito. La relazione è positiva in merito al fatto che il bilancio 2009 fornisca una visione generale della situazioni finanziaria della Fondazione. Il bilancio è stato diminuito dello 0,5 per cento rispetto al 2008. Ulteriori risparmi sono possibili attraverso una maggiore cooperazione con il centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop). La fondazione di augura di affrontare la criticata mancanza di trasparenza nell’assunzione del personale attraverso un’approfondita revisione del processo.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0104/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato al Parlamento europeo che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia dovrebbe fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente in modo da permettere al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente le prestazioni di anno in anno. Apprezzo l’iniziativa assunta dall’Agenzia di intraprendere l’elaborazione di una previsione dell’impatto sulla salute e la sicurezza delle innovazioni tecnologiche a livello di lavori “verdi” entro il 2020. Ritengo che l’Agenzia debba ridurre la percentuale di annullamenti, recentemente aumentata, e comunicare al Parlamento europeo i provvedimenti intrapresi. L’Agenzia deve inoltre prestare particolare attenzione agli impegni ancora non assolti a fine esercizio in modo da utilizzare i fondi non spesi per coprire i successivi obblighi giuridici e finanziari.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul bilancio dell´Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro poiché ritengo che, malgrado alcune incoerenze rilevate dalla Corte dei conti nella gestione di alcuni fondi e irregolarità riguardanti una gara di appalto, nel complesso la gestione possa dirsi positivamente condotta. Condivido inoltre le osservazioni della Corte dei conti sulla necessità che vengano realizzati miglioramenti a livello di programmazione e monitoraggio delle attività, al fine di ottimizzare l´utilizzo degli stanziamenti disponibili.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico del bilancio dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. Vanno sottolineati gli effetti del finanziamento da parte dell’Agenzia di misure relative alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Il compito dell’Agenzia consiste nel fornire utili informazioni tecniche, scientifiche ed economiche in tema di salute e sicurezza sul lavoro alle autorità dell’Unione europea, agli Stati membri e alle parti interessate, informazioni che sono essenziali per consentire la valutazione delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro nell’Unione e delle attuali migliori prassi in tale ambito a livello europeo.

Nonostante la Corte dei conti dichiari che i conti dell’Agenzia sono affidabili e l’Agenzia abbia coordinato in maniera efficace la rete di agenzie durante il processo di discarico del bilancio per l’esercizio 2009, il relatore ha sottolineato che non sono state fornite sufficienti informazioni per raffrontare gli interventi svolti con gli esercizi successivi. Ritengo che tali informazioni siano rilevanti, per cui sarebbe opportuno che la prossima relazione della Corte dei conti sia corredata da una tabella allegata come suggerito.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha riscontrato un’irregolarità per quanto concerne una procedura di appalto (utilizzo di un contratto quadro il cui valore era superiore al limite massimo). Il bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009 è stato pari a 15 100 000 euro, equivalente a un aumento dello 0,6 per cento rispetto al bilancio del 2008. Ritengo necessario che l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro ponga rimedio alle lacune riscontrate nelle procedure di aggiudicazione degli appalti.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, considerando che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e della regolarità delle operazioni sottostanti, ho espresso il mio voto favorevole alla concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per l’esercizio 2009. Chiaramente, ogni dibattito sul discarico si colloca in un contesto particolare, e quello odierno si svolge nel contesto della crisi economico - finanziaria, che ha generato problemi finanziari e di bilancio per alcuni Stati membri. Nonostante tali difficoltà, mi congratulo con l’Agenzia per i progressi realizzati (nonostante qualche errore) e per l’efficace lavoro svolto in qualità di coordinatore della rete di agenzie durante la procedura di discarico 2009.

 
  
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  David Martin (S&D) , per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico all’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro. Accolgo con favore l’iniziativa assunta dall’Agenzia di fornire all’autorità responsabile del discarico la relazione annuale di audit interno del servizio di audit interno (IAS). Mi complimento con l’Agenzia per i notevoli progressi compiuti al riguardo. Il Parlamento riconosce che tutte le raccomandazioni “importantissime” formulate dall’IAS all’Agenzia sono state adeguatamente e completamente attuate, eccezion fatta per la raccomandazione sulla convalida dei sistemi contabili, divenuta “importante” in quanto parzialmente attuata, e chiede di conseguenza al contabile dell’Agenzia di descrivere la metodologia usata per la convalida del relativo sistema, appoggiando inoltre l’idea di sviluppare la cooperazione all’interno della rete dei contabili delle agenzie allo scopo di definire requisiti comuni e sviluppare una metodologia condivisa per la convalida dei sistemi contabili delle agenzie.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo accoglie con favore l’iniziativa dell’Agenzia di avviare un’analisi previsionale sull’impatto delle innovazioni tecnologiche sulla sicurezza e la salute nei "posti di lavoro verdi" entro il 2020. Prende inoltre atto della raccolta di dati sulla salute e la sicurezza delle donne sul lavoro.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Il discarico è stato concesso. L’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, nel cui ambito sono rappresentati sia datori di lavoro sia dipendenti e che fornisce consulenza alle aziende su modi semplici ed efficaci per migliorare le condizioni di lavoro, sta combattendo con irregolarità nel campo delle procedure di aggiudicazione degli appalti e del principio di bilancio dell’annualità. D’altro canto, l’Agenzia ha già assicurato che presterà particolare attenzione a tali difficoltà, garantendo inoltre la massima trasparenza, visto che ha fornito la relazione annuale di audit interno.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0144/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato al Parlamento europeo che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Non avendo un bilancio autonomo, l’Agenzia è di fatto incorporata nella Commissione. Concordo con il relatore nell’affermare che la situazione contrasta con lo statuto dell’Agenzia e pone la questione dell’opportunità di mantenere l’Agenzia con la sua attuale forma e organizzazione.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l´Agenzia di approvvigionamento Euratom in quanto ha condotto una gestione finanziaria precisa e oculata. Ritengo, tuttavia, che sia necessario, come riportato nella relazione, rivedere la posizione giuridica dell´Agenzia, essendo essa ancora integrata nella Commissione.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) La Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) opera in ambiti legati all’energia atomica, segnatamente la ricerca, e formula indicazioni per l’uso sicuro e pacifico dell’energia nucleare. Con la creazione di tale Agenzia, l’Euratom intendeva garantire un approvvigionamento regolare e corretto di minerali, materie prime e materiali combustibili speciali nell’Unione europea. Nonostante le recenti preoccupazioni causate dall’incidente presso la centrale di Fukushima, l’energia nucleare fa parte del “mix energetico” europeo. L’approvvigionamento di qualunque materiale che consenta il conseguimento degli obiettivi dell’Agenzia è dunque essenziale se vogliamo che l’Euratom continui a operare.

Il relatore ha confermato che, di fatto, l’Agenzia fa parte dell’Euratom e non ha un bilancio proprio, il che è motivo di riflessione sull’opportunità di mantenerne l’attuale organizzazione. Non dispongo di informazioni sufficienti per assumere una posizione, ma ritengo che si debba scegliere la soluzione che costa meno all’Unione e offre la massima efficienza e trasparenza.

 
  
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  Catherine Grèze (Verts/ALE), per iscritto. – (FR) Visto che il bilancio dell’Euratom è pari a 5,5 miliardi di euro rispetto agli 1,2 miliardi investiti per le fonti di energia rinnovabili, mi rifiuto per principio di concedere il discarico alla gestione dell’Euratom. È tempo di invertire la tendenza, per cui mi sono astenuta sulla relazione.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei in primo luogo ringraziare il relatore per l’ottimo lavoro svolto. Come è noto, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno si conclude la procedura di controllo finanziario, attraverso la concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009 dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom, i cui conti sono risultati legittimi ed affidabili.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico all’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom. Nel farlo, ho rilevato che nel 2009 l’Agenzia non ha ricevuto alcuna sovvenzione a copertura delle sue attività. La Commissione si è fatta carico di tutte le spese sostenute dall’Agenzia per l’esecuzione del bilancio del 2009. Tale situazione perdura dalla sua creazione nel 2008. Non avendo un bilancio autonomo, l’Agenzia è di fatto incorporata nella Commissione. A mio parere, ciò pone la questione dell’opportunità di mantenere l’Agenzia con la sua attuale forma e organizzazione.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto della relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom (Agenzia europea dell’energia atomica) (ESA) per l’esercizio 2009, nonché delle repliche dell’Agenzia, ho votato a favore dell’odierna decisione che concede al direttore esecutivo dell’Agenzia il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore generale dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore generale dell’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo sottolinea che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e regolarità delle relative operazioni.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Al voto sul discarico all’Agenzia di approvvigionamento dell’Euratom, che ha il compito di garantire l’approvvigionamento di materiali fissili (scorte comprese) all’Unione europea, mi sono astenuta. Secondo la relazione, vi sono al momento incongruenze nell’attuale organizzazione dell’Agenzia e la sua forma giuridica. Ciò pone la questione dell’opportunità di mantenere l’Agenzia con la sua attuale forma e organizzazione. Avrei preferito che la questione fosse chiarita, specialmente alla luce della riflessione sul nucleare ora in corso nell’intera Europa.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0108/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato al Parlamento europeo che i conti annuali della Fondazione per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Apprezzo l’intenzione della Fondazione di fornire un raffronto tra le operazioni svolte durante l’esercizio per il quale va concesso il discarico e il precedente. Ciò consentirà al Parlamento europeo di valutarne più efficacemente il rendimento da un anno all’altro. Penso che l’esercizio di valutazione ex post del programma di lavoro della Fondazione per il periodo 2005-2008 sia estremamente utile per la Fondazione stessa perché le consente di trarre utili insegnamenti e raccomandazioni rispetto alle sfide che la sua futura fase di programmazione è chiamata a raccogliere. Concordo con il relatore nell’affermare che la Fondazione deve ulteriormente sviluppare il proprio sistema di monitoraggio delle prestazioni per garantire che il monitoraggio delle prestazioni informi la direzione nel processo decisionale e nella pianificazione. Ritengo inoltre che la Fondazione debba compiere passi per migliorare la sua procedura di valutazione e revisione nel campo degli approvvigionamenti in maniera da evitare di ripetere gli errori di valutazione e le incongruenze riscontrate dalla Corte dei conti. La Fondazione deve infine garantire che i fondi siano utilizzati soltanto dopo l’approvazione degli stanziamenti.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro poiché, dall´analisi condotta dalla Corte dei Conti sulla contabilità e le operazioni ad essa sottostanti, si evince che la Fondazione ha condotto un lavoro corretto, puntuale e trasparente. Nonostante alcune carenze rilevate nelle procedure di assunzione e di appalto, il mio giudizio non cambia in quanto ritengo che ci siano buone prospettive di miglioramento per il futuro e la volontà da parte dell´Istituzione di metterle in atto.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della relazione sul discarico del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) per l’esercizio 2009 in quanto contribuisce ad analizzare l’utilizzo dei fondi da parte delle istituzioni europee. Sebbene la Corte dei conti abbia dichiarato che le operazioni sottostanti i suoi conti annuali sono legittime e regolari, va sottolineato che sono state riscontrate gravi lacune nei primi conti presentati dalla Fondazione. In futuro, la Fondazione dovrebbe applicare correttamente le procedure di fine esercizio e rispettare i termini per la presentazione dei suoi conti con ulteriore formazione e risorse aggiuntive.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) è un organismo tripartita dell’Unione creato nel 1975 al fine di contribuire alla pianificazione e l’instaurazione di migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa. Più specificamente, la Fondazione valuta e analizza le condizioni di vita e di lavoro, fornisce consulenze e pareri autorizzati ai principali attori nel campo della politica sociale dell’Unione, contribuisce al miglioramento della qualità della vita e divulga informazioni su sviluppi e tendenze, specialmente allorquando comportano cambiamenti.

Il relatore ha manifestato preoccupazioni in merito alla trasparenza della gestione delle risorse umane della Fondazione, preoccupazioni che sono state espresse anche da altri membri della commissione per i bilanci. Penso che sarebbe utile fugarle.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esercizio 2009. Il bilancio della Fondazione per l’esercizio 2009 è stato pari a 20 200 000 euro, registrando dunque un decremento del 3,8 per cento rispetto all’esercizio 2008. La Corte dei conti ha tuttavia riscontrato errori e anomalie nella valutazione di una procedura aperta di approvvigionamento che ne ha inficiato la qualità. La Fondazione deve dunque compiere passi per migliorare la propria procedura di valutazione e revisione al fine di non ripetere tali errori in futuro. Mi rammarico per il fatto la Corte dei conti sia stata obbligata a formulare osservazioni sul bilancio e la scheda finanziaria della Fondazione, segnalando in particolare le gravi lacune dei conti provvisori iniziali presentati dalla Fondazione che hanno dimostrato notevoli carenze nell’organizzazione finanziaria della stessa. Penso che le osservazioni formulate e le preoccupazioni espresse debbano essere tenute presenti intraprendendo le azioni del caso.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, sia la Corte dei conti che la commissione per il controllo dei bilanci hanno dato parere positivo sull’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esercizio 2009. Per tali motivi, il Parlamento concede oggi con il proprio voto il discarico in relazione all’esercizio 2009. Tengo però a sottolineare la presenza di alcuni errori e anomalie, riscontrate dalla Corte dei conti nella fase di valutazione di una procedura aperta di appalto, che hanno inciso sulla qualità della procedura stessa. Mi unisco, pertanto, alla richiesta volta a far adottare alla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro provvedimenti atti a migliorare le sue procedure di valutazione e di revisione.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico alla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ma esorto la Fondazione a verificare che gli stanziamenti siano resi disponibili soltanto quando sono state ricevute le corrispondenti entrate assegnate; constato infatti che la Corte dei conti ha sottolineato che, in violazione dell’articolo 19 del proprio regolamento finanziario, nel bilancio della Fondazione non figurano linee specifiche per i vari programmi finanziati da entrate con destinazione specifica; rilevo inoltre che, nel quadro di un programma finanziato da entrate con destinazione specifica, la Fondazione ha stanziato 184 000 euro, nonostante le entrate con destinazione specifica effettivamente ricevute fossero pari a soli 29 000 euro. Mi rammarico per il fatto la Corte dei conti sia stata obbligata a formulare osservazioni sul bilancio e la scheda finanziaria della Fondazione, segnalando in particolare le gravi lacune dei conti provvisori iniziali presentati dalla Fondazione che hanno dimostrato notevoli carenze nell’organizzazione finanziaria della stessa; mi compiaccio della conferma data dalla Fondazione dell’intenzione di garantire, attraverso azioni di formazione e risorse supplementari, una corretta attuazione delle procedure di fine esercizio e il rispetto dei termini per la presentazione dei conti.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro il discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esecuzione del bilancio della Fondazione per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo rileva che la Corte dei conti ha riscontrato errori e anomalie nella fase di valutazione di una procedura aperta di appalto, che hanno inciso sulla qualità della procedura. Invita pertanto la Fondazione ad adottare provvedimenti volti a migliorare le sue procedure di valutazione e di revisione, per evitare il ripetersi di tali errori in futuro.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Al voto su questo discarico mi sono astenuta. La relazione enumera una serie di lacune, ma al tempo stesso fa riferimento alle garanzie fornite dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro quanto al fatto che vi porrà rimedio in maniera efficace. Benché tali assicurazioni vadano accolte con favore, vista la natura delle carenze (lacune nelle procedure di assunzione riscontrate già dal 2006, conti provvisori presentati alla Corte dei conti europea contenenti gravi errori risultanti da carenze nell’organizzazione finanziaria), non è possibile votare a favore del discarico. Personale qualificato dovrebbe sottoporre la Fondazione di Dublino a una verifica dettagliata e dovremmo votare sul discarico soltanto dopo che saranno state apportate le modifiche necessarie risultanti da detta verifica.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0133/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio di Eurojust per l’esercizio 2009. Secondo le informazioni fornite dalla Corte dei conti, i conti annuali di Eurojust per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Apprezzo l’iniziativa assunta dall’Agenzia di includere indicatori di rendimento chiave nei piani delle sue unità per il 2010. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Agenzia deve comunicare al Parlamento europeo tali indicatori chiave e le loro correlazioni con gli obiettivi di Eurojust, il suo bilancio e il suo programma. Correlare gli indicatori agli obiettivi, al bilancio e al programma di lavoro dell’Agenzia consentirà alle parti interessate di valutare meglio le prestazioni di Eurojust. Si constata che la Corte dei conti non ha formulato commenti sul livello di riporti e annullamenti di stanziamenti nel 2009. Mi complimento con l’Agenzia per aver introdotto misure al fine di stimare il valore di mercato dei corrispondenti prodotti e servizi prima dell’avvio di una procedura di appalto.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per Eurojust poiché, come risulta dalla relazione, ha condotto una gestione delle risorse estremamente positiva e trasparente mediante l´utilizzo di molti indicatori esplicativi della situazione finanziaria. Mi rammarico però delle continue sollecitazioni che la Corte dei conti ha dovuto fare in ambito di appalti e procedure di assunzione del personale e che non hanno ancora ricevuto una giusta risposta o soluzione.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Eurojust è un organismo dell’Unione europea che aiuta ricercatori e rappresentanti dei procuratori a collaborare a livello comunitario nella lotta all’attività criminale transfrontaliera. Tale organismo svolge un ruolo fondamentale nello scambio di informazioni e le procedure di estradizione. Vista la particolare importanza e delicatezza di tali temi, è indispensabile che Eurojust abbia mezzi che permettano di perseguire efficacemente gli obiettivi prefissati in tale ambito, benché i mezzi necessari non siano mai abbastanza come è evidente quando si affrontano problemi di giustizia e lotta alla criminalità.

La difficoltà principale di Eurojust sembra essere una gestione inefficace delle risorse umane. Il fatto che il 24 per cento dei posti di Eurojust è vacante e varie posizioni dirigenziali sono occupate da personale inadeguato desta timori rispetto alla continuità e alla prosecuzione efficace delle attività di Eurojust.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Mi sono astenuto all’atto del voto sul documento nonostante la commissione competente abbia deciso di approvare la chiusura dei conti di Eurojust per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha affermato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Mi sono astenuto perché la Corte dei conti ha nuovamente riscontrato lacune nelle procedure di aggiudicazione degli appalti come nei tre esercizi precedenti. La Corte dei conti ha altresì constatato la presenza di carenze nella pianificazione e l’applicazione delle procedure di assunzione, mentre il sovvenzionamento all’Agenzia nel 2009 è stato superiore del 6,4 per cento rispetto al 2008.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di discarico da parte del Parlamento europeo. Con il voto odierno è stato concesso il discarico per l’esecuzione del bilancio di Eurojust per l’esercizio 2009. Ho dato il mio voto favorevole in quanto, a seguito dei controlli operati dalla Corte dei conti e dalla commissione per il controllo dei bilanci, è stato dichiarato dalla stessa Corte di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico a Eurojust e mi complimento con l’Agenzia per aver introdotto misure per stimare il valore di mercato dei corrispondenti prodotti/servizi prima dell’avvio di una procedura di appalto. Reputo tale iniziativa una prassi importante che dovrebbe essere seguita da altre agenzie. Apprezzo inoltre, il piano annuale di appalti dell’Agenzia per il 2009 che ha aiutato enormemente le unità e i servizi di Eurojust a gestire le rispettive gare. Ritengo che tali iniziative migliorino la guida e il controllo dell’ordinatore.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore amministrativo di Eurojust il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore amministrativo di Eurojust per l’esecuzione del bilancio di Eurojust per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo rileva con soddisfazione che la Corte dei conti non commenta il livello dei riporti e degli annullamenti di stanziamenti per il 2009 e che il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dovrebbe basarsi in misura maggiore sulle prestazioni di quest’ultima nel corso dell’esercizio.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Non ho votato a favore del discarico principalmente perché secondo la relazione soltanto quattro delle 26 raccomandazioni formulate dal servizio di audit interno nel 2008 sono state attuate e i termini di attuazione di altre 15 raccomandazioni sono scaduti da oltre un anno. A tale situazione va posto rimedio immediatamente prima che si possano concedere ulteriori discarichi.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0145/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierno documento e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX) per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha comunicato che i conti annuali dell’Agenzia per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Nel giugno 2009 il consiglio di amministrazione dell’Agenzia ha adottato un piano pluriennale per il periodo 2010-2013 che le permetterà di pianificare le attività e valutarne i rischi più efficacemente. Apprezzo l’iniziativa assunta dall’Agenzia di introdurre nel 2009 il cosiddetto programma di gestione del rendimento Frontex per informare meglio il consiglio direttivo dell’Agenzia fornendogli dati sull’impatto delle sue attività. Concordo anche con il relatore nell’affermare che è necessario che l’Agenzia migliori la propria gestione finanziaria per quanto concerne il rimborso dei costi sostenuti dagli Stati membri identificando con loro lacune e difficoltà in maniera da attuare insieme le soluzioni appropriate.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l´Agenzia europea per la gestione del coordinamento operativo alle frontiere esterne degli Stati membri dell´Unione europea (Frontex) poiché, come espresso nella relazione, l´analisi dei conti e delle operazioni risulta nel complesso positiva, regolare e legittima. Tuttavia mi trovo d´accordo con quanto riportato nella relazione dove si dice che, a causa di alcune incongruenze, procedure poco trasparenti e pendenze riportate nel bilancio, l´Agenzia dovrebbe migliorare la propria gestione finanziaria.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) I compiti dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Frontex) consistono nel sostenere gli Stati membri nella formazione delle guardie di frontiera, compresa la definizione di linee guida comuni in materia di formazione, svolgere analisi di rischio, monitorare lo sviluppo delle corrispondenti ricerche in materia di controllo e osservazione dei confini esterni, sostenere gli Stati membri in qualunque circostanza che richieda assistenza tecnica e operativa alle frontiere esterne, nonché fornire agli Stati membri il necessario sostegno nel campo delle operazioni di rimpatrio di massa.

Le crescenti pressioni migratorie esercitate sui confini dell’Unione e la necessità di coordinare gli Stati membri giustificano ampiamente il fatto che Frontex dispone di mezzi sufficienti per assolvere i doveri affidati all’Agenzia. Condivido nondimeno la preoccupazione del relatore in merito a una sovradichiarazione del 27 per cento dei costi di prefinanziamento alle autorità di frontiera messa in luce dalla Corte dei conti, come anche agli eccessivi anticipi erogati.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Mi sono astenuto all’atto del voto sul documento nonostante la commissione competente abbia deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Ftontex) per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha affermato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Mi sono astenuto perché il Parlamento europeo è preoccupato dal fatto che la Corte dei conti ha constatato riporti già segnalati nei rendiconti annuali del 2006, 2007 e 2008 e si rammarica, in particolare, per il livello elevato di riporti e annullamenti dal 2006. La Corte dei conti ha altresì constatato per il secondo anno consecutivo che l’Agenzia ha corrisposto somme sulla base di decisioni di concessione unilaterali da essa firmate, mentre le norme in vigore non prevedono questo tipo di strumento. La Corte dei conti ha segnalato una sovradichiarazione del 27 per cento dei costi di prefinanziamento alle autorità di frontiera negli 8 casi verificati. Per le attività conclusesi nel 2009 è stato necessario emettere più di 40 mandati di recupero al fine di rientrare in possesso di anticipi versati in eccesso. Il bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009 è stato superiore quasi del 28 per cento rispetto all’esercizio precedente. Penso che le osservazioni formulate e le preoccupazioni espresse debbano essere tenute presenti intraprendendo le azioni del caso.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, il controllo finanziario dell’esecuzione del bilancio comunitario avviene a tre livelli: un controllo interno, nell’ambito di ogni istituzione, un controllo esterno effettuato dalla Corte dei conti europea e una procedura di scarico da parte del Parlamento europeo. Ho dato il mio voto favorevole sul discarico per l’esecuzione del bilancio di Frontex per l’esercizio 2009 in quanto, a seguito dei controlli operati dalla Corte dei conti e dalla commissione per il controllo dei bilanci, è risultato che tutte le operazioni effettuate si sono svolte in piena legittimità e correttezza.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico a Frontex, ma constato che la Corte dei conti ha segnalato per il secondo anno consecutivo che l’Agenzia ha corrisposto somme sulla base di decisioni di concessione unilaterali da essa firmate, mentre le norme in vigore non prevedono questo tipo di strumento. Rilevo che l’ammontare erogato è stato superiore a 28 000 000 nel 2009, mentre era risultato pari a 17 000 000 euro nel 2008. Apprezzo nondimeno l’iniziativa assunta dall’Agenzia in risposta all’osservazione della Corte di firmare un accordo quadro di partenariato con le autorità di frontiera degli Stati membri.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento Europeo concede il discarico al direttore all’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009. Il Parlamento Europeo sottolinea che la Corte dei Conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009 nonché della legittimità e regolarità delle operazioni. Chiede all’Agenzia di migliorare la propria gestione finanziaria per quanto riguarda il rimborso delle spese sostenute dagli Stati Membri individuando, assieme a tali Stati Membri, le radici del problema per adottare soluzioni condivise.

 
  
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  Nikolaos Salavrakos (EFD), per iscritto. – (EL) In ragione dei maggiori flussi migratori, Frontex è chiamata a svolgere un ruolo attivo nella sorveglianza delle frontiere europee. Secondo Frontex, il 95 per cento degli immigranti illegali che arrivano in Europa entrano attraverso la Grecia. L’espulsione di un immigrante illegale costa 6 500 euro e, ai sensi di Dublino II, il paese di ingresso è responsabile dell’espulsione. Gli Stati membri alle frontiere esterne dell’Unione europea sono tutti sotto pressione a causa dell’immigrazione e si sono trasformati in “campi di immigranti” per l’Europa. Dobbiamo sostenere Frontex sia finanziariamente sia operativamente e rendere più sicuri i confini esterni dell’Unione, come pure dobbiamo introdurre un meccanismo per ripartire il numero complessivo di immigranti tra tutti gli Stati membri.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), per iscritto. – (FR) Il voto su questo discarico di bilancio approva definitivamente l’aumento della spesa dell’Agenzia europea Frontex per il suo compito di controllo delle nostre frontiere esterne. Tale aumento significativo del bilancio tra il 2006 e il 2009 è stato sia necessario sia legittimo poiché corrisponde alla necessità di rafforzare il coordinamento degli Stati membri nella lotta contro l’immigrazione illegale. Simbolo della politica dell’Unione in materia di migrazione, Frontex deve garantire che il suo bilancio sia speso per misure concrete di controllo dei flussi migratori. Apprezzo al riguardo l’introduzione di un sistema di gestione del rendimento per dare maggiore visibilità alle attività dell’Agenzia. Il sistema, orientato verso gli esiti, aiuta a raffrontare le attività nel tempo e, dunque, a valutarle. Il voto affermativo è inoltre, a mio parere, un forte messaggio politico del Parlamento europeo a favore della politica europea di immigrazione sviluppata sotto la Presidenza francese dell’Unione. Responsabilità sovrana che prima era appannaggio degli Stati membri, la sicurezza delle frontiere ora è gestita a livello europeo. La gestione condivisa delle frontiere è un meccanismo di salvaguardia essenziale che consente il pieno esercizio di una delle libertà fondamentali dell’Unione: la libera circolazione delle persone nello spazio Schengen.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Al voto mi sono astenuta. I conti annuali per l’esercizio 2009 sono stati dichiarati affidabili sotto tutti i profili essenziali. Frontex ha inoltre intrapreso nuove iniziative per analizzare le proprie misure, compreso il loro impatto, e migliorare la trasparenza e l’obiettività della selezione del personale. Tuttavia, la Corte dei conti europea ha riscontrato carenze anche nel 2009, carenze già evidenziate ogni anno dal 2006. È inaccettabile che reiteratamente si sia omesso di affrontare tali lacune ponendovi rimedio in maniera definitiva.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0103/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha ritenuto che i conti annuali dell’Autorità per l’esercizio 2009 siano affidabili e le operazioni sottostanti siano legittime e regolari. Apprezzo il fatto che la maggior parte delle attività e dei beni relativi ai programmi EGNOS e Galileo è stata trasferita alla Commissione nel dicembre 2009. Si rileva che il bilancio definitivo per il 2009 non comprendeva informazioni sulle entrate dell’Autorità. Irregolarità sono state anche riscontrate nelle procedure di selezione del personale. L’Autorità deve sanare tali carenze e informare il Parlamento europeo come disposto.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul bilancio dell´Autorità europea di sorveglianza GNSS poiché è stata condotta una buona gestione per quanto riguarda la contabilità e i dati forniti sono ritenuti attendibili. Nel campo delle risorse umane restano tuttavia alcune incoerenze, sopratutto per quanto riguarda le procedure di selezione del personale, ritenute poco trasparenti. Mi auguro quindi che la suddetta Autorità si impegni ad apportare miglioramenti in questo campo.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) I compiti dell’Autorità di vigilanza del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) europeo consistono nel sorvegliare la gestione dell’interesse pubblico per quanto concerne i relativi programmi europei e fungere da loro organismo normativo. Le attribuzioni della joint venture Galileo, cessata il 31 dicembre 2006, le sono state trasferite dal 1° gennaio 2007. Con sede temporanea a Bruxelles, l’Autorità, secondo il suo regolamento, è chiamata tra l’altro ad assolvere i seguenti compiti ora oggetto di revisione: gestione del contratto con l’operatore incaricato di esplorare il servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS) ereditato dalla joint venture Galileo, coordinamento dell’azione degli Stati membri sulle frequenze necessarie per il funzionamento del sistema, cooperazione con la Commissione nell’elaborazione di proposte in relazione al programma, ammodernamento del sistema, gestione di tutti gli aspetti relativi alla protezione e alla sicurezza del sistema, attività come autorità europea per l’approvazione della sicurezza del GNSS, nonché gestione delle attività di ricerca necessarie per sviluppare e promuovere i programmi europei relativi al GNSS.

L’elenco delle attribuzioni denota l’importanza che riveste l’Autorità di vigilanza del GNSS europeo e rafforza l’esigenza che tale organismo mantenga le sue attività e la sua spesa entro il bilancio assegnato e rispetti le norme che presiedono all’esecuzione del bilancio.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Al voto sul documento mi sono astenuto nonostante la commissione competente abbia deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esercizio 2009. Il bilancio dell’Autorità per l’esercizio 2009 è stato pari a 44 400 000 euro, vale a dire una riduzione del 64 per cento rispetto all’esercizio 2008. Mi sono astenuto perché il Parlamento si rammarica per le lacune riscontrate nelle procedure di selezione del personale che ne mettono in discussione la trasparenza. È necessario rendere più trasparenti le procedure in modo che in futuro si possano eliminare le incertezze in merito alle attività dell’Autorità.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, con il voto odierno il Parlamento europeo ha concesso il discarico al direttore esecutivo dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità per l’esercizio 2009. Ho espresso un voto favorevole sulla scorta delle valutazioni e relazioni effettuate dalla Corte dei conti e dalla commissione per il controllo dei bilanci, che hanno dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e della regolarità delle operazioni sottostanti.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico all’Autorità di vigilanza del GNSS europeo perché la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo sottolinea le carenze nelle procedure di selezione del personale, spesso pregiudizievoli per la trasparenza delle procedure stesse. Rileva inoltre che il bilancio definitivo pubblicato dall’Autorità il 31 marzo 2010 non riflette il bilancio definitivo per il 2009 approvato dal consiglio di amministrazione e non ne include le entrate. Sollecita pertanto l’Autorità a rettificare la situazione e ad informare l’autorità di discarico delle modifiche apportate.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0126/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierno documento e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune Artemis per l’esercizio 2009. Secondo le informazioni fornite dalla Corte dei conti, i conti annuali dell’Impresa per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. L’introduzione di tali sistemi deve essere conclusa urgentemente. Nel 2009, i tassi di assorbimento dell’Impresa per gli stanziamenti di impegno e pagamento sono stati rispettivamente pari al 81 e al 20 per cento. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Impresa è ancora agli esordi e, pertanto, giustifico i tassi di assorbimento relativamente bassi per gli stanziamenti di pagamento. Ritengo inoltre che, vista l’entità del suo bilancio e la complessità dei suoi compiti, l’Impresa debba valutare l’eventualità di istituire un comitato di verifica che riferisca direttamente al consiglio direttivo.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l´Impresa comune "Artemis" poiché ha condotto una gestione finanziaria egregia per essere un´Agenzia ancora in fase di avviamento. Ritengo quindi che in futuro possano essere fatti miglioramenti e corrette le incongruenze riportate in bilancio per questo esercizio.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’Impresa comune Artemis realizzerà un’iniziativa tecnologica comune (CTI) nel campo dei sistemi informatici incorporati. Questo partenariato pubblico-privato è volto essenzialmente a sostenere il cofinanziamento di iniziative di ricerca a livello europeo, oltre al miglioramento della collaborazione tra i vari operatori del settore. Come giustamente sottolinea il relatore, l’Impresa è stata creata allo scopo di definire e attuare un’"agenda di ricerca" per lo sviluppo di tecnologie essenziali per i sistemi informatici incorporati in vari settori di applicazione al fine di rafforzare la sostenibilità e la competitività europea e permettere l’emergere di nuovi mercati e di nuove applicazioni sociali. L’Impresa è ancora agli esordi, il che alimenta grandi aspettative rispetto ai suoi futuri conseguimenti e la speranza che giustifichi l’investimento che comporta.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Impresa comune Artemis per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha affermato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Nel bilancio definitivo del 2009 dell’Impresa figuravano stanziamenti di impegno per 46 000 000 euro e stanziamenti di pagamento per 8 000 000 euro. I tassi di assorbimento per gli stanziamenti di impegno e pagamento sono stati rispettivamente pari all’81 e al 20 per cento. Penso che l’Impresa sia ancora agli esordi e, pertanto, giustifico i tassi di assorbimento relativamente bassi per gli stanziamenti di pagamento.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, sia la Corte dei conti che la commissione per il controllo dei bilanci hanno dato parere positivo sull’esecuzione del bilancio dell’impresa comune Artemis per l’esercizio 2009. Per tali motivi, il Parlamento concede oggi con il proprio voto il discarico in relazione all’esercizio 2009. Il bilancio dell’impresa é risultato, a seguito dei controlli effettuati, affidabile e le operazioni sottostanti legittime e regolari. Credo utile però, che l’impresa comune raccolga l’invito finalizzato a migliorare la sua documentazione dei processi e delle attività informatiche, nonché la mappatura dei rischi informatici, e a sviluppare un piano di continuità operativa e una politica di protezione dei dati.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per la concessione del discarico all’Impresa comune Artemis, ma ritengo che, vista l’entità del suo bilancio e la complessità dei suoi compiti, l’Impresa debba valutare l’eventualità di istituire un comitato di verifica che riferisca direttamente al consiglio direttivo.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Impresa comune Artemis il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Impresa comune Artemis per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo sottolinea che l’Impresa comune Artemis è stata costituita nel dicembre 2007 per definire e attuare una "agenda di ricerca" per lo sviluppo di tecnologie essenziali per i sistemi informatici incorporati in vari settori di applicazione, al fine di rafforzare la competitività europea e la sostenibilità e permettere l’emergere di nuovi mercati e di nuove applicazioni sociali.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0128/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho avallato l’odierna relazione e il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune Clean Sky per l’esercizio 2009. Secondo le informazioni fornite dalla Corte dei conti, i conti annuali dell’Impresa per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. L’introduzione di tali sistemi deve essere conclusa. Concordo con l’opinione del relatore secondo cui, vista l’entità del suo bilancio e la complessità dei suoi compiti, l’Impresa deve valutare l’eventualità di istituire un comitato di verifica che riferisca direttamente al consiglio direttivo. Ritengo inoltre che l’Impresa debba sviluppare ulteriormente disposizioni in materia di adesione e cofinanziamento. Spero che in futuro l’Impresa comune Clean Sky acceleri lo sviluppo, la convalida e la dimostrazione di tecnologie di trasporto con sistema di propulsione “pulito” nell’Unione europea in maniera che possano essere introdotte quanto prima.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Vorrei formulare qualche osservazione in merito al funzionamento dell’Impresa comune Clean Sky, commenti che sono il motivo per il quale non appoggio il discarico per l’esecuzione del suo bilancio per l’esercizio 2009. In primo luogo, dalla creazione dell’Impresa nel 2007 non sono ancora stati firmati accordi con il Belgio in merito alla sede amministrativa, ai privilegi, alle immunità e ad altre forme di sostegno. Come può un’impresa operare correttamente senza che questi requisiti di base siano soddisfatti? Non sorprende che le attività di ricerca prefinanziate nel 2008 non siano state pienamente realizzate nel 2009 e sia stato utilizzato soltanto il 65 per cento del prefinanziamento. Ciò che più mi preoccupa, tuttavia, è che l’Impresa non ha ancora pienamente introdotto i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria, il che mette in discussione la trasparenza delle modalità di spesa del denaro versato dai contribuenti europei.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 sul Bilancio relativo all´Impresa comune "Clean Sky" poiché, nonostante la presenza di alcune irregolarità nel bilancio dell´impresa, ritengo che si possa essere fiduciosi sul futuro miglioramento delle performance di auditing dell´Impresa, in quanto essa è ancora nella fase di avvio.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) La creazione dell’Impresa comune Clean Sky nasce dall’esigenza di promuovere lo sviluppo, la convalida e la dimostrazione di tecnologie di trasporto con sistema di propulsione “pulito” nell’Unione europeo da introdurre quanto prima. Come nel caso dell’Impresa comune Artemis, tale organismo è ancora agli esordi. Ciò non significa tuttavia che non vi siano già procedure e prassi da rettificare, soprattutto in ambiti quali la struttura di bilancio, come giustamente sottolinea il relatore.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Impresa comune Clean Sky per l’esercizio 2009. L’Impresa comune Clean Sky è stata creata nel dicembre 2007 per accelerare lo sviluppo, la convalida e la dimostrazione di tecnologie di trasporto con sistema di propulsione “pulito” nell’Unione europea in maniera che possano essere introdotte quanto prima. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. Nel bilancio definitivo del 2009 dell’Impresa figuravano stanziamenti di impegno per 91 000 000 euro e stanziamenti di pagamento per 60 000 000 euro. I tassi di assorbimento per gli stanziamenti di impegno e pagamento sono stati rispettivamente pari al 98 e all’1 per cento. Penso che l’Impresa sia ancora agli esordi e, pertanto, giustifico i tassi di assorbimento relativamente bassi per gli stanziamenti di pagamento.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, sia la Corte dei conti che la commissione per il controllo dei bilanci hanno dato parere positivo sull’esecuzione del bilancio dell’impresa comune Clean Sky per l’esercizio 2009. Per tali motivi, il Parlamento concede oggi con il proprio voto il discarico in relazione all’esercizio 2009. Il bilancio dell’impresa è risultato, a seguito dei controlli effettuati, affidabile e le operazioni sottostanti legittime e regolari. Credo utile però, che l’impresa comune raccolga l’invito finalizzato al completamento dell’attuazione dei controlli interni e del sistema d’informazione finanziaria, considerati, sopratutto, le dimensioni del bilancio e la complessità delle competenze ad essa attribuite.

 
  
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  Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz (PPE), per iscritto. – (PL) Ho votato a favore della concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune Clean Sky per l’esercizio 2009. Sono consapevole del fatto che l’Impresa è ancora agli esordi. Purtroppo sono stati accusati molti ritardi nei progetti in questa fase e si è utilizzato soltanto il 65 per cento del prefinanziamento. Inoltre, non sono state prese decisioni per quanto concerne la sede in Belgio, il che rende notevolmente più difficile un funzionamento efficiente dell’Impresa.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato per concedere il discarico all’Impresa comune Clean Sky. Riconosco che l’Impresa è ancora agli esordi. Mi preoccupa nondimeno il fatto che le attività di ricerca prefinanziate dalla Commissione nel 2008 per conto dell’Impresa comune non sono state pienamente realizzate nel 2009 e, a causa dei ritardi accusati dai progetti, sono stati utilizzati soltanto 8 700 000 dei 13 600 000 euro di prefinanziamento, pari a un tasso di assorbimento del 65 per cento. Mi preoccupa in particolare il fatto che l’adozione, la struttura e la presentazione del bilancio approvato dell’Impresa per 2009 non erano in linea con il regolamento (CE) n. 71/2008 che istituisce l’Impresa comune Clean Sky né con il suo regolamento finanziario. Esorto pertanto l’Impresa a sanare rapidamente questa grave carenza.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Impresa comune Clean Sky il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al Direttore esecutivo dell’Impresa comune Clean Sky in relazione all’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo è dell’avviso che, considerate le dimensioni del bilancio e la complessità dei compiti che le sono conferiti, l’Impresa comune debba istituire un comitato di controllo che riferisca direttamente al consiglio direttivo.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0129/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierno documento e avallato il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi per l’esercizio 2009. Secondo le informazioni fornite dalla Corte dei conti, i conti annuali dell’Impresa per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. L’introduzione di tali sistemi deve essere conclusa. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Impresa dovrebbe ulteriormente sviluppare disposizioni in materia di adesione e cofinanziamento, nonché completare l’introduzione dei sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. Spero che in futuro l’Impresa migliori l’efficienza e l’efficacia del processo di sviluppo dei medicinali e aiuti il settore farmaceutico a produrre farmaci innovativi più efficaci e sicuri.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) A mio parere, l’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi dovrebbe essere interamente finanziata dalle case farmaceutiche o dai suoi stessi soci, che sono i più interessati al funzionamento dell’impresa. Per questo non appoggio il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l´Impresa comune "Iniziativa tecnologica congiunta concernente medicinali innovativi" in quanto, come risulta dalla relazione, l´Impresa ha ottenuto dalla Corte dei conti il giudizio di affidabilità dei propri conti e delle operazioni sottostanti. Ritengo però che, pur essendo in parte giustificabile per essere ancora in fase di avvio, l´Impresa dovrebbe completare la realizzazione dei propri sistemi di controllo e operare, nei prossimi esercizi, una gestione più oculata e trasparente.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi è intesa a promuovere il processo di sviluppo di prodotti farmaceutici che siano più efficienti ed efficaci in modo che il settore farmaceutico possa produrre farmaci innovativi più sicuri ed efficaci. Gli obiettivi dell’Impresa consistono dunque nel contribuire all’attuazione del settimo programma quadro e sostenere la ricerca e lo sviluppo farmaceutico negli Stati membri e nei paesi associati al settimo programma quadro. A tal fine, l’organismo incoraggia la partecipazione delle piccole e medie imprese alle sue attività, nonché la cooperazione tra settore privato e università. L’Impresa è ancora allo stadio embrionale, per cui non è possibile prevedere con chiarezza come sarà eseguito in futuro il suo bilancio. Dovrebbe tuttavia proseguire e completare in particolare l’introduzione dei sistemi di controllo interno e informativa finanziaria.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha affermato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Impresa è stata creata nel febbraio 2007 per migliorare notevolmente l’efficienza e l’efficacia del processo di sviluppo dei medicinali con l’obiettivo a lungo termine di aiutare il settore farmaceutico a produrre farmaci innovativi più sicuri ed efficaci. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. Nel contempo, nel bilancio definitivo del 2009 dell’Impresa figuravano stanziamenti di impegno per 82 000 000 euro e stanziamenti di pagamento per 82 000 000 euro. I tassi di assorbimento per gli stanziamenti di impegno e pagamento sono stati rispettivamente pari al 97 e all’1 per cento.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, considerando che la Corte dei conti ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli dell’affidabilità dei conti annuali relativi all’esercizio 2009, nonché della legittimità e della regolarità delle operazioni sottostanti, ho espresso il mio voto favorevole alla concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi per l’esercizio finanziario 2009. Come è noto, ogni dibattito sul discarico si colloca in un contesto particolare, e quello odierno si svolge nel contesto della crisi economico - finanziaria, che ha generato problemi finanziari e di bilancio per alcuni Stati membri. Pertanto, anche in un’ottica di controlli più efficaci, mi unisco alla richiesta formulata all’impresa comune, volta a chiedere l’inserimento, nel proprio regolamento finanziario, di un riferimento specifico ai poteri del servizio di audit interno della Commissione, in quanto suo revisore interno.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi per l’esercizio 2009. Esorto l’Impresa a completare urgentemente l’introduzione dei sistemi di controllo interno e informativa finanziaria.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede al direttore esecutivo dell’Impresa comune per l’attuazione dell’iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune per l’esercizio finanziario 2009. Il Parlamento europeo chiede all’Impresa comune di inserire nel proprio regolamento finanziario un riferimento specifico ai poteri del servizio di audit interno della Commissione, in quanto suo revisore interno, sulla base delle disposizioni del regolamento finanziario quadro degli organismi comunitari.

 
  
  

Relazione Stavrakakis (A7-0124/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Ho votato a favore dell’odierna relazione e del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune SESAR. Secondo le informazioni fornite dalla Corte dei conti, i conti annuali dell’Impresa per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. L’Impresa è in una fase di avvio e alla fine del 2009 non aveva ancora introdotto pienamente i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. L’introduzione di tali sistemi deve essere conclusa. Concordo con il relatore nell’affermare che l’Impresa deve iniziare a introdurre un sistema di gestione integrato che consenta di imputare i costi a specifici pacchetti di lavoro e identificare le fonti di finanziamento dei costi operativi. È altresì importante definire le condizioni per lo storno dei fondi non spesi all’esercizio successivo.

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) L’Impresa comune per sviluppare il sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo (SESAR) è un’iniziativa importante. Tuttavia, in un momento di crisi finanziaria e difficoltà in molti Stati membri, non ritengo opportuno che l’Unione spenda milioni di euro in tale ambito.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore dell’autorizzazione al discarico 2009 per l´Impresa comune SESAR poiché il lavoro svolto da questa impresa di recente avviamento ha convinto la Corte dei conti della propria affidabilità. E´ già noto l´impegno che questa istituzione sta profondendo per ultimare la realizzazione dei sistemi di controllo ma ritengo che debbano essere fatti maggiori sforzi a proposito che garantiscano la trasparenza e l´attendibilità dei conti.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) L’Impresa comune SESAR è volta ad ammodernare il sistema europeo di gestione del traffico aereo e dovrebbe riunire gli sforzi profusi dall’Unione per la ricerca e lo sviluppo in un unico ambito, quello del progetto SESAR (sistema europeo di nuova generazione per la gestione del traffico aereo).

La sicurezza degli europei, che sempre più utilizzano i servizi delle compagnie aerea, come anche quella dei dipendenti delle compagnie stesse, richiede un particolare livello di prestazioni nella ricerca delle soluzioni migliori per gestire questo tipo di traffico, nonché monitorare e raffrontare le metodologie già applicate nei vari Stati membri in modo che tutti adottino le migliori prassi e soluzioni sicure, economiche e innovative.

Come nel caso di altre imprese ancora agli esordi, SESAR non ha ancora reso completamente operativi i sistemi di controllo interno e informativa finanziaria. Dovrà farlo quanto prima.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato il documento in quanto la commissione competente ha deciso di approvare la chiusura dei conti dell’Impresa comune SESAR per l’esercizio 2009. La Corte dei conti ha affermato di aver ottenuto ragionevoli garanzie quanto al fatto che i conti annuali per l’esercizio 2009 sono affidabili e le operazioni sottostanti sono legittime e regolari. Nel bilancio definitivo del 2009 dell’Impresa figuravano stanziamenti di impegno per 325 000 000 euro e stanziamenti di pagamento per 157 000 000 euro. I tassi di assorbimento per gli stanziamenti di impegno e pagamento sono stati rispettivamente pari al 97,1 e al 43,2 per cento. La Corte dei conti ha riconosciuto che sono stati intrapresi passi importanti nel 2009 per istituire sistemi di controllo, ma manifesta preoccupazione per l’assenza a fine esercizio di uno strumento integrato per gestire le informazioni finanziarie, operative e di bilancio. L’Impresa ha tuttavia replicato che i sistemi finanziari erano già predisposti e introdotti nel maggio 2010. Occorre eliminare i casi in cui i controlli interni non operano in maniera corretta.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, nonostante qualche lacuna e irregolarità, riscontrate dalle Corte dei conti nel corso delle analisi e delle valutazioni effettuate sul bilancio dell’impresa comune SESAR, ho votato a favore della concessione del discarico per l’esercizio 2009. Ritengo però opportuno, al fine di evitare il ripetersi degli stessi errori nelle procedure future, che SESAR completi e metta in atto meccanismi di controllo interni e un sistema di informativa finanziaria, capaci di consentire una valutazione il più attendibile e corretta possibile delle operazioni di bilancio relative a ciascun esercizio finanziario.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune SESAR per l’esercizio 2009. Mi preoccupa nondimeno il fatto che nel dicembre 2009 non esisteva un sistema di gestione integrato per imputare i costi a specifici pacchetti di lavoro e identificare le fonti di finanziamento dei costi operativi.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Sono favorevole a concedere al direttore esecutivo dell’Impresa comune SESAR il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa per l’esercizio 2009.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Con la risoluzione odierna il Parlamento europeo concede il discarico al direttore esecutivo dell’Impresa comune SESAR per l’esecuzione del bilancio dell’Impresa comune per l’esercizio 2009. Il Parlamento europeo si compiace del fatto che la Corte dei conti abbia considerato affidabili i conti annuali dell’impresa comune per l’esercizio 2009 e constatato che le operazioni sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari.

 
  
  

Relazione Rapkay (A7-0152/2011)

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), per iscritto. – (RO) La responsabilità delle dichiarazioni pubbliche rilasciate dai parlamentari ricade innanzi tutto su coloro che le rilasciano. Il Parlamento interviene solo in casi eccezionali per analizzare il contesto, l’occasione o il diritto o meno della persona di rilasciare la dichiarazione pubblica in questione. Tale intervento è però obbligatorio quando la persona che ha rilasciato la dichiarazione viene ritenuta responsabile del contenuto dell’idea espressa. Un siffatto caso eccezionale, ed era compito del Parlamento europeo approfondirlo, è quello che ha visto coinvolto l’eurodeputato Luigi de Magistris, citato in giudizio nel suo paese in relazione a un’intervista rilasciata a un quotidiano italiano in veste di membro di un partito politico rappresentato nelle strutture europee. Guardando oltre la dichiarazione formulata o le sue implicazioni a livello di politica interna, il diritto di un parlamentare europeo di esprimersi deve essere riconosciuto come una libertà e, pertanto, difeso.

Come Luigi de Magistris, qualunque altro eurodeputato gode dell’immunità dalle indagini o dalla reclusione a seguito di opinioni manifestate o voti espressi. In tal senso, qualsiasi tentativo di precludere ai parlamentari europei la possibilità di esprimere le proprie opinioni su questioni di interesse pubblico non può essere approvato in una società democratica.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) La relazione riguarda la richiesta di difesa dell’immunità e dei privilegi del collega de Magistris, formulata a norma degli articoli 8 e 9 del protocollo sui privilegi e le immunità dell’Unione europea, nonché dell’articolo 68 della costituzione della Repubblica italiana, come modificata dalla legge costituzionale n. 3 del 29 ottobre 1993, perché è stato citato in giudizio a Benevento da un membro di questa Camera, l’onorevole Mastella, a seguito di un’intervista rilasciata a un quotidiano italiano. Tenuto conto della prassi consolidata di questo Parlamento, considerando che i procedimenti legali rientrano nel diritto civile o amministrativo e alla luce del parere della commissione giuridica, voto a favore della revoca dell’immunità parlamentare del collega de Magistris.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato la relazione perché la commissione giuridica ritiene che rilasciando l’intervista in questione l’onorevole Luigi de Magistris stesse agendo nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di deputato al Parlamento europeo e svolgendo attività politica esprimendo la propria opinione su un tema di pubblico interesse per i suoi elettori. I tentativi di precludere ai membri del Parlamento la possibilità di esprimere le proprie opinioni su questioni oggetto di preoccupazione e interesse pubblico legittimo e criticare i propri avversari politici intentando procedimenti legali sono inaccettabili in una società democratica e costituiscono una violazione dell’articolo 8 del protocollo volto a tutelare la libertà di espressione dei parlamentari nel momento in cui assolvono i propri doveri nell’interesse del Parlamento come istituzione dell’Unione europea. Alla luce delle considerazioni che precedono e a norma dell’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento, considerati i motivi a favore e sfavore della difesa dell’immunità del parlamentare in questione, la commissione giuridica raccomanda che il Parlamento europeo difenda l’immunità parlamentare del collega de Magistris.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore della relazione perché la commissione competente ritiene che rilasciando l’intervista in questione l’onorevole Luigi de Magistris stesse agendo nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di deputato al Parlamento europeo e svolgendo attività politica esprimendo la propria opinione su un tema di pubblico interesse per i suoi elettori. I tentativi di precludere ai membri del Parlamento la possibilità di esprimere le proprie opinioni su questioni oggetto di preoccupazione e interesse pubblico legittimo e criticare i propri avversari politici intentando procedimenti legali sono inaccettabili in una società democratica e costituiscono una violazione dell’articolo 8 del protocollo volto a tutelare la libertà di espressione dei parlamentari nel momento in cui assolvono i propri doveri nell’interesse del Parlamento come istituzione dell’Unione europea.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), per iscritto. – (EN) L’onorevole de Magistris è stato citato in giudizio per diffamazione. In relazione a ciò, il collega ha chiesto al Parlamento europeo che la sua immunità e i suoi privilegi parlamentari siano tutelati. In linea con la relazione, la commissione giuridica raccomanda che il Parlamento europeo tuteli l’immunità dell’onorevole de Magistris. Ho votato a favore.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), per iscritto. – (PT) Il Parlamento ha ricevuto una richiesta di revoca dell’immunità parlamentare del collega de Magistris, citato dinanzi in giudizio a Benevento dall’onorevole Mastella, anch’egli membro del Parlamento europeo, a seguito di un’intervista che l’onorevole de Magistris ha rilasciato a un quotidiano italiano il 31 ottobre 2009.

La commissione giuridica ha formulato una dichiarazione sulla questione avendo adottato una relazione in cui si è deciso di non revocare l’immunità parlamentare. Si è infatti ritenuto che l’onorevole de Magistris, quando ha formulato i propri commenti, stesse assolvendo i propri doveri di membro del Parlamento europeo. Secondo la relazione, il collega stava agendo nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di deputato al Parlamento europeo e stava svolgendo attività politica esprimendo la propria opinione su un tema di pubblico interesse per i suoi elettori.

Ho votato a favore perché propugno la libertà di espressione dei parlamentari nell’esercizio dei propri doveri e difendo gli interessi del Parlamento europeo in quanto istituzione. Vorrei tuttavia aggiungere che, a mio giudizio, chi ha responsabilità politiche in generale, compresi i parlamentari europei, dovrebbe sempre dire la verità e adottare un linguaggio rispettoso dei propri interlocutori, il che non sempre accade.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Mi pronuncio per la difesa dell’immunità dell’onorevole de Magistris in quanto rilasciando l’intervista in questione il collega stava agendo nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di deputato al Parlamento europeo e stava svolgendo attività politica esprimendo la propria opinione su un tema di pubblico interesse per i suoi elettori.

 
  
  

Relazione Rapkay (A7-0154/2011)

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Difendo i privilegi e l’immunità dell’onorevole Gollnisch e penso che la persecuzione di cui è oggetto sia di natura prettamente politica. La sua immunità deve essere difesa in modo che possa continuare a svolgere le proprie funzioni di membro a pieno titolo del Parlamento europeo. In questi casi viene espresso un voto sulla difesa dell’immunità di un parlamentare europeo durante una tornata (naturalmente quando appartiene a un grande gruppo politico), il che mi induce a pensare che talvolta in Parlamento si applicano due pesi e due misure, il che distrugge la fiducia nell’intera istituzione.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), per iscritto. – (FR) Conoscete il mio attaccamento ai valori democratici… Bruno Gollnisch, parlamentare europeo e guru intellettuale del Front National, ha chiesto la difesa della sua immunità parlamentare in riferimento a provvedimenti adottati dalle autorità francesi nell’ambito di un’indagine penale che ha visto coinvolto il collega Gollnisch nella sua veste di presidente del Front National presso il Consiglio regionale della Regione Rhône-Alpes e nel cui ambito la Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo ha presentato istanza di risarcimento nel gennaio 2009 per istigazione all’odio razziale.

L’articolo 8 del capitolo del diritto e della procedura sull’immunità dei membri del Parlamento europeo stabilisce che questi ultimi non possano essere oggetto di alcun tipo di indagine, reclusione o procedimento legale per opinioni manifestate o voti espressi nell’assolvimento delle proprie funzioni. Lo stesso prevede l’articolo 26, paragrafo 2, della costituzione della Repubblica francese.

In un momento in cui il Front National riscuote successo nei sondaggi in Francia e sarebbe opportuno interrogarsi sulla banalizzazione generale di cui tale partito è oggetto (a livello mediatico e politico), sono soddisfatta che il Parlamento europeo non difenda l’immunità parlamentare dell’onorevole Gollnisch e abbia chiesto la sua revoca in modo che la giustizia possa fare il suo lavoro.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) La relazione riguarda la richiesta di difesa dei privilegi e dell’immunità del collega Gollnisch. La richiesta è stata formulata quando la polizia francese ha tentato di arrestarlo affinché comparisse dinanzi alle autorità giudiziarie francesi per un caso riguardante l’espressione di opinioni politiche. Il caso concerne un’accusa di istigazione all’odio razziale da parte della Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo (LICRA) a seguito della pubblicazione di un comunicato stampa sul sito del gruppo Front National presso il Consiglio regionale della Regione Rhône-Alpes di cui l’onorevole Gollnisch era presidente. Tenuto conto della prassi consolidata di questo Parlamento e del parere della commissione giuridica, concordo con la posizione del relatore e voto a favore della revoca dell’immunità parlamentare del collega Gollnisch.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), per iscritto. – (LT) Ho avallato la relazione perché l’articolo 8 del protocollo sui privilegi e le immunità dell’Unione europea non è stato invocato dall’onorevole Gollnisch nella sua richiesta di difesa e nella fattispecie non è applicabile. Per stabilire se difendere o meno l’immunità parlamentare, il Parlamento applica propri principi uniformi. La commissione competente non ha riscontrato prove di un sospetto sufficientemente grave e fondato che la causa sia stata intentata con lo scopo di danneggiare politicamente l’eurodeputato in questione.

In secondo luogo, il caso non rientra nell’ambito delle attività politiche dell’onorevole Gollnisch in quanto membro del Parlamento europeo. Riguarda invece attività di natura prettamente regionale e locale svolte dall’onorevole Gollnisch in veste di consigliere regionale della Regione Rhône-Alpes, mandato distinto da quello di membro del Parlamento europeo. In terzo luogo, l’onorevole Gollnisch ha fornito una spiegazione in merito alla pubblicazione del comunicato stampa incriminato da parte del suo gruppo politico presso il Consiglio regionale della Regione Rhône-Alpes dichiarando che è stato scritto dal team del Front National della regione, compreso il suo responsabile della comunicazione. L’applicazione dell’immunità parlamentare a tale fattispecie è ritenuta costitutiva di un’estensione indebita delle relative norme che sono volte a evitare interferenze con il funzionamento e l’indipendenza del Parlamento. Infine, non è compito del Parlamento, bensì delle autorità giudiziarie competenti stabilire, nel rispetto di tutte le garanzie democratiche, in che misura la legge francese sull’istigazione all’odio razziale sia stata violata e quali potrebbero esserne le conseguenze giudiziarie. Considerate tutte le argomentazioni, la commissione giuridica raccomandata che il Parlamento europeo revochi l’immunità parlamentare dell’onorevole Gollnisch.

 
  
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  David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Dopo aver considerato i motivi a favore e sfavore della difesa dell’immunità parlamentare dell’eurodeputato in questione, concordo con la raccomandazione della commissione giuridica secondo cui il Parlamento non dovrebbe difendere l’immunità dell’onorevole Gollnisch.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), per iscritto. – (FR) Stigmatizzazione e istigazione all’odio per motivi di affiliazione religiosa sono considerati reati in Francia e tale situazione equivale a un flagrante delicto. L’onorevole Gollnisch si è pubblicamente schierato a sostegno di un comunicato stampa oltraggioso in cui si equiparano i musulmani a vandali. Si parla di invasione e distruzione dei nostri valori culturali da parte dell’islam. L’onorevole Gollnisch potrà esporre la propria difesa. La revoca della sua immunità lo permetterà. Voto dunque contro la sua richiesta di salvaguardia dell’immunità parlamentare.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), per iscritto. – (PT) L’onorevole Gollnisch ha chiesto che il Parlamento europeo difenda la sua immunità parlamentare in riferimento a provvedimenti che, a suo giudizio, limitano la sua libertà applicati dalle autorità francesi nell’ambito dell’indagine giudiziaria su un’azione con istanza di risarcimento (plainte avec constitution de partie civile) intentata dalla Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo il 26 gennaio 2009 contro ignoti per istigazione all’odio razziale. Si è concluso che il caso non rientra nell’ambito delle attività politiche dell’onorevole Gollnisch in quanto membro del Parlamento europeo, riguardando invece attività di natura prettamente regionale e locale in veste di consigliere regionale della Regione Rhône-Alpes, mandato al quale l’onorevole Gollnisch è stato eletto a suffragio universale diretto e distinto da quello di membro del Parlamento europeo. Nell’indagine svolta non vi sono prove di fumus persecutionis, in altre parole dell’intenzione di danneggiare politicamente l’eurodeputato in questione. Ho votato a favore della relazione che decide di non difendere i privilegi e l’immunità dell’onorevole Gollnisch lasciando alle autorità giudiziarie competenti il compito di stabilire, nel rispetto di tutte le garanzie democratiche, in che misura la legge francese sull’istigazione all’odio razziale sia stata violata e quali potrebbero esserne le conseguenze giudiziarie.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Il caso in questione non rientra nell’ambito delle attività politiche dell’onorevole Gollnisch in quanto membro del Parlamento europeo, bensì riguarda la sua veste prettamente regionale e locale di consigliere regionale della Regione Rhône-Alpes. Abbiamo pertanto deciso di non difendere l’immunità.

 
  
  

Relazione Rapkay (A7-0155/2011)

 
  
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  Slavi Binev (NI), per iscritto. – (BG) Difendo i privilegi e l’immunità dell’onorevole Gollnisch e penso che la persecuzione di cui è oggetto sia di natura prettamente politica. La sua immunità deve essere difesa in modo che possa continuare a svolgere le proprie funzioni di membro a pieno titolo del Parlamento europeo. Per questo ho votato contro la revoca della sua immunità.

 
  
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  Andrew Henry William Brons (NI), per iscritto. – (EN) Ho votato contro la revoca dell’immunità parlamentare dell’onorevole Gollnisch perché: 1. credo nella libertà di parola e le parole contestategli non erano istigazioni alla violenza né offensive od oltraggiose. I commenti riguardavano l’intolleranza dei regimi islamici nei confronti di persone considerate eretiche; 2. non è stato previsto un dibattito prima di esprimere questi importantissimi voti (riguardanti i diritti fondamentali di un membro del Parlamento europeo); 3. la proposta di revoca dell’immunità del collega Gollnisch e l’eventuale decisione di revocarla erano incompatibili con la proposta di consentire all’eurodeputato tedesco Brok di mantenere la sua immunità nel quadro di un procedimento riguardante un (presunto) reato di evasione fiscale. È evidente che il procedimento è un’azione vessatoria da parte di un’organizzazione privata con lo scopo di sottrarre all’onorevole Gollnisch la posizione alla quale è stato eletto e la sua buona reputazione.

 
  
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  Philip Claeys (NI), per iscritto. – (NL) Il solo fatto che un nostro collega che rischia di perdere l’immunità parlamentare non abbia avuto modo di difendersi in plenaria è un motivo sufficiente per votare contro la relazione che chiede la revoca di tale immunità. È peraltro oltraggioso e contro natura che i membri di un pagamento perdano la propria immunità e siano giudicati per aver espresso le proprie opinioni. Se in futuro il Parlamento europeo vuole essere preso sul serio dagli elettori, deve inequivocabilmente e senza compromessi ergersi per il diritto alla libertà di espressione dei propri deputati e di tutti i cittadini europei.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) L’odierna relazione riguarda la richiesta di revoca dei privilegi e dell’immunità del collega Gollnisch presentata al Parlamento europeo dal procuratore della Corte di appello di Lione in merito all’indagine condotta a seguito di un’azione con istanza di risarcimento intentata il 26 gennaio 2009 dalla Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo (LICRA) concernente la pubblicazione di un comunicato stampa sul sito del gruppo Front National presso il Consiglio regionale della Regione Rhône-Alpes di cui l’onorevole Gollnisch era presidente. Tenuto conto della prassi consolidata di questo Parlamento, visto che l’immunità parlamentare in questo caso non è applicabile, e alla luce del parere della commissione giuridica, concordo con la posizione del relatore e voto a favore della revoca dell’immunità parlamentare del collega Gollnisch.

 
  
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  Nick Griffin (NI), per iscritto. – (EN) Ho votato contro la revoca dell’immunità parlamentare dell’onorevole Gollnisch perché: 1. la libertà di parola è un valore fondamentale della nostra società e la pietra miliare della nostra democrazia. Non dovrebbe essere dunque limitata dagli oppositori politici. I commenti attribuiti all’onorevole Gollnisch non costituivano un’istigazione alla violenza